Le informazioni formano (nel bene e nel male).
L'informazione informa la vita, ovvero le dà forma.
Le notizie dipendono dai fatti, e i fatti dalle notizie.
Ognuno preferisce le fonti d'informazione che confermano le proprie opinioni.
Ciò che dà forma e movimento agli esseri viventi e non viventi sono leggi fisiche e informazioni.
La conoscenza consiste nella messa in relazione tra informazioni, tra informazioni e sentimenti, e tra sentimenti.
La pornografia costituisce un chiaro esempio degli effetti fisici dell'informazione e dell'immaginazione sul corpo umano.
Il mondo è costituito da combinazioni di combinazioni di materia, energia, spazio, tempo informazioni, bisogni e sentimenti.
La bellezza di una cosa o di una persona è inversamente proporzionale alla quantità di informazione necessaria per descriverla.
A mio avviso, la vita consiste in continue trasformazioni organizzate (ordinate e casuali) di materie, energie e informazioni nello spazio/tempo.
Le informazioni che riceviamo (volontariamente e involontariamente, consciamente e inconsciamente) formano le nostre menti (nel bene e nel male).
Le idee sono "fatti" informatici che avvengono nel cervello, e che possono causare altri "fatti" come il piacere, il dolore e certi comportamenti.
Grazie ai social network siamo tutti giornalisti, e ognuno è moralmente responsabile delle notizie che diffonde, non importa se originali o copiate.
La vita è basata sullo scambio e l'elaborazione di informazioni secondo programmi parzialmente modificabili, dal livello cellulare a quello mentale.
I giornali e le varie fonti di notizie ci informano sulle novità, ovvero sui cambiamenti nella società e nella natura. Chi ci informa su ciò che non cambia?
Le informazioni sono la base non solo delle funzioni cognitive e logiche consce e inconsce di noi umani, ma della stessa vita animale e vegetale a tutti i livelli.
Una certa forma o configurazione costituisce un'informazione solo se c'è qualche apparato biologico o meccanico per cui essa ha un certo significato come dato o comando.
L'informazione è sempre reale (anche quando dice cose false o irreali). Non esiste informazione virtuale. Un'informazione è una “differenza che fa una differenza” per chi la elabora.
Ogni forma di vita ha una forma, e ogni forma è il prodotto di un'informazione, cioè di una formula. Pertanto ogni forma di vita è il prodotto di un'informazione, cioè di una formula.
Le transazioni interpersonali servono a trasmettere beni, servizi e informazioni, piaceri e dolori, a cooperare e a competere, a stabilire condivisioni e non condivisioni, secondo certi modelli culturali.
È molto difficile per un essere umano distinguere il vero dal falso, il reale dall'immaginario, il volontario dall'involontario, il causale dal casuale, il generale dal particolare, il semplice dal complesso.
Tanto più amorfa è una cosa, tanto più difficile è ricordarla e riconoscerla. Infatti la mente è un gestore di forme, che noi chiamiamo informazioni, e che la stessa mente associa ad altre informazioni e a emozioni.
Energia e massa si organizzano generando forme a partire da leggi fisiche e chimiche che possono essere modulate da informazioni. Infatti l'informazione informa, nel senso che dà forma, quindi è formatrice.
Una mente senza un corpo non può esistere perché l'informazione (e la mente è un elaboratore di informazioni), pur essendo immateriale, ha bisogno di un supporto fisico, materiale, per essere memorizzata, trasmessa e percepita.
Una volta si sapeva da dove venivano le informazioni. Oggi, con internet, molto meno. Potrebbero venire dal nostro vicino di casa psicopatico e non lo sappiamo. Oggi siamo tutti autori ed editori, dal momento che non costa nulla.
Una stampante 3D è una dimostrazione pratica di come certe informazioni possano dare forma alla materia. Un'altro esempio è il DNA. Altri esempi sono le religioni, le ideologie, gli insegnamenti e i costumi, che danno forme alla storia umana.
