Il mondo visto da me - 2018
852 articoli postati nel 2018
2018-01-01 Appartenere
Credo che oggi tutta la comunità scientifica sia concorde nel riconoscere che il bisogno di appartenenza, integrazione e partecipazione sociale (al quale si accompagna la paura dell'esclusione o dell'emarginazione) sia il bisogno umano più forte e importante. Su questo vorrei fare qualche riflessione.
Innanzitutto occorre chiarire cosa significhi appartenenza e quali siano il suo oggetto e le sue forme. Infatti si può appartenere ad uno o più gruppi sociali, o comunità, ben definiti di cui si conoscono tutti i membri, oppure ad uno o più gruppi caratterizzati dalle prerogative che accomunano i suoi membri. Infine, si può appartenere ad una o più categorie sociali astratte di persone aventi caratteristiche comuni.
Mentre nelle società preistoriche e, più in generale, in quelle classificate come "fredde" da C. Lévy-Strauss, esiste un solo gruppo sociale a cui è indispensabile appartenere, pena la morte per isolamento o condanna di tradimento, oggi è possibile, più o meno facilmente, migrare da una comunità ad un'altra, e appartenere a più comunità.
Detto ciò, mi pare che un primo problema, per ogni essere umano oggi, sia quello di scegliere a quali comunità appartenere, intendendo per comunità un insieme di persone legate da un patto implicito o esplicito di collaborazione, mutuo rispetto, mutuo soccorso e fedeltà alle forme, norme e valori caratteristici della comunità stessa. In questa scelta occorre tener conto del fatto che ci possono essere incompatibilità tra comunità, nel senso che appartenere ad una di esse può implicare l'esclusione da certe altre.
Ovviamente ogni essere umano nasce come membro di una certa comunità, che è quella dei suoi genitori, e in essa e per essa viene educato e formato. La comunità di nascita, con le sue forme, norme e valori, resterà per sempre impressa nella sua mente e soprattutto nel suo inconscio, e non sarà facile liberarsene, se non in parte.
In ognuno di noi si pone dunque, innanzitutto, il problema della misura in cui accettare o rifiutare l'appartenenza alla propria comunità di nascita.
L'appartenenza ad una comunità non è gratuita, nel senso che impone certi obblighi e divieti sia formali che sostanziali, ovvero implica una rinuncia più o meno importante alle proprie libertà. Perciò il bisogno di appartenenza e quello di libertà sono costituzionalmente antitetici e la soddisfazione dell'uno implica la frustrazione dell'altro, come ci insegna Luigi Anepeta nella sua "teoria strutturale dialettica", anche detta dei "bisogni intrinseci".
La conflittualità e l'antagonismo tra il bisogno di appartenenza e quello di libertà si configura come un "doppio vincolo" (come definito da Gregory Bateson) e, in quanto tale, se non viene gestito in modo consapevole, realistico, efficiente ed equilibrato, può essere causa di disturbi mentali (nevrosi o psicopatie) quali ansia, insicurezza, timidezza, immobilismo, narcisismo, angoscia, depressione, claustrofobia, agorafobia, panico, schizofrenia ecc.
Chi stabilisce la misura in cui una persona appartiene ad una certa comunità? E con quale frequenza l'appartenenza deve essere confermata? A prescindere dai casi in cui l'appartenenza viene affermata esplicitamente a parole, con gesti o mediante il conferimento di diplomi, tessere o altri riconoscimenti formali, la valutazione del grado di appartenenza è sempre soggettiva. Infatti ognuno fa una propria valutazione, più o meno realistica, del grado di appartenenza, ma, ciò che più conta, è la propria percezione della misura in cui lo valutano gli altri membri della comunità.
Siccome una valutazione insufficiente del proprio grado di appartenenza ad una comunità di elezione è normalmente causa di sofferenza, per evitare il dolore il soggetto cerca continuamente conferme dell'appartenenza con diverse strategie e in diversi modi, più o meno illusori.
Un modo collettivo di confermare la propria appartenenza ad una certa comunità consiste nell'interagire con altri membri di essa, ovvero incontrarli, conversare con loro o fare qualsiasi cosa insieme a loro, qualcosa di attivo, come lavorare, combattere, giocare, suonare, cantare, danzare, studiare, meditare, coltivare insieme una disciplina, oppure di passivo, come assistere ad uno spettacolo, evento sportivo, cerimonia ecc.
