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Abbiamo il diritto di non voler sapere?
I doveri dell'uno sono i diritti dell'altro.
L'amore non è un dovere, né un diritto, dato che non è volontario.
La felicità è un diritto, ma non una garanzia, non un’assicurazione. È una fortuna, che può essere favorita o sfavorita dal comportamento proprio e altrui.
Chi ha stabilito che l'uomo ha più diritti di una cane, di un elefante, di una formica? Non certo Dio, né la natura, ma l'uomo, e lo ha fatto per favorire i propri interessi.
Tutti vogliono più diritti e meno doveri. Ma è impossibile che tutti abbiano più diritti senza che qualcuno abbia più doveri. Perciò dobbiamo metterci d'accordo per stabilire chi debba avere più diritti e chi più doveri, e su quali debbano essere i rispettivi diritti e doveri.
L'eguaglianza è un valore per i meno dotati, nel senso che garantisce loro di non essere penalizzati politicamente ed economicamente per il fatto di essere meno dotati. Ovviamente non è un valore per i più dotati (mi riferisco alle doti intellettuali, economiche, fisiche ecc.).
Non abbiamo il dovere di amare, ma se non amiamo nulla e nessuno, la nostra vita è insignificante, arida, e dolorosa, perché in tal caso nessuno ci amerà. Abbiamo infatti bisogno di essere amati, almeno in una certa misura, ma purtroppo essere amati non è un diritto, anche perché siamo liberi (almeno in teoria) di scegliere chi amare e quanto amare.
In natura non esistono diritti. E' l'Uomo che li inventa e li assegna (o nega) a se stesso e/o ad altri esseri (inclusi gli animali e la natura stessa), secondo particolari strategie di vita conscie o inconscie. I diritti hanno un carattere religioso. Sono un'invenzione come l'idea di Dio, sono l'alternativa atea alla religione rivelata. Infatti nelle religioni rivelate vale solo il diritto del più forte, che è Dio, a cui tutti devono sottomettersi, e i diritti da Lui stabiliti, che favoriscono i suoi sostenitori. Nell'ateismo valgono invece i diritti convenzionali, stabiliti dall'uomo per l'uomo.