Una materia può avere una forma che può essere automaticamente percepita da una mente, che da essa può automaticamente trarre una informazione a cui può automaticamente associare un certo valore e provocare automaticamente una certa reazione che dipende dal valore associato.
Ogni essere vivente riceve informazioni che condizionano la sua vita ed emette informazioni che condizionano la vita altrui, sceglie consciamente e/o inconsciamente i soggetti da cui ricevere informazioni, le informazioni a cui prestare attenzione, quelle da emettere e i soggetti a cui inviarle.
Sentimenti, emozioni, bisogni, desideri, volontà, sono causati da informazioni generate elettricamente e chimicamente da certi organi del corpo secondo certe informazioni e certe logiche, e generano a loro volta informazioni dirette ad altri organi capaci di decifrarle e di agire secondo le loro sintassi.
Di norma, gli esseri non viventi sono formati e regolati solo da energie, quelli viventi, da informazioni connesse con energie. I computer sono un'eccezione, in quanto sono regolati da informazioni connesse con energie, ma non sono viventi. O meglio, sono quasi viventi essendo (per ora) incapaci di riprodursi.
Ogni essere umano ha una responsabilità per quanto riguarda le informazioni che riceve dagli altri. Ha infatti il dovere di selezionare e inoltrare ad altri quelle che ritiene valide e utili, e di respingere e criticare quelle che ritiene errate, inutili o dannose. In tal senso ognuno di noi è un giornalista.
La vita è basata su, e dipende da, una continua elaborazione e generazione di informazioni, a partire dal DNA. Per non morire (come specie) dobbiamo trasmettere una quantità di informazioni, da noi ereditate ed elaborate, a coloro che ci succederanno, e che essi a loro volta elaboreranno e trasmetteranno ad altri.
Per vivere, il nostro organismo ha bisogno di informazioni (consce e inconsce) adeguate e adatte all'interazione con il nostro ambiente naturale e sociale. La qualità della vita dipende dalla qualità delle informazioni. Fornire informazioni adeguate è un'azione nobile, fornire informazioni inadeguate un'azione ignobile.
Qualsiasi informazione, dopo un certo numero di letture, perde di interesse, nel senso che non riesce più a tenere viva l'attenzione del lettore. In altre parole, dopo un certo tempo, se non si modifica, un'informazione diventa come invisibile a chi la conosce già. Per questo può essere utile descrivere in forme nuove idee già note.
Il pensiero ecologico consiste nel considerare la vita come risultato di interazioni tra esseri viventi a tutti i livelli, a partire dalle cellule. Attraverso queste interazioni vengono scambiate informazioni, sostanze ed energie necessarie alla vita, le quali vengono prodotte, espresse, percepite ed elaborate secondo programmi variabili presenti in ogni essere vivente.
Il fenomeno della masturbazione è di grande importanza filosofica in quanto rivela come certi pensieri, o la visione di certe immagini, possono provocare reazioni fisiologiche identiche a quelle provocate da interazioni fisiche reali con persone reali. In altre parole, l'immaginazione può causare cambiamenti fisici nel corpo dell'immaginatore. Insomma, l'informazione, sebbene immateriale, può trasformare la materia.
L'essere è il soggetto del fare. Un essere che non faccia nulla non esiste in quanto non ha effetti, ovvero non causa differenze. Un essere si caratterizza dal suo fare, dagli effetti del suo fare (cioè dalle differenze che causa), e dalla sua forma. Anche le forme hanno effetti in quanto informano, e le informazioni causano differenze. Dunque non chiedere cosa una cosa sia, ma cosa faccia, che forme abbia e quali differenze causi.
Una mente serve essenzialmente a elaborare informazioni, cioè a distinguere, riconoscere e associare sensazioni, forme, idee (ovvero percezioni), e azioni. Queste ultime sono sempre reazioni (fisiche o semantiche) a qualche percezione.