Un modo individuale di confermare la propria appartenenza ad una certa comunità consiste nel compiere azioni aventi un significato simbolico, come vestirsi in un certo modo, arredare la casa in un certo modo, leggere certi giornali e certi libri, scrivere, creare opere d'arte, coltivare individualmente una disciplina, pregare, compiere atti religiosi e, in generale attività preparatorie in vista dei prossimi incontri, ovvero fare cose di cui parlare o da condividere nei futuri incontri con altri membri della comunità.
Si potrebbe dire che la comunità di elezione, con le sue forme, norme e valori, interiorizzata nell'entità psichica che George H. Mead ha chiamato "l'altro generalizzato", costituisce un modello a cui occorre conformarsi e un interlocutore con cui occorre interagire per confermare la propria umanità, ovvero per mantenere la propria salute mentale e continuare a fare degnamente parte della società e della comunità.
Osservando senza pregiudizi le varie comunità formali e informali a cui gli abitanti del nostro pianeta appartengono per costrizione o scelta, non possiamo non vedere quanto le loro forme, norme e valori siano per lo più residui di mentalità arcaiche, ignoranti, violente, irrazionali, assurde, superstiziose, costrittive e incompatibili con le conoscenze scientifiche attuali e con la necessità di trasformazione dell'umanità per evitare la sua estinzione a causa delle crisi economiche, sociali, belliche ed ecologiche a livello globale.
Per concludere, dato che l'uomo ha un ineluttabile e profondo bisogno di partecipare ad attività sociali, e che quelle proposte dalle comunità attuali sono per lo più insoddisfacenti rispetto ai bisogni individuali e collettivi a causa dei loro effetti collaterali negativi, sarebbe bene inventare e praticare nuove attività sociali più sane, intelligenti e creative, alle quali si possa partecipare in modo soddisfacente e senza effetti collaterali pericolosi. Ma ciò è possibile solo tra persone che hanno sviluppato una buona capacità critica verso le forme, norme e valori delle proprie comunità di appartenenza.
2018-01-02 Interagire | Conformismo
Le feste sono anche esami in cui si misura la conformità delle persone rispetto alle forme, norme e valori della comunità, da cui si evince il grado di appartenenza alla stessa. Per questo mi disturbano.
2018-01-02 Politica
Siamo alle solite. Politici che per farsi eleggere promettono l'impossibile e tanti idioti che abboccano.
2018-01-02 Illusione
Parlare del nulla. Anche questo è un mestiere. Perché il nulla è rassicurante in una realtà spaventosa.
2018-01-02 Natura umana
L'uomo è un animale immaginario, cioè capace di desiderare e immaginare nuove realtà, di realizzarle o di illudersi che siano realizzabili o realizzate.
2018-01-02 Religione | Illusione | Inganno
Credere nei miracoli, o nella possibilità che l'impossibile si realizzi o sia già avvenuto non è solo ingenuo, ma pericoloso, perché i credenti nell'impossibile sono facilmente imbrogliabili e capaci di imbrogliare altre persone, e di fare e far fare cose inutili, assurde o contrarie ai propri interessi.
2018-01-03 Politica
Popolo italiano, di cosa vi lamentate? Avete scelto voi i partiti che ci governano. Se non vi piacciono createne di nuovi. Ma non lo farete, perché la politica non è divertente e richiede impegni che non siete disposti a prendere e una cultura che non avete. Se vi limitate a votare non aspettatevi un buon governo. I diritti e il buon governo non sono doni del cielo, vanno conquistati.
2018-01-03 Interagire | Bisogni
Per sopravvivere e soddisfare i propri bisogni, c'è chi punta soprattutto sulla forza fisica, chi sul coraggio, chi sulla ricchezza, chi sulle amicizie, chi sull'intelligenza, chi sull'astuzia, chi sulla cultura, chi sulla bellezza, chi sull'obbedienza ecc., in funzione di ciò che la natura e la sorte gli hanno donato.
2018-01-04 Politica
Se il popolo vuole la dittatura come metodo per avere ordine, l'avrà. Nessuno potrà impedirlo, nemmeno la costituzione più bella del mondo.
2018-01-04 Bisogni | Vita
Cose che rendono la vita difficile:
- impossibilità: cose che non è possibile ottenere in nessun caso
- conflittualità: cose per ottenere le quali se ne perdono altre
- minacce: rischi, pericoli e cose che qualcuno promette di farci se non facciamo quello che desidera da noi
- violenze: cose che ci vengono fatte contro la nostra volontà da persone o cose viventi e non viventi
2018-01-06 Appartenere
Gli animali rapaci di solito non attaccano gruppi di prede ma solo animali isolati. Anche per questo gli esseri umani cercano di muoversi all'interno di gruppi e di presentarsi come membri di gruppi piuttosto che come individui soli.
