I limiti stimolano l'ingegno, le libertà lo impigriscono.
Creatività ed evoluzione dipendono da errori di riproduzione.
È difficile pensare creativamente senza nuovi stimoli esterni.
Immaginare un futuro diverso dal presente stimola la creatività.
Se non disturbi nessuno non stai facendo nulla d'importante per gli altri.
La paura di cambiare implica la paura della creatività, che viene perciò repressa.
È difficile costruire qualcosa di nuovo senza sfidare qualcosa di antico o di usuale.
Creatività è la capacità di immaginare nuove combinazioni di forme, di oggetti e di idee.
La creatività consiste nella capacità di (e nella motivazione a) trasformare idee e forme.
La creatività consiste nel combinare cose casualmente e nello scoprire l'utilità di certe combinazioni.
Se opportunamente guidata (ma non troppo), l'immaginazione può essere molto creativa e perfino terapeutica.
Nuove interessanti forme o idee possono nascere da nuovi incontri e nuove connessioni tra vecchie forme o idee.
Il genio di una persona non ancora famosa può essere apprezzato solo da persone molto intelligenti e non conformiste.
La mente umana può mettere qualsiasi cosa in relazione con qualsiasi altra. Questa facoltà è alla base della creatività.
Inventare non significa creare cose inesistenti, ma mettere insieme e collegare in modo nuovo cose che sono sotto gli occhi di tutti.
L'incontro tra due particolari entità (forme, idee, organismi ecc.) può danneggiare o rinforzare ciascuna di esse o dar vita a una terza entità.
La creatività richiede una certa libertà di pensiero, cioè la capacità e il coraggio di connettere ogni idea con qualsiasi altra, in qualsiasi modo.
Quando si collegano tra loro certe idee, dopo un periodo di gestazione più o meno lungo, ne nascono spontaneamente di nuove, frutto di una reciproca fecondazione.
Io non ho inventato nulla. Ho solo selezionato, messo insieme e connesso idee altrui che ritengo utili alla soddisfazione dei bisogni umani, a cominciare dai miei.
Si può essere padroni o schiavi delle idee proprie e altrui. Le idee possono essere usate come risorse o gabbie mentali, come strumenti di conservazione o di progresso.
Un'intelligenza vivace ha sempre bisogno di nuovi stimoli, nuove forme, ed è annoiato dalle ripetizioni e da ciò che è amorfo. Questa noia è il motore della creatività.
Di solito le nuove idee mi vengono al mattino, appena sveglio, prima di aprire gli occhi, ovvero prima che la percezione della realtà prenda il controllo dei miei pensieri.
Creatività, invenzione, soluzione di problemi, consistono nel trovare una nuova combinazione, ordine o configurazione di concetti, forme, oggetti, sostanze, persone ecc. capace di produrre un effetto desiderato.
Pensare è come vedere un film in cui avvengono dialoghi, conversazioni, interazioni, con vari attori, conosciuti e sconosciuti, tra cui se stessi. Le persone più creative tendono a immaginare film sempre diversi.
Le idee sono ermafrodite, cioè possono assumere ruoli sessuali diversi. Un'idea maschio, se trova un'idea femmina interessante, può fecondarla e dalla loro unione può nascere un'idea figlio. Questa è la creatività.
Io suppongo che i geni non siano costituzionalmente diversi dagli altri, ma che in essi siano venute meno, per cause fortuite, certe inibizioni del pensiero che impediscono a certe idee di collegarsi con certe altre.
Vivere improvvisando significa fare cambiamenti causali nel proprio comportamento e osservarne gli effetti, mantenendo i cambiamenti che hanno avuto un effetto piacevole e smettendo quelli che hanno avuto un effetto spiacevole.
Immaginando nuovi comportamenti possiamo, poco a poco, cambiare i nostri algoritmi di comportamento. Ma anche solo immaginare di comportarsi in modi nuovi, diversi dal solito, richiede un coraggio, un'apertura mentale e un'intelligenza che pochi possiedono.
Nella mente avvengono continuamente connessioni logiche tra enti mentali, quando ciò non viene impedito da autocensure o pregiudizi. Per diventare più intelligenti, creativi e aperti è necessario rompere quanti più possibili isolamenti ingiustificati tra enti mentali.