Quanto detto vale sia per la mente di un sistema vivente (cioè di un organismo), sia per quella di un sistema non vivente (cioè inorganico, come ad esempio un computer) con diversi gradi di complessità, sensibilità e consapevolezza.
La mente reagisce non soltanto a certi stimoli ma anche all'assenza degli stessi. Infatti, come insegna Gregory Bateson, l'assenza di una certa informazione costituisce una particolare informazione. Tale "informazione su un'assenza" può dare luogo ad una certa risposta cognitivo-emotivo-motiva ad essa associata. Perciò, ad esempio, se un bisogno, anche se dormiente, non viene soddisfatto entro un certo periodo di tempo, l'organismo può entrare (automaticamente, involontariamente, inconsciamente) in uno stato di sofferenza, agitazione, angoscia, paura, disperazione, malattia ecc.
Ciò che sacerdoti, filosofi e la gente chiamano spirito non è energia né materia, né spazio, né tempo, ma informazione pura, che genera, guida e distrugge la vita a partire dall'energia e dalla materia, nello spazio e nel tempo, attraverso le menti delle cose viventi, che sono vive grazie allo spirito che è in loro e nella misura in cui in loro lo spirito, ovvero l'informazione, agisce.
Lo spirito, cioè l'informazione, ha bisogno di materia, energia, spazio, tempo e menti per essere memorizzata, riprodursi ed essere trasmessa da una mente all'altra, ed ha bisogno del caso per trasformarsi ed evolvere.
La divisione più importante, per la conoscenza, è quella tra essere vivente e essere non vivente, tra vita e non vita. La vita emerge dalla non vita e usa questa, ma funziona in modi diversi e secondo principi che non si riscontrano nella non vita. La vita si basa infatti sull'informazione (a cominciare dal DNA), la quale non esiste nella non vita, se non come simulazione o registrazione della vita, come avviene nei computer. È l'informazione che determina le forme della vita, le strategie e i comportamenti degli esseri viventi, ovvero le loro interazioni, dagli organismi monocellulari a quelli più complessi. La vita dipende dalla qualità delle informazioni, dalla loro percezione, interpretazione e dalle reazioni ad esse, in altre parole, dalla loro esecuzione e applicazione.
Interagire significa scambiare (cioè dare e/o ricevere) qualcosa di materiale o immateriale.
Comunicare significa offrire o chiedere qualcosa.
La comunicazione è un’interazione in cui si scambiano informazioni intenzionali (messaggi) o non intenzionali.
Una comunicazione può consistere nella proposta, richiesta o offerta di una certa interazione.
Un'interazione in cui vengono scambiate cose materiali costituisce anche una comunicazione qualora venga dato un significato alle cose scambiate. In altre parole, ogni scambio (materiale o immateriale) può costituire un’informazione significativa.

Di informazione ce n'è troppa, di conoscenza (buona e cattiva) un po' meno, ma sempre comunque troppa e soprattutto frammentaria e dispersa; quello che manca è un sistema per selezionare, organizzare, integrare le conoscenze e facilitarne l'applicazione. Su questo ci si dovrebbe concentrare piuttosto che continuare ad accrescere la quantità di informazioni, che, nel web, aumenta a dismisura ogni giorno, aggravando la situazione e generando ulteriore confusione. La libertà incontrollata (in questo caso la libertà di produrre e diffondere informazione) può portare al caos.
Platone credeva che le forme reali fossero copie imperfette di forme ideali che risiedono in un altro mondo, che lui chiamava Iperuranio.
La matematica e i computer ci dimostrano che non c'è bisogno di immaginare un altro mondo per spiegare le forme di questo mondo. Le forme reali sono infatti il risultato di formule matematiche e di algoritmi programmabili, mentali o informatici, che permettono di costruire forme e di misurarne il livello di perfezione.
Insomma, le forme reali sono il risultato di formule concepite da esseri umani ed eseguibili da persone e/o da computer, non copie più o meno perfette di entità sovrannaturali.