2018-01-07 Emozioni e sentimenti | Biologia
L'organismo umano è in grado di produrre (e consumare) droghe (come ad esempio la dopamina) che possono avere effetti eccitanti, euforizzanti, anestetici, ansiolitici ecc. Ciò che determina la produzione di queste droghe sono particolari attività, pensieri, percezioni come suoni e immagini ecc.
2018-01-07 Interagire | Demoni
Gli altri sono sempre nella nostra testa, ci fanno compagnia, ci guidano, ci giudicano, ci lusingano, ci incoraggiano, ci minacciano, ci inibiscono, ci immobilizzano, ci fanno fuggire a seconda di cosa stiamo facendo, a cosa stiamo pensando e di quali siano i nostri desideri e le nostre intenzioni.
Non siamo mai soli, mai liberi dagli altri interiorizzati. Sono i ricordi consci e inconsci delle persone che abbiamo conosciuto nel corso delle nostre esperienze. Sono i nostri demoni. Ognuno ha un potere più o meno grande su di noi e compete con gli altri per controllarci. Essi sono spesso in conflitto tra di loro, e, per il nostro benessere, dobbiamo cercare di conciliarli, se non nella realtà esterna, almeno nella nostra mente.
2018-01-08 Genetica | Evoluzionismo
A cosa serve il dolore? A educare. È il modo in cui la natura, ovvero lo spirito della specie, costringe i propri funzionari a fare il loro dovere (scritto nei propri geni) punendoli quando non lo fanno.
2018-01-08 Bisogni | Piacere e dolore
Non ci sono soluzioni definitive per ottenere il piacere, perché esso è sempre temporaneo e provvisorio e va ricercato di nuovo ogni volta, meglio se in modi diversi, perché la ripetizione annoia. Il piacere nasce dalla soddisfazione di un bisogno o desiderio. Perciò non ci può essere piacere se prima non vi è un bisogno o desiderio da soddisfare.
2018-01-09 Ragionare
La ragione serve soprattutto per giustificare le decisioni del cuore.
2018-01-09 Autogoverno
Riconoscere i propri limiti è il primo passo per superarli.
2018-01-09 Coscienza | Pensare | Immaginazione | Metapensiero
La mente reagisce a stimoli, ovvero a informazioni a cui vengono associati significati o proprietà particolari. Questi stimoli possono provenire dall'esterno (attraverso il sistema percettivo sensoriale) oppure dall'interno, cioè dalla memoria, oppure essere generati dal corpo.
Quando siamo svegli, gli stimoli esterni sono prevalenti. Quando dormiamo essi sono praticamente assenti. Quando siamo sotto ipnosi essi sono monopolizzati dalle parole dell'ipnotista.
Quando la mattina ci svegliamo, il risveglio, di solito, non è immediato ma dura un certo tempo durante il quale ci si trova con gli occhi chiusi nel cosiddetto stato di "dormiveglia". In questo stato gli stimoli esterni sono molto ridotti, a vantaggio di quelli interni, sui quali si può concentrare la nostra attenzione.
Per me questi momenti di dormiveglia sono i più creativi della giornata. Di solito è allora che mi vengono nuove idee che, una volta completamente sveglio, cerco di sviluppare e scrivere.
Io penso che lo stato di dormiveglia possa essere raggiunto volontariamente nel corso della giornata. Basta chiudere gli occhi e cercare di non pensare alle cose che ci circondano da vicino. In questo stato, in una certa misura autoipnotico, possiamo dare spazio alla nostra immaginazione senza particolari obiettivi e osservare ciò che la nostra mente può produrre. A volte si tratta di immagini mentali senza senso o utilità apparente, altre volte si tratta di nuove idee interessanti e degne di essere sviluppate.
2018-01-11 Libero arbitrio | Volontà
La volontà di un essere umano consiste nel decidere consapevolmente se assecondare o contrastare le proprie decisioni involontarie.
2018-01-11 Conoscere
L'uomo ha un tale bisogno di trovare un senso in tutto ciò che avviene, che dà un senso anche alle cose che non ne hanno.
2018-01-13 Casualità
Il caso non ha fini ma può produrre effetti utili a certi fini. Anche la mente e la coscienza si sono formate per caso e quindi senza fini, ma si sono dimostrate, in moti casi, utili alla sopravvivenza della specie umana.
