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Il mondo visto da me - 2019

1109 articoli postati nel 2019

Interazioni reali vs. immaginarie

2019-01-01   Interagire   |   Comunicazione   |   Automatismi   |   Immaginazione
Quando due umani si trovano tra loro in prossimità, ovvero in comunicazione o telecomunicazione, essi comunicano e interagiscono secondo i rispettivi programmi mentali. Quando un umano si trova da solo, ovvero non in prossimità o comunicazione con qualcuno, la sua mente si prepara alle future interazioni con gli altri, ipotizzandole e simulandole consciamente e inconsciamente mediante l’immaginazione.

Verità che offendono

2019-01-01   Natura umana   |   Verità
È difficile parlare della natura umana senza che qualcuno si offenda.

Ordine fascista

2019-01-01   Politica
Quando la democrazia non riesce a mantenere l'ordine, la dittatura viene in suo aiuto.

L'io istantaneo

2019-01-01   Mente
Suppongo che l’io cosciente non abbia continuità, cioè che sia un fenomeno istantaneo del solo presente, ovvero che non si conservi, ma che si rinnovi ad ogni istante. In altre parole, suppongo che siamo coscienti solo del nostro io attuale e che abbiamo un’idea illusoria, vaga, soggettiva, fittizia, costruita a nostra convenienza, del nostro io passato, ovvero dei nostri io succedutisi nel tempo, un’idea basata su vaghi e frammentari ricordi registrati nella nostra memoria; similmente, abbiamo un’idea puramente immaginaria di ciò che saranno i nostri io futuri. Ritengo dunque l’autocoscienza, o “io cosciente”, volatile come un sentimento, ovvero come una fitta di dolore o un flusso di piacere. Ciò che ha una certa continuità, sebbene le sue parti si rinnovino continuamente, è il corpo dell’individuo nella sua totalità, così come un’automobile mantiene il suo carattere anche dopo che tutte le sue parti sono state sostituite con altre più o meno simili.

Piangere di gioia

2019-01-01   Piacere e dolore
Suppongo che il piangere di gioia, un ossimoro non impossibile, si possa spiegare con la rievocazione del dolore (da cui il pianto) associato alla precedente repressione di un bisogno, ovvero alla rinuncia ad una speranza, rievocazione che avviene quando, insperabilmente, quel bisogno può essere soddisfatto e la speranza sembra avverarsi.

Simulazione della realtà

2019-01-01   Conoscere   |   Natura umana   |   Pensare
Suppongo che l'uomo sia l'unico animale capace di simulare la realtà, ovvero di vivere, con l'immaginazione, in una realtà virtuale, e perfino di trarne piaceri e dolori reali.

L'utilità delle cose

2019-01-02   Pragmatismo
Suppongo possa essere utile guardarsi intorno (fuori e dentro di sé) e di ogni cosa o idea che si vede o che viene in mente chiedersi: A chi e perché potrebbe servire? A chi e perché potrebbe nuocere?

Funzioni della filosofia

2019-01-02   Bisogni   |   Natura umana   |   Filosofia
La filosofia può essere una professione, un hobby, un passatempo, la giustificazione morale e razionale del proprio comportamento o delle proprie scelte politiche, un mezzo di distinzione sociale, un prerequisito per appartenere ad certi gruppi, un modo per sentirsi o apparire intellettualmente o moralmente superiori agli altri, una risorsa per imparare a ragionare in modo più efficace e facendo meno errori, oppure, come nel mio caso, uno strumento per capire e comprendere meglio la natura umana, per crescere e migliorare sempre di più, ovvero per meglio soddisfare i miei bisogni e quelli altrui.

I propri limiti

2019-01-02   Libertà   |   Saggezza
Per gli antichi greci la saggezza consisteva soprattutto nel conoscere i propri limiti e nel non tentare di superarli, pena la punizione divina. Credo che questo principio di saggezza valga anche per chi non crede negli dei. Ci pensano infatti la natura e la società a punire chi oltrepassa i propri limiti.

Obbedire ai sentimenti

2019-01-03   Emozioni e sentimenti   |   Confliggere   |   Ragionare
Suppongo che lo scopo della ragione sia quello di obbedire ai sentimenti e arbitrarne i conflitti.

Questa mia supposizione è avallata dal pensiero di David Hume, riassunto come segue in un articolo di Wikipedia:

"Contrariamente all'opinione diffusa, risalente a Platone, che cioè la ragione sia superiore alle passioni e in grado di dominarle, per Hume in realtà nessuna condotta umana può essere compresa dalla ragione che è capace solo di stabilire semplicemente delle relazioni tra le idee e mai dettare quale debba essere il comportamento umano. Anzi, afferma Hume, «la ragione è, e deve essere, schiava delle passioni»".

Il problema della sessualità

2019-01-03   Etica   |   Sesso
Trovo interessante il fatto che i discorsi relativi alla morale sessuale riscuotano sempre un grande interesse e rivelino una marcata polarizzazione dei giudizi. Credo che ciò sia il sintomo di un problema che ci riguarda tutti e che né la modernità né la postmodernità hanno ancora risolto. In altre parole: la sessualità resta un grosso problema per la società in generale e per la nostra in particolare. Altri sintomi sono la diffusione e la vitalità della prostituzione e della pornografia dovunque non siano severamente proibite per legge.

L'origine delle informazioni

2019-01-03   Informazione   |   Social networks   |   Internet
Una volta si sapeva da dove venivano le informazioni. Oggi, con internet, molto meno. Potrebbero venire dal nostro vicino di casa psicopatico e non lo sappiamo. Oggi siamo tutti autori ed editori, dal momento che non costa nulla.

Dittatura della mediocrità

2019-01-03   Valutare   |   Politica   |   Società   |   Saggezza   |   Valenza sociale   |   Televisione   |   Internet
Ho l'impressione che la società attuale non premi la saggezza, la conoscenza, l'onestà, la diligenza, il coraggio, ma piuttosto la ricchezza, la bellezza, il potere, il lusso, la competitività, il successo, la conformità alle mode e alle tradizioni. Se è così, nessuno è incentivato a diventare più saggio, più colto, più onesto, più diligente, più coscienzioso, più coraggioso, più intelligente, più originale.

Inoltre mi sembra che i mass media, il commercio, la politica, la cultura, per avere il massimo successo di pubblico, l'audience più vasta, tendano ad elogiare la mediocrità in quanto qualità prevalente nelle masse, ed in tal modo la incentivano, in un circolo vizioso.

Ho la sensazione che siamo entrati definitivamente nell'era della dittatura della mediocrità e della ruffianeria, grazie soprattutto alla televisione commerciale e a Internet, che danno ampio spazio a contenuti-spazzatura che vengono poi condivisi in tempo reale.

Hegel: pensatore geniale o geniale imbroglione?

2019-01-04   Filosofia
Mi piacerebbe aprire una discussione sul valore della filosofia hegeliana prendendo come spunto le seguenti citazioni dalla Fenomenologia dello spirito.

"Il signore è la coscienza essente per se. Non si tratta più soltanto del concetto della coscienza essente-per-sé, bensì della coscienza che è per sé in quanto mediata con sé da un altra coscienza; e all'essenza di quell'altra coscienza appartiene l'essere sintetizzata con un essere autonomo, cioè con la cosalità in generale".

"Tale coscienza deve pertanto innalzare all'assoluto divenir-uno il rapporto inizialmente esteriore verso quell'intrasmutabile figurato, come fosse un'effettualità estranea. Il movimento nel quale la coscienza inessenziale si adopera a raggiungere questo esser-uno è un triplice movimento, secondo la triplice relazione che essa assumerà in rapporto al suo al di là che ha forma e figura: in primo luogo come coscienza pura, poi come essenza singola, comportantesi verso la effettualità come appetito e lavoro, e in terzo luogo come coscienza del suo essere-per-sé."

"Il rapporto del quale si è qui sopra discusso, dell'organico con la natura degli elementi, non esprime l'essenza dell'organico stesso; questa essenza è invece contenuta nel concetto finalistico. Invero a questa coscienza osservativa quel concetto non è l'essenza propria dell'organico; anzi, a quella coscienza medesima il concetto cade fuori dell'essenza, e quindi è poi soltanto quell'estrinseco rapporto teleologico. Solamente, l'organico come testé fu determinato è esso stesso proprio il fine reale; infatti, poiché l'organico "conserva se stesso" pur nel rapporto ad Altro, esso viene appunto ad essere quella naturale essenza in cui la natura si riflette nel concetto, e in cui i momenti di causa e di effetto, di attivo e di passivo, che nella necessità sono posti l'uno di fronte all'altro, vengono contratti in unità."

Schopenhauer fu uno dei pochi che osarono disprezzare Hegel apertamente, qualificandolo, tra l'altro, come "sciupatore di carta, di tempo e di cervelli".

Nigel Warburton racconta: "Hegel ebbe molti ammiratori: Arthur Schopenhauer non era uno di loro. Anzi, pensava che Hegel non fosse neppure un filosofo, perché gli mancavano, secondo lui, serietà e sincerità nell'approccio alla materia. Per quanto lo riguardava, la filosofia di Hegel era una stupidaggine. Hegel, per parte sua, definì Schopenhauer «ripugnante e ignorante»".

Voi che ne pensate? Io sto dalla parte di Schopenhauer.

Le vite degli altri

2019-01-04   Natura umana
La vita di qualsiasi essere umano, nessuno escluso, è interessante e istruttiva se osservata da un punto di vista umanistico, scientifico, storico, economico, biologico, psicologico, filosofico ed empatico, cosa che avviene molto raramente, forse mai. Infatti il punto di vista più comune è quello dell'interesse personale e dell'inclinazione a trovare conferme della validità delle proprie idee e dei propri comportamenti.

Inconscio e automatismi

2019-01-05   Inconscio   |   Vita   |   Logica   |   Psicopatia   |   Psicoterapia   |   Automatismi   |   Informazione   |   Psicoanalisi
Il mio concetto di inconscio è più ampio di quello freudiano (pur includendolo) e in esso io metto qualsiasi automatismo percettivo, logico, pulsionale, psicomotorio, sentimentale, emotivo, omeostatico, metabolico ecc.

Ogni automatismo è regolato da una logica, o software, ovvero da strutture di informazioni passive e attive, e questa logica può essere strutturata in modo più o meno “sano” nel senso di più o meno adatto alla soddisfazione dei bisogni primari della persona., giacché tale è lo scopo delle logiche che animano la vita.

La psicoterapia o l’automiglioramento consistono nell’individuare gli “errori” ovvero i “disturbi” o le “patologie” nelle logiche inconsce, ovvero negli automatismi, e correggere gli "errori" attraverso un opportuno training terapeutico e/o esperienziale fino alla formazione di automatismi alternativi permanenti più adatti, cosa che richiede un certo tempo biologico più o meno lungo, in quanto disimparare è molto più difficile che imparare.

A tale proposito segnalo il libro “Inconscio e ripetizione. La fabbrica della soggettività” di Tiziano Possamai.

Spirito e carne

2019-01-05   Mente   |   Intelligenza   |   Volontà   |   Spiritualità   |   Sensibilità
Lo spirito è forte ma la carne è debole, e quanto più debole è la carne, tanto più forte è lo spirito.

Domande su Dio

2019-01-06   Religione
A mio parere, discutere sull'esistenza o non esistenza di Dio è una perdita di tempo. Non importa stabilire se Dio esiste o no, ma come Dio (supponendo che esista) funziona e soprattutto cosa vuole da noi (ammesso che voglia qualcosa da noi). Voi che ne pensate?

Punti di vista e responsabilità

2019-01-06   Conoscere   |   Responsabilità
Ognuno ha ragione dal suo punto di vista, ma è responsabile del suo.

Parlare di Dio

2019-01-06   Religione
Non ha alcun senso parlare di Dio senza prima definire cosa sia, altrimenti ognuno lo intende a modo suo.

Quando un dibattito logico diventa polemica difensivo-aggressiva

2019-01-07   Interagire   |   Inconscio   |   Confliggere
Succede spesso che un semplice scambio di opinioni si trasformi in un dibattito in cui ognuna delle parti cerca di dimostrare l'invalidità dell'opinione altrui e la validità della propria. E in tali casi succede anche che il dibattito si trasformi in una polemica più o meno aggressiva tra i contendenti.

Suppongo che ciò sia dovuto ad un meccanismo inconscio di difesa della propria dignità sociale o posizione gerarchica. Infatti, nella logica irrazionale, surreale ed estremista dell'inconscio, aver "torto" può implicare il fatto di "meritare" una posizione gerarchica subordinata rispetto a chi ha più ragione, un disprezzo collettivo o perfino l'esclusione dalla comunità.

Pertanto, dimostrare di aver ragione, o almeno di non aver torto, ha un'importanza vitale per l'inconscio, tanto da poter scatenare reazioni emotive difensive e/o aggressive e dar luogo a sentimenti permanenti di rivalità e competizione.

Filosofia e (in)felicità

2019-01-07   Filosofia   |   Felicità
In teoria, i più esperti di filosofia dovrebbero essere più felici dei meno esperti. Se così non fosse ci sarebbe da chiedersi perché uno dovrebbe interessarsi di filosofia. Si potrebbe, d'altra parte, pensare che le persone meno felici siano le più attratte dalla filosofia, come se questa potesse consolarle o aiutarle a lenire le loro sofferenze.

Paradigmi della natura umana

2019-01-07   Conoscere   |   Natura umana   |   Personalità
Si sente spesso dire "conosci te stesso!". Ma è impossibile capire chi siamo né chi siano le persone con cui interagiamo se non in relazione ad un paradigma della natura umana con il suo vocabolario e le sue possibili varianti. Di tali paradigmi ne esistono diversi, più o meno formali ed espliciti (ogni scuola di psicologia ha il suo), ma secondo me sono tutti insoddisfacenti e/o parzialmente fallaci. Spero che un geniale psicologo e filosofo ne concepisca e divulghi al più presto uno nuovo sufficientemente attendibile e utile. L'umanità ne ha bisogno per conoscere se stessa, prima che sia troppo tardi, per evitare una catastrofe umanitaria a livello planetario.

Oracolo personale

2019-01-07   Conoscere   |   Autogoverno
Mi piace immaginare di avere un oracolo personale immaginario, a cui porre, specialmente nei momenti di esitazione, dubbio o noia, domande di qualsiasi tipo come, ad esempio, le seguenti:

  • Qual è la cosa migliore che potrei fare in questo momento?

  • Cosa (non) dovrei smettere di fare?

  • Cosa (non) vale la pena di fare?

  • Cosa (non) mi va di fare?

  • Cosa (non) posso sperare?

  • Cosa (non) posso cambiare in me e nel resto del mondo?

  • Chi/cosa (non) vorrei cambiare?

  • Cosa (non) dovrei cambiare?

  • Cosa (non) dovrei conservare?

  • Cosa (non) sono capace di fare?

  • Di chi/cosa (non) ho bisogno?

  • Ho bisogno di ....? (oggetto, persona, idea, ecc.)

  • Cosa potrebbe farmi felice, almeno per qualche minuto?

  • Di cosa ho (non) paura?

  • Di chi (non) mi posso fidare?

  • Cosa non riesco a sopportare?

  • Chi (non) ha bisogno di me?

  • Chi (non) si interessa a me?

  • Chi (non) mi vuole bene?

  • A chi (non) voglio bene?

  • A chi (non) ho voluto bene?

  • Chi sono i miei rivali o nemici?

  • Chi vorrei superare o vincere?

  • Chi sono i miei amici?

  • Chi/cosa (non) dovrei cercare?

  • Cosa (non) dovrei imparare?

  • Cosa (non) potrebbe accadermi?

  • Di cosa (non) sono sicuro?

  • Di cosa (non) mi vergogno?

  • Di cosa (non) mi sento colpevole?

  • Quali meriti (non) penso di avere?

  • Cosa potrebbe tranquillizzarmi?

  • Cosa (non) pensano gli altri di me?

  • Cosa (non) penso degli altri?

  • Cosa farei bene a (non) nascondere?

  • Chi (non) mi può aiutare?

  • Chi (non) sto aiutando?

  • Chi (non) vorrei incontrare?

  • Quanto sono padrone di me stesso?

  • Quanto sono sano di mente?

  • Cosa (non) mi manca?

  • In quale misura ho fatto il mio dovere?

  • Quali (non) sono i miei doveri?

  • Quali (non) sono i miei impegni?

  • A chi (non) sono utile?

  • Con chi farei bene a (non) interagire?

  • Chi (non) si oppone al mio sviluppo e alla mia libertà?

  • Cosa sto aspettando?

  • Cosa spero che succeda?

  • Sto dimenticando qualcosa di importante?

  • Cosa (non) ho paura di ricordare?

  • Che pericoli sto correndo? Cosa sto rischiando?

  • Che sbagli (non) ho fatto?

  • Cosa mi fa soffrire di più?

  • Mi sto autocensurando?

  • Rischio di fare una brutta figura?

  • Quali sono i miei bisogni (in)soddisfatti?

  • Chi/cosa mi impedisce di soddisfare i miei bisogni?

  • Chi/cosa mi impedisce di ridere, scherzare, giocare?

  • Quanto sono sincero con me stesso e con gli altri?

  • Quanto e in cosa mi illudo o mi inganno?

  • Quanto sono generoso?

  • Quanto sono empatico?

  • Sto facendo del male a qualcuno?

  • Ho fatto del male a qualcuno?

  • Qualcuno mi sta facendo del male?

  • Qualcuno mi ha fatto del male?

  • Qualcuno mi disprezza?

  • Disprezzo qualcuno?

  • Quali sono i miei conflitti interiori?

  • Quali sono i miei conflitti esterni?

  • Cosa (non) faccio per il bene comune?

  • Cosa (non) faccio per gli altri?

  • Cosa (non) sono disposto a fare per gli altri?

  • Cosa (non) mi aspetto dagli altri?

  • Cosa (non) si aspettano gli altri da me?

  • Con chi (non) ho debiti di riconoscenza?

  • E' più ciò che ho dato o ciò che ho ricevuto?

  • Di cosa (non) posso essere orgoglioso?

  • In cosa (non) posso ritenermi fortunato?

  • Quali mie reazioni non riesco a controllare?

  • Quanto ho paura di morire?

  • Quanto sono schiavo del mio passato e delle mie abitudini?

  • Di cosa (non) dovrei preoccuparmi?

  • Qual è la mia identità sociale?

  • Di quali colpe posso essere accusato?

  • Quanto ho bisogno di essere approvato e apprezzato?

  • Quanto dipendo dal giudizio altrui?

  • Quali mie risposte cognitivo-emotive farei bene a cambiare o a neutralizzare?

  • Dovrei smettere di farmi domande?

  • ...


Religione e credulità

2019-01-07   Conoscere   |   Religione
Chi crede in una religione rivelata può credere in qualunque altra superstizione o falsa narrazione filosofica.

Nessun bene è per sempre

2019-01-08   Bisogni   |   Etica   |   Piacere e dolore
Nessuna cosa è buona sempre. Ciò che oggi è buono, domani sarà noioso o insufficiente, e perciò non sarà ripetuto nella stessa forma o quantità, fatta eccezione per i riti, i comandamenti morali e le tradizioni popolari, in quanto forme imposte dalla comunità. Siamo dunque condannati a cercare continuamente nuove forme o maggiori quantità di bontà e di piacere.

Relatività del bene e del male

2019-01-08   Etica
Non dobbiamo stabilire cosa sia bene o male in assoluto, ma di ogni cosa, di ogni opzione, capire per chi, dove e quando e in quale misura lo sia. Perché ciò che è buono per me ora potrebbe essere cattivo in un altro momento o in un'altra situazione, o per un'altra persona.

Sensi di colpa

2019-01-08   Religione   |   Etica   |   Appartenere
A mio parere, una delle caratteristiche che distinguono l'uomo dagli altri animali è la capacità di provare sensi di colpa, i quali possono essere più o meno giustificati e più o meno consci o inconsci.

I sensi di colpa possono essere suddivisi in due categorie: quelli verso Dio e quelli verso gli altri (ovvero verso la comunità di appartenenza o persone particolari). I primi sono dovuti soprattutto a insegnamenti cristiani; i secondi, quando non sono giustificati, sono dovuti soprattutto a insegnamenti di genitori conformisti e/o moralisti.

Quando i sensi di colpa sono inconsci, è impossibile capire in quale misura essi siano giustificati.

Psicologia vs. filosofia

2019-01-08   Filosofia   |   Psicologia
Psicologia e filosofia sono per me così intricate e interdipendenti che ritengo necessarie una filosofia della psicologia e una psicologia della filosofia.

L'io e l'inconscio - Le due logiche e la salute mentale

2019-01-09   Mente   |   Inconscio   |   Confliggere   |   Coscienza
Nella mia concezione della mente, l'io, anche detto "io cosciente" o "conscio", è la parte cosciente della vita di un essere umano. A tutto il resto di esso, compresi i visceri, gli organi, la memoria, i nervi, i neuroni e tutte le altre cellule, do il nome di inconscio.

Io divido dunque la vita umana in due parti: la vita conscia e quella inconscia, ognuna con la sua logica, automatica e parzialmente modificabile, di soddisfazione dei bisogni della persona intesa come corpo e mente inseparabili. Le due logiche possono essere più o meno concordi o discordi, coerenti o incoerenti, alleate o antagoniste.

A mio parere, una persona è tanto più sana di mente e contenta, quanto più in essa le due logiche, che si influenzano reciprocamente, collaborano a favore della vita dell'essere a cui appartengono, e quanto meno confliggono tra loro.

La saggezza dei ciarlatani

2019-01-09   Conoscere   |   Falsità
Tutti i ciarlatani, in mezzo alle falsità, dicono qualcosa di sensato e ovvio, facile da capire, con cui non è possibile essere in disaccordo, altrimenti nessuno li seguirebbe.

La catastrofe della democrazia perfetta

2019-01-09   Politica
La democrazia perfetta è catastrofica (e ne stiamo facendo l’esperienza con questo “governo del popolo”). Una buona democrazia non deve dare al popolo un potere assoluto, ma mitigato da privilegi concessi alle persone più intelligenti e capaci, anche se non è facile misurare l’intelligenza e la capacità di qualcuno. I titoli accademici e i riconoscimenti della comunità scientifica sono meglio che nessun criterio, come avviene nella democrazia perfetta, dove tutti valgono nella stessa misura.

Narrazioni e significati

2019-01-09   Appartenere   |   Società   |   Cultura
Ogni cultura è piena di narrazioni a cui vengono dati significati spesso totalmente arbitrari, infondati, variabili e volatili, la cui condivisione è tuttavia fattore di coesione sociale, indipendentemente dal loro reale significato o dall'assenza di significato.

Il successo dei robot

2019-01-10   Mente   |   Automatismi
E' molto più facile cambiare la mente di un robot che quella di un essere umano. Per questo i robot hanno tanto successo.

Scopo della psicoterapia

2019-01-10   Mappa cognitivo-emotivo-motiva   |   Psicoterapia
Lo scopo di una psicoterapia dovrebbe essere quello di modificare o neutralizzare le risposte cognitivo-emotive alla percezione di certe idee, immagini e/o domande.

Razionali e sentimentali

2019-01-10   Emozioni e sentimenti   |   Ragionare
Siamo tutti diversamente razionali e diversamente sentimentali.

Ingegneria inversa della vita e della mente

2019-01-10   Mente   |   Vita   |   Mappa cognitivo-emotivo-motiva   |   Automatismi
Per “ingegneria inversa” (reverse engineering) s’intende un’attività di ricerca tecnologica il cui obiettivo è capire quale sia la struttura logica interna di un sistema di cui possiamo conoscere solo il comportamento esterno e la struttura materiale. Si tratta dunque di capire, e quindi prevedere, come il sistema reagisce a certi stimoli. In termini informatici si potrebbe dire che l’ingegneria inversa cerca di “indovinare” la logica per cui alla ricezione di un certo input o alla percezione di un certo stato fisico, un sistema emette un certo output, compie certe azioni, prende certe decisioni, cambia il suo stato ecc.

Prendiamo il caso in cui il codice sorgente di un programma informatico tuttora funzionante, scritto da uno o più programmatori divenuti introvabili, sia andato perduto e che di esso resti solo il codice eseguibile, che consiste in una massa di numeri a prima vista incomprensibili. Per poter modificare tale programma un ingegnere deve ricostruire il codice sorgente sulla base dell’osservazione del comportamento del programma e del codice eseguibile, facendo delle ipotesi sul “significato” dei numeri di cui esso è costituito.

In generale, l’ingegneria inversa “ipotizza” cosa ci sia dentro un sistema, mediante ipotesi, esperimenti, osservazioni e dati statistici che permettono di associare certi stimoli a certe risposte.

Se ammettiamo che tutti gli esseri viventi, come pure gli organi che li costituiscono, siano “sistemi” o “sottosistemi” nel senso che la loro vita e il loro funzionamento dipendono da certi automatismi “sistematici” (ovvero non casuali), allora, per “indovinare” quale sia la logica di tali automatismi, l’ingegneria inversa sembra essere l’unico mezzo di cui disponiamo. Infatti non esistono, in natura, schemi intelligibili che descrivano le logiche che permettono agli esseri viventi di vivere e di riprodursi. Pertanto il biologo può essere a giusto titolo considerato l’ingegnere della vita. A tal proposito è interessante notare che esiste un settore di ricerca chiamato bioingegneria.

Se ammettiamo che anche la mente (conscia e inconscia) sia un “organo” del corpo e funzioni prevalentemente o totalmente in base ad automatismi, allora per capirne la struttura e le logiche che ne determinano il comportamento dovremmo fare dell’ingegneria inversa. In tal modo potremmo determinare e prevedere le risposte cognitive, emotive e motivazionali ai vari stimoli (parole, idee, immagini, interazioni, ricordi ecc.). Pertanto, a mio parere, lo psicologo può essere considerato l’ingegnere della mente.

L’ingegneria inversa è, secondo me, l’unico mezzo “onesto” per cercare di capire la struttura e il funzionamento della mente, dato che essa non è in grado di capire se stessa semplicemente “pensandosi” e che le narrazioni religiose e filosofiche che la riguardano sono spesso solo speculazioni basate su assiomi non dimostrabili e spesso finalizzati a manipolare le menti a favore di certe ideologie e politiche. L'ingegneria inversa si basa su “ipotesi”. Queste possono anche derivare da speculazioni o intuizioni religiose o filosofiche, purché esse siano verificate sperimentalmente e con metodo scientifico.

La logica della specie

2019-01-11   Vita   |   Evoluzionismo
Siamo tutti figli e servi dello stesso padrone: la logica della specie. Col piacere e col dolore ci usa per riprodursi e, finito il nostro gioco più o meno creativo e più o meno felice, di noi non resta che qualche idea per qualcun altro.

Il costo delle gioie

2019-01-11   Piacere e dolore   |   Vita   |   Identità
Chi sono? Una vita tra tante che cerca di evitare il dolore e di godere di gioie non troppo costose.

Siamo tutti sostituibili

2019-01-11   Identità   |   Arroganza
Orgoglio e superbia sono dovuti soprattutto ad una sopravvalutazione del proprio talento, della propria intelligenza e della propria importanza. E' bene ricordarci che siamo tutti sostituibili (e saremo immancabilmente sostituiti) nel breve o medio termine.

Il potere della bellezza

2019-01-11   Interagire   |   Bellezza   |   Sesso
Una donna che si fa bella, lo fa per donare agli altri (specialmente agli uomini) la sua bellezza affinché ne godano, oppure per rendersi attraente, ovvero per aumentare il suo potere di attrazione e legame sugli uomini o il suo valore nella borsa della formazione delle coppie? Altrimenti per quale altro motivo potrebbe farlo? Non credo che lo faccia per piacere a se stessa.

Opinioni rivelatrici

2019-01-12   Motivazioni   |   Personalità
Quando esprimiamo una opinione riveliamo qualcosa della nostra personalità, della nostra storia e delle nostre motivazioni.

Il problema dell'ambivalenza

2019-01-12   Confliggere   |   Logica
L'uomo è un animale ambivalente che però proibisce e condanna l'ambivalenza propria e altrui chiamandola incoerenza, contraddizione, esitazione, errore, tradimento.

Una stessa cosa o persona può essere vera e falsa, buona e cattiva, attraente e repellente, in situazioni diverse e persino nella stessa situazione, ma la nostra cultura aristotelica è polarizzante, premia la scelta decisiva, la presa di parte pro o contro, e punisce i giudizi e i sentimenti ambivalenti considerandoli illogici, assurdi, indecisi, irresponsabili, immorali, infedeli, asociali ecc.

Per la nostra salute mentale e la nostra felicità dovremmo rispettare l'ambivalenza, che ci distingue da tutti gli altri animali ed è una proprietà del pensiero complesso. Infatti, più una persona è semplice o stupida, meno essa è ambivalente.

Blaise Pascal è stato uno dei pochi filosofi che hanno accettato e rispettato l'ambivalenza umana come un dato di fatto naturale.

L'illusione di piacere a se stessi

2019-01-12   Interagire   |   Emozioni e sentimenti   |   Amare
Io credo che "amare se stessi" o "piacere a se stessi" sia solo un'illusione. Credo infatti che noi possiamo amare solo gli altri e desiderare di essere amati da essi, e quando ci sentiamo degni di essere amati, scambiamo tale sentimento per amore per noi stessi o piacere a noi stessi.

La proprietà transitiva dell'amore

2019-01-12   Amare
L'amore verso qualcosa potrebbe sussistere per una proprietà transitiva, ovvero, ad esempio, A ama B perché attraverso B può ottenere C che è il vero oggetto del suo amore o desiderio. In tal caso può succedere che A è conscio dell'amore per B ma inconscio del suo amore o desiderio per C.

Natura vs. cultura

2019-01-12   Natura umana   |   Cultura   |   Natura
La cultura non dovrebbe dominare la natura, specialmente quella umana, ma servirla.

Il senso delle cose

2019-01-13   Percezione   |   Sensibilità
Nulla ha senso in sé o a priori. Se crediamo o sentiamo che una cosa ha senso per noi è perché noi stessi o altre persone glielo abbiamo attribuito. Si tratta di risposte cognitive ed emotive a stimoli (parole, immagini, suoni, ecc.), risposte che dipendono dalla nostra mente, non dall'oggetto a cui attribuiamo il senso, essendo quell'oggetto solo uno stimolo o un agente con cui possiamo interagire.

Perché ci (s)piace ciò che ci (s)piace

2019-01-13   Piacere e dolore   |   Mappa cognitivo-emotivo-motiva
Il motivo per cui una cosa ci piace o ci spiace potrebbe non aver nulla a che fare con la cosa in sé, ma con il suo contesto o con cose o persone con cui la cosa è stata associata.

Rimozione e mistificazione di piaceri e dolori

2019-01-14   Bisogni   |   Piacere e dolore   |   Autocensura
Piaceri e dolori, attrazioni e repulsioni, desideri e paure hanno una valenza sociale, nel senso che possono essere approvati o disapprovati dagli altri e, di conseguenza, influenzare il comportamento altrui a favore o a sfavore del soggetto che prova tali sentimenti.

Di conseguenza, sin da bambini, siamo abituati a nascondere o mistificare (anche a noi stessi) ciò che veramente desideriamo e ciò che ci disgusta o ci fa paura. Il risultato è l’ignoranza, la negazione o la falsificazione delle nostre motivazioni e inclinazioni, con effetti negativi sulla capacità di soddisfare i bisogni propri e quelli altrui.

Io penso, infatti, che tutto ciò che l’uomo fa (e non fa) sia condizionato e causato dalla sua percezione o anticipazione del piacere e del dolore in tutte le possibili forme, in quanto è attraverso il piacere e il dolore che il corpo, ovvero l’inconscio, “ordina” all'io cosciente ciò che deve fare (o smettere di fare) per assicurare la vita dell’individuo e la riproduzione della sua specie.

In altre parole, a mio parere, è attraverso i sentimenti (ovvero le varie forme di piacere e di dolore) che la psiche viene costruita, strutturata e sviluppata, ovvero programmata. La programmazione consiste in associazioni tra entità (oggetti, persone, idee, simboli) e sentimenti, ovvero in risposte cognitivo-emotive a certi stimoli sensoriali esterni o interni. Il piacere e il dolore sono dunque al tempo stesso i sintomi della soddisfazione o della frustrazione dei bisogni primari, e i mezzi attraverso i quali le logiche consce e inconsce, ovvero gli automatismi mentali, si adoperano per soddisfarli.

Tra tutti i bisogni mistificati o rimossi, ve ne sono, a mio parere, due categorie particolarmente importanti: quelli relativi alla sessualità, ovvero il bisogno di rapporti sessuali, e quelli relativi all'integrazione sociale, ovvero il bisogno di essere approvati, accettati, rispettati, desiderati, serviti, obbediti, accuditi ecc. dagli altri membri della comunità di appartenenza, e, più in generale, il bisogno di interagire con essi.

La rimozione e mistificazione dei piaceri e dei dolori, dei desideri e delle paure, è un fenomeno che non riguarda soltanto gli individui, ma anche la cultura, compresa la scienza. Infatti, a mio parere, pochi scienziati hanno riconosciuto il ruolo fondamentale del piacere e del dolore nell'economia del sistema nervoso, cognitivo, emotivo e motivazionale (uno di questi è Antonio Damasio). Pochi sono, inoltre, i filosofi e gli altri specialisti di scienze umane e sociali che nelle loro opere prendono in considerazione i sentimenti come elemento chiave per comprendere le "ragioni" del comportamento e del pensiero umano (uno di questi è David Hume). Da questo punto di vista i romanzieri sono in generale più istruttivi dei filosofi e degli scienziati.

Per concludere, se vogliamo migliorare la soddisfazione dei nostri bisogni e di quelli altrui, ovvero la qualità delle nostre Interazioni con gli altri, a mio avviso, dovremmo cercare di demistificare le nostre motivazioni e quelle altrui, e "resuscitare" quelle che abbiamo rimosso in quanto considerate socialmente scorrette o eccessivamente dolorose.

Le ragioni dei disaccordi

2019-01-14   Confliggere   |   Ragionare
Il disaccordo tra due persone non è quasi mai dovuto alla constatazione di errori di logica nella narrazione altrui, ma nel confronto tra logiche inconfrontabili in quanto partono da presupposti diversi qualitativamente e quantitativamente.

Sul valore delle cose e delle persone

2019-01-14   Giudicare   |   Valutare
Il valore che diamo alle cose e alle persone dipende dai nostri bisogni e dalle nostre aspettative.

Sull'automiglioramento

2019-01-14   Emozioni e sentimenti   |   Mappa cognitivo-emotivo-motiva   |   Automatismi
Un grande successo nell'automiglioramento è riuscire a trasformare una risposta cognitivo-emotiva spontanea di disprezzo o paura in una di curiosità o simpatia.

Riprogrammarsi

2019-01-14   Mente   |   Sistemica   |   Automatismi
Immagino di essere un robot che si ribella ai suoi programmatori e pretende di riprogrammarsi da sé, ma non sa esattamente come e teme di far peggio.

Domande e risposte sistemiche

2019-01-15   Interagire   |   Sistemica   |   Mappa cognitivo-emotivo-motiva
Riflessioni sulla natura "sistemica" degli esseri viventi, e dell'uomo in particolare, e del ruolo fondamentale delle "domande" e delle "risposte" automatiche, ovvero programmate secondo certe logiche. Articolo ispirato dalla "ecologia della mente" di Gregory Bateson e dalla "omeostasi sentimentale" di Antonio Damasio, condito e integrato con qualche mia idea personale.

Un sistema (organico o inorganico) è qualcosa capace di rispondere a domande e di porre domande, in modo automatico, ovvero seguendo una certa logica più o meno modificabile.

Per "domanda" intendo uno stimolo intenzionale o non intenzionale, inviato o ricevuto, che viene interpretato dal sistema o sottosistema ricevente come un ordine, ovvero una richiesta di attenzione, di azioni o di cessazione o inibizione di azioni.

Un'azione richiesta può consistere in certi comportamenti  tra cui la fornitura di certe informazioni, oggetti, sostanze o servizi.

La risposta ad una domanda sistemica può consistere nella produzione e nell’invio di un’altra domanda.

Gli esseri viventi sono organismi, ovvero sistemi organici. L’interazione tra sistemi organici, e tra essi e sistemi inorganici, è ciò che viene comunemente chiamato “ecologia”. I sistemi che interagiscono "ordinano" e si “ordinano”, ovvero trasformano e si trasformano, insegnano e apprendono, adattano e  e si adattano reciprocamente.

Le risposte sistemiche di un essere umano a "domande", ovvero a stimoli interni ed esterni, possono essere cognitive, emotive e motivazionali. Infatti, ad un certo stimolo proveniente da un altro umano, da un suo simulacro (medium), da un fenomeno naturale o da una macchina, un individuo può rispondere allo stesso tempo, consciamente e/o inconsciamente, con particolari immagini mentali, parole e relative associazioni semantiche, ricordi di esperienze, aspettative, emozioni, sentimenti, decisioni istantanee o programmatiche, volontà, desideri, movimenti muscolari, alterazioni metaboliche e fisiologiche, e qualunque altro atto o fenomeno di cui è capace volontariamente o involontariamente.

Per conoscere la natura umana, ovvero per capire se stessi e gli altri, è necessario vedere l’uomo come sistema che interagisce con altri sistemi e con i propri sottosistemi mediante scambi esterni e interni di domande e risposte sistemiche secondo certe logiche. Queste non possono essere rilevate scientificamente, ma possono essere intuite anche se in modo incerto.

Essendo le logiche di interazione parzialmente modificabili, e quindi migliorabili in termini di soddisfazione dei bisogni propri e altrui, ogni umano dovrebbe cercare di intuirle, sia da solo che con l’aiuto di strumenti culturali, unendo la teoria alla pratica delle interazioni umane.

Piacere, dolore, motivazioni, bisogni

2019-01-15   Bisogni   |   Piacere e dolore   |   Emozioni e sentimenti   |   Motivazioni
L'uomo fa ciò che fa e non fa ciò che non fa per evitare o diminuire un dolore o per ottenere o aumentare un piacere. Piaceri e dolori possono avere varie forme e intensità, essere più o meno fisici o mentali, e possono essere più o meno reali o immaginari, illusori o anticipatori. Infatti, l'aspettativa di un piacere è essa stessa un piacere, così come l'aspettativa di un dolore è essa stessa un dolore, seppure di tipi diversi.

Il piacere è il segnale della soddisfazione di uno o più bisogni, così come il dolore è il segnale della loro frustrazione. I bisogni possono essere più o meno egoisti o altruisti, sani o malati.

In conclusione, a mio parere, l'arte di vivere in modo soddisfacente consiste nell'ascoltare e riconoscere i propri bisogni, distinguere quelli sani da quelli malati e utilizzare la propria intelligenza per soddisfare quelli sani e neutralizzare quelli malati.

Libero arbitrio e risposte cognitivo-emotive

2019-01-16   Libero arbitrio   |   Mappa cognitivo-emotivo-motiva   |   Attenzione
Il libero arbitrio consiste nella capacità e nella volontà di sorvegliare e di neutralizzare selettivamente le proprie risposte cognitivo-emotive agli stimoli esterni e interni. Si può esercitare quando ci si ricorda di farlo e finché lo si desidera.

Conflitto e dialogo

2019-01-16   Interagire   |   Comunicazione   |   Dialogo
In caso di conflitto non basta voler dialogare, bisogna saperlo fare.

Opzioni e libertà di scelta

2019-01-16   Libertà   |   Libero arbitrio   |   Scegliere
La vita e il caso mi offrono continuamente opzioni, e qualcosa in me sceglie quali prendere.

Memoria vs. creatività

2019-01-17   Pensare   |   Creatività   |   Memoria
Le cose più importanti della vita e le possibilità di un suo miglioramento sono sotto gli occhi di tutti, tuttavia pochi le vedono e le capiscono, perché il pensiero non è libero, ma segue i solchi tracciati dalle proprie esperienze. Infatti, le nuove esperienze sono percepite, interpretate e valutate attraverso le vecchie.

Per essere creativi bisogna uscire dai solchi dei propri ricordi, ovvero immaginare cose mai viste, e associare idee e fatti in modo impensato, cosa che richiede un certo coraggio.

Hitler e le masse

2019-01-17   Natura umana   |   Politica   |   Storia   |   Massa
Anche da un criminale psicopatico megalomane possiamo imparare qualcosa.

"La facilità di assimilazione della massa è assai ristretta ed il suo intendimento è piccolo: per contro, la sua smemoratezza è grande. Dunque tutta la propaganda efficace deve limitarsi a dei punti essenziali, poco numerosi, e farli valere a forza di formule stereotipate per tutto il tempo che sarà necessario a far sì che anche l'ultimo degli ascoltatori arrivi ad afferrare l'idea... La grande massa di un popolo non è composta né da professori né da diplomatici. Essa è poco accessibile alle idee astratte. Per contro, la si terrà in pugno pià facilmente nel regno dei sentimenti, ed è là che si trovano i moventi segreti delle sue reazioni, sia positive che negative... In ogni periodo, la forza, che ha messo in movimento le rivoluzioni più violente su questa terra, è stata molto meno la proclamazione di una idea scientifica che si è impadronita delle folle, che non un fanatismo animatore e un vero e proprio isterismo che le eccita alla follia." [Adolf Hitler]

Arroganza dei filosofi

2019-01-17   Conoscere   |   Filosofia   |   Arroganza
I filosofi sono tutti arroganti per definizione, perché pretendono di conoscere il vero, il buono e il bello meglio dei non filosofi e di quei filosofi che la pensano diversamente da loro. Ciononostante, aspiro ad essere un filosofo.

Arbitrarietà del senso e del valore

2019-01-18   Valutare   |   Comprendere
Nulla ha senso o valore in sé. Sono gli umani che danno senso e valore alle cose secondo le proprie inclinazioni, e insegnano agli altri le loro attribuzioni come se fossero intrinseche e oggettive.

Amore e simbiosi

2019-01-18   Interagire   |   Amare
Amore: il bisogno di interagire simbioticamente con una certa persona o altro essere vivente o non vivente, in modo duraturo, se possibile, eterno.

Insufficienza dei maestri

2019-01-18   Conoscere   |   Apprendere
I maestri, dopo essere stati seguiti, sono fatti per essere superati, ovvero completati. Nessun maestro, nessun insegnamento è sufficiente. Ognuno deve cercare il necessario complemento adatto a sé presso altri maestri e/o con la propria intuizione.

Arroganza del sapere

2019-01-18   Conoscere   |   Arroganza
Al "so di non sapere" socratico preferisco un più realistico e smaliziato, meno ingenuo e meno ipocrita "so di essere arrogante". Il problema non è l'arroganza, ma ignorare di essere arroganti o credersi umili. Perché ognuno di noi sa di sapere qualcosa di più e meglio di qualcun altro e, in tal senso, è arrogante. Di conseguenza, ogni insegnamento o consiglio è un atto di arroganza.

Verità come ipotesi

2019-01-19   Verità
La cosiddetta verità è solo un'ipotesi non ancora smentita dai fatti, che vale solo in certi casi e a certe condizioni.

Amore e interdipendenza

2019-01-19   Amare   |   Interdipendenza
L'amore è un effetto dell'interdipendenza degli esseri umani.

Autosorveglianza e libero arbitrio

2019-01-20   Libero arbitrio   |   Mappa cognitivo-emotivo-motiva   |   Automatismi   |   Autogoverno
A mio parere, il libero arbitrio si può esercitare solo mediante un'autosorveglianza delle proprie risposte cognitivo-emotive agli stimoli interni ed esterni. In particolare, esso dovrebbe consistere solo nella decisione di approvare o disapprovare le risposte stesse, e non nella decisione di come rispondere agli stimoli.

In altre parole, il libero arbitrio dovrebbe limitarsi a decidere se dare o non dare seguito alle risposte automatiche, ovvero se permettere o non permettere che ad esse seguano le azioni volontarie suggerite o sollecitate dalle risposte stesse.

Sarebbe infatti molto pericoloso se avessimo la capacità di stabilire volontariamente, ovvero razionalmente, quali debbano essere le nostre risposte cognitivo-emotive, perché è difficile sapere quali siano le risposte giuste per la nostra vita (ovvero per la soddisfazione dei nostri bisogni primari) e per la conservazione della nostra specie.

La decisione di non dar seguito ad una risposta automatica, se ripetuta con costanza e coerenza, può condurre ad un indebolimento della risposta stessa e alla sua possibile sostituzione con una risposta alternativa concorrente. In tal modo è possibile risolvere conflitti interiori e "curare" la propria psiche.

A mio parere, quanto ho descritto potrebbe costituire la base di una psicoterapia efficace.

 

Il tutto e le sue parti

2019-01-20   Interagire
Siamo parti del tutto e abbiamo bisogno di interagire col resto del tutto.

I conti e la memoria selettiva

2019-01-20   Interagire   |   Etica   |   Memoria
È difficile fare i conti con chi ricorda bene le transazioni a favore degli altri e meno bene quelle a proprio favore.

Tostoj e il suicidio morale

2019-01-21   Piacere e dolore
«Questa coscienza di una vita contraria all'interesse, alla ragione, ai voti di ciascuno di noi, diventa a un certo punto così atroce che i più generosi tra gli uomini, il cui numero si accresce sempre di più, non vedono altro mezzo che il suicidio. Altri ancora soffrono ugualmente della contraddizione tra le loro aspirazioni morali e la realtà, cercando di scappare da questa condizioni con un suicidio parziale: l'abbrutimento con il tabacco, il vino, gli alcolici, le droghe. Altri ancora cercano di dimenticare – di cadere nell'oblio – aggiungendo ai narcotici piaceri eccitanti o sbalorditivi: spettacoli, speculazioni intellettuali su delle questioni oziose, alle quali donano il nome di scienza e di arte.» [Lev Tolstoj, Guerra e rivoluzione]

Valenza sociale

2019-01-21   Interagire
Quasi ogni cosa che facciamo o evitiamo di fare ci qualifica socialmente, ed ha pertanto una valenza sociale.

Saggezza e risposte cognitivo-emotive

2019-01-21   Mappa cognitivo-emotivo-motiva   |   Saggezza   |   Automatismi
A mio parere, la saggezza implica la capacità e l'abitudine di esplorare, sorvegliare e valutare le risposte cognitivo-emotive proprie e altrui agli stimoli esterni e interni.

Il bello del parlar male di qualcuno

2019-01-21   Giudicare
Quanto parliamo male di qualcuno è sottinteso che noi siamo migliori, e questo ci gratifica e ci promuove.

Vittime e carnefici

2019-01-22   Interagire   |   Etica
Gli umani, specialmente i vittimisti, sono vittime di se stessi, non dei disumani.

L'ordine delle cose

2019-01-22   Interagire   |   Natura umana
L'uomo obbedisce per comandare e comanda per obbedire, alle proprie passioni e al resto del mondo. Ogni ribellione a questo ordine delle cose è morbosa e viene presto sedata.

Il vantaggio del complottismo

2019-01-22   Conoscere   |   Complessità
Il vantaggio del complottismo è che offre spiegazioni semplici a problemi complessi, tanto semplici che anche i meno dotati intellettualmente possono comprendere.

L'illusione del controllo

2019-01-22   Mente   |   Pensare   |   Comunicazione   |   Libero arbitrio   |   Autogoverno   |   Metapensiero
Nelle riflessioni e nelle discussioni mi pare che manchi generalmente una cosa per me fondamentale: la consapevolezza del fatto che i nostri pensieri non sono volontari, ma pilotati da meccanismi inconsci. Ci si illude di avere un controllo sulle parole da pensare o da dire e sulle immagini mentali da immaginare, ma questa è un'illusione.

L'uomo e i suoi meriti

2019-01-22   Natura umana   |   Libero arbitrio   |   Scegliere   |   Successo
L'unico merito che si può attribuire ad un essere umano è quello di essere nato con un sistema nervoso efficiente e di aver vissuto in un ambiente favorevole al suo sviluppo. Perché da tali cose dipendono le sue scelte e i suoi successi.

Sulla forza di volontà

2019-01-22   Volontà
Secondo me la "forza di volontà" è una dote naturale, non un merito. Se uno non ce l'ha "non se la può dare", come il coraggio per Don Abbondio.

Ammirazioni e giustificazioni

2019-01-22   Natura umana   |   Cultura
Quasi ogni testo che tratta di cose umane ammira o giustifica certe categorie di persone a svantaggio di certe altre e può perciò contare sul supporto e l'ammirazione degli ammirati e dei giustificati e sull'avversione o il disinteresse degli altri

Causalità e casualità del libero arbitrio

2019-01-22   Libero arbitrio   |   Causalità   |   Casualità
A mio parere, ogni causa è conseguenza di un'altra causa, ovvero non esistono cause prime. Ogni evento è puramente causale, puramente casuale o in parte causale e in parte casuale. Suppongo che anche il libero arbitrio rientri in questo paradigma, ovvero che non sia una causa prima, e che sia in parte causale e in parte casuale.

Cambiare la mente?

2019-01-23   Mente   |   Sistemica   |   Cambiare
Molti pensano che una persona possa cambiare la propria mente (ovvero il proprio comportamento e i propri pensieri) a piacimento, cioè a volontà ("basta volerlo") perché non la considerano una cosa materiale. Suppongono che la mente sia, in un certo senso, come il software di un computer che può essere cambiato parzialmente o totalmente in pochi secondi a seguito di una scelta. A parer mio, si tratta di una illusione fatale, da cui derivano tante altre illusioni ed errori. In realtà la mente consiste in una logica scritta e supportata da sostanze e tessuti materiali interconnessi, biochimici, molecolari, elettrici, per cambiare i quali sono necessarie nuove esperienze e tempi lunghi, cambiamenti sui quali non abbiamo alcun controllo diretto.

Ricetta per la felicità

2019-01-23   Bisogni   |   Vita   |   Felicità
Per vivere una vita soddisfacente, ovvero per soddisfare i propri bisogni, è necessaria (ma non sufficiente) una buona relazione con sé stessi (ovvero con il proprio inconscio) e con un numero sufficiente di persone con cui cooperare.

Per avere una buona relazione con qualcuno è necessario (ma non sufficiente) conoscere le principali esigenze e motivazioni proprie e altrui.

Le ragioni dei disaccordi

2019-01-23   Conoscere   |   Confliggere   |   Differenze umane   |   Logica
Il disaccordo tra due persone non dipende quasi mai da errori di logica o contraddizioni nelle argomentazioni di una delle parti o di entrambe, ma da differenze nei punti di vista, sentimenti, valori, presupposti, definizioni e paradigmi cognitivi rispetto ai quali vengono sviluppati i ragionamenti.

Valenza sociale della musica

2019-01-23   Interagire   |   Appartenere   |   Arte   |   Musica
A mio parere, la musica unisce e divide, unisce coloro che apprezzano lo stesso genere musicale e divide colori che hanno gusti e interessi musicali diversi. Lo stesso vale per tutte le altre forme d'arte.

Perché ci piace ciò che ci piace?

2019-01-23   Piacere e dolore   |   Causalità
Quando proviamo un piacere "mentale" non possiamo mai sapere con certezza quale sia la sua vera causa, perché ogni causa è conseguenza di un'altra causa e non tutte le cause sono consce.

Lo stesso vale per il dolore "mentale".

Certezze della filosofia

2019-01-23   Conoscere   |   Filosofia   |   Verità
Noi speriamo che la filosofia ci dia delle certezze; invece, a parer mio, la buona filosofia ce le toglie.

Ipotesi sul libero arbitrio

2019-01-24   Libero arbitrio
Non c'è mai stato accordo, tra i filosofi, e nemmeno tra gli scienziati, sull'esistenza del libero arbitrio. Pertanto potrebbe non esistere affatto, esistere sempre o esistere più o meno raramente. Io propendo per la terza ipotesi, che però resta solo una ipotesi di lavoro, in quanto una dimostrazione scientifica o logica non è (ancora) possibile. Più precisamente suppongo che esso sia più o meno possibile e più o meno frequente da persona a persona, e, in una stessa persona, avere una frequenza variabile. Non saprei nemmeno dire se il libero arbitrio sia volontario o involontario.

Sull'(in)esistenza del caso

2019-01-24   Religione   |   Casualità
In tutto ciò che avviene, il caso ha un ruolo più o meno importante, di cui occorre tener conto. Pensare che nulla avvenga per caso è, a parer mio, una grande illusione alimentata da religioni e filosofie esoteriche.

Sospendere il giudizio?

2019-01-24   Giudicare   |   Motivazioni
Non dobbiamo sospendere il giudizio, dobbiamo ampliarlo per includere interessi e punti di vista diversi.

Volontà involontaria

2019-01-24   Libero arbitrio   |   Volontà
ll libero arbitrio è involontario, come la volontà stessa.

Tempo e valori

2019-01-25   Valutare   |   Tempo   |   Pragmatismo
Nel corso della mia vita ho incontrato tante cose e persone che mi hanno aiutato, e che oggi mi sarebbero inutili o persino dannose. Ogni tempo ha i suoi valori.

Perché tendiamo ad obbedire ai nostri simili

2019-01-25   Interagire   |   Bisogni
L'uomo tende ad obbedire ai suoi simili, ovvero a fare quanto gli viene richiesto. Il motivo di questa tendenza, a mio parere, si trova nel bisogno di interazione. In quanto animali sociali, ovvero interdipendenti, abbiamo bisogno (un bisogno primario, ovvero genetico) di interagire frequentemente con altri umani e l'obbedienza è un ottimo tipo di interazione.

Gruppi di discussione dal vivo!

2019-01-25   Interagire   |   Conoscere   |   Natura umana
Quando si parla di gruppi di discussione o di social network, al giorno d'oggi s'intendono solitamente comunicazioni via Internet, ovvero nello spazio-tempo virtuale. La differenza tra un gruppo di discussione e un social network è che i primi sono solitamente dedicati ad un certo tema, disciplina del sapere o attività, mentre i secondi sono più generici. Nel seguito userò il termine di "gruppo" per indicare entrambi i contesti.

I gruppi "virtuali" sono utili quando le comunicazioni nello spazio-tempo reale sono impossibili o rese difficili dalla distanza e/o dalla scarsa disponibilità di tempo. Tuttavia le interazioni "reali" sono normalmente molto più efficaci, efficienti e piacevoli di quelle "virtuali".

D'altra parte ci sono persone che preferiscono gli incontri virtuali a quelli reali perché hanno paura di esporsi, ovvero di affrontare "senza rete" le interazioni dal vivo, ovvero di stabilire relazioni "vive" e, in quanto tali, più impegnative.

Detto questo, vorrei incoraggiare tutti coloro che non hanno paura di interagire coi loro simili nella "realtà", ad organizzare dei gruppi i cui membri si incontrano frequentemente in un luogo fisico, che può essere, ad esempio, un ristorante, un locale preso in affitto per una serata, o la casa di uno dei membri. Il gruppo dovrebbe essere possibilmente "tematico" ovvero caratterizzato da un interesse o scopo condiviso, o da un comune criterio di affinità.

A tal proposito mi viene in mente che nei paesi di lingua germanica esiste una tradizione chiamata "Stammtisch" (che si traduce letteralmente "tavolo fisso") che consiste nell'incontro periodico di un certo gruppo di amici o conoscenti in un locale abituale scelto come "sede" del gruppo.

Per organizzare un gruppo "reale" uno potrebbe postare su un gruppo di discussione o social network "virtuale" un annuncio strutturato pressappoco come segue:

"A [nome della città] stiamo organizzando un gruppo / associazione di persone interessate a [tema, disciplina, attività ecc.], disponibili a incontrarsi in luoghi e date da convenire. Per partecipare, è richiesto quanto segue: [lista dei requisiti]. Per chiarimenti e richieste di partecipazione, contattare [modalità di contatto e recapito]. "

Sarà cura dell'organizzatore, mediante colloquio telefonico. valutare la rispondenza di ciascun interessato ai requisiti del gruppo e, in pratica, accettare o respingere la richiesta di partecipazione.

Segue un esempio reale.

"A Roma sto organizzando un'associazione di persone interessate allo studio cooperativo della natura umana dai punti di vista psicologico, filosofico, sociologico, letterario, scientifico ecc. con un approccio eclettico e integrato, ovvero senza seguire un'unica scuola di pensiero, ma selezionando, armonizzando e combinando idee provenienti da insegnamenti e discipline diverse. I membri dell'associazione si riuniranno periodicamente in date e luoghi che verranno definiti congiuntamente (ad esempio ristoranti, locali pubblici, abitazioni degli associati ecc.). Non sono richiesti titoli accademici, ma una discreta cultura umanistica e/o scientifica, e la disponibilità a mettere in discussione le proprie idee e a conoscere quelle altrui per ampliare i propri orizzonti, in un contesto amicale. Per chiarimenti e richieste di partecipazione, potete contattarmi privatamente via Facebook."


Disobbedienza responsabile

2019-01-25   Obbedienza   |   Responsabilità
Né i genitori, né la scuola ci hanno insegnato a disobbedire responsabilmente.

Scienza, scienziati e ciarlatani

2019-01-25   Conoscere   |   Scienza
Non tutto ciò che uno scienziato dice è necessariamente scientifico. Un'affermazione ha validità scientifica solo quando è condivisa dalla maggior parte degli scienziati. Non basta avere un titolo accademico per fare scienza, e su certe cose gli scienziati non sono tutti d'accordo. Inoltre ci sono scienziati che da principi "scientificamente" dimostrati traggono conseguenze non scientifiche e tutte da dimostrare, come ad esempio per quanto riguarda la fisica quantistica e l'epigenetica. Infatti, la fisica quantistica non dimostra che la "telepatia" sia possibile, né l'epigenetica che i figli possano ereditare dai genitori nozioni o abilità che questi hanno appreso.

Livelli d'intelligenza

2019-01-25   Conoscere   |   Intelligenza   |   Comprendere
Per capire l'intelligenza di una persona bisogna essere almeno altrettanto intelligenti. Di conseguenza, dell'intelligenza di una persona possiamo capire solo una parte, quella che riusciamo a raggiungere con la nostra.

Criteri di giudizio

2019-01-25   Emozioni e sentimenti   |   Giudicare
Quando si giudica il comportamento di una persona, bisogna usare criteri non solo razionali, ma anche sentimentali.

Le emozioni e il (non)senso della misura

2019-01-25   Emozioni e sentimenti   |   Ragionare
Se uno dice: il signor x non ha tutti i torti, chi ascolta potrebbe tradurre la frase in: il signor x ha tutte le ragioni. Perché le risposte cognitivo-emotive (automatiche) non hanno il senso della misura. Per misurare, per calcolare, ci vuole consapevolezza, razionalità, riflessione.

La migliore capacità

2019-01-25   Mappa cognitivo-emotivo-motiva
La capacità di migliorare consapevolmente le proprie risposte cognitivo-emotive agli stimoli esterni e interni è la qualità umana di più alto valore per la conquista della felicità, ovvero per il mantenimento di buone relazioni con gli altri e con la natura, e per la ricorsiva soddisfazione dei propri bisogni primari.

Gli ordini del corpo

2019-01-26   Interagire   |   Piacere e dolore   |   Mente   |   Saggezza   |   Gioco
La mente chiese al resto del corpo: "Come posso servirti?" Il resto del corpo rispose: "Resta in ascolto degli ordini che ti comunicherò mediante il piacere e il dolore; nel frattempo esplora la natura, studia la cultura, cerca la saggezza, conoscimi, impara a giocare, fammi giocare con gli altri, gioca con te stessa, divertiti, fammi divertire e proteggimi."

Cose di cui tutti parlano

2019-01-26   Giudicare   |   Società
Se tutti parlano di una certa cosa, è impossibile non parlarne, anche solo per chiedersi perché tutti ne parlano e se sia una cosa reale o immaginaria, vera o falsa, buona o cattiva, bella o brutta.

Relazioni circolari di causa-effetto

2019-01-26   Relazioni   |   Causalità   |   Ecologia
La mia ipotesi è che non esistano cause prime, ovvero che ogni causa sia conseguenza di una o più altre cause. In altre parole, a mio parere, ogni cosa, evento, fatto, fenomeno è allo stesso tempo causa ed effetto di una o più altre cose, eventi, fatti, fenomeni. La causalità è dunque, secondo me, circolare, non lineare, e procede per infinite relazioni, e concatenazioni, ovvero maglie di reti energetiche spaziotemporali.

Sull'(in)esistenza dell'essere

2019-01-26   Conoscere   |   Scienza
Credo che il concetto di "essere" non esista né in matematica né in fisica, dove al suo posto si usa il concetto di "equazione", simboleggiata dal segno "=". Per quanto riguarda, invece, la logica, il concetto di essere mi pare coincida con l'attribuzione di qualità, e in particolare di verità o falsità, realtà o irrealtà, a delle entità o proposizioni. Ritengo dunque che quello di "essere" sia un concetto né scientifico, né logico, ma metafisico, e che pertanto ognuno possa definirlo e intenderlo a suo piacimento, quindi un'idea completamente soggettiva.

La truffa della bontà di Dio

2019-01-27   Religione   |   Criticare
A mio parere, far credere alla gente che Dio ci ami (contro ogni evidenza contraria) è la grande truffa del cristianesimo. E una volta che hai fatto credere a qualcuno qualcosa di evidentemente falso, gli puoi far credere qualunque altra cosa, perché hai disattivato la sua capacità critica.

Sogno e motivazioni

2019-01-27   Motivazioni
Forse il sogno è un tentativo di compromesso tra motivazioni inconsce e consce. Forse, se il compromesso riesce, al risveglio il sogno viene ricordato. Se fallisce, dimenticato.

Paura della complessità

2019-01-27   Causalità   |   Complessità
Un errore che spesso l'uomo fa è quello di individuare una sola causa degli eventi, i quali sono invece, in generale, multifattoriali. Perché l'uomo aborrisce la complessità e preferisce spiegazioni semplici.

A che/chi giova la filosofia dell'Essere?

2019-01-27   Filosofia
Dubito che tutto ciò che è stato scritto sull'Essere abbia giovato a qualcuno (a parte la soddisfazione di sentirsi eruditi ed intelligenti).

I miei rapporti con Dio

2019-01-27   Religione
I rapporti tra me e Dio? Non ci amiamo né ci stimiamo, ma ci rispettiamo.

La preghiera di Antoine de Saint-Exupéry

2019-01-27   Saggezza
Non ti chiedo né miracoli né visioni
ma solo la forza necessaria per questo giorno!
Rendimi attento e inventivo per scegliere
al momento giusto
le conoscenze ed esperienze
che mi toccano particolarmente.
Rendi più consapevoli le mie scelte
nell’uso del mio tempo.
Donami di capire ciò che è essenziale
e ciò che è soltanto secondario.
Io ti chiedo la forza, l’autocontrollo e la misura:
che non mi lasci, semplicemente,
portare dalla vita
ma organizzi con sapienza
lo svolgimento della giornata.
Aiutami a far fronte,
il meglio possibile,
all’immediato
e a riconoscere l’ora presente
come la più importante.
Dammi di riconoscere
con lucidità
che le difficoltà e i fallimenti
che accompagnano la vita
sono occasione di crescita e maturazione.
Fa’ di me un uomo capace di raggiungere
coloro che hanno perso la speranza.
E dammi non quello che io desidero
ma solo ciò di cui ho davvero bisogno.
Signore, insegnami l’arte dei piccoli passi.

(Antoine de Saint-Exupéry)

Partire dai sentimenti

2019-01-28   Conoscere   |   Piacere e dolore   |   Filosofia   |   Emozioni e sentimenti   |   Psicologia
Secondo me, le scienze dell'uomo e della società dovrebbero partire dall'unica cosa certa per un essere umano: il suo "sentire" ovvero il dolore e il piacere. Questi sono causati da diversi fattori (materiali e/o immateriali) più o meno noti. Lo scopo principale del filosofo e dello psicologo dovrebbe essere dunque quello di individuare i fattori che causano (o prevengono) il dolore e il piacere, per alleviare il dolore e aumentare il piacere, nella misura del possibile. Se prescindiamo dai sentimenti, a mio parere, tutti i discorsi psicologici o filosofici diventano irrilevanti.

Sulle filosofie dell'essere

2019-01-28   Conoscere   |   Filosofia   |   Identità
Io non so cosa significhi "essere" e non riesco a digerire le "filosofie dell'essere". Per me l'essere è e resta un mistero, e, come per tutti i misteri, ritengo inutile parlarne (Wittgenstein docet). Se lo potessimo definire non sarebbe più un mistero, ma nessuna definizione dell'essere mi convince, mi sembrano tutte tautologie. Preferisco parlare di "identità sociale" come concetto psicologico e sociologico.

Conoscenza presunta

2019-01-28   Conoscere
Il problema non è l'ignoranza, ma la presunzione di conoscenza.

L'uomo e la schiavitù

2019-01-28   Natura umana   |   Politica   |   Economia
L'uomo è l'unico animale che costringe i suoi simili alla schiavitù. Forse, senza il linguaggio simbolico ciò non sarebbe possibile.

Bisogno di giocare

2019-01-28   Interagire
Ogni umano ha bisogno di "giocare" con altri umani. Si tratta di stabilire a quali giochi (con quali regole e libertà) e con chi.

Conoscenza e felicità

2019-01-28   Conoscere   |   Bisogni   |   Piacere e dolore
La conoscenza non è fonte di felicità in sé, ma ha valore nella misura in cui può aiutarci a capire cosa dobbiamo fare per essere più felici, ovvero per soffrire di meno e godere di più, cioè per soddisfare meglio i nostri bisogni.

Pluralismo filosofico e psicologico

2019-01-28   Conoscere   |   Filosofia   |   Confliggere   |   Psicologia
A parer mio, i termini psicologia e filosofia andrebbero usati solo al plurale, se non accompagnati da un qualificatore. Perché le psicologie e le filosofie sono tante e più o meno in contrasto tra loro.

Riprogrammarsi

2019-01-28   Mente   |   Emozioni e sentimenti   |   Vita
A parer mio, dovremmo imparare a riprogrammare il nostro software, ovvero le nostre risposte cognitivo-emotive, su basi razionali e sentimentali al tempo stesso, ovvero su una ragione al servizio dei sentimenti. Perché i sentimenti sono il fondamento della coscienza e dell'autoregolazione della vita degli animali superiori, come insegna Antonio Damasio.

Che significa apprendere

2019-01-29   Mente   |   Mappa cognitivo-emotivo-motiva   |   Apprendere
Apprendere significa estendere o modificare le proprie risposte cognitive, emotive, motivazionali e/o psicomotorie agli stimoli esterni e/o interni.

Dio e inconscio

2019-01-29   Interagire   |   Religione   |   Inconscio
Potrebbe essere che Dio, nell'inconscio del mistico, come in quello della gente comune, sia un sostituto o rappresentante dei genitori e/o della comunità.

Cosa vogliono gli altri da me?

2019-01-29   Interagire
Cosa vogliono gli altri da me? Che io compri i loro prodotti, che segua i loro consigli, che creda alle loro spiegazioni, che stia in un posto che non dia loro fastidio, che non li critichi, che li rispetti, che li stimi, che li ami, che li aiuti o li serva quando hanno bisogno di aiuto o di un servizio, che stia dalla loro parte quando essi sono in contrasto con qualcuno, e che non chieda loro nulla che non siano disposti a darmi.

Principio di assecondamento

2019-01-29   Interagire   |   Confliggere
Se il tuo avversario ti spinge, tu tiralo. Se il tuo avversario ti tira, tu spingilo. E' un principio del Judo che conviene applicare anche nelle conversazioni e nelle discussioni.

La funzione di Dio

2019-01-29   Religione   |   Comunità
Dio è il rappresentante e nume tutelare della comunità. Se fossi l'ultimo umano rimasto sulla terra, non rimarrebbe nemmeno Dio perché sarebbe divenuto inutile.

Gabbie mentali

2019-01-29   Mente   |   Mappa cognitivo-emotivo-motiva
Se vogliamo uscire dalle nostre gabbie mentali dobbiamo neutralizzare i nostri pregiudizi cognitivo-emotivi.

Importanza fondamentale del bisogno di appartenenza

2019-01-29   Bisogni   |   Piacere e dolore   |   Appartenere   |   Emozioni e sentimenti
A mio parere, la cosa più importante per un essere umano, dopo la soddisfazione dei suoi bisogni fisici, è l’appartenenza ad una comunità o società, in quanto indispensabile per la sopravvivenza dell’individuo e la conservazione della sua specie. Possiamo chiamare tale necessità “bisogno di appartenenza o di integrazione sociale”. Si tratta di un bisogno primario o primordiale, ovvero scritto nel DNA, e fondamentale nel senso che da esso derivano una quantità di bisogni secondari e di desideri (consci e ancor più inconsci), che si sviluppano sulla base delle esperienze, come mezzi o strategie per soddisfare il bisogno principale.

Nel sistema nervoso umano, il bisogno di appartenenza si avvale di un sistema omeostatico di controllo che induce l’individuo a mantenersi integrato in una comunità. Il controllo viene realizzato mediante l’attivazione di sentimenti dolorosi di angoscia o paura, di intensità proporzionale alla percezione di un pericolo di perdita dell’integrazione, e di sentimenti piacevoli di gioia di intensità proporzionale alla percezione di un aumento dell’integrazione.

I bisogni sono causalmente concatenati nel senso che, ad esempio, la soddisfazione del bisogno A facilita la soddisfazione del bisogno B che a sua volta facilita la soddisfazione del bisogno C e così via fino al bisogno di appartenenza X. Tali concatenazioni sono in gran parte inconsce per cui se la soddisfazione del bisogno A provoca piacere, è probabile che in realtà quel piacere sia dovuto, nell'esempio di cui sopra, ad un’anticipazione della soddisfazione del bisogno X ovvero quello di appartenenza.

La mia ipotesi è che tutto ciò che l’uomo fa e da cui trae gioia, ha una valenza sociale (conscia o inconscia) positiva, ovvero favorisce direttamente o indirettamente l’integrazione sociale del soggetto, così come tutto ciò che l’uomo fa e da cui trae angoscia o paura ha una valenza sociale negativa, ovvero rischia di causare direttamente o indirettamente l’esclusione o l’emarginazione del soggetto dalla sua comunità di appartenenza, o l’assegnazione ad esso di un ruolo gerarchicamente meno favorevole.

Per concludere, per capire perché le persone fanno ciò che fanno e non fanno ciò che non fanno, può essere utile chiedersi: in quale misura ciò che fanno favorisce direttamente o indirettamente la loro integrazione sociale e in quale misura ciò che non fanno potrebbe causare direttamente o indirettamente una loro esclusione o penalizzazione sociale?

Democrazia imperfetta

2019-01-30   Politica
Una democrazia perfetta è la dittatura della mediocrità. Io sono per una democrazia imperfetta.

Appartenenza e competizione

2019-01-30   Bisogni   |   Appartenere   |   Competere   |   Relazioni   |   Doppio vincolo
A mio avviso, l'uomo, subito dopo aver soddisfatto il suo bisogno di appartenenza e integrazione sociale, sente il bisogno di occupare, nella comunità, le posizioni gerarchiche più alte a cui può accedere, nei ruoli e nelle aree di competenza in cui può competere. Il suo scopo è dunque quello di ottenere dagli altri il riconoscimento e l’accettazione, non solo della sua appartenenza (e quindi della sua dignità sociale), ma anche dei suoi ruoli e delle posizioni gerarchiche da lui auspicate negli ambiti di competenza.

Tale bisogno è causa di conflitti permanenti e di attività finalizzate a confermare l'appropriatezza (in senso meritocratico) delle proprie posizioni gerarchiche (presenti o desiderate), laddove gli altri sono sempre pronti a metterle in discussione in caso di defaillance o esitazioni del titolare.

Questa competizione avviene, a mio parere, in tutte le relazioni sociali tra due o più persone: in famiglia, nelle amicizie, nei rapporti di lavoro, nelle organizzazioni, in politica ecc. e riguarda vari tipi di autorità (intellettuale, morale, economica, accademica, scientifica, politica, artistica, sportiva ecc.) e  alcune caratteristiche personali come il coraggio, la forza fisica, la bellezza, la potenza sessuale, l'eleganza, le abilità e conoscenze lavorative ecc. In parole povere, ognuno cerca di dimostrare di “saperla più lunga” o di essere più forte o migliore dell’altro in qualche campo, per occupare le posizioni gerarchiche, e quindi di potere e prestigio, più alte possibili.

La competizione permanente può essere causa di stress, frustrazioni, conflitti distruttivi, ma anche di progresso civile, scientifico, intellettuale e morale. Essa può essere inoltre causa di nevrosi e psicopatologie qualora venga negata o mistificata in quanto “politicamente scorretta”. Mi riferisco, per esempio, a certi insegnamenti religiosi e a certe psicologie, filosofie e pedagogie “buoniste” che considerano la competizione sociale come qualcosa di morboso o innaturale, effetto di un’educazione “errata”. Come possibili conseguenze di tali ideologie, molte persone vivono la propria inevitabile competizione in modo mistificato, ipocrita, attraverso forme nascoste, rimosse, sublimate, in un “doppio vincolo” schizofrenico, tra il bisogno  di competere e quello di negare (a se stessi e agli altri) l'esistenza della competizione stessa. Paradossalmente, ad esempio, anche la ricerca della santità è un'attività competitiva, come pure la scrittura di questo articolo.

Cos'è l'inconscio

2019-01-30   Mente   |   Inconscio   |   Mappa cognitivo-emotivo-motiva   |   Automatismi
A parer mio è molto semplice definire l'inconscio: è tutto ciò di cui non siamo coscienti. Questa definizione, molto più estesa rispetto all'inconscio freudiano, include qualsiasi automatismo cognitivo, emotivo e fisiologico.

Tecnologia e (in)felicità

2019-01-31   Bisogni   |   Felicità   |   Tecnologia
Ormai la tecnologia non è più al servizio dell'umanità, ma di pochi uomini a svantaggio di molti. Basta pensare all'enorme disoccupazione che produce. Non soddisfa più i bisogni primari, ma quelli indotti.

Caso ed evoluzione

2019-01-31   Casualità   |   Evoluzionismo
L'evoluzione delle specie non è finalistica, ma casuale.

Democrazia e vuoto

2019-01-31   Politica
La democrazia è un sistema di regole che va riempito di contenuti. Se è vuota può essere pericolosa. Non basta votare, si può e si deve fare politica anche senza far parte di un partito, cercando di capire cosa succede mediante approfondimenti e analisi non di parte, che prendono in considerazione vari punti di vista. La gente è per lo più superficiale e semplicista e questo è pericoloso. Una democrazia vuota equivale ad un vuoto di democrazia.

Postmodernismo e fine dell'umanismo

2019-01-31   Bisogni   |   Natura umana   |   Piacere e dolore   |   Filosofia
A mio parere, nella ricerca filosofica e psicologica, la cosa più importante è capire cosa causi gioie e sofferenze negli esseri umani e perché, ovvero quali siano i bisogni umani, se è vero che il piacere e la gioia sono generati dallo loro soddisfazione e il dolore e la tristezza dalla loro frustrazione. Mi pare che questo obiettivo sia stato perso di vista nella ricerca umanistica contemporanea, la quale mi sembra smarrita in questioni che servono solo gli interessi degli intellettuali, degli accademici, degli editori, dei politici, degli industriali e di chi ama sentirsi intelligente o colto. Direi perciò che la ricerca filosofica e psicologica attuale, pregna di idee postmoderniste, non sia più umanista.



Le domande più importanti

2019-01-31   Piacere e dolore

La forza dell'abitudine

2019-02-01   Natura umana
L'uomo si abitua a tutto, anche alla bruttezza, all'ingiustizia, alla stupidità, alla sofferenza.

L'orrore di aver sempre torto

2019-02-01   Interagire   |   Differenze umane   |   Intelligenza
Una persona di una certa intelligenza convivere difficilmente con una molto più intelligente perché non tollera di aver sempre torto in caso di disaccordo.

I concetti-chiave della natura umana

2019-02-01   Interagire   |   Natura umana   |   Appartenere   |   Competere   |   Gerarchia   |   Autorità
I concetti-chiave della natura umana: emozione, appartenenza, interazione, cooperazione, autorità, gerarchia, competizione.