Matematica e cibernetica hanno dimostrato il carattere illusorio dell'idealismo e la sua falsità come spiegazione della realtà. In altre parole, le "idee" sono reali e risiedono nel mondo fisico e nelle menti umane in quanto informazioni.
L'effetto degli ormoni in un corpo vivente non è dovuto al loro potenziale fisico-chimico, ma al fatto che costituiscono informazioni scambiate tra le ghiandole che li generano e le parti del corpo che li ricevono.
In altre parole, quando un organo rileva la presenza di una certa molecola ormonale, esegue certe azioni, senza che vi sia necessariamente un reazione chimica tra le molecole dell'ormone e le molecole dell'organo ricevente.
Per stimolare una certa azione in un certo organo è infatti sufficiente il semplice riconoscimento di una certa molecola ormonale da parte dell'organo stesso.
Questo fenomeno è un'ulteriore dimostrazione dell'importanza dell'informazione per la vita, e del fatto che la presenza e l'assenza di una certa molecola costituiscono informazioni.
Infatti, come ci insegna Gregory Bateson, informazione è qualunque differenza che fa una differenza.
Io ipotizzo che, oltre al fatto che gli ormoni neurotrasmettitori facilitano le comunicazioni tra neuroni, possa avvenire anche un processo inverso, cioè che una continua stimolazione delle comunicazioni tra neuroni ottenuta mediante opportune percezioni possa incrementare la secrezione dei neurotrasmettitori stessi, tra cui le endorfine, dando in tal caso luogo a sensazioni di piacere o euforia. Ciò spiegherebbe il piacere che può essere provocato dalla percezione di particolari configurazioni di immagini, testi e suoni. L'effetto potrebbe essere duraturo, analogamente allo sviluppo dei muscoli attraverso l'allenamento degli stessi. Si tratterebbe dunque di allenare le comunicazioni tra neuroni attraverso la lettura, la visione e l'ascolto di particolari oggetti, forme e informazioni allo scopo di rendere più efficaci ed efficienti le interconnessioni neurali (con effetti positivi sulla creatività e l'intelligenza), e di godere del piacere connesso alla conseguente secrezione di endorfine.
Ciò che definiamo come "immateriale" è, a mio parere (e anche secondo Gregory Bateson), "informazione" e le relazioni causali e strutturali tra l'informazione (cioè l'immateriale) e la materia (e/o energia) possono essere studiate scientificamente e filosoficamente. Il pensiero, i sentimenti, la coscienza, la volontà, le relazioni e le interazioni tra esseri viventi sono basati su informazioni (inconsce e consce) oltre che su entità materiali o fisiche.
La filosofia può anticipare ciò che la scienza ancora non riesce a dimostrare, specialmente per quanto riguarda la genesi e gli effetti delle informazioni negli esseri viventi.
Se invece per "immateriale" s'intende qualcosa di diverso da "informazione", allora si tratta di narrazioni che non possono essere dimostrate in nessun modo, ma che possono comunque avere effetti importanti sugli umani, in quanto "informazioni" o "idee" sullo "spirito" (indipendentemente da quanto siano vere o false).
Il disegno e la realizzazione di un sistema informatico consiste nello specificare e sviluppare una serie di funzioni, i sottosistemi che le forniscono, e i collegamenti, ovvero le interazioni, tra i sottosistemi stessi. Questa attività si chiama, in gergo tecnico, "system integration" e richiede la definizione dei grandi blocchi funzionali prima di sviluppare e descrivere le funzioni e i dati di dettaglio.