2018-01-13 Pensare | Libertà | Libero arbitrio | Metapensiero
La libertà non esiste in natura, se non come illusione della mente umana. Si potrebbe dunque dire che sia un concetto inventato dall'uomo.
Prendiamo ad esempio un animale "in libertà". La sua libertà è relativa al fatto che esso non si trova chiuso in una gabbia, ma in senso lato esso non è affatto libero, bensì soggetto alle leggi della natura, ovvero della necessità e del caso, cioè alle leggi della fisica e della biologia, tra cui la funzione dei suoi istinti, che determinano i suoi comportamenti, i quali essendo così determinati, non sono liberi (come volevasi dimostrare).
Lo stesso vale per l'essere umano e in particolare per la sua attività pensante, la quale non è libera ma soggetta a leggi e meccanismi a cui il pensiero non può sfuggire nemmeno quando si sforza di farlo pensando al suo stesso pensare (metapensiero).
Il pensiero, infatti, può solo essere casuale o causale (o una combinazione dei due casi), ovvero "determinato" da qualcosa a lui interno o esterno, tra cui, come vedremo sotto, passivamente da esso stesso.
A ben vedere, un pensiero non è mai veramente casuale, anche quando si sforza di esserlo. Se infatti decido di pensare qualcosa "a caso", ho due possibilità per farlo: scelgo la cosa a cui pensare al mio interno oppure al mio esterno. Se la scelgo al mio interno, la scelta è limitata sia dal contenuto della mia memoria, sia dai suoi meccanismi di ricordo o richiamo e dai bias che tendono a farmi ricordare e dimenticare certe cose piuttosto che altre. Se la scelgo al mio esterno, per esempio usando un computer generatore di parole casuali, allora il pensiero non è libero, ma soggetto alla scelta operata da un ente esterno, cioè il computer o, più ingenerale, dagli stimoli offerti dall'ambiente.
Rassegnamoci dunque al fatto che i nostri pensieri non sono liberi ma determinati dallo stato e dai meccanismi della nostra mente e dell'ambiente che ci circonda, ovvero da un insieme di leggi, condizioni e stimoli interni ed esterni.
Tra queste condizioni c'è il pensiero stesso, dato che il pensiero si "svolge" normalmente in senso seriale, e ogni sua parte è determinata da quelle precedenti, con cui essa deve essere coerente. Se così non fosse, il pensiero sarebbe incoerente, ovvero assurdo, errato e quasi sempre inutile.
Possiamo dunque dire che una delle condizioni che limitano la libertà di pensiero sia il bisogno di coerenza, e, di converso, che l'unico modo per tentare di liberare il pensiero sia quello di permettergli di essere incoerente, almeno in parte.
2018-01-14 Piacere e dolore
L'unica cosa certa per un essere umano è il dolore, e il piacere prodotto dalla sua diminuzione.
2018-01-14 Conoscere | Sistemica | Relazioni
Ci sono autori che definiscono e analizzano precisamente aspetti particolari di contesti indefiniti dati per scontati. Infatti oggi c'è tanta scienza delle cose isolate e poca delle relazioni tra le cose, specialmente se queste appartengono a discipline accademiche diverse.
2018-01-15 Interagire | Scegliere
Ogni giorno, in ogni momento, dobbiamo consciamente o inconsciamente decidere con chi e come interagire e non interagire, ovvero chi ignorare e chi considerare, chi accontentare e chi scontentare, chi imitare e chi non imitare, chi ascoltare e chi non ascoltare, chi seguire e chi non seguire, con chi collaborare e con chi non collaborare, chi apprezzare e chi disprezzare, chi aiutare e chi combattere, a chi obbedire e a chi comandare.
2018-01-16 Mente | Comprendere | Psicoanalisi
Più discuto con qualcuno sulla natura umana e più mi pare che la maggiore parte della gente crede che la mente* sia unitaria (ovvero non costituita da parti autonome), comandata e supervisionata dalla coscienza, tranne in casi di malattie mentali, in cui la mente, per cause biofisiche o biochimiche, si trova dissociata in parti che non rispondono al controllo dell'io, dove per "io" si intende, al tempo stesso, la coscienza, la memoria, l'attenzione, la ragione e la volontà (o libero arbitrio).
* con il termine "mente" intendo sia sia la mente comunemente detta, sia la "psiche", ovvero il conscio e l'inconscio, vale a dire il consapevole e l'inconsapevole, considerati come entità interagenti.
