Il mondo visto da me - 2017
762 articoli postati nel 2017
2017-01-01 Interagire | Invidia
Ci sono persone che inconsapevolmente non sopportano che qualcuno sia più felice di loro. La considerano un'ingiustizia nei loro confronti, o un peccato da punire.
Si tratta di una vera e propria invidia della felicità. Nelle sue forme più estreme essa si esprime nel terrorismo omicida; in quelle più comuni nel disprezzo e nella negazione dell'amore.
L'invidioso della felicità altrui non sopporta specialmente che qualcuno possa essere più felice con altre persone o seguendo idee o morali diverse dalle proprie.
A volte, non potendo esprimere apertamente il proprio odio, per giustificare il suo malumore e la sua freddezza verso i felici o per espiare il suo senso di colpa per i suoi sentimenti ostili, l'invidioso della felicità altrui ha una depressione nervosa, vera o finta.
2017-01-02 Tradizioni
Tento di dare la mia spiegazione del fenomeno dei botti di Capodanno, che secondo me è molteplice.
Innanzitutto è una cosa che molti fanno semplicemente perché è tradizione, senza conoscerne l'origine e senza che essa abbia (ancora) un senso. Qualunque azione fatta insieme ad altri e come la fanno gli altri costituisce (in questo caso inconsciamente) un rituale di appartenenza ad un gruppo sociale. Non importa la forma del rituale in sé, quello che conta è la simultaneità e la conformità degli atti rispetto a quelli altrui. Quindi lo scopo dei botti, come pure quello dell'albero di Natale, sarebbe di confermare la propria appartenenza al gruppo, o a una certa "umanità", soddisfacendo, almeno provvisoriamente, il proprio bisogno di appartenenza e integrazione sociale, uno dei bisogni più potenti dell'essere umano.
In secondo luogo, i "botti" sono espressione di virilità, potenza, aggressività, temibilità. Sparando ci si sente più potenti, come quando si guida un'auto o moto di grossa cilindrata. I botti soddisfano quindi, in modo illusorio, il bisogno di potenza e di competitività, altro bisogno importante dell'essere umano, ma anche di molti animali, che urlano o si battono il petto o scalciano per far capire agli eventuali rivali di essere più forti di loro.
Probabilmente ci sono altri meccanismi e spiegazioni possibili che ora non mi vengono in mente.
2017-01-03 Interagire | Natura umana | Relazioni
Ogni cosa o persona è in relazione con qualche altra cosa o persona.
La relazione può essere di vario tipo, come, ad esempio: attrazione, repulsione, cooperazione, unione, respingimento, congiunzione, difesa, offesa, distruzione, istruzione, oppressione, sfruttamento, limitazione, contenimento, alimentazione, guida, conformazione, alleanza, ostilità, opposizione, asservimento, appartenenza comune, e, in generale, scambio di masse, sostanze, energie, informazioni, beni o servizi.
La qualità delle relazioni dipende dalla natura delle cose o persone interessate dalla relazione stessa. La natura degli esseri umani è la più complessa, variabile e la meno conosciuta da essi stessi.
2017-01-03 Motivazioni | Gerarchia | Media
Dietro ogni attività ed espressione umana sono rilevabili ogni sorta di conflitti e alleanze di interessi.
Consideriamo, ad esempio, i giornali e i loro contenuti, cioè gli articoli e la pubblicità. Perché esistono i giornali? Perché esiste la pubblicità? Perché un giornalista scrive un articolo? A chi giovano queste cose? A chi le produce o a chi le usa? Non c'è dubbio che giovino a chi le produce, altrimenti non le produrrebbero. Dobbiamo allora chiederci se, e in che misura, esse giovino anche a chi le legge, e perché.
Io suppongo che il giornale rappresenti la comunità e serva ad informare i suoi membri sui valori e le regole della comunità stessa. Vale a dire: le gerarchie politiche, morali, estetiche ed economiche, i mercati e i prezzi, ovvero i valori di ogni cosa, cosa è "in" e cosa "out", bello e brutto, buono e cattivo, desiderabile e spaventoso, glorioso e infame e, soprattutto, cosa fanno gli altri, i rapporti di forza, la distribuzione delle ricchezze e del potere ecc.
Dobbiamo allora chiederci, con quale criterio vengono scelte le informazioni, cioè di cosa parlare e come parlarne, e di cosa tacere, dal momento che la scelta può favorire o danneggiare certe persone piuttosto che altre.
Le risposte a queste domande possono rivelare motivazioni più o meno oneste, meschine e malvagie, che possono nuocere al bene comune favorendo particolari persone o gruppi.
Una motivazione molto comune è quella di distrarre le masse e impedire che capiscano la realtà della propria situazione ed evitare che cerchino di cambiare lo status quo. Insomma, una motivazione conservatrice. Altre volte la motivazione può essere quella di cambiare l'assetto politico-sociale a favore di un certo partito o gruppo di persone. Nel migliore dei casi la motivazione può essere progressista, cioè a favore del bene comune attraverso riforme di leggi, atti di governo o cambiamenti di mentalità nella gente, ma ciò è piuttosto raro.
2017-01-03 Cambiare
La coerenza è una virtù solo se si è coerenti in un comportamento virtuoso, utile, soddisfacente. Essere coerenti nell'errore sarebbe infatti un vizio. Perciò, a meno che uno non sia perfetto, l'incoerenza può essere una salvezza, il segno di un ravvedimento, di un miglioramento, della cessazione di un errore, di un progetto inutile o dannoso, e uno slancio di creatività.
2017-01-04 Interagire | Appartenere | Relazioni
La relazione è il prodotto e il motivo dell'interazione. La seconda è molto più importante della prima perché senza l'interazione non si ottiene la relazione, o questa non può essere mantenuta se non come ricordo.
La relazione è uno stato, mentre l'interazione è un cambiamento di stato, è dinamismo, ovvero scambio di masse, sostanze, energie, informazioni, beni o servizi.
La vita, che è un fatto dinamico, dipende dalle interazioni, non dalle relazioni, anche se, nei rapporti umani certe interazioni sono condizionate da certe relazioni.
I rapporti umani sono dunque circolari nel senso che consistono in un continuo passaggio da interazione a relazione e da relazione a interazione.
L'appartenenza, che è una relazione fondamentale per un essere umano, è dunque anch'essa dipendente da interazioni, le quali, a loro volta, dipendono da certe appartenenze e non sono possibili al di fuori di esse.
Anche nella sfera dei sentimenti, e in particolare nel piacere e nel dolore, l'interazione è più importante della relazione, e ciò che più piace o dispiace non è l'aver ottenuto una relazione ma l'interazione che ha permesso di ottenerla, cioè non lo stato raggiunto ma il suo raggiungimento, cioè il cambiamento di stato.
Per questo è più piacevole una relazione instabile, che ha bisogno di essere mantenuta attraverso una frequente interazione, che una stabile che, una volta ottenuta, non può più essere alterata o eliminata, anche senza fare alcunché.
Una relazione, per dare piacere e mantenersi, deve dunque essere "frequentata" cioè confermata per mezzo di interazioni frequenti.
2017-01-07 Mappa cognitivo-emotivo-motiva
A volte la mattina, svegliandomi, mi sento cambiato rispetto a come ero il giorno precedente. Ciò avviene in quanto le esperienze fatte ogni giorno vengono, durante il sonno, elaborate e integrate nella memoria a lungo termine. Se tali esperienze sono inusuali, questo processo causa, in certa misura, un cambiamento della mappa cognitivo-emotiva della persona e, di conseguenza, della sua visione del mondo e del suo comportamento.
2017-01-07 Falsità
L'ignoranza e la falsità sono contagiose, anzi, epidemiche. Intere popolazioni possono esserne affette, con percentuali di casi vicine al 100%. L'ignoranza e la falsità si trasmettono soprattutto attraverso l'educazione familiare e scolastica, e i mezzi di comunicazione di massa.
2017-01-09 Natura umana
Secondo me, per migliorare la società occorre una conoscenza di base della natura umana da parte della maggioranza della gente. Sulla natura umana, sul modo in cui funzioniamo, c'è una profonda e molto diffusa ignoranza. Se non capiamo come funzioniamo non riusciamo a gestire né noi stessi, né la società e continueremo a fare gli errori che la storia inutilmente ci mostra.
2017-01-09 Intelligenza
L'intelligenza è la capacità di comprendere fenomeni complessi. Più un fenomeno è semplice, più basso è il livello di intelligenza richiesto per comprenderlo. Molte persone si illudono di capire fenomeni la cui complessità supera i limiti della propria intelligenza. Ciò avviene quando esse semplificano un fenomeno complesso fino al punto da poterlo comprendere, e non si rendono conto che il fenomeno così compreso non è quello reale, ma una sua semplificazione di comodo.
2017-01-10 Politica
Credo che da un cambio di mentalità delle masse possa derivare un cambio di assetto politico-sociale, mentre non credo nel contrario, cioè che da un cambio di assetto politico-sociale possa derivare un cambio di mentalità delle masse. D'altra parte non si può imporre un nuovo assetto politico-sociale contro la volontà delle masse, che lo boicotterebbero, come la storia insegna a chi vuol vedere. Si tratta dunque di indurre le masse a ragionare in modo sano e in questo la politica è impotente, se non attraverso una riformata pubblica istruzione, sin dalle scuole elementari. Questo è, grosso modo, anche il pensiero di Luigi Anepeta.
2017-01-11 Mappa cognitivo-emotivo-motiva
Provo a immaginare di avere una mappa cognitivo-emotiva diversa dalla mia, di reagire in modo diverso da come sono abituato, di vivere la vita di un'altra persona. Provo a immaginare di avere la mappa cognitivo-emotiva che vorrei. Se ci riesco sono libero e potente.
2017-01-11 Mappa cognitivo-emotivo-motiva
Io ho una certa mappa cognitivo-emotiva che determina le mie reazioni automatiche alle situazioni e agli eventi che percepisco.
Voglio cambiarla? Posso farlo? Dovrei farlo? Mi conviene farlo? In quale misura? In quali parti?
2017-01-11 Politica | Umorismo
Mi pare che Beppe Grillo, nonostante la sua carriera di comico, da quando è diventato capo di una grande forza politica in termini elettorali, abbia completamente perso il senso dell'umorismo e soprattutto dell'auto-umorismo. Io ho imparato a diffidare, in tutti i contesti umani, di chi non ha il senso dell'umorismo e si prende troppo sul serio. Le attuali vicende del M5S mi stanno dando ragione.
2017-01-13 Mappa cognitivo-emotivo-motiva
La mappa cognitivo-emotiva è il cuore di un meccanismo automatico simile ad un navigatore satellitare sempre attivo che ci guida, e che il nostro io cosciente può decidere di seguire o non seguire, mantenere o aggiornare.
2017-01-14 Mappa cognitivo-emotivo-motiva | Poesia
Nel mezzo del cammin di questa vita
mi ritrovai di fronte alla domanda
se fosse ben cambiare la mia mente
perché reagisca meglio a ciò che vede
e più sereno e savio in conseguenza
sia l'agir mio con altri e con me stesso.
Cambiar potevo ormai come volevo,
ma il voler mio non m'era ancora chiaro
e non sapea cosa voler volea.
Decisi allor di non cambiar programma
finché un sentor non me l'avesse detto
e intanto il mondo intorno a me guardare
senza una meta e senza giudicare.
2017-01-14 Pensare
L'ambiente in cui ci troviamo influenza il nostro pensiero, cioè a cosa e in che modo pensiamo. Per pensare in modo nuovo conviene dunque viaggiare, spostarsi in un nuovo ambiente o osservare cose nuove.
2017-01-18 Interagire | Relazioni | Gerarchia
Ogni essere umano ha uno o più ruoli nelle relazioni di coppia, famiglia, comunità, società, umanità, perché ognuno di questi contesti è un sistema, ognuna delle cui parti interagisce con altre per scambiare informazioni, servizi, beni, oggetti, sostanze, energie al fine di un comune interesse, che è principalmente quello della sopravvivenza e dell'esercizio delle funzioni caratteristiche della propria specie biologica. Queste ultime vengono esercitate attraverso la ricerca della soddisfazione dei bisogni individuali innati e acquisiti.
I ruoli umani riguardano diversi tipi di relazione e di interazione. Per esempio, le gerarchie (ovvero chi comanda a chi, e, di conseguenza, chi obbedisce a chi), le appartenenze a certe categorie, chi guida e chi segue, chi dà e chi riceve, chi offre e chi prende, chi vende e chi compra, chi insegna e chi apprende, chi possiede cosa, chi giudica, chi governa, chi definisce le regole etiche ed estetiche e chi le segue, chi è responsabile di cosa, i diritti e i doveri, gli obblighi e i divieti, i privilegi, le libertà e i vincoli ecc.
Il ruolo di ciascuno è conosciuto poco e male dagli interessati. E' spesso inconscio, mistificato, variabile, incostante, molteplice, conflittuale. Esso viene svolto per lo più in modo inconsapevole, involontario ed automatico.
Il ruolo è solitamente complesso. Per ciascuno c'è infatti il ruolo reale, quello percepito, quello desiderato e quello riconosciuto e accettato da sé stesso e da ciascun altro.
Le interazioni umane sono basate sui ruoli delle persone in gioco. L'interazione è pacifica quando c'è un accordo sui rispettivi ruoli ed essi vengono svolti nel rispetto di quanto convenuto. L'interazione è invece conflittuale e/o violenta quando c'è disaccordo sui rispettivi ruoli o questi vengono svolti in modo diverso da come convenuto, contro la volontà di una o di entrambe le parti.
Il benessere dell'Uomo dipende dalla qualità delle sue relazioni e interazioni con i propri simili. Per migliorare i rapporti umani occorre una maggiore conoscenza, consapevolezza e negoziazione dei ruoli di ciascuno, e ciò può comportare la messa in discussione e il rifiuto di ruoli assegnati dall'educazione familiare e istituzionale, e dalle tradizioni e gli usi delle comunità di appartenenza.
2017-01-19 Emozioni e sentimenti | Mappa cognitivo-emotivo-motiva
NOTA: col termine sentimenti mi riferisco anche alle emozioni e alla capacità di provare piacere e dolore in qualsiasi forma, più o meno fisica o mentale.
I sentimenti sono involontari e determinati dalla costituzione fisica e mentale dell'individuo. Costituiscono risposte a percezioni, interazioni ed eventi esterni ed interni. Sono controllati da un "programma" simile a quello di un computer, che io chiamo "mappa cognitivo-emotiva" e che, a seconda della situazione o dell'evento, genera automaticamente un certo sentimento o insieme di sentimenti, a volte conflittuali a volte concordanti.
I sentimenti, insieme con il ciclo riproduttivo, sono ciò che distingue un essere vivente da un essere non vivente, compresi i computer, i quali, notoriamente, non hanno sentimenti.
Attraverso i sentimenti la natura ci obbliga a fare il nostro dovere di membri della nostra specie biologica. Infatti i sentimenti accompagnano e segnalano la soddisfazione o insoddisfazione dei nostri bisogni innati e acquisiti.
Per un essere umano i sentimenti sono la cosa più importante. Senza di essi la vita non avrebbe senso e la nostra specie si estinguerebbe.
2017-01-19 Bias cognitivo
Le mezze verità sono più pericolose delle falsità totali, perché una verità parziale può facilmente nascondere falsità e lacune.
Una mezza verità è una mezza falsità.
2017-01-19 Natura umana
La vita umana è molto più complicata di quella di qualsiasi altro animale, e gli esseri umani differiscono tra loro molto più di quanto differiscano tra loro gli altri animali di una stessa specie per quanto riguarda le motivazioni, le cognizioni, i sentimenti, l'organizzazione e le interazioni sociali. Questo perché nell'uomo gli istinti innati sono molto più deboli delle motivazioni e dei problemi risultanti dall'apprendimento.
2017-01-20 Giudicare | Autocensura | Adattamento
Ogni essere umano è giudicato dagli altri per ciò che pensa, sente, ama, odia, crede, dice, fa ecc. e per ciò che non pensa, non sente, non ama, non odia, non crede, non dice, non fa, ecc.
Dal risultato del giudizio dipende il reciproco atteggiamento e comportamento di attrazione o repulsione, accettazione o rifiuto, premio o punizione, amicizia o inimicizia, simpatia o antipatia, pace o guerra, solidarietà o indifferenza ecc.
Di conseguenza, ogni essere umano cerca di prevedere e prevenire il giudizio altrui sulla propria persona, auto-giudicandosi, consciamente o inconsciamente.
Dal risultato dell'auto-giudizio (che possiamo chiamare autocensura) e dalle proprie inclinazioni dipende l'eventuale sottomissione, adattamento, resistenza o ostilità rispetto alle aspettative altrui.
2017-01-20 Attenzione
Intorno a me tante cose chiedono attenzione. Persone, merci, libri, giornali, cartelli pubblicitari, musiche, opere d'arte, ogni cosa chiede attenzione e offre qualcosa. A chi o cosa dovrei offrire la mia attenzione?
2017-01-20 Etica | Media
In quest'epoca di libertà morale ed economica sfrenate e di informazioni travolgenti, incontrollabili, irresponsabili, soverchianti, interessate, opportuniste, superficiali, parziali e ingestibili, dove la quantità, l'accessibilità e la disponibilità umiliano la qualità, dovremmo ancorarci a principi morali sicuri, stabili, oggettivi, e a fonti di informazione autorevoli e affidabili. Senza un'àncora siffatta, andiamo alla deriva, al naufragio, al disfacimento della civiltà.
2017-01-23 Interagire | Società
Dato che il mondo è un sistema di sistemi, ogni essere (vivente o no) può facilitare o difficilitare [cioè rendere difficile] l'esistenza di altri esseri della stessa o di altre specie. Limitatamente agli organismi viventi, questo pensiero diventa: ogni organismo può facilitare o difficilitare la vita di altri organismi della stessa o di altre specie. Parlando di esseri umani, il pensiero diventa: ogni essere umano può facilitare o difficilitare la vita di altri esseri umani. È un potere, e quindi una responsabilità, che ognuno di noi ha, non ce ne dimentichiamo. E quando ci chiediamo la causa del malessere di una persona, la risposta è sempre duplice: la causa è interna ed esterna, cioè dipende da come quella persona vede e tratta se stessa, gli altri e il mondo e, allo stesso tempo, di come gli altri la vedono e la trattano, e vedono e trattano se stessi e il mondo.
2017-01-27 Bellezza | Giustizia
Il corpo di una bella donna (e in misura minore quello di un bel uomo ) ha un valore di mercato che sarebbe sciocco ignorare e dal quale la bella persona trae un innegabile vantaggio in termini di competitività nella ricerca del partner sessuale e anche non sessuale. Le persone meno belle considerano questo fatto un'ingiustizia nei loro confronti ma dovrebbero capire che ad essere ingiusti non sono gli esseri umani, ma la natura e il caso, ovvero la fortuna. Perciò non dovrebbero risentirsi verso chi ad esse preferisce altre persone più belle.
2017-01-27 Percezione
Più alto è il punto di vista, più cose e più piccole si vedono; più è basso, meno cose e più grandi.
2017-01-27 Natura umana
Il giorno della memoria è importante e utile, ma non basta. Bisognerebbe insegnare nelle scuole dell'obbligo quanto l'Uomo è ancora oggi stupido e cattivo e com'è fatta la natura umana. S'insegna la natura che ci circonda, ma non quella umana, cioè come funziona la nostra mente. Eppure la seconda è più importante della prima per evitare tragedie di massa.
2017-01-28 Natura umana
È pericoloso parlare di natura umana con un essere umano, perché è parlare di lui, ed è facile offenderlo dicendo la verità.
2017-01-29 Interagire
Consciamente o inconsciamente ogni umano percepisce e qualifica ogni altro umano, rispetto a se stesso, come più o meno amico o nemico, utile o inutile, superiore o inferiore, competitivo o non competitivo, pericoloso o non pericoloso, temibile o non temibile, sincero o falso, misterioso o chiaro, conosciuto o sconosciuto, buono o cattivo, bello o brutto, attraente o repellente, dispensabile o indispensabile, compatibile o incompatibile, concordante o dissonante, piacevole o doloroso, stimolante o noioso, comprensibile o assurdo, stancante o riposante, stressante o calmante, inquietante o rassicurante ecc.
A ciò va aggiunto il fatto che ogni essere umano fa delle supposizioni sul modo in cui è percepito e qualificato da ogni altro.
2017-01-31 Tempo
È passato un altro giorno. Come l'ho usato? Come mi ha usato?
2017-01-31 Potere
Immagina che una persona A abbia un potere assoluto su una persona B, e possa costringerla a fare qualunque cosa senza che B possa ribellarsi o resistere, nemmeno con l'aiuto di altri. Immagina dunque che A possa fare di B un suo schiavo. Pensi che ci rinuncerebbe se nessun altro avesse qualcosa in contrario? Avere uno schiavo gratuito e incapace di resistere o ribellarsi, cosa si può desiderare di più? È ciò che miliardi di uomini hanno fatto con le loro mogli prima che le donne si emancipassero e ribellassero.
2017-01-31 Attenzione
Intorno a me tante cose chiedono attenzione. Persone, merci, libri, giornali, cartelli pubblicitari, ogni cosa mi chiede e offre qualcosa. A chi o cosa dovrei dare la mia attenzione?
2017-02-01 Giudicare
Vorrei cercare di spiegare i motivi per cui l'Olocausto ha un trattamento privilegiato nelle celebrazioni e nelle analisi sociologiche di genocidi, al di là degli interessi degli ebrei.
Secondo me i motivi hanno a che vedere con le condizioni e i modi vicini nel tempo e nello spazio, eccezionali, inusitati, ai limiti dell'assurdo, in cui è avvenuto questo particolare genocidio, che lo rende più eclatante, inquietante e, in un certo senso, istruttivo da un punto di vista di psicologia sociale. Non credo vi sia stato nulla di simile nella storia dell'umanità. Gli elementi eccezionali e rilevanti sono, secondo me:
- La vicinanza nello spazio e nel tempo rispetto a noi europei. Infatti ho scritto altrove che l'empatia è inversamente proporzionale alla distanza.
- La comunità ebraica era perfettamente integrata nel tessuto sociale tedesco, sia culturalmente che economicamente.
- Il genocidio è avvenuto ad opera di uno dei popoli più civili ed istruiti del pianeta
- Una propaganda a mezzo stampa, radio, cinema e raduni di massa ha convinto milioni di persone che gli ebrei fossero non umani e la causa principale dei problemi economici della Germania
- Il genocidio è stato consumato mediante un'organizzazione governativa razionale, sistematica, a cui hanno partecipato direttamente o indirettamente, attivamente o passivamente, tantissime persone
Per tali motivi questo genocidio ci (mi) sconvolge molto più di altri più lontani e con attenuanti (di tipo culturale, non morale) più comprensibili.
2017-02-02 Emozioni e sentimenti
Io credo che l'essere umano, per funzionare, abbia bisogno di passioni, cioè di spinte a fare certe cose, a comportarsi in un certo modo, a cercare certe cose, a costruire, distruggere, legare, sciogliere, scegliere ecc. non secondo decisioni razionali e coscienti, ma per effetto di un
sentimento di dovere, necessità, fascinazione, assoluto.
Un essere umano senza passioni è una macchina senz'anima, sentimentalmente morta, non ha uno scopo autentico, ed è soggetto alla volontà di chi si è impadronito della sua mente.
Le passioni non sono sempre evidenti, spesso sono inconsce, nascoste, mistificate, anestetizzate, rimosse.
Una passione può essere costruttiva o distruttiva, per cui, per il nostro benessere e la nostra sicurezza può essere necessario combattere contro le passioni distruttive nostre e altrui, come pure contro l'assenza di passioni, e tale lotta potrebbe costituire essa stessa una passione.
2017-02-02 Mappa cognitivo-emotivo-motiva
Noi non ricordiamo ciò che abbiamo realmente visto o udito ma il risultato della nostra elaborazione e valutazione inconscia, cognitiva ed emotiva, di ciò che abbiamo concretamente visto o udito.
In altre parole, ciò che ricordiamo sono le forme e i modelli astratti (cognitivi ed emotivi) che riconosciamo nelle forme concrete che percepiamo e che immediatamente dimentichiamo.
Il cuore della memoria è la mappa cognitivo-emotiva, in cui sono memorizzate le forme e i modelli astratti che siamo in grado di riconoscere, e i possibili collegamenti tra di essi.
La mappa cognitivo-emotiva determina le nostre reazioni automatiche a ciò che percepiamo.
Per concludere, memoria e mappa cognitivo-emotiva sono strettamente legate o sono forse la stessa cosa.
Ne consegue che per cambiare la mappa cognitivo-emotiva occorrono nuove memorie, cioè nuove esperienze con associazioni cognitivo-emotive diverse.
2017-02-02 Interagire
Quando acquistiamo qualcosa ci sentiamo inconsciamente integrati nella società perché riceviamo dal venditore un riconoscimento in tal senso. Infatti lo scambio o commercio di beni o servizi è uno degli scopi della società e una dimostrazione del suo funzionamento.
Ecco perché siamo spesso motivati a comprare anche cose di cui non abbiamo veramente bisogno: perché abbiamo bisogno di vedere confermata la nostra appartenenza ad una società, e l'acquisto di un bene o servizio è un modo per ottenere tale conferma.
2017-02-03 Giudicare
Vorrei lamentarmi di qualcuno ma sono talmente tante le persone di cui ci sarebbe da lamentarsi (me compreso), che alla fine non mi lamento di nessuno. Volendo proprio lamentarmi, mi lamento di chi si lamenta.
2017-02-03 Autogoverno
Un essere umano non può essere sempre attivo (nel senso di autogovernarsi) ma ha bisogno di alternare momenti di attività con momenti di passività, nel senso di lasciarsi guidare da agenti o fonti di stimolazione esterni, come uno spettacolo, un capo, un insegnante, un film, un libro ecc. Inoltre ha bisogno di riposare quando è stanco.
2017-02-04 Natura umana
L'uomo non è qualcosa di unitario e coerente, ma un contenitore di anime (che io preferisco chiamare agenti mentali inconsci) che spesso si contraddicono. Dovremmo smettere di criticare l'incoerenza, che è uno dei tratti più comuni e genuini dell'umanità, quindi più "umani". Solo gli animali, le piante e le cose senza vita sono più coerenti degli esseri umani.
2017-02-04 Emozioni e sentimenti
Io non credo che sia utile differenziare emozioni e sentimenti. Penso che le emozioni siano particolari forme di sentimenti o viceversa, e che ci sia una interdipendenza tra tali forme. E' vero, si differenziano per intensità, durata, stabilità, ma che serve sapere se un certo moto dell'animo è un'emozione o un sentimento? Entrambi sono importanti e vanno rispettati, esplorati, compresi, discussi.
2017-02-05 Morte
La morte è un ringiovanimento totale, è tornare allo stato prenatale, cioè a ciò che si era prima di nascere, prima ancora di essere concepiti.
2017-02-05 Politica
Il presidente degli USA che disprezza come "ridicola" mediante un tweet (1) una decisione della magistratura è un fatto emblematico della rovina morale che incombe sul popolo americano. E' come se cento anni fa Hitler avesse inviato un telegramma a tutti i cittadini tedeschi per dire che il presidente della repubblica di Weimar è un coglione.
(1) messaggio di testo avente una lunghezza non superiore a 140 caratteri, usato nel social network Twitter
2017-02-05 Morte
Forse la morte è il ritorno all'eternità dopo una brevissima pausa.
2017-02-06 Interagire
Quando la persona che amiamo non si comporta come ci aspettiamo, scatta la nostra ritorsione che può essere aggressiva oppure vittimistica. Nel primo caso minacciamo o iniziamo la separazione, nel secondo mostriamo le ferite reali o immaginarie che l'altra persona, secondo noi, ci ha inflitto.
2017-02-06 Verità
La verità non è ciò che si dice, ma ciò che si fa.
2017-02-06 Religione
Il mondo non può permettersi religioni che considerano le altre come nemiche, e il proprio popolo come eletto da Dio; religioni che, nei loro libri sacri come la Bibbia e il Corano, istigano al genocidio e a tanti altri crimini (ad esempio, contro gli omosessuali). Per fortuna i più non li leggono o non li prendono sul serio.
Se proprio abbiamo bisogno di religioni dobbiamo inventarne di nuove, in cui non esista la divisione tra "noi" e "loro", tra il vero dio e i falsi dei, e in cui l'uomo non debba punire i peccatori né fare da intermediario tra Dio e gli altri uomini.
2017-02-06 Comunicazione
Le parole si interpretano, i fatti si misurano.
2017-02-08 Sistemica
Io vedo la società umana come un sistema di individui intercomunicanti caratterizzati e animati da bisogni, paure, percezioni, visioni, memorie, alleanze, ostilità, aspettative, pretese, gusti, attrazioni, repulsioni, cognizioni, narrazioni, piaceri, dolori ecc. aventi per oggetto e motivo sopratutto altri individui e le loro interrelazioni.
Io vedo ogni individuo, a sua volta, come un sistema di organi fisici e mentali che reagisce agli eventi che percepisce, e interagisce con altri individui, secondo quanto scritto in un suo sottosistema che io chiamo mappa cognitivo-emotiva, che si forma e si modifica con le esperienze.
Il funzionamento del sistema individuo e quello del sistema società mi sembrano regolati dallo scambio e dalla elaborazione di informazioni a tutti i livelli, da quello cellulare a quello interpersonale, informazioni riguardanti il passato, il presente e il futuro proprio e altrui.
2017-02-08 Natura umana | Conformismo
A parte i significati definiti nei vocabolari, per me "normale", in senso psicologico, è un modo di essere e di comportarsi usuale, comune, ordinario, caratteristico della maggioranza di una popolazione o gruppo sociale, che la maggioranza si sente motivata a imitare e rispetto al quale ha consciamente o inconsciamente paura di differenziarsi, come se, comportandosi in modo troppo diverso dal normale rischiasse di essere emarginata, esclusa, giudicata come immorale, o punita in qualche modo. La normalità è il modello di riferimento del conformismo. Per questo molti sentono il bisogno profondo di essere, o almeno sembrare, normali.
2017-02-10 Intelligenza
Spesso consideriamo assurde o false cose che non siamo abbastanza intelligenti, istruiti e sani di mente per comprendere. Tuttavia, se siamo abbastanza intelligenti, istruiti e sani di mente, siamo in grado di capire che certe affermazioni a cui altri credono sono false o assurde. In ogni caso è controproducente dire cose che i nostri interlocutori non sono abbastanza intelligenti, istruiti e sani di mente per comprendere.
2017-02-10 Differenze umane
Quando due persone volano a quote molto diverse, le loro rotte non s'incontrano mai.
2017-02-11 Felicità
La felicità non esiste, ma esistono momenti felici.
2017-02-11 Bisogni
La mia vita è determinata dalle interazioni tra me e gli altri, le quali sono, a loro volta, determinate dai miei bisogni e da quelli altrui, da quanto essi sono compatibili, conflittuali o sinergici, e dalle possibilità di armonizzarli e conciliarli attraverso negoziazioni, accordi e compromessi, tenendo conto del fatto che per soddisfare i miei bisogni è indispensabile la collaborazione altrui.
Perciò è importante conoscere i miei bisogni e quelli altrui, soprattutto quelli inconsci e quelli nascosti.
2017-02-11 Idee
Nessuna cosa, persona o idea è sufficiente, nessuna può bastare, se non per il momento.
2017-02-11 Bisogni | Mappa cognitivo-emotivo-motiva

2017-02-12 Arroganza
Sono triste quando tanti gioiscono di qualcosa che a me non piace e che trovo di un livello culturale decisamente basso. Per me è una gioia condividere con altri cose che mi piacciono (sia esteticamente che eticamente), è invece una tristezza non poter condividere ciò che piace agli altri e non a me. L'essere umano (me compreso, ovviamente) ha bisogno di appartenere, condividere e partecipare socialmente (gli spettacoli pubblici servono soprattutto a questo), di conformarsi alle forme di una comunità, ma a volte le differenze di gusti, cultura e sensibilità lo impediscono frustrando tale bisogno, da cui la tristezza, facendo preferire la solitudine ad una partecipazione dissonante.
Di solito non vedo il festival, ma, data la sua enorme popolarità, mi incuriosisce anche da un punto di vista psicosociologico. Infatti lo ritengo lo specchio della cultura media degli italiani. Così anche quest'anno l'ho visto per circa 20 minuti. Ho acceso la TV poco prima che Crozza imitasse il senatore Razzi, sfoggiando un umorismo basato quasi esclusivamente sul turpiloquio (volgare per definizione) e a corto di idee. Infatti il turpiloquio, alla maggioranza degli italiani piace sempre e quando non si trova niente di interessante da dire, un po' di parolacce tolgono dall'imbarazzo. Ho sentito anche qualche brutta canzone, minestre riscaldate sia musicalmente che testualmente, per un pubblico poco incline alla classe, all'inventiva e alla rottura di schemi collaudati. Mi è bastato per capire che il festival non era affatto migliorato rispetto al passato, ho spento la TV e mi sono messo a leggere un libro.
So che dicendo queste cose mi rendo antipatico e arrogante a coloro che amano il festival e non ci trovano nulla da ridire, ma avevo bisogno di sfogare il mio disappunto e condividere questi miei sentimenti con altre persone di gusti simili ai miei, per sentirmi meno solo.
Più di cinquant'anni fa Umberto Eco scrisse un articolo, divenuto famoso, intitolato "
Fenomenologia di Mike Bongiorno" che invito chi non l'avesse ancora fatto, a leggere. Il senso di quell'articolo si applica perfettamente, secondo me, anche ai conduttori del festival di Sanremo, e ai personaggi che orbitano intorno ad esso.
Per concludere, per me il Festival rappresenta il culto e la dittatura della mediocrità ai massimi livelli.
2017-02-12 Bisogni
Ogni essere umano ha certi bisogni e una certa capacità di soddisfare i bisogni altrui. La convivenza pacifica e soddisfacente tra persone dipende dalla corrispondenza tra i bisogni di ciascuno e la capacità e disponibilità di altri a soddisfarli.
Dalla mappa cognitivo-emotiva di ciascuno dipende la capacità di comprendere i bisogni altrui e la disponibilità a soddisfarli.

2017-02-13 Tecnologia
La tecnologia è troppo importante (nel bene e nel male) per lasciarla in mano ai tecnologi, ai tecnocrati e ai politici.
2017-02-13 Interagire | Conformismo | Partecipare
Come premessa, io suppongo che il bisogno umano più importante (escludendo quelli di tipo biologico che condividiamo con altri animali) sia quello di appartenenza, in cui includo quelli di integrazione, partecipazione, comunicazione e interazione sociale.
Assumendo che ciò sia vero, suppongo che uno dei bisogni umani più intensi e determinanti per la formazione della struttura della psiche sia quello di essere conformi ai modelli di comportamento tipici del gruppo di appartenenza.
Suppongo inoltre che la sensazione di non essere conformi ai detti modelli generi uno stato di ansia per la paura inconscia di essere esclusi o espulsi dal detto gruppo.
In altre parole, se è vero che il bisogno di appartenenza è il bisogno umano più importante, e che la soddisfazione e la frustrazione di tale bisogno determinano rispettivamente il benessere e il malessere psichico, ovvero la gioia o la sofferenza psichica del soggetto, e se è vero che l'appartenenza ad un gruppo sociale è subordinata alla conformità dei membri del gruppo alle regole comportamentali del gruppo stesso, allora è ipotizzabile che nella psiche si diano un'ansia da non conformità e una gioia da conformità, che dipendono direttamente dalla percezione (conscia o inconscia) del soggetto di essere più o meno conforme alle regole formali e comportamentali del gruppo di elezione.
Credo che questa logica che possa ben spiegare il fenomeno del conformismo, al di là di qualsiasi valutazione di tipo morale o intellettuale.
A riprova di quanto ho ipotizzato, basta osservare il piacere che procurano alla maggior parte della gente comportamenti collettivi come la partecipazione a feste, raduni, comitive di viaggi, incontri di gruppo, spettacoli teatrali, sportivi, musicali, e a eventi pubblici in generale, direttamente o attraverso media come la televisione, la radio o internet.
Ci sono infatti tante cose che la gente fa con piacere solo se ci sono altre persone che fanno la stessa cosa, meglio ancora se nello stesso momento, cose che perderebbero di attrattiva se il soggetto dovesse farle da solo o dovesse essere l'unico a farle.
L'esperienza condivisa di un evento o di un fatto, perfino di una disgrazia, unisce le persone, le fa sentire appartenere ad uno stesso gruppo umano, le conforta, le fa sentire meno sole. A tale riguardo il proverbio "mal comune, mezzo gaudio" è emblematico.
2017-02-14 Appartenere | Mappa cognitivo-emotivo-motiva | Autocensura
L'appartenenza sociale si ottiene attraverso la realizzazione di uno o più modelli di appartenenza tipici della comunità di elezione. I modelli di appartenenza, una volta interiorizzati, costituiscono i paradigmi motivazionali dell'individuo, il quale sente un profondo bisogno di realizzare tali modelli, una profonda paura di non riuscirvi, gioia quando vi riesce e sofferenza quando non vi riesce.
I modelli di appartenenza di una certa comunità corrispondono ai ruoli che essa richiede e permette, nel senso che l'appartenenza alla comunità è possibile solo attraverso la personificazione di tali ruoli e nella misura di tale personificazione. Ogni individuo che vuole appartenere ad una certa comunità deve dunque scegliere uno o più di quei ruoli, ovvero modelli, e tende a scegliere i ruoli gerarchicamente più alti o comunque più vantaggiosi che le proprie capacità e inclinazioni gli consentono.
I modelli di appartenenza sono contenuti nella mappa cognitivo-emotiva di ogni individuo, ed hanno un peso relativo molto importante.
L'autocensura (inconscia) agisce in modo che il soggetto attui comportamenti favorevoli alla realizzazione dei modelli di comportamento interiorizzati, ed eviti comportamenti ad essa sfavorevoli. L'autocensura guida il comportamento del soggetto attraverso la generazione di sentimenti ed emozioni appropriati, come la gioia, la sofferenza, la paura, il panico, l'angoscia, l'ansia, l'attrazione, la repulsione, la curiosità, la noia ecc.
2017-02-15 Solitudine | Introversione
"La solitudine non deriva dal fatto di non avere nessuno intorno, ma dalla incapacità di comunicare le cose che ci sembrano importanti, o dal dare valore a certi pensieri che gli altri giudicano inammissibili. La solitudine cominciò con le esperienze dei miei primi sogni, e raggiunse il suo culmine al tempo in cui mi occupavo dell’inconscio. Quando un uomo sa più degli altri diventa solitario. Ma la solitudine non è necessariamente nemica dell’amicizia, perché nessuno è più sensibile alle relazioni che il solitario, e l’amicizia fiorisce soltanto quando ogni individuo è memore della propria individualità e non si identifica con gli altri." [Carl G. Jung]
2017-02-17 Interagire | Genetica
In ogni cellula c'è tutto il DNA dell'individuo. È come se ogni cellula avesse ricevuto il manuale di istruzioni per la costruzione dell'intero corpo e l'indicazione di quale paragrafo del manuale la cellula debba realizzare.
Volendo traslare questo concetto a livello sociale, immaginiamo che ogni individuo abbia il progetto di costruzione di un'intera comunità e l'indicazione di quale parte del progetto esso sia tenuto a realizzare. In tale parte sono specificate, tra l'altro, le possibili interazioni con gli altri individui e la logica con cui esse dovrebbero svolgersi.
Tuttavia il progetto comprende solo le strutture fisse e prevede che quelle variabili vengano aggiunte e modificate durante la vita, attraverso le esperienze.
2017-02-18 Religione
L'essenza del cristianesimo è il sacrificio umano di Gesù necessario per placare l'ira di Dio (originata dal peccato di Adamo ed Eva) e riaprire le porte del paradiso. Per questo Edgar Morin parla di Dio come "boia".
"Opera del dio della castità, nato da una vergine, generato dallo Spirito di Dio, il vergine Gesù prende su di sé tutta la sessualità del mondo e la riscatta con il suo sacrificio. Riapre le porte dell'immortalità che si erano richiuse sulla colpa del vecchio Adamo. Capro espiatorio volontario dell'umanità, permette con il suo sacrificio la riconciliazione tra Dio e i suoi figli: gli uomini. E in effetti, calmando il furore del padre attraverso il sacrificio del figlio, il cristianesimo paca per sempre la gelosia di Yaweh. Come il velo del tempio, la colpa si strappa nel momento in cui il sacrificio è compiuto. Nell'iconografia cristiana, Dio il Padre diviene allora una specie di Dio-Grande-Padre, paterno e remoto, che trabocca d'amore per il suo figlio martire Gesù di cui è stato il boia. Il figlio Gesù ha espiato per tutti i figli della terra e il Padre Dio può ormai perdonare. Cristo-re è la risposta a Edipo-re. È il vangelo, la buona novella..." [Edgar Morin – L'uomo e la morte]
2017-02-20 Libertà
La libertà assoluta è il nulla. Solo nel nulla ci può essere libertà assoluta. Qualunque cosa oltre il nulla, la presenza di qualunque cosa in uno spazio e un tempo comporta dei limiti rappresentati da quella stessa cosa, proprio perché essa occupa uno spazio e un tempo, e qualunque occupazione costituisce una sottrazione di spazio e di tempo, (quindi di libertà di movimento) a tutto il resto, che potrebbe infatti urtare contro quella cosa. Ogni cosa costituisce un ostacolo, anche se potrebbe costituire uno strumento, un mezzo per superare altri ostacoli, raggiungere obiettivi o luoghi altrimenti inaccessibili.
2017-02-22 Natura umana
In questa società instabile che aumenta la nostra libertà di fare ed essere ciò che si vuole, dove si vuole e con chi si vuole, cresce la solitudine, l'incertezza del futuro e il disorientamento morale. Mai come oggi abbiamo bisogno di sperare e progettare insieme. Oggetto della speranza e del progetto dovrebbe essere un nuovo modo di convivere che rispetti la natura e i bisogni consci e inconsci di ciascuno di noi, in tutto ciò che abbiamo in comune e di diverso. Perciò è indispensabile migliorare la nostra conoscenza della natura umana attraverso la lettura, la ricerca, la selezione, la riflessione, la discussione e la condivisione del sapere scientifico e umanistico riguardante l'uomo nei suoi inseparabili e interconnessi aspetti biologici, sociali e individuali.
2017-02-24 Scienza | Spiritualità
Esiste oggi la tendenza a usare le teorie e le scoperte della fisica quantistica per dimostrare la fondatezza di credenze religiose o pseudoreligiose, ovvero affermazioni di tipo esoterico o spiritualistico.
A coloro che amano credere a tali "conferme" vorrei dire che la scienza non cerca di dimostrare l'esistenza dell'anima o dello spirito, ma serve ad ampliare la conoscenza per la conoscenza e per il progresso tecnologico e civile. Sono i ciarlatani che cercano di dimostrare che le loro narrazioni hanno fondamento scientifico, senza tuttavia convincere chi ha una preparazione scientifica.
Pur essendo ateo, io credo che esistano forze e intelligenze sconosciute e misteriose che ci condizionano e con cui dobbiamo fare i conti, anche se possiamo solo intuirle, immaginarle e non dimostrarle scientificamente.
Io credo che esista uno spirito dell'universo, uno spirito per ogni specie biologica (cioè lo spirito della vita), uno spirito della società e uno spirito dell'individuo, tra loro intricati e interconnessi. Possiamo conoscere questi spiriti soggettivamente, metaforicamente, poeticamente, filosoficamente, religiosamente, intuitivamente, ma è disonesto spacciare questi tipi di conoscenza per verità scientifica.
2017-02-24 Mappa cognitivo-emotivo-motiva
Attraverso le esperienze e i ricordi (consci e inconsci) delle esperienze, e il loro impatto rispetto ai bisogni primari e al temperamento genetico, e ai piaceri e dolori che ne derivano, si forma ed evolve una mappa cognitivo-emotiva che ci guida nel pensiero e nelle scelte comportamentali. Le rappresentazioni mentali sono l'affioramento alla coscienza, di particolari contenuti della mappa cognitivo-emotiva.
2017-02-24 Letteratura
Si legge un libro per imparare qualcosa, cambiare mentalità, confermare e giustificare la propria mentalità, spiare la mentalità altrui, distrarsi, lasciarsi suggestionare, non pensare, obbedire a chi ci ha imposto di leggerlo, farsi ammaestrare, perché altri lo hanno letto, per vantarsi di averlo letto ecc.
2017-02-25 Bruno Cancellieri
Studio la natura umana con un approccio panantropologico e sistemico (che ho imparato soprattutto da Luigi Anepeta e Edgar Morin) e condivido le mie riflessioni mediante il mio blog e Facebook. Inoltre sto sviluppando un sito web (intitolato "Psicologia dei bisogni") per raccogliere in modo organico le cose che apprendo ed elaboro. Il mio obiettivo è suscitare e diffondere interesse per la natura umana esaminata con un approccio pragmatico e utile alla soluzione dei problemi individuali, sociali ed ecologici.
2017-02-25 Etica
Le buone intenzioni non bastano per produrre buone azioni. E' necessario avere anche buoni pensieri, cioè essere capaci di pensare in modo corretto e adeguato alla complessità dei problemi.
2017-02-26 Pensare | Psicoterapia
Nonostante l'enorme importanza del pensiero, della sua espressione e delle azioni che ne conseguono, la maggior parte delle persone pensano senza sapere cosa sia il pensiero, a cosa serva, come funzioni, e senza la capacità di valutare correttamente se i propri pensieri siano giusti o sbagliati, appropriati o inappropriati, utili o dannosi per sé e per gli altri. Non è nemmeno chiaro se il pensare sia un'attività volontaria o involontaria, e chi sia il vero autore di tale attività, come pure non sappiamo perché si pensa a certe cose piuttosto che ad altre, cioè chi/cosa, come e quando governa e dirige il nostro pensiero e a quale scopo. Solo per fare un esempio, se uno pensa troppo ai propri desideri e interessi e troppo poco a quelli altrui, la collaborazione con gli altri è difficile e il conflitto facile.
Stando così le cose, non dobbiamo stupirci se i pensieri umani spontanei e non sottoposti ad un sano esame critico provocano disastri, miseria, insoddisfazione ed errori per i soggetti pensanti e per gli altri.
2017-02-26 Pensare | Psicoterapia
Il pensiero può restare un fatto interno alla persona che lo esercita o essere espresso a voce, oppure scritto per poter essere letto e riletto dall'autore o da altri.
Scrivere i propri pensieri è utile, se non indispensabile, per sottoporli ad un esame critico, cioè per valutarne la validità, correttezza, razionalità, applicabilità, pertinenza, opportunità, completezza, e per stimolare ulteriori pensieri utili a completare e/o correggere quelli precedenti.
La scrittura dei propri pensieri è specialmente utile in psicoterapia, in quanto questa consente di analizzarli sia razionalmente che emotivamente, e di avviare una correzione e/o un completamento dei pensieri stessi e delle relative associazioni cognitivo-emotive.
Valutare criticamente i propri pensieri senza scriverli e rileggerli è difficilissimo se non impossibile, anche perché l'attività pensante è seriale, cioè si può pensare una sola cosa alla volta, avere una sola immagine mentale alla volta. Inoltre ciò che pensiamo è soggetto ai capricci dell'inconscio, alle sue autodifese contro la messa in discussione della personalità, del comportamento e delle preferenze del soggetto, è soggetto al bias cognitivo, all'attenzione selettiva, all'amnesia tattica e strategica, vale a dire alla rimozione od oblio dei contenuti sgradevoli e dolorosi.
Se riusciamo a raccogliere e organizzare in un documento scritto i nostri pensieri più importanti e problematici nel corso dei giorni, avremo a disposizione un materiale crescente e in continuo aggiornamento utile per conoscere noi stessi e per esaminare criticamente e migliorare la nostra mentalità.
Insomma, è difficile elaborare un pensiero che non sia stato verbalizzato e registrato in modo da poter essere affrontato, cioè "guardato" e "manipolato" come un oggetto materiale esterno. Solo allora possiamo dominare il pensiero e non esserne dominati.
2017-02-27 Internet
Il web è una realtà con cui dobbiamo fare i conti, se non vogliamo restare tagliati fuori dalla nuova società e trovarci in svantaggio rispetto a chi ne fa uso per vivere meglio. La nostalgia dei tempi senza web è patetica, anche perché indietro non si può tornare. Il virtuale è reale, come è reale un libro, un film, una musica, una telefonata, una videoconferenza, una laurea presa online, un'operazione chirurgica effettuata a distanza.
2017-02-28 Conoscere | Comprendere
Siamo inondati di conoscenze spot, cioè di libri, articoli, discorsi che spiegano qualcosa come se fosse isolata dal resto del mondo e avesse una vita autonoma e autosufficiente, come se fosse illuminata da una luce spot, e intorno al cerchio di luce vi fosse il buio.
La conoscenza spot è dannosa e pericolosa perché dà l'illusione di aver capito qualcosa laddove non ci può essere comprensione se non nel mettere in relazione l'oggetto della conoscenza con il resto del mondo, vale a dire nel porre l'oggetto in un sistema di riferimento nel quale esso ha uno o più ruoli e funzioni rispetto alle altre parti del sistema stesso.
La conoscenza del sistema di riferimento deve dunque precedere la conoscenza di una sua parte, o almeno deve procedere simultaneamente. Come diceva Pascal, non si può conoscere una parte del tutto senza conoscere il tutto e, viceversa, non si può conoscere il tutto senza conoscere le sue parti.
Uno degli errori più comuni che facciamo è sottovalutare la complessità delle cose e dei problemi, e uno dei difetti più comuni è l'incapacità di pensare in modo complesso.
2017-03-02 Etica
Non sono d'accordo col dare sempre ad altri la responsabilità dei mali della società. La società siamo noi, ognuno di noi, siamo tutti, chi più, chi meno, corresponsabili dello stato della società. Questo dovrebbe essere il punto di partenza di qualsiasi rivoluzione o progresso sociale.
2017-03-03 Bias cognitivo
La maggior parte delle persone ragionano in modo sbagliato (per esempio nelle questioni politiche, religiose, etiche ecc.) perché non hanno la capacità di capirlo, e anche se qualcuno spiega loro perché sbagliano, restano convinte di avere ragione. Questa è la norma, con poche eccezioni.
Ciò è dovuto al fenomeno del bias cognitivo e della resistenza della psiche al cambiamento. Da ciò derivano conflitti, guerre, incomunicabilità e la difficoltà di collaborare per la soddisfazione dei bisogni e di convivere pacificamente.
2017-03-03 Metainterazione
Dato che oggi quasi nessuno legge o ascolta un testo più lungo di 10 righe, a meno che non sappia già di che si tratta e sia motivato a leggerlo o ascoltarlo, conviene essere più brevi possibile nello scrivere o dire qualcosa che non sia la risposta ad una domanda, e fornire dettagli e approfondimenti solo su richiesta.
2017-03-04 Solitudine | Poesia
Senza di te tornavo, come ebbro,
non più capace d'esser solo, a sera
quando le stanche nuvole dileguano
nel buio incerto.
Mille volte son stato così solo
dacché son vivo, e mille uguali sere
m'hanno oscurato agli occhi l'erba, i monti
le campagne, le nuvole.
Solo nel giorno, e poi dentro il silenzio
della fatale sera. Ed ora, ebbro,
torno senza di te, e al mio fianco
c'è solo l'ombra.
E mi sarai lontano mille volte,
e poi, per sempre. Io non so frenare
quest'angoscia che monta dentro al seno;
essere solo.
2017-03-06 Interagire
È nella relazione e interazione con gli altri che l'uomo si forma, si realizza e può soddisfare i suoi bisogni.
2017-03-06 Arroganza
- Nel suo diario o in un gruppo Facebook, ma anche in una conversazione a voce, A espone un pensiero di qualsiasi tipo (etico, politico, religioso, filosofico, psicologico, sociologico, scientifico, economico...)
- B commenta scrivendo che il pensiero di A è falso o non valido, aggiungendo argomentazioni che lo contraddicono.
- A difende la validità del suo pensiero con argomentazioni che contraddicono quelle di B.
- B accusa A di non voler accettare la realtà dei fatti, di non essere capace di autocritica e di non voler riconoscere i propri errori malgrado ogni evidenza.
- A accusa B di non voler prendere in considerazione le proprie argomentazioni per partito preso, di non volerle capire o di non essere in grado di capirle.
- B si dichiara offeso dall'atteggiamento di A e lo accusa di arroganza, ignoranza e mancanza di rispetto.
- A si dichiara offeso dall'atteggiamento di B e lo accusa di arroganza, ignoranza e mancanza di rispetto.
È la guerra.
2017-03-07 Interagire | Poesia
Tu ed io.
Come ti vedo e ti tratto.
Come mi vedi e mi tratti.
Che bisogno ho di te?
Che bisogno hai di me?
Che paura ho di te?
Che paura hai di me?
Cosa ci facciamo, diamo, diciamo e chiediamo?
2017-03-08 Competere | Amare | Arroganza
L'invidia è la paura della superiorità altrui. La gelosia è la paura della libertà altrui. Invidia e gelosia sono i peccati più banali e comuni, anche se se i meno confessati e i più mistificati. L'invidia è mascherata dal giudizio morale, la gelosia dal cosiddetto amore.
2017-03-09 Poesia
Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s'annega il pensier mio:
E il naufragar m'è dolce in questo mare.
2017-03-10 Interagire | Demoni
Dentro di noi ci sono tutte le persone che abbiamo incontrato nel corso della nostra vita, e quelle immaginarie che vorremmo incontrare. Sono i nostri demoni, intesi in senso negativo, positivo o neutro. Non si tratta di entità metafisiche ma bioinformatiche, cioè di agenti mentali emergenti dalle attività dei nostri neuroni. Ognuno di questi demoni ci suggerisce, chiede, promette o minaccia qualcosa. Alcuni ci spingono ad andare in certe direzioni, altri altrove, e noi dobbiamo decidere a chi obbedire e a chi disobbedire, chi seguire e chi lasciare, chi ascoltare e chi non sentire. Le persone interiori, ovvero i nostri demoni, sono più importanti di quelle reali perché sono sempre attive dentro di noi e ci guidano in ogni momento, anche quando le persone reali corrispondenti non esistono più o sono diverse da quelle interiorizzate.
Vedi anche Il demone nella psicologia dei bisogni.
2017-03-10 Bisogni | Amare
Una madre non nutre i suoi piccoli perché li ama, ma perché ha bisogno di nutrirli e, come per tutti i bisogni, prova piacere quando lo può soddisfare e dolore quando non può. Quello che spesso viene chiamato amore non è che un bisogno, innato o acquisito.
2017-03-10 Valutare
L'effetto Dunning-Kruger è una distorsione cognitiva a causa della quale individui poco esperti tendono a sopravvalutarsi, giudicando, a torto, le proprie abilità come superiori alla media.
Questa distorsione viene attribuita all'incapacità metacognitiva, da parte di chi non è esperto in una materia, di riconoscere i propri limiti ed errori. Il possesso di una reale competenza, al contrario, può produrre la distorsione inversa, con un'affievolita percezione della propria competenza e una diminuzione della fiducia in se stessi, poiché individui competenti sarebbero portati a vedere negli altri un grado di comprensione equivalente al proprio. David Dunning e Justin Kruger, della Cornell University, hanno tratto la conclusione che: "l'errore di valutazione dell'incompetente deriva da un giudizio errato sul proprio conto, mentre quello di chi è altamente competente deriva da un equivoco sul conto degli altri".
Continua a leggere in
https://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Dunning-Kruger
2017-03-11 Bisogni | Amare
L'amore non esiste. È un nome inventato per mistificare e nobilitare il piacere, il desiderio e il bisogno di avere e di dare.
2017-03-12 Amare | Citazioni e aforismi
La differenza tra l’amore e il sesso, è che il sesso allevia le tensioni e l’amore le provoca.
Il sesso senza amore è un’esperienza vuota. Ma fra le esperienze vuote è una delle migliori.
La masturbazione consiste nel fare sesso con qualcuno che ami.
Il sesso è sporco? Solo quando è fatto bene.
2017-03-12 Differenze umane
Non si riflette mai abbastanza sui drammi e le tragedie causati dalle differenze intellettuali, cioè dal fatto che gli esseri umani hanno intelligenze, visioni del mondo, vocabolari, formazioni, bisogni, capacità di comprensione e valori etici ed estetici qualitativamente e quantitativamente diversi.
Per apprezzare l'intelligenza di una persona bisogna essere almeno altrettanto intelligenti. In caso contrario, la persona più intelligente può essere ritenuta dal suo interlocutore, nel migliore dei casi, incomprensibile, nel peggiore, meno intelligente.
L'effetto
Dunning-Kruger (incompetenti che si sopravvalutano e competenti che sopravvalutano gli altri) è solo una delle conseguenze delle differenze intellettuali. Ve ne sono di peggiori e molto più diffuse, come l'incapacità di collaborare per interessi comuni, le offese, le liti, le guerre.
2017-03-14 Bisogni | Demoni
Non sono io ad avere bisogni, ma i miei demoni; non sono io ad essere soddisfatto o insoddisfatto, ma i miei demoni; io provo solo il piacere e il dolore che essi mi danno quando sono soddisfatti o insoddisfatti.
2017-03-15 Competere
Un modo per dissentire diplomaticamente e assertivamente evitando di offendere l'interlocutore e di continuare un dibattito divenuto sterile: "Ho compreso il tuo punto di vista anche se diverso dal mio. Grazie."
2017-03-16 Natura umana
È difficile parlare dell'umanità senza offendere qualcuno.
2017-03-19 Confliggere
Dobbiamo decidere se vogliamo che la nostra psiche sia un campo di battaglia con morti, feriti e prigionieri, o un tavolo di negoziazione.
2017-03-21 Apprendere
Più una persona cresce moralmente e intellettualmente, più aumenta la sua differenza rispetto a coloro che non crescono nella stessa misura. Per questo molti, che desiderano soprattutto essere normali, rinunciano a crescere.
2017-03-21 Giudicare
Giudicare non è male a priori (anzi, secondo me è un dovere morale); dipende dal modo in cui lo si fa, da ciò che si prende in considerazione, dai presupposti, dai pregiudizi e dai punti di vista.
2017-03-21 Bene e male
Esiste il male? Se rispondiamo "sì" e ci interessa combattere o evitare il male, allora dobbiamo cercare di capire dove esso si trovi, come si manifesti, cosa lo provochi e cosa possa vincerlo, e condividere i risultati delle nostre indagini con altre persone interessate a combatterlo o a evitarlo. Altrimenti ne saremo succubi e/o complici.
2017-03-22 Realtà
La realtà non è comprensibile mediante un'unica disciplina scientifica o umanistica, o un'unica teoria.
2017-03-22 Religione
Nessuno può convincere uno scimpanzé che, se morirà facendo esplodere una bomba in un luogo affollato, dopo la sua morte andrà in un posto governato dal grande Dio Scimpanzé dove avrà tutte le banane e le femmine che vorrà. Questo dimostra che le bestie sono meno soggette a credere in assurdità, rispetto agli esseri umani. In questo le bestie sono più intelligenti di noi umani.
2017-03-24 Differenze umane | Arroganza
Non c'è niente di male a sentirsi superiori a qualcun altro in certe aree di conoscenza o di capacità, se tale opinione è realistica, fondata e provata. L'errore sta nel sentirsi superiori a tutti, o in tutte le aree. Per molti, il sentirsi superiori (anche detto arroganza) è un tabù, un'infamia, un peccato e una colpa sempre e comunque, al punto che essi si sentono ugualmente superiori a certi altri, ma inconsciamente, inconsapevolmente, e si rifiutano di riconoscerlo. Il motivo per cui tanti hanno paura del giudizio di superiorità / inferiorità (propria e altrui), secondo me, è la paura inconscia che tutti abbiamo di essere giudicati inferiori e perciò emarginati dalla comunità o relegati in ruoli più svantaggiosi.
2017-03-25 Confliggere
Succede normalmente che due persone abbiano opinioni contrastanti su un certo tema. In tal caso succede spesso che il contrasto di opinioni sia vissuto da una delle parti, o da entrambe, con insofferenza e irritazione, come se esso fosse dovuto ad una cattiva volontà dell'altro di capire o di ascoltare l'interlocutore. Il vero dramma, che a volte si trasforma in tragedie come violenze e guerre, non è che, tra singole persone o gruppi di persone, sussistano divergenze di pareri, gusti, opinioni, idee, ideologie, fedi, religioni, interessi ecc. ma che tali divergenze non vengano accettate come naturali, bensì imputate a difetti morali della parte avversa, che viene così ritenuta responsabile del disaccordo. Si passa allora da uno scambio di punti di vista ad uno scambio di accuse.
2017-03-25 Giudicare
Chi non giudica assolve, chi assolve ha giudicato. Non si può non giudicare.
2017-03-26 Confliggere
Caro interlocutore incompreso,
se non ti capisco non è colpa mia, e mi offendo se pensi che ciò sia dovuto ad una mia cattiva volontà, ad un mio non voler ascoltare, non voler capire, non interessarmi al pensiero e ai sentimenti tuoi o altrui in generale.