Quando comincio a scrivere, non so cosa scriverò, se non le prossime quattro o cinque parole. Le successive mi vengono ispirate da quelle precedenti e alla fine avrò scritto qualcosa di nuovo che trasformerà in una certa misura la mia mente e, di conseguenza, la mia vita.
La creatività consiste nella costruzione, o nella scoperta, di nuove combinazioni interessanti, utili o piacevoli, di oggetti elementari o complessi, intendendo per oggetti parole, concetti, idee, storie, forme, immagini, suoni, materiali, sistemi, organi, esseri viventi ecc.
E se Gesù, San Paolo, Costantino, Copernico, Darwin, Marx, Hitler non fossero mai nati? Come sarebbe oggi il mondo? Non credo che le cose sarebbero molto diverse. Qualcun altro avrebbe fatto cose simili a quelle che hanno fatto loro, con qualche anno di ritardo, in luoghi diversi. La storia è modellata dal caso e dalla vitalità e creatività delle specie viventi.
Chiudere gli occhi e sognare restando svegli. Inventare storie liberamente, con personaggi, ingredienti ed eventi scelti a caso. Quando un sogno diventa noioso, abbandonarlo e iniziarne uno nuovo. Scrivere i sogni più interessanti. La prima volta può essere che nel sogno si ripeta sempre la stessa scena. Bisogna avere la pazienza di insistere finché non accade qualcosa di nuovo.
L'immaginazione è una sorta di simulazione. La creatività è basata sull'immaginazione/simulazione. Per creare qualcosa nella realtà bisogna prima immaginarla, simularla nella propria mente. Meglio ancora se si può simulare in laboratorio, in una scala più semplice e piccola, più facile da gestire. Come quando un artista, prima di fare un affresco su una parete, ne fa un bozzetto su un foglio di carta.
L'uomo ha bisogno di modelli da seguire e di autorità a cui sottomettersi, senza i quali non saprebbe comme cooperare con i suoi simili. La creatività consiste nella capacità di creare nuovi modelli e nuovi principi di autorità, o di modificare in misura più o meno grande i modelli e i principi precedenti. La libertà non è creativa in sé, ma è necessaria per permettere i cambiamenti, come difesa contro il conservatorismo.
Le cose più importanti della vita e le possibilità di un suo miglioramento sono sotto gli occhi di tutti, tuttavia pochi le vedono e le capiscono, perché il pensiero non è libero, ma segue i solchi tracciati dalle proprie esperienze. Infatti, le nuove esperienze sono percepite, interpretate e valutate attraverso le vecchie.
Per essere creativi bisogna uscire dai solchi dei propri ricordi, ovvero immaginare cose mai viste, e associare idee e fatti in modo impensato, cosa che richiede un certo coraggio.
Nella perfezione delle forme e delle formule, nella bellezza, l'uomo cerca il suo creatore e lo chiama Dio. Ma Dio non cerca l'uomo. Dio ha creato questo mondo e questo ci ha creati.
Dopo aver creato questo mondo, Dio è andato a crearne altri, inventando nuovi giochi e nuovi esperimenti, incurante delle precedenti creature.
Se vogliamo imitare Dio e continuare la sua opera, dobbiamo giocare, sperimentare, creare, nelle pause dei nostri conflitti e dei nostri dolori.
Un modo per liberare la propria creatività è prendere un oggetto qualsiasi e osservare le parti che lo compongono, prendendo nota di quelle che ci sembrano più interessanti.
Poi combiniamo in modo casuale le parti selezionate, riflettiamo sulle possibili relazioni tra di esse, e scartiamo le combinazioni non significative.
L'oggetto osservato può essere, per esempio, un libro, un articolo di giornale, una fotografia, un'architettura, un oggetto fisico, e qualsiasi altra cosa composta da parti distinguibili.
La meditazione è una specie di immaginazione non creativa. La fantasia è una specie di immaginazione non realistica. La religione è una combinazione di meditazione e fantasia.
L'immaginazione che preferisco è creativa e realistica. Consiste nel prevedere cose nuove possibili, utili, piacevoli e realizzabili.
