Click the category to be added to the current post
_Altrui (151)
Adattamento (15)
Aiutare (16)
Alain de Botton (6)
Amare (129)
Amicizia (23)
Ansia (8)
Antropologia culturale (0)
Appartenere (302)
Apprendere (81)
Arroganza (77)
Arte (57)
Aspettativa (11)
Ateismo (15)
Attenzione (37)
Autocensura (32)
Autogoverno (47)
Autoinganno (45)
Automatismi (71)
Autorità (13)
Bellezza (92)
Bene e male (41)
Bias cognitivo (44)
Biologia (10)
Bisogni (640)
Bruno Cancellieri (10)
Caffè filosofico (75)
Cambiare (144)
Casualità (83)
Causalità (117)
Cervello (30)
Citazioni e aforismi (19)
Classificare (9)
Colpa (35)
Competere (225)
Complessità (56)
Comportamento (91)
Comprendere (103)
Comunicazione (185)
Comunità (64)
Condividere (168)
Confliggere (243)
Conformismo (116)
Conoscere (815)
Contesto (5)
Cooperare (117)
Coraggio (16)
Coscienza (237)
Creatività (49)
Criticare (67)
Cultura (80)
Democrazia (0)
Demoni (28)
Desiderare (78)
Dialogo (27)
Differenze umane (165)
Dignità (6)
Dio (10)
Diritti (9)
Disprezzo (32)
Domande (83)
Dominare (24)
Doppio vincolo (25)
Doveri (5)
Ecologia (41)
Economia (23)
Egoismo (14)
Empatia (45)
Essere (24)
Etica (369)
Evoluzionismo (27)
Falsità (94)
Fede (13)
Felicità (188)
Festa (20)
Filosofia (288)
Finalità (23)
Fisiologia (5)
Forma (22)
Fotografia (12)
Francese (36)
Frustrazione (0)
Futuro (42)
Gelosia (6)
Genetica (33)
Gerarchia (99)
Gioco (56)
Giudicare (234)
Giustizia (26)
Gradimento (19)
Gregory Bateson (17)
Gusti (6)
Idee (56)
Identità (105)
Illusione (62)
Imitare (85)
Immaginazione (65)
Inconscio (302)
Informatica (13)
Informazione (56)
Inganno (57)
Inglese (8)
Intellettuali (10)
Intelligenza (149)
Intelligenza artificiale (32)
Intelligenza artificiale (scritti da) (19)
Interagire (1230)
Interdipendenza (83)
Internet (10)
Introversione (19)
Invidia (9)
Irrazionale (12)
Letteratura (45)
Libero arbitrio (143)
Libertà (204)
Linguaggio (66)
Logica (115)
Luigi Anèpeta (14)
Manipolazione mentale (20)
Mappa cognitivo-emotivo-motiva (135)
Massa (10)
Materia (5)
Media (33)
Meditazione (21)
Memoria (30)
Mente (305)
Metainterazione (11)
Metapensiero (15)
Miglioramento della società (17)
Mimesi (10)
Misantropia (0)
Mistificazione (40)
Modelli (28)
Morte (56)
Motivazioni (189)
Musica (33)
Narrazioni (16)
Natura (45)
Natura umana (363)
Neuroscienza (10)
Noia (5)
_Nostampa (97)
Obbedienza (25)
Odio (22)
Ordine (16)
Orientarsi (10)
Partecipare (14)
Paura (127)
Paura di cambiare (30)
Pensare (220)
Percezione (48)
Personalità (17)
Piacere e dolore (332)
Placebo (10)
Poesia (54)
Politica (201)
Potere (89)
Pragmatismo (18)
Problemi (30)
Progresso (27)
Psicoanalisi (15)
Psicologia (233)
Psicopatia (77)
Psicoterapia (71)
Pubblicità (8)
Ragionare (125)
Realtà (22)
Reazioni (8)
Reciprocità (14)
Relazioni (196)
Religione (418)
Responsabilità (24)
Ripetizione (6)
Riproduzione (8)
Riti e rituali (54)
Ruoli sociali (45)
Sacralità (29)
Saggezza (120)
Salute (7)
Scegliere (124)
Scienza (61)
Scienze umane (8)
Scrivere (11)
Selezione sociale (5)
Semantica generale (8)
Sensibilità (7)
Emozioni e sentimenti (258)
Servire (9)
Sesso (35)
Sfida (15)
Significare (8)
Sistemi sociali (0)
Sistemica (222)
Social networks (12)
Socializzare (20)
Società (175)
Sociologia (9)
Software (10)
Solidarietà (18)
Solitudine (66)
Speranza (13)
Spiritualità (36)
Status (98)
Stimoli e reazioni (24)
Storia (21)
Stupidità (81)
Successo (18)
Tecnologia (18)
Tedesco (9)
Televisione (13)
Tempo (52)
Tradizioni (18)
Umorismo (65)
Utilità (14)
Valenza sociale (31)
Valutare (235)
Verità (179)
Violenza (35)
Vita (207)
Volontà (97)
Chiudi questo pannello
I nostri antenati non hanno fatto grandi danni all'ambiente perché non avevano i mezzi tecnici per farlo.
La tecnologia è troppo importante (nel bene e nel male) per lasciarla in mano ai tecnologi, ai tecnocrati e ai politici.
Grazie alle nuove tecnologie gli stupidi, i criminali e i dittatori possono fare molti più danni che in passato, a livello globale.
Il progresso tecnologico ci rende sempre più interdipendenti, e in tal senso più fragili e meno liberi, in quanto meno indipendenti.
Gli stupidi ci sono sempre stati, ma oggi, grazie allo sviluppo tecnologico, essi hanno un raggio di azione e di ricezione enormemente più ampio.
Gli antichi avevano tanti difetti, ma almeno avevano il senso del limite, che con la modernità abbiamo perso. La libertà e il progresso tecnologico ci hanno dato alla testa.
A scuola tutti dovrebbero imparare a programmare un computer e farlo comunicare con altri computer. Questo favorirebbe l'autogoverno e la comunicazione razionale tra esseri umani.
Finora la tecnologia ha generato disoccupazione e minor bisogno di interazione sociale. Spero che in futuro avremo una tecnologia che favorisca una maggiore occupazione e maggiore interazione sociale.
Ormai la tecnologia non è più al servizio dell'umanità, ma di pochi uomini a svantaggio di molti. Basta pensare all'enorme disoccupazione che produce. Non soddisfa più i bisogni primari, ma quelli indotti.
L'Uomo non ha bisogno di tecnologia, ha bisogno di certe cose che, in certi casi, possono essere ottenute più facilmente con l'aiuto di una tecnologia. Se la tecnologia diventa fine a se stessa e si dimenticano i bisogni che la tecnologia dovrebbe aiutarci a soddisfare, allora la società è malata.
Finora la tecnologia ha continuamente migliorato le condizioni di vita dell'umanità, ma siamo arrivati ad un punto tale che in futuro, se non controllata, potrebbe peggiorarle, perché è diventata troppo potente e può fare danni enormi su vasta scala, a livello globale, cosa che in passato non era possibile che in piccola scala, a livello locale.
Comunemente si crede che l'aggiunta del suono al cinema inizialmente muto e l'aggiunta del colore al cinema e alla TV inizialmente in toni di grigio siano stati grandi progressi per l'umanità. Io credo che questi progressi tecnologici abbiamo nuociuto alla capacità di immaginazione e abbiano reso la gente mentalmente più passiva e manipolabile.
Per quanto riguarda la tecnica sono previsti i seguenti ruoli: utente, tecnico, tecnologo, tecnocrate. Poi ci sono gli oppositori, che considerano la tecnica un pericolo per l'umanità. Ho il sospetto che questi ultimi odino la tecnica perché non sono abbastanza intelligenti per capire come si usa, giacché ogni tecnica richiede un certo apprendimento e un certo intuito.
Quando ero bambino nessuno sentiva la mancanza di uno smartphone, nessuno ne aveva bisogno, e a nessuno veniva in mente che uno smartphone potesse renderci più felici o alleviare le nostre sofferenze. E così è stato. Infatti lo smartphone, in generale, non ci ha reso più felici né ha alleviato le nostre sofferenze anche se ha facilitato la soluzione di qualche problema.
Non è che l'uomo di oggi sia più stupido o meno saggio di quello del passato. Il problema è che i mezzi tecnologici di cui l'uomo oggi dispone consentono alla sua stupidità di fare molti più danni. Infatti la tecnologia attuale dà più potere, molto più potere, agli stupidi, consentendo una maggiore diffusione della stupidità (danni culturali) e una maggiore distruttività dell'ambiente (danni ecologici).
Oggi siamo liberi di fare una grande quantità di cose che solo venti anni fa erano impensabili. Il numero di opzioni è aumentato immensamente. Siamo quindi più liberi che in passato? Quantitativamente sì. Ma qualitativamente? Le nuove opzioni che la tecnologia (e Internet in particolare) ci offre corrispondono ai nostri bisogni? In quale misura Internet ci aiuta a soddisfarli? Di cosa abbiamo veramente bisogno? Non ho dubbi in proposito: abbiamo bisogno di migliori rapporti umani e non so in quale misura le nuove tecnologie ci aiutino in tal senso. Non molto, mi pare.
Il progresso della tecnica è molto più veloce di quello dell'intelletto medio dell'umanità che può farne uso. Ne consegue un utilizzo sconsiderato e pericoloso degli strumenti tecnologici.
Infatti oggi non solo disponiamo di mezzi di distruzione di massa dell'uomo e della natura, ma qualunque idiota ha la possibilità di diffondere le sue idee raggiungendo potenzialmente, gratuitamente, miliardi di persone.
Questa situazione permette la formazione di comunità numerose di idioti uniti intorno a narrazioni tanto semplici quanto false, e distruttive per la convivenza civile.