In psicologia, che è l'informatica della mente, sarebbe bene usare lo stesso procedimento, ovvero rappresentare a grandi blocchi tutte le funzioni della mente, i componenti che le realizzano, le modalità con cui essi comunicano tra loro e i dati che vengono utilizzati dagli algoritmi e scambiati tra i blocchi. Invece vediamo che ogni psicologo parla di uno o più componenti della mente separatamente, ovvero senza fornire un quadro d'insieme né le regole dell'integrazione di ciascun componente con il resto della mente. Anche perché il quadro d'insieme, che viene considerato implicito, in realtà non è definito da alcun psicologo, e tanto meno è condiviso da autori diversi.
Il mio concetto di inconscio è più ampio di quello freudiano (pur includendolo) e in esso io metto qualsiasi automatismo percettivo, logico, pulsionale, psicomotorio, sentimentale, emotivo, omeostatico, metabolico ecc.
Ogni automatismo è regolato da una logica, o software, ovvero da strutture di informazioni passive e attive, e questa logica può essere strutturata in modo più o meno “sano” nel senso di più o meno adatto alla soddisfazione dei bisogni primari della persona., giacché tale è lo scopo delle logiche che animano la vita.
La psicoterapia o l’automiglioramento consistono nell’individuare gli “errori” ovvero i “disturbi” o le “patologie” nelle logiche inconsce, ovvero negli automatismi, e correggere gli "errori" attraverso un opportuno training terapeutico e/o esperienziale fino alla formazione di automatismi alternativi permanenti più adatti, cosa che richiede un certo tempo biologico più o meno lungo, in quanto disimparare è molto più difficile che imparare.
A tale proposito segnalo il libro “Inconscio e ripetizione. La fabbrica della soggettività” di Tiziano Possamai.
La vita è il risultato di particolari relazioni e interazioni tra certi tipi di informazione e certi tipi di materia.
La vita ha dunque bisogno (ovvero necessità) di informazione (di particolari tipi di informazione) e di materia (di particolari tipi di materia).
L'informazione "informa", ovvero dà forma alla materia, la rende viva.
La vita nasce, si sviluppa e si mantiene solo se certi tipi di informazione interagiscono in certi modi con certi tipi di materia.
D'altra parte l'informazione ha bisogno (ovvero necessità) di materia per essere scritta e comunicata.
La vita inizia grazie all'informazione costituita dal codice genetico, nel quale sono scritte le relazioni tra informazioni e materie che permetteranno alla vita stessa di svilupparsi, evolversi, riprodursi e poi estinguersi per consentire la vita delle sue riproduzioni.
L'uomo evoluto, ovvero il saggio, è colui che "sa" di quali tipi di informazione e di quali tipi di materia ha bisogno, di quali non ha bisogno e quali gli sono nocivi. Il saggio è dunque colui che "sa" vivere, ma anche morire al momento giusto.
Oggi viviamo in una cultura dove esiste un eccesso di informazione disintermediata, dispersa, di diverso tipo e di diverso valore; spesso le informazioni “migliori” sono le meno pubblicizzate e le più nascoste in quanto non sono promosse da costose campagne di marketing.
Per questo è molto importante, anzi, essenziale, la pubblicità che ognuno di noi può fare presso i propri amici e conoscenti, specialmente nei social network come, ad esempio, quello che sto usando in questo momento.
C’è una cosa molto semplice che ognuno di noi può fare gratuitamente e senza grande dispendio di tempo: parlare con i propri amici e conoscenti, dei nostri autori preferiti, dei nostri “maestri di pensiero”, spiegando il motivo per cui speriamo che il loro pensiero sia preso in considerazione del maggior numero possibile di persone.
Forse qualcuno di chi ci legge sarà incuriosito e si informerà su qualcuno degli autori raccomandati. Oggi, grazie a internet, siamo tutti autori, editori, giornalisti e pubblicitari a costo zero e senza bisogno di licenza, e ognuno di noi può raggiungere un numero teoricamente illimitato di persone.