È un'attività che richiede apprendimento, esercizio, stimoli, e il superamento di inibizioni conformiste, della resistenza al cambiamento e della paura di avventurarsi in percorsi mentali inesplorati e logiche alternative.
Il bisogno più importante per un essere umano, oltre la sopravvivenza, è di essere accolto dalla propria comunità.
Affinché ciò avvenga, un individuo ha bisogno di dimostrare a se stesso e agli altri di essere degno di accoglienza.
Per dimostrarlo, esso si comporta in modo conforme alle forme, norme, valori, abitudini e aspettative della maggioranza della comunità stessa.
E' così che la maggior parte degli esseri umani, per essere accolti dalle loro comunità, sacrificano la loro libertà, diversità, originalità e creatività.
Un autodidatta (come lo sono io) passa spesso per arrogante non solo perché il suo sapere non è certificato da un'autorità accademica pubblicamente riconosciuta, ma soprattutto perché, essendo libero di leggere e studiare quello che vuole, non essendo costretto ad imparare ciò che la scuola gli impone di imparare, può essere più critico nei confronti dello status quo culturale, e più creativo nel combinare liberamente saperi provenienti da diverse scuole e discipline. Cosa che disturba gli scolari ortodossi, abituati a restare confinati nel recinto ideologico della loro scuola di specializzazione.
Se uno dichiara di aver concepito o scoperto un'idea innovativa e utile, gli altri non sono subito interessati a conoscere, valutare e discutere quell'idea in sé, ma prima si preoccupano di sapere se quell'idea possa comportare per il suo portatore o per loro loro un vantaggio o uno svantaggio sociale. In particolare, si preoccupano di sapere se, come conseguenza di quell'idea, il loro prestigio, o quello del portatore, possa aumentare o diminuire, e cosa possa cambiare nel rapporto di prestigio tra loro. Solo se l'idea appare per loro vantaggiosa sono disposti a conoscerla, comprenderla ed eventualmente condividerla, altrimenti la osteggiano o ignorano a priori.
Piacere e dolore possono essere suscitati da interazioni realmente presenti o presentemente immaginate.
Un'immaginazione (più o meno piacevole o dolorosa) può essere suscitata da un'interazione realmente presente o da una precedente immaginazione.
Un'immaginazione può essere costituita da un miscuglio di immagini mentali e di parole, che a loro volta costituiscono interazioni immaginarie, ovvero storie.
Un'immagine mentale può essere formata dal ricordo di una immagine reale o da un'immagine inventata.
La creatività è la capacità di inventare composizioni di forme, di immagini, di parole, di storie, ovvero interazioni immaginarie, capaci di suscitate piacere e/o dolore, o di risolvere problemi.
Una delle caratteristiche fondanti di ogni religione è il suo "spirito" di conservazione. Essendo il sacro l'oggetto di ogni religione, ed essendo il sacro ineffabile, assolutamente buono e quindi non migliorabile, non analizzabile e quindi non criticabile, ogni religione che pretende di descrivere, promuovere e difendere il sacro, e di unire le genti intorno ad esso, è contraria alla creatività, al progresso, alla rivoluzione, all'idea di evoluzione e ad ogni cambiamento che non consista nella restaurazione di un ordine religioso in via di disfacimento o nel proselitismo. Il rogo degli eretici, le guerre di religione, la critica del razionalismo e del relativismo etico, sono prove dell'ostinata e cieca difesa di un ordine basato su una certa concezione del sacro e della sua rappresentanza.
Il sistema nervoso umano è un'immensa rete che collega migliaia di miliardi di neuroni, ovvero una enorme quantità di idee. Tuttavia alcune zone di tale sistema non sono collegate, cioè non si attivano mai simultaneamente, col risultato che sono mutuamente escluse dall'attenzione.
Ciò può essere dovuto a inibizioni post-traumatiche, a proibizioni moralistiche o ad abitudini alla separazione (di contesti, ambiti, categorie, temi, discipline ecc.) apprese in ambienti didattici.