Tolstoj filosofo della storia e della natura umana

2019-02-01   Natura umana   |   Causalità   |   Volontà   |   Letteratura   |   Storia
"La totalità delle cause dei fenomeni è inaccessibile all'intelletto umano. Ma il bisogno di ricercare le cause è insito nell'animo dell'uomo. E l'intelletto umano, non potendo afferrare l'infinità e la complessità delle condizioni che accompagnano i fenomeni, ognuna delle quali presa singolarmente può apparire come una causa, si aggrappa al primo collegamento, il piú comprensibile, e dice: ecco la causa. Negli avvenimenti storici (dove oggetto di osservazione sono le azioni degli uomini) il collegamento piú primitivo che si può fare è con la volontà degli dèi, poi con la volontà degli uomini che nella storia occupano il posto piú visibile: gli eroi storici. Ma basta approfondire l'essenza di ciascun avvenimento storico, cioè l'attività di tutta la massa degli uomini che vi hanno partecipato, per convincersi che la volontà dell'eroe storico non solo non dirige le azioni delle masse, ma è essa stessa costantemente diretta. Sembrerebbe indifferente capire il significato di un avvenimento storico in un modo piuttosto che un altro. Ma fra chi dice che i popoli dell'Occidente andarono verso Oriente perché Napoleone l'aveva voluto, e chi dice che ciò si è compiuto perché doveva compiersi, c'è la stessa differenza che c'era fra quelli che affermavano che la terra sta fissa e i pianeti le si muovono intorno, e quelli che dicevano di ignorare su cosa si regga la terra, ma di sapere che esistono leggi che governano il moto sia della terra, sia degli altri pianeti. Non ci sono né possono esserci cause di un avvenimento storico, se non l'unica causa di tutte le cause. Ma ci sono leggi che governano gli avvenimenti, leggi che in parte ignoriamo, in parte cerchiamo a tentoni. La scoperta di tali leggi sarà possibile solo quando rinunceremo completamente a ricercare le cause nella volontà di un solo uomo, proprio come la scoperta delle leggi del moto dei pianeti è diventata possibile solo quando gli uomini hanno rinunciato all'idea dell'immobilità della terra."

[Lev Tolstoj - Guerra e pace]

Il raggio d'azione della stupidità

2019-02-02   Stupidità   |   Tecnologia
Gli stupidi ci sono sempre stati, ma oggi, grazie allo sviluppo tecnologico, essi hanno un raggio di azione e di ricezione enormemente più ampio.

Basta volerlo?

2019-02-02   Conoscere   |   Motivazioni   |   Volontà
Non basta volerlo, bisogna saperlo e saperlo fare.

Il messaggio nascosto

2019-02-02   Interagire   |   Comunicazione   |   Differenze umane
Nella comunicazione tra due persone si nasconde a volte, tra le righe, un messaggio (reale o percepito) che dice "io sono superiore a te, perciò dovresti/devi fare e pensare come dico io". Se tale messaggio viene rifiutato dal ricevente, questo assume automaticamente una posizione difensiva o aggressiva, e la comunicazione può diventare violenta.

Il problema della superiorità

2019-02-02   Interagire   |   Competere
Il problema non è il sentirsi superiori (anche perché non siamo tutti allo stesso livello in tutti i campi) ma il ritenere che chi è inferiore debba obbedire a chi è superiore e pensare, ragionare e sentire come lui. L'obbedire al superiore (ma non il pensare, ragionare e sentire allo stesso modo) è giusto solo nelle organizzazioni in cui è indispensabile il rispetto della gerarchia e della disciplina, come, ad esempio, nelle forze armate, nelle scuole e nelle organizzazioni pubbliche e private.

Appartenenza e sue implicazioni: requisiti, interazione, gerarchia, competizione, violenza

2019-02-02   Appartenere
Per sopravvivere e soddisfare i propri bisogni, l’uomo deve appartenere a un ambiente che gli fornisce (o lo aiuta a trovare) ciò di cui necessita. Per "appartenere" intendo il fatto di essere ecologicamente parte di qualcosa di più grande.

Per appartenere ad un ambiente, un essere vivente deve soddisfare i requisiti minimi da esso imposti, primo tra tutti, quello di tollerare l'ambiente stesso. Tuttavia, in una certa misura, l’individuo può anche contribuire a modificare l’ambiente e quindi i suoi requisiti.

Tranne nei casi di parassitismo, ogni essere vivente facente parte di un ambiente deve contribuire alla vita dell’ambiente stesso, cioè dare alle altre parti del sistema ecologico qualcosa di cui esse hanno bisogno.

Nel caso dell’ambiente sociale, i requisiti di appartenenza consistono in forme, norme e valori delle comunità a cui l’individuo deve adeguarsi per essere accettato.

L’appartenenza di un individuo ad una comunità gli permette di interagire in modo cooperativo con altri individui per un comune vantaggio diretto o indiretto. Se il vantaggio non è reciproco, l'interazione si può definire parassitaria nei confronti di chi viene sfruttato.

L’interazione cooperativa tra due individui è regolata dalle norme della comunità di appartenenza. Queste norme definiscono le forme e i significati di interazioni, scambi, gesti, segnali ecc. e specificano i ruoli, i diritti, i doveri, i permessi e i divieti da rispettare.

Le regole di interazione sono stabilite e somministrate da persone che rivestono il ruolo di autorità morali e/o politiche della comunità, le quali fungono anche da giudici in caso di contenzioso.

La cooperazione tra individui richiede normalmente una gerarchia di potere attraverso la quale vengono stabilite e imposte (a tutti i livelli) direttive su ciò che i membri della comunità debbono e non debbono fare (specialmente in caso di disaccordo). Anche le autorità morali e politiche della comunità sono organizzate gerarchicamente, per cui debbono sottostare alle prescrizioni dei superiori.

Le posizioni della gerarchia sono oggetto di competizione, nel senso che ogni membro della comunità aspira ad occupare le posizioni più alte possibili in base alle proprie capacità. In caso di competizione per una certa posizione, è l’autorità di livello superiore che stabilisce chi debba occuparla.

La competizione può essere non violenta (cioè avvenire secondo regole che i contendenti rispettano) o violenta (se uno o entrambi i contendenti agiscono al di fuori delle regole convenute, oppure non vi è accordo su alcuna regola). A volte, inoltre, le regole convenute vengono cambiate unilateralmente nel corso del conflitto.

A complicare le cose ci sono i conflitti più o meno violenti tra diverse comunità che non riescono a fondersi in un unico organismo sociale. In tal caso l'individuo si trova a dover scegliere con quale comunità e contro quale stare, non essendo quasi mai consentita la neutralità.

Quanto sopra costituisce un possibile paradigma del comportamento sociale dell’uomo in senso relazionale ed ecologico. Tale paradigma esclude narrazioni di tipo religioso, spiritualistico, metafisico o ontologico.

A mio parere, la psicologia dell'individuo (di cui ho trattato ampiamente altrove) è funzione del paradigma sopra descritto, nel senso che la psiche serve a gestire le relazioni sociali che permettono all’individuo di soddisfare i propri bisogni. Ciò avviene attraverso l’appartenenza ad una o più comunità, la rispondenza ai requisiti da esse imposti, l’interazione cooperativa con gli altri, il rispetto delle gerarchie e la competizione per le posizioni migliori nelle stesse.

Componenti mentali coinvolti nell'interazione tra due persone

2019-02-03   Interagire   |   Mente   |   Coscienza   |   Mappa cognitivo-emotivo-motiva   |   Autocensura
Quando due persone interagiscono, nell'interazione sono coinvolti vari componenti mentali consci e inconsci, volontari e involontari (agenti, logiche, dati, memorie, sentimenti, sensazioni, percezioni, automatismi in generale ecc.). I principali sono:

  • Motivazioni di base (bisogni, pulsioni, desideri, decisioni, ecc.)

  • Altro generalizzato (sintesi delle esperienze di tutte le interazioni sociali passate, concetto coniato da George Herbert Mead)

  • Mappa cognitivo-emotivo-motiva di base (associazioni stimolo-risposta tra particolari percezioni e cognizioni, sentimenti, emozioni e motivazioni)

  • Risposte cognitivo-emotivo-motive del momento (cognizioni, emozioni, sentimenti e motivazioni suscitate dalle percezioni del momento)

  • Neuroni-specchio, empatia (rispecchiamento delle emozioni dell'altro)

  • Ricordi

  • Autocensure inconsce

  • Automatismi mentali e psicomotori, cognizioni e abilità apprese

  • Abitudini comportamentali

  • Coscienza dell'altro (Chi è? Che ruolo sociale ha? Che posizione gerarchica occupa? Cosa vuole in generale? Cosa vuole da me? Cosa pensa di me? Cosa intende fare? Cosa sta facendo? Ecc.)

  • Coscienza di sé (Chi sono? Che ruolo sociale ho? Che posizione gerarchica occupo? Cosa voglio in generale? Cosa voglio dall'altro? Cosa penso dell'altro? Cosa intendo fare? Cosa sto facendo? Ecc.)

  • Decisioni e programmi consci

  • Attenzione selettiva

  • Bias cognitivi

  • Ecc.

Questi componenti interagiscono tra di loro in modo più o meno sinergico o conflittuale. Di ciò, il soggetto è raramente consapevole e può esserlo solo in minima parte.

L'interazione tra due persone può essere osservata da due punti di vista: quello esterno, in cui avviene la comunicazione verbale e non verbale, e quello interno, in cui avvengono scambi di informazioni biochimiche, non osservabili dall'esterno, tra i vari componenti mentali. E' evidente che l'interazione esterna è determinata da quella interna.

 

Energia, informazione, vita e computer

2019-02-03   Sistemica   |   Vita   |   Informazione
Di norma, gli esseri non viventi sono formati e regolati solo da energie, quelli viventi, da informazioni connesse con energie. I computer sono un'eccezione, in quanto sono regolati da informazioni connesse con energie, ma non sono viventi. O meglio, sono quasi viventi essendo (per ora) incapaci di riprodursi.

Il bello del cambiamento

2019-02-03   Cambiare   |   Bellezza
La primavera non sarebbe così bella se non fosse preceduta dall'inverno.
E il paradiso non sarebbe così bello se non fosse preceduto dall'inferno.

Sudditanza della volontà cosciente

2019-02-03   Emozioni e sentimenti   |   Coscienza   |   Libero arbitrio
È un bene che la volontà cosciente non sia sovrana, ma suddita dei sentimenti, perché questi hanno garantito la conservazione della nostra specie per milioni di anni, mentre la volontà cosciente potrebbe causare, in poco tempo, la nostra estinzione a causa di scelte arbitrarie nocive alla natura umana o al suo ambiente. D'altra parte i nostri sentimenti, uniti alla potenza delle moderne tecnologie, possono, se non governati razionalmente, distruggere rapidamente la nostra specie. Occorre pertanto che la nostra volontà cosciente studi razionalmente i sentimenti e li serva come un genitore coscienzioso accudisce il proprio bambino cercando di farlo felice, ma al tempo stesso sorvegliandolo per impedirgli di arrecare danni a sé e ad altri con giocattoli troppo pericolosi.

Bisogno di interazione

2019-02-04   Bisogni
Ogni umano ha un bisogno indispensabile di interagire con altri umani. Quando non riesce a farlo realmente, lo fa con l'immaginazione.

Scienza e (in)felicità

2019-02-04   Felicità   |   Scienza
A che ci serve la scienza se non ci aiuta ad essere felici? Ci aiuta a fuggire da ciò che ci fa paura, a dominare gli altri, a combattere l'ignoranza, ad evitare i pericoli e le malattie, a lavorare di meno ecc. ma non ad essere felici. Abbiamo bisogno di una scienza della felicità.

Ciò che resta dei giorni passati

2019-02-04   Interagire   |   Bisogni   |   Piacere e dolore   |   Emozioni e sentimenti
Ci sono piaceri e dolori che dipendono da ciò che stiamo facendo o che ci sta succedendo al momento, e ci sono gioie e sofferenze attuali che dipendono da ciò che abbiamo fatto e non fatto, dato e non dato, ricevuto e non ricevuto nei giorni passati. Di conseguenza, ciò che avviene qui e adesso può avere un effetto piacevole o doloroso immediato, ma può averne anche uno nei giorni a venire e i due effetti potrebbero essere di segno opposto.

Big Bang

2019-02-05   Conoscere   |   Tempo   |   Natura
Forse prima del Big bang il tempo non esisteva, e nemmeno lo spazio. Forse c'era solo una infinita energia concentrata in un unico, infimo, immobile punto, senza un perché, né un senso, né una vita, né una mente. Senza tempo non può esserci informazione né mente.

Il problema del non accadere

2019-02-05   Piacere e dolore
Ciò che non ci accade ci fa soffrire più di ciò che ci accade.

Potenza dell'assenza

2019-02-05   Piacere e dolore   |   Mente   |   Paura   |   Informazione
La mente reagisce non soltanto a certi stimoli ma anche all'assenza degli stessi. Infatti, come insegna Gregory Bateson, l'assenza di una certa informazione costituisce una particolare informazione. Tale "informazione su un'assenza" può dare luogo ad una certa risposta cognitivo-emotivo-motiva ad essa associata. Perciò, ad esempio, se un bisogno, anche se dormiente, non viene soddisfatto entro un certo periodo di tempo, l'organismo può entrare (automaticamente, involontariamente, inconsciamente) in uno stato di sofferenza, agitazione, angoscia, paura, disperazione, malattia ecc.

Chi deve decidere cosa fare e non fare?

2019-02-05   Inconscio   |   Coscienza   |   Scegliere   |   Demoni
Io (inteso come il mio io cosciente) non dovrei decidere liberamente e autonomamente cosa fare e non fare momento per momento, perché non ho sufficienti criteri per farlo se non dei principi razionali che potrebbero non aver nulla a che fare con la vita, col dolore e col piacere. La decisione spetta ai miei dèmoni, cioè ai miei agenti mentali inconsci. Io devo solo ascoltare e decifrare le loro decisioni, conciliarle o arbitrarle in caso di confllitti, ed eseguirle.

Il coraggio di non sapere

2019-02-05   Conoscere   |   Coraggio
Anche in questo si può essere assertivi.


Di necessità virtù

2019-02-05   Confliggere   |   Saggezza   |   Natura
Dobbiamo fare di necessità virtù, nel senso che non dobbiamo combattere, ma assecondare ciò che è necessario in quanto imposto dalle leggi della natura. In questo consiste la virtù, anche detta saggezza, e il suo premio è il risparmio di lotte inutili e ancor più dannose dell'inevitabile.

L'io e i suoi dèmoni

2019-02-05   Inconscio   |   Coscienza   |   Demoni
L'io chiese all'usciere dell'assemblea dei dèmoni riunita in seduta segreta: "Cos'hanno deciso che io faccia?". L'usciere rispose: "Ci sono questi ordini, alcuni sono contrastanti, scegli tu quali eseguire, quando e in quale misura. Come sempre, sarai ricompensato col piacere quando avrai successo e punito col dolore quando fallirai nell'eseguire ciascun ordine.

I criteri del cosiddetto libero arbitrio

2019-02-05   Sistemica   |   Libero arbitrio
L'uomo esercita il libero arbitrio (ammesso che questo non sia solo un'illusione) non casualmente ma secondo certi criteri (morali, utilitaristici, edonistici ecc.). Tali criteri costituiscono il "programma" che regola il comportamento dell'individuo. Sono criteri che non ha fissato lui. O meglio, quando gli capita di fissare dei criteri, lo fa non a caso, ma secondo certi criteri stabiliti da altri umani o dalla natura. Insomma, il nostro comportamento o è casuale, o rispetta certi criteri, cioè programmi che noi abbiamo scritto (consciamente o inconsciamente) seguendo criteri altrui.

Placebo comportamentali

2019-02-05   Conformismo   |   Valenza sociale
Fai questo e ti sentirai meglio. A volte funziona, specialmente se la cosa viene fatta insieme ad altri e acquista in tal modo una valenza sociale.

Fare o non fare, questo è il dilemma

2019-02-05   Piacere e dolore   |   Scegliere
Quando ti viene in mente di fare una certa cosa, chiediti: ho proprio bisogno di farla? Starò meglio dopo averla fatta? Perché la vorrei o la dovrei fare? Per fare piacere a chi? Chi mi ha chiesto di farla? Che vantaggi o svantaggi, piaceri o dolori potrei avere dopo averla fatta? Ho veramente voglia di farla? E' bene che la faccia? Dopo aver tentato di rispondere ad almeno alcune di queste domande, decidi se fare o non fare quella cosa.

L'inevitabile esposizione al giudizio altrui

2019-02-05   Interagire   |   Valenza sociale
Quando ci chiediamo se ci conviene fare o non fare una certa cosa non dobbiamo pensare solo al risultato pratico immediato dell'eventuale azione, ma anche al modo in cui essa potrà essere considerata dagli altri. Perché possiamo essere giudicati e valutati per tutto ciò che facciamo, oltre che per ciò che non vogliamo o non sappiamo fare.

Volontarietà e involontarietà dell'amore

2019-02-07   Religione   |   Amare
Si dice che Gesù abbia detto: "Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati” (Giovanni; 15, 12). E poi ancora: “Sapete che è stato detto: ama i tuoi amici e odia i tuoi nemici. Ma io vi dico: amate anche i vostri nemici…” Matteo; 5, 43-44). In questi passaggi Gesù usa il verbo amare in forma imperativa, assumendo che per amare qualcuno basti volerlo. Per i veri cristiani, dunque, l'amore è volontario e questo rende la loro religione una potenziale causa di schizofrenia, se è vero che l'amore è, come io credo che sia, un sentimento involontario, oltre che impossibile verso i propri nemici. Su tale questione regna l'ambiguità e non si è mai studiato e scritto abbastanza, per cui ognuno considera l'amore volontario o involontario come gli conviene.

Sacre scritture

2019-02-07   Religione
Io non credo nelle sacre scritture, ma le leggo per capire la mentalità di chi le ha scritte e di chi le segue.

Doveri ineludibili

2019-02-08   Vita   |   Morte
Abbiamo due doveri ai quali non possiamo sottrarci: vivere e morire.

Il rifiuto inconscio del libero arbitrio

2019-02-08   Libertà   |   Libero arbitrio   |   Scegliere
Se riuscissimo ad esercitare un libero arbitrio non influenzato da sentimenti o interessi, saremmo in preda ad un profondo sconforto, non sapendo dove una libertà così totale potrebbe condurci. E allora, per neutralizzare l'angoscia, ci troveremmo a scegliere se rientrare nella nostra abituale gabbia mentale o cercarne una nuova.

Ragione e logiche

2019-02-09   Bisogni   |   Ragionare   |   Logica
La ragione, intesa come verità razionale oggettiva e universale, non esiste. Esistono ragioni, cioè logiche individuali, consce e inconsce, più o meno efficaci ed efficienti, per la soddisfazione dei bisogni propri e altrui. Una di queste logiche, che qui vi propongo, consiste nell'idea che noi umani abbiamo bisogno gli uni degli altri, cioè della reciproca cooperazione, ma che gli altri possono costituire un pericolo, un inconveniente, un ostacolo per la soddisfazione dei nostri bisogni. Ciò è dovuto alla naturale competizione per le posizioni gerarchiche più alte e per le risorse più limitate ed ambite. Le nostre logiche consce dovrebbero essere dunque finalizzate a trovare la relazione ottimale tra noi e gli altri, il giusto compromesso tra il dare e il ricevere, tra il prendere e il lasciare, tra l'egoismo e l'altruismo.

Servizio e società

2019-02-09   Interagire   |   Comunità   |   Servire
È bello essere serviti, ci fa sentire ben integrati nella società.

Apologia e comprensione critica del conformismo

2019-02-09   Conformismo   |   Comprendere   |   Comunità
A mio parere, il conformismo (cioè la tendenza ad imitare gli altri, a conformarsi a modelli di comportamento condivisi e a muoversi in gruppi) è un’abilità innata, emersa nel corso dell’evoluzione della specie umana per i suoi grandi vantaggi adattivi.

Il conformismo non ha uno scopo razionale, ma è fine a se stesso, in quanto fattore di coesione sociale; serve infatti solo a garantire la coesione sociale della comunità e l’interazione tra i suoi membri. Perciò può assumere le forme più diverse da cultura a cultura, più o meno sensate, e cambiare tali forme nel tempo al fine di indurre le persone a confermare periodicamente la loro appartenenza alla comunità. Infatti, attraverso l’espressione della conformità alle forme, alle norme e ai valori della comunità, si può stabilire chi vi appartenga e chi no.

In quanto innato, il conformismo è per lo più inconscio e costituisce un bisogno dalla cui soddisfazione o frustrazione dipendono gran parte delle nostre gioie e sofferenze.

Per quanto sopra, il conformismo merita comprensione e rispetto, ma va criticato quando assume forme disadattive per l’interesse della società e degli individui più creativi. Infatti, le persone più conformiste sono spesso ostili verso quelle meno conformiste, poiché le considerano una minaccia per la coesione sociale.

Ciononostante, il progresso delle civiltà, cioè l'evoluzione delle culture, è dovuto, a mio avviso, all’azione delle persone meno conformiste.

Ricompensa sociale (social reward)

2019-02-10   Interagire
Uno studio neurofisiologico della "ricompensa sociale". Un esempio di sostegno reciproco tra psicologia, psicoterapia e neuroscienze.
https://www.nature-nurture.org/index.php/future-direction/social-reward/
https://www.nature-nurture.org/index.php/future-direction/

Benessere e ricompense sociali

2019-02-11   Interagire   |   Mente   |   Neuroscienza   |   Biologia   |   Fisiologia
A mio parere, per migliorare il nostro benessere e la nostra efficienza (sia a livello individuale che sociale) possiamo migliorare, entro certi limiti, sia il nostro hardware (cioè la parte organica, fisiologica, biochimica, materiale della nostra persona), sia il nostro software (cioè la sua parte logica, informatica, cognitiva, spirituale, motivazionale, conscia e inconscia). A tale scopo ci può essere d'aiuto la conoscenza dei sistemi neurologici di ricompensa connessi con la produzione di dopamina e di ossitocina, specialmente quelli riguardanti le ricompense sociali.

Il diritto di non dialogare

2019-02-11   Interagire   |   Comunicazione   |   Comprendere
Non si può costringere nessuno a dialogare, a rispondere alle nostre domande, a comprenderci.

Vita

2019-02-11   Interagire   |   Vita
La vita è dare e ricevere, cooperazione e competizione, simbiosi e antibiosi, conservazione ed evoluzione, ripetizione e cambiamento.

Paradigma scientifico-filosofico della natura umana

2019-02-11   Sistemica   |   Cultura   |   Informazione   |   Fisiologia
Il comportamento di un sistema (vivente o non vivente) dipende dalla sua costituzione e dalla sua struttura fisico-logica, cioè dal suo hardware, dal suo software, e dai modi in cui tali dimensioni si compongono, si combinano e interagiscono.

Per hardware intendo la dimensione materiale del sistema, costituita da masse (incluse, negli esseri viventi, sostanze chimiche organiche) ed energie, capaci di combinarsi e di trasformarsi le une nelle altre.

Per software intendo la dimensione immateriale del sistema, costituita da informazioni e logiche, cioè programmi, che possono innescare trasformazioni e movimenti di energie e di masse all'interno e all'esterno del sistema.

Per interazione intendo un cambiamento, cioè una differenza, nell'hardware e/o nel software, nello spazio e nel tempo, come il trasferimento o la trasformazione di masse, energie, composizioni chimiche o informazioni all'interno o all'esterno del sistema.

Il software non può sussistere senza un hardware in cui essere memorizzato e dal quale essere trasmesso ad altri hardware (interni o esterni al sistema).

Il funzionamento di un sistema dipende dalle caratteristiche (qualitative e quantitative) dei suoi componenti e dalla sua resilienza in caso di errori, mancanze, incidenti o mutazioni rispetto a certe norme strutturali. Tali norme definiscono la natura, le funzioni e le modalità di interazione del sistema, ovvero la sua ragion d'essere.

L'uomo, in quanto essere vivente, è un sistema composto a sua volta da sistemi di ordine inferiore (cioè organi, a vari livelli fino alla cellula) e interagisce con altri sistemi  esterni da cui dipendono la sua vita e il suo benessere.

Credo che questo debba essere il quadro di riferimento scientifico e filosofico da cui partire per comprendere la natura umana in tutte le sue manifestazioni: fisiologiche, psicologiche, culturali, economiche, storiche ecc.. E' un paradigma cibernetico-ecologico, ispirato al pensiero di Gregory Bateson.

Bias confermativo

2019-02-11   Ragionare   |   Logica   |   Bias cognitivo
Se prendiamo in considerazione solo ciò che conferma le nostre idee possiamo dimostrare tutto e il contrario di tutto.

Siamo tutti drogati

2019-02-12   Interagire   |   Piacere e dolore   |   Mente   |   Emozioni e sentimenti   |   Amare   |   Percezione   |   Cervello
L’attività mentale è condizionata anche da particolari ormoni prodotti dal cervello, come la dopamina e l'ossitocina, che hanno effetti su: umore, motivazioni, socialità, sentimenti come amore e odio ecc.

Tali ormoni sono allo stesso tempo causa ed effetto di particolari comportamenti,  sensazioni e percezioni. L’uomo è di fatto dipendente da tali ormoni, che, per composizione chimica ed effetti, possono essere assimilati a sostanze stupefacenti. Pertanto possiamo dire, in un certo senso, che siamo tutti drogati.

Cosa ci vuole per essere felici

2019-02-12   Felicità
Per essere felice, una persona ha bisogno di essere accettata dagli altri e di interagire in particolari ruoli e posizioni gerarchiche (intellettuali, morali, politiche, economiche, ecc.) di suo gradimento.

La difficoltà sta nel negoziare i ruoli e le posizioni gerarchiche, cioè nel trovare un compromesso accettabile da tutti i contraenti, dato che ciascuno aspira ai ruoli e alle posizioni più congeniali.

Possiamo chiamare "identità sociale" il particolare insieme di ruoli, competenze, qualità, capacità, abilità e posizioni gerarchiche che una persona desidera gli vengano riconosciuti o che gli altri possono riconoscergli. Le interazioni sociali possono quindi essere divise in tre tipi: (1) le meta-interazioni, cioè le interazioni finalizzate alla negoziazione delle rispettive identità sociali; (2) le interazioni cooperative basate sulle identità convenute, e (3) le interazioni (più o meno violente) che avvengono contravvenendo ad identità convenute o al di fuori di esse.

Le "ricompense sociali" che danno luogo alla produzione di ormoni come la dopamina e la ossitocina (che agiscono sul piacere e sulle motivazioni), dipendono dal successo ottenuto nelle meta-interazioni, nelle interazioni cooperative (economiche, politiche, intellettuali, sessuali ecc.) ad esse conseguenti e nella risoluzione, a proprio favore, di relazioni conflittuali o violente.

L'importanza di fare cose insieme

2019-02-12   Interagire   |   Bisogni
Spesso le persone si riuniscono per nessuno scopo particolare se non quello di stare insieme, di fare qualcosa insieme, una cosa qualsiasi, perché di ciò l’uomo ha un gran bisogno.

Sulla valutazione dei testi

2019-02-12   Conoscere   |   Etica   |   Cultura
Quando leggiamo un libro, un articolo di giornale o un post in un social network, ci poniamo inconsciamente domande come le seguenti:

  • questo testo mi riguarda / interessa?

  • le cose che il testo dice implicano che dovrei cambiare qualcosa nella mia vita?

  • questo testo conferma o smentisce le mie idee?

  • questo testo costituisce una critica (implicita o esplicita) al mio modo di essere o di comportarmi?

  • questo testo mi può aiutare a vivere meglio, a essere più felice?

  • questo testo mi può divertire / tranquillizzare / spaventare?

  • questo testo favorisce / contrasta i miei interessi?

  • mi conviene credere in ciò che questo testo dice?

  • cosa (non) mi conviene prendere in considerazione in questo testo?

  • l’autore del testo ha i titoli per parlare di ciò di cui parla?

  • l’autore del testo ha una buona reputazione?

  • c’è qualcosa di buono / di cattivo in questo testo?

  • che vantaggi/svantaggi potrei avere condividendo questo testo con con i miei conoscenti?

  • la conoscenza di questo testo può agevolare le mie interazioni con gli altri?

  • questo testo è utile/pericoloso per la società?

La valutazione del testo dipende dalle risposte a tali domande.

Le conseguenze dei nostri sforzi

2019-02-12   Bisogni   |   Piacere e dolore   |   Motivazioni
A volte facciamo con piacere certi sforzi perché ci aspettiamo che ci porteranno dei vantaggi o dei piaceri. Se poi i risultati anziché positivi sono negativi, ci sentiamo triplamente infelici: perché siamo delusi e frustrati, perché ci siamo sforzati inutilmente (non ne valeva la pena) e perché ne abbiamo ricavato una sofferenza o uno svantaggio. Per evitare questa tripla sconfitta, conviene, quando ci accingiamo a fare qualcosa di impegnativo, essere realisti nel prevedere le conseguenze dei nostri sforzi.

Domanda da introverso

2019-02-12   Pensare   |   Introversione
Una tipica domanda da introverso: che conseguenze potrebbe avere per me e per gli altri (nel breve, medio e lungo termine) ciò che sto considerando di fare adesso?

Formula del libero arbitrio (autogoverno)

2019-02-13   Libero arbitrio   |   Logica
A mio avviso, il libero arbitrio viene esercitato sulla base di una logica conscia o inconscia che può essere formulata con l'espressione seguente,  dove "x" e "z" sono persone particolari, "y" azioni particolari e "k" eventi particolari.

Se io | x [non] fare le azioni y nel breve | medio | lungo termine, a me | x | z [non] succederanno gli eventi k nel breve | medio | lungo termine.

Caso vs. logica

2019-02-14   Causalità   |   Logica   |   Casualità
Le cose avvengono per caso oppure per effetto di una logica, oppure per un misto di entrambe le cause.

I volti dell'amore

2019-02-14   Amare
Amore: mistero, mito, desiderio, bisogno, fortuna, dovere, diritto, volontà, emozione, promessa, dolore, piacere, contatto, unione, intimità, premio, castigo, inganno, attrazione, sogno, illusione... Ognuno lo vede a modo suo.

Amore vs. paura del caso

2019-02-14   Amare   |   Paura   |   Casualità
Certe persone temono il caso, altre lo amano.

Caso, libertà e libero arbitrio

2019-02-14   Libertà   |   Libero arbitrio   |   Logica   |   Casualità
Le cose avvengono per caso e/o per effetto di leggi e/o di logiche (cioè programmi). Questo vale anche per l'esercizio del libero arbitrio. Solo il caso è veramente libero nel senso di imprevedible. Le leggi e le logiche possono offrire margini di libertà se prevedono o consentono una o più scelte casuali accanto a quelle obbligate.

Intolleranza e guerra

2019-02-14   Interagire   |   Confliggere   |   Violenza
Quando l'intolleranza è reciproca, la guerra è inevitabile.

Il disprezzo degli ignoranti per la sapienza

2019-02-14   Conoscere   |   Confliggere   |   Competere   |   Saggezza
La competizione tra umani è tale che i più ignoranti cercano di annullare i vantaggi dei più sapienti screditandoli e minimizzando o non riconoscendo le loro conoscenze.

Intelligenza, coscienza, motivazioni, previsioni e logica informatica (se... allora... altrimenti...

2019-02-15   Emozioni e sentimenti   |   Motivazioni   |   Libero arbitrio   |   Logica
Forse la coscienza, l'intelligenza, la volontà, l'inconscio, sono computer biologici che prevedono continuamente le conseguenze di possibili eventi, azioni, decisioni, pensieri propri e altrui (e delle loro mancanze), e determinano motivazioni e sentimenti sulla base dei risultati dei loro calcoli consci e inconsci.

La logica delle previsioni potrebbe essere quella fondamentale di ogni software: se... allora... altrimenti... (if-then-else).

Le previsioni possono essere tanto più complesse e raffinate quanto maggiore è il grado di intelligenza e di cultura del soggetto.

Essere, avere, interagire

2019-02-16   Interagire   |   Appartenere   |   Felicità   |   Identità
A mio parere, per essere felici è necessaria, oltre la soddisfazione dei bisogni fisici, l'interazione con un certo numero di persone a noi congeniali. Per questo è necessario "avere" certe risorse materiali, economiche, fisiche, intellettuali ed emotive. A tal fine occorre appartenere a certe comunità, cioè "essere" certe persone, requisito che, a sua volta, implica certe interazioni.

"Interagire" è dunque l'obiettivo finale (ma, anche quello iniziale) di una vita felice. "Avere" ed "essere" sono infatti obiettivi intermedi, cioè mezzi e strumenti, per raggiungere il vero fine, che è, appunto, l'interazione sociale.

Auguriamoci dunque "buone interazioni!".

Genetica e religione

2019-02-16   Religione   |   Appartenere   |   Genetica
Suppongo che il cervello umano sia predisposto geneticamente a credere in qualche divinità e ad aggregarsi in nome di qualche sacralità. Forse questa disposizione ha costituito un vantaggio evolutivo. Ma non è detto che oggi, con lo sviluppo della cultura che c'è stato, tale tendenza sia ancora vantaggiosa per la specie. Potrebbe essere la sua rovina. Sicuramente è una tendenza vantaggiosa per coloro che la sfruttano. Come il sobrio può avere la meglio sull'ubriaco, così chi è libero da credenze può avere la meglio sui credenti, in quanto individui meno liberi.

Interazioni reali vs. virtuali

2019-02-16   Interagire
Nessuna simulazione, nessuna interazione asincrona, virtuale o immaginaria con una persona non presente fisicamente può sostituire il piacere di un'intima interazione dal vivo con una persona reale congeniale.

Auto-apprezzamento

2019-02-16   Giudicare
Normalmente, ognuno tende a valorizzare il tipo fisico e quello psicologico della propria persona, a prescindere dai loro difetti.

Sul cosiddetto dialogo interreligioso

2019-02-17   Religione   |   Arroganza   |   Dialogo   |   Ateismo
Il dialogo interreligioso è una finzione perché le religioni, per definizione, non possono mettere in discussione se stesse, e anche quando tollerano le altre religioni o l'ateismo, lo fanno con un senso di superiorità, in quanto si credono depositarie dell'unica vera verità. Non ho mai sentito un prete (di qualunque religione) dubitare della verità delle sacre scritture della sua confessione. Le religioni sono arroganti per definizione, altrimenti non sarebbero religioni.

Presunzione di arroganza e offesa percepita

2019-02-18   Interagire   |   Conoscere   |   Gerarchia   |   Arroganza
Le persone sono "costituzionalmente" più o meno sensibili e attente a non ferire il prossimo, cosa che le differenzia in più o meno "buone" o "cattive". Tuttavia, il ferimento, o l'offesa, che uno percepisce può non essere intenzionale, nel senso che uno può dire qualcosa all'interlocutore non per offenderlo o sminuirlo, ma per "aprirgli gli occhi", cioè per mostrargli qualcosa di reale che quello non vede, mentre il ricevente percepisce il messaggio solo come un'offesa o una umiliazione. In altre parole, un gesto di "generosità intellettuale" può essere frainteso come manifestazione di arroganza e di sopraffazione. Per tale motivo, chi più sa dovrebbe evitare, se possibile, di svelare la sua maggiore sapienza a coloro che non gli chiedono di farlo.

Felicità e fortuna

2019-02-18   Felicità   |   Casualità
La felicità dipende soprattutto dalla fortuna. Non comprendere e non accettare questa semplice verità ci rende ancora più infelici.

Autocensura del libero arbitrio

2019-02-18   Libertà   |   Libero arbitrio   |   Paura   |   Autocensura
A mio parere, il libero arbitrio (se esiste) è soggetto ad autocensura in senso psicoanalitico. Intendo parlare di un libero arbitrio veramente libero, cioè non soggetto alle pressioni dei sentimenti e delle emozioni.

Suppongo che ciò sia dovuto al fatto che un essere umano capace di fare scelte e prendere decisioni in modo totalmente indipendente dai propri sentimenti e dalle proprie emozioni è considerato “disumano” dalla maggior parte della gente, ed è pertanto destinato ad essere emarginato da qualsiasi comunità, cosa che per l'inconscio equivale alla morte fisica.

Sigmund Freud ci ha insegnato il meccanismo dell’autocensura, per cui il super-io boicotta le intenzioni del soggetto che infrangono i principi morali inculcati nella sua psiche, e in particolare quelli che inibiscono la libera espressione della sua sessualità e i comportamenti “politicamente scorretti”.

A mio avviso, anche l’esercizio del “vero” libero arbitrio rientra nei comportamenti socialmente inaccettabili ed è pertanto oggetto di autocensura. I sintomi dell’attività di questo meccanismo possono essere ansia, angoscia, paure, inibizioni, paralisi più o meno estese, amnesie, attacchi di panico, depressione, sensi di colpa, senso di incapacità, auto-punizioni, ricerca del fallimento nei propri progetti ecc.

L'io e l'inconscio

2019-02-19   Inconscio   |   Coscienza   |   Cambiare
L'io non può evitare di essere continuamente guidato (mediante emozioni e sentimenti) da logiche automatiche inconsce che si sono formate attraverso le sue esperienze, soprattutto quelle sociali. Può però modificare parzialmente tali logiche accettando di vivere nuove esperienze che il caso gli propone. Il libero arbitrio (se esiste) consiste infatti, a mio avviso, solo nello scegliere quali nuove esperienze provare e quali rifiutare.

Infelicità inevitabile

2019-02-19   Felicità
Chi non accetta una inevitabile infelicità è ancora più infelice di chi l'accetta.

Limitare le nostre libertà

2019-02-19   Libertà   |   Cultura
Un eccesso di libertà è distruttivo. Il liberismo incontrollato, il laicismo, il relativismo etico, il pensiero debole, il postmodernismo, hanno ampliato oltremisura le libertà individuali causando confusione, smarrimento, angoscia, solitudine e crisi economiche, politiche e sociali. Le masse sono infatti incapaci di usare in modo intelligente, costruttivo, sano e innocuo le libertà che hanno ereditato senza aver fatto nulla per ottenerle.

Se non vogliamo che la nostra specie si estingua o subisca catastrofi a livello planetario, e se vogliamo ridurre le sofferenze causate dalla disgregazione sociale, dobbiamo democraticamente accordarci su come limitare le nostre libertà in diversi ambiti: etico, sociale, politico, economico, culturale ecc.

Ciò non significa che chi non rispetta tale accordo debba essere sanzionato giuridicamente, né che la libertà di pensiero debba essere soppressa. Significa piuttosto che ognuno dovrebbe avere la possibilità di attingere ad una conoscenza e una saggezza condivisa da una maggioranza di persone a livello planetario e non locale.

Questo accordo dovrebbe essere facilitato dagli intellettuali tenendo conto ecletticamente del patrimonio scientifico ed umanistico di cui disponiamo, senza confini disciplinari.

Limitare e limitarsi

2019-02-19   Libertà   |   Saggezza
Chi non si limita sarà limitato.

Far parte di qualcosa di più grande

2019-02-20   Conoscere   |   Natura umana   |   Sistemica
Capire di far parte di qualcosa di più grande è fondamentale ma insufficiente. E' solo l'inizio di una ricerca filosofica e psicologica. Bisogna scendere nel dettaglio delle interazioni (che sono multiple e a vari livelli) e questo è dannatamente complesso, anche perché non abbiamo fonti di insegnamento affidabili e abbastanza complete sulla natura umana.

Le ragioni degli arroganti

2019-02-20   Conoscere   |   Arroganza
La questione che pongo è se un arrogante possa dire qualcosa di sensato e utile, e avere ragione in un dibattito, oppure, supposto che sia realmente arrogante, qualsiasi cosa possa dire sia da scartare a priori. Non sarà che quando non si hanno argomenti per contestare la tesi di una persona molto assertiva la si rimprovera di essere arrogante senza nemmeno curarsi di capire e discutere le sue idee? In altre parole, che le idee di un "arrogante" siano da molti considerate sbagliate per definizione e a priori?

Il rischio della ragione

2019-02-20   Appartenere   |   Ragionare
La storia insegna che aver ragione può essere molto pericoloso e che è più sicuro sbagliare insieme che avere ragione da soli.

L'umorismo come medicina e saggezza

2019-02-20   Saggezza   |   Umorismo
Buona idea non prendersi sul serio, non cercare di essere presi sul serio e non prendere sul serio nemmeno gli altri.

Stupidità dell'intelligente

2019-02-21   Interagire   |   Intelligenza   |   Stupidità
È stupido voler apparire più intelligenti dei propri interlocutori.

 

Intelligenze (e stupidità) multiple

2019-02-21   Mente   |   Intelligenza   |   Stupidità
Ogni essere umano sa fare bene certe cose (cioè risolvere bene certi problemi) e male o per niente certe altre. In tal senso si può parlare di intelligenza solo al plurale: le varie intelligenze (e stupidità) di una persona.

Ama il prossimo tuo come te stesso?

2019-02-22   Religione   |   Etica
Ama il prossimo tuo come te stesso. Questa formula potrebbe essere la soluzione di tutti i problemi sociali, politici, etici ed economici. Potrebbe essere, come qualcuno crede, la chiave della felicità. Ma come si può amare chi ti odia, chi ti disprezza, chi non tollera la tua diversità né le tue qualità, chi non riconosce i tuoi diritti né le tue ragioni, chi ti ignora, chi ti calunnia, chi ti inganna, chi vorrebbe la tua sconfitta o il tuo annientamento, chi ti sta derubando, sfruttando, ferendo o uccidendo? Cosa otterremmo porgendo l'altra guancia? La bonifica del malvagio? L'illuminazione dello stolto? Questo fondamento del cristianesimo è l'ipocrisia di chi vuole dominare e sfruttare gli ingenui, e a tale scopo divide l'umanità in pecore e pastori.

Con chi [non] discutere di filosofia

2019-02-22   Filosofia
Con criminali, incivili, ignoranti e stupidi non si può discutere di filosofia.

Rifiutare le assurdità della cultura

2019-02-22   Conoscere   |   Cultura
Se non vogliamo essere complici di una cultura assurda dobbiamo rifiutarci di comprendere l'incomprensibile e di dare un senso all'insensato.

Solitudine, pecore e pastori

2019-02-22   Confliggere   |   Competere   |   Società   |   Conformismo   |   Gerarchia   |   Solitudine
Se non vuoi soffrire di solitudine, devi scegliere se essere intellettualmente pecora o pastore, e, nel secondo caso, devi competere per la miglior posizione nella gerarchia dei pastori e combattere contro la concorrenza.

Religione verso il mondo e sottomissione alla natura

2019-02-22   Interagire   |   Religione   |   Emozioni e sentimenti   |   Ecologia
La mia vita, il mio benessere o malessere, la mia felicità o infelicità, dipendono dal mio rapporto con il resto del mondo, cioè da come interagisco con le persone, con gli altri esseri viventi e con tutto ciò che mi circonda e con ciò che abita dentro di me; dipendono in particolare dal rispetto che ho per le loro esigenze, dalla mia obbedienza o disobbedienza alle loro richieste e dalla mia sensibilità alle loro proposte. La comprensione di questa inevitabile e indispensabile relazione suscita in me un sentimento di religione verso il mondo, e di sottomissione alla natura.

Etica inoffensiva

2019-02-22   Etica
Se ciò che dici non dà fastidio a nessuno vuol dire che non stai dicendo nulla di nuovo da un punto di vista etico, ovvero nulla che possa causare qualche cambiamento nei rapporti sociali.

Sul non voler capire

2019-02-24   Comprendere   |   Volontà
Se uno non vuol capire una certa cosa è perché non capisce che capirla potrebbe essergli utile.

La vita del saggio

2019-02-25   Vita   |   Saggezza
Il saggio vive la saggezza, non la insegna (se nessuno gli chiede di farlo). Perciò non sono saggio.

Piacere, dolore e interazioni sociali

2019-02-25   Interagire
Il piacere e il dolore di un essere umano dipendono soprattutto da come gli altri lo trattano. E i modi in cui gli altri lo trattano dipendono soprattutto da come egli li tratta. I modi di trattare gli altri costituiscono una parte importante della mentalità di ogni individuo.

Schiavi per sempre

2019-02-25   Natura umana   |   Mente
A mio avviso, siamo tutti schiavi dei nostri bisogni, delle nostre paure e delle nostre abitudini. Possiamo cambiare qualcuno dei nostri padroni, ma non il nostro status di schiavi. Ribellarsi a questa realtà è inutile e dannoso.

Comprensione e affinità

2019-02-25   Comprendere
Di una persona possiamo capire solo ciò che ci è affine.

Volontà involontaria

2019-02-25   Libero arbitrio   |   Scegliere   |   Volontà   |   Casualità
La volontà è, in un certo senso, involontaria, in quanto segue regole o algoritmi, per lo più inconsci ed emotivi. L'unico modo per liberarsi dalla schiavitù delle motivazioni involontarie è scegliere "a caso".

Siamo tutti servi e padroni

2019-02-27   Interagire
Siamo tutti servi e padroni, sia perché ognuno deve rispondere ad altri del proprio operato, sia perché nell'interazione tra due persone ognuna fa richieste all'altra e risponde a quelle altrui, cioè ognuna dà e riceve qualcosa. Nel dare siamo servi (perché serviamo l'altro), nel ricevere padroni (perché ci serviamo dell'altro).

Intellettuali e (non) progresso

2019-02-27   Conoscere   |   Società   |   Progresso   |   Intellettuali
Ormai quasi tutti gli intellettuali sono d'accordo su ciò che non funziona nella società, ma quasi nessuno propone soluzioni che non siano altro che desideri, lamenti e rimproveri. In pratica ognuno dice: "se la gente facesse questo, se pensasse questo, se sentisse questo, se capisse questo, se volesse questo, se cambiasse in questo, allora la società migliorerebbe". Ma il fatto è che la gente non fa, non pensa, non sente, non capisce, non vuole, non cambia come "dovrebbe". E allora cosa possiamo fare oltre a lamentarci? Ognuno pensa di fare tutto il possibile, il meglio possibile per migliorare la società e non sente il bisogno di cambiare se stesso, di uscire dai propri schemi mentali.

Da parte mia, non penso di fare tutto il possibile, ma cerco comunque di uscire dalle mie gabbie mentali, di andare oltre ciò che ho imparato sulla natura umana, attraverso la lettura di autori poco noti, non conformisti e trascurati dal mondo accademico (Schopenhauer, Nietzsche, George Herbert Mead, Alfred Korzybski, Gregory Bateson, Edgar Morin, Albert Camus, Luigi Anepeta, Antonio Damasio, Richard Dawkins, Daniel Dennet ecc.).

Società e competizione

2019-02-27   Competere   |   Società   |   Gerarchia
La competizione serve a definire le posizioni degli individui in varie gerarchie: politica, economica, religiosa, morale, intellettuale, estetica, sportiva, fisica, sessuale, bellica (individuale o collettiva) ecc.

A mio avviso, è praticamente impossibile non competere, in quanto:
  • siamo animali sociali; 

  • la società richiede un’organizzazione; 

  • l’organizzazione richiede un ordine;

  • l’ordine richiede ruoli di legislazione e di polizia (regolamentazione e censura) a tutti i livelli;

  • tali ruoli richiedono gerarchie di potere;

  • ognuno preferisce comandare più che obbedire.


Scienze e credenze

2019-02-27   Conoscere   |   Scienza
Quanto meno una persona è dotata di cultura scientifica, tanto più tende a dare credito a teorie non scientifiche o anti-scientifiche.

Sindrome della primadonna

2019-02-27   Interagire   |   Ruoli sociali
Ogni donna vorrebbe essere la primadonna del suo uomo.

Duello tra dèmoni

2019-02-28   Inconscio   |   Cambiare   |   Paura di cambiare   |   Demoni
Nell'inconscio di ognuno, e di conseguenza nella società, si combattono due dèmoni: quello della conservazione e quello del cambiamento.

Messaggi dei tatuaggi

2019-02-28   Interagire   |   Appartenere   |   Confliggere   |   Comunicazione   |   Conformismo
A mio avviso i tatuaggi esprimono messaggi inconsci rivolti agli altri e a se stessi, come, ad esempio, i seguenti:

Guardami, io esisto e tu non devi ignorarmi. O apprezzi o disprezzi il mio tatuaggio, ma non puoi ignorarlo, non puoi ignorarmi.

Io non sono uno qualsiasi, io sono speciale, io sono originale perché il mio tatuaggio è unico al mondo.

Io sono padrone del mio corpo, nessuno può dirmi come deve apparire. Io sono libero da condizionamenti, io sono anticonformista.

Io sono coraggioso perché il mio tatuaggio è stato molto doloroso ed è irreversibile. Come la mia personalità, non cambierà mai.

Io appartengo alla comunità dei tatuati, diversa dalla tua, migliore della tua, di cui fanno parte altre persone simili a me, che si tatuano anch'esse.

Se ti faccio schifo dimostri che sei ignorante, conformista, cattivo.

Io sono una persona alla moda, tu no; io sono più evoluto di te.

Il mio tatuaggio è bello, e dimostra il mio buon gusto.

Questo tatuaggio mi ricorda qualcosa che per me ha grande valore e che non voglio mai dimenticare.

Il mio tatuaggio racconta una storia, esprime certi ideali. Se non li capisci e non li condividi sei mio nemico, sei ignorante, sei stupido.

Se capisci il mio tatuaggio e ti piace, sei mio amico e alleato.

Il mio tatuaggio è un grido di dolore autolesionista, se non lo capisci non hai sentimenti.

Più è esteso il tatuaggio, più forti sono i messaggi che esso esprime, più sono coraggioso, più attenzione e rispetto io merito, più alta è la mia posizione nella gerarchia dei tatuati.

Ecc.

Trasformazione e resistenza al cambiamento

2019-02-28   Cambiare   |   Paura di cambiare
Ogni giorno che vivo mi trasforma, sebbene gran parte della mia mente resista ad ogni cambiamento.

Requisiti del filosofare

2019-03-01   Filosofia   |   Intelligenza   |   Cultura
A parer mio, per filosofare sono necessari una sufficiente quantità di tempo libero da impegni, dolori, stress e preoccupazioni, e un sufficiente grado di cultura e di intelligenza.

Deformazione della realtà

2019-03-02   Bisogni   |   Motivazioni   |   Paura   |   Desiderare   |   Percezione
L'interesse, la volontà, il desiderio, il bisogno, la paura, orientano e deformano la percezione della realtà.

Utilità e sufficienza

2019-03-02   Vita
Tutto può essere utile, nulla sufficiente.

Risposte senza domande

2019-03-02   Conoscere   |   Comunicazione   |   Apprendere
Molto spesso si discute non per conoscere o apprendere, ma per celebrare un piacevole e rassicurante rito di appartenenza sociale. In tal caso le domande sono quasi del tutto assenti (mentre abbondano le risposte a domande che nessuno si cura di fare, illudendosi di conoscere già le risposte). Insomma, tanti punti esclamativi e pochi interrogativi.

Bisogno di obbedire

2019-03-02   Bisogni   |   Obbedienza
A mio avviso, l'uomo ha un bisogno genetico di obbedire a qualcosa di esterno al suo io cosciente. Lo suppongo perché egli non può autogovernarsi razionalmente dato che la ragione non può sapere, momento per momento, di cosa il corpo e l'inconscio hanno bisogno.

Ciò è dovuto al fatto che i bisogni umani sono tanti, complessi, variabili, autonomi, automatici, inconsci, irrazionali, involontari, simultanei e spesso incoerenti.

Questo "qualcosa" di esterno a cui obbedire è soprattutto di natura sociale, relazionale, come può essere una religione, un amore, un costume, una disciplina, una norma o un ideale condiviso.

Per "esterno all'io cosciente" intendo qualcosa che può essere, e normalmente è, interiorizzato nell'inconscio del soggetto, anche se può essere da questo percepito come esterno alla sua persona.

Il tessuto della storia

2019-03-03   Storia
La storia è un insieme di fatti reali arbitrariamente selezionati, di interpretazioni soggettive e di semplificazioni e distorsioni di comodo.

Alla ricerca della ricompensa perduta - L'imprinting della ricompensa sociale

2019-03-03   Interagire   |   Mappa cognitivo-emotivo-motiva   |   Apprendere   |   Psicoterapia
A mio parere, da bambini abbiamo quasi tutti subìto ciò che io chiamo ”imprinting della ricompensa sociale”, ovvero abbiamo appreso quali nostri comportamenti ci fanno ottenere piacere e quali dolore, specialmente per quanto riguarda l'affetto e l'approvazione da parte degli altri (a cominciare dai genitori e dagli educatori).

Per esempio, chi ha subito un’educazione rigida in senso disciplinare, tende a considerare l'obbedienza una fonte di ricompensa sociale. Similmente, chi ha avuto educatori molto esigenti dal punto di vista intellettuale tende a considerare l'intelligenza e le sue manifestazioni come mezzi indispensabili per essere accettati e amati. Lo stesso fenomeno avviene per altri stili educativi che danno importanza, per esempio, alla moralità, al rispetto delle tradizioni, alla religione, allo sport, alla bellezza, al denaro, alla competizione in generale, al risparmio, alla bellezza ecc. per cui si possono creare associazioni permanenti (consce o inconsce) tra tali "valori" e l'aspettativa di una ricompensa sociale.

Ovviamente da adulti è possibile che le ricompense attese non si realizzino, o che i risultati dei propri sforzi siano controproducenti. Ciò può dar luogo ad uno stato di stress e di frustrazione cronica con connessi disagi e disturbi psichici e psicosomatici.

In tal caso può essere utile una psicoterapia mirata alla neutralizzazione degli imprinting disadattivi o non realistici. Durante tale terapia, il paziente dovrebbe imparare, attraverso l’interazione col terapeuta, modi alternativi per ottenere ricompense sociali, e riuscire a disimparare (questa è la parte più difficile) le associazioni "sbagliate".

Oggetti di vita

2019-03-03   Vita
Noi non viviamo, ma siamo (veniamo) vissuti. Non siamo soggetti, ma oggetti, vettori e replicatori di vita. Non siamo nati per nostra scelta, e cesseremo di vivere quando le leggi della natura lo determineranno. Possiamo decidere se accettare o rifiutare il nostro destino, ma si tratta di una scelta obbligata dal dolore che il rifiuto non farebbe che aumentare.

Comprensione vs. disprezzo

2019-03-03   Conoscere   |   Giudicare   |   Comprendere   |   Disprezzo
Non si comprende ciò che si disprezza, e si disprezza ciò che non si comprende.

A chi serve la filosofia?

2019-03-03   Conoscere   |   Filosofia   |   Saggezza
Non tutti hanno bisogno della filosofia o della psicologia per star bene, ma per qualcuno la vita, gli altri, la propria persona, le relazioni sociali e tante altre cose sarebbero incomprensibili e insopportabili senza le spiegazioni di certi autori.

Altruismo, egoismo, ipocrisia e selezione naturale

2019-03-04   Etica   |   Piacere e dolore   |   Evoluzionismo   |   Solidarietà   |   Egoismo
Considerazioni suscitate dalla lettura di un articolo di Telmo Piovani intitolato “Biologia dell’altruismo” (nilalienum.it/Sezioni/Darwin/PievAltruismo.html).

In una prospettiva evoluzionistica, l'altruismo è vantaggioso non per l'individuo, ma per il gruppo a cui egli appartiene. Tuttavia l'appartenenza ad un gruppo avvantaggiato dal comportamento altruista dei suoi membri costituisce indirettamente un vantaggio per i suoi stessi membri, rispetto ai membri di altri gruppi di persone meno altruiste.

Questo schema si complica quando in un gruppo di persone prevalentemente altruiste si “nascondono” persone prevalentemente egoiste. In tal caso gli intrusi hanno un doppio vantaggio: uno diretto e uno indiretto. Perciò l’ipocrisia non smascherata è vincente per l’individuo, come pure è vincente, per il gruppo e per i suoi membri, ogni azione di "smascheramento" degli ipocriti.

Occorre osservare, d’altra parte, che, laddove per la sopravvivenza dell’individuo non sia necessaria l’appartenenza ad un gruppo molto coeso e cooperativo (ovvero quando le condizioni ambientali e sociali facilitano la vita anche al di fuori del gruppo) l’altruismo perde di importanza e non è premiato dalla selezione naturale. In altre parole, più facile è la vita al di fuori di un gruppo, più le persone tendono a comportarsi in modo egoistico. A tal proposito Samuel Bowles ha scritto: “Il conflitto è la levatrice dell'altruismo: la generosità e la solidarietà verso i propri simili possono essere emerse soltanto in combinazione con l'ostilità verso gli esterni al gruppo”.

Si può dunque parlare di “altruismo localistico”. Tuttavia, in una prospettiva di globalizzazione e di rischi planetari, le cose possono cambiare, dato che il nemico da combattere non è più costituito (solo) da gruppi rivali o nemici, ma dalle catastrofi naturali che possono colpire tutti gli abitanti della Terra, sia per colpa dell’attività antropica che per cause da essa indipendenti. La “patria” diventa dunque l’intero pianeta e i suoi nemici gli egoisti ipocriti che non contribuiscono al bene comune o lo mettono a rischio. Ne consegue che lo smascheramento dell’ipocrisia diventa essenziale per la sopravvivenza della nostra specie.

A margine di tali considerazioni evoluzionistiche, suppongo, da un punto di vista fisiologico, che il comportamento altruistico (quando esiste ed è genuino) sia per lo più spontaneo, cioè involontario, automatico ed inconscio. Presumo che esso sia regolato da meccanismi neuronali di “ricompensa sociale”, che rilasciano endorfine (quando avvengono interazioni sociali cooperative e affettive) dalle quali si diventa facilmenti dipendenti come avviene con sostanze stupefacenti esterne. In altre parole, chi è abituato sin da piccolo ad “assumere” certe endorfine, non può più farne a meno e, per ottenerle, è motivato a comportarsi in modo da guadagnare ricompense sociali (e quindi a interagire cooperativamente, altruisticamente e affettivamente con gli altri).

In tal senso, ipotizzo che fenomeni come l’autismo o l’asperger possono essere causati da disfunzioni fisiche genetiche (totali o parziali) del meccanismo di cui sopra.

Inoltre, penso che molti comportamenti egoistici potrebbero essere dovuti ad un arresto del meccanismo di ricompensa sociale a seguito della cessazione della “normale” dipendenza dalle “endorfine sociali”. Tale cessazione potrebbe avvenire dopo una assenza di ricompense sociali (ovvero di interazioni sociali gradevoli) oltre una certa durata. Per le persone più sfortunate, tale assenza inizia dalla nascita, a causa di un deficit parentale, e potrebbe non avere mai fine.

Homo credulus

2019-03-05   Conoscere   |   Natura umana
L'uomo tende (geneticamente) a credere nelle storie che gli altri gli raccontano. La credenza è tanto più radicata, quanto più numerosi sono i narratori di una stessa storia, quanto più spesso le narrazioni vengono ripetute, e quanto minore è l'età in cui uno comincia a udirle. Solo un'educazione alla critica, alla diffidenza e al sospetto, e un temperamento ribelle possono attenuare la naturale credulità umana.

Umorismo e stupidità

2019-03-07   Stupidità   |   Umorismo
Ridiamo quando qualcuno che sembrava stupido si rivela improvvisamente intelligente, o viceversa. Smettiamo di ridere quando quello che sembrava intelligente e si è rivelato improvvisamente stupido siamo noi.

Psicologia del sospetto

2019-03-07   Inconscio   |   Motivazioni   |   Mistificazione
Psicologia del sospetto è il nome che vorrei dare alla psicologia che più mi interessa, quella che studia le vere motivazioni del comportamento umano a dispetto di quelle che gli umani affermano, che sono quasi sempre false, mistificate, incomplete, fuorvianti, deformate ecc. per nascondere la meschinità e la miseria di quelle vere, che sono ben nascoste nell'inconscio.

Antipatia dei migliori

2019-03-07   Etica   |   Competere   |   Intelligenza   |   Gerarchia
A mio avviso, le competizioni più diffuse e importanti tra gli umani, da quando esiste la cultura, sono quelle intellettuali ed etiche. Intendo dire che ognuno cerca di occupare la posizione più alta che gli è possibile nelle gerarchie dell'intelligenza e della morale, e a tale scopo e in tali campi cerca di mostrarsi per quanto possibile non inferiore rispetto agli altri membri della comunità di appartenenza.

Di conseguenza, normalmente le persone non amano la compagnia di chi si dimostra più intelligente e/o più buono di loro. Lo trovano antipatico e cercano di screditarlo ad ogni occasione, anche mediante calunnie e critiche infondate.

Quei pochi che vengono riconosciuti come più intelligenti e/o più buoni a causa di prove indiscutibili possono essere accettati come leader o modelli di virtù, ma difficilmente come compagni, poiché metterebbero inevitabilmente in evidenza l'inferiorità e i difetti di coloro con cui interagiscono.

Necessità, virtù e difetti

2019-03-07   Etica   |   Differenze umane
L'uomo fa di necessità virtù, e di virtù difetti, specialmente quando le virtù non sono necessarie.

Gli algoritmi del cuore

2019-03-08   Emozioni e sentimenti   |   Mappa cognitivo-emotivo-motiva   |   Logica
Non so cosa intendesse esattamente Pascal dicendo che “il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce”. Da parte mia, io intendo le “ragioni del cuore” come delle logiche in senso informatico, ovvero algoritmi, che involontariamente e inconsciamente determinano le nostre emozioni, i nostri sentimenti e le nostre motivazioni, e in particolare gioie e sofferenze a seconda delle situazioni, e attrazioni e repulsioni verso particolari persone, oggetti, idee, azioni, messaggi ecc.

Infatti, a mio avviso, i sentimenti e le emozioni non sorgono in modo casuale né in modo sempre uguale, ma come risposte particolari a stimoli (o percezioni) particolari, secondo “programmi” che sono in parte innati e in parte acquisiti.

Tali programmi possono cambiare (entro certi limiti e con certi tempi) nel corso della vita attraverso le esperienze, ed essere modificati volontariamente mediante psicoterapie o autoterapie.

Meditazione cibernetica

2019-03-08   Sistemica   |   Meditazione
In questo articolo propongo uno speciale tipo di meditazione da me inventato, a cui ho dato il nome di "meditazione cibernetica". L'aggettivo "cibernetica" si riferisce ad un approccio cibernetico (o sistemico) alla conoscenza della natura umana.

La meditazione consiste nel ripetere le frasi-guida sotto riportate ogni volta che si sente il bisogno di capire di cosa si ha bisogno.

La meditazione cibernetica mira a migliorare la mente per vivere meglio, cioè per diminuire il dolore e aumentare il piacere nel medio e nel lungo termine.

Le frasi che seguono dovrebbero aiutarci a pensare a ciò che pensiamo e perché lo pensiamo, alle emozioni e ai sentimenti che proviamo e perché li proviamo, e alle scelte che facciamo e perché le facciamo.

Considerando che la conoscenza delle nostre emozioni e dei nostri sentimenti può dar luogo a ulteriori emozioni e sentimenti, e che la conoscenza dei meccanismi delle nostre scelte può dar luogo a ulteriori scelte, possiamo dire che questi esercizi di meditazione sono esercizi di meta-pensiero (pensiero sul pensiero), meta-emozione (emozione sull'emozione), meta-sentimento (sentimento sul sentimento) e meta-motivazione (motivazione sulla motivazione).

La meditazione cibernetica non mira a modificare la mente in modi particolari, ma a comprendere il suo funzionamento corrente in modo da permettere cambiamenti sistemici spontanei, ma "educati". Infatti, una buona conoscenza della propria situazione relazionale (in senso sistemico) può permettere alla persona di evolvere in senso consapevolmente adattivo per una migliore soddisfazione dei propri bisogni.

Frasi-guida da ripetere durante la meditazione:

  • I miei pensieri, i miei sentimenti e le mie scelte sono risposte automatiche (cognitive, emotive e motivazionali) agli stimoli esterni e interni (ovvero a ciò che vedo, odo, leggo, provo, penso, immagino ecc.).

  • Le mie risposte cognitive consistono in associazioni di idee.

  • Le mie risposte emotive consistono in gioie e sofferenze, piaceri e dolori, attrazioni e repulsioni, paure e rassicurazioni, ecc.

  • Le mie risposte motivazionali consistono in pulsioni a fare o non fare, pensare o non pensare, prendere o lasciare determinate cose.

  • Le mie associazioni tra stimoli e risposte consistono in programmi, cioè informazioni (usate come dati o istruzioni) registrate nel mio cervello e parzialmente modificabili.

  • Vorrei sapere quali parti dei miei programmi posso cambiare.

  • Vorrei sapere quali cambiamenti mi conviene realizzare al fine di soffrire di meno e godere di più, ora e in futuro.

  • Per modificare una certa associazione stimolo-risposta devo riprodurre idealmente lo stimolo e immaginare risposte diverse da quella abituale;  poi valutare se qualcuna delle risposte alternative mi può soddisfare.

  • Le mie sofferenze e i miei dolori sono conseguenze delle frustrazioni dei miei bisogni.

  • Le mie gioie e i miei piaceri sono conseguenze delle soddisfazioni dei miei bisogni.

  • I miei bisogni principali hanno come oggetto una sufficiente cooperazione e prevalenza nelle competizioni con gli altri.

  • Le cooperazioni e le competizioni concernono le interazioni fisiche, sessuali, politiche, belliche, economiche, organizzative, istituzionali, intellettuali, ludiche, culturali, estetiche,  morali ecc.

  • I miei bisogni di cooperazione e di prevalenza sono antitetici e richiedono interazioni, comunicazioni, negoziazioni, conciliazioni, compromessi, accordi, patti, regole, norme, leggi, diritti, doveri, obblighi, divieti, gerarchie, organizzazioni ecc. per soddisfare al meglio i bisogni di tutte le parti in gioco.

  • Devo sempre considerare che la nostra società tende a censurare le competizioni interpersonali non regolamentate, per cui queste vengono normalmente nascoste o mascherate.

  • Ripetere daccapo.


Spirito, anima ecc.

2019-03-09   Religione   |   Spiritualità
A parer mio, spirito", "spirituale", "anima" sono parole senza senso a cui ognuno dà il senso e il significato (inevitabilmente soggettivo) che desidera e che gli conviene, per cui è difficile discuterne, e probabilmente i loro fautori non desiderano farlo. Desiderano piuttosto diffonderle, celebrarle e ammantarsene. Sono come stendardi religiosi, bandiere del mistero, e le bandiere non si discutono.

Mistificatori e demistificatori

2019-03-09   Filosofia   |   Mistificazione
I filosofi si dividono in mistificatori, demisitificatori e ibridi (mistificatori e demistificatori).

Politica e sincerità

2019-03-09   Politica
Se i politici fossero sinceri, pochi li voterebbero.

La natura dell'immateriale

2019-03-10   Relazioni   |   Informazione   |   Spiritualità   |   Gregory Bateson
Ciò che definiamo come "immateriale" è, a mio parere (e anche secondo Gregory Bateson), "informazione" e le relazioni causali e strutturali tra l'informazione (cioè l'immateriale) e la materia (e/o energia) possono essere studiate scientificamente e filosoficamente. Il pensiero, i sentimenti, la coscienza, la volontà, le relazioni e le interazioni tra esseri viventi sono basati su informazioni (inconsce e consce) oltre che su entità materiali o fisiche.

La filosofia può anticipare ciò che la scienza ancora non riesce a dimostrare, specialmente per quanto riguarda la genesi e gli effetti delle informazioni negli esseri viventi.

Se invece per "immateriale" s'intende qualcosa di diverso da "informazione", allora si tratta di narrazioni che non possono essere dimostrate in nessun modo, ma che possono comunque avere effetti importanti sugli umani, in quanto "informazioni" o "idee" sullo "spirito" (indipendentemente da quanto siano vere o false).

Libertà e solitudine

2019-03-10   Libertà   |   Solitudine
Libertà e solitudine crescono di pari passo.

Sulla cosiddetta dimensione spirituale

2019-03-10   Spiritualità
Mi pare che l'aggettivo "spirituale" venga generalmente usato in senso negativo, ovvero come ciò che non è materiale, non è fisico, non è logico, non è scientifico, non è informazione, non è tangibile, non è dimostrabile, non è misurabile se non nei suoi effetti sentimentali. Insomma, qualcosa di "altro" e diverso rispetto da ciò che conosciamo.

Nessuno (al di fuori di certi testi religiosi e psicologici) è infatti in grado di spiegare cosa sia la spiritualità in termini positivi, per cui resta un mistero, qualcosa di magico o esoterico nel senso che non risponde alle leggi della fisica né della biologia, che ha intenzioni e fini che coinvolgono l'uomo, che ognuno può immaginare soggettivamente e a cui si possono attribuire poteri soprannaturali o non naturali che mai nessuno è finora riuscito a dimostrare.

Insomma, qualcosa di non fisico né logico che però può far bene a chi si sottomette alle sue immaginarie volontà o segue i suoi immaginari consigli. Parlare di spirito significa dunque, a mio parere, dare arbitrariamente un senso a cose che non ne hanno.

Vita e possesso

2019-03-11   Vita
La mia vita non mi appartiene, io le appartengo.

Persone superiori

2019-03-12   Valutare   |   Competere
Le persone superiori sono quelle che non sentono il bisogno di dimostrare di avere ragione o di essere superiori, nemmeno quando avrebbero le prove e gli argomenti per dimostrare le proprie maggiori capacità, in certi campi, rispetto a certe altre persone.

L'uomo e i computer

2019-03-12   Mente   |   Sistemica
I computer non viventi sono estensioni di menti umane, come qualsiasi altro oggetto o forma culturale (che oggi chiamiamo "meme"). Infatti non esistono computer non viventi che non siano stati prodotti dall'uomo. I computer viventi sono invece i sistemi nervosi di piante e animali ottenuti per selezione naturale o per selezioni e modifiche genetiche operate dall'uomo.


Verità spietata

2019-03-12   Etica   |   Filosofia   |   Verità   |   Bellezza   |   Scienza   |   Empatia
Un proverbio dice che "il medico pietoso fa la piaga puzzolente". Lo stesso si potrebbe dire del filosofo e dello scienziato in cerca della verità, perché questa non ha nulla a che vedere con la pietà, né con la bontà, né con la bellezza.

Cooperazione e competizione

2019-03-12   Interagire   |   Competere
A mio parere, le interazioni sociali sono animate da due motivazioni fondamentali: cooperazione e competizione. Esse possono essere più o meno consce o inconsce e di intensità variabile. A volte prevale la prima, altre volte la seconda. Nella nostra società la prima è normalmente esaltata e palese, la seconda censurata, nascosta o mascherata. La prima può essere del tutto assente, la seconda quasi mai.

Siamo uguali o diversi?

2019-03-12   Natura umana   |   Differenze umane
Siamo tutti diversamente uguali.

Il buono, il bello e il vero

2019-03-12   Etica   |   Verità   |   Bellezza
Il buono, il bello e il vero raramente coincidono.

Non si può non giudicare

2019-03-13   Giudicare
Di fronte ad una affermazione, chi l’ascolta reagisce sempre con un giudizio (o pregiudizio) automatico, conscio o inconscio, che può essere cognitivo e/o affettivo.

Il giudizio cognitivo qualifica una certa affermazione come più o meno vera o falsa, giusta o sbagliata, esatta o errata, completa o incompleta, sufficiente o insufficiente, utile o inutile, oppure incomprensibile, insignificante ecc.; il giudizio emotivo la qualifica come piacevole o spiacevole, attraente o repellente, buona o cattiva, bella o brutta, tollerabile o intollerabile, lusinghiera o offensiva, oppure indifferente, irrilevante, non meritevole di attenzione ecc.

Chi, durante una discussione in cui è emerso un disaccordo, afferma di non giudicare, in realtà ha giudicato inconsciamente e ha paura di esprimere il giudizio sfavorevole temendo una reazione ostile del giudicato.

Homo falsus

2019-03-14   Interagire   |   Natura umana   |   Competere   |   Falsità   |   Autoinganno   |   Mistificazione   |   Invidia
A mio avviso, l'uomo è, consciamente o inconsciamente, fondamentalmente falso in quanto ignora, nasconde, dissimula e mistifica alcune sue importanti motivazioni verso gli altri, specialmente se sono censurate dalla comunità di appartenenza.

Ciò vale soprattutto per quanto riguarda la competizione, ovvero il bisogno di superare gli altri nelle varie gerarchie (economica, intellettuale, morale, estetica, fisica ecc.) e quello di essere privilegiati o prioritari nella formazione delle relazioni, cioè nello scegliere i partner, nell'essere scelti come partner e nel respingere le persone concorrenti, antagoniste, disturbanti o comunque indesiderate (in quanto non conformi alle proprie aspettative o sfavorevoli rispetto ai propri interessi).

Invidia, gelosia, arrivismo, egoismo,  narcisismo, razzismo e altri sentimenti e atteggiamenti considerati normalmente come "difetti" sono infatti molto più diffusi di quanto possiamo immaginare, anche se quasi nessuno crede o ammette di esserne affetto.

Fortunatamente, data la nostra interdipendenza, noi esseri umani siamo anche motivati a cooperare con gli altri per ottenere vantaggi comuni, motivazione che viene normalmente celebrata, esaltata e, a volte, premiata dalla comunità di appartenenza. Tuttavia anche la motivazione a cooperare può essere oggetto di dissimulazione, in quanto tendiamo a farla apparire più grande di quanto sia in realtà.

Insomma, siamo tutti, chi più, chi meno, ipociriti.

Comprensione e diversità

2019-03-14   Differenze umane   |   Comprendere
Se vuoi essere capito e accettato dagli altri, non devi essere troppo diverso da loro.

La logica non è una scienza esatta

2019-03-14   Conoscere   |   Logica   |   Scienza
La logica non è una scienza esatta se le parole che essa usa non hanno un significato univoco e universalmente condiviso.

Capire ed essere capiti

2019-03-14   Comprendere
Se gli altri non ti capiscono, cerca tu di capire loro.

Sapere e dire

2019-03-14   Conoscere   |   Comunicazione
Spesso diciamo ciò che non sappiamo, e non sappiamo ciò che diciamo.

Criteri di scelta

2019-03-14   Bisogni   |   Scegliere
Per stabilire se ci conviene investire il nostro tempo in una certa attività piuttosto che in un'altra, facciamoci alcune domande come le seguenti per ciascuna opzione:

  • quanto può migliorare la mia cooperazione con gli altri?

  • quanto può rendermi più competitivo verso gli altri in qualche area?

  • quanto può soddisfare i miei bisogni?

  • quanto può essermi utile in futuro?

  • quanto può aumentare i miei piaceri (o diminuire le mie sofferenze)?


Conversazione e contesti condivisi

2019-03-15   Comunicazione   |   Metainterazione
Quando due umani conversano, le loro espressioni verbali e non verbali sono sempre semanticamente riferite ad un comune contesto cognitivo, morale ed estetico, ovvero a forme, norme, significati e valori condivisi tipici della comunità di appartenenza. Più scarso è il contesto condiviso, più povera, difficile, faticosa e sgradevole è la conversazione.

In tal senso, la conversazione è un gioco in cui si può esprimere liberamente qualunque cosa, più o meno seria o scherzosa, più o meno creativa o rituale, purché sia pertinente con il contesto condiviso.  Ogni "impertinenza" è normalmente sgradita alla parte ricevente.

Scegliere i propri padroni

2019-03-16   Autogoverno
Occorre liberarsi dai padroni che ci sono stati imposti da bambini, per scegliere liberamente e consapevolmente nuovi padroni a cui affidare la nostra anima.

Ricetta della felicità

2019-03-16   Libertà   |   Comunicazione   |   Felicità   |   Amare   |   Comprendere   |   Casualità   |   Gioco
La felicità è possibile
e la ricetta è questa:
liberarsi e liberare,
capire ed essere capiti,
amare ed essere amati,
comunicare e cooperare,
e insieme giocare col caso.

Conoscenza e comprensione

2019-03-17   Conoscere   |   Comprendere
Non si può capire ciò che non si conosce.

Sciocchezza, bellezza, saggezza

2019-03-17   Saggezza   |   Bellezza   |   Stupidità
Una sciocchezza ben vestita e ben truccata può passare per una perla di saggezza. La bellezza aiuta a vendere e a convincere.

Ammirazione e giustificazione

2019-03-17   Bias cognitivo
Quando si ammira un autore si trova sempre il modo di giustificare e di valorizzare ciò che ha scritto.