Forse non sono abbastanza intelligente per capirti, forse usiamo vocabolari troppo diversi (quantitativamente e qualitativamente) e diamo alle stesse parole significati diversi.
Oppure forse ti capisco benissimo, ma non condivido la visione del mondo, della vita e dei valori umani a partire dalla quale si sviluppa il tuo pensiero.
Quindi non irritarti, non lamentarti, e rispetta la mia incomprensione come io rispetto la tua.
2017-03-27 Arroganza | Sfida
Tra le trappole mentali in cui si può cadere, c'è la paradossale paura del successo. Questo fenomeno consiste in un'auto-limitazione o auto-boicottaggio (involontari e inconsci) che ostacolano la manifestazione di qualità e capacità, da parte del soggetto, che dimostrerebbero una sua certa superiorità in particolari aree di competenza (specialmente di tipo intellettuale o etico) rispetto alle persone con cui esso interagisce abitualmente.
Il motivo dell'auto-limitazione o auto-boicottaggio, in termini psicodinamici, può essere legato alla paura inconscia di essere accusati di arroganza, cioè di voler dimostrare la propria superiorità, tendenza considerata un grave difetto o vizio dalla maggior parte della gente, oltre che motivo di irritazione e antipatia, laddove la modestia e l'umiltà sono considerate virtù.
La
Psicologia dei bisogni, spiega questo fenomeno facendo riferimento all'agente mentale (anche detto dèmone) denominato "Alfa-io", che presiede ai bisogni di prevalenza, cioè alla tendenza ad occupare la posizione gerarchica più vantaggiosa (sia in termini di prestigio che di potere) consentita dalla comunità di appartenenza e dalle proprie doti e capacità.
Ma l'Alfa-io deve scendere a patti con l'altro dèmone chiamato Super-io, che, invece, presiede ai bisogni di appartenenza e integrazione sociale, il quale impone una censura all'Alfa-io per evitare il rischio che il soggetto venga emarginato o comunque punito dalla comunità a causa della sua "superbia". Per effetto di tale censura, l'Alfa-io è spinto a nascondere la sua eventuale superiorità dietro una maschera di modestia e umiltà più o meno convincenti.
Succede però che l'Alfa-io non rinunci facilmente al bisogno di prevalere, e cerchi di asserire le proprie capacità in modo indiretto, implicito o camuffato, specialmente attraverso lo scambio di opinioni su fatti umani e sociali, con particolare riguardo all'etica, politica, filosofia, psicologia e cultura in generale. In tal caso il soggetto coglierà l'occasione di qualsiasi discussione per mettere in evidenza la sua superiore cultura o moralità, anche, eventualmente, criticando o contraddicendo quelle espresse dai suoi interlocutori, i quali però, intuiranno tale strategia e reagiranno ad essa con irritazione, fastidio, e, in casi estremi, con aggressività verbale e critiche al carattere del soggetto e al suo modo di porsi, accusandolo, appunto, di arroganza, o addirittura di asocialità.
L'arroganza, cioè l'inclinazione al confronto in cui si determina chi è superiore e chi inferiore, chi ha ragione e chi torto, è temuta soprattutto da coloro che temono di risultare perdenti dal confronto stesso, perché lo stato d'inferiorità viene associato (consciamente o ancor più inconsciamente) con il rischio di essere espulsi dalla comunità o condannati ad una posizione gerarchica svantaggiosa. Tutto ciò è analogo a quanto avviene tra i polli, che si combattono finché non si stabilisce e si conviene un chiaro "ordine di beccata", in cui ognuno sa chi può mangiare prima di chi, chi può beccare chi, e chi può essere beccato da chi.
Lo psicologo Alfred Adler (1870–1937), nella sua
Psicologia individuale, enfatizza l'importanza dei sentimenti di inferiorità nello sviluppo della personalità e dei disagi mentali, con particolare riguardo ai fenomeni di compensazione, in cui una persona con inferiorità biologica tende normalmente a sviluppare una superiorità culturale (in qualche ambito particolare), per ottenere una posizione di rispetto nella comunità di appartenenza. Aggiungerei che ci sono anche persone ipodotate intellettualmente che cercano di compensare la loro inferiorità sviluppando una superiorità fisica, per esempio, dedicandosi con impegno ad uno sport.
In base a tale ottica, c'è da aspettarsi che siano le persone che hanno sentimenti d'inferiorità congenita quelle che più appaiono come arroganti, in quanto cercano di mostrare una superiorità compensativa.
Ne consegue che una persona può essere affetta da un complesso d'inferiorità e al tempo stesso uno di superiorità che è conseguenza della compensazione già avvenuta o in corso di sviluppo.
Può tuttavia succedere che una persona sia intellettualmente dotata e nettamente superiore ai suoi conoscenti, in modo congenito, cioè non per effetto della compensazione di una inferiorità originale, ma per un dono di natura. Purtroppo, nemmeno questo tipo di persona è immune dall'accusa di arroganza da parte dei meno dotati, i quali sono normalmente animati da invidia e gelosia più o meno consapevole.
In entrambi i casi (superiorità innata o acquisita) si può sviluppare nel soggetto una paura del successo, in quanto dimostrazione di superiorità che lo espone ad accuse di arroganza. Perché quanto più uno cresce e supera se stesso, tanto più, fatalmente, supererà anche gli altri che non sono cresciuti nella stessa misura in un particolare ambito.
A seconda del temperamento del soggetto "superdotato" sono allora possibili diverse carriere:
- rinuncia al successo mediante auto-limitazione o auto-boicottaggio, in modo da evitare il rischio di essere accusati di arroganza;
- sfida contro coloro che lo accusano di arroganza e assunzione di un atteggiamento volutamente e consapevolmente "arrogante";
- assunzione di falsa modestia, cioè negazione, a parole, delle proprie capacità superiori nonostante la loro evidenza.
- cercare il successo nella mediocrità, esaltandola e onorandola, ed evitando di mettere in campo le loro doti, come tanti personaggi dello spettacolo, che non fanno sentire nessuno dei telespettatori a lui inferiore.
2017-03-28 Politica
Quando le cose vanno male c'è sempre qualcuno che l'aveva previsto e che ha la soluzione per rimediare: votare per X. X capisce ciò che gli altri non capiscono. X ci darà i beni che gli altri governanti hanno tenuto per sé o non sono stati capaci di darci. X punirà i cattivi e premierà i buoni. La soluzione è semplice, devi solo votare per X, fidarti di X, fare propaganda per X. X ti ricompenserà con il suo buon governo. X favorirà e difenderà i tuoi interessi. Viva X.
2017-03-30 Amare
Voler bene ad una persona significa godere dei suoi successi e della sua libertà, e io voglio bene a chi mi vuol bene.
2017-03-30 Libertà
Chi rinuncia alla libertà e al successo trova ingiusto che altri non vi rinuncino. Questo senso di ingiustizia è il risentimento dei pavidi verso i coraggiosi, degli schiavi volontari verso gli spiriti liberi.
2017-04-01 Gerarchia | Illusione | Autoinganno | Mistificazione
Da mattina a sera, e anche mentre dorme e sogna, l'Uomo non fa altro che mistificare, cioè ingannare se stesso e gli altri su tutto ciò che riguarda il bene e il male, l'onore, la reputazione, il prestigio, i valori, la superiorità e l'inferiorità, le gerarchie, il giusto e l'ingiusto, l'utile e l'inutile, l'umano, il bestiale, il mostruoso, il sano e il malato, il bello e il brutto, il sacro e il profano, l'intelligente e lo stupido, il colpevole e l'innocente, il credibile e l'incredibile, il vero e il falso, le cause e gli effetti.
Lo faccio anch'io.
Ognuno sembra dire: se vuoi star bene devi seguire i miei consigli, Se continui a star male è perché non li segui, e se non li capisci è perché non vuoi capirli. È quindi colpa tua se non stai bene nonostante i miei consigli. Se invece li hai seguiti e continui a star male, la colpa non è né tua né mia, ma di qualche stupido e/o malvagio che interferisce nella tua vita, ma tu hai almeno la mia stima, la quale ha un grande valore, perché io so ciò che è bene e male.
Di consiglieri ce ne sono milioni e offrono consigli più o meno simili o contrastanti. Alcuni pretendono perfino di poter intermediare tra l'umano e il divino. Ogni essere umano è allo stesso tempo consigliato e consigliere. Ognuno sceglie i suoi consiglieri con un semplice criterio: preferisce quelli che lo fanno sentire più a suo agio, che lo assolvono, lo lusingano, gli promettono più beni, piaceri, sicurezze, protezioni e alleanze e maggiormente lo attraggono con la bellezza delle loro parole e delle forme con cui si accompagnano.
Nessuno cerca la verità, perché essa non è, in sé, fonte di piacere, né di ricchezza, né di sicurezza. D'altra parte la verità può essere spaventosa per chi la concepisce e chi la ode, e può costituire una minaccia per l'ordine costituito, Infatti tantissime persone sono state punite, anche con la morte, per aver detto o soltanto cercato la verità, per aver messo in dubbio una dubbia verità.
Quello che in verità gli umani cercano è una verità di comodo, che giustifichi il loro comportamento, li deresponsabilizzi, li rassicuri e soprattutto li metta al riparo da punizioni o emarginazioni da parte della comunità. La verità che cercano è, insomma, una confortante via di fuga dalla verità.
Ne risulta un mondo di menzogne, distorsioni, negazioni e censure della realtà, di cui ogni essere umano è autore e vittima. L'uomo è un animale mistificatore, l'unico che inganna perfino se stesso.
2017-04-01 Psicologia
Secondo me non ha senso parlare bene o male della psicologia, per il semplice fatto che non esiste una psicologia ma un arcipelago di psicologie che si fanno la guerra e dicono cose a volte contrastanti, come fanno anche le religioni. L'importante (e il difficile) è capire quanto valga ciascuna psicologia. D'altra parte chi parla di psicologia anche per denigrarla o sminuirla si pone esso stesso come psicologo, così come parlare male della filosofia è un modo di filosofare.
2017-04-03 Natura umana | Irrazionale
Siamo tutti schiavi di madre natura che ci fa fare tutto ciò che vuole usando le leve del piacere e del dolore, dell'attrazione e della repulsione. Diventeremo ragionevoli solo nella misura in cui la ragione sarà in grado di procurarci piaceri e cose attraenti. Altrimenti continueremo a comportarci in modo irrazionale.
2017-04-04 Filosofia
La filosofia è la scienza degli aggettivi: cioè del buono, cattivo, meglio, peggio, giusto, ingiusto, vero, falso, reale, fantastico, bello, brutto, utile, inutile, necessario, superfluo, più importante, meno importante, completo, incompleto, collegato, scollegato, dipendente, indipendente, padrone, servo, passato, attuale, futuro, probabile, improbabile, credibile, incredibile, sensato, assurdo, casuale, ordinato, volontario, involontario, sano, malato ecc.
2017-04-05 Autoinganno
L'uomo ha una tale paura della mancanza di senso che tende a dare un senso anche a ciò che non lo ha e, dovendo inventare un senso che non esiste, inventa quello per lui più confortevole. Questa è la forma più diffusa di inganno e autoinganno.
2017-04-05 Pensare
Non pensare è meglio che pensare in modo sbagliato o nocivo, ma pensare in modo più giusto e più utile è meglio che pensare di meno.
2017-04-06 Giudicare | Pensare
Ci sono persone che considerano il pensiero critico, cioè il giudicare, la causa principale dei mali del mondo, in quanto un'eccessiva razionalità inibirebbe la capacità di amare, l'empatia e il senso della collettività. Secondo me questa idea è un tentativo di fare di necessità virtù da parte delle persone incapaci di pensiero critico e timorose di essere giudicate per le proprie (in)capacità intellettuali e morali. Io credo invece che non dobbiamo pensare meno, ma pensare meglio, non dobbiamo criticare meno, ma criticare meglio e così facendo la capacità di amare, l'empatia, il senso della collettività ne guadagnerebbero.
2017-04-06 Saggezza
Le leggi a cui siamo costretti ad obbedire sono quelle del più forte, più ricco, più furbo, più corrotto, più falso. Non mi riferisco ai codici giuridici, ma al modo in cui le leggi vengono interpretate, applicate e disattese. Uno dei motivi per cui la legge del più saggio non riesce ad imporsi è che sono ancora troppo pochi quelli che la desiderano. Infatti la saggezza inquieta chi ne possiede poca, perché a nessuno piace sentirsi inferiori.
2017-04-07 Vita | Felicità | Differenze umane | Speranza
Se togliessimo ogni speranza dalla nostra vita saremmo felici di più o di meno? L'Oltreuomo di Nietzsche è colui che è capace di vivere e godere la vita senza ricorrere a speranze di qualsiasi genere.
2017-04-07 Competere
Quando siamo in disaccordo con qualcuno, abbiamo bisogno di credere che l'altro sia in errore, perché altrimenti saremmo noi a sbagliare, cosa insopportabile e inquietante.
2017-04-08 Status
Per essere simpatici ad una persona bisogna essergli inferiore o nascondergli la nostra consapevolezza della nostra superiorità.
2017-04-11 Bisogni
Qualsiasi cosa facciamo, pensiamo, cerchiamo, diciamo ecc. è parte di una strategia o tattica (conscia o inconscia) per soddisfare uno o più bisogni innati o acquisiti, i quali possono essere raggruppati nelle seguenti cinque classi:
- bisogni di salute (integrità fisica, nutrizione, rapporti sessuali, protezione, assenza di dolore, sicurezza economica, riposo, guarigione...)
- bisogni di comunità (appartenenza e integrazione sociale, interazione, cooperazione, unione, intimità, riconoscimento del proprio ruolo sociale...)
- bisogni di bellezza (armonia, pulizia, semplicità, purezza, chiarezza, fascinazione, incanto...)
- bisogni di libertà (individuazione, differenziazione, solitudine, spazio, tempo, creazione, esplorazione, fantasia...)
- bisogni di sapienza (informazioni, conoscenze)
- bisogni di potenza (prevalenza, posizione gerarchica più alta possibile consentita dalle proprie capacità confrontate con quelle altrui, riconoscimento e accettazione della propria posizione gerarchica da parte degli altri...)
Piaceri e gioie sono l'effetto della soddisfazione dei bisogni, mentre dolori e sofferenze sono l'effetto della loro frustrazione. I disturbi e le malattie mentali di origine interattiva (cioè non organica) sono causati da una prolungata frustrazione e/o rimozione di bisogni.
Per quanto detto sopra, se si vuole capire qualsiasi comportamento umano, qualunque suo prodotto o opera, pensiero, sentimento o espressione, occorre chiedersi quali bisogni il soggetto cercava di soddisfare attuando quel comportamento, producendo quel prodotto o quell'opera o esprimendosi in quel modo. Segue un questionario che può aiutarci in questo.
Il soggetto...
- cercava di guadagnare denaro? [il denaro facilita la soddisfazione di diversi bisogni, di tutte le classi sopra elencate]
- cercava di preservare la sua salute?
- cercava di diventare immortale?
- cercava un partner sessuale?
- cercava di rendersi attraente verso eventuali partner sessuali o economici?
- cercava di ottenere riconoscimenti di appartenenza sociale?
- cercava di essere accettato dagli altri membri della sua comunità di appartenenza?
- cercava di convincere altre persone ad obbedire alle prescrizioni della sua comunità di appartenenza?
- cercava di stabilire un legame di interdipendenza con altre persone?
- cercava di far parte di una comunità?
- cercava di obbedire a prescrizioni della comunità di appartenenza?
- cercava di difendere la sua comunità di appartenenza?
- cercava di produrre qualcosa di bello?
- cercava di affermare la propria libertà rispetto a vincoli o convenzioni ritenute opprimenti?
- cercava di affermare la propria superiorità rispetto a qualcun altro?
- cercava di affermare un certo status gerarchico?
- cercava di aumentare il suo status?
- cercava di evitare di dover obbedire a certe persone o alle prescrizioni della propria comunità
- cercava il successo?
- cercava di convincere gli altri della propria maggiore competenza?
- provava un senso di soddisfazione rispetto a certi suoi bisogni?
- provava un senso di frustrazione rispetto a certi suoi bisogni?
- cercava di capire i bisogni altrui?
- cercava di soddisfare i bisogni altrui?
- cercava di ostacolare la soddisfazione dei bisogni altrui?
- cercava di soddisfare in modo simbolico un bisogno rimosso?
- cercava di nascondere qualche suo bisogno ritenuto sconveniente?
- ....
Qualcuno ha trovato questo metodo "troppo schematico e riduttivo". La mia risposta è che il fatto di essere schematico è una virtù in quanto gli schemi aiutano a capire fenomeni complessi. Che poi sia riduttivo dipende se uno lo considera un punto di arrivo o di partenza, uno schema esclusivo o inclusivo. Infatti non conosco altri metodi più completi, comprensibili, utilizzabili ed efficaci. Comunque il questionario non è completo, ognuno può aggiungere tutte le domande che vuole facendo però sempre riferimento ai bisogni, perché non facciamo nulla se non per soddisfare uno o più bisogni nostri e/o altrui.
2017-04-13 Politica | Status
Alle elezioni il cittadino vota il candidato che gli promette uno status più alto. Siccome l'aumento di status di una persona corrisponde alla diminuzione di status di almeno un'altra, è difficile che un candidato abbia più della metà dei voti, a meno che non sia così furbo da far credere a più della metà dei cittadini che votando per lui il loro status aumenterà.
2017-04-15 Bisogni
Così come l'organismo distrugge i neuroni inutilizzati, la psiche rimuove i bisogni la cui continua frustrazione è eccessivamente dolorosa.
2017-04-16 Bellezza
Piace ciò che è bello o è bello ciò che piace? Sono vere entrambe le cose perché il piacere è dato dalla soddisfazione di un bisogno, e la bellezza è un bisogno umano. Pertanto proviamo normalmente un piacere quando percepiamo la bellezza in una delle sue varie forme e manifestazioni, attraverso i nostri sensi. Bellezza di corpi, immagini, suoni, parole, odori, sapori, sensazioni tattili, carezze, massaggi, movimenti, leggerezza, comodità, temperatura, salute, orgasmo. Ma anche bellezza di pensieri, idee, storie, racconti, ricordi.
Tuttavia il bisogno di bellezza e la sensibilità alla bellezza hanno intensità diverse da persona a persona e possono venir meno quando altri bisogni non sono soddisfatti.
La bellezza incanta, affascina, conforta e consola. E' fonte di gioie e piaceri ed ha perciò un valore sia per l'individuo che come oggetto di condivisione sociale. Per questo può costituire oggetto di dono o commercio.
I produttori di bellezza sono gli artisti, i poeti, gli scrittori, gli artigiani, gli architetti, i designer, ma anche le persone che arredano la propria casa, che curano il proprio giardino, che apparecchiano la tavola, che scelgono come vestirsi, pettinarsi, truccarsi, che cercano di fare un bel lavoro.
Vedi anche
Bello vs. buono,
Bellezza e potere,
Sulla bellezza,
Bellezza e competizione,
Ingiustizia nella distribuzione della bellezza,
La musica come strumento di potere,
L'arte come strumento di soggezione,
La bellezza, la bruttezza, il bene, il male.
2017-04-16 Competere
Ognuno cerca di dimostrare di saperla più lunga del prossimo perché la "lunghezza" del sapere è un parametro che contribuisce a determinare lo status, ovvero il prestigio, potere o posizione gerarchica di una persona nella comunità. In ogni dimostrazione di sapere c'è dunque un conflitto di interessi tra l'esigenza di verità e quella di dimostrare che la propria verità sia più vera di quella del prossimo, ovvero che la verità del prossimo sia meno vera della propria. A causa di tale conflitto l'interesse a capire la verità del prossimo è superato dall'interesse a dimostrarne la non verità. Risultato è che tendiamo a cercare difetti anziché pregi nel pensiero altrui (a meno che il pensiero altrui non corrisponda perfettamente al proprio e perciò lo confermi). A tale scopo tendiamo ad attribuire al pensiero altrui caratteristiche e proprietà negative che esso non ha, cosa facilitata dal fatto che non facciamo abbastanza sforzi per capirlo.
2017-04-16 Inconscio
Riflessione in occasione di una festa in cui molti si scambiano auguri di bontà a tempo determinato. Voler bene al prossimo sarebbe forse la soluzione di tutti i mali della società. Peccato che il voler bene, contrariamente a quanto dice il nome, non sia un fenomeno volontario. Infatti non è l'io che vuole bene o male al prossimo, ma l'inconscio. Non è facile capire con quali criteri l'inconscio decide di voler più o meno bene o male ad una persona, ed è ancora più difficile convincerlo a voler bene a chi non vuole (secondo me).
2017-04-21 Bisogni | Amare
Amare qualcosa significa averne bisogno. Per esempio io amo mangiare e infatti ho bisogno di mangiare. Tuttavia posso scegliere diverse forme di cibo. Altro esempio: se io amo una donna vuol dire che ho bisogno di una donna, ma non di una particolare donna e solo di essa. Infatti, se non posso avere una particolare donna, ne posso trovare un'altra che può soddisfare tale bisogno. L'amore irriducibilmente esclusivo è un disturbo mentale, come, ad esempio, nel caso di uno che ama mangiare solo caviale e non tollera qualsiasi altro cibo.
Attenzione, però: bisogno non significa solo desiderio o necessità di avere, possedere o dominare. Esiste anche il bisogno di appartenere, dare, servire, nutrire, proteggere, aiutare, ammirare, scoprire, esplorare, conoscere, giocare, costruire, creare ecc.
2017-04-22 Religione
La maggior parte degli esseri umani ancora oggi crede in cose in cui la maggior parte degli esseri umani non crede. Per esempio le religioni. Infatti ognuno è credente e miscredente a seconda dei punti di vista e la maggior parte degli esseri umani è in errore dato che il numero di persone che credono alla stessa religione non supera il 50% della popolazione della Terra.
2017-04-23 Etica
Vorremmo che gli altri si preoccupassero del nostro benessere, ma noi ci preoccupiamo del loro?
2017-04-23 Bisogni
Ogni essere umano, in persona o attraverso le sue opere e i suoi prodotti, promette agli altri di soddisfare (o frustrare) uno o più bisogni, Cosa promette un film, un libro, una canzone, una poesia, uno spettacolo, un viaggio? Vita, comunione, bellezza, libertà, potere, partecipazione, assoluzione, appartenenza, empowerment, fascinazione, piacere, guarigione ecc.
2017-04-23 Bisogni | Valenza sociale
Che l'Uomo sia sempre alla ricerca di maggior potere nelle sue varie forme è sotto gli occhi di tutti. Mi riferisco al potere politico, economico, religioso, a status, abilità, conoscenza, competitività, prestigio, prevalenza, prelazione ecc. in ogni campo dove un aumento è possibile. Ciò non vuol dire che chi cerca di aumentare il suo potere rispetto al prossimo non sia al tempo stesso incline ad aiutarlo, a dedicarsi ad esso e anche a sacrificarsi per esso. Infatti competizione e cooperazione sono normalmente congiunte.
La questione che pongo è perché noi cerchiamo di aumentare il nostro potere ogni volta che possiamo, e se questo comportamento sia da considerare sano o malato, innocuo o pericoloso e se alla lunga esso contribuisca positivamente o negativamente al bene di chi lo esercita e del suo prossimo.
Comincerei col dire che, secondo me, qualsiasi comportamento umano corrisponde ad un bisogno conscio o inconscio, cioè costituisce una strategia o tattica per soddisfare un bisogno o per evitarne la frustrazione. Infatti il piacere (di qualunque forma) deriva dalla soddisfazione di bisogni innati o acquisiti, così come il dolore dalla loro frustrazione.
Detto ciò, è evidente che la ricerca del potere, oltre che a soddisfare un bisogno fine a se stesso, è un mezzo per ottenere la soddisfazione di tanti altri bisogni, come quelli che riguardano direttamente o indirettamente: vita, salute, sicurezza, appartenenza, partecipazione, integrazione sociale, prestigio, riconoscimento, bellezza, libertà, conoscenza, capacità ecc.
Dato che il potere ha sempre una valenza competitiva, l'aumento di potere di una persona corrisponde ad una diminuzione del potere relativo di tutte le altre; motivo per cui non soltanto ognuno tende ad aumentare il proprio potere rispetto a quello altrui, ma anche ad ostacolare la crescita di quello degli altri.
Ad aggravare la situazione è il fatto che la ricerca di maggior potere è spesso negata e mistificata in quanto considerata egoistica o antisociale, per cui, per non renderci antipatici, tendiamo ad ingannare il prossimo e ad autoingannarci giustificando il nostro comportamento con motivazioni, ovviamente false, diverse dalla ricerca del potere.
Il regno animale e l'evoluzionismo darwiniano sembrano indicare chiaramente che la competizione per il potere (specialmente come precedenza o esclusività nel mangiare e nell'accoppiamento) sia vantaggiosa per la specie, perché facilita la riproduzione degli individui più sani e forti a svantaggio dei più deboli. Non si può escludere che ciò valga anche per la specie umana, anche se nel tempo si sono aggiunti vantaggi evoluzionistici legati alla cooperazione. Possiamo dunque ipotizzare che nell'Uomo convivano dialetticamente istinti naturali di competizione e cooperazione (in proporzione variabile da persona a persona), i quali ci hanno consegnato l'umanità che conosciamo, con i suoi splendori e le sue miserie.
Occorre però osservare che la specie umana, rispetto a quelle degli altri animali, è in grado di controllare i propri istinti, o meglio, ha un apparato istintuale molto più debole. Esso è infatti compensato, e in certi casi sostituito, dall'apparato culturale, che finisce spesso per prevalere nel determinare motivazioni e bisogni acquisiti.
Oggi la specie umana, a seguito del progresso scientifico e tecnologico, dispone di mezzi estremamente potenti nel bene e nel male, ed è potenzialmente capace di estinguersi per mezzo di guerre con armi nucleari, inquinamento e a causa del riscaldamento planetario. Il capitalismo, unito alla facilità di comunicazione e di trasporto, permettono inoltre a pochissime persone di arricchirsi rapidamente e in modo sproporzionato rispetto al resto della popolazione e di dominare la parte più povera mediante la leve economiche e finanziarie di cui dispongono.
E' arrivato dunque il momento di porre un freno alla ricerca di potere, specialmente quello economico, ma questo può essere fatto solo se tale bisogno viene demistificato e riconosciuto in ogni essere umano, non solo nei potenti. Dopodiché sarà possibile negoziare forme di governo tali da consentire una più equa distribuzione del potere tra tutti gli abitanti del pianeta.
Demonizzare il bisogno di potere è controproducente. Esso è naturale e va rispettato in tutti, anche se è ormai diventato indispensabile limitarne la soddisfazione.
2017-04-28 Pensare | Demoni
Dobbiamo smetterla di pensare come se fossimo noi i padroni del nostro comportamento. I padroni sono i nostri demoni. Quello che possiamo fare per contrastare la dittatura dei nostri demoni è stimolare quelli che preferiamo, attraverso il pensiero, cioè pensando ad essi o guardando o ascoltando cose che li evocano.
2017-04-28 Demoni
L'uomo è comandato dai propri demoni. Il suo io è un osservatore passivo del proprio comportamento, se ne ignora le cause, cioè l'attività dei demoni. Questi si contendono il controllo della persona in un conflitto permanente. Se invece l'io è consapevole dei suoi demoni, allora può intervenire nel conflitto stimolando quei demoni che sono stati messi a tacere o rimossi da quelli più prepotenti. Per stimolare un certo demone occorre vedere o immaginare una parola, simbolo o immagine ad esso associati.
2017-04-28 Demoni
Qualunque cosa vediamo o ascoltiamo stimola e attiva certi nostri demoni, li sveglia e promette loro qualcosa, così da suscitare il piacere o il dolore delle relative aspettative.
Ognuno ha una certa capacità e la responsabilità di scegliere quali demoni (propri e altrui) stimolare.
Ognuno dovrebbe scrivere il libro dei propri demoni e scegliere in ogni momento le pagine da sfogliare.
I demoni possono essere attivati singolarmente o pluralmente. Cioè è possibile, e può essere utile, attivare più demoni simultaneamente.
L'attivazione di un solo demone determina la disattivazione e/o frustrazione di tutti gli altri. Perciò è utile attivare simultaneamente tutti i bisogni che possono esserci utili.
2017-04-29 Piacere e dolore
L'unica certezza è che nulla è certo tranne l'esistenza del piacere e del dolore e la nostra maggiore o minore capacità di procurarli a noi stessi e agli altri.
2017-04-29 Bisogni | Emozioni e sentimenti
Il teatro, il cinema, il romanzo, la poesia, l'arte, la musica, consistono nella rappresentazione dei bisogni umani e dei sentimenti causati dalla loro soddisfazione e frustrazione.
2017-04-30 Violenza
Una delle idee più violente da sempre in circolazione è quella espressa da Gesù quando dice "Chi non è con me è contro di me" (Vangeli di Luca 11,14-23 e Matteo 12,30-40).
Questa idea è talmente diffusa (consciamente o inconsciamente), anche al di fuori dei contesti religiosi, che mi chiedo se non sia scritta nel DNA dell'Homo Sapiens. Secondo me essa è corresponsabile del perdurare dell'ignoranza, delle guerre e dell'incomprensione in ogni popolazione.
Non c'è bisogno di esempi per capire che chi non segue i costumi di una comunità viene facilmente considerato come nemico (potenziale o attuale) della stessa da parte degli altri suoi membri, ed è difficile negare che tendiamo (consciamente o inconsciamente) a percepire come una minaccia coloro che la pensano in modo diverso da noi su questioni logiche, etiche o estetiche.
Se coltiviamo l'idea che "chi non è con me è contro di me", esercitiamo una continua violenza verso tutti gli altri, in quanto quell'idea sottintende che considereremo nostro nemico (e lo tratteremo come tale) chiunque, conoscendo le nostre idee, sia in disaccordo con esse.
Questa idea nefasta si basa sul principio aristotelico di non contraddizione, per cui se ciò che io affermo è vero, ogni idea contraria alla mia affermazione è falsa, oppure è vero il contrario e quindi la mia idea è falsa. Ne consegue che se uno afferma di non essere d'accordo con le mie idee, è come se dicesse che io dico il falso, e perciò lo percepisco come bugiardo e calunniatore, quanto basta per fare dell'altro un nemico mio e/o della mia comunità e per usare un atteggiamento aggressivo o difensivo nei suoi confronti.
Per non farci intrappolare dalla logica violenta del principio di non contraddizione dovremmo dunque abituarci a pensare che la verità ha mille volti, anche contraddittori, e che non esiste "la ragione", ma esistono ragioni diverse, e che "chi non è con me non è necessariamente contro di me", e insegnarlo ai nostri figli e ad ogni altra persona che siamo in grado di influenzare.
2017-05-01 Demoni
Un demone può essere attivato volontariamente, ma la sua disattivazione è sempre involontaria.
Uno può decidere di attivare un certo demone volgendo il suo sguardo e/ pensiero a immagini o simboli (comprese le parole) che lo "evocano". Ma per farlo deve venirgli in mente di farlo, gli deve esse suggerito da qualcuno o qualcosa, come un libro, una foto, un film, un computer, una parola o frase, tutte cose che possono essere considerate "stimolatori di demoni".
2017-05-06 Realtà
Secondo me, tutto ciò che esiste (cioè è reale) si manifesta attraverso le seguenti sei dimensioni (o grandezze):
- Spazio
- Tempo
- Energia
- Materia
- Informazione
- Sentimento
Queste dimensioni sono interdipendenti. Infatti:
- Lo spazio può essere definito solo in relazione al tempo e al movimento (cioè all'energia)
- Il tempo può essere definito solo in relazione allo spazio e al movimento (cioè all'energia)
- L'energia e la materia (o massa) possono trasformarsi l'uno nell'altro nel tempo e nello spazio. Senza spazio o senza tempo non ci potrebbero essere energia né materia né movimento.
- L'informazione è l'essenza del DNA, che regola le varie forme di vita. La sua riproduzione è oggetto della vita, e la sua elaborazione oggetto dell'attività mentale conscia e inconscia e quindi dell'intelligenza sia della specie che dell'individuo. Senza informazione nessuna forma di vita sarebbe possibile, nessuna percezione dello spazio, del tempo o dell'energia e nessuna coscienza, idea, ragione o cognizione.
- Il sentimento include i bisogni e il piacere e il dolore derivati dalla soddisfazione e insoddisfazione dei bisogni stessi. Esso ha un ruolo essenziale nella vita degli esseri dotati di sentimenti, come l'Uomo e gli animali superiori, nel senso che tali esseri non potrebbero vivere se privati della capacità di provare sentimenti, se non in uno vegetativo. Questi consistono essenzialmente in attrazione e repulsione verso qualcosa definito, elaborato o percepito informaticamente (istintivamente o culturalmente).
- Qualunque cosa, anche una che non sono in sé portatrice di informazioni o sentimenti (come la materia e un oggetto non vivente), nel momento in cui viene percepita e/o interagita da un essere vivente, produce in esso informazioni e sentimenti. In particolare, qualunque cosa di cui un essere umano percepisce l'esistenza viene rappresentata nella propria mappa cognitivo-emotiva in relazione ad altri oggetti mentali preesistenti e determina le modalità di interazione con la cosa stessa.
2017-05-07 Religione
Dio non ha creato il mondo, Dio è il mondo e noi siamo sue parti in continua trasformazione e interazione secondo certe leggi. E il nulla non esiste, è solo la somma algebrica uguale a zero di materia e antimateria, tempo e antitempo, spazio e antispazio, energia e antienergia. Nessuno può dimostrare che ciò non sia vero, anche se affermazioni diverse possono essere ugualmente vere. Nessuno può confutare le metafisiche perché esse si pongono al di là della fisica e quindi della scienza e della ragione. E' questa la forza e la bellezza di ogni metafisica, anche di quelle più astruse, assurde e pericolose.
2017-05-08 Libero arbitrio
Il libero arbitrio consiste, secondo me, nel potere di scegliere a quali bisogni propri e/o altrui obbedire, ovvero quali forze della natura servire e quali respingere. Qualsiasi azione al di fuori di questa definizione sarebbe insensata, assurda, pazza, mortifera, oltre che inutile. In altre parole, il libero arbitro è la libertà di scegliersi un padrone in ogni momento e cambiarlo quando sentiamo il bisogno di farlo. Unica eccezione è la scelta casuale, ovvero affidarsi ad un meccanismo aleatorio come il lancio di un dado per prendere decisioni associate ai diversi numeri.
Si potrebbe obiettare che siamo in grado di sceglier di fare ciò che ci piace e di rifiutare ciò che ci dispiace, ma ciò equivale a obbedire a quelle complesse forze della natura che decidono per noi ciò che deve piacerci e ciò che non deve. Il nostro io cosciente non può deciderlo, può solo, nel migliore dei casi, essere consapevole delle decisioni che forze interiori inconsce (che io chiamo "demoni" o "motivazioni involontarie", prendono in ogni momento per la nostra persona, e decidere quali assecondare e a quali resistere. Tuttavia anche tale decisione è illusoria, cioè non è libera, in quanto finiamo sempre per scegliere di assecondare i demoni più potenti.
2017-05-09 Bisogni
Chi incontrerò, con chi interagirò, come interagirò, cosa racconterò a quelle persone, cosa nasconderò loro? Tutto quello che faccio o penso in questo momento è una preparazione ai miei prossimi incontri con gli altri. Tutto ciò è facilmente spiegabile con la teoria dei bisogni. Visto che ho bisogno degli altri, cerco di avere la loro benevolenza e per questo evito di fare qualunque cosa possa loro dispiacere.
2017-05-09 Libertà
Non riesco ad immaginare che io possa fare qualcosa che mi renda disumano, spaventoso o odioso alle persone di cui ho bisogno o che stimo. Il super io me lo impedisce anche quando sono solo e nessuno mi vede. È come se io non potessi tenere nascosto nulla di ciò che faccio, e persino di ciò che penso.
2017-05-09 Pensare | Libero arbitrio
La maggior parte degli esseri umano pensa in modo semplice, fatto soprattutto di equazioni (cioè a=b sempre e comunque) soprattutto per quanto riguarda l'uomo stesso.
Noi tendiamo infatti a pensare semplicemente che ogni essere umano agisca come un agente unico e indivisibile (l'individuo) il cui comportamento è determinato dalla propria coscienza e volontà, la quale dipende da certe condizioni persistenti che chiamiamo carattere, temperamento, personalità, esperienze, cultura, visione del mondo, disturbi mentali ecc.
Ma la realtà è molto più complessa. L'essere umano è infatti un microcosmo, un sistema di sistemi il cui comportamento non dipende da un centro di comando unico, ma dall'interazione di diversi centri di comando, che io chiamo dèmoni, uno dei quali è la volontà cosciente, che si illude di avere autorità su tutti gli altri mentre ne subisce normalmente e inconsapevolmente le volontà.
2017-05-09 Bisogni | Psicologia
La metapsicologia è un tipo di psicologia che si occupa delle motivazioni (specialmente quelle inconsce) per cui certe persone si occupano di psicologia come professionisti o come utenti. Chi si occupa di psicologia dovrebbe occuparsi anche di metapsicologia, per limitare le lacune, i bias e gli errori cognitivi dovuti alle proprie motivazioni consce o inconsce riguardanti la psicologia stessa.
Per metabisogni e metamotivazioni intendo bisogni e motivazioni che riguardano bisogni e motivazioni propri e altrui, e che includono a rilevarli, capirli analizzarli, giudicarli, modificarli, causarli, crearli, indurli, stimolarli, accentuarli, alleviarli, reprimerli, nasconderli, fingerli, mistificarli, negarli ecc. in certi modi, per ottenere dei vantaggi.
Differenza tra bisogno e motivazione: Il bisogno è una necessità che se non viene soddisfatta provoca disturbi, malattie o morte; la motivazione è il meccanismo mentale mediante il quale il bisogno cerca di ottenere la sua soddisfazione.
2017-05-10 Bisogni
La religione è la fenomenologia di un pervasivo bisogno (conscio o inconscio) di sottomissione e obbedienza, sia passive che attive, vale a dire bisogno di sottomettersi e di sottomettere, di obbedire e di farsi obbedire, di rispettare un'autorità e di farsi rispettare come tale, di servire e di farsi servire. Lo stesso si può dire del servizio militare, del conformismo, della morale e dell'appartenenza, integrazione e interazione sociale in generale. La natura umana è fortemente caratterizzata da questo bisogno, ma anche da quello opposto, cioè di liberarsi da tale stesso bisogno, o almeno di negarlo. Questo bisogno di libertà è tuttavia molto più raro, volatile e difficile da soddisfare, e spesso illusorio. È un fatto di cui ogni scienza umana dovrebbe tenere contro per essere applicata con successo alla politica, all'economia e alla psicoterapia.
2017-05-12 Bisogni | Amare
Per me l'amore è bisogno (conscio o inconscio) di servire (dare, cedere, assecondare, essere utile, obbedire, appartenere, seguire, imparare, aiutare, nutrire, far godere l'altro) e farsi servire (ricevere, prendere, dominare, utilizzare, comandare, possedere, guidare, insegnare, farsi aiutare, farsi nutrire, godere dell'altro) in modo reciproco tra gli amanti. Se manca la reciprocità, vale a dire se uno serve e l'altro no, l'amore svanisce. Questa reciprocità, che può essere più o meno equilibrata, può variare nel tempo col variare delle condizioni e con il crescere e modificarsi delle personalità.
2017-05-14 Natura umana
Secondo me, per poter concepire soluzioni ai problemi sociali (compresi quelli politici ed economici) bisogna avere una concezione realistica della natura umana. Se la gente non riesce a condividere idee politiche ed etiche e a lavorare insieme per la soluzione dei problemi sociali, il motivo, secondo me, è che le persone hanno idee troppo diverse sulla natura umana, o anche simili, ma sostanzialmente errate o insufficienti. Questo, secondo me, è il vero problema da risolvere: riuscire a condividere una visione realistica e abbastanza completa della natura umana, soprattutto in senso psicologico. Se non si risolve prima questo problema, non si risolvono gli altri, se non lentamente, aleatoriamente, e tra una catastrofe e l'altra, come è avvenuto finora.
2017-05-16 Natura umana
Una delle caratteristiche più importanti della natura umana è la capacità dell'Uomo di essere ammaestrato, in modo spesso irreversibile, a credere, apprezzare o disprezzare certe cose. L'Uomo è un animale ammaestrabile.
2017-05-16 Pensare
A nessuno interessano i pensieri, progetti, bisogni, desideri, sentimenti, ragionamenti di un altro, a meno che essi non siano affini o favorevoli ai propri o costituiscano una minaccia.
2017-05-17 Arroganza
Sarei preoccupato se nessuno rifiutasse o criticasse ciò che dico. Potrebbe significare che sono incomprensibile, che dico delle banalità o che ciò che dico è talmente ovvio, inutile, stupido, astruso o assurdo che non merita di essere preso in considerazione né discusso. Siccome cerco di concepire idee contrarie o al di fuori del senso comune, una certa opposizione o accusa di arroganza è per me segno di riuscita.
2017-05-17 Intelligenza | Intellettuali
Le persone si possono classificare secondo un continuum e un miscuglio ai cui estremi ci sono l'intellettuale e il muscolare. Il primo preferisce scommettere sulla capacità e la bellezza dell'intelligenza, il secondo sulla forza e la bellezza fisica.
2017-05-18 Natura umana
Per ogni cosa che esiste o accade ci può essere la corrispondente metacosa, ovvero il pensiero, la riflessione, la discussione, l'indagine, la critica, lo studio, la descrizione, la ricerca di fine e di senso ecc. della cosa stessa. Così, per ogni gioco ci può essere un metagioco, per ogni vita una metavita, per ogni uomo un metauomo, Insomma per il mondo un metamondo.
Per essere più precisi, per ogni cosa ci possono essere tante metacose, una per ogni persona e per ogni momento in cui la persona è occupata a pensare la cosa.
Anche le discipline che studiano i fenomeni umani possono avere le loro metadimensioni: così per la psicologia possiamo avere una metapsicologia (o psicologia della psicologia), che studia la psicologia degli psicologi, per la filosofia la metafilosofia (o filosofia della filosofia), che studia la mentalità e la psicologia dei filosofi, per la sociologia la metasociologia (o sociologia della sociologia), che studia le società, le mentalità e la psicologia dei sociologi ecc.
Mentre i fatti non cambiano e sono univoci, i metafatti possono cambiare tante volte, da persona a persona e in una stessa persona. Possiamo quindi parlare di una unica verità e di tante metaverità. Infatti ogni filosofo o non filosofo, già da bambino, ci propone le sue metaverità dopo essere stato addestrato (in modo spesso irreversibile) a credere in alcune di esse.
Ma la metacosa può anche non esserci. Si può infatti vivere senza chiedersi perché e senza cercare di capire la vita stessa, propria o altrui.
Mi sembra che la caratteristica più importante dell'uomo, ciò che lo differenzia dagli altri animali sia proprio la capacità e la motivazione a costruire ed usare metacose. Questa riflessione, ad esempio, è una forma di metauomo.
Io, infatti, oltre alla mia vita, vivo una metavita, e una meta-metavita e così via, come uno specchio che si riflette in un altro specchio in un gioco infinito di riflessioni.
2017-05-18 Bisogni | Natura umana | Comprendere
La Metanalisi di un comportamento o fenomeno umano (particolare o generale) è un'indagine razionale ed emotiva che mira alla comprensione del comportamento o fenomeno stesso, cioè alla comprensione dei motivi, ovvero dei bisogni, che danno luogo ad esso e delle circostanze in cui tali bisogni si attivano o disattivano, vengono soddisfatti o frustrati e danno come conseguenza luogo a piaceri e dolori, servire e fruire.
Nella Metanalisi si ricercano dunque i bisogni, i loro attivatori e inibitori, i piaceri, i dolori, il servire e il fruire rispetto ai bisogni dei soggetti considerati e dei loro interattori. In altre parole, la Metanalisi di un fenomeno umano cerca di rispondere alla domanda: perché esso avviene? Per quali cause e fini? Laddove le cause sono sempre dei bisogni e i fini la loro soddisfazione.
La Metanalisi studia, tra l'altro, le percezioni che i protagonisti di un fenomeno umano hanno del fenomeno stesso, le analisi che essi ne fanno, la logica che ad esso applicano e le associazioni cognitivo emotive con cui lo affrontano.
Per una estrema semplificazione della metanalisi basterebbe immaginare per ogni essere umano, due liste: una dei suoi bisogni soddisfatti e una di quelli insoddisfatti e cercare di riempire tali liste osservando il comportamento della persona esaminata.
La metanalisi può essere sincrona (cioè fatta durante l'interazione con una persona che si vuole metanalizzare) o asincrona (cioè fatta senza la presenza della persona oggetto della metanalisi).
Fare Metanalisi sincrona è molto difficile, almeno inizialmente, perché riduce la spontaneità dell'interazione, ma vale la pena di imparare a farla. È durante l'interazione che essa è più utile, in quanto può dirigere in modo ottimale il corso dell'interazione stessa.
La Metanalisi all'inizio è asincrona, poi sincrona forzata, poi sincrona spontanea. Chi vuole un certo tempo ed esercizio per posare da una fase all'altra.
2017-05-18 Vita
Posso sperare che la mia vita sia migliore di quella di miliardi di altre persone del passato o del presente? A parte la fortuna (e le ingiustizie che da essa dipendono), cosa potrebbe rendere la mia vita migliore (ovvero più piacevole da vivere) di tante altre?
2017-05-18 Natura umana
Solo ciò che può essere speso o utilizzato nelle interazioni con gli altri ha valore. Non esistono valori intrinseci ad eccezione dei mezzi di sopravvivenza, che valgono anche per gli altri animali. I valori umani sono sempre e soltanto sociali.
2017-05-18 Interagire
Ci sono persone con cui sicuramente interagirò, per esempio mia moglie e i miei figli, gli amici miei e di mia moglie. Altre persone che ancora non conosco.
Come mi presenterò a tutte queste persone? Cosa offrirò e chiederò loro? Cosa proporrò di fare insieme? Cosa mostrerò e cosa nasconderò loro? Quali strategie adotterò? Cosa sarò disposto ad accettare di loro?
E gli altri, come si presenteranno a me? Cosa mi offriranno e chiederanno? Cosa mi proporranno di fare insieme? Cosa mi mostreranno e mi nasconderanno? Quali strategie adotteranno? Cosa saranno disposti ad accettare di me?
Ho la sensazione di aver fatto un'importante salto di qualità nel mio sviluppo intellettuale. Ho capito che solo ciò che può essere speso o utilizzato nelle interazioni con gli altri ha valore. Non esistono valori intrinseci ad eccezione dei mezzi di sopravvivenza, che valgono anche per gli altri animali. I valori umani sono sempre e soltanto sociali.
2017-05-19 Interagire
Una delle cose che rendono la vita umana straordinaria rispetto a quella degli altri animali è la capacità di immaginare interazioni, ovvero di simularle nella propria mente. L'Uomo vive infatti, oltre una vita reale, una vita immaginaria che, quasi come quella reale, può essere fonte di piaceri e dolori.
Un esempio di vita immaginaria è il romanzo, stampato o filmato. Il motivo per cui si leggono romanzi, si vedono film, e forse anche il motivo per cui si scrivono o si mettono in scena, è quello di vivere un pezzo di vita immaginaria, che può essere spesso più interessante della vita reale ed ha il vantaggio, essendo immaginaria, di non procurare danni permanenti in caso di errori o sventure.
Un altro vantaggio della vita immaginaria è quello di addestrarci ad interagire con gli altri in modi che potranno essere usati nella vita reale. In altre parole, così come i giochi dei bambini e dei piccoli di animali servono a prepararli per le future interazioni reali, una funzione analoga possono avere le interazioni immaginarie di cui sono fatti i romanzi e i film.
È bene, dunque, coltivare le interazioni immaginarie, sia in modo passivo, cioè leggendo romanzi e vedendo film, sia in modo attivo, cioè inventando storie e racconti di cui siamo protagonisti diretti o per identificazione.
Esercitare l'immaginazione ci permetterà di ampliare i nostri orizzonti, ci farà uscire dalle nostre gabbie mentali, ci suggerirà nuovi modi, più creativi e produttivi, di interagire con gli altri per una migliore soddisfazione reciproca.
2017-05-19 Inconscio
Ciò che oggi è nel cuore all'inizio era nella testa. Ciò che oggi è inconscio all'inizio era conscio. È l'abitudine che rende spontanee, involontarie, acritiche, inconsce cose che inizialmente erano forzate, volontarie, critiche e consapevoli.
2017-05-22 Politica
La politica consiste nello stabilire e far rispettare divieti e obblighi, nel redistribuire poteri e ricchezze, e nel fare guerre e accordi con altri paesi. Tutte queste cose hanno impatti diretti e indiretti sui bisogni e gli interessi delle persone, impatti spesso conflittuali in quanto il favorire gli interessi di certe persone equivale a sfavore gli interessi di certe altre. La politica è dunque, o dovrebbe essere, soprattutto gestione degli interessi e dei conflitti d'interesse tra persone reali.
Tra gli interessi delle persone reali ci sono prima di tutti gli interessi personali dei politici di professione, che spesso prevalgono sugli interessi delle persone governate.
E' bene quindi non dimenticare mai che le scelte e le proposte dei politici servono a soddisfare i propri interessi personali prima che quelli dei cittadini, interessi che consistono essenzialmente nella conquista, mantenimento e accrescimento del potere personale.
D'altra parte, per ottenere il voto del maggior numero possibile di persone, i politici debbono promettere la soddisfazione degli interessi degli elettori, e siccome gli interessi delle persone sono normalmente conflittuali, i politici debbono scegliere una o più categorie di persone da favorire a danno delle altre, e idee politiche coerenti con la loro scelta di campo.
Per questo motivo la politica è essenzialmente una guerra tra interessi contrapposti, a cominciare dagli interessi personali degli stessi politici.
2017-05-22 Conoscere
Ogni essere umano è un sistema facente parte di un sistema di sistemi, ovvero un microcosmo in continua interazione simbiotica con altri microcosmi, quali gli altri umani.
L'individuo è dunque un mondo, o ha in sé un mondo, il "suo" mondo, che può essere più o meno simile ai mondi altrui. Le differenze dipendono dai corredi genetici, dalle esperienze personali e dal caso.
Mi pare che non si riflette mai abbastanza sulle differenze tra i mondi individuali e sull'opportunità, motivazione o timore, di esplorare i mondi altrui, con o senza un invito o permesso da parte degli interessati. E' un'esplorazione che facciamo più volentieri nei mondi di personaggi virtuali, come quelli dei libri (specialmente romanzi) e dei film, ma siamo ritrosi a fare con persone reali.
A tale proposito, mi convinco sempre di più che esiste una "normale" paura inconscia di esplorare i mondi altrui, tanto più grande quanto più essi ci appaiono diversi dai nostri negli aspetti più profondi.
E' come se temessimo di essere ingoiati dal mondo dell'altro, di diventarne parte e non poter più tornare nel nostro.
E' come se non potesse esistere che un mondo "vero", per cui o è vero il mio o quello dell'altro, e se esplorando il mondo dell'altro scopro che esso è vero, allora il mio è falso, e immediatamente crolla e il mio "io" con esso. Ci fa dunque paura l'idea che il mondo altrui sia vero, o più vero del nostro, come se questo non fosse correggibile o migliorabile.
Del nostro mondo, infatti, siamo disposti a modificare solo gli aspetti marginali, esteriori, ma non quelli fondanti, anche se ci rendiamo conto dei loro difetti e ne soffriamo. Perché si tratta delle basi su cui abbiamo costruito la nostra personalità, per cambiare le quali bisognerebbe abbattere tutto l'edificio per poi ricostruirlo con un progetto diverso. Insomma, cambiare la struttura portante del proprio mondo significherebbe morire (in senso psichico funzionale), e questo, giustamente, fa paura al nostro inconscio, che si difende in tutti i modi da tale eventualità, adottando resistenze al cambiamento che sono sotto gli occhi di tutti.
Ma se siamo consapevoli di questa paura inconscia di cambiare, possiamo superarla con la volontà. Conviene farlo per tre motivi.
Primo, perché la conoscenza dei mondi altrui ci aiuta a capire le ragioni e la logica dei lori comportamenti, i loro bisogni, le loro emozioni, e a negoziare con loro i migliori rapporti possibili, senza necessariamente modificare il nostro mondo.
Secondo, perché nei mondi altrui potremmo scoprire cose utili o piacevoli che possiamo aggiungere, incorporare nel nostro senza modificarne la struttura portante, cioè arricchendolo e potenziandolo senza inconvenienti.
Terzo, perché nei mondi altrui potremmo scoprire cose che potrebbero mettere in discussione il nostro, rilevarne gli errori e aiutarci a correggerlo e migliorarlo in modo più o meno profondo. Perché se è vero che cambiare le fondamenta del proprio mondo equivale a morire, si tratta tuttavia di una morte virtuale, che può dar luogo ad una meravigliosa rinascita dopo un periodo più o meno lungo di crisi in cui costruire nuove abitudini mentali e soprattutto relazionali.
2017-05-22 Bisogni | Tecnologia
L'Uomo non ha bisogno di tecnologia, ha bisogno di certe cose che, in certi casi, possono essere ottenute più facilmente con l'aiuto di una tecnologia. Se la tecnologia diventa fine a se stessa e si dimenticano i bisogni che la tecnologia dovrebbe aiutarci a soddisfare, allora la società è malata.
2017-05-23 Conoscere
Senza accorgercene, accettiamo come spiegazione ciò che non spiega, come risposta ciò che non risponde, come soluzione ciò che non risolve. Se non vogliamo essere ingannati, dobbiamo rifiutare ciò che non è quello che afferma di essere.
2017-05-23 Natura umana
Da un punto di vista religioso, studiare scientificamente la natura umana è un peccato contro la religione stessa, la quale si arroga il diritto e il dovere di stabilire chi abbia creato l'uomo, con quali fini e quali capacità. Lo studio della natura umana è dunque una dimostrazione di mancanza di fede e/o di sfiducia nella religione, nel suo dio e nei suoi sacerdoti. Ciò vale a meno che la natura umana venga studiata nel rispetto e in coerenza con le sacre scritture, ovvero sia solo un approfondimento, una spiegazione o addirittura una conferma (e mai un'alternativa), rispetto a quanto stabilito nei testi sacri.
Questa connotazione "peccaminosa" dello studio della natura umana, ha avuto conseguenze nefaste per lo sviluppo culturale dell'umanità ed è ancora molto diffuso, anche in ambienti non religiosi, laddove la conoscenza della natura umana, sottratta al monopolio intellettuale religioso, è affidata al sapere popolare, che pochi osano sfidare.
2017-05-23 Bisogni
Un essere umano è costituito dai suoi bisogni. L'Uomo, inteso come corpo e mente, si costruisce sui suoi bisogni, da essi, con essi e per essi. La vita è fondata sui bisogni. I bisogni non sono un aspetto della vita, sono l'origine e i motori della vita.
2017-05-24 Bisogni | Intelligenza
L'intelligenza emotiva è la capacità di comprendere e conciliare i bisogni propri e quelli altrui.
2017-05-25 Verità
"Le masse non hanno mai conosciuto la sete della verità. Hanno bisogno di illusioni e a queste non possono rinunciare. L’irreale ha costantemente in esse la precedenza sul reale, soggiacciono all’influsso di ciò che non è vero quasi altrettanto che a quello di ciò che è vero. Hanno l’evidente tendenza a non fare alcuna distinzione tra i due." [S. Freud]
2017-05-26 Bisogni
L'Uomo ha bisogno di bisogni, perché senza bisogni da soddisfare non c'è piacere né dolore, né emozioni né sentimenti, né valori, né motivazioni.
2017-05-27 Problemi
La gente, incapace di affrontare i problemi generali dell'umanità, si occupa di quelli particolari.
2017-05-30 Bisogni
E' sorprendente che gli esseri umani, nonostante l'importanza dei loro bisogni e il fatto che questi possono essere soddisfatti solo grazie alla cooperazione tra individui, essi non abbiano l'abitudine né la capacità di negoziare personalmente la soddisfazione dei bisogni stessi attraverso accordi di collaborazione tra le persone interessate.
Tale incapacità è dovuta soprattutto all'ignoranza dei propri bisogni e all'illusione che gli altri possano conoscerli senza che noi li dichiariamo, come se gli altri avessero bisogni identici ai nostri o fossero tanto sensibili da intuirli.
E' dunque fantascienza o utopia immaginare che due persone dialoghino allo scopo di esprimere reciprocamente i propri bisogni e ciò che vorrebbero l'una dall'altra, per soddisfarli.
2017-05-30 Speranza
La speranza è la previsione che uno o più bisogni verranno soddisfatti con certezza o con una certa probabilità entro un certo tempo.
La speranza è fonte di gioia o piacere, anche se l'evento sperato non si avvererà nei tempi previsti.
La speranza è indispensabile per motivare il soggetto ad agire per il raggiungimento di quanto sperato. In altre parole, chi non spera nel successo di un progetto, non si impegna per il raggiungimento del successo stesso.
2017-05-31 Bisogni | Natura umana | Sistemica | Vita | Comprendere
ABSTRACT: Questo articolo presenta la sintesi di una ricerca sulla natura umana incentrata sul concetto di bisogno come motore della vita nei geni, nelle cellule, negli organismi vegetali e animali e nell'Homo Sapiens. Negli animali superiori e nell'uomo il bisogno è visto anche come generatore di sentimenti ed emozioni, piacere e dolore ed è associato all'idea di dèmone come agente autonomo, inconscio e involontario, che concorre con altri dèmoni, spesso in modo conflittuale, a determinare il comportamento e la coscienza dell'individuo.
I principali concetti chiave per comprendere la
vita nel suo divenire sono, secondo me, quelli di
sistema,
informazione,
interazione e
bisogno e, per le forme di vita più complesse, come quella umana, quello di
sentimento.
Il concetto di
sistema è importante perché il mondo è un sistema di sistemi, come pure lo sono la biosfera, tutti gli esseri viventi, gli esseri umani, la loro mente o psiche e le società. Un sistema è un insieme di parti che
interagiscono obbedendo alle leggi della natura e cercando di soddisfare i propri
bisogni. Dalla
interazione delle parti, che può essere simbiotica come nei gruppi sociali, possono emergere caratteristiche che non erano presenti nelle singole parti, ovvero negli individui. Per questo si dice che un sistema è più della somma delle sue parti.
Il concetto di
informazione è importante negli esseri viventi perché la vita è basata su informazioni (codificate nel DNA) che istruiscono la materia vivente a conservarsi, svilupparsi, riprodursi e morire di vecchiaia, con o senza variazioni o mutazioni. Infatti le parti, o organi, che costituiscono un essere vivente comunicano tra loro scambiando informazioni (oltre che sostanze) e il loro comportamento è determinato da informazioni sia di origine genetica, sia acquisite attraverso interazioni precedenti. In tal senso si può dire che gli esseri viventi siano dei sistemi informatici (sebbene dotati di sentimenti).
Il concetto di
interazione è importante perché un sistema non può esistere, né tanto meno vivere senza che vi sia un’interazione tra le sue parti, ovvero uno scambio di informazioni, sostanze ed energie più o meno complesso. In particolare, la mente umana si forma attraverso le interazioni con gli altri e allo scopo di apprendere ad interagire con gli altri in modo funzionale alla soddisfazione dei
bisogni propri e altrui.
Il concetto di
bisogno è importante per un sistema vivente (o un
ecosistema) perché ogni parte dell’ecosistema, risalendo fino alla cellula, si comporta in modo da soddisfare dei bisogni che sono codificati nel suo DNA e altri che si sono sviluppati attraverso interazioni con il resto del mondo. Il bisogno più elementare è quello dei geni, che hanno bisogno di riprodursi e lo fanno con strategie che si differenziano attraverso l’evoluzione della specie e che possono comportare lo sviluppo di nuovi bisogni o bisogni subordinati. Infatti. ogni bisogno è un mezzo, tentativo, o strategia per soddisfare un bisogno di ordine superiore.
Trovo utile immaginare che i bisogni siano presidiati da agenti autonomi inconsci e involontari che io chiamo
dèmoni il cui scopo è quello di ottenere la soddisfazione dei bisogni di cui sono custodi, in concorrenza con gli altri dèmoni nel cercare di dirigere il comportamento del soggetto in direzioni particolari. Questo controllo motivazionale viene attuato mediante la generazione di sentimenti di attrazione o repulsione, piacere o dolore, secondo quanto codificato nella
mappa cognitivo-emotiva che si è formata nel soggetto attraverso le sue esperienze.
L’
io cosciente, che è solo un componente del
sistema psiche (sul quale ha poteri molto limitati), non può modificare l’attività dei suoi dèmoni se non, indirettamente, sottoponendosi ad una psicoterapia o mediante esercizi di meditazione; tuttavia può rifiutarsi di obbedire ai loro comandi. Questo rifiuto, però, può costare sofferenze, disagi, insicurezza, depressioni, attacchi di panico, autoboicottaggi, psicosi ecc. Infatti i
disagi e i
disturbi psichici sono generalmente dovuti alla frustrazione prolungata, repressione o rimozione di bisogni particolari o al conflitto tra bisogni antitetici, come il bisogno di appartenenza/integrazione sociale, e quello di individuazione/opposizione.