Essere mentalmente liberi e creativi significa non avere preclusioni nei collegamenti neurali, ovvero essere in grado di collegare (logicamente, causalmente, esteticamente ecc.) tutto con tutto, cioè ogni idea con qualsiasi altra, se ciò può rivelarsi utile o piacevole.
Noi possiamo, in un dato momento, fare qualcosa, e agire, e allo stesso tempo "meta-agire", ovvero riflettere su ciò che stiamo facendo o ciò che potremmo fare di diverso.
Agire è molto più facile che meta-agire. Basta seguire un certo programma, interno e/o esterno, e fare le cose che esso richiede.
Invece meta-agire è, per definizione, un atto creativo, perché può portare ad una nuova comprensione di ciò che si è fatto in passato, e ad azioni e comportamenti futuri diversi da quelli abituali.
Siccome fare, o agire, comporta normalmente l'interazione con qualcosa o qualcuno, meta-agire corrisponde normalmente ad una metainterazione, anche se questa è più efficace se condotta insieme con la parte con cui si interagisce.
In conclusione, se vogliamo essere creativi dobbiamo abituarci, con una certa frequenza, a meta-agire, ovvero meta-interagire nelle pause di ciò che stiamo facendo, o tra un'interazione e l'altra.
Una combinazione è un particolare insieme di elementi tra loro correlati e/o interagenti in modi particolari. Gli elementi possono essere di qualunque tipo: oggetti, persone, pensieri, idee, immagini, ecc.
Ogni combinazione può avere effetti particolari per gli elementi che la costituiscono, per l’osservatore che la percepisce, per l’utente che la usa ecc. Questi effetti possono essere di qualsiasi tipo: estetico, meccanico, economico, didattico, terapeutico, psicoterapeutico, utile o nocivo, piacevole o spiacevole ecc.
L’effetto di una combinazione dipende dagli elementi che si combinano e dai modi (ovvero le relazioni e interazioni) in cui lo fanno.
Le combinazioni possono essere naturali o artistiche, causate da volontà “intelligenti” oppure casuali. A metà strada tra il causale e il casuale, vi sono combinazioni casuali che vengono selezionate da una mente intelligente oppure dalla natura per effetto della selezione naturale.
La creatività è la capacità di combinare elementi in modo più o meno casuale e di riconoscere e selezionare combinazioni dotate di nuovi effetti utili e/o piacevoli.
Per migliorare il mondo, o una parte del mondo, occorre combinare i relativi elementi in un modo nuovo e sostenibile, in modo che gli effetti della nuova combinazione siano migliori di quelli della combinazione precedente.
Cambiare.
Imparare.
Giocare.
Combinare.
Comporre.
Insieme.
Variare.
Diversificare.
Alternare.
Alterare.
Trasformare.
Riformare.
Aggiungere.
Sostituire.
Mescolare.
Collegare.
Correlare.
Coinvolgere.
Cucinare.
Esplorare.
Unire.
Insegnare.
Provare.
Accostare.
Confrontare.
Affrontare.
Esporre.
Sperimentare.
Comprendere.
Inventare.
Creare.
Nuovo.
Mettere in relazione.
Mettere insieme.
Stare insieme.
Giocare col caso.
Imparare a cambiare.
Cambiare per imparare.
Imparare ad imparare.
Imparare per imparare.
Cambiare per cambiare.
Imparare per insegnare.
Insegnare per imparare.
Insegnare per cambiare.
Insegnare a cambiare.
Farsi cambiare.
Combinare casualmente.
Combinare diversamente.
Combinare insieme.
Capire insieme.
Esplorare insieme.
Cambiare per sopravvivere.
Cambiare per migliorare.
Cambiare per resistere.
Cambiare insieme.
Migliorare insieme.
Giocare insieme.
Giocare per cambiare.
Giocare per imparare.
Giocare per insegnare.
Giocare per capire.
Imparare insieme.
Variare insieme.
Imparare casualmente.
Cambiare casualmente.
Cambiare i pensieri.
Cambiare i giudizi.
Cambiare i punti di vista.
Cambiare per giocare.
Giocare per cambiare.
Pensare diversamente.
Vedere diversamente.
Vedere in modo nuovo.
Coraggio di cambiare.