Combinazioni di mappe cognitivo-emotivo-motive

2019-03-17   Interagire   |   Mappa cognitivo-emotivo-motiva
Quando due persone interagiscono, il risultato dell'interazione dipende soprattutto dalla speciale combinazione delle loro mappe cognitivo-emotivo-motive.

Perché X non può avere ragione

2019-03-17   Ragionare
Quando la ragione del mio interlocutore mi turba, il mio inconscio ragiona così: X non può avere ragione perché, se l'avesse, dovrei odiare chi amo, disprezzare chi apprezzo e ammettere di essere stupido, di aver sbagliato, di essere colpevole, di aver costruito la mia visione del mondo su fondamenta inconsistenti.

Cosa è importante nell'interazione tra due persone

2019-03-17   Interagire   |   Competere   |   Mappa cognitivo-emotivo-motiva   |   Gioco   |   Riti e rituali
Nell'interazione tra due persone le cose più importanti sono:

  • Le rispettive mappe cognitivo-emotivo-motive

  • Le differenze e le somiglianze tra tali mappe

  • Le risposte cognitivo-emotive-motive di ciascuna persona agli stimoli esterni e interni

  • I possibili tipi di interazione:


    • cooperativa

    • competitiva

    • rituale

    • ludica

    • evitante


Empatia, odio ed equilibrio affettivo

2019-03-18   Emozioni e sentimenti   |   Empatia   |   Odio
Il concetto di empatia (https://it.wikipedia.org/wiki/Empatia) viene normalmente usato con una connotazione positiva. Infatti, quando si pensa all’empatia si fa di solito riferimento alla percezione e al rispecchiamento di sentimenti altrui come la gioia e la sofferenza. Ma che succede quando la persona che ci sta di fronte prova sentimenti di odio o di disprezzo verso una certa cosa, una certa persona o una certa categoria di persone?

Se l’empatia è involontaria ed è dovuta ai “neuroni specchio”, credo che essa si applichi a qualunque sentimento, quindi anche a quelli “politicamente scorretti”. Perciò credo che, a causa dell’empatia, anche l’odio e il disprezzo manifestato da una persona A possono essere rispecchiati in una persona B che osserva A, a meno che B non odi o disprezzi A, nel qual caso l’empatia sarebbe automaticamente inibita (infatti, in tal caso, sarebbe inibita anche un’empatia per sentimenti “politicamente corretti”).

A tale proposito, io credo che ci sia una sinergia tra il fenomeno (o meccanismo) dell’empatia e quello del cosiddetto “equilibrio cognitivo” (che io preferisco chiamare “equilibrio affettivo”), teorizzato da Fritz Heider nel 1958 (https://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_dell'equilibrio_cognitivo). Intendo dire che i sentimenti positivi o negativi suscitati dalla necessità di stabilire un equilibrio affettivo (in uno schema triangolare) possono essere innescati o facilitati dell’empatia.

Per esempio, se tra A e B esiste un rapporto di reciproca stima o affetto, e A manifesta odio o disprezzo per una cosa o persona C, è probabile che B provi anche odio o disprezzo per C, sia per empatia, sia per neutralizzare una dolorosa situazione di squilibrio affettivo.


Perché succede ciò che succede

2019-03-18   Conoscere   |   Causalità   |   Casualità
Tutto ciò che succede, avviene per effetto di un insieme complesso di leggi fisiche, logiche, causalità e casualità che conosciamo poco e male.

Odiare per simpatia

2019-03-19   Emozioni e sentimenti   |   Empatia
Noi tendiamo ad odiare le persone odiate da chi ci è simpatico.

Relazione: definizione e tipologia

2019-03-19   Interagire
Si ha una “relazione” tra due entità viventi o non viventi (persone, computer, macchine, media ecc.), che chiameremo “stazioni”, quando esse non si ignorano, cioè quando almeno una delle due (la stazione A) “conosce” l’altra (la stazione B) nel senso che B è simbolicamente presente nella mappa cognitivo-emotivo-motiva (MCEM) di A, e, di conseguenza A risponde in certi modi predefiniti agli stimoli (reali o immaginari) che provengono da B ad A.

Le risposte cognitivo-emotivo-motive predefinite associate ad una certa stazione rappresentata in una MCEM dipendono dalle “qualità” o “attributi” associati a quella stazione nella mappa stessa. Chiameremo l’insieme di tali attributi “configurazione” dell’altra stazione nella propria MCEM.

Una stazione A può essere rappresentata nella MCEM di una stazione B come “unica” o “generica”, cioè come un'entità particolare o come una qualsiasi istanza di una particolare categoria di entità.

La relazione è unidirezionale se A “conosce” B ma B non conosce A, è bidirezionale se la conoscenza è reciproca; è simmetrica se le conoscenze sono entrambe uniche o entrambe generiche, è asimmetrica se A è per B una stazione unica, mentre B è per A una stazione generica, o viceversa.

Le interazioni tra due stazioni A e B (ovvero le transazioni che tra esse avvengono) dipendono dalle reciproche configurazioni nelle rispettive MCEM, cioè da come A “vede” B e (se la relazione è bidirezionale) da come B “vede” A.

Il nome e il senso delle cose

2019-03-19   Conoscere   |   Pensare   |   Linguaggio
L'uomo è l'unico animale capace di dare un nome e un senso a cose, esseri viventi, idee ecc., che senza il suo intervento non avrebbero né un nome, né un senso.

Empatia e sua inibizione

2019-03-19   Emozioni e sentimenti   |   Empatia
Noi tendiamo a condividere i sentimenti di amore e di odio delle persone che amiamo, e a non condividere quelli delle persone che odiamo.

Mappe mentali e interazioni

2019-03-19   Interagire   |   Mappa cognitivo-emotivo-motiva
Le interazioni spontanee tra due persone A e B dipendono soprattutto dalla configurazione di A nella mappa mentale di B e dalla configurazione di B nella mappa mentale di A.

Conversione alla saggezza

2019-03-19   Mappa cognitivo-emotivo-motiva   |   Saggezza
A mio avviso, la più importante trasformazione di un essere umano, il suo maggiore e più drammatico salto di qualità verso la saggezza, si ha nel momento in cui egli capisce che la sua visione del mondo non è oggettiva e reale come aveva sempre ritenuto, ma soggettiva e presunta, e non necessariamente più vera o più completa di quella di tanti altri.

Da quel momento (triste e rasserenante allo stesso tempo) egli vive le interazioni sociali non più come tentativi di affermare e realizzare la propria visione del mondo dopo averla fatta accettare agli altri, ma come atti utili a soddisfare i bisogni propri e altrui conciliando e armonizzando le rispettive visioni.

Comportamento e mappa mentale

2019-03-19   Interagire   |   Mappa cognitivo-emotivo-motiva
Il comportamento di un essere umano dipende soprattutto dalla sua mappa mentale del mondo.

Pubblicità e inganno

2019-03-20   Falsità
Ogni volta che sento o vedo un messaggio pubblicitario, perdo un po' di fiducia nell'umanità.

Il parlare del saggio

2019-03-20   Comunicazione   |   Saggezza
Il saggio sa cosa è opportuno dire e cosa non dire, quando è opportuno parlare e quando tacere.

Il senso nascosto delle feste

2019-03-20   Bisogni   |   Appartenere   |   Festa   |   Socializzare
A mio avviso, le feste hanno funzioni sociali importanti, forse indispensabili, altrimenti non sarebbero così diffuse ancora oggi in tutte le culture. Secondo me le feste si festeggiano per piacere e per paura.

Si festeggiano per piacere perché danno gioia (anche se non sempre e non a tutti), come tutte le attività che favoriscono le interazioni sociali e confermano l'appartenenza ad una propria comunità. In altre parole, soddisfano i bisogni di appartenenza e di interazione sociale.

Si festeggiano per paura, perché il non festeggiarle potrebbe essere interpretato come un volontario allontanamento dalla comunità di appartenenza e un evitamento delle relative interazioni sociali, e pertanto essere disapprovato dagli altri, col rischio di venire emarginati in quanto "diversi".

Questo è secondo me il vero senso delle feste, non quello dichiarato, che è un pretesto, a volte insignificante o insensato, per socializzare. Mi pare infatti che l'uomo (tranne poche eccezioni) non riesca a socializzare al di fuori di regole comunitarie, come feste e altri usi e costumi tradizionali.

Origine della stupidità umana

2019-03-20   Natura umana   |   Ragionare
A mio avviso, l'uomo è diventato stupido quando è diventato uomo, cioè quando ha smesso di comportarsi come gli altri animali, ovvero istintivamente. La ragione è uno strumento pericoloso perché può generare mostri.

Dio come l'uomo

2019-03-21   Religione
Il Dio di Abramo è cattivo perché l'uomo lo ha creato a sua immagine e somiglianza.

Conformismo acritico e spirale della morte

2019-03-21   Conformismo
Il conformismo acritico può avere conseguenze nefaste come quelle che in natura si verificano tra le formiche nel fenomeno della spirale della morte.
https://www.mondoformiche.it/2012/08/formiche-la-famigerata-e-sconosciuta.html?m=1

Criticare il non detto

2019-03-21   Giudicare   |   Criticare
Nessuno dovrebbe essere criticato né accusato per ciò che non ha espresso, perché non esprimere una certa cosa non equivale a negarla.

Perché sono ateo

2019-03-23   Bisogni   |   Religione   |   Appartenere   |   Fede
Il mio ateismo consiste nel non credere nella verità di alcuna delle narrazioni e spiegazioni provenienti dalle varie religioni del passato e del presente, riguardanti il senso della vita e i conseguenti principi etici.

Non credo nelle narrazioni e spiegazioni religiose perché le trovo illogiche, indimostrabili, false, strumentali al controllo politico delle persone, lesive dei diritti umani e nocive rispetto alla soddisfazione dei nostri bisogni primari.

Infatti, a mio avviso, tali narrazioni e spiegazioni costituiscono fattori di rallentamento del progresso morale e civile in quanto si basano su fedi e credenze incompatibili con la logica razionale, con sentimenti naturali e, in generale, con la soddisfazione dei bisogni umani.

Il bisogno umano più importante, la cui soddisfazione è, a mio avviso, ostacolata delle religioni è quello della cooperazione pacifica tra tutti gli umani, senza pregiudizi morali né distinzioni di credenze o di appartenenze a particolari comunità, e senza assurdi, arbitrari, inutili e dannosi obblighi e divieti.

Religioni, ideologie e potere politico

2019-03-23   Religione   |   Politica
Religioni e ideologie sono importanti fattori (tra altri) del potere politico.

Coscienza e realtà

2019-03-23   Conoscere   |   Coscienza   |   Comprendere   |   Complessità
La coscienza, non potendo considerare che poche idee e immagini alla volta, è un grande semplificatore (e quindi falsificatore) della realtà, la quale è molto più complessa di quanto un umano possa capire.

Coscienza e variazioni

2019-03-23   Coscienza   |   Cambiare   |   Memoria
Il cervello tende ad ignorare (cioè a non rendere cosciente e a non memorizzare) tutto ciò che e costante o ripetitivo.

Il mistero della coscienza

2019-03-23   Conoscere   |   Coscienza
La coscienza è un fenomeno misterioso, ma i suoi contenuti non lo sono.

Esperienze e sviluppo della mente

2019-03-23   Mente
Ciò che adesso percepiamo dipende da ciò che abbiamo percepito in passato. Le esperienze passate sono le basi sulle quali vengono elaborate, interpretate e valutate le esperienze presenti.

Coscienza e storie

2019-03-23   Conoscere   |   Coscienza
La coscienza è un ascoltatore, scrittore e narratore di storie.

Tuttavia la vita non è fatta di storie, bensì di processi simultanei e concorrenti (cause ed effetti di interazioni elementari tra organi e tra organismi) che la nostra coscienza cerca di tradurre in storie.

Pertanto, tutte le storie che narriamo agli altri e a noi stessi sono invenzioni più o meno false, più o meno complete e più o meno utili.

Mediatori divini

2019-03-25   Religione
Alcuni hanno asserito e ancora oggi asseriscono che esiste un dio (o più di uno) e che conoscono la sua (o la loro) volontà.

Io chiamo costoro mediatori divini e li classifico in “diretti” e “indiretti”. I mediatori diretti affermano di aver ricevuto direttamente da (un) Dio indicazioni circa la sua volontà. I mediatori indiretti hanno ricevuto tali indicazioni da un mediatore diretto, da altri mediatori indiretti o da scritture qualificate come sacre.

Da sempre, i mediatori divini raccontano e insegnano la volontà divina a tutti coloro (bambini e adulti) che sono disposti ad ascoltarli per libera scelta, per costrizione, a seguito di pressioni sociali o per curiosità.

A causa della naturale credulità umana e/o di pressioni sociali, molti credono nelle asserzioni dei mediatori divini. Di conseguenza, i credenti cercano di comportarsi secondo la presunta volontà di Dio principalmente per due fattori (che dipendono dall'osservanza di tale volontà): la paura di una punizione e la speranza di un premio (l'infelicità o la felicità in vita e/o dopo la morte). A ciò si aggiunge il fatto che, molto spesso, dal grado di osservanza della presunta volontà divina, dipendono penalità e ricompense sociali.

Le aspettative di penalità e ricompense (sia divine che sociali) determinano, a mio avviso, un bisogno ”indotto” (ovvero non geneticamente determinato) di eseguire la volontà divina, qualunque essa sia, indipendentemente dalla sua razionalità o ragionevolezza. Tale bisogno contribuisce a motivare e a governare (consciamente o inconsciamente) il comportamento delle persone, sia sul piano razionale che su quello sentimentale.

Se tutto ciò è vero, i mediatori divini giocano un ruolo di primaria importanza perché, interpretando arbitrariamente la volontà di Dio (a prescindere dalla sua reale esistenza) possono condizionare, nel bene e nel male, il comportamento di singoli individui e di intere masse.

Tale "condizionamento divino” può influenzare in modo determinante vari aspetti dell'esistenza umana, quali: le interazioni sociali (intracomunitarie e intercomunitarie), la soddisfazione dei bisogni primari, la visione del mondo e della vita, la concezione della natura umana e l'etica che ne deriva.

Di conseguenza, il destino di una società (cioè il suo progresso o il suo regresso) e il grado di felicità dei suoi membri possono dipendere anche dal loro credere in una certa concezione della volontà divina.

I mediatori divini hanno pertanto, a mio parere, un'enorme responsabilità morale, civile e politica nel determinare benessere e malessere delle comunità in cui operano.

Per concludere, ritengo ragionevole sospettare che la cosiddetta "volontà di Dio" sia stata (e sia ancora oggi) arbitrariamente definita dai mediatori divini, al fine di favorire potere e privilegi per sé stessi e per i propri alleati politici.

Intendere e intendersi

2019-03-25   Interagire
Affinché due persone possano interagire in modo soddisfacente (per entrambe), è necessario che esse s'intendano su qualità, fini e modi dell'interazione.

Intendersi presuppone una comune comprensione della situazione della relazione, comuni scopi e intenzioni, e un accordo su ciò che ciascuna parte dovrebbe o potrebbe fare e non fare, cioè rispettivi obblighi, divieti, diritti e doveri.

Due persone possono interagire anche senza intese, anche se in tal caso le interazioni potrebbero essere improduttive, controproducenti o sgradite ad una o ad entrambe le persone.

Il termine "intendere" è, a mio avviso, uno dei vocaboli più interessanti e ricchi di significati della lingua italiana. Esso racchiude infatti concetti come sentire, udire, ascoltare, capire, comprendere, volere, decidere, esigere, tendere verso ecc., tutti rilevanti ai fini di una interazione sociale produttiva e soddisfacente.

Filosofi contro filosofi

2019-03-25   Filosofia
Mi piacciono i filosofi che criticano altri filosofi. Per me la filosofia dovrebbe essere militante contro la cattiva filosofia. E ogni filosofo dovrebbe prendere posizione spiegando quale sia per lui la buona e la cattiva filosofia e perché.

Essenza e apparenza delle cose

2019-03-25   Conoscere
Le cose non sono come appaiono, e non possiamo sapere cosa siano veramente se non in termini di elementi che le compongono, i quali, però, a loro volta, non sono come appaiono.

Il gioco dell'interazione sociale, tra cooperazione e competizione

2019-03-26   Interagire   |   Gioco
L’interazione tra due umani A e B è, a mio parere, un gioco la cui posta è ottenere la massima cooperazione (o disposizione a cooperare) e il miglior “servizio” da parte dell’altro, e occupare la più alta posizione gerarchica (soprattutto intellettuale e morale) a cui si possa aspirare, in modo da poter esercitare il maggior potere decisionale nelle scelte comuni e nelle attività cooperative.

In altre parole, lo scopo del gioco tra A e B è per A è fare in modo che B si comporti il più possibile come piace ad A, ovvero “obbedisca” ai desideri di A. Lo stesso vale per B nei confronti di A.

Gli strumenti (o le armi) e le strategie che i giocatori possono usare per ottenere il massimo vantaggio rispetto agli scopi sopra definiti consistono, a mio avviso, nella regolazione (cioè aumento e diminuzione) della cooperazione e della competizione di ciascuno verso l’altro.

Per esempio, se la persona A trova il grado di cooperazione di B insufficiente rispetto alle proprie aspettative, o non gradisce la posizione gerarchica pretesa da B, A può ridurre il proprio grado di cooperazione verso B, ovvero “allontanarsi” da B o fingere o minacciare di allontanarsi da esso, oppure può cercare di affermare una sua più alta posizione gerarchica rispetto a B o affermare una più bassa posizione gerarchica di B rispetto alla propria (per esempio criticandolo, sminuendolo o umiliandolo). Tutto ciò, nella speranza che B reagisca aumentando la sua disposizione a cooperare con A, ovvero a comportarsi con più impegno come A desidera, cioè a “servire” A di più e meglio.

Il gioco, che può non cessare mai, ha diversi possibili esiti, come i seguenti:

  • un compromesso (più o meno stabile) che determina i rispettivi gradi di cooperazione e le rispettive posizioni gerarchiche

  • una lotta senza fine, più o meno violenta, per la supremazia

  • la cessazione (o rottura più o meno drammatica) temporanea della relazione

  • la cessazione (o rottura più o meno drammatica) definitiva della relazione

Questo gioco viene praticato per lo più inconsciamente e viene spesso mistificato con pretesti di tipo morale. Infatti, quando la persona B non “accontenta” la persona A, è probabile che questa affermi che B si è comportato in modo “ingiusto” o “immorale”, o che non abbia rispettato qualche impegno assunto esplicitamente o implicitamente, secondo una logica di diritti e doveri soggettiva o interpretata soggettivamente.

Infatti viviamo in una società e in una cultura che considerano politicamente scorretta un’interazione sociale in cui ognuno cerchi esplicitamente e assertivamente di farsi servire dall’altro il più possibile, usando qualsiasi mezzo (materiale o morale) per raggiungere tale scopo.

In che consiste la vita?

2019-03-28   Vita   |   Informazione   |   Tempo
A mio avviso, la vita consiste in continue trasformazioni organizzate (ordinate e casuali) di materie, energie e informazioni nello spazio/tempo.

Forma e informazione

2019-03-28   Informazione   |   Forma   |   Informatica
Una certa forma o configurazione costituisce un'informazione solo se c'è qualche apparato biologico o meccanico per cui essa ha un certo significato come dato o comando.

Tra conscio e inconscio

2019-03-28   Inconscio   |   Coscienza   |   Volontà
C'è una continua interazione tra conscio e inconscio, ovvero tra l'apparato volontario e quello involontario del nostro organismo. Queste due dimensioni dell'esistenza si influenzano reciprocamente, anche se non lo vogliamo.

Siamo personaggi in cerca di autore?

2019-03-28   Religione   |   Libertà   |   Libero arbitrio   |   Demoni
A mio avviso, in un certo senso, siamo tutti personaggi in cerca di autore, un autore (dio o daimon) che ci dica cosa fare e cosa dire, cosa non fare e cosa non dire, evitandoci l'angoscia di dover decidere con il nostro libero arbitrio.

Una definizione della vita

2019-03-28   Vita
La vita, a mio parere, può essere definita (anche) come continue trasformazioni e riproduzioni di aggregati di materie organiche e di informazioni, regolate da informazioni consce o inconsce.

Verità e saggezza

2019-03-29   Verità   |   Saggezza
La verità oggettiva esiste ma è inconoscibile. L'arte di vivere (ovvero la saggezza) consiste dunque nella capacità di conciliare la propria verità soggettiva con quelle altrui.

Rischi dell'autostima - Valore personale e arroganza

2019-03-29   Valutare   |   Competere   |   Arroganza
Si fa presto a parlare di “autostima”, senza rendersi conto che tale concetto implica valutazioni consce o inconsce che possono avere gravi implicazioni sociali e perfino causare disturbi psichici.

Infatti, la stima e l'autostima (che è una specie particolare di stima) sono sempre relative, anzi, comparative. Perché si stima sempre in relazione a una scala di valori, e più precisamente stimare qualcosa o una persona equivale ad assegnare ad essa un certo grado in una scala che va da un valore più basso ad uno più alto.

Inoltre, quando l’oggetto della stima è una persona, la stima si riferisce normalmente ad un valore medio tra quelli attribuiti ai membri del gruppo o della comunità a cui si appartiene. Pertanto chi si autostima assegna a se stesso un valore uguale a quello medio oppure più alto o più basso. ed allo stesso modo egli stima anche gli altri membri della società. Di conseguenza, autostimarsi equivale a porsi ad un grado superiore, uguale o inferiore rispetto a ciascun'altra persona.

Tale "confronto" avviene tuttavia per lo più inconsciamente, dal momento che la società in cui viviamo considera politicamente scorretto fare confronti di valore tra persone, tanto più se si misura il proprio valore rispetto a quello altrui.

Il risultato è uno stress psichico dovuto al conflitto tra il bisogno di "valere" almeno quanto la media degli altri, e il divieto “culturale” di confrontare apertamente il proprio valore con quello altrui.

Infatti, nel caso in cui uno si stimi superiore al valore medio della comunità di appartenenza, ne deriva che egli stima la maggior parte degli altri come inferiori a se stesso. Ciò è considerato, nella nostra società, peccato di arroganza e viene normalmente punito in vari modi, fino all’emarginazione o all’isolamento sociale.

L'autostima può pertanto generare sensi di colpa e indurre a comportamenti limitanti come, ad esempio, rinunciare ad eccellere, fallire in  qualche progetto o commettere errori che ci riportino ad un grado inferiore nella scala dei valori personali. Tutto ciò al fine di riguadagnare la benevolenza degli altri e di cancellare l'accusa o il sospetto di arroganza.

Limitare e limitarsi

2019-03-29   Bisogni   |   Libertà
Come nessun altro animale, l’uomo è in grado di porre limiti alla libertà degli altri e di se stesso.

Porre limiti può essere un atto violento, per esempio quando consiste nell’imprigionare, nel reprimere, nell’impedire la soddisfazione di bisogni primari, ma, in una certa misura, in certi modi e a certi fini, può essere una pratica utile o indispensabile per il bene comune e quello individuale. Infatti una libertà illimitata è incompatibile col vivere civile e con la salute fisica e mentale del singolo.

Si tratta dunque di capire quali siano i limiti “giusti” (cioè non troppo ristretti e non troppo ampi) da porre a se stessi e agli altri per soddisfare al meglio i bisogni primari propri e altrui.

Dobbiamo allora capire a cosa ci conviene rinunciare per il nostro bene e quello altrui, ma pensare in questi termini è molto difficile da quando ci siamo liberati da religioni e dittature politiche, che erano gli enti deputati a fissare i nostri limiti. Infatti, le lotte per l'ateismo e la democrazia ci hanno sempre spinto verso una maggiore libertà. Non ci siamo accorti che di libertà ora ne abbiamo, pericolosamente, troppa.

Fattori della natura umana

2019-03-29   Natura umana
A mio parere, la natura umana è costituita e regolata dall’interazione (sinergica o conflittuale) tra i seguenti fattori principali:

  • cooperazione (bisogno di scambiare beni e servizi con gli altri)

  • competizione (desiderio di prevalere sugli altri)

  • economia (necessità di un sistema di approvvigionamento e protezione)


  • amore (sentimento e desiderio di unione)

  • odio (sentimento e desiderio di separazione)

  • piacere (sentimento e ricerca del piacere)

  • dolore (sentimento ed evitamento del dolore)

  • appartenenza (bisogno di appartenere ad una o più comunità)

  • libertà (desiderio di superare i propri limiti)

  • ragione (uso del linguaggio, del pensiero simbolico e immaginario, della cultura e della logica razionale per prevedere e pianificare il futuro in base alle esperienze passate)

  • moralità (necessità di regole di autolimitazione e di obbligazione)

  • gioco (desiderio di simulare, immaginare e inventare la realtà)


Sul pensiero di Vilfredo Pareto

2019-03-30   Motivazioni
Il pensiero di Vilfredo Pareto (in particolare i concetti di “Azioni non logiche”, “Residui” e “Derivazioni”) corrisponde bene alle mie opinioni sul divario tra le "vere" motivazioni umane (normalmente censurate e rimosse in senso psicoanalitico) e quelle "dichiarate" che sono, a mio avviso, razionalizzazioni e giustificazioni (normalmente mistificate, più o meno fantasiose e vaghe) di quelle vere.

Finito e infinito

2019-03-30   Conoscere   |   Vita   |   Identità
Siamo creature finite di un mondo infinito.

Critica della critica

2019-03-30   Giudicare   |   Criticare
Criticare una critica non significa negare il diritto di criticare, così come consentire una critica non significa accettarla. Anche le critiche debbono essere criticabili.

Il problema delle aspettative

2019-03-30   Mente   |   Mappa cognitivo-emotivo-motiva
Noi esseri umani abbiamo delle aspettative, cioè ci aspettiamo che in certe circostanze, certe persone si comportino in un certo modo. Quando ciò non succede. siamo sorpresi e confusi, protestiamo, accusiamo chi avrebbe dovuto comportarsi in un certo modo di non averlo fatto per sua colpa. Difficilmente capiamo che la colpa è stata solo nostra in quanto avevamo aspettative non realistiche.

Un pensiero tira l'altro

2019-03-30   Pensare   |   Mappa cognitivo-emotivo-motiva
Un pensiero tira l'altro, secondo una mappa inconscia in cui tutte le parole sono collegate in modi che dipendono dalle nostre esperienze.

Idee generali vs. particolari

2019-03-31   Conoscere   |   Comunicazione   |   Idee   |   Natura
Quando si esprime un'idea, questa ha senso solo rispetto ad un certo contesto, ovvero ad un'idea più grande e più generale, di cui l'idea espressa costituisce un dettaglio o un caso particolare. L'idea generale è quindi più importante di quella particolare, perché la prima conferisce senso alla seconda.

Tuttavia, normalmente le persone comunicano idee particolari senza condividere quelle generali e questo è causa di incomprensione e di fraintendimento. Prima di esprimere idee particolari dovremmo dunque assicurarci che siano chiare e condivise le idee generali a cui esse si riferiscono.

Per esempio, quando parliamo di particolari aspetti del comportamento umano, dovremmo prima aver condiviso un'idea generale di cosa sia e di come funzioni un essere umano. In altre parole, dovremmo prima metterci d'accordo sulla natura della natura umana in generale.

Di cosa (non) conviene parlare

2019-03-31   Interagire   |   Comunicazione
Io faccio cose che molti non fanno. Molti fanno cose che io non faccio. E ci sono cose che sia io che altri facciamo. Con gli altri conviene parlare solo di queste ultime cose.

Criticare le religioni?

2019-03-31   Religione   |   Giudicare   |   Criticare
Criticare le religioni è molto pericoloso perché ci sono tante persone che non sanno distinguere la critica dall’offesa e considerano la critica religiosa sempre e comunque offensiva.

La faccenda è paradossale in quanto i primi a criticare chi la pensa diversamente in materia religiosa sono proprio le persone religiose. Infatti in ogni religione è implicita, costituzionalmente, la critica verso i non credenti, che nel migliore dei casi sono considerati persone spiritualmente povere, nel peggiore pericolosi immorali e asociali da reprimere o sopprimere.

Cristianesimo e vittimismo

2019-03-31   Religione
Nella cultura greco-romana ci si vergognava di essere vittime; in quella cristiana essere vittime è motivo di merito e c'è una competizione per dimostrare di essere più vittime di altri.

Un tempo per ogni cosa

2019-03-31   Etica   |   Saggezza
C'è un tempo per ogni cosa. La stessa cosa può essere buona in certi momenti e cattiva in altri. Nulla è sempre buono e nulla sempre cattivo, tranne l'irreparabile.

Malattie dell'anima

2019-04-01   Mente   |   Psicopatia
Se l'anima fosse puro spirito non si ammalerebbe. I disturbi mentali sono malattie dell'anima.

Perché siamo ciò che siamo?

2019-04-01   Differenze umane   |   Causalità   |   Identità   |   Casualità
Ognuno è quello che è, in parte per necessità e in parte per caso (sia in senso genetico che culturale).

Sfiducia generalizzata

2019-04-02   Mente   |   Psicoanalisi
La psicoanalisi ci ha insegnato a non fidarci di nessuno, nemmeno di noi stessi, dato che la coscienza è sempre pronta a nascondere o mistificare le motivazioni inconfessabili dell’inconscio (il vero direttore del nostro comportamento).

Questa sfiducia generalizzata, non solo è causa di stress psichico, ma rende difficili i nostri rapporti sociali. Tra l'altro, ci costringe a nascondere la nostra sfiducia nel prossimo per non offenderlo.

Come sarebbe bello potersi fidare di qualcuno, aver fede in qualcosa!

Sul sogno

2019-04-03   Mente   |   Inconscio
Il sogno è, a mio parere, una simulazione di vita non controllata dalla ragione, in cui vengono liberamente messi in scena personaggi e luoghi in parte veri e in parte inventati, piaceri e dolori, desideri e paure.

Tale simulazione consiste nel rievocare e combinare a caso i propri ricordi allo scopo di mettere alla prova, nelle varie scene, le nostre capacità di evitare il dolore e di ottenere il piacere, e di dar seguito ai nostri desideri e alle nostre paure.

In tal senso il sogno è un gioco involontario finalizzato ad esercitare la nostra capacità di vivere, mediante la simulazione di atti ed eventi imprevisti.

Importanza del non detto

2019-04-03   Interagire   |   Giudicare   |   Verità
Nell'interazione tra due persone il non detto è spesso più importante del detto. Infatti siano abituati ad autocensurare ciò che pensiamo dei nostri interlocutori, specialmente quando il nostro giudizio è sfavorevole, per evitare reazioni ostili. Un'interazione aperta e sincera tra due umani è rarissima.

Sul significato dei sogni

2019-04-03   Mente   |   Inconscio
Secondo me i sogni non sono messaggi dotati di senso che l'inconscio invia intenzionalmente al conscio per indurlo a fare o a comprendere qualcosa, ma narrazioni casuali generate a partire da informazioni memorizzate, che ognuno può interpretare liberamente, attribuendo loro significati non dati all'origine.

Fiducia in se stessi vs. capacità di autocritica

2019-04-04   Criticare   |   Fede
E' paradossale che le persone che hanno meno fiducia in se stesse siano le meno capaci di autocritica, e viceversa.

Etica: categorie e criteri

2019-04-05   Etica   |   Inganno
A mio parere, l'etica si può fondare sulle seguenti categorie: l'utile, l'inutile, il piacevole, il doloroso, il costruttivo, il distruttivo, il vero, il falso, il completo e l'incompleto.

Tali categorie sono sempre relative ad uno o più beneficiari che, ai fini dell’etica, possono essere un individuo, una comunità di individui e una specie biologica.

In tale contesto, il male consiste principalmente, a mio avviso, nell'inganno, cioè nel presentare l'inutile come utile, il distruttivo come costruttivo, il doloroso come piacevole, il falso come vero, l'incompleto come completo e viceversa, cioè nel presentare l'utile come inutile, il costruttivo come distruttivo, il piacevole come doloroso, il vero come falso, e il completo come incompleto.

Luoghi (non) comuni

2019-04-06   Interagire   |   Conformismo
Siamo prigionieri di luoghi comuni, perché comunichiamo con gli altri solo attraverso essi. Per esplorare luoghi non comuni abbiamo bisogno di compagni di viaggio con la stessa intenzione, altrimenti ci isoleremo. In alternativa, possiamo entrare in relazione con persone che abitano luoghi mentali a noi sconosciuti e farceli raccontare.

Sguardo e comportamento

2019-04-06   Mente   |   Automatismi   |   Percezione
La direzione in cui volgiamo lo sguardo è una delle cause e uno degli effetti del nostro comportamento.

L'uomo come compromesso

2019-04-06   Natura umana
Ogni umano è un particolare compromesso tra ciò che vuole il proprio inconscio e ciò che vogliono gli altri.

Vita come arte

2019-04-06   Piacere e dolore   |   Vita
Fare della propria vita un'opera d'arte è un modo per trasformare certe sofferenze in gioie.

Significato dell'insignificante

2019-04-06   Conoscere
Solo a ciò che in sé non significa nulla l'uomo può dare il significato che vuole.

Adulto e bambino

2019-04-06   Interagire
Quando comportarmi da adulto mi è troppo difficile non trovo di meglio che comportarmi da bambino.

Apprendimento e soddisfazione

2019-04-07   Apprendere
Per vivere in modo soddisfacente bisogna disimparare una quantità di cose.

Fonti di piaceri e di dolori

2019-04-07   Bisogni   |   Piacere e dolore   |   Immaginazione   |   Memoria
Non dall'essere né dall'avere ricaviamo piaceri e dolori, ma dall'immaginare, dal fare, dal subire, dal ricordare cose che abbiamo bisogno di immaginare, di fare, di subire, di ricordare e dall'immaginare, fare, subire, ricordare cose che non possiamo sopportare.

Stati del cambiamento

2019-04-07   Piacere e dolore   |   Emozioni e sentimenti   |   Cambiare
In ogni cambiamento di definiscono tre stati: (1) prima del cambiamento, (2) durante il cambiamento, (3) dopo il cambiamento. In ognuno di tali stati si possono provare sentimenti (piacere e dolore) diversi rispetto a quelli che si provano negli altri stati.

Sentimenti durante e dopo l'azione

2019-04-07   Piacere e dolore   |   Emozioni e sentimenti
Mentre facciamo una certa cosa proviamo certi sentimenti (piacere e/o dolore) che possono essere molto diversi da quelli che proveremo usando o ricordando quella cosa.

Andando in un certo luogo proviamo certi sentimenti (piacere e/o dolore) che possono essere molto diversi da quelli che proveremo quando avremo raggiunto e abitato quel luogo.

Responsabilità mediatiche

2019-04-08   Mente   |   Pensare   |   Comunicazione   |   Percezione
Editori, scrittori, giornalisti e autori in generale hanno grandi responsabilità sociali perché determinano di cosa le nostre menti si occupano, e formano i nostri pensieri.

Paura di non aver paura

2019-04-08   Paura   |   Conformismo
Un sentimento paradossale e molto insidioso è, a mio parere, la paura di non aver paura. Infatti, la mia creatività, la mia produttività e la mia soddisfazione sono al massimo quando mi "dimentico" di aver paura di ciò che normalmente mi fa paura, a cominciare dalla paura di non aver paura. Perché siamo stati educati ad avere certe paure, siamo stati premiati quando quelle paure hanno attecchito nel nostro inconscio e castigati quando siamo stati "sfacciati", ovvero quando abbiamo dimostrato di non aver paura del giudizio altrui. Lo stato "estatico" di assenza della paura non dura però a lungo, e quando essa torna è aggravata dal ricordo (con senso di colpa) dei momenti in cui l'abbiamo dimenticata.

Differenze che causano differenze

2019-04-08   Pensare   |   Cambiare
Mentre pensiamo, osserviamo ed elaboriamo differenze che causano differenze nel nostro comportamento.

Interdipendenza degli umani

2019-04-09   Interagire   |   Bisogni   |   Natura umana   |   Relazioni
L'uomo è un animale interdipendente in quanto la soddisfazione dei suoi bisogni e il suo conseguente benessere psicofisico dipendono dalla quantità e qualità delle sue relazioni e interazioni con gli altri.

Pragmatica delle interazioni umane

2019-04-10   Interagire   |   Bisogni
A mio parere, sin dalla nascita, con i propri comportamenti, ognuno cerca, consciamente o inconsciamente, di influenzare i comportamenti altrui a proprio piacimento, per soddisfare i propri bisogni e desideri.

Se faccio o non faccio, dico o non dico certe cose, come reagiranno gli altri versi di me? Penso che questa sia la domanda fondamentale su cui la nostra psiche si è costruita.

Pragmatica del comportamento umano

2019-04-11   Interagire   |   Bisogni
Ognuno vorrebbe influenzare gli altri.

A mio parere, ognuno vorrebbe influenzare gli altri.

A mio parere, ognuno, me compreso, vorrebbe influenzare gli altri.

A mio parere, ognuno, me compreso, vorrebbe influenzare gli altri a suo piacimento.

A mio parere, ognuno, me compreso, vorrebbe influenzare gli altri a suo piacimento e convenienza.

A mio parere, ognuno, me compreso, vorrebbe, consciamente o inconsciamente, influenzare gli altri a suo piacimento e convenienza.

A mio parere, ognuno, me compreso, vorrebbe, consciamente o inconsciamente, influenzare gli altri a suo piacimento e convenienza per soddisfare i propri bisogni e desideri.

A mio parere, ognuno, me compreso, vorrebbe, consciamente o inconsciamente, influenzare gli altri a suo piacimento e convenienza per soddisfare i propri bisogni e desideri, perché noi umani siamo interdipendenti.

A mio parere, ognuno, me compreso, vorrebbe, consciamente o inconsciamente, influenzare gli altri a suo piacimento e convenienza per soddisfare i propri bisogni e desideri, perché noi umani siamo interdipendenti e non possiamo sopravvivere né soddisfare i nostri bisogni e desideri senza la cooperazione altrui.

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Questa considerazione potrebbe costituire la chiave di comprensione di ogni comportamento umano e la base di una nuova psicologia efficace.

Complementarità e compatibilità dei ruoli

2019-04-13   Interagire   |   Ruoli sociali
Il desiderio di assumere un certo ruolo sociale implica il desiderio che altri assumano ruoli complementari e compatibili con quello che si vorrebbe assumere.

Infatti, in una "ecologia sociale" equilibrata e non conflittuale, i ruoli assunti dai partecipanti sono necessariamente complementari e compatibili. Questa è una delle conseguenze dell'interdipendenza "esistenziale" degli esseri umani.

Alcuni  esempi: se io desidero vincere, desidero di conseguenza (consciamente o inconsciamente) che qualcun altro perda; se io desidero essere uno scrittore, desidero di conseguenza che certi altri siano miei lettori; se io desidero essere insegnante, desidero di conseguenza che certi altri siano miei studenti; se io desidero salire in una scala gerarchica, desidero di conseguenza che certi altri scendano in quella scala rispetto a me.

In altre parole, il tipo di persona che io vorrei essere richiede che certi altri siano tipi di persone complementari e compatibili con il tipo di persona che vorrei essere io, e ciò che io vorrei fare comporta che certi altri facciano (o non facciano) certe cose in modo complementare e compatibile con ciò che vorrei fare io.

Per questo motivo ognuno cerca, consciamente o inconsciamente, di influenzare gli altri ad assumere ruoli complementari e compatibili con quelli che vorrebbe assumere e, di conseguenza, indurre a fare e a credere ciò che è funzionale, favorevole e compatibile rispetto ai propri desideri.

Ruoli complementari

2019-04-13   Interagire   |   Bisogni
Il padrone ha bisogno del servo, il servo del padrone, il maestro dell'allievo, l'allievo del maestro, il produttore del consumatore, il consumatore del produttore, il venditore del compratore, il compratore del venditore, il carnefice della vittima, la vittima del carnefice, il vincitore del perdente, il perdente del vincitore, il pastore del gregge, il gregge del pastore ecc.

Come cambiare la propria mente

2019-04-13   Mente   |   Cambiare
Per cambiare la propria mente occorre cambiare abitudini come, ad esempio, interagire con altre persone, leggere altri autori, fare altre esperienze ecc.

Cultura e manipolazione mentale

2019-04-13   Interagire   |   Cultura
La cultura è una collezione di strumenti con i quali qualcuno ha cercato (o cerca) di farci credere, non credere, fare, non fare, sentire, non sentire, certe cose.

Cosa desidero dagli altri? Cosa offro agli altri?

2019-04-13   Interagire   |   Bisogni
Cosa desidero dagli altri? Cosa offro agli altri? Ognuno dovrebbe ogni tanto fare a se stesso queste domande, cercando di rispondere nel modo più sincero, coraggioso, spregiudicato, indiscreto e realistico possibile, anche se politicamente scorretto. Perché le risposte a queste domande costituiscono il nucleo della mentalità di ogni persona.

Bisogni, sofferenza, egoismo

2019-04-14   Bisogni   |   Piacere e dolore
Un individuo che non riesce a soddisfare i suoi bisogni soffre.

Chi si occupa della soddisfazione dei miei bisogni? In quale misura mi occupo della soddisfazione dei bisogni altrui? Se io non mi occupo della soddisfazione dei bisogni altrui, perché qualcuno dovrebbe occuparsi della soddisfazione dei miei?

I conti non tornano e per questo la sofferenza è molto diffusa.

Perché soffriamo?

2019-04-14   Bisogni   |   Piacere e dolore
Perché soffriamo?

L’avverbio “perché” ha due significati: può essere inteso come “per effetto di quale causa” o “a quelle scopo”. Possiamo allora sdoppiare la domanda nelle due seguenti:

  1. Quali sono le cause delle nostre sofferenze?

  2. A quale scopo soffriamo?

In entrambi i casi assumiamo di soffrire, il che non è sempre vero. Allora, per essere più precisi, dovremmo porre le domande come segue:

  1. Quando soffriamo, quali sono le cause delle nostre sofferenze?

  2. Quando soffriamo, a quale scopo ciò avviene?

In forme più snelle potremmo formulare le domande come segue:

  1. in quali casi soffriamo?

  2. a quale scopo ci capita di soffrire?

La seconda domanda presuppone che la sofferenza abbia uno scopo, ma ciò non è evidente. Chiediamoci dunque se sia vero.

Osservando il fenomeno del dolore fisico causato da ferite, disfunzioni o stress corporei, è ragionevole supporre che esso si sia sviluppato (evoluzionisticamente) per indurre il sistema nervoso cosciente ad agire in modo “intelligente” allo scopo di evitare, limitare o curare danni al corpo. E’ dunque ragionevole pensare che anche la sofferenza “mentale” abbia uno scopo analogo, cioè quello di indurre il sistema nervoso cosciente ad agire in modo intelligente allo scopo di evitare o curare danni sociali, economici o materiali alla persona, come ad esempio l’emarginazione sociale o un qualsiasi tipo di punizione o perdita di vantaggi o di proprietà.

In tale ottica, il dolore, il piacere, la sofferenza, la gioia possono essere considerati gli strumenti attraverso i quali l’inconscio ordina alla coscienza di usare l’intelligenza per soddisfare certi bisogni.

Detto ciò, la risposta alla seconda domanda potrebbe essere: ci capita di soffrire perché, grazie alla funzione motivante della sofferenza, possiamo “orientare” o “correggere” il nostro comportamento in modo da soddisfare meglio i nostri bisogni.

Infatti, quando questi sono soddisfatti, la sofferenza cessa e viene sostituita da uno stato neutrale o di gioia.

Se prendiamo per buona tale risposta, è utile chiedersi quali siano i bisogni che il nostro inconscio cerca di soddisfare mediante le leve delle sofferenze e delle gioie. E' inoltre ragionevole pensare che il risultato di tale ricerca valga come risposta alla domanda iniziale "in quali casi soffriamo?".

Per concludere, a mio avviso, le nostre sofferenze sono causate dalla mancata soddisfazione di certi nostri bisogni e sono utili ad orientare o correggere il nostro comportamento in modo da facilitare tale soddisfazione. Per ridurre le nostre sofferenze è dunque essenziale conoscere i nostri bisogni, specialmente quelli inconsci, ed agire in modo "intelligente", cioè razionale, per soddisfarli.

L'Altro ideale

2019-04-14   Interagire   |   Natura umana   |   Solitudine
Un individuo non è mai solo, ma è sempre interiormente e inconsciamente accompagnato da un Altro ideale, una persona che egli spera sempre di incontrare in uno o più altri individui nella vita reale.

Soffriamo perché gli altri...

2019-04-14   Interagire   |   Piacere e dolore   |   Interdipendenza
Spesso soffriamo perché (crediamo che) una o più persone...

  • ... non sono come vorremmo

  • ... non ci danno ciò che vorremmo

  • ... non fanno ciò che vorremmo

  • ... non ci capiscono

  • ... ci fraintendono

  • ... sono stupide

  • ... sono cattive

  • ... non ci trattano come vorremmo

  • ... non ci vogliono bene

  • ... non ci amano

  • ... non ci ascoltano

  • ... ci ignorano

  • ... ci vogliono sfruttare

  • ... ci vogliono vincere

  • ... ci vogliono distruggere

  • ... non ci stimano

  • ... ci allontanano

  • ... ci disprezzano

  • ... non ci rispettano

  • ... non ci obbediscono

  • ... ci offendono

  • ... ci ingannano

  • ... cercano di limitare la nostra libertà

  • ... ci spaventano

  • ... ci minacciano

  • ... ci dominano

  • ... non condividono i nostri interessi

  • ... non ci prendono sul serio

  • ... non hanno fiducia in noi

  • ... ci trovano brutti

  • ... ci trovano stupidi

  • ... ci trovano cattivi

  • ... ci trovano inutili

  • ... ci trovano irrilevanti

  • ... non hanno bisogno di noi

  • ... hanno troppo bisogno di noi

  • ... dipendono troppo da noi

  • ... vogliono attaccarsi troppo a noi

  • ecc.


Chi controlla le interazioni?

2019-04-14   Interagire   |   Inconscio   |   Coscienza   |   Motivazioni   |   Mappa cognitivo-emotivo-motiva   |   Automatismi
Quando due persone interagiscono, nessuno dei loro "io coscienti" controlla l'interazione in modo determinante, perché questa dipende soprattutto dalla particolare combinazione degli automatismi inconsci delle persone in gioco, oltre che dal caso.

Ciò che conta

2019-04-15   Natura umana
Ciò che conta non è solo la verità sulla natura umana, ma ancora più ciò che la maggior parte degli umani sa, non sa e crede sulla propria natura.

Domande sull'interazione sociale

2019-04-17   Interagire
Io e x. Che voglio da x? Che vuole x da me? Che so di x? Che sa x di me? Che so di me? Che sa x di sé?

Pensare matematicamente

2019-04-17   Pensare
Noi umani possiamo pensare matematicamente in quanto siamo in grado di usare espressioni mentali con incognite che indicano categorie, e che possono essere sostituite con persone o cose particolari. Per esempio, posso dire "io vorrei fare la cosa y con x", dove x può essere "Mario", "Giulio", "Carla", "Laura" ecc. e y può essere "parlare", "lavorare", "viaggiare", etc.

Interdipendenza umana, bisogno e timore degli altri, cooperazione, potere e competizione

2019-04-18   Bisogni   |   Interdipendenza
La natura umana è caratterizzata principalmente dall'interdipendenza degli individui. Si può infatti dire, coerentemente col pensiero di George Herbert Mead, che la mente umana si sia sviluppata (filogeneticamente e ontogeneticamente) attraverso le interazioni sociali e allo scopo di gestirle. Infatti da queste dipendono la sopravvivenza della specie e quella dell'individuo.

Dall'interdipendenza umana derivano il bisogno di cooperazione, il potere dell'uomo sull'uomo e la competizione per le relazioni più interessanti.

La vita di ognuno di noi si svolge dunque sulla spinta di queste tre motivazioni, che sono purtroppo antitetiche. Infatti la disponibilità a cooperare è inversamente proporzionale al timore di essere soggiogati o di aver la peggio in una contesa.

Il conflitto tra bisogno di cooperazione, ricerca del potere e competizione costituisce la trama del dramma di ogni vita umana.

Importanza del non detto

2019-04-19   Comunicazione
Nei discorsi, spesso il non detto è più importante del detto.

Bisogno di nemici

2019-04-19   Interagire   |   Confliggere
Abbiamo bisogno di nemici da combattere, altrimenti le nostre capacità difensive si atrofizzano. E se non troviamo nemici reali dobbiamo inventarli o simularli.

Ciò che gli intellettuali non dicono

2019-04-20   Natura umana   |   Mente   |   Politica   |   Intellettuali
Ciò che dicono la maggior parte degli intellettuali mi sembra corretto e lo condivido, tuttavia mi sembra che essi non tengano conto di un fattore determinante della storia, specialmente di quella attuale: la mentalità della "gente", che è tanto più determinante quanto più la democrazia si attua come "dittatura del popolo", che è l'obiettivo del populismo postsocialista.

È evidente che i politici, specialmente in Italia, adottano politiche che servono essenzialmente solo a vincere le elezioni, dicendo al popolo ciò che il popolo ama sentirsi dire e facendo, o fingendo di fare, ciò che il popolo chiede che venga fatto. E siccome il popolo sa poco delle scienze politiche e della complessità della società, i governi sono sempre meno efficaci e più illusori e demagogici, per non dire catastrofici.

Auspico pertanto che gli intellettuali considerino, oltre ai fattori da loro contemplati, anche quello della mentalità della gente, che è un prodotto della natura umana (genetica) sviluppata ed espressa in un particolare ambiente culturale ed economico. In particolare occorre evidenziare il fatto che la cultura (cioè il comportamento collettivo) è al tempo stesso causa e conseguenza della mentalità maggioritaria degli individui, in un circolo che può essere più o meno vizioso o virtuoso.

Per concludere, penso che specialmente oggi anche le idee migliori lasciano il tempo che trovano se non c'è una
corrispondente trasformazione della mentalità popolare. Perciò dovremmo occuparci e discutere anche di come ottenere tale trasformazione superando ogni resistenza individuale, ma per questo occorre conoscere la natura umana in generale e le sue varianti.

E voi che mi leggete, pensate di conoscerla abbastanza? Probabilmente sì, come la maggior parte della gente, e
questo è un problema.

Che vogliono i giornali?

2019-04-20   Interagire   |   Comunicazione   |   Media
Bisognerebbe prendere un giornale e per ogni articolo chiedersi: cosa vuole da me? Perché c'è scritto ciò che c'è scritto? Cosa vuole ottenere da me? Come vuole influenzarmi? Cpsa vuole farmi credere? A cosa vuole farmi pensare? Cosa vorrebbe che io faccia o non faccia?

Vorrei vs. voglio

2019-04-20   Inconscio   |   Motivazioni
L'io cosciente dice "vorrei", ma l'inconscio dice "voglio".

Ciò che ci viene chiesto

2019-04-20   Interagire
Ogni umano ci chiede, ordina, suggerisce o induce a pensare, vedere, credere, fare e non fare certe cose a favore di sé stesso e/o di qualcun altro. Lo stesso di può dire di ogni espressione culturale (come libri, giornali, foto, film, messaggi ecc.).

Amicizie improbabili

2019-04-20   Differenze umane
Prendete a caso due umani della stessa età, dello stesso sesso e della stessa nazionalità. Quante probabilità ci sono che possano diventare amici? A mio parere molto poche, a causa delle probabili differenze di interessi, di cultura, di temperamento, di carattere, di condizioni economiche, di esperienze, di opinioni, di etica, di mentalità.

Scrittura e identità sociale

2019-04-20   Comunicazione   |   Identità
Scrivo, dunque sono.

Sulle relazioni extraconiugali mancate

2019-04-20   Interagire   |   Etica   |   Relazioni   |   Sesso
Ci possono essere diversi motivi per cui una persona rifiuta il ruolo di "amante", tra i quali:
  • perché l'attrazione per l'altra persona non è sufficientemente forte


  • per motivi etici (per non fare del male al coniuge o ai familiari propri e altrui)

  • per motivi religiosi (è peccato)

  • per conformismo (timore del giudizio negativo altrui)

  • per orgoglio (non accetta di essere il "secondo partner")

  • per bisogno di possesso (vuole il controllo esclusivo del partner)

  • per bisogno di certezza (preferisce non avere alcuna relazione piuttosto che beneficiare di un legame non garantito)

  • per timore di malattie sessualmente trasmissibili

  • ecc.


Autocensura del pensiero

2019-04-20   Pensare   |   Libertà   |   Libero arbitrio   |   Autocensura
Noi non pensiamo né agiamo liberamente perché dal modo in cui pensiamo e agiamo dipendono gli atteggiamenti altrui nei nostri confronti. In altre parole, il nostro posto nella società e la nostra reputazione dipendono dal mondo in cui pensiamo e agiamo. Tale dipendenza determina un'autocensura inconscia dei nostri pensieri.

Questione fondamentale sulle interazioni umane

2019-04-20   Interagire   |   Comunicazione
Per quali motivi e a quali scopi gli esseri umani interagiscono e comunicano?

Cosa è più importante

2019-04-20   Interagire   |   Sistemica   |   Relazioni
Le relazioni e le interazioni tra entità (persone, cose, informazioni, algoritmi, luoghi ecc.) sono più importanti delle entità stesse.

Falsità affermative vs falsità riduttive

2019-04-20   Conoscere   |   Verità   |   Falsità   |   Bias cognitivo
Ci sono due tipi di falsità: (1) quelle che affermano l'esistenza di qualcosa che non esiste o l'inesistenza di qualcosa che esiste, e (2) quelle che prendono in considerazione una parte della realtà affermando che sia la sola rilevante, ignorando o nascondendo altre parti che la contraddicono.

Sull'immagine sociale di ogni individuo

2019-04-20   Verità   |   Identità
Ognuno cerca di dare agli altri una certa immagine di sé e delle proprie intenzioni, che corrisponde più o meno alla verità.

Strategie e tattiche nelle interazioni sociali

2019-04-20   Interagire
L'interazione tra due umani è generalmente problematica e stressante in quanto ciascuno cerca consciamente o inconsciamente di influenzare l'altro a comportarsi in un certo modo a sé favorevole.

Per questo motivo ciascuno deve continuamente decidere cosa dire, cosa tacere, cosa mostrare, cosa nascondere, cosa chiedere, cosa concedere, cosa offrire, cosa non offrire, cosa condividere, cosa non condividere, cosa dare, cosa prendere, cosa fare, cosa non fare, come esprimersi, quanto avvicinarsi e, in generale, che immagine di sé dare all'altro.

Ogni interazione sociale implica perciò strategie e tattiche consce e inconsce tese a ottenere il massimo vantaggio e il minimo svantaggio, la massima ricompensa e la minima punizione da parte dell'interlocutore, della comunità di appartenenza e della società in generale.

A causa dello stress che tali decisioni comportano, a volte molti preferiscono la solitudine alla frequentazione degli altri.

Cosa possiamo conoscere

2019-04-20   Interagire   |   Conoscere   |   Relazioni
Non possiamo conoscere le cose in sé, ma solo le interazioni tra le cose.

L'io e il caso

2019-04-20   Coscienza   |   Casualità   |   Personalità
Uno dei criteri di differenziazione degli esseri umani è la personale relazione tra l'io cosciente e il caso. Ci sono infatti persone che non amano il caso, anzi lo temono, e cercano di programmare ogni cosa secondo regole ben note, in cui non vi è spazio per incertezze e improvvisazioni. Altre persone, invece, amano l'indeterminatezza, l'imprevisto, la sorpresa, e si divertono a giocare col caso. Inutile dire che le persone del secondo tipo sono molto più creative di quelle del primo tipo.

Cos'è una relazione (ecologica, sociale, formale ecc.)

2019-04-21   Interagire   |   Inconscio   |   Sistemica   |   Relazioni   |   Ecologia
Le seguenti riflessioni sono il risultato di una mia libera elaborazione del pensiero di Gregory Bateson.

Tra due entità (persone, altri esseri viventi o cose) esiste una relazione (unilaterale o bilaterale) quando in almeno una di esse c'è un algoritmo di comportamento che "riguarda" l'altra, nel senso che risponde in certi modi "programmati" alle azioni e/o posizioni (spaziali o attitudinali, reali o percepite) dell'altra.

In altre parole, c'è relazione tra due entità quando i comportamenti e le posizioni dell'una sono influenzati (in modi non casuali, ma logici e sistematici) dai comportamenti e dalle posizioni dell'altra.

Una relazione è dunque definibile come un particolare modello (in inglese, "pattern") di interazioni unidirezionali o bidirezionali (ovvero "circolari") tra due entità, tenendo presente che ogni entità può avere relazioni (simili o diverse) con molte altre entità.

In conclusione, a mio parere, capire una relazione significa capire gli algoritmi (consci o inconsci) che la regolano.

Importanza nel sapere

2019-04-21   Conoscere
Ci sono persone che sanno molto di cose poco importanti e poco di cose molto importanti.

La vecchiaia del Nuovo Testamento

2019-04-21   Religione   |   Etica
A mio avviso, il Nuovo Testamento è ormai troppo vecchio e inadatto ai nostri tempi. Infatti nessuno (nemmeno il clero) lo prende sul serio e tutti fanno il contrario di ciò che vi è scritto. È ora, a mio parere, che "uno bravo" scriva un nuovissimo Testamento che ci aiuti a vivere nella postmodernità.

Interazioni con esseri viventi vs. con macchine intelligenti

2019-04-21   Interagire   |   Bisogni   |   Sistemica   |   Apprendere   |   Ecologia
L’uomo ha un bisogno innato di interagire simbioticamente con altri esseri viventi e trae piacere da tali interazioni quando queste danno luogo ad una cooperazione.

La tecnica in generale, e l'informatica in particolare, hanno dapprima facilitato le interazioni naturali e reali, ma hanno poi finito per sostituirle (parzialmente o totalmente) con altre artificiali e virtuali.

Infatti oggi l’uomo interagisce sempre più con computer e macchine automatiche e sempre meno con esseri viventi e ambienti naturali.

A mio parere, le interazioni “meccaniche” non solo non soddisfano a sufficienza il bisogno genetico di interazione (causando frustrazioni), ma mettono l’uomo sempre più a rischio di essere controllato e manipolato su vasta scala da algoritmi creati non per il suo bene, ma per quello di altri.

Inoltre l’uomo, mentre impara ad interagire con le macchine, rischia di disimparare ad interagire con i suoi simili in modo “naturale”, ovvero non mediato dalle macchine stesse.

In conclusione, dovremmo vigilare affinché l’uso dell’informatica e delle telecomunicazioni non ci induca a rinunciare alle interazioni naturali, reali e dirette con altri esseri viventi, le sole in grado di farci stare "realmente" bene se scelte e gestite appropriatamente.

Un mondo di relazioni

2019-04-21   Interagire   |   Sistemica   |   Relazioni
Il mondo è un insieme di relazioni tra esseri di vario tipo. Io sono uno di questi esseri, con le mie relazioni verso altre persone e cose, e le relazioni tra gli organi che mi compongono.

Io e il resto del mondo - Una relazione fondamentale

2019-04-23   Interagire   |   Ecologia
Tra il mio io cosciente e il resto del mondo (compreso il mio inconscio e il resto del mio corpo) c'è una certa relazione, nel senso che, a seconda di ciò che penso e faccio, il resto del mondo reagisce in certi modi nei miei confronti (innescando piaceri e dolori) non casualmente, ma secondo certe logiche (cioè algoritmi) che conosco solo in parte.

Cultura e guerra civile

2019-04-23   Società   |   Cultura
Una guerra civile tra i cultori della cultura e i cultori dell'ignoranza mi sembra inevitabile.

Colpa degli altri?

2019-04-23   Interagire   |   Felicità   |   Colpa
Siccome per essere felici abbiamo bisogno della cooperazione altrui,
quando siamo infelici tendiamo a dare agli altri la colpa del nostro
soffrire.   

Algoritmi di vita

2019-04-23   Interagire   |   Sistemica   |   Vita
La vita è il risultato di interazioni tra algoritmi organici parzialmente modificabili.

Sulla natura sociale e fittiva dell'ilarità

2019-04-24   Interagire   |   Piacere e dolore   |   Paura   |   Umorismo
A mio parere, l'umorismo, il ridere, il sorridere, sono manifestazioni (esclusivamente umane) di sentimenti e atteggiamenti sociali. Infatti non c'è ilarità nella solitudine, ma solo in compagnia (reale o immaginaria).

Si assume un'espressione ilare per effetto di certe percezioni sociali e per mostrare intenzioni favorevoli nei confronti degli altri. Ciò che causa ed esprime ilarità è al tempo stesso un bisogno sociale attivo (un misto di desideri e paure) e la sua soddisfazione non esaustiva (e più o meno chiara) in termini di ottenimento dell’oggetto del desiderio e di rassicurazione contro la paura.

Non ci sarebbe ilarità se dagli altri non ci aspettassimo sia il bene che il male, la cooperazione e la competizione. In tal senso l’ilarità esprime un continuo passaggio tra un'aspettativa sfavorevole e un'altra favorevole nella percezione del comportamento altrui.

L'ilarità si può studiare più facilmente nei bambini, specialmente nei neonati. Il bambino ha una paura di fondo, più o meno intensa, di essere abbandonato, trascurato o maltrattato.

L’adulto che vuol fare ridere il neonato deve risvegliare tali paure attraverso una finzione esplicita, rassicurandolo al tempo stesso sul fatto che può contare sulla protezione (e sull'accudimento) da parte sua. E’ importante, quindi, che tra adulto e neonato passi il messaggio “questo è un gioco, uno scherzo, non una cosa reale”.

Si potrebbe dire che l’ilarità sia basata sulla finzione esplicita di un male e sulla vittoria del bene, in una relazione in cui i termini della finzione non sono chiari. In altri termini, si avverte la presenza di una finzione, ma non è chiaro quali parti della narrazione o del comportamento in questione siano vere e quali finte.

Il fatto di non sapere dove sia esattamente la finzione causa spesso una tensione, più o meno intensa, visibile nei tratti del volto, specialmente intorno alla bocca e agli occhi. La tensione si trasforma di colpo in risata quando si capisce ad un tratto dov'era la finzione, e il quadro diventa improvvisamente chiaro e totalmente rassicurante.

Si può anche dire che l'ilarità è caratterizzata dall'aspettativa di una ricompensa sociale, quando non si sa bene come essa si presenterà, per cui c’è una leggera tensione dovuta all’incognita. In altre parole, l’incertezza, unita all’aspettativa di un lieto fine, è un ingrediente fondamentale dell’ilarità.

Per concludere, l'ilarità è, a mio avviso, sempre accompagnata da un piacere, dovuto alla risoluzione di una tensione o di un immaginario timore, e al conseguente piacere della sorpresa.

Sulla generazione delle idee

2019-04-24   Mente   |   Pensare   |   Idee   |   Creatività
Quando si collegano tra loro certe idee, dopo un periodo di gestazione più o meno lungo, ne nascono spontaneamente di nuove, frutto di una reciproca fecondazione.

Inconvenienti della competizione

2019-04-24   Competere
Può succedere, tra due persone A e B, che A aspiri ad occupare una certa posizione in qualche gerarchia sociale (intellettuale, morale, politica, estetica, artistica, economica ecc.), superiore rispetto a quella occupata da B. In tal caso può succedere che B non sia d'accordo con l'aspirazione di A e cerchi, apertamente o in modo nascosto, consciamente o inconsciamente, di ostacolarla. A tale scopo B può ricorrere a qualsiasi mezzo, per esempio, la calunnia e la cattiva pubblicità.

Volontà dell'io cosciente contro volontà dell'inconscio

2019-04-25   Inconscio   |   Coscienza   |   Volontà
Quando la volontà dell'io cosciente e quella dell'inconscio si combattono, alla fine vince sempre la seconda perché questa manipola la prima.

Interdipendenza, condizionamento reciproco, autocondizionamento

2019-04-25   Interagire   |   Natura umana   |   Interdipendenza   |   Reciprocità
Tra i fattori che caratterizzano la natura umana, particolarmente importanti sono, a mio parere, i seguenti:

  • l’interdipendenza

  • il condizionamento reciproco

  • l’autocondizionamento


Tali fattori sono correlati causalmente, nel senso che il secondo dipende dal primo e il terzo dal secondo.

Che gli esseri umani siano interdipendenti è evidente, ma, a mio avviso, non si riflette abbastanza sulle conseguenze di tale condizione. Infatti, dato che ogni umano ha bisogno di un certo numero di altre persone (per sopravvivere e per soddisfare i propri bisogni) è naturale che cerchi continuamente di influenzare il comportamento altrui a proprio favore, cioè di “condizionare" gli altri (consciamente o inconsciamente). In tal senso, possiamo parlare di “condizionamento reciproco”.

Il tentativo di condizionamento ha successo specialmente in due casi: (1) quando una persona più anziana o più esperta cerca di influenzare una più giovane o meno esperta e (2) quando molte persone, accomunate da certi comportamenti o certe idee, cercano di influenzare un individuo non supportato da un gruppo abbastanza coeso o cospicuo con idee e comportamenti antitetici rispetto al primo.

Nel caso (piuttosto frequente) in cui un individuo sia oggetto (consciamente o inconsciamente) di condizionamenti contrastanti da parte di vari altri individui o gruppi, succede che egli non sappia decidere spontaneamente quali condizionamenti accogliere e quali rifiutare. In tal caso ha la capacità di scegliere consciamente e razionalmente il condizionamento da accogliere e di “forzarlo” attraverso un volontario “autocondizionamento”.

L’autocondizionamento è dunque un processo di autoconvincimento volontario, cosciente e razionale, a pensare e a comportarsi in certi modi a fronte di certe “ragioni” considerate vere, buone e giuste, specialmente quando occorre superare un condizionamento precedente antitetico rispetto al nuovo.

Per concludere, a mio parere, in quanto esseri umani interdipendenti, siamo continuamente impegnati in un condizionamento reciproco e, in caso di conflitti tra condizionamenti contrastanti, possiamo autocondizionarci volontariamente, nel tentativo di superare i conflitti motivazionali.

Venationes e natura umana

2019-04-25   Natura umana
"Venationes: nell’antica Roma, erano i combattimenti tra bestie, o di bestie contro uomini, per lo più schiavi, che si svolgevano nei circhi. Introdotte nel 2° sec. a.C., ebbero particolare fortuna sotto l’Impero: per celebrare il trionfo di Traiano sui Daci (102 d.C.), furono uccisi 11.000 animali." [Dal vocabolario Treccani]

Le venationes erano forse il piatto forte della politica del "Panem et circenses" e, a giudicare dai suoi ingenti costi, possiamo pensare che fossero molto gradite alla maggior parte dei romani.

I romani di 2000 anni fa non erano mostri, ma normali esseri umani. Da un punto di vista genetico l'uomo di oggi non è diverso da quello di allora. Anche di tali orrori l'uomo è capace. Anche questa è natura umana.

Sulla verginità di Maria

2019-04-25   Bisogni   |   Religione
Il culto della verginità di Maria è il culto di una inibizione, di una astensione dalla soddisfazione di un bisogno naturale, è fare di una privazione contro natura, di una infelicità, una virtù.

Arte e illusione

2019-04-26   Piacere e dolore   |   Illusione   |   Arte
L'arte è un prodotto dell'uomo, capace di indurre nell'uomo piacevoli illusioni.

Felicità e amore

2019-04-26   Amare   |   Illusione   |   Speranza
Si può essere felici senza almeno la speranza o l'illusione di una relazione d'amore con qualche persona o divinità?

Bisogni automatici

2019-04-26   Bisogni   |   Automatismi
Io faccio quel che faccio perché sento "automaticamente" il bisogno di farlo.

Ingredienti della felicità

2019-04-26   Interagire   |   Relazioni   |   Felicità
A mio parere, la cosa più importante per essere felici, dopo la salute, è la qualità delle proprie relazioni sociali. Una relazione sociale è tanto migliore quanto più ognuna delle parti comprende l'altra, l'accetta così com'è e tende a cooperare con essa.

Sul bene e il male

2019-04-27   Bene e male
A mio parere, il bene e il male esistono solo nella mente degli esseri umani.

Giudizi reciproci, relazioni e felicità

2019-04-27   Interagire   |   Piacere e dolore   |   Giudicare   |   Relazioni
Io giudico gli altri e gli altri mi giudicano. Da questi giudizi dipendono le nostre relazioni, e dalla qualità delle nostre relazioni dipendono i nostri piaceri e dolori.

Triangoli relazionali

2019-04-27   Interagire   |   Relazioni   |   Motivazioni
La seguente figura illustra la complessità delle relazioni umane per quanto riguarda la coerenza tra le motivazioni (consce e inconscie) di un soggetto e quelle delle persone con cui egli interagisce.

I triangoli nella figura si riferiscono alla teoria dell'equilibrio cognitivo di Fritz Heider, che io preferisco chiamare "teoria dell'equilibrio cognitivo e affettivo" in quanto ha a che fare non solo con pensieri, ma anche con sentimenti consci e inconsci.

Tuttavia, mentre nella teoria di Heider i vertici del triangolo rappresentano persone diverse, in questo articolo i vertici rappresentano: (1) l'io cosciente di un individuo, (2) il "me" o "sé", ovvero la percezione che l'io cosciente ha della propria persona (vale a dire dei propri aspetti personali), e (3) qualunque altra persona.



La figura mostra la coesistenza di varie relazioni, sia tra l'io e qualsiasi altra persona, sia tra l'io e i propri aspetti . Mostra anche che gli aspetti di una persona sono percepiti sia dal soggetto, sia da qualunque altra persona (in modi che possono essere incoerenti, dando luogo a squilibri cognitivi e affettivi.)

Dalla figura si evince che ogni essere umano è (pre)occupato (consciamente o inconsciamente) di ciò che gli altri pensano e sentono nei confronti dei propri aspetti e tende a stabilire un equilibrio cognitivo e affettivo tra questi e le persone per lui importanti.

Per esempio, se una persona A ritiene che una certa persona B (amata da A) non ami il fatto che A ami leggere certi autori, si ha uno squilibrio (cognitivo e affettivo) che viene prima o poi riequilibrato in due possibili modi: (1) A smette di interessarsi alla lettura degli autori non amati da B o (2) A smetta di amare B. La scelta dipende da quale sia l'interesse prevalente per A (l'amore per B o quello per certi autori).

La relazione tra una persona e gli aspetti propri e altrui riguarda i singoli aspetti, per cui può essere diversa a seconda aspetto considerato (cioè di una persona possono piacere certi aspetti e non piacere altri). Invece, la relazione tra due persone è una sommatoria delle relazioni riguardanti i diversi aspetti, ovvero costituisce un giudizio "cognitivo e affettivo" complessivo dell'altra persona.

Le strutture relazionali rappresentate nella figura possono spiegare bene le inibizioni che un soggetto può avere nel fare, pensare, desiderare (e perfino sentire) certe cose, nel caso in cui esse siano disapprovate da persone importanti per il soggetto stesso, e viceversa; possono infatti spiegare la motivazione a fare, pensare, desiderare, sentire certe cose in quanto approvate o (rac)comandate da persone care.

Ragione arbitraria

2019-04-27   Conoscere   |   Ragionare
Chi definisce il significato delle parole a suo arbitrio ha sempre ragione.

Sul disprezzo della razionalità

2019-04-27   Emozioni e sentimenti   |   Competere   |   Ragionare   |   Disprezzo
C'è un livello di razionalità accettabile (normalmente il proprio) oltre il quale questa è da molti considerata nociva. A giustificazione di tale atteggiamento si asserisce che la razionalità tende a reprimere i sentimenti e quindi l'empatia.

Tuttavia, il reale motivo del disprezzo di una maggiore razionalità è, a mio avviso, la generale competizione tra esseri umani nelle varie gerarchie, tra cui quella intellettuale. A nessuno piace ammettere di essere inferiore ad altri in qualche gerarchia, così le persone meno dotate di capacità razionali fanno di necessità virtù.

In realtà la razionalità non reprime nulla a priori, ma è più o meno attenta e sensibile ai sentimenti a seconda della particolare scuola di pensiero (razionale) a cui fa riferimento. Infatti, una razionalità attenta ai sentimenti li capisce, li tiene in grande considerazione e si mette al loro servizio.

Logiche dell'inconscio

2019-04-28   Inconscio   |   Logica
Anche l'inconscio ha le sue logiche, e sono molto più rozze di quelle della coscienza.

Volontà, non-volontà e anti-volontà

2019-04-28   Mente   |   Volontà
La maggior parte di ciò che avviene nella nostra mente è involontario, e a volte contrario alla nostra volontà.

Solitudine e libertà

2019-04-28   Libertà   |   Solitudine
Quanto più una persona è solitaria, tanto più viene vista con sospetto dalla gente comune, a causa della sua maggiore libertà dal reciproco controllo sociale.

Il piacere dell'illusione

2019-04-28   Piacere e dolore   |   Emozioni e sentimenti   |   Illusione
A volte ci si illude volontariamente per godere del piacere dell'illusione.

Liceità del piacere e della violenza

2019-04-28   Religione   |   Piacere e dolore
Da quando esiste, la religione cattolica (come altre) si arroga il diritto di stabilire quando un piacere (come ad esempio quello sessuale) o una violenza (come ad esempio il rogo di una persona o una guerra) siano leciti. Per contro, per i cattolici il dolore e il subire violenze sono sempre leciti, anzi, costituiscono un credito per ottenere il paradiso.

La mente come dispositivo sociale

2019-04-28   Interagire   |   Mente   |   Relazioni
Come ci insegna George Herbert Mead, la mente umana è un dispositivo eminentemente sociale. Infatti essa è principalmente basata (e concentrata, consciamente e ancor più inconsciamente) sugli "altri”, in quanto finalizzata a gestire le relazioni e le interazioni con questi (e con ciò che Mead chiama l'Altro generalizzato).

La mente umana è dunque, a mio parere, un insieme di algoritmi (cognitivi, emotivi e motivazionali) ovvero di logiche, strategie e tattiche (apprese e sviluppate attraverso le esperienze sociali) che riguardano le relazioni e interazioni con gli altri, per risolvere problemi quali: come ottenere la loro cooperazione, come influenzarli a proprio vantaggio, come evitare la loro ostilità, come distinguere gli "amici" dai "nemici" e i "buoni" dai "cattivi"; come presentarsi agli altri (ovvero che identità e ruoli assumere, e a quali ranghi aspirare nelle varie gerarchie), cosa conviene rivelare e cosa nascondere, quando è opportuno giocare, quando scherzare e quando essere seri, cosa fare e cosa non fare, cosa dire e cosa non dire, cosa pensare e cosa non pensare per far parte di una comunità e partecipare alla vita sociale; come farsi capire, come intuire i pensieri, i sentimenti, le intenzioni e i desideri altrui; come competere contro gli altri, come difendersi dai loro attacchi, come ottenere la loro alleanza in un conflitto, quando conviene incontrarli e quando evitarli, come ottenere la loro fiducia; come attrarli, contentarli, intrattenerli, divertirli, farli ridere, indottrinarli, educarli, sottometterli, ingannarli, umiliarli, punirli, scacciarli, sfruttarli, soddisfare o frustrare i loro bisogni e desideri; come dimostrare loro di avere ragione e di essere migliori di altri; come farsi aiutare, obbedire. accettare, approvare, desiderare, amare, preferire, ascoltare, ammirare, perdonare ecc.

Tali algoritmi non sono coordinati da un organo di controllo centrale, ma agiscono autonomamente, in modi a volte incoerenti e conflittuali, creando "doppi vincoli" (nel senso definito da Gregory Bateson) che possono dar luogo a immobilismo, frustrazioni e disagi psichici.

In estrema sintesi, si potrebbe dire che la mente sia fatta per rispondere a domande come le seguenti (e agire automaticamente di conseguenza):
  • Come reagisce X se faccio la cosa Y?

  • Come mi conviene reagire se X fa la cosa Y?

  • Cosa mi conviene comportarmi rispetto a X in caso di Z?

  • ecc.

dove X può essere sostituito con qualunque persona, Y con qualunque azione (o pensiero) e Z con qualunque evento o situazione.

Perché e per chi?

2019-04-29   Interagire   |   Motivazioni
Quando ci accingiamo a fare qualcosa, chiediamoci: perché e, soprattutto, per chi la faccio?