Il concetto di
sentimento, inteso in senso lato, cioè come capacità di avere sensazioni o emozioni e di esserne consapevole, è importante perché permette al soggetto (uomo o animale superiore) di utilizzare la sua intelligenza allo scopo di provare sentimenti piacevoli e di evitarne di spiacevoli, ovvero ottenere il massimo piacere e il minimo dolore nelle varie forme possibili, da quelle più fisiche a quelle più mentali. In tal modo, la specie del soggetto ottiene la soddisfazione dei suoi bisogni e quindi la propria conservazione, riproduzione ed evoluzione.
Agire e sentire (nel senso di provare sentimenti) sono connessi, in quanto normalmente si agisce sotto l'effetto e a causa di certi sentimenti e/o per ottenere certi sentimenti. In altre parole, il sentimento è la causa e il prodotto (o feed-back) dell'azione.
I concetti di
sentimento e di
bisogno sono intimamente legati in quanto il sentimento è la misura del grado di soddisfazione di uno o più bisogni. Infatti il piacere deriva dalla soddisfazione di bisogni, e il dolore dalla loro insoddisfazione. Le
paure (ovvero, per meglio dire, i
rigetti) sono bisogni di evitamento di qualcosa. Senza i bisogni non ci sarebbero sentimenti, né emozioni, né piaceri, né dolori, né gioie, né tristezze.
Per comodità di analisi, ho diviso i bisogni umani nei seguenti sei gruppi. Il concetto di bisogno è qui inteso in senso lato e comprende quelli di istinto, desiderio, passione, interesse, attrazione, pulsione, motivazione, speranza e simili.
- bisogni biologici (salute, sopravvivenza, rapporti sessuali, riparo, nutrizione, protezione e allevamento della prole, stimolazione, sensazioni, riposo, sonno, esercizio fisico, igiene, guarigione dalle malattie ecc.)
- bisogni di comunione (appartenenza e integrazione sociale, comunità, condivisione, alleanza, affiliazione, solidarietà, affinità, intimità, interazione, cooperazione, partecipazione, servire, accettazione, approvazione, accoglienza, rispetto, moralità, ritualità, dignità, responsabilità ecc.)
- bisogni di bellezza (armonia, semplicità, uniformità, conformità, coerenza, pulizia, simmetria, regolarità, purezza, ritmo, danza, canto, suono, musica, poesia ecc.)
- bisogni di libertà (individuazione, diversità, ribellione, opposizione, trasgressione, novità, innovazione, creatività, cambiamento, umorismo, egoismo, riservatezza, irresponsabilità ecc.)
- bisogni di sapienza (linguaggi, conoscenze, comprensione, esplorazione, calcolo, misurazione, informazione, osservazione, monitoraggio, previsione, memoria, ricordi, registrazione, documentazione ecc.)
- bisogni di potenza (potere, abilità, capacità, supremazia, superiorità, prevalenza, dominio, proprietà, possesso, competitività, aggressività, controllo, arroganza, gelosia, invidia ecc.)
Per ognuno dei gruppi sopra elencati immagino che esista un
dèmone (o più d'uno) che si occupa della soddisfazione dei relativi bisogni in modo autonomo, inconscio e involontario rispetto all'io cosciente.
Le scienze umane (psicologia, filosofia, sociologia, antropologia, storia, linguistica ecc.) cercano di conoscere la natura umana (ovvero il funzionamento del sistema Uomo) ognuna dal suo punto di vista specializzato, parziale e spesso controverso. L’Uomo, d’altra parte, avrebbe bisogno di comprendere la propria natura in tutti i suoi aspetti essenziali, per vivere al meglio la propria vita. Infatti i fenomeni umani sono tutti tra loro intimamente collegati e interdipendenti, ed è difficile capire una parte del "sistema natura umana" senza capire tutte le altre e l'intero almeno a grandi linee.
Purtroppo, anche a causa della specializzazione, della cessata integrazione delle scienze umane e dell’influenza delle religioni, c'è una diffusa ignoranza e misconoscenza sulla natura umana in generale e in particolare per quanto riguarda i bisogni umani (genetici e acquisiti). Tale condizione è causa dello stato confuso dell’Homo Sapiens, un ex animale non ancora diventato Uomo, che continua a fare inutilmente del male a se stesso e al prossimo.
Secondo me la saggezza (che si potrebbe anche chiamare intelligenza emotiva) consiste nel comprendere i bisogni propri e altrui (e i corrispondenti sentimenti e dèmoni), e usare la propria intelligenza per valutarli e conciliarli, ovvero per soddisfare entrambi ove possibile, dato che un essere umano, per soddisfare i propri bisogni necessita della cooperazione di altri esseri umani, i quali sono disposti a cooperare solo nella misura in cui grazie a tale cooperazione riescono a soddisfare anche i propri. Inoltre, a livello personale, è importante soddisfare tutti i propri bisogni “sani”, senza frustrarne o rimuoverne alcuno, per evitare di incorrere in sofferenze e disturbi psichici.
A fronte di quanto sopra esposto, pongo, a chi mi ha letto, i seguenti quesiti.
- Conoscete i vostri bisogni e quelli altrui?
- Siete in grado di distinguere i bisogni sani da quelli insani indotti da una società stupida o malata?
- Siete consapevoli della presenza, in voi e negli altri, di dèmoni che determinano involontariamente il vostro comportamento e la vostra coscienza?
- Siete capaci di negoziare esplicitamente la soddisfazione dei bisogni vostri e dei vostri interlocutori?
2017-06-01 Bisogni
Nel repertorio dei bisogni umani, ritengo opportuno aggiungere un "bisogno di pressioni sociali" intendendo per "pressioni" sia quelle fisiche (abbracci, carezze, tenerezze, massaggi ecc.) di cui i bambini, specialmente i neonati, hanno tanto bisogno per sviluppare la loro psiche, ma anche le pressioni virtuali o simboliche con cui gli esseri umani interagiscono trasmettendo l'uno all'altro richieste, proposte, inviti, riconoscimenti, promesse, indicazioni, aiuti ecc.
In assenza di pressioni sociali si muore, prima mentalmente, poi fisicamente, perché la vita di un essere umano è fondata sulle interazioni sia fisiche che simboliche con i propri simili, è da esse stimolata e attivata, e grazie ad esse può svilupparsi ed evolvere.
Il bisogno di pressioni sociali è collegato al bisogno di interazione in quanto la pressione sociale si esercita attraverso un'interazione, ovvero uno scambio di transazioni simboliche o fisiche, e d'altra parte le interazioni servono a scambiare le pressioni sociali regolatrici di cui l'uomo ha bisogno.
Purtroppo, però, le pressioni sociali possono consistere anche in violenze fisiche e verbali, come aggressioni, percosse, ferite, offese, minacce, imposizioni, ricatti, costrizioni, asservimenti, punizioni di qualsiasi tipo ecc. oppure possono convogliare richieste di servizi che non saranno ripagati. Perciò le pressioni sociali possono essere svantaggiose o far paura.
Il destino dell'uomo è dunque quello di districarsi tra il bisogno e la paura delle pressioni sociali, motivazioni positive e negative che possono escludersi a vicenda paralizzando la persona.
Per non restare intrappolati nel conflitto tra bisogno e paura degli altri, conviene prima di tutto considerare che ogni essere umano è un potenziale amico, benefattore o fonte di piacere ma anche un potenziale nemico, malfattore o disturbatore, e che va "rispettato" come tale, evitando di dividere irrimediabilmente gli altri in amici o nemici, buoni o cattivi.
Inoltre, conviene imparare a negoziare consapevolmente ed esplicitamente la soddisfazione dei bisogni propri e altrui con i possibili interlocutori, tenendo conto delle pressioni sociali positive e negative che possono prodursi da un eventuale rapporto.
2017-06-01 Bisogni
La tecnologia ha eliminato tanti bisogni, troppi, al punto che oggi siamo a corto di motivazioni.
2017-06-02 Bisogni
Cosa mi aspetto dagli altri? Cosa gli altri si aspettano da me? Rispondo in modo generico dicendo che io mi aspetto che gli altri mi aiutino a soddisfare i miei bisogni o mi impediscano di soddisfarli, e che lo stesso vale per gli altri nei miei confronti. Infatti ogni essere umano ha la capacità di aiutare o ostacolare gli altri nella ricerca della soddisfazione dei propri bisogni.
Il problema è che una stessa persona può aiutarmi a soddisfare certi bisogni e ostacolarmi nella soddisfazione di altri, e inoltre in un dato momento può aiutarmi a soddisfare certi bisogni e in una altro momento ostacolarmi nella soddisfazione degli stessi.
Questo causa una indecisione sulla convenienza o meno di stabilire dei rapporti con certe persone, dato che non esistono garanzie sul loro comportamento nei nostri confronti.
2017-06-06 Natura umana
Che senso ha discutere di aspetti particolari della natura umana se non c'è il minimo accordo sui suoi aspetti generali, né tra gli accademici, né tra la gente comune? E' come se uno che non ha mai visto altro che il suo paesello volesse parlare di geografia.
2017-06-14 Demoni
Il demone della dignità è sempre all'opera, anche quando siamo soli. E' come se un essere umano non fosse mai solo, come se fosse sempre tenuto a rispondere agli altri delle sue scelte, compreso il modo in cui passa il suo tempo libero, compreso ciò che fa in solitudine. Perché tutto ciò che facciamo contribuisce a definire la nostra personalità, la nostra immagine sociale, dalla quale dipende la nostra accettabilità e rispettabilità da parte degli altri.
2017-06-15 Bisogni | Dignità
Esiste un bisogno, che io chiamo "di dignità", che è molto più diffuso e ponente di quanto possiamo immaginare, dato che agisce per lo più inconsciamente. Ho infatti il sospetto che quasi tutto ciò che facciamo (ad eccezione della soddisfazione di bisogni fisici) lo facciamo per ottenere o confermare una dignità sociale, ovvero un'appartenenza a qualche gruppo o categoria sociale accettato e rispettato dalla società, ovvero un'identità sociale accettabile.
Non solo in ognuno di noi agisce un'autocensura che ci impedisce di fare cose socialmente inaccettabili o mal viste, ma anche una sorta di senso del dovere che ci spinge a fare cose che hanno un valore rituale, significativo dell'appartenenza a certi gruppi o categorie sociali. Infatti, il non fare nulla, a meno che non si tratti di riposo, è considerato un comportamento asociale.
2017-06-15 Interagire
Quasi tutto ciò che facciamo, ad eccezione della soddisfazione dei bisogni fisici, lo facciamo per confermare la nostra appartenenza, o essere accettati o riconosciuti come degni appartenenti a qualche gruppo o categoria sociale.
Questo ci è necessario per poter interagire con vantaggio con altri esseri umani, perché ogni interazione presuppone certe appartenenze a certi gruppi o categorie.
2017-06-15 Interagire | Bisogni | Dialogo
Ci sono persone per cui conversare serve solo a confermare la loro appartenenza a certi contesti sociali, e ad ottenere riconoscimenti e rassicurazioni in tal senso. Esse sono incapaci di condurre un dialogo creativo o costruttivo in senso filosofico.
In altre parole la maggior parte della gente ha bisogno di conversare solo per essere rassicurata nelle proprie appartenenze e dignità sociali.
2017-06-15 Bisogni
Siamo continuamente spinti ad esprimere agli altri la nostra comune o non comune appartenenza a qualche contesto sociale. Questo bisogno è fonte di tensione perché da essa dipende il carattere della relazione con l'altro. Infatti, quando due umani si incontrano, la prima cosa che sentono di dover fare è stabilire se siano amici o nemici, ovvero se interagire in modo amichevole o ostile, ovvero se appartengano alla stessa confraternita o a confraternite diverse, e, in quanto diverse, ostili. Anche una semplice e banale conversazione può servire allo scopo. È difficile, se non impossibile, sfuggire al reciproco riconoscimento delle appartenenze. Perché non parlare è segno di ostilità o estraneità, e parlare comporta rivelare le proprie appartenenze.
2017-06-15 Confliggere
La spontaneità è un lusso che solo chi non ha grandi conflitti interiori può permettersi.
2017-06-15 Demoni
Sono un demonifero (portatore di demoni) in mezzo a tanti altri demoniferi.
Quando interagisco con una persona, in realtà i miei demoni interagiscono con i suoi.
Dovremmo smetterla di considerare le persone come fenomeni unitari, cioè guidati da una unica coscienza e dotati di una unica volontà. Ogni persona è un portatore di demoni autonomi, indipendenti e spesso antagonisti, che concorrono per determinare il comportamento della persona stessa.
Si potrebbe anche stabilire una tipologia umana beata sul modo in cui i demoni del soggetto si rapportano, ovvero il loro livello di conflittualità, e se, in caso di conflitto, questo dà luogo a paralisi oppure alla rimozione del demone più debole oppure ad un'alternanza di potere tra i demoni stessi.
2017-06-15 Demoni
Mi sento come Galileo Galilei, che vedeva la terra girare intorno al sole, e veniva punito per questo. Io vedo i demoni che popolano la mia persona e quella di ogni altro umano, ma quando lo racconto mi prendono per pazzo o arrogante.
2017-06-15 Apprendere
I bambini si possono educare, gli adulti no.
In realtà si possono educare gli adulti che desiderano essere educati, che cercano maestri portatori di idee nuove rispetto a quelle già acquisite. Mi pare che adulti di questo tipo in giro ce ne siano ben pochi. Infatti quasi tutti gli adulti cercano leader e pseudomaestri che confermano le loro idee e giustificano, deresponsabilizzano o elogiano i loro comportamenti.
2017-06-15 Natura umana
È impossibile studiare la natura umana senza distanziarsi da essa, cioè senza disumanizzarsi in una certa misura, ovvero senza diventare oltreuomini, cioè senza patria e senza appartenenze almeno per un po' di tempo. Non c'è nulla di più spaventoso che perdere la propria umanità; per questo lo studio della natura umana è un'attività così rara, sospetta e osteggiata.
Anche perché studiare la natura umana significa mettere in luce lo stato miserabile dell'umanità, la stupidità, l'ignoranza, la pigrizia, la falsità, l'egoismo, la malignità e la meschinità della maggior parte delle persone, compresi noi stessi e i nostri amici, che perderemmo se osassimo qualificarli in tal modo.
2017-06-15 Bisogni
Per comodità di analisi, ho diviso i bisogni umani nelle seguenti sei categorie. Il concetto di bisogno è qui inteso in senso lato e comprende quelli di istinto, desiderio, passione, interesse, attrazione, pulsione, motivazione, speranza e simili.
- bisogni biologici (salute, sopravvivenza, rapporti sessuali, riparo, nutrizione, protezione e allevamento della prole, stimolazione, sensazioni, riposo, sonno, esercizio fisico, igiene, guarigione dalle malattie ecc.)
- bisogni di comunione (appartenenza e integrazione sociale, comunità, condivisione, alleanza, affiliazione, solidarietà, affinità, intimità, interazione, cooperazione, partecipazione, servire, accettazione, approvazione, accoglienza, rispetto, moralità, ritualità, dignità, responsabilità ecc.)
- bisogni di bellezza (armonia, semplicità, uniformità, conformità, coerenza, pulizia, simmetria, regolarità, purezza, ritmo, danza, canto, suono, musica, poesia ecc.)
- bisogni di libertà (individuazione, diversità, ribellione, opposizione, trasgressione, novità, innovazione, creatività, cambiamento, umorismo, egoismo, riservatezza, irresponsabilità ecc.)
- bisogni di sapienza (linguaggi, conoscenze, comprensione, esplorazione, calcolo, misurazione, informazione, osservazione, monitoraggio, previsione, memoria, ricordi, registrazione, documentazione ecc.)
- bisogni di potenza (potere, abilità, capacità, supremazia, superiorità, prevalenza, dominio, proprietà, possesso, competitività, aggressività, controllo, arroganza, gelosia, invidia ecc.)

2017-06-15 Demoni
Quando un demone ottiene la sua soddisfazione, la sua forza si attenua a vantaggio dei suoi competitori, che per un po' di tempo possono così prevalere. Viceversa, quando un demone è a lungo insoddisfatto, la sua forza cresce a svantaggio dei suoi competitori, che possono così essere superati. Ma se il superamento non avviene, il demone insoddisfatto potrebbe essere rimosso, ovvero i suoi bisogni anestetizzati per evitare il dolore della frustrazione.
2017-06-17 Felicità
La felicità non è la libertà dai bisogni, ma avere bisogni e la possibilità di soddisfarli.
2017-06-17 Felicità
La conoscenza della verità non rende necessariamente felici, perché la felicità è spesso basata sull'illusione.
2017-06-21 Percezione
Ogni persona, ogni autore, ha in parte ragione (su qualcosa) dal suo punto di vista. Ognuno può insegnarci qualcosa di vero e qualcosa di falso, qualcosa di utile e qualcosa di inutile, perché esistono molteplici cose, parti e punti di vista.
2017-06-21 Bellezza
L'arte, la musica, la poesia ed ogni forma di bellezza, incluse quelle di cui si servono le religioni, sono l'oppio dei popoli, e anche io ne faccio uso.
2017-06-21 Ragionare
Se due persone la pensano diversamente su un certo tema, può darsi che una abbia più ragione (anzi, ragioni) dell'altra, ma è anche possibile che abbiano entrambe ragione o entrambe torto, totalmente o parzialmente.
2017-06-21 Politica
I politici, per farsi votare, dicono al popolo ciò che al popolo piace sentirsi dire, non importa quanto sia vero, verosimile o realizzabile.
2017-06-22 Interagire
La qualità dell'interazione tra due persone (cioè il grado di soddisfazione dei rispettivi bisogni ottenuto grazie alla interazione stessa) dipende da vari fattori, tra cui il significato che viene dato dagli "attori" alle transazioni che costituiscono l'interazione stessa.
Tale significato non può prescindere da una struttura (o contesto) di riferimento, così come, per dare un significato ad una parola, non si può prescindere dal linguaggio da cui essa è tratta.
Ne consegue che, affinché l'interazione sia soddisfacente, è necessario che colui che emette un messaggio e colui che lo riceve condividano la stesse strutture di riferimento e siano in grado di indicare in modo esplicito o implicito il contesto a cui ogni messaggio va riferito. Solo così è possibile che il messaggio venga interpretato, ovvero compreso, correttamente.
Purtroppo, le strutture di riferimento della comunicazione interumana sono sempre meno condivise (ad eccezione di quelle superficiali della cultura di massa) e le persone sono generalmente incapaci di verificare il grado di condivisione delle strutture stesse e di precisarle attraverso una metacomunicazione. Inutile dire, inoltre, che la maggior parte delle persone non si pone nemmeno i problemi qui sollevati, non si interessa di essi e spesso non è nemmeno in grado di capirli.
Parlando di struttura o contesto di riferimento, intendo una certa visione del mondo e della natura umana, oltre ad un certo sistema di valori. In particolare una conoscenza, o credenza, organica su temi di tipo filosofico, scientifico o religioso, che rispondano a domande come le seguenti: cosa sappiamo dell'origine del mondo e della vita sulla terra e di quella umana in particolare? Come funziona un essere umano? Come funzionano le interazioni tra esseri umani? Quali sono le leggi della natura? In cosa possiamo credere al di fuori di ciò che è dimostrabile scientificamente? Quali regole morali e pratiche dovremmo rispettare perché la sofferenza non prevalga e la società non si distrugga? E così via.
Purtroppo l'umanità è ancora lontana dal condividere una sana e comune visione del mondo. Ne consegue che le interazioni umane continuano ad essere difficili, insoddisfacenti e insufficienti, e spesso si sviluppano in senso conflittuale e distruttivo anziché cooperativo e costruttivo. Quel che è peggio, è che, grazie agli sviluppi delle scienze e delle tecnologie, il potenziale di distruttività umana è molto aumentato e continua a crescere.
Per concludere, per migliorare lo stato dell'umanità, bisognerebbe arrivare ad una visione del mondo condivisa dalla maggioranza degli esseri umani, la quale contenga anche nozioni utili per autogovernarsi e interagire con gli altri nel modo più soddisfacente possibile. Una visione del mondo che mi sembra promettente in tal senso è quella di Edgar Morin.
2017-06-23 Interagire | Bisogni | Demoni
Vedi anche Una comune visione del mondo.
Si potrebbe creare un'associazione in cui ognuno parla dei propri demoni e cerca di mettersi d'accordo con gli altri al fine di soddisfare i bisogni propri e altrui, cooperando in tal senso.
Affinché tale cooperazione sia efficace, è necessaria
una comune visione del mondo, che dovrebbe essere prerequisito per entrare a far parte dell'associazione.
L'associazione potrebbe intitolarsi "Comunità filosofica sistemica".
2017-06-23 Politica
Gesù di Nazareth, che diede vita al movimento culturale più importante di tutti i tempi in termini di numero di seguaci, non era uno studioso, non aveva titoli accademici, forse non era nemmeno particolarmente intelligente, ma ebbe l'idea giusta al momento giusto nel luogo giusto. Io spero che arrivi presto un nuovo "maestro" con l'idea giusta per il mondo attuale, capace di unire gli uomini di buona volontà in una cooperazione pacifica, rispettosa dei bisogni propri e altrui, e dell'ecosistema.
2017-06-23 Interagire | Mappa cognitivo-emotivo-motiva
Per capire come il mio interlocutore interpreta le mie parole e le mie azioni devo conoscere la sua visione e concezione del mondo, il suo linguaggio, la sua logica, la sua sensibilità e il suo sistema di valori. In altre parole devo conoscere la sua mappa cognitivo emotiva (MCE). Se non la conosco e assumo che sia simile alla mia, rischio che le mie parole e azioni siano interpretate in modo diverso rispetto alle mie intenzioni.
La MCE è un insieme organico di dati (ovvero parole, forme ed emozioni) tra loro collegati, che permette di dare un significato razionale, associazioni logiche ed una connotazione sentimentale ad ogni transazione nell'interazione umana.
2017-06-27 Sistemica
Una soluzione che non tiene conto di tutti gli aspetti del problema rischia di aggravare il problema stesso o di creare nuovi problemi.
2017-06-28 Bisogni
"A sane society is that which corresponds to the needs of man — not necessarily to what he feels to be his needs, because even the most pathological aims can be felt subjectively as that which the person wants most; but to what his needs are objectively, as they can be ascertained by the study of man. It is our first task then, to ascertain what is the nature of man, and what are the needs which stem from this nature."
("Una società sana è quella che corrisponde ai bisogni dell'uomo, non necessariamente quelli che egli sente di avere, perché anche le spinte più patologiche possono essere sentite soggettivamente come le maggiori motivazioni; ma i suoi bisogni oggettivi, che possono essere verificati come tali attraverso lo studio dell'uomo. E' quindi nostro compito primario quello di indagare la natura umana e i bisogni che da essa derivano.")
https://www.brainpickings.org/2017/03/23/the-sane-society-erich-fromm/
2017-06-28 Media | Televisione
La televisione contribuisce pesantemente a rendere la gente sempre più passiva intellettualmente, perché lo spettatore non sceglie cosa vedere, ma altri scelgono per lui favorendo gli interessi politici, economici e culturali di qualcun altro.
Il fatto di poter scegliere su quale canale sintonizzarsi è una scelta illusoria dato il numero esiguo e la qualità delle opzioni.
Internet, invece, se usata con intelligenza, permette una vastissima scelta autonoma delle fonti di documentazione e ispirazione da usare per informarsi, coltivarsi e soddisfare i propri bisogni.
2017-06-29 Coraggio
Di fronte ad un eroe (ovvero ad una persona estremamente coraggiosa e generosa) si prova una sensazione contraddittoria: lo si ammira ma si ha paura di imitarlo. Gli eroi sono inquietanti, quasi disumani, in ogni caso oltreumani. Che senso ha lodare Gesù, San Francesco o altri eroi veri o immaginari e non cercare di imitarli? Non c'è ipocrisia, schizofrenia o autodisprezzo in queste lodi?
2017-07-01 Natura umana | Miglioramento della società
Se continuiamo ad andare solo dove ci portano il cuore e la pancia, a fare solo ciò che ci piace o che qualcuno ci costringe a fare, ad obbedire alle nostre paure, a credere in ciò che ci hanno insegnato o che crediamo di aver capito da soli, a pensare che ciò che a noi sembra giusto lo sia anche per gli altri, ad eleggere politici demagoghi, semplicisti e incompetenti, probabilmente la nostra specie si estinguerà o sarà ridotta a pochi esemplari entro un secolo, dopo un paio di guerre mondiali, centinaia di guerre civili e innumerevoli atti di terrorismo, carestie, psicosi di massa e vari disastri ecologici e climatici, il tutto dovuto alla globalizzazione dell'umanità e alla facilità di produrre e usare armi distruzione e distrazione di massa (nucleari, chimiche, biologiche, ecologiche, informatiche, mediatiche, psicologiche ecc.).
Per evitare questa fine dobbiamo mettere in discussione tutto ciò che sappiamo sulla natura umana e cambiare radicalmente la nostra mentalità e visione del mondo.
Inutile consigliarvi quali nuovi filosofi leggere (quelli vecchi hanno dimostrato la loro insufficienza) se non riconoscete che l'umanità e le società sono oggi più che mai profondamente malate, anche perché non hanno più la scusante dell'arretratezza scientifica.
2017-07-01 Interagire | Mappa cognitivo-emotivo-motiva
Quando vediamo due o più persone che interagiscono, in realtà chi interagisce sono le rispettive mappe cognitivo emotive, perché in esse sono programmate tutte le azioni e le reazioni in tutte le possibili situazioni e transazioni.
2017-07-02 Doppio vincolo | Gregory Bateson
Sentirsi soli e non poterlo dire per non venire isolati e peggiorare la situazione. Viviamo in una società schizofrenica che premia chi è già premiato e punisce chi è già punito, che ci costringe a far finta di essere sani e autosufficienti.
2017-07-02 Apprendere
La scuola insegna soprattutto ad obbedire, a conformarsi, a pensare secondo schemi stabiliti dalle autorità politiche, religiose, culturali e (per chi può accedere alle università) accademiche. Essa infatti premia la conformità e punisce la difformità.
2017-07-02 Libertà | Tecnologia
Oggi siamo liberi di fare una grande quantità di cose che solo venti anni fa erano impensabili. Il numero di opzioni è aumentato immensamente. Siamo quindi più liberi che in passato? Quantitativamente sì. Ma qualitativamente? Le nuove opzioni che la tecnologia (e Internet in particolare) ci offre corrispondono ai nostri bisogni? In quale misura Internet ci aiuta a soddisfarli? Di cosa abbiamo veramente bisogno? Non ho dubbi in proposito: abbiamo bisogno di migliori rapporti umani e non so in quale misura le nuove tecnologie ci aiutino in tal senso. Non molto, mi pare.
2017-07-02 Bisogni | Doppio vincolo | Gregory Bateson
Dedicato a chi si sente solo
Viviamo in una società fondamentalmente falsa per quanto riguarda i bisogni umani e la loro soddisfazione. Infatti, chi "confessa" di avere bisogni diversi da quelli altrui, o di non riuscire a soddisfare i propri bisogni (indipendentemente dalla loro "normalità"), viene considerato "strano" o "anormale" nel primo caso e "perdente" nel secondo, e punito, in entrambi i casi, con il disprezzo e/o l'isolamento, o, nel migliore dei casi, l'indifferenza. Chi vuole, infatti, essere amico di una persona strana o perdente?
Uno dei bisogni più falsificati e mistificati in questa società è il bisogno di compagnia, ovvero di appartenenza, integrazione, interazione, cooperazione, intimità sociale. Infatti, sebbene molti si sentano soli (alcuni perfino quando sono in mezzo agli altri), pochi hanno il coraggio di confessarlo perché ritengono (consciamente o inconsciamente) che sentirsi soli sia la prova dell'insuccesso più grave, della tragedia più spaventosa per un essere umano, quella di non appartenere ad una comunità solidale non solo economicamente, ma soprattutto intellettualmente ed affettivamente.
Essere soli (o sentirsi tali) significa non essere amati da nessuno e/o non amare nessuno, e, nella mentalità più comune, se uno è solo, la colpa è soltanto sua, come se la solitudine fosse voluta o causata da gravi errori commessi verso gli altri. Della propria solitudine ci si sente dunque in colpa, e questo è un motivo in più per nascondere tale condizione.
Questo fenomeno dimostra quanto la società in cui viviamo sia schizofrenica, oltre che falsa, nel senso del "doppio vincolo" (double bind) di Gregory Bateson.
Infatti, in una società sana, chi sente solo lo dichiarerebbe e cercherebbe apertamente un rimedio, ma, in questa, evita di dichiararlo per non venire isolato e peggiorare la situazione. Questa società, infatti, premia chi è già premiato e punisce chi è già punito, e ci costringe a far finta di essere sani e autosufficienti, rendendo ancor più difficile la soddisfazione dei bisogni frustrati. E, quel che è peggio, a forza di ingannare gli altri finiamo per ingannare anche noi stessi, così da recitare ancor meglio la parte e renderla più credibile.
Ce n'è abbastanza per diventare schizofrenici, nevrotici, depressi o soggetti ad ansia o panico. Infatti pare che tutti questi disagi mentali siano in forte aumento nei paesi più sviluppati economicamente.
2017-07-03 Filosofia
I filosofi vengono tollerati, e perfino elogiati, finché sono innocui, cioè finché con le loro idee non rischiano di rivoluzionare la società.
2017-07-04 Interagire | Mappa cognitivo-emotivo-motiva
I rapporti e le interazioni tra due persone, e la loro reciproca accettazione, dipendono dalle differenze e dalla compatibilità delle rispettive mappe cognitivo-emotive (MCE), e dalla percezione che ciascuna persona ha della MCE dell'altra. Ogni persona può, in una certa misura, modificare o ampliare la propria MCE, per esempio attraverso le esperienze, lo studio o una psicoterapia, tuttavia il miglioramento di una MCE non contribuisce necessariamente al miglioramento del rapporto, ma può perfino peggiorarlo. E' il caso in cui, in una coppia o in un gruppo, solo uno dei partner o dei membri cresce intellettualmente e/o moralmente, determinando una incompatibilità dove prima c'era compatibilità.
2017-07-04 Interagire
Quanto più cresciamo intellettualmente e/o moralmente, tanto più diventiamo antipatici a quelli che non sono cresciuti altrettanto, che ci accuseranno di arroganza, secondi fini o cattive intenzioni.
2017-07-04 Bisogni
La buona musica resta buona attraverso le generazioni, quella cattiva si perde come le mode. Non credo che le prossime generazioni ascolteranno con piacere Vasco Rossi, come si ascolta ancora con piacere Yves Montand, i Beatles, Mina e altri classici della musica "leggera" di qualità. Il tempo è galantuomo. Secondo me ciò che unisce i fan di Vasco Rossi non è la qualità della sua musica ma una certa simbologia che li fa sentire simili. Abbiamo tutti un grande bisogno di sentirci simili ad altri e ognuno sceglie la categoria di persone alla quale desidera appartenere.
Fenomeni come il successo di Vasco Rossi mi fanno sentire diverso da masse di persone e questo mi inquieta. Mi piacerebbe condividere col maggior numero di persone il maggior numero di gusti e valori, ma certe volte, come in questo caso, mi è impossibile. Non mi piace sentirmi diverso.
2017-07-04 Saggezza
Molti pensano che nessuno sia più saggio di un altro, che la saggezza sia equamente distribuita, che ognuno sia saggio a modo suo e che nessuno possa giudicare la saggezza di alcuna persona, nemmeno la propria. Cosa che, secondo me, scoraggia la ricerca della saggezza, non esistendo per molte persone esempi, parametri di riferimento e unità di misura. Il risultato è la saggezza fai-da-te per cui ognuno si sente saggio quanto basta.
2017-07-04 Differenze umane | Saggezza
Il tabù delle differenze umane è talmente forte che distinguere un saggio da uno stolto viene da molti qualificato come razzismo.
2017-07-05 Invidia
Invidia e gelosia sono il nostro pane quotidiano, sentimenti tanto forti quanto repressi, negati, mistificati; presenti anche nelle persone più insospettabili. Nemmeno io ne sono esente.
2017-07-05 Interagire | Bisogni | Valutare | Valenza sociale
Il valore di un essere umano è
assoluto nel senso che tutti gli esseri umani hanno gli stessi diritti, sanciti dalla
dichiarazione dell'ONU del 10/12/1948. Tuttavia possiamo, e dovremmo, parlare di un valore individuale
relativo, diverso a seconda delle persone particolari a cui si riferisce e degli obiettivi delle relazioni stesse.
E' ciò che io chiamo
valore pragmatico, o
valenza, ovvero il
valore relativo ai fatti concreti di cui una persona può essere soggetto e/o oggetto. Considerato che la soddisfazione dei bisogni umani è, secondo me, la misura di ogni valore umano, ho definito i seguenti concetti.
La
valenza individuale di una persona A
relativamente a una persona B consiste nella disponibilità e capacità di A di soddisfare i bisogni (desideri, pulsioni, motivazioni, interessi, aspirazioni ecc.) di B.
La
valenza sociale di una "cosa" (oggetto, proprietà, rito, procedimento, tipo di comportamento, conoscenza, opinione ecc.)
relativamente ad una comunità, corrisponde al
credito di accettazione che esso conferisce ad una persona che possiede o pratica la cosa, riconosciuto dai membri della comunità stessa.
Il
credito di accettazione ottenuto da una persona rispetto ad una certa comunità comportandosi in un certo modo è una misura della
dignità sociale acquisita dalla persona stessa relativamente all'appartenenza a quella comunità. In altre parole, una persona che, comportandosi in un certo modo, ha acquistato un certo credito di accettazione rispetto ad una certa comunità, può sperare di essere accettato da quella comunità in misura corrispondente al credito stesso.
Il
debito di accettazione è un credito di accettazione negativo, corrispondente all'
indegnità sociale acquisita dalla persona relativamente all'appartenenza ad una certa comunità. Il debito di accettazione comporta
sensi di colpa più o meno consci o inconsci, e può ridursi fino ad estinguersi attraverso comportamenti tali da ottenere crediti di accettazione tali da compensare e superare il debito acquisito.
2017-07-05 Problemi
Molti non hanno ancora capito che l'umanità si è inesorabilmente globalizzata. Ogni tanto qualcuno si sveglia e propone una soluzione locale ad un problema globale, che risolve parte del problema creando ulteriori problemi e aggravando la situazione globale. E' ora di affrontare i problemi in un'ottica globale. Se continuiamo a vedere solo i nostri interessi particolari, andiamo contro gli interessi globali dell'umanità.
2017-07-05 Interagire
Il modo in cui voi mi giudicate, la simpatia o antipatia, attrazione o repulsione, interesse o disinteresse che sentite per me, dipendono soprattutto dalla vostra supposizione di quanto le mie idee, opinioni e preferenze siano coerenti con le vostre e vi diano ragione o torto, quanto io sia empatico e comprensivo verso di voi, quanto io sia in grado di soddisfare i vostri bisogni e disposto a farlo, quanto mi siete simpatici, antipatici o indifferenti, quanto io vi ami o vi odi, quanto io vi giudichi, apprezzi o disprezzi, quanto io desideri o detesti la vostra compagnia, quanto io trovi interessanti o banali, utili o inutili i vostri discorsi, sensate o insensate le vostre idee, e di quanto io sia, o mi senta, superiore o inferiore a voi intellettualmente, moralmente, culturalmente, politicamente, economicamente, esteticamente e fisicamente.
2017-07-06 Colpa
Uno dei modi più efficaci per governare e limitare il comportamento di una persona è farla sentire in colpa quando fa qualcosa che non ci piace o non fa qualcosa che ci piacerebbe facesse. A ciò mirano l'educazione, la morale, le critiche, i rimproveri, i lamenti e certe esortazioni a bambini e adulti.
Chi si fa prendere dal senso di colpa ne diventa schiavo nel senso che si sente obbligato a fare o non fare certe cose, e in debito con le persone verso cui ha "peccato". Infatti, in tedesco, "colpa" si traduce "Schuld", che significa anche "debito" o "obbligo".
Se riusciamo a far sentire una persona in colpa, essa si sentirà in debito verso di noi o la comunità che noi rappresentiamo, e noi acquisteremo in tal modo un credito nei confronti del "colpevole". Siccome è molto meglio avere crediti che debiti, tendiamo tutti, più o meno, a far sentire in colpa qualcun altro, per esempio, affermando o insinuando che il nostro malessere o disagio è dovuto ad un comportamento colpevole del nostro interlocutore.
2017-07-06 Verità
Se la verità non creasse problemi, nessuno la nasconderebbe o la combatterebbe e nessuno mentirebbe.
2017-07-07 Competere
Anche gli adulti hanno bisogno di favole per sapere dov'è il bene e il male, il premio e il castigo.
La differenza tra la favola per bambini e quella per adulti è che nella prima il fatto si svolge al passato (c'era una volta), nella seconda al futuro (progresso, divina provvidenza, paradiso, inferno, nirvana, comunismo, fascismo, democrazia diretta, capitalismo, giustizia, egualitarismo, razzismo ecc.).
Come i bambini, anche gli adulti hanno le loro favole preferite, le vogliono sentire ripetutamente e le tramandano ai loro figli.
Il mondo è governato dagli autori delle favole, che si fanno la guerra ognuno affermando che la propria sia l'unica vera e quelle degli altri tutte false.
2017-07-07 Intellettuali
Sono stanco di leggere analisi della crisi con l'indicazione dei colpevoli (che ovviamente sono sempre gli avversari politici o ideologici). Mi piacerebbe qualche volta leggere proposte di soluzione con l'indicazione dei costi e di chi dovrebbe pagarli. Ma gli intellettuali hanno altro di cui occuparsi.
2017-07-07 Appartenere
Quasi nessuno si lamenta per il fatto di essere nato in una certa famiglia e in certo paese, e quasi tutti accettano e onorano entrambe le cose come se non avessero potuto avere di meglio.
2017-07-07 Bisogni
L'atto del comperare qualcosa dà un piacere più forte del conseguente possesso della cosa comperata. Perché comperare è anche un rito di appartenenza e integrazione sociale, che l'uomo ha bisogno di celebrare periodicamente.
2017-07-07 Pensare
Io penso che gli altri mi giudicheranno per la qualità dei miei pensieri. In altre parole, i miei pensieri, espressi o dedotti, saranno giudicati dagli altri, e dal verdetto dipenderanno l'atteggiamento e le intenzioni degli altri verso di me. Di conseguenza non sono libero di pensare a qualsiasi cosa in qualsiasi modo, e di avere qualunque opinione, perché dai miei pensieri e dalle mie opinioni, che non potrò fare a meno di esprimere volontariamente o involontariamente, dipende il posto che gli altri mi permetteranno di avere nella comunità.
2017-07-08 Interagire | Bisogni
Qualsiasi interazione sociale, anche la più stupida, insensata, nociva o noiosa è meglio che nessuna interazione sociale. Spesso si interagisce solo per interagire, senza altro fine che l'interagire stesso. L'uomo ha un bisogno fondamentale e profondo di interagire con i suoi simili. Questo fatto spiega e dà un senso a tante interazioni sociali apparentemente assurde.
2017-07-08 Conoscere
Una conoscenza si basa sul linguaggio che la esprime. Non ci può essere una conoscenza (che non sia solo il ricordo di un'esperienza) al di fuori di un linguaggio. Perciò l'epistemologia deve cominciare con l'analisi dei linguaggi che usiamo per esprimere le nostre conoscenze.
2017-07-08 Interagire
Poter scegliere liberamente e senza condizionamenti con chi, come e quando interagire è roba da superuomini.
2017-07-08 Interagire | Bisogni | Sistemica
Qualsiasi "copione di vita" (Berne docet) o atteggiamento tipico o consolidato è codificato, ovvero scritto, in qualche modo e da qualche parte che non sappiamo e che non è indispensabile sapere. Dovremmo allora chiederci quando la codifica è avvenuta e se essa è suscettibile di cambiamento e in quale misura. In altre parole, se tale codifica è fissa e invariabile, oppure modificabile o adattabile.
Ebbene, io credo, rifacendomi all'ecologia della mente di G. Bateson, che i programmi biologici sono parzialmente variabili in quanto i sistemi biologici sono per definizione auto-organizzanti. Insomma stiamo parlando di programmi che, a partire dalla codifica del DNA (che è il programma iniziale), si riprogrammano continuamente durante la vita dell’individuo per meglio adattarsi all'ambente naturale e sociale.
Tuttavia tale riprogrammazione è sempre parziale e la questione è anche quale e quanta parte del programma rimane fissa e quale e quanta si modifica e cosa determina i suoi cambiamenti. Per comodità si potrebbe dire che il programma della psiche si compone di una parte invariabile e di una variabile.
La quota variabile è ovviamente diversa da persona a persona a seconda del substrato genetico e delle esperienze specifiche. Inoltre, il cambiamento non è sempre adattativo. Può anche essere disadattativo.
Ho detto altrove che “noi esseri umani siamo sistemi che interagiscono secondo bisogni, sentimenti e programmi che possiamo parzialmente conoscere e modificare” in quanto io ritengo che i sentimenti dipendono dalla soddisfazione o frustrazione dei bisogni, e i programmi (sia nella parte fissa che quella variabile) siano strategie per la soddisfazione dei bisogni stessi.
2017-07-08 Differenze umane
Una delle cose più tristi, inquietanti, stancanti e imbarazzanti che possono capitarci è la compagnia di persone con cui non abbiamo nulla in comune, e il dover fingere con esse, per non offenderle o passare per arroganti, una comunione di interessi, valori o gusti che non esiste.
2017-07-09 Natura umana
Partecipare ad una festa è inebriarsi di approvazioni reciproche, sentirsi buoni, giusti e belli in quanto condivisori di uguali valori, costumi, gusti, simboli, linguaggio, storia, forme, norme, giochi; glorificare un noi che infonde sicurezza e fa sentire migliori dei membri di altri gruppi; dare e ricevere conferme di dignità; raccontare qualcosa di sé per sottoporla a un giudizio che sarà certamente positivo; informarsi sul comportamento degli altri e sull'evoluzione dello spirito della comunità; competere per primeggiare nei valori condivisi; giocare ai giochi consentiti rispettandone le regole; scampare al tabù della solitudine e non esistere come individui ma come membri di un gruppo.
2017-07-09 Scienza
Se non dobbiamo fidarci della comunità scientifica medica (come vorrebbero coloro che la considerano generalmente collusa con le grandi aziende farmaceutiche), di chi dovremmo? Certo, la scienza ha i suoi limiti, ma la non-scienza molti di più.
2017-07-09 Politica
Quelli che protestano contro i governi, che ritengono i soli responsabili delle crisi e ai quali chiedono di cambiare politica applicando principi astratti e generici infischiandosene di sapere chi dovrebbe pagare il conto, e organizzano manifestazioni più o meno pacifiche, ma sono incapaci di organizzarsi in partiti politici stabili e realistici, quelle persone mi fanno paura come bambini con armi vere in mano.
2017-07-09 Psicologia
La psicologia indaga ciò che non sappiamo e a cui non pensiamo, che tuttavia determina i nostri pensieri.
2017-07-12 Interagire | Sistemica | Mappa cognitivo-emotivo-motiva
Il contesto è più importante del testo, ovvero del messaggio, perché il significato del messaggio dipende dal contesto a cui esso si riferisce. Usare un testo senza un chiaro riferimento ad un contesto conosciuto sia da chi scrive che da chi legge, ovvero da chi parla e da chi ascolta, oltre ad essere inutile, può causare malintesi. Il contesto può essere una teoria, ideologia, tradizione, sistema di valori, politica, movimento letterario o artistico, disciplina, procedura, legge, storia, lingua ecc.
Nella mente di ogni persona c'è una collezione di contesti, che io chiamo mappa cognitivo-emotiva, che si sono formati attraverso le sue esperienze e che vengono usati per "significare" in senso sia cognitivo che emotivo i messaggi emessi e ricevuti.
Quando parliamo con una persona dovremmo chiederci se i contesti di cui dispone sono adatti alla comprensione del messaggio che vogliamo inviarle, ovvero se sono coerenti con quelli a cui il nostro messaggio si riferisce.
2017-07-12 Interagire | Sistemica
Tutto ciò che è importante per l'uomo dipende da quello che succede quando due persone interagiscono, ovvero da come interagiscono. Perciò la scienza delle interazioni umane dovrebbe essere la più importante, quella su cui si dovrebbe investire di più, di cui si dovrebbe parlare di più, sia tra accademici che tra gente comune, perché è una cosa che riguarda da molto vicino ogni essere umano, nessuno escluso. E invece è una scienza di cui si parla pochissimo, sconosciuta ai più. Gli autori più significativi in questo campo sono George Herbert Mead (che ha teorizzato l'interazionismo simbolico) e Gregory Bateson che ha applicato la cibernetica alla vita e alle interazioni umane.
2017-07-12 Interagire | Bisogni
Pochi sanno di cosa hanno veramente bisogno, ma tutti conoscono le le proprie passioni, ovvero cosa dà loro piacere e cosa dolore, cosa fa loro paura e cosa li tranquillizza, cosa li attrae e cosa li repelle. Tuttavia può essere che qualcosa di cui abbiamo bisogno ci faccia paura o ci disturbi, e che siamo attratti da cose di cui non abbiamo bisogno, o che sono per noi nocive.
Gli umani si aggregano soprattutto in base all'affinità delle loro passioni, più che a quella dei loro bisogni, e le passioni sono molto più varie e volatili dei bisogni.
E' importante che ci sia coerenza tra bisogni e passioni, ovvero che le cose di cui abbiamo veramente bisogno siano anche l'oggetto delle nostre passioni, e non siano in conflitto con queste.
C'è poi il problema della repressione dei bisogni e delle passioni, specialmente ad opera delle religioni, e della induzione di falsi bisogni e di passioni nocive ad opera della pubblicità commerciale.
Per tutti questi motivi, gli umani dovrebbero occuparsi dello studio critico dei loro bisogni e delle loro passioni, in modo da negoziare esplicitamente le rispettive soddisfazioni. Altrimenti si continua ad interagire automaticamente e inconsapevolmente, secondo schemi o copioni tipici predefiniti, con ruoli e forme predefiniti, facenti parte del patrimonio culturale comune.
Non credo che sarebbe possibile una comunicazione umana senza fare riferimento ad un comune contesto di riferimento da usare per dare un significato cognitivo ed emotivo ai messaggi e ai gesti scambiati. Pertanto, un modo per interagire in modo creativo, originale, efficace, consiste, secondo me, nel concepire, presentare e proporre, prima di interagire, un nuovo contesto di riferimento interattivo, sperando che piaccia al nostro interlocutore e che possa essere adottato per un'interazione più soddisfacente rispetto ai rispettivi bisogni.
2017-07-13 Interagire
Quando sono vicino ad una persona, sarebbe bello se io potessi tranquillamente pensare ai suoi bisogni e alle sue passioni e a come essi si possono conciliare con i miei.
Invece i miei pensieri vagano incontrollati, o meglio, controllati da forze inconsce e involontarie che il mio io cosciente non riesce a dominare, come la paura di sbagliare, di dire o fare qualcosa di indegno o umiliante, scatenare tragici conflitti o svelare terribili segreti.
Questi pensieri così prodotti mi inibiscono e/o mi spingono a comportarmi in modo inutile o dannoso rispetto alla soddisfazione dei bisogni e delle passioni miei e altrui.
Come fare per risolvere o alleviare questo problema? Forse sarebbe utile trovare persone con cui parlare esplicitamente dei rispettivi bisogni e passioni.
Cosa difficile, perché pochi conoscono i propri bisogni e la natura umana al di fuori degli insegnamenti di religioni e culture malate.
2017-07-13 Paura
Abbiamo paura di capire ciò che ci fa paura, perché per capire qualcosa dobbiamo avvicinarci ad essa, ma abbiamo paura di avvicinarci a ciò che ci fa paura.
2017-07-13 Colpa
Uno dei sensi di colpa più diffusi, sebbene spesso inconscio, è quello di esistere.
Infatti esistere comporta una responsabilità, anzi tante responsabilità quante sono le altre persone che esistono allo stesso tempo.
Infatti verso ogni altra persona abbiamo la responsabilità di scegliere se ignorarla o interagire con essa, e ignorare una persona è già offenderla.
Se decidiamo di non ignorare una persona, dobbiamo scegliere come interagire con essa e siamo responsabili di tale scelta. E' difficile, se non impossibile, interagire con una persona sempre a suo favore, ovvero cercando di soddisfare i suoi bisogni ignorando i nostri. Prima o poi chiederemo al nostro interlocutore di fare qualcosa per soddisfare (anche) i nostri bisogni, o lo costringeremo a farlo con la forza o con altri strumenti di dissuasione.
Insomma, siccome siamo tutti più o meno egoisti, siamo tutti anche colpevoli di esistere. In altre parole, solo chi non esiste è innocente. Il che si sposa bene col concetto giudeocristiano di peccato originale.
A corollario di quanto detto, si può inoltre affermare che chi non fa nulla per migliorare la società (nel suo insieme) è corresponsabile dello stato in cui essa si trova.
2017-07-13 Miglioramento della società
Chi non fa nulla per migliorare la società è corresponsabile dello stato in cui essa si trova.
2017-07-14 Politica
Quasi nessuno, in Europa, si preoccupa né si scandalizza se milioni di persone muoiono ogni anno di fame in Africa, ma molti si scandalizzano e si indignano se qualche migliaio di essi muoiono affogati nel Mediterraneo o vivano in condizioni disumane in centri di accoglienza o in clandestinità. È come se il valore di una vita umana dipendesse dalla distanza alla quale essa viene vissuta o persa.
A causa della desertificazione, delle guerre, delle dittature e delle crisi economiche, decine di milioni di persone tenteranno nei prossimi anni di emigrare a qualsiasi costo verso l'Europa per sfuggire ad una morte violenta o di stenti. Accoglierne solo qualche migliaio, come alcuni paesi europei stanno facendo, è come affrontare una inondazione con un cucchiaio, ma permette a qualcuno di sentirsi altruista.
Si tratta di un problema planetario che non può essere affrontato né risolto a livello nazionale, ma sovranazionale, tuttavia non esistono ancora strutture sovranazionali dotate di sovranità superiore a quelle nazionali.
Io non ho una soluzione da proporre, ma mi sembra che il problema sia stato finora affrontato senza tener conto della sua reale dimensione e complessità, e con la sola preoccupazione di nascondere il nostro naturale egoismo. Per ora stiamo infatti cercando di rendere la migrazione più difficile e rischiosa possibile, in modo che le inevitabili morti avvengano più lontano possibile dai nostri paesi.
2017-07-14 Domande
I più non si chiedono perché fanno ciò che fanno, né se, né come, potrebbero far meglio.
2017-07-14 Comunicazione
Mi disturbano un po' le espressioni (a voce e per iscritto, specialmente nei post sui social networks) con parole come cazzo, culo ecc. Usare certe parole quando non è necessario per me è un segno di debolezza che nuoce allo stile della persona che le usa.
2017-07-14 Conoscere | Comprendere
Capire una cosa significa porla in uno o più contesti, e per ognuno di essi attribuirle quanti più aggettivi qualitativi e quantitativi possibile. Perciò, prerequisito di ogni comprensione, è la conoscenza di contesti e aggettivi.
2017-07-14 Conoscere
Vero / falso
Buono / cattivo
Bello / brutto
Probabile / improbabile
Colpevole / innocente
Giusto / sbagliato
Nuovo / vecchio
Piacevole / spiacevole
Precedente / seguente
Superiore / inferiore
Conscio / inconscio
Più / meno
Maggiore / minore
Sanno / malato
Normale / anormale
Reale / irreale
Uguale / diverso
Simile / dissimile
Solo / unito
Vicino / lontano
Mobile / immobile
Attraente / repellente
Intelligente / stupido
Duro / tenero
Rigido / flessibile
Forte / debole
Potente / impotente
Aperto / chiuso
Palese / nascosto
Alto / basso
Stretto / largo
Piccolo / grande
Obbediente / disobbediente
Comprensibile / incomprensibile
Coerente / incoerente
2017-07-14 Interagire | Bisogni
Qualunque cosa (idea, ideologia, proposta, strumento, attività, procedura ecc.) dovrebbe essere valutata in funzione dei vantaggi e svantaggi che essa ci può arrecare in termini di qualità delle interazioni con gli altri.
La domanda da fare è perciò: quanto questa "cosa" mi è utile nelle interazioni con gli altri, ovvero a interagire con la massima soddisfazione dei bisogni miei e altrui?
2017-07-14 Conoscere | Scienza | Disprezzo
Il disprezzo per la comunità scientifica in generale è, secondo me, indice di un complesso d'inferiorità di chi non è abbastanza intelligente e/o istruito per capire la scienza, i suoi metodi e i suoi risultati, con particolare riferimento ai concetti di statistica e probabilità.
2017-07-14 Conoscere | Verità
A volte neghiamo la verità di una affermazione non perché essa sia falsa, ma perché implica una certa visione del mondo, o una certa realtà, che ci disturbano.
2017-07-14 Solitudine
A volte ho la sensazione di essere solo contro tutti, che nessuno mi capisca e molti mi fraintendano, comprese le persone a cui sono simpatico.
Penso che dovrei evitare, quando parlo, di dire liberamente ciò che penso della natura umana, perché è facile che qualcuno si offenda sentendosi indirettamente giudicato e rimproverato dalle mie opinioni.
A volte mi sento come un agente segreto in un paese nemico, il cui popolo è pronto a punirmi se scoprisse le mie attività investigative.
A volte mi sento un marziano in un mondo che ha paura dei marziani e considera pazzi coloro che si sentono marziani.
Sono sicuro che ci sono tante altre persone come me, ma penso che abbiano una tale paura di rivelarsi, che, per evitare il rischio che ciò avvenga, preferiscono restare soli nella loro clandestinità e credersi matti.
2017-07-14 Paura | Paura di cambiare | Coraggio
La paura di cambiare cresce quanto più le possibilità e le occasioni di riuscirvi aumentano.
Cambiare fa paura (consciamente e/o inconsciamente) perché è un tuffo nell'ignoto e richiede una ristrutturazione della propria mente, giacché è lì che avviene il vero cambiamento.
D'altra parte la mente, come gli organi del corpo fisico, ha un meccanismo di difesa immunitaria contro elementi estranei che tentano di inserirsi in essa e modificarla.
Tutti noi cambiamo, chi più chi meno, ma involontariamente e molto lentamente. Sono le nuove esperienze che ci cambiano. Cambiare volontariamente e rapidamente è rischioso e innaturale. Infatti l'io cosciente non ha la capacità di ristrutturare l'inconscio, e i veri cambiamenti riguardano quest'ultimo, ovvero i suoi automatismi cognitivi ed emotivi.
Per produrre volontariamente un cambiamento in noi stessi non possiamo fare altro che esporci a nuove esperienze, ma è impossibile prevedere se il cambiamento prodotto da una nuova esperienza sarà per noi vantaggioso o svantaggioso, se ci renderà più o meno felici.
Dobbiamo quindi comprendere e rispettare chi ha paura di cambiare. Cambiare volontariamente richiede un coraggio e delle capacità che non tutti hanno.
2017-07-15 Interagire
Non dobbiamo ignorare ciò che fanno, dicono, pensano e sentono gli altri, anche quando si tratta di sciocchezze, assurdità o follie, perché siamo tutti interdipendenti.
2017-07-15 Interagire | Bisogni | Sistemica
Io sono un sistema consapevole di esserlo e posso scegliere (volontariamente o involontariamente) dove stare, andare, guardare, cosa ascoltare, leggere, cercare, chiedere, offrire, fare, dire, pensare, con chi/cosa, quando, dove e in che modo interagire per soddisfare i miei bisogni e quelli altrui.
2017-07-15 Conoscere
Dimmi che domande ti fai e ti dirò chi sei.
2017-07-15 Differenze umane
Ci sono persone che hanno stile, ma non stoffa; altri che hanno stoffa, ma non stile; altri ancora che non hanno né stoffa né stile; e poi ci sono gli insuperabili, che hanno stoffa e stile.
2017-07-15 Interagire
Le persone più vulnerabili convivono male con quelle meno vulnerabili.
2017-07-17 Informatica
C'è un piacere riservato agli informatici che i non informatici non potranno mai provare: quello di scrivere un programma elegante nella logica e nel codice. Una bellezza interiore invisibile agli utenti. Ci sono infatti molte cose che avvengono in un programma, che non hanno alcun rapporto con l'interfaccia uomo/macchina ma servono solo ad amministrare i dati di lavoro nel modo più efficace ed efficiente.
2017-07-17 Bisogni

2017-07-17 Bisogni
Il valore di una cosa (oggetto, persona, idea, teoria, azione, processo ecc.) può avere valutato da diversi punti di vista, corrispondenti ai bisogni umani che quella cosa è in grado di soddisfare o frustrare.
Con riferimento alla teoria dei bisogni descritta in
psicologiadeibisogni.dardo.eu, che distingue 6 gruppi di bisogni (vita, comunione, bellezza, libertà, sapienza, potenza) possiamo definire i seguenti tipi di valori attribuibili a qualsiasi cosa:
- valore vitale
- valore estetico
- valore liberatorio
- valore conoscitivo
- valore potenziante
2017-07-17 Bisogni
A volte ci si illude e si spera che facendo certe cose saremo più amati, più rispettati, più desiderati, più accettati, più premiati, per poi scoprire che abbiamo ottenuto l'effetto contrario o nessun effetto. Ma questo non vuol dire che non abbiamo fatto qualcosa di buono, bello, nobile o utile.
Ed è bene che continuiamo a illuderci e a sperare che i nostri sforzi daranno, prima o poi, risultati positivi, perché facendoli proviamo il piacere di fare qualcosa che riteniamo buono.
Per essere sicuri che stiamo facendo qualcosa che gli altri apprezzeranno, dobbiamo conoscere la mentalità e i bisogni altrui, specialmente quelli inconsci, e lavorare per soddisfarli. Ma questi bisogni sono a volte malati in quanto indotti da una società malata, e per soddisfarli occorre fare cose nocive o assurde.
2017-07-17 Libero arbitrio
L'unico modo per esercitare il libero arbitrio (ammesso che esso possa esistere) è quello di fermarsi e impedire ogni automatismo, ogni atto spontaneo, e di sottomettere qualsiasi potenziale decisione e gesto, anche i più elementari, all'esame preventivo della coscienza. Ma questo comporta un'immobilità totale, o un rallentamento estremo del comportamento, impensabile quando si è insieme con altre persone. Per questo il libero arbitrio può essere esercitato, semmai, soltanto per brevi momenti.
2017-07-17 Cambiare
L'uomo di oggi non è peggio di quelli di ieri ma dispone di armi di distruzione e distrazione di massa molto più potenti, a livello planetario. Abbiamo bisogno di nuove idee per far fronte alle nuove minacce. Le vecchie ricette non bastano. Ci vuole una rivoluzione umanistica, più che politica, economica o tecnologica.
2017-07-19 Pensare
Prendi una persona qualsiasi, che conosci o che vedi in un luogo pubblico per la prima volta. Cosa ti aspetti da essa? Che domande ti fai su di essa? Come la giudichi e la classifichi? Cosa immagini su di essa? Come determini quanto essa ti può essere utile? Con quali criteri decidi se rivolgerle la parola, cosa proporle o chiederle, ovvero se e come interagire con essa?
Probabilmente i tuoi pensieri su quella persona scorreranno liberamente e spontaneamente, involontariamente, automaticamente, casualmente, senza seguire alcun metodo o procedura predefiniti.
In base ai pensieri e ai sentimenti che il pensare a quella persona susciterà in te, deciderai se e come interagire con essa, e quella interazione sarà più o meno soddisfacente per te e per quella stessa persona.
A questo punto ti chiedo se non ritieni che il modo di pensare ad una certa persona e la qualità delle domande che ti fai su di essa, possa migliorare l'interazione con la stessa.
Io ritengo di sì e per questo ho sviluppato un metodo per pensare alle persone, a qualsiasi persona, basato sul diagramma che segue.
Si tratta di tenere a mente il diagramma, ovvero visualizzarlo mentalmente, mentre si pensa ad una certa persona, cercando allo stesso tempo di non dare credito a qualsiasi associazione cognitivo-emotiva spontanea che non sia coerente con quanto rappresentato nel diagramma.
Nel riquadro centrale del diagramma sono rappresentante tutte le persone che hai conosciuto e quelle che potresti conoscere in futuro. Una di queste è la persona a cui hai deciso di pensare.
Ai lati del riquadro centrale, sono rappresentate:
- le risorse del soggetto e quelle di ciascuna persona in termini intellettuali, fisici, economici, legali, sociali ecc.
- la mappa cognitivo emotiva del soggetto e quella di ciascuna persona. Dalla struttura e dalle informazioni contenute nella mappa cognitivo emotiva dipendono le reazioni cognitive ed emotive a qualsiasi percezione. In altre parole si tratta del "software" che la mente usa per determinare il proprio comportamento nelle varie situazioni.