Come potete immaginare, io la penso diversamente. Credo, cioè, che l'io, che preferisco chiamare "io cosciente" sia solo uno di diversi agenti mentali autonomi che costituiscono la mente e che interagiscono tra di loro scambiandosi informazioni (tra cui comandi, domande e risposte) all'insaputa dello stesso io. Questo ha uno scarso potere sul resto della mente, s'illude di comandarla, ma in realtà è governato da vari agenti mentali che si contendono il dominio su di esso. Sì, perché l'io cosciente, sede della razionalità, non è nato, nel corso dell'evoluzione, per comandare l'organismo, o la mente, ma per servirla, ovvero per facilitare la soddisfazione dei bisogni dell'individuo e della specie, sia quelli innati (ovvero geneticamente determinati) che quelli acquisiti nel corso delle esperienze.
Devo questa mia visione della mente alla lettura di diversi autori (filosofi e/o psicologi) come George Herbert Mead, Gregory Bateson, Edgar Morin, Marvin Minsky, Arthur Schopenhauer, Friedrich Nietzsche, Sigmund Freud, Luigi Anepeta, Alfred Korzybski e altri.
Vedere la mente come complesso monoautonomico (in cui l'io è prevalentemente dominante) o pluriautonomico o psicodinamico (in cui l'io è prevalentemente dominato) ha delle implicazioni profonde nella visione del mondo, della società e di se stessi da vari punti di vista, tra cui quelli psicologico, psicoterapeutico, epistemologico, etico, politico ed economico, e nel modo di ragionare e di giudicare il comportamento umano. Si tratta di due visioni antitetiche e mutuamente incompatibili che possono spiegare molto bene la discordia e l'incomprensione tra i sostenitori della centralità e autorità assoluta dell'io e quelli della psicodinamica, per esempio, nelle discussioni politiche.
Al fine di una migliorare la comprensione, il rispetto e la convivenza tra gli esseri umani, ritengo necessario affrontare e approfondire questo tema nelle scuole e nella vita sociale. Sono infatti convinto che se la maggioranza della gente accettasse l'idea che la nostra mente è costituita da diversi agenti mentali autonomi che condizionano l'io, ci sarebbero meno conflitti tra le persone, più comprensione dei fenomeni sociologici e psicologici e una maggiore soddisfazione dei bisogni umani attraverso interazioni umane più cooperative e costruttive.
Tutti sanno che il corpo umano è costituito da organi autonomi che collaborano tra loro, nessuno dei quali domina sugli altri e ognuno dei quali, in caso di malfunzionamento, è in grado di mettere in crisi l'intero organismo. Verrà un giorno in cui anche la mente sarà vista nello stesso modo.
Concludo con alcune citazioni.
Un pensiero viene quando vuole "lui", non quando voglio "io". [Friedrich Nietzsche]
La coscienza è l'ultimo e più tardo sviluppo dell'organico e di conseguenza anche il più incompiuto e il più depotenziato... Si pensa che qui sia il nocciolo dell'essere umano: ciò che di esso è durevole, eterno, ultimo, assolutamente originario! Si considera la coscienza come una stabile grandezza data! Si negano il suo sviluppo, le sue intermittenze! la si intende come unità dell'organismo! Questa ridicola sopravvalutazione, questo travisamento della coscienza hanno come corollario un grande vantaggio, consistente nel fatto che con ciò è stato impedito un troppo celere perfezionarsi della medesima. Perché gli uomini ritenevano di possedere già la coscienza, si sono dati scarsa premura per acquistarla, e anche oggi le cose non stanno diversamente! [Friedrich Nietzsche]
L’individuo è libero di fare ciò che vuole, ma non di volere ciò che vuole. [Arthur Schopenhauer]
Wundt cercava, nel sistema nervoso, dei centri responsabili dell'unità di azione della persona, ma non riuscì ad isolarne alcuno. L'unità del comportamento è un'unità di integrazione, ma il modo in cui tale integrazione tra le diverse parti avviene è per noi sconosciuto. [George Herbert Mead]
Dimostreremo che si può costruire una mente da tante piccole parti, ciascuna senza una mente. [Marvin Minsky]
Una persona fa ciò che fa perché percepisce il mondo in un certo modo. [Alfred Korzybski]
L'io cosciente, in nome del suo bisogno supremo di unità, di coesione e di coerenza, adotta meccanismi di repressione e di rimozione nei confronti di tutti gli aspetti interni contraddittori, quindi costruisce un'immagine di sé unitaria che è falsