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La neurobiologia è l'anello di congiunzione e di integrazione tra psicologia e biologia.
Il sesto senso è l'interpretazione inconscia dei sentimenti altrui fornita dai neuroni specchio.
Da un certo punto di vista, la masturbazione è un esperimento neurologico in cui si osservano gli effetti delle simulazioni percettive sui processi emotivi e fisiologici.
Mentre dormiamo il cervello lavora per integrare le esperienze più recenti con quelle meno recenti, stabilire nuove relazioni logiche tra di esse e aggiornare di conseguenza i nostri automatismi cognitivo-emotivi ovvero le reazioni semantiche e sentimentali con cui risponderemo alle future esperienze.
Tutti i problemi tipicamente umani hanno una matrice sociale, cioè riguardano i rapporti con gli altri o sono causati dagli altri. Di essi si occupa o dovrebbe occuparsi la psicologia, che pertanto è sempre psicologia sociale. Una psicologia che non si occupa di problemi, o che prescinde dai rapporti sociali non è psicologia, ma neurologia.
A mio parere, per migliorare il nostro benessere e la nostra efficienza (sia a livello individuale che sociale) possiamo migliorare, entro certi limiti, sia il nostro hardware (cioè la parte organica, fisiologica, biochimica, materiale della nostra persona), sia il nostro software (cioè la sua parte logica, informatica, cognitiva, spirituale, motivazionale, conscia e inconscia). A tale scopo ci può essere d'aiuto la conoscenza dei sistemi neurologici di ricompensa connessi con la produzione di dopamina e di ossitocina, specialmente quelli riguardanti le ricompense sociali.
La neuroscienza non dice che l'uomo è fatto "soltanto" di cellule, e che la sua mente e "soltanto" una rete di neuroni, non esclude che vi siano "anche" entità misteriose e inconoscibili in gioco. Se la realtà è fatta di cose conoscibili e cose inconoscibili (come io credo) noi possiamo operare razionalmente e pragmaticamente su quelle conoscibili e non su quelle inconoscibili. Sarebbe già moltissimo progredire su tutto ciò che possiamo conoscere e c'è molto da fare in tal senso. Per quanto riguarda le cose inconoscibili (o ancora sconosciute) non possiamo operare razionalmente né discuterne in termini razionali, e ognuno può affidarsi al suo intuito, senza però farne materia di insegnamento o discussione razionale, altrimenti si fanno passare cose inconoscibili e sconosciute per conoscibili e conosciute, il che sarebbe un imbroglio.
Io ipotizzo che, oltre al fatto che gli ormoni neurotrasmettitori facilitano le comunicazioni tra neuroni, possa avvenire anche un processo inverso, cioè che una continua stimolazione delle comunicazioni tra neuroni ottenuta mediante opportune percezioni possa incrementare la secrezione dei neurotrasmettitori stessi, tra cui le endorfine, dando in tal caso luogo a sensazioni di piacere o euforia. Ciò spiegherebbe il piacere che può essere provocato dalla percezione di particolari configurazioni di immagini, testi e suoni. L'effetto potrebbe essere duraturo, analogamente allo sviluppo dei muscoli attraverso l'allenamento degli stessi. Si tratterebbe dunque di allenare le comunicazioni tra neuroni attraverso la lettura, la visione e l'ascolto di particolari oggetti, forme e informazioni allo scopo di rendere più efficaci ed efficienti le interconnessioni neurali (con effetti positivi sulla creatività e l'intelligenza), e di godere del piacere connesso alla conseguente secrezione di endorfine.