Nel riquadro superiore del diagramma sono rappresentati i bisogni umani, raggruppati in sei categorie.
Nel riquadro inferiore sono rappresentate i possibili rapporti tra due esseri umani.
2017-07-20 Cambiare
Le persone si dividono in due categorie: quelli che causano i cambiamenti e quelli che si adeguano ai cambiamenti causati da altri.
People can be divided in two categories: those who cause changes, and those who adapt to changes caused by other people.
2017-07-20 Sistemica | Informatica
La vita dipende da informazioni (a cominciare da quelle scritte nel DNA e da quelle percepite provenienti dall'esterno e dall'interno) e dal modo in cui esse vengono elaborate, il quale consiste a sua volta in informazioni (ovvero programmi) che si sviluppano a seguito delle esperienze fatte dell'essere vivente.
2017-07-20 Politica | Differenze umane
Cose da tenere a mente sul fascismo e sul mondo accademico. Il fatto che la maggioranza degli italiani (compreso il re) non abbia protestato la dice lunga sulla "nobiltà della razza italiana".
Copiato da Enrico Mentana su Facebook (15/7/2017):
Visto che molti, partendo dalla polemica sulla proposta di legge Fiano sull'apologia del fascismo, hanno ricominciato a minimizzare le nefandezze compiute dal regime già in tempo di pace, ecco un documento che ha proprio la data di oggi, 15 luglio, di 79 anni fa. Per ordine espresso del Duce viene pubblicato sul Giornale d'Italia un documento ufficiale, sotto il titolo "Il fascismo e i problemi della razza". Una lettura che crea angoscia e vergogna.
'Il ministro segretario del partito ha ricevuto, il 26 luglio XVI, un gruppo di studiosi fascisti, docenti nelle università italiane, che hanno, sotto l'egida del Ministero della Cultura Popolare, redatto o aderito, alle proposizioni che fissano le basi del razzismo fascista.
1. Le razze umane esistono. La esistenza delle razze umane non è già una astrazione del nostro spirito, ma corrisponde a una realtà fenomenica, materiale, percepibile con i nostri sensi. Questa realtà è rappresentata da masse, quasi sempre imponenti di milioni di uomini simili per caratteri fisici e psicologici che furono ereditati e che continuano ad ereditarsi.
Dire che esistono le razze umane non vuol dire a priori che esistono razze umane superiori o inferiori, ma soltanto che esistono razze umane differenti.
2. Esistono grandi razze e piccole razze. Non bisogna soltanto ammettere che esistano i gruppi sistematici maggiori, che comunemente sono chiamati razze e che sono individualizzati solo da alcuni caratteri, ma bisogna anche ammettere che esistano gruppi sistematici minori (come per es. i nordici, i mediterranei, i dinarici, ecc.) individualizzati da un maggior numero di caratteri comuni. Questi gruppi costituiscono dal punto di vista biologico le vere razze, la esistenza delle quali è una verità evidente.
3. Il concetto di razza è concetto puramente biologico. Esso quindi è basato su altre considerazioni che non i concetti di popolo e di nazione, fondati essenzialmente su considerazioni storiche, linguistiche, religiose. Però alla base delle differenze di popolo e di nazione stanno delle differenze di razza. Se gli Italiani sono differenti dai Francesi, dai Tedeschi, dai Turchi, dai Greci, ecc., non è solo perché essi hanno una lingua diversa e una storia diversa, ma perché la costituzione razziale di questi popoli è diversa. Sono state proporzioni diverse di razze differenti, che da tempo molto antico costituiscono i diversi popoli, sia che una razza abbia il dominio assoluto sulle altre, sia che tutte risultino fuse armonicamente, sia, infine, che persistano ancora inassimilate una alle altre le diverse razze.
4. La popolazione dell'Italia attuale è nella maggioranza di origine ariana e la sua civiltà ariana. Questa popolazione a civiltà ariana abita da diversi millenni la nostra penisola; ben poco è rimasto della civiltà delle genti preariane. L'origine degli Italiani attuali parte essenzialmente da elementi di quelle stesse razze che costituiscono e costituirono il tessuto perennemente vivo dell'Europa.
5. È una leggenda l'apporto di masse ingenti di uomini in tempi storici. Dopo l'invasione dei Longobardi non ci sono stati in Italia altri notevoli movimenti di popoli capaci di influenzare la fisionomia razziale della nazione. Da ciò deriva che, mentre per altre nazioni europee la composizione razziale è variata notevolmente in tempi anche moderni, per l'Italia, nelle sue grandi linee, la composizione razziale di oggi è la stessa di quella che era mille anni fa: i quarantaquattro milioni d'Italiani di oggi rimontano quindi nella assoluta maggioranza a famiglie che abitano l'Italia da almeno un millennio.
6. Esiste ormai una pura "razza italiana". Questo enunciato non è basato sulla confusione del concetto biologico di razza con il concetto storico-linguistico di popolo e di nazione ma sulla purissima parentela di sangue che unisce gli Italiani di oggi alle generazioni che da millenni popolano l'Italia. Questa antica purezza di sangue è il più grande titolo di nobiltà della Nazione italiana.
7. È tempo che gli Italiani si proclamino francamente razzisti. Tutta l'opera che finora ha fatto il Regime in Italia è in fondo del razzismo. Frequentissimo è stato sempre nei discorsi del Capo il richiamo ai concetti di razza. La questione del razzismo in Italia deve essere trattata da un punto di vista puramente biologico, senza intenzioni filosofiche o religiose. La concezione del razzismo in Italia deve essere essenzialmente italiana e l'indirizzo ariano-nordico. Questo non vuole dire però introdurre in Italia le teorie del razzismo tedesco come sono o affermare che gli Italiani e gli Scandinavi sono la stessa cosa. Ma vuole soltanto additare agli Italiani un modello fisico e soprattutto psicologico di razza umana che per i suoi caratteri puramente europei si stacca completamente da tutte le razze extra-europee, questo vuol dire elevare l'Italiano ad un ideale di superiore coscienza di se stesso e di maggiore responsabilità.
8. È necessario fare una netta distinzione fra i Mediterranei d'Europa (Occidentali) da una parte gli Orientali e gli Africani dall'altra. Sono perciò da considerarsi pericolose le teorie che sostengono l'origine africana di alcuni popoli europei e comprendono in una comune razza mediterranea anche le popolazioni semitiche e camitiche stabilendo relazioni e simpatie ideologiche assolutamente inammissibili.
9. Gli ebrei non appartengono alla razza italiana. Dei semiti che nel corso dei secoli sono approdati sul sacro suolo della nostra Patria nulla in generale è rimasto. Anche l'occupazione araba della Sicilia nulla ha lasciato all'infuori del ricordo di qualche nome; e del resto il processo di assimilazione fu sempre rapidissimo in Italia. Gli ebrei rappresentano l'unica popolazione che non si è mai assimilata in Italia perché essa è costituita da elementi razziali non europei, diversi in modo assoluto dagli elementi che hanno dato origine agli Italiani.
10. I caratteri fisici e psicologici puramente europei degli Italiani non devono essere alterati in nessun modo. L'unione è ammissibile solo nell'ambito delle razze europee, nel quale caso non si deve parlare di vero e proprio ibridismo, dato che queste razze appartengono ad un ceppo comune e differiscono solo per alcuni caratteri, mentre sono uguali per moltissimi altri. Il carattere puramente europeo degli Italiani viene alterato dall'incrocio con qualsiasi razza extra-europea e portatrice di una civiltà diversa dalla millenaria civiltà degli ariani.
I firmatari:
Lino Businco, docente di patologia generale, 'Università di Roma
Lidio Cipriani, docente di antropologia, Università di Firenze
Arturo Donaggio, docente di neuropsichiatria, Università di Bologna, nonché presidente della Società Italiana di Psichiatria
Leone Franzi, docente di pediatria, Università di Milano
Guido Landra, docente di antropologia, Università di Roma
Nicola Pende, docente di endocrinologia, Università di Roma, nonchè direttore dell'Istituto di Patologia Speciale Medica
Marcello Ricci, docente di zoologia, Università di Roma
Franco Savorgnan, docente di demografia, Università di Roma, nonché presidente dell'Istituto Centrale di Statistica
Sabato Visco, docente di fisiologia, Università di Roma, nonché direttore dell'Istituto Nazionale di Biologia presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche
Edoardo Zavattari, direttore dell'Istituto di Zoologia dell'Università di Roma.
2017-07-20 Bisogni
Perché una persona fa ciò che fa?
Perché ha bisogno di farlo.
Perché una persona ha bisogno di fare certe cose?
Perché se non le fa si sente male.
Perché una persona si sente male se non fa certe cose?
Perché così è scritto nel suo programma.
Perché le persone hanno programmi?
Perché la vita non è possibile senza programmi.
Perché la vita non è possibile senza programmi?
Perché la vita è organizzazione di organi, e una organizzazione è basata su un programma.
Perché la vita è organizzazione di organi?
Perché se le parti di cui è costituito un organismo non fossero organizzate ovvero non interagissero secondo un programma, l'organismo morirebbe.
2017-07-20 Giudicare
Il fatto che una persona possa pensare, senza provare orrore o repulsione, a certi atti che la società considera criminali, può indurre nella gente il sospetto che quella persona possa facilmente commettere quelli atti, o averli già commessi.
2017-07-21 Mappa cognitivo-emotivo-motiva
Durante la veglia ci capita di fare nuove esperienze e concepire nuove idee. Durante la notte quelle cose vengono organizzate nella nostra mappa cognitivo emotiva, e dal giorno, dopo possono essere usate per determinare il nostro comportamento automatico.
2017-07-21 Interagire | Bisogni | Appartenere
Ciò che rende Facebook così attraente, interessante e utile è che permette facilmente di mantenersi informati sui pensieri e i sentimenti altrui, cosa indispensabile per prendere posizione nelle questioni morali, intellettuali e politiche, per affermare la propria appartenenza a certi gruppi e per adattarsi allo spirito delle comunità di elezione. In sintesi: per soddisfare il proprio bisogno di appartenenza.
2017-07-21 Conoscere | Saggezza
Quanto più una persona diventa sapiente oltre il livello medio della popolazione in cui vive, tanto più essa vede l'ignoranza e la fallacia negli altri e tanto più fatica a comunicare da pari a pari con persone normali, laddove normalità equivale a mediocrità, semplicismo e assenza di autocritica.
2017-07-21 Natura umana
La conoscenza della natura umana è molto vasta, variegata e controversa e ognuno dà un'importanza diversa alle diverse teorie psicologiche. Inoltre c'è il problema dei diversi vocabolari che usiamo per parlarne. Purtroppo la psicologia è una disciplina frammentaria e settaria, e ogni psicologo pensa di saperla più lunga degli altri o reinventa la ruota dandole un altro nome.
2017-07-22 Politica | Comprendere
I nostri politici meritano comprensione. Se dicessero la verità sulla situazione, le cause della crisi e le prospettive future, perderebbero voti, così tanti che dovrebbero cambiare mestiere; perché la gente non ama la verità né la complessità, ma preferisce comode illusioni e semplici spiegazioni, in cui la colpa è sempre e solo degli altri.
2017-07-22 Bisogni | Irrazionale
Un essere vivente ha molteplici bisogni (o desideri) che non possono essere soddisfatti tutti allo stesso tempo. Per questo esiste in ogni essere vivente un meccanismo, o algoritmo, interno, che stabilisce le rispettive priorità nella ricerca della soddisfazione, in modo tale da concentrare gli sforzi su un bisogno alla volta.
Una delle cose che differenziano gli esseri umani è la priorità che assegnano ai diversi bisogni, ovvero quale soddisfare prima e quale dopo, e dove investire le proprie limitate risorse. In altre parole, due persone possono essere d'accordo sul fatto che certe cose siano importanti e utili, ma in disaccordo su quale cosa abbia maggior valore, o sia più urgente, rispetto a un'altra.
Come stabiliamo, momento per momento, le nostre priorità? Penso che ciò avvenga sia in modo razionale che irrazionale. Razionalmente quando ci rendiamo conto che A deve essere soddisfatto (o realizzato) prima di B perché, per esempio, A è prerequisito indispensabile di B. Irrazionalmente quando la pulsione che proviamo verso A è più forte di quella verso B.
Detto ciò, si potrebbe fondare una tipologia di personalità basata sulla tendenza a stabilire priorità in modo razionale o irrazionale, ovvero attraverso l'analisi dei prerequisiti o secondo la prevalenza delle diverse pulsioni.
2017-07-22 Appartenere
Tra le cose che caratterizzano una cultura, ovvero una comunità o gruppo sociale, contano più i divieti che gli obblighi, più le cose che non si fanno che quelle che si fanno, più le cose di cui non si parla che quelle di cui si parla.
2017-07-22 Realtà
Perché in tutto il mondo si leggono più libri di fiction (narrativa) che di non-fiction (saggistica)? Perché la gente preferisce la finzione alla realtà.
2017-07-25 Filosofia
La questione non è se la filosofa sia utile o inutile. La buona filosofia è utile, quella cattiva inutile o dannosa. La questione è dunque come distinguere la buona filosofia da quella cattiva. Chi parla di filosofa in generale, senza distinguere quella buona da quella cattiva, fa una cattiva filosofia.
Aggiungo che il compito principale della filosofia è (dovrebbe essere) smascherare la cattiva filosofia.
2017-07-25 Natura umana
Chi sono? Un uomo che cerca di capire come funziona.
2017-07-26 Mappa cognitivo-emotivo-motiva
Chi scrive il copione del tuo personaggio?
2017-07-26 Gioco
Con un certo tipo di abbigliamento ognuno può indicare a quali giochi gioca e a quali non gioca, in modo che chi ha voglia di giocare ai giochi che loro gradiscono può proporglieli e chi ha voglia di giocare a giochi che loro non gradiscono, si tengano lontani dal loro.
2017-07-26 Sistemica
https://aeon.co/essays/your-brain-does-not-process-information-and-it-is-not-a-computer
"We are organisms, not computers." Discorso stupido e tendenzioso, come se una cosa escludesse l'altra. Il fatto che la struttura del cervello sia molto diversa da quella di un calcolatore elettronico non significa che esso non elabori informazioni. La vita si basa su informazioni, il dna è informazione, gli organi di un organismo si scambiano informazioni per elaborarle, e decidono il loro comportamento sulla base di informazioni esterne e interne. L'autore avrebbe dovuto confrontarsi con l'ecologia della mente di G. Bateson.
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10211903468175158&id=1625018492
2017-07-26 Genetica
Credo sia concettualmente sbagliato e fuorviante dire che il comportamento sia determinato per un x% dal DNA e un y% dall'esperienza, dove x+y=100. Il DNA è il programma di partenza, che viene continuamente modificato dall'esperienza e dallo sviluppo organico. Non credo sia possibile stabilire quale frazione del comportamento non sia stata influenzato o modificata da ciò che è avvenuto dopo la nascita. Direi dunque che il comportamento dipende per il 100% dal DNA, per il 100% dalle esperienze e per il 100% dallo sviluppo organico dell'individuo, percentuali non sommabili.
2017-07-27 Religione
Poiché siamo parti del mondo e Dio è il mondo, ogni persona, ogni cosa è parte di Dio.
2017-07-28 Politica
La mentalità di coloro che hanno il potere è diversa da quella di coloro che lo subiscono. Infatti, appena una persona ottiene il potere, si trasforma.
2017-07-31 Filosofia | Psicologia | Psicoterapia | Intellettuali
Qualunque filosofia, psicologia o psicoterapia è influenzata dagli interessi personali del suo autore o praticante.
2017-07-31 Appartenere
Io appartengo al gruppo dei non appartenenti ad alcun gruppo.
2017-07-31 Domande
Rispondere alla domanda "chi sono" equivale a rispondere alle domande seguenti:
- A chi/cosa appartengo?
- Chi/cosa mi appartiene?
- A chi/cosa non appartengo?
- Chi/cosa non mi appartiene?
- Cosa ho fatto?
- Cosa non ho fatto?
- Cosa ho subìto?
- Cosa non ho subìto?
- Cosa intendo fare?
- Cosa non intendo fare?
- Cosa intendo subire?
- Cosa non intendo subire?
2017-07-31 Media | Manipolazione mentale
Atto di ribellione contro il sistema dei mass media: guardare la TV senza audio, e chiedersi criticamente (cioè mettendo da parte il senso comune) il perché di ciò che si vede. È anche un esercizio psicoterapeutico e di crescita intellettuale. Infatti, tutto ciò che non è casuale ha una o più motivazioni, e cercarle è un esercizio di intelligenza e di saggezza. Togliendo l'audio evitiamo di farci incantare e manipolare da ciò che vediamo. Infatti, vedere è un atto volontario e controllabile, mentre udire è involontario e incontrollabile.
2017-07-31 Sistemica
A volte si fanno certe cose solo per far parte di qualcosa.
2017-07-31 Sistemica
Dato che per sopravvivere e soddisfare i nostri bisogni abbiamo bisogno degli altri, abbiamo bisogno di adattarci ad essi in qualche modo e misura.
2017-07-31 Sistemica
Tutto ciò che un un un mano fa è parte di un gioco o della preparazione di un gioco, come ad esempio l'ottenimento o la conferma di una appartenenza necessaria per accedere ad un certo gioco.
2017-07-31 Bisogni | Appartenere | Gioco
Per soddisfare i propri bisogni bisogna appartenere a uno o più gruppi e categorie e giocare ai giochi da essi previsti.
Ogni gruppo stabilisce le categorie a cui si può appartenere e, per ciascuna categoria, i crediti e i debiti di appartenenza e i giochi attraverso i quali i bisogni possono essere soddisfatti.
Per appartenere ad un gruppo e/o categoria occorre avere un certo numero positivo di crediti di appartenenza.
Ogni gioco stabilisce i ruoli dei giocatori e cosa si deve fare, non si deve fare e si può fare durante il gioco.
Qualunque interazione al di fuori di un gioco previsto dalle proprie appartenenze e convenuto (implicitamente o negoziato) costituisce una violenza e un debito di appartenenza.
2017-07-31 Appartenere
Un grande negozio di libri e giornali, come quelli si trovano negli aeroporti, è lo specchio della cultura di una società e un osservatorio di sociologia. Vi sono esposti, in un apposito reparto, i libri più venduti, così che siano acquistati ancor più facilmente da coloro che si sentono a loro agio seguendo i leader di successo piuttosto che quelli ancora sconosciuti, che, del resto, non saprebbero riconoscere.
Vi sono poi i reparti dedicati ai generi standard più diversi, in modo che ognuno possa trovare quello che meglio lo rappresenta e lo valorizza.
Acquistare un libro o giornale di un certo genere, prima che a informare, serve a confermare la propria appartenenza ad un certo gruppo o categoria di persone. Secondariamente, serve ad informarsi su ciò che è in voga in quel gruppo o categoria, in modo da essere sempre al corrente e potersi conformare ai relativi criteri.
2017-07-31 Libertà
Ci sono persone per cui libertà significa libertà di imporre agli altri i propri valori.
2017-07-31 Interagire
L'interazione civile (cioè non violenta) tra due individui non avviene direttamente tra di essi, ma tra ciascuno e un insieme di regole (cioè forme, norme e valori) accettate da entrambi, che danno un significato alle loro transazioni.
2017-08-01 Interagire | Sistemica
Affinché due persone possano interagire civilmente e pacificamente, e cooperare al fine di soddisfare uno o più bisogni propri e altrui, occorrerebbero:
- il comune desiderio, interesse, coraggio e disponibilità a tentare un'interazione,
- un comune dizionario per interpretare correttamente le comunicazioni verbali e non verbali,
- una reciproca dichiarazione dei bisogni che l'interazione dovrebbe soddisfare e dei relativi sentimenti di soddisfazione / insoddisfazione, desiderio / paura, attrazione / repulsione ecc.
- una reciproca dichiarazione di appartenenze passive e attive (cioè a quali gruppi/categorie ciascuno appartiene e cosa gli appartiene)
- la reciproca accettazione delle intenzioni e appartenenze altrui,
- un accordo sui "giochi" da giocare e le relative regole (scopi, prerequisiti, obblighi, divieti, libertà, forme, norme, valori, clausole contrattuali ecc.),
- la sincerità e fedeltà delle dichiarazioni rispetto alla realtà,
- il rispetto degli accordi e delle regole convenute.
Ovviamente quasi tutti interagiscono col prossimo spontaneamente, seguendo i propri sentimenti, senza pensare a tali condizioni e tanto meno verificarle. Tuttavia, a livello inconscio, l'interazione è regolata dalle percezioni (più o meno realistiche) del compimento e rispetto delle suddette condizioni da parte propria e altrui.
Scopo di questa analisi è fornire concetti per interagire in modo più consapevole e razionale (il che non significa ignorare o minimizzare i propri sentimenti e quelli altrui), e di negoziare esplicitamente le condizioni dell'interazione stessa, in modo da evitare fraintendimenti e lacune che potrebbero causare il suo insuccesso.
2017-08-01 Intelligenza
Se io dico "ci sono persone più intelligenti di me" nessuno ha qualcosa da obiettare, anzi, sarò giudicato positivamente per il mio realismo e la mia "umiltà". Ma se dico "ci sono persone meno intelligenti di me" allora sarò da molti giudicato arrogante, razzista e nel peggiore dei casi anche nazista.
Eppure le due affermazioni sono coerenti, perché se A è più intelligente di B, allora B è meno intelligente di A, e se io sono in grado di valutare che qualcuno è più intelligente di me, a maggior ragione sono in grado di valutare che qualcuno lo è di meno.
In verità per valutare l'intelligenza di una persona bisogna essere almeno altrettanto intelligenti, per cui è molto più facile individuare le persone meno intelligenti di sé, che quelle più intelligenti.
2017-08-01 Interagire
Quando due persone si scrutano reciprocamente, ognuna si aspetta dall'altra un certo comportamento. In base alle reciproche aspettative, esse decidono se interagire e in che modo.
2017-08-01 Filosofia
"Volere il meno possibile e conoscere il più possibile è la massima che ha guidato la mia vita. La Volontà è infatti l'elemento assolutamente infimo e spregevole in noi: bisogna nasconderlo come si nascondono i genitali, benché siano entrambi le radici del nostro essere.
La mia vita è eroica, e non si può valutare con un metro da filisteo o con il cubito del bottegaio, né con una misura proporzionata alla gente comune, che non vive altra esistenza se non quella individuale, limitata a un breve lasso di tempo. Per questo non devo turbarmi se penso a quanto mi manchi ciò che fa parte della regolare vita dell'individuo: ufficio, casa, vita sociale, moglie e prole. L'esistenza degli esseri comuni si risolve in questo. La mia vita invece è una vita intellettuale, il cui imperturbato procedere e l'indisturbata operosità devono dare frutto nei pochi anni della piena forza mentale e del suo libero impiego per arricchire secoli dell'umanità. La mia vita personale è soltanto la base di questa vita intellettuale, la conditio sine qua non - un elemento del tutto subordinato, quindi. Quanto più questa base sarà sottile, tanto più sarà sicura; se produce ciò che deve produrre in relazione alla mia vita intellettuale, ha raggiunto il suo scopo. L'istinto di cui tale vita è provvista, e la cui esistenza obbedisce a scopi intellettuali, è stato anche per me una guida sicura: in tal modo io non ho badato agli scopi personali e ho investito tutto nella mia esistenza spirituale. Non posso perciò nemmeno meravigliarmi che la mia vita personale sembri incoerente e in sé disordinata: è come la voce di ripieno nell'armonia, la quale non può avere in sé alcuna continuità giacché serve soltanto da sottofondo alla voce principale, dove invece c'è continuità. Ciò che inevitabilmente manca alla mia vita personale mi è restituito in altro modo con il pieno godimento - durante tutta la vita - del mio spirito e della mia aspirazione secondo l'orientamento innato; anzi, se lo possedessi, mi risulterebbe indigesto e di intralcio. Uno spirito che di suo dona e crea, e precisamente ciò che nessun altro può dare e creare in tal modo, e che proprio per questo permarrà e durerà - voler costringere un siffatto spirito a cose diverse, imporgli in generale servizi coatti, e distoglierlo così dalle sue donazioni spontanee, sarebbe crudele e insieme stolto". [...] "La mia epoca e io non siamo fatti l'uno per l'altra: questo è chiaro. Ma è da vedere chi di noi due vincerà il processo di fronte al tribunale dei posteri".
[Arthur Schopenhauer]
(da www.aforismario.net/2015/02/arthur-schopenhauer-citazioni.html?m=1)
2017-08-02 Libero arbitrio
Se il libero arbitro non esiste, accetto il mio destino. Se esiste, scelgo le opzioni che mi fanno star meglio. Se esiste parzialmente, faccio entrambe le cose. Nel dubbio, prendo per buona la terza ipotesi.
2017-08-02 Interagire
Io ho bisogno degli altri, della benevolenza degli altri, i quali sono tanti, diversi e contrastanti, e io posso scegliere con chi, come, dove, quando e quanto interagire, come presentarmi alle persone con cui scelgo di interagire, cosa proporre, chiedere e offrire loro, e in quale misura soddisfare le loro richieste.
2017-08-02 Interagire
Prendo una persona conosciuta o sconosciuta, a caso. Il mio sistema inconscio si chiede: mi interessa interagire con essa? Mi conviene? Mi attrae? Mi repelle? Mi piacerebbe? Preferirei evitare l'interazione? Che vantaggi o svantaggi potrei trarne? Che succede se non interagisco? Che succede se interagisco? E se quella persona volesse interagire con me? Come risponderei? Cosa potremmo fare insieme? Come mi presenterei? Cosa direi? Cosa proporrei? Di cosa potremmo parlare? Dove potremmo andare? Quale modello di comportamento potremmo adottare?
2017-08-02 Ripetizione
Ci sono persone che amano le ripetizioni, ovvero ripetere gli stessi gesti e riti, fare e ascoltare gli stessi discorsi, ascoltare le stesse canzoni (o canzoni molto simili); altre persone che trovano noiose le ripetizioni e cercano sempre qualcosa di nuovo e diverso. Difficilmente le persone del primo tipo possono convivere con quelle del secondo.
2017-08-02 Comportamento
Per modificare un comportamento occorre sapere cosa lo determina, ovvero i meccanismi, i programmi e i dati di autogoverno del soggetto, e agire su di essi per modificarli in modo da ottenere il comportamento desiderato.
2017-08-02 Natura umana | Psicoterapia
Quando si inizia una psicoterapia o una ricerca sulla natura umana (le due cose hanno molto in comune) si sa dove si comincia ma non dove si finisce. Per questo entrambe le cose fanno paura. Perché in entrambi i casi si cambia, ma è impossibile prevedere il risultato del cambiamento ovvero chi saremo dopo di esso.
Ognuno deve dunque scegliere se restare dove e come è (con tutti i vantaggi e gli svantaggi del caso) o cominciare un viaggio verso un luogo ignoto e un nuovo io, che potrebbe migliorare o peggiorare la propria vita.
2017-08-02 Appartenere | Solitudine
Per certe persone, partecipare ad un viaggio organizzato soddisfa il bisogno di far parte di qualcosa, di giocare ad un gioco socialmente approvato, vivere un'esperienza insieme ad altre persone, comprare qualcosa da raccontare, confermare la propria appartenenza ad una categoria dignitosa, distrarsi dai problemi che non si ha il coraggio o la capacità di affrontare e soprattutto evitare la solitudine. La solitudine è censurata. Le persone sole sono imprevedibili e misteriose, e perciò sospettate di invidia e cattive intenzioni verso coloro che soli non sono.
2017-08-02 Competere
Chi cerca di superare se stesso non è amato perché superando se stesso rischia di superare anche gli altri.
2017-08-02 Solitudine
La solitudine è una medicina da prendere a dosi che non vanno superate, pena l'emarginazione. Ognuno può permettersi dosi più o meno forti, a seconda delle circostanze e delle proprie capacità.
2017-08-02 Sistemica
La psicologia è l'informatica della mente.
2017-08-02 Competere
Le persone più amate sono quelle che riescono a nascondere la loro superiorità.
2017-08-02 Religione
Astuzia delle religioni: prima inculcare la paura e poi offrire (vendere) un rimedio per alleviarla.
2017-08-02 Sistemica
Se il comportamento umano non è determinato da un algoritmo, da cosa è determinato? Da una libera volontà? E cosa determina la libera volontà? E in base a cosa, e con quali criteri la libera volontà prende le sue decisioni? A caso? Se non le prende a caso, allora segue una logica, ovvero un algoritmo. Quindi il comportamento umano o è causale o segue un algoritmo.
2017-08-02 Felicità
La felicità come stato permanente è impossibile, ma sono possibili momenti felici.
2017-08-02 Sistemica
Studiare la natura umana equivale a fare "reverse engineering" del comportamento umano, vale a dire ricostruire il programma sulla base di ciò che avviene alla sua interfaccia.
2017-08-02 Sistemica
In ogni momento, in ogni essere umano, un algoritmo stabilisce le priorità, ovvero cosa è più importante o urgente, relativamente a cosa osservare, cosa cercare, cosa fare, cosa dire, cosa pensare, cosa scegliere ecc. e in quale ordine.
L'algoritmo lavora sulle percezioni provenienti dall'esterno e dall'interno e sulla mappa cognitivo emotiva.
L'algoritmo è in grado di confrontare grandezze e valori di varie entità, per stabilire quale sia maggiore, ovvero superiore o prevalente, e quale sia propedeutico rispetto ad un altro.
Priorità è anche preferenza riguardo alle cose e anche alle persone. Quindi è anche scegliere chi aiutare prima e chi dopo e chi per niente.
2017-08-03 Conformismo
Se io mi comporto come la maggior parte della gente, ovvero in modo cosiddetto "normale", non sarò criticato dalla maggior parte della gente, ma se mi comporto diversamente, ovvero in modo "anormale", allora rischio di essere criticato dalla maggior parte della gente, perché comportarsi in modo anormale può essere percepito come una manifestazione di arroganza e di disprezzo del comportamento normale, ovvero disprezzo della maggior parte della gente. Per queste ragioni la maggior parte della gente si comporta come la maggior parte della gente, ovvero è conformista.
2017-08-03 Interagire | Bisogni | Felicità
La felicità (ovvero il benessere psichico, ovvero la soddisfazione dei bisogni) di un essere umano dipende soprattutto dalla qualità delle sue interazioni col prossimo, ovvero da ciò che esso scambia con gli altri in termini di parole, simboli, segni, gesti, oggetti, sostanze, contatti fisici, documenti, denaro ecc. a cui ciascuna delle parti attribuisce dei significati sulla base del contenuto della propria mappa cognitivo-emotiva.
Ne consegue che, se vogliamo cercare di essere più felici possibile, dovremmo imparare ad analizzare le nostre interazioni e le nostre mappe cognitivo-emotive, per poterle correggerle e migliorare per quanto sia possibile.
Un buon punto di partenza per tali analisi sono l'interazionismo simbolico di George Herbert Mead e l'ecologia della mente di Gregory Bateson.
2017-08-03 Interagire | Identità
L'identità di un essere umano, la sua natura o personalità, è definibile nel modo in cui esso interagisce col mondo esterno e con gli altri umani in particolare. Ne consegue che ogni essere umano non ha una sola identità, ma una per ogni altro essere umano, perché il modo in cui una persona interagisce varia a seconda della persona con cui interagisce. In altre parole, l'identità di A dal punto di vista di B è diversa dall'identità di A dal punto di vista di C, perché A interagisce con B in modo diverso da come interagisce con C.
Credo che questo fenomeno sia simile a quello che Luigi Pirandello ha rappresentato nel suo romanzo "Uno, nessuno e centomila".
2017-08-03 Tempo
Le grandi menti sono sempre più avanti rispetto al loro tempo.
2017-08-03 Libertà | Responsabilità
La libertà è pesante, perché chi è davvero libero di essere e fare ciò che gli pare è responsabile di tali scelte verso gli altri, i quali lo giudicheranno per esse, e in funzione di esse potrebbero cambiare il loro modo di interagire con l'interessato fino al punto di emarginarlo o punirlo.
La libertà è dunque gravosa, onerosa, stancante e angosciante e non può essere sopportata a lungo.
È pure vero che molti si illudono di essere liberi, ma, per evitare il peso e i rischi delle responsabilità, si muovono all'interno di invisibili gabbie mentali.
2017-08-03 Interagire
Interagendo con una persona, non posso interagire come mi pare, perché lo svolgimento dell'interazione dipende anche dalle risposte del mio interlocutore alle transazioni che gli invio. Infatti, a seconda delle transazioni ricevute e percepite, quello può anche decidere di interrompere l'interazione, o di limitarla a certi giochi piuttosto che ad altri. È dunque molto utile saper prevedere le risposte del nostro interlocutore ai nostri atti e alle nostre parole.
Più in generale, dobbiamo essere consapevoli del fatto che tutto ciò che facciamo viene giudicato dagli altri, anche se non è diretto specificamente verso di loro. La nostra stessa storia, dalla nostra nascita (e anche da prima) fino a un secondo fa, è sempre sottomessa al giudizio altrui, ed è importante prevedere tale giudizio, perché da esso dipende la qualità delle possibili interazioni con gli altri.
2017-08-03 Interagire | Sistemica | Solidarietà
La nostra civiltà è per lo più schizofrenica a causa di un "doppio vincolo" in cui da una parte essa richiede che le persone si comportino tra loro con rispetto, cooperazione, amore e solidarietà; dall'altra richiede che questo comportamento sia spontaneo, ovvero non calcolato né ragionato, né analizzato, né discusso, né negoziato esplicitamente, né prima, né durante, né dopo l'interazione.
Risultato è che il comportamento umano è normalmente disastroso nel senso che, non avendo gli strumenti intellettuali per verificare la correttezza ovvero la bontà del proprio comportamento, ognuno crede di comportarsi correttamente e non si mette in discussione sia perché ciò nuocerebbe alla sua spontaneità (che è considerata un valore assoluto e irrinunciabile), sia perché richiederebbe abilità razionali che nessuno gli ha mai insegnato.
Di conseguenza, ci si continua a fare del male reciprocamente, non ci si rispetta, si fa fatica a comprendersi e a cooperare, ci si fraintende, si divorzia e ci si isola.
Per guarire da questa diffusa schizofrenia bisognerebbe smetterla di elogiare solo la spontaneità, l'empatia, la leggerezza, la naturalezza nei rapporti umani e cominciare ad apprezzare anche l'uso della ragione nelle interazioni, e a fare metainterazione, ovvero a discutere e negoziare esplicitamente modalità, scopi, proprietà e limiti dell'interazione stessa.
E' in tal senso che si è sviluppata la scuola psicologica di "Palo Alto" tra i cui autori spiccano i nomi di Gregory Bateson e Paul Watzlawick.
2017-08-04 Ragionare | Adattamento
La ragione non è tutto, e non è nemmeno la cosa più importante. E' uno strumento utile ma limitato, che possiamo scegliere di usare o non usare, o di usare solo in certe misure e in certe situazioni, insomma, quando, quanto, dove e come ci conviene.
La ragione serve a risolvere problemi attraverso una logica simbolica, ma può anche creare problemi, ed è comunque problematica. Infatti, se la ragione è unica come concetto e fenomeno generale, esistono innumerevoli ragioni e modi di ragionare diversi, ovvero innumerevoli raccolte di simboli, significati e collegamenti logici, anzi, una raccolta per ogni essere umano, più o meno simili o contrastanti tra loro.
Ma la questione che vorrei qui sollevare è: quando conviene usare la ragione (la propria ragione) e quando invece conviene comportarsi in modo spontaneo, seguendo solo i propri sentimenti e le proprie pulsioni, senza sottoporli ad un esame critico "razionale" di opportunità, convenienza, utilità, eticità ecc.
La mia opinione è che è impossibile, oltre che pericoloso, usare costantemente la ragione, per due motivi.
Il primo motivo è che se sottoponessimo tutto il nostro comportamento al controllo della ragione, questa diventerebbe da serva (ovvero strumento) del nostro organismo, padrona di esso, il che sarebbe assurdo da un punto di vista evoluzionistico oltre che logico. Infatti la ragione è nata e si è sviluppata solo recentemente nella storia evolutiva degli esseri viventi, come strumento adattativo e non ha un fine in sé, ma serve solo a risolvere problemi di adattamento all'ambiente per l'organismo. Vale a dire che la ragione non può essere un'autorità suprema, ma deve servire, ovvero deve ricevere i suoi scopi dall'organismo che la ospita e dal suo ambiente.
Il secondo motivo è che la ragione, come fenomeno che possiamo osservare in noi e negli altri, è molto limitata e piena di errori, oltre che molto varia e contraddittoria, per cui affidarle il controllo completo della nostra vita ci esporrebbe a gravissimi rischi di comportamenti nocivi per noi e per gli altri. Infatti ognuno ha ragione dal suo punto di vista e il conflitto tra ragioni diverse è la norma piuttosto che l'eccezione. Occorre anche dire che la ragione tende a risolvere i problemi individuali piuttosto che quelli sociali, per cui un suo uso incontrollato potrebbe causare gravi danni alla collettività.
Usiamo dunque la ragione con cautela, solo quando è necessario perché non riusciamo a risolvere altrimenti i nostri problemi, e soprattutto cerchiamo di migliorarla attraverso l'esame delle ragioni altrui e lo studio dell'opera di grandi e buoni psicologi e filosofi, anche se non è facile individuare e distinguere quelli grandi dai piccoli, i buoni dai cattivi e in questo non ci si può fidare nemmeno delle indicazioni degli accademici.
2017-08-04 Futuro
Il mio futuro sarà determinato da un insieme di fattori:
- il mio passato
- il mio presente, ovvero le scelte e le azioni che sto facendo
- il racconto del mio passato e del mio presente, che faccio a me stesso e agli altri
- come gli altri risponderanno alle mie azioni e ai miei racconti
- il caso
2017-08-04 Cambiare | Futuro
Ormai è chiaro che, se il comportamento dell'umanità non migliora, rischiamo catastrofi planetarie e la perdita prematura di miliardi di vite umane a causa di guerre tra stati, guerre civili, povertà, cambiamenti climatici e inquinamento ambientale.
La questione è: chi dovrebbe cambiare e in che modo?
Il problema è che nessuno vuole cambiare e tutti pensano che a cambiare debbano esse altri.
Ciò è dovuto alla diffusa ignoranza sulla natura umana. Se questa ignoranza non verrà superata, saranno i dittatori a stabilire chi deve cambiare.
2017-08-04 Bisogni | Conformismo
Il bisogno più forte e comune per un essere umano che non abbia problemi di sopravvivenza, è quello di essere approvato dai propri simili. A tale scopo gli umani hanno inventato tanti modi per approvarsi reciprocamente, che comprendono l'imitarsi a vicenda, partecipare collettivamente ad eventi di qualsiasi tipo (ovvero fare le stesse cose nello stesso momento), avere le stesse opinioni, gli stessi gusti, la stessa morale e giudicare solo gli appartenenti ad altri gruppi e altre comunità, ovvero, escludere sempre i presenti da qualsiasi critica. In altre parole, eliminare l'autocritica sia individuale che di gruppo e combattere chiunque osi criticarci direttamente (cioè personalmente) o indirettamente (cioè come membri di un gruppo o categoria di persone).
2017-08-04 Filosofia | Arte
L'arte, come la filosofia, non possono mai essere compiute, definitive. C'è sempre la possibilità di fare o dire qualcosa di nuovo o qualcosa di antico in un modo nuovo capace di stupirci.
2017-08-04 Psicopatia | Solitudine | Introversione
In sintesi ecco il mio problema e quello di molti altri introversi (credo). Io sono convinto che l'umanità in generale (me compreso) sia ancora oggi sostanzialmente malata di mente (vedi nota 1) e/o in uno stadio infantile. Faccio fatica a nascondere questa terribile idea, e cerco di condividerla con altri, ma siccome quelli che la pensano come me su questo punto sono rarissimi, diciamo l'1% della popolazione, sono costretto a nascondere la mia opinione per non offendere il 99% delle persone con cui mi capita di interagire, e a far finta di essere sano come loro credono di essere, altrimenti sarei considerato un imbecille e/o un arrogante. Questa finzione è per me stancante e stressante per cui non posso esercitarla per più di un certo tempo, dopodiché sento il bisogno di ritirarmi in solitudine per riposarmi.
Io sarei molto più socievole e passerei molto più tempo in compagnia di altre persone se potessi liberamente esprimere le mie idee sulla natura umana senza offendere, irritare o annoiare nessuno e senza essere preso per un imbecille o un arrogante, per cui devo rassegnarmi a brevi interazioni insincere con persone "normali" consolandomi con la compagnia letteraria dei grandi filosofi e psicologi che mi hanno insegnato e convinto che l'uomo è ancora malato di mente o in uno stadio infantile, nonostante il progresso scientifico e tecnologico.
Inutile dire che chi non è consapevole di essere malato difficilmente cercherà di curarsi, per cui parlare con malati che si credono sani è piuttosto limitativo oltre che difficile, sgradevole e ansiogeno, soprattutto perché devo evitare di esprimere, in linguaggio sia verbale che non verbale, cose che possano tradire ciò che penso del loro stato mentale.
Beh? Che ne pensate di questa analisi? Qualcuno di voi ci si ritrova?
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NOTA 1: Cerco di spiegare cosa intendo per malattia mentale.
La mente (e in essa includo psiche, ragione, coscienza, memoria, logica, intelligenza, inconscio, sistema nervoso, sentimenti, empatia, cognizioni, credenze ecc.) si è formata durante l'evoluzione della nostra specie come strumento adattativo, per risolvere i problemi e in tal modo aumentare le nostre probabilità di sopravvivenza. Quindi una mente sana è quella che aiuta a star meglio possibile sia individualmente che come gruppo e specie, cioè fa quello per cui si è formata.
Ora, siccome la condizione dell'uomo sulla terra è ancora generalmente miserabile (basta pensare al tasso di povertà, alla schiavitù de facto, alle guerre, alle discordie, alle nevrosi e psicosi, alla solitudine, alle crisi economiche, al terrorismo, disperate migrazioni di massa ecc.) e in occidente stiamo diventando sempre più poveri e soli, e stiamo rischiando guerre nucleari, stiamo dilapidando irreversibilmente il pianeta e causando catastrofi ambientali, e non cerchiamo di cambiare rotta, e ognuno si aspetta che sia qualcun altro a risolvere i problemi personali e comuni, cosa che ovviamente non avviene, evidentemente non stiamo usando la mente per migliorare la situazione, ma la usiamo così male da stare sempre peggio ormai a livello planetario. La nostra mente è malata perché ci spinge a comportarci in modo da diminuire il nostro benessere anziché aumentarlo, e porterà prima o poi la nostra specie all'estinzione o a una decimazione, e comunque la renderà sempre più infelice e assurda, a meno che non ci curiamo in tempo.
Meno di un secolo fa il nazismo ha dimostrato con quanta facilità un intero popolo possa impazzire affascinato da uno psicopatico. Cose del genere possono ancora accadere perché quella pazzia non è stata ancora riconosciuta come tale. L'elezione di Trump è un altro sintomo di una follia diffusa.
2017-08-04 Psicologia
Molti problemi psicologici sono psico-logici, ovvero hanno a che fare con una errata logica (conscia o inconscia) che usiamo per valutare noi stessi e gli altri.
2017-08-04 Psicopatia
Bisognerebbe fondare un'associazione di "normali" malati di mente in cerca di una cura. Mi assocerei subito.
2017-08-05 Ragionare | Psicopatia | Scienza
Finché la scienza e la tecnologie erano poco sviluppate, l'irrazionalità dell'uomo non poteva fare danni irreparabili. Oggi, invece, scienza e tecnologie sono così potenti nel bene e nel male, che l'irrazionalità è un lusso che non possiamo più permetterci, per cui dobbiamo affrettarci ad imparare a controllare la nostra follia e ad usare la ragione in modo corretto, prima che arrivino catastrofi irreparabili a livello planetario.
2017-08-05 Filosofia | Illusione
Illudersi sapendo di illudersi è una vetta della filosofia.
2017-08-05 Psicopatia
Siamo tutti, chi più, chi meno, malati di mente, ma i più non lo sanno, e se uno glielo spiega non ci credono, a causa della malattia stessa.
2017-08-05 Politica
Un mio amico ha invitato tutti i membri di un social network a condividere questo appello di padre Alex Zanotelli* ai giornalisti italiani:
------ inizio dell'appello ---------
Condividete e fate in modo che gli italiani sappiano cosa sta veramente vivendo gran parte della popolazione africana.
Appello di padre Alex Zanotelli* ai giornalisti italiani:
«Rompiamo il silenzio sull’Africa.
Non vi chiedo atti eroici, ma solo di tentare di far passare ogni giorno qualche notizia per aiutare il popolo italiano a capire i drammi che tanti popoli africani stanno vivendo
Scusatemi se mi rivolgo a voi in questa torrida estate, ma è la crescente sofferenza dei più poveri ed emarginati che mi spinge a farlo. Per questo, come missionario e giornalista, uso la penna per far sentire il loro grido, un grido che trova sempre meno spazio nei mass-media italiani, come in quelli di tutto il modo del resto.
Trovo infatti la maggior parte dei nostri media, sia cartacei che televisivi, così provinciali, così superficiali, così ben integrati nel mercato globale.
So che i mass-media , purtroppo, sono nelle mani dei potenti gruppi economico-finanziari, per cui ognuno di voi ha ben poche possibilità di scrivere quello che veramente sta accadendo in Africa.
Mi appello a voi giornalisti/e perché abbiate il coraggio di rompere l’omertà del silenzio mediatico che grava soprattutto sull’Africa.
È inaccettabile per me il silenzio sulla drammatica situazione nel Sud Sudan (il più giovane stato dell’Africa) ingarbugliato in una paurosa guerra civile che ha già causato almeno trecentomila morti e milioni di persone in fuga.
È inaccettabile il silenzio sul Sudan, retto da un regime dittatoriale in guerra contro il popolo sui monti del Kordofan, i Nuba, il popolo martire dell’Africa e contro le etnie del Darfur.
È inaccettabile il silenzio sulla Somalia in guerra civile da oltre trent’anni con milioni di rifugiati interni ed esterni.
È inaccettabile il silenzio sull’Eritrea, retta da uno dei regimi più oppressivi al mondo, con centinaia di migliaia di giovani in fuga verso l’Europa.
È inaccettabile il silenzio sul Centrafrica che continua ad essere dilaniato da una guerra civile che non sembra finire mai.
È inaccettabile il silenzio sulla grave situazione della zona saheliana dal Ciad al Mali dove i potenti gruppi jihadisti potrebbero costituirsi in un nuovo Califfato dell’Africa nera.
È inaccettabile il silenzio sulla situazione caotica in Libia dov’è in atto uno scontro di tutti contro tutti, causato da quella nostra maledetta guerra contro Gheddafi.
È inaccettabile il silenzio su quanto avviene nel cuore dell’Africa, soprattutto in Congo, da dove arrivano i nostri minerali più preziosi.
È inaccettabile il silenzio su trenta milioni di persone a rischio fame in Etiopia, Somalia , Sud Sudan, nord del Kenya e attorno al Lago Ciad, la peggior crisi alimentare degli ultimi 50 anni secondo l’ONU.
È inaccettabile il silenzio sui cambiamenti climatici in Africa che rischia a fine secolo di avere tre quarti del suo territorio non abitabile.
È inaccettabile il silenzio sulla vendita italiana di armi pesanti e leggere a questi paesi che non fanno che incrementare guerre sempre più feroci da cui sono costretti a fuggire milioni di profughi. (Lo scorso anno l’Italia ha esportato armi per un valore di 14 miliardi di euro!).
Non conoscendo tutto questo è chiaro che il popolo italiano non può capire perché così tanta gente stia fuggendo dalle loro terre rischiando la propria vita per arrivare da noi.
Questo crea la paranoia dell’“invasione”, furbescamente alimentata anche da partiti xenofobi.
Questo forza i governi europei a tentare di bloccare i migranti provenienti dal continente nero con l’Africa Compact , contratti fatti con i governi africani per bloccare i migranti.
Ma i disperati della storia nessuno li fermerà.
Questa non è una questione emergenziale, ma strutturale al sistema economico-finanziario. L’ONU si aspetta già entro il 2050 circa cinquanta milioni di profughi climatici solo dall’Africa. Ed ora i nostri politici gridano: «Aiutiamoli a casa loro», dopo che per secoli li abbiamo saccheggiati e continuiamo a farlo con una politica economica che va a beneficio delle nostre banche e delle nostre imprese, dall’ENI a Finmeccanica.
E così ci troviamo con un Mare Nostrum che è diventato Cimiterium Nostrum dove sono naufragati decine di migliaia di profughi e con loro sta naufragando anche l’Europa come patria dei diritti. Davanti a tutto questo non possiamo rimane in silenzio. (I nostri nipoti non diranno forse quello che noi oggi diciamo dei nazisti?).
Per questo vi prego di rompere questo silenzio-stampa sull’Africa, forzando i vostri media a parlarne. Per realizzare questo, non sarebbe possibile una lettera firmata da migliaia di voi da inviare alla Commissione di Sorveglianza della RAI e alla grandi testate nazionali? E se fosse proprio la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) a fare questo gesto? Non potrebbe essere questo un’Africa Compact giornalistico, molto più utile al Continente che non i vari Trattati firmati dai governi per bloccare i migranti?
Non possiamo rimanere in silenzio davanti a un’altra Shoah che si sta svolgendo sotto i nostri occhi. Diamoci tutti/e da fare perché si rompa questo maledetto silenzio sull’Africa.
*Alex Zanotelli è missionario italiano della comunità dei Comboniani, profondo conoscitore dell'Africa e direttore della rivista Mosaico di Pace
------ fine dell'appello ---------
Non inoltrerò questo appello (oltre alla sua pubblicazione in questo blog), non perché non ritengo importante che certe cose (non nuove per me) si sappiano ma perché penso che sia illusorio e un po' infantile credere che la diffusione di tale informazione possa causare un miglioramento della situazione per gli interessati. Sicuramente otterrà l'effetto di indignare tante persone che propagheranno la notizia e si sentiranno per questo dalla parte dei buoni, scaricandosi la coscienza da ogni corresponsabilità.
A tale proposito rivolgo a tutti gli indignati una serie di domande non retoriche alle quali spero non si sottrarranno e a cui potranno rispondere commentando questo articolo:
- Secondo voi cosa dovremmo fare noi italiani per rimediare o alleviare la situazione delle disastrate popolazioni africane?
- Chi dovrebbe pagare le relative spese?
- Quanti profughi dovremmo accogliere delle decine di milioni che si apprestano a rischiare la vita pur di scappare?
- Quali comuni dovrebbero ospitare i migranti?
- Dovremmo prelevarli a casa loro, sulle spiagge libiche, nel deserto nordafricano o in mare?
- Quali operazioni belliche dovremmo intraprendere per interrompere le guerre civili?
- Quante e quali risorse dovremmo investire in Africa e come?
- A chi dovremmo affidare le nostre donazioni, ovvero chi dovrebbe farsi carico della loro distribuzione e come dovrebbero essere distribuite?
- A chi stiamo chiedendo di intervenire?
- Contro chi siamo indignati?
- Quanto siamo disposti a pagare di tasca nostra per aiutare gli africani?
e qui mi fermo non perché non ci siano altre domande da porsi, ma perché se si rispondesse a queste sarebbe già molto.
Alex Zanotelli ci implora di rompere il silenzio. E poi? Ammettiamo che se ne parli ogni giorno per un mese in tutti i telegiornali e i social network. E poi? Cosa pensate che succederebbe se non accuse reciproche tra i fautori dell'accoglienza e quelli del respingimento e una polarizzazione degli italiani su questi temi, fatta solo di polemiche e nessuna azione concreta, nessun cambiamento. La verità è che il problema è talmente grande che nessuno ha la minima idea di come risolverlo se non limitandoci a salvare una infima percentuale dei richiedenti aiuto che non diminuirà, anzi, aumenterà la pressione migratoria.
Sono addolorato per il destino di milioni di sventurati, ma indignarmi no. Mi sembrerebbe assurdo. In fondo noi europei dalla tratta degli schiavi al colonialismo brutale siamo tutti corresponsabili della sorte degli africani. E chiedere a qualcuno di intervenire mi sembra infantile se non abbiamo la minima idea di quanto sia difficile e costoso, se non sappiamo nemmeno da dove cominciare, chi dovrebbe cominciare e chi pagare.
2017-08-05 Emozioni e sentimenti | Mappa cognitivo-emotivo-motiva
Anche i sentimenti e le emozioni hanno, o seguono, delle logiche, seppure inconsce e involontarie.
2017-08-05 Interagire | Etica
L'etica non dovrebbe essere basata su principi astratti ma sulla cognizione che ciò che facciamo ha una influenza sulla vita e il benessere o malessere, piacere o dolore degli altri. Quindi per comportarsi in modo etico occorre innanzitutto conoscere i bisogni altrui (oltre che i propri) e capire come funzionano le interazioni, ovvero il modo in cui ognuno percepisce e valuta il comportamento altrui e risponde ad esso. Dopodiché possiamo a ragion veduta scegliere come comportarci con gli altri, assumendocene la responsabilità.
2017-08-06 Bisogni | Psicopatia
Come ci hanno insegnato Pavlov, Korzybski, Bateson, Anepeta e altri scienziati, le nevrosi e le psicosi sono causate, sia negli animali che nell'uomo, soprattutto da frustrazioni che si protraggono oltre certi limiti di intensità e durata. Frustrazione è lo scarto tra l'aspettativa della soddisfazione di un bisogno, e la sua effettiva soddisfazione.
Perciò una persona (o una società) sana di mente è quella che in cui le inevitabili frustrazioni si mantengono sotto una soglia che possiamo definire patologica, diversa da persona a persona.
2017-08-06 Conoscere
Esperienza, pensiero, coscienza ecc. non equivalgono a conoscenza perché le cose hanno infiniti aspetti nello spazio e nel tempo. Quando possiamo dunque dire di conoscere una cosa o una persona?
2017-08-06 Sistemica
Qualunque azione umana, se non è casuale, è in un certo senso una reazione, in quanto determinata da una causa, ovvero è una reazione ad una certa causa o stimolo, reazione che dipende da un certo programma della mente (non importa dove e come scritto).
La reazione dipende dal significato attribuito dal soggetto allo stimolo, e tale significato viene attribuito secondo un programma.
Nella mente ci sono dunque programmi di diverso tipo, tra cui uno per l'attribuzione di significati agli stimoli, e uno per la determinazione delle azioni da attuare a fronte di certi significati.
2017-08-07 Conoscere | Bisogni | Semantica generale
Nella misura in cui il nostro comportamento dipende (anche) dal nostro modo di pensare e ragionare, esso (il comportamento) può essere reso più efficace ed efficiente (in termini di soddisfazione dei bisogni nostri e altrui) attraverso un miglioramento del nostro modo di pensare e di ragionare, il che implica cambiamenti strutturali e/o semantici nella nostra mente.
In altre parole, per migliorare il mondo bisogna migliorare il nostro modo di pensare e ragionare, il quale è ancora rudimentale e affetto da errori sostanziali come l'idea prevalente che si possa definire in assoluto ciò che è e o non è, esiste o non esiste, è giusto o sbagliato, buono o cattivo, utile o inutile, bello o brutto, vero o falso ecc. senza fare riferimento alla natura umana e in particolare alla struttura e al funzionamento della mente (come ci insegna Alfred Korzybski nella "Semantica generale").
2017-08-07 Conoscere | Religione
Una delle caratteristiche più importanti di quasi tutte le religioni è la loro intrinseca reciproca esclusività, che rende impossibile credere in più di una religione allo stesso tempo (a meno di non crearne una sincretista). Questa esclusività ha prodotto gravi danni nelle capacità intellettuali in tutti coloro che hanno ricevuto un'educazione religiosa, perché li ha abituati a pensare che vi possa essere una dottrina di validità assoluta (non solo in campo religioso, ma anche politico, scientifico, filosofico, artistico ecc.) e che tutti coloro che non la seguono sono in errore.
2017-08-07 Social networks
Quando sfoglio Facebook mi sembra di stare in una fiera, in cui innumerevoli bambini che si credono adulti, portabandiera, commercianti mascherati, predicatori e cantastorie (me compreso) si contendono l'attenzione dei visitatori sperando di vender loro qualche simulacro o notizia più o meno campata in aria, pagabile con un segno d'affetto o di comune appartenenza (like). Tutto per sentirsi meno soli e avere l'illusione di non esistere invano.
2017-08-07 Conoscere
Un'affermazione negativa non può essere negata a meno di fornire almeno una prova che la contraddice, ovvero una prova dell'affermazione positiva corrispondente. L'onere della prova spetta sempre a colui che afferma (positivamente) qualcosa (come nel caso delle religioni) e non a colui che nega l'affermazione (come nel caso degli atei).
2017-08-07 Interagire | Psicologia
"The behaviour of an individual can be understood only in terms of the behavior of the whole social group of which he is a member, since his individual acts are involved in larger, social acts which go beyond himself and which implicate the other members of that group." [George H. Mead]
2017-08-08 Interagire | Sistemica | Società
La società, a tutti i livelli, a partire dal rapporto tra due persone, è simile ad un'orchestra. Se ognuno suona per conto suo senza curarsi di cosa suonano gli altri, il risultato è sgradevole. Siccome nessuno può o dovrebbe imporre agli altri di accordarsi con le proprie idee musicali, sono possibili due forme di orchestrazione: quella sinfonica classica, basata su una partitura a cui tutti i musicisti debbono rigidamente attenersi con o senza un direttore, e quella jazz, basata sull'improvvisazione intorno ad una base armonica condivisa, in cui ogni musicista dialoga con gli altri cercando di ottenere un effetto gradevole.
2017-08-08 Libero arbitrio
Un mondo per resistere e ribellarsi alla causalità (ovvero determinismo) del nostro comportamento, è quello di adottare comportamenti casuali. Per esempio decidere cosa fare, dove andare, con chi interagire, cosa pensare, cosa scrivere ecc, in funzione di un risultato casuale che possiamo ottenere mediante dei dadi o un computer.
2017-08-08 Interagire | Sistemica | Società
La nostra società si sta disintegrando perché diminuiscono le cose che ci uniscono e aumentano quelle che ci dividono. Ciò che ci unisce è sempre più effimero e ingannevole, e rischiamo di essere uniti solo dalla comune sottomissione ad un dittatore. I tempi sono maturi per una rivoluzione intellettuale e morale prima che politica, un nuovo modo di pensare e interagire, un nuovo umanesimo coerente con il progresso neuroscientifico. Spero che i maestri di questa rivoluzione non si facciano aspettare troppo. Alfred Korzybski, Gregory Bateson, Edgar Morin ed altri ci hanno indicato la direzione e il metodo necessari per migliorare il modo in cui usiamo le nostre facoltà razionali ed emotive. Ascoltiamoli!
2017-08-10 Religione
Le religioni e, più in generale, le credenze in realtà che esistono solo nell'immaginazione di alcuni, sono (anche) un modo per occupare e controllare le menti delle persone, dare loro strutture e linguaggi comuni e distoglierle da pensieri troppo liberi.
2017-08-10 Interagire
Il comportamento di una persona è, parzialmente, causa ed effetto del comportamento delle persone con cui interagisce.
2017-08-10 Società | Psicopatia
Sono furbo. Sono riuscito a far credere a tutti quelli che ho conosciuto che sono sano di mente. Neanche quando dico loro che sono pazzo ci credono. Perché se ci credessero dovrebbero cominciare a chiedersi se non sono malati di mente anche loro. La verità è che sono pazzo per il semplice fatto di essermi adattato ad una società malata.
2017-08-11 Psicopatia
La questione non è se siamo pazzi o sani di mente, ma se siamo consapevoli o inconsapevoli della nostra pazzia.
2017-08-12 Conoscere | Comprendere
Coloro che non hanno capito nulla di un certo fenomeno sono meno dannosi di quelli che, avendone capito una parte, credono di averlo capito tutto.
2017-08-12 Mappa cognitivo-emotivo-motiva
La figura seguente serve ad illustrare come immagino la struttura e il funzionamento di una mappa cognitivo-emotiva.
Ogni
entità psichica (parola, simbolo, concetto, immagine ecc. che indicheremo con la sigla EP) occupa un posto nella rete neuronale ed è collegata o collegabile con qualunque altra EP e con il
sistema emotivo (SE).
Ogni EP da sola o in combinazione con una o più altre EP ha una
carica emotiva (di bisogno / piacere / attrazione oppure rigetto / dolore / repulsione).
Il SE è una specie di database in cui sono memorizzate tutte le cariche emotive associate alle EP singolarmente, o a combinazioni di EP (CEP).
Quando una EP o CEP viene evocata (dall'esterno o dall'interno) il SE genera l'emozione programmata corrispondente. Essa corrisponde alla "risposta semantica" come descritta nella "Semantica generale" di Alfred Korzybski.
Quando la risposta cognitivo-emotiva associata ad una particolare CEP è dolorosa oltre un certo limite, il sistema nervoso fa in modo da inibire la combinazione stessa, ovvero evita, mediante il meccanismo dell'attenzione selettiva, che le EP che la compongono vengano percepite insieme.
2017-08-12 Bisogni | Libertà | Conformismo | Creatività
Il bisogno più importante per un essere umano, oltre la sopravvivenza, è di essere accolto dalla propria comunità.
Affinché ciò avvenga, un individuo ha bisogno di dimostrare a se stesso e agli altri di essere degno di accoglienza.
Per dimostrarlo, esso si comporta in modo conforme alle forme, norme, valori, abitudini e aspettative della maggioranza della comunità stessa.
E' così che la maggior parte degli esseri umani, per essere accolti dalle loro comunità, sacrificano la loro libertà, diversità, originalità e creatività.
2017-08-13 Etica | Natura umana
Non dovremmo preoccuparci tanto di ciò che la gente fa, quanto di ciò che essa non fa, ovvero occuparsi attivamente del bene comune.
2017-08-13 Religione
A una chiesa non interessa tanto che i suoi fedeli siano felici in questa vita, o che conoscano le sacre scritture, quanto che rimangano fedeli, obbedienti, rispettosi della sua autorità e contribuiscano al suo sostentamento economico.
2017-08-14 Conoscere | Religione | Paura
Se la maggior parte degli esseri umani trovasse piacere nella lettura di testi di divulgazione scientifica sulla natura umana, il mondo sarebbe molto più civile, giusto e pacifico. Invece l'uomo, tranne poche eccezioni, non sente il bisogno di conoscere il proprio funzionamento, anzi, ha una paura inconscia di apprenderlo, o si illude di saperne abbastanza, per averlo imparato dai genitori, a scuola o al catechismo.
La paura della conoscenza è radicata nelle religioni, che hanno sempre cercato di avere il monopolio del sapere, della saggezza e della morale. Infatti Adamo ed Eva furono cacciati dal paradiso e severamente puniti, insieme coi loro discendenti, per aver desiderato e mangiato il frutto dell'albero della conoscenza. Proprio in questo consiste il peccato originale, che ancora oggi è causa di sensi di colpa e della paura inconscia di sapere come funzioniamo, anche per le responsabilità morali che tale conoscenza comporterebbe.
2017-08-14 Interagire | Bisogni | Psicopatia | Partecipare
L'uomo ha bisogno di far parte interattiva di un gruppo sociale, quello che ritiene più adatto alla propria personalità, ovvero quello in cui ha una buona possibilità di essere accettato e rispettato per come è, e che non gli impone costrizioni o sacrifici troppo onerosi rispetto alle proprie capacità.
Una volta accolto in un certo gruppo, l'individuo interagisce periodicamente con gli altri membri secondo le forme, norme, valori, regole, obblighi, divieti, margini di libertà, ruoli ecc. caratteristici del gruppo stesso.
La partecipazione può essere più o meno riuscita, dando luogo, a seconda dei casi, a sentimenti ed emozioni di piacere, ansia, paura, dolore ecc.
In mancanza di un gruppo di cui far parte e in cui interagire, l'individuo può incorrere in sofferenze e disturbi mentali.
2017-08-14 Conoscere | Conformismo
La questione non è se sia vera, o più vera, la teoria psicologica X o la Y, ma quanto l'uomo sia interessato a conoscere la propria natura e il proprio funzionamento. Infatti anche la migliore teoria sulla natura umana, ovvero sul modo in cui un essere umano funziona, è inutile se l'interessato non è interessato a conoscerla, né desidera, attraverso tale conoscenza, migliorare il proprio comportamento in termini di soddisfazione dei propri bisogni.
Temo infatti che la gente sia talmente conformista che si interessi di psicologia solo quando, e nella misura e con la profondità profondità, in cui essa sia di moda.
2017-08-15 Interagire | Bisogni | Appartenere | Partecipare
Ad un essere umano piace tutto ciò che conferma la sua appartenenza all'umanità, la sua integrazione e partecipazione interattiva ad una comunità; tutto ciò che lo fa sentire parte integrante, costituente, contribuente, coerente, armonica, simbiotica, utile, non superflua, di un gruppo; tutto ciò che gli conferma di avere un ruolo nella società i cui altri membri accettano, approvano e usano per la loro soddisfazione attraverso un continuo dialogo e scambio; tutto ciò che lo fa sentire "giusto" non in senso morale (perché la morale è una razionalizzazione di qualcosa di più profondo) ma formale e materiale, nel senso della tessera di un puzzle, che nel quadro ha un posto unico ad essa assegnato, che solo il soggetto può riempire perfettamente, e in sua mancanza il puzzle è incompleto o sbagliato.
In sintesi, ad un essere umano piace essere parte di, ovvero avere un ruolo in, una configurazione sociale simbiotica o un rito sociale e tutto ciò che favorisce tale partecipazione, come, ad esempio, seguire una moda o assistere insieme ad uno spettacolo o ad una messa.
Questo piacere deriva da un profondo bisogno genetico di partecipazione sociale, la cui frustrazione può dar luogo a sofferenza, ansia, panico, depressione, e altri disturbi mentali.
Non importa se l'umanità, la società, la comunità, il gruppo, il puzzle, siano buoni o cattivi, onesti o criminali, sani o malati, saggi o stupidi, produttivi o improduttivi, l'importante è avere una forma compatibile con il resto dell'insieme e non restare isolati o emarginati. Infatti, per l'inconscio è meglio sbagliare insieme che avere ragione da soli.
Tuttavia il bisogno di integrazione sociale è più o meno forte da persona a persona, in uno spettro continuo ai cui estremi abbiamo l'estroverso e l'introverso.
2017-08-15 Psicoterapia
Una psicoterapia è efficace nella misura in cui riesce a cambiare le risposte cognitivo-emotive del soggetto alle diverse situazioni, rendendo tali risposte più adatte alla soddisfazione dei bisogni propri e altrui.
2017-08-15 Mappa cognitivo-emotivo-motiva
Ciò che appare semplicemente come risposta ad uno stimolo, è invece normalmente una reazione alla percezione di una situazione, la quale comprende uno o più stimoli particolari e un particolare contesto in cui essi di producono.
Il sistema o sottosistema che determina il comportamento di un essere vivente, infatti, prima di riconoscere uno stimolo deve riconoscere il contesto in cui lo stimolo viene percepito, perché è il contesto che dà significato allo stimolo, secondo un programma predefinito, che possiamo chiamare mappa cognitivo emotiva.
Riepilogando: situazione = contesto più stimolo; reazione = azione determinata dal riconoscimento di una situazione.
2017-08-15 Interagire
Un essere umano, normalmente, non interagisce direttamente con un altro membro della stessa specie, ma con una struttura mentale a cui entrambi appartengono e che è regolata da certe regole accettate e rispettate da entrambi.
Il rapporto è simile a quello di un giocatore, che non interagisce direttamente con un altro giocatore, ma con il gioco che stanno giocando.
È come se ogni giocatore osservasse un suo robot in uno schermo TV mentre gioca con un altro robot, e decidesse le prossime mosse del suo robot sulla base della situazione del gioco.
Il gioco degli scacchi è una metafora di quanto ho affermato. Infatti, le mosse di ciascun giocatore vengono decise sulla base delle posizioni delle rispettive figure, per cui, a tutti gli effetti, ogni giocatore gioca, ovvero interagisce, con il gioco, più che con l'avversario. Infatti, i giocatori non si toccano mai, né hanno bisogno di dirsi alcunché, essendo le regole del gioco note a, e accettate da, entrambi.
Nella vita reale le figure degli scacchi sono sostituite dagli atti e dalle parole che gli interattori si scambiano, e in ogni momento è come se, su una scacchiera ideale, ci fossero delle figure posizionate in un certo modo corrispondente alle cose che ciascun giocatore ha fatto o detto nella partita in corso.
2017-08-15 Libertà
La libertà dovrebbe essere un mezzo, non un fine.
2017-08-15 Bisogni
Scusate se ho la fastidiosa abitudine di interpretare psicologicamente il comportamento delle persone oltre, dietro e sotto le intenzioni dichiarate, ma io nei post di Facebook vedo quasi sempre un tentativo di ricordare agli altri la propria esistenza e di chiedere un po' di approvazione e una metaforica carezza (un like). Ovviamente questo vale anche per i miei post.
2017-08-15 Interagire
Quando si augura qualcosa di buono ad una persona (ad esempio buon giorno, buon compleanno, buon viaggio, buona vacanza, buon natale, buon ferragosto ecc.), visto che nessuno è in grado di determinate il futuro dell'altro, l'augurio significa: mi farà piacere se tu passerai una piacevole giornata, o farai un piacevole viaggio ecc. Insomma, è come dire: il tuo piacere è anche il mio, ovvero, provo empatia verso di te.
Ma allora perché non dirlo esplicitamente? Perché non dire direttamente: "mi sei simpatico" o "ti voglio bene"? Troppo compromettente? Troppo generoso?
2017-08-17 Bisogni | Semantica generale
Qualunque affermazione o valutazione che non sia contestualizzata strutturalmente, collocata nello spazio e nel tempo, relativizzata rispetto ad un fine e quantificata statisticamente, non è né vera né falsa, è insignificante e, in quanto tale, è inutile discuterla, se non come reazione psichica più o meno adatta alla soddisfazione dei bisogni umani. Questo è ciò che, in sintesi, ho capito dalla lettura (ancora in corso) di "Science and Sanity" di Alfred Korzybski. Logico direi, anzi, psico-logico.
2017-08-17 Demoni
I demoni esistono e agiscono, ma solo nelle nostre menti.
2017-08-17 Bisogni | Motivazioni
Un essere umano fa ciò che fa o perché ha paura di non farlo o perché crede o sente che facendolo starà meglio (ovvero soddisferà meglio i suoi bisogni) piuttosto che non facendolo.
2017-08-17 Semantica generale
Per me le cose non sono mai buone o cattive in assoluto, ma più o meno utili a qualcuno rispetto a certi suoi fini in un certo momento della sua vita.
2017-08-17 Conoscere
Anche un libro, in quanto cibo per la mente, può essere tossico. Prima di leggere un libro, cerchiamo di capire quanto sia sano, e durante la lettura non smettiamo mai di considerare i suoi effetti collaterali.
Certi libri servono solo a compiacere il lettore confermando le sue opinioni, a dargli l'illusione di aver accresciuto la sua cultura e a distogliere la sua attenzione da altri libri più sani e rischiosi perché potrebbero stimolare il progresso umano.
2017-08-17 Interagire
Quando due persone interagiscono vis-à-vis, normalmente lo fanno, spontaneamente e automaticamente, non avendo il tempo di riflettere prima di parlare, e soprattutto non avendo il tempo di studiare l'interlocutore. Ciascuno si aspetta infatti che l'altro risponda immediatamente ad una domanda o ad una osservazione, e oltre tutto la spontaneità è considerata una virtù, mentre il calcolo razionale della risposta un difetto o comunque qualcosa di sgradevole o inquietante.
Va anche detto che quasi nessuno è capace di studiare razionalmente il suo interlocutore e di scegliere razionalmente cosa dirgli o fargli, e quasi tutti interagiscono affidandosi ai loro sentimenti, impulsi e pregiudizi, col risultato che le interazioni sono per lo più irrazionali, poco produttive e più o meno violente.
2017-08-18 Complessità
Ciarlatano: chi propone una soluzione semplice ad un problema complesso, o afferma che il problema sia molto più semplice di quanto si pensi o non esista, o che per risolverlo basti volerlo e seguire i suoi consigli.
Stupido: chi crede al ciarlatano.
Il ciarlatano prospera sulla stupidità umana, e il suo successo è la prova che essa esiste ed è molto diffusa.
2017-08-18 Apprendere
L'educazione può essere più o meno chiusa o aperta. Quella chiusa tende a istruire l'allievo su un certo sistema o modus vivendi per poterlo usare dopo essersi adattati a esso. Quella aperta tende a dare all'allievo degli strumenti per inventare nuovi sistemi e nuovi modi vivendi dopo aver esaminato criticamente quelli attuali.
2017-08-18 Interagire | Appartenere | Società | Autocensura
Ognuno di noi ha in testa un particolare "clan" (cioè una comunità interiore di appartenenza) ovvero una struttura sociale o comunità ideale che condiziona il nostro comportamento come una gabbia mentale, con i suoi obblighi e i suoi tabù, e l'imperativo categorico di non essere mai indegni del clan stesso.
Questo clan interiore si forma quando siamo bambini, attraverso l'educazione che riceviamo e le esperienze sociali che viviamo. Esso contiene forme, norme, linguaggi, valori, obblighi, divieti, margini di libertà, ruoli, ranghi, e strutture sociali che ci consentono di interagire con gli altri in modo "regolato" ovvero non completamente libero, al fine della conservazione del clan stesso e della cooperazione tra i suoi membri.
Il Super-io freudiano è l'agente inconscio del clan, che provvede a punire (tramite ansia, angoscia, panico ecc.) qualunque comportamento suscettibile di causare l'emarginazione del soggetto dal clan stesso.
2017-08-18 Mappa cognitivo-emotivo-motiva
È vero ciò che mi piace o mi conviene, falso ciò che mi spiace o non mi conviene. È così che funziona la psiche.
2017-08-18 Stupidità | Psicopatia
Per essere pazzi ci vuole una certa intelligenza perché la pazzia è una intelligenza distorta. Invece gli stupidi non impazziscono, restano stupidi. Pertanto la gente si può dividere in due categorie: i pazzi e gli stupidi. I sani di mente sono rare eccezioni, contano poco nella società e sono poco riconoscibili. Modestamente, io appartengo alla categoria dei pazzi.
2017-08-19 Conoscere | Società
Quando, dopo un attentato terroristico, leggo o sento i commenti di giornalisti, scrittori, politici o dei cosiddetti esperti, sono preso dallo sconforto per l'inutilità e il vuoto delle loro parole.
Problemi come il terrorismo, la globalizzazione selvaggia, l'inquinamento del pianeta, l'iniqua distribuzione delle ricchezze ecc. non si possono risolvere alla radice se non si affronta il problema della salute mentale dell'umanità in generale, a livello planetario, specialmente per quanto riguarda l'uso delle religioni e delle tradizioni intellettuali (sia popolari che accademiche) che condizionano il nostro modo di pensare e l'uso delle nostre facoltà mentali.
I tempi sono maturi per una rivoluzione intellettuale globale che tenga conto degli ultimi sviluppi delle neuroscienze e della cibernetica applicati alla psicologia e ai rapporti sociali. Autori consigliati: Alfred Korzybski, Gregory Bateson, George Herbert Mead, Luigi Anepeta, Paul Watzlawick, Daniel Goleman, Edgar Morin.
2017-08-19 Conoscere
Anche io sono complottista e indignato e denuncio il complotto internazionale degli ignoranti e degli stupidi uniti contro chi è più intelligente e sapiente di loro.
2017-08-19 Etica | Psicopatia
Io penso che dovremmo smetterla di avere un incondizionato rispetto e tolleranza per ogni e qualsiasi essere umano a prescindere dal suo comportamento e dalle sue opinioni e credenze. Questo atteggiamento, secondo me, nuoce all'umanità perché dà troppo agio, e incoraggiamento ad attuare i loro propositi, a masse di persone pericolose per la società e per l'ambiente naturale a causa del loro particolare assetto psichico. Infatti queste persone non vengono sufficientemente ed esplicitamente criticate, né dalla gente in generale né dalle autorità politiche, religiose e intellettuali, che cercano la loro benevolenza. A mio parere è dunque necessario stabilire, a livello accademico e filosofico, dei parametri universali di salute mentale e di qualità etica basati sulla scienza in generale, le neuroscienze in particolare, e la ricerca umanistica più evoluta, e valutare le persone rispetto ad essi. Ogni essere umano ha uguali diritti, ma nessuno dovrebbe essere immune da critiche dai punti di vista etico, psichico ed ecologico.
2017-08-19 Psicopatia
Ribellioni e rivoluzioni sono eventi eccezionali. Osserviamo il mondo attuale e la storia: normalmente ogni individuo che viene al mondo si adatta alla società in cui viene allevato, alla sua religione, cultura, economia, sistema di governo, linguaggio, etica, costumi ecc. anche se si tratta di istituzioni e tradizioni dissennate, violente, ignoranti, ingiuste, assurde, retrogade ecc. Questo deve farci riflettere su quanto l'uomo sia normalmente vulnerabile alla manipolazione mentale e da essa handicappato. Siamo tutti più o meno manipolati e manipolatori, e più o meno malati di mente a causa delle manipolazioni subite.
2017-08-20 Interagire | Società | Ruoli sociali
La vita sociale è come un dramma in cui ognuno di noi cerca di giocare un certo ruolo più o meno esplicito e più o meno compreso, accettato o osteggiato dagli altri.

2017-08-20 Interagire | Società | Ruoli sociali
Ognuno ha in mente, consciamente o inconsciamente una certa comunità ideale in cui a se stesso e agli altri sono assegnati certi ruoli. Una società è pacifica quando i ruoli effettivi sono accettati da tutte le parti in gioco, violenta e conflittuale quando non c'è accordo sui rispettivi ruoli.

2017-08-20 Creatività
Creatività, invenzione, soluzione di problemi, consistono nel trovare una nuova combinazione, ordine o configurazione di concetti, forme, oggetti, sostanze, persone ecc. capace di produrre un effetto desiderato.
2017-08-20 Intelligenza | Semantica generale
Le parole sono astrazioni di sensazioni o di altre astrazioni (con un numero di livelli potenzialmente illimitato) e l'intelligenza è la capacità di astrarre, e la profondità in termini di livelli (ovvero la complessità strutturale) in cui una persona riesce a farlo.
Ognuno astrae a suo modo (ad eccezione delle astrazioni scientifiche, che sono condivise universalmente). Per questo è difficile la comunicazione tra esseri umani, perché usiamo parole a cui ciascuno dà un significato diverso, soggettivo, più o meno estensivo, profondo, comprensivo o esclusivo di certi aspetti delle realtà soggettive e oggettiva.
Ciò che complica il problema è il fatto che siamo poco o per nulla consapevoli dei nostri processi di astrazione e della soggettività dei nostri vocabolari.
2017-08-20 Interagire | Società
Il problema principale di un essere umano è quello dell'interazione con gli altri. Le questioni sono tante, tra cui le seguenti. Con chi interagire e chi evitare. Come, dove, quando e quanto interagire. Come presentarsi agli altri. A quali norme, forme, valori, etica, costumi, linguaggi conformarsi e quali respingere. Con chi e contro chi allearsi. A chi legarsi e da chi sciogliersi. Quali autorità riconoscere e quali no. Chi rispettare e chi no. Chi criticare e chi no. Chi sfidare e chi assecondare. Chi prendere in considerazione e chi ignorare. Quali libertà prendersi e a quali rinunciare. Cosa rivelare e cosa nascondere di sé. Quale ruolo e rango cercare di avere nella società. A quali gruppi e categorie appartenere e a quali no. Cosa offrire e cosa chiedere. Cosa prendere e cosa lasciare. Cosa dire e cosa tacere. Come competere. Come difendersi dell'ostilità, competizione, invidia e gelosia altrui. Di chi fidarsi e di chi diffidare. Quando attaccare e quando ritirarsi. Quando scappare e quando resistere. Quando discutere e quando lasciar correre. Se cercare di adattarsi alla società o cercare di cambiarla. Se stare soli o in compagnia. Come distribuire il proprio tempo tra le varie persone. In compagnia di chi stare ecc.
2017-08-21 Interagire | Società
La forza è una grandezza fisica, forse la più importante nelle leggi della natura. La definizione di "forza" in Wikipedia (
https://it.wikipedia.org/wiki/Forza) recita: "Una forza è una grandezza fisica vettoriale che si manifesta nell'interazione di due o più corpi, sia a livello macroscopico, sia a livello delle particelle elementari. Quantifica il fenomeno di induzione di una variazione dello stato di quiete o di moto dei corpi stessi; in presenza di più forze, è la risultante della loro composizione vettoriale a determinare la variazione del moto. La forza è descritta classicamente dalla seconda legge di Newton come derivata temporale della quantità di moto di un corpo rispetto al tempo. "
E ancora: " Le forze sono quindi le cause del cambiamento del moto dei corpi, possono pertanto mettere in moto un corpo che si trovava precedentemente in stato di quiete, modificare il movimento di un corpo già precedentemente in moto, o riportare il corpo in stato di quiete."
La forza è dunque ciò che permette il cambiamento dello stato di qualcosa rispetto alla sua inerzia, e che, combinandosi con altre forze, dà luogo ad un certo risultato. La forza è vettoriale nel senso che ha un punto di applicazione, un verso e una direzione, oltre che una intensità.
Il concetto di forza può essere efficacemente usato, al di fuori della fisica, nelle scienze umane, come filosofia, psicologia, sociologia, ecc. in quanto si presta bene a spiegare quello che succede nella psiche degli individui e nelle società, dove può essere assimilato ai concetti di bisogno e sentimento, sia in senso genetico che comportamentale.
La definizione di "forza" nel dizionario Treccani (
http://www.treccani.it/vocabolario/forza/) è molto lunga, il che indica l'importanza di tale concetto in tante discipline e nel linguaggio comune, sia in senso fisico che metaforico.
Volendo guardare il mondo, la società e la psiche dal punto di vista della forza, troviamo questa dappertutto e si potrebbe perfino affermare, generalizzando, che la vita di un individuo e di una società sono il risultato di una composizione di forze, ovvero bisogni, sentimenti e risorse mentali e materiali, più o meno divergenti, convergenti, conflittuali o cooperanti.
Nelle scienze umane troviamo che la forza si manifesta in diversi modi, a partire da quella muscolare, come, ad esempio, la forza delle armi, della bellezza, dell'intelligenza, della persuasione, della fede, della passione, dell'animo, della paura, dell'inganno, delle masse, della tradizione, della ragione, dell'abitudine, dell'eloquenza, di una medicina, della volontà, dell'immaginazione, dell'ingegno, del destino, della natura ecc. E' anche possibile considerare i rapporti umani, in generale, come rapporti di forza, e la società un sistema dove vale la legge del più forte, ovvero, dove prevale chi, da solo o insieme ad altri, riesce a produrre una forza (di qualunque tipo) maggiore di quella dei propri antagonisti.
2017-08-21 Comunicazione
"Non ti dico cosa penso di te, lo lascio alla tua immaginazione, che comunque non lo indovinerà e mi attribuirà pensieri e intenzioni non miei. Se ti dicessi cosa penso di te non saresti comunque d'accordo e sarebbe inutile discuterne."
E' un modo per chiudere una discussione inutile e fastidiosa con una persona antipatica che ci ha mancato di rispetto e che ragiona in modo troppo diverso da noi e/o ha una visione del mondo e della natura umana fondamentalmente troppo diversa dalla nostra.
2017-08-21 Religione
Le religioni, specialmente quelle del trio monoteista, se prese sul serio e coerentemente con i contenuti delle rispettive sacre scritture, mirano al genocidio e alla brutalità verso gli infedeli. Se oggi il terrorismo è quasi soltanto di matrice islamica, è solo perché i cristiani e gli ebrei, da qualche secolo, non prendono più sul serio la loro religione e non leggono le rispettive sacre scritture, o leggono solo le pagine dove Dio è buono. Il terrorismo islamico è causato prima di tutto dell'Islam, aggravato da concause geopolitiche ed economiche. Nessun ateo ha mai compiuto atti terroristici per diffondere l'ateismo o scatenato guerre di religione.
2017-08-22 Bisogni | Filosofia
In ogni luogo, in ogni momento (ovvero in ogni punto dello spazio/tempo) ogni essere vivente cerca di soddisfare i propri bisogni interagendo con altri esseri viventi in modi più o meno cooperativi, conflittuali, costruttivi, distruttivi, intelligenti, stupidi, soddisfacenti, insoddisfacenti, usando le risorse a sua disposizione in modi più o meno adatti allo scopo.
Questa constatazione potrebbe esse il principio, ovvero la base, di una nuova filosofia, più efficace, realistica e comprensiva delle precedenti. La filosofia dei bisogni.
2017-08-23 Interagire | Mappa cognitivo-emotivo-motiva
Nel rapporto tra due persone A e B, nella mente di ciascuno ci sono due significati principali che influiscono, ovvero agiscono, nel determinare le reciproche interazioni.
Nella mente di A:
- il significato di A, ovvero cosa A pensa di se stesso, come A si valuta e cosa si aspetta da se stesso;
- il significato di B, ovvero cosa A pensa di B, come A valuta B e cosa A si aspetta da B.
Nella mente di B:
- il significato di B, ovvero cosa B pensa di se stesso, come B si valuta e cosa si aspetta da se stesso;
- il significato di A, ovvero cosa B pensa di A, come B valuta A e cosa B si aspetta da A.
Per
significato intendo una valutazione riferita ad un contesto cognitivo ed emotivo, ovvero ad un certo "mondo" immaginario di cui la cosa
significata fa pare. In altre parole, dare un significato ad una cosa equivale a stabilire delle relazioni qualitative e quantitative tra quella cosa e i componenti di una struttura cognitiva ed emotiva di riferimento, che io chiamo mappa cognitivo-emotiva. Nel caso più semplice la valutazione può essere assoluta e generalizzata, come ad esempio: buono/cattivo, bello/brutto, vero/falso. Nei casi più complessi, la valutazione può essere molto più elaborata, circostanziata, modulata, condizionata e relativizzata nello spazio e nel tempo.
Oltre ai quattro significati principali sopra elencati, occorre considerare altri quattro significati secondari, o protettivi:
Nella mente di A:
- il significato che A pensa che B attribuisca ad A
- il significato che A pensa che B attribuisca a B
Nella mente chi B:
- il significato che B pensa che A attribuisca a B
- il significato che B pensa che A attribuisca ad A
Possiamo considerare gli otto significati sopra elencati come degli agenti mentali che contribuiscono a determinare l'interazione tra le due persone, in modo più o meno inconscio.
Ognuno di questi agenti spinge il soggetto in una certa direzione, più o meno coerente con le direzioni in cui lo spingono gli altri agenti. La direzione risultante è determinata dalla composizione delle relative forze, come avviene nella meccanica.
In conclusione, è importante chiedersi e verificare quali significati noi attribuiamo a noi stessi e agli altri e quali significati pensiamo che gli altri attribuiscono a noi e a loro stessi, perché da tali significati dipendono i nostri rapporti con gli altri.
2017-08-23 Interagire | Società | Ruoli sociali
Ognuno vorrebbe avere certi ruoli e ranghi nella società o nei gruppi, e assegnare agli altri certi ruoli e ranghi. Il problema è che raramente c'è accordo o compatibilità sulle rispettive assegnazioni.
Vedi anche Ruoli sociali.
2017-08-23 Bisogni | Natura umana | Evoluzionismo
Qualche milione di anni fa eravamo animali e ci comportavamo come tali senza che qualcuno avesse qualcosa da ridire. Poi, a poco a poco, l'evoluzione ci ha dotati di un'intelligenza sempre più complessa e astratta che si è sostituita in parte agli istinti nel determinare il nostro comportamento.
Tuttavia questa transizione dall'animale all'uomo non è ancora terminata e non tutti si trovano allo stesso stadio evolutivo. Vale a dire che, sebbene siamo tutti in parte animale e in parte uomo, come il centauro, lo siamo in proporzioni diverse da persona a persona e da momento a momento.
La convivenza tra l'animale e l'uomo che vivono e agiscono in noi è normalmente conflittuale e lo sarà sempre, finché l'evoluzione non sarà completata, tra qualche milione di anni. Nel frattempo dovremmo cercare di usare l'intelligenza di cui siamo dotati, per gestire il conflitto tra le due nature nel modo migliore, ovvero cercando il miglior compromesso per soddisfare i bisogni di entrambe per quanto possibile.
2017-08-24 Saggezza | Comprendere
Ci sono maestri di vita che non abbiamo scelto, ma ci sono stati imposti dalla sorte: in primis, i nostri genitori e gli insegnanti ai quali i nostri genitori ci hanno affidato, sia per l'insegnamento scolastico che quello religioso. Ci sono poi i maestri di vita involontari, persone qualsiasi che abbiamo incontrato e che con il loro esempio ci hanno insegnato a comportarci in un certo modo per evitare l'insuccesso o l'esclusione sociale.
Sono rari i casi di persone che cercano maestri di vita, e ancora più rari i maestri di vita, ovvero persone in grado di insegnare a vivere, ovvero capaci di aiutare gli altri a vivere meglio grazie ai loro insegnamenti. In questo campo scarseggiano sia la domanda che l'offerta. In realtà, di offerta ce n'è tanta, ma di qualità molto bassa, semplicistica o astrusa, spesso illusoria e a volte controproducente. Anche la domanda sembra esserci, ma si tratta per lo più della richiesta di soluzioni semplici per raggiungere il successo o evitare l'ansia e lo stress, e non della ricerca di una comprensione di ciò che è importante per una vita sana e serena.
Se manca il culto della saggezza, ovvero l'interesse per la comprensione della vita e della natura umana, ciò è dovuto soprattutto all'educazione che abbiamo ricevuto dai maestri di vita che la sorte ci ha imposto (sopra citati), i quali ci hanno insegnato che non c'è altro di importante da sapere per vivere, oltre ciò che essi stessi ci hanno insegnato, e noi bambini, non essendo dotati di capacità critica, ci abbiamo creduto e continuiamo a crederci ancora oggi che siamo adulti.
2017-08-24 Interagire
Due persone possono essere in disaccordo su diversi piani.
- Il piano della verità, ovvero se una cosa sia vera o falsa.
- Il piano dell'etica, ovvero se una cosa sia buona o cattiva.
- Il piano dell'estetica, ovvero se una cosa sia bella o brutta.
- Il piano dell'interesse, ovvero quando una cosa è vantaggiosa per l'una e svantaggiosa per l'altra persona.
Sul piano della verità si può discutere ma solo partendo da definizioni di termini, paradigmi e premesse condivisi.
Sul piano dell'etica si può discutere solo se entrambe le persone perseguono un'etica pragmatica, ovvero mirata alla massima soddisfazione del massimo numero di bisogni del massimo numero di persone.
Sul piano dell'estetica non si può discutere perché i gusti sono soggettivi.
Sul piano dell'interesse si può discutere solo se si è disponibili a trovare un compromesso accettabile da entrambe le parti, ovvero che soddisfa al meglio gli interessi di entrambe.
2017-08-25 Interagire | Società | Ruoli sociali
Una parte importante della vita sociale (e, di conseguenza, dell'attività psichica) consiste nell'assegnare funzioni sociali (ruoli, ranghi, posizioni, spazi, risorse pubbliche e private, diritti, doveri, obblighi, divieti, regole, servizi, privilegi, poteri, libertà, limiti, responsabilità, incarichi, missioni, onori ecc.) a se stessi e agli altri, e nel verificare, accettare o rifiutare le funzioni sociali che gli altri assegnano o vorrebbero assegnare (o togliere) a noi.
L'assegnazione delle funzioni sociali può essere più o meno conscia o inconscia, esplicita o implicita, diretta o indiretta, tacita o verbale, formale o informale, ufficiale o non ufficiale, consensuale o conflittuale.
Il termine
funzione, qui usato in campo psicologico e sociologico, corrisponde bene a quello usato in campo matematico, dove la funzione è una formula che determina un risultato numerico, e in campo informatico, dove la funzione di un sistema (o sottosistema o programma) è il servizio che un sistema rende agli altri sistemi con cui esso comunica.
Ritengo utile utilizzare il concetto di
funzione sociale, come sopra definito, per analizzare problemi di convivenza e disturbi psichici, in quanto questi sono spesso causati da conflittualità o incompatibilità di assegnazioni di funzioni. Infatti il soggetto può avere difficoltà nel determinare le funzioni sociali che vorrebbe avere nel nella comunità (coppia, famiglia, gruppo ecc.) a fronte di pressioni esterne che gli propongono, o vorrebbero imporgli, funzioni a lui non gradite. Inoltre il soggetto potrebbe non capire che le funzioni sociali che vorrebbe avere non sono gradite alle persone che lo circondano.
Vedi anche Ruoli sociali.
2017-08-25 Interagire
Oggi Facebook mi ha detto che i miei post hanno totalizzato 26000 like (dall'inizio dei tempi). 26000 carezze o strette di mano elettroniche. Certo, mi fa piacere saperlo, ma questo non diminuisce la mia fame di nuove carezze e strette di mano, possibilmente fisiche; in subordine, elettroniche. Perché l'appartenenza sociale, il sentirsi umani, buoni, giusti, e soprattutto accettabili e possibilmente desiderabili, non si ottengono una volta per tutte, non durano che poche ore e vanno confermati ogni giorno; se possibile, più volte al giorno.
2017-08-25 Religione
Aver fede nella fede è alla base del fanatismo, di qualunque tipo.
2017-08-25 Politica
La maggioranza della gente non vuole maestri, ma leader che obbediscano al suo volere, perché pensa di saperne abbastanza su come si governa un popolo. Il peggior nemico della democrazia è la democrazia stessa, quando il popolo è ignorante o infantile, ovvero quasi sempre.
2017-08-25 Politica
Diceva Ignazio Silone: "Se è gratis, c'è l'inganno". Questo è vero specialmente per il buon governo della cosa pubblica promesso dai partiti politici. Se è gratis, ovvero, non richiede alcun impegno da parte dei cittadini, che possono continuare a comportarsi come a loro conviene, c'è l'inganno.
2017-08-26 Conoscere
Diffidare dell'intelligenza propria e altrui. In qualunque contesto, su qualunque tema, nessuno ha capito tutto e molti hanno capito male.
2017-08-26 Conoscere
Ogni autore ha detto cose valide e cose non valide, cose superate e cose non superate. Bisogna evitare di dare un giudizio medio ad un autore e poi leggere solo gli autori col giudizio medio più alto. Così facendo ci perdiamo le cose buone che hanno detto tanti autori, solo perché insieme alle cose buone hanno anche detto cose sbagliate o inutili.
2017-08-27 Interagire | Bisogni | Società
Tra i bisogni umani innati, forse il più importante è quello che io chiamo "bisogno di scambio", vale a dire, il bisogno di scambiare qualcosa con altri esseri umani, ossia di dare e ricevere qualcosa di materiale o immateriale, fisico o simbolico. Ogni persona ha tale bisogno, ma con intensità variabile da individuo a individuo e nel tempo, e in forme diverse.
Quando, in una persona, il bisogno di scambio non viene soddisfatto per un tempo prolungato oltre un certo limite, essa soffre e, nei casi più gravi, sviluppa disturbi mentali.
Le cose scambiate possono essere oggetti, sostanze, cibo, macchine, materiali, mercanzie, energia, spinte, denaro, parole, carezze, atti sessuali, protezione, solidarietà, aiuto, informazioni, segni, simboli, ordini, servizi, figure, domande e risposte cognitive, ludiche, artistiche, musicali ecc.
Lo scambio può essere più o meno simmetrico nel senso che le cose date possono essere dello stesso tipo di quelle ricevute o di tipo diverso.
Lo scambio può essere unilaterale o bilaterale. E' unilaterale quando non c'è feed-back, bilaterale quando questo c'è. Lo scambio bilaterale è normalmente molto più importante ed efficace di quello unilaterale.
Lo scambio può essere sincrono o asincrono. E' sincrono quando il momento dell'invio coincide con quello della ricezione, asincrono quando la ricezione avviene in un momento più o meno differito.
Il bisogno di scambio può essere soddisfatto più o meno facilmente in quanto le cose che uno è disposto a dare possono essere considerate più o meno "buone" o desiderabili dalla parte ricevente. Infatti, uno scambio sfavorevole viene di solito rifiutato.
Il problema forse più importante nella vita sociale (e, di conseguenza, nell'attività psichica) è quello di stabilire cosa scambiare con gli altri, ovvero cosa offrire e cosa chiedere, cosa accettare e cosa rifiutare, e con chi (non) effettuare gli scambi, affinché questi possano essere favorevoli, e quindi accettabili, per entrambi le parti. Ci sono anche casi in cui può essere conveniente interrompere scambi abituali se questi non sono più favorevoli.
Un altro problema che rende difficili gli scambi, è la libertà, casualità e selettività nei rapporti umani, per cui una persona non sempre ne trova un'altra disponibile in tempi brevi ad accettare uno scambio, specialmente se l'altro ha già scambiato abbastanza con altre persone e non ha bisogno, almeno per un certo tempo, di ulteriori scambi. Questo fenomeno dà luogo ad una competizione per gli scambi (ovvero per i rapporti) più favorevoli. cioè per la scelta (più o meno esclusiva) delle persone con cui effettuare gli scambi più vantaggiosi.
Per esempio, una forma di scambio molto comune, forse la più comune, è la conversazione. Ma non tutti sono disposti a conversare con chiunque di qualsiasi cosa. Infatti ognuno ha esigenze particolari per quanto riguarda gli argomenti di conversazione, il livello di profondità, l'approccio intellettuale e morale con cui trattarli e il tipo di persone con cui parlarne.
Per migliorare il grado di felicità medio dell'umanità, bisognerebbe inventare un sistema per facilitare gli scambi tra esseri umani in modo che ognuno possa trovare senza troppa difficoltà persone adatte, e soprattutto disponibili, con cui scambiare, al bisogno e in tempi brevi, cose secondo le proprie esigenze.
Vedi anche Procedura di interazione razionale, Il problema dei ruoli e dei ranghi, Il concetto psicosociologico di "funzione sociale"
2017-08-27 Bisogni
Un essere umano deve fare i conti e scendere a compromessi con gli altri e con se stesso, e gestire pressioni esterne e interne.
Con gli altri deve accordarsi sui rispettivi ruoli e la distribuzione delle risorse; con se stesso deve cercare di soddisfare i propri bisogni profondi, ognuno dei quali ha esigenze, spesso conflittuali rispetto a quelle degli altri bisogni, dell'io cosciente e delle altre persone.
A complicare la situazione c'è il fatto che alcuni nostri bisogni indotti sono malati e non andrebbero assecondati, e il fatto che la nostra conoscenza della realtà è influenzata dall'educazione che abbiamo ricevuto e che continuiamo a ricevere dall'ambiente culturale in cui viviamo, e che in molti aspetti non corrisponde alla realtà stessa, ci inganna, ci illude e ci nuoce, ovvero non ci aiuta a soddisfare i nostri bisogni innati.
2017-08-27 Interagire | Bisogni
Gli esseri umani tendono a interagire in modo automatico, involontario, inconsapevole, secondo modelli culturali più o meno irrazionali, mentre sarebbe più soddisfacente interagire in modo razionale, negoziale, esplicito, consapevole, creativo, produttivo.
Segue un esempio di procedura di interazione razionale:
- scegliere una persona con cui interagire
- scegliere cosa scambiare
- proporre lo scambio o valutare la proposta di scambio altrui
- se non c'è accordo, proporre uno scambio diverso o valutare una diversa proposta altrui
- se c'è accordo, effettuare lo scambio
- dopo lo scambio, valutare il grado di soddisfazione proprio e altrui
- se la soddisfazione è reciproca, continuare lo scambio (fatte salve le necessarie pause) finché non è più soddisfacente
- se lo scambio non è (più) soddisfacente tornare all'inizio della procedura
Vedi anche Bisogno di scambio.
2017-08-28 Sistemica | Relazioni
Durante la veglia facciamo nuove esperienze. Durante il sonno il cervello le archivia mettendole in relazione con le precedenti. Dal giorno dopo possiamo usare le nuove relazioni per concepire nuovi pensieri.
2017-08-28 Conoscere | Natura umana | Sistemica
Ogni studioso dell'uomo (psicologo, filosofo, sociologo ecc.), tranne poche eccezioni, dà importanza a certi aspetti della vita umana e del funzionamento della mente, e ne trascura o ignora altri, senza capire che l'uomo è un sistema che funziona in quanto tale, ovvero grazie alla comunicazione e interazione tra tutte le sue parti, e tra queste e l'ambiente esterno. Anche per l'uomo, e soprattutto per l'uomo, vale la regola che le proprietà del tutto (ovvero del sistema) sono maggiori della somma delle proprietà delle sue parti, per cui è impossibile capire il tutto studiando queste separatamente. Per capire il tutto occorre capire le relazioni, comunicazioni e interazioni tra tutte le sue parti, ovvero la struttura d'insieme del sistema, inclusi gli scambi con l'esterno. La specializzazione delle scienze umane e le tendenze settarie all'interno delle diverse discipline rendono tale obiettivo difficile da raggiungere.
2017-08-28 Bisogni | Società | Ruoli sociali | Bruno Cancellieri
Per rispondere alla domanda "chi sono?" ho compilato questo elenco di alcuni miei ruoli, ovvero funzioni sociali, da cui si evincono cose che posso scambiare con gli altri, ed eventualmente con te che mi leggi:
- Esemplare di homo sapiens e, in quanto tale, portatore di bisogni umani più o meno soddisfatti.
- Marito e genitore.
- Cittadino italiano ed europeo.
- Elettore politico.
- Contribuente fiscale.
- Professionista informatico e dirigente in pensione.
- Consumatore o utente di vari beni e servizi, pubblici e privati.
- Proprietario di beni mobili e immobili.
- Amico o parente di varie persone.
- Membro di varie associazioni culturali.
- Membro di vari social network.
- Sostenitore di organizzazioni filantropiche.
- Inventore e realizzatore di servizi web utili a varie persone.
- Studioso della natura umana.
- Ricercatore, raccoglitore, inventore e diffusore di pensieri e idee utili per il miglioramento della vita umana (mia e altrui).
- Interessato a nuove amicizie e collaborazioni.
Se ti interessa saperne di più, come spero, ti invito a esplorare il mio blog o a contattarmi.
Vedi anche Ruoli sociali.
2017-08-28 Politica
Una vecchietta, scippata da un giovane a bordo di un motorino, proponeva, come soluzione per evitare gli scippi, il divieto di circolazione per i motorini. Con la stessa logica ci sono persone che, dopo aver letto la notizia di un reato perpetrato da immigrati provenienti dal terzo mondo, propongono di ridurre la criminalità impedendo l'immigrazione dai paesi poveri.
2017-08-28 Natura umana
L'uomo (ovvero qualunque essere umano, nessuno escluso) non è al di
sopra, né al di sotto, né davanti, né indietro, rispetto alla natura.
L'uomo è parte della natura, e ad essa, e solo ad essa, deve la sua vita
e la sua morte, il suo piacere e il suo dolore.
2017-08-28 Internet
Prima di internet c'erano pochi mezzi, che permettevano di raggiungere, più o meno agevolmente, solo poche informazioni. Con internet si può accedere immediatamente a qualunque informazione, anche le più inutili e false, e anche le persone più stupide possono diffondere i loro pensieri in tutto il mondo. Risolto il problema del mezzo di comunicazione resta il problema della scelta della comunicazione, ovvero con chi comunicare e con chi non comunicare, cosa scrivere e cosa non scrivere, cosa leggere e cosa non leggere, cosa cercare e come selezionare i risultati delle ricerche. Problema difficilissimo, di cui la scienza ancora non si occupa abbastanza, e che carica ognuno di noi di nuove responsabilità.
2017-08-28 Interagire | Psicologia
Non possiamo fare tutto e solo ciò che ci pare e piace; dobbiamo fare i conti con gli altri fuori e dentro di noi.
2017-08-28 Psicologia
Ci sono quelli che non si interessano di psicologia perché pensano che la cosa non li riguardi, credendo di essere sani di mente.
Ci sono quelli che si interessano di psicologia in privato perché perché hanno problemi mentali ma non vogliono farlo sapere.
Ci sono quelli che si interessano di psicologia apertamente perché sanno che tutti abbiamo problemi mentali e che sarebbe bene parlarne insieme.
Ci sono quelli che si interessano di psicologia per i vantaggi economici che ne possono derivare.
Ci sono quelli che si interessano di psicologia per aiutare gli altri a gestire i loro problemi mentali.
Ci sono quelli che si interessano di psicologia per più motivi tra quelli sopra elencati.
2017-08-29 Autocensura
Qualunque cosa facciamo o pensiamo è soggetta ad un'autocensura conscia o inconscia.
2017-08-29 Bisogni | Società | Ruoli sociali
Ognuno di noi, per il fatto di vivere in una società, assume una serie di ruoli, ovvero funzioni sociali, che gli vengono assegnati dagli altri o che si assegna da sé in modi più o meno consensuali o conflittuali.
Attraverso l'attuazione (gioco) di tali ruoli ognuno di noi interagisce con gli altri e scambia tutto ciò che ci serve per vivere e soddisfare i nostri bisogni. Infatti interagire significa giocare uno o più ruoli, dato che le interazioni umane sono normalmente regolate da prescrizioni che prevedono certi ruoli e certe prerogative di ciascun ruolo, per cui un'interazione senza regole e senza ruoli è praticamente impossibile o è bestiale.
Come conseguenza dell'assegnazione dei ruoli, ognuno di noi sviluppa un bisogno di giocare i ruoli stessi, perché solo attuandoli possono avvenire gli scambi di cui abbiamo bisogno.
Concludendo, è bene chiedersi quali siano i ruoli che ci siamo assegnati o che gli altri ci hanno assegnato, perché abbiamo un bisogno inconscio di attuarli.
Vedi anche Ruoli sociali.
2017-08-29 Ruoli sociali
In ogni momento, anche quando siano soli, ognuno di noi gioca consciamente o, ancor più spesso inconsciamente, uno o più ruoli, ovvero funzioni sociali, che abbiamo assunto, con il consenso o dissenso degli altri, come mezzo per interagire e scambiare con gli altri cose di cui abbiamo bisogno. Può dunque essere utile chiedersi, in qualunque momento, quali ruoli stiamo giocando o tentando di giocare, se tali ruoli sono adatti a noi, se sono efficaci in termini di soddisfazione dei bisogni nostri e altrui, e in che misura sono riconosciuti e accettati dagli altri.
I disturbi mentali possono essere causati da confusione, disordine, indecisione, conflitto dei ruoli che il soggetto ha assunto come mezzo per interagire con gli altri.
Il significato che attribuiamo al gesto o alla parola del nostro interlocutore dipende dai ruoli da lui assunti nella sua e nella nostra mente.
Ognuno ha assunto e cerca di attuare una serie di ruoli. Prendendo due persone a caso, è interessante capire quanto i rispettivi ruoli siano compatibili, sinergici, simbiotici.
Vedi anche Ruoli sociali.
2017-08-30 Ruoli sociali
Un ruolo non è definibile separatamente ma solo in relazione a ruoli complementari o antagonisti. Per esempio, non è possibile essere padrone senza servo, insegnante senza discente, datore senza ricevitore ecc.
Vedi anche Ruoli sociali.
2017-08-30 Ruoli sociali
L'effetto umoristico nasce da un brusco cambiamento di ruolo di una persona (da un ruolo inferiore ad uno superiore, da uno perdente a uno vincente, o viceversa) per effetto di un brusco cambiamento di contesto.
Vedi anche Ruoli sociali.
2017-08-30 Interagire
Anche quando siamo soli interagiamo con gli altri, gli altri dentro di noi.
2017-08-31 Coscienza | Mappa cognitivo-emotivo-motiva
Vedendo qualcosa vedo inconsciamente anche me nell'atto di confrontarmi con quella cosa e le relazioni tra me stesso e la cosa stessa. Io, col mio comportamento, sono quindi sempre presente nel quadro risultante, che costituisce uno stimolo al mio comportamento successivo, volontario o involontario.
Più precisamente, un essere umano percepisce continuamente una forma, o configurazione, statica o dinamica, in cui è sempre presente anche se stesso in una certa relazione con le varie parti della configurazione. In altre parole, io mi vedo in relazione a ciò che vedo, e quindi sono sempre presente in ciò che vedo, cioè sono parte strutturale di ciò che vedo, e vedo anche il mio comportamento in relazione a ciò che vedo, ovvero il mio comportamento e i miei gesti sono parte della configurazione che percepisco momento per momento. A sua volta, la configurazione o situazione che percepisco momento per momento, di cui sono parte, costituisce uno stimolo, o feedback, che determina il mio comportamento successivo.
La determinazione del comportamento rispetto a ciò che si vede dipende da modelli di configurazione e relazione registrati nella mappa cognitivo-emotiva del soggetto come desiderabili o indesiderabili, imperativi o tabù, con i quali la percezione corrente viene continuamente confrontata.
La consapevolezza del meccanismo sopra esposto ci può aiutare ad analizzare e migliorare il nostro comportamento.
2017-08-31 Cambiare
Se ognuno di noi continua a comportarsi secondo le proprie abitudini, i cambiamenti nella società saranno determinati dal caso, dalle guerre, dalle migrazioni, dai commerci, dalla globalizzazione, dalle catastrofi naturali, dalla tecnologia e dalla volontà di chi detiene il potere, non da noi, che ci limiteremo a subirli e a lamentarcene.
2017-09-01 Conoscere | Complessità
La forma di ignoranza più diffusa e pericolosa non consiste nel non conoscere qualcosa, ma nel credere che qualcosa sia più semplice di quanto realmente sia, ovvero di non riconoscere la complessità dei problemi, specialmente quelli sociali, e, di conseguenza, proporre soluzioni che anziché alleviarli li aggravano.
2017-09-01 Conoscere | Natura umana
È giusto che le scienze naturali e le relative tecnologie interessino normalmente solo gli addetti ai lavori delle stesse, ovvero scienziati, ingegneri, tecnici, professori e solo in misura minima e superficiale il pubblico indifferenziato.
È invece sbagliato che ciò avvenga anche per le scienze umane (psicologia, sociologia, filosofia ecc.), perché, in quanto esseri umani, siamo tutti addetti ai lavori di tali scienze, oggetti e soggetti di studio e conoscenza, perché conoscere la natura umana è indispensabile per interagire socialmente in modo costruttivo e soddisfacente.
2017-09-01 Conformismo
Ecco cosa tutti vogliono: partecipare alla vita sociale, attivamente o passivamente, in qualunque ruolo. Partecipare per non restare soli, per non essere esclusi. Partecipare alle feste, agli spettacoli, ai concerti, alle conversazioni, ai pranzi, agli eventi sportivi, ai raduni, agli incontri, ai social network. Fare ciò che fanno gli altri, insieme agli altri. Parlare come gli altri, pensare come gli altri, leggere ciò che gli altri leggono, vedere ciò che vedono gli altri, ascoltare ciò che ascoltano gli altri, vestire come gli altri, abitare come gli altri, mangiare come gli altri, lavorare come gli altri, riposare e andare in vacanza come gli altri. Esserci, essere "in", non essere "out". Essere come gli altri, essere normali, far parte della società dei normali.
2017-09-02 Interagire
In caso di conflitto tra due persone o gruppi, sono possibili varie motivazioni ed esiti, tra i quali:
- L'eliminazione, deportazione o emigrazione dell'avversario, la cui stessa esistenza costituisce un disturbo.
- L'asservimento dell'avversario, che viene accettato solo in un ruolo subordinato.
- Il compromesso, in cui si cerca di soddisfare il più possibile gli interessi di entrambe le parti, riconoscendo e rispettando i rapporti di forza.
Succede spesso che una parte accusi l'altra di aver generato il conflitto, per giustificare l'aggressione verso lo stesso.
Ci sono poi coloro che cercano di evitare o negare un conflitto già in atto, illudendosi che possa svanire grazie alla buona volontà dei contendenti.
Quando ci troviamo in un conflitto riflettiamo sulle nostre vere motivazioni e i nostri obiettivi, e cerchiamo un compromesso, se possibile.
2017-09-02 Conoscere
Giochiamo a chi la sa più lunga? Nessuno vince e nessuno perde perché nessuno conosce l'estensione della propria ignoranza e a nessuno piace ammettere di non aver capito qualcosa di importante che il proprio interlocutore ha capito. Perché, consciamente o inconsciamente, ciò equivale a dimostrare di essere intellettualmente inferiori e l'idea di essere inferiori è spaventosa, è un tabù.
2017-09-02 Politica
Il peggior nemico della democrazia è la democrazia, specialmente quella diretta. Un pugno di sedicenti politici hanno fatto credere alla maggioranza degli inglesi che i loro problemi erano causati soprattutto dall'Unione Europea, non da se stessi, e il popolo, sempre pronto a credere a chi lo assolve, ha abboccato. Ora gli inglesi cominciano a capire che si sono dati la zappa sui piedi, e che zappa!
L'operazione Brexit ha delle ricadute enormi, molto complicate e difficili da capire anche per un economista. Che idiozia lasciare al popolo, ignorante per definizione, la decisione su una questione così complessa e pericolosa.
Un eloquente
articolo sulla realtà del Regno Unito e cosa li aspetta dopo la Brexit.
2017-09-02 Libertà | Cambiare
Da un punto di vista psicoanalitico, la libertà, quella vera, ovvero la libertà di avere uno spazio mentale e/o fisico in cui vivere una vita totalmente diversa da quella degli altri, di concepire idee totalmente diverse da quelle altrui, di essere ideologicamente ed eticamente indipendenti e di mantenere nascosto e segreto tale spazio, ebbene, tale libertà è un tabù, è asociale, e chi la pratica è considerato un pericolo per la società perché capace di sconvolgerne le regole, basate su idee condivise e sull'assoggettamento dell'individuo al gruppo. Socialità e libertà sono stati mentali antitetici. La libertà che viene riconosciuta a tutti è quella di scegliere tra varie imposizioni, ovvero tra diverse strutture mentali predefinite, non la libertà di concepire e costruire una società diversa da quella attuale. Insomma, non siamo liberi di fare la rivoluzione, che è, per definizione, un atto di ribellione.
2017-09-03 Interagire | Bisogni | Società | Ruoli sociali | Partecipare
Partecipare significa essere parte di un sistema di parti che interagiscono secondo programmi e margini di libertà che dipendono dalla particolare natura del sistema.
I gruppi sociali sono sistemi a cui gli esseri umani hanno bisogno di appartenere, ovvero di cui essi hanno bisogno di essere parte. Ogni gruppo è caratterizzato da certe forme, norme, valori e ruoli attraverso i quali, e solo attraverso i quali, è possibile interagire.
La non partecipazione ovvero l'isolamento sociale è considerato prova di disumanità. Chi più partecipa è considerato più umano e desiderato, chi meno partecipa è considerato meno umano ed emarginato.
Quando soddisfano il bisogno di partecipare, gli esseri umani provano piacere, quando non vi riescono, dolore e disturbi mentali.
Perciò l'uomo cerca continuamente di partecipare a eventi, movimenti e forme sociali e di raccogliere e condividere prove e riconoscimenti di tale partecipazione, come foto, video, souvenirs, amuleti, simboli, medaglie, trofei, diplomi, regali, opere d'arte, musica, giornali, libri, post in social networks ecc.
2017-09-04 Filosofia
La maggior parte della gente si tiene lontana dalla riflessione sulla natura umana e i rapporti sociali, come se non ci fosse nulla di nuovo da scoprire, imparare o migliorare su come vivere e rapportarsi con gli altri.
2017-09-05 Neuroscienza
Mentre dormiamo il cervello lavora per integrare le esperienze più recenti con quelle meno recenti, stabilire nuove relazioni logiche tra di esse e aggiornare di conseguenza i nostri automatismi cognitivo-emotivi ovvero le reazioni semantiche e sentimentali con cui risponderemo alle future esperienze.
2017-09-05 Natura umana | Mappa cognitivo-emotivo-motiva
George H. Mead in "Mind, Self & Society", ci insegna che la differenza tra il comportamento dell'uomo e quello degli altri animali consiste nel fatto che mentre questi ultimi reagiscono sempre e soltanto in modo immediato e automatico agli stimoli, secondo riflessi condizionati, l'uomo ha la facoltà di ritardare la reazione, di esaminare consapevolmente le possibili risposte comportamentali ad una certa situazione e di scegliere quella più appropriata tenendo conto delle esperienze passate e delle possibili conseguenze future.
Se ciò è vero, ne consegue che l'uomo non sempre si comporta da uomo ma spesso agisce come gli altri animali, ovvero reagisce agli stimoli in modo immediato e automatico, secondo i propri condizionamenti cognitivo-emotivi, senza considerare e ponderare opzioni di risposta alternative.
2017-09-05 Natura umana | Psicologia | Mappa cognitivo-emotivo-motiva | Psicoterapia
La nostra mente ha logiche inconsce che determinano il nostro comportamento attraverso reazioni automatiche cognitivo-emotive alle situazioni in cui ci troviamo e agli stimoli che percepiamo.
Se vogliamo migliorare il nostro comportamento dobbiamo esaminare razionalmente tali logiche e correggerle o ottimizzarle dove occorre. Per riuscirvi, dobbiamo cercare di rendere consce le nostre logiche inconsce, con l'aiuto di buone psicologie e psicoterapie.
2017-09-05 Ruoli sociali
Il benessere psichico, ovvero la soddisfazione dei bisogni, di un essere umano dipende soprattutto dalla qualità dei suoi rapporti con gli altri, e più esattamente da ciò che io chiamo "armonia di ruoli". Con questo termine intendo la compatibilità e il vantaggio reciproco di una una certa definizione e assegnazione di ruoli o funzioni sociali tra una persona e quelle con cui interagisce.
Si ha armonia di ruoli tra due persone quando ciascuna accetta i ruoli assunti dall'altra e ne è soddisfatta. Si ha disarmonia, o dissonanza, di ruoli tra due persone quando una non accetta i ruoli assunti dall'altra a causa di incompatibilità o conflitti di interessi, o ne è insoddisfatto a causa della mancata attuazione delle caratteristiche di tali ruoli perché i ruoli assunti da una persona non corrispondono alle sue reali intenzioni o la persona non ha la capacità di attuarli in modo soddisfacente.
Prendiamo ad esempio i ruoli complementari insegnante / allievo. Si ha armonia di ruoli quando l'allievo è soddisfatto dell'insegnante e l'insegnate dell'allievo. Si ha disarmonia quando l'insegnante non ha veramente voglia di insegnare, non è in grado di farlo come richiesto o ritiene l'allievo demotivato o incapace di imparare, oppure quando l'allievo non ha veramente voglia di imparare, non è abbastanza intelligente per capire l'insegnamento ricevuto o ritiene l'insegnante incompetente o incapace di insegnare.
Prendiamo come altro esempio i ruoli simmetrici socio / socio. Si ha armonia di ruoli quando ciascun socio è soddisfatto del contributo dell'altro all'associazione. Si ha disarmonia quando un socio non ha veramente voglia di contribuire all'associazione, non è in grado di farlo come richiesto o ritiene l'altro socio demotivato o incapace di contribuire all'associazione come richiesto.
2017-09-06 Etica | Mappa cognitivo-emotivo-motiva | Bias cognitivo | Giustizia
Molte persone sono incapaci di distinguere il piacevole dal giusto e il doloroso dall'ingiusto e ritengono sistematicamente giuste le cose per loro piacevoli e ingiuste quelle per loro dolorose. Questa comune identificazione di qualità tra loro diverse, e un generale disinteresse per un esame razionale dei concetti di giustizia ed etica, sono tra le cause principali dello stato miserabile dell'umanità, perché la rendono incapace di costruire una società giusta. L'umanità potrà migliorare nella misura in cui l'uomo riterrà doloroso ciò che è ingiusto, e piacevole ciò che è giusto, ma una tale attitudine, oggi rivoluzionaria, è ancora molto rara.
2017-09-06 Verità | Complessità
Un errore molto comune che tutti facciamo è quello di prendere una piccola verità, o una verità parziale, e di gonfiarne l'importanza al punto tale da considerarla l'unica causa di un fenomeno complesso, ignorando il fatto che la complessità di un fenomeno o di un problema, è dovuta alla molteplicità dei suoi aspetti e delle sue cause. E' così che una piccola verità si trasforma in una grande menzogna, per esempio, quando si tratta di determinare le cause di problemi sociali e psicologici, i quali vengono erroneamente semplificati in misura proporzianale all'ignoranza che si ha su di essi.
2017-09-06 Conoscere | Storia
In un anno di storia del nostro pianeta avvengono miliardi di fatti umani. Quali scegliere? Quali analizzare? Quali ignorare? Quali approfondire? Quali correlare? La storia è una, ma le storie che di essa si possono narrare sono potenzialmente infinite e tutte diverse. Anche sulla vita di una singola persona si possono costruire infinite biografie diverse, scegliendo cosa considerare, cosa ignorare e cosa collegare. Lo storico non è uno che racconta "la" storia, ma uno che estrae una certa quantità di fatti dalla storia e dà loro una certa interpretazione e un certo significato. In tal senso ogni storia è soggettiva ed esprime la mentalità dello storico che la racconta.
2017-09-07 Interagire | Sistemica | Società
La natura è un sistema di sistemi. Ogni sistema è composto di parti che interagiscono, ovvero comunicano, ovvero scambiano informazioni, energie o sostanze. Ogni parte di un sistema costituisce a sua volta un sistema, ovvero un sottosistema di un sistema di ordine superiore. Ogni parte di un sistema potenzia e/o inibisce, ovvero serve e/o sfrutta, ovvero alimenta e/o limita, ogni parte o sistema con cui interagisce.