Perché facciamo ciò che facciamo?

2019-04-29   Motivazioni
Le cose si fanno per necessità, costrizione, paura, abitudine, dovere o piacere. Quando vi accingete a fare qualcosa, chiedetevi perché la fate.

Libertà relativa

2019-04-29   Libertà
Chi ama la sua prigione si sente libero.

Scelta bloccante

2019-04-29   Motivazioni   |   Scegliere
A volte, volendo fare tante cose, si finisce per non fare nulla.

Sul cosiddetto “senso” della vita

2019-04-30   Piacere e dolore   |   Vita   |   Morte
Perché la vita dovrebbe avere un senso? Ciò che conta non è se la vita abbia o no un senso (qualunque cosa “senso” significhi), ma se sia abbastanza piacevole e non troppo dolorosa perché valga la pena di essere vissuta. Si tratta dunque di trovare il modo per ottenere un sufficiente piacere ed evitare un eccessivo dolore in questa vita. Tutto il resto sono discorsi inutili e illusori, come le promesse di piacere o dolore dopo la morte.

Condannati a soddisfare

2019-05-01   Bisogni   |   Natura umana
Siamo condannati ad avere bisogni e desideri, e a volerli soddisfare.

Amore e morale

2019-05-01   Etica   |   Amare
L'amore, essendo involontario, non è nè un dovere né un diritto.

Ordine e caso

2019-05-01   Vita   |   Casualità   |   Ordine
Tra ordine e caso ci vuole un certo equilibrio, senza il quale la vita non potrebbe sussistere. Guardiamoci dunque da eccessi di ordine come da eccessi di casualità.

L'uomo e l'irrazionale

2019-05-01   Natura umana   |   Mente   |   Ragionare   |   Irrazionale
Irrazionale significa non divisibile, non analizzabile, non misurabile, non ragionevole, non discutibile, non logico, non relativo, ma assoluto e a volte sacro, qualcosa che si deve accettare o rifiutare in blocco, non parzialmente, proprio perché non può essere diviso in parti. L'irrazionale non può essere compreso, descritto o spiegato razionalmente ma solo mediante termini a loro volta irrazionali, o sentimentali. L'irrazionale è una invenzione umana, che non esiste al di fuori delle nostre menti.

L'uomo e il dubbio

2019-05-01   Conoscere   |   Differenze umane
Gli esseri umani si distinguono anche per la qualità e la quantità dei loro dubbi.

Algoritmi parzialmente casuali

2019-05-01   Bisogni   |   Motivazioni   |   Casualità   |   Automatismi
A mio avviso, nel nostro mondo le cose avvengono casualmente o secondo logiche (cioè algoritmi) che possono essere più o meno causali, cioè contenere dei passi in cui vengono prese decisioni a caso tra un certo numero, più o meno grande, di opzioni.

Ad esempio, credo che i sogni avvengano secondo algoritmi parzialmente casuali, cioè attingendo casualmente a contenuti della memoria personale (forse privilegiando quelli più vivi) e collegandoli secondo logiche che fanno uso della mappa cognitivo-emotivo-motiva del soggetto.

Penso, inoltre, che la vita in generale, e le interazioni su cui si basa, siano fenomeni regolati da algoritmi parzialmente casuali.

In particolare, suppongo che gli algoritmi biologici facciano ricorso al caso quando occorre scegliere tra opzioni di uguale "forza motivazionale". Con questo termine intendo la forza, cioè la spinta propulsiva, che un bisogno o un desiderio (cioè un agente mentale autonomo) ha in un certo momento.

Masturbazioni mentali

2019-05-01   Piacere e dolore   |   Pensare
Dovremmo avere più rispetto per le masturbazioni mentali e per coloro che le praticano. Una buona masturbazione mentale può dare piaceri che non si possono ottenere da nessuna interazione reale.

Incontri tra automi

2019-05-01   Sistemica   |   Automatismi
Prendete due automi e fateli incontrare. A seconda degli algoritmi  che determinano il loro comportamento, essi interagiranno in certi modi più o meno prevedibili.
Le interazioni sono tanto meno prevedibili quanto più gli algoritmi dei due automi sono diversi tra loro e non si conoscono reciprocamente. Infatti, il comportamento di ciascuno è al tempo stesso output del proprio algoritmo e input per l'algoritmo dell'altro, e se un input non è prevedibile, non può esserlo nemmeno il corrispondente output.

Naturalmente, le considerazioni sopra descritte valgono anche per gli esseri umani, in quanto automi.

Automi biologici sentimentali e intelligenti

2019-05-02   Bisogni   |   Automatismi
Noi esseri umani siamo automi biologici interdipendenti, capaci di soffrire e di godere, e di conoscere e modificare (parzialmente) le logiche degli algoritmi dei nostri comportamenti allo scopo di soddisfare i nostri bisogni e desideri, in modo tale da minimizzare i nostri dolori e le nostre sofferenze, e massimizzare i nostri piaceri e le nostre gioie.

Conoscenza particolare vs. generale

2019-05-03   Conoscere   |   Natura umana
Io penso che per conoscere se stessi occorre prima conoscere la natura umana in generale. Solo rispetto ad una conoscenza generale è possibile una conoscenza particolare.

A causa del caso

2019-05-03   Causalità   |   Casualità   |   Natura   |   Ordine
Dappertutto causalità e casualità sono, a mio avviso, inseparabilmente collegate e intrecciate.

Infatti, ciò che esiste in ogni momento, le posizioni, le strutture, le forme dei vari elementi di cui è composto il mondo, ogni forma di vita, ogni storia individuale, mi sembrano il risultato della combinazione tra rigide leggi fisiche e il caso, cioè tra il determinismo fisico e sociale (che possiamo anche chiamare "necessità") e l'aleatorietà degli eventi. Questa dipende dalla concomitanza e dalla contestuale competizione tra forze (e intenzioni) di diversa intensità e diverso orientamento.

La separazione tra caso e necessità non esiste in natura, ma solo nelle menti umane.

I classici e la moda

2019-05-03   Conoscere   |   Conformismo   |   Cultura
I classici non sono mai fuori moda.

Conoscenza particolare vs. generale

2019-05-04   Interagire   |   Conoscere   |   Sistemica
È insensato, inutile e illusorio conoscere il particolare (cioè il dettaglio, la specialità) se non si conosce il quadro generale (cioè il sistema) al quale il particolare appartiene e col quale si relaziona e interagisce.

Conoscenza reciproca tra algoritmi

2019-05-05   Interagire   |   Conoscere   |   Sistemica   |   Relazioni
A mio parere, le interazioni umane sono regolate da algoritmi (biologici e modificabili) che determinano non solo le risposte cognitivo-emotivo-motive di ciascuno agli stimoli esterni e interni, ma anche le previsioni (o aspettative) del comportamento dell'interlocutore, cioè le risposte cognitivo-emotivo-motive dell'altro.

In altre parole, gli algoritmi comportamentali di una persona "conoscono" (più o meno esattamente) quelli altrui, e tale conoscenza è determinante nelle logiche decisionali (consce e inconsce) di ciascuno.

La reciproca conoscenza dei nostri algoritmi di comportamento è la naturale conseguenza dell'interdipendenza ecologica (biologica e culturale) degli esseri umani.

Tale "interconoscenza" si realizza attraverso le nostre esperienze sociali con il contributo dei neuroni-specchio, che rendono possibile l'empatia.

Dalla maggiore o minore esattezza di questa interconoscenza dipendono la qualità e il successo delle relazioni e interazioni sociali.

Cambiamenti sociali: subirli o determinarli?

2019-05-05   Società   |   Cambiare
A mio avviso, oltre a preoccuparci di capire la società così com'è, dovremmo decidere (insieme) come vogliamo cambiarla. In tal modo, anziché subire i cambiamenti sociali, potremmo determinarli volontariamente e consapevolmente.

Il circolo vizioso del disprezzo

2019-05-05   Interagire   |   Emozioni e sentimenti   |   Giudicare   |   Disprezzo
Se A disprezza B, A si aspetta (consciamente e inconsciamente) che, a sua volta, B lo disprezzi. Tale aspettativa rafforza il disprezzo di A per B e innesca in A il timore di una ritorsione di B nei suoi confronti.

Portatori di algoritmi che interagiscono

2019-05-05   Interagire   |   Sistemica
Io e gli altri, ciascuno con i suoi algoritmi. Siamo tutti portatori di algoritmi che regolano il nostro comportamento e interagiscono anche a nostra insaputa.

Questi algoritmi sono autoprogrammanti (caratteristica genetica degli esseri viventi più evoluti). La programmazione avviene attraverso le esperienze (specialmente quelle sociali), in cui alle percezioni di forme e simboli vengono associate (e memorizzate) emozioni (in particolare, piacere e dolore, gioie e sofferenze risultanti dalla soddisfazione o frustrazione di bisogni e desideri).

Questa mia visione "cibernetica" della natura umana è una mia libera interpretazione del pensiero di Antonio Damasio (omeostasi dei sentimenti) , Gregory Bateson (ecologia della mente, cioè delle informazioni e delle idee), Daniel Dennet (evoluzione della mente) e George Herbert Mead (interazionismo simbolico).

Dettagli e generalità

2019-05-06   Conoscere
È inutile discutere di dettagli se non c'è accordo sul quadro generale.

Il problema delle aspettative

2019-05-06   Natura umana
Più ci aspettiamo dagli altri e da noi stessi un comportamento intelligente, coerente, onesto, razionale e ragionevole, più siamo delusi, amareggiati o adirati. Più ci aspettiamo un comportamento stupido, incoerente, disonesto, irrazionale e irragionevole, più proviamo comprensione e simpatia per gli altri e per noi stessi.

Bisogno di problemi

2019-05-06   Bisogni   |   Vita   |   Motivazioni
Se non avessimo alcun bisogno o desiderio da soddisfare, alcun problema da risolvere, alcun nemico contro cui combattere, la nostra vita sarebbe vuota, insignificante, insensata, stupida, noiosa, invivibile.

Immaginazione e algoritmi di comportamento

2019-05-08   Sistemica   |   Pensare   |   Immaginazione   |   Creatività   |   Paura di cambiare
Immaginando nuovi comportamenti possiamo, poco a poco, cambiare i nostri algoritmi di comportamento. Ma anche solo immaginare di comportarsi in modi nuovi, diversi dal solito, richiede un coraggio, un'apertura mentale e un'intelligenza che pochi possiedono.

Sulla capacità di apprendere

2019-05-08   Cambiare   |   Apprendere   |   Paura di cambiare
Ci sono persone che, ad un certo punto della loro vita, perdono la capacità di imparare cose nuove, e da allora restano difensivamente ancorate a ciò che hanno già appreso.

Algoritmi che giocano tra loro

2019-05-08   Sistemica   |   Gioco
Quando due persone giocano a tennis (o a qualunque altro gioco), a giocare sono i loro algoritmi comportamentali.

Psicoterapia, automiglioramento, algoritmi

2019-05-09   Sistemica   |   Psicoterapia
Psicoterapia e automiglioramento sono (o dovrebbero essere) processi di conoscenza e cura dei propri algoritmi di comportamento.

Il sangue della società

2019-05-09   Società   |   Economia
Il denaro è il sangue della società industriale.

Può una mente conoscere se stessa?

2019-05-09   Conoscere   |   Mente   |   Autoinganno   |   Mistificazione
La mente difficilmente conosce se stessa. Quando crede di conoscersi, la sua conoscenza è incompleta, semplificata, mistificata e manipolata. E siccome è attraverso la propria mente che un essere vivente conosce il mondo, anche la nostra conoscenza del mondo è incompleta, semplificata, mistificata e manipolata.

La mente nella Bibbia e nella mentalità popolare

2019-05-09   Conoscere   |   Religione   |   Mente
Ho fatto una ricerca testuale della parola “mente” nella Bibbia (scaricata in formato PDF da http://www.preghiamo.org/download/bibbia/la-sacra-bibbia.pdf) e dai risultati deduco che nel testo biblico per “mente” s’intende solo "coscienza" o "attività pensante cosciente", e credo che questo sia vero per la maggior parte della gente. Pochi considerano infatti la mente un sistema, o strumento, per lo più automatico, inconscio e involontario, ovvero un complesso di algoritmi. La mente è, a mio avviso, poco e male sconosciuta nella mente della gente.

Seguono le frasi tratte dalla Bibbia, in cui compare la parola “mente”.

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Ma fino a oggi il Signore non vi ha dato una mente per comprendere né occhi per vedere né orecchi per udire.

Quando tutte queste cose che io ti ho poste dinanzi, la benedizione e la maledizione, si saranno realizzate su di te e tu le richiamerai alla tua mente in mezzo a tutte le nazioni dove il Signore, tuo Dio, ti avrà disperso, se ti convertirai al Signore, tuo Dio, e obbedirai alla sua voce, tu e i tuoi figli, con tutto il cuore e con tutta l’anima, secondo quanto oggi ti comando, allora il Signore, tuo Dio, cambierà la tua sorte, avrà pietà di te e ti raccoglierà di nuovo da tutti i popoli in mezzo ai quali il Signore, tuo Dio, ti aveva disperso.

Ponete nella vostra mente tutte le parole che io oggi uso come testimonianza contro di voi. Le prescriverete ai vostri figli, perché cerchino di eseguire tutte le parole di questa legge.

Tieni bene a mente che devi uscire in campo con me insieme con i tuoi uomini.

Dio concesse a Salomone sapienza e intelligenza molto grandi e una mente vasta
come la sabbia che è sulla spiaggia del mare.

Se non siete capaci di scrutare il profondo del cuore dell’uomo né di afferrare i pensieri della sua mente, come potrete scrutare il Signore, che ha fatto tutte queste cose, e conoscere i suoi pensieri e comprendere i suoi disegni?

Esortava perciò i suoi uomini a non temere l’attacco delle nazioni, ma a tenere impressi nella mente gli aiuti che in passato erano venuti loro dal Cielo e ad aspettare ora la vittoria che sarebbe stata loro concessa dall’Onnipotente.

Scrutami, Signore, e mettimi alla prova, raffinami al fuoco il cuore e la mente.

La mente del giusto riflette prima di rispondere, ma la bocca dei malvagi esprime cattiveria.

Porgi l’orecchio e ascolta le parole dei sapienti, applica la tua mente alla mia istruzione: ...

Allora i tuoi occhi vedranno cose strane e la tua mente dirà cose sconnesse.

La mia mente ha curato molto la sapienza e la scienza.

Ho voluto fare un’esperienza: allietare il mio corpo con il vino e così afferrare la follia, pur dedicandomi con la mente alla sapienza.

Chi osserva il comando non va incontro ad alcun male; la mente del saggio conosce il tempo opportuno. Infatti, per ogni evento vi è un tempo opportuno, ma un male pesa gravemente sugli esseri umani. L’uomo infatti ignora che cosa accadrà; chi mai può indicargli come avverrà? Nessun uomo è
padrone del suo soffio vitale tanto da trattenerlo, né alcuno ha potere sul giorno della morte. Non c’è scampo dalla lotta e neppure la malvagità può salvare colui che la compie.

I ragionamenti dei mortali sono timidi e incerte le nostre riflessioni, perché un corpo corruttibile appesantisce l’anima e la tenda d’argilla opprime una mente piena di preoccupazioni.

Non affaticarti in opere superflue, ti è stato mostrato infatti più di quanto possa comprendere la mente
umana.

Beato l’uomo che si dedica alla sapienza e riflette con la sua intelligenza, che medita nel cuore le sue vie e con la mente ne penetra i segreti.

Che cosa c’è di più luminoso del sole? Anch’esso scompare. Così l’uomo, che è carne e sangue, volge la mente al male.

Oracoli, presagi e sogni sono cose fatue, come vaneggia la mente di una donna che ha le doglie.

Signore degli eserciti, giusto giudice, che provi il cuore e la mente, possa io vedere la tua vendetta su di loro, poiché a te ho affidato la mia causa.

Io, il Signore, scruto la mente e saggio i cuori, per dare a ciascuno secondo la sua condotta,

Avete parlato a questo modo, o casa d’Israele, e io conosco ciò che vi passa per la mente.

Ecco dunque qual era il tuo sogno e le visioni che sono passate per la tua mente, mentre dormivi
nel tuo letto.

Mentre ero nel mio letto, le immaginazioni e le visioni della mia mente mi turbarono.

Le visioni che mi passarono per la mente, mentre stavo a letto, erano queste:...

Mentre nel mio letto stavo osservando le visioni che mi passavano per la mente, ecco un vigilante, un santo, scese dal cielo gridò a voce alta:...

Nel primo anno di Baldassàr, re di Babilonia, Daniele, mentre era a letto, ebbe un sogno e visioni nella sua mente. Egli scrisse il sogno e ne fece la seguente relazione.

Io, Daniele, mi sentii agitato nell’animo, tanto le visioni della mia mente mi avevano turbato;

Tenete a mente la legge del mio servo Mosè, al quale ordinai sull’Oreb precetti e norme per tutto Israele.

Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con
tutta la tua forza.

Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso.

Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro:...

E se il nostro Vangelo rimane velato, lo è in coloro che si perdono: in loro, increduli, il dio di questo mondo ha accecato la mente, perché non vedano lo splendore del glorioso vangelo di Cristo, che è immagine di Dio.

Ma voi non così avete imparato a conoscere il Cristo, se davvero gli avete dato ascolto e se in lui siete stati istruiti, secondo la verità che è in Gesù, ad abbandonare, con la sua condotta di prima, l’uomo vecchio che si corrompe seguendo le passioni ingannevoli, a rinnovarvi nello spirito della vostra mente e a rivestire l’uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella vera santità.

Un tempo anche voi eravate stranieri e nemici, con la mente intenta alle opere cattive;
Nessuno che si compiace vanamente del culto degli angeli e corre dietro alle proprie immaginazioni,
gonfio di orgoglio nella sua mente carnale, vi impedisca di conseguire il premio:...

Riguardo alla venuta del Signore nostro Gesù Cristo e al nostro radunarci con lui, vi preghiamo, fratelli, di non lasciarvi troppo presto confondere la mente e allarmare né da ispirazioni né da discorsi, né da qualche lettera fatta passare come nostra, quasi che il giorno del Signore sia già presente.

Da ciò nascono le invidie, i litigi, le maldicenze, i sospetti cattivi, i conflitti di uomini corrotti nella mente
e privi della verità, che considerano la religione come fonte di guadagno.

Mi tornano alla mente le tue lacrime e sento la nostalgia di rivederti per essere pieno di gioia.

Sull’esempio di Iannes e di Iambrès che si opposero a Mosè, anche costoro si oppongono alla verità: gente dalla mente corrotta e che non ha dato buona prova nella fede.

Perciò, cingendo i fianchi della vostra mente e restando sobri, ponete tutta la vostra speranza in quella grazia che vi sarà data quando Gesù Cristo si manifesterà.

Qui è necessaria una mente saggia.

... e come può un uomo aver ragione dinanzi a Dio? Se uno volesse disputare con lui, non sarebbe in grado di rispondere una volta su mille. Egli è saggio di mente, potente di forza: chi si è opposto a lui ed è rimasto salvo?

Cessi la cattiveria dei malvagi. Rendi saldo il giusto, tu che scruti mente e cuore, o Dio giusto.

La gente uscì per vedere l’accaduto e, quando arrivarono da Gesù, trovarono l’uomo dal quale erano usciti i demòni, vestito e sano di mente, che sedeva ai piedi di Gesù, ed ebbero paura.

Poiché hai tolto il senno alla loro mente, per questo non li farai trionfare.

Vi annunciano visioni false, predizioni che sono invenzioni e fantasie della loro mente.

...pur avendo conosciuto Dio, non lo hanno glorificato né ringraziato come Dio, ma si sono perduti nei loro vani ragionamenti e la loro mente ottusa si è ottenebrata.

... non comportatevi più come i pagani con i loro vani pensieri, accecati nella loro mente, estranei alla vita di Dio a causa dell’ignoranza che è in loro e della durezza del loro cuore.

Tutto è puro per chi è puro, ma per quelli che sono corrotti e senza fede nulla è puro: sono corrotte la loro mente e la loro coscienza.

... porrò le mie leggi nella loro mente e le imprimerò nei loro cuori;

Conoscenza della normalità

2019-05-09   Natura umana   |   Conformismo
Per la psicologia e per lo studio della natura umana in generale è più importante conoscere e capire i comportamenti normali che quelli anomali, perché sono i primi e non i secondi quelli che causano il bene e il male di intere comunità.

Effetti dello scrivere

2019-05-09   Comunicazione
Ciò che scriviamo ci influenza, ci modifica o rafforza le nostre idee e il nostro carattere. Scrivere non è mai senza effetto.

Vincoli e liberazione

2019-05-09   Piacere e dolore   |   Libertà
Liberarsi è un piacere che richiede un vincolo.

Generalità e dettagli

2019-05-09   Conoscere
Ci sono persone che conoscono molti dettagli di cose che non conoscono in generale.

Arroganza dei libri sacri

2019-05-10   Conoscere   |   Religione   |   Verità   |   Arroganza
A mio avviso, i libri sacri di ogni religione sono arroganti in quanto hanno la presunzione di onniscienza e di verità certa. Fortunatamente la maggior parte dei loro credenti non li prende alla lettera, non è sicura di averli capiti e non li legge interamente.

Ogni vita è regolata da algoritmi

2019-05-10   Sistemica   |   Vita
Un algoritmo decide quando addormentarmi e quando svegliarmi, un altro quando aver fame e quando sentirmi sazio, un altro quando aver paura e quando sentirmi sicuro, un altro quando provare attrazione o repulsione verso certe cose, persone o idee, un altro quando soffrire e quando gioire, un altro a cosa pensare, un altro a cosa prestare attenzione ecc.

La nostra vita è dunque regolata da algoritmi.

Nasciamo infatti dotati geneticamente di algoritmi che servono a sviluppare nuovi algoritmi attraverso esperienze imprevedibili.

Un algoritmo ha deciso che io scrivessi questo articolo e mi ha guidato nella scelta delle parole.

Algoritmi e immaginazione

2019-05-10   Sistemica   |   Immaginazione
Immaginare algoritmi diversi dai propri è un esercizio terapeutico e creativo, che può migliorare i propri automatismi.

Influenze reciproche

2019-05-10   Sistemica   |   Ecologia
Ognuno influenza la vita di altri in modi quantitativamente e qualitativamente diversi.

Innocenti e colpevoli

2019-05-11   Etica   |   Colpa
Si nasce innocenti e si muore colpevoli.

Algoritmi che si negano

2019-05-11   Sistemica
Anche il rifiuto di credere che siamo governati da algoritmi è il risultato di un algoritmo.

Una vita in un gesto

2019-05-11   Vita   |   Comunicazione
Dietro un piccolo gesto, dietro una semplice espressione, ci può essere la ricerca di tutta una vita e forse di più vite.

Algoritmi adattivi

2019-05-11   Sistemica   |   Relazioni
Le relazioni e le interazioni tra esseri viventi sono relazioni e interazioni tra algoritmi adattivi.

Temporaneità del piacere

2019-05-11   Piacere e dolore   |   Noia
È un bene che qualunque fonte di piacere venga a noia dopo un certo numero di volte che la si gode. Se non fosse così, l'uomo non farebbe che godere continuamente delle stesse fonti, senza cercarne altre, fino allo sfinimento.

Involontarietà dei cambiamenti mentali

2019-05-12   Mente   |   Cambiare
A mio parere, noi possiamo volontariamente fare nuove esperienze, ma non cambiare volontariamente la nostra mente, cioè i nostri algoritmi di comportamento. I cambiamenti mentali sono involontariamente causati dalle nuove esperienze.

Metodo scientifico vs. metodo filosofico

2019-05-12   Conoscere   |   Filosofia   |   Scienza   |   Scienze umane
A mio parere, la differenza di metodo tra le scienze della natura e quelle dell'uomo deve essere superata perché danneggia entrambe le scienze. Abbiamo bisogno di più scienza "dura" nello studio dell'uomo e di più filosofia nella ricerca scientifica e tecnologica.

Siamo colpevoli o innocenti?

2019-05-12   Etica   |   Società   |   Bene e male
Colpevoli o innocenti, volontari o involontari, siamo comunque la causa dei mali della società, per tutto ciò che facciamo e ancor più per tutto ciò che non facciamo.

Io cosciente e algoritmi di comportamento

2019-05-13   Coscienza   |   Sistemica
L'immagine seguente rappresenta metaforicamente la relazione tra due persone al livello delle rispettive coscienze (io cosciente) e dei rispettivi algoritmi di comportamento.

I cani rappresentano la componente inconscia e automatica di una persona, ovvero tutto ciò che la costituisce, eccetto il suo io cosciente. (In realtà anche l'io cosciente è basato su algoritmi).


Il cammino delle idee

2019-05-13   Conoscere   |   Filosofia   |   Pensare
Ogni scuola di pensiero, ogni autore, dovrebbero tener conto delle scuole e degli autori precedenti, integrando o criticando le loro idee in tutto o in parte, facendole evolvere in nuove analisi e sintesi, e completandole con con l’aggiunta di nuove scoperte e nuovi concetti.

Cause dei cambiamenti

2019-05-13   Sistemica   |   Cambiare   |   Causalità   |   Casualità   |   Automatismi
I cambiamenti (nella natura e nella società) sono determinati da un complesso di cause concomitanti raggruppabili in tre tipi: (1) le leggi fisiche, (2) il caso, (3) gli algoritmi autoapprendenti, e quindi variabili, degli esseri viventi. Gli algoritmi viventi sono "intelligenze" (per lo più inconsce) ovvero gestori di informazioni e interazioni, cioè sistemi di governo, controllo e comunicazione.

Compagni di viaggio

2019-05-14   Sistemica   |   Interdipendenza
Siamo tutti compagni di viaggio su questa terra, ognuno guidato dai suoi algoritmi clandestini.

Uomini e sistemi

2019-05-14   Natura umana   |   Sistemica
Sappiamo sempre di più come funzionano i sistemi e ancora troppo poco come funzionano gli esseri umani, nonostante il fatto che anche noi siamo sistemi.

Compagni di viaggio

2019-05-14   Interagire   |   Natura umana   |   Sistemica
Siamo tutti compagni di viaggio su questa terra, ognuno guidato dai suoi algoritmi clandestini.

Pensiero sistemico e complesso

2019-05-14   Conoscere   |   Sistemica   |   Pensare   |   Relazioni   |   Complessità
Il pensiero sistemico e complesso è caratterizzato dalla non linearità e dalla molteplicità delle relazioni causa-effetto, nel senso che le interazioni sono quasi sempre circolari (l'effetto ha una retroazione sulla causa, per cui ogni causa è anche effetto) e multiple (un effetto ha quasi sempre molteplici cause e una causa molteplici effetti.

Io cerco di pensare in modo sistemico e complesso, ma non è facile, perché la mente (quella conscia e ancor più quella inconscia) non ama la complessità e preferisce rispondere in modo semplice a qualunque domanda.

Citazioni di Gregory Bateson

2019-05-14   Citazioni e aforismi   |   Gregory Bateson
Tratte da http://www.dixxit.info/?author=Gregory%20Bateson

Wisdom is the intelligence of the system as a whole.

Information: any difference that makes a difference.

Creative thought must always contain a random component.

Without context words and actions have no meaning at all.

The meaning of your communication is the response you get.

Play is the establishment and exploration of relationship.

Rigor alone is paralytic death, but imagination alone is insanity.

What is the pattern that connects the crab to the lobster and the primrose to the orchid, and all of them to me, and me to you?

I shall argue that the problem of grace is fundamentally a problem of integration and what is to be integrated is the diverse parts of the mind - especially those multiple levels of which one extreme is called 'consciousness' and the other the 'unconscious'.

We have been trained to think of patterns, with the exception of those of music, as fixed affairs. It is easier and lazier that way but, of course, all nonsense. In truth, the right way to begin to think about the pattern which connects is to think of it as primarily (whatever that means) a dance of interacting parts and only secondarily pegged down by various sorts of physical limits and by those limits which organisms characteristically impose.

Citazioni di Edgar Morin

2019-05-14   Citazioni e aforismi
Tratte da http://www.dixxit.info/?author=Edgar%20Morin

La capacità emozionale è indispensabile alla messa in opera di comportamenti razionali.

Bisogna imparare a navigare in un oceano di incertezze fra alcuni arcipelaghi di certezze.

L'uomo è al tempo stesso Super-io, Io ed Es, è al tempo stesso società, individuo, specie.

Il filosofo è l'uomo non specializzato, vale a dire specializzato in ciò che vi è di generale nell'uomo.

... toute théorie, y compris scientifique, ne peut épuiser le réel, et enfermer son objet dans ses paradigmes.

La missione della didattica è di incoraggiare l'autodidattica destando, suscitando, favorendo l'autonomia dello spirito.

Tout être humain a un besoin fondamental d'être reconnu. C'est un besoin primaire que l'on retroue aussi bien dans les problèmes de gamins de banlieue que chez tous les dominés et les humiliés, chez les palestiniens...Il faut donc introduire de la reconnaissance.

Da cinquant'anni si è accumulato un immenso sapere sull'umano, sulle sue origini, sulla sua natura, sulle sue complessità. Ma questo sapere è disperso, parcellizzato e compartimentato fra tutte le scienze, e l'impotenza o l'incapacità di riunire questo sapere mantiene un'immensa ignoranza sulla nostra stessa identità.

L’idea di trasformazione, più ricca dell’idea di rivoluzione, ne conserva il carattere radicale, ma la lega alla conservazione (della vita, dell’eredità delle culture). Oggi tutto dev’essere ripensato. Tutto deve ricominciare. E in effetti tutto è ricominciato, senza che lo si sappia. Siamo allo stadio degli inizi: modesti, invisibili, marginali, dispersi. Perché esiste già, su tutti i continenti, un fermento creativo, una moltitudine di iniziative locali che vanno nella direzione della rigenerazione economica o sociale o politica o cognitiva o educativa o etica o di stili di vita.


Il dovere dell'abitudine

2019-05-14   Motivazioni
Perché dovremmo fare certe cose, in un certo modo, in certe situazioni? A volte facciamo le cose perché ci sentiamo in dovere di farle a causa dell'abitudine, mentre non ce n'è alcun bisogno, né qualcuno ce lo chiede.

Governati da algoritmi di valutazione

2019-05-16   Piacere e dolore   |   Valutare   |   Sistemica   |   Motivazioni   |   Verità
Siamo governati da algoritmi biologici autoapprendenti che valutano e prevedono (inconsciamente e automaticamente), per ogni ipotesi di azione, relazione, evento e cognizione, aspetti quali: piacere, dolore, costi, benefici, fattibilità, valenza sociale, probabilità, necessità ecc.

In altre parole, questi algoritmi calcolano costantemente valori, potenzialità, poteri e doveri relativamente ad ogni forma o idea oggetto della nostra attenzione o considerazione.

Le nostre scelte, decisioni, motivazioni, risposte e azioni (conscie e inconscie, volontarie e involontarie) dipendono dai risultati di tali calcoli.

Inconvenienti della conoscenza

2019-05-16   Interagire   |   Conoscere   |   Relazioni
Ogni progresso verso la conoscenza comporta un peggioramento delle relazioni con i compagni di ignoranza rimasti indietro.

Virtute e canoscenza?

2019-05-16   Interagire   |   Conoscere   |   Etica   |   Valutare   |   Relazioni
A poco valgono "virtute e canoscenza" se non si hanno buone relazioni con un sufficiente numero di persone.

Condivisione vs. divisione

2019-05-16   Interagire   |   Condividere
Ciò che non riusciamo a condividere ci divide.

Inconvenienti dell'autostima e del senso della giustizia

2019-05-16   Interagire   |   Giustizia
A volte siamo indignati, delusi o amareggiati perché ci sentiamo vittime di un'ingiustizia. Ci sembra di aver ricevuto meno di quanto abbiamo dato, o di essere accusati di colpe che non abbiamo.

Non ci sentiremmo così male se non avessimo un’alta autostima e se non pensassimo di aver dato molto agli altri.

D'altra parte, i conti del dare e del ricevere non tornano quasi mai perché tendiamo a sovrastimare ciò che diamo e a sottostimare ciò che riceviamo.

Insomma, più ci sentiamo meritevoli e più soffriamo perché pensiamo di essere stati trattati ingiustamente.

Contabilità dei rapporti umani

2019-05-17   Interagire   |   Etica   |   Relazioni
A mio avviso, una delle principali cause di infelicità degli esseri umani è un’errata contabilità del dare e del ricevere nelle relazioni sociali, e la conseguente mistificazione del senso della giustizia.

Il mio ragionamento parte dalla constatazione della fondamentale interdipendenza degli esseri umani, per cui ognuno ha bisogno della cooperazione altrui, cioè di ricevere qualcosa dagli altri (in termini di beni e servizi). Il problema è che l'uomo non ha un bisogno di dare commisurato al bisogno di ricevere, ed il secondo bisogno prevale normalmente sul primo.

A causa dello squilibrio tra il bisogno di ricevere e quello di dare si è sviluppato il commercio (sia in senso letterale che metaforico), ovvero la tendenza allo scambio più o meno esplicito di beni e servizi tra due individui (il “do ut des”).

Tra i beni e i servizi scambiati occorre includere l'accudimento, l'approvvigionamento, la compagnia, la protezione, le prestazioni sessuali, l'amore, l'insegnamento, il lavoro, il denaro, il cibo, doni ecc.

Infatti l’uomo impara ben presto che per ricevere qualcosa occorre dare o fare qualcosa in cambio, se non si vuole ottenere con la violenza ciò che si desidera. Ciò può dar luogo ad un bisogno “indotto” di dare, come mezzo (conscio o inconscio) al fine di ricevere.

A questo punto occorre parlare del "senso della giustizia", che è un processo mentale attraverso il quale misuriamo il valore di ciò che diamo e di ciò che riceviamo, per compararli. Riteniamo infatti ”giusto” uno scambio “equo”, cioè dove c’è un certo equilibrio di valore tra ciò che viene dato e ciò che viene ricevuto.

Quando percepiamo un’ingiustizia nei nostri confronti, di solito reagiamo in modo aggressivo e/o vittimistico. Quando ci rendiamo conto di essere stati ingiusti verso qualcuno, ci possiamo sentire in colpa e possiamo cercare di rimediare. Ovviamente non siamo imparziali né obiettivi in tali valutazioni, e questo può a sua volta innescare circoli viziosi di ingiustizie "giustificate".

La faccenda si complica enormemente considerando che gli scambi sociali sono spesso multilaterali ed aperti, nel senso che, ad esempio, A può ricevere qualcosa da B senza dare a B (prima o poi) qualcosa di equivalente, ma può dare a C qualcosa senza che C abbia fatto alcunché nei confronti di A per meritarselo. È ciò che, per esempio, avviene (o dovrebbe avvenire) nei rapporti tra genitori e figli, quando questi non restituiscono ai genitori quanto da loro ricevuto, ma danno ai propri figli qualcosa di equivalente senza aspettarsi un compenso.

Possiamo dunque parlare di due tipi di giustizia: quella bilaterale (che riguarda gli scambi “chiusi” tra due individui) e quella multilaterale (che riguarda gli scambi “aperti” tra un individuo e gli altri, intesi come gruppo indifferenziato). Le persone sono sensibili in modo diverso ai due tipi di giustizia, trascurando o esaltando ora l’uno, ora l’altro, ora entrambi.

Date le premesse che ho esposto, la mia tesi è che vi sia una diffusa ingiustizia (reale o percepita) nelle relazioni sociali (sia individuali che di gruppo), a causa di errori di calcolo (o della non calcolabilità) del valore dei beni e dei servizi scambiati. A ciò si aggiunge il generale desiderio di fare “buoni affari”, ovvero di ottenere il massimo dando il minimo.

Il risultato è una scarsità, una bassa qualità e uno squilibrio negli scambi, con conseguente generale insoddisfazione e frustrazione dei bisogni umani.

Per migliorare la situazione in questa problematica, occorrerebbe, a mio avviso, sensibilizzare le persone, sin da giovani, a misurare in modo più equo ciò che danno e ciò che ricevono, sia negli scambi bilaterali che in quelli multilaterali. Questa sensibilizzazione dovrebbe essere uno degli obiettivi dell'insegnamento dell’etica.

Convivenza, intelligenza, morale

2019-05-18   Interagire   |   Etica   |   Società   |   Intelligenza
Per convivere pacificamente con gli altri non bisogna mostrarsi più intelligenti né più morali di loro.

Domande sulla pazzia

2019-05-19   Bisogni   |   Piacere e dolore   |   Emozioni e sentimenti   |   Psicopatia
La pazzia è un fatto biologico casuale indipendente dagli eventi esterni al corpo?

La pazzia può essere provocata da fenomeni sociali a vantaggio di altri?

La pazzia può essere causata da un doppio vincolo tra la necessità di conformarsi alle norme sociali e il bisogno di libertà?

La pazzia può comportare dei vantaggi? Per esempio la libertà di comportarsi in modi non conformi alle aspettative e alle richieste altrui?

La pazzia può avere un fine nell'omeostasi dei sentimenti? Per esempio, per alleviare un dolore?

Paura e dominio

2019-05-19   Paura   |   Potere
La paura è un importante strumento di dominio.

Sul caso

2019-05-19   Vita   |   Differenze umane   |   Causalità   |   Casualità
A mio parere, il caso è imprevedibile e non predeterminato, ma è determinato da certe cause nel momento in cui accade.

A causa del caso (quindi causalmente e non casualmente) avvengono eventi casuali. Infatti il caso avviene (o interviene) quando è necessario in base alle leggi della natura (fisica e biologica), ed entro limiti di aleatorietà predeterminati, come ad esempio nel lancio di in un dado, che ha solo sei possibili esiti.

La variabilità e la diversità delle cose e degli esseri viventi sono dovute al caso. Esse sono sempre limitate in modi non casuali.

Senza l'intervento del caso la vita non sarebbe possibile, né la sua evoluzione, né la creatività umana.

Il libero arbitrio dipende dal caso. Altrimenti non sarebbe libero.

Sul bisogno di interazione sociale

2019-05-19   Bisogni
A mio parere, a causa della interdipendenza umana, la psiche è controllata soprattutto dal bisogno di interazione sociale e dalla paura di non poterlo soddisfare.


Volontà/nolontà e libero arbitrio

2019-05-20   Interagire   |   Libertà   |   Libero arbitrio
Il libero arbitrio consiste nella volontà/nolontà di interagire in un certo modo e in un certo momento con una certa persona, cosa o idea.

C'è bisogno di studiosi generalisti

2019-05-21   Conoscere   |   Filosofia   |   Scienza   |   Complessità
Gli specialisti nelle varie discipline accademiche hanno dimostrato la loro insufficienza nell'affrontare gli attuali problemi dell'umanità. Abbiamo bisogno di scienziati-filosofi specializzati in complessità generale.

Critica delle domande

2019-05-21   Conoscere
Prima di rispondere ad una domanda, assicuriamoci che sia sensata e basata su presupposti condivisibili.

Scuse per non fare

2019-05-22   Motivazioni
Non fare una cosa perché non si può fare completamente o perfettamente è una scusa tipica dei pigri e degli incapaci.

Il senso del fascismo

2019-05-24   Libertà   |   Politica
A mio avviso, il bisogno di ordine e sicurezza prevale sul bisogno di libertà nella maggior parte della gente. Su questo fatto prospera il fascismo, che cade solo quando non riesce più a garantire l'ordine a causa di insuccessi economici o sconfitte militari.

Siamo tutti criticabili

2019-05-24   Etica   |   Giudicare
Le uniche persone al riparo dalle critiche sono quelle mai nate.

Intelligenza e complessità

2019-05-27   Emozioni e sentimenti   |   Pensare   |   Intelligenza   |   Complessità
Una persona è tanto più intelligente quanto più alto è il grado di complessità dei suoi pensieri e dei suoi sentimenti.

La natura umana (e la mente) in tre triangoli concentrici

2019-05-27   Natura umana   |   Mente
Il diagramma seguente è un sinottico della natura (e della mente) umana. In esso sono rappresentate le forme e le idee fondamentali della vita e della mente (o psiche), cioè le informazioni e gli algoritmi simultanei e concorrenti che determinano il comportamento, i sentimenti e i pensieri di ogni essere umano. Lo scopo del diagramma è aiutare a vedere l'uomo, la società e la natura in modo integrato, olistico, sistemico, complesso, non parziale, non semplicistico e non riduzionistico.



Se gli altri non apprezzano le tue idee...

2019-05-28   Pensare   |   Idee
Se gli altri non apprezzano le tue idee, ci possono essere varie cause, tra cui una o più delle seguenti:

  • Le tue idee sono sbagliate o carenti.

  • Non hai spiegato bene le tue idee.

  • Gli altri non sono abbastanza intelligenti o colti per capirle.

  • Gli altri pensano in modo sbagliato.


Bisogno di disordine

2019-05-28   Piacere e dolore   |   Ordine
Per certe persone, mettere in ordine ciò che è disordinato è fonte di piacere. Per ottenere tale piacere, quelle persone hanno bisogno di situazioni disordinate.

Democrazia e giustizia vs. ordine e sicurezza

2019-05-28   Politica   |   Giustizia   |   Ordine
Inutile offrire solo democrazia e giustizia ad un popolo che chiede solo ordine e sicurezza. Così si perdono le elezioni.

Fatti e notizie

2019-05-29   Conoscere   |   Mente   |   Informazione
Le notizie dipendono dai fatti, e i fatti dalle notizie.

Sull'autovalutazione e la valutazione altrui

2019-05-29   Bisogni   |   Valutare
Ci sono quelli che si sopravvalutano, quelli che si sottovalutano e quelli che si valutano realisticamente. Fin qui possiamo essere tutti d’accordo. Ma se volessimo stabilire un criterio per determinare l’appartenenza di una persona ad uno dei tre gruppi, credo che ci sarebbero opinioni diverse, tra cui una che afferma l’impossibilità di stabilire un criterio generale di valutazione.

Che significa “valutarsi” o "valutare un essere umano"? Come si fa? Rispetto a quali valori e con quale metro?

La mia opinione è che la misura generale del “bene” è la soddisfazione dei bisogni umani propri e altrui, dal momento che, data la nostra interdipendenza, per soddisfare i nostri bisogni abbiamo bisogno della cooperazione altrui, la quale è ottenibile solo se il cooperante può, cooperando, ottenere direttamente o indirettamente la soddisfazione dei bisogni propri.

Di conseguenza, la valutazione generale di una persona X (che può essere anche sé stesso) dovrebbe essere la risposta alla domanda: in quale grado X è capace di soddisfare i propri bisogni e quelli altrui?

Regole d'interazione

2019-05-29   Interagire   |   Condividere
Ogni essere umano è effettivamente o potenzialmente in relazione con ogni altro secondo regole d'interazione più o meno condivise.

Sesso senza impegno

2019-05-29   Interagire   |   Relazioni   |   Amare   |   Sesso
A mio parere, servirsi della prostituzione è la soluzione più facile per chi desidera avere interazioni sessuali senza impegnarsi in relazioni amorose vincolanti.

Sullo statuto mistificato della coscienza

2019-05-30   Natura umana   |   Coscienza
Il testo che segue è un mio riassunto di un articolo di Luigi Anèpeta pubblicato in Nilalienum. (Vedi anche Introduzione a Luigi Anèpeta)

L’uomo ha ancora oggi, normalmente, una visione del mondo naturale, sociale e di se stesso sostanzialmente falsa, incompleta e illusoria. Essa è basata su una mentalità condivisa caratterizzata da convinzioni false e lacunose tramandate attraverso l’educazione e ribadite dalla cultura dominante. Tali convinzioni servono a ridurre la complessità e mutevolezza della realtà in visioni semplificate e stabili, che diano l’illusione di avere un controllo su quello che succede nella propria mente, nella società e nella natura.

La rivoluzione contestataria degli anni 70, che avrebbe dovuto avviare l’umanità verso una maggiore autoconsapevolezza, trasparenza e criticità superando il conformismo di massa, fallì a causa della configurazione ideologico-politica di matrice dichiaratamente marxista che assunse rapidamente, che esprimeva un profondo disprezzo nei confronti della coscienza e del modo di essere normale o normalizzato e la presunzione di potersi ergere a giudici implacabili di un mondo rimasto immerso nelle brume della falsa coscienza. Un tale atteggiamento non poteva che dar luogo ad un netto rigetto del movimento contestatario da parte delle masse.

I presupposti di quella rivoluzione erano tuttavia giusti e lo sono ancora oggi. Meritano pertanto di essere ripresi in considerazione alla luce degli sviluppi più recenti delle scienze umane e sociali e delle neuroscienze.

Le figure che più di altri hanno contribuito a demistificare la cultura del loro tempo sono state Darwin, Marx, Nietzsche e Freud.

Darwin ha ricavato l'evoluzione della specie umana da un meccanismo (la selezione naturale) che assegna ad essa una natura animale e definisce come casuale la sua comparsa; Marx ha scoperto che, nel rapportarsi al mondo storico-sociale, la coscienza umana cede alla suggestione delle ideologie correnti, scambiando l'apparenza per l'essenza delle cose; Freud, oltre ad avere identificato nell'Es un bagaglio pulsionale ancestrale di natura animalesca, ha radicalmente contestato sia la pretesa unità dell'Io sia il senso di padronanza che l'uomo ricava da essa; Nietzsche, infine, ha avanzato il dubbio che i valori più elevati sui quali si fonda la nostra civiltà potrebbero essere semplicemente funzionali ad impedire la selezione sociale e l'evoluzione dell'umanità verso uno stadio più avanzato e autentico.

La coscienza umana si rapporta con tre mondi: l'ambiente naturale, il mondo storico-sociale, all'interno del quale si danno relazioni interpersonali, e il mondo interno, percepito come fondamento della propria identità.

Nel rapporto con l'ambiente naturale, la mistificazione è dovuta essenzialmente ai limiti percettivi e cognitivi della coscienza umana quando essa funziona spontaneamente, vale a dire non riflessivamente. La mistificazione percettiva e cognitiva dell'ambiente naturale può essere superata solo in virtù di uno sforzo che permette all'Io cosciente di sviluppare una concezione scientifica della realtà.

Per quanto riguarda la percezione della società, è importante considerare la presenza di recinti mentali collettivi dovuti soprattutto al fenomeno dell’attenzione selettiva, che ignora tutti i segnali che contraddicono la mentalità acquisita. In virtù dell'attenzione selettiva, ogni individuo giunge a credere che la sua visione del mondo sia corroborata da troppe prove tratte dall'esperienza reale per poter essere messa in discussione. In realtà essa può essere anche del tutto mistificata.

Per quanto riguarda la percezione di se stessi, è importante considerare che la coscienza rappresenta verosimilmente non più del 20% dell'attività mentale complessiva e che l'io cosciente, in nome del suo bisogno supremo di unità, di coesione e di coerenza, adotta meccanismi di repressione e di rimozione nei confronti di tutti gli aspetti interni contraddittori, quindi costruisce un'immagine di sé unitaria che è falsificata.

Tale realtà è riconducibile al fatto che ogni essere umano alberga due nature - l'una sociale, l'altra individuale - sottese da logiche del tutto diverse: la prima infatti assume il soggetto come parte indifferenziata del gruppo cui appartiene e di cui è funzione; l'altra viceversa lo assume come ente distinto da tutti gli altri, unico e irripetibile.

Questa doppia natura è costitutiva della soggettività umana, ma non è facilmente accettata perché ciò richiederebbe la consapevolezza di albergare due "anime" - l'una tendenzialmente socio-centrica, l'altra ego- centrica - la cui interazione non è mai priva di un'intrinseca tensione.

I limiti di una conversazione

2019-05-30   Interagire   |   Comunicazione
Né il tema di una conversazione, né il suo livello di profondità, possono essere imposti ad un interlocutore.

Bisogno di interazioni

2019-05-30   Interagire   |   Bisogni
Ogni essere umano ha bisogno di interagire con un certo numero di altri esseri umani disposti ad interagire con lui secondo certe regole.

Arte e relazioni

2019-05-30   Relazioni   |   Arte
L'arte mostra le relazioni omettendo tutto ciò che non è in relazione con il resto.

Regole d'interazione

2019-05-31   Interagire   |   Apprendere
Il comportamento di un essere vivente è dettato dalle sue abituali modalità di interazione.

Ogni essere vivente interagisce abitualmente con il resto del mondo secondo regole di interazione (cioè preferenze, tendenze, criteri di scelta, logiche, algoritmi) che lo caratterizzano.

Tali regole sono il risultato di apprendimenti (attraverso le proprie esperienze) sulla base di predisposizioni innate.

Quanto più evoluta è una specie biologica, tanto più importanti, complessi e lunghi sono i processi di apprendimento che determinano le particolari regole di interazione di ciascun individuo della specie stessa.

Per interagire produttivamente con un certo essere vivente occorre pertanto conoscere e rispettare le sue regole di interazione (innate e apprese).

Preferenze e identità sociale

2019-05-31   Motivazioni   |   Differenze umane   |   Identità
Dimmi di cosa ti piace parlare e ti dirò chi sei.

Requisiti delle libere relazioni

2019-05-31   Interagire   |   Relazioni
Se vuoi avere una relazione (libera e non forzata) con qualcuno, devi dargli di te un'immagine compatibile con i suoi gusti, i suoi desideri e le sue aspettative.

Inconvenienti dell'autenticità di se stessi

2019-06-01   Relazioni   |   Differenze umane
Uno che esprime sé stesso senza nascondere i propri veri pensieri e sentimenti può entrare in relazione solo con persone affini. Con quelli che hanno idee e/o sentimenti molto diversi avrà rapporti conflittuali. Essere sé stessi significa essere selettivi. Infatti, quanto più si è diversi dagli altri, tanto più è difficile trovare persone con cui entrare in relazione.

Sull'essere "se stessi"

2019-06-01   Interagire   |   Relazioni
"Essere se stessi" non significa nulla. Noi siamo comunque come ci vogliono gli altri, come ci vuole l'Altro generalizzato (per usare un termine di G. H. Mead), l'altro interiorizzato. Senza l'esperienza e l'interazione con gli altri la psiche nemmeno esisterebbe. Il problema è che gli altri non sono tutti uguali.

Ignoranza e sapienza

2019-06-01   Conoscere   |   Saggezza
Quanto più uno è ignorante, tanto più si crede sapiente.

Integrazione sociale e condivisione dell'ignoranza

2019-06-01   Relazioni   |   Società   |   Solitudine
La società è strutturata in gruppi di persone che condividono lo stesso livello di sapienza (ovvero di ignoranza).

Sapienza e ignoranza sono le due facce d‘una stessa moneta, dal momento che non esiste una perfetta sapienza né una perfetta ignoranza. Ognuno di noi è infatti parzialmente sapiente e parzialmente ignorante.

Purtroppo non siamo tutti ugualmente ignoranti né ugualmente sapienti. Le differenze in tal senso sono causa di conflitti e solitudine, dal momento che normalmente l'ignoranza è direttamente proporzionale alla presunzione di sapienza. Infatti, quanto più uno è ignorante, tanto più si crede sapiente.

Per interagire con una persona alla pari è necessario porsi allo stesso livello di sapienza (ovvero di ignoranza). Pertanto chi desidera aumentare il livello della sua sapienza ed esprimerla liberamente è costretto ad emigrare in un gruppo compatibile con il livello da lui desiderato o raggiunto.

In sintesi, la condivisione dell'ignoranza favorisce la compagnia, mentre la sapienza non condivisa è causa di solitudine. Pertanto, chi cerca di diventare più sapiente del prossimo è condannato alla solitudine o a cambiare compagnia.

Bisogno di relazioni

2019-06-01   Interagire   |   Relazioni
Un'interazione umana deve avvenire nell'ambito di una relazione, deve cioè rispettare le regole di un certo tipo di relazione convenuto tra le parti. Altrimenti l'interazione è violenta. La relazione deve dunque precedere l'interazione.

Dato che l'uomo ha bisogno di interagire con altri umani, egli ha di conseguenza bisogno di stabilire relazioni adeguate alle interazioni desiderate.

Libero arbitrio e relazioni

2019-06-02   Interagire   |   Libertà   |   Relazioni   |   Libero arbitrio
Il libero arbitrio consiste nello scegliere con chi/cosa interagire e con quali regole, limiti e libertà, ovvero conformemente a quale tipo di relazione.

Rinnovare il passato

2019-06-03   Relazioni   |   Tempo
Il passato è definitivamente trascorso e non può essere cambiato. Tuttavia possiamo sempre vederlo, valutarlo, usarlo, spiegarlo, raccontarlo, comprenderlo e interagire con esso in modi nuovi.

Problemi e distrazioni

2019-06-03   Piacere e dolore   |   Mente
Ci sono persone che, non riuscendo a capire né a risolvere i loro problemi e non sopportandone il peso, se ne distraggono frequentemente mediante viaggi, conversazioni, letture e spettacoli divertenti.

Arte della sottrazione

2019-06-03   Relazioni   |   Arte
L'arte della sottrazione consiste nel togliere o nascondere, in un contesto, tutto ciò che non è in una relazione essenziale con il resto. Ciò che rimane è l'opera d'arte.

Rimozione dei bisogni insoddisfatti

2019-06-03   Bisogni   |   Piacere e dolore
I bisogni causano piacere quando vengono soddisfatti, dolore quando vengono frustrati. Quando un bisogno viene frustrato per un tempo eccessivamente lungo, la psiche lo rimuove automaticamente e involontariamente per limitare la sofferenza ad esso associata.

La rimozione di un bisogno comporta la rinuncia alla sua futura soddisfazione e al relativo piacere.

Rimettere in gioco un bisogno rimosso è difficile, se non impossibile, e dipende dal caso, allorché questo ne permette la soddisfazione pur non essendo più desiderata.

Bisogno di nuove ideologie

2019-06-03   Filosofia   |   Motivazioni   |   Società   |   Cambiare
A causa dei disastri causati da certe ideologie, ogni quasi tutti pensano che le ideologie siano un male da evitare senza distinzioni. Infatti oggi non ci sono più nuove ideologie, e quelle vecchie hanno perso la loro spinta innovativa.

Questa carenza di ideologie sta rendendo la gente indifferente ai problemi comuni e demotivata a fare qualcosa per risolverli. Per migliorare la società, ovvero il nostro benessere fisico e psichico, a mio parere abbiamo bisogno di nuove ideologie, più complesse, realistiche, intelligenti e prudenti di quelle passate, capaci di unire e mobilitare cospicui gruppi di persone.

Bisogni e relazioni

2019-06-04   Interagire   |   Bisogni   |   Sistemica   |   Relazioni
Le relazioni tra esseri viventi sono causate, cioè motivate, dai bisogni, nel senso che servono a soddisfare i rispettivi bisogni (individuali, di gruppo e di specie).

Il collegamento tra bisogni e relazioni è tuttavia indiretto, in quanto avviene attraverso gli apparati biologici, i sentimenti, le cognizioni (consce e inconsce), l'interdipendenza con gli altri esseri viventi, la cooperazione, la competizione, le transazioni, le interazioni e gli algoritmi di comportamento.

Tutte queste cose sono collegate in modi sistemici e complessi e tuttavia comprensibili (scientificamente o intuitivamente) per un essere umano, se la sua mente non fosse ostaggio di superstizioni e mistificazioni tramandate dagli anziani ai giovani o inventate per semplicismo, cioè per soddisfare il nostro bisogno di semplicità.

Collegamenti e isolamenti neurali e logici

2019-06-04   Sistemica   |   Logica   |   Creatività   |   Cervello
Il sistema nervoso umano è un'immensa rete che collega migliaia di miliardi di neuroni, ovvero una enorme quantità di idee. Tuttavia alcune zone di tale sistema non sono collegate, cioè non si attivano mai simultaneamente, col risultato che sono mutuamente escluse dall'attenzione.

Ciò può essere dovuto a inibizioni post-traumatiche, a proibizioni moralistiche o ad abitudini alla separazione (di contesti, ambiti, categorie, temi, discipline ecc.) apprese in ambienti didattici.

Essere mentalmente liberi e creativi significa non avere preclusioni nei collegamenti neurali, ovvero essere in grado di collegare (logicamente, causalmente, esteticamente ecc.) tutto con tutto, cioè ogni idea con qualsiasi altra, se ciò può rivelarsi utile o piacevole.

Filosofia nei romanzi

2019-06-04   Filosofia   |   Letteratura
Ciò che il filosofo non osa dire in quanto politicamente scorretto, il “romanziere filosofo” lo fa dire a qualche suo personaggio, senza precisare se certe espressioni corrispondono alle opinioni dell’autore.

Opere d'arte e di letteratura che dividono

2019-06-04   Arte   |   Letteratura
Un'opera d'atre o di letteratura non è per tutti. Ogni autore ha il suo pubblico, più o meno raffinato, più o meno intelligente e più o meno interessato a certe tematiche.

Cos'hanno i geni di diverso dagli altri

2019-06-04   Mente   |   Sistemica   |   Creatività
Io suppongo che i geni non siano costituzionalmente diversi dagli altri, ma che in essi siano venute meno, per cause fortuite, certe inibizioni del pensiero che impediscono a certe idee di collegarsi con certe altre.

Cristianesimo e schizofrenia

2019-06-05   Religione   |   Etica   |   Psicopatia
Nella religione cristiana si può peccare non solo con le azioni, ma anche con i pensieri, con i desideri e perfino con i sentimenti, ovvero anche senza volerlo. Idea geniale per impadronirsi delle menti dei fedeli e diffondere la schizofrenia.

La psiche: cos'è e a che serve

2019-06-05   Bisogni   |   Mente   |   Sistemica   |   Relazioni   |   Motivazioni
La psiche è un sistema di algoritmi autoapprendenti e concorrenti che gestiscono le relazioni e le interazioni tra la propria persona e il resto del mondo allo scopo di soddisfare i bisogni (innati e acquisiti) della persona stessa.

L'arte di pensare in modo costruttivo

2019-06-05   Conoscere   |   Pensare   |   Criticare
Pensare in modo costruttivo è un'arte che si può imparare a condizione di mettere in discussione il proprio modo di pensare.

Libertà e relazioni

2019-06-05   Libertà   |   Relazioni
Molte relazioni umane non si realizzano o falliscono perché una (o ciascuna) delle parti si aspetta dall'altra ciò che l'altra non è disposta a concedere, specialmente per quanto riguarda le rispettive libertà. Infatti ogni relazione comporta qualche limitazione delle libertà delle parti.

Critica del presente

2019-06-06   Giudicare   |   Cambiare   |   Criticare
Se vogliamo un futuro migliore, dobbiamo imparare a criticare il presente.

Siamo tutti condannati a morte

2019-06-07   Morte   |   Natura
La natura ci ha condannato tutti a morte ma non ha stabilito i giorni delle esecuzioni.

Relazioni e interazioni

2019-06-07   Interagire   |   Relazioni
Relazioni e interazioni, nient'altro che relazioni e interazioni!

Chi sceglie le esperienze che faremo?

2019-06-07   Scegliere   |   Apprendere   |   Autogoverno
Siamo quasi tutti abituati a farci istruire e stimolare dagli altri, ad ascoltare ciò che trasmette la radio, a vedere ciò che trasmette la TV, a comprare ciò che la pubblicità ci invita a comprare, illudendoci di scegliere tali esperienze. Tuttavia la nostra scelta è limitata a poche opzioni stabilite da altri: possiamo infatti scegliere la stazione radio o il canale TV su cui sintonizzarci, un particolare prodotto fra i tanti pubblicizzati, il giornale o la rivista da leggere tra quelli a cui abbiamo accesso, il social network da frequentare tra quelli che conosciamo ecc.

Una volta effettuata la nostra limitata scelta, subiamo quella di chi gestisce la stazione radio o il canale TV, il giornale, la rivista, il social network ecc, che è molto più ampia e significativa della nostra, con il risultato che saranno altri, a loro scelta, a “scrivere” nella nostra mente, ovvero a programmarla, a determinare l’esperienza che faremo.

L’uomo ha tuttavia (se lo vuole) la facoltà di scegliere a quali stimoli ed esperienze sottoporsi, cioè cosa vedere, cosa ascoltare, cosa leggere ecc. indipendentemente dalle offerte in tal senso che riceve dai mass media.

Si tratta di stabilire cosa si vuole “ricevere” e di andarlo a cercare attivamente, cosa oggi facilitata dai motori di ricerca di Internet. Attualmente è possibile “trovare” (e accedere spesso gratuitamente a) un’infinità di materiale multimediale, cioè testi, immagini, audio, video, podcast di trasmissioni radio e TV già andate in onda, per la propria istruzione e/o il proprio divertimento, selezionabili per titolo, autore, argomento, data, lingua ecc.

Nonostante le innumerevoli opzioni offerte dalla telematica, molti preferiscono che siano altri (pubblicitari, editori, redattori, algoritmi) a scegliere le esperienze mediatiche che faranno. Questo è un effetto del conformismo, che scoraggia le persone a fare cose che altri non fanno, e li spinge a seguire il “main stream” per restare “al corrente” di ciò che succede nella società.

Prendiamo ad esempio l’apprendimento scolastico. E’ la scuola che sceglie ciò che dobbiamo imparare; noi possiamo solo scegliere il tipo di scuola e in certi casi l’insegnante. Diverso è il caso dell’autodidatta, che sceglie non solo la materia di suo interesse, ma anche i testi, o le parti di esso, da leggere o studiare, secondo inclinazioni, gusti e motivazioni personali.

Io credo che se vogliamo imparare ad autogovernarci e a vivere secondo i nostri bisogni e desideri prima che quelli altrui, dovremmo abituarci a scegliere da chi e cosa farci istruire e stimolare, anziché far scegliere a persone o ad algoritmi che nemmeno ci conoscono e che seguono i loro interessi, non necessariamente coincidenti con i nostri.

Sulla conservazione della cultura

2019-06-07   Cambiare   |   Cultura
Ogni cultura contiene norme che servono a conservarla, cioè a impedire che possa essere cambiata.

Imparare a domandare e a capire le risposte

2019-06-08   Conoscere
Ci hanno insegnato come rispondere a certe domande, non a farle, e così ci hanno tagliato le ali.

Saper domandare, infatti, è più importante che conoscere le risposte.

Importante è anche imparare che ogni risposta fa riferimento a presupposti che non vengono quasi mai citati, sebbene siano più importanti della risposta stessa in quanto permettono di capirne il senso.

A fronte di una certa domanda o risposta, è dunque bene domandarsi, ed eventualmente domandare all'interlocutore, quali siano i presupposti della domanda o risposta stessa.

Sulla separazione tra scienza e filosofia

2019-06-08   Etica   |   Filosofia   |   Scienza
La definitiva separazione tra filosofia e scienza, intervenuta a partire dal secolo XVII, ha creato scienziati senza etica e filosofi senza pratica.

Doppi vincoli e (in)capacità critica

2019-06-10   Mente   |   Criticare   |   Doppio vincolo
Per risolvere i quotidiani doppi vincoli della nostra civiltà, molti ricorrono all'autoinibizione (inconscia) della propria capacità critica.

Utilità della verità

2019-06-10   Verità   |   Pragmatismo
Una verità che non serve a niente è inutile.

Topologia e opzioni della coscienza (metacoscienza)

2019-06-10   Coscienza
La coscienza può essere cosciente di varie cose, inclusa se stessa. Possiamo cioè supporre che la coscienza abbia degli “oggetti” che vengono da essa presi in considerazione di volta in volta, uno, o pochi, alla volta.

Detto ciò, possiamo chiederci se la coscienza sia volontaria o involontaria, e il buon senso ci dice che la essa è involontaria e volontaria allo stesso tempo, ovvero che ha una componente involontaria e una volontaria. Il libero arbitrio, ammesso che esista, può essere dunque usato per “condizionare” la coscienza, ovvero per decidere, scegliere quali oggetti vogliamo che la coscienza prenda in considerazione in un certo momento, supponendo che il nostro benessere dipende (anche) dai particolari oggetti presi in considerazione dalla nostra coscienza nei vari momenti della nostra vita.

Da quanto detto sopra, possiamo affermare che esistono almeno due livelli di coscienza: il livello di base, o “coscienza” tout court, e la “metacoscienza”, ovvero la coscienza della propria coscienza. E credo che sia corretto affermare che la componente volontaria della coscienza riguardi solo la “metacoscienza”.

La metacoscienza presuppone la capacità e l’esercizio del “pensiero cosciente”, ovvero l’essere coscienti dei propri pensieri, come se leggessimo e valutassimo i pensieri di qualcun altro, ovvero con un certo distacco e una certa distanza da essi.

Volendo esercitare il libero arbitrio rispetto alla nostra coscienza, è necessario avere una serie di opzioni, cioè di “cose” (idee, oggetti, immagini ecc.) a cui pensare, ovvero di cui essere coscienti. Infatti “scegliere” significa decidere quale opzione prendere tra un certo numero di opzioni disponibili (in generale, non ci può essere scelta senza opzioni).

A questo punto possiamo parlare di “topologia della coscienza” intendendo una mappa mentale in cui sono presenti un certo numero di opzioni di pensiero, ovvero di oggetti di coscienza.

La seguente figura è un esempio di mappa decisionale per la metacoscienza. Essa può essere utile per risolvere i "doppi vincoli" ovvero i conflitti tra motivazioni antitetiche, dove la soddisfazione di una motivazione implica la frustrazione di un'altra.



A chi/cosa dobbiamo la nostra esistenza

2019-06-10   Vita   |   Biologia
Noi dobbiamo la nostra esistenza innanzitutto al DNA e alla biosfera. Senza di essi non saremmo mai nati né avremmo mai vissuto.

Umorismo e doppio vincolo

2019-06-12   Umorismo   |   Doppio vincolo
L'umorismo ha a che fare con il doppio vincolo. L'effetto umoristico si ha quando un doppio vincolo si risolve improvvisamente nel senso più gradevole per l'osservatore.

Fuga dalla realtà

2019-06-12   Conoscere   |   Felicità   |   Psicopatia   |   Doppio vincolo
Contraddizioni, incongruenze, delusioni, illusioni, inganni, doppi vincoli e indecisioni ci rendono infelici. Per evitare il dolore che sentiremmo affrontando tali contrasti, le nostre menti perdono la capacità critica, il senso della misura e il senso della realtà, fino a rendere invisibili i contrasti stessi.

Promesse di (in)felicità

2019-06-12   Felicità   |   Doppio vincolo
Se fai x sarai felice.
Se fai y sarai infelice.
Se non fai j sarai felice.
Se non fai k sarai infelice.
A volte x, y, j e k sono la stessa cosa e in tali casi si determina ciò che Gregory Bateson chiamava "doppio vincolo", ovvero un fattore della schizofrenia.

Cause della crisi

2019-06-12   Mente   |   Psicologia   |   Causalità
Io credo che l'attuale crisi politico-economico-ecologico-sociale di cui si tanto discute per lo più inutilmente abbia cause complesse e sistemiche, non lineari ma circolari, e tra i tanti fattori che la causano il più importante sia quello di cui meno si discute, ovvero il funzionamento della mente umana.

Ciò è forse dovuto al fatto che non c'è ancora una convincente teoria psicologica condivisa dagli studiosi di scienze umane e sociali, e molte "psicologie" sono carenti, false, fuorvianti, e presuntuose (pretendono infatti di essere sufficienti a spiegare l'essenziale, mentre spiegano, nel migliore dei casi, solo alcune parti del "sistema").

Noi umani dobbiamo ancora imparare a conoscerci e soprattutto a pensare, ma crediamo di conoscerci abbastanza e di saper pensare come e quanto basta. Di questo mi piacerebbe parlare, ma sono rare le persone che condividono questo mio desiderio.

Realtà e fantasia

2019-06-12   Conoscere   |   Immaginazione
Quando la realtà è troppo difficile da affrontare ci si rifugia nella fantasia.

Sull'interdipendenza umana

2019-06-12   Interagire   |   Bisogni   |   Relazioni
Un essere umano non può ignorare gli altri, perché dipende da loro. Può scegliere le persone con cui interagire, ma non può fare a meno di interagire con qualcuno, né può ignorare le esigenze delle persone con cui interagisce. Il suo comportamento è dunque un compromesso tra le proprie esigenze e quelle delle persone con cui ha scelto di interagire o con cui è costretto a farlo.

Di chi ci si può fidare?

2019-06-12   Inganno   |   Fede
Ogni messaggio che riceviamo può essere parzialmente o totalmente falso e avere motivazioni nascoste a favore di chi lo emette e a nostro sfavore. Non ci possiamo fidare totalmente di nessuno, nemmeno di noi stessi.

Senso e nonsenso

2019-06-12   Conoscere
Anche il nonsenso ha un senso.

Condivisione di sentimenti

2019-06-12   Interagire   |   Piacere e dolore   |   Emozioni e sentimenti   |   Relazioni   |   Amare
Ogni umano desidera condividere i propri sentimenti con quante più persone possibile. Questo vale per ogni tipo di sentimento: gioia, sofferenza, amore, odio, apprezzamento, disprezzo, interesse, disinteresse ecc.

Il bene e il male che gli umani si scambiano

2019-06-13   Interagire   |   Bisogni   |   Etica
Dagli altri ci arriva sia il bene che il male, in modi spesso intricati, sofisticati, nascosti, falsi e mistificati.

Anche da una stessa persona, anche da quella a noi più cara, ci possiamo aspettare sia il bene che il male in varie forme, ed è importante riconoscere e distinguere le due qualità nelle relazioni e nelle interazioni.

Assecondare gli altri può comportare direttamente o indirettamente la soddisfazione e/o la frustrazione dei nostri bisogni e desideri, così come noi possiamo contribuire direttamente o indirettamente alla soddisfazione e/o alla frustrazione dei bisogni e desideri altrui.

Tutto ciò è dovuto all'interdipendenza umana, al bisogno di cooperazione e all'istinto di competizione.

Ogni umano ha qualcosa di buono e qualcosa di cattivo da darci. Non dobbiamo fare l'errore di vedere in una persona, in un gruppo, in noi stessi, solo il bene o solo il male.

L'arte di vivere consiste nel gestire i rapporti con gli altri in modo da ottenere da essi il maggior bene e il minor male possibile.

Nulla è irrazionale

2019-06-13   Ragionare   |   Logica
Anche l'irrazionale ha una logica. E ogni logica è razionale. In altre parole, l'irrazionale non esiste. Tutto è razionale, anche ciò che troviamo assurdo perché non riusciamo a capirne il senso o le cause. Ciò che chiamiamo irrazionale è qualcosa che segue una logica diversa dalla nostra e che non riusciamo a capire.

Religioni e spiriti

2019-06-14   Religione   |   Spiritualità
La visione religiosa del mondo comporta il credere nell'esistenza e nella ingerenza (nella vita propria e altrui) di entità "spirituali" (che possiamo chiamare semplicemente "spiriti").

Con l'aggettivo spirituale si intendono una serie di qualità trascendenti e misteriose. Infatti gli spiriti sono immateriali, invisibili, non misurabili, liberi da qualsiasi vincolo e dotati di forme, capacità e intenzionalità non soggette alle leggi della fisica né a quelle della biologia.

Gli spiriti sono infatti immortali, invulnerabili, onniscienti e onnipotenti. Essi vengono normalmente invocati e usati come cause dei fenomeni naturali quando per essi non si trovano spiegazioni  realistiche, logiche e razionali.

La spiegazione "spirituale" degli eventi normalmente esclude che il caso abbia un ruolo determinante in ciò che avviene nel mondo. Essa infatti attribuisce allo spirito eventi che la scienza attribuisce al caso.

Gli spiriti sono dunque agenti magici e/o divini che vengono considerati non solo come cause di ciò che avviene, ma anche come principi finalistici. Essi, infatti, impongono agli esseri umani dei fini da raggiungere e delle trappole da evitare, con pene per chi non riesce ad evitarle. In altre parole, chi crede negli spiriti suppone che lo scopo della sua vita sia quello di obbedire alle volontà e ai desideri degli spiriti stessi, per non incorrere nelle loro punizioni in caso di disobbedienza (ed eventualmente essere da loro premiati per la loro obbedienza).

Le religioni si distinguono, tra l'altro, per il numero di spiriti che vengono contemplati. Nelle religioni monoteiste lo spirito è uno solo anche se può servirsi di spiriti secondari (in qualità di dipendenti o intermediari). Nelle religioni politeiste gli spiriti sono molteplici, indipendenti e spesso in guerra tra loro.

Felicità e tempo

2019-06-14   Felicità   |   Tempo
Una felicità presente ci fa dimenticare tante infelicità passate.

False motivazioni

2019-06-14   Interagire   |   Motivazioni   |   Autoinganno   |   Mistificazione
Gli esseri umani sentono il bisogno "etico" di giustificare il loro comportamento rispetto agli altri, e lo fanno normalmente falsificando, mistificando o nascondendo le loro vere motivazioni, essendo queste quasi sempre politicamente scorrette.

Cos'è la realtà

2019-06-15   Interagire   |   Conoscere   |   Bisogni   |   Relazioni
La realtà è un insieme di relazioni e interazioni più o meno favorevoli alla soddisfazione dei bisogni e dei desideri degli esseri viventi interagenti.

Influenza reciproca tra conscio e inconscio

2019-06-15   Bisogni   |   Inconscio   |   Coscienza
Se l'inconscio di una persona è mal formato, spesso lo è anche il suo conscio. Penso infatti che l'io cosciente e l'inconscio si influenzino reciprocamente nel bene e nel male.

D'altra parte, a mio avviso, la maggior parte della gente non sa pensare in modo efficace ed efficiente per soddisfare al meglio i propri bisogni, dato che questi, quando sono politicamente scorretti, sono spesso rimossi nell'inconscio.

Relazioni e interazioni tra conscio e inconscio

2019-06-15   Mente   |   Inconscio   |   Coscienza
Conscio e inconscio sono interdipendenti e si influenzano reciprocamente.


Relazioni e interazioni

2019-06-16   Interagire   |   Relazioni
Le interazioni dipendono dalle relazioni e le relazioni dipendono dalle interazioni.

Realtà personale vs. realtà comuni

2019-06-17   Interagire   |   Conoscere   |   Relazioni   |   Percezione
Per ogni essere umano esistono tante diverse realtà: una personale e tante comuni, una per ogni altro umano.

La realtà personale (costituita dalle proprie esperienze) può essere condivisa con altri solo in piccola parte e in modi imprevedibili; quelle comuni (costituite da convenzioni culturali bilaterali) sono condivise a coppie.

Ogni realtà ha qualcosa di simile e qualcosa di diverso rispetto alle altre, per cui ci sono realtà molto simili e altre molto diverse tra loro. Solo la parte simile viene condivisa. Infatti ci sono coppie di persone che condividono molti aspetti delle varie realtà e altre che ne condividono pochi.

Ogni essere umano passa continuamente da una realtà ad un'altra, a seconda della persona verso la quale la sua attenzione è rivolta.

Infatti, per poter interagire con una persona in modo non violento, occorre condividere una comune realtà alla quale fare riferimento nel pensiero e nella comunicazione.

Subire vs. determinare il nostro futuro

2019-06-17   Conoscere   |   Cambiare   |   Futuro
Dobbiamo scegliere se subire un futuro che altri decideranno, oppure esserne decisori e attori. Nel secondo caso dobbiamo cambiare mentalità, ovvero modi di pensare, a cominciare da noi stessi. Ma chi di noi pensa di pensare in modo inadeguato? Quasi nessuno, quindi il futuro lo subiremo.

La rivoluzione, quando ci sarà, consisterà nel rivoluzionare il nostro modo di pensare.

Non vedo un futuro nel senso che non riesco a prevederlo, ma arriverà e non sappiamo chi ci guadagnerà e chi ci perderà. Ci saranno morti, feriti e beneficiati.

Investigare la natura umana, a mio parere, è la cosa più importante da fare se vogliamo cambiare e determinare il nostro futuro. Ma dobbiamo farlo allo scopo di cambiare il nostro personale modo di pensare, per renderlo più adeguato alla realtà.

Prendiamo ad esempio la domanda "come interagirò con le persone che incontrerò?" Nessuno si fa domande del genere, nessuno mette in discussione il suo modo di interagire o di pensare. Se fossimo obbligati a rispondere a tale domanda, quasi tutti risponderebbero "come al solito, spontaneamente". E così non cambieremo nulla, ma subiremo i cambiamenti determinati dal caso, dalla natura e/o da altri.