Ogni gesto, ogni espressione, possono comunicare involontariamente e inconsciamente informazioni più o meno nascoste, come le seguenti:
- Quanto mi sento forte
- Quanto mi sento debole
- Quanto mi sento soddisfatto
- Quanto mi sento insoddisfatto
- Quanto mi sento apprezzato
- Quanto mi sento disprezzato
- Quanto mi sento amato
- Quanto mi sento odiato
- Quanto sono fiducioso
- Quanto sono diffidente
- Quanto mi sento libero
- Quanto mi sento legato
- Quanto mi sento superiore
- Quanto mi sento inferiore
- Quanto mi sento in debito
- Quanto mi sento in credito
- Quanto mi sento in colpa
- Quanto mi sento giusto
- Quanto mi sento ingiusto
- Quanto mi sento vittima di ingiustizie
- Quanto mi sento capace
- Quanto mi sento incapace
- Quanto mi sento bello
- Quanto mi sento brutto
- Quanto sono ottimista
- Quanto sono pessimista
- Quanto amo
- Quanto odio
- Quanto apprezzo
- Quanto disprezzo
- Quanto ho paura
- Quanto ho coraggio
- Quanto sono docile
- Quanto sono aggressivo
- Quanto sono arrabbiato
- Ecc.
L'intelligenza può essere definita come la capacità (conscia e inconscia) di elaborare informazioni al fine di determinare il proprio comportamento, ovvero di gestire le proprie interazioni col mondo esterno al fine di soddisfare i propri bisogni e, se possibile, quelli altrui. Siccome ci sono diversi tipi di informazione che possono essere elaborati, possiamo parlare di intelligenze al plurale, una per ogni tipo di informazione.
L'intelligenza, per funzionare, ha bisogno di una sorta di dizionario interno che permette di riconoscere le diverse informazioni, e di una sorta di enciclopedia interna che permette di collegare o associare (cognitivamente e/o emotivamente) le informazioni riconosciute e di costruire le espressioni da emettere verso l'esterno.
Si può supporre che in ogni umano, o animale superiore, vi sia una sorta di "mappa cognitivo-emotiva" che contiene il dizionario e l'enciclopedia di cui sopra, e che che viene consultata in ogni istante per decifrare e interpretare le informazioni ricevute e per costruire le informazioni da emettere verso gli interlocutori.
Ovviamente, tale mappa non è fissa ma evolve e si trasforma con le esperienze del soggetto sin dai suoi primi giorni di vita, in cui essa contiene solo gli istinti e le predisposizioni trasmessi per via genetica.
In sintesi, si può dire che il modo in cui un essere vivente interagisce col resto del mondo dipende dalla sue "intelligenze", ovvero da come esso tratta le informazioni esterne ed interne. Queste ultime costituiscono il suo "programma" comportamentale.
Gregory Bateson è uno dei miei principali maestri di vita, sebbene io lo abbia scoperto all'età di circa 65 anni.
Bateson fornisce, secondo me, la migliore spiegazione del funzionamento della mente e della vita. Lo fa attraverso il concetto di informazione e la cibernetica (ovvero l'informatica) applicata agli esseri viventi, e l'ecologia applicata alle relazioni sociali. Essendo io un informatico, trovo le sue spiegazioni chiare e convincenti.
Bateson studiò la vita, la comunicazione e la società con una mentalità trans-disciplinare, partendo da una formazione accademica in biologia, antropologia e zoologia, ma essendo stato di fatto anche filosofo, psicologo, psichiatra, cibernetico ed ecologista. I suoi interessi non avevano confini e sapeva applicare i concetti di una disciplina alle altre. Egli riusciva a vedere analogie tra fenomeni naturali molto diversi, che faceva risalire a principi comuni incentrati sui concetti di mente e di informazione. Il titolo della sua opera principale "Verso un'ecologia della mente" esprime l'idea che il mondo degli esseri viventi sia regolato da menti che interagiscono tra loro e con l'ambiente, a vari livelli di organizzazione.
Una delle sue definizioni più famose è quella di "informazione", ovvero "una differenza che fa una differenza".
Tra i suoi interessi c'era anche la poesia e il senso del sacro, a cui è dedicato l'ultimo suo libro.