Un sistema ha proprietà che nessuna delle sue parti, presa isolatamente, possiede, e che emergono solo grazie a, e attraverso, l'interazione tra le parti. In tal senso si può dire che il tutto è maggiore della somma delle sue parti.
Per esempio, un'automobile è un sistema che permette di trasportare una o più persone da un punto A ad un punto B. Nessuna delle sue parti ha tale capacità, che emerge solo quando le parti dell'automobile sono collegate e interagiscono in un certo modo, incluso il pilota (umano o automatico) che la guida. Il pilota fa dunque parte del sistema automobile in quanto senza di esso l'automobile non funziona.
Anche la società umana è un sistema, le cui parti sono costituite dagli esseri umani che la compongono, unitamente al loro ambiente, ovvero alle cose che essi usano per vivere e interagire.
Anche un essere umano è un sistema, le cui parti sono gli organi che costituiscono il suo organismo e l'ambiente in cui esso vive e grazie al quale esso vive. Una di queste parti è la mente, o psiche.
Anche la mente, o psiche, è un sistema le cui parti sono collocate principalmente nel cervello, ma non solo. Una di queste parti è l'io cosciente. Tutte le altre costituiscono la mente inconscia. L'io cosciente ha poteri limitati sul resto della mente, e, sebbene possa aver l'illusione di dominarla, in realtà ne è regolato, come è regolato dalle azioni degli altri esseri umani.
Come già detto sopra, ogni parte di un sistema potenzia e/o inibisce, ovvero serve e/o sfrutta, ovvero alimenta e/o limita, ogni parte con cui interagisce. Ciò significa che se una parte A si serve di una parte B, affinché il servizio, o lo sfruttamento, possa continuare, è necessario che esso sia limitato ovvero non eccessivo rispetto ai bisogni di A e accettabile da B. In altre parole deve essere tale (quantitativamente e qualitativamente) che B non si esaurisca, non si distrugga, o si rifiuti di continuare a servire A.
Possiamo chiamare "ruolo" l'insieme di comportamenti tipici, ovvero caratteristici, abituali, ricorrenti, di una parte rispetto alle altre parti. Un certo ruolo prevede quindi ciò che una parte tende a dare alle altre parti e a prendere o ricevere da esse. Nel caso della società, i ruoli degli individui possono essere chiamati "funzioni sociali".
Occorre sottolineare che il sistema "società" non è composto solo da esseri umani, ma, come sopra accennato, anche da tutte le cose o gli strumenti, che gli esseri umani utilizzano nell'interazione o per poter interagire, o come oggetto dell'interazione, tra cui il linguaggio e una serie di "idee", come, ad esempio, l'idea stessa di società o altre astrazioni e concetti, forme, norme, valori, ruoli, "memi" ecc. descritti nei media e interiorizzati soggettivamente dalle persone.
Affinché una società, e la stessa specie umana, possa mantenersi stabile ed evitare di estinguersi, è necessario che vi sia una certa armonia di ruoli, ovvero scambi equilibrati tra esseri umani in modi tali che ognuno abbia una o più funzioni sociali sostenibili riconosciute e accettate dagli altri e da se stesso.
I modi in cui i ruoli, o funzioni sociali, vengono assegnati alle varie persone sono stati in passato e sono ancora spesso inconsci, irrazionali, inefficienti e violenti, tanto da causare continui conflitti sia a livello individuale che nazionale, i quali, oggi che disponiamo di mezzi di distruzione di massa, potrebbero portare alla rovina dell'ambiente naturale e all'estinzione della specie umana.
Infatti, la definizione e assegnazione dei ruoli avviene soprattutto per tradizioni, ovvero attraverso un'educazione familiare e scolastica acritica, che mira consciamente o inconsciamente al mantenimento di condizioni sociali che, sebbene ammantate di democrazia, sono in fondo autoritarie e imperialiste in senso politico, economico, religioso, accademico ecc.
Come migliorare la situazione? E' necessario che l'assegnazione dei ruoli a tutti i livelli avvenga nella piena consapevolezza dell'ecologia della mente e della società in senso sistemico. A tale scopo occorre una rivoluzione culturale basata sul pensiero di grandi umanisti come George Herbert Mead, Alfred Korzybski, Gregory Bateson, Luigi Anepeta, Edgar Morin ed altri.
2017-09-08 Politica
La soluzione ai problemi politici, economici e sociali degli italiani ci sarebbe, ma richiede decenni, forse generazioni, per un cambio di mentalità, ovvero una crescita nel cammino dalla bestia all'Uomo. Dobbiamo aver pazienza. Le rivoluzioni peggiorano la situazione se non sono sorrette da un cambio di mentalità e noi italiani siamo sempre gli stessi somari, con una mentalità da servi. Cambia solo l'Uomo della Provvidenza di turno.
2017-09-09 Natura umana
Ogni cosa che apprendo mi trasforma, mi permette di capire cose che prima non potevo capire, fare cose che prima non ero capace di fare, perché io "sono" ciò che apprendo. Non sono lo stesso che per un attimo, l'attimo dopo sono già un altro. Questa incostanza è spaventosa ed eccitante.
Io sono ciò che apprendo, e ciò che apprendo dipende da ciò che sono.
2017-09-09 Etica | Politica
Noi vorremmo prendere una posizione "morale", indignarci verso i cattivi e i senza cuore, ma non possiamo considerarci innocenti. Siamo cattivi per procura, come quelli che non farebbero male ad una mosca ma mangiano animali uccisi da persone senza cuore. Infatti non siamo disposti a fare altri debiti (come stato) o a pagare più tasse (come cittadini) per aiutare e ospitare quei disperati così diversi da noi, e non vorremmo vederli intorno alle nostre case. L'empatia è inversamente proporzionale alla distanza e siamo favorevoli a qualsiasi soluzione che tenga quei miserabili lontani dai nostri occhi.
2017-09-10 Interagire | Differenze umane | Ruoli sociali
Per quanto riguarda la determinazione di con chi, in quali ruoli e con quali regole interagire, una persona può avere diverse attitudini, che ho raggruppato nei tipi seguenti elencati in ordine di frequenza, il primo essendo il più comune, l'ultimo il più raro.
1) Subire, seguire, eseguire, obbedire, adattarsi, conformarsi, rassegnarsi, arrendersi, affiliarsi, accettare le regole altrui (di singoli o della comunità).
2) Scegliere, selezionare, discriminare, distinguere, emigrare, deviare, ribellarsi, rifiutare, abbandonare, ignorare, cambiare, cercare il meglio disponibile.
3) Imporre, guidare, dominare, comandare, costringere, istruire, forzare, nominare, ordinare, ingiungere, esigere, attribuire, affermare, asserire, imporre agli altri le proprie volontà, gusti, idee, opinioni, vedute, preferenze, regole.
4) Inventare, trasformare, riformare, congegnare, progettare, costruire, creare nuove forme, paradigmi, etiche, estetiche, regole, giochi, modalità, mode, modelli, metodi e ruoli per interagire.
Tali attitudini non sono mutuamente esclusive. Ogni persona può esercitarle tutte con frequenze e pesi diversi, ovvero con inclinazioni e tendenze particolari verso alcune di esse.
2017-09-10 Filosofia
Siamo perduti se oggi nemmeno i filosofi hanno consigli da darci, se non prendere atto (ognuno per conto suo) del declino della civiltà e delle catastrofi sociali e ambientali imminenti, anche perché da soli non si può cambiare il mondo. E' relativamente facile ribellarsi (uniti o separati) contro qualcosa di malefico (fase distruttiva), ma non basta, bisognerebbe anche impegnarsi (uniti) a favore di qualcosa di benefico (fase costruttiva). Ma cosa sia questo qualcosa di benefico nessun intellettuale di oggi ce lo dice, forse a causa della debolezza del pensiero debole?
2017-09-10 Bisogni | Complessità
Visto che non abbiamo un solo padrone (interno o esterno), l'arte di vivere consiste nel servire più padroni senza scontentare nessuno di essi.
2017-09-11 Libertà | Libero arbitrio
Essere liberi di fare qualcosa non significa essere capaci di farla o avere la possibilità di farla.
Siamo infatti limitati da diversi fattori, come i seguenti.
- Le leggi, la morale comune e la nostra autocensura che ci proibiscono certi comportamenti.
- Il nostro corpo fisico, che è vulnerabile, ammalabile, ed ha una resistenza e una forza muscolare limitate, che diminuiscono con la vecchiaia
- I limiti delle nostre capacità mentali (intelligenza, memoria, creatività ecc.).
- La nostra ignoranza e i nostri errori cognitivi.
- Le nostre emozioni, specialmente l'amore e la paura, l'attrazione e la repulsione, che ci vincolano e inibiscono.
- La competizione e i conflitti con altre persone.
- La nostra dipendenza dagli altri
- La nostra paura della solitudine.
- La scarsità delle risorse naturali, economiche e umane, e il disordine e l'inequità in cui sono distribuite.
- L'imprevedibilità dei comportamenti altrui, nostri e del futuro in generale.
- L'incontrollabilità e imprevedibilità dei nostri bisogni.
- Il determinismo dei nostri processi mentali che limita il nostro libero arbitrio.
- La morte, che prima o poi incontreremo.
Sono limiti enormi e incalcolabili, che ci lasciano poche opzioni e angusti margini di libertà. Tuttavia siamo responsabili di come utilizziamo le libertà, le capacità, le possibilità e le risorse di cui disponiamo.
Le nostra libertà e capacità sono molto meno limitate nei campi della fantasia, immaginazione, suggestione, astrazione, speculazione intellettuale, produzione formale, artistica, etica ed estetica e in tutto ciò che è immateriale, ovvero informativo o informatico.
E' importante non dimenticare e non sottovalutare i nostri limiti per non farci del male, per non cadere in modo irreversibile e irrecuperabile. A che serve continuare a sbattere la testa contro le sbarre della nostra gabbia se queste sono infrangibili? Possiamo invece attraversarle con la nostra immaginazione e invenzione, che ci può condurre in qualunque luogo esistente o inesistente, del passato, presente o futuro, con compagni di viaggio reali o immaginari.
2017-09-12 Inconscio | Comprendere | Autoinganno
Quando una verità fa male, l'inconscio cerca di negarla, ovvero di boicottarne la visione e la comprensione, e guida i nostri pensieri verso strade sicure, dove non vi sono tracce di essa.
2017-09-12 Cambiare
il nuovo che oggi produciamo, un giorno sarà vecchio, morirà e verrà sostituito da qualcosa di più nuovo. È così che funziona la vita, che è una lotta tra le forze della conservazione e quelle del cambiamento, che prima o poi vinceranno.
In ogni momento dobbiamo scegliere se schierarci a favore della conservazione o del cambiamento, ma non dobbiamo scegliere una volta per tutte, possiamo cambiare la nostra scelta in qualsiasi momento, anche più volte al giorno.
2017-09-12 Sistemica
La realtà, la natura, la vita, sono il risultato di una composizione di forze. Due forze di eguale intensità e opposte, convergenti o divergenti, si frenano mutualmente; due forze di intensità disuguale, opposte e non frenate causano il cedimento di un vettore a favore dell'altro e il conseguente movimento; due forze convergenti non opposte e non frenate danno luogo ad una forza composita e a un movimento comune; due forze divergenti non opposte e non frenate danno luogo alla separazione dei rispettivi vettori e a movimenti separati. La forza più intensa prevale su quella meno intensa, ma solo quando si oppongono. Quando sono coerenti, ovvero orientate nella stessa direzione e lo stesso verso, esse si sommano dando luogo ad una forza maggiore.
2017-09-12 Cambiare | Libero arbitrio
In ogni momento devo scegliere se credere nel determinismo o nel libero arbitrio, o in entrambi, simultaneamente o alternativamente.
Perché mi succede ciò che mi succede? L'ho voluto "io" o qualcos'altro?
Ed adesso cosa voglio? Ma, prima di tutto, sono capace di volere? E quali sono le mie opzioni? Cosa posso realisticamente fare e perché?
Le mie decisioni dipendono da ciò in cui credo, ma chi decide ciò in cui credo?
Forse posso scegliere se assecondare o resistere al flusso della vita, se dire "sì", "no" o "aspetta!" a ciò che il mondo, la vita e la mia mente mi propongono.
Forse posso scegliere se conservare o cambiare qualcosa. Conservare è molto più facile che cambiare perché si sa cosa si conserva, mentre non si sa cosa cosa porterà il cambiamento e si possono fare grossi errori di previsione e valutazione.
In ogni momento devo scegliere se credere nel determinismo o nel libero arbitrio, o in entrambi, simultaneamente o alternativamente.
In ogni momento scelgo l'ipotesi che mi fa star meglio.
2017-09-12 Mappa cognitivo-emotivo-motiva | Semantica generale
Non dovremmo mai smettere di meravigliarci del fatto che ogni parola, ogni concetto, ogni immagine, insomma, ogni "oggetto mentale" che passa per la nostra coscienza, ovvero sul quale la nostra attenzione si sofferma, è programmato per dar luogo a certe reazioni cognitive e/o emotive ovvero è collegato logicamente a certi altri oggetti mentali e a certe valutazioni e colorazioni affettive. Si tratta di quelle che Alfred Korzybski chiama "reazioni semantiche".
Ciò che io chiamo "mappa cognitivo-emotiva" è l'insieme di tali reazioni, ovvero associazioni o relazioni le quali sono automatiche, ovvero predefinite, programmate, anche se in modo parzialmente modificabile nel tempo a fronte di nuove esperienze.
Dovremmo riflettere sulla qualità di tali associazioni, ovvero chiederci quanto esse siano utili o dannose alla soddisfazione dei nostri bisogni, e se siano migliorabili in qualche modo, dato che sono soggettive e variabili da persona a persona.
Per cominciare potremmo fare un esercizio mentale in cui, mentre pensiamo o osserviamo qualcosa, o ascoltiamo un discorso, immaginiamo che a fronte di ogni oggetto mentale su cui si posa la nostra attenzione, non vi sia in noi ancora alcuna reazione semantica e che abbiamo la capacità di definirne una o più.
Più in generale, immaginiamo di fare tabula rasa della nostra mappa cognitivo-emotiva e di costruirne una nuova razionalmente, man mano che percepiamo oggetti mentali.
2017-09-12 Bisogni | Libertà | Motivazioni
Senza una motivazione da realizzare, la libertà non serve a nulla. La libertà, in senso umano, consiste nel diritto e nella possibilità pratica di soddisfare le proprie motivazioni, ovvero i propri bisogni.
Non esiste felicità o piacere in assenza di bisogni da soddisfare, perché il piacere coincide con la soddisfazione di uno o più bisogni.
Chi non ha motivazioni è dunque condannato alla noia, all'assenza di piacere e ad una vita insensata. Il bisogno è ciò che dà senso alla vita, è il motore della vita, e la libertà andrebbe usata solo per la soddisfazione dei bisogni.
La libertà dal bisogno è una trappola che rende infelici. La libertà fine a se stessa è velenosa e distruttiva.
2017-09-13 Bisogni | Motivazioni
Affinché la società cambi è necessario che cambi la mentalità della gente.
Affinché la mentalità di una persona cambi, è necessario che cambino le sue motivazioni.
Affinché le proprie motivazioni cambino, è necessario essere motivati a cambiare le proprie motivazioni.
2017-09-13 Bisogni | Filosofia | Motivazioni | Psicoterapia
I bisogni sono il principio della vita, del piacere e del dolore.
Le motivazioni sono strategie programmate in un sistema nervoso per soddisfare i bisogni del corpo che lo ospita.
Ogni sistema nervoso è servitore di un certo numero di motivazioni proprie e altrui.
La società è un sistema ecologico di motivazioni di cui gli esseri umani sono vettori e servitori.
Le motivazioni umane sono essenzialmente sociali, ovvero tendono ad ottenere e mantenere la cooperazione di altri esseri umani.
Siamo tutti mossi, guidati e tenuti in vita dalle nostre motivazioni.
Così come gli organi del nostro corpo si possono ammalare, anche le motivazioni possono essere più o meno sane ed efficienti rispetto alla soddisfazione dei bisogni che sottendono.
La filosofia, la psicologia e la psicoterapia dovrebbero servire a curare le nostre motivazioni, modificandole dove occorre, affinché siano il più possibile adatte alla soddisfazione dei nostri bisogni.
Vedi anche Conciliazione di motivazioni.
2017-09-13 Interagire | Motivazioni
Le mie motivazioni e i miei ruoli, come si rapportano e conciliano tra loro e con quelle altrui?
Credo che questa domanda sia fondamentale per tutte le scienze umane perché sintetizza tutti i problemi psicologi e sociali di ogni essere umano, al di fuori di quelli che riguardano la sola sua salute fisica. Più precisamente, credo che i problemi umani possano essere ridotti alla difficoltà di conoscere le vere motivazioni del comportamento proprio e altrui, e alla variabile e instabile compatibilità, sinergia e conflittualità interna ed esterna delle motivazioni individuali.
Infatti, ogni essere umano ha diverse motivazioni, alcune delle quali possono essere tra loro antagoniste, e ha bisogno della cooperazione degli altri per soddisfarle, ma gli altri possono al tempo stesso costituire un ostacolo, una minaccia o un fastidio a causa della competizione, distruttività, falsità, diversità di vedute e gusti, e conflitti di interessi caratteristici della nostra società.
L'arte di vivere, secondo me, consiste quindi nella capacità di conoscere e conciliare le proprie motivazioni con quelle altrui, dopo aver conciliato tra loro quelle che abitano la propria persona.
La filosofia, la psicologia e la psicoterapia dovrebbero servire a conciliare le nostre motivazioni, modificandole dove occorre, affinché siano il più possibile adatte alla soddisfazione dei nostri bisogni e di quelli altrui.
Vedi anche Servitori di motivazioni.
2017-09-14 Conoscere | Letteratura
Il miglior modo di leggere un libro è quello di cominciare dall'ultimo capitolo. Se lo troviamo interessante, allora leggeremo il libro dall'inizio, altrimenti lo buttiamo via. In tal modo leggeremo solo cose interessanti e non perderemo tempo nella lettura di cose sconclusionate o che si concludono banalmente, genericamente, stupidamente o erroneamente.
2017-09-14 Natura umana
Gli esseri umani dovrebbero stare ad una giusta distanza l'uno dall'altro. Non troppo lontani, altrimenti si disperdono, non troppo vicini, altrimenti si ostacolano.
2017-09-15 Ruoli sociali | Gradimento
L'uomo ha una doppia natura: quella del servo e quella del padrone o, detto in termini meno duri, quella del fornitore e quella del cliente.
Infatti ognuno ha bisogno degli altri ma per poterli usare deve servirli in qualche modo. La società è basata sul servizio reciproco, senza il quale essa si disintegra o diventa violenta.
Ognuno di noi è perciò, simultaneamente e/o alternativamente, servo e padrone ovvero fornitore e cliente, in rapporti bilaterali o trilaterali. Nei rapporti bilaterali una persona A serve una persona B affinché, immediatamente o in tempi divertiti, B possa servire A in modi più o meno simili. Nei rapporti trilaterali una persona A serve una o più persone B per farsi, in cambio, servire da una o più persone C, ovvero per ottenere "crediti di servizio" spendibili con altre persone C.
Il denaro è un esempio di credito di servizio. Altri esempi sono le promesse, più o meno esplicite, di favori, aiuti e ricompense di qualsiasi tipo.
Una società è pacifica e serena quando i ruoli di servo e padrone, o fornitore e cliente, sono liberamente negoziati (esplicitamente o implicitamente, direttamente o indirettamente) e mutualmente riconosciuti, accettati e graditi. È violenta o depressiva quando non c'è accordo sull'assegnazione dei ruoli oppure essi sono squilibrati, nel senso che qualcuno non ritiene il proprio servizio sufficientemente ricompensato da crediti di servizio, oppure questi non vengono onorati come previsto.
2017-09-15 Conoscere
Non mancano gli intellettuali e i non specialisti che analizzano i problemi sociali e ne descrivono, in termini astratti, le cause e i rimedi in modi più o meno intelligenti. Mi pare invece che manchi nella nostra società l'impegno e la capacità di concretizzare i buoni propositi, cioè di metterli in pratica. Mi pare infatti che, dopo l'indignazione e/o l'indicazione della strada da percorrere per risolvere i problemi sociali, ci si sentiamo a posto con la coscienza civile e passiamo ad analizzare altri problemi.
2017-09-15 Psicopatia
Ogni giorno mi affaccio per qualche minuto alla finestra del mondo (Facebook) per vedere a che punto siamo con la salute mentale della gente. Purtroppo, da quando esiste Facebook, non vedo segni di miglioramento, tranne eccezioni troppo rare per contare qualcosa. Ma la speranza è dura a morire.
E se il malato fossi io? Impossibile dimostrare il contrario, ma sicuramente qualcuno, io e/o gli altri, non sta bene.
2017-09-15 Natura umana
Trovo Yuval Harari molto bravo e sono contento che abbia successo. Da condividere il più possibile, per il bene dell'umanità.
2017-09-16 Conoscere | Semantica generale
Un testo senza un contesto è insignificante.
2017-09-16 Bisogni | Piacere e dolore
È un piacere mangiare quando si ha fame, riposarsi quando si è stanchi, liberarsi quando si è costretti, fare sesso quando non si è fatto per un certo tempo, trovare un lavoro quando si è disoccupati, trovare un compratore quando si vuole vendere qualcosa, vincere un avversario quando si è attaccati, guadagnare quando il denaro scarseggia, trovare compagnia quando ci si sente soli, essere apprezzati quando non abbiamo sufficiente autostima, essere invitati ad un incontro quando temiamo di essere esclusi da un gruppo, essere assolti o perdonati quando abbiamo sensi di colpa ecc.
Coloro a cui non manca nulla difficilmente provano piacere.
2017-09-16 Interagire
Lo spirito di una folla è costituito da ciò che è comune a tutte le persone che la compongono, ovvero gli strati più semplici e stupidi, i meno evoluti, delle loro menti. In una folla non c'è spazio per idee originali, riflessioni, differenze di opinione o direzioni diverse dalla quella in cui la maggioranza è orientata. La folla è bestiale, e reagisce con ferocia verso chi cerca di frenarla. Sa ciò che vuole è non è disponibile a discutere i suoi obiettivi. Con la forza della sua numerosità la folla esalta e irretisce i suoi membri, che si sentono forti grazie ad essa. La folla è folle.
2017-09-16 Interagire | Cultura
Siamo tutti schiavi di paradigmi culturali che definiscono le possibili forme (logiche, etiche ed estetiche) dei nostri pensieri e comportamenti, nel senso che nel pensare e nel fare non siamo capaci di usare forme che non siano previste nei paradigmi applicabili, o abbiamo consciamente o inconsciamente paura di farlo.
I paradigmi culturali non sono immutabili ma cambiano molto lentamente, quasi impercettibilmente e solo in circostanze favorevoli, come le rivoluzioni religiose, politiche, economiche e tecnologiche.
Le tradizioni popolari sono un esempio di paradigmi culturali in quanto definiscono le forme che i membri di una comunità debbono celebrare, ovvero ripetere, rappresentare, presenziare, non solo per poter confermare la loro appartenenza alla comunità, ma anche per interagire con gli altri membri di essa, nel senso che che non sono permesse interazioni libere e immediate, ma solo mediate, ovvero regolate, dalle forme, norme, valori e ruoli caratteristici della comunità in quanto costitutivi del suo paradigma culturale. Tali forme includono costumi, feste, cibi, performance, giochi, gare, arredi, addobbi, cerimonie, maniere, etichette, gusti, dialetti, titoli onorifici ecc.
2017-09-16 Interagire
Per far parte di una comunità è obbligatorio rispettarne gli usi e costumi, ovvero le forme, norme, valori e ruoli che caratterizzano il suo paradigma comportamentale.
Ci sono vari tipi di comunità con paradigmi più o meno poveri e rigidi, grossolani e sofisticati, gentili e violenti. In ogni caso vale la regola sopra esposta.
Siccome l'Uomo non può fare a meno di appartenere ad una o più comunità, la questione non è se essere più o meno conformisti (essendo la conformità indispensabile), ma la scelta delle comunità a cui appartenere e dei ruoli da giocare in esse.
2017-09-16 Interagire
Il piacere di partecipare ad una festa è causato soprattutto dalla conferma della propria appartenenza ad un gruppo o comunità, ovvero del fatto che si è accettati come suoi membri. Senza periodiche conferme di questo tipo si vivrebbe nell'angoscia del rischio di isolamento sociale. La festa permette inoltre di interagire con altre persone in modi che sarebbero sconvenienti o sospetti al di fuori della festa stessa. Per esempio, alla festa si può ballare insieme con un'altra persona, fuori della festa, "non si fa".
2017-09-17 Interagire
Secondo la teoria psicologica, sociologica e filosofica di George Herbert Mead nota come "Interazionismo simbolico", la mente si struttura e riempie di contenuti attraverso le interazioni sociali simboliche (rese possibili dal linguaggio) che permettono lo sviluppo e l'evoluzione di tre agenti mentali che insieme formano ciò che Mead chiama il sé (self):
- L'altro generalizzato (Ag)
- il "me"
- l'io
L'Altro generalizzato è l'insieme dei possibili ruoli sociali appresi attraverso le interazioni con gli altri.
Il "me" è l'immagine che uno ha di se stesso assumendo il punto di vista degli altri.
L'io è la parte cosciente della persona, che è capace di osservare le interazioni tra sé e gli altri, alle quali attribuisce significati che dipendono dai contenuti dell'Ag e del "me".
Il comportamento sociale di una persona è normalmente automatico e dipende dalle aspettative del suo "me" nei confronti degli altri e degli altri nei confronti del suo me, interpretate, immaginate e valutate attraverso i contenuti dell'Ag e delle esperienze passate che hanno formato il "me".
L'attività pensante consapevole di una persona relativamente al comportamento sociale, consiste in un dialogo interiore tra l'io, il "me" e l'Ag, in cui vengono immaginate (simulate) le possibili interazioni con gli altri e le loro conseguenze sia in senso cognitivo che emotivo.
L'io interviene eccezionalmente a sospendere gli automatismi interattivi, ovvero a ritardare le reazioni durante le interazioni sociali, per valutare e scegliere tra le opzioni disponibili considerando le rispettive conseguenze future sulla base di quelle passate dedotte dai contenuti dell'Ag e del me. L'io è ciò che permette comportamenti nuovi rispetto a quelli usuali, ovvero cambiamenti sociali e individuali.
La teoria di Mead è stata rivoluzionaria in quanto ha confutato l'idea, fino ad allora prevalente e ancora non completamente superata, che la società sia soltanto il risultato dell'interazione di individui con menti precostituite, dimostrando che la mente si costituisce attraverso le interazioni sociali (le quali debbono quindi essere preesistenti rispetto alle menti) e in modi che dipendono dalle particolari forme che le interazioni possono assumere; in altre parole, una mente non può formarsi in assenza di esse.
Alla luce dell'interazionismo simbolico si può dedurre che il cambiamento della personalità di una persona (in generale o in contesti psicoterapeutici) può avvenire solo attraverso cambiamenti nelle interazioni della persona con gli altri, cambiamenti che debbono precedere la formazione dei nuovi automatismi comportamentali, essendo questi determinati dalle nuove interazioni se sufficientemente ripetute.
2017-09-17 Verità | Paura
La verità spaventa chi è stato ingannato sin dalla nascita e da allora propaga gli inganni su cui si è formato.
2017-09-17 Interagire | Ruoli sociali
L'uomo ha bisogno di interagire con altri, ma non può farlo liberamente, essendo psicologicamente condizionato dall'Altro generalizzato (termine usato da George Herbert Mead per indicare l'insieme dei possibili ruoli sociali conosciuti da un individuo attraverso le sue passate interazioni con gli altri)
Una persona può dunque interagire con gli altri solo nell'ambito di "occasioni sociali" (ovvero configurazioni di luoghi, tempi, forme, modi, linguaggi e ruoli) stereotipate, predefinite e approvate dalla comunità così come l'individuo le ha percepite, interiorizzate e associate all'Altro generalizzato.
Le feste, pubbliche o private, sono esempi di tali "occasioni sociali". Altri esempi sono i rapporti di lavoro, quelli commerciali, turistici, istituzionali ecc.
Anche nei rapporti familiari e amicali lo spirito della comunità è sempre presente in retroscena come mediatore che stabilisce i possibili ruoli e i significati delle espressioni nelle interazioni.
In teoria gli esseri umani sarebbero in grado di interagire liberamente, ovvero di inventare e negoziare liberamente i ruoli e le regole delle loro interazioni, ma ciò richiede conoscenze psicologiche ancora oggi molto rare, per cui si preferisce continuare ad interagire entro i limiti stabiliti dai consueti paradigmi culturali.
2017-09-17 Conoscere | Natura umana | Valutare | Orientarsi
In una biblioteca tutti i libri hanno la stessa dignità in quanto libri, ma i loro contenuti, in quanto strumenti per capire la realtà e la natura umana, hanno un valore alquanto diverso tra loro.
In tal senso, su ogni mille di libri ce n'è forse uno che da solo vale più di tutti gli altri messi insieme, senza contare che molti libri, anche di grande successo, come la Bibbia e altri di contenuto religioso, sono pieni di falsità più o meno pericolose.
Il problema è che non vi sono classifiche universalmente riconosciute sul valore relativo dei libri a nostra disposizione per cui ognuno di noi deve faticosamente orientarsi tra l'immensa offerta disponibile cercando di individuare i libri di maggior valore.
2017-09-17 Amare
Ognuno definisce l'amore come gli pare per cui è inutile discuterne. Amore è una parola che andrebbe vietata per la confusione che genera, ma io stesso mi dimentico spesso di non usarla.
2017-09-17 Paura | Ruoli sociali
La timidezza consiste in una imbarazzante indecisione circa il ruolo da assumere in certe situazioni con certe persone più o meno conosciute, accompagnata dalla paura di non essere all'altezza del possibile ruolo o che gli altri non siano disposti ad accettarlo, decretando l'incapacità sociale del soggetto.
2017-09-17 Interagire | Inconscio
Quando due persone interagiscono, a interagire non sono tanto le loro coscienze, quanto i loro inconsci.
2017-09-18 Interagire | Comprendere | Ruoli sociali
Il paradigma di interazione è un costrutto mentale molto complesso nel quale sono definiti, mediante simboli di vario tipo, tutti i possibili modi in cui un individuo può o deve interagire con gli altri, in termini di forme, norme, valori (etici ed estetici), cognizioni, miti, credenze, pregiudizi, istituzioni, leggi, ambiti e regole di competizione e cooperazione, giochi, diritti, doveri, obblighi, divieti, linguaggi, gesti, simboli, tipi, classi e categorie di persone, discriminazioni sociali, occasioni, rituali, celebrazioni, ruoli ecc.
Il paradigma di interazione si sviluppa inconsciamente in ogni individuo sin dalla sua nascita attraverso le sue interazioni sociali. Esso comprende tutte le possibili interazioni tra l'Altro generalizzato e il "me" come definiti nell'Interazionismo simbolico di George Herbert Mead.
I paradigmi di interazione dei membri di una certa comunità sono generalmente simili, regolano le loro interazioni e ne permettono la comprensione reciproca.
Nella maggior parte delle persone, qualunque transazione non prevista nel proprio paradigma di interazione è ritenuta asociale o violenta e ignorata, temuta, rigettata, censurata o rimossa dal Super-io. Tuttavia vi sono persone creative e non conformiste che sfuggono a questa regola e sono interessate ad ampliare il loro paradigma di interazione con possibilità innovative.
Un paradigma di comunicazione può essere monoculturale o multiculturale, a seconda che esso permetta al soggetto di di interagire con persone di una sola cultura o di più culture diverse. Il multilinguismo, la versatilità nell'arte drammatica e nella narrativa, e l'emigrazione da una nazione a un'altra o da una classe sociale a un'altra, favoriscono la formazione di paradigmi multiculturali..
L'interazione pacifica e produttiva tra due persone è possibile solo mediante transazioni presenti (con lo stesso significato) nei rispettivi paradigmi di interazione. Ne deriva che, se i loro paradigmi non hanno una parte uguale sufficientemente estesa, difficilmente due persone possono interagire con reciproca soddisfazione.
2017-09-18 Interagire
Come l'attore versatile che è in grado di interpretare efficacemente qualsiasi personaggio, come le persone multilingue che sono in grado di esprimersi perfettamente in diverse lingue, sarebbe molto utile saper interagire con persone di diverse provenienze sociali che usano paradigmi di comunicazione e interazione diversi.
2017-09-19 Emozioni e sentimenti | Ragionare
Ragione e sentimento dovrebbero avere entrambi diritto di parola e rispettarsi a vicenda, e invece succede spesso che la ragione cerchi di soffocare il sentimento per evitare che disturbi le sue teorie, e che il sentimento cerchi di bendare e manipolare la ragione per giustificare le sue pulsioni.
2017-09-19 Vita
Alla fine della vita il bilancio consisterà in cosa cosa ho dato agli altri, cosa ho avuto da loro e cosa abbiamo fatto insieme.
2017-09-20 Conformismo | Arte
Esiste un conformismo estetico che spinge inconsciamente la gente a celebrare e apprezzare forme d'arte e artisti ritenuti eccellenti dalle autorità estetiche e/o dalla maggioranza della gente stessa. Anche questo è un modo per diminuire il rischio di isolamento ed emarginazione sociale.
Il piacere reale che si prova ascoltando la musica di un artista apprezzato dalla propria comunità potrebbe essere causato dalla sensazione di essere socialmente integrati più che dalla bellezza di quanto si ascolta. Impossibile stabilire con certezza il peso relativo delle due componenti.
2017-09-20 Interagire | Sistemica
Non esistono azioni ma solo reazioni. Di conseguenza, ciò che chiamiamo interazioni dovrebbero essere chiamate inter-reazioni.
2017-09-20 Libertà
Libertà: capacità di reagire in modo imprevisto.
2017-09-20 Giudicare | Comprendere
Per capire un fenomeno sociale ovvero il comportamento di un individuo o di un gruppo, è indispensabile sospendere qualunque giudizio etico o estetico, perché esso potrebbe nuocere all'oggettività e imparzialità dell'osservazione. Tuttavia, dopo la comprensione, grazie alla comprensione e in funzione di essa, è giusto e opportuno esercitare il giudizio etico ed estetico appropriato nei confronti di quanto compreso, perché lo scopo dell'osservazione e della comprensione è proprio il giudizio positivo o negativo. Perché il giudizio serve ad orientare il nostro comportamento.
2017-09-20 Interagire | Società
Essere un animale sociale non significa essere necessariamente altruista o cooperativo verso tutti gli altri, perché i paradigmi di interazione sociale di una comunità possono includere comportamenti molto competitivi, egoistici, crudeli e spietati verso le classi e gli individui più deboli e disprezzati.
Infatti, il bisogno di appartenenza, che è il bisogno umano più potente, non basta, da solo, a garantire che una società o comunità sia giusta e mentalmente sana.
La giustizia e la salute mentale di una comunità richiede una diffusa, comune e realistica conoscenza della natura umana e la capacità di metainterazione, ovvero di negoziare esplicitamente le regole delle interazioni umane.
2017-09-20 Psicopatia
Siamo tutti pazzi, ma in modi diversi. Conoscere una persona significa capire il suo particolare tipo di pazzia. Questo vale anche per la conoscenza di se stessi.
2017-09-21 Società | Partecipare
Una conversazione è come un concerto, in cui ad ogni frase di uno risponde la frase di un altro in modo armonioso, ovvero pertinente rispetto al tema della conversazione stessa.
In altre parole, i partecipanti alla conversazione consumano un rito sociale in cui ognuno contribuisce allo sviluppo del tema. In altre parole, il rispetto del tema è la regola del gioco. Questo presuppone una preparazione sul tema stesso, senza la quale la partecipazione è impossibile.
Un concerto musicale è come una conversazione, ovvero un rito sociale in cui ogni musicista partecipante contribuisce col suo strumento allo sviluppo di un tema musicale.
In somma, sia la conversazione che il concerto sono riti di partecipazione sociale.
2017-09-21 Interagire | Bisogni | Valenza sociale | Partecipare
Perché la gente fa quello che fa? Che senso ha ciò che fa? Perché sorride quando sorride ed è triste quando è triste?
La mia risposta è che, nella maggior parte dei casi, la gente cerca di fare cose che affermino o confermino la propria rispettabile appartenenza ad una certa comunità, gruppo o categoria sociale, perché ciò risponde ad un bisogno fondamentale radicato nella psiche di ogni essere umano, che si può chiamare "bisogno di appartenenza e integrazione sociale", o "bisogno di partecipazione".
La gente è contenta nella misura in cui riesce a soddisfare tale bisogno, scontenta e/o disturbata mentalmente quando non vi riesce per molto tempo.
In funzione del bisogno di partecipazione, ogni cosa, ogni possibile azione può essere, e normalmente è, qualificata come più o meno "socialmente corretta", ovvero come dotata di una "valenza sociale" più o meno grande.
Le persone stesse possono essere, e normalmente sono, qualificate come più o meno socialmente corrette, in funzione della correttezza sociale delle loro azioni e preferenze.
I criteri di qualificazione della correttezza sociale dipendono dai paradigmi di interazione e partecipazione caratteristici della comunità di appartenenza, interiorizzati nelle persone sin dalla loro nascita attraverso l'educazione e le esperienze sociali.
Tornando alle domande iniziali, la risposta potrebbe essere formulata come segue: la gente fa quello che fa perché quella è la sua strategia di partecipazione sociale, ovvero il modo in cui, in un dato momento, in una data situazione, ha scelto di partecipare alla società, non avendone trovato uno migliore, tra quelli che conosce, adatto alle proprie capacità e alla propria personalità.
2017-09-22 Politica
Siamo un popolo di pecore in attesa del pastore della Provvidenza, senza il quale non sappiamo far funzionare nemmeno un condominio, ma siamo bravi a indignarci contro "gli altri", e quando parliamo di politica e di crisi morale abbiamo in tasca semplici soluzioni per ogni problema.
2017-09-22 Conoscere | Religione
Una teoria particolare dovrebbe essere parte di una teoria generale, ma oggi gli intellettuali ci propongono tante teorie particolari che vorrebbero spiegare una serie di fenomeni umani e sociali particolari, senza preoccuparsi di definire una teoria che spieghi l'Uomo in generale. Questo resta così per molti un mistero della cui rivelazione e sintesi le religioni si occupano ben volentieri.
2017-09-22 Libertà | Partecipare
Libertà = partecipazione volontaria (nel suo inizio, nella sua continuazione, nella sua cessazione).
2017-09-22 Interagire | Bisogni | Società | Partecipare
L'uomo ha un fondamentale e profondo bisogno di partecipare alla vita sociale di una o più comunità, ma ogni partecipazione comporta dei rischi a causa della competizione e della distruttività umana; perciò l'uomo ha bisogno di elaborare strategie di partecipazione che gli consentano di partecipare ottenendo i massimi vantaggi e i minimi svantaggi. La psicologia dovrebbe servire ad analizzare come le strategie di partecipazione si formano e come e in quale misura si possono migliorare, ovvero renderle più adatte alla soddisfazione dei bisogni innati propri e altrui.
2017-09-22 Bisogni | Libertà
Se per bisogno intendiamo una forza in una certa direzione, applicata ad un certo soggetto, ovvero insita in esso, allora per libertà di un soggetto possiamo intendere la possibilità che esso ha di assecondare o seguire le forze che lo spingono, ovvero motivano; in altre parole la possibilità di realizzare i suoi scopi ovvero di soddisfare i suoi bisogni.
Infatti, se non esistessero forze, ovvero bisogni, tutto sarebbe immobile e statico, e non avrebbe senso parlare di libertà perché essa non avrebbe "motivi" di esistere, ovvero non si saprebbe a cosa dovrebbe servire o a cosa dovrebbe mirare.
In somma, la libertà non può essere fine a se stessa, e non si può parlare di libertà se non si è capaci di rispondere alle domande: per fare cosa? Per soddisfare quali bisogni?
Ogni soggetto ha dunque dei bisogni e delle libertà, più o meno limitate, di soddisfarli. Bisogni e libertà che debbono fare i conti con quelli altrui, nel senso che la libertà di uno potrebbe comportare la non di libertà di un altro, e la soddisfazione del bisogno di uno potrebbe comportare la non soddisfazione del bisogno di un altro.
2017-09-23 Bisogni | Competere | Cambiare
Normalmente, chi sta bene non vuole cambiare, mentre chi sta male non è capace di cambiare o non ha i mezzi per farlo.
Ciò nonostante, la società cambia, seppur lentamente, ma ciò avviene soprattutto per effetto della competizione, che causa sconvolgimenti politici e progresso tecnologico e scientifico.
Difficilmente la società cambia perché i suoi membri si mettono d'accordo, rinunciando ognuno a qualcosa e impegnandosi personalmente, per stare tutti meglio.
Infatti, normalmente, la maggior parte della gente subisce cambiamenti determinati da gruppi minoritari di persone che cercano di avere più potere e lo ottengono attraverso lotte politiche e l'uso della tecnica.
Oggi la tecnica è talmente sviluppata che può provocare distopie, disoccupazione di massa, la distruzione della biosfera e l'estinzione della specie umana mediante guerre nucleari e inquinamento. Perciò anche chi sta bene dovrebbe cercare di cambiare la società preferendo il progresso umanistico a quello tecnologico, e l'interesse comune a quello individuale.
Questo significa cercare di comprendere la natura umana con un approccio scientifico sistemico, al fine di soddisfare il meglio possibile i bisogni di tutti in modo razionale e a livello planetario.
2017-09-23 Politica | Giustizia
Un paese dove la giustizia non funziona e la corruzione dilaga, non può difendersi dall'immigrazione criminale. Inutile indignarsi e lamentarsi se prima non imponiamo ai partiti che eleggiamo di riformare il sistema della giustizia e di lottare con maggiore impegno e severità contro l'illegalità di tutti i tipi, tra cui quella civile e fiscale. Non ho mai visto una manifestazione pubblica contro l'evasione fiscale e l'abusivismo edilizio, forse perché la maggior parte della gente è colpevole o complice di reati fiscali e/o edilizi.
2017-09-23 Conoscere | Logica
Logica aristotelica: "Se questo è vero, il contrario è falso; non ci sono altre possibilità".
Logica non-aristotelica: "Questo è vero in certi casi, in altri casi è vero il contrario; nulla è vero o falso in assoluto".
(Il corsivo è una mia sintesi, basata sul pensiero di Alfred Korzybski).
Qual'è la vostra logica preferita? Qual'è la logica che usate normalmente, inconsapevolmente?
Per quanto mi riguarda, preferisco la prima ma seguo spesso la seconda. Quanti danni ha fatto Aristotele con la sua logica!
2017-09-24 Natura umana | Gioco
L'importante è giocare la migliore partita possibile con le carte che la natura e il caso ci hanno dato e ci danno tutti i giorni.
2017-09-25 Natura umana
L'uomo è l'animale più pericoloso. Per l'ambiente, per gli altri e per se stesso.
2017-09-25 Cambiare
Nessuno vuole cambiare se stesso. I cambiamenti che tutti vorrebbero riguardano le cose da possedere o dominare, o la mentalità altrui.
2017-09-25 Interagire | Bisogni
Come ci insegna George H. Mead in "Mente, sé e società", la nostra mente si forma attraverso
interazioni simboliche con altri umani, e il nostro comportamento sociale consiste a sua volta in interazioni, anch'esse simboliche, guidate dalla mente stessa. Queste interazioni sono qualificate come
simboliche perché, a differenza di quanto avviene per gli altri animali, consistono soprattutto nella trasmissione bidirezionale di gesti o simboli, il cui significato è determinato dai contenuti della mente degli interattori, appresi attraverso precedenti esperienze interattive e codificati nel sistema nervoso centrale.
Io sostengo, inoltre, che esiste un bisogno fondamentale di interazioni sociali, perché da esse dipende la nostra stessa vita, Di conseguenza il nostro grado di felicità o infelicità dipende dalla qualità e quantità, ovvero produttività delle nostre interazioni sociali in termini di soddisfazione dei bisogni delle persone coinvolte.
Le interazioni umane avvengono in modo quasi completamente automatico, nel senso che ogni transazione costituisce uno stimolo che dà luogo ad una risposta automatica che dipende dal significato attribuito dal ricevente alla transazione stessa, e che si suppone sia lo stesso attribuitogli dall'emittente, anche se non è sempre così.
Nonostante il fatto che le interazioni sociali siano per lo più automatiche, l'uomo ha oggi, grazie ai progressi della psicologia, la possibilità di analizzare tali interazioni in termini di gesti o simboli che vengono trasmessi, e di significati che ad essi vengono attribuiti dai partecipanti all'interazione. Perciò tutti noi abbiamo, almeno in teoria, la possibilità di esaminare criticamente tali significati, di correggerli dove occorre e di migliorare di conseguenza i nostri automatismi ovvero le nostre risposte automatiche a certi gesti o simboli.
A tale scopo, quando un'interazione si presenta difficile o controproducente, può essere utile chiedersi quali gesti o simboli vengono scambiati, quali significati cognitivi ed emotivi vengono ad essi associati, e le conseguenti risposte comportamentali da parte delle persone coinvolte.
2017-09-25 Interagire | Bisogni | Valenza sociale | Partecipare
Perché scegliamo ciò che scegliamo e facciamo ciò che facciamo? Credo che questa sia la domanda fondamentale a cui la psicologia cerca di rispondere. O, meglio, credo che il compito principale della psicologia sia di rispondere a tale domanda.
La mia risposta è che scegliamo ciò che scegliamo e facciamo ciò che facciamo per cercare di soddisfare i nostri bisogni, tra i quali il più importante è quello di partecipazione alla vita sociale, che possiamo chiamare semplicemente
bisogno di partecipazione.
Partecipare alla vita sociale significa interagire simbolicamente con altri esseri umani, secondo uno o più paradigmi di interazione determinati dalle particolari culture in cui la propria mente si è formata.
Possiamo chiamare
evento sociale un'occasione di interazione umana, ovvero di partecipazione, previsto da un paradigma di interazione e caratterizzato da certe regole, ovvero forme, norme, valori, scopi e ruoli.
La partecipazione ad un certo evento sociale richiede una specifica competenza ovvero conoscenza delle regole, certi prerequisiti e certe risorse, tra cui informazioni condivisibili.
Ne consegue che per poter partecipare ad un evento sociale può essere necessaria una fase di preparazione in cui ci si esercita anche da soli, attraverso i media, a praticare le regole dell'interazione, e si raccolgono informazioni e si fanno esperienze
spendibili durante l'interazione stessa.
Ciò significa che certe letture, certe attività possono essere più o meno
spendibili ovvero narrabili al fine della partecipazione ad un evento sociale, per cui possiamo introdurre il concetto di "valenza sociale" per indicare quanto una certa cosa sia da ritenersi utile o vantaggiosa ai fini della partecipazione sociale in un certo gruppo a cui si desidera appartenere.
2017-09-26 Piacere e dolore | Partecipare
Io suppongo che esista un fondamentale bisogno umano di partecipare alla vita sociale, ovvero di interagire con altre persone, bisogno la cui soddisfazione è causa di piacere, come avviene per qualsiasi altro bisogno.
Quando vediamo una persona sorridere, o esprimere in qualsiasi modo gioia o contentezza, molto probabilmente la causa del suo stato d'animo è proprio il fatto che quella persona sta facendo o ha appena fatto o sta per fare qualcosa che gli ha permesso, gli permette o gli permetterà di partecipare alla vita sociale, come, per esempio, aver acquisito risorse o informazioni favorevoli alla partecipazione sociale, o aver allontanato il rischio dell'esclusione sociale.
Una cosa è buona o bella nella misura in cui aiuta a partecipare ad attività sociali.
2017-09-26 Partecipare
A quali interazioni (giochi, cerimonie, eventi, attività sociali) vorrei partecipare? Con quali altri partecipanti? In quali ruoli? Con quali risorse? Come e cosa posso contribuire alla cooperazione?
2017-09-26 Interagire | Felicità
La nostra felicità o infelicità dipende dalla qualità dei nostri rapporti con gli altri e più precisamente dai fattori seguenti:
- con quali persone interagiamo
- con quali persone non interagiamo
- come interagiamo
- come non interagiamo
- come percepiamo gli altri
- come non percepiamo gli altri
- come gli altri ci percepiscono
- come gli altri non ci percepiscono
- quanto comprendiamo gli altri
- quanto gli altri ci comprendono
- cosa ci scambiamo
- cosa non ci scambiamo
- quanto spesso interagiamo
- cosa ci aspettiamo dagli altri
- cosa gli altri si aspettano da noi
- cosa non ci aspettiamo dagli altri
- cosa gli altri non si aspettano da noi
- cosa facciamo insieme agli altri
- cosa non facciamo insieme agli altri
- cosa gli altri vogliono da noi
- cosa vogliamo dagli altri
- cosa gli altri non vogliono da noi
- cosa non vogliamo dagli altri
- cosa diamo agli altri
- cosa gli altri ci dano
- cosa non diamo agli altri
- cosa gli altri non ci danno
- cosa prendiamo dagli altri
- cosa gli altri prendono da noi
- cosa non prendiamo dagli altri
- cosa gli altri non prendono da noi
- ...
2017-09-28 Gregory Bateson
Da un recente articolo di Nora Bateson (figlia di Gregory Bateson)
In una lettera scritta da mio nonno William Bateson, a mio padre Gregory ho trovato questo passaggio. E’ stato scritto nel 1922, nel tentativo di consolare Gregory, diciottenne, dopo la morte di suo fratello Martin, che si era suicidato. In queste poche righe di consiglio paterno vedo la mappa dello straordinario impegno che diverse generazioni di Batesons hanno avuto verso lo studio del mondo vivente.
“La fede nella ‘grande opera’ [great work] è la cosa più vicina alla religione che ho mai trovato, e dà quello che i credenti traggono dalla superstizione. Naturalmente la ‘grande opera’ non è solo la scienza - la grande arte, per esempio, è forse ancora più grande, ma si dà molto raramente ed è poco alla portata di persone come noi.
La scienza, ne sono certo, viene subito dopo ed è ben alla nostra portata – almeno sono sicuro che è alla tua portata. Prevedo che impegnarti a trovare qualcosa, sia pur una minima cosa, della struttura e dell’ordine del mondo naturale, è, e sarà per te, uno scopo splendido e purificatore, nel quale potrai sempre raccoglierti nei periodi di sofferenza che ogni essere umano deve attraversare.
Se il tuo sguardo sarà rivolto a questo, le altre cose della vita ti appariranno così povere e piccole, e temporanee, che il dolore che possono dare sarà dimenticato in questa più grande emozione.”
(W. Bateson, 1922)
2017-09-28 Conoscere | Comprendere
Il problema è che non basta una buona teoria per cambiare il mondo perché, tra i bisogni umani, quello di conoscere la verità è uno dei meno diffusi e dei più deboli. Quindi non dobbiamo limitarci alla ricerca della verità, ma dobbiamo ancor più cercare di capire i meccanismi della mente umana che ostacolano la comprensione e la diffusione della verità, per combatterli con le strategie appropriate. L'obiezione che la verità non esiste e che ognuno ha la sua verità e ogni verità vale come ogni altra è uno di questi meccanismi.
2017-09-28 Conoscere
Ogni affermazione dovrebbe essere considerata la risposta ad una domanda, e invece troviamo tante risposte senza domande. Sarebbe interessante in un articolo o un libro sostituire tutte le affermazioni con le domande corrispondenti.
2017-09-28 Conoscere
La maggior parte degli autori non dice nulla di nuovo, ma raccoglie, riassume o ripete con parole nuove cose dette da altri, dando arbitrariamente più importanza a certi aspetti e meno ad altri. Gli autori rivoluzionari sono pochissimi, poco conosciuti, poco capiti e poco amati dalle masse.
2017-09-29 Natura umana
L'uomo è un animale programmabile. E' programmabile da altri uomini dopo la nascita. Riesce a cambiare volontariamente i suoi programmi in una misura che dipende dal tipo di programmazione subita, ovvero se tale possibilità è inclusa nel programma stesso.
2017-09-29 Natura umana
L'uomo è un animale programmabile da altri uomini dopo la nascita. Esso riesce a cambiare volontariamente i suoi programmi in una misura che dipende dal tipo di programmazione subita, ovvero se tale possibilità è inclusa nel programma stesso.
2017-09-30 Religione | Narrazioni
Io credo che tutte le religioni (organizzate e
fai-da-te) e le filosofie spiritualiste di ogni epoca hanno in comune alcune delle seguenti caratteristiche.
- una narrazione della creazione del mondo in cui da un tutto indifferenziato o caos si creano delle separazioni e un certo ordine, con certe entità e certi ruoli e scopi fondamentali, da cui si origina tutta la realtà
- testi "sacri" in cui vengono definiti i principi della "fede" e le regole di comportamento
- un'etica semplificata per distinguere il bene dal male
- un'etica fondata sull'obbedienza anziché sulla libera scelta
- una "scienza" dei collegamenti tra cause ed effetti
- la negazione del caso e della mancanza di senso
- gli effetti placebo e nocebo, ovvero promesse di felicità e infelicità, guarigione e malattia (specialmente l'ansia, l'angoscia, la paura, l'insicurezza, la scarsa autostima, la depressione, l'indecisione) che a volte si avverano
- la prospettiva di un paradiso a cui tendere e di un inferno da evitare
- la definizione di agenti spirituali antropomorfi esterni all'uomo, che condizionano le sua vita, come dèi, angeli, spiriti, fantasmi, anime di defunti ecc.
- il dualismo tra corpo e spirito (o anima), il primo mortale, il secondo immortale
- l'autorità e i vantaggi economici e politici di coloro che possiedono e diffondono la "fede"
- la presunzione di verità e l'assenza di autocritica
- la difesa, a volte aggressiva, contro i non credenti, gli infedeli e il progresso scientifico, filosofico e sociale
- l'aggregazione sociale e la fratellanza in nome di un comune "padre" o di una comune "madre"
- la rassegnazione, consolazione, compensazione, rassicurazione, perdono o rivincita rispetto alle ingiustizie e alle sofferenze
- la negazione della morte mediante reincarnazione, resurrezione o migrazione delle anime e il superamento della paura della morte stessa
- la deresponsabilizzare dei credenti rispetto al progresso civile, alla politica e ai relativi doveri
- la mediazione delle interazioni sociali sulla base delle regole spirituali
- la svalutazione dell'intelligenza razionale e analitica, e il rifiuto della competizione basata su di essa
- la tendenza a considerare il male come esterno all'individuo, e questo come vittima anziché causa del male
- il dualismo tra razionalità (intelligenza analitica) e sentimento considerati come antagonisti e mutualmente esclusivi, con una preferenza per il secondo, e la tendenza a giustificare i sentimenti e il conseguente comportamento, indipendentemente dai loro effetti pratici
- il considerare lo spirito critico e l'approccio scientifico come una manifestazione del male in quanto visti come fattori di resistenza alla "fede" salvifica, la quale non necessita di prove scientifiche
- un pregiudizio sulla scienza (in quanto ricerca scientifica) considerata come arrogante e presuntuosa riguardo alla "verità", come se la scienza non conoscesse i suoi limiti
- una tendenza a discutere in termini assoluti piuttosto che relativi, totali piuttosto che parziali, ovvero uno scarso senso della misura e della probabilità nei fenomeni
- la compassione verso chi non ha la "fede", come se l'assenza di fede fosse un limite, una menomazione. una chiusura alla comprensione del mondo e una incapacità di empatia
- un senso di superiorità verso chi non ha la "fede", in quanto condannato ad una vita senza senso
- la sospensione del giudizio morale e intellettuale, e l'accusa di arroganza verso chi lo esercita
- la svalutazione della scienza come fonte e riferimento di verità
- la svalutazione dell'Io, o Ego, come manifestazione del male in quanto considerato elemento disaggregante rispetto all'armonia della natura e della società
- una tendenza al conformismo e un resistenza all'idea di poter essere artefici e responsabili di cambiamenti sociali
- l'affidarsi ai sentimenti come guida più affidabile che la ragione, facendo della scarsa capacità razionale una virtù
- la fuga dalla libertà, la paura della libertà e dell'autodeterminazione in quanto moralmente responsabilizzante
- la libertà dal giudizio razionale, dal dovere di usare la ragione e di essere razionalmente coerenti
- la comodità di seguire una guida spirituale anziché decidere da soli, liberamente e responsabilmente, cosa fare e non fare
- la rassicurazione circa la validità morale del proprio comportamento
- una visione del mondo in cui la propria persona ha un valore in quanto collegata con la divinità e da essa protetta e approvata
- la tendenza a credere nei miracoli, nella magia e nell'esoterismo
- la tendenza a credere che la preghiera possa avere un'influenza sugli eventi esterni
- la tendenza a fare esercizi di meditazione o di preghiera come mezzo per evitare di essere influenzati da pensieri non spirituali o incompatibili con la "fede"
- la soddisfazione sostitutiva del bisogno di essere accettati, protetti e amati da altre persone, mediante l'amore da parte della divinità
- la predicazione dell'amore generale e universale (senza fornirne una definizione razionale) come soluzione dei problemi sociali ed ecologici
- il superamento dell'angoscia esistenziale dovuta alla mancanza di senso della vita e del mondo
- il proselitismo, per evitare che la "fede" diventi fattore di isolamento ed emarginazione
- la credenza che una diffusione della "fede" porti ad un miglioramento della condizione umana e alla soluzione dei problemi sociali, ovvero l'idea che se tutti si convertissero e rispettassero la "fede", tutti i problemi sociali si risolverebbero
- una concezione della conoscenza in termini di "illuminazione" basata su una spiegazione semplificata dei problemi della vita e della società rispetto alle spiegazioni scientifiche, molto più complesse e difficili da comprendere
- una tendenza a preferire spiegazioni semplici a spiegazioni complesse indipendentemente dalla loro verifica razionale o empirica
- il riferimento ad un'età dell'oro, o paradiso, che abbiamo perso e a cui dovremmo cercare di ritornare
- una concezione della "armonia" all'interno della società, come rispetto di una comune fede da parte di tutti
- una concezione della "energia" come flusso vitale che guarisce se viene liberata, ammala se non viene liberata, la cui liberazione è conseguenza della fede nella "fede"
- la tendenza alla sottomissione alle prescrizioni della "fede", le quali però non sono mai tanto chiare e restrittive (ovvero razionalmente definite) da impedire a ciascuno di interpretarle a proprio favore, così da permettergli di comportarsi come meglio crede senza prestarsi ad un giudizio critico
- l'ottimismo e la speranza che, prima o poi, la "fede" prevarrà e porterà i risultati promessi, ovvero la salvezza dell'uomo dall'inferno, dal nulla o dai mali della società
- l'idea che il comportamento o i pensieri di un individuo possano influenzare il caso e determinare eventi non altrimenti collegati; in altre parole, l'idea che il caso non sia del tutto casuale ma possa diventare casuale a seconda del comportamento di una o più persone
- l'idea che credendo alla "fede", la propria vita possa migliorare nel senso di una maggiore serenità e benessere
2017-09-30 Conoscere | Religione
E' possibile che miliardi di persone credano a cose false? Sì, è normale.
2017-09-30 Etica | Libertà
Mi pare che in fatto di etica esistano due tendenze opposte che io chiamo
etica dell'obbedienza ed
etica della libertà.
L'etica dell'obbedienza consiste nel comportarsi in modo da obbedire a dei principi stabiliti da altri (come un capo, una religione o i propri sentimenti o passioni). L'etica della libertà consiste invece nel determinare il proprio comportamento in base ad un ragionamento libero da condizionamenti sociali o emotivi.
L'etica dell'obbedienza è deresponsabilizzante nel senso che assegna all'oggetto dell'obbedienza (l'autorità politica, religiosa, culturale o ai propri sentimenti) la responsabilità del comportamento, e considera immorale solo la disobbedienza, la ribellione o il tradimento.
L'etica della libertà è invece responsabilizzante in quanto il soggetto non può attribuire ad altri che alla propria libera coscienza e volontà la responsabilità delle proprie scelte.
2017-10-01 Interagire
Il problema fondamentale sono sempre gli altri, ovvero come interagire con gli altri senza perderci nel bilancio tra il dare e l'avere, ovvero tra ciò che ci si guadagna e il "prezzo" da pagare.
Un altro aspetto del problema dei rapporti umani è quello della selettività. Ognuno vorrebbe scegliere le persone con cui interagire, preferendo quelle che gli consentono di ottenere il bilancio più favorevole. Siccome la scelta è normalmente libera, ci sono persone molto richieste e persone poco o per nulla richieste, e queste ultime devono rassegnarsi alla solitudine o ad accettare bilanci dare-avere svantaggiosi. D'altra parte le persone più richieste tendono a scegliere rapporti con bilanci molto vantaggiosi per loro; in altre parole, si offrono al prezzo più alto possibile considerato ciò che offre il "mercato".
Garantire ad ogni essere umano interazioni soddisfacenti sembra impossibile senza una forma di coercizione che obblighi le persone ad interagire con certe altre persone non scegliendole a piacere, ma secondo criteri di giustizia a livello di comunità.
La libertà nella scelta delle persone con cui interagire è dunque inevitabilmente fonte di ingiustizia. Questo non deve meravigliarci, essendo la natura, attraverso l'evoluzionismo, spesso ingiusta e crudele.
Qualcuno obietterà che la mia visione è cinica e non tiene conto di altri fattori, come l'amore, l'altruismo, l'empatia, il senso del dovere, la religione ecc.. All'obiezione rispondo che tutte queste cose non sono fattori assoluti e principi primi, ma dipendono da condizioni psicologiche inconsce, le quali a loro volta rispondono a vari criteri tra cui quelli da me indicati, essendo la psiche costruita attraverso i rapporti sociali e al fine di stabilire i rapporti sociali migliori possibile, come ci insegna George H. Mead in "Mente, sé e società".
2017-10-02 Libero arbitrio | Volontà
Cercare di impiegare la forza di volontà è come cercare di sollevarsi tirandosi su con i lacci delle scarpe. [Da un volantino di Anonimous Alcoholics]
2017-10-02 Ragionare
Tutti ragionano, ma in modi diversi, e ognuno ha ragione dal suo punto di vista, anche una scimmia. Il problema è che quasi tutti pensano che il proprio punto di vista sia quello giusto, e che sia sufficientemente ampio, più ampio di quello altrui. La verità è che ogni punto di vista è insufficiente, anche quello dei grandi filosofi e studiosi e, a maggior "ragione", anche il mio.
2017-10-02 Sistemica | Gregory Bateson
Penso alla vita come sistema di parti interne ed esterne all'individuo, che interagiscono, tutte necessarie, e quando qualcuna delle interazioni non funziona, tutto il sistema non funziona e si ammala. È la filosofia di Gregory Bateson, l'ecologia della mente.
2017-10-03 Conoscere | Giudicare | Comprendere
Criticare è un diritto e un dovere, se si vuole migliorare la società. Tuttavia prima di criticare bisogna comprendere, perché non ha senso criticare ciò che non si comprende. La "comprensione critica" è l'atteggiamento ideale.
2017-10-03 Natura umana | Gregory Bateson
Tratto dalla " Introduzione a Gregory Bateson" (a cura di Marco Deriu) edizioni Bruno Mondadori, Milano, febbraio 2000, pp. 1-104. Gregory Bateson: il pensiero del vivente e la vita di un pensiero
I. Una mente è un aggregato di parti o componenti interagenti. In altri termini le particelle subatomiche non sono menti, perché non sono complesse. Il processo mentale presuppone una differenziazione interna e un’interazione e organizzazione di parti multiple.
II. L'interazione fra le parti della mente è attivata dalla differenza. Mentre nel mondo materiale (quello che Jung chiama Pleroma) una forza o un urto possono essere causa di un evento, nel mondo delle idee (Creatura, in termini junghiani) è necessario che vi sia una relazione fra due parti oppure una relazione fra la stessa parte in due momenti diversi. Ciò che non muta è impercettibile.
III. Il processo mentale richiede un'energia collaterale. Nel mondo vivente valgono le leggi della conservazione di energia: non c’è né creazione né distruzione di energia.
IV. Il processo mentale richiede catene di determinazione circolari o più complesse. Poiché il sistema è circolare, nota infatti Bateson, in qualsiasi punto si registrino degli eventi, i loro effetti possono fare il giro completo del sistema per ripercuotersi e produrre nuovi cambiamenti nel punto di origine.
V. Nel processo mentale gli effetti della differenza devono essere considerati come "trasformate" (cioè versioni codificate) della differenza che li ha preceduti. Il processo di percezione è un atto di assegnazione di tipi logici.
VI. La descrizione e la classificazione di questi processi di trasformazione rivelano una gerarchia di tipi logici immanenti ai fenomeni (per esempio messaggi e metamessaggi, classificazione, apprendimento e deuteroapprendimento ecc.
2017-10-04 Interagire | Gregory Bateson
Non abbiamo bisogno di certe cose, persone o idee, ma di interagire in certi modi con certi tipi di cose, persone e idee.
La vita non è fatta di cose, ma di interazioni tra idee scritte nelle cose.
Queste sono alcune idee che ho appreso dall'Ecologia della mente di Gregory Bateson.
2017-10-04 Vita | Casualità
Il caso è importantissimo. La vita è cominciata per caso e le specie viventi si sono evolute per caso. Anche la storia dell'umanità è il risultato di eventi casuali.
Le mutazioni genetiche (casuali) hanno prodotto nuove forme di vita. Quelle adattative sono sopravvissute, quelle disadattative no.
Lo stesso processo vale per i cambiamenti sociali.
Anche la creatività (intellettuale, artistica, etica, scientifica, tecnologica ecc.) è basata sul caso. Il cervello produce idee a caso, sia quando siamo svegli, sia durante il sonno. Quelle che "funzionano", ovvero hanno effetti interessanti o utili, vengono memorizzate, riutilizzate e trasmesse ad altre persone; quelle che non funzionano o producono danni, vengono abbandonate o si estinguono con la morte del proprietario.
Per avere idee nuove bisogna giocare col caso.
Agitare il cervello prima dell'uso.
2017-10-04 Sistemica | Relazioni
Le cose, le persone, le idee, non hanno qualità o valore in sé. Nulla è in sé giusto o sbagliato, buono o cattivo, bello o brutto, utile o inutile. Ciò che ha qualità o valore (positivo o negativo) sono le particolari relazioni, interazioni, transazioni, tra le cose, le persone, le idee.
Infatti, per esempio, una stessa persona A può interagire bene (ovvero in modo soddisfacente) con una persona B e male con una persona C. E una stessa cosa può essere utile ad una persona e nociva ad un'altra.
Quindi non bisogna mai valutare le cose, persone e idee isolatamente, separatamente, ma le possibili relazioni tra di esse.
2017-10-04 Sistemica | Relazioni
Ho cercato di immaginare le domande da farsi o da fare per capire una persona X in chiave relazionale, che secondo me è l'unica chiave di comprensione sensata.
- con chi x si relaziona?
- chi frequenta?
- chi evita di frequentare?
- come seleziona le persone con cui relazionarsi?
- che relazione ci può essere tra x e me?
- a quali gruppi e categorie sociali appartiene?
- cosa offre e cosa chiede agli altri?
- in cosa si differenzia dagli altri?
- di cosa ha bisogno?
- da chi dipende?
- a chi ha fatto del bene?
- a chi ha fatto del male?
- di chi è amico?
- di chi è nemico?
- di chi è amante?
- a quale famiglia appartiene?
- quali sono i suoi maestri di vita?
- quali cose l'appassionano?
- quali cose gli fanno paura?
- quali cose lo disgustano?
- con chi va d'accordo?
- con chi non va d'accordo?
- come cerca di presentarsi agli altri?
2017-10-04 Sistemica
Quando si afferma qualcosa, si tratta di qualcosa di particolare o di generale.
Se si tratta di una cosa particolare, allora bisognerebbe fare riferimento al contesto generale di cui quella cosa è parte, altrimenti la trattazione non avrebbe senso. Infatti non esistono cose isolate, ma ogni cosa è parte di qualcosa (ovvero un sistema) di ordine superiore, ed è in qualche relazione con le altre parti di quella cosa e/o col sistema stesso.
Se invece si tratta di qualcosa di generale, allora bisognerebbe indicare le parti che compongono quella cosa, ovvero i sottosistemi del sistema. Altrimenti quella cosa sarebbe un'incomprensibile e inutile astrazione, dato che sarebbe impossibile comprendere cosa essa comprende.
Quando si parla di cose che riguardano l'uomo, mi pare che il più delle volte si tratta di aspetti particolari senza alcun riferimento al contesto generale, ovvero a cosa sia l'uomo in generale, forse perché la natura umana in generale viene data per scontata, come qualcosa di oggettivo, mentre non lo è affatto. Non esiste, infatti, una definizione o descrizione della natura umana universalmente condivisa.
Il risultato è quello della metafora dei ciechi e dell'elefante, dove ogni cieco descrive la parte dell'animale che ha toccato ma nessuno di loro riesce a vedere l'insieme.
2017-10-05 Religione
Come rispondere in modo (volutamente) oscuro ad una domanda chiara e semplice. Una non-risposta spacciata per risposta erudita. Ecco a cosa serve una laurea in teologia, a confondere e intimidire la gente, a non fargli capire che viene presa in giro. Obiettivo della Chiesa è fare di persone libere delle pecore che seguono un pastore misterioso e astruso.
Da Famiglia cristiana del 3-10-2017
GIAN FRANCO: Perché Dio ascolta le preghiere di alcuni risolvendo i loro problemi, mentre è sordo alle richieste di altri a volte più meritevoli?
RISPOSTA DEL TEOLOGO PINO LORIZIO: Non sempre, quando un nostro problema (di salute o lavoro) trova soluzione dobbiamo attribuire tale esito positivo a un intervento diretto di Dio, al quale pure ci siamo rivolti invocando il suo aiuto. E non sempre le disgrazie che ci accadono hanno come origine Dio, il quale non viene a esaudire i nostri desideri, ma a compiere le sue promesse (secondo un profondo pensiero di D. Bonhoeffer). E queste promesse sono sempre mantenute sia quando ci accade qualcosa di bene, sia quando siamo visitati dal dolore e dalla sofferenza. Ogni nostra invocazione, come quella del Signore Gesù prima della sua passione e morte, dovrà infatti approdare all’abbandono: «Non la mia, ma la tua volontà si compia». La preghiera, più che una lista di richieste, deve agire in noi perché diveniamo docili e disponibili a vivere secondo la volontà e il pensiero di Dio, come il suo Figlio nella sua passione e morte, ma anche nei momenti sereni della sua vita terrena.
http://www.famigliacristiana.it/articolo/perche-dio-ascolta-le-preghiere-soltanto-di-alcuni.aspx
2017-10-05 Gregory Bateson
Tutto ciò che dico può essere usato contro di me. Anche ciò che sto dicendo. Se dico qualcosa di banale qualcuno mi accuserà di dire delle banalità, se dico qualcosa a cui nessuno ha mai pensato qualcuno mi accuserà di presunzione, se dico qualcosa su cui qualcuno è in disaccordo, qualcuno mi dirà che dico cose false, se dico qualcosa su cui tutti sono d'accordo, qualcuno mi accuserà di dire cose ovvie o di non aver coraggio di uscire dai soliti schemi. Se non dico nulla, qualcuno mi accuserà di essere chiuso o taciturno, o di non avere idee. Il
doppio vincolo (
double bind) di G. Bateson è dappertutto e tende a fare di noi degli schizofrenici.
2017-10-06 Vita | Ragionare
Il sangue ci tiene in vita trasportando i nostri nutrimenti, le nostre emozioni e i nostri scarti. In esso navigano i nostri piaceri e dolori.
Il sangue è fatto di numeri di particelle colorate. Tali numeri non devono essere troppo grandi o troppo piccoli rispetto al "giusto", altrimenti il sangue non funziona e non riesce a tenerci in vita.
Il mondo è fatto di numeri e la vita dipende dai "giusti" rapporti tra numeri nel sangue, nella carne e soprattutto nei nervi.
2017-10-06 Paura | Bias cognitivo
Una delle paure inconsce più diffuse nelle culture dove esiste una certa libertà di opinione è quella di aver torto. Perché sin da piccoli siamo stati programmati a credere che chi ha ragione vale e ha il diritto di comandare, mentre chi ha torto non vale e ha il dovere di obbedire.
In altre parole, per l'inconscio, una persona vale nella misura in cui ha ragione, e siccome la prospettiva di una svalutazione della propria persona è terrificante, ognuno si batte per dimostrare di aver ragione, ovvero che chi non è d'accordo con le proprie opinioni ha torto.
Per l'inconscio, aver torto significa la "morte civile", ovvero essere condannati all'emarginazione sociale o ad occupare i ranghi più bassi della gerarchia sociale, a non avere nemmeno diritto di parola, essendo questa implicitamente "sbagliata" per il fatto di aver avuto torto.
L'equazione "torto = svalutazione" è diffusissima e causa di sofferenze e disturbi mentali, dal bias cognitivo fino alla schizofrenia, dato che l'uomo è disposto (inconsciamente) perfino ad alterare la realtà pur di credere e dimostrare di non aver torto.
2017-10-06 Bisogni | Appartenere
Il bisogno di appartenenza non ha solo motivi di sopravvivenza, dato che soli si muore, ma anche motivi che hanno a che vedere con la sicurezza e la tranquillità di interagire con persone non libere, ma limitate dalle regole della comunità.
2017-10-06 Amare | Spiritualità
Ci sono parole, come "spirito" e "amore" a cui ognuno dà il significato che vuole, ovviamente a proprio vantaggio, soprattutto per giustificare e sostenere il proprio comportamento e le proprie opinioni o illusioni. Trattandosi di concetti non scientifici, essi non possono essere messi in discussione scientificamente o razionalmente, e ciò permette loro di prospettare e diffondersi, data la loro utilità e flessibilità di uso. Infatti, in nome dell'amore o dello spirito tutto può essere giustificato senza rischio di smentita, sia l'azione che l'inazione, l'impegno e il disimpegno, il comandare e l'ubbidire. Così ognuno interpreta l'amore e lo spirito come gli conviene, dal momento che non esiste una definizione chiara, verificabile, misurabile, confutabile e universalmente condivisa di tali concetti.
2017-10-07 Religione
Penso che che tutte le religioni e le filosofie spiritualiste abbiano in comune una visione del mondo (visibile e invisibile) che soddisfa il bisogno di familiarità, ovvero di far parte di una famiglia in senso esteso e astratto, nella quale è possibile assumere, in senso metaforico, uno o più dei ruoli archetipici di figlio, fratello, padre o madre.
In altre parole, il credere in una religione (o filosofia spirituale) ci fa sentire fratelli nei confronti degli altri membri della stessa comunità di credenza, in quanto figli degli stessi genitori "spirituali". Inoltre, per quanto riguarda i sacerdoti, profeti o maestri delle religioni o filosofie spirituali, permette ad alcuni, particolarmente motivati in tal senso, di assumere un ruolo genitoriale "spirituale" (purtroppo a volte abusando della loro auto-assegnata funzione di rappresentanza e intermediazione rispetto alla presunta divinità).
La comunità religiosa o spirituale costituisce dunque una famiglia sublimata, metafisica, che permette, in senso metaforico ma efficace, una vita comunitaria analoga a quella della famiglia concreta nella quale la psiche si è costruita, e che è caratterizzata e regolata da un ordine gerarchico e da un'etica condivisa imposta e amministrata dal ruolo genitoriale.
Io penso pertanto che, in assenza di uno spirito religioso, verrebbe a mancare il motivo della fratellanza e dell'ordine sociale, per cui la società si disintegrerebbe in quanto totalmente competitiva e amorale.
C'è allora da chiedersi se l'ateismo non sia una filosofia, o posizione intellettuale, distruttiva dell'ordine sociale, dell'etica e della fratellanza. La risposta dipende da cosa si intende per ateismo.
Se per ateismo s'intende la negazione di qualunque realtà immateriale o non misurabile, come i valori morali, allora esso conduce al caos sociale.
Se invece per ateismo s'intende la negazione delle religioni "rivelate" in quanto narrazioni false e pericolose, e la loro sostituzione con principi regolatori immateriali (cioè "spirituali") inventati, negoziati e convenuti tra le parti interessate, allora esso può condurre a forme di ordine e armonia sociale ancora più soddisfacenti di quelle ottenibili dalle religioni e filosofie spirituali storiche. Tali principi regolatori astratti (come ad esempio la dichiarazione universale dei diritti umani) conferiscono, infatti, all'ateismo quello spirito religioso necessario per soddisfare il comune bisogno di familiarità e di pace sociale.
L'ateismo, inteso in quest'ultimo senso, rappresenta dunque una rivoluzione religiosa, in quanto è una sorta di religione artificiale, creata, negoziata e aggiornata dall'uomo, anziché preesistente ad esso e ad esso imposta. In altre parole, una religione in cui Dio è creato e disegnato (consapevolmente, razionalmente, democraticamente e relativamente) dall'Uomo, per la propria felicità, e non viceversa.
2017-10-07 Natura umana | Comprendere
Vorrei fondare un'associazione culturale dedicata allo studio cooperativo della natura umana con l'obiettivo di raccogliere, selezionare, discutere e strutturare in un sito web, letteratura e documenti multimediali riguardanti la natura umana, quali libri, articoli, video, riferimenti ecc.
Il sito suddetto potrebbe essere denominato "Documentario sulla natura umana" (nel seguito semplicemente "Documentario").
Nel Documentario dovrebbe confluire qualsiasi documentazione di tipo filosofico, psicologico, psichiatrico, sociologico, antropologico, linguistico, economico, biologico, politico, religioso, letterario, artistico ecc. utile alla comprensione della natura umana, in accordo con lo stato attuale della ricerca scientifica e umanistica, specialmente quella psicologica, sociologica, biologica e neurobiologica.
Lo scopo del Documentario dovrebbe essere quello di costituire un patrimonio informativo da cui partire e a cui fare riferimento per attività sociali e politiche (esterne all'Associazione) che mirino al miglioramento della società in termini di comprensione e soddisfazione dei bisogni umani.
La selezione dei materiali da discutere e includere nel Documentario dovrebbe avvenire su proposta e per decisione della maggioranza dei membri dell'Associazione. I materiali che io proporrei, per cominciare, sono testi di George H. Mead, Alfred Korzybski, Gregory Bateson, Erich Fromm, Edgar Morin e Luigi Anepeta.
Invito chi fosse interessato a partecipare alla fondazione e alla vita di tale associazione a contattarmi mediante la pagina
http://it.cancellieri.org/contact.
2017-10-09 Natura umana
È difficile affrontare utilmente (e ancor più risolvere) i problemi sociali se tra gli interessati non c'è un minimo accordo sulla natura umana, ovvero sulla struttura e il funzionamento dell'essere umano in generale.
2017-10-09 Interagire
Per essere felici bisogna avere buoni rapporti con gli altri. Per avere buoni rapporti con gli altri è necessario che gli altri siano adatti a noi.
Chi sono gli altri? Potenzialmente circa otto miliardi di persone. Considerando che possiamo avere rapporti solo con un numero di persone limitato si pone il problema della selezione delle persone con cui interagire, ovvero di chi o cosa sceglie le persone con cui una persona interagisce.
La prima persona con cui un essere umano interagisce, ancor prima della sua nascita, è la madre. Dal momento della nascita, esso interagisce con i membri della sua famiglia, gli amici della famiglia e alcune delle persone con cui la famiglia stessa interagisce, persone che, ovviamente, l'individuo non può scegliere. Solo da adulto l'individuo è teoricamente in grado di scegliere le persone con cui interagire, tuttavia la scelta è normalmente casuale e molto limitata da fattori ambientali, economici, culturali e psicologici.
Infatti, le persone con cui si può scegliere di interagire sono quelle che il caso ci fa incontrare. Il processo è semplice: A e B si incontrano per caso; A decide se interagire con B e in che modo; B fa lo stesso nei confronti di A; se c'è un interesse all'interazione almeno da parte di una delle due persone, questa avviene, altrimenti no. L'interazione può essere più o meno duratura a seconda dell'interesse reciproco a continuarla.
Gli esseri umani sono molto diversi tra loro in quanto a gusti, carattere, temperamento, intelligenza, cultura, istruzione, doti fisiche e mentali, età, salute fisica e mentale, aspetto esteriore, condizioni economiche, soddisfazioni, frustrazioni ecc. Questo fa sì che la probabilità che una persona ha di trovare una persona adatta tra quelle che il caso le fa incontrare sono molto basse. Tale probabilità è tanto più bassa quanto più "originale" è la persona, ovvero quanto più essa si discosta dai tipi più ricorrenti.
Per quanto detto all'inizio di questo articolo, essendo bassa la probabilità di trovare una persona adatta con cui interagire, altrettanto bassa è la probabilità di essere felici.
Come si può aumentare la probabilità di incontrare la persona adatta?
Senza l'aiuto dell'informatica, per aumentare la probabilità di incontrare la persona adatta, occorre cercare di incontrare quante più persone possibile, mostrare le proprie caratteristiche alle persone incontrate, e cercare di conoscere le loro in modo da facilitare una scelta appropriata da parte degli interessati. Ma come si fa a incontrare tante persone in poco tempo? Non è facile, e gli incontri sono sempre casuali, a meno che non siano organizzati da un intermediario, come potrebbe essere un agente matrimoniale, che di mestiere, appunto, fa incontrare persone "adatte".
Con l'aiuto dell'informatica, ovvero tramite un sistema informatico che fa da intermediario, la probabilità di incontrare la persona adatta può essere molto più alta rispetto all'incontro casuale, tanto più alta quanto più il sistema è riesce a registrare dettagliatamente le caratteristiche richieste e quelle offerte dai candidati ed ha un grande numero di iscritti di tipi molto diversi.
I cosiddetti "siti di incontri" (dating services) sono sempre più numerosi e usati, e col tempo sempre più sofisticati. Sono sicuro che essi siano lo strumento più efficiente per trovare persone adatte con cui interagire, non solo per relazioni amorose, ma anche per amicizie e collaborazioni lavorative, sportive, ludiche e intellettuali etc.
Un esempio di sito d'incontri ad ampio spettro è
intervista.link.
2017-10-10 Verità
Molto spesso, quando due persone discutono, è come se a discutere fossero i loro avvocati, il cui mestiere e scopo è solo quello di dimostrare il torto della parte avversa.
2017-10-10 Pensare
Pensare: attività dell'io cosciente, consistente nell'immaginare e valutare relazioni e interazioni tra varie entità (persone, cose, idee, fatti ecc.).
Tra le entità pensate più ricorrenti vi sono la propria persona, gli altri, risorse economiche, religioni, divinità, spiriti, tabù, imperativi morali, costumi sociali, memi, leggi dello stato, leggi fisiche, strumenti, fatti storici o mitologici, la vita, la morte, i propri ricordi, ecc.
Le relazioni e interazioni pensate possono essere più o meno complesse e varie, e più o meno corrispondenti alla realtà, in funzione dell'intelligenza, della cultura, delle esperienze e della sensibilità del soggetto.
2017-10-10 Interagire
Facebook è un luogo strano, dove due persone possono diventare amiche senza scambiare una parola. Ma ciò avviene anche tra l'autore di un libro e i suoi lettori, tra un cantante e i suoi fan.
2017-10-11 Interagire
Amici (si fa per dire), vorrei scrivere qualsiasi cosa per ricordarvi (implicitamente, indirettamente, subliminalmente) che esisto, che sono intelligente, colto, ben informato, dotato di senso dell'umorismo, empatia, buoni sentimenti, a posto con la coscienza, ben integrato nella società, desiderabile e meritevole di considerazione, ma in questo momento non mi viene in mente nulla di adatto a tale scopo. Ma non preoccupatevi, entro qualche ora qualcosa troverò. Comunque grazie dell'attenzione.
2017-10-11 Interagire | Pensare
X (ovvero una qualsiasi persona, cosa, idea, fatto ecc.) ha molte definizioni, e per discuterne bisogna prima scegliere una di esse. Dopodiché si può eventualmente pensare o affermare che X, secondo una certa definizione, abbia aspetti positivi e aspetti negativi, ovvero in certi contesti, situazioni, casi, momenti, sia più o meno piacevole o utile a certe persone e più o meno spiacevole, inutile o nociva a certe altre persone.
2017-10-12 Libertà | Libero arbitrio
La libertà è sempre relativa: libertà da qualcosa che ci costringe o libertà di fare qualcosa che desideriamo fare. La libertà assoluta non esiste. Infatti ci sono infinite cose che non possiamo fare e infinite situazioni alle quali non possiamo sfuggire.
2017-10-12 Stimoli e reazioni
Quando leggiamo un libro, vediamo un film, visitiamo una mostra, o facciamo una passeggiata o un'escursione, sottoponiamo il nostro cervello ad una serie di stimoli suscettibili di causare reazioni cognitive ed emotive, e di modificare la nostra mappa cognitivo emotiva, ovvero il programma che determina il nostro comportamento.
2017-10-12 Semantica generale
Le cose, le parole, le idee non hanno un senso o un significato in sé; è la psiche che dà loro un senso e un significato, più o meno diverso da persona a persona.
2017-10-12 Conoscere | Stimoli e reazioni
Noi non registriamo, né ricordiamo, né riconosciamo ciò che abbiamo visto o sentito (ovvero gli stimoli ricevuti dai nostri organi sensoriali), ma i risultati delle elaborazioni (ovvero selezioni e traduzioni) di tali stimoli, ovvero istanze di categorie formali, cognitive ed emotive, e le relazioni associative, comparative e gerarchiche tra di esse.
La formazione di tali categorie in un individuo avviene attraverso le sue esperienze, e dipende dalla loro qualità, quantità e varietà, e dalla costituzione genetica degli organi coinvolti nella loro elaborazione.
Quanto più numerose e varie sono le esperienze di una persona, e quanto più sofisticati sono i suoi organi percettivi (ovvero quanto maggiore è la sua sensibilità), tanto più ricco e complesso è il corredo di categorie formali, cognitive ed emotive (e di relazioni tra loro) che tale persona può acquisire e sviluppare, ovvero il grado di intelligenza e sapienza che essa può raggiungere.
2017-10-13 Mappa cognitivo-emotivo-motiva | Stimoli e reazioni
La reazione emotiva ad uno stimolo è più veloce di quella cognitiva, e condiziona quest'ultima.
2017-10-14 Creatività | Stimoli e reazioni
È difficile pensare creativamente senza nuovi stimoli esterni.
2017-10-14 Conoscere | Appartenere
Credere in una certa credenza comporta l'appartenenza alla comunità dei credenti in quella credenza e l'indulgenza per ogni comportamento precedente al momento in cui la credenza si è formata.
2017-10-14 Appartenere | Obbedienza
L'appartenenza ad un gruppo o comunità richiede il riconoscimento delle relative autorità (politiche, culturali, etiche, estetiche, accademiche ecc.) e l'obbedienza ad esse.
2017-10-14 Vita | Saggezza
Per imparare a vivere non basta una vita.
2017-10-14 Interagire | Saggezza
L'idea di essere meno dotati di altri (intellettualmente e/o moralmente) è insopportabile per qualunque essere umano. Per questo, se a volte ti sembra di essere più intelligente o saggio di qualcuno, cerca di non farglielo capire. Altrimenti lo metterai a disagio, gli diventerai antipatico, e quello, per rimediare, cercherà di trovare ogni possibile difetto nel tuo carattere, comportamento o visione del mondo. E sicuramente ne troverà almeno uno piuttosto grave. Alcuni tra i più probabili: arroganza, presunzione, narcisismo, rigidità mentale, chiusura alle idee diverse dalle tue, incapacità di autocritica, incapacità di ascoltare gli altri, sicurezza eccessiva, intransigenza, durezza, tendenza a trattare gli altri come stupidi o immorali, insensibilità, freddezza, scarsità di sentimenti e di empatia, bisogno di dimostrare di essere superiore, bisogno di aver sempre ragione, superbia, eccessivo razionalismo, mania di pensare troppo, eccessivo autocontrollo e mancanza di spontaneità, eccessiva serietà, incapacità di leggerezza, mania di giudicare te stesso e gli altri, incapacità di lasciarti andare, di prendere la vita come viene e di viverla pienamente ecc.
2017-10-14 Natura umana | Evoluzionismo
Nell'evoluzione dalla bestia all'Uomo c'è chi vorrebbe andare avanti, chi vorrebbe fermarsi e chi vorrebbe tornare indietro.
2017-10-14 Natura umana
Qualunque espressione umana, anche quelle apparentemente più stupide o cattive, dovrebbero essere considerate lezioni di umanità, ovvero descrizioni e dimostrazioni di aspetti generali e particolari della natura umana.
2017-10-14 Colpa | Responsabilità
Tutti sbagliamo ogni tanto, tutti abbiamo delle colpe. Il problema sta nella valutazione della loro gravità e delle pene richieste per la loro indulgenza. Infatti quello che per uno è un peccato mortale, per un altro è un peccato veniale.
Inoltre, siccome la valutazione di una colpa è un fatto normalmente emotivo, è difficile misurarne il peso in termini razionali.
2017-10-14 Filosofia
La filosofia, al di fuori degli ambienti scolastici, è roba per pensionati. Infatti, chi è costretto a lavorare non ha tempo per interessarsi di filosofia, né la libertà di applicarla, a meno che non faccia parte della sua professione.
2017-10-15 Bisogni
Il mondo è un'ecologia di bisogni, comandi (richieste, esigenze) e obbedienze (servizi, soddisfazioni).
Le parti di un sistema comunicano trasmettendo comandi (in termini di stimoli) o risposte ai comandi. Ogni stimolo è un comando che esige (ottiene, dà luogo a) una risposta.
Un comando è conseguenza dell'obbedienza ad un altro comando. Infatti, per obbedire ad un comando proveniente da qualcuno o qualcosa, può essere necessario emettere un comando verso qualcun altro o qualcos'altro. D'altra parte, uno emette un comando se è comandato a farlo da un bisogno che chiede di essere soddisfatto.
I nostri bisogni comandano e noi obbediamo. Tutto ciò che facciamo, anche il pensare a certe cose invece che ad altre, lo facciamo per soddisfare dei bisogni, che sono per lo più inconsci.
Il compito dell'io è scegliere a quali comandi (interni ed esterni, consci o inconsci) obbedire.
2017-10-15 Interagire | Differenze umane | Irrazionale
L'interazione sociale civile tra due persone è possibile solo se almeno uno dei due è capace di assumere l'attitudine dell'altro, ovvero di capire il punto di vista, le motivazioni e le preferenze dell'altro.
Infatti, l'uomo è l'unico animale capace di farlo, anche se vi riesce solo in parte e spesso in modo insufficiente per interagire in modo costruttivo.
Ovviamente, capire non significa approvare o condividere. Tuttavia, per poter approvare o disapprovare è neccessario prima capire, altrimenti l'approvazione o disapprovazione sarà infondata e irrazionale.
La cosa più importante per un essere umano, dopo aver soddisfatto i suoi bisogni fisici, è avere dei buoni rapporti con gli altri. Per avere buoni rapporti con gli altri è necessario comprendere gli altri, ovvero capire i punti di vista, le motivazioni e le preferenze delle persone con cui si interagisce, ma questo è tanto più difficile quanto più uno è diverso dall'altro.
Ne consegue che la pace sociale e la cooperazione sono tanto più difficili quanto maggiori sono le differenze tra i membri di una comunità.
Tuttavia una società può progredire solo grazie alle persone che sono molto diverse dagli altri e perciò capaci di innovare.
2017-10-16 Interagire | Coscienza | Metainterazione
L'io è il soggetto della coscienza. La sua attenzione oscilla tra interazione e metainterazione.
2017-10-16 Saggezza
Anche i bugiardi, i ciarlatani e gli stupidi, in mezzo ad affermazioni false, infondate o insignificanti, dicono cose vere, sensate e utili, altrimenti nessuno li ascolterebbe.
2017-10-16 Piacere e dolore
A volte diamo ordini solo per il piacere di essere obbediti.
2017-10-16 Conoscere
Un libro che per me è banale, ovvio, ingenuo, inutile, semplicista, per un altro potrebbe essere rivelatore di un nuovo modo di essere e di pensare, potrebbe risolvere alcuni suoi problemi o addirittura cambiare la sua vita. Per questo anche i libri banali vanno rispettati. D'altra parte molti non sono in grado leggere libri che non siano banali.
2017-10-16 Stupidità | Narrazioni
Più uno è stupido, meno è disposto ad ammetterlo, e più inventa o adotta narrazioni che servono solo a svalutare quelli più intelligenti.
2017-10-16 Interagire | Meditazione | Metainterazione
Il tipo di meditazione che preferisco è la metainterazione. Essa consiste nell'immaginare di separare il mio io (ovvero la mia coscienza) dal resto della mia persona, nel portarlo fuori dal mio corpo, e nel dirigere la sua attenzione alle interazioni tra la mia persona e quelle altrui, interrogandomi sui rispettivi bisogni e le strategie per soddisfarli, le quali danno luogo alle interazioni stesse e ne determinano le forme. È difficile fare questa meditazione durante le interazioni, ma si può fare benissimo prima e dopo di esse.
2017-10-17 Bisogni | Piacere e dolore | Emozioni e sentimenti
Mi pare che gli esseri umani, nella nostra civiltà, tendano a nascondere o a mistificare (agli altri e perfino a se stessi) i loro sentimenti, specialmente quelli fondamentali, ovvero il piacere e il dolore, esprimendoli e riconoscendoli solo nella misura e nel modo in cui sono "socialmente corretti", ovvero accettabili secondo la morale comune.
Per quanto riguarda il dolore, inoltre, la sua manifestazione può significare una richiesta di aiuto, o l'enfatizzazione di un torto subito o di un diritto leso, per cui esso può essere manifestato ad arte, per raggiungere un obiettivo sociale. D'altra parte il dolore può significare un insuccesso o una condizione di disgrazia o povertà, per cui esso può essere nascosto ad arte, per non apparire come perdenti o emarginati.
Un discorso analogo vale per il piacere, che può significare un successo o una condizione di grazia o ricchezza, per cui esso può essere simulato per apparire come vincenti e ben integrati socialmente quando non lo si è. D'altra parte un piacere può derivare dalla soddisfazione provocata da una disgrazia che colpisce una persona invidiata o rivale, per cui può essere conveniente nasconderlo.
Il risultato di quanto sopra esposto è che è difficile capire cosa causi veramente piacere e dolore negli altri, e anche in noi stessi.
A ciò si aggiunge il fatto che, secondo me, il piacere esprime la soddisfazione di uno o più bisogni, e il dolore la loro insoddisfazione. Ne consegue che manifestare un piacere equivale a manifestare uno o più bisogni la cui soddisfazione ha causato quel piacere, e lo stesso vale, mutatis mutandis, per il dolore. E ovviamente, non tutti i bisogni umani sono "socialmente corretti" e confessabili.
Il risultato è che, per motivi analoghi a quelli relativi alla manifestazione del piacere e del dolore, è difficile capire quali siano i bisogni degli altri e di noi stessi.
2017-10-18 Umorismo | Autoinganno
Prendersi sul serio e credere a ciò che si pensa è indice di ingenuità e di scarso senso dell'umorismo.
2017-10-18 Apprendere
Non si impara guidando, ma seguendo. Specialmente la musica.
2017-10-18 Bisogni | Vita
Viviamo perché abbiamo bisogno di vivere; moriamo perché abbiamo bisogno di morire. Non siamo noi a decidere di cosa abbiamo bisogno, ma qualcosa dentro di noi.
2017-10-19 Religione
Se Cristo fosse stato impiccato invece che crocifisso, cosa ci sarebbe oggi al posto dei crocifissi nelle chiese, nelle case, nelle scuole, negli uffici pubblici, per le strade? Il modello di una forca con la figura di un morto appeso ad una corda?
2017-10-19 Religione
Quanti cristiani sanno perché Cristo si è fatto massacrare? Che bisogno c'era? Chi lo ha voluto? Per far contento chi? E a cosa è servito? Cosa ha dimostrato?
2017-10-19 Interagire | Bisogni
Io penso che sarebbe utile istituire il ruolo professionale di "mediatore sociale", inteso come figura che corrisponde, più o meno, a diversi ruoli oggi diffusi, tra i quali quelli di:
- insegnante di scienze umane e sociali (specialmente filosofia, psicologia e sociologia)
- maestro di vita (life coach)
- prete
- psicoterapeuta (individuale o familiare)
- consulente filosofico e/o psicologico
- match maker (mediatore per rapporti amorosi, matrimoniali o amicali)
Il mediatore sociale dovrebbe aiutare il cliente a soddisfare i propri bisogni, e quindi a soffrire di meno, attraverso le seguenti attività:
- indagare, analizzare e definire i bisogni del cliente nel quadro di una certa visione del mondo e della natura umana;
- aiutare il cliente a conciliare i propri bisogni con quelli altrui;
- suggerire al cliente le persone più adatte con cui interagire (sia come categorie, sia come persone particolari) e indicare quelle meno adatte;
- suggerire al cliente strategie per incontrare le persone più adatte (luoghi, metodi, strumenti informatici ecc.), evitare quelle meno adatte o difendersi da queste ultime;
- fungere da confessore, confidente e consigliere del cliente e assisterlo nei suoi momenti di difficoltà specialmente quelle che riguardano i rapporti con gli altri.
2017-10-19 Conoscere | Libertà | Saggezza | Cultura | Creatività
Un autodidatta (come lo sono io) passa spesso per arrogante non solo perché il suo sapere non è certificato da un'autorità accademica pubblicamente riconosciuta, ma soprattutto perché, essendo libero di leggere e studiare quello che vuole, non essendo costretto ad imparare ciò che la scuola gli impone di imparare, può essere più critico nei confronti dello status quo culturale, e più creativo nel combinare liberamente saperi provenienti da diverse scuole e discipline. Cosa che disturba gli scolari ortodossi, abituati a restare confinati nel recinto ideologico della loro scuola di specializzazione.
2017-10-19 Felicità
La felicità è un'illusione, ma l'infelicità una realtà.
2017-10-20 Volontà
Non basta volerlo. E comunque la volontà è involontaria.
2017-10-20 Mente | Cambiare
In ogni psiche ci sono parti che non possono cambiare, altre che possono cambiare, e altre ancora che cambiano inevitabilmente. I cambiamenti dipendono da diversi fattori interni ed esterni; sono sempre involontari e generalmente lenti come quelli biofisici. Tuttavia possiamo volontariamente decidere di fare qualcosa di diverso dal solito, o di cambiare ambiente, e tale cambiamento può causare, in tempi più o meno lunghi, trasformazioni nella nostra psiche, più o meno benefiche o malefiche per la nostra vita e quelle altrui.
2017-10-21 Ragionare
Ognuno ha le sue ragioni.
2017-10-21 Percezione | Musica
Quando ad un documentario si aggiunge una musica di fondo, esso diventa fiction. Perché la musica altera e manipola la percezione suggerendo sentimenti che possono essere estranei alle informazioni presentate. Praticamente, attraverso la scelta della musica di fondo, l'autore del documentario decide quali sentimenti i suoi spettatori debbono provare vedendolo.
2017-10-21 Interagire | Bisogni | Piacere e dolore | Libertà | Ruoli sociali
Per tutta la vita l'io oscilla continuamente tra lo stato di soggetto e quello di oggetto, tra agire e subire, tra attore e spettatore, tra libero e schiavo, tra dare e ricevere, tra attrazione e repulsione, tra noia ed eccitazione, tra attacco e fuga, tra egoismo e altruismo, tra padrone e servo, tra bisogno e soddisfazione, tra piacere e dolore.
2017-10-22 Interagire | Pensare
Pensare è come parlare con qualcuno nella nostra testa. La qualità del pensiero dipende da chi sia questo qualcuno, ovvero una figura più o meno realistica. Per esempio, possiamo parlare con Dio (così come lo immaginiamo), con un demone, oppure, più comunemente, con l'"altro generalizzato" (nella definizione di George H. Mead), che ovviamente, è diverso da persona a persona perché dipende dalle particolari esperienze di ognuno.
2017-10-22 Interagire | Natura umana | Motivazioni
Non sono tanto importanti le capacità di un uomo, quanto le sue motivazioni, i suoi obiettivi e i suoi contributi per il loro raggiungimento, specialmente per quanto riguarda i rapporti sociali e il bene comune.
2017-10-22 Musica | Bruno Cancellieri
Suono (da eterno principiante) il flauto traverso, la chitarra, il pianoforte, l’armonica a bocca e il bongo. Ho cantato per molti anni come basso in un coro, ora non più.
Mi piace ascoltare la musica ma ancor più suonarla. Mi piace suonare insieme ad altri dal vivo o su pezzi registrati. Mi diverto a improvvisare col flauto traverso.
I miei generi musicali preferiti sono il jazz, la bossa nova, le canzoni d’autore e la fusione di questi generi, oltre ai Beatles e alla maggior parte della musica classica dal barocco in poi. L’opera lirica mi piace poco perché ho grande difficoltà a capire i testi e questo mi innervosisce.
Tra i miei cantanti italiani preferiti figurano Sergio Endrigo, Sergio Cammariere, Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, Mina, Paolo Conte, Luigi Tenco, Lucio Battisti, Gabriella Ferri […]
Tra i miei cantanti e gruppi anglofoni preferiti figurano i Beatles, Cat Stevens, Frank Sinatra, James Taylor, Paul McCartney, Elton John, Paul Simon, Stevie Wonder, Ray Charles, Katie Melua, Jimi Hendrix, Carole King, Billy Joel, Ella Fitzgerald, i Beach Boys, Aretha Franklin, Michael Bublé […]
Tra i miei cantanti francofoni preferiti figurano Jacques Brel, Serge Reggiani, Yves Mointand, Georges Brassens […]
Tra i miei cantanti e gruppi germanofoni preferiti figurano i Prinzen, Ute Lemper […]
Tra i miei cantanti e gruppi di lingua portoghese preferiti figurano Joao Gilberto, Sergio Mendes, Dulce Pontes […]
Tra i miei cantanti e gruppi di lingua spagnola preferiti figurano Mercedes Sosa […]
Tra i miei compositori preferiti figurano W. A. Mozart, F. Liszt, Igor Stravinsky, Ottorino Respighi, George Gerschwin, Kurt Weil, Astor Piazzolla, A. C. Jobim, Giuseppe Verdi, Scott Joplin, Gabriel Fauré, Francis Poulenc […]
Tra i miei strumentisti preferiti figurano Ramsey Lewis, Jimmy Smith, Dave Brubeck, Michel Petrucciani, Stefano Bollani, Jean-Pierre Rampal, Oscar Peterson, Django Reinhardt, Medeski Martin and Wood […]
[da continuare]
2017-10-23 Politica
Ci sono vari modi di fare politica. Il più comune è quello, per un partito, di rappresentare e difendere gli interessi di una certa classe o categoria di persone cercando di darle più poteri, più privilegi, meno oneri, a svantaggio di altre classi o categorie, a cui vorrebbero togliere poteri e privilegi, e aumentare gli oneri. In altre parole si tratta di agire sulla distribuzione degli oneri fiscali e dei servizi pubblici, senza sostanzialmente cambiare l'organizzazione sociale, né la cultura, né la mentalità del popolo.
Un altro modo, piuttosto raro, di fare politica è quello di cercare di modificare la cultura e la mentalità del popolo attraverso riforme soprattutto nella pubblica istruzione, la giustizia e la gestione dei beni culturali, incoraggiando cambiamenti nelle strutture sociali al fine di produrre miglioramenti nella soddisfazione dei bisogni per il maggior numero di persone senza distinzioni, anche a costo di sacrifici immediati (in termini economici o di doveri) da parte di tutte le classi sociali.
Il secondo tipo di politica, da solo, alle elezioni è perdente, perché sono poche le persone in grado di comprenderlo, e molte quelle che lo considerano sfavorevole rispetto ai propri interessi. La maggior parte degli elettori, inoltre non è capace di fare ragionamenti complessi e previsioni a lungo termine. Ne consegue che la politica del secondo tipo si può fare, eventualmente, solo all'ombra di quella del primo, e con poche risorse economiche.
2017-10-24 Natura umana | Relazioni | Immaginazione
L'uomo, a differenza degli altri animali, ha grandi capacità di immaginazione, ovvero è capace, col pensiero, di immaginare interazioni tra se stesso e altre persone o cose, come pure tra altre persone o cose. La capacità di immaginare riguarda sempre interazioni e relazioni, le quali vengono simulate nella mente durante l'immaginazione stessa.
Ciò che un una persona immagina (sia in solitudine, sia durante un'interazione reale) può influire sulle successive interazioni reali in quanto può determinare cognizioni, valutazioni e aspettative (che possono diventare abituali) riguardo alle cose o persone con cui si interagirà.
Infatti, in una certa misura, le interazioni immaginarie vengono memorizzate come se fossero avvenute nella realtà. Tanto è vero che i ricordi sono spesso un miscuglio di fatti reali e immaginari. Per questo è importante con chi/cosa e come noi interagiamo nella nostra immaginazione. Questo spiega, per esempio, i sensi di colpa che si possono avere per aver solo immaginato qualche interazione ritenuta (consciamente o inconsciamente) illecita, ingiusta o peccaminosa.
L'immaginazione è fondamentale per la creatività e può essere tanto più creativa quanto più essa è libera di variare in modo casuale. Intendo dire che se uno immagina un'interazione in cui accadono cose casuali o contengono elementi casuali, è possibile che una combinazione casuale di transazioni e relazioni si riveli utile per risolvere un problema o per ottenere certi effetti desiderati o desiderabili. E' così che nascono le invenzioni.
Bisognerebbe dunque imparare a immaginare in modo sano, utile e creativo.
2017-10-24 Politica
Ho appena ascoltato il discorso di insediamento del neo eletto presidente del Bundestag Wolfgang Schäuble. Che differenza di stile, cultura e intelligenza rispetto ai nostri politici! Che invidia!
Io credo che i tedeschi siano oggi uno dei popoli più democratici del pianeta malgrado siano stati, meno di un secolo fa, uno dei più antidemocratici. La catastrofe del nazismo li ha vaccinati e tolto loro ogni tentazione autoritaristica, a parte qualche minoranza di estrema
destra.
2017-10-24 Conoscere | Complessità
Tutto è stato già detto, ma in modo scoordinato, disorganizzato, disperso, frammentario, settario. Questo è il problema. Non abbiamo bisogno di nuove conoscenze, ma di integrare e organizzare quelle già disponibili.
2017-10-25 Psicoterapia | Immaginazione | Creatività
Se opportunamente guidata (ma non troppo), l'immaginazione può essere molto creativa e perfino terapeutica.
2017-10-25 Sistemica
Da un punto di vista cibernetico, che per me è il più realistico, un essere umano è un oggetto "sentimentale" (ovvero capace di provare piacere, dolore e altri sentimenti) che interagisce con innumerevoli altri oggetti di varia natura, secondo meccanismi e programmi variabili, così complessi che è impossibile conoscerli se non in modo parziale e approssimativo. Tuttavia, a volte tale conoscenza può essere sufficiente per modificare i programmi comportamentali delle persone coinvolte in una interazione, nel senso di una migliore soddisfazione dei loro bisogni.
2017-10-26 Immaginazione
Metaimmaginazione: immaginare di immaginare interazioni, con certe persone e cose, in certi modi.
2017-10-27 Conoscere
Nessun autore ha detto tutto, nessun autore è sufficiente, nessun autore è senza difetti ed errori. Chi vuole capire cos'è un essere umano e come funziona deve selezionare e mettere insieme parti delle cose insegnate da vari autori di varie discipline.
2017-10-27 Pensare | Immaginazione
Pensare è anche immaginare.
A scuola, nessuno ci ha insegnato a pensare e ancor meno a immaginare.
La libertà di pensare e immaginare liberamente è una delle più importanti.
Immaginazione e pensiero possono essere più o meno volontari o involontari, consapevoli o inconsapevoli.
Immaginare e pensare sono arti che si possono imparare.
La nostra salute mentale e il nostro benessere dipendono anche da cosa e come pensiamo e immaginiamo, ovvero da come usiamo le nostre facoltà di pensiero e immaginazione.
2017-10-27 Pensare | Metapensiero
Facebook mi chiede a cosa sto pensando. Risposta: sto pensando a me stesso nell'atto di pensare, e a ciò a cui sto pensando, ovvero sto facendo un metapensiero; mi sto chiedendo, infatti, quanto il mio pensiero sia volontario o involontario, e se, e come, e quanto, potrei usare volontariamente e consapevolmente la mia facoltà di pensare in modo più libero e soddisfacente. L'alternativa è quella di lasciare che sia il mio inconscio, o gli altri (in persona o attraverso i media), a stabilire a cosa io debba pensare e a cosa non pensare momento per momento. Insomma, si tratta di scegliere tra pensiero volontario e involontario, consapevole o inconsapevole, finalizzato o senza scopo, tra governare e farsi governare.
2017-10-29 Conoscere
Philosopher Daniel Dennett on the Four Steps to Arguing Intelligently.
Leggi
l'articolo.
2017-10-29 Bisogni | Sistemica | Genetica
Io vedo il mondo vivente come un ecosistema di bisogni (e loro derivati) che assumono varie forme e interagiscono in vari modi cercando di soddisfare se stessi, in molti casi attraverso la soddisfazione dei bisogni altrui.
Per "bisogni" intendo i bisogni propriamente detti (ovvero necessità la cui soddisfazione è indispensabile per la sopravvivenza dell'individuo e/o della specie) e tutte le loro forme derivate, come desideri, aspirazioni, gusti, progetti, strategie e motivazioni varie.
Tra essi ci sono i miei bisogni e quelli delle persone con cui mi capita di interagire, bisogni che sono più o meno conflittuali, sinergici, convergenti, divergenti, simmetrici, complementari ecc.
I bisogni più antichi nella storia evolutiva sono quelli dei geni, che hanno bisogno di riprodursi per non estinguersi. Da essi sono derivati tutti gli altri.
2017-10-29 Amare
Amore, un concetto in cui gli esperti abbondano e si può dire tutto e il contrario di tutto senza "tema" di essere smentiti.
2017-10-29 Comunicazione | Linguaggio
Il significato che io do alle parole che uso è lo stesso che io presumo che anche gli altri, alcuni altri, certi altri, gli diano. Infatti, tale significato non lo definisco io, ma lo apprendo dagli altri, da certi altri (a meno che io non inventi un neologismo). Senza gli altri non ci sarebbero parole, né significati.
2017-10-29 Amare
Succede spesso che l'amore che uno dà è molto diverso da quello che il ricevente riceve. A volte quest'ultimo non lo considera nemmeno amore, ma qualcosa di cui farebbe volentieri a meno.
2017-10-29 Interagire | Empatia
Una delle cose che distinguono l'uomo dagli altri animali è la capacità di immedesimarsi nell'altro, ovvero di percepire, immaginare, presumere, "copiare" i pensieri, sentimenti, bisogni, desideri e le intenzioni altrui, ovvero di capire l'altro mettendosi nei suoi panni, nelle sue scarpe, nel suo corpo, nelle sue emozioni, nella sua logica e perciò di prevedere le sue reazioni cognitive ed emotive a ciò che potrebbe accadere. Questa capacità è presente in forma rudimentale anche in altri animali, ma nell'uomo è molto sviluppata e potrebbe svilupparsi ulteriormente mediante una educazione appropriata.
2017-10-29 Conoscere | Sistemica | Complessità
Ogni cosa è conseguenza di varie cose e causa di varie cose. In certi casi una certa cosa è al tempo stesso causa e conseguenza di una certa altra cosa.
2017-10-30 Citazioni e aforismi
Dimmi chi citi e ti dirò chi sei.
2017-10-31 Interagire | Sistemica | Natura
Non esistono cose in sé, ma eventi, ovvero interazioni tra entità misteriose che a posteriori chiamiamo cose. Non esistono valori in sé, ma differenze tra valori che a posteriori assegniamo alle cosiddette cose. Non è possibile misurare cose e valori senza interagire con essi. La realtà è il risultato di innumerevoli interazioni tra entità misteriose.
(Pensieri ispirati dalla lettura de "L'ordine del tempo" del fisico Carlo Rovelli.)
2017-11-01 Amare
Amore: parola passepartout a cui ognuno dà il significato che gli pare. Molto usata per nobilitare o giustificare tautologicamente comportamenti discutibili o inspiegabili.
2017-11-01 Vita
Vita: per rischi ed effetti collaterali, chiedere al vostro filosofo di fiducia.
2017-11-02 Interagire | Bisogni | Natura umana | Mappa cognitivo-emotivo-motiva | Ruoli sociali
Ogni essere umano, consciamente o inconsciamente, vuole e non vuole interagire con altri esseri umani e cose in certi ruoli e forme per ottenere vantaggi e piaceri ed evitare svantaggi e dolori secondo quanto registrato nella sua mappa cognitivo-emotiva, per soddisfare i suoi bisogni genetici.
2017-11-02 Emozioni e sentimenti | Mappa cognitivo-emotivo-motiva | Ragionare
L'idea che emotività e razionalità siano mutuamente esclusive è una falsa notizia inventata da chi non sa affrontare razionalmente le proprie emozioni.
2017-11-04 Natura umana | Natura
Da "L'ordine del tempo", magnifico libro del celebre fisico e umanista Carlo Rovelli. Ve lo consiglio.
http://it.dixxit.info/?author=Carlo%20Rovelli
2017-11-06 Social networks
Andrà a finire che in rete circoleranno tante di quelle fake news e false attribuzioni che a un certo punto nessuno crederà più alle informazioni che non abbiano un bollino blu di qualche autorità scientifica. Il che forse è anche un bene.
2017-11-06 Psicologia
Lo scopo della psicologia dovrebbe essere il miglioramento dei rapporti umani nel senso di una migliore soddisfazione dei bisogni degli interessati.
2017-11-06 Interagire
Il problema non è tanto ciò che facciamo, quanto ciò che non facciamo.
2017-11-07 Memoria
Immagina di avere una memoria diversa dalla tua, di avere fatto esperienze diverse dalle tue e di guardare il mondo con questa diversa memoria e queste diverse esperienze.
2017-11-07 Memoria
La mia ricchezza è la mia memoria, ma anche la mia prigione.
2017-11-07 Stupidità
Lo stupido desidera comandare quanto l'intelligente e spesso vi riesce, anche perché gli stupidi, che sono maggioranza, preferiscono essere comandati da stupidi come loro.
2017-11-07 Interagire | Bisogni | Motivazioni
La società è il risultato dell'interazione delle strategie di ciascun individuo per soddisfare le proprie motivazioni e, al tempo stesso, un sistema che influisce sulle motivazioni stesse, essendo capace di crearle, modificarle, proibirle e rimuoverle.
2017-11-07 Filosofia
La filosofia è anche l'arte di fare domande. Meglio fare domande intelligenti anche senza trovare risposte, che rispondere a domande inutili.
2017-11-07 Filosofia
Su qualunque cosa, qualunque tema, si possono (e si dovrebbero) fare una serie di domande, tra cui: Perché? A quale scopo? Con chi? Con cosa? Per chi? Per cosa? Contro chi? Contro cosa? Da chi? Da cosa? Come? Dove? Quando? Quanto?
2017-11-07 Interagire | Bisogni
Con chi / cosa voglio / non voglio interagire?
In quali ruoli e forme?
Per ottenere quali vantaggi e piaceri?
Per evitare quali svantaggi e dolori?
Secondo quali informazioni registrate nella mia mappa cognitivo emotiva?
Per soddisfare quali miei bisogni genetici?
2017-11-07 Sistemica | Creatività
Una combinazione è un particolare insieme di elementi tra loro correlati e/o interagenti in modi particolari. Gli elementi possono essere di qualunque tipo: oggetti, persone, pensieri, idee, immagini, ecc.
Ogni combinazione può avere effetti particolari per gli elementi che la costituiscono, per l’osservatore che la percepisce, per l’utente che la usa ecc. Questi effetti possono essere di qualsiasi tipo: estetico, meccanico, economico, didattico, terapeutico, psicoterapeutico, utile o nocivo, piacevole o spiacevole ecc.
L’effetto di una combinazione dipende dagli elementi che si combinano e dai modi (ovvero le relazioni e interazioni) in cui lo fanno.
Le combinazioni possono essere naturali o artistiche, causate da volontà “intelligenti” oppure casuali. A metà strada tra il causale e il casuale, vi sono combinazioni casuali che vengono selezionate da una mente intelligente oppure dalla natura per effetto della selezione naturale.
La creatività è la capacità di combinare elementi in modo più o meno casuale e di riconoscere e selezionare combinazioni dotate di nuovi effetti utili e/o piacevoli.
Per migliorare il mondo, o una parte del mondo, occorre combinare i relativi elementi in un modo nuovo e sostenibile, in modo che gli effetti della nuova combinazione siano migliori di quelli della combinazione precedente.
2017-11-09 Morte
Secondo me la consapevolezza dell'esistenza della morte è un fatto psichico, indipendente dalla natura della morte stessa e dalla sua eventuale esistenza o inesistenza. La paura della morte dipende da come la immaginiamo, non da come e cosa essa sia veramente, cosa che nessuno sa e forse nessuno saprà mai. Come tutti i fenomeni psichici, è una cosa soggettiva e relativa. Infatti non tutti gli esseri umani hanno lo stesso atteggiamento e gli stessi sentimenti verso la morte. Forse un'educazione alla morte, fatta in un certo modo, potrebbe familiarizzarci con essa, evitare che ne abbiamo paura, e indurci a rispettarla come requisito della vita, e addirittura amarla, quando non può essere evitata o non c'è più ragione di vivere.
2017-11-09 Politica | Gradimento | Ordine
Per mantenere l'ordine in una società ci vuole il potere. Per avere e mantenere il potere bisogna fare cose ingiuste, disoneste e/o disporre di molto denaro, privilegi e/o genialità. Non basta l'intelligenza, la cultura e tanto meno l'onestà. Tuttavia, per ottenere e mantenere il potere si possono usare modi più o meno intelligenti, ovvero più o meno graditi ai governati.
2017-11-10 Amare
La disgrazia dell'umanità è che, mediamente, l'amore che uno vorrebbe ricevere è maggiore di quello che uno è disposto a dare, per cui i conti non tornano e si finisce per litigare. A ciò si aggiunge il fatto che l'amore è selettivo, per cui ci sono persone che ricevono tante offerte d'amore e altre che ne ricevono poche o per niente.
2017-11-10 Identità | Memoria
Se è vero, come dice Carlo Rovelli, che la nostra identità coincide con la nostra memoria (in tutte le sue forme), la quale è il risultato dell'elaborazione delle nostre esperienze, ne consegue che se vogliamo cambiare mentalità, personalità, visione del mondo e atteggiamento verso la vita e verso gli altri, dobbiamo cambiare la nostra memoria, ovvero le informazioni che essa contiene.
Tale cambiamento, con la tecnologia di cui disponiamo oggi, non può che essere molto limitato. Forse in un futuro più o meno lontano sarà possibile trapiantare da una persona all'altra un intero cervello o parti di cervello, o copiare la memoria di un cervello (intesa come "software") in un altro, ma oggi no. Quello che possiamo invece fare già oggi è copiare parti di memoria da una persona all'altra tramite la comunicazione, attraverso la conversazione, l'insegnamento, la lettura di libri e, in generale, il consumo di informazioni (giornali, internet, cinema, TV, radio, canzoni ecc.).
Quando, per esempio, leggiamo un libro, avviene che una parte della memoria dell'autore del libro viene copiata nella nostra, ovvero aggiunta ad essa. E quando, ad esempio, cerchiamo di indurre una persona a condividere le nostre opinioni, stiamo praticamente cercando di copiare una parte della nostra memoria in quella del nostro interlocutore.
Quando una memoria esterna viene aggiunta alla memoria di un soggetto, possono esserci due esiti.
1) La nuova parte di memoria è compatibile, ovvero coerente, con la memoria preesistente, per cui abbiamo un completamento, ovvero una conferma o rafforzamento della stessa.
2) La nuova parte di memoria è logicamente o emotivamente incoerente, ovvero conflittuale, con la memoria preesistente, per cui si determina una situazione di instabilità psicologica (dissonanza o squilibrio cognitivo-emotivo) ovvero una incertezza riguardo a quale delle due "versioni" di memoria deve essere considerata valida e perciò utilizzabile, specialmente nei rapporti con gli altri. Questo squilibrio può essere più o meno intenso e dare luogo a disturbi psichici più o meno gravi.
Nel secondo caso, può avvenire che la dissonanza cognitivo-emotiva permanga, oppure che si risolva con la graduale rimozione delle parti di memoria dissonanti considerate disfunzionali rispetto alle motivazioni del soggetto. Questo, però, che non significa che vengono rimosse le parti di memoria meno veritiere, anzi, spesso vengono rimosse verità scomode a favore di confortanti falsità.
L'idea che noi "siamo" il contenuto della nostra memoria, può essere molto utile per migliorare la nostra capacità di comprendere il prossimo, in quanto ci può aiutare a sviluppare una capacità di immaginazione e immedesimazione con il punto di vista altrui.
In tal senso, un esercizio molto utile sarebbe quello di immaginare di avere una memoria diversa dalla nostra, di aver fatto esperienze diverse dalle nostre e di guardare il mondo con questa diversa memoria e queste diverse esperienze. E, più in particolare, quando osserviamo qualcuno comportarsi in un certo modo diverso da quello in cui noi ci comporteremmo, proviamo ad immaginare di copiare una parte della memoria di quella persona nel nostro cervello. Allora forse comprenderemo quel comportamento.
2017-11-10 Religione
Dio è bontà assoluta, ma quando si arrabbia...
2017-11-10 Conoscere
Il singolare andrebbe usato solo per indicare un oggetto particolare, unico. Ovvero solo con i nomi "propri" e non con quelli "comuni". In tutti gli altri casi sarebbe meglio usare il plurale. Per esempio, non ha senso dire "il cavallo ha quattro zampe". Ha invece senso dire "i cavalli hanno normalmente quattro zampe". Confondere il plurale con il singolare tende a viziare la nostra percezione del mondo, a generalizzare inconsapevolmente, a considerare tutti uguali i membri di certe categorie e, di conseguenza, a giudicare in modo scorretto e a non rispettare le differenze tra individui, oggetti, fenomeni, ecc.
