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Riflessioni di Bruno Cancellieri su

Amicizia

23 articoli tratti dal blog "Il mondo visto da me"

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Farsi amici e nemici

Presentarsi, esporsi o dichiararsi implica farsi amici e nemici.

Cooperazione, amicizia, amore e condivisione

Non c'è cooperazione, né amicizia, né amore, senza condivisione.

Disprezzo e inimicizia

Se A disprezza qualcosa che B apprezza, A e B sono nemici di fronte a quella cosa.

Un'implicazione dell'amicizia

Diventare amico di qualcuno comporta il diventare nemico dei suoi nemici e amico dei suoi amici.

Amicizia e classe

Affinché due persone possano essere amiche, esse devono appartenere ad una stessa classe di esseri umani.

Quanto è importante la verità?

Per un essere umano molto umano l'amore, l'amicizia e/o il successo sono molto più importanti della verità.

Amici, nemici, e schizofrenia

Quando non riesci a capire se una persona da cui dipendi ti è amica o nemica, cominci a diventare schizofrenico.

Amici, nemici, inferiori, superiori

Più amici e meno nemici, più inferiori e meno superiori, è ciò che ogni umano, consciamente o inconsciamente, desidera.

Amici e nemici

Per l'inconscio gli altri si dividono in due categorie: amici e nemici. E ogni persona può passare da una categoria all'altra in qualsiasi momento.

Fratellanza

La fratellanza scaturisce dall'essere figli degli stesso padre, sudditi dello stesso dominatore, allievi dello stesso maestro, o nemici dei stesso nemico.

Condivisione e amicizia

Ognuno vorrebbe che gli altri condividano le proprie preferenze, e considera nemici coloro che non le condividono. La condivisione è segno di amicizia, la non condivisione è segno di inimicizia.

Amici e nemici

Ogni umano classifica gli altri in amici e nemici, in modo più o meno assoluto e più o meno variabile nel tempo. Le persone più intelligenti sanno che ogni persona può essere al tempo stesso amica e nemica, utile e nociva.

La misura dell'amicizia

C'è un modo pragmatico per misurare l'amicizia di un individuo A verso un individuo B. È l'importo che A è pronto a regalare a B in caso di necessità di B, importo in termini relativi, cioè come percentuale delle proprietà di A.

Appartenenze comuni e reciproche

L'affinità, la familiarità, la fratellanza, l'amicizia tra due persone consistono in comuni appartenenze. L'amore e la simbiosi tra due persone consistono in appartenenze reciproche, ovvero nel fatto che ciascuno appartiene all'altro.

Amici e nemici

Ogni umano, per ogni altro umano, è un potenziale amico e un potenziale nemico. Perciò ognuno si preoccupa (consciamente o inconsciamente) delle intenzioni altrui, specialmente se il comportamento altrui appare "strano", cioè non convenzionale o non prevedibile.

Amore, amici e nemici

Consciamente o inconsciamente, l'uomo divide gli altri in amici e nemici, e desidera la distruzione dei propri nemici. Prima ancora, l'uomo, consciamente o inconsciamente, desidera essere amato da ogni altro, e classifica come nemici tutti coloro che non lo amano.

Amicizie reali vs. telematiche

Ci sono persone che nella vita reale non sono amici e non si frequentano a causa di una scarsa affinità o di una scarsa simpatia, ma si qualificano come amici nei social network. Questa contraddizione dovrebbe farci riflettere sulla non autenticità di certe relazioni.

Amico e nemico

L'uomo può accusare, condannare e punire i suoi simili non solo per aver fatto una cosa ritenuta sconveniente, ma anche per non aver fatto una cosa ritenuta doverosa, o semplicemente per aver avuto pensieri o provato sentimenti ritenuti nocivi.

L'uomo è infatti al tempo stesso amico e nemico dell'uomo, il suo miglior amico e il suo peggior nemico.

Siamo animati dal bisogno e dal rigetto verso gli altri, ma non possiamo esprimere liberamente né il bisogno né il rigetto perché ogni cosa che facciamo e che non facciamo, che sentiamo e che non sentiamo può essere usata contro di noi.

I miei amici

Siccome io non appartengo a nessuna subcultura o classe sociale particolare, i miei amici sono molto diversi tra loro.

Comunisti, fascisti, democristiani, atei, credenti, ricchi, poveri, semianalfabeti, neolaureati, capitalisti, operai, commercianti, professionisti, contadini, giovani e anziani.

Sono così diversi che non li faccio mai incontrare, perché non potrebbero andare d'accordo.

Ognuno di loro mi porta la sua parziale visione della realtà e le sue ragioni. Io le metto tutte insieme, con quelle che ricavo dai libri che leggo, e il risultato è la mia visione del mondo.

"Riflessioni conviviali": conversazioni online sulla vita, sulla società e sulla natura umana

Mi piacerebbe organizzare delle conversazioni online tra persone qualsiasi, anche tra loro sconosciute, allo scopo di offrire un ambiente di condivisione e di discussione costruttiva di idee. Che ne pensate? Vi interesserebbe partecipare?

Segue una bozza di regolamento degli incontri. Benvenuti i vostri commenti e suggerimenti.

Possono partecipare tutti coloro che desiderano presentare e mettere in discussione interattivamente le proprie idee, opinioni, riflessioni e domande.

Non sono richiesti titoli di studio né competenze particolari, ma solo il desiderio di condividere, arricchire e migliorare le proprie conoscenze sulla natura umana in un ambiente sociale dove fare domande è più importante che dare risposte.

Gli incontri sono condotti da un moderatore che incoraggia ogni partecipante a esprimersi, fa in modo che nessuno parli troppo a lungo,  interrompe le dispute sterili e blocca ogni commento offensivo o svalutativo nei confronti di qualcuno dei presenti.

All'inizio di ogni incontro si sceglie a maggioranza il tema della conversazione. Dopodiché ognuno può esprimere le sue idee sul tema scelto, con interventi di durata non superiore a quattro minuti. Il moderatore dà la parola a chi l'ha chiesta, secondo l'ordine delle prenotazioni, dando la precedenza a chi non ha già parlato.

Non sono ammesse critiche rivolte alle persone degli interlocutori. Qualsiasi discussione deve riguardare le idee, non la qualità, il carattere  o le intenzioni di chi le esprime.

Gli incontri hanno una cadenza settimanale e una durata di circa due ore.

Numero di partecipanti: minimo tre, massimo dieci.

Piattaforma di comunicazione: Skype o Google Meet.

Non esitate a contattarmi mediante la pagina https://blog.cancellieri.org/contatto/ per segnalarmi il vostro interesse a partecipare a qualche incontro, precisando i giorni e le ore in cui sareste disponibili.

Rituali tradizionali vs. non tradizionali

A mio avviso, i rituali sociali servono a manifestare l'appartenenza (di coloro che li celebrano) ad una stessa comunità  e/o ad una certa relazione affettiva.

Il rituali più semplici e più diffusi sono il saluto e lo scambio di auguri in occasione di feste o altre occasioni religiose o laiche. Quando una persona A saluta o augura qualcosa a una persona B, il saluto o l'augurio costituiscono un messaggio implicito da A verso B il cui significato è: ti riconosco come membro della comunità a cui appartengo, e come amico, cioè come persona a cui sono affezionato e con cui desidero interagire e cooperare per il "nostro" bene comune; in sintesi: "ti voglio bene".

Il messaggio esplicito che il rituale trasmette può essere un augurio di buona salute, di salvezza in senso religioso, di passare gioiosamente un certo periodo di tempo, di avere successo in una certa occasione, ecc. Tuttavia tale messaggio è normalmente trascurabile e trascurato, in quanto i messaggi impliciti "apparteniamo alla stessa comunità", "ti riconosco come amico", "ti voglio bene" costituiscono i veri e unici motivi dei rituali.

I rituali legati a feste, specialemente se religiose, possono essere sgradevoli per persone atee, o devote a religioni diverse da quella a cui il rituale si riferisce, o per persone che hanno verso le feste in generale un atteggiamento critico. Infatti certe persone, per coerenza coi propri principi, evitano di celebrare i rituali tradizionali (come ad esempio scambiare auguri di buon Natale o di buon Ferragosto) col rischio di risultare antipatici ai tradizionalisti.

Per certe persone, che possiamo chiamare "antitradizionalisti" (categoria a cui mi onoro di appartenere), le feste tradizionali costituiscono infatti periodi di noia, di tristezza, e di pericolo, in quanto mettono in evidenza le differenze intellettuali e morali tra loro e gli altri, e rischiano di farli passare per arroganti e asociali agli occhi dei tradizionalisti.

Occorre tuttavia riconoscere che i rituali sono utili, se non indispensabili, per mantenere i legami sociali di affetto e di solidarietà tra le persone. Perciò credo che noi antitradizionalisti faremmo bene a inventare e a praticare rituali, ancorché diversi da quelli tradizionali.

Intendo dire che il significato esplicito dei nuovi rituali dovrebbe essere accettabile anche per le persone intellettualmente e moralmente più esigenti, essere adatto al nostro tempo e coincidere con il significato implicito di affetto, e di appartenenza ad una stessa comunità.

La legge del gradimento

A mio parere, una delle leggi fondamentali che regolano l’attività dell’inconscio è quella che io chiamo la “legge del gradimento”. Infatti suppongo che una motivazione fondamentale, conscia o inconscia, di ogni umano sia quella di essere graditi ad una certo numero di altri umani, Ciò è dovuto al semplice fatto che, in mancanza di tale gradimento, è difficile per un individuo ottenere dagli altri la cooperazione indispensabile per sopravvivere e per soddisfare i propri bisogni.

Col termine “gradire” io intendo una gamma di disposizioni cognitive ed emotive di diversa qualità e intensità, che includono amare, piacere, approvare, stimare, rispettare, provare simpatia, fascino, affinità, solidarietà, fiducia, interesse, curiosità  ecc. nei confronti di una persona.

Tuttavia, essere graditi agli altri non è facile, e a volte è impossibile, per vari motivi, e questa difficoltà o impossibilità è a mio avviso una delle maggiori cause d'infelicità per tutti gli esseri umani.

Essere graditi è difficile in primo luogo perché per ottenere il gradimento di una certa persona, uno deve corrispondere alle aspettative, agli ideali e ai valori di quella persona. In poche parole, uno deve essere come l’altro lo vuole.

Ovviamente ci può essere una discrepanza più o meno grande tra il tipo di persona desiderata dall’altro è il tipo di persona che si è. Quando tale discrepanza diventa rilevante, uno può essere tentato di cambiare la propria personalità per adattarla al tipo richiesto, ma questo adattamento può essere praticamente impossibile, o avere un costo che non vale la pena di pagare.

In secondo luogo, essere graditi è difficile per ragioni di competizione. Infatti, un umano può cooperare con un numero limitato di altri umani, e si trova perciò a scegliere con chi entrare in una relazione cooperativa. La scelta delle persone con cui relazionarsi non è casuale, ma normalmente selettiva, nel senso che si scelgono, consciamente o inconsciamente, le persone che maggiormente corrispondono ai propri tipi ideali. Di conseguenza, può sempre succedere, date due persone che si gradiscono reciprocamente, che ne sopraggiunga una terza che risulti maggiormente gradita, e quindi preferibile, per una di esse. Ne consegue spesso che il rapporto iniziale sia sostituito da uno nuovo stabilito con la persona sopraggiunta. In tal caso può nascere una competizione tra due persone per ottenere il maggior gradimento da parte della terza, competizione che termina normalmente con l’esclusione del perdente.

Inoltre può succedere che il gradimento tra due persone A e B non sia reciproco. Cioè che A sia gradito a B, ma B non sia gradito ad A. Ovviamente, in assenza di reciprocità di gradimento, una relazione è impossibile oppure dura poco.

A fronte delle difficoltà sopra descritte, la mente conscia, e ancor più quella inconscia, di ogni umano sono continuamente occupate nel cercare di stabilire cosa convenga fare e cosa convenga non fare per ottenere il maggior gradimento possibile dal maggior numero possibile di persone al minor costo possibile in termini di necessità di sacrificare parte della propria natura e/o dei propri beni.

C’è inoltre la necessità di stabilire quale sia il numero sufficiente di persone da cui essere graditi, numero che comunque non può essere inferiore a uno. Tuttavia si può decidere di prendere una posizione sgradita a tutte le persone conosciute nella  speranza di essere graditi da qualcuno che ancora non si è incontrato. Allo stesso tempo è necessario stabilire i tipi di persone dalle quali cercare di esere graditi.

Un’altra costante occupazione della mente umana consiste nello stabilire il limite entro il quale è tollerabile e conveniente adattarsi ai desideri e alle aspettative di un’altro, e oltre quale limite tale adattamento è intollerabile o non conveniente.

Per concludere, credo che nessun umano possa sfuggire alla legge del gradimento sopra descritta, e che perciò ci convenga obbedire ad essa in modo consapevole, intelligente e razionale.

Introduzione al caffè filosofico del 17/2/2022 sul tema "L'amicizia"

Il vocabolario Treccani definisce l’amicizia come “vivo e scambievole affetto tra due o più persone, ispirato in genere da affinità di sentimenti e da reciproca stima”. 

Altre definizioni che ho trovato in Internet dicono:

  • Reciproco affetto, costante e operoso, tra persona e persona, nato da una scelta che tiene conto della conformità dei voleri o dei caratteri e da una prolungata consuetudine.

  • Tipo di relazione interpersonale, accompagnata da un sentimento di fedeltà reciproca tra due o più persone, caratterizzata da una carica emotiva.

  • Rapporto fatto di fiducia, simpatia, affetto e reciproca scelta, che si riscontra in ogni tempo e in ogni luogo, ma che nessuna teoria può spiegare del tutto. L'amicizia prevede che esista un rapporto paritario, e questo la distingue dagli altri legami che coinvolgono gli affetti.

  • Stato duraturo di affetto, stima, intimità e fiducia tra due persone.

  • Relazione tra due persone, liberamente scelta e paritaria.

Alla luce delle suddette definizioni, all’amicizia possono essere collegati concetti come i seguenti:  affetto, stima, affinità, simpatia, empatia, frequentazione, condivisione, disponibilità, selettività, scelta, fiducia, affidabilità, confidenza, intimità, parità, reciprocità, sentimento, impegno, gioco, cameratismo, solidarietà, mutuo aiuto, supporto, scambio, compagnia, conoscenza reciproca, fedeltà, interesse, legame o vincolo, gelosia, ecc.

Parlare dell’amicizia in termini filosofici o psicologi implica far emergere problematiche riguardanti questo tipo di relazione, e ragionare su di esse.

L’amicizia è qualcosa di generalmente desiderabile, e la sua mancanza è normalmente considerata una disgrazia e motivo di tristezza. Le problematiche ad essa legate riguardano, a mio avviso, le difficoltà nello stabilire e nel mantenere amicizie, e i doveri, le incombenze e gli inconvenienti che le amicizie stesse possono comportare.

Alcune problematiche relative all’amicizia possono essere riassunte in domande come le seguenti:

  • quali sono i requisiti affinché un'amicizia tra due persone possa nascere e mantenersi?

  • quali sono i doveri che l’amicizia impone ai contraenti?

  • cosa si può sperare da un’amicizia?

  • quali libertà sono permesse solo tra amici?

  • quali possono essere i vantaggi di una amicizia?

  • quali possono essere gli svantaggi di un’amicizia?

  • è possibile un’amicizia tra persone di sesso diverso?

  • è normale essere gelosi delle altre amicizie di un amico/a?

  • quanti amici una persona può avere?

  • un’amicizia può avere secondi fini?

  • cosa si può chiedere ad un amico?

  • cosa non si dovrebbe chiedere ad un amico?

  • quanto è importante avere amici per essere felici?

  • abbiamo bisogno di amici?

  • la difficoltà di trovare amici può essere sintomo di un problema psichico?

  • perché certe persone sono più selettive di altre nello stabilire amicizie?

  • un’amicizia può essere limitata al divertimento, al gioco al passatempo?

  • un’amicizia può mantenersi in caso di conflitto di interessi o di giudizi morali negativi?

  • un’amicizia può essere asimmetrica o squilibrata? (A si sente molto amico di B mentre B si sente poco amico di A)

  • l’amicizia è un diritto o una questione di fortuna o di competizione?

  • è normale che le amicizie finiscano con la maturazione e i cambiamenti di personalità di uno o di entrambi i contraenti?

  • è possibile trovare amici mediante social network o siti web appositi?

Con riferimento all’ultima domanda, permettetemi di fare pubblicità ad un sito web da me realizzato, che serve a trovare persone di un tipo desiderato, facendosi conoscere tramite un’autointervista: https://intervista.link .

Ed ora, a voi la parola!

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