Bateson è molto conosciuto presso gli psichiatri per la sua teoria del doppio vincolo, che spiega l'origine della schizofrenia in chiave sociale.
Qui ho raccolto alcune sue citazioni.
Per diffondere il suo pensiero ho creato il sito
gregorybateson.info.
L'uomo non "sa" ciò che è e ciò che non è in quanto tali, ma "decide" di saperlo in un certo modo. In altre parole, la conoscenza, ovvero il sapere, e il frutto di decisioni.
Si tratta di decisioni informatiche, algoritmiche, basate sulle informazioni che la mente riceve dagli organi di senso, dalla propria memoria, e dai sentimenti di piacere e dolore associati ad esse.
La mente riceve informazioni, e produce informazioni facendo "astrazione" delle informazioni ricevute. Il processo di astrazione consiste nel riassumere una certa quantità di informazioni in una quantità minore, più facilmente gestibile, generalizzando e sopprimendo dettagli.
La capacità di astrarre informazioni corrisponde a ciò che chiamiamo intelligenza.
L'astrazione avviene a più livelli, nel senso che è possibile fare astrazione di astrazioni.
Il sapere consiste dunque nelle informazioni ottenute per astrazioni successive a partire dalle informazioni sensoriali elementari.
L'astrazione è un processo soggettivo in quanto dipende dalle capacità e dalle esperienze precedenti del soggetto. Infatti non tutti fanno le stesse astrazioni a partire dalle stesse informazioni elementari.
I processi di astrazione sono per lo più inconsci, automatici e involontari. I prodotti delle astrazioni vengono infatti "decisi" dalle logiche mentali e dalle precedenti astrazioni.
Per concludere, la conoscenza individuale della realtà è il risultato di innumerevoli decisioni inconsce, automatiche e involontarie che avvengono nella mente. E' anche vero che certe astrazioni possono essere "comunicate", insegnate e condivise tra persone.
Il comportamento di un sistema (vivente o non vivente) dipende dalla sua costituzione e dalla sua struttura fisico-logica, cioè dal suo hardware, dal suo software, e dai modi in cui tali dimensioni si compongono, si combinano e interagiscono.
Per hardware intendo la dimensione materiale del sistema, costituita da masse (incluse, negli esseri viventi, sostanze chimiche organiche) ed energie, capaci di combinarsi e di trasformarsi le une nelle altre.
Per software intendo la dimensione immateriale del sistema, costituita da informazioni e logiche, cioè programmi, che possono innescare trasformazioni e movimenti di energie e di masse all'interno e all'esterno del sistema.
Per interazione intendo un cambiamento, cioè una differenza, nell'hardware e/o nel software, nello spazio e nel tempo, come il trasferimento o la trasformazione di masse, energie, composizioni chimiche o informazioni all'interno o all'esterno del sistema.
Il software non può sussistere senza un hardware in cui essere memorizzato e dal quale essere trasmesso ad altri hardware (interni o esterni al sistema).
Il funzionamento di un sistema dipende dalle caratteristiche (qualitative e quantitative) dei suoi componenti e dalla sua resilienza in caso di errori, mancanze, incidenti o mutazioni rispetto a certe norme strutturali. Tali norme definiscono la natura, le funzioni e le modalità di interazione del sistema, ovvero la sua ragion d'essere.
L'uomo, in quanto essere vivente, è un sistema composto a sua volta da sistemi di ordine inferiore (cioè organi, a vari livelli fino alla cellula) e interagisce con altri sistemi esterni da cui dipendono la sua vita e il suo benessere.
Credo che questo debba essere il quadro di riferimento scientifico e filosofico da cui partire per comprendere la natura umana in tutte le sue manifestazioni: fisiologiche, psicologiche, culturali, economiche, storiche ecc.. E' un paradigma cibernetico-ecologico, ispirato al pensiero di Gregory Bateson.