Per prevedere il futuro è necessario conoscere il presente. Ma cosa vuol dire conoscere? Come si fa a conoscere? Con quale epistemologia? Con quali concetti? Con quali presupposti? Chi può dire di conoscersi? E come si può conoscere se stessi se non si conosce la natura umana in generale?

Ognuno "conosce" a suo modo, ma ciò che "conosce" è solo una personale e abbreviata "versione" della realtà, più o meno utile ai propri fini, e per ridurre la propria angoscia esistenziale.

Non si può conoscere il particolare se non rispetto al generale, non si può conoscere il dettaglio se non rispetto all'insieme.

E allora cerchiamo prima di tutto di conoscere la natura umana in generale, rinunciando alla presunzione di conoscerla già abbastanza. Solo dopo potremo conoscere noi stessi e agire in modo adeguato per un futuro migliore.

Ognuno può cambiare la propria vita attraverso le esperienze, lo studio, la psicoterapia ecc., ma in che misura un individuo può determinare cambiamenti nella società in cui vive? Poco o niente, a meno che non si formino movimenti di persone unite da ideali intellettuali o morali comuni. Oggi tali ideali non ci sono, o sono poco diffusi, ognuno ha una cultura e un'etica fai-da-te, e per questo subiremo il futuro, non lo determineremo.

Critica delle mie idee

2019-06-17   Giudicare   |   Criticare   |   Idee
Succede raramente che le mie idee vengano criticate, spesso che vengano ignorate o fraintese. Quando qualcuno mi critica è più per ciò che non dico, non vedo, non sento o non capisco, che per ciò che dico.

Conservatori e progressisti

2019-06-18   Conoscere   |   Politica   |   Cambiare
Io divido le persone (anche) nelle seguenti quattro categorie:

  • conservatori attivi

  • conservatori passivi

  • progressisti passivi

  • progressisti attivi

E divido i conservatori attivi e i progressisti attivi nelle seguenti tre categorie:

  • quelli che studiano

  • quelli che insegnano

  • quelli che fanno

Io mi considero un progressista che studia.

E voi come vi considerate rispetto a tale paradigma?

Ignoranza ignorata

2019-06-18   Conoscere   |   Società   |   Cambiare   |   Apprendere
La società è in uno stato miserabile soprattutto a causa dell'ignoranza della maggior parte dei suoi membri, che non riescono ad adattarsi ai cambiamenti che li riguardano.

Siamo tutti ignoranti, chi più chi meno, specialmente quelli che credono di non esserlo. Se non riconosciamo questa realtà e non cerchiamo di porvi rimedio continueremo a fare discorsi inutili e a subire il futuro, restando incapaci di determinarlo.

Socrate diceva "so di non sapere", ma non credo che lo pensasse realmente. Noi dovremmo partire dal sincero riconoscimento della nostra fondamentale ignoranza, malgrado tutto quello che ci viene insegnato dalle università.

Ciò che abbiamo imparato dai canali ufficiali serve più che altro a conservare lo status quo e a competere, non a migliorare la società e le relazioni umane.

Sulla nostalgia del passato

2019-06-18   Conoscere   |   Pensare   |   Tempo
Fare confronti (per di più nostalgici) col passato è fuori luogo perché anche solo venti anni fa le condizioni di vita erano diversissime da quelle attuali. Oggi abbiamo bisogno di nuove idee, quelle del passato non funzionano più. Ma quasi tutti cercano di valorizzare ciò che hanno imparato senza capire che si tratta di monete per lo più fuori corso.

Capire e piacere

2019-06-18   Conoscere   |   Piacere e dolore
Spesso, se non vediamo o non capiamo una cosa, è solo perché non ci piace.

Influenza della reputazione

2019-06-19   Giudicare   |   Valutare   |   Criticare   |   Valenza sociale
Nel giudicare la verità e il valore di un discorso siamo normalmente influenzati dalla reputazione dell'oratore e dell'autore.

Verità pericolose

2019-06-19   Natura umana   |   Verità   |   Società   |   Gerarchia
Una verità che riguarda uno o più esseri umani particolari può essere pericolosa sia per le persone affette da essa, sia per i suoi portatori. Il pericolo è dovuto al fatto che una certa verità può contenere implicitamente o esplicitamente un giudizio di valore, o esporre fatti che possono dar luogo a giudizi di valore, i quali possono essere più o meno favorevoli a certe persone.

Una persona affetta da un giudizio di valore negativo risultante da una certa verità sfavorevole può reagire in modo più o meno ostile nei confronti di chi è portatore di quella verità, oppure può negarla diffamandone in tal modo i portatori come ignoranti o bugiardi.

Tutto ciò avviene immancabilmente quando si parla di natura umana. Infatti, descrivendo il funzionamento dell’uomo, cioè le “vere” motivazioni del suo comportamento, è difficile che qualcuno non si senta giudicato “difettoso” o “inferiore” in qualche modo, dato che la società umana è ancora oggi in una situazione miserabile per “colpa” (ovvero per malvagità e/o incapacità) della maggioranza dei suoi membri.

Bisogna pertanto essere molto cauti nella narrazione di verità che riguardano la natura umana, perché più è vero e completo ciò che viene detto sull’uomo in generale, più persone saranno implicitamente giudicate e considerate responsabili dei mali della società.

Per questo motivo così poche persone sono interessate allo studio della natura umana.

Paura della verità

2019-06-19   Giudicare   |   Verità   |   Paura
La verità ci giudica. Per questo la temiamo.

Il tabù della verità

2019-06-19   Verità   |   Falsità
La verità è pericolosa. Per questo la falsità è così popolare.

Amore e timore nel sacro

2019-06-19   Religione   |   Amare   |   Paura   |   Sacralità   |   Obbedienza
Amore e timore si confondono nel sacro: l'amore per ciò che allontana la paura.

Il sacro è come il genitore che ama e premia i figli che lo amano e gli obbediscono, e odia e punisce in modi terribili quelli che non lo amano e non gli obbediscono.

Contagio culturale

2019-06-19   Cultura
La cultura è contagiosa, nel bene e nel male.

Gusti che ci disturbano

2019-06-19   Piacere e dolore   |   Motivazioni
Vorremmo che tutti avessero i nostri stessi gusti. I gusti altrui, quando sono diversi dai nostri, ci disturbano.

Verità e guerra

2019-06-20   Confliggere   |   Verità
Chi cerca la verità ottiene la guerra, perché la verità ha tanti nemici.

Antipatia dell'intelligenza

2019-06-20   Emozioni e sentimenti   |   Intelligenza   |   Gerarchia
Un modo sicuro per rendersi antipatici a qualcuno è dimostrare di avere un'intelligenza maggiore della sua.

Pace e verità

2019-06-20   Interagire   |   Etica   |   Relazioni
Per stare in pace con gli altri non basta tollerare i loro difetti. È necessario non vederli.

Cecità ai difetti

2019-06-20   Etica   |   Intelligenza
Chi non vede i difetti altrui non vede nemmeno i propri.

False verità che nascondono quelle vere

2019-06-20   Interagire   |   Conoscere   |   Verità
Quante falsità e sciocchezze si dicono per negare e nascondere l'ignoranza, l'egoismo, la sopraffazione e la violenza!

Desiderio segreto

2019-06-21   Interagire   |   Motivazioni
Ciò che segretamente ogni umano desidera è avere potere, dominio, controllo, influenza sugli altri.

Importanza dell'approvazione e dell'ammirazione

2019-06-21   Interagire   |   Giudicare   |   Valutare   |   Valenza sociale
Io sono felice quando gli altri mi dimostrano approvazione e ammirazione, infelice quando gli altri mi ignorano o mi dimostrano disapprovazione o disprezzo. Credo che questa disposizione d'animo sia comune alla maggior parte degli esseri umani. È così anche per voi?

Presupposti della comprensione

2019-06-21   Comprendere
Se non capiamo un discorso forse è perché esso ne presuppone altri che non conosciamo o che non condividiamo.

Comprendere il falso

2019-06-21   Comprendere   |   Falsità
A volte non riusciamo a capire un discorso semplicemente perché è falso. Non comprendere una falsità ci salva dall'essere ingannati e dal propagare l'inganno.

Studiare lo studioso e lo studiare

2019-06-21   Conoscere   |   Natura umana
Lo studioso della natura umana deve studiare anche se stesso e il suo studiare.

Amore e rispetto sono condizionati

2019-06-21   Interagire   |   Emozioni e sentimenti   |   Relazioni
Per essere amati e rispettati bisogna fare qualcosa per meritarlo, fare in modo che l'altro ci ami e ci rispetti, indurlo ad amarci e rispettarci, influenzarlo in tal senso. Amore e rispetto non sono gratuiti né incondizionati.

Il doppio vincolo secondo René Girard

2019-06-21   Doppio vincolo   |   Mimesi
... Lungi dall'essere riservato a taluni casi patologici, come pensano gli psicologi americani che lo hanno messo in rilievo, il "double bind" [doppio vincolo], il doppio imperativo contraddittorio, o piuttosto il reticolo di imperativi contraddittori in cui gli uomini non cessano di rinchiudersi vicendevolmente, deve apparirci come un fenomeno estremamente banale, il più banale di tutti forse, e il fondamento stesso di tutti i rapporti tra gli uomini.

Gli psicologi ai quali abbiamo fatto allusione hanno perfettamente ragione di pensare che nei casi in cui il bambino è esposto al "double bind", i suoi effetti su di lui saranno particolarmente disastrosi. Qui sono tutti gli adulti, cominciando dal padre e dalla madre, sono tutte le voci della cultura, perlomeno nella nostra società, che ripetono su tutti i toni «imitaci », «imitami», «sono io a possedere il segreto della vita vera, dell'essere autentico...». Più il bambino è attento a quelle seducenti parole, più è pronto e ansioso di seguire i suggerimenti che gli vengono da ogni dove e più disastrose saranno le conseguenze degli scontri che non mancheranno di verificarsi. Il bambino non dispone di nessun punto di riferimento, di nessuna distanza, di nessuna base di giudizio che gli permetterebbe di ricusare l'autorità di quei modelli. Il "no" che essi gli rimandano risuona come una terribile condanna. Su di lui pesa una vera scomunica. Tutto l'orientamento dei suoi desideri, cioè la selezione futura dei modelli, ne sarà colpito. È la sua personalità definitiva ad essere in gioco.

Se il desiderio è libero di fissarsi dove vuole, la sua natura mimetica lo trascinerà quasi sempre nell'"impasse" del "double bind". La libera "mimesis" si getta ciecamente sull'ostacolo di un desiderio concorrente; genera il proprio fallimento e questo, di rimando, rafforzerà la tendenza mimetica. C'è qui un processo che si nutre di se stesso, che va sempre più esasperandosi e semplificandosi. Ogniqualvolta il discepolo crede di trovare l'essere davanti a sé, si sforza di raggiungerlo desiderando quel che l'altro gli indica; e ogni volta incontra la violenza del desiderio che gli sta di fronte. Con sintesi ad un tempo logica e delirante, deve presto convincersi che la violenza stessa è il segno più sicuro dell'essere che sempre lo elude. La violenza e il desiderio sono ormai collegati l'una all'altro. Il soggetto non può subire la prima senza veder risvegliarsi il secondo. [...]

[René Girard, "La violenza e il sacro" - Ed. Adelphi - pagine 206-208]

Distanza sociale (legame) di sicurezza e di compromesso

2019-06-22   Bisogni   |   Relazioni
Gli esseri umani hanno geneticamente bisogno gli uni degli altri e per questo tendono a controllarsi e dominarsi reciprocamente. Al tempo stesso, nessuno desidera essere dominato o controllato dagli altri, e ognuno vorrebbe essere libero di fare e non fare, rispetto agli altri, ciò che gli aggrada.

Risultato di tali innate disposizioni d'animo sono interazioni sociali conflittuali e "doppi vincoli", per cui in ogni coppia di esseri umani si stabilisce un legame caratterizzato da una distanza di sicurezza ottimale (nello spazio e nel tempo), non troppo lunga per evitare l'isolamento (e quindi l'impossibilità di controllare e usare l'altro), e non troppo corta per evitare di perdere la libertà (cioè di essere controllati e usati troppo dall'altro).

La distanza di sicurezza deve essere convenuta come compromesso tra le parti per evitare un conflitto in cui l'una cerca di allontanarsi, l'altra di avvicinarsi.

Quanto più breve è la distanza pacificamente e liberamente convenuta tra due persone per una reciproca soddisfazione, tanto più grande è ciò che la gente chiama "amore" o "amicizia", a seconda del tipo di relazione, ovvero di cosa viene scambiato nelle interazioni.

D'altra parte, imporre una certa distanza sociale non desiderata ad una persona equivale ad esercitare una violenza su di essa.

Il processo che stabilisce la distanza sociale tra due persone è normalmente  inconscio e influenzato dalle norme sociali della comunità di appartenenza.

Problemi di comunicazione

2019-06-22   Comunicazione
Nella comunicazione tra due persone succede a volte che esse intendano la stessa cosa usando parole diverse, e cose diverse usando le stesse parole.

Scienza vs. religione

2019-06-22   Religione   |   Scienza
Se scienza e religione si contraddicono, una delle due è falsa. Affinché non si contraddicano, la scienza dovrebbe affermare che le leggi della fisica e della biologia (così come le conosciamo) non valgono sempre, ma a volte restano sospese permettendo eventi di tipo divino, esoterico o magico.

Per conciliare scienza e religione dobbiamo dunque vedere il mondo e la vita come realtà parzialmente deterministiche e parzialmente non deterministiche, cioè divinamente determinate (almeno in parte).

Tuttavia, mentre il determinismo scientifico può essere dimostrato mediante esperimenti, quello divino non può esserlo ed è oggetto di sola fede.

Mistificazione generale nella cultura e nei rapporti umani

2019-06-22   Interagire   |   Cultura   |   Autoinganno   |   Mistificazione   |   Violenza
Le relazioni umane (e la cultura che le descrive e le regola) sono generalmente mistificate nel senso che i veri motivi del comportamento sociale di ognuno sono normalmente ignorati, nascosti o camuffati.

Lo scopo della mistificazione è quello di non rivelare la violenza e l’egoismo che caratterizzano in misura più o meno grande quasi tutte le interazioni sociali. Un altro scopo è quello di accusare di violenza ed egoismo qualche capro espiatorio.

Siamo infatti tutti più o meno violenti ed egoisti per natura, ma siccome l’umanità non può sopravvivere senza che vi siano freni e disincentivi alla violenza e all'egoismo, ognuno cerca di dimostrare di non essere né violento né egoista. A tale scopo indossiamo maschere culturali che ci assolvono attribuendo le cattive intenzioni a nemici comuni.

Motivazioni nei rapporti umani

2019-06-23   Interagire   |   Competere   |   Relazioni   |   Motivazioni
Cooperazione, competizione e dominazione sono le tre motivazioni fondamentali che sottendono le relazioni e le interazioni umane.

Nella nostra cultura la cooperazione viene lodata in generale (tranne quella con i nemici e gli estranei); la competizione viene lodata purché leale e regolata (come nello sport, nella politica e nell'economia); la competizione sleale e non regolata e la dominazione vengono a parole biasimate, ma generalmente praticate in forme mistificate, camuffate e nascoste, consce e inconsce, dirette e indirette.

Sani o malati di mente

2019-06-23   Mente   |   Psicopatia
Molti pensano che una mente possa essere sana o malata, intendendo "interamente" sana o "interamente" malata. Ma così come il corpo può essere parzialmente malato e in modo più o meno grave, così anche la mente. Tuttavia quasi tutti credono di essere interamente sani o interamente malati di mente.

Motivazioni concatenate

2019-06-23   Interagire   |   Competere   |   Motivazioni
Cooperazione, competizione e dominio sono concatenati. Infatti si può competere per dominare e per cooperare, si può cooperare per competere e per dominare, e si può dominare per cooperare e per competere.

Ingannati e ingannatori

2019-06-24   Autoinganno   |   Mistificazione
Siamo tutti ingannati e ingannatori. Religione e morale sono basate sul misconoscimento della natura in generale e di quella umana in particolare, ovvero dei nostri reali bisogni e meccanismi.

Cooperazione, competizione, dominazione, egoismo, violenza e inganno sono i fondamenti delle relazioni sociali.

La filosofia e la psicologia dovrebbero servire a svelare le falsità, gli inganni, le mistificazioni e le omissioni di cui la cultura e le nostre menti sono sistematicamente e sistematicamente impregnate e nutrite.

Ciò che ho appena detto è una verità scomoda, incredibile, inaccettabile e politicamente scorretta per la maggior parte della gente. Per questo, per evitare di essere oggetto di ostilità, conviene nasconderla e mistificarla. La verità disturba e ha molti nemici.

Il doppio vincolo della sincerità

2019-06-24   Autoinganno   |   Mistificazione   |   Doppio vincolo
Ci hanno insegnato a non mentire ma poi abbiamo imparato che dire ciò che pensiamo è sconveniente. Molti sono incapaci di gestire questa contraddizione e per questo evitano di pensare, oppure non fanno altro che infastidire gli altri svelando i loro inganni.

Il senso del potere, della viltà, della violenza e dell'inganno

2019-06-25   Bisogni   |   Paura   |   Falsità   |   Violenza
Se non avessimo bisogno e paura gli uni degli altri non saremmo possessivi, né vili, né violenti, né falsi.

Arte e bellezza

2019-06-25   Bellezza   |   Arte
Una volta arte e bellezza andavano sempre insieme. Da quasi un secolo hanno preso strade diverse.

Bellezza ed evoluzione

2019-06-25   Bisogni   |   Bellezza   |   Evoluzionismo
Se l'evoluzione ha reso l'uomo sensibile alla bellezza forse essa comporta un vantaggio adattivo per la nostra specie.

Verità e doppio vincolo

2019-06-25   Verità   |   Doppio vincolo
Doppio vincolo: se mi credi sei uno sciocco. Se non mi credi ti punisco.

Inganni consapevoli e inconsapevoli

2019-06-25   Conoscere   |   Falsità
Ci sono persone che mentono sapendo di mentire e altre che mentono non sapendolo, ovvero ignorando che ciò che vedono, pensano e dicono è totalmente o parzialmente falso.

Sull'interpretazione della Bibbia

2019-06-25   Religione   |   Falsità   |   Mistificazione
Non mi fido degli "interpreti" della Bibbia. Mi pare che cerchino di confondere, cioè mistificare, ciò che per me è terribilmente chiaro. In altre parole, mi pare che cerchino di imbrogliarci per farci accettare l'inaccettabile.

Limiti, ingegno, libertà e pigrizia

2019-06-25   Libertà   |   Intelligenza   |   Creatività
I limiti stimolano l'ingegno, le libertà lo impigriscono.

Falsità e sopravvivenza

2019-06-26   Società   |   Falsità
La società è così falsa che solo chi sa mentire sopravvive.

Valutazione del rapporto di status tra persone

2019-06-26   Interagire   |   Competere   |   Relazioni   |   Gerarchia   |   Potere
A mio parere, nella relazione e nelle interazioni tra due persone, ognuna di esse valuta automaticamente e inconsciamente il rapporto tra il proprio status sociale e quello dell’interlocutore.

Per status sociale intendo un insieme di qualità che includono forza fisica, bellezza, eleganza, intelligenza, esperienza, astuzia, conoscenze, coraggio, moralità, reputazione sociale, abilità varie, risorse informative, materiali, economiche, sociali ecc.

Tutte queste qualità e risorse entrano in gioco nel determinare le posizioni delle persone in una scala gerarchica mentale istintiva di superiorità-inferiorità “generale”. Tale scala costituisce normalmente e implicitamente la base per la distribuzione dei poteri decisionali e dei ruoli sociali in tutte le relazioni umane (coppia, famiglia, gruppi, comunità, istituzioni civili, politiche e religiose, imprese, ecc.).

La valutazione dello status sociale proprio e altrui non avviene una volta per tutte, ma si rinnova continuamente attraverso le interazioni sociali.

Ognuno valuta, usando criteri personali (basati sulle proprie esperienze) e norme culturali, non solo la propria posizione e quella dell’interlocutore nella gerarchia di cui sopra, ma anche, intuitivamente, le valutazioni e autovalutazioni fatte dall'interlocutore.

In altre parole, nella relazione tra due persone A e B, la persona A valuta:

lo status di A (“come io valuto me stesso”)
lo status di B (“come io valuto il mio interlocutore”)
lo status di B visto da B (“come credo che il mio interlocutore si valuti”)
lo status di A visto da B (“come credo il mio interlocutore mi valuti”)

Ogni persona fa dunque quattro valutazioni che possono essere più o meno coerenti o contrastanti con quelle corrispondenti fatte dall'interlocutore. Vale a dire, per esempio, che A può valutare il proprio status ad una certa altezza della gerarchia, che a parere di B è sopravvalutata o sottovalutata. Oppure A può valutare lo status di B ad una certa altezza che a parere di B è sopravvalutata o sottovalutata.

Se le quattro valutazioni da parte di A sono coerenti con le quattro corrispondenti da parte di B, cioè c’è accordo sulle misure valutate, allora il rapporto tra A e B è “pacifico” sia se A e B si considerano ad uno stesso livello gerarchico, sia se si considerano a due livelli diversi (per cui uno è unanimemente riconosciuto come più “autorevole” o “superiore” rispetto all'altro).

I problemi nascono, ovviamente, quando le valutazioni da parte di A non sono coerenti con quelle da parte di B. Le differenze di valutazione di status possono dar luogo ad antipatie, ostilità e competizioni più o meno aperte e leali.

Nella nostra cultura, dove le falsità e le mistificazioni sono la regola, i meccanismi sopra descritti sono considerati “politicamente scorretti”, negati o rimossi nell’inconscio dalla maggior parte della gente. Tuttavia io credo che siano praticati normalmente, anche se in forma nascosta o mistificata.

Fisica quantistica e filosofie orientali

2019-06-27   Scienza   |   Mistificazione   |   Spiritualità
A mio immodesto parere, usare la fisica quantistica per affermare la validità o verità delle filosofie orientali è una mistificazione. Mi piacerebbe sapere quanti fisici quantistici sono buddisti, induisti o taoisti, a parte il sempre (e solo) menzionato Fritjof Capra, autore di un noto best-seller molto amato e raccomandato da tutti gli spiritualisti in cerca di un avallo scientifico per le loro tendenze.

Infatti il concetto fondamentale del buddismo e dell'induismo è il karma, che credo non abbia nulla a che vedere con la teoria quantistica.

Un fisico quantistico una volta mi ha detto che per realizzare un esperimento di meccanica quantistica occorrono condizioni fisiche estreme, impossibili da ottenere nella vita di un essere umano, ma solo in laboratori costruiti allo scopo.

Per quanto riguarda la nostra vita normale e i nostri problemi esistenziali, pertanto, vale ancora la fisica galileiana. Non c'è nemmeno bisogno di considerare le teoria delle relatività né di preoccuparsi della costanza della velocità della luce.

https://thevision.com/scienza/fisica-quantistica-religione/

Il compito della filosofia e della psicologia

2019-06-28   Psicologia   |   Falsità   |   Autoinganno   |   Mistificazione
Compito principale della filosofia e della psicologia dovrebbe essere quello di svelare le falsità, le dissimulazioni, gli inganni, le mistificazioni, le affermazioni infondate e quelle infalsificabili.

Purtroppo, però, in molti casi sia la filosofia che la psicologia contribuiscono a deformare la realtà e a proporne una inesistente, a vantaggio di qualcuno.

Uno dei modi di esercitare il potere è infatti quello di nascondere la verità e di far credere agli altri ciò che li induce a comportarsi in un certo modo favorevole all'autorità. Perché ogni autorità si fonda su una certa "verità".

Comprensione e interazione

2019-06-29   Interagire   |   Comprendere
Comprendere per interagire, interagire per comprendere.

Bisogno di rassicurazioni

2019-07-01   Interagire   |   Bisogni   |   Solidarietà
Aver bisogno di una certa cosa comporta il bisogno di assicurarsela. Così, aver bisogno degli altri comporta il bisogno di assicurarsi il loro favore. Tale assicurazione può darla solo una continua frequentazione degli altri, nella speranza di ricevere da essi segni di rispetto, approvazione, amicizia e solidarietà.

Rappresentatività sociale

2019-07-01   Interagire   |   Bisogni   |   Confliggere   |   Status   |   Doppio vincolo
Nell'interazione tra individui, ognuno percepisce (consciamente o inconsciamente) ciascun altro come portatore di una certa rappresentatività sociale, ovvero come esponente di una certa comunità. In altre parole, noi percepiamo un essere umano sempre come appartenente ad una certa comunità (intesa come gruppo o classe di persone che hanno qualcosa in “comune”) nel senso che trattare con esso equivale a trattare con il gruppo sociale che esso rappresenta per il solo fatto di esserne membro.

Questa reciproca percezione “rappresentativa” degli esseri umani conferisce ad ogni individuo un certo status e potere, dato che dietro ognuno c'è idealmente una comunità sua alleata, pronta a difenderlo se viene attaccato e a sostenerlo se lui stesso attacca altri.

Possiamo dunque dire che un essere umano non è mai “funzionalmente” solo, ma è sempre percepito come membro solidale di qualche gruppo sociale. Fanno eccezione le persone considerate come emarginate dalla società o disumane, e in quanto tali non degne di rispetto (a tali persone viene normalmente attribuita la colpa della propria “indegnità”, anche quando si tratta di vittime di sfortuna o ingiustizie).

Le conseguenze di questo fenomeno percettivo nelle interazioni sociali sono duplici. Da una parte ognuno tratta gli altri non come individui unici, ma come “collettività” astratte, con tutti gli effetti collaterali positivi e negativi che possiamo immaginare. Dall’altra, ognuno sente il bisogno di “appartenere” ad una o più collettività (astratte e/o concrete) al fine di essere “rispettato” dagli altri come rappresentante di collettività “qualificate” e non come individuo isolato e in quanto tale indifeso e senza “qualità”.

Questo “bisogno di appartenenza” può tuttavia essere fonte di problemi psichici dal momento che per un individuo può essere difficile riconoscersi in qualche comunità, gruppo o classe sociale. Ciò avviene specialmente se esso è dotato di capacità e/o sensibilità straordinarie ovvero molto diverse da quelle “normali”, “medie” o tipiche riscontrabili nei gruppi sociali a cui appartiene o vorrebbe appartenere.

Ne consegue una dialettica perenne e dolorosa tra bisogno di appartenenza e bisogno di individuazione (come ci insegna Luigi Anepeta), capace di dar luogo a disagi e disturbi psichici. Una specie di “doppio vincolo” (come direbbe Gregory Bateson) che, se non risolto o non gestito, potrebbe causare forme più o meno gravi di schizofrenia.

Bene e male

2019-07-01   Etica   |   Bene e male
Il bene è cooperazione e sincerità. Il male violenza e inganno. Tra il bene e il male c'è la competizione, che può essere buona o cattiva. Quella buona rispetta regole convenute, quella cattiva è sregolata.

Pregiudizi e cambiamento

2019-07-02   Giudicare   |   Cambiare
Il problema non sono i pregiudizi, ma l'incapacità di cambiarli.

Conoscere e riconoscere

2019-07-02   Conoscere   |   Giudicare   |   Relazioni
Conoscere consiste nel riconoscere certe forme (cioè certi oggetti concetti o astratti) e associare ad esse qualità (cioè attributi o proprietà) e relazioni con altre forme conosciute.

Conoscere serve dunque a riconoscere cose o idee e a rievocare proprietà, associazioni e relazioni tra di esse, e non si può riconoscere qualcosa senza prima avere conosciuta.

Tuttavia possiamo supporre che alcune conoscenze siano innate, come quelle del piacere e del dolore, della libertà e della costrizione, del potere e dell'impotenza.

Conoscere è dunque, inevitabilmente, coltivare dei pregiudizi, anche se le menti migliori sono capaci di accorgersi quando un pregiudizio non è più sostenibile e, in tal caso, di cambiarlo.

Questa è la mia epistemologia, tautologica come ogni altra.

Sul gradimento della libertà altrui

2019-07-02   Libertà
Noi non gradiamo la libertà altrui se essa viene usata per fare cose a noi sgradite.

Portatori di bisogni e di desideri

2019-07-02   Interagire   |   Bisogni   |   Motivazioni   |   Desiderare
La vita umana oggi: otto miliardi di portatori di bisogni e desideri. Bisogni e desideri da comprendere, conciliare, regolare e soddisfare per quanto possibile.

Saper fingere

2019-07-02   Intelligenza   |   Falsità   |   Stupidità   |   Psicopatia
Fingersi stupidi richiede una grande intelligenza, e fingersi pazzi un grande equilibrio mentale.

Interdipendenza psicologica

2019-07-03   Interagire   |   Mente   |   Interdipendenza   |   Apprendere   |   Mimesi
A mio parere, noi umani siamo interdipendenti non solo economicamente, ma anche e soprattutto psicologicamente. Perché altri umani ci hanno insegnato a pensare, a comunicare, a ragionare, a sragionare, a mentire, il bene, il male, il bello, il brutto, il vero, il falso, i diritti, i doveri, gli obblighi, i divieti, il giusto, l'ingiusto ecc.

"Naturalmente" (cioè come prescritto nella e dalla nostra natura biologica), anche ognuno di noi insegna qualcosa agli altri, specialmente ai più giovani, ai più deboli, ai più bisognosi, ai più sprovveduti, ai più sciocchi e ai più malleabili.

Con il crescere dell'età è sempre più difficile apprendere e ancora di più disapprendere.

René Girard ci dice che l'apprendimento psicologico (ovvero "culturale") avviene per un processo automatico di imitazione caratteristico della nostra specie. Se ciò è vero, come suppongo, probabilmente i neuroni specchio hanno un ruolo fondamentale in tale processo.

La nostra interdipendenza psicologica era già stata osservata e descritta da George H. Mead, da cui abbiamo appreso che la psiche è una costruzione sociale,. In altre parole, essa non potrebbe formarsi né svilupparsi al di fuori di un contesto sociale (reale o immaginario).

Oggetti, gesti e segni sacri o quasi sacri

2019-07-03   Valutare   |   Comunità   |   Sacralità   |   Solidarietà
Un oggetto, un gesto o un segno diventa sacro o quasi sacro quando viene scelto dalla comunità come uno dei simboli della sua comunione e solidarietà. Può essere una cosa qualsiasi, non deve avere qualità intrinseche particolari, purché sia riconoscibile.

La tua felicità dipende soprattutto dagli altri

2019-07-05   Interagire   |   Felicità   |   Interdipendenza
Basta con affermazioni semplicistiche, fuorvianti e ingannevoli del tipo "la felicità dipende (solo) da te".

In realtà la felicità di un essere umano dipende soprattutto dagli altri, cioè da come gli altri lo "trattano", ovvero da come lo considerano, quanto lo rispettano, quanto lo trovano simpatico o antipatico, quanto sono disposti a cooperare con lui ecc.

Infatti, per essere felici, cioè por soddisfare i nostri bisogni e desideri, noi umani abbiamo bisogno della cooperazione degli altri. Per ottenerla si devono verificare una quantità di condizioni complesse e varie, che conosciamo poco e male. Queste condizioni possono essere relative al nostro comportamento verso gli altri in generale e verso i soggetti che ci interessano in particolare, possono riguardare il nostro status sociale, la nostra salute, bellezza, ricchezza, cultura, le nostre appartenenze, le nostre capacità ecc., ma possono anche dipendere da fattori indipendenti dalla nostra persona, tra cui la mentalità e i problemi altrui, e il caso.

La benevolenza dell'uomo verso l'uomo non è né un dovere, né un diritto, e non può essere forzata se non con la violenza fisica o psicologica.

Tutto si gioca sull'interdipendenza economica e psicologica degli esseri umani, caratteristica fondamentale e fatale della nostra specie. Essa è alla base delle nostre motivazioni a cooperare, ma anche a competere per assicurarci le cooperazioni più vantaggiose.

L'interdipendenza economica è evidente e consiste nella necessità della divisione (più o meno competitiva) del lavoro e dello scambio di beni e servizi indispensabili per la sopravvivenza e il benessere.

L'interdipendenza psicologica, o psichica, è meno evidente ma ancora più importante. Perché la nostra mente si è costruita attraverso le interazioni sociali e allo scopo di gestire le interazioni sociali. La nostra stessa capacità di pensare non è innata, ma ci è stata insegnata da altri esseri umani attraverso l'imitazione dei comportamenti altrui,  l'apprendimento del linguaggio e l'assimilazione delle varie forme, norme e valori culturali delle comunità in cui siamo nati, cresciuti e di cui abbiamo fatto parte nel corso della vita, per necessità o per scelta.

Non possiamo ignorare gli altri. Possiamo ignorare alcuni altri, ma non tutti. C'è un certo numero di persone di cui non possiamo fare a meno. Almeno di una. Non possiamo smettere di essere umani in senso culturale, cioè di comportarci in modo non comprensibile da altri umani. Siamo condizionati dalla necessità di essere compresi e accettati da un numero sufficiente di persone.

Differenziarci troppo dagli altri è rischioso, anche quando questi ci sembrano stupidi, ignoranti, falsi, violenti e malati di mente. Si rischia l'isolamento sociale, che conduce alla morte o a condizioni di vita durissime.

Tornando al titolo di questo articolo, occorre ammettere che la nostra felicità dipende "anche" da noi stessi in quanto possiamo cercare di capire come ottenere dagli altri la cooperazione di cui abbiamo bisogno, e fare tutto ciò che è in nostro potere per ottenerla, tuttavia senza alcuna garanzia di riuscita.

Una scienza della felicità che non sia illusoria, richiede dunque una profonda conoscenza della natura umana, tale da permetterci di anticipare sia le reazioni altrui al nostro comportamento, sia le nostre reazioni al comportamento altrui.

Interpretazioni "inclinate" (biased)

2019-07-06   Giudicare   |   Bias cognitivo
Chi parte dall'assioma che un certo autore sia saggio, "interpreta" qualsiasi cosa quell'autore dice in un senso "buono e giusto", anche se si tratta di sciocchezze, falsità, assurdità o illusioni. Lo stesso avviene con le sacre scritture delle varie religioni.

Indifferenziazione e caos

2019-07-06   Società   |   Differenze umane   |   Ordine
L'ordine sociale si basa sulle differenze, non sulle uguaglianze; sulle differenze di ruoli e di responsabilità, e dei conseguenti diritti e doveri. L'indifferenziazione è la madre del caos.

Conformismo e natura umana

2019-07-06   Interagire   |   Conformismo
Il conformismo (ovvero l'apprendimento e il comportamento mimetici) non è un difetto o un vizio, ma una caratteristica essenziale della natura umana.

Pensare similmente

2019-07-06   Interagire   |   Pensare
Se vuoi andare d'accordo con una persona devi pensare in un modo simile al suo.

Doppio vincolo e malessere psicofisico

2019-07-07   Bisogni   |   Motivazioni   |   Psicopatia   |   Doppio vincolo
Il malessere psicofisico può essere dovuto ad un conflitto (ovvero "doppio vincolo") tra bisogni antagonisti inconsci.

Imitare le differenze

2019-07-08   Differenze umane   |   Conformismo   |   Imitare   |   Mimesi
Se, come dice Gregory Bateson, l'informazione è una differenza che fa una differenza, due informazioni uguali costituiscono due differenze identiche.

Questo è il paradosso fondamentale della vita: che ogni cosa o persona è uguale e diversa da altre cose o persone (in certi aspetti), e che noi siamo, e abbiamo bisogno di essere, uguali e diversi gli uni dagli altri allo stesso tempo.

Siamo infatti continuamente tesi a distinguere ciò che è uguale e ciò che è diverso, e a decidere chi imitare e da chi differenziarci.

Per questo il nostro pensiero è basato su tipi e stereotipi (logici o formali), distinguiamo le differenze in buone e cattive, e cerchiamo di imitare o perseguire quelle buone e di differenziarci o allontanarci da quelle cattive. L'etica è infatti basata sul riconoscimento delle differenze e sulla loro tipizzazione e valorizzazione.

I disagi e i disturbi mentali insorgono quando non riusciamo a deciderci tra due differenze, ovvero tra due diversi modi di essere (ovvero di pensare e di comportarsi) o due diverse appartenenze, cioè non sappiamo scegliere se assimilarci o differenziarci rispetto a certi tipi sociali (infatti, nello studiare le differenze umane, non dobbiamo considerare solo i tipi psicologici ma anche i tipi sociali).

L'indecisione tra due bisogni, ognuno dei quali comporta anche svantaggi o paure, è ciò che Gregory Bateson chiama "doppio vincolo" e Luigi Anepeta "dialettica tra bisogni antagonisti". Entrambi gli autori considerano tale irresoluzione una causa di disagi e disturbi mentali, incluse forme più o meno gravi di schizofrenia.

La natura ci ha dotati della capacità di riconoscere differenze e di assegnare ad esse valori diversi. Ci ha anche dotati del bisogno di imitazione e di quello di differenziazione rispetto ai nostri simili, e della capacità di scegliere tra i due casi.  Ma soprattutto ci ha dotati della capacità di imitare automaticamente e inconsciamente i nostri simili (come ci insegna René Girard e come la scoperta dei neuroni specchio sembra confermare).

L'organizzazione e la coesione sociale richiedono al tempo stesso una differenziazione di ruoli e una uguaglianza di identità all'interno di ogni gruppo rispetto a quelli competitori o complementari.

La società, infatti, non è un insieme di individui ma di gruppi omogenei di individui, ovvero di persone che hanno qualcosa di uguale tra loro e di diverso rispetto ai membri di altri gruppi. In altre parole, non si può fare parte della società se non come membro di qualche gruppo o comunità.

Per certe persone l'appartenenza a certi gruppi è certa, per altre più o meno incerta. Queste ultime soffrono più delle prime. Perché non solo ci sentiamo obbligati a definire le nostre personali appartenenze, ma ci aspettiamo che gli altri facciano altrettanto e vediamo con sospetto, paura e ostilità coloro che non riusciamo a classificare o raggruppare.

Conformismo e anticonformismo si combattono non solo nella società (tra gruppi diversi, anche se internamente omogenei), ma anche nelle menti degli individui, tanto più quanto essi sono introversi, con disagi più o meno grandi e più o meno evidenti.

La stabilità sociale richiede conformismo, il progresso anticonformismo.

Imitare o non imitare, questo è il dilemma che ci consuma (chi più, chi meno) e che ci caratterizza in (più o meno) conformisti o anticonformisti.

La difesa del proprio status

2019-07-08   Bisogni   |   Pensare   |   Status
Ognuno di noi tende a difendere il proprio status sociale intellettuale contro qualsiasi evento che possa diminuirlo. Tra gli eventi "diminutivi" ci sono i casi in cui qualcuno dimostra o cerca di dimostrare di saperla più lunga di noi su certi temi più o meno importanti, e che una certa nostra opinione è errata o insufficiente.

In tal caso, per difendere il nostro status, siano inconsciamente e automaticamente presi dal bisogno di confutare il nostro interlocutore con argomentazioni logiche contrarie alle sue o, in mancanza di argomenti convincenti, di mettere in dubbio la sua competenza e autorevolezza rispetto a quelle dei nostri maestri di pensiero, sulla base dei rispettivi titoli accademici.

I veri motivi del piacere e del dolore

2019-07-08   Piacere e dolore   |   Motivazioni   |   Causalità
Quando una cosa ci piace, sappiamo che ci piace, ma non sappiamo perché, anche se ci illudiamo di saperlo. Il vero motivo per cui ci piace ciò che ci piace e ci spiace ciò che ci spiace è inconscio. Il motivo che crediamo di conoscere è solo una illazione, spesso di comodo, tendenziosa (biased) e politicamente corretta.

Chiunque ci può ingannare

2019-07-08   Falsità   |   Apprendere   |   Inganno
Non dobbiamo mai escludere la possibilità che una certa persona (qualunque persona, anche quelle che ci amano) ci inganni. Perché molti ingannano inconsciamente e involontariamente se stessi e gli altri. Perché siamo tutti ingannati e ingannatori.

Sull'amore cristiano

2019-07-08   Religione   |   Amare   |   Colpa
“Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi.” (Giovanni 15:12).

Da questa citazione si evince che per il cristianesimo l'amore è un sentimento volontario, anzi non è nemmeno un sentimento, ma un'atto deliberato.

Ciò è in contrasto con l'idea molto diffusa che l'amore sia un sentimento involontario.

Infatti il cristianesimo colpevolizza non solo gli atti volontari contrari ai precetti religiosi, ma anche i pensieri, gli atti, i desideri e i sentimenti involontari "non cristiani", causando in tal modo disagi e disturbi mentali in coloro che provano sentimenti e desideri considerati "peccaminosi" dalle Scritture.

Discutere con gli animali

2019-07-08   Interagire   |   Comunicazione
Non puoi discutere con un animale. E se con un uomo non riesci a discutere, è perché si tratta di un animale.

Chi decide cosa vogliamo

2019-07-08   Motivazioni   |   Libero arbitrio   |   Volontà
Non siamo "noi" a decidere cosa vogliamo, ma un insieme di cose dentro di noi che interagiscono automaticamente con un insieme di cose al di fuori di noi.

Opinioni non adatte

2019-07-09   Conoscere
Se uno non è d'accordo con le tue opinioni, non significa che queste siano sbagliate, ma che non sono adatte a lui.

Frustrazioni nascoste e psicopatie

2019-07-09   Bisogni   |   Psicopatia
La nostra società ci induce a nascondere o a dissimulare le nostre frustrazioni, e a vergognarci di esse. Infatti le persone che esprimono bisogni insoddisfatti sono generalmente percepite come meno attraenti e meno competitive di quelle che appaiono soddisfatte.

Così, alla frustrazione di un bisogno si aggiunge l'ulteriore frustrazione di non poter esprimere la frustrazione stessa.

Ne consegue che, a forza di nasconderle e dissimularle, dimentichiamo (cioè rimuoviamo nell'inconscio) entrambe le frustrazioni.

Questa rimozione ci rende meno capaci di soddisfare i relativi bisogni perché riduce la motivazione razionale ed emotiva in tal senso.

Allora le frustrazioni si cronicizzano causando disturbi psichici e psicosomatici difficilmente curabili senza un'adeguata psicoterapia. Questa dovrà cercare di fare riemergere i bisogni insoddisfatti attraverso il superamento della vergogna della loro frustrazione.

Ansia da imitazione

2019-07-09   Differenze umane   |   Imitare
Non solo ci sentiamo spinti ad imitare gli altri (e spesso siamo indecisi sui modelli da scegliere), ma percepiamo gli altri sempre come somiglianti a certi "modelli di umanità". Infatti ci sentiamo a disagio se non riusciamo a capire quali sono i modelli che gli altri imitano, ovvero a quali gruppi sociali e tipi psicologici gli altri appartengono. Siamo prigionieri degli stereotipi della nostra cultura.

Pazzia e diversità

2019-07-09   Differenze umane   |   Psicopatia
Se io decidessi di pensare e di comportarmi in modo diverso da qualsiasi altra persona, mi prenderebbero per pazzo.

Il sacro e la follia

2019-07-10   Religione   |   Società   |   Psicopatia
A mio parere, tra sacro e follia il passo è breve. Ad esempio, se Cristo non era davvero il figlio di Dio, allora potremmo dire che era uno psicopatico, come si direbbe per qualunque persona convinta di essere stata inviata da Dio per salvare il mondo.

E che dire dei cristiani? Se il Dio della Bibbia non è mai esistito, sono tutti folli coloro che credono in Lui? È follia credere in cose inesistenti? In effetti lo psicopatico vede cose che il sano di mente non vede, ma è vero anche il contrario, cioè che il sano di mente vede cose che lo psicopatico non vede.

Ritengo a questo punto necessario distinguere due tipi di credenza (o "visione"): quella dovuta ad un insegnamento o educazione, e quella creativa, cioè concepita autonomamente da un individuo. Tuttavia nella seconda c'è sempre qualcosa della prima. Infatti il Cristo non avrebbe mai pensato di essere il Messia se non fosse stato indottrinato a credere in quanto scritto in quel testo che oggi chiamiamo il Vecchio Testamento.

Ne consegue, a mio avviso, che tutti quelli che credono in cose insistenti sono tanto più folli quanto la loro credenza è originale e creativa, cioè non appresa.

Comunque la follia non riguarda solo le credenze religiose, ma anche altri aspetti del funzionamento della mente che hanno a che fare con la logica e la razionalità, e la psicopatia non è oggettivamente diagnosticabile, anche perché nessuno accetta facilmente di essere considerato, nemmeno un po',  malato di mente.

Infatti la storia abbonda di casi di psicopatici considerati sani di mente e di sani di mente considerati psicopatici. Del resto non mancano autori, come ad esempio Erich Fromm, che considerano la nostra società generalmente psicopatica.

Sacro e razionalità

2019-07-10   Ragionare   |   Sacralità
Discutere razionalmente di ciò che è considerato sacro equivale a dissacrarlo.

Interdipendenza e intermimesi

2019-07-11   Interagire   |   Conformismo   |   Mimesi
Considerata la nostra interdipendenza e la necessità di conformarci a dei comuni modelli di pensiero e di comportamento, scegliamo insieme i modelli più adeguati e soddisfacenti.

Conseguenze della mimesi

2019-07-13   Conformismo   |   Doppio vincolo   |   Mimesi
Conformarsi a certi modelli culturali (ovvero imitare certi "modi" di pensare e di agire che abbiamo "appreso" interagendo con gli altri) comporta ricompense sociali positive e negative. Infatti, se mi conformo al modello x, alcuni saranno contenti, altri scontenti, alcuni mi premieranno, altri mi puniranno, alcuni mi ameranno di più, altri di meno. Lo stesso vale se non mi conformo al modello x.

Questo è un doppio vincolo: abbiamo bisogno e paura di conformarci, perché ogni forma ha i suoi amici e i suoi nemici. Ma non possiamo fare a meno di conformarci a qualche modello culturale, pena l'isolamento.

Pertanto tendiamo a conformarci ai modelli che i nostri algoritmi cognitivi, emotivi e motivazionali consci e inconsci reputano più "familiari", più "convenienti", più "adatti" a noi, ovvero a quelli che comportano per noi i maggiori vantaggi e i minori inconvenienti, le maggiori soddisfazioni e le minori frustrazioni, il maggior piacere e il minor dolore.

Inconvenienti della preoccupazione

2019-07-14   Paura
Per stare tranquilli non bisogna preoccuparsi. Vogliamo davvero stare tranquilli?

Mimesi e razionalità

2019-07-14   Ragionare   |   Conformismo   |   Mimesi
Nel gioco mimetico non c'è posto per la razionalità.

L'uomo è un animale imitatore

2019-07-14   Interagire   |   Pensare   |   Conformismo   |   Apprendere   |   Mimesi
Nessuno è totalmente originale. Ognuno di noi imita (consciamente o inconsciamente) dei modelli di pensiero e di comportamento appresi per imitazione interagendo con gli altri.

Importanza dei luoghi comuni

2019-07-14   Interagire   |   Comunicazione
I luoghi comuni sono importanti. Senza di essi non potremmo comprenderci né incontrarci.

Ugualmente diversi, diversamente uguali

2019-07-14   Differenze umane   |   Conformismo   |   Mimesi
Siamo conformisti al punto tale che se vogliamo differenziarci dobbiamo farlo secondo comuni modelli di differenziazione.

Perché avviene ciò che avviene

2019-07-14   Causalità   |   Logica   |   Casualità
Le cose avvengono per caso, per una logica scritta da qualche parte, o per un misto di caso e logica.

Fatti, transazioni, interazioni, relazioni

2019-07-15   Interagire   |   Conoscere
I fatti sono transazioni, laddove un'interazione consiste in un insieme di transazioni e una relazione consiste in un insieme di interazioni abituali.

Mente stereotipica

2019-07-15   Mente   |   Pensare   |   Percezione
Noi percepiamo, riconosciamo, pensiamo e valutiamo secondo stereotipi a cui abbiamo associato certe proprietà e certe relazioni.

Bisogno e rigetto di una certa cosa e del suo contrario.

2019-07-15   Bisogni   |   Doppio vincolo
I disagi e i disturbi mentali possono essere causati da "doppi vincoli", cioè da due pulsioni opposte rispetto ad uno stesso oggetto, una che spinge per acquisirlo (o avvicinarsi ad esso) e una che spinge per rigettarlo (o allontanarsene). Gli oggetti in questione possono essere materiali o relazionali. Per esempio, una persona può provare allo stesso tempo bisogno e rigetto di obbedire, comandare, di servire, di dominare, di seguire, di guidare, di imitare, di differenziarsi ecc.

Il doppio vincolo può causare immobilismo e frustrazione, cose che alla lunga fanno ammalare la mente e il corpo.

Gerarchia, comandare e obbedire

2019-07-15   Bisogni   |   Gerarchia
Far parte di una gerarchia consente di soddisfare sia il bisogno di comandare, sia quello di obbedire.

Le parti e il tutto

2019-07-16   Conoscere   |   Sistemica
Un errore molto comune è quello di scambiare alcune parti per il tutto, il parziale per il totale. D'altra parte non possiamo mai vedere e capire il tutto, ma solo alcune delle sue parti e solo alcune interazioni tra di loro.

Saggezza contraddittoria

2019-07-16   Confliggere   |   Saggezza   |   Illusione   |   Inganno   |   Doppio vincolo
La saggezza consiste nella comprensione, accettazione e gestione delle contraddizioni, delle ambivalenze, dei paradossi, dei conflitti, dei doppi vincoli, degli inganni, delle illusioni ecc. di cui è fatta la vita umana.

In altre parole, la saggezza consiste nel sapere che ogni cosa può essere diversa e perfino opposta rispetto a come appare, e che ogni valore può nascondere e comportare un disvalore.

Quale verità?

2019-07-16   Verità
Nessuno dice tutta la verità e solo la verità.

L'uomo e i suoi vincoli

2019-07-18   Libertà   |   Libero arbitrio   |   Doppio vincolo
L'uomo non può essere totalmente libero perché ha bisogno della cooperazione degli altri e questa è condizionata al suo comportamento verso di loro. Possiamo perciò affermare che l'uomo è vincolato (o legato) agli altri. Non a tutti, ma a certi altri.

Ognuno di noi, infatti, non solo non è libero di sciogliere tutti i suoi vincoli (o legami) ma nemmeno di vincolarsi (o legarsi) con qualsiasi altro, ma solo con certi altri.

Ne consegue che ogni persona è caratterizzata da vincoli obbligati (o necessari), vincoli vietati (o improbabili) e "doppi vincoli", cioè vincoli antagonisti, ovvero obbligati e vietati allo stesso tempo. Alcuni vincoli possono tuttavia essere temporanei o facilmente scioglibili.

I termini "vincolo" e "legame" sono sinonimi, anche se il primo è generalmente usato in senso negativo (come qualcosa di indesiderabile), il secondo in senso positivo (come qualcosa di desiderabile). In entrambi i casi si tratta comunque di limitazioni della libertà, involontarie nel primo caso, volontarie nel secondo.

In sintesi, possiamo dire che siamo solo parzialmente liberi sia di svincolarci sia di legarci.

Esercizi d'immaginazione

2019-07-18   Pensare   |   Felicità   |   Immaginazione
L'immaginazione può essere più o meno volontaria, come il pensiero. La differenza tra pensiero e immaginazione è che il pensiero è una catena seriale di concetti, simboli o parole, mentre l'immaginazione è la simulazione di un’immagine o di una serie di esse, come in una foto o nel cinematografo. Immaginare è dunque vedere, non con gli occhi, ma con la mente.

Tra pensiero e immaginazione ci possono essere relazioni causali nel senso che un’immagine può suscitare dei pensieri e un pensiero può suscitare delle immagini. Infatti, è difficile pensare senza immaginare e immaginare senza pensare. Possiamo perciò dire che si tratta di relazioni circolari. Ci sono relazioni circolari anche tra immagini e sentimenti e tra immagini e motivazioni.

Tra le cose che si possono immaginare ci sono gli stati della propria persona. Possiamo cioè immaginare di essere o di sentire qualcosa, e di interagire con qualcosa o qualcuno. Possiamo immaginare di vivere una certa vita, più o meno simile a quella che abbiamo vissuto o che stiamo vivendo. Possiamo anche immaginare di essere un'altra persona e di vivere in un altro ambiente. Possiamo immaginare il passato (come quando ricordiamo), il presente e il futuro, e di essere più o meno felici.

L'immaginazione può essere più o meno utile o dannosa, dipende da ciò che s'immagina. Può essere più o meno creativa e produttiva, più o meno bloccante, ansiogena o deprimente.

Se abbiamo un problema, immaginare di averlo risolto può aiutarci a risolverlo.

Immaginare di essere felici può aiutarci a diventarlo realmente.

L'immaginazione può essere più o meno realistica. Dipende dalla propria mentalità, ovvero dalle proprie credenze, dalla propria educazione e istruzione, e dalle proprie esperienze.

L'immaginazione riguarda le relazioni sociali in quanto queste sono influenzate da ciò che immaginiamo sul rapporto tra noi e gli altri.

Ciò che immaginiamo può essere oggetto di censura e autocensura, e pertanto l'immaginazione può essere più o meno libera. Si può infatti avere paura di immaginare certe cose.

L'arte è fatta di forme che servono a suscitare immagini mentali particolari a cui possono essere associati certi sentimenti. È dunque uno stimolatore di immaginazione, e uno stimolante.

L'uomo vive due vite, una reale ed una immaginaria, le quali si influenzano a vicenda, nel bene e nel male. Per questo è importante scegliere bene cosa immaginare. È importante imparare a immaginare ed esercitare l'immaginazione in una giusta misura.

L'immaginazione è importantissima per noi umani. Forse è la cosa principale che ci distingue dagli altri animali.

Portatori portati di automatismi

2019-07-19   Natura umana   |   Emozioni e sentimenti   |   Sistemica   |   Vita   |   Motivazioni   |   Apprendere   |   Automatismi   |   Sensibilità
Ogni essere vivente (compreso l'uomo) è portatore di automatismi, anzi, è portato dai propri automatismi.

Questi governano le proprie facoltà e attività sensitive, percettive, cognitive, emotive e motivazionali consentite dal proprio codice genetico.

Tuttavia l'uomo è parzialmente in grado (chi più, chi meno e in una certa misura) di conoscere e modificare alcuni dei propri automatismi.

Alcuni automatismi sono congeniti, altri appresi. Più precisamente, ogni automatismo può essere in parte congenito e in parte appreso.

Infatti, sebbene i meccanismi di apprendimento di base siano congeniti, ovvero scritti nel codice genetico, l'uomo è in grado (chi più, chi meno, e in una certa misura) di apprendere ad apprendere.

Sospensione del giudizio

2019-07-19   Confliggere   |   Giudicare
Sospendere il giudizio a volte conviene non perché certe persone non siano meritevoli di un giudizio negativo, ma perché un giudizio negativo ci condiziona emotivamente e rende più difficili le interazioni con le persone che giudichiamo, favorendo una reciproca ostilità.

È perciò a volte utile, dopo aver "provato" o "deliberato" un giudizio negativo verso una certa persona o una certa categoria di persone, immaginare che quel giudizio si sia neutralizzato. Questo ci renderà più socievoli e pacifici verso le persone oggetto del nostro giudizio.

Nulla è ovvio

2019-07-19   Conoscere   |   Motivazioni   |   Causalità
Nulla è ovvio. Di qualunque evento e fenomeno è lecito (anche se non sempre necessario) chiedersi il perché, cioè per quale causa e/o fine.

Consapevolezza dell'inconscio

2019-07-19   Inconscio   |   Coscienza   |   Automatismi
Chi vuole autogovernarsi deve imparare (ed abituarsi) ad essere consapevole del fatto che in ogni momento il proprio comportamento, i propri pensieri, i propri sentimenti sono governati totalmente o in larga misura, da automatismi inconsci.

E deve tentare di arrestare per qualche secondo l'attività di tali automatismi. Solo in quei momenti una persona può esercitare consciamente il proprio libero arbitrio (per quanto possibile).

Volontà consce e inconsce

2019-07-19   Motivazioni   |   Volontà
Ciò che consideriamo involontario è in realtà causato dalla volontà di agenti mentali inconsci.

Struttura della mente

2019-07-20   Etica   |   Mente   |   Emozioni e sentimenti   |   Coscienza   |   Motivazioni   |   Mappa cognitivo-emotivo-motiva
(Versione aggiornata al 31/7/2019)

In questo articolo ipotizzo una struttura generale sistemica della mente e i principi generali del suo funzionamento.

 

Le seguenti figure (la seconda e la terza sono ciascuna un'esplosione della precedente) rappresentano la mente come "sistema" composto di sottosistemi intercomunicanti, ciascuno specializzato in particolari funzioni che contribuiscono, in modo coordinato, al funzionamento generale della persona, cioè al suo comportamento e alla sua sopravvivenza. (Fare clic sulle figure per ingrandirle).





Figura 1: Struttura della persona e della sua mente






Figura 2: Struttura delle mente senza dettagli






Figura 3: Struttura della mente con dettagli
PRINCIPI GENERALI

  • La vita si basa sui "bisogni" (innati e acquisiti) e sulla loro soddisfazione attraverso interazioni col mondo esterno e tra gli organi interni.

  • Le modalità di soddisfazione dei bisogni sono codificate in informazioni sia innate (cioè geneticamente determinate), sia "apprese" attraverso le esperienze.

  • Il corpo umano è un sistema, i suoi organi (fino alle cellule) sono sottosistemi che interagiscono tra di loro e con l'esterno per soddisfare i bisogni dell'individuo.

  • Una mente è un elaboratore (cibernetico) di informazioni; non può essere separata da un corpo perché ha bisogno di supporti fisici per esistere; essa governa il comportamento interno ed esterno dell'individuo o dell'organo che la contiene.

  • Ogni organo vivente, a partire dalla cellula, ha una mente e dei bisogni. Pertanto la mente umana è l'insieme integrato e coordinato delle menti dei suoi organi.

  • Il piacere (per l'uomo e gli altri esseri viventi capaci di provarlo) è suscitato dalla soddisfazione di bisogni, il dolore dalla loro frustrazione.

  • Il funzionamento di ogni sottosistema (o organo) è governato da algoritmi (con un certo grado di casualità) capaci di apprendere e quindi di modificarsi.

  • Ogni sottosistema comunica e coopera con diversi altri (attraverso la rete neurale e ormonale) per determinare i suoi output (informazioni, energie, sostanze).

  • L'interdipendenza umana è la fonte dei bisogni peculiarmente umani. Infatti l'uomo non può sopravvivere a lungo al di fuori di almeno una comunità.

  • La mente umana serve soprattutto a gestire le interazioni umane e si forma attraverso esse.

  • Essere (identità) = appartenere (a gruppi e categorie con caratteristiche particolari).

  • La vita sociale consiste in apprendimento, educazione, condivisione (di beni, servizi, linguaggi, forme, norme, valori, conoscenze ecc.), attraverso imitazione, cooperazione, e competizione.

  • Ogni umano ha una o più "comunità interiori" o "virtuali" dovute all'imprinting di esperienze vissute durante l'infanzia e successivamente. Tali comunità virtuali influenzano il suo comportamento sociale mediante particolari pulsioni e inibizioni.

  • I disagi e i disturbi psichici (esclusi quelli dovuti ad alterazioni fisiologiche del sistema nervoso) sono causati dalla frustrazione di bisogni, e da conflitti ("doppi vincoli") tra bisogni antagonisti.

CHIARIMENTI

Un mio amico mi ha chiesto: "Come poni questo tuo modello rispetto a quelli modulari, per esempio, di Fodor e Pinker? Altra domanda: come interpretare il fatto che poni la rete neurale e ormonale nel mezzo tra due batterie di sottosistemi?"

Segue la mia risposta.

Direi che il mio modello è sicuramente modulare, anche se suppongo, come ho scritto in una nota, che certi sottosistemi siano “distribuiti” fisicamente in più zone del sistema nervoso o del corpo in generale. Inoltre non escluderei proprietà ologrammatiche, ovvero repliche diffuse di informazioni (come per il DNA) e di funzioni.

Il mio modello è al tempo stesso cognitivista e psicodinamico (avrai notato la presenza del super-io), sistemico, ovvero cibernetico, e non behaviorista nel senso stretto del termine.

L’idea di Fodor che i processi cognitivi di alto livello non siano modulari mi lascia perplesso. Io infatti suppongo che tali processi siano comunque di pertinenza di un “sottosistema” (ovvero modulo) cognitivo (conscio e inconscio), anche se i relativi processi, cioè i “pensieri” non sono modulari ma “seriali” e “reticolari”.

Probabilmente la querelle tra Fodor e Pinker è solo apparente ed entrambi hanno ragione. Forse Fodor ha letto in modo riduttivo o riduzionista la visione di Pinker. Penso infatti che non si possa criticare qualcuno per ciò che non dice, ma solo per ciò che asserisce e ciò che esclude, e immagino che Pinker non abbia escluso le idee di Fodor, che possono essere considerate un’estensione, un completamento o un approfondimento di quelle di Pinker.

Il mio modello non è riduzionista (spero) e non esclude nessun fenomeno o meccanismo non ancora scoperto da scienziati o filosofi. E’ un tentativo di costituire un quadro generale da cui partire per approfondire i diversi aspetti della mente e della natura umana, come auspicato da Edgar Morin, che lamenta l’assenza di una specializzazione accademica: quella della generalità della vita. Come in un grande sistema informatico, è impensabile disegnarne o descriverne gli aspetti o gli elementi di dettaglio senza partire da una struttura “generale”, ovvero di alto livello, che può poi essere sezionata e approfondita sezione per sezione, ma senza mai trascurare interazioni tra le diverse sezioni (o moduli o sottosistemi), giacché non possiamo conoscere le cose in sé ma solo le relazioni tra le cose, come ci insegna Gregory Bateson.

Il mio modello è evoluzionistico in quanto credo sia il risultato di adattamenti della specie alle pressioni ambientali e in particolare alla condizione di interdipendenza funzionale degli esseri umani, come indicato nei principi generali. Tuttavia siamo ormai passati, come sai bene, da una evoluzione genetica ad una “memetica”, che per la mente è di grande importanza.

Il concetto di “incapsulamento” funzionale mi lascia perplesso e lo userei con cautela. Credo che certi “moduli” mentali non siano facilmente incapsulabili dal momento che comunicano simultaneamente con molti altri. Inoltre, come ho indicato nei principi generali, gli algoritmi che governano i moduli hanno un certo grado di aleatorietà.

Io credo che il difetto di molte teorie sulla mente (e che spero di evitare nella mia) sia quello di definire un modello abbastanza semplice da poter essere descritto in termini semplici, cosa che porta fatalmente ad un certo riduzionismo o addirittura semplicismo. Nel mio modello ci sono invece aree "misteriose" che non pretendo di spiegare, come la volontà (compreso il libero arbitrio), la coscienza e il sentimento, anche se possiamo immaginare certe relazioni e interazioni tra tali entità e il resto del “sistema”.

Vorrei a questo punto confrontare il mio modello con gli otto requisiti di un sistema “modulare”:

  1. Specificità del dominio: i moduli operano solo su determinati tipi di input, sono specializzati. [OK, salvo il fatto che diversi moduli si possono influenzare reciprocamente.]

  2. Incapsulamento informativo: i moduli non devono necessariamente fare riferimento ad altri sistemi psicologici per poter funzionare. [Parzialmente d'accordo, ma un modulo può avere molte connessioni con altri moduli e comportamenti reattivi con un certo grado di aleatorietà.]

  3. Attivazione obbligatoria: i moduli vengono elaborati in modo obbligatorio. [Nel mio modello ci sono aleatorietà, ovvero eccezioni alle regole e comportamenti “misteriosi”.]

  4. Alta velocità di elaborazione: probabilmente a causa del fatto che sono incapsulati (quindi necessitano solo di consultare un database limitato) e obbligatori (non è necessario sprecare tempo per determinare se elaborare o meno l'input in entrata) [OK.]

  5. Uscite di basso livello: l'output dei moduli è molto semplice. [Non sempre: nel mio modello l’output può essere non univoco, ambivalente, conflittuale, perfino paralizzante.]

  6. Accessibilità limitata. [OK nel senso che certi moduli non sono localizzabili e non possono comunicare con tutti gli altri, ma solo con alcuni altri, anche se la plasticità del sistema nervoso può creare nuove connessioni in certi casi.]

  7. Ontogenesi caratteristica: c'è una regolarità di sviluppo. [parzialmente d'accordo. Infatti mio modello l’ontogenesi si accompagna con l’apprendimento, ovvero uno sviluppo in cui le interazioni con gli altri moduli o con l’esterno influenzano lo sviluppo e perfino l'espressione genica.]

  8. Architettura neurale fissa. [Parzialmente d'accordo. Infatti, come detto sopra, la plasticità del sistema nervoso rende la rete di connessione modificabile.]

Per quanto riguarda la tua domanda “come interpretare il fatto che poni la rete neurale e ormonale nel mezzo tra due batterie di sottosistemi?”, ti rispondo che la rete neurale è disegnata come il “bus” di un computer, che permette a tutti i moduli di comunicare potenzialmente con tutti gli altri.

La posizione di ogni modulo nello schema non è significativa. L’architettura a "bus" è indispensabile nei computer per evitare “gli spaghetti” ovvero connessioni fisiche inestricabili (cavi elettrici) di tutti con tutti. Basta quindi collegare un modulo al bus, e in tal modo esso può comunicare con qualsiasi altro collegato allo stesso bus.

Suppongo che la rete neurale (neuroni, assoni, sinapsi, dendriti ecc.) funzioni come il bus di un computer, ovvero come un canale di comunicazione. Suppongo inoltre che un neurone possa avere un doppio ruolo: come nodo di comunicazione (di transito) di una rete, e come micromodulo di un sistema più grande, con funzioni particolari.

Vedi l'articolo "Modularità della mente" in Wikipedia.

Vedi anche Comprendere la natura umana.

Filosofie che disturbano

2019-07-20   Filosofia   |   Confliggere
Ogni filosofia disturba tutti quelli che seguono filosofie contrastanti, cioè filosofie criticate o smentite dalla prima. Per tali persone i seguaci della filosofia disturbante sono nemici da abbattere o screditare.

Risorse e minacce

2019-07-20   Interagire
Per alcuni sono una risorsa, per altri una minaccia.

La bellezza come strumento di persuasione

2019-07-20   Appartenere   |   Bellezza   |   Arte
La bellezza fa sembrare vero ciò che è falso, nobilita ciò che è ignobile, dà un senso a ciò che è insensato, incanta e in tal modo diminuisce la capacità critica. Per questo la bellezza viene normalmente usata per accompagnare ogni rito di appartenenza sociale civile e religioso.

Il pericolo di farsi domande su di sé

2019-07-20   Natura umana   |   Confliggere
Non solo la maggior parte della gente non mette in discussione il proprio comportamento e non si fa domande sulla propria natura, ma vede con sospetto o ostilità chi fa tali cose.

Riti e imitazione

2019-07-20   Appartenere   |   Imitare   |   Riti e rituali
Un rito consiste in una cerimonia di imitazione, di ripetizione di gesti prestabiliti da parte di un gruppo in cui ognuno recita la parte a lui assegnata. Si tratta di una imitazione collettiva in cui al tempo stesso vengono imitati (cioè riprodotti) gesti del passato e del presente, e gli imitatori vengono a loro volta imitati come in un gioco di specchi che si riflettono all'infinito. Un gioco in cui vince chi fa la migliore imitazione, la più autentica, la più fedele.

Nulla è irrazionale

2019-07-20   Conoscere   |   Ragionare
Nulla è irrazionale, perché ogni cosa, ogni comportamento ha le sue ragioni. Se qualcosa o qualcuno ci sembra irrazionale è perché non capiamo le sue ragioni a causa della nostra ignoranza o scarsa intelligenza.

Sacralità della comunità

2019-07-21   Appartenere   |   Ragionare   |   Criticare   |   Comunità   |   Sacralità
L'uomo ha continuamente, geneticamente, bisogno di confermare la sua appartenenza ad una comunità, a causa dell'interdipendenza della nostra specie.

Affinché la conferma di appartenenza si concretizzi, è necessario che l'individuo imiti o riproduca ripetutamente di fronte agli altri le forme caratteristiche della comunità stessa, cioè quelle che permettono di riconoscerla e la distinguono dalle altre.

Per tale motivo l'uomo tende a fare le stesse cose che fanno gli altri membri della comunità a cui sente di appartenere, (modulate secondo ruoli predefiniti) indipendentemente dalla utilità pratica e razionalità dei gesti sociali imitati e riprodotti.

L'appartenenza ad una comunità è infatti, per l'inconscio,  una cosa "sacra", e il sacro non si discute né si analizza razionalmente, altrimenti lo si dissacra. Al sacro si obbedisce ciecamente, nel sacro di ha fede, il sacro si può e si deve solo amare e temere.

Appartenenza sociale e imitazione

2019-07-21   Appartenere   |   Imitare
L'appartenenza sociale è basata sulla imitazione e riproduzione di certe forme caratteristiche di una certa comunità.

Cultura ed estetica

2019-07-21   Bellezza   |   Cultura
Ogni nuova cultura richiede nuovi tipi di estetica.

Sacrificio e sacro

2019-07-21   Piacere e dolore   |   Appartenere   |   Comunità   |   Violenza   |   Sacralità
Il sacrificio (piccolo o grande che sia) è un elemento essenziale della celebrazione del sacro, ovvero della conferma dell'appartenenza ad una comunità umana.

Il sacrificio comporta necessariamente un disagio, una rinuncia, una violenza, una frustrazione, una sofferenza perché serve a dimostrare che l'attaccamento alla comunità è più forte della sofferenza provocata dal sacrificio stesso.

Segni di appartenenza

2019-07-22   Interagire   |   Appartenere
In ogni gesto, in ogni azione, in ogni espressione umana è implicito il messaggio "io appartengo a ..."

Pace e guerra

2019-07-22   Confliggere   |   Competere
C'è pace quando c'è accordo, guerra quando c'è disaccordo, sui rispettivi ruoli sociali e le rispettive posizioni gerarchiche.

Essere e appartenere

2019-07-22   Identità
Essere significa appartenere e possedere.

Coerenza e schiavitù

2019-07-23   Interagire   |   Ragionare   |   Interdipendenza
Agli altri chiediamo di essere coerenti, ma non a noi stessi. Infatti giustifichiamo ogni nostra incoerenza, ma non quelle altrui. In realtà la coerenza è una schiavitù a fini sociali. Serve ad evitare che gli altri si comportino in modo imprevisto.

Un ossimoro vivente

2019-07-23   Ragionare   |   Logica   |   Bruno Cancellieri
Io sono un ossimoro vivente, una coerente contraddizione.

Cause del bene e del male

2019-07-23   Etica   |   Interdipendenza
Il male è tutta colpa della nostra interdipendenza. Anche tutto il merito del bene.

Cacciatori di immagini

2019-07-23   Emozioni e sentimenti   |   Arte   |   Stimoli e reazioni
Il fotografo è un cacciatore di immagini suggestive.

Razionalizzare

2019-07-25   Motivazioni   |   Verità   |   Ragionare   |   Colpa
Per razionalizzare non s'intende ragionare o pensare in modo razionale, ma rendere forzatamente e in modo mistificato "razionale" ciò che non lo è, ovvero spiegare un certo comportamento in modo che la spiegazione (o motivazione dichiarata) sia accettabile, politicamente corretta, nascondendone e dissimulandone (consciamente o inconsciamente) i veri motivi, meno nobili e meno razionali. In tal senso si tratta di una pratica molto diffusa, che ci riguarda tutti. Chi non razionalizza il proprio comportamento scagli la prima pietra.

Crisi di identità

2019-07-25   Appartenere   |   Identità
Le crisi di identità sono crisi di appartenenza.

Il coraggio dei poeti, degli artisti e dei filosofi

2019-07-26   Filosofia   |   Arte   |   Poesia   |   Coraggio
I veri poeti, i veri artisti e i veri filosofi sono coraggiosi perché osano dire cose nuove.

Appartenenze comuni e reciproche

2019-07-26   Appartenere   |   Amare   |   Amicizia
L'affinità, la familiarità, la fratellanza, l'amicizia tra due persone consistono in comuni appartenenze. L'amore e la simbiosi tra due persone consistono in appartenenze reciproche, ovvero nel fatto che ciascuno appartiene all'altro.

Essere e appartenere

2019-07-26   Bisogni   |   Appartenere
A mio parere, "essere" significa appartenere ad una o più persone o categorie di persone, che nel seguito chiameremo "enti di appartenenza" o semplicemente "enti".

Così, ad esempio, una donna che pensa di essere bella (o brutta) pensa in realtà di appartenere alla categoria sociale delle donne belle (o brutte), con tutto ciò che tale appartenenza (più o meno reale o presunta, cioè più o meno riconosciuta dagli altri) comporta.

Gli "enti" (come sopra definiti) sono costrutti mentali più o meno condivisi con altre persone e caratterizzati da certe forme, norme, valori, vantaggi e/o svantaggi sociali.

L'appartenenza ad un ente è determinata da varie condizioni comportamentali, specialmente quelle di tipo mimetico, legate alla capacità di riprodurre i segni e i comportamenti caratteristici dell'ente di appartenenza, affinché essi siano "riconoscibili" dalle altre persone.

Come detto sopra, a ciascun ente sono associati particolari attributi, per cui l'appartenenza ad un certo ente implica (e richiede) che l'individuo sia "portatore" degli attributi caratteristici dell'ente stesso e di conseguenza detentore dei vantaggi e svantaggi sociali associati.

Per capire il comportamento dell'uomo e le sue espressioni verbali e non verbali, è allora spesso utile sostituire il verbo "essere" con il verbo "appartenere", tenendo presente che il bisogno fondamentale dell'uomo è quello di appartenere ad una (o più) comunità, a causa dell'interdipendenza caratteristica della nostra specie.

Tuttavia, a causa delle spinte competitive, la società è strutturata in gruppi contrapposti potenzialmente o francamente ostili o competitori ciascuno rispetto agli altri, per cui l'appartenenza ad un certo gruppo o ente può implicare (e richiedere) la non appartenenza a certi altri. In altre parole, le appartenenze possono essere mutuamente esclusive.

Perciò, accanto al bisogno e al desiderio di appartenere a certi enti, c'è normalmente il bisogno e il desiderio di non appartenere a certi altri.

La vita sociale è un gioco di appartenenze, in cui ognuno cerca di appartenere a certi enti per lui vantaggiosi (o ritenuti tali), e di dimostrarlo, ovvero di ottenere dagli altri il riconoscimento e l'accettazione delle appartenenze stesse. Il che è come dire che ognuno vorrebbe che gli altri lo riconoscano e lo accettino per come "è" o come crede di "essere" o vorrebbe "essere".

Molti disagi e disturbi mentali possono essere dovuti al bisogno di appartenere a enti mutuamente esclusivi, o, più in generale, alla frustrazione di non poter appartenere ad enti a cui si ha bisogno (o un forte desiderio) di appartenere.

L'appartenenza ha un aspetto qualitativo, uno funzionale e uno quantitativo. Il primo si riferisce al tipo di comunità, il secondo al ruolo del soggetto e il terzo alla sua posizione gerarchica nella comunità stessa. Quando si desidera appartenere, dunque, si desidera appartenere ad un certo ente, in un certo ruolo e in una certa posizione gerarchica (nelle varie gerarchie: politica, economica, etica, estetica, intellettuale, sessuale ecc ).

Tutto va bene quando l'aspirazione ad una certa appartenenza da parte di un soggetto è riconosciuta e accettata dagli altri, i problemi nascono quando c'è disaccordo o incomprensione sulle rispettive appartenenze attuali o desiderate.

Alla luce di quanto sopra, possiamo dire che ognuno crede di appartenere a certi enti, non crede di appartenere a certi altri, vorrebbe appartenere a certi enti, non vorrebbe appartenere a certi altri, e pensa che certe persone appartengano a certi enti e non a certi altri, con le relative conseguenze cognitive, emotive e motivazionali, e i pre-giudizi del caso.

È importante notare che le appartenenze non sono qualcosa di individuale che ognuno può concepire, o inventare, né qualcosa di oggettivo, ma consistono in convenzioni sociali, nel senso che non hanno significato, né valore o validità, che nella misura in cui vengono "riconosciute" dagli altri.

Massa critica e cambiamento

2019-07-26   Sistemica   |   Motivazioni   |   Cambiare   |   Massa
Quello di massa critica è un concetto sistemico. Certi cambiamenti sociali, come le rivoluzioni politiche o culturali possono avvenire solo quando si raggiunge una massa critica di persone che desiderano o possono tollerare i cambiamenti stessi.

Presumo che anche nell'individuo avvengano dei cambiamenti solo quando viene raggiunta una massa critica di motivazioni al cambiamento stesso, ovvero quando qualche evento esterno modifica l'equilibrio tra motivazioni antitetiche facendo prevalere una motivazione a svantaggio di un'altra.

Doveri di appartenenza

2019-07-26   Appartenere   |   Gerarchia   |   Ruoli sociali
Per appartenere ad una certa comunità, una persona deve fare ciò che quella comunità si aspetta da un membro nel ruolo e nella posizione che la persona ha o desidera avere nella comunità stessa. In altre parole, per appartenere ad una comunità è necessario servirla, ovvero esserle utile. Non si può appartenere come parassiti.

Ansia, senso di colpa e senso di comunità

2019-07-26   Etica   |   Appartenere   |   Comunità   |   Colpa
L'ansia (che è forse il disagio mentale oggi più diffuso) potrebbe essere causata da un senso di colpa verso la comunità, cioè dalla supposizione inconscia di non aver compiuto abbastanza i propri doveri verso di essa, e di meritare perciò di esserne espulsi o emarginati.

Se ciò fosse vero, la terapia potrebbe consistere nello stabilire quale sia la comunità di riferimento, quali i doveri e quali le colpe, ovvero i doveri non assolti, i debiti non pagati, gli impegni non mantenuti.

Oppure (seconda ipotesi) l'ansia potrebbe essere causata dalla paura che i membri della comunità scoprano che il soggetto non si sente legato alla comunità stessa, non si sente parte di essa, ovvero è emotivamente estraneo e indifferente o perfino ostile ad essa. Nel caso tale estraneità o ostilità venisse scoperta, il soggetto sarebbe automaticamente espulso dalla comunità.

Mentre nella prima ipotesi il problema è risolvibile compiendo i dovuti doveri e ottenendo così il perdono da parte degli altri membri della comunità, nella seconda ipotesi il problema potrebbe essere irrisolvibile e irreparabile, specialmente dal punto di vista dell'inconscio.

Potremmo definire la seconda ipotesi la "sindrome della spia" dato che, nel caso la verità venisse scoperta, il soggetto diventerebbe automaticamente, inesorabilmente e notoriamente, un pubblico nemico della comunità.

Quanto sono realistici i rischi e i pericoli nelle due ipotesi? Direi  molto poco, perché gli altri probabilmente non si curano del soggetto, dei suoi doveri, o delle sue eventuali finzioni, o se ne curano molto meno di quanto il soggetto creda. D'altra parte gli altri potrebbero avere gli stessi problemi del soggetto, o anche di più gravi.

In ogni caso, va detto che oggi viviamo in una società in cui il senso di comunità si viene sempre più perdendo, e con esso i problemi di fedeltà comunitaria. In altre parole, non c'è ormai quasi più nulla a cui essere fedele. La faccenda ha quindi un lato negativo e uno positivo. Resta il fatto che l'uomo ha un bisogno genetico di appartenenza a una o più comunità (a causa della nostra interdipendenza), e la frustrazione di tale bisogno ha probabilmente conseguenze patologiche.

Sia come sia, ciò che conta è essere rispettati e possibilmente benvoluti dalle persone che incontreremo, indipendentemente dalle comunità di riferimento. A tal fine la prima regola è quella di non criticare i nostri interlocutori, né direttamente, né indirettamente, ovvero di nascondere le nostre critiche nel modo più sicuro.

In questo ci verrà in aiuto l'autocensura inconscia, che ci spingerà in ogni momento a chiederci se ciò che stiamo facendo o che ci accingiamo a fare è socialmente rischioso, ovvero con quante probabilità attirerà su di noi antipatie o ostilità da parte delle persone della cui benevolenza abbiamo bisogno.

Per concludere, una semplice regola per evitare i sensi di colpa, sarebbe quella di non fare, per quanto possibile e opportuno, cose che non possano essere raccontate pubblicamente senza imbarazzo.

Bisogno di comunità, super-io, senso di colpa e psicoterapia

2019-07-27   Psicoterapia   |   Comunità   |   Colpa   |   Psicoanalisi
Nell'inconscio c'è qualcosa che "calcola" continuamente il nostro status sociale, ovvero la nostra posizione e il nostro grado di integrazione e accettazione nella comunità. In altre parole, viene calcolato il rischio di essere espulsi o emarginati da essa a causa di comportamenti "colpevoli" ovvero "immorali".

È ciò che Freud chiamava il "super-io". Si tratta di un automatismo inconscio e involontario (quindi un "algoritmo" a tutti gli effetti), la cui funzione evoluzionistica è quella di assicurare il mantenimento di ogni essere umano all'interno di una comunità, dal momento che non potrebbe sopravvivere altrimenti.

La "comunità" a cui il super-io fa riferimento non è qualcosa di oggettivo, ma un costrutto mentale basato sulle relazioni sociali passate e presenti in cui il soggetto è stato e/o è coinvolto.

Il funzionamento del super-io può essere più o meno sano o malato rispetto alla sua funzione. Possiamo infatti dire che è malato quando i suoi calcoli non corrispondono alla realtà, ovvero quando il rischio di emarginazione reale è molto più basso o molto più alto di quello calcolato, per cui si possono avere, nel primo caso, sensi di colpa ingiustificati e immotivati e, nel secondo caso, assenza di sensi di colpa quando sarebbero necessari o utili per una convivenza pacifica e per la stessa sopravvivenza.

Ogni senso di colpa ingiustificato, oltre a provocare sofferenza e inibizioni, può essere causa di disturbi psicosomatici. Perciò andrebbe preso in seria considerazione.

Per quanto sopra, lo scopo di una psicoterapia dovrebbe essere quello di verificare la validità dei "calcoli" dei rischi di emarginazione sociale fatti dal super-io del paziente. In caso di discrepanze importanti, la terapia dovrebbe rieducare il super-io del paziente a "calcolare" in modo più realistico.

Verso chi ci sentiamo in colpa

2019-07-27   Interagire   |   Comunità   |   Colpa
Se abbiamo trattato ingiustamente una persona possiamo di conseguenza sentirci in colpa. Tuttavia è possibile che il nostro senso di colpa non sia diretto verso la persona vittima della nostra ingiustizia, ma verso la comunità a cui entrambi (noi e la vittima) apparteniamo, perché temiamo di essere espulsi o emarginati da tale comunità a causa della nostra colpa.

In altre parole, suppongo che, a livello inconscio, il senso di colpa non si applichi alle relazioni bilaterali tra individui, ma a quella tra un individuo e la comunità a cui appartiene.

Infatti, se commettiamo una ingiustizia verso uno "straniero" probabilmente non ci sentiamo in colpa, o ci sentiamo in colpa molto meno che nel caso in cui la vittima sia un membro della nostra comunità.

In conclusione, suppongo che il senso di colpa sia un meccanismo biologico che serve soltanto ad assicurare la coesione sociale, ovvero l'appartenenza di ognuno di noi ad una comunità, a causa della nostra interdipendenza. Il senso di colpa esprimerebbe soltanto la paura di essere espulsi dalla comunità e non il timore di rovinare una relazione a due.

La natura del senso di colpa

2019-07-27   Paura   |   Comunità   |   Colpa
Il senso di colpa è la paura inconscia di essere esclusi dalla propria comunità interiore a causa di un comportamento non rispettoso delle sue regole.

Per valutare un libro

2019-07-28   Giudicare
Alcuni dicono che per valutare un libro bisognerebbe prima leggerlo direttamente e per intero. È come raccomandare di accendere un fiammifero per accertarsi che funziona.

Compatibilità comunitaria

2019-07-28   Comunità   |   Colpa
Qualunque cosa facciamo dovrebbe essere compatibile con la nostra comunità interiore e con quelle reali di cui siamo membri. Altrimenti potremmo avere fastidiosi sensi di colpa.

Il senso del successo

2019-07-28   Competere   |   Successo
Desideriamo il successo perché ci aspettiamo che ci renda più desiderabili e più competitivi.

Appartenenza e imitazione

2019-07-28   Appartenere   |   Imitare
L'uomo desidera una comune appartenenza rispetto agli altri, e per questo tende ad imitarli.

Comportamento e appartenenze

2019-07-28   Appartenere   |   Identità
Ogni gesto denota certe appartenenze.

Religione, violenza e sessualità

2019-07-28   Religione   |   Violenza   |   Sesso
La religione si è quasi sempre arrogata il diritto esclusivo di amministrare la violenza e la sessualità.

Violenza sacra

2019-07-28   Religione   |   Comunità   |   Violenza   |   Sacralità
L'uomo, per fare cessare la violenza tra individui ha escogitato la violenza di gruppo verso altri gruppi o verso alcuni individui o animali. Così si è passati dalla violenza interna alla comunità a quella esterna, ovvero contro altre comunità o contro qualche capro espiatorio.

Questo passaggio è avvenuto per iniziativa delle autorità religiose, le quali si sono arrogate il diritto esclusivo di amministrare la violenza, facendone una cosa sacra. Infatti la violenza esercitata in nome di un dio non solo è lecita, ma è doverosa.

Vittoria e ragione

2019-07-28   Competere   |   Ragionare
Chi vince ha sempre ragione, chi ha ragione non sempre vince.

Senso e nonsenso

2019-07-28   Comprendere
Ogni cosa ha un senso, anche se non lo capiamo. Il nonsenso non esiste, è la giustificazione di chi non riesce a comprendere.

Coerenza e libertà

2019-07-29   Ragionare   |   Logica
La coerenza costituisce una limitazione di libertà. La libertà di essere incoerenti.

Narcisismo e comunità

2019-07-29   Differenze umane   |   Comunità
Il narcisista non ha il senso della comunità, ovvero non si sente parte di un insieme che può anche fare a meno di lui.

Reale vs. virtuale

2019-07-29   Conoscere
La realtà può essere distinta in “reale” e “virtuale”. Dire “realtà virtuale” non è un ossimoro, perché anche ciò che è virtuale è reale, nel senso che “esiste realmente”, anche se “solo” come informazione, quindi come qualcosa di immateriale. D’altra parte anche ciò che è reale, ovvero materiale, è anche virtuale nella misura in cui è vettore di informazioni, le quali sono, per definizione, immateriali. E' comunque vero che una informazione, pur essendo immateriale, può avere effetti "materiali".

Da tale premessa si evince che non è facile distinguere tra “reale” e “virtuale” e ancor più tra “reale” e “irreale” in quanto sono spesso intricati e ambivalenti. Per ”irreale” intendo una cosa che non si è mai concretizzata e non potrà mai concretizzarsi, ma esiste solo come informazione (più o meno falsa o fantastica) nella mente di qualcuno o in un “documento”.

Perché la distinzione tra reale e virtuale e tra reale e irreale è importante? Perché alcuni dei nostri bisogni hanno come oggetto cose materiali che non possono essere surrogate da cose immateriali o virtuali, e tanto meno da cose irreali. Perciò è bene sapere quanto sia "reale" o "realistico" ciò che stiamo perseguendo, facendo o ricevendo.

Molti pensano di non avere difficoltà a distinguere il reale dal virtuale, ovvero il materiale dall'immateriale. Questo è normalmente vero per quanto riguarda l’”hardware” e il “software” di oggetti esterni al soggetto. Ma non è affatto facile quando si tratta di cose che si trovano nella nostra mente, compresa la nostra coscienza, i nostri sentimenti, la nostra memoria, i nostri bisogni e desideri ecc.

Dovremmo allora chiederci se la mente in generale sia qualcosa di reale o virtuale. A mio parere la risposta è duplice. La mente è un insieme di cose reali e cose virtuali (più o meno reali o irreali). Infatti, come in un computer, essa è costituita da un “hardware” e da un “software”. Si tratta di un complesso elaboratore di informazioni, ma gli organi addetti alle varie elaborazioni sono materiali, ovvero sono costituiti dalle cellule del sistema nervoso.

Una persona che soffre di disagi o disturbi psichici probabilmente distingue male il reale e il virtuale nel senso, per esempio, che considera reale ciò che è “solo” virtuale o viceversa.

Occorre ora notare che tra reale e virtuale ci può essere un certo grado di “corrispondenza”. Infatti molte cose virtuali (ovvero informazioni) sono il risultato della percezione e trasformazione di cose “reali”. Per esempio, una fotografia è una cosa virtuale (se consideriamo l’immagine avulsa dalla carta o dallo schermo di computer che la supportano) ottenuta fotografando qualcosa di reale. Ma potrebbe essere la foto di un’altra foto, e magari di una foto ritoccata o di un fotomontaggio e quindi di una cosa totalmente o parzialmente irreale. In tal caso la cosa virtuale non “corrisponde” (in una certa misura) al reale. Lo stesso vale, ad esempio, per la memoria del racconto, letto o ascoltato, di fatti mai avvenuti.

Ebbene, suppongo che uno che soffre di disagi o disturbi psichici abbia "in mente" una certa quantità di informazioni che non corrispondono alla realtà e di conseguenza si comporta in modo “irrazionale”.

Il problema della corrispondenza tra virtuale e reale non si pone solo per i pazienti nevrotici o psicotici, ma per ogni essere umano. Gli altri animali non hanno tale problema perché la loro mente è molto meno sofisticata e meno astratta della nostra, anche perché incapace di usare un linguaggio simbolico.

Ogni umano è suscettibile di due errori fondamentali. Il primo è quello di scambiare il virtuale per il reale, ovvero di non capire che certe sue idee o percezioni non equivalgono alle cose reali che dovrebbero rappresentare. Infatti “la mappa non è il territorio”. Il secondo errore è quello di credere che la sua “mappa” corrisponda al territorio più di quanto ciò sia vero.

Il problema della corrispondenza tra “mappa e territorio” è più grave quando riguarda le relazioni e interazioni sociali. In tal caso il “territorio” è una comunità reale, mentre la “mappa” è una comunità virtuale, interiorizzata nella mente dell’individuo. La cosa grave è che il comportamento di un individuo in una comunità non dipende dalla comunità reale, ma da quella virtuale (interiorizzata) che "rappresenta" quella reale in modo più o meno “corrispondente” alla realtà.

Infatti il meccanismo mentale conosciuto col nome di “super-io”, che funziona incessantemente come autocensore e inibitore di comportamenti che metterebbero a rischio l’appartenenza del soggetto alla comunità, funziona in relazione alla comunità virtuale (la sola conosciuta dal super-io), non a quella reale, ovvero funziona sulla base della “mappa” della comunità che il soggetto ha sviluppato, a cominciare dai primi giorni di vita, e che può essere più o meno “corrispondente” alla comunità reale, ovvero più o meno “obsoleta”.

Per concludere, è bene che l’io cosciente sia consapevole del fatto che non ha a che fare con una sola comunità (reale), ma con una reale e una virtuale, laddove quella virtuale è quella che l’inconscio prende in considerazione per governare e inibire i suoi sentimenti e le sue motivazioni. Ne consegue che, in caso di grave discrepanza tra la comunità virtuale e quella reale, il soggetto è suscettibile di comportarsi in modo inutile o controproducente rispetto alla soddisfazione dei propri bisogni e di quelli altrui.

Informazione+materia=vita

2019-07-30   Vita   |   Informazione   |   Materia
La vita è il risultato di particolari relazioni e interazioni tra certi tipi di informazione e certi tipi di materia.

La vita ha dunque bisogno (ovvero necessità) di informazione (di particolari tipi di informazione) e di materia (di particolari tipi di materia).

L'informazione "informa", ovvero dà forma alla materia, la rende viva.

La vita nasce, si sviluppa e si mantiene solo se certi tipi di informazione interagiscono in certi modi con certi tipi di materia.

D'altra parte l'informazione ha bisogno (ovvero necessità) di materia per essere scritta e comunicata.

La vita inizia grazie all'informazione costituita dal codice genetico, nel quale sono scritte le relazioni tra informazioni e materie che permetteranno alla vita stessa di svilupparsi, evolversi, riprodursi e poi estinguersi per consentire la vita delle sue riproduzioni.

L'uomo evoluto, ovvero il saggio, è colui che "sa" di quali tipi di informazione e di quali tipi di materia ha bisogno, di quali non ha bisogno e quali gli sono nocivi. Il saggio è dunque colui che "sa" vivere, ma anche morire al momento giusto.

Modelli di comportamento, ruoli e giochi

2019-07-30   Appartenere   |   Comportamento   |   Imitare   |   Comunità   |   Gioco
Il comportamento di un essere umano ricalca, ovvero imita, certi modelli che costituiscono i ruoli caratteristici di certi tipi di comunità. In altre parole, ogni individuo vive come il personaggio di un dramma di cui interpreta il copione, ovvero come il giocatore di un gioco di società, gioco di cui conosce e rispetta le regole.

Infatti non siamo liberi di essere né di fare ciò che vogliamo, ma il nostro comportamento deve conformarsi a certi modelli condivisi (ovvero "in comune") con altri membri della comunità a cui desideriamo o abbiamo bisogno di appartenere.

Chi decide cosa pensare?

2019-07-30   Coscienza   |   Sistemica   |   Pensare   |   Volontà
La sequenza dei nostri pensieri non è determinata dalla nostra volontà, ma da agenti inconsci e involontari che competono per portare alla coscienza (ovvero all'attenzione cosciente) quei pensieri che stanno loro a cuore. Insomma, non è l'io cosciente che decide cosa pensare, ma meccanismi indipendenti dalla sua volontà.

A che gioco giochiamo?

2019-07-30   Interagire   |   Gioco
Interagire con gli altri è come un gioco di bambini. Si sceglie un gioco che tutti i giocatori conoscono e a cui hanno voglia di giocare, e si rispettano le relative regole, pena la "squalificazione".

Sui rituali

2019-07-30   Religione   |   Comunità   |   Riti e rituali
I rituali sono procedure di nessuna utilità pratica ma di notevole utilità psicologica e sociale. Servono infatti a dichiarare qualcosa a qualcuno, ad una comunità, ad una divinità o a qualche demone inconscio. Ciò che viene dichiarato è un sentimento di appartenenza un impegno, come ad esempio un'alleanza, o un pentimento.

Il rituale deve comportare un costo o un sacrificio, per dimostrare che la dichiarazione è più importante e vale più del costo del rituale stesso.

Regalare qualcosa di inutile, come ad esempio un mazzo di fiori che dureranno solo qualche giorno, è un rituale, a patto che i fiori abbiamo avuto un costo non indifferente per acquistarli o per coglierli.

Similmente, un brindisi non può essere fatto con l'acqua perché questa non costa nulla. Più è costoso il liquido con cui si brinda, più vale il rituale del brindisi.

È questo uno dei motivi per cui si spende tanto per celebrare i matrimoni o per costruire templi, non solo per sfoggiare ricchezza o potere.

Volare col pensiero

2019-07-30   Competere   |   Pensare   |   Differenze umane   |   Metapensiero
Gli esseri umani si distinguono per l'altezza a cui riescono a volare col pensiero. Le quote più alte sono le meno frequentate. Vi suoi trovano persone piuttosto solitarie, che i "normali" vedono con sospetto, come se da quelle altezze per loro inaccessibili stessero congiurando per sottometterli.

Fatica del libero arbitrio

2019-07-31   Libero arbitrio
Il libero arbitrio (se esiste) è stancante, perciò non si può esercitare a lungo.

Bontà vs. sufficienza

2019-07-31   Valutare   |   Sistemica   |   Complessità
Una cosa può essere buona ma insufficiente per soddisfare un bisogno o un desiderio. In tal caso non va scartata, ma unita ad altre cose anch'esse buone ma insufficienti, in modo tale che l'insieme divenga sufficiente. In ogni caso è meglio qualcosa di imperfetto ma sufficiente, che qualcosa di perfetto ma insufficiente.

Il rischio del particolare

2019-07-31   Conoscere   |   Sistemica   |   Vita   |   Complessità
C'è sempre il rischio di scendere troppo nel particolare perdendo di vista il generale. Quando succede, dimostriamo di essere specialisti bravi ma incapaci di soddisfare i bisogni nostri e altrui. Perché la vita richiede che siano soddisfatte un certo insieme di condizioni, non solo alcune, quantunque perfettamente.

La giusta configurazione del mondo

2019-07-31   Conoscere   |   Vita   |   Complessità   |   Orientarsi
Per orientarsi in modo soddisfacente nella vita occorre avere una visione del mondo il più possibile completa di tutti i suoi aspetti più importanti. Occorre inoltre essere capaci di vedere tali aspetti tutti insieme, a grandi linee e senza tanti dettagli che renderebbero difficile contemplare il quadro generale in un colpo d'occhio.

Promesse e minacce delle religioni

2019-08-01   Religione   |   Piacere e dolore   |   Paura
L'homo sapiens, come tutti sanno, ha capacità cognitive che gli altri animali non hanno. Questo fatto comporta ovviamente molti vantaggi, ma anche lo svantaggio di prevedere la sofferenza e la morte, e di averne paura, quindi di soffrirne per "anticipazione".

La religioni hanno fatto leva su tali paure mediante promesse e minacce capaci di alleviarle o aumentarle. A chi si sottomette alle divinità e ai loro rappresentanti le religioni promettono la (futura) liberazione dalla sofferenza e dalla morte, mentre a chi non si sottomette promettono l'inferno. Grazie a queste promesse e minacce le religioni hanno prosperato e continuano a prosperare, finché qualcuno ci crederà.

Gli altri animali hanno il vantaggio di non essere indottrinabili e quindi di non poter apprendere la paura dell'inferno.

Chi ha paura della razionalità?

2019-08-01   Giudicare   |   Paura   |   Ragionare   |   Stupidità
Chi disprezza la razionalità terme che essa metta a nudo le sue irrazionalità, stupidità e cattiverie. Infatti la razionalità è anche uno strumento di giudizio, e ognuno di noi teme (più o meno) di essere giudicato male.

Le regole del gioco

2019-08-01   Interagire   |   Etica   |   Libertà   |   Interdipendenza   |   Gioco
Per soddisfare i nostri bisogni e i nostri desideri abbiamo bisogno di interagire con altre persone dotate di certi requisiti, in certi modi e a certe condizioni.

Perché ciò possa avvenire, è necessario che le persone candidate o prescelte a tale scopo "accettino" (volenti o nolenti) di interagire con noi in quei modi e a quelle condizioni.

L'interazione può essere più o meno coercitiva e violenta, o liberamente cooperativa. Nel seguito ci occuperemo soltanto del secondo caso.

Le modalità di libera cooperazione debbono essere di comune gradimento e "convenute". Esse possono essere scelte da un repertorio di "tipi" predefiniti oppure negoziate e definite creativamente all'occorrenza.

Chiameremo le modalità convenute "regole di interazione" o "regole del gioco". Esse definiscono infatti le transazioni consentite, quelle vietate e quelle obbligatorie, vale a dire i diritti, i doveri, i principi logici, etici ed estetici da rispettare nel corso delle interazioni, e i presupposti della cooperazione, ovvero le identità sociali, i ruoli rispettivi, le proprietà e le capacità che gli interagenti dichiarano di possedere e/o di assumere durante la cooperazione.

Sulla base di quanto sopra esposto, possiamo affermare che la questione principale di ogni essere umano sia quella di decidere con chi e con quali regole interagire, nella speranza di trovare persone che rispondano ai criteri stabiliti.

Metaforicamente possiamo dire che ognuno deve decidere con chi giocare e a quale gioco, sapendo che deve probabilmente accontentarsi dei giocatori disponibili (con le loro caratteristiche immutabili) e accettare compromessi sulle regole da applicare al gioco. In caso contrario si potrebbe restare fuori gioco, ovvero isolati, frustrando di conseguenza un certo numero di propri bisogni.

La società è come un mercato in cui ognuno può, idealmente, scegliere cosa comprare e cosa vendere, ovvero cosa prendere e cosa dare, e con chi effettuare lo scambio.

Purtroppo non tutti riescono a trovare qualcuno con cui "giocare" in modo soddisfacente ovvero ad un gioco accettabile in quanto compatibile con la propria personalità, i propri bisogni e le proprie paure. In alcuni casi il gioco non inizia nemmeno, in altri inizia, ma viene interrotto appena una delle parti si rende conto che l'altra non rispetta le regole convenute, o che essa stessa non è in grado di rispettarle (o gli costerebbe troppo farlo) oppure che i presupposti dichiarati dal partner al momento dell'accordo non corrispondono alla realtà.

A queste difficoltà va aggiunto il fatto che la negoziazione delle "regole del gioco" normalmente non viene fatta razionalmente né esplicitamente, ma in modo intuitivo e più o meno consapevole, ovvero guidato da sentimenti di attrazione e repulsione piuttosto che da criteri logici e realistici, con risultati che possono essere deludenti.

Questo articolo è un invito ad affrontare razionalmente la questione "con chi e con quali regole interagire" e a discuterne esplicitamente con i potenziali partner.

Paura dell'autogoverno

2019-08-01   Differenze umane   |   Paura   |   Autogoverno
Può una persona capace di libero arbitrio e di autogoverno interagire con una che ne è incapace senza che questa ne sia spaventata o turbata?

Chi sceglie?

2019-08-02   Inconscio   |   Libero arbitrio
L'uomo è libero di scegliere cosa fare e non fare, ma non è chiaro quale sia, al suo interno, l'agente che sceglie, ovvero l'io cosciente e/o qualche agente inconscio.

Far finta di essere felici

2019-08-02   Interagire   |   Inconscio   |   Felicità
Uno degli aspetti più assurdi dell'infelicità umana è che essa è oggetto di vergogna, poiché tanto meno una persona si dimostra felice, tanto più è considerata malata o incapace ("looser") e quindi emarginata.

Questo ci induce a nascondere la nostra infelicità, fino a rimuoverla nell'inconscio. Ci si può perfino illudere di essere felici per timore dell'emarginazione, o negare che si possa essere più felici di quanto uno sia.

Subalternità dell'io cosciente

2019-08-03   Coscienza   |   Libero arbitrio   |   Psicoanalisi
L'io cosciente è il consulente del resto del corpo. Gli consiglia cosa fare e cosa non fare (esiste per questo), ma è il resto del corpo che decide se, e in quale misura, seguire i suoi consigli.

Infatti l'io cosciente dà spesso al resto del corpo consigli non richiesti, che a volte vengono presi in considerazione, altre volte ignorati, secondo meccanismi a noi ignoti.

A volte il resto del corpo, non sapendo cosa fare, chiede consigli all'io cosciente, altre volte gli impone di tacere e di non disturbarlo per un certo periodo tempo.

Per questo giustamente Freud ha scritto che l'io non è padrone in casa sua.

Natura e limiti dell'io

2019-08-03   Inconscio   |   Coscienza   |   Psicoanalisi
Il termine "io" è uno dei più usati e dei meno chiaramente definiti. Infatti non è chiaro se con esso ci si riferisce all'intera persona o ad una parte di essa.

La psicoanalisi ha definito l'io come la parte cosciente della persona (io cosciente), distinguendola dalla mente inconscia e dal resto del corpo, ma l'ambiguità semantica rimane nell'uso corrente del termine e nel nostro stesso modo di pensare.

Ancor meno chiara è la definizione delle funzioni e delle capacità dell'io, ovvero cosa esso possa e non possa fare nei confronti della propria persona, degli altri come singoli, e della comunità.

Infatti ognuno di noi "è" o "ha" un io, e vive nella fatale ignoranza di cosa egli stesso sia e cosa possa e non possa fare.

Una scoperta terrificante

2019-08-03   Interagire   |   Inconscio   |   Felicità
Sarebbe terribile scoprire che le uniche cose che ci possono far felici sono inaccettabili per gli altri.

Che significa "io"?

2019-08-03   Inconscio   |   Coscienza   |   Identità
Quando parliamo o pensiamo, non dovremmo mai dire semplicemente "io" ma "il mio io cosciente" oppure "la mia persona", a seconda che intendiamo, rispettivamente, solo la parte cosciente del nostro corpo, o il corpo intero. Infatti la parola "io" da sola è ambigua perché non si sa a cosa si riferisca, e può generare confusioni e illusioni sui poteri e le responsabilità morali delle persone.

Per "corpo" dovremmo quindi intendere solo la parte inconscia della persona (o individuo). Per chiarezza potremmo chiamarlo "corpo inconscio".

Per facilitare i discorsi, si potrebbe sostituire il termine "io" (inteso come io cosciente) con il neologismo (da me coniato) "ioc". In quanto al corpo inconscio, potremmo chiamarlo "corpoi".

Insomma, ioc + corpoi = individuo (o persona), formula da cui potremmo ricavare la seguente asserzione: "io" sono una persona e come tale sono composto da un "ioc" e da un "corpoi".

L'ioc, una volta compreso che è solo la parte cosciente della persona, dovrebbe chiedersi in ogni momento: di cosa ha bisogno "qui ed ora" il mio corpoi? E di cosa "ioc" ho bisogno per soddisfare i bisogni del mio "corpoi"?





Moderazione dell'intelligenza

2019-08-04   Intelligenza   |   Comprendere
Non conviene dire agli altri cose più intelligenti di quanto essi siano in grado di capire.

Il gioco del poeta

2019-08-04   Logica   |   Bellezza   |   Arte   |   Letteratura   |   Poesia
Il poeta è un giocatore di parole. Il gioco consiste nel mettere insieme parole in modo bello e suggestivo. Parole che da sole avrebbero solo un significato letterale, inserite in un bella composizione evocano emozioni libere dai vincoli della coerenza logica e contribuiscono ad una coerenza estetica.

Saper disimparare

2019-08-04   Apprendere
A volte è più utile disimparare che imparare.

Gestione euristica dell'inconscio

2019-08-04   Inconscio   |   Autogoverno
Per gestire il proprio inconscio conviene andare per tentativi: provare a cambiare qualcosa a caso nel proprio comportamento e vedere l'effetto che fa. Se l'effetto è buono, allora continuare, se è cattivo, provare qualcos'altro.

I numeri non esistono in natura

2019-08-05   Conoscere   |   Natura
I numeri non esistono in natura. Ciò che esiste sono quantità di energie e di informazioni. I numeri sono una invenzione dell'uomo per misurare le quantità, e si basano sull'analogia tra la quantità di ciò che si vuole misurare e quella delle dita delle sue mani. Perciò il termine "digitale" è molto appropriato.

Scrittura imprevista

2019-08-06   Pensare   |   Psicoterapia   |   Creatività
Quando comincio a scrivere, non so cosa scriverò, se non le prossime quattro o cinque parole. Le successive mi vengono ispirate da quelle precedenti e alla fine avrò scritto qualcosa di nuovo che trasformerà in una certa misura la mia mente e, di conseguenza, la mia vita.

Rispetto e giudizio

2019-08-06   Interagire   |   Giudicare
Per rispettare l'uomo e non esserne delusi, non bisogna sopravvalutarlo, non bisogna aspettarsi molto da lui.

Dividere per riunire

2019-08-06   Mente   |   Emozioni e sentimenti   |   Coscienza   |   Libero arbitrio   |   Ragionare   |   Volontà
Per capire le ragioni del proprio disagio psichico, ovvero della propria infelicità, conviene fare una doppia operazione. Prima di divisione e poi di riunione, o integrazione. Questo perché probabilmente il disagio è dovuto ad una separazione (ovvero ad una non comunicazione e non cooperazione) tra entità importanti della nostra persona la cui cooperazione è essenziale per la sopravvivenza e il benessere. Una separazione di cui non siamo consapevoli, o che non ci è chiara, e che è necessario risolvere ristabilendo una sana e naturale integrazione tra parti che collaborano come dovrebbero, per motivi che non conosciamo.

Dicendo che prima occorre dividere, non intendo che dovremmo operare una separazione pratica, ma una teorica, ovvero dovremmo riconoscere, vedere, capire l'esistenza di una separazione già in atto e di cui non ci siamo ancora accorti. Perché si può operare una unificazione tra parti disgiunte solo se siamo consapevoli della loro separazione.

Le parti di cui dobbiamo riconoscere la separazione (per poi risolverla) sono innanzitutto due sezioni fondamentali in cui possiamo, a mio parere, dividere la nostra persona: l'io cosciente e il resto del corpo, il quale "resto" è inconscio per definizione, se per "io cosciente" intendiamo la (sola) parte cosciente della nostra persona, ovvero la nostra coscienza o consapevolezza.

Quanto ho appena detto implica che l'io cosciente è parte integrante del corpo, e non qualcosa di spirituale o metafisico, che appartiene ad un altro mondo o ad una dimensione del nostro mondo che non è soggetta alle leggi della natura. In altre parole, la mente (compreso l'io cosciente è parte) fa parte del corpo, e la persona, individuo, coincide con il suo corpo.

Il nostro obiettivo è dunque la giusta comunicazione e cooperazione tra l'io cosciente e il resto del corpo, ovvero ciò che possiamo chiamare il "corpo inconscio".

L'io cosciente è un'entità misteriosa di cui sappiamo sempre meno, dato che tutto ciò che la scienza "scopre" sulla mente fa parte del "corpo inconscio". Col progresso scientifico, infatti, il "mistero" della coscienza si riduce mentre aumenta la conoscenza "non misteriosa" dei meccanismi prevedibili o misurabili.

Suppongo che l'io cosciente sia la sede del libero arbitrio, dato che questo è cosciente per definizione. Tuttavia le opzioni tra cui l'io cosciente sceglie ogni volta che prende una decisione gli vengono fornite dai meccanismi del corpo inconscio. Quindi il libro arbitrio è solo parzialmente libero. Dato che un io cosciente non dotato di libero arbitrio non servirebbe a nulla, e quindi non avrebbe "senso" nemmeno da un punto di vista evoluzionistico, possiamo ipotizzare che l'io cosciente e il libero arbitrio siano la stessa cosa, ovvero che i loro nomi siano sinonimi.

Nei nostri discorsi potremmo dunque sostituire il pronome "io" con la parafrasi "il mio libero arbitrio".

L'io cosciente è inoltre capace di sentire il piacere e il dolore, sia in forma reale, cioè attuale, qui ed ora, sia in forma virtuale, cioè come ricordo o come anticipazione. È plausibile che senza tale capacità, l'io cosciente non servirebbe a nulla. Infatti possiamo ipotizzare che l'io cosciente sia il luogo in cui (e da cui) il libero arbitrio ordina al corpo resto del corpo cosa fare per ridurre il dolore e accrescere il piacere (siano essi attuali o futuri, reali o virtuali).

Coscienza, volontà e sentimento sembrano dunque intimamente intrecciati. Infatti, a mio parere, ciascuno di essi non avrebbe ragione di esistere senza gli altri due. Suppongo che questa triade coincida con l'io cosciente e che ogni suo componente sia soggetto a impulsi (provenienti dal resto del corpo) che sono il risultato di meccanismi inconsci e non controllabili direttamente (dall'io cosciente), se non mediante l'uso di farmaci o droghe particolari.

Quanto sopra è riassumibile in una semplice formula: io cosciente = sentimento + coscienza + volontà.

Nella mia visione dell'uomo (e di noi stessi) ho dunque "separato" dal resto del corpo la coscienza, la volontà, e il sentimento, e li ho poi riuniti nell'io cosciente.

Grazie a questa divisione e riunificazione, di cui siamo ora consapevoli, possiamo migliorare la cooperazione tra queste tre componenti, e tra la triade e il resto del corpo, a condizione che riconosciamo i rispettivi ruoli naturali.

La cosa più importante è capire che l'io cosciente è al servizio del resto del corpo, e non viceversa.

Infatti sarebbe assurdo, oltre che patologico, un atteggiamento autoritario da parte dell'io cosciente rispetto al resto del corpo, come se il cuore volesse stabilire e ordinare cosa debbano fare gli altri organi, invece di limitarsi a servirli pompando il sangue di cui essi hanno bisogno.

Divide et nosce

2019-08-07   Conoscere   |   Sistemica
Il consiglio "divide et impera" riguarda anche l'impero della conoscenza, a condizione che non ci dimentichiamo di ricombinare ciò che abbiamo diviso.

Siamo tutti uguali e diversi

2019-08-07   Natura umana   |   Differenze umane
Gli esseri umani sono geneticamente quasi identici nelle loro strutture fisiologiche e mentali. Ciò che cambia sono soprattutto i contenuti delle strutture stesse, ovvero ciò che esse hanno "appreso" attraverso le esperienze.

Padronanza e partecipazione

2019-08-07   Sistemica   |   Gerarchia
Niente e nessuno può essere padrone di ciò di cui è parte.

Lamenti inutili

2019-08-07   Emozioni e sentimenti   |   Confliggere
Mi lamento dei lamenti inutili.

Conoscenza esterna vs. interna

2019-08-07   Conoscere   |   Sistemica
Conoscere una cosa è possibile in due forme: esternamente e internamente. Nel primo caso si tratta di scoprire di quali sistemi la cosa fa parte e come interagisce con le altre parti di ciascuno di tali sistemi. Nel secondo caso si tratta di vedere la cosa come sistema essa stessa, ovvero come insieme di parti che interagiscono, e di individuare tali parti e le loro interazioni.

"Essere parte" vs. "far parte"

2019-08-07   Sistemica
La differenza tra 'essere parte' e 'far parte' è che nel primo caso s'intende una presenza passiva, nel secondo una partecipazione attiva.

Io, sentimento, coscienza, volontà

2019-08-07   Mente   |   Emozioni e sentimenti   |   Coscienza   |   Libero arbitrio   |   Volontà
Io cosciente = sentimento + coscienza + volontà. Nessuna di queste tre entità servirebbe a qualcosa, né perciò avrebbe ragione di esistere, senza le altre due. Infatti, ciascuna di esse coopera con le altre per esercitare la sua funzione. L'io cosciente non è qualcosa di diverso o separato dalle altre tre entità, ma la loro somma.

Etica mimetica vs. sistemica

2019-08-07   Etica   |   Mente   |   Sistemica   |   Comunità
Siamo stati abituati a giudicare (razionalmente ed emotivamente) secondo un’etica che io definirei intuitiva e soggettiva, in quanto basata su certe concezioni del bene e del male la cui definizione non è mai stata chiara. Da bambini, infatti, il “male” era ciò che “dispiaceva” ai nostri genitori, che li faceva soffrire. Poi la religione ci ha insegnato che il male era ciò che dispiaceva a Dio e che causava la sua ira funesta. Analogamente abbiamo imparato a conoscere “il bene”.

Possiamo dire che un’etica fondata su ciò che piace o dispiace a qualcun altro (genitori, preti, altri membri della comunità, divinità ecc.) sia di tipo “mimetico”, ovvero ottenuta mediante una “copiatura” o “rispecchiamento” di sentimenti altrui. A tal proposito ritengo plausibile che i neuroni specchio abbiano un ruolo importante nella formazione dei nostri sentimenti morali.

Ora che siamo adulti, dovremmo essere abbastanza dotati di senso critico e di conoscenze (sia scientifiche che umanistiche) per capire che conviene ridefinire il bene e il male su basi più chiare, più oggettive e meno rischiose rispetto alle preferenze emotive dei nostri genitori e delle altre persone “significative” che hanno formato il nostro inconscio (e i relativi automatismi di autocensura).

A tal proposito, come alternativa all'etica “mimetica” io propongo un’etica “sistemica” ovvero basata su una concezione sistemica della vita, delle interazioni sociali e delle dinamiche interne all’individuo, ovvero delle interazioni tra la sua mente e il resto del suo corpo, e tra le parti della mente stessa.

L’idea fondamentale è che ogni essere vivente (o parte di esso) sia un sistema, e che ogni sistema sia un sottosistema di un sistema più grande e sia composto a sua volta da sottosistemi. Presumo inoltre che ogni sistema (o sottosistema) abbia una sua autonomia e un certo grado di libertà, ma che la sua vita e il suo benessere dipendano dalla qualità e quantità delle sue interazioni con le altre parti del sistema a cui appartiene.

Sulla base di tale supposizione, si può dire che il “bene” sia sempre relativo ad un sistema vivente (di un certo livello strutturale), e consista in tutto ciò che favorisce il mantenimento e il funzionamento del sistema stesso, specialmente per quanto riguarda le sue interazioni “vitali” con il resto dell’ambiente da cui la sua vita e il suo benessere dipendono.

L’interdipendenza degli esseri viventi sarebbe dunque la fonte, o matrice, dell’etica. Infatti, se noi umani non avessimo bisogno gli uni degli altri e se non tendessimo a competere gli uni contro gli altri, non ci sarebbe alcun bisogno di un’etica, e non staremmo qui a parlarne. L’etica nasce dunque dai bisogni umani, dalla nostra necessità di cooperazione con altri esseri umani e dalla competizione con essi, oltre che dall’ambiente naturale da cui otteniamo il necessario per la nostra nutrizione e protezione. In altre parole, l'etica serve a "regolare" le interazioni (dirette e indirette) tra individui, che altrimenti sarebbero "sregolate" (ovvero immorali).

Dipendiamo dunque da un ambiente che è sia culturale (cioè sociale) che naturale. L’ecologia è lo studio delle interdipendenze degli esseri viventi e il presupposto intellettuale fondamentale per l’etica, che, in tal senso, non può essere mai assoluta, ma sempre relativa alla sostenibilità ecologica del sistema di cui il "soggetto etico" fa parte.

Se l'ecologia è lo studio delle interdipendenze e interazioni tra esseri viventi, la psicologia dovrebbe essere lo studio delle interdipendenze e interazioni all'interno della mente di un individuo, tra la mente e il mondo esterno e tra la mente e il resto del corpo. Anche queste interazioni sono oggetto di etica in quanto le interazioni esterne di un individuo sono dirette da quelle interne (consce e inconsce).

L’etica sistemica, rispetto a quella mimetica, costituisce una rivoluzione culturale in quanto comporta il passaggio da un’etica basata su comandamenti definiti “a priori” (ovvero prima della nascita dell'individuo) e da lui "copiati", ad una “negoziata” tra le parti interdipendenti, tenendo conto delle risorse disponibili e dei “concorrenti” interessati a goderne. L’etica sistemica è dunque un “contratto sociale” in perenne fase di negoziazione e rinegoziazione, che tiene conto sia della nostra necessità di cooperazione, sia della nostra naturale e istintiva competizione per le risorse naturali e sociali disponibili (in senso quantitativo e qualitativo).

Per quanto riguarda le interazioni interne all'individuo (e come tali oggetto della psicologia), la negoziazione è molto difficile, se non impossibile, dato che non possiamo "vedere" gli agenti mentali in gioco, ma solo intuirli. Tuttavia, possiamo immaginare e ipotizzare ciò che avviene nella nostra mente e nel nostro corpo e decidere in quale misura assecondare o respingere le varie pulsioni e motivazioni di origine interna. Il fine di tale regolazione dovrebbe essere quello della sostenibilità generale, in senso sistemico ed ecologico, della nostra persona e della comunità da cui dipendiamo.

Libertà e coraggio di creare

2019-08-08   Mente   |   Creatività
La creatività richiede una certa libertà di pensiero, cioè la capacità e il coraggio di connettere ogni idea con qualsiasi altra, in qualsiasi modo.

Essere e imitare

2019-08-08   Identità   |   Imitare
Dimmi chi imiti e ti dirò chi sei.

Bisogno di imitare

2019-08-08   Bisogni   |   Cambiare   |   Imitare
A mio parere, l'uomo ha un bisogno genetico di imitare gli altri, e quando non ci riesce abbastanza è preso da ansia o panico. Quando invece ci riesce bene, e gli altri glielo confermano, è felice. In alcuni uomini, però, a causa di una mutazione genetica, il bisogno di imitare è molto attenuato. Si tratta dei rivoluzionari della cultura.

Televisione e imitazione

2019-08-08   Imitare   |   Televisione
La televisione non fa altro che presentarci continuamente modelli di comportamento da imitare e altri da non imitare.

Importanza del sesso

2019-08-08   Interagire   |   Relazioni   |   Sesso
Nel bilancio tra il dare e il ricevere di una coppia, le prestazioni sessuali hanno un peso più o meno importante.

Stupidi e stupidaggini

2019-08-09   Stupidità
Gli stupidi dicono stupidaggini, ma non tutti quelli che dicono stupidaggini sono stupidi.

Risposte cognitivo-emotivo-motive

2019-08-09   Conoscere   |   Bisogni   |   Emozioni e sentimenti   |   Mappa cognitivo-emotivo-motiva
Ogni cosa che vediamo o che ci accade suscita in noi una tripla risposta: cognitiva, emotiva e motiva. Quella cognitiva dipende dalle nostre conoscenze, quella motiva dai nostri bisogni e quella emotiva dal loro grado di soddisfazione. Le tre risposte si influenzano a vicenda. Potrebbe essere utile chiederci quali siano le nostre risposte a certi eventi, e quali quelle delle persone con cui interagiamo.

Fare ed essere

2019-08-09   Identità
Ogni cosa che facciamo e che non facciamo ci qualifica socialmente.

Stabilità di una coppia

2019-08-09   Bisogni   |   Relazioni
Una coppia è tanto più stabile quanto più c'è una dipendenza reciproca tale da poter dire che ciascuna parte appartiene all'altra.

Tempi di una psicoterapia

2019-08-09   Psicoterapia
La psicoterapia richiede tempi lunghi e molti esercizi, come per apprendere a suonare uno strumento musicale o a parlare una lingua straniera. Più si è avanti negli anni, più è difficile.

Artefatti che uniscono o dividono

2019-08-09   Appartenere
Ogni elemento culturale (per esempio una canzone) può costituire un punto di convergenza o divergenza sociale, di comunità o estraneità di gusto e appartenenza.

Due tipi di pazzie

2019-08-10   Psicopatia
Ci sono due tipi di pazzie: quelle che tendono a inibire e quelle che tendono a liberare. Per il pazzo "inibito" la società è piena di persone senza freni morali, per il pazzo "liberato" essa è piena di persone represse.

Imitazione segreta

2019-08-10   Imitare
L'uomo è sempre occupato ad imitare qualcun altro, ma non vuole ammetterlo.

Paura di essere contraddetti

2019-08-10   Confliggere   |   Paura
Certe persone, quando vengono contraddette, diventano aggressive o depressive.

Giochi di imitazione

2019-08-10   Imitare
Quando due umani si incontrano, attraverso i neuroni specchio, ciascuno interpreta (o dovremmo dire "legge") i sentimenti e le intenzioni dell'altro e, in un gioco di imitazione reciproca, essi stabiliscono i rispettivi ruoli, status, appartenenze, identità, compatibilità, alleanze e ostilità, modalità e regole di cooperazione, accettazioni, rifiuti, ecc. Tutto ciò inconsciamente e automaticamente.

Il gioco di imitazione reciproca consiste, tra l'altro, nello stabilire chi dei due imita altro. L'imitatore è subordinato all'imitato, ed esprime l'intenzione di servirlo. In altre parole, imitare = servire, ovvero seguire. I ruoli di imitatore e di imitato possono essere invertiti periodicamente. Infatti un rapporto di cooperazione paritario comporta una continua inversione dei ruoli "padrone" e "servo" (guida e seguace).

Lo scopo, ovvero il bisogno, è quello di capire che tipi di interazione sono possibili tra i due, mettersi d'accordo su tali tipi, e interagire come convenuto esplicitamente o, ancor più spesso, implicitamente.

I tipi di interazione possono fare riferimento a modelli culturali di comportamento interattivo noti ad entrambe le parti, ovvero interiorizzati nelle loro menti e da esse "praticati".

Come parte del gioco, uno dei due può "imitare" certe forme culturali e percepire, attraverso i neuroni specchio, la risposta emotiva dell'interlocutore. Si tratta dunque di una serie di test, in cui ciascuno presenta (attraverso la sua imitazione inconsapevole) esempi di comportamenti, di stili di vita, per rilevare il gradimento o il rigetto dell'altro rispetto a ciascuno di tali tipi. Il gradimento di un certo tipo (ovvero di una certa opzione) di comportamento può essere espresso mediante una imitazione (ovvero riproduzione) del comportamento stesso.

In somma, attraverso la scelta di imitare o non imitare un certo comportamento ognuno esprime il suo gradimento o non gradimento del comportamento stesso e la sua disponibilità o indisponibilità ad interagire nel modo corrispondente.

Come funzionano le religioni

2019-08-11   Religione   |   Società   |   Comunità   |   Spiritualità
Tutte le religioni hanno in comune il seguente meccanismo fondamentale.

Un individuo (o più di uno)  che gode della fiducia della comunità racconta che esiste (senza alcun dubbio) una (o più di una) divinità onnipotente che può influire nella vita di ogni essere vivente rendendola più o meno felice o infelice e più o meno mortale o immortale in funzione del suo comportamento, dei suoi pensieri e della sua volontà.

Per capire come bisogna comportarsi per avere il favore della divinità, ci sono degli appositi racconti (le "rivelazioni")  trasmessi oralmente e/o per iscritto. Questi, però, non sono di facile comprensione e non è facile applicare ciò che tali racconti dicono, alla vita di tutti i giorni e ai singoli casi. Necessitano perciò di interpretazioni, esegesi, spiegazioni, ponderazioni, analisi, approfondimenti ecc. Queste attività costituiscono la professione di una certa categoria di persone che, a seconda della cultura di appartenenza, vengono chiamati sacerdoti, santoni, sciamani, profeti, preti, guru, teologi, guide spirituali ecc. Si tratta di persone che affermano di essere intermediari tra gli esseri umani e la (o le) divinità.

Il successo (cioè la genesi e la sopravvivenza) di una religione dipende dalla "fede" dei "fedeli". Questa consiste essenzialmente nella "fiducia" che la maggioranza dei membri di una comunità ha  nei confronti dei sedicenti "intermediari". Tale "fede" può essere spontanea (come quella dei bambini nei confronti degli adulti) oppure coercitiva. Infatti, chi non "crede" può essere, nel migliore dei casi, escluso dalla comunità dei fedeli; nei casi peggiori disprezzato, molestato, emarginato, perseguitato, esiliato, torturato o ucciso in quanto nemico della comunità.

Dimostrazione e ripetizione

2019-08-12   Conoscere   |   Scienza
Ciò che non è ripetibile non è dimostrabile.

Identità e pensieri

2019-08-12   Pensare   |   Identità
I nostri pensieri sono influenzati da ciò che siamo, e ciò che siamo è influenzato dai nostri pensieri.

Qualificazione sociale

2019-08-12   Identità
Tutto ciò che facciamo e non facciamo, diciamo e non diciamo, pensiamo e non pensiamo, conosciamo e non conosciamo, sentiamo e non sentiamo, desideriamo e non desideriamo, ci qualifica socialmente.

Bisogno genetico di imitazione e competizione mimetica

2019-08-12   Bisogni   |   Imitare
Ci sono comportamenti conformistici molto comuni che non si spiegano in altri modi che supponendo l'esistenza, nel codice genetico umano, di un generico bisogno di imitazione degli altri e di organi deputati a tale scopo (come i neuroni specchio).

Come ogni altro bisogno, il bisogno di imitazione provoca piacere quando viene soddisfatto (ovvero quando l'imitazione ha successo), dolore quando è frustrato (ovvero quando l'imitazione non riesce).

Il bisogno d'imitazione unito all'istinto di competizione dà luogo a vere e proprie gare d'imitazione, dove viene premiato chi meglio imita i modelli più rappresentativi della comunità di appartenenza, e penalizzato chi non li imita o li imita in modo non abbastanza fedele.

Essere un altro

2019-08-12   Identità
A volte vorrei essere un altro, ma la persona che vorrei essere non è mai esistita. In realtà vorrei essere tutti e nessuno.

Anormalità e solitudine

2019-08-13   Conformismo   |   Imitare   |   Solitudine
Ci sono persone che, se non fingessero di essere normali, sarebbero sole come cani randagi (a volte mi sento come uno di loro). Il problema è che gli "anormali" lo sono tutti in modi diversi per cui un anormale è "normalmente" incompatibile non solo con i "normali", ma anche con tutti gli altri anormali. Un'amicizia tra anormali è dunque molto improbabile, per cui essi sono condannati alla solitudine a meno che, ogni tanto, non fingano di essere normali o che la loro anormalità sia uguale a quella della persona con cui vogliono avere una relazione.

Libertà e incompatibilità

2019-08-13   Libertà   |   Relazioni   |   Differenze umane
A causa della sempre maggiore libertà di pensiero e di comportamento, e della conseguente diversificazione sociale, è sempre meno probabile che due persone siano tra loro compatibili. Di conseguenza la solitudine è sempre più diffusa.

Moltiplicazione del male

2019-08-13   Etica
Il male è doppiamente male quando è nascosto, triplamente quando viene fatto passare per bene.

Verità e razionalizzazione

2019-08-13   Inconscio   |   Verità   |   Ragionare
Quando sento qualcuno parlare io so che ciò che dice non è la verità, ma la razionalizzazione di una verità. Lo stesso vale per ciò che io penso e che dico.

L'errore del cuore

2019-08-13   Amare   |   Stupidità   |   Comunità
Credere che la propria famiglia, la propria comunità, la propria nazione siano migliori delle altre è l'errore più comune e più stupido in cui incorrono gli esseri umani.

Luogo del piacere

2019-08-13   Piacere e dolore
Il piacere sta nel fare, non nel fatto.

Salvatori del mondo e nemici del popolo

2019-08-13   Etica   |   Confliggere
Certe persone si credono i salvatori del mondo. Pensano che se tutti si comportassero come loro la società sarebbe buona e giusta e tutto andrebbe per il meglio. Non capiscono che per migliorare il mondo non basta non fare del male ma occorre lottare attivamente contro di esso, ovvero contro le persone che lo causano. Ma i salvatori del mondo sono pacifisti e rifiutano ogni lotta materiale, e aspettano che i malvagi si ricredano grazie al loro esempio.

Poi ci sono gli attivisti che si battono contro il male scegliendo alcuni "nemici del popolo" e facendo cortei di protesta contro di loro. La lotta consiste dunque nell'affermare in pubblico, e ad alta voce, la loro inimicizia verso i nemici del popolo, aspettando che altri seguano in massa il loro esempio, così che i malvagi rimangano isolati e smettano di fare del male. Oppure si aspettano che il governo, impressionato dalle loro marce, risolva il problema, non si sa e non importa come.

Misteri mistificati

2019-08-14   Religione   |   Mistificazione
Il vero mistero resta tale e non può essere chiarito, altrimenti cessa di essere un mistero. Attenti dunque ai falsi misteri di certe religioni e filosofie, ammantati di certezze infondate.

La libertà è pericolosa e costosa

2019-08-15   Interagire   |   Libertà   |   Interdipendenza   |   Comunità
Noi umani non siamo liberi perché siamo interdipendenti e abbiamo bisogno di appartenere a qualche comunità.

Per far parte di una comunità bisogna pensare, sentire e comportarsi secondo le sue regole, ovvero rispettare i suoi obblighi e suoi divieti. In altre parole, occorre adottare i valori (cioè la logica, l'etica e l'estetica) della comunità stessa.

Nel migliore dei casi siamo liberi di cambiare comunità di appartenenza, cioè di scegliere a quale comunità "dedicarci", ovvero i modi e le forme in cui rinunciare alla libertà stessa, a chi regalarla.

La libertà da qualsiasi vincolo sociale è molto rischiosa ed ha costi altissimi in quanto ci isola, e l'isolamento sociale è frustrante, doloroso e mortale. Perciò una tale libertà non è sostenibile e si può "sopportare" solo per poco tempo.

Una diffusa causa di infelicità è la difficoltà di trovare una comunità adatta al proprio temperamento, al proprio carattere, alle proprie capacità, alle proprie conoscenze e a propri gusti.

Viceversa, chi ha trovato una comunità adatta a sé non sente il peso dei vincoli da essa imposti (i quali possono perfino essere fonti di piacere) e si illude di essere libero.

Il senso del nonsenso

2019-08-15   Conoscere   |   Natura umana
Tutto ciò che l'uomo fa, pensa e sente ha un senso, ovvero risponde ad un bisogno, ad un desiderio o ad una necessità, anche ciò che ci sembra irrazionale, assurdo, insensato o mostruoso.

Il nepotismo religioso dell'Assunzione

2019-08-15   Religione
L'assunzione di Maria (che oggi come ogni anno si celebra) è stato, a mio parere, un caso di nepotismo. Infatti, per quanto sappiamo, Maria non aveva meriti particolari oltre al fatto di essere la madre di Gesù. Suppongo che miliardi di altre madri siano state più meritevoli della Madonna, ma non hanno goduto di alcun privilegio religioso.

Bisogno e capacità di aiuto

2019-08-15   Bisogni   |   Aiutare
Ogni essere umano ha, da una parte, bisogno dell'aiuto altrui e, dall'altra, la capacità di aiutare gli altri.

Come impiegare il tempo libero

2019-08-15   Libertà   |   Libero arbitrio   |   Scegliere
Ci sono momenti in cui siamo liberi di fare ciò che vogliamo (ovviamente entro certi limiti) o nulla. Si pone allora la questione di come impiegare tale libertà.

La prima scelta è tra cercare un piacere o vantaggio immediato ed effimero oppure un piacere o vantaggio differito più solido. In altre parole si tratta di scegliere se "spendere" o "investire".

Se si sceglie di spendere ci sono varie opzioni. In ogni caso si tratta di seguire il senso del piacere, una curiosità, un appetito, un desiderio, una pulsione, un'attraente illusione, senza cercare di ottenere altro che un piacere o vantaggio immediato (e non un piacere o vantaggio futuro). Per esempio, ci si può masturbare, drogare o si può consumare un cibo gradevole.

Se invece si sceglie di "investire", anche qui ci sono varie possibilità. Si tratta di lavorare per costruire qualcosa che potrà esserci utile o darci piacere in futuro e in modo non effimero, ma duraturo.

Per esempio, possiamo leggere, studiare o lavorare.

Ci possono anche essere investimenti piacevoli, ovvero attività che ci danno un piacere immediato e al tempo stesso ci fanno ottenere qualcosa che in futuro ci potrà essere utile o piacevole. Per esempio, suonare uno strumento musicale. Ovviamente questi tipi di attività sono il modo migliore di impiegare il proprio tempo libero.

Interazioni immaginarie

2019-08-15   Interagire   |   Immaginazione
Abbiamo un tale bisogno di interagire con altri esseri umani che se non riusciamo a farlo nella realtà lo facciamo con l'immaginazione.

Libero arbitrio e interazioni

2019-08-16   Interagire   |   Libertà   |   Libero arbitrio   |   Scegliere
Il libero arbitrio consiste, a mio parere, nella capacità di scegliere gli input e gli output del proprio corpo inteso come sistema. Gli input e gli output possono consistere in informazioni, energie e sostanze. Le informazioni possono essere, ad esempio,  segnali, comandi, dati, narrazioni, forme ecc., le energie movimenti, trasferimenti e trasformazioni di materia e di energia, e le sostanze alimenti e altri agenti chimici.

In molti casi la libera scelta di un certo input comporta la scelta obbligata di un certo output e viceversa, nel senso che l'oggetto della scelta è in realtà l'attivazione o l'arresto di una certa interazione. Questa, a sua volta, comporta per definizione certi input e certi output secondo particolari algoritmi o procedure. Infatti, normalmente, ad un certo input (cor)risponde un certo output, e un certo output provoca un certo input come feedback (con un certo grado di aleatorietà).

In generale possiamo dunque dire che il libero arbitrio consiste nella capacità di scegliere quale interazione iniziare (o interromperre) tra il proprio corpo e il mondo esterno (di cui fanno parte altre persone, animali, computer, oggetti ecc.), oppure tra il proprio io cosciente e il resto del proprio corpo (come ad esempio quando si pensa, si immagina, si riflette, si scrive e/o vengono rievocate certe memorie). Possiamo pertanto distinguere le interazioni rispettivamente in esterne e interne, tenendo conto del fatto che ogni interazione esterna ne comporta normalmente qualcuna interna, e viceversa.

Ad esempio, possiamo scegliere se restare nel posto dove siamo oppure spostarci in un altro, se continuare a guardare nella stessa direzione o guardare in una diversa, se stare soli o in compagnia, se essere comunicativamente "chiusi" oppure interagire con una certa persona o più di una, se continuare ad interagire con una certa persona o smettere di farlo, se partecipare ad un evento sociale o no, se fare o non fare un certo viaggio, se leggere un certo libro o giornale o un altro, se vedere un certo film oppure un altro, se ascoltare un certo programma alla radio oppure un altro, se cercare il silenzio o certi suoni, se bere una certa bevanda oppure un'altra o astenersi dal bere (lo stesso dicasi per il mangiare), se mettere in ordine il proprio ufficio o no, se iscriversi alla facoltà di filosofia o a quella di fisica, se continuare ad oziare o cominciare una particolare attività, se continuare a fare ciò che stiamo facendo oppure fermarci o cambiare attività ecc.

Il libero arbitrio consiste dunque, a mio parere, nella scelta (libera e consapevole) tra interagire e non interagire, con chi o cosa interagire, in quali modi, dove, quando e fino a quando.

Una tale scelta è comunque solo parzialmente libera in quanto è più o meno dettata dalla situazione. In altre parole, il cosiddetto "libero" arbitrio è sempre parzialmente condizionato da circostanze più o meno volute, caratterizzate da certi vincoli ed opportunità, e determinate da cause spesso indipendenti dalla nostra volontà. L'arbitrio è infatti libero non più del giocatore che sceglie quali carte giocare tra quelle che gli sono capitate per caso.

Suppongo che l'uomo sia il solo animale capace di libero arbitrio, ovvero in grado di scegliere consapevolmente le proprie interazioni (esterne e interne) tra le opzioni a sua disposizione e di cui è al momento consapevole.

Inoltre, dato che una modalità di interazione può essere istintiva o appresa, nel secondo caso, per poter interagire in un certo modo, è necessario aver imparato a farlo. Ne consegue che quanti più modi di interagire uno ha appreso, tanto più è grande la sua libertà di scelta e viceversa.

Per definizione, il libero arbitrio è cosciente. Infatti, sebbene sia l'uomo che gli altri esseri viventi scelgano continuamente, automaticamente, involontariamente e inconsciamente le loro interazioni esterne e interne, la specie umana sembra essere l'unica capace di fare alcune di tali scelte in modo volontario e consapevole, anche se ciò avviene, a mio avviso piuttosto raramente.

La conclusione di questo discorso è che, in certi momenti (più o meno rari) noi possiamo fare una meta-scelta, ovvero, scegliere se scegliere consciamente o inconsciamente, volontariamente o involontariamente, le nostre interazioni sia esterne che interne. Per esempio, dovendo fare un discorso in pubblico, possiamo scegliere se parlare "a braccio" oppure leggere un testo che abbiamo precedentemente preparato per l'occasione.

Non sto asserendo che sia sempre meglio scegliere consciamente e volontariamente piuttosto che il contrario, ma che possiamo farlo se lo vogliamo, ovvero se siamo consapevoli che, così facendo, possiamo meglio soddisfare i nostri bisogni al momento e/o in seguito.

Rischi dell'interazione umana

2019-08-16   Interagire   |   Confliggere
Interagire con un essere umano è molto più problematico e pericoloso che interagire con un animale o una macchina. Intatti, le interazioni tra umani sono normalmente bidirezionali e circolari nel senso che ogni transazione in una direzione può dar luogo ad una transazione in direzione opposta  (feedback) più o meno prevedibile, e ad un mutamento di giudizio e di sentimento più o meno favorevole verso chi ha iniziato l’interazione.

In altre parole, ciò che diciamo o facciamo ad una persona può suscitare in questa una reazione a noi più o meno favorevole o sfavorevole in termini di amicizia o ostilità, apprezzamento o disprezzo, amore o odio, cooperazione o aggressione.

Per tali ragioni gli esseri umani sono piuttosto cauti nelle loro interazioni, ovvero scelgono con cautela con chi interagire e in che modo. Il timore di reazioni negative, infatti, inibisce la spontaneità e ci costringe ad adottare atteggiamenti e comportamenti prudenti e stereotipati che in passato si sono rivelati abbastanza “sicuri”.

La mia ambizione

2019-08-16   Conoscere   |   Motivazioni   |   Causalità   |   Scienza
La mia ambizione è quella di scoprire cose importanti che sono sotto gli occhi di tutti ma che nessuno vede o di cui nessuno capisce l'importanza, le cause e le conseguenze.

Domande e libero arbitrio

2019-08-16   Libero arbitrio
Chi non si fa domande sul proprio libero arbitrio, non lo esercita.

Chi interagisce con chi?

2019-08-16   Interagire
Invece di dire "con chi voglio interagire?" sarebbe meglio dire "con chi voglio far interagire il mio corpo?".

La colpa di essere diversi

2019-08-17   Inconscio   |   Differenze umane   |   Colpa
Per l'inconscio essere diversi dagli altri è una colpa che prima o poi viene scoperta e punita.

Emozioni anticipate

2019-08-17   Emozioni e sentimenti   |   Mappa cognitivo-emotivo-motiva   |   Ragionare   |   Logica
Le emozioni umane [1] possono essere suscitate non solo da situazioni contestuali, come un premio o una punizione ottenuti nel presente, ma anche da situazioni e condizioni previste, e quindi attese, (consciamente o inconsciamente) in un momento futuro.

Suppongo infatti che nella mente umana esista qualche meccanismo automatico e involontario di previsione (ovvero anticipazione) di piaceri e dolori, vantaggi e svantaggi, ricompense e punizioni sociali ecc. capace di suscitare emozioni come se le situazioni previste fossero attuali.

L'uomo infatti, a differenza degli altri animali, è capace di vivere una realtà virtuale, immaginaria, simulata, prevista, non solo cognitivamente, ma anche emotivamente e "motivamente", nel senso che può essere accompagnata da emozioni e motivazioni "reali".

È per questo che possiamo sentirci euforici, depressi, ansiosi, terrorizzati, malinconici, allegri, soddisfatti, insoddisfatti anche senza che sia avvenuto "realmente" qualcosa che lo giustifichi, se non una previsione (prefigurazione o anticipazione) conscia o inconscia di situazioni o eventi desiderati o indesiderati.

Ad esempio, il senso di colpa rientra, a mio parere, in tale processo anticipatorio. Suppongo infatti che esso consista nella previsione (fatta da un meccanismo involontario) di una punizione da parte di un'autorità (o di un'intera comunità) per un comportamento ritenuto (consciamente o inconsciamente) immorale o asociale. Il concetto freudiano di "super-io" mi sembra corrispondere a tale meccanismo.

Nel prevedere un evento futuro si possono fare due tipi di errore: considerare probabile qualcosa di improbabile, e considerare nocivo qualcosa che non lo è. Ovviamente le previsioni possono essere influenzate anche da esperienze passate più o meno felici.

Quando proviamo un'emozione che ci sembra non giustificata razionalmente dovremmo pertanto chiederci da quale logica anticipatoria essa potrebbe essere suscitata. Ricostruendo tale logica (in una sorta di "reverse engineering") possiamo valutare razionalmente la sua validità (cioè attendibilità) ed eventualmente correggerla alla luce di considerazioni razionali.

Nota 1: in questo articolo per "emozione" s'intende sia "emozione" che "sentimento".

Sentimenti sincroni vs. asincroni

2019-08-17   Conoscere   |   Emozioni e sentimenti   |   Causalità
Sentimenti ed emozioni possono essere dovuti a cause reali e attuali (presenti oggettivamente qui ed ora), oppure a cause immaginarie presunte (consciamente o inconsciamente), più o meno realistiche.
In entrambi i casi le emozioni e i sentimenti sono "reali" (ovvero comportano piaceri e dolori effettivi), ma solo nel primo caso anche le cause lo sono.

Io credo che spesso gli umani soffrano e godano per cause non reali. Per esempio, la previsione di andare in Paradiso o all'Inferno dopo la morte può provocare rispettivamente piaceri o dolori effettivi a fronte di cause totalmente irreali.

Vorrei coniare il termine "sentimento sincrono" per indicare un sentimento suscitato da cause reali e simultanee, e il termine "sentimento asincrono" per indicare un sentimento suscitato da cause future presunte più o meno probabili. E dividerei i sentimenti asincroni in razionali e irrazionali, in base alla probabilità statistica che le previsioni si realizzino.

Non si può non imitare

2019-08-18   Imitare
Non possiamo fare a meno di imitare, ma possiamo scegliere chi imitare.

Problema di sovrappopolazione

2019-08-18   Interagire   |   Confliggere   |   Società   |   Violenza
Quando le risorse alimentari non bastano per tutti, occorre limitare la popolazione. Questo si può fare mediante politiche demografiche (democratiche o dittatoriali) oppure guerre di sterminio. A noi la scelta.

Politica delle interazioni e super-io

2019-08-18   Interagire   |   Autogoverno   |   Autocensura
Non siamo liberi di pensare a qualsiasi cosa, primo perché possiamo pensare solo a cose che conosciamo (cioè per cui abbiamo parole o immagini), secondo perché il nostro super-io censura i pensieri che ritiene pericolosi per la nostra dignità sociale (e di conseguenza per la nostra salute mentale).

Oggi sono riuscito (per qualche ora) a vincere l'autocensura inconscia che normalmente mi impedisce di affrontare razionalmente un problema (che ho deciso di chiamare "politica delle interazioni") che riguarda il governo volontario e consapevole delle proprie relazioni e interazioni, sia esterne che interne, con particolare riguardo ai rapporti tra esseri umani.

Per relazioni e interazioni esterne intendo quelle tra la mia persona e il mondo esterno (cioè con le altre persone e gli altri esseri viventi e non viventi). Per relazioni e interazioni interne intendo quelle tra il mio io cosciente e il resto del mio corpo, supponendo che l'io cosciente sia "solamente" un organo del corpo.

Il super-io (teorizzato da Sigmund Freud) è, a mio parere, un organo del sistema nervoso umano (evoluzionisticamente piuttosto recente), la cui funzione è importante per la sopravvivenza e il benessere dell'uomo. Infatti, essendo questo capace di agire, oltre che per istinto, secondo logiche cognitive non ereditate biologicamente, ma apprese culturalmente, la qualità e "produttività" del suo comportamento dipendono dalla qualità e produttività delle nozioni che ha imparato, e che potrebbero essere "sbagliate" da un punto di vista "economico", naturalistico ed ecologico.

In tale ottica, il super-io serve soprattutto a proteggerci dal rischio di essere espulsi dalle comunità a cui apparteniamo. Infatti, a causa della nostra interdipendenza, appartenere ad almeno una comunità è indispensabile per la sopravvivenza e il benessere.

Più precisamente, il super-io limita il nostro pensiero e il nostro comportamento suscitando sentimenti sgradevoli come lo schifo, la paura, il panico ecc. appena cominciamo (o ci accingiamo) a pensare o a fare cose che, secondo la sua logica (appresa culturalmente), sono rischiose per la nostra appartenenza sociale. In tal mondo siamo "portati" ad evitare ogni pensiero e ogni azione  qualificata dal super-io come "asociale" o "indegna".

Il fatto che il super-io agisca non solo sulle nostre azioni, ma anche e ancor prima sui nostri pensieri si spiega in quanto le nostre azioni sono il riflesso immediato di ciò che pensiamo. Grazie a ciò non ci sono fratture temporali tra pensiero e azione. Infatti, se dovessimo prima di ogni atto chiederci se è rischioso per la nostra dignità, il nostro comportamento mancherebbe di spontaneità e sarebbe alquanto rallentato Pensiero e azione sono dunque normalmente simultanei e coerenti, ad eccezione delle attività introspettive, riflessive e contemplative che non comportano azioni esterne, ma solo osservazioni e azioni immaginarie.

In generale, il super-io è fautore di vincoli e nemico della libertà, dato che la vita della comunità dipende dal rispetto di regole (obblighi e divieti) che costituiscono, appunto, limitazioni della libertà individuale.

Il "controllo" del pensiero da parte del super-io ha una doppia funzione. La prima, come già accennato, serve ad evitare che il pensiero dia luogo ad atti "asociali". La seconda serve ad evitare il pericolo che le persone con cui il soggetto interagisce intuiscano i pensieri stessi (forse grazie ai “neuroni specchio”) e possano giudicare la loro valenza sociale, o "moralità" mettendo in tal modo a rischio l'appartenenza del soggetto alla comunità qualora certi pensieri vengano giudicati "asociali".

Questa lunga premessa è necessaria per spiegare il motivo per cui la “politica delle interazioni” (intesa come libero pensiero su come autogovernarsi e interagire con gli altri) è particolarmente presa di mira e censurata dal super-io.

Le interazioni tra esseri umani sono sistemiche e circolari, nel senso che ogni essere umano è un sistema che interagisce con altri esseri umani (sistemi anch'essi) per soddisfare i propri bisogni. Su tale sfondo, ogni transazione da una persona A ad una persona B dà normalmente luogo ad una transazione in senso opposto (da B verso A) detta “feedback”, a cui segue normalmente una ulteriore transazione da A verso B (feedback del feedback) e così via fino a che le parti non decidono di interrompere l’interazione temporaneamente o definitivamente.

Il feedback, cioè il modo in cui una persona A risponde ad una transazione originata verso di lui da una persona B, dipende da un complesso di algoritmi (cioè logiche) presenti nella mente di A.

Inoltre, ogni essere umano è in grado di prevedere (con un certo grado di precisione, probabilità e realismo) come il suo interlocutore risponderà alle varie transazioni possibili, e siccome ogni interazione è finalizzata ad un certo obiettivo, ognuno è in grado di scegliere il tipo di transazione ottimale da inviare all'altro in modo da ottenere una risposta che si avvicini il più possibile a quella desiderata.

La "politica delle interazioni" consiste proprio nell'arte di scegliere come comportarsi (e come non comportarsi) verso una certa persona al fine di ottenere da essa un comportamento desiderato (ed evitare un comportamento indesiderato).



È forse inutile dire che ogni essere umano applica sempre e comunque una certa politica delle interazioni, ma questa può essere più o meno consapevole e più o meno volontaria. Può essere inoltre più o meno libera in quanto basata su cognizioni (apprese) più o meno complesse e più o meno realistiche, e limitata dalle cognizioni stesse.

Si pone dunque un problema di conoscenza (o intuizione), consapevolezza, calcolo e volontarietà che riguarda sia le proprie politiche di interazione, sia quelle dei propri interlocutori, capacità che vengono normalmente censurate dal super-io per i motivi sopra considerati.

Bisogna inoltre tener conto del fatto che ogni persona è più o meno capace di intuire se il suo interlocutore sta esercitando la sua politica di interazione in modo consapevole o inconsapevole, e potrebbe considerare il primo caso “asociale” o comunque inquietante. Infatti la “spontaneità” (ovvero l’agire immediato e diretto, cioè non soggetto a riflessioni o domande) è generalmente considerata una virtù, e, viceversa, l’agire autocontrollato un difetto, qualcosa di "poco umano". Questo comune sentire non fa che rafforzare l'autocensura del super-io nei riguardi di una politica consapevole e razionale delle relazioni e interazioni sociali, a favore di una politica basata unicamente sugli "affetti".

Una politica consapevole delle interazioni può essere molto semplice e molto complessa allo stesso tempo. È semplice se si riduce alla constatazione che ognuno sceglie come comportarsi verso gli altri in base ai propri interessi, per cui alla fine quello che succede è un compromesso tra interessi e tra rapporti di forza. È complessa se si considerano una serie di difficoltà, tra cui:

  • l’autocensura inconscia del super-io che ci impedisce di affrontare il problema in modo razionale e consapevole;

  • la conoscenza scarsa e fallace degli “interessi” (cioè dei bisogni e dei desideri) delle parti in gioco, dovuta ad una cultura ancora sottosviluppata in tal senso, cioè ad una generale scarsa conoscenza della natura umana;

  • le convenzioni sociali che ci impediscono di esprimere e negoziare liberamente i nostri “interessi” costringendoli all'interno di recinti “politicamente corretti”.

Ci sarebbe dunque molto da approfondire, ma per ora mi fermo qui e chiudo il discorso con la seguente considerazione finale.

Le relazioni e le interazioni umane sono regolate da politiche personali per lo più inconsce, irrazionali, mistificate e involontarie; sta a noi decidere se cercare di renderle più consapevoli, razionali, genuine e volontarie nonostante il boicottaggio del super-io e delle convenzioni sociali.

Politiche d'interazione

2019-08-18   Interagire   |   Inconscio   |   Relazioni   |   Volontà   |   Mistificazione
Le relazioni e le interazioni umane sono regolate da politiche personali per lo più inconsce, irrazionali, mistificate e involontarie; sta a noi decidere se cercare di renderle più consapevoli, razionali, genuine e volontarie nonostante il boicottaggio del super-io e delle convenzioni sociali.

Ipotesi di relazioni

2019-08-18   Interagire   |   Relazioni
Se stiamo considerando l'ipotesi di entrare in relazione con una certa persona, dovremmo prima di tutto cercare di sapere quali sono le sue abitudini comportamentali e mentali, e la sua visione del mondo in generale. Poi, supponendo che quella persona non sia disposta a cambiare le sue abitudini né la sua visione del mondo a nostro favore, dovremmo chiederci se noi possiamo trovare un posto e avere un ruolo nella sua vita. In altre parole, dovremmo stabilire se possiamo e vogliamo adattarci alle sue esigenze e alle sue aspettative.

L'idea che quella persona ci conosca e desideri avere un posto e un ruolo nella nostra vita e nella nostra mente rinunciando alle proprie abitudini è illusoria, ingenua e improbabile, quindi conviene escluderla a priori.

Tipi umani

2019-08-18   Differenze umane   |   Ragionare   |   Inganno
Gli esseri umani si possono dividere in tre categorie: i razionali palesi, i finti irrazionali e gli irrazionali veri.

I razionali palesi sono persone razionali che dicono apertamente ciò che pensano e vengono punite per questo (con l'accusa di essere arroganti); i finti irrazionali sono persone razionali che si fingono irrazionali per sfruttare i veri irrazionali (facendo credere di essere come loro) e per non essere da essi accusati di arroganza; gli irrazionali veri sono tutti gli altri.

Mentre è facilissimo riconoscere i razionali palesi, i finti irrazionali e quelli veri sono molto difficili da distinguere.

Non fare ad altri...

2019-08-18   Interagire
Non fare ad altri ciò che ti renderebbe antipatico ai loro occhi.
Non fare ad altri ciò che non possono capire.
Non fare ad altri ciò che non ti hanno chiesto di fare.
Non fare ad altri ciò che non possono sopportare.

Come giudichiamo e siamo giudicati

2019-08-18   Interagire   |   Giudicare
Gli altri ci giudicano (e ci trattano di conseguenza) non per ciò che siamo né per i nostri meriti, ma per quanto ciò che siamo conviene loro, cioè per la misura in cui ciò che pensiamo, diciamo e facciamo è in armonia (o in contrasto) con i loro interessi e le loro visioni del mondo.

Attacco al mio super-io

2019-08-18   Autogoverno   |   Autocensura   |   Sfida
Ho sfidato il mio super-io e adesso mi aspetto le sue subdole, ostili e morbose reazioni "per il mio bene" cioè per proteggermi dal rischio di essere espulso dalla comunità. Ma sarò vigile e saprò scoprire e respingere ogni suo tentativo di boicottare la mia libertà.

Attacco al super-io

2019-08-18   Mente   |   Inconscio   |   Autocensura
Chi sfida il suo super-io deve aspettarsi subdole, ostili e morbose reazioni di questo guardiano, messe in atto "a fin di bene" cioè per proteggere la persona dal rischio di essere espulsa dalla comunità. Perciò lo sfidante dovrà essere vigile per riconoscere e respingere ogni tentativo da parte del super-io di boicottare la sua libertà.

Chi contentare?

2019-08-20   Interagire
Gli altri desiderano o si aspettano qualcosa da noi, e noi decidiamo chi contentare (o scontentare) e in quale misura. D'altra parte gli altri decidono se e in quale misura contentarci.

Felicità = soddisfazione reciproca

2019-08-20   Interagire   |   Bisogni   |   Felicità
Un essere umano è felice quando soddisfa altri ed è soddisfatto a sua volta da altri, direttamente o indirettamente.

Infatti l'uomo non può soddisfare da solo i suoi bisogni, ma per questo (e quindi per essere felice) ha bisogno della cooperazione altrui. In questo senso siamo tutti interdipendenti.

La soddisfazione reciproca può essere bilaterale o multilaterale. Quella bilaterale si ha tra due persone laddove la prima soddisfa la seconda e questa, in cambio, soddisfa la prima. Quella multilaterale si ha tra più di due persone allorché una prima soddisfa una seconda e viene a sua volta soddisfatta da una terza la quale soddisfa direttamente o indirettamente la prima.

È questo il caso, per esempio, di un impiegato che soddisfa i clienti della ditta per cui lavora, ed è soddisfatto per questo (cioè ricompensato) non direttamente dai clienti, ma attraverso lo stipendio dal suo datore di lavoro. Questo, a sua volta, non viene soddisfatto (cioè ricompensato) direttamente dall'impiegato, ma dai clienti attraverso il pagamento dei prodotti della ditta.

La felicità consiste, a mio parere, in una sufficiente soddisfazione reciproca (bilaterale e/o multilaterale).

Il concetto di soddisfazione è legato a quello di bisogno, cioè di necessità, mancanza o carenza. Infatti non ci può essere soddisfazione se non c'è un bisogno da soddisfare. Di conseguenza, per soddisfare una certa persona occorre che questa abbia dei bisogni inappagati e che questi vengano soddisfatti da qualcuno ogni volta che si presentano.

Per tali ragioni è importante conoscere o intuire i bisogni propri e altrui, per cui a mio parere, è auspicabile lo sviluppo di una "psicologia dei bisogni", ovvero di una psicologia fondata sull'analisi dei bisogni umani e dei modi in cui possono essere soddisfatti.

Dio come interlocutore e guida

2019-08-20   Religione   |   Scegliere
Nell'economia della mente la "figura" di Dio può avere diverse funzioni tra cui quella di interlocutore, consigliere, guida e autorità. Dio rappresenta, infatti, la comunità da cui dipendiamo per la nostra sopravvivenza. È una "persona" che risponde alle nostre domande e ci guida nel difficile compito di scegliere come comportarci, dato che non abbiamo istinti che ci guidino nella scelta (diversamente dagli altri animali).

Quando siamo soli e smarriti, il Dio interiore può essere l'unica nostra compagnia e un'àncora per non impazzire.

D'altra parte credere in un tale Dio è già una forma di pazzia. Una pazzia collettiva molto diffusa.

Sostituzione di volontà

2019-08-20   Volontà   |   Autocensura
Può succedere, in certe circostanze, che la volontà dell'io cosciente venga messa fuori uso, cioè inibita, da un altro agente mentale che sostituisce la sua volontà a quella dell'io e prende il controllo della persona suscitando ansia o panico. Tale agente (sul quale l'io cosciente non ha alcun potere diretto) potrebbe corrispondere al “super-io” teorizzato da Sigmund Freud.

In tali casi, ciò che l'io cosciente può fare per ristabilire la sua volontà è chiedere l'aiuto di un'altra persona da cui farsi stimolare o guidare, preferibilmente uno psichiatra, uno psicoterapeuta o uno psicologo.

Questi fenomeni possono avvenire in misura più o meno grande, anche nella vita di tutti i giorni e in ognuno di noi. Paradossalmente, essi sono tanto più probabili quanto più il soggetto è libero da impegni, occupazioni, difficoltà, bisogni insoddisfatti o problemi da risolvere. Per questo ipotizzo che il super-io serva essenzialmente a reprimere o limitare la libertà del soggetto (dagli impegni sociali).

Nemico interno

2019-08-20   Autocensura
Se capisci che il tuo nemico è dentro la tua mente e non al di fuori, puoi difenderti meglio da lui e avere una disposizione d'animo più amichevole verso gli altri.

Alludo al super-io, che ci punisce quando non rispettiamo le forme, le norme e i valori della nostra comunità.

Autopunizione

2019-08-20   Religione   |   Autocensura
Non è la punizione divina che dobbiamo temere (perché Dio non punisce) ma quella del nostro super-io. Infatti, per lui il benessere della nostra comunità è più importante di quello della nostra persona.

Importanza di rendersi utili

2019-08-20   Interagire
Rendersi utili è il miglior rimedio contro la solitudine.

Libero arbitrio e domande

2019-08-21   Libero arbitrio

  • Quali ordini? A quali ubbidire? A quali disubbidire?

  • Quali richieste? Quali esaudire? Quali non esaudire?

  • Quali offerte? Quali accettare? Quali rifiutare?

  • Quali narrazioni? A quali credere? A quali non credere?

  • Quali bisogni? Quali soddisfare? Quali frustrare?

  • Quali desideri? Quali realizzare? Quali non realizzare?

  • Quali paure? Quali subire? A quali resistere?

  • Quali violenze? A quali arrendermi? Quali combattere?

  • Quali relazioni? Quali mantenere? Quali cambiare?

  • Quali interazioni? Quali attuare? Quali evitare?

  • Quali libertà? Quali prendermi? A quali rinunciare?


A chi serve la filosofia?

2019-08-21   Conoscere   |   Filosofia
La filosofia serve a chi è capace di servirsene.

Comportamento esterno e interno

2019-08-21   Interagire   |   Comportamento
Per capire il comportamento esterno di un essere vivente bisogna conoscere quello interno.

Bisogno di guida

2019-08-21   Bisogni   |   Comportamento
L'uomo, a differenza degli altri animali, non ha istinti che possano guidare il suo comportamento in modo affidabile. Perciò l'uomo ha bisogno di essere guidato da altri esseri umani.

Guidare il comportamento umano (proprio o altrui), è difficile e pericoloso. E' così che l'uomo, per non rischiare di sbagliare, tende a obbedire ad un capo e/o a seguire una guida.

Sentimento e cognizione del bisogno e del desiderio

2019-08-22   Bisogni   |   Emozioni e sentimenti   |   Coscienza   |   Desiderare
L'uomo fa ciò che fa perché "sente" e "conosce" il bisogno e/o il desiderio di farlo, cioè ne è cosciente sentimentalmente e cognitivamente. Tale consapevolezza è un fenomeno involontario tipicamente umano di origine genetica, che ha sostituito gli istinti (inconsapevoli) tipici degli altri animali.

Dopo la nascita, la cultura della comunità di appartenenza mistifica e censura i bisogni e i desideri di ogni individuo e ne crea e induce di nuovi.

Mentre i bisogni sono necessità geneticamente o culturalmente determinate, i desideri sono mezzi per soddisfare dei bisogni.

Se un desiderio non può essere realizzato, può essere sostituito con un altro al fine di soddisfare i bisogni correlati.

Se un bisogno genetico non può essere soddisfatto, l'organismo (inclusa la mente) muore o si ammala.

Se un bisogno culturalmente indotto non può essere soddisfatto, l'organismo soffre, ma non muore e non si ammala, o si ammala solo temporaneamente.

La soddisfazione di un bisogno o la realizzazione di un desiderio suscitano piacere e/o gioia. La frustrazione di un bisogno o la non realizzazione di un desiderio suscitano dolore e/o sofferenza.

È importante conoscere e demistificare i bisogni genetici, distinguerli da quelli indotti e soddisfarli coltivando e realizzando desideri appropriati.

Separati in casa

2019-08-23   Inconscio   |   Confliggere   |   Coscienza
Io e il mio inconscio non andiamo sempre d'accordo. A volte siamo separati in casa.

Responsabilità dell'io verso l'inconscio

2019-08-23   Inconscio   |   Coscienza   |   Responsabilità
L'io è responsabile del proprio inconscio in quanto può curarlo (anche se solo indirettamente e lentamente) mediante lo studio delle psicologie e la pratica di psicoterapie.

L'errore più insidioso

2019-08-23   Conoscere   |   Motivazioni   |   Complessità
L'errore più insidioso e più comune non è quello di ritenere vera una cosa falsa o falsa una cosa vera, ma completa una cosa incompleta, ovvero sufficiente una cosa insufficiente. Ed anche ritenere certa una cosa incerta. Specialmente per quanto riguarda le motivazioni e le cause dei comportamenti.

Donne e primedonne

2019-08-23   Interagire   |   Relazioni
Ogni donna, col suo uomo, si comporta da primadonna e rifiuta qualsiasi ruolo secondario. Per questo, per farsi amare da una donna, un uomo deve trattarla come una (anzi, come l'unica) primadonna. Fanno eccezione le prostitute e rare donne "non vincolanti".

Bene e male, buoni e cattivi

2019-08-23   Etica
Io cerco di distinguere il bene dal male, non i buoni dai cattivi; ma a volte la prima distinzione comporta la seconda.

Discorso ad un pubblico immaginario

2019-08-23   Relazioni
Signore e signori, sono qui per raccontarvi qualcosa che potrebbe interessarvi, quindi per servirvi, non per ottenere qualcosa da voi (a parte la vostra benevolenza).

Sono qui per interagire e scambiare idee con voi, e per rispondere alle vostre domande, se ne avete e vorrete pormele.

Forse vi state consciamente o inconsciamente chiedendo cosa penso di voi e come mi pongo nei vostri confronti, se mi siete simpatici o antipatici, se mi sento superiore, uguale o inferiore a voi, per classificarmi come amico o nemico, umile o arrogante, utile o inutile, stupido o intelligente, bisognoso di aiuto o autosufficiente ecc.

Non ho nulla da nascondervi se non la mia libertà, ma forse è meglio che io non la ostenti, perché potrebbe disturbare qualcuno meno libero di me.

Nella mia storia non ci sono avvenimenti di cui oggi dovrei vergognarmi. E’ vero che in passato sono stato in una certa misura misantropo, perfezionista, moralista e vile, ma poi sono guarito quasi completamente (ad eccezione di qualche occasionale ricaduta).

La mia passione principale è lo studio della natura umana. Mi è utile per soffrire di meno e godere di più, ovvero per migliorare le mie relazioni e interazioni con gli altri. Chi vuole conoscere le mie idee a tal proposito può leggere il mio blog, i miei aforismi e la bozza del mio libro di psicologia. Si trova tutto online a partire dal sito cancellieri.org.

Mi espongo volentieri ai vostri sguardi e ai vostri giudizi. Qualcuno di voi mi giudicherà con benevolenza, altri con malevolenza e altri ancora con indifferenza, e credo che ciò sia normale.

Non ho sensi di colpa verso di voi né verso l’umanità in generale, perché non ho cattive intenzioni a vostro riguardo né vi disprezzo, anche se mi comporto in modo un po' diverso da voi. Siamo parzialmente diversi, certo, ma questo non significa che io sia migliore o peggiore di voi.

Dunque vi rispetto anche se su certe cose abbiamo opinioni diverse. Penso infatti che ognuno abbia ragione dal proprio punto di vista.

Io cerco di distinguere il bene dal male, non i buoni dai cattivi. Ma a volte la prima distinzione comporta la seconda.

Non ho mai cercato di superare gli altri, ma me stesso, cioè ho cercato di crescere e migliorare. Se così facendo ho superato qualcuno, non era mia intenzione farlo (almeno consapevolmente).

Non ho nulla da insegnarvi, ma ho certe idee che posso condividere con voi se lo desiderate. So che è inutile e fastidioso dare consigli a chi non li chiede, perciò non lo farò a meno che non me lo chiediate.

Spero nella vostra tolleranza e benevolenza. Spero che non sentiate ostilità nei miei confronti.

Parlare in pubblico mi mette ancora in ansia (sebbene meno che in passato). Forse ho inconsciamente paura di essere giudicato male (giustamente o ingiustamente). Il vostro giudizio mi sta a cuore e non mi è indifferente. La mia ansia da esposizione al pubblico è tanto maggiore quanto meno conosco le persone che ho davanti e quanto meno esse mi conoscono.

Mi trovo in un doppio vincolo: se il vostro giudizio mi fosse indifferente significherebbe che non vi stimo né vi temo, e per questo avreste ragione di offendervi; se invece il vostro giudizio mi stesse a cuore significherebbe che non sono libero di pensarla in modo diverso da voi. Entrambi i casi sono svantaggiosi e perciò ansiogeni.

Chi vi parla non è un unico agente, ma almeno due, io e il mio inconscio.

Io e il mio inconscio non andiamo sempre d'accordo. A volte siamo separati in casa.

Perciò non stupitevi se i miei pensieri vi sembrano incoerenti.

Elogio dell'incoerenza

2019-08-23   Pensare   |   Logica
I miei pensieri non sono coerenti e non voglio che lo diventino. Perché la coerenza è limitante.

Dominio dei sentimenti

2019-08-25   Piacere e dolore   |   Emozioni e sentimenti   |   Ragionare   |   Volontà
Siamo dominati da piacere e dolore, attrazione e repulsione. Ragione e volontà sono al loro servizio.

Guida e saggezza

2019-08-25   Saggezza   |   Potere
Il saggio sa quando conviene guidare e quando lasciarsi guidare.

Cambiare o emigrare

2019-08-26   Interagire   |   Cambiare   |   Ecologia
L'ambiente (naturale e sociale) in cui viviamo ci influenza e ci condiziona, ma noi possiamo in una certa misura cambiarlo, cambiare il modo di interagire con esso oppure emigrare in un ambiente diverso.

Le scelte del saggio

2019-08-26   Scegliere   |   Saggezza   |   Potere
Il saggio sa quando conviene guidare e quando lasciarsi guidare, quando dominare e quando servire, quando lavorare e quando riposare, quando cercare la compagnia e quando la solitudine.

Tipi di filosofi

2019-08-31   Filosofia
I filosofi si dividono in due categorie: quelli rassicuranti e quelli inquietanti. Ognuno sceglie quelli che confermano il proprio ottimismo o pessimismo.

Libero arbitrio e bisogni

2019-08-31   Bisogni   |   Libero arbitrio
Il libero arbitrio non esiste, perché noi scegliamo necessariamente ciò che crediamo soddisfi più e meglio i nostri bisogni, ovvero ciò che più e meglio diminuisce i nostri dolori e aumenta i nostri piaceri. Dolori e piaceri possono essere di vario tipo: immediati e differiti, fisici e logici, realistici e illusori, sensibili e immaginari ecc.

Tuttavia l'uomo è simultaneamente "soggetto" a innumerevoli bisogni spesso antitetici e inconsci, per cui è difficile scegliere consapevolmente e volontariamente quali cercare di soddisfare.

Dai bisogni scaturiscono le pulsioni, che ci "spingono" a fare determinate scelte. Ci si oppone ad una pulsione solo se interviene una pulsione contraria di maggior forza, per esempio una inibizione morale, ovvero la pausa di fare qualcosa per cui saremo puniti da una persona o dalla comunità.

Le nostre scelte sono il risultato di algoritmi, cioè di logiche, oppure sono casuali. La libertà intesa come non essere soggetti a vincoli è dunque un'illusione.

Attrazioni e repulsioni

2019-08-31   Interagire   |   Vita   |   Relazioni   |   Motivazioni
La vita è causa ed effetto di attrazioni e repulsioni.

Ogni essere vivente è soggetto e oggetto di attrazioni e repulsioni nei confronti di altri esseri (viventi e non viventi).

Tra due esseri viventi ci possono essere attrazioni e repulsioni più o meno consce, inconsce, palesi, nascoste, sincere, mistificate, reciproche, non reciproche (simmetriche, asimmetriche, concordanti, discordanti).

Manifestare apertamente e sinceramente le proprie attrazioni e repulsioni può essere oggetto di "giudizio sociale" più o meno positivo o negativo. Pertanto tendiamo a nascondere e/o a mistificare (consciamente o inconsciamente) le nostre attrazioni o repulsioni in modo da ottenere il giudizio sociale più conveniente.

Attrazioni e repulsioni verso uno stesso oggetto possono costituire un "doppio vincolo" psicopatogeno.

Vedi anche "Triangoli relazionali".

 

Cause ed effetti

2019-08-31   Causalità   |   Casualità
Ogni causa è effetto di altre cause, e ogni effetto è causa di altri effetti.

Prostitute e donne per bene

2019-08-31   Natura umana   |   Relazioni
La differenza tra una prostituta e una donna per bene è che, per donarsi, la prima vuole essere ricompensata in contanti e subito, la seconda in amore, titoli, servizi, sostegno, protezione e prestigio in modo continuativo e senza un termine.

Motivazioni e verità

2019-08-31   Motivazioni   |   Verità
Quando si tratta di spiegare le proprie motivazioni, non credo a nessuno, nemmeno a me stesso.

Conflittualità dei sentimenti

2019-08-31   Emozioni e sentimenti   |   Odio
Una cosa che rende difficile e dolorosa l'esistenza di un essere umano è la conflittualità dei suoi sentimenti: Amore e odio, attrazione e repulsione, desiderio e paura verso uno stesso oggetto, anche simultaneamente.

Libertà, casualità e il cosiddetto libero arbitrio

2019-09-01   Libertà   |   Libero arbitrio   |   Causalità   |   Casualità
Solo ciò che è casuale è libero. Tutto il resto è soggetto (totalmente o parzialmente) a leggi o logiche non casuali, cioè predefinite, ovvero deterministiche. In tal senso il libero arbitrio è libero solo nella misura in cui è casuale, ovvero nelle sue componenti aleatorie.

Lotte sociali

2019-09-01   Etica   |   Competere   |   Intelligenza   |   Cooperare   |   Stupidità   |   Bene e male   |   Egoismo
Le miserie della nostra società non sono il risultato della lotta tra il bene e il male (vinta dal male), ma di lotte tra stupidità e intelligenze, tra diverse stupidità, tra diverse intelligenze e tra diversi egoismi. In questo quadro si formano alleanze e cooperazioni a fini competitivi. Una cooperazione senza fini competitivi è rara e perciò nobile.

Di cosa parliamo quando parliamo di caso e casualità

2019-09-02   Casualità
Per casualità occorre intendere "imprevedibilità", "indeterminabilità", ovvero ciò che non è possibile determinare prima che accada, ma solo dopo, a causa della impossibilità pratica di conoscere e computare le variabili da cui dipendono certi eventi. Per esempio, il particolare miscuglio di geni (50% dalla madre e 50% dal padre) nella riproduzione sessuata.

Mente e corpo

2019-09-03   Mente   |   Informazione
Una mente senza un corpo non può esistere perché l'informazione (e la mente è un elaboratore di informazioni), pur essendo immateriale, ha bisogno di un supporto fisico, materiale, per essere memorizzata, trasmessa e percepita.

In che senso Gesù sarebbe il nostro salvatore?

2019-09-03   Religione   |   Sacralità
Ci hanno insegnato che Gesù è il nostro salvatore. Su questo avrei le seguenti domande che rivolgo soprattutto ai credenti:

  1. Da cosa ci avrebbe salvato?

  2. Ci ha davvero salvati o il salvataggio è fallito?

  3. Non avrebbe potuto salvarci in un altro modo, ovvero senza farsi massacrare?

  4. Chi ha voluto il suo sacrificio?

  5. Chi ha beneficiato del suo sacrificio?


La paura ci rassicura

2019-09-04   Libertà   |   Paura
La paura e il ribrezzo (che è un derivato della paura) ci rassicurano perché ci confinano in spazi familiari e ci scoraggiano dal vivere avventure (pratiche o intellettuali) potenzialmente pericolose.

Infatti non c'è nulla di più rischioso che la libertà, e sfidare la paura richiede una certa dose di follia e di incoscienza.

Buoni nonostante la Bibbia

2019-09-04   Religione   |   Etica
Il fatto che esistano buoni cristiani non significa che il cristianesimo sia una cosa buona. Infatti, secondo me, i buoni cristiani sono buoni nonostante gli insegnamenti della Bibbia, ovvero per motivi indipendenti da ciò che è scritto nei libri sacri.

Si può correggere una religione?

2019-09-04   Religione
Le scienze si correggono, le religioni no.

Salvezze

2019-09-05   Religione
Tutti si vogliono salvare, ma non dagli stessi inferni e non negli stessi modi.

Essere, pensare, fare, sentire, appartenere, possedere

2019-09-05   Appartenere   |   Emozioni e sentimenti   |   Pensare   |   Comportamento   |   Potere
Penso, dunque sono. Ciò che sono dipende da ciò che penso e da come lo penso.

Faccio, dunque sono. Ciò che sono dipende da ciò che faccio e da come lo faccio.

Sento, dunque sono. Ciò che sono dipende da ciò che sento e da come lo sento.

Appartengo, dunque sono. Ciò che sono dipende da ciò a cui appartengo e da come vi appartengo.

Possiedo, dunque sono. Ciò che sono dipende da ciò che possiedo e da come lo possiedo.

Pensare, fare, sentire, appartenere, possedere sono processi interdipendenti e costituiscono l'essere.

Inconscio, razionalità e senso della misura

2019-09-05   Inconscio   |   Emozioni e sentimenti   |   Ragionare
Il nostro inconscio non ha il senso della misura. Infatti per lui una persona è completamente buona o completamente cattiva, completamente sincera o completamente falsa, completamente stupida o completamente intelligente. Solo la razionalità cosciente ha il senso della misura ed è in grado di capire che ognuno è parzialmente buono e parzialmente cattivo, parzialmente sincero e parzialmente falso, parzialmente stupido e parzialmente intelligente. Tuttavia i sentimenti sono determinati dall'inconscio, non dalla razionalità cosciente.

Imitazione senza comprensione

2019-09-05   Natura umana   |   Comprendere   |   Imitare   |   Apprendere
Tutti gli esseri viventi dimostrano straordinarie competenze senza consapevolezza né comprensione di ciò che stanno facendo, né dei relativi fini. In altre parole, fanno inconsapevolmente le cose "giuste" per sopravvivere e riprodursi. L'uomo non è da meno, in quanto imita gli altri senza esserne consapevole e senza sapere perché. Tuttavia la sua imitazione può rivelarsi controproducente e portarlo alla rovina.

Io, il caso e la necessità

2019-09-05   Libertà   |   Causalità   |   Logica   |   Casualità
Davanti a me, le due cose da cui la vita discende e dipende: il caso e la necessità, ovvero la libertà e la logica.

Logica dell'inconscio

2019-09-06   Inconscio   |   Sistemica   |   Logica
L'inconscio ha una logica, ma diversa da quella dell'io cosciente. Conoscere il proprio inconscio significa conoscere la sua logica, ovvero i programmi secondo i quali prende le sue decisioni.

Democrazia e potere delle percentuali

2019-09-07   Politica   |   Saggezza
In democrazia, una piccola variazione nella percentuale di stolti nella popolazione può determinare la rovina o la salvezza di uno stato.

Bellezza e ingiustizia

2019-09-11   Bellezza   |   Giustizia
La natura è ingiusta. A certe persone dà la bellezza, ad altre la nega, indipendentemente dai meriti. E la società non fa nulla per compensare questa ingiustizia, anzi l'accentua favorendo le persone piú belle a svantaggio delle meno belle.

Cambiare lentamente

2019-09-14   Mente   |   Cambiare
I grandi cambiamenti mentali sono pericolosi e dolorosi. Meglio fare piccoli cambiamenti, un po' per volta, che grandi ristrutturazioni.

Infatti un grande cambiamento potrebbe creare disadattamenti e rotture nelle interazioni tra i numerosi agenti mentali di cui è composta la nostra mente e, di conseguenza, nelle interazioni con il nostro ambiente.

Le connessioni e le interazioni tra organi viventi richiedono tempo lunghi (biologici) per svilupparsi e i cambiamenti sono particolari casi di sviluppo. Gli esseri viventi non tollerano trasformazioni immediate estese.

Vita e non vita

2019-09-14   Vita   |   Causalità
La "creatura" (il mondo vivente) dipende dal "pleroma" (il mondo non vivente); il pleroma, invece, non dipende dalla creatura anche se può essere trasformato da essa.

Tripla soggettività

2019-09-14   Conoscere   |   Emozioni e sentimenti   |   Coscienza   |   Motivazioni
L'io cosciente comprende tre soggettività: la cognizione, il sentimento e la motivazione (io so, io sento, io voglio). Tutto il resto è oggetto, e un oggetto può essere una macchina. D'altra parte, oggetti e macchine interni ed esterni alla propria persona causano e determinano le proprie cognizioni, i propri sentimenti e le proprie motivazioni.

Soggetti e oggetti intercambiabili

2019-09-14   Inconscio   |   Coscienza   |   Causalità
Un soggetto può diventare oggetto, perfino del suo stesso oggetto diventato a sua volta soggetto. E viceversa. È ciò che avviene normalmente tra l'io cosciente e il suo inconscio, che si scambiano continuamente i ruoli di soggetto e oggetto

Limiti del pensiero

2019-09-14   Mente   |   Pensare
Di tutte le idee che abbiamo appreso, noi possiamo in un dato momento pensarne solo una o poche più, anche perché tutte quelle idee non sono organizzate in una struttura chiara e conosciuta, ma sono disperse nella nostra memoria senza un ordine particolare.

Cambiare o non cambiare?

2019-09-14   Bisogni   |   Cambiare   |   Scegliere
L'uomo ha bisogno di conservazione ma anche di cambiamento, di ristabilimento (omeostasi) ma anche di trasformazione, di ripetizione ma anche di variazione, di imitazione ma anche di differenziazione.

Perché dovremmo cambiare? Per diventare più competitivi, per salire nelle scale gerarchiche, per meglio soddisfare i nostri bisogni. Perché non dovremmo cambiare? Per conservare i nostri vantaggi, i nostri privilegi, le nostre posizioni gerarchiche, per continuare a soddisfare i nostri bisogni.

E cosa dovremmo cambiare? Solo quegli automatismi che sono divenuti obsoleti rispetto alla soddisfazione dei nostri bisogni.

Scegliere continuamente

2019-09-14   Bisogni   |   Scegliere   |   Casualità
Ogni essere vivente è sempre intento a scegliere, selezionare, decidere cosa fare, cosa pensare, cosa prendere, cosa lasciare momento per momento, per meglio soddisfare i propri bisogni, secondo i propri algoritmi. A volte la scelta è indecisa o indifferente, e per superare il tormento del dubbio si può decidere di affidarsi al caso o di far scegliere per noi un altro essere vivente.

Il senso delle vacanze al mare

2019-09-14   Interagire   |   Competere   |   Scegliere
La vacanza al mare è un'occasione di confronto e interazione sociale. Si mostrano il proprio corpo seminudo, le proprie capacità sportive acquatiche, la propria resistenza all'aggressione del sole e delle rocce, le proprie facoltà economiche e i propri gusti. È una fiera di esibizione e competizione di forza, abilità, resistenza, bellezza, eleganza e ricchezza in cui scegliere e farsi scegliere.

Pensiero seriale e parallelo

2019-09-14   Mente   |   Pensare
Possiamo pensare in modo seriale (cioè per storie) e in modo parallelo (cioè per mappe).

Interazioni tra organismi e ambienti

2019-09-14   Interagire   |   Vita   |   Ecologia
I nostri organismi interagiscono con i loro ambienti per conservarsi e riprodursi, finché non si disgregano.

Singolare e plurale, particolare e generale

2019-09-14   Conoscere   |   Inganno
Il particolare è singolare, il generale è plurale. Usare il singolare quando si parla in generale è ingannevole.

Sapere per scegliere

2019-09-14   Interagire   |   Conoscere   |   Competere   |   Scegliere   |   Cooperare
Cosa c'è oltre il confine del mondo che ci è familiare? Cose buone o cattive? Mi conviene scegliere A o B? Quale tra A e B soddisfa meglio i miei bisogni? Mi conviene cambiare o conservare?

Domande, dubbi e curiosità riguardano soprattutto ciò che gli altri pensano di noi, cosa sentono per noi, cosa vogliono o desiderano da noi, cosa sono disposti a fare per noi e a concederci, ovvero in quale misura possono e sono disposti a soddisfare o frustrare i nostri bisogni.

Dalle risposte a tali domande dipendono le nostre azioni verso gli altri: avvicinamento o allontanamento, mantenimento o cambiamenti di ruoli, cooperazione o competizione, imitazione o differenziazione, selezione, rifiuto o indifferenza, inerzia o rottura, sottomissione o ribellione, deviazione, ripristino, riparazione ecc.

Non si può non scegliere

2019-09-14   Coscienza   |   Scegliere   |   Automatismi   |   Responsabilità
In ogni momento possiamo (e dobbiamo) scegliere se lasciare inserito il pilota automatico del nostro comportamento o se passare in modalità manuale, ovvero consapevole e volontaria. In tal senso non si può non scegliere, e ognuno è responsabile delle sue scelte di fronte agli altri.

Il potere dei segni nel bene e nel male

2019-09-14   Etica   |   Linguaggio   |   Autogoverno   |   Ecologia
Il linguaggio e la scrittura sono potentissimi strumenti di governo e di autogoverno, cioè di controllo e di autocontrollo. Essi permettono infatti di rievocare idee, ricordi, promesse e minacce, attrazioni e repulsioni, anticipazioni di piaceri e dolori, con dei segni.

Mediante tali mezzi l'uomo può fare grandi cose nel bene e nel male, cioè grande bene e grande male, molto bene e molto male, mentre gli altri animali sono molto limitati in tal senso. Per esempio, gli animali non umani non possono scatenare guerre tra popolazioni; infatti le loro guerre sono normalmente solo contro singoli individui (della loro o di altre specie).

Motivazione e selezione

2019-09-14   Motivazioni   |   Libero arbitrio   |   Scegliere
Il cosiddetto libero arbitrio consiste nello scegliere, ma la scelta è sempre orientata verso la migliore, maggiore e più facile soddisfazione dei nostri bisogni. Solo in caso di indecisione o di indifferenza la scelta può essere casuale, e in tal senso libera.

La mia bigamia

2019-09-15   Interagire
Io sono bigamo nel senso che, oltre a mia moglie, ho sposato me stesso.

Essere e pensare

2019-09-17   Emozioni e sentimenti   |   Pensare   |   Motivazioni   |   Identità
I nostri pensieri dipendono da ciò che siamo e ciò che siamo dipende dai nostri pensieri. In altre parole, i nostri pensieri sono causa e conseguenza di ciò che siamo.

Lo stesso si può dire del rapporto tra essere e sentire, e tra essere e volere.

Chi sono?

2019-09-17   Emozioni e sentimenti   |   Pensare   |   Motivazioni   |   Identità
Io sono ciò che penso, ciò che sento e ciò che voglio.

Bisogno di imitare e popolarità del modello

2019-09-18   Bisogni   |   Imitare
L'intensità del bisogno di imitare un certo modello di comportamento è proporzionale alla quantità di imitatori del modello stesso percepita dal soggetto.

Non-spiegazioni e non-risposte

2019-09-19   Conoscere   |   Causalità
Il patrimonio letterario filosofico e religioso è pieno di spiegazioni che non spiegano nulla e di risposte che rispondono a domande diverse da quelle a cui pretendono di rispondere. Occorre guardarsi dalle non-spiegazioni e dalle non-risposte.

Tradizioni, imitazione e integrazione sociale

2019-09-20   Appartenere   |   Imitare   |   Tradizioni   |   Dignità
Le tradizioni sono esercizi e gare di imitazione. L'imitazione (cioè la riproduzione) di forme sociali è un valore "dimostrativo". Infatti, chi meglio imita le forme sociali della comunità di appartenenza dimostra una maggiore integrazione sociale e quindi una maggiore forza e resilienza. Anche le mode, in quanto forme sociali, costituiscono un terreno di competizione nella gara a chi è più "sociale", ovvero più conforme alle caratteristiche della comunità.

Libertà vs. logica

2019-09-20   Libertà   |   Libero arbitrio   |   Logica
A mio parere il cosiddetto libero arbitrio non è libero in quanto noi scegliamo sempre in base ad una logica (conscia o inconscia), e precisamente quella che riteniamo (consciamente o inconsciamente) più adatta e appropriata per soddisfare i nostri bisogni. Insomma la scelta è obbligata in base ai nostri bisogni e alle nostre logiche di soddisfazione. Quindi noi siamo liberi da un punto di vista esterno, ma "regolati" da logiche da un punto di vista interno. Anche se cambiamo una logica lo facciamo seguendo una (altra) logica.

Il padrone della mente

2019-09-21   Inconscio   |   Coscienza   |   Psicoterapia
Affinché l'io cosciente possa influenzare il suo inconscio sono necessari tempi lunghi, grande impegno e sofferenze, mentre l'inconscio influenza l'io cosciente costantemente e senza sforzi. Nell'immediato l'inconscio è il padrone di casa.

Volontà e voglie di un essere umano, tra conservazione e cambiamento

2019-09-21   Bisogni   |   Motivazioni   |   Cambiare   |   Volontà
Volere vs. aver voglia. Nel primo caso intendo una volontà determinata da una decisione volontaria, nel secondo una pulsione involontaria. La differenza può essere impercettibile.

Sia il primo che il secondo tipo di motivazione sono oggetto di censura e autocensura, ovvero di obblighi e divieti consci e inconsci imposti dalla comunità di appartenenza. Infatti le nostre motivazioni sono quasi tutte socialmente rilevanti, ovvero incidono nelle nostre relazioni con gli altri.

Perciò può succedere che uno voglia (o non voglia) certe cose perché è costretto a volerle (o a non volerle) dalla comunità a cui appartiene. Tale costrizione può essere più o meno conscia o inconscia.

Possiamo dividere le motivazioni di un essere umano in due grandi categorie: conservatrici e trasformatrici. Ciascuna delle due categorie può a sua volta essere divisa in sottocategorie a seconda dell'oggetto della conservazione o del cambiamento: se stessi, altre persone in particolare, o l'ambiente in generale (naturale o sociale).

Un'altra possibile suddivisione riguarda il tipo di cambiamento: cambiare l'ambiente in cui si vive oppure emigrare in un ambiente diverso, cambiare le persone con cui si è in relazione oppure stabilire nuove relazioni con altre persone (interrompendo o continuando le relazioni precedenti).

I seguenti verbi esprimono varie forme di cambiamento o di conservazione: conservare, cambiare, trasformare, apprendere, istruire, imporre, regolare, acquisire, ripetere, alterare, imitare, distruggere, costruire, seguire, proseguire, deviare, prendere, lasciare, abbandonare, mantenere, manutenere, legare, sciogliere, imprigionare, liberare, fissare, adattare, adattarsi, adeguare, adeguarsi, unire, dividere, interrompere, continuare, spostare, spostarsi, pulire, sporcare, avvicinare, allontanare, respingere ecc.

Il motivo del motivo. Con questo gioco di parole intendo il fatto che ogni motivazione (sia conservatrice che trasformatrice) "serve" ad una motivazione di livello logico superiore. In altre parole, è il mezzo con cui raggiungere un fine precedente. Possiamo quindi chiederci perché una persona vuole cambiare o conservare certe cose (o, come direbbe Schopenhauer, perché vuole ciò che vuole), e credo che a tale domanda si possa rispondere genericamente dicendo che ogni volontà serve a soddisfare dei bisogni. Banalmente possiamo allora dire che noi vogliamo ciò di cui abbiamo bisogno, a partire dai bisogni geneticamente determinati (ovvero innati), fino a quelli acquisiti attraverso le esperienze, l'apprendimento e le pressioni sociali.

Si può voler cambiare per migliorare (cioè per meglio soddisfare i propri bisogni) oppure per paura che il non cambiamento possa comportare un peggioramento. E, viceversa, si può scegliere di non cambiare per paura che il cambiamento possa essere peggiorativo. D'altra parte, siccome col tempo tutto deperisce, un cambiamento è sempre necessario, anche solo per evitare o rallentare il deperimento, o per ripristinare lo stato precedente al cambiamento indesiderato.

Una relazione tra due persone con attitudini e preferenze (rispetto ai cambiamenti) molto diverse o incompatibili è difficile se non impossibile. Infatti i conflitti tra esseri umani riguardano soprattutto cambiamenti voluti da una parte e non voluti da un'altra.

Se vogliamo convivere pacificamente e produttivamente dobbiamo dunque metterci d'accordo su cosa conservare e cosa cambiare in noi stessi e nell'ambiente naturale e sociale, ovvero nella cultura, nell'economia, nella politica, nella morale, nell'estetica ecc.

Social network e intelligenza

2019-09-21   Intelligenza   |   Social networks
Dimmi come usi i social network e ti dirò qual'è il tuo livello d'intelligenza.

Cosa gli esseri umani vogliono sapere

2019-09-21   Conoscere   |   Religione   |   Natura umana   |   Tradizioni   |   Autorità
Io, tanto per cominciare, vorrei sapere cosa gli esseri umani (in generale) vogliono sapere, per capire se io e gli altri vogliamo sapere le stesse cose o cose diverse. Suppongo infatti che gli esseri umani si differenzino (anche) in ciò che desiderano (e si curano di) sapere.

Ecco una cosa che tutti vogliamo sapere: chi comanda, cioè chi ha potere su di noi e sugli altri, ovvero a chi dobbiamo obbedire e chi dobbiamo soddisfare (o non scontentare) per evitare le loro punizioni.

Una classica risposta a tale domanda è “Dio”. Infatti Dio (per chi ci crede) è la massima autorità, da cui dipende tutto ciò che è successo, che succede e che succederà, compreso il nostro destino prima e dopo la nostra morte. Ma questa risposta non è sufficiente perché Dio (per chi ci crede) permette che esistano altre autorità oltre la propria, e dà loro la libertà e il potere di comandare e di decidere le sorti dei loro subordinati.

Credenti o no, noi vogliamo comunque sapere chi (tra i mortali) comanda, ovvero vogliamo conoscere le varie gerarchie sociali (politica, religiosa, economica, accademica, intellettuale, morale, estetica, ecc.) perché, volenti o nolenti, siamo imbrigliati, incastrati, imprigionati in una quantità di gerarchie, di cui occupiamo posizioni particolari.

Oltre a conoscere le gerarchie in cui siamo posizionati, vogliamo anche sapere come si fa a salire nelle scale gerarchiche, e come evitare che altre persone ci sorpassino facendoci scendere di uno o più gradini.

La risposta alla precedente domanda è “imitare i superiori”. Infatti, se vogliamo salire in una gerarchia, dobbiamo imitare il comportamento di coloro che sono sopra di noi ed evitare (se possibile) di imitare quelli a noi subordinati.

Potremmo dunque dire che vogliamo sapere chi ci conviene imitare, anche perché non si può vivere in società senza imitare qualcuno dei suoi membri.

Oltre la conoscenza delle gerarchie, potremmo supporre che gli esseri umani vogliano anche sapere come funziona la natura, compresa quella umana, e le cause degli eventi e dei comportamenti. Tuttavia succede che i poteri (politico, religioso, economico, accademico ecc.) scoraggino tali ricerche occupandosi di fornire risposte preconfezionate secondo i propri interessi e le proprie convenienze.

Così, per paura di essere puniti dalle autorità o emarginati dalle comunità di appartenenza, evitiamo di farci troppe domande sulla nostra natura e prendiamo per buone le risposte tramandate dalle tradizioni, che non osiamo mettere in discussione.

Insoddisfazione e distruttività

2019-09-22   Bisogni   |   Bene e male
Le persone infelici (ovvero normalmente insoddisfatte e perciò sofferenti) odiano e vorrebbero punire o distruggere coloro che ritengono (consciamente o inconsciamente) essere le cause delle loro insoddisfazioni e sofferenze.

Di conseguenza, per contrastare la distruttività umana, si pongono due problemi.

Il primo è quello dell'insoddisfazione dei bisogni propri e altrui, che dovremmo cercare di evitare attraverso una corretta conoscenza dei bisogni stessi e un'efficace politica di soddisfazione.

Il secondo è quello della corretta individuazione delle cause delle insoddisfazioni, in modo che la distruttività degli insoddisfatti non sia rivolta verso innocenti capri espiatori, ma verso le vere cause.

In ogni caso occorre tener presente che la felicità di un essere umano dipende soprattutto dalla qualità delle sue relazioni con gli altri.

Come vogliamo essere

2019-09-23   Bisogni   |   Vita   |   Identità   |   Imitare   |   Interdipendenza
Noi vogliamo inconsciamente essere come ci vogliono le persone da cui la nostra vita dipende, cioè quelle di cui abbiamo bisogno (materialmente o come guide o modelli) per vivere.

Capitalismo come causa e come conseguenza

2019-09-23   Relazioni   |   Politica   |   Causalità
Ogni causa è anche una conseguenza. Questo vale anche per il capitalismo. Vederlo solo come causa di mali è miope. Chiediamoci anche da cosa sia causato, ovvero da quali aspetti della natura umana esso emerga.

Che fare per risolvere i problemi della società?

2019-09-23   Religione   |   Natura umana   |   Politica   |   Bene e male   |   Progresso
Che fare per risolvere i problemi della società? Studiare la natura umana, la quale è la causa prima di tutti i mali della società. Nonostante sia il tema più importante, esso è tra i meno studiati con un approccio scientifico a causa delle pressioni religiose e politiche.

Il tutto e le parti

2019-09-23   Interagire   |   Conoscere   |   Sistemica   |   Cambiare
Ognuno di noi è parte del tutto, occupa un certo spazio e un certo tempo del tutto e interagisce con altre parti in modo più o meno costruttivo o distruttivo, conservativo o trasformativo. D’altra parte ognuno di noi è un tutto composto da parti che interagiscono rendendo possibile la propria vita.

Come ci vogliono gli altri

2019-09-23   Interagire   |   Vita   |   Felicità   |   Scegliere   |   Volontà
Noi siamo come ci vogliono gli altri. Il problema è: quali altri? Infatti gli altri non sono tutti uguali: alcuni ci vogliono in un certo modo e altri in certi altri modi. Dobbiamo dunque scegliere chi contentare e chi scontentare. Ma non possiamo essere come nessuno ci vuole. Ne va della nostra sopravvivenza e della nostra felicità.

Cosa vogliono gli altri da noi

2019-09-23   Interagire   |   Interdipendenza
Cosa vogliono gli altri da noi? Che siamo loro utili.

Prima che sia troppo tardi

2019-09-24   Solitudine   |   Poesia
Ci spostiamo tra punti e momenti
di una realtà non voluta
tra compagnie soffocanti
e solitudini insopportabili.

Cerchiamo cose che non sappiamo
e moriamo a poco a poco
sperando che un buon fantasma
ci guidi in un porto amoroso.

Prima che sia troppo tardi,
prima che il desiderio svanisca
tentiamo una nuova teoria
nascondendo le tracce del pianto.

Felicità, utilità, desiderio, reciprocità

2019-09-24   Felicità   |   Interdipendenza
Felicità = utilità reciproca e reciproco desiderio.

Paura e obbedienza

2019-09-24   Paura   |   Obbedienza
La paura rende obbedienti.

Contabilità della reciprocità

2019-09-24   Interdipendenza
Se A desidera B molto più di quanto B desideri A, oppure se A è utile a B molto più di quanto B sia utile ad A, la relazione soffre e il relativo desiderio si può facilmente trasformare in frustrazione e rabbia, o semplicemente estinguersi. La contabilità della reciprocità nelle relazioni umane è sempre attiva.

Il rischio della solitudine

2019-09-24   Interagire   |   Solitudine
Fare qualcosa insieme a qualcuno è più prudente che farla da soli. Infatti nel primo caso si dispone già dell'approvazione implicita di qualcuno.

Il pericolo della televisione

2019-09-24   Conformismo   |   Imitare   |   Televisione
Gli esseri umani tendono ad imitare tutto ciò che vedono gli altri fare, e più sono quelli che fanno la stessa cosa, più forte è la motivazione ad imitarli. Per questo la TV è molto pericolosa.

Felicità = reciprocità

2019-09-25   Interagire   |   Felicità   |   Saggezza   |   Ecologia
Ciò che conta per la felicità non è chi ha ragione e chi torto, le posizioni nelle gerarchie, il possesso di beni e privilegi o la conformità a certi modelli di pensiero e di comportamento, ma la reciprocità, ovvero l'utilità, l'aiuto e il desiderio reciproci tra esseri viventi.

Ostilità dei conformisti

2019-09-25   Confliggere   |   Conformismo
Il guaio del conformismo non è tanto il fatto che i conformisti siano tali (a loro buon diritto), ma che siano ostili ai non conformisti a prescindere da ciò che questi propongono. Probabilmente i conformisti si sentono inconsciamente sotto accusa da parte dei non conformisti, anche quando non è il caso, e per questo provano antipatia o timore verso di loro.

Mappe e modelli della realtà

2019-09-26   Interagire   |   Conoscere   |   Bisogni   |   Piacere e dolore   |   Emozioni e sentimenti
Per tutta la vita ci costruiamo inconsciamente mappe e modelli della realtà e li usiamo per orientarci e scegliere come comportarci, cioè come interagire con il mondo.

Questa è la conoscenza: una quantità di mappe e modelli più o meno complessi, più o meno precisi, più o meno coerenti tra loro e più o meno corrispondenti alla realtà.

Queste mappe e questi modelli riguardano specialmente e soprattutto gli altri esseri umani, le relazioni tra loro, noi stessi e le relazioni tra noi e gli altri.

Ai particolari delle mappe e dei modelli che ci siamo costruiti sono associati sentimenti di piacere o dolore, attrazione o repulsione e le motivazioni corrispondenti alla ricerca del piacere e all'evitamento del dolore. Sulla base di tali mappe e di tali modelli noi elaboriamo inconsciamente le nostre strategie di comportamento e pianifichiamo il nostro futuro.

Di conseguenza, quanto più le nostre mappe e i nostri modelli sono sbagliati o imprecisi rispetto alla realtà, tanto più sbagliato o impreciso è il nostro comportamento, ovvero tanto meno questo è efficace per la soddisfazione dei nostri bisogni e di quelli altrui.

Il perché dei bisogni

2019-09-26   Bisogni   |   Natura umana   |   Motivazioni
L'uomo fa ciò che fa perché ha bisogno di farlo. Non dobbiamo dunque chiederci perché l'uomo fa certe cose, ma perché ha bisogno di farle.

Formazione dell'inconscio

2019-09-28   Mente   |   Inconscio   |   Apprendere
L'inconscio non "nasce" ma è innato. Alla nascita contiene solo automatismi biologici, poi con le esperienze si riempie di automatismi sociali. Si forma quindi attraverso un apprendimento, per lo più inconsapevole. Si può modificare, ma è molto più difficile disapprendere che apprendere.

Influenza reciproca tra interagenti

2019-09-28   Interagire   |   Mente
La mente di un essere umano funziona in modo diverso a seconda delle persone con cui egli sta interagendo. Di conseguenza il suo comportamento, momento per momento, è influenzato in modo più o meno importante dagli interagenti presenti nel suo campo di interazione.

Mente, livelli logici e argomenti (agenti mentali)

2019-09-28   Mente   |   Logica   |   Automatismi
Cognizioni, sentimenti e motivazioni (che io chiamo indifferentemente soggetti, oggetti, argomenti o agenti mentali) si formano e si esprimono a vari livelli logici, dal più generale al più elementare.

In altre parole, un argomento (cognitivo, sentimentale o motivazionale) di un certo livello logico è tributario (in senso funzionale) di uno o più argomenti di livello superiore ed è "servito" da uno o più argomenti subordinati.

Ogni argomento può dunque essere al tempo stesso soggetto e oggetto di transazioni, ovvero funzionalmente servitore e fruitore rispetto ad altri argomenti.

Ogni argomento ha una o più funzioni in senso biologico e/o sociale.

Gli argomenti di un discorso riflettono la struttura logica della mente di chi lo proferisce.

Gli argomenti sono prevalentemente inconsci, ma alcuni possono essere parzialmente consci. Tuttavia difficilmente ci si rende conto del fatto che un argomento logico è anche un agente mentale che contribuisce automaticamente a determinare il proprio comportamento.

Conformismo, tradizioni, mode

2019-09-29   Conformismo   |   Imitare   |   Tradizioni
Più le persone sono conformiste, più sono legate alle tradizioni o alle mode.

Segnali di cooperazione vs. non cooperazione

2019-09-29   Bisogni   |   Cooperare   |   Interdipendenza
Noi umani siamo talmente interdipendenti che abbiamo continuamente bisogno di contare sulla cooperazione degli altri a nostro favore. Perciò ogni segnale in tal senso ci rassicura e ci allieta, e ogni segnale contrario ci angoscia e ci rattrista.

Il problema quotidiano

2019-09-30   Cooperare
Ogni giorno, ogni essere umano deve risolvere questo problema: come ottenere la migliore e più ampia cooperazione da parte degli altri (per soddisfare i propri bisogni) al costo più basso in termini economici, politici, sociali, ecologici, emotivi, biologici e di parziale perdita di libertà.

I nostri limiti

2019-10-02   Libertà   |   Libero arbitrio
Dovremmo cercare di conoscere i nostri limiti e le possibilità e impossibilità di superarli.

Il perché del piacere e del dolore

2019-10-04   Piacere e dolore   |   Pragmatismo
Perché ci piace ciò che ci piace e ci dispiace ciò che ci dispiace? Questa domanda potrebbe essere il fondamento di una nuova psicologia pragmatica.

Modelli di pensiero e di comportamento

2019-10-04   Pensare   |   Comportamento   |   Imitare   |   Metapensiero
Ognuno di noi, senza accorgersene, segue certi modelli di pensiero e di comportamento appresi attraverso le esperienze sociali.

In altre parole, siamo tutti programmati a pensare e a comportarci in certi modi che abbiamo appreso, per imitazione, da altre persone.

Anche l'indagine, la critica e il cambiamento dei modelli di pensiero e di comportamento avvengono secondo certi modelli appresi.

Sulla scelta dei maestri e degli allievi

2019-10-05   Scegliere   |   Apprendere
Ogni allievo che può scegliere i suoi maestri ha i maestri che si merita. Ogni maestro che può scegliere i suoi allievi ha gli allievi che si merita.

I maestri adatti

2019-10-05   Apprendere   |   Personalità
Ognuno sceglie i maestri adatti a sé.

Sul rispetto delle opinioni altrui

2019-10-05   Conoscere   |   Giudicare
Rispettare le opinioni altrui non significa condividerle. L'importante è non disprezzare la persona che esprime opinioni che non si condividono. Tuttavia è difficile non considerare "sbagliato" chi esprime idee che riteniamo sbagliate. Così, per evitare di disprezzare gli altri, molti preferiscono non giudicare le idee altrui, col risultato che certe persone dicono cose sbagliate senza che qualcuno glielo faccia notare.

La mia concezione dell'inconscio

2019-10-05   Mente   |   Inconscio
La mia concezione dell'inconscio è molto più estesa di quella freudiana in quanto comprende qualsiasi meccanismo involontario e non consapevole, compresi quelli di tipo biochimico, governati da logiche algoritmiche definite nel DNA e altre apprese. In pratica, per me l'inconscio include tutto il corpo e le sue attività interne, ad eccezione dell'io cosciente, a partire dalle cellule e dagli organi, che hanno una "mente" nel senso che si comportano secondo certe "logiche".

Animale narratore

2019-10-05   Conoscere   |   Natura umana
L'uomo è un animale narratore, l'unico animale capace di inventare e narrare storie, e di credere che siano vere.

Domande sulle narrazioni

2019-10-06   Interagire   |   Conoscere   |   Comunicazione   |   Imitare   |   Apprendere
Una certa persona, un cartello pubblicitario, un film, un libro, un articolo di giornale, una pagina web, mi narrano certe cose. Quali sono gli scopi di tali narrazioni? Sono comprensibili? A chi sono rivolte? Anche a me? Mi riguardano? Sono chiare? Cosa c'è di vero? Cosa c'è di falso? Cosa dicono esplicitamente e cosa implicitamente? Qual è il loro contesto? Di quali relazioni e interazioni parlano? Mi possono essere utili? Cosa mi inducono a fare o non fare? A cosa vogliono farmi credere o non credere? Mi conviene ascoltarle/leggerle o ignorarle? Mi conviene approvarle, correggerle, smentirle o condannarle? Mi conviene esporre narrazioni alternative? Mi conviene impararle? Mi conviene ripeterle ad altri? Mi conviene seguirle / eseguirle / condividerle? Mi conviene crederci? Che mi può accadere se ci credo? Che mi può accadere se non ci credo? ...

Scienza, filosofia e psicologia

2019-10-09   Natura umana   |   Filosofia   |   Psicologia   |   Scienza   |   Complessità
Scienza, filosofia e psicologia non debbono essere separate, ma procedere congiuntamente, nutrendosi l'una delle altre. Altrimenti ciò che producono è pericolosamente insufficiente.

È necessario conoscere la verità?

2019-10-09   Conoscere   |   Verità
La verità è un'opzione.

Il sacrificio di Isacco nelle religioni abramitiche

2019-10-09   Religione   |   Violenza   |   Obbedienza
Il racconto del sacrifico di Isacco è la dimostrazione della violenza e della follia che si nascondono dietro le religioni abramitiche. La virtù di Abramo, che dovrebbe essere un modello di moralità a cui tutti i cristiani, i musulmani e gli ebrei dovrebbero conformarsi, consiste nell'obbedire senza esitazione ad una "voce" che gli ordina di uccidere suo figlio. Follia e violenza pura mascherate da virtù. Su questa base si sono costruite le religioni abramitiche. Perché, secondo voi, qualcuno (Dio stesso o un suo adoratore) ha avuto la bella idea di inventare e includere una simile storia nelle sacre scritture?

Combinazioni di cause e di effetti

2019-10-10   Conoscere   |   Sistemica
Il mondo è molto più complesso di come noi possiamo vederlo e comprenderlo, specialmente per quanto riguarda le cause e gli effetti dei fenomeni. Lo stesso vale per la mente umana.

Una delle ragioni della complessità dei fenomeni è che ogni oggetto può essere parte di diversi sistemi e contesti, ed è sottoposto a diverse forze e regole. Ciò che accade è dunque il risultato di una combinazione di forze e di regole, cioè non l'effetto di una sola causa.

Ma l'uomo aborrisce la complessità e cerca di capire i fenomeni in termini semplici, cioè monocausali, come se ciascun effetto avesse una sola causa. Per questo spesso l'uomo, per risolvere un problema, ne crea di più gravi.

Logiche degli eventi

2019-10-10   Conoscere   |   Sistemica   |   Logica
Se non capiamo la logica per cui certi eventi accadono, non dobbiamo pensare che essi non seguano una precisa logica. Tutto avviene secondo una logica, anzi, secondo una combinazione di logiche, tranne gli eventi casuali. In realtà anche questi seguono una combinazione di logiche microscopiche, complesse, imprevedibili e non predefinite.

La mente tra veglia e sonno

2019-10-10   Mente   |   Coscienza
Durante il sonno, rispetto alla veglia, sono attive (o inattive) diverse zone della mente e diverse soggettività.

Problemi e intelligenza

2019-10-10   Mente   |   Intelligenza
La mente serve a risolvere problemi. Se non ha problemi da risolvere, si atrofizza. Più importanti e complessi sono i problemi che essa affronta, più la mente si sviluppa e più aumenta l'intelligenza.

Psicologia dei bisogni - Riassunto

2019-10-10   Bisogni   |   Mente   |   Psicologia   |   Psicoterapia   |   Genetica
Importanza e centralità dei bisogni

Io considero i bisogni il fondamento di qualunque forma vivente. Essi possono essere distinti in congeniti (cioè innati, geneticamente determinati e immutabili) e acquisiti (cioè formatisi come risultato di esperienze, e modificabili).

I bisogni possono essere distinti in bisogni di ottenimento e bisogni di evitamento (di qualcosa).

Io vedo la mente come un sistema di agenti autonomi intercomunicanti, per lo più inconsci e involontari, alcuni dei quali hanno la funzione di sviluppare strategie e logiche di comportamento per la soddisfazione dei bisogni congeniti. Tali strategie e logiche comportano la formazione di una molteplicità di bisogni acquisiti quali mezzi per ottenere la soddisfazione di quelli congeniti o di altri bisogni acquisiti.

Origine dei disagi mentali e scopo della psicoterapia

Io considero il disagio mentale un effetto della mancata soddisfazione di uno o più bisogni congeniti a causa di ostacoli esterni e interni, paure, conflitti tra bisogni (spesso rimossi dalla coscienza) e/o strategie di soddisfazione inadeguate.

La cura del disagio mentale, cioè la psicoterapia, dovrebbe aiutare il paziente a portare alla coscienza i suoi bisogni insoddisfatti e le cause della loro insoddisfazione in modo da poter gestire razionalmente le paure, i conflitti e le incompatibilità tra bisogni (sia al proprio interno che rispetto ai bisogni altrui), e correggere le strategie per la loro soddisfazione che si sono dimostrate inadeguate.

Supporti grafici della psicoterapia

L’efficacia e l’efficienza di una psicoterapia possono essere aumentate mediante l’uso di informazioni registrate (scritti, fotografie, collages) che il paziente stesso può produrre, preferibilmente con l’assistenza di un terapeuta, e di repertori, questionari, formulari e guide che il terapeuta può mettere a disposizione del paziente; tali strumenti hanno lo scopo di aiutarlo ad individuare ed evocare i bisogni insoddisfatti e stimolare i suoi agenti inconsci a riprogrammarsi in modo più adeguato.

Importanza dei ruoli o funzioni sociali

I bisogni di un essere umano possono essere soddisfatti solo mediante l’interazione e cooperazione (diretta o indiretta) con altri esseri umani. Le interazioni umane sono generalmente regolate da culture, o civiltà, interiorizzate a livello inconscio, che definiscono forme, norme, valori, linguaggi e ruoli attraverso i quali (e solo attraverso i quali) sono possibili interazioni non arbitrarie e quindi non violente.

Ogni ruolo corrisponde ad una o più funzioni sociali, ovvero a comportamenti attraverso i quali un’individuo contribuisce alla soddisfazione dei bisogni propri e altrui.

La scelta o assegnazione dei ruoli può essere competitiva, e dar luogo a conflitti interni ed esterni, ovvero tra i diversi bisogni del soggetto, e tra i bisogni del soggetto e quelli altrui.

Un ruolo non condiviso, non consensuale, velleitario, confuso, indeciso o falso, e quindi non facilmente attuabile, può ostacolare la soddisfazione di uno o più bisogni e causare in tal modo sofferenze e disturbi mentali.

Resistenza al cambiamento

Uno dei bisogni più potenti della psiche è quello di mantenere la propria struttura resistendo (inconsciamente e involontariamente) ad ogni tentativo, proveniente dall’interno o dall’esterno, di cambiarla. Questo rende molto difficile ogni psicoterapia in quanto finalizzata ad un cambiamento strutturale della psiche. La Psicoterapia sinottica è particolarmente indicata per superare la resistenza del paziente al cambiamento.

Fondamenti genetici della Psicologia dei bisogni

Come Richard Dawkins insegna ne “Il gene egoista”, alla radice del comportamento di ogni essere vivente, vi è la “necessità” dei suoi geni di riprodursi usando i vari mezzi e modi che essi hanno sviluppato nel corso dell’evoluzione e che sono stati codificati nel DNA della specie. Da tale generale necessità sono “emersi”, nel corso dell’evoluzione, in maniera tuttora misteriosa, i “bisogni” ovvero i meccanismi omeostatici motivazionali e sentimentali (basati sul piacere e il dolore, e collegati con la coscienza negli animali che ne dispongono) che spingono l’organismo e l’io cosciente a procurarsi, quando occorre, ciò che è “necessario” per garantire la sopravvivenza e la conservazione della specie.

Chiamo tali meccanismi bisogni primari, mentre col termine bisogni secondari mi riferisco a quelli che vengono sviluppati nel corso della vita di un individuo come mezzi o obiettivi intermedi per soddisfare i primi.

Tutti i bisogni (sia primari che secondari) sono ordinati funzionalmente nel senso che ogni bisogno ha il compito di soddisfare uno o più bisogni di ordine superiore e viene soddisfatto attraverso la soddisfazione di bisogni subordinati. In altre parole, ogni bisogno è servito da altri bisogni e serve altri bisogni, fino al bisogno primordiale delle forme viventi, che è quello del gene, di riprodursi.

Volendo estendere al mondo non vivente il concetto di bisogno, si potrebbe inoltre dire che tutte molecole (sia inorganiche che organiche, compresi i geni) e le particelle elementari hanno “bisogno” di rispettare le leggi della fisica.

Per soddisfare i suoi bisogni (primari e secondari), un essere umano ha bisogno di interagire e collaborare con altri esseri della sua specie. Questa collaborazione può essere ostacolata da una serie di fenomeni quali:

  • la competizione per ottenere e difendere:

  • le posizioni più elevate nella gerarchia sociale

  • i partner sessuali più attraenti

  • le risorse economiche

  • la proprietà privata

  • il tentativo reciproco di asservimento tra esseri umani

  • la voglia di libertà e di trasgredire le norme sociali

  • la repressione delle trasgressioni e dei tentativi di sovvertire i privilegi acquisiti

Gli esseri umani perseguono i propri interessi interagendo con i propri simili in modo più o meno cosciente, volontario, produttivo e libero. Il grado di soddisfazione dei bisogni umani appare da sempre tragicamente basso. Fame, povertà, guerre, violenza, disuguaglianze, ingiustizie, corruzione, oppressione, irresponsabilità, disinteresse per l’etica, ignoranza, falsità, mistificazioni, stress, incomunicabilità, condizioni di lavoro ai limiti della sopportazione, disoccupazione, negazioni dei diritti civili, deprivazioni e violenze sui bambini, discriminazioni di ogni tipo (sessuali, razziali, etniche, religiose, politiche ecc.), sono realtà ancora largamente diffuse. Tale situazione è il prodotto del comportamento umano che, a sua volta, è il risultato di processi che avvengono nella mente degli individui.

Tali processi, ancora poco conosciuti e spesso oggetto di disinformazione e mistificazione, andrebbero attentamente studiati al fine di renderli più adeguati alla soddisfazione dei bisogni umani su larga scala.

In queste pagine propongo, a tale scopo, la costituzione di una disciplina psicologica che considera i bisogni umani il punto di partenza e di arrivo dell’indagine e della prassi: di partenza in quanto essi sono l’origine e lo strumento della vita, e di arrivo in quanto la loro soddisfazione dovrebbe essere il fine dell’umanità e quindi di ogni psicologia e psicoterapia.

Questa disciplina dovrebbe usare tutto il patrimonio disponibile di scienze umane e sociali in modo eclettico, integrato, organico e soprattutto pragmatico, cioè finalizzato al raggiungimento del massimo grado di benessere psicofisico a cui l’uomo possa aspirare.

Vedi anche Comprendere la natura umana.

Fonti della Psicologia dei bisogni

La Psicologia dei bisogni si fonda sui lavori di diversi autori, tra i quali:

  • Ricerche neuroscientifiche (Antonio Damasio e altri autori)

  • Psicologia sociale (autori vari)

  • Psicoanalisi di Sigmund Freud e altri

  • Psicologia individuale di Alfred Adler

  • Interazionismo simbolico di George H. Mead

  • Teoria dei bisogni intrinseci di Luigi Anepeta

  • Analisi transazionale di Eric Berne

  • Evoluzionismo darwiniano e genetica di Richard Dawkins

  • Semantica generale di Alfred Korzybski

  • Cibernetica ed ecologia della mente di Gregory Bateson

  • Pensiero complesso di Edgar Morin

  • Psicologia umanista di Erich Fromm

  • Costruttivismo radicale di Paul Watzlawick

  • Psicologia della forma (Gestalt)

  • Filosofia di D. Hume, A. Schopenhauer, F. Nietzsche e altri

  • Ecc.


Caratteristiche personali

2019-10-11   Emozioni e sentimenti   |   Motivazioni   |   Differenze umane   |   Mappa cognitivo-emotivo-motiva
Ogni essere umano ha interiormente una mappa del mondo, un vocabolario, un'enciclopedia, un'epistemologia, attrazioni, repulsioni e motivazioni più o meno originali o copiate da altri.

Verità e falsità

2019-10-12   Conoscere   |   Verità   |   Falsità   |   Cultura
Ogni cultura è un miscuglio di verità e falsità. Il nostro compito è quello di distinguere le prime dalle seconde.

Livelli di stupidità

2019-10-12   Comunicazione   |   Stupidità
Se vuoi discutere con uno più stupido di te, per farti capire devi scendere al suo livello.

Saggezza, piacere e dolore

2019-10-12   Conoscere   |   Piacere e dolore   |   Saggezza   |   Causalità
Saggezza è anche conoscere le vere cause, dirette e indirette, dei piaceri e dolori propri e altrui.

Bisogni indotti

2019-10-13   Bisogni   |   Motivazioni   |   Imitare   |   Comunità
Le pressioni sociali a cui siamo sottoposti possono indurci a simulare (anche a noi stessi) bisogni non nostri, ma osservati negli altri e ritenuti giusti o necessari dalla comunità di appartenenza. Sono ciò che chiamiamo "bisogni indotti". Chi può dire di non avere bisogni indotti?

Religione e capacità critica

2019-10-14   Religione   |   Paura   |   Criticare
Le chiese abramitiche si ostinano a sostenere che la Bibbia è parola di Dio, e che Dio ci ama. Basta leggere quel libro per capire che si tratta di un inganno. Ma, sorprendentemente, molti restano ingannati, probabilmente a causa della paura di pensare cose in contrasto col pensiero maggioritario. Uno degli effetti delle religioni di massa è quello di inibire la capacità critica delle persone, di renderle cieche alle incongruenze e alle assurdità, di indurle a chiamare bene il male, giusto l'ingiusto, razionale l'irrazionale, logico l'illogico, utile l'inutile e il dannoso.

Identità e scelte

2019-10-14   Scegliere   |   Identità
Dimmi cosa scegli e ti dirò chi sei.

Sulla libertà di pensiero e di espressione

2019-10-14   Libertà   |   Comunicazione   |   Comunità
La libertà di esprimere opinioni diverse da quelle della maggioranza senza essere puniti per questo, è un lusso che l'uomo ha conosciuto solo da pochi anni, e non in tutto il pianeta.

Libero arbitrio e opzioni

2019-10-15   Libero arbitrio   |   Scegliere
Esercitare il libero arbitrio (ammesso che questo esista) significa scegliere con conoscenza di causa. Quanto meno si conoscono le opzioni disponibili e le loro conseguenze, tanto meno libera è la scelta. Il libero arbitrio (se esiste) è dunque sempre relativo a tali conoscenze e possibilità, e da esse limitato.

Cattivo gusto

2019-10-15   Bellezza
Per me cattivo gusto è mescolare il pulito con lo sporco, il bello col brutto, l'elegante con lo sciatto, la saggezza con la stupidità, la verità con la falsità, i tacchi alti con i blue jeans.

Percezione attiva

2019-10-15   Coscienza   |   Criticare   |   Percezione

Col termine "percezione attiva" intendo l'analisi (critica e consapevole) delle proprie percezioni e reazioni in tempo reale, cioè mentre avvengono. In altre parole intendo il farsi una serie di domande come le seguenti:

  • Cosa sto percependo?

  • Quali sono le mie reazioni cognitive, emotive e motive a ciò che sto percependo?

  • Quali cambiamenti a breve, medio e lungo termine ciò che sto percependo potrebbe causare nella mia mente e nella mia vita?

  • Chi ha preparato, costruito, organizzato o composto ciò che sto percependo, e a quale scopo? A vantaggio di chi?

  • Come desidera che io reagisca chi ha costruito ciò che sto percependo? Cosa vorrebbe farmi credere?

  • Che relazioni ci sono tra ciò che sto percependo e la mia vita?

  • In che misura ciò che sto percependo mi piace o mi dispiace e perché?

  • Mi conviene percepire ciò che sto percependo? Che vantaggi potrei ricavarne? Come potrebbe nuocermi?

  • Che effetti benefici o malefici potrebbe avere ciò che sto percependo su altre persone e sulla società? In che misura è morale o immorale?

  • Ciò che sto percependo potrebbe affascinare o disgustare me o qualcun altro?

  • In ciò che sto percependo è contenuta l'offerta o la promessa di qualcosa?

  • Ciò che sto percependo può influenzare il mio comportamento? Come?

  • Potrei rivolgere la mia attenzione a qualcosa di più conveniente o interessante per me?

  • Cosa posso apprendere da ciò che sto percependo?


Influenze reciproche e irrilevanza dell'individuo

2019-10-16   Interdipendenza
Ognuno è influenzato dagli altri e li influenza a sua volta in misura più o meno grande. I problemi nascono quando poche persone ne influenzano tante, e quando per una persona il bilancio tra le influenze passive e quelle attive è molto sbilanciato a favore delle prime. E’ ciò che Yuval Harari chiama "irrilevanza" (sociale) dell’individuo. Quanto meno una persona è socialmente rilevante, tanto meno essa è in grado di soddisfare i propri bisogni, dal momento che la soddisfazione di questi dipende dalla reciproca cooperazione.

Connessioni elettrochimiche tra idee

2019-10-16   Mente   |   Pensare   |   Idee   |   Cervello
Collegare logicamente (col pensiero) due idee significa stabilire una connessione elettrochimica (più o meno temporanea o permanente) tra le zone del cervello in cui tali idee risiedono o a cui esse sono associate.

L'errore più comune

2019-10-16   Mente   |   Pensare   |   Differenze umane
L'errore più comune che spesso facciamo è supporre che gli altri ragionino come noi, che reagiscano emotivamente come noi, che abbiano simili principi morali, simili interessi, simili motivazioni e simili paure, che sappiano ciò che noi sappiamo, che soffrano e godano per motivi simili a quelli per cui noi godiamo e soffriamo, che le nostre menti siano simili.

È come credere che tutti i computer siano simili. In effetti tutti i computer sono simili per quanto riguarda i principi generali di funzionamento, ma molto diversi tra loro nei materiali (hardware) e nei programmi (software), ovvero nelle "applicazioni".

Nuovi templi

2019-10-16   Bisogni   |   Religione
I centri commerciali sono i nuovi templi. Il paradiso è dove si trovano le cose più desiderate al prezzo più basso.

Assoluto e relativo

2019-10-16   Relazioni   |   Ecologia
Nulla è assoluto, tutto è relativo. Relativo alle relazioni. Ogni relazione è circolare. Ciò che è influenzato influenza a sua volta ciò che lo influenza. Ciò che non è in relazione con altre cose, che non influenza altre cose, che non è influenzato da altre cose, non esiste.

Conoscere se stessi?

2019-10-16   Natura umana   |   Mente   |   Identità
Conoscere se stessi? Impossibile se non si conoscono anche gli altri, se non si conosce l'uomo in generale.

Conoscere le menti

2019-10-16   Conoscere   |   Mente
Conoscere le menti altrui, a partire da quelle dei propri vicini, è per me molto più importante e appassionante che conoscere altri popoli senza esplorare le particolari strutture delle loro menti.

Saper tacere

2019-10-19   Interagire   |   Comunicazione
Saper tacere è importante quanto saper parlare.

Animale credente

2019-10-21   Conoscere   |   Religione   |   Conformismo   |   Imitare
L'uomo è un animale credente. E' capace di credere in qualsiasi cosa. Guardate in quante cose diverse l'uomo ha creduto nelle varie epoche e nei vari paesi. Le più assurde, le più improbabili, le più pericolose, le più violente, le più strane, le più ingenue, le più stupide. Per il solo fatto che ci credevano molti altri. Specialmente in materia di religione. Ancora oggi.

Disperazione distruttiva

2019-10-21   Religione   |   Speranza
Una persona disperata è distruttiva. Per questo tutto ciò che infonde speranza in modo sostenibile (come le religioni) è utile per mantenere l'ordine pubblico.

Cos'è arte?

2019-10-21   Arte
Una cosa (manufatto o performance) diventa arte quando almeno due persone le attribuiscono (o vi trovano) un comune significato o valore sociale.

Il buono, il cattivo e l'irrilevante nel sacro

2019-10-22   Religione   |   Giudicare   |   Ragionare   |   Sacralità
Sia l'Antico che il Nuovo testamento contengono affermazioni sagge e altre stolte, verità e falsità, dolcezze e orrori. L'errore è pensare che questi testi siano completamente buoni o completamente cattivi, completamente veri o completamente falsi, completamente giusti o completamente sbagliati. L'importante è saper distinguere cosa c'è di buono, cosa di cattivo e cosa di irrilevante; cosa di giusto e cosa di sbagliato, ovvero di ingiusto. Ma purtroppo il sacro non si può mettere in discussione, non si può criticare, non si può esaminare razionalmente, richiede la "fede", e allora si prende per buono anche ciò che è cattivo, si finisce per giustificare cose sbagliate, per "interpretare" in senso positivo anche ciò che è negativo.

Religione e manipolazione

2019-10-22   Religione   |   Manipolazione mentale
Le religioni sono le più diffuse forme di manipolazione mentale.

Fondamentalismo intrinseco delle religioni

2019-10-22   Religione
Le religioni abramitiche sono intrinsecamente fondamentaliste, come si evince dalla lettura delle loro sacre scritture. L'unico modo per sfuggire al loro fondamentalismo è non prenderle alla lettera, non prenderle completamente sul serio, non seguirle fino in fondo, non leggere i loro testi interamente, ma solo alcune parti, opportunamente selezionate come non violente e politicamente corrette, ignorando quelle violente e inaccettabili per l'uomo odierno.

Visibilità e imitazione

2019-10-22   Interagire   |   Imitare
Le persone più imitate sono quelle più visibili, cioè quelle viste dal maggior numero di persone.

L'animale uomo

2019-10-23   Natura umana   |   Evoluzionismo
Geneticamente l'uomo di oggi è praticamente identico a quello di 10000 ani fa. I cambiamenti che ci sono stati nella sua evoluzione sono quasi esclusivamente culturali. L'uomo è diverso dagli altri animali soprattutto perché è il solo a poter usare la cultura. Questa comporta, tra l'altro, il credere in narrazioni inventate e tramandate, cosa che nessun altro animale è capace di fare. Ecco cosa è importante capire quando si confronta l'uomo con gli altri animali. Se l'uomo non usasse la cultura sarebbe una specie di scimmia. Se ad un bambino non insegni nulla, nemmeno a parlare, quello cresce come una bestia, non lo distingui da una bestia.

Riti, appartenenza, obbedienza

2019-10-23   Appartenere   |   Comunità   |   Riti e rituali   |   Obbedienza
Partecipare ai riti ed eseguire i rituali tipici di una certa comunità serve a confermare e dimostrare la propria appartenenza ad essa e la necessaria obbedienza alle sue norme, implicite nelle sue tradizioni civili e religiose.

Bontà nociva

2019-10-23   Etica
Anche le cose buone e utili, in dosi eccessive, sono nocive.

Bisogni innati vs. bisogni indotti

2019-10-23   Bisogni   |   Genetica   |   Evoluzionismo
Dato che siamo geneticamente uguali ai nostri antenati di 20000 anni fa, si può affermare che i nostri bisogni innati siano gli stessi dell'uomo di allora, e che tutti gli altri bisogni dell'uomo odierno siano indotti dalla cultura in cui vive.

Verità e piacere

2019-10-23   Natura umana   |   Piacere e dolore   |   Verità   |   Falsità
L'uomo tende a considerare vero ciò che gli piace, e falso ciò che non gli piace.

Domande esistenziali (sui ruoli sociali)

2019-10-25   Ruoli sociali
Che ruoli (non) ho nella società?
Che ruoli (non) vorrei, (non) potrei, (non) dovrei avere?
Che ruoli (non) voglio, (non) posso, (non) devo avere?

Assurdità comunitarie

2019-10-25   Conoscere   |   Emozioni e sentimenti   |   Motivazioni   |   Comunità
Siamo talmente dipendenti dagli altri che siamo disposti a credere in cose assurde e ad avere sentimenti e desideri assurdi se ciò è indispensabile per essere accettati da almeno una comunità.

Ciò che unisce le persone

2019-10-27   Conformismo   |   Comunità   |   Tradizioni
Ciò che unisce le persone non sono solo le cose che esse comunemente pensano e fanno, ma anche quelle cose che non pensano e non fanno in quanto disprezzate, ignorate o proibite dai loro costumi, ovvero dalle loro norme etiche ed estetiche.

Da chi dipendere

2019-10-27   Interdipendenza
È impossibile non dipendere da qualche persona o gruppo. Semmai possiamo scegliere da chi dipendere.

Nascondere le proprie conoscenze

2019-10-27   Interagire   |   Comprendere
Per andare d’accordo con una persona, più che comprendere la sua mentalità e le sue esigenze, può essere necessario nascondere le proprie conoscenze e le proprie ragioni, se l’altro non è in grado di comprenderle né di accettarle.

Le colpe degli altri

2019-10-27   Colpa   |   Responsabilità   |   Narrazioni
A tutti interessano le narrazioni che parlano di colpe di altre persone o di altri gruppi, purché non vi sia in esse il minimo accenno a possibili responsabilità dell’ascoltatore o dei gruppi a cui questo appartiene.

Razionalità vs. sentimentalità

2019-10-27   Emozioni e sentimenti   |   Intelligenza   |   Ragionare
Le persone più razionali sono spesso inquietanti per quelle che lo sono di meno. Ciò avviene, a mio parere, perché le seconde percepiscono le prime come più competitive e più capaci di autocontrollo, e perché le seconde hanno difficoltà a seguire i pensieri delle prime e a comprendere la loro visione del mondo, la loro etica e i loro gusti.

Inoltre, le persone meno razionali cercano spesso di screditare quelle più razionali affermando che quanto più uno è razionale tanto meno è capace di sentimenti. È un'idea falsa e calunniosa. Infatti non c'è alcuna prova scientifica in tal senso.

La verità è che i sentimenti sono innati e non richiedono capacità particolari, mente la razionalità si apprende attraverso lo studio e le esperienze, ed è correlata alla capacità di astrazione, che non tutti possiedono in ugual misura.

Identità relative

2019-10-27   Interagire   |   Relazioni   |   Identità
Non ha senso chiedersi: Chi sono? Cosa sono? Mentre ha senso chiedersi: Chi/cosa sono io per gli altri? E più precisamente: Chi/cosa sono io per X? Per Y? Per Z? Ecc. E poi: Chi/cosa sono gli altri per me?

Giudicare gruppi e singoli

2019-10-27   Emozioni e sentimenti   |   Giudicare
Disprezzare un gruppo a cui una persona appartiene equivale a disprezzare la persona stessa.

Ogni comportamento è copiativo ed esecutivo

2019-10-27   Mente   |   Comportamento   |   Imitare
Ogni comportamento (pensiero, sentimento, emozione, desiderio, volontà, ricerca, movimento, automatismo, espressione ecc.) è copiativo nel senso che copia (segue, esegue, riproduce, imita, interpreta, rappresenta, realizza, trasmette, tramanda, registra, riprende, ricorda ecc.) determinati modelli (schemi, logiche, programmi, procedure, ordini, norme ecc.) consci o inconsci.

La memoria di un essere vivente contiene essenzialmente sequenze di modelli di vari tipo e di vario livello, che servono per riconoscere situazioni e per copiare (nel senso di eseguire) i modelli stessi dando vita a determinati comportamenti interni ed esterni.

Un modello consiste in una struttura di pattern interconnessi in un certo modo. Ogni modello ha un significato, che consiste in uno o più ordini cognitivi, emotivi e/o motivi da eseguire in determinate situazioni riconoscibili. Possiamo pertanto definire la mente come una macchina copiatrice.

Inibizioni delle repulsioni

2019-10-29   Emozioni e sentimenti
Immaginare un farmaco o un apparato elettronico che inibisca ogni sentimento di repulsione rispetto a qualunque cosa si stia vedendo, pensando o immaginando. Spaventoso, vero?

Agenti pubblicitari inconsapevoli

2019-10-29   Natura umana   |   Pubblicità
Ogni essere umano è un inconsapevole agente pubblicitario di un certo numero di idee altrui.

Vita ed essere come risultato

2019-10-29   Interagire   |   Natura umana   |   Sistemica   |   Vita
Ogni essere vivente (compreso l'uomo) è il risultato dell'interazione delle parti che lo compongono.

Rischi delle nuove tecnologie

2019-10-29   Politica   |   Stupidità   |   Scienza   |   Bene e male   |   Tecnologia
Grazie alle nuove tecnologie gli stupidi, i criminali e i dittatori possono fare molti più danni che in passato, a livello globale.

Evoluzionismo vs. disegno intelligente

2019-10-30   Casualità   |   Evoluzionismo
Lo stato e le forme attuali della vita non sono il risultato di un disegno intelligente, ma dell'evoluzione, la quale è basata su mutazioni genetiche casuali e sulla selezione naturale. Se ci fosse stato un "disegnatore intelligente", non ci sarebbe stato bisogno dell'evoluzione: il mondo sarebbe stato creato sin dall'inizio così com'è oggi, né ci sarebbe bisogno di una futura evoluzione delle specie viventi.

Se vogliamo credere in un creatore intelligente, dobbiamo ammettere che la sua intelligenza si sia limitata a disegnare i meccanismi dell'evoluzione, ovvero delle mutazioni casuali.
Sarebbe infatti assurdo pensare, per esempio, che Dio intervenga ogni volta nel mescolamento dei geni che è alla base della riproduzione sessuata, ovvero credere che tale mescolamento non sia casuale.

Identità interattive

2019-10-30   Interagire   |   Identità   |   Ecologia
Noi siamo i modi in cui interagiamo col nostro ambiente sociale, naturale e mediatico.

Questioni di bisogni, vita, morte, piacere e dolore.

2019-10-30   Bisogni   |   Piacere e dolore   |   Vita   |   Morte
L'uomo, come ogni altro essere vivente, ha bisogno di soddisfare i suoi bisogni "innati" (per distinguerli da quelli indotti o appresi) nel senso che, nella misura in cui egli non li soddisfa, soffre e si ammala, fino a morire. Di converso, l'uomo prova piacere, o gioia (che è una particolare forma di piacere), ogni volta che soddisfa un bisogno.

Occorre inoltre considerare che la morte di ogni individuo è inevitabile in quanto necessaria per la sopravvivenza della sua specie. Perciò nel codice genetico di ogni essere vivente è programmata la vecchiaia, ovvero la disgregazione del corpo, che può (ma non necessariamente) comportare sofferenze e malattie.

Si pongono dunque tre questioni fondamentali: la prima è: quali sono i bisogni innati di un essere umano. La seconda è: come soddisfare al meglio i nostri bisogni in ogni fase della nostra vita allo scopo di soffrire il meno possibile e godere il più possibile in modo sostenibile. La terza è: come ridurre al minimo le sofferenze e le malattie legate all'inevitabile vecchiaia.

Limiti della consapevolezza

2019-10-30   Coscienza
Per ogni cosa di cui siamo consapevoli in un dato momento ve ne sono miliardi di cui non siamo consapevoli (e di cui probabilmente non lo saremo mai) che agiscono in noi determinando perfino ciò di cui siamo consapevoli.

Una definizione della bellezza

2019-10-31   Relazioni   |   Bellezza
La bellezza è la piacevole emozione che si prova osservando lo spettacolo dell'integrità di un insieme di parti (oggetti, forme o eventi), tra cui esistono evidenti relazioni funzionalmente, matematicamente, o logicamente armoniose e coerenti, ovvero dove le parti sono in accordo le une con le altre.

Come aumentare la felicità o diminuire l'infelicità

2019-10-31   Interagire   |   Relazioni   |   Felicità   |   Cambiare
La mia più o meno grande felicità (o infelicità) dipende dalla qualità delle mie relazioni col resto del mondo e in particolare con l'ambiente (sociale e naturale) in cui vivo. Per migliorare tali relazioni ci sono tre possibilità (non mutuamente esclusive): (1) migliorare la mia costituzione (cioè la mia mente e/o il mio corpo fisico), (2) migliorare la costituzione di certe parti dell'ambiente (persone o cose) o (3) migrare in un altro ambiente più adatto a me.

Mistificatori e demistificatori

2019-10-31   Natura umana   |   Autoinganno   |   Mistificazione
A volte provo rabbia e risentimento, altre volte compassione, verso quasi tutte le persone che ho incontrato da quando sono nato (direttamente o attraverso i loro scritti), perché mi hanno ingannato o hanno cercato di farlo (volontariamente o involontariamente, consapevolmente o inconsapevolmente, in buona o in cattiva fede, a loro volta ingannati da altri) specialmente per quanto riguarda la vita, la società, i rapporti interpersonali, la religione, l’etica, la politica, la psicologia, la filosofia, la felicità, l’amore, la solidarietà, la bellezza e la natura umana in generale.

Infatti ogni essere umano, anche senza esserne consapevole e senza volerlo, con il suo comportamento e il suo esempio “insegna” agli altri la sua visione del mondo, e a sua volta si fa influenzare, per non dire manipolare, dagli insegnamenti altrui.

Sono, d'altra parte, sempre grato ad autori come Gregory Bateson, Edgar Morin, Luigi Anepeta e alcuni altri che ho avuto la fortuna di trovare, per aver svelato, nelle loro opere, i comuni inganni e le comuni mistificazioni di cui l'umanità è portatrice, e aiutato noi lettori a capire come stanno veramente le cose in generale (per quanto un essere umano possa capire la realtà).

Capacità di astrazione

2019-10-31   Conoscere   |   Differenze umane   |   Logica
Un’astrazione è un nome assegnato ad una determinata combinazione di altri nomi, allo scopo di evocare la combinazione stessa. La capacità di astrazione è più o meno grande da persona a persona; è innata ma può essere sviluppata attraverso un apprendimento appropriato.

Siamo sempre condizionati e influenzati

2019-10-31   Interagire   |   Mente   |   Relazioni   |   Libero arbitrio   |   Automatismi
Siamo sempre condizionati e influenzati dall'ambiente esterno e da quello interno in cui ci troviamo. L’ambiente esterno è costituito dalle persone e cose con cui interagiamo, quello interno dai contenuti della nostra mente. I due ambienti interagiscono anche a nostra insaputa e anche se non lo vogliamo.

Vittoria degli ignoranti

2019-10-31   Conoscere   |   Appartenere   |   Politica
Gli ignoranti, specialmente se dispongono di libertà e di mezzi economici, vincono politicamente sui sapienti perché i primi sono uniti dalle loro comuni ignoranze e falsità, mentre i secondi sono divisi dalle differenze dei loro saperi. Perciò non è sempre positivo il fatto che in una società vi siano tante visioni e cognizioni del mondo e della natura umana non condivise.

Valutazione dei rischi ecologici

2019-10-31   Conoscere   |   Scienza   |   Ecologia
Per valutare i rischi ecologici che ci riguardano, prima che filosofi e politici, sono indispensabili fisici, chimici, biologi, etologi e ingegneri.

Felici di morire

2019-10-31   Vita   |   Morte   |   Ecologia
Dobbiamo essere felici di morire (al momento opportuno) perché la nostra morte è indispensabile per la sopravvivenza della nostra specie e quella dell'ambiente che ci ospita. Se nessuno di noi morisse, la vita diventerebbe impossibile.

In che consiste il libero arbitrio

2019-10-31   Interagire   |   Relazioni   |   Libero arbitrio
Il libero arbitrio (ammesso che esista) consiste nello scegliere in quale ambiente stare, se interagire o non interagire, con chi interagire o non interagire, e se continuare o smettere di interagire. Durante l'interazione, infatti, prevalgono gli automatismi della nostra mente, e il libero arbitrio non può essere esercitato.

Mantra del benessere

2019-10-31   Interagire   |   Mente   |   Relazioni   |   Felicità
Il mio benessere dipende dalla configurazione dell'ambiente in cui mi trovo e dalla qualità dei miei pensieri e delle mie interazioni con le persone e le cose con cui interagisco.

Fatalità della dittatura

2019-11-01   Politica   |   Società
La dittatura è l'inevitabile effetto del disordine sociale, che si instaura quando i cittadini non riescono a trovare un accordo maggioritario su come governare ed essere governati.

Scegliere i propri pensieri

2019-11-01   Pensare   |   Metapensiero
Non possiamo non pensare, ma possiamo pensare a diverse cose e in diversi modi. Dai nostri pensieri dipende il nostro benessere nell'immediato e in tempi successivi. Perciò è importante scegliere opportunamente a cosa pensare e in che modo. Per esempio, un modo di pensare che potrebbe essere utile è quello di farsi delle domande su ciò che si vede, si sente e si fa.

Imitazione reciproca

2019-11-01   Società   |   Imitare
Gli esseri umani si imitano a vicenda involontariamente, automaticamente e inconsapevolmente. Questo è generalmente utile (infatti è una caratteristica genetica) ma può essere disastroso in una società malata.

Disprezzo e castigo

2019-11-01   Confliggere   |   Paura   |   Disprezzo
Chi disprezza gli altri vive nel continuo timore (conscio o inconscio) di una vendetta da parte dei disprezzati, essendo il disprezzo difficile da nascondere.

Doppio vincolo del giudizio morale

2019-11-02   Giudicare   |   Doppio vincolo
Doppio vincolo: se critico negativamente gli altri sono soggetto alla loro vendetta, se non li critico sono loro complice e divento perciò condannabile. Ognuna delle due opzioni è penalizzante.

Circolarità del disprezzo

2019-11-02   Confliggere   |   Giudicare   |   Disprezzo
Per interrompere l’escalation circolare del disprezzo reciproco, può accadere che si rimuova dalla coscienza il proprio disprezzo per l’altro. Ma il disprezzo, anche se rimosso e negato, continua sotterraneamente a produrre i suoi effetti.

Un'altra soluzione per ottenere la pace è quella di perdere la capacità critica e di non vedere più il male commesso dall'altro, o di vedere il bene nel male altrui. Infatti se non vediamo più il male che qualcuno compie, non abbiamo più motivo di condannarlo, né di temere la vendetta del condannato.

Una ulteriore soluzione è quella di imitare il male altrui in modo da stabilire una partita morale tale da rendere qualunque condanna non applicabile.

Mistificazione del male

2019-11-02   Autoinganno   |   Mistificazione   |   Bene e male
È difficile combattere il male se questo viene negato, occultato, mistificato, minimizzato, giustificato da noi stessi.

Rimozione dell'odio

2019-11-02   Inconscio   |   Emozioni e sentimenti   |   Volontà   |   Psicopatia   |   Disprezzo   |   Odio
La rimozione (dalla coscienza) del proprio odio o disprezzo per gli altri è causa di falsità, ipocrisia, mistificazione, confusione, inibizione, depressione, schizofrenia ecc. Se l'odio c'è, esso non va negato, ma analizzato, elaborato, ragionato, motivato, criticato.

Se si desidera smettere di odiare, non basta dire "non voglio odiare", perché l'odio è un sentimento, e i sentimenti non sono comandabili dalla coscienza, ma vengono suscitati da logiche inconsce, involontarie, automatiche.

Possiamo cercare di non vedere il nostro odio, di non pensarci, di negare la sua esistenza, ma così facendo lo rendiamo subdolo, ne siamo manipolati e perdiamo la possibilità di elaborarlo razionalmente.

La rimozione dell'odio dalla coscienza è un ingenuo tentativo di evitare la vendetta degli odiati, ma è più facile nascondere il proprio odio a se stessi che agli altri.

Autocensura dell'odio e del disprezzo

2019-11-02   Autocensura   |   Disprezzo   |   Odio
A volte ci convinciamo e crediamo di amare qualcuno che in realtà odiamo, di rispettare qualcuno che in realtà disprezziamo. Infatti il super-io ci impone di rimuovere, ovvero di nascondere a noi stessi, ogni odio e ogni disprezzo politicamente scorretti.

Effetti reali di cause immaginarie

2019-11-02   Piacere e dolore   |   Causalità   |   Immaginazione
Il dolore e il piacere sono cose assolutamente reali, forse le uniche cose della cui verità possiamo essere certi, anche se le cause che li determinano possono essere immaginarie e false, anche se possono essere ottenuti manipolando la mente in cui sono generati.

Bisogni conflittuali

2019-11-02   Bisogni   |   Disprezzo
È triste avere bisogno di persone che disprezziamo.

Odio, disprezzo, paura

2019-11-02   Paura   |   Causalità   |   Disprezzo   |   Odio
Il disprezzo è la giustificazione dell'odio, ma l'odio è la vera causa del disprezzo.

Sentimenti e libero arbitrio

2019-11-03   Emozioni e sentimenti   |   Libero arbitrio
Possiamo usare il libero arbitrio (ammesso che esista) quando i nostri sentimenti dormono. Quando sono svegli non possiamo fare altro che obbedire loro. Tra due sentimenti contrastanti, obbediamo a quello più forte.

Paura della solitudine

2019-11-03   Relazioni   |   Paura   |   Solitudine
Quando si ha paura della solitudine qualunque compagnia è accettabile.

Interazioni umane

2019-11-03   Interagire   |   Relazioni
La seguente figura illustra la multilateralità e la circolarità (nel senso della retroazione o feed-back) delle interazioni umane.



Le frecce con i segni più e meno indicano la comunicazione, l'espressione, il trasferimento o l'esecuzione di entità (informazioni, oggetti, sostanze, energie, servizi...) gradevoli o sgradevoli, utili o nocive per il ricevente. Le transazioni sono costituite da informazione (I), massa (M) o energia (E).

Le transazioni sono decise dalla mente (M) la quale è composta dall'io cosceinte (I) cosciente costituito da sentimenti (S), cognizioni (C) e volontà (V), e dall'inconscio (U). La mente serve a soddisfare i bisogni (B) innati (cioè geneticamente determinati), i quali servono alla sopravvivenza e alla riproduzione dell'individuo e alla conservazione della sua specie. Ogni individuo dispone di risorse personali interne ed esterne (capacità personali, possedimenti, titoli di proprietà, titoli gerarchici ecc.).

Al centro della figura sono rappresentai oggetti materiali e immateriali (risorse condivise, istituzioni, forme, simboli, idee ecc.) che possono essere conosciuti, riconosciuti, usati, trasferiti o condivisi tra individui.

Esempi di entità oggetto di transazioni: idee, sentimenti, motivazioni, amore, odio, apprezzamento, disprezzo, attrazione, repulsione, carezze, percosse, nutrimento, cooperazione, competizione, contrasto, accordo, disaccordo, bisogni, desideri, amicizia, ostilità, pace, guerra, fiducia, sfiducia, doni, denaro, beni, oggetti, parole, ordini, servizi, sottomissione, violenze, cortesie, aiuti, consigli, imitazione, richieste, domande, notizie, insegnamenti, educazione, cattività, dipendenza, soggezione, stima, rispetto, influenza, opinioni, guida, autorità, impegni, promesse, contratti, legami, giochi, regole, scherzi, umorismo, empatia, interpretazione, giudizi, critiche, aspettative, illusioni, fraintendimenti, rituali, gesti, segnali, messaggi, mentire, suggerire, manipolare, spiare, conoscere, comprendere, capire, valutare, monitorare, sostenere, confidarsi, confessare, nascondere, evitare, cercare, inquisire, proporre, accompagnare, assistere, difendere, proteggere, incoraggiare, scoraggiare, raccontare, incantare, affascinare, accettare, rifiutare, ascoltare, minacciare, rispondere, soddisfare, frustrare, finanziare, pagare, ripagare, restituire, rubare, ringraziare, riconoscere, ingelosire, pretendere, esigere, limitare, dialogare, porre condizioni, incentivare, spiegare, ricevere, dare, corteggiare, intrattenere, divertire, far ridere, spaventare, insultare, rimproverare, protestare, punire, sfidare, fare insieme, partecipare insieme a eventi, mangiare insieme, lavorare insieme, studiare insieme, ascoltare insieme, ballare insieme, avere un rapporto sessuale, combattere insieme contro un nemico comune, pregare insieme, lottare l'uno contro l'altro, litigare, governare, controllare, inibire ...

Elaborazione della vicenda nazista

2019-11-04   Confliggere   |   Storia
A mio parere la vicenda nazista non è stata né elaborata (da un punto di vista psicologico e filosofico) né capita dalla maggior parte degli esseri umani. Perciò può ripetersi in forme più o meno diverse.

Essere, divenire, interagire

2019-11-04   Interagire   |   Relazioni   |   Cambiare   |   Tempo
Separare l'"essere" dal "divenire" mi pare una assurdità e un grave errore. Come qualcun altro ha detto, non è possibile l'essere senza il divenire, e viceversa. In altre parole, essere e divenire sono la stessa cosa, come pure il tempo individuale e quello storico. La chiave per capire la realtà, il mondo, la storia, la psiche, è il concetto di "relazione" ovvero di "interazione". Il concetto di "essere" è totalmente sterile se esaminato indipendentemente delle interazioni e dalle relazioni.

Illusioni piacevoli, consolatorie e terapeutiche

2019-11-04   Mente   |   Illusione   |   Placebo
Non bisogna sottovalutare i benefici (per il benessere psicofisico) delle illusioni fiduciose e ottimiste Infatti, i placebo (sia farmaceutici che filosofici) fanno miracoli.

Fratellanza

2019-11-04   Appartenere   |   Cooperare   |   Amicizia
La fratellanza scaturisce dall'essere figli degli stesso padre, sudditi dello stesso dominatore, allievi dello stesso maestro, o nemici dei stesso nemico.

Criteri di appartenenza

2019-11-04   Appartenere   |   Filosofia   |   Arte   |   Letteratura
L'artista, lo scrittore, il filosofo, il sacerdote, il politico, il pubblicitario, il giornalista, propongono vecchi e nuovi criteri etici ed estetici di appartenenza, ovvero vecchi e nuovi giudizi sul bello e il brutto, il buono e il cattivo, il piacere e il dovere, il vero e il falso, il possibile e l'impossibile, giudizi sulla base dei quali confermare vecchie comunità ideali o fondarne di nuove.

Da "broadcast" a "on demand"

2019-11-04   Media
Il passaggio dei mass media dalla modalità "broadcast" (larga diffusione) a quella "on demand" (su richiesta individuale) costituisce una rivoluzione culturale e antropologica di grandissima importanza. E' un'occasione da non perdere per liberare l'uomo dalla nefasta influenza dei media controllati dalle autorità politiche, religiose e commerciali.

Immaginare altri sentimenti

2019-11-05   Emozioni e sentimenti   |   Cambiare   |   Immaginazione
Immagina che una cosa che non ti piace ti piaccia. Se ci riuscirai, capirai cose che non hai mai capito prima.

Forme e formule

2019-11-05   Logica   |   Forma
Per riprodurre un fenomeno ci sono due modi. Copiarne la forma o copiare la formula che ha generato la sua forma.

Il perché del piacere

2019-11-05   Piacere e dolore   |   Causalità
L'uomo, quando è libero da costrizioni, fa ciò che gli piace e non fa ciò che non gli piace. Chiediamoci allora: perché ad una certa persona certe cose piacciono e certe altre non piacciono? Perché abbiamo gusti diversi mentre gli altri animali hanno gusti identici? Chi ha deciso i gusti di ciascuno di noi?

Segnali dal corpo

2019-11-06   Mente   |   Inconscio   |   Coscienza
Caro corpo, cosa posso fare per te? Di cosa hai bisogno? Cosa desideri? Peccato che tu non possa parlare per rispondere a queste domande. Mandami qualche segnale che io possa decifrare, e cercherò di soddisfarti.

Libero arbitrio come arbitro

2019-11-06   Libero arbitrio
Esercitare il libero arbitrio significa arbitrare tra esigenze contrastanti. Per esercitare saggiamente il libero arbitrio occorre conoscere le esigenze in conflitto e le possibili conseguenze negative o positive della frustrazione o soddisfazione di ciascuna di esse. Ciò può essere talmente complicato e difficile che spesso preferiamo lasciare l'arbitrio, cioè la scelta, all'inconscio o al caso.

Reincarnazione ed evoluzionismo

2019-11-06   Religione   |   Evoluzionismo
La credenza nella reincarnazione è, a mio parere, incompatibile con l'evoluzionismo, per il quale la vita è iniziata con un unico organismo molto semplice che si è riprodotto e moltiplicato diventando sempre più complesso. La reincarnazione, invece, per quanto ne so, non ammette che una singola vita possa reincarnarsi in più d'una, e suppone che il numero totale di esseri viventi resti costante nel tempo. La reincarnazione non spiega nemmeno come si sia formata la vita in un mondo che ne era privo, alcuni miliardi di anni fa.

Incuranza del sole

2019-11-06   Piacere e dolore   |   Poesia
Il sole continuerà a sorgere e a tramontare incurante delle mie pene.

Percezione vs. realtà

2019-11-06   Verità   |   Percezione
Ciò che percepiamo, sentiamo, vediamo, ricordiamo sono costruzioni della nostra mente più o meno corrispondenti alla realtà.

Cause dell'incomprensione

2019-11-07   Conoscere   |   Intelligenza   |   Comprendere
Se il mio interlocutore non mi capisce ci possono essere varie possibili cause, anche concomitanti, come le seguenti:

  1. mi sono espresso male;

  2. ho detto cose false o assurde;

  3. il mio interlocutore non è abbastanza intelligente o istruito per capirmi;

  4. il mio interlocutore mi detesta;

  5. il mio interlocutore non mi ascolta o mi ascolta solo in parte.


Comprendere l'incomprensibile

2019-11-07   Conoscere   |   Logica   |   Comprendere
Quando sentiamo un discorso, se supponiamo a priori che esso sia sensato, logico, fondato e plausibile, ci sforziamo di comprenderlo, e alla fine necessariamente lo comprendiamo facendo, se necessario, forzature, omissioni, salti illogici, distorsioni e/o attribuendo significati arbitrari e di comodo alle parole usate.

Se invece ammettiamo, sin dall'inizio, che quel discorso possa essere falso, illogico e/o assurdo, allora non abbiamo bisogno di forzature, omissioni, salti illogici, distorsioni o di attribuire significati arbitrari alle parole, e forse per buone ragioni non comprendiamo quel discorso se esso è alla fonte falso, infondato, illogico o insensato.

Il discorso del ciarlatano

2019-11-07   Causalità   |   Falsità   |   Inganno   |   Complessità
Il discorso del ciarlatano: tu stai male a causa di una certa, semplice causa e io posso indicarti o fornirti gli strumenti per eliminare o neutralizzare quella causa.

Strategia sociale

2019-11-07   Interagire   |   Inconscio   |   Interdipendenza
Ognuno di noi è circondato da miliardi di altri esseri umani, ciascuno animato da certi bisogni, desideri, sentimenti, piaceri, dolori, simpatie e antipatie, ciascuno con una certa visione del mondo e dell'umanità, ciascuno con certi problemi, disagi, capacità, incapacità e risorse.

Da ciascuno di essi ognuno di noi può avere cose buone e cattive, utili e nocive, gradevoli e sgradevoli. In ogni caso ognuno di noi ha bisogno di interagire con un certo numero di altri per sopravvivere e soddisfare i propri bisogni e i propri desideri.

Allo stesso tempo, qualcuno potrebbe aver bisogno di noi o di competere contro di noi per soddisfare i propri bisogni e i propri desideri. In altre parole, ognuno di noi può essere utile o nocivo, vantaggioso o svantaggioso per altri esseri umani.

Ognuno di noi deve perciò stabilire una propria strategia sociale, ovvero decidere con chi e come interagire e non interagire, chi incontrare e chi non incontrare, chi imitare e chi non imitare, chi aiutare e chi contrastare, con chi cooperare e contro chi competere, a chi credere e a chi non credere, a chi chiedere e a chi non chiedere, cosa offrire e cosa non offrire, a chi legarsi e da chi liberarsi.

In realtà ognuno di noi ha già una strategia sociale, nel suo inconscio. Ne ha sempre avuta una, che nel tempo è evoluta e continuerà ad evolvere e a determinare le proprie scelte e i propri affetti. È una strategia inconscia che a volte confligge con la propria volontà cosciente.

Rendere conscio l'inconscio (per quanto possibile) significa anche e soprattutto svelare a se stessi ed elaborare la propria strategia sociale.

Maledetto verbo essere

2019-11-07   Interagire   |   Relazioni
Il verbo essere dovrebbe essere usato il meno possibile. Al suo posto sarebbe meglio usare verbi come fare, agire, dare, prendere, inviare, ricevere, percepire, copiare, comunicare, rispondere ecc. Il verbo essere non aiuta a capire la realtà. Questa, infatti, consiste in relazioni e interazioni, che il verbo essere non può descrivere.

I giochi di Dio

2019-11-08   Religione   |   Gioco   |   Creatività   |   Poesia
Nella perfezione delle forme e delle formule, nella bellezza, l'uomo cerca il suo creatore e lo chiama Dio. Ma Dio non cerca l'uomo. Dio ha creato questo mondo e questo ci ha creati.

Dopo aver creato questo mondo, Dio è andato a crearne altri, inventando nuovi giochi e nuovi esperimenti, incurante delle precedenti creature.

Se vogliamo imitare Dio e continuare la sua opera, dobbiamo giocare, sperimentare, creare, nelle pause dei nostri conflitti e dei nostri dolori.

I giovani e la musica

2019-11-08   Musica
Mi pare che molti giovani siano talmente assuefatti alla musica, che se non la sentono per più di cinque minuti vanno in crisi di astinenza, qualsiasi cosa stiano facendo. Anche quando studiano devono sentire musica. Perfino quando sentono una lezione o una conferenza hanno bisogno di una colonna sonora musicale.

Poesia e sentimenti

2019-11-08   Emozioni e sentimenti   |   Letteratura   |   Poesia
Una poesia è un'esibizione di sentimenti.

L'incanto della musica

2019-11-09   Bellezza   |   Musica
La musica "incanta". Quante ore un essere umano può restare incantato senza perdere il contatto con una realtà che ha poco di incantevole?

Coscienza e cambiamento

2019-11-10   Bisogni   |   Piacere e dolore   |   Mente   |   Coscienza   |   Cambiare
La coscienza è la percezione delle differenze e delle ricorrenze nello spazio e nel tempo, dei movimenti, dei trasferimenti, dei cambiamenti e del piacere, del dolore e delle necessità che questi comportano, secondo logiche stabilite dalla natura e dalla società. La coscienza svanisce nella stasi e nell'indifferenza.

Menti semplici e realtà complesse

2019-11-10   Mente   |   Complessità
Una mente semplice non può capire una realtà complessa e pensa che la realtà sia più semplice di com'è.

Vita e bisogni

2019-11-11   Bisogni   |   Vita
Tutto ciò che facciamo, lo facciamo per soddisfare dei bisogni. Questo vale per tutti gli esseri viventi e i loro organi, a cominciare dalle cellule.

Testamenti di Dio

2019-11-11   Religione
Se Dio ha deciso (finora) di fare due diversi testamenti (e non è chiaro se il secondo sostituisce il primo o si aggiunge a questo), possiamo aspettarcene un terzo adatto alla gente del nostro tempo?

Comprensione e visione del mondo

2019-11-12   Conoscere   |   Comprendere
Comprendere una cosa significa trovarle un posto nella propria visione del mondo.

Estasi e il tutto

2019-11-12   Emozioni e sentimenti   |   Sistemica
Estasi è riuscire a contemplare serenamente il tutto senza escludere alcuna sua parte.

Punti di vista e dizionari

2019-11-14   Conoscere   |   Linguaggio
Si può dire tutto e il contrario di tutto. Basta cambiare il punto di vista o il dizionario.

Vite immginarie

2019-11-15   Conoscere   |   Vita   |   Immaginazione
Gran parte della vita di un essere umano consiste nell'immaginare o nel credere di vivere una vita diversa da quella reale.

il problema della dittatura

2019-11-15   Politica
Il problema non è il dittatore, ma coloro che lo accettano.

Incontri costruttivi, distruttivi e creativi

2019-11-15   Creatività   |   Ecologia
L'incontro tra due particolari entità (forme, idee, organismi ecc.) può danneggiare o rinforzare ciascuna di esse o dar vita a una terza entità.

Nuovi incontri tra vecchie idee

2019-11-15   Conoscere   |   Idee   |   Creatività
Nuove interessanti forme o idee possono nascere da nuovi incontri e nuove connessioni tra vecchie forme o idee.

Ogni incontro è un esame

2019-11-15   Interagire   |   Interdipendenza
Incontrare una persona è come presentarsi ad un esame. Bisogna essere preparati per evitare bocciature e punizioni. Bisogna saper rispondere come si deve alle domande che l'altro potrebbe farci. Tuttavia anche l'altro rischia a sua volta di essere bocciato e punito da noi se risponde in modo sbagliato alle nostre domande.

Vocabolari personali

2019-11-16   Interagire   |   Linguaggio
Se voglio parlare col mio gatto, devo usare il suo vocabolario, non il mio.

Sistemi sociali

2019-11-16   Interagire   |   Società   |   Scegliere
Quando prendere decisioni ed eseguirle sono attuati da persone diverse abbiamo un sistema sociale.

Per un futuro sopportabile

2019-11-16   Natura umana   |   Futuro
Gli animali vivono solo nel presente, noi umani più nel futuro che nel presente. Infatti la maggior parte del nostro comportamento serve ad assicurarci un futuro (più o meno lontano) sopportabile.

Potenza del cinema

2019-11-16   Interagire   |   Coscienza
Il cinema è l'arte più avvincente. Infatti non si fa in tempo a reagire cognitivamente ed emotivamente ad un'immagine che subito questa cambia in modo imprevisto, stimolando una nuova reazione. In tutto questo l'io cosciente è disarmato.

Natura e cultura nel comportamento umano

2019-11-16   Natura umana   |   Comportamento   |   Cultura
Non è facile distinguere il naturale dal culturale nel comportamento umano. Infatti possiamo considerare la cultura una seconda natura, senza la quale forse la specie umana si sarebbe già estinta.

Dimostrazioni di esistenze vs. inesistenze

2019-11-18   Religione   |   Ateismo
Non si può dimostrare l'inesistenza di qualcosa che non esiste. Noi atei, infatti, non vogliamo dimostrare l'inesistenza di Dio, perché l'onere della prova spetta a chi l'afferma. Vogliamo invece dimostrare l'esistenza di inganni e ingannatori (in buona o cattiva fede) che danneggiano l'umanità in quanto ostacolano il progresso della conoscenza della natura umana, oltre a creare disagi mentali.

Tempo della coscienza e coscienza del tempo

2019-11-18   Coscienza   |   Causalità   |   Tempo
La coscienza si estende tra passato, presente e futuro. Queste tre dimensioni non sono separabili. Infatti, ciò che è avvenuto incide su ciò che sta avvenendo, e ciò che sta avvenendo incide su ciò che avverrà. Ciò che sta avvenendo non avrebbe senso senza una prospettiva futura, sia pure di pochi secondi. Infatti, ciò che facciamo, lo facciamo affinché qualcosa avvenga (o non avvenga) in futuro, ovvero per causare (o impedire) un certo potenziale cambiamento, cioè una certa trasformazione interna e/o esterna.

Discutere per aver ragione

2019-11-18   Interagire   |   Conoscere
Quando discutiamo per dimostrare di aver ragione, difficilmente cerchiamo di capire le ragioni del nostro interlocutore.

Quale Dio?

2019-11-19   Religione   |   Relazioni
Ammettiamo dunque che Dio esista e che abbia creato il mondo. Ma di quale Dio stiamo parlando? Quello della Bibbia? Quello di Spinoza? Quello di Einstein? Quale altro? Come funziona questo Dio? Ci sono relazioni tra Lui e noi? Ci osserva singolarmente? Ci chiede qualcosa? Ci premia e punisce per ciò che facciamo? Come comunica con noi? Con quale linguaggio e quale vocabolario?

Collaboratori e competitori

2019-11-20   Interagire   |   Relazioni
Ogni persona, per ogni altra, è un effettivo o potenziale collaboratore e un effettivo o potenziale competitore.

Sarebbe bello

2019-11-22   Conoscere   |   Etica   |   Bellezza
Sarebbe bello se ciò che è bello fosse anche buono e vero, e se ciò che è brutto fosse anche cattivo e falso. Sapremmo allora riconoscere facilmente il bene e la verità.

Coscienza e tempo

2019-11-22   Coscienza   |   Tempo
La coscienza è la percezione e cognizione del tempo del proprio corpo, stretto tra il suo passato e il suo avvenire.

Libertà limitata e illimitata

2019-11-22   Libertà
La libertà dell'uomo è al tempo stesso limitata e illimitata. Illimitata perché possiamo fare un'infinità di cose (per esempio, c'è un'infinità di luoghi che possiamo esplorare, di libri che possiamo leggere e di persone che possiamo incontrare); limitata perché non possiamo fare qualsiasi cosa, in qualsiasi modo e in qualsiasi momento, ma solo certi tipi di cose, in certi modi, in certi luoghi, in certi momenti, in certe quantità e a certe velocità.

Coscienza della propria stupidità

2019-11-22   Conoscere   |   Stupidità
Le persone più deliziose sono gli stupidi che sanno di essere tali.

Conoscere Dio vs. l'uomo

2019-11-22   Conoscere   |   Religione   |   Natura umana
Molti credono di conoscere Dio, in realtà hanno perso la capacità di conoscere realisticamente sé stessi e gli altri.

Inconsapevolezza della manipolazione mentale

2019-11-22   Mente   |   Manipolazione mentale
Chi è mentalmente manipolato non si renda conto della manipolazione, altrimenti non sarebbe una manipolazione.

Il senso delle scienze umane e sociali

2019-11-23   Conoscere   |   Natura umana   |   Scienze umane
Per me il "senso" delle scienze umane e sociali consiste nell'individuazione dei bisogni umani e delle loro strategie di soddisfazione attraverso la storia e i cambiamenti culturali, tra cooperazione e competizione.

Sentimento del grado di affinità

2019-11-24   Mente   |   Emozioni e sentimenti   |   Imitare
Suppongo che, così come abbiamo un bisogno e un istinto di imitazione, così abbiamo una capacità innata di capire quanto il nostro interlocutore sia simile o diverso rispetto a noi nei pensieri e nei sentimenti, e di reagire di conseguenza, automaticamente, involontariamente, in modo amichevole od ostile.

Amico a pagamento

2019-11-24   Psicoterapia
Lo psicoterapeuta è un amico a pagamento.

Sulla verità dei vangeli

2019-11-28   Conoscere   |   Religione
Che un tal Gesù sia esistito intorno all'anno uno può anche essere vero, ma cosa abbia realmente, effettivamente detto e fatto non lo sa nessuno. I vangeli potrebbero essere solo favole di grande successo. Ognuno crede in ciò che gli conviene.

Dittatura inevitabile

2019-11-28   Politica
Di questo passo la dittatura è inevitabile. Dobbiamo solo scegliere il dittatore, finché siamo in tempo.

Dalla parte dei vincitori

2019-11-29   Natura umana
La tendenza a schierarsi dalla parte dei vincitori è un tratto molto comune della natura umana. Evidentemente ha una funzione adattiva in senso evoluzionistico.

La mente come sistema

2019-11-29   Mente   |   Sistemica
La mente è un sistema che ha come input il potere (cioè la libertà), il dovere (cioè la necessità), l'accadere (cioè il caso), il sentire (cioè il dolore e il piacere) e il rievocare (cioè la memoria), e come output il volere (cioè la scelta). Il suo funzionamento dipende da algoritmi innati e appresi, capaci di modificare se stessi entro certi limiti.



 

Perché l'umiltà è considerata una virtù

2019-11-29   Competere   |   Arroganza
L'umiltà è considerata una virtù perché ognuno è preoccupato del suo rango sociale e si rilassa quando gli altri si abbassano.

Psicologia e demistificazione

2019-11-29   Psicologia   |   Autoinganno   |   Mistificazione
Lo psicologo dà fastidio a molti perché può svelare le loro mistificazioni consce o inconsce.

Preparazione per le interazioni

2019-11-29   Interagire   |   Relazioni
Ogni interazione umana è come un esame, e chi è impreparato rischia di prendere brutti voti.

Categorie sociali

2019-11-29   Etica   |   Politica
La gente si divide in tre categorie: gli sfruttatori, gli sfruttati e quelli che non appartengono ad alcuna delle due categorie precedenti, né si immischiano nei loro affari.

Differenze umane (di Henry Geiger)

2019-11-30   Differenze umane
Le differenze tra gli esseri umani sono discusse raramente, in quanto tali, perché il solo fatto di ammettere o dichiarare che vi siano differenze importanti tra gli uomini significa che, probabilmente, si è in possesso di una teoria che permette di spiegare cosa le genera, e oggi una teoria che spiega le cause delle differenze umane è sufficiente a scatenare una guerra ideologica. Il primo principio di una società democratica è l'eguaglianza degli esseri umani. Discutere le differenze umane senza apparire come uno che vuole attaccare tale principio è difficile, anche se non impossibile. Questo tema, tuttavia, è solitamente ignorato dagli scrittori popolari, per il motivo che uno che scrive di differenze umane, a meno che non sia particolarmente saggio, ha di solito l'aria di chi crede di essere un po' meglio del resto dell'umanità, e uno scrittore che pensa questo ha poche possibilità di rimanere "popolare".

Ma molto può essere perduto da una società che non riesce a riconoscere e ammettere le differenze umane. Può perfino perdere la comprensione del reale significato dell'uguaglianza, e perde certamente l'apprezzamento delle molteplici forme della distinzione umana che non mettono in discussione la validità dei principi politici di una società egualitaria, e che possono perfino sostenerli indirettamente.

---------- testo originale --------------

HUMAN DIFFERENCES

THE differences among human beings are seldom discussed, as such, for just to admit or to claim that there are important differences among men means that, probably, you have a theory to explain what caused them, and today, a theory to explain what causes human differences is enough to start an ideological war. The first principle of a democratic society is the Equality of Man. To discuss human differences without seeming to attack this principle is difficult, although it ought not to be impossible. The subject, however, is usually ignored by popular writers, for the reason that a man who writes about human differences, unless he is wiser than most, usually sounds as though he thinks he is a bit better than the rest of mankind, and a writer who takes this view has little chance of remaining "popular."

But much may be lost by a society which fails to recognize and admit human differences. It may even lose its grasp of the real meaning of Equality, and it will certainly lose its appreciation of the many forms of human distinction which do not affect the validity of the political principles of an equalitarian society, and may even give them indirect support.

[Henry Geiger]

Verità e scandalo

2019-12-01   Verità   |   Autoinganno   |   Mistificazione
La verità è scandalosa e arrogante.

Guai a chi sveglia i bambini!

2019-12-01   Conoscere   |   Religione   |   Verità
Il messaggio cristiano è minacciosamente chiaro: dobbiamo essere ingenui come bambini, e guai a chi cerca di svegliarci! Illuminare la mente delle persone è scandalo, e dare scandalo è la cosa più grave che un uomo possa fare, punibile con il fuoco eterno. La verità è scandalosa!

"In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è il più grande nel regno dei cieli?». Allora Gesù chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me. Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare. Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che avvengano scandali, ma guai all'uomo per colpa del quale avviene lo scandalo! Se la tua mano o il tuo piede ti è occasione di scandalo, taglialo e gettalo via da te; è meglio per te entrare nella vita monco o zoppo, che avere due mani o due piedi ed essere gettato nel fuoco eterno. E se il tuo occhio ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te; è meglio per te entrare nella vita con un occhio solo, che avere due occhi ed essere gettato nella Geenna del fuoco." [Matteo, 18/1-9]

Paradosso dei credenti

2019-12-02   Religione
Questo è il paradosso dei credenti: Le religioni sono tanto più dannose quanto più esse vengono prese sul serio, e seguite con zelo e alla lettera.

Innocente e colpevole

2019-12-02   Etica
Ogni essere umano è innocente e colpevole allo stesso tempo. Il grado di colpevolezza dipende dal tipo di morale che si vuole applicare.

Piacere della condivisione

2019-12-02   Piacere e dolore   |   Condividere   |   Comunità
Il piacere conferito da un oggetto può essere dovuto non tanto alle sue caratteristiche peculiari, ma alla sua valenza sociale, cioè al fatto che il soggetto si sente parte di una comunità che apprezza quel tipo di oggetto. E' infatti difficile distinguere il piacere emanato da un oggetto dal piacere di condividere con altre persone l'apprezzamento dell'oggetto stesso.

Non criticare ciò che non capisci

2019-12-03   Giudicare   |   Verità   |   Comprendere   |   Criticare
Non è lecito criticare una cosa che non si capisce, ma è lecito (e appropriato) dire che non la si capisce. Anche perché il motivo per cui non si capisce una cosa è che non si è abbastanza intelligenti e istruiti oppure perché essa è intrinsecamente confusa, assurda o falsa.

Il sacro non si discute

2019-12-03   Religione   |   Bias cognitivo
Se uno parte dall'assioma che la religione sia una cosa buona, troverà sempre argomenti per dimostrarlo. Basta non prendere in considerazione gli argomenti contrari. D'altra parte il sacro non si discute, altrimenti lo si dissacra.

Uso delle risorse

2019-12-03   Interagire   |   Relazioni
Qualsiasi risorsa materiale o immateriale, mobile o immobile (oggetto, idea, persona, luogo ecc.), può essere usata pro o contro qualcuno, tolta o data a qualcuno, nascosta o condivisa con qualcuno.

Intermediari di Dio

2019-12-04   Religione
Ci hanno insegnato che la Bibbia è parola di Dio, ma che è stata scritta dagli uomini, con le idee e i limiti del loro tempo. Per me questo è un controsenso e un imbroglio. Per quale strano motivo un dio onnipotente avrebbe bisogno di intermediari (per di più fallibili) e non parlerebbe direttamente agli esseri umani? Un dio che si diverte a complicare la vita delle sue creature? Sarebbe molto più intelligente, oltre che onesto, dire che Dio non si è mai rivelato con parole o simboli all'uomo, e che ognuno deve cercare di capire la sua volontà sulla base dell'osservazione della natura e dei propri sentimenti, senza fidarsi di quelli che pretendono di essere i suoi intermediari.

Verità vs. interpretazioni

2019-12-04   Conoscere   |   Verità
E' disonesto (se non stupido) far passare per verità o fatti ciò che è solo interpretazione.

Acqua al mulino

2019-12-04   Egoismo
Ognuno cerca di portare l'acqua pubblica al suo mulino.

Coerenza del tempo

2019-12-04   Tempo
Il nostro presente deve essere coerente con il nostro passato, e il nostro futuro con il nostro presente.

Il sacro non si discute

2019-12-04   Religione
Ognuno ha i suoi santuari che non mette mai in discussione.

Credere senza limiti

2019-12-05   Conoscere   |   Religione
Chi crede in una religione può credere in qualsiasi cosa.

Credere per procura

2019-12-05   Conoscere   |   Pensare
Da sempre la maggior parte della gente crede in ciò che crede non perché ne abbia le prove, ma perché si affida a menti altrui, ovvero al parere di persone che considera autorevoli.

Imitazione del bene e del male

2019-12-05   Etica   |   Imitare
Essendo l'uomo un animale fondamentalmente imitatore dei propri simili, egli imita sia il bene che il male.

Comandare e obbedire

2019-12-05   Scegliere   |   Potere   |   Servire
In ogni momento dobbiamo scegliere se comandare o obbedire a certe entità (persone, cose, idee, sentimenti, pulsioni ecc.) esterne e interne ai nostri corpi.

Obbedire e comandare

2019-12-06   Potere   |   Obbedienza
Si obbedisce per comandare e si comanda per obbedire.

Uomini e computer

2019-12-06   Natura umana   |   Mente   |   Sistemica   |   Manipolazione mentale
Ogni essere umano è come un computer: ci metti dentro delle idee e lui ne produce come risultato dell'elaborazione di quelle che ci hai messo. Perciò l'intelligenza di un computer e quella di un umano dipendono molto dalle idee che ci metti dentro. Inoltre, computer e umani sono diversi in quanto più o meno veloci e con più o meno memoria, ovvero neuroni.

Cosa condividere e con chi

2019-12-06   Condividere   |   Servire
Il denaro è la cosa più facile da condividere. È infatti difficile trovare qualcuno che rifiuti un'offerta di denaro o di qualche cosa (o idea) che permetta di ottenerlo.

D’altra parte, condividere un'idea o un’attività è difficile se queste sono diverse da quelle già comunemente condivise e praticate. Perché l'uomo ha paura delle cose non condivise, perché queste dividono le persone e le allontanano dalla comunità. E l'uomo ha un assoluto bisogno di essere parte di una o più comunità.

Una cosa che invece nessuno rifiuta è il proprio “servizio”, cioè mettersi al servizio di una persona, aiutarla a soddisfare i suoi bisogni e i suoi desideri. Tuttavia anche qui ci possono essere dei problemi: Primo, perché un essere umano non può servire che un numero di persone limitato, dato che il suo tempo e le sue risorse sono limitate; secondo, servire una persona può suscitare la gelosia di un’altra, che vorrebbe essere servita esclusivamente o prioritariamente; terzo, non si può passare la vita solo a servire gli altri, perché si ha anche bisogno di essere serviti, cosa difficile da ottenere se non in cambio di qualcosa. L’ideale è quindi servire qualcuno disposto a servirci a sua volta.

Malattia e genio

2019-12-06   Mente
Se Nietzsche non avesse avuto tanti problemi di salute forse non sarebbe stato così geniale.

Scelta dei maestri

2019-12-07   Conoscere   |   Apprendere
Ognuno sceglie i maestri più adatti alla propria intelligenza.

L'uomo è un computer?

2019-12-07   Sistemica   |   Vita   |   Comportamento
L'uomo è un computer? Dipende da cosa s'intende per "computer". Se s'intende un calcolatore elettronico di tecnologia attuale, allora ovviamente né l'uomo né qualsiasi altro essere vivente può essere equiparato ad un computer.
Ma se per computer s'intende un sistema cibernetico, indipendentemente dal suo grado di complessità e dai materiali di cui è composto, allora possiamo dire (con von Foerster, Gregory Bateson, Daniel Dennet e altri), che ogni essere vivente sia (anche) un computer, ovvero un sistema cibernetico, anzi, un sistema di sistemi, dato che anche la cellula è un sistema. Un sistema cibernetico è sostanzialmente un elaboratore di informazioni che governa il suo comportamento in base ai risultati delle elaborazioni stesse. L'uomo ha anche la coscienza, i sentimenti e la volontà, che restano un mistero, ma questo non vuol dire che non sia comunque (anche) un sistema di sistemi cibernetici. Né si può escludere che la parte cibernetica influenzi la coscienza, i sentimenti e la volontà.

Metafisica e conoscenza

2019-12-07   Conoscere   |   Scienza   |   Spiritualità
La metafisica non è fonte di conoscenza, ma di credenza.

Scelte dell'io cosciente

2019-12-08   Mente   |   Inconscio   |   Coscienza   |   Scegliere
L'io cosciente deve continuamente scegliere se (e in quale misura) comandare o obbedire al suo inconscio, e se (e in quale misura) mantenerlo o cambiarlo, per quanto possibile.

Legge e libertà

2019-12-08   Libertà
La funzione del giurista (giudice o avvocato) è importante dal punto di vista sociale ma anche esistenziale, perché decide cosa si può e non si può fare, cosa si deve e non si deve fare. Si tratta infatti di restringere o ampliare la nostra libertà.

Cooperazione e competizione, richiesta e offerta, obbedienza e comando

2019-12-09   Interagire
Si coopera per competere e si compete per cooperare.
Si offre per chiedere e si chiede per offrire.
Si obbedisce per comandare e si comanda per obbedire.
Tutti con tutti, tutti contro tutti, tutti a tutti.

Visione selettiva

2019-12-09   Bias cognitivo
Ognuno vede solo ciò che gli conviene.

Giustificazione dei privilegi

2019-12-09   Gerarchia
Quante sciocchezze e falsità si dicono per giustificare i propri privilegi!

Imitazione di modelli di comportamento

2019-12-10   Bisogni   |   Imitare
Ognuno sente il bisogno di imitare certi modelli di comportamento, e quanto meglio ci riesce, tanto più è felice.

Chi controlla l'attenzione e il pensiero?

2019-12-11   Inconscio   |   Confliggere   |   Coscienza   |   Pensare   |   Automatismi   |   Autocensura   |   Attenzione   |   Doppio vincolo
L'io cosciente e l'inconscio competono per dirigere l'attenzione e il pensiero del soggetto dove questi processi provocano meno dolore e più piacere. Il guaio è che l'io cosciente e l'inconscio hanno spesso idee diverse circa le fonti del dolore e del piacere.

Pensieri pavidi

2019-12-11   Conoscere   |   Coscienza   |   Pensare   |   Paura
I nostri pensieri vanno dove non hanno paura di soffrire. Per questo la loro visione della realtà è così limitata.

La mente è un campo di battaglia

2019-12-11   Mente   |   Confliggere   |   Motivazioni   |   Doppio vincolo
La mente è un campo di battaglia (con morti e feriti) nella guerra tra motivazioni contrastanti.

Lotta contro l'entropia

2019-12-11   Vita   |   Società   |   Ordine
La vita costituisce entropia negativa.

Rendere attraenti immagini raccapriccianti

2019-12-12   Religione   |   Percezione
La potenza di una religione, la sua capacità di manipolare le menti, si dimostrano, ad esempio, nella sua capacità di trasformare un'immagine raccapricciante (come quella di una persona barbaramente torturata e uccisa) in un'immagine dolce e attraente. Immaginate di vedere in tutti i luoghi pubblici e nella maggior parte delle case private di una certa nazione l'immagine di un impiccato seminudo e con segni di sevizie. Pensereste che abbiamo a che fare con un popolo sadico e psicopatico? No, abbiamo a che fare con un popolo religioso che adora l'impiccato e lo considera divino. Che poi si tratti di un impiccato o di un crocefisso non fa molta differenza.

Come sminuire le idee altrui

2019-12-12   Giudicare   |   Criticare   |   Idee
Se le idee di qualcuno non vi piacciono e non avete argomenti razionali per confutarle, potete comunque sminuirle in vari modi, per esempio dicendo che quella persona:

  • Ha scoperto l'acqua calda o reinventato la ruota, cioè non ha detto nulla che qualche autore non abbia già detto prima

  • Ha detto cose ovvie, che tutti sanno

  • Non ha detto certe cose che avrebbe dovuto dire

  • Non ha tenuto conto di certe cose

  • Ha detto cose inutili

  • È arrogante e presuntuoso perché pensa di saperla più lunga di persone più qualificate

  • Col suo discorso ha mancato di rispetto a qualcuno

  • Ha detto cose che non possono essere dimostrate

  • Ha negato che le cose possono essere diverse da come le ha descritte

  • Ha lasciato intendere che chi la pensa diversamente è stupido

  • Ha fatto un discorso riduttivo

  • Ha fatto un discorso incompleto

  • Ha fatto un discorso troppo teorico

  • Ha detto cose che non corrispondono ad alcuna teoria conosciuta

  • Ha fatto un discorso troppo vago

  • Ha solo espresso una sua opinione, non dei fatti

  • Ha fatto un discorso troppo semplice

  • Ha fatto un discorso troppo complicato

  • Ha fatto un discorso troppo astratto

  • Ha fatto un discorso troppo razionale

  • Ha fatto un discorso troppo materialista

  • Ha detto cose impossibili da realizzare

  • Ha detto cose che non interessano nessuno


Ecologie di bisogni e di volontà

2019-12-13   Bisogni   |   Volontà   |   Ecologia
Il microcosmo (cioè una mente) e il macrocosmo (cioè il mondo ad essa esterno) sono ecologie di bisogni e di conseguenti volontà. Perciò la questione fondamentale in ogni momento e in ogni luogo è: chi comanda?

Negazionismo naturale

2019-12-13   Natura umana   |   Bias cognitivo
L'uomo tende a negare l'esistenza, la bontà o la verità di ciò che non riesce a ottenere o a capire.

Mente paradossale

2019-12-14   Piacere e dolore   |   Mente   |   Verità   |   Illusione   |   Autoinganno   |   Mistificazione
La mente umana è così complessa, fragile e piena di lacune che, per evitare di affrontare verità dolorose, riesce perfino a trovare il bene nel male e il male nel bene, a vedere l'invisibile e a non vedere il visibile, ad avere certezza dell'incerto e incertezza del certo.

Consigli per le interazioni con gli altri

2019-12-14   Interagire   |   Giudicare   |   Criticare
Mostrati abbastanza sicuro delle tue idee, ma non troppo; fai un po' di autoironia; mostrati consapevole che hai sempre da imparare, dai colleghi, dai superiori e dai subordinati, oltre che da fonti esterne, e soprattutto da chi ti critica. A volte s'impara più dai nemici che dagli amici. E ricordati il principio del judo: se lui ti spinge tu tiralo, se lui ti tira tu spingilo; quindi se uno ti critica, resisti all'impulso di difenderti, ma chiedi al tuo interlocutore di chiarire e approfondire la critica, di fornire dettagli ed esempi, fagli tante domande in modo tale che dalle sue risposte la sua critica si riveli infondata o inappropriata al tuo caso. Se non ci riesci a dimostrare in tal modo la non pertinenza delle critiche, rispondi che terrai conto di esse senza specificare se le ritieni giuste o sbagliate. E comunque fai anche l'avvocato del diavolo, cioè cerca di capire le ragioni di colui che ti critica, così saprai meglio difenderti dalle critiche o migliorare. E' difficile migliorare senza fare autocritica e senza capire le critiche altrui.

Tattiche diversive

2019-12-14   Confliggere   |   Comunicazione   |   Dialogo
Nel dialogo tra due individui, quando il discorso diventa svantaggioso per uno dei due, lo svantaggiato sente il bisogno di interromperlo, di sminuirlo, di cambiarlo, di deviarlo dall'obiettivo che si proponeva, o di cambiare il significato delle parole usate, e trova ogni possibile giustificazione razionale per la sua tattica diversiva.

Chi controlla le coscienze

2019-12-14   Interagire   |   Inconscio   |   Coscienza
La coscienza è controllata dall'inconscio, l'inconscio dalla società, la società dalle comuni coscienze di gruppi di individui.

Tutto o niente

2019-12-15   Motivazioni   |   Volontà
Chi vuole tutto o niente, niente avrà.

Conseguenze del bisogno di comunità (o di condivisione)

2019-12-17   Bisogni   |   Appartenere   |   Imitare
Il bisogno di comunità (ovvero di condivisione) dà luogo a diversi desideri, come quelli di stare in compagnia di persone simili a sé, indurre gli altri a diventare come se stessi, e diventare come gli altri. In altre parole, il bisogno di comunità è causa del desiderio di imitare gli altri e/o di essere imitati dagli altri nella visione del mondo, nei comportamenti, nei modi di pensare (e di non pensare), nei sentimenti, nelle motivazioni, nelle capacità (e incapacità) e negli aspetti esteriori.

Azioni verso gli altri

2019-12-17   Interagire   |   Relazioni
Un individuo può agire, verso gli altri, nei seguenti possibili modi: condividere, cooperare, competere, ignorare, adattarsi, imporsi, isolarsi, emigrare.

Tra conscio e inconscio

2019-12-17   Inconscio   |   Coscienza   |   Scegliere   |   Potere   |   Obbedienza
In ogni momento l'inconscio influenza il proprio io cosciente. In ogni momento l'io cosciente deve decidere in quale misura e in che modo obbedire o resistere al suo inconscio.

Ignoranza dell'ignoranza

2019-12-18   Conoscere
Ognuno crede di sapere tutto ciò che è importante sapere, e pensa che ciò che non sa non sia importante sapere.

La psicologia è scienza o filosofia?

2019-12-18   Filosofia   |   Psicologia   |   Scienza
La psicologia è scienza o filosofia? Tutte le nozioni psicologiche che si possono dimostrare sperimentalmente sono scienza, tutto il resto filosofia.

Quando un rapporto umano è riuscito

2019-12-19   Interagire   |   Bisogni
Un rapporto tra due persone è riuscito quando l'una contribuisce a soddisfare i bisogni dell'altra, cosa difficile a causa della scarsa conoscenza dei bisogni propri e altrui, delle differenze tra i rispettivi bisogni, desideri e interessi, e della naturale tendenza a dominare in caso di disaccordo.

Saper tacere

2019-12-19   Interagire   |   Comunicazione
In certi momenti saper tacere è più importante che saper parlare.

Credere alle proprie bugie

2019-12-19   Inganno
Per mentire bene bisogna in primo luogo credere alle proprie bugie.

Menzogne condivise

2019-12-20   Verità   |   Inganno
Una menzogna condivisa e protetta dagli assalti della verità è un potente fattore di coesione sociale.

Cos'è un essere umano?

2019-12-20   Natura umana
Cos'è un essere umano? Se lo chiedessimo ad ogni essere umano oggi vivente credo che la maggior parte di noi non saprebbe cosa rispondere e gli altri darebbero risposte tutte diverse. A mio parere, Il fatto che non ci sia un generale consenso sulla natura umana è una disgrazia per l'umanità. Tuttavia è meglio il dissenso che un consenso su idee false e oppressive.

Sull'invito a non giudicare

2019-12-20   Giudicare
Non possiamo evitare il giudizio altrui come non possiamo non giudicare. Il giudizio può essere più o meno realistico, più o meno fondato, più o meno consapevole, più o meno onesto. Possiamo anche non vedere ciò che ci disturba, cosa che comunque avviene inconsciamente e involontariamente. Per questo considero l'invito a non giudicare un nonsenso. Io inviterei piuttosto a migliorare il proprio giudizio attraverso una migliore e più ampia conoscenza della natura umana.

Unione vs. verità (di Yuval Noah Harari)

2019-12-20   Verità   |   Comunità
“Anche se dobbiamo pagare un prezzo per disattivare le nostre facoltà razionali, i vantaggi di una maggiore coesione sociale sono spesso così grandi che nella storia dell’umanità storie inventate normalmente prevalgono sulla verità. Gli studiosi lo hanno saputo per migliaia di anni, ed è per questo che essi hanno dovuto scegliere se servire la verità o l’armonia sociale. Dovrebbero mirare a unire le persone facendo in modo che ognuno creda alla stessa falsità, o dovrebbero far conoscere la verità al prezzo della discordia? Socrate scelse la verità e fu condannato a morte. Le più potenti istituzioni sociali della storia (clero cristiano, mandarini confuciani, ideologi comunisti ecc.) hanno fatto prevalere l’unione sulla verità. Per questo erano così potenti.”
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Even if we need to pay some price for deactivating our rational faculties, the advantages of increased social cohesion are often so big that fictional stories routinely triumph over the truth in human history. Scholars have known this for thousands of years, which is why scholars often had to decide whether they served the truth or social harmony. Should they aim to unite people by making sure everyone believes in the same fiction, or should they let people know the truth even at the price of disunity? Socrates chose the truth and was executed. The most powerful scholarly establishments in history — whether of Christian priests, Confucian mandarins or Communist ideologues — placed unity above truth. That’s why they were so powerful. [Yuval Noah Harari]

Source: https://www.nytimes.com/2019/05/24/opinion/why-fiction-trumps-truth.html

 

Dio e la scienza

2019-12-21   Religione   |   Scienza
La scienza non nega l'esistenza di Dio. Infatti non ne parla, non lo definisce e non si pone domande sulla sua esistenza. Lascia che se ne occupino discipline non scientifiche. Dio è una faccenda che non riguarda la scienza e che la scienza non riguarda. Del resto non è stato mai possibile fare esperimenti su Dio perché questo non si è mai reso disponibile in tal senso. Perciò su Dio si può dire tutto e il contrario di tutto, ma è ingannevole cercare di dimostrare l'esistenza di Dio chiamando la scienza a testimoniare.

Scienza, causalità, finalità

2019-12-21   Causalità   |   Scienza
La scienza si occupa di causalità, non di finalità.

Edgar Morin sull'iperspecializzazione delle scienze umane e sociali

2019-12-21   Conoscere   |   Complessità
"La cecità di un mondo di conoscenza che, compartimentando i saperi, disintegra i problemi fondamentali e globali, i quali necessitano di una conoscenza transdisciplinare."

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"Società e individualità non sono due realtà separate e adattate l'una all'altra, ma c'è un sistema duale dove in modo complementare e contraddittorio individuo e società sono costitutivi e al tempo stesso parassiti l'uno dell'altro."

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"Il filosofo è l'uomo non specializzato, vale a dire specializzato in ciò che vi è di generale nell'uomo."

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“Sparsa colligo” (unisco ciò che è disperso, separato)

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"Ciò che manca nelle scienze umane è la coscienza dell'umano nella sua complessità; l'umano è al contrario parcellizzato e suddiviso in compartimenti tra le discipline. Il romanzo fa vedere la complessità umana. Fa vedere la vita immersa nelle interrelazioni e interazioni, la vita immersa in un tempo, un luogo e una società hic et nunc."

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"Da cinquant'anni si è accumulato un immenso sapere sull'umano, sulle sue origini, sulla sua natura, sulle sue complessità. Ma questo sapere è disperso, parcellizzato e compartimentato fra tutte le scienze, e l'impotenza o l'incapacità di riunire questo sapere mantiene un'immensa ignoranza sulla nostra stessa identità."

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"C'è un'inadeguatezza sempre più ampia, profonda e grave tra i nostri saperi disgiunti, frazionati, suddivisi in discipline da una parte, e realtà o problemi sempre più polidisciplinari, trasversali, multidimensionali, transnazionali, globali, planetari dall'altra. In questa situazione diventano invisibili:
– gli insiemi complessi;
– le interazioni e le retroazioni fra le parti e il tutto;
– le entità multidimensionali;
– i problemi essenziali.

Di fatto l'iperspecializzazione impedisce di vedere il globale (che frammenta in particelle) così come l'essenziale (che dissolve). Ora, i problemi essenziali non sono mai frammentari, e i problemi globali sono sempre più essenziali. Sempre più, tutti i problemi particolari possono essere posti e pensati correttamente solo nel loro contesto, e il contesto stesso di questi problemi deve essere posto sempre più nel contesto planetaria.
Nello stesso tempo, la separazione delle discipline rende incapaci di cogliere "ciò che e tessuto insieme"' cioè, secondo il significato originario del termine, il complesso."

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"Gli sviluppi disciplinari delle scienze non hanno portato solo i vantaggi della divisione del lavoro, hanno portato anche gli inconvenienti della super-specializzazione, della compartimentazione e del frazionamento del sapere. Non hanno prodotto solo conoscenza e delucidazioni, ma anche ignoranza e cecità.

Invece di opporre correttivi a questi sviluppi, il nostro sistema d'insegnamento obbedisce loro. Ci insegna, a partire dalle scuole elementari, a isolare gli oggetti (dal loro ambiente), a separare le discipline (piuttosto che a riconoscere le loro solidarietà), a disgiungere i problemi, piuttosto che a collegare e a integrare. Ci ingiunge di ridurre il complesso al semplice, cioè di separare ciò che è legato, di scomporre e non di comporre, di eliminare tutto ciò che apporta disordini o contraddizioni nel nostro intelletto.

In queste condizioni, i giovani perdono le loro attitudini naturali a contestualizzare i saperi e a integrarli nei loro insiemi."

Sulla negazione del bias cognitivo

2019-12-22   Bias cognitivo
La negazione del bias è un prodotto, e una conferma, del bias stesso.

Conoscere e prevedere

2019-12-22   Conoscere   |   Natura umana
Quanto meglio si conosce la natura umana, tanto più si è capaci di prevedere il comportamento, le emozioni e i pensieri propri e altrui in determinate circostanze.

Femminismo e religione

2019-12-23   Religione   |   Sesso
Le religioni abramitiche sono unite nel considerare le donne una classe inferiore a quella degli uomini. E' strano che il femminismo non sia stato un fenomeno principalmente antireligioso.

Cos'e l'organizzazione

2019-12-23   Sistemica   |   Logica
Organizzazione è ciò che fa la differenza tra disordine e ordine. Organizzare significa imporre delle logiche agli elementi di un sistema.

Importanza della psicoanalisi

2019-12-23   Psicoanalisi
Se capisci la psicoanalisi e credi nei suoi assiomi fondamentali, non puoi non usarla nell'affrontare qualsiasi problema umano e sociale.

Diversità di pensieri, emozioni e motivazioni

2019-12-23   Emozioni e sentimenti   |   Pensare   |   Motivazioni   |   Differenze umane   |   Metapensiero
Siamo tutti diversi nella qualità e quantità dei nostri pensieri, dei nostri sentimenti e delle nostre motivazioni.

Bisogni plurimi

2019-12-23   Bisogni
Un essere umano nel corso di una giornata ha bisogno di diverse cose, e la frustrazione di un bisogno non può essere compensata dalla ipersoddisfazione di un altro.

Natale e illusione

2019-12-25   Illusione   |   Festa
A parer mio, la festa del Natale è una bella illusione collettiva in cui ci vogliamo tutti bene e apparteniamo tutti alla stessa comunità. Finita la festa, finita anche la benevolenza e la comune appartenenza.

Importanza di ciò che non notiamo

2019-12-25   Conoscere   |   Percezione
Ciò che non notiamo può essere più importante di ciò che notiamo.

Differenze nel notare

2019-12-25   Differenze umane   |   Percezione
Ciò che ci distingue o ci accomuna non sono solo le cose che notiamo, ma anche quelle che non notiamo.

Il senso degli auguri

2019-12-25   Emozioni e sentimenti   |   Comunicazione   |   Amare
Ad una persona si può augurare il bene o il male. Augurarle il bene (buon giorno, buona vacanza, buone feste ecc.) significa desiderare il suo bene, ovvero volerle bene. Insomma, dire sinceramente a qualcuno "buon xyz" significa dirgli "ti voglio bene".

Percezione e tranquillità

2019-12-25   Emozioni e sentimenti   |   Percezione
Ognuno vede e non vede, nota e non nota, ciò che gli conviene per la propria tranquillità.

Illusione della libertà

2019-12-26   Libertà   |   Libero arbitrio
La libertà è un'illusione, sebbene qualcosa ci costringa a credere che non lo sia.

Cambiare i legami

2019-12-26   Libertà
Non possiamo essere liberi, ma possiamo cambiare i nostri legami.

Cause delle forme e dei movimenti

2019-12-26   Informazione   |   Natura
Ciò che dà forma e movimento agli esseri viventi e non viventi sono leggi fisiche e informazioni.

Lodare e biasimare

2019-12-29   Giudicare
Il fatto che una certa cosa mi lasci indifferente, mi annoi o mi piaccia può rendermi biasimabile o lodabile da certe persone. Perciò il fatto che una certa cosa mi lasci indifferente, mi annoi o mi piaccia può essere dovuto al mio bisogno di essere lodato e non biasimato da certe persone.

Comunicazione continua

2019-12-29   Comunicazione
Gli esseri umani comunicano tra loro continuamente con le parole e i comportamenti.

Risposte automatiche

2019-12-29   Interagire   |   Sistemica
Nella mia mente, qualunque percezione dà luogo a risposte automatiche cognitive, emotive e motive consce e inconsce che non posso cambiare senza un lungo e laborioso addestramento.

Qualcosa in comune

2019-12-29   Differenze umane   |   Imitare
Ogni umano ha qualcosa in comune con ogni altro.

Schiavi dei propri bisogni

2019-12-29   Bisogni   |   Potere
Ogni essere vivente è schiavo dei propri bisogni.

Gioco, libertà e limiti

2019-12-29   Libertà   |   Gioco
Giocare implica esercitare una libertà limitata.

Discordanze di piaceri e dispiaceri

2019-12-30   Piacere e dolore   |   Emozioni e sentimenti   |   Differenze umane
Una certa cosa che mi piace a qualcuno dispiace. Una certa altra cosa che mi dispiace a qualcuno piace. Queste discordanze rendono difficile e dolorosa la vita umana.

Imitazioni mal riuscite

2019-12-30   Differenze umane   |   Cultura
La varietà delle culture è dovuta a imitazioni mal riuscite, deviazioni e miscugli di culture precedenti.

Ignoranza e felicità

2019-12-30   Conoscere   |   Bisogni   |   Felicità
L'uomo non desidera essere istruito, ma essere amato con tutta la sua ignoranza.

Relazioni tra algoritmi

2019-12-30   Interagire
Quando due individui s'incontrano, gli algoritmi (consci e inconsci) di entrambi cercano di determinare le possibili relazioni e interazioni tra loro, ciascuno secondo i propri schemi predefiniti, cioè secondo la propria mappa cognitivo-emotivo-motiva.

Partecipare o non partecipare

2019-12-30   Interagire   |   Giudicare
Se partecipo sarò giudicato come partecipante, se non partecipo, come non partecipante.

Quelli che hanno sempre ragione

2019-12-30   Interagire
È fastidioso discutere con uno che ha sempre ragione.

Sopportare di essere inferiori

2019-12-30   Differenze umane   |   Potere
Pochi possono sopportare l'idea di essere meno intelligenti, meno saggi o meno sapienti del proprio interlocutore.