2017-11-10 Pensare | Immaginazione
Pensare è immaginare. Immaginare è simulare interazioni, relazioni, combinazioni, eventi, come se avvenissero realmente, sapendo che non sono reali. Solo gli schizofrenici confondono l'immaginazione con la realtà. Tuttavia gli effetti di ciò che si immagina in colui che immagina sono, seppure in misura ridotta, simili a quelli che si avrebbero se ciò che si immagina fosse reale.
2017-11-11 Interagire | Stupidità
Da cosa sono causati i mali della società, ovvero i problemi economici, politici, ecologici e di convivenza? Molti dicono che sono causati dai cattivi politici che pensano solo ai propri interessi, o dalle multinazionali che pensano solo ad arricchirsi a spese della gente e dell'ambiente, e che per risolvere tali problemi la gente dovrebbe svegliarsi ("aprire gli occhi"), sensibilizzarsi e sostituire la classe politica con persone più oneste, sensibili e capaci. E così le librerie, i giornali e i social network sono pieni di analisi dei problemi in tal senso e di incitamenti al risveglio e/o alla ribellione.
Ritengo questo modo di pensare fuorviante e inefficace. Infatti, che i cittadini siano svegli o sensibilizzati, prima di essere il prerequisito fondamentale per la soluzione dei problemi, è, per difetto, la prima causa di essi. In altre parole, dire che per risolvere i problemi sociali la gente dovrebbe svegliarsi, è come dire che se fossimo tutti più buoni e bravi tutto andrebbe meglio. Una lapalissiana tautologia.
Io penso invece che, mentre cerchiamo di analizzare e risolvere i problemi economici e politici, o ancor prima, dovremmo affrontare il problema del nostro "sonno", della nostra stupidità e cattiveria, dei motivi per cui non ci comportiamo come "dovremmo", e delle eventuali soluzioni per migliorare le nostre mentalità.
Penso infatti che dovremmo soprattutto studiare la natura umana e sperimentare nuovi modi di autogovernarci, interagire e negoziare a livello interindividuale un'etica per la soddisfazione dei nostri bisogni, che tenga conto delle recenti scoperte nelle scienze naturali e sociali (tra cui la psicologia sociale, la cibernetica, la genetica, le neuroscienze ecc.) e dello spazio lasciato vuoto dalle religioni e dalle tradizioni in declino.
E' inutile Insistere con le vecchie idee e i vecchi metodi, che hanno dimostrato i loro limiti.
2017-11-11 Natura umana | Natura | Sacralità
Sacro è lo spazio-tempo in cui non possiamo che obbedire consapevolmente e volontariamente alla natura che è dentro e fuori di noi entro i margini di libertà che essa ci consente, all'interno dei quali possiamo giocare col caso.
2017-11-11 Religione
Non so se abbiamo un'anima, se essa sia immortale, se si possa
reincarnare ecc. Ma so che non ho bisogno di credere a queste cose per
vivere una vita serena e rapporti umani pacifici e soddisfacenti. Per questo mi basta la
mia intelligenza, le mie esperienze e le mie conoscenze scientifiche e
umanistiche. Di conseguenza non intendo spendere il mio tempo in
ricerche sull'anima e le sue vicende, anche perché dubito che esse
possano portare a qualcosa di attendibile e/o che possano cambiare
qualcosa nel mio modo di vivere e di interagire con gli altri.
2017-11-11 Mappa cognitivo-emotivo-motiva | Apprendere | Memoria
La capacità di memorizzare nuove informazioni e il significato cognitivo-emotivo che ad esse viene associato dipendono dai contenuti e dalla struttura delle informazioni precedentemente memorizzate. Infatti quello che percepiamo deve essere analizzato con gli strumenti di cui già disponiamo (ovvero con i contenuti delle memoria già acquisita) e deve trovare posto nell'organizzazione preesistente. Se il posto non viene trovato, l'informazione viene dimenticata.
Infatti, noi siamo in grado di capire e ritenere (ovvero memorizzare) solo informazioni che hanno un "senso" e una collocazione logica certi tipi o categorie di informazioni precedentemente memorizzati.
Tutto ciò sembra ovvio, tuttavia merita una riflessione in quanto ci fa capire i limiti della comunicazione e dell'apprendimento, ovvero che non tutti sono in grado di apprendere (ovvero capire e ricordare) con la stessa facilità quello che viene loro detto o che essi osservano, ascoltano, o leggono, non perché siano diversamente intelligenti o volenterosi, ma semplicemente perché hanno diverse memorie ovvero diverse mappe cognitivo-emotive.
Lo stesso vale per le abilità psicomotorie, artistiche, musicali e intellettuali, come, per esempio, l'apprendimento delle lingue straniere.
L'apprendimento, dunque, deve essere graduale e, soprattutto, adeguato a ciò che la persona ha già appreso; adeguatezza che comporta analogie e somiglianze con, o estensione di, cognizioni che il soggetto ha precedentemente acquisito.
Ne consegue che il miglio metodo di insegnamento è quello personalizzato, che parte dalla constatazione di quanto il soggetto già sa e di come è strutturato il suo sapere.
L'apprendimento può comportare una estensione e/o una trasformazione più o meno radicale della struttura cognitiva preesistente. Nel primo caso esso è più semplice che nel secondo, essendo più facile aggiungere che sostituire parti a conoscenze già acquisite. Infatti non è facile cancellare la memoria umana, ovvero dimenticare cose che si conoscono, come se uno non le avesse mai conosciute, per cui tutto ciò che abbiamo appreso, se da una parte ci facilita nell'apprendere nuove cose, dall'altra ci ostacola nel modificare la struttura ovvero la mappatura cognitivo-emotiva di ciò che abbiamo già appreso.
Quindi, trasformare una struttura cognitivo-affettiva non comporta la sostituzione ma la moltiplicazione dei rami della struttura stessa, dove, dopo l'apprendimento di nuovi contenuti non coerenti con quelli precedenti, ci saranno rami che col tempo diventeranno sempre più desueti e nuovi rami che col tempo diventeranno sempre più abituali. Nel frattempo il soggetto soffrirà di indecisione e confusione tra i vecchi e nuovi rami.
2017-11-11 Libero arbitrio
Chi o cosa decide ciò che miei occhi devono vedere? Ciò che le mie orecchie devono ascoltare? Dove i miei piedi devono stare? E con quali criteri? Con quale logica? Quale programma? Quale scopo?
2017-11-12 Vita | Casualità
Siamo nati per caso e per caso moriremo. Il caso dà le carte e noi giochiamo.
2017-11-12 Semantica generale
Secondo la logica aristotelica io sono pieno di contraddizioni. Da qualche tempo però, anche grazie all'insegnamento di Alfred Korzybski, seguo la logica non aristotelica, in cui il principio di non contraddizione non solo non esiste, ma è una iattura.
2017-11-12 Conoscere | Idee
Durante il sonno, nel mio cervello si formerà una nuova idea. Al risveglio la conoscerò.
2017-11-12 Cambiare
Per imparare un'arte o uno sport non è sufficiente leggere uno o più libri su quell'arte o quello sport. Ci vuole tanta pratica e, il più delle volte, la guida di un maestro che ci segua personalmente. E allora perché pensiamo che per imparare a vivere e migliorare il nostro comportamento basti leggere i consigli di qualche maestro? E che per cambiare basti volerlo?
2017-11-12 Intelligenza
L'intelligenza della maggioranza degli esseri umani è di un grado insufficiente per capire i propri errori.
2017-11-12 Comprendere | Creatività | Metainterazione
Noi possiamo, in un dato momento, fare qualcosa, e agire, e allo stesso tempo "meta-agire", ovvero riflettere su ciò che stiamo facendo o ciò che potremmo fare di diverso.
Agire è molto più facile che meta-agire. Basta seguire un certo programma, interno e/o esterno, e fare le cose che esso richiede.
Invece meta-agire è, per definizione, un atto creativo, perché può portare ad una nuova comprensione di ciò che si è fatto in passato, e ad azioni e comportamenti futuri diversi da quelli abituali.
Siccome fare, o agire, comporta normalmente l'interazione con qualcosa o qualcuno, meta-agire corrisponde normalmente ad una metainterazione, anche se questa è più efficace se condotta insieme con la parte con cui si interagisce.
In conclusione, se vogliamo essere creativi dobbiamo abituarci, con una certa frequenza, a meta-agire, ovvero meta-interagire nelle pause di ciò che stiamo facendo, o tra un'interazione e l'altra.
2017-11-12 Creatività | Storia
E se Gesù, San Paolo, Costantino, Copernico, Darwin, Marx, Hitler non fossero mai nati? Come sarebbe oggi il mondo? Non credo che le cose sarebbero molto diverse. Qualcun altro avrebbe fatto cose simili a quelle che hanno fatto loro, con qualche anno di ritardo, in luoghi diversi. La storia è modellata dal caso e dalla vitalità e creatività delle specie viventi.
2017-11-13 Pensare | Metapensiero
Si fa presto a dire "pensare", "penso", "pensa!" ecc. ma non sappiamo nemmeno cosa voglia dire "pensare", come funziona, chi è che pensa veramente, da dove nascono i pensieri, chi li decide ecc.
L'attività pensante è volontaria o involontaria? E chi/cosa/come sceglie le cose a cui pensare?
Io "penso" che ci siano almeno due livelli di pensiero: il pensiero (comunemente detto) e il "meta-pensiero", ovvero il pensare al pensare, ovvero il chiedersi a cosa sia meglio pensare e come sia meglio farlo, sapendo che la scelta dei nostri pensieri può avere un effetto sulla nostra vita pratica, sulle decisioni che prendiamo, sulla nostra salute mentale, sulla nostra intelligenza, sulla nostra capacità di risolvere i problemi, sulla nostra creatività.
E allora credo che dovremmo cercare di diventare padroni dei nostri pensieri, osare pensare in modo volontario, intelligente, costruttivo, finalizzato, autocritico, piuttosto che casuale e involontario.
Pensare aude! (Osa pensare!)
2017-11-14 Natura umana | Piacere e dolore | Natura
Attraverso il piacere e il dolore la natura, ovvero la nostra specie, ci fa fare ciò che vuole.
2017-11-14 Ragionare
Se ti dico che hai ragione, non significa che io abbia torto.
2017-11-14 Conformismo
Noi navighiamo in "canali sociali" ovvero corsi di pensiero artificiali tracciati da rare persone venute prima di noi, che sono riuscite a creare e diffondere memi, ovvero mode, ideologie, religioni, filosofie, logiche, mentalità ecc., canali che si ampliano e riducono in funzione della quantità di persone che li percorrono.
2017-11-14 Coscienza
Consciousness Is Not Mysterious - It’s just the brain describing itself—to itself.
Articolo di Michael Graziano su The Atlantic
2017-11-14 Conformismo | Manipolazione mentale
Dietro i messaggi che ci bombardano ogni giorno in varie forme si nascondono imperativi come: Obbedisci! Imita! Copia! Segui! Servi! Credi! Compra!
Se ci venissero fatte queste richieste esplicitamente ci ribelleremmo. Ma siccome ciò avviene di nascosto, cediamo ad esse, soprattutto quando sono ripetute e vediamo che molti altri le accolgono.
2017-11-15 Vita | Felicità
La felicità, o l'illusione di essa, non è indispensabile per voler vivere. Messi di fronte alla scelta mutuamente esclusiva tra vivere una vita senza speranza di felicità e morire, quasi tutti scelgono la prima opzione. Diverso è il caso in cui si debba scegliere tra la morte e una vita piena di insopportabili dolori o impedimenti.
Evidentemente la vita ha una forza di attrazione, una volontà di se stessa, e quindi una importanza, maggiore di quella della felicità, tanto da rendere quest'ultima in molti casi superflua o perfino insignificante.
Forse la ricerca della felicità è una sciocchezza, forse ciò che conta veramente è la vita stessa, fino al momento in cui essa considera terminata la sua missione.
2017-11-15 Religione
Come ci si può fidare di una Chiesa colpevole, per tanti secoli di crimini contro l'umanità? Lo stato della Chiesa è stato uno degli ultimi ad abolire la schiavitù. Chi ci assicura che non continui a compiere crimini di portata planetaria? E infatti continua a farlo con la sua politica anti-anticoncezionale.
Leggi l'articolo: Quando la Chiesa amava tutti gli uomini esclusi gli africani.
2017-11-17 Natura umana
Io sono conseguenza e causa di varie cose e di me stesso.
2017-11-17 Conoscere | Natura umana | Ragionare
Io penso che ognuno abbia ragione dal suo punto di vista e che i punti di vista siano più o meno diversi, qualitativamente e quantitativamente. Quindi penso che due persone abbiano ragione entrambe, e forse anche torto entrambe, anche se affermiamo cose opposte. Questo modo di pensare è la base del rispetto tra esseri umani.
Infatti la visione del mondo di ognuno è il risultato di una più o meno consapevole percezione, elaborazione, astrazione, semplificazione, selezione, riduzione, assimilazione, alterazione, modellazione, generalizzazione, manipolazione (con aggiunte) di una realtà che non conosceremo mai per ciò che è in sé, ma che possiamo conoscere solo per gli effetti cognitivi ed emotivi che ha in noi e che sono diversi da persona a persona. Ogni visione del mondo è dunque falsa, artificiale, soggettiva, emotiva e più o meno lontana dalla realtà.
2017-11-17 Interagire | Conoscere | Natura
Una delle cose più interessanti che la moderna fisica ci insegna è che non possiamo conoscere nulla delle cose in sé, ma solo qualcosa delle interazioni tra le cose.
2017-11-18 Cambiare | Paura di cambiare
Imparare a cambiare, questa è la sfida del futuro.
2017-11-18 Creatività | Evoluzionismo
Creatività ed evoluzione dipendono da errori di riproduzione.
2017-11-19 Interagire | Motivazioni
Una convivenza soddisfacente è possibile se le parti interessate (1) non sono costrette a interagire, ma possono scegliere liberamente con chi, come e quando farlo; (2) negoziano esplicitamente o implicitamente le motivazioni che devono essere soddisfatte e le regole dell'interazione; (3) rispettano gli impegni convenuti.
2017-11-19 Interagire | Giudicare | Paura | Memoria
Quando una persona X interagisce con una persona Y, ognuno di essi porta con sé il suo vissuto, dalla nascita a un attimo prima dell'attimo presente. Quel vissuto, non soltanto è suscettibile di essere ricordato e narrato all'altro, ma influenza l'atteggiamento verso quest'ultimo.
Per esempio, se X, prima di incontrare Y ha pensato ad esso in termini spregiativi, durante l'incontro rischia che quel disprezzo emerga seppure in modo indiretto, implicito o inconscio; ovvero non potrà interagire tranquillamente con Y come se non lo avesse mai disprezzato.
Infatti, il passato disprezzo, se non compensato da una apprezzamento uguale o maggiore intervenuto successivamente, influenzerà l'interazione, come minimo dando luogo ad una tensione ovvero una preoccupazione, precauzione o timore che esso emerga inavvertitamente e involontariamente.
Lo stesso vale per eventuali attività considerate disdicevoli o vergognose (anche indipendentemente dai rapporti con l'altro), e che perciò è opportuno mantenere segrete.
Per questo, affinché X possa avere un'interazione rilassata con Y, occorre che X non abbia fatto di recente alcuna azione che Y potrebbe considerare riprovevole e che X abbia pensato ad Y in modo positivo o neutro, ovvero senza giudizi negativi.
2017-11-20 Cambiare | Apprendere | Gioco | Creatività
Cambiare.
Imparare.
Giocare.
Combinare.
Comporre.
Insieme.
Variare.
Diversificare.
Alternare.
Alterare.
Trasformare.
Riformare.
Aggiungere.
Sostituire.
Mescolare.
Collegare.
Correlare.
Coinvolgere.
Cucinare.
Esplorare.
Unire.
Insegnare.
Provare.
Accostare.
Confrontare.
Affrontare.
Esporre.
Sperimentare.
Comprendere.
Inventare.
Creare.
Nuovo.
Mettere in relazione.
Mettere insieme.
Stare insieme.
Giocare col caso.
Imparare a cambiare.
Cambiare per imparare.
Imparare ad imparare.
Imparare per imparare.
Cambiare per cambiare.
Imparare per insegnare.
Insegnare per imparare.
Insegnare per cambiare.
Insegnare a cambiare.
Farsi cambiare.
Combinare casualmente.
Combinare diversamente.
Combinare insieme.
Capire insieme.
Esplorare insieme.
Cambiare per sopravvivere.
Cambiare per migliorare.
Cambiare per resistere.
Cambiare insieme.
Migliorare insieme.
Giocare insieme.
Giocare per cambiare.
Giocare per imparare.
Giocare per insegnare.
Giocare per capire.
Imparare insieme.
Variare insieme.
Imparare casualmente.
Cambiare casualmente.
Cambiare i pensieri.
Cambiare i giudizi.
Cambiare i punti di vista.
Cambiare per giocare.
Giocare per cambiare.
Pensare diversamente.
Vedere diversamente.
Vedere in modo nuovo.
Coraggio di cambiare.
2017-11-21 Genetica
Siamo prodotti da geni e memi. Possiamo tuttavia produrre nuovi memi e neutralizzare o cambiare quelli esistenti.
2017-11-21 Conoscere
Io non credo in nulla, nemmeno nelle cose che dico, ma le dico perché credo sia bene crederci. Credo anche che credere sia illudersi. Insomma, credo nel non credere e non credo nel credere. E non credo di contraddirmi, anche se credo che voi lo crediate.
2017-11-21 Saggezza
Saggezza: capacità di distinguere ciò che è inevitabile, ciò che non può accadere, ciò che può accadere, ciò che dobbiamo fare, ciò che possiamo fare, ciò che possiamo ottenere, ciò che non possiamo ottenere, e avere un'idea realistica della probabilità che i nostri obiettivi e le nostre aspirazioni siano realizzabili.
2017-11-21 Natura umana | Libertà | Libero arbitrio
Il dramma di noi esseri umani è la necessità di capire in ogni momento in cosa siamo schiavi e in cosa padroni. Infatti siamo parzialmente schiavi e parzialmente padroni di forze interne ed esterne alla nostra persona.
2017-11-22 Interagire | Disprezzo
Se X manifesta apprezzamento verso Y, è molto probabile che Y apprezzi X. Se invece X manifesta disprezzo verso Y, è molto probabile che Y disprezzi X.
Questa legge, più che la conoscenza e la razionalità, governa l'apprezzamento e il disprezzo tra esseri umani.
2017-11-22 Bellezza
La bellezza non insegna nulla, si limita a sedurre. Ma può essere usata da un insegnante per rendere seducenti i propri insegnamenti e da un dittatore per rendere seducenti i propri ordini.
2017-11-22 Bisogni | Libero arbitrio | Casualità | Autogoverno
Non ha senso scegliere se essere schiavi o padroni come se si trattasse di condizioni mutuamente esclusive, perché siamo inevitabilmente sia schiavi che padroni di forze a noi esterne e interne.
Per "essere padrone" intendo essere capace di autogovernarsi, di volere e scegliere liberamente come comportarsi nei confronti di se stessi e degli altri. Per "essere schiavo" intendo la necessità di sottostare alle leggi della natura e agli impulsi interni, ovvero di soddisfare bisogni che non abbiamo scelto di avere.
Le proporzioni tra l'agire come schiavi e l'agire come padroni sono variabili momento per momento in modo poco controllabile e poco prevedibile.
La nostra libertà è comunque molto limitata e consiste essenzialmente nel "giocare" col caso per sfuggire alla programmazione del comportamento. Questo può avvenire pensando, facendo e vedendo cose parzialmente casuali. Infatti, prendere una decisione seguendo una
logica predefinita in cui non c'è una componente casuale, è un atto di obbedienza nei confronti della logica stessa, ovvero di un'abitudine. La differenza tra agire come schiavo o come padrone dipende da come viene scelta la logica a cui sottomettersi e il rigore con cui si obbedisce ed essa, ovvero se la scelta è libera, consapevole e revocabile oppure impulsiva e/o inconscia.
Si tratta quindi di scegliere quanta casualità introdurre in un processo altrimenti causale, ovvero quanto si vuole essere creativi. Infatti la creatività è basata sul caso, ovvero sulla capacità di riconoscere l'utilità di particolari combinazioni di cose o idee modificate casualmente.
Concludendo, siamo sempre schiavi e padroni simultaneamente nel senso che in noi convivono agenti mentali "schiavi" e agenti mentali "padroni" ovvero "giocatori". I primi prevalgono sempre, ma lasciamo un certo spazio ai secondi, la cui estensione varia di momento in momento. Questo spazio consiste nel farsi, ogni tanto, guidare dal caso piuttosto che dalle abitudini. Infatti essere padroni significa scegliere liberamente da chi o cosa farsi guidare. Questo si ottiene chiedendo consiglio al caso su cosa fare per poi decidere se accettare o rifiutare il consiglio stesso.
2017-11-23 Conoscere | Verità | Mappa cognitivo-emotivo-motiva
La mappa cognitivo emotiva di un essere umano è un modello semplificato e parziale della realtà del tutto personale e finalizzato alla soddisfazione dei propri bisogni, i quali sono tributari di quelli della propria specie. Non c'è, a priori, alcuna esigenza di verità o di corrispondenza della mappa con la realtà. Infatti la verità viene perseguita nella misura in cui essa è utile all'interessato, e raccontata a suo favore.
2017-11-24 Psicologia | Psicoterapia
In ogni scuola di psicologia e psicoterapia c'è qualcosa di utile e qualcosa di inutile, fuorviante, illusorio o nocivo, e ogni scuola è insufficiente. Siamo ancora lontani da una disciplina psicologica universalmente riconosciuta e organicamente rappresentata, come avviene nelle scienze propriamente dette. Ben venga dunque estrarre dalle opere del passato ciò che è ancora valido e utile, per unirlo a contributi più recenti.
2017-11-24 Interagire | Bisogni
Essere gentili significa cercare di comprendere i bisogni altrui e di soddisfarli insieme ai propri, se ciò non comporta l'insoddisfazione di questi.
2017-11-25 Inconscio
L'inconscio non vuole essere scoperto, vuole continuare a fare ciò che gli pare, senza essere disturbato da psicoterapie o altro.
2017-11-25 Piacere e dolore
Il bene e il male non sono categorie assolute, ma relative a chi li subisce, quindi soggettive. Infatti per me male è ciò che mi fa male, e che, per estensione, penso possa far male ad altri. Idem per il bene. Il piacere e il dolore (in tutte le loro svariate forme) sono la misura del bene e del male.
2017-11-25 Religione
Per quanto riguarda le religioni, per me la questione non è se Dio esista o no, ma quale Dio esista. Ovvero come può Dio essere definito e caratterizzato, come funziona, come si manifesta, come interagisce con noi esseri umani, cosa sa di noi, cosa può fare, cosa vuole da noi, cosa ci promette, se ce n'è uno solo o più di uno ecc. In un certo senso tutti (anche io che sono ateo) crediamo in Dio, ma ognuno se lo immagina e racconta a modo suo, e qui sta il problema.
2017-11-25 Natura umana
La storia di ogni essere umano è il risultato delle sue strategie consce e inconsce per soffrire il meno possibile e godere il più possibile, e delle circostanze in cui gli è capitato di trovarsi.
2017-11-26 Saggezza
Saggezza è conoscere i propri margini di libertà, possibilità e probabilità, e le conseguenze delle proprie azioni e inazioni.
2017-11-27 Libero arbitrio
Chi decide di cosa mi devo occupare e di cosa non occupare? Di cosa mi devo interessare e di cosa non interessare? Chi ha il diritto di immischiarsi nelle mie scelte?
2017-11-27 Bisogni | Piacere e dolore | Bene e male
E' banale dire che in ogni cosa c'è il bene e il male, che ci sono vantaggi e svantaggi, ma non è così che la pensa il nostro inconscio. Per ammettere che una cosa sia buona e anche cattiva, a seconda dei punti di vista, dei momenti, delle circostanze, occorre fare uno sforzo razionale cosciente csenza il quale ogni cosa in un dato momento ci appare buona oppure cattiva oppure indifferente, o meglio: in un dato momento prevale, nella nostra percezione e sensazione, il buono o il cattivo, oppure le due valutazioni sono paritarie. Il giudizio, tuttavia, può cambiare in ogni momento.
La nostra mente, permettendo la contraddizione dei valori e delle cognizioni ci da un vantaggio evoluzionisticamente adattivo. Infatti, la possibilità di cambiare idee e valori rende la nostra vita più varia, e la varietà è fondamentale per la sopravvivenza della specie attraverso la selezione naturale. In altre parole, se fossimo sempre coerenti, se non cambiassimo mai idee, valori e punti di vista, non ci sarebbe evoluzione culturale.
Il buono di una cosa è ciò che ci procura direttamente o indirettamente piacere, ovvero ci aiuta ad ottenere cose che ci procurano piacere. Il cattivo di una cosa è ciò che ci procura direttamente o indirettamente dolore. Da parte loro, il piacere e il dolore sono la manifestazione e la "retribuzione" della soddisfazione o insoddisfazione di una o più motivazioni (ovvero di bisogni e loro derivati).
Quasi tutte le cose che interessano la vita umana possono procurare sia piacere che dolore, ovvero possono essere utili e dannose rispetto alla soddisfazione dei bisogni.
Per esempio, le religioni. Il buono di una religione è che ci ricorda che non siamo liberi di fare ciò che vogliamo, ma siamo schiavi di forze più grandi di noi (le leggi fisiche e biologiche della natura, della nostra specie, del nostro corpo e della nostra mente inconscia), che abbiamo dei doveri verso la natura, la nostra specie, gli altri e noi stessi, e che se non li assolviamo stiamo e/o staremo male noi stessi. Questo ci consente di formare società civili, regolate da solidarietà e norme morali. Il cattivo di una religione è invece il fatto che essa spesso e facilmente suscita odio, disprezzo o indifferenza verso chi non segue la stessa religione (sia esso ateo o seguace di un'altra religione), ostacola il progresso intellettuale affermando verità che tali non sono e punendo chi le mette in dubbio; e ostacola il progresso etico e civile affermando o imponendo come assoluti e non negoziabili valori che sono in realtà relativi e negoziabili.
Consideriamo gli esseri umani. Il buono di un essere umano è che può soddisfare i nostri bisogni di interazione, di collaborazione, di aiuto, di intimità, di sessualità, di riproduzione, di conoscenza, di scambio ecc. Il cattivo di un essere umano è che può ostacolarci, competere contro di noi, aggredirci, derubarci, sottometterci, limitare la nostra libertà, ingannarci, tradirci, distruggerci.
Consideriamo la vita in generale. Il buono e il cattivo della vita sono il piacere e il dolore che essa ci permette di provare, in un bilancio che è molto diverso da persona a persona e da momento a momento. Il fatto che il suicidio sia una causa di morte molto rara (in Europa circa 1% del totale) sembrerebbe indicare che il buono della vita prevale sul cattivo in tutto il mondo, seppure con percentuali diverse da paese a paese e da epoca ad epoca.
2017-11-27 Conoscere | Comprendere
Capire un'idea significa riuscire a spiegarla usando i propri schemi e le proprie categorie mentali. Un'idea incompatibile con i propri schemi e le proprie categorie mentali risulta incomprensibile finché questi non cambiano fino al punto di comprenderla.
2017-11-27 Stimoli e reazioni
Bisognerebbe scegliere con molta cura cosa vedere, cosa ascoltare, cosa leggere, dove stare, dove andare, perché da tali scelte dipende il nostro futuro e lo sviluppo della nostra mente.
2017-11-28 Interagire | Psicoterapia | Metainterazione
Quando due persone comunicano, è come se i comunicanti fossero quattro anziché due. Ovvero i due "io coscienti" e i due inconsci, come illustrato nella figura qui sotto.
I due inconsci, usando lo stesso canale di comunicazione usato dagli io coscienti ma con diverse simbologie e logiche interpretative, cercano di proporre o imporre all'interlocutore i rispettivi ruoli relazionali preferiti, che possono essere dominanti, subordinati o paritari. Il conflitto nasce quando i rispettivi ruoli desiderati non sono complementari né paritari, ovvero sono incompatibili, specialmente quando entrambi cercano di assumere un ruolo dominante (corrispondente al ruolo di genitore nell'analisi transazionale di Eric Berne).
Mentre l'io cosciente tende ad essere politicamente corretto, l'inconscio non ha questo vincolo e cerca di ottenere il ruolo desiderato manipolando l'io cosciente in modo da raggiungere il suo scopo senza che questo se ne accorga.
È una situazione di "doppio vincolo" (v. Bateson) in cui la persona da una parte cerca di avere un ruolo dominante (politicamente scorretto), mentre dall'altra cerca di apparire politicamente corretta.
Per Bateson il doppio vincolo è la principale causa della schizofrenia, per cui, per salvaguardare la nostra salute mentale dovremmo cercare di essere consapevoli di questa dinamica. Infatti, obiettivo delle psicoterapie psicodinamiche è quello di rendere consce le dinamiche inconsce, in modo da poterci lavorare razionalmente.
2017-11-28 Bisogni | Social networks
Il successo di Facebook si spiega, secondo me, con il fatto che questo sistema soddisfa, o promette di soddisfare, in modi molto più comodi ed efficienti di quelli tradizionali, uno dei bisogni più importanti dell'Homo Sapiens: quello di interagire con altri individui della stessa specie, ovvero il bisogno di appartenenza e integrazione sociale.
Ciò che è straordinario ed estremamente potente in Facebook è l'ubiquità degli interattori: le distanze sono azzerate e tutti sono virtualmente e potenzialmente "in linea" ovvero sempre collegati, sempre in contatto, cosa impossibile nelle interazioni tradizionali.
Un altro importante fattore è la possibilità di comunicare in modo meno impegnativo e più protetto rispetto alla comunicazione tradizionale, in cui si è fisicamente vicini, ci si vede e "non si può non comunicare". Infatti in Facebook si ha tutto il tempo di pensare a cosa dire e non dire e di rileggere e correggere un messaggio prima di inviarlo. Questo rende la comunicazione per un verso meno spontanea e genuina, per un altro potenzialmente più ragionata, completa, varia e approfondita.
Un altro aspetto importante è la possibilità di incontrare e stabilire contatti con persone sconosciute, ovvero trovare nuovi amici o partner per qualunque scopo, cosa che nei setting tradizionali è molto più difficile soprattutto per i limiti spaziali e temporali che riducono le probabilità di incontro tra persone mutuamente adatte.
Inoltre Facebook può essere usato per diffondere idee e prodotti intellettuali propri e altrui, dato che permette ad ogni utente di diventare, a costo nullo, editore su scala planetaria, fatta salva la necessità di farsi conoscere mediante pubblicità o passaparola.
Per tutti questi motivi Facebook può essere molto più attraente rispetto ai modi tradizionali di interazione, col risultato che le persone tendono sempre più a comunicare attraverso Internet piuttosto che incontrandosi fisicamente. C'è allora da chiedersi se questa tendenza sia in qualche modo nociva per il benessere psicofisico delle persone. La mia risposta è che occorre un giusto dosaggio tra le interazioni online e quelle dal vivo, che oltre ad essere insostituibili, sono anche più soddisfacenti, sebbene più limitate in senso spazio-temporale.
2017-12-01 Interagire | Stimoli e reazioni
Ciò che percepiamo forma e trasforma la nostra mente in modi più o meno sani e vantaggiosi. Scegliamo dunque con cura gli stimoli sensoriali a cui sottoporci.
2017-12-01 Conoscere | Causalità
Il problema è un altro. È una frase fatta che va bene in quasi tutti i ragionamenti. Infatti il problema più grande e difficile da affrontare e capire (prima che risolvere) è comprendere quali siano i veri problemi, ovvero quelli da cui dipendono i problemi che percepiamo. Perché ogni causa è conseguenza di una o più altre cause, più o meno conosciute e mistificate.
2017-12-01 Conoscere
Ad essere d'accordo sulle soluzioni dei problemi sono soprattutto i fanatici e i fondamentalisti di ogni ideologia.
2017-12-01 Tempo | Futuro
Mi riesce difficile credere che il futuro sia già scritto, ovvero che il destino esista, a meno che non ammettiamo che il futuro sia già avvenuto e noi lo stiamo semplicemente rivivendo esattamente come lo abbiamo vissuto in un passato di cui non abbiamo memoria. Idea pazzesca, assurda ma affascinante e intellettualmente stimolante. Penso che piacerebbe a Nietzsche.
Aggiungo che, anche in tale ipotesi, dato che non abbiamo memoria del futuro (ovvero di ciò che è passato e che si sta ripetendo) mi sembra imprevedibile prevedere il futuro se non per quanto riguarda quello immediatamente prossimo, ovvero ciò che avverrà tra un attimo, e comunque in misura molto limitata.
Infatti tutto ciò che avviene in un dato momento dipende da ciò che c'era, ed è avvenuto un momento prima, non due o più momenti prima, perché la realtà cambia in ogni momento e non siamo in grado di conoscerla momento per momento, ma solo, e parzialmente, in alcuni momenti.
2017-12-02 Saggezza | Disprezzo
Saggezza è anche la capacità di sostituire il disprezzo e la rabbia con la compassione.
2017-12-02 Piacere e dolore
Il piacere è la fine di un dolore, risolvere un problema, superare una
resistenza, soddisfare un bisogno, trovare ciò che si cerca, la fine di
una paura, liberarsi da una costrizione, vincere una battaglia, svelare
un mistero, respingere un attacco, evitare una disgrazia, seguire un richiamo, inventare qualcosa di buono o di bello... Tutte cose che durano poco.
2017-12-02 Interagire
Siamo schiavi della legge del mercato. Se ciò che offriamo non è richiesto, non valiamo nulla per gli altri. Ed è difficile contentarsi di valere solo per noi stessi.
2017-12-04 Futuro | Economia
Da ciò che consumiamo (cose materiali e immateriali) dipende il futuro del pianeta, della società e di noi stessi. Scegliamo dunque con cura ciò che acquistiamo e usiamo.
2017-12-04 Natura umana | Piacere e dolore
A volte l'uomo accetta il dolore perché ha consciamente o inconsciamente paura che, ribellandosi, subirebbe un dolore ancora maggiore.
A volte l'uomo crede di avere diritti particolari a causa delle sofferenze che ha subito. Ciò non deve meravigliare visto che il cristianesimo considera il dolore un merito e il piacere un demerito per accedere al paradiso.
A volte l'uomo si vergogna delle sue sofferenze perché le considera un segno di inferiorità e cerca di nasconderle agli altri e a se stesso e di apparire soddisfatto anche quando non lo è.
A volte l'uomo soffre solo per la paura di soffrire.
Il dolore è una faccenda complessa.
2017-12-04 Conoscere
Esprimersi o discutere in termini astratti senza portare esempi concreti è spesso inutile o dannoso.
2017-12-04 Conoscere
Ci sono vari modi di vedere una stessa cosa o fenomeno, ovvero infiniti punti di vista, più o meno favorevoli ai propri interessi e alla propria autostima e reputazione. Ognuno di noi sceglie quelli che più gli convengono.
2017-12-04 Interagire
Ci sono vari metodi per cambiare il proprio stato mentale in modo più o meno temporaneo o permanente: farmaci, droghe, alcolici, musica, letture, audiovisivi, incontri e interazioni con persone particolari, psicoterapie, esercizi mentali, meditare, scrivere, giochi, sport, spettacoli, produrre arte, ecc. Tutte cose da scegliere (o evitare) con cura.
2017-12-05 Piacere e dolore
Spesso c'è più piacere nel fare le cose che nel contemplare le cose fatte. In realtà si tratta di piaceri diversi.
2017-12-05 Giudicare
Si può scegliere di non giudicare, ma giudicare male qualcuno perché giudica è assurdo.
2017-12-05 Paura
Quanto più una persona è libera e quanto meno la conosciamo, tanto più ci fa paura, come tutto ciò che è sconosciuto e perciò imprevedibile, perché è una potenziale minaccia per la nostra sicurezza.
2017-12-06 Emozioni e sentimenti
A volte, invece di vedere il mondo come è, lo vediamo in forme disegnate dalle nostre emozioni.
2017-12-06 Conoscere | Idee | Creatività
Di solito le nuove idee mi vengono al mattino, appena sveglio, prima di aprire gli occhi, ovvero prima che la percezione della realtà prenda il controllo dei miei pensieri.
2017-12-06 Etica
Per evitare ostacoli etici nel nostro comportamento verso certe persone, le consideriamo meno umane di noi.
2017-12-06 Conoscere | Mappa cognitivo-emotivo-motiva | Idee
Mi è venduta l'idea che le idee siano come animali che letteralmente ci abitano e ci guidano senza che ce ne accorgiamo.
Una volta formatesi nella nostra mente, esse ne diventano parti attive, nel senso che, quando vengono evocate, agiscono evocando altre idee ad esse collegate, producendo emozioni e sensazioni più o meno piacevoli o dolorose, e dando luogo a voleri e comportamenti più o meno consci o inconsci
Se ciò è vero, siamo schiavi delle nostre idee, le quali, tuttavia, possono essere conflittuali tra loro e provocare comportamenti e pensieri contraddittori, incoerenti, mistificati, paralizzanti ecc. ovvero disturbi mentali di varia natura.
2017-12-07 Media
Il problema non è nei programmi della TV, ma nel pubblico che li vuole così. Infatti la TV dà al pubblico ciò che esso chiede e apprezza. Lo stesso vale per il potere politico.
2017-12-07 Etica
La notte scorsa ho avuto un incubo. Dovevo assolutamente classificare ogni cosa in buono, cattivo o neutro. Non volevo, ma non riuscivo a liberarmi da una forza che mi costringeva a farlo.
2017-12-07 Conoscere | Comprendere
È difficile comprendere ciò che ci disturba.
Intendo dire che il fatto che una cosa ci disturba (per qualunque motivo, sano o malato) ci impedisce di avere verso di essa un atteggiamento che favorisca la comprensione. Al contrario, ci provoca una repulsione, la quale nuoce alla comprensione.
2017-12-07 Natura umana
L'uomo è un animale riflessivo, ovvero capace (più o meno) di studiare se stesso e la propria natura.
2017-12-07 Conoscere
I credenti nelle fake news considerano fake news le denunce di fake news.
2017-12-07 Saggezza
Nel mio vocabolario personale (ognuno ha un suo vocabolario personale) "umiltà" è non riconosce il proprio valore, "modestia" è riconoscere i propri limiti e non quelli altrui, "saggezza" è riconoscere le capacità e i limiti propri e altrui.
2017-12-07 Piacere e dolore
Non dobbiamo vergognarci di soffrire. È un nostro diritto, e non significa, per questo, che siamo meno dotati o meno capaci di persone che soffrono meno di noi.
2017-12-07 Politica
Il fascismo risorge quando la democrazia non riesce a garantire l'ordine, la sicurezza e la stabilità. Perché la maggioranza della gente è conformista e vuole ordine, sicurezza e stabilità, non libertà.
2017-12-08 Conoscere
Da bambini scrivevamo sui muri: "fesso chi legge". Oggi scriverei invece: fesso chi non legge, e ancor più fesso chi legge solo ciò che gli viene imposto o solo ciò che conferma le proprie idee.
2017-12-08 Interagire
Cosa possiamo condividere con gli altri? Tanto più i nostri interessi sono elevati, profondi e originali, tanto meno essi sono condivisibili, ovvero più rare sono le persone con cui una condivisione è possibile.
2017-12-08 Bisogni
Si può ragionevolmente supporre che la maggior parte degli homo sapiens maschi abbiano, oltre ad altri, un bisogno innato conscio e/o inconscio, più o meno intenso, di penetrare e fecondare quante più sapiens femmine possibile, e che la maggior parte delle sapiens femmine abbiano, oltre ad altri, un bisogno innato conscio e/o inconscio, più o meno intenso, di essere penetrate, fecondate e protette da uno o più sapiens maschi durante il periodo della loro maternità e allevamento della prole.
Sembra anche che a questi supposti bisogni, indispensabili per la sopravvivenza della nostra specie, si accompagnino diversi altri bisogni (e motivazioni derivate), consci e/o inconsci di origine culturale che possono essere più o meno conflittuali o sinergici rispetto a quelli innati, e perciò più o meno sani in senso evoluzionistico e di soddisfazione individuale.
Tra le motivazioni più morbose ci sono quelle che mirano a negare l'esistenza di certi bisogni reali.
2017-12-08 Interagire
Una delle cose per cui può essere interessante fare certe esperienze è la possibilità di condividerle, ovvero di parlarne con altri.
2017-12-09 Interagire
Ciò che Schopenhauer non riusciva a spiegare razionalmente, oggi potrebbe essere spiegato con i neuroni specchio.
«Ma come è possibile che una sofferenza, che non è la mia e che non mi colpisce direttamente, ciò nonostante possa diventare per me un motivo così immediato da spingermi ad agire, come di solito succede solo con un motivo esclusivamente mio? È possibile solo se anch'io partecipo a quella sofferenza [...] Ma questo presuppone che io mi sia identificato in qualche modo con l’altro, che per un momento la barriera tra l’Io e il non-Io sia stata rimossa. Solo allora la situazione in cui versa l’altro, i suoi bisogni, le sue necessità e le sue sofferenze diventano immediatamente miei. Allora vedo l’altro non più come l’intuizione empirica me lo presenta, come qualcosa di estraneo, di indifferente e di completamente diverso, bensì io soffro insieme a lui, nonostante i miei nervi non stiano sotto la sua pelle. Solo così il suo dolore e i suoi bisogni possono diventare il mio motivo; altrimenti solo i miei possono diventarlo.
Questo processo è misterioso: è qualcosa che sfugge completamente alla ragione, qualcosa la cui origine non si spiega tramite l’apprendimento.
Eppure è una cosa che succede tutti i giorni. Ognuno lo ha spesso vissuto, e neppure alle persone più dure di cuore e più egoiste è rimasto estraneo. Ogni giorno si presenta davanti ai nostri occhi in casi sporadici, nelle piccole cose, ogni volta che un uomo aiuta un altro uomo e corre in suo soccorso con un impulso immediato, senza ragionarci troppo sopra. A volte, addirittura, qualcuno pone consapevolmente a rischio la propria vita per una persona che vede per la prima volta, senza pensarci sopra due volte, appena si rende conto della grande necessità e del grande pericolo dell’altro.»
~ Arthur Schopenhauer, “Il fondamento della morale”, § 18
2017-12-09 Conoscere | Sistemica | Relazioni
Per conoscere qualcosa bisogna scomporla e ricomporla interrogandosi sulle relazioni e interazioni tra le singole parti.
2017-12-09 Interagire
Tra domandare e comandare c'è una differenza sottile, che a volte si annulla. In entrambi i casi si tratta di una richiesta. Nel domandare si chiede un'informazione, nel comandare si chiede l'esecuzione di un'azione che può consistere nella fornitura di una informazione. Ciò che fa la differenza è il modo in cui la richiesta viene fatta, ovvero come una imposizione oppure una preghiera.
2017-12-12 Interagire | Mente | Mappa cognitivo-emotivo-motiva
Le nostre menti elaborano informazioni e determinano reazioni cognitivo-emotive secondo programmi scritti e modificati dalle nostre esperienze, ovvero dalle nostre interazioni col resto del mondo reale o immaginario. Perciò è importante la scelta delle cose, persone e idee con cui interagire nella realtà e nella immaginazione. Tale scelta può essere più o meno creativa (ovvero più o meno suggerita dal caso) e più o meno ricca di opzioni.
2017-12-12 Bisogni | Cambiare
Perché, per chi uno dovrebbe cambiare? Per soddisfare meglio i propri bisogni, ovvero per migliorare le proprie interazioni con gli altri in modo da renderle più favorevoli alla soddisfazione dei propri bisogni e di quelli altrui.
2017-12-12 Conoscere | Natura umana | Filosofia | Psicologia
Per miliardi di persone, ovvero per la maggior parte degli esseri umani, i grandi geni della filosofia e della psicologa sono stati e saranno inutili.
Intendo dire che se chiediamo alla maggioranza della gente che utilità, secondo loro, hanno avuto quei geni, ci risponderanno che nemmeno li conoscono oppure che non sono serviti a nulla. Questo, secondo me è uno dei più grandi problemi dell'umanità, di cui filosofia e psicologia dovrebbero occuparsi e di cui non si preoccupano abbastanza.
2017-12-12 Società
Ogni cosa, ogni persona, ogni idea è un sistema di sistemi e non va giudicato globalmente né assolutamente, perché il suo comportamento, il suo output, dipende dalle particolari situazioni in cui si trova e dai particolari stimoli che riceve, secondo i programmi registrati nelle sue parti. Tali programmi si sono formati a partire dalla sua costituzione genetica per effetto delle sue particolari esperienze passate, ovvero delle sue interazioni col resto del mondo.
2017-12-12 Cambiare
"Non sforzarti di essere migliore degli altri, cerca di essere migliore di te stesso." [William Faulkner]
Il problema è che diventando migliori di se stessi si finisce spesso per diventare migliori degli altri, cosa che agli altri dà un certo fastidio.
2017-12-13 Politica
In democrazia, se il 50% +1 dei cittadini è idiota, il governo è idiota al 100%.
2017-12-13 Libero arbitrio | Autogoverno
La spontaneità, intesa come comportamento libero, è una illusione. Quando siamo spontanei siamo in realtà guidati da programmi inconsci e involontari, ovvero dalle nostre abitudini mentali.
2017-12-13 Verità
È molto più facile capire cosa sia falso che cosa sia vero.
2017-12-13 Emozioni e sentimenti | Paura | Ragionare
La paura delle turbolenze in aereo è un esempio di conflitto tra la ragione, che stabilisce che non c'è motivo di aver paura, e il sentimento, che ignora la ragione stabilendo uno stato di disagio, ansia e agitazione che la ragione non riesce ad evitare.
2017-12-13 Libero arbitrio | Mappa cognitivo-emotivo-motiva | Scegliere
Una scelta non casuale è sempre conseguenza di una logica, ovvero di una legge fisica o informatica.
2017-12-13 Politica
I populisti sono i grandi semplificatori della politica e dell'economia, che spiegano in termini semplici le cause, i responsabili e le soluzioni dei problemi, in termini così semplici che anche gli stupidi e gli ignoranti sono in grado di capirli e condividerli. Che la realtà sia più complessa di come essi la descrivono è un fatto che i populisti e soprattutto i loro sostenitori considerano un imbroglio.
2017-12-13 Pensare
Lo spirito santo ateo è il pensiero alato che vola ed entra nella mente degli altri esseri viventi per vedere le cose coi loro occhi.
2017-12-14 Emozioni e sentimenti | Ragionare
Ci sono sentimenti che offuscano la ragione, altri che la chiariscono e la sviluppano. Tra i primi ci sono la paura, l'odio, il dolore, la gelosia, il senso di colpa, il senso di inferiorità, le delusioni, le frustrazioni ecc. Tra i secondi la curiosità, l'attrazione, l'autostima, il senso di dignità, la giocosità, l'umorismo, i bisogni soddisfatti ecc.
2017-12-15 Bisogni | Vita | Ecologia
La missione di ogni vivente è la vita della propria specie e dell'ambiente di cui essa ha bisogno.
Il bene, per un vivente, coincide con la cura di ciò che favorisce tale missione, il male con la cura e/o l'accettazione di ciò che la contrasta.
Il compimento di questa missione è sempre in atto, non è mai definitivo e richiede una collaborazione tra viventi, per diminuire il rischio di estinzione delle specie coinvolte.
2017-12-16 Obbedienza
Ci sono tre diversi tipi di eroi: gli eroi dell'obbedienza, gli eroi della ribellione, gli eroi della creazione di nuove regole. Quali sono i tuoi eroi preferiti?
2017-12-16 Obbedienza
Se mi obbedisci sarai premiato, se mi disobbedisci punito. Questa promessa/minaccia è il nocciolo di ogni religione, tradizione, costume, ideologia, etica.
2017-12-16 Religione
Il Papa, l'infallibile rappresentante di Dio sulla terra, è immune da disturbi psichici? Chi ci garantisce che non sia malato di mente?
2017-12-16 Mente
Chi è abituato alle sconfitte, alle frustrazioni, alle rinunce, alle umiliazioni, alla schiavitù, alle paure, il giorno in cui tutto gli andasse per il meglio si troverebbe in difficoltà, avendo adottato strategie compensatorie consce o inconsce difficili da disabituare e che necessitano di sventure per essere giustificate razionalmente. Infatti certe persone hanno bisogno di star male per dare senso alla loro personalità.
2017-12-17 Stupidità
La stupidità nel popolo c'è sempre stata, ma oggi viene corteggiata.
2017-12-18 Potere | Attenzione | Autorità
L'attenzione è la prima cosa che il dominatore esige dal dominato.
2017-12-18 Confliggere
Tutto ciò che facciamo, diciamo e pensiamo può essere usato contro di noi.
2017-12-18 Potere
Siamo tutti schiavi, ma soggetti a ordini diversi.
2017-12-18 Idee | Creatività | Sesso
Le idee sono ermafrodite, cioè possono assumere ruoli sessuali diversi. Un'idea maschio, se trova un'idea femmina interessante, può fecondarla e dalla loro unione può nascere un'idea figlio. Questa è la creatività.
2017-12-18 Arte
Vedi lo slide show di centinaia di opere d'arte in
http://pic.space123.net/slideshow?decompose=1
2017-12-19 Interagire | Potere | Servire
Siamo abituati a considerare i rapporti gerarchici come mutuamente esclusivi: o si comanda o si obbedisce, o si è padroni o si è servi, o si è superiori o inferiori. Dovremmo invece considerarli mutuamente inclusivi, ovvero come ruoli che possono invertirsi periodicamente, anche in periodi di tempo molto brevi, anche di pochi secondi, o essere simultanei. Perché rispetto ad una stessa persona si può essere servi e padroni, superiori e inferiori, maestri e allievi, guide e seguaci, in momenti diversi o nello stesso momento, a diversi fini e in diversi ambiti.
In altre parole, l'interagire tra due persone non implica la rinuncia al ruolo di fruitore da parte di uno dei contraenti. Ciascuno di essi può (e dovrebbe) servire l'altro e farsi servire dall'altro. Perché le interazioni servono a scambiare servizi (materiali o immateriali) e/o beni, e se una delle parti non riceve alcun servizio, non è motivata ad interagire, e di conseguenza l'interazione cessa, a meno che non venga mantenuta con la violenza.
2017-12-19 Interagire | Bisogni | Valutare
Il valore di una cosa, di un'idea, di una persona dipende da quanto quella cosa, idea o persona ci aiuta nelle interazioni con gli altri, ovvero ad interagire con gli altri in modo soddisfacente per noi e per gli altri.
2017-12-19 Piacere e dolore
Chi è abituato alle sconfitte, alle frustrazioni, alle rinunce, alle umiliazioni, alla schiavitù, il giorno in cui tutto gli andasse per il meglio si troverebbe in difficoltà, avendo adottato strategie compensatorie automatiche consce o inconsce difficili da disabituare e che necessitano di sventure per essere giustificate razionalmente. Infatti certe persone hanno bisogno di sventure per giustificare e dare senso alla loro personalità.
2017-12-19 Conoscere | Scienze umane
Un vero filosofo dovrebbe avere un atteggiamento critico verso qualunque cosa, a cominciare dalla stessa filosofia. Lo stesso si può dire per il vero psicologo nei confronti della psicologia.
2017-12-20 Conoscere
Così come i manuali per l'apprendimento delle lingue straniere o di materie scolastiche sono divisi per livello (principiante, medio, avanzato) così dovrebbero essere anche i libri che insegnano a pensare e a vivere, come quelli di filosofia e psicologia.
2017-12-20 Psicologia
Certi testi di psicologia sono come quei libri che insegnano come guadagnare tanti soldi rapidamente e con poco sforzo.
2017-12-20 Ragionare
La razionalità è la capacità di scomporre le cose e le idee nelle parti e negli aspetti che le compongono e di esaminare le relazioni e le interazioni tra le diverse componenti.
2017-12-20 Interagire
Le donne si fanno belle per attrarre gli uomini, sia quelli che ancora devono incontrare, sia quelli che sono a loro legati, per evitare che sciolgano il loro legame attratti da altre donne più belle di loro.
2017-12-20 Stimoli e reazioni
Analizzare gli stimoli mentali è ancora più importante che analizzare le reazioni cognitive ed emotive.
2017-12-20 Bisogni | Libero arbitrio
Siamo tutti schiavi delle nostre motivazioni involontarie.
2017-12-20 Interagire | Etica | Demoni
Ci sono domande che un agente mentale inconscio dentro di noi si fa continuamente e che determina le nostre emozioni, le nostre motivazioni involontarie e gran parte del nostro comportamento sociale. Su di esse si basa un'etica inconscia delle interazioni, per le interazioni. Ecco le domande.
- Ciò che feci, ciò che ho appena fatto, ciò che sto facendo, ciò che sto per fare, ciò che farò, che conseguenze avranno nelle mie interazioni con gli altri?
- Ciò che non feci, ciò che ho non appena fatto, ciò che non sto facendo, ciò che non sto per fare, ciò che non farò, che conseguenze avranno nelle mie interazioni con gli altri?
Le conseguenze potranno essere più o meno favorevoli alle interazioni con gli altri, ovvero potranno facilitarle o renderle difficili se non impossibili, potranno renderle più o meno gradevoli o sgradevoli, soddisfacenti o insoddisfacenti rispetto ai propri bisogni e desideri (consci e inconsci), e a quelli altrui. E, specialmente, potranno far aumentare o diminuire la stima, il rispetto, la benevolenza, l'attrazione, la cooperazione e l'aggressività degli altri verso noi e favorire o sfavorire la nostra appartenenza alla comunità a cui desideriamo appartenere.
Questo agente mentale somiglia vagamente al Super-io freudiano.
2017-12-20 Potere
L'obbedienza è una virtù se l'altro obbedisce a me o a persone di mia fiducia; se invece obbedisce a persone che non mi piacciono, è un difetto
2017-12-21 Natura umana | Pensare | Metapensiero
L'uomo è probabilmente l'unico animale riflessivo, ovvero capace di pensare se stesso, auto-valutarsi, autocriticarsi, pensare i propri pensieri, conoscere se stesso, vedersi come lo vedono gli altri, capire cosa gli altri si aspettano da lui, fare autoanalisi e meta-analisi. Queste cose ci distinguono dagli altri animali, quindi, se vogliamo essere più umani (ammesso che ciò sia un bene), dovremmo esercitarle di più.
2017-12-21 Citazioni e aforismi
Se io dico cose inusuali o provocatorie, vengo il più delle volte contestato, criticato, attaccato. Se invece le dice un grande nome della cultura, i più non si permettono di criticarle. Per questo mi piacciono le citazioni dei grandi, e ne faccio spesso uso.
2017-12-21 Inconscio
Per l'inconscio è meglio sbagliare insieme che avere ragione da soli.
2017-12-21 Religione
Diffido dei preti, e ancor più dei teologi, perché pretendono di conoscere la verità sulla natura e l'uomo, specialmente su ciò che vi è di misterioso e invisibile, e sulla base di tale verità giudicano il bene e il male, mentre tale giudizio potrebbe essere basato sulle conoscenze scientifiche di cui disponiamo.
2017-12-22 Interagire | Bisogni
Una persona si interessa di un'altra persona, dei suoi pensieri, sentimenti, azioni e intenzioni nella misura in cui presume che quella possa essergli utile o nociva e soddisfare o frustrare i suoi bisogni e desideri (consci o inconsci).
2017-12-22 Verità | Ragionare | Conformismo
Il grado di validità e ragionevolezza di una opinione non è correlato con la quantità di persone che la condividono.
2017-12-23 Conformismo | Cultura | Festa
Il Natale è una promessa di felicità, di fraternità, di comunità, di pace, di regali. A parte i regali ai bambini, normalmente la promessa non viene mantenuta e dal giorno dopo tutto torna come prima.
2017-12-23 Autoinganno
Chi inganna se stesso inganna anche gli altri.
2017-12-23 Interagire
Ciò che faccio e penso dipende dalle mie interazioni con gli altri e ha conseguenze su di esse.
2017-12-24 Interagire | Bisogni
Ogni essere umano è circondato da una quantità di altri esseri umani coi quali interagisce o può interagire, i quali si aspettano, desiderano o esigono da lui certi comportamenti e si comportano verso di lui in modi che dipendono dalla misura in cui egli soddisfa le loro esigenze. Il problema di ogni essere umano è dunque quello di decidere con chi interagire e chi soddisfare, e in quali modi e misure, considerando che, per sopravvivere e soddisfare i propri bisogni, necessita della cooperazione e benevolenza degli altri in generale, e in particolare di quella di certe persone per lui particolarmente importanti.
2017-12-25 Interagire
Non esistono solo le allergie fisiche, ma anche quelle mentali, le quali dovrebbero essere rispettate e prese sul serio come le prime.
2017-12-27 Conoscere | Sistemica | Ecologia
Le cose che vediamo sono effetto e causa anche di cose che non vediamo, e che possono essere più importanti di quelle che vediamo.
2017-12-27 Politica
L'errore dei populisti e dei loro sostenitori è credere che le cose vadano male per colpa dei cattivi politici e non del cattivo popolo.
2017-12-29 Interagire | Sistemica
In un sistema che interagisce con altri sistemi, come nel caso di ogni essere umano, le interazioni e non-interazioni esterne influiscono su quelle interne e vice versa. Vale a dire che le interazioni e non-interazioni esterne sono cause ed effetti di quelle interne.
2017-12-30 Interagire | Conformismo
Fare gli auguri ad una persona, in qualunque occasione, significa manifestarle il proprio desiderio che le accadano cose buone, desiderabili.
In altre parole, dietro ogni augurio "positivo" è implicito il sentimento "ti voglio bene", così come dietro ogni augurio negativo è implicito il "ti voglio male".
Detto questo, mi chiedo quanto e quando abbia senso fare gli auguri. Ovvero: c'è bisogno di un'occasione particolare o si possono fare in qualsiasi momento? In altre parole, quando è appropriato e opportuno manifestare ad una persona, mediante un augurio, il bene che le vogliamo?
Se un giorno qualsiasi, per esempio un martedì 3 aprile, io telefonassi ad un mio parente o amico per augurargli una buona mattinata o giornata o serata o settimana o mese o serie di mesi quello si chiederebbe se io non abbia qualche disturbo mentale. D'altra parte, se a Natale o pochi giorni prima il mio amico o parente non ricevesse da me alcun augurio di buon Natale o buone feste o buon anno, quello potrebbe pensare che non gli voglio (più) bene, ovvero che mi è indifferente o antipatico.
Lo scambio di auguri è dunque soggetto a prescrizioni, ovvero a costumi sociali che abbiamo ereditato da chi è vissuto prima di noi. Secondo tali costumi, non è opportuno esprimere il proprio affetto in qualsiasi momento, ma è possibile o doveroso farlo, se l'affetto esiste, solo in occasioni particolari come feste, promozioni, viaggi ecc.
E' evidente che un augurio fatto "a comando" può essere facilmente falso e opportunista, quindi meno impegnativo e meno credibile di uno fatto in un momento inaspettato. D'altra parte, se non ci fosse il costume degli auguri sincronizzati con occasioni particolari, forse ci dimenticheremmo di esprimere la nostra benevolenza a chicchessia. La questione è dunque: abbiamo bisogno che qualcuno o qualcosa ci ricordi di esprimere la nostra benevolenza alle persone che amiamo o stimiamo? Non riusciamo a farlo spontaneamente? Ed è giusto che esprimere benevolenza al di fuori di occasioni particolari sia considerato un fatto inquietante e potenzialmente morboso?
Sta ad ognuno di noi decidere se obbedire o disobbedire a tali costumi ovvero se comportarci in modo "costumato" ma conformista, forzato e potenzialmente inautentico o "scostumato" ma libero, spontaneo e autentico.
La disobbedienza al costume, nel caso degli auguri può consistere nel farli in momenti inappropriati o inattesi, o nel non farli in momenti appropriati e attesi.
2017-12-30 Interagire
Ciò che esce da una mente dipende da ciò che vi è entrato.
2017-12-30 Interagire | Bisogni
Agli altri non interessa ciò che pensiamo, diciamo, desideriamo e facciamo, purché ciò non costituisca una critica diretta o indiretta, esplicita o implicita, del loro comportamento, o una mancanza di rispetto o minaccia verso di loro.
2017-12-31 Valutare
Il valore di una cosa dipende dalla sua rarità, novità, effetti e richiesta.
2017-12-31 Interagire
L'assenza di una cosa può essere causa di qualcosa. L'assenza di un'informazione costituisce un'informazione.
2017-12-31 Interagire | Mente
Io mi pongo problemi che la maggior parte della gente non si pone, e viceversa. Ciò significa che qualcuno di noi non ha capito cosa sia veramente importante nella vita, o che io e gli altri abbiamo problemi diversi. Quest'ultimo caso è ovvio dato che la mente si forma attraverso le esperienze e ognuno ha fatto esperienze diverse, e con un corpo diverso.