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Riflessioni di Bruno Cancellieri su

Realtà

22 articoli tratti dal blog "Il mondo visto da me"

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Illusione e realtà

Un'illusione può avere conseguenze reali.

Cose e processi

I processi sono più importanti delle cose.

Ritagli di realtà

Con un ritaglio di realtà si può dimostrare qualsiasi tesi.

Felicità e realtà

Si può essere realmente felici o infelici per motivi irreali.

Mappe della realtà

Ognuno crea le sue mappe della realtà, a volte copiando mappe altrui.

Grandezza e complessità del mondo

Il mondo è molto più grande e complesso di quanto possiamo immaginare.

Un insieme di oggetti

Il mondo è costituito da un insieme di oggetti. Cosa posso/voglio fare di ciascuno di essi?

Per comprendere la realtà.

La realtà non è comprensibile mediante un'unica disciplina scientifica o umanistica, o un'unica teoria.

Il senso degli accadimenti

Tutto ciò che accade ha senso, anche se il senso è a noi sconosciuto o incomprensibile. Il caso è parte di esso.

Realtà del piacere e del dolore

Tutto può essere illusorio, tranne il piacere e il dolore che sentiamo. Essi sono le uniche cose certamente reali. Tutto il resto è incerto.

Fiction vs. non-fiction

Perché in tutto il mondo si leggono più libri di fiction (narrativa) che di non-fiction (saggistica)? Perché la gente preferisce la finzione alla realtà.

Sui limiti di ogni esperienza

Ogni esperienza è estremamente limitata. Infatti non si può fare esperienza di tutta la realtà intorno a noi, ma solo di alcuni aspetti molto piccoli di essa.

Sull'oggettività della realtà

Il fatto che miliardi di orologi segnino la stessa ora (con pochi secondi di differenza) dovrebbe far ricredere chi pensa che non esista alcuna realtà oggettiva.

Sulla sincerità

Le persone avvedute non dicono quello che pensano veramente, solo i pazzi e gli sprovveduti lo fanno. Per questo c'è più realtà in molti romanzi che nelle normali conversazioni.

Realtà dell'informazione

L'informazione è sempre reale (anche quando dice cose false o irreali). Non esiste informazione virtuale. Un'informazione è una “differenza che fa una differenza” per chi la elabora.

Immaginazione e realtà

L'immaginazione è reale (in quanto meccanismo cerebrale) e ha effetti reali cognitivi ed emotivi (come, ad esempio, il godimento), anche se ciò che immaginiamo è spesso del tutto irreale.

Realtà come multifenomeno

La realtà è un multifenomeno, ovvero un'insieme, in parte ordinato e in parte caotico, di innumerevoli fenomeni, molti dei quali interdipendenti. Dato che una mente può cogliere solo una minima parte dei fenomeni e delle loro interazioni, dovremmo mostrare una maggiore umiltà intellettuale, ma purtroppo la mente non conosce i suoi limiti, e si sopravvaluta.

Realtà e semirealtà

La realtà è unica e oggettiva, ma la sua percezione è sempre parziale, soggettiva e perciò falsa, se pretende di essere esauriente e assoluta.

Quello che ognuno di noi considera realtà è una semirealtà di comodo.

Quando due individui dibattono tesi avverse, ciascuno cerca di imporre la propria semirealtà come realtà tout court.

Insomma, ognuno ha le sue ragioni e nessuno ha completamente ragione.

Reale e virtuale

Molti fanno l'errore di confrontare il virtuale (ad esempio gli incontri in internet) col reale come se fossero alternative mutualmente esclusive tra cui scegliere. Per me il virtuale è parte del reale e vi si può ricorrere quando il reale non è disponibile, o se è più soddisfacente del reale, o se aiuta a capire il reale o ad usarlo meglio. Virtuale e reale si intrecciano. Anche l'arte, la letteratura, il cinema, il teatro ecc. sono virtuali. Devono servire a migliorare il reale, non a sostituirlo.

Infinito e finitudine

La realtà è infinitamente grande, e di essa la coscienza può cogliere un solo dettaglio alla volta. La vita è finita, e ancor più la coscienza. Siamo piccole e temporanee parti di un tutto di cui possiamo conoscere solo alcuni aspetti.

Gli umani si dividono in due categorie: coloro che accettano la propria finitudine, e coloro che non l'accettano. Sia i primi che secondi s'illudono e illudono, s'ingannano e ingannano, desiderano l'impossibile e scambiano fantasie per realtà. Tuttavia per i primi è più facile accorgersi degli inganni e delle illusioni.

La particolarità della realtà e la saggezza

La realtà, ogni realtà, è fatta di molte parti. Nessuno può vederle tutte. Ci sono parti che nessuno vede, altre che solo alcuni vedono, altre che quasi tutti vedono.

Ognuno pensa e ragiona in base alle parti che riesce a vedere.

Quando due persone sono in disaccordo, ognuna ha ragione se si considerano solo le parti che essa vede.

Il disaccordo, infatti, il più delle volte non è dovuto ad un diverso modo di ragionare o ad una diversa logica, ma al fatto che alcune parti importanti di una realtà sono viste dall'uno e non dall'altro.

Le persone più sagge sono quelle vedono il maggior numero di parti.

Le sei dimensioni della realtà

Secondo me, tutto ciò che esiste (cioè è reale) si manifesta attraverso le seguenti sei dimensioni (o grandezze):

  • Spazio

  • Tempo

  • Energia

  • Materia

  • Informazione

  • Sentimento

Queste dimensioni sono interdipendenti. Infatti:

  • Lo spazio può essere definito solo in relazione al tempo e al movimento (cioè all'energia)

  • Il tempo può essere definito solo in relazione allo spazio e al movimento (cioè all'energia)

  • L'energia e la materia (o massa) possono trasformarsi l'uno nell'altro nel tempo e nello spazio. Senza spazio o senza tempo non ci potrebbero essere energia né materia né movimento.

  • L'informazione è l'essenza del DNA, che regola le varie forme di vita. La sua riproduzione è oggetto della vita, e la sua elaborazione oggetto dell'attività mentale conscia e inconscia e quindi dell'intelligenza sia della specie che dell'individuo. Senza informazione nessuna forma di vita sarebbe possibile, nessuna percezione dello spazio, del tempo o dell'energia e nessuna coscienza, idea, ragione o cognizione.

  • Il sentimento include i bisogni e il piacere e il dolore derivati dalla soddisfazione e insoddisfazione dei bisogni stessi. Esso ha un ruolo essenziale nella vita degli esseri dotati di sentimenti, come l'Uomo e gli animali superiori, nel senso che tali esseri non potrebbero vivere se privati della capacità di provare sentimenti, se non in uno vegetativo. Questi consistono essenzialmente in attrazione e repulsione verso qualcosa definito, elaborato o percepito informaticamente (istintivamente o culturalmente).

  • Qualunque cosa, anche una che non sono in sé portatrice di informazioni o sentimenti (come la materia e un oggetto non vivente), nel momento in cui viene percepita e/o interagita da un essere vivente, produce in esso informazioni e sentimenti. In particolare, qualunque cosa di cui un essere umano percepisce l'esistenza viene rappresentata nella propria mappa cognitivo-emotiva in relazione ad altri oggetti mentali preesistenti e determina le modalità di interazione con la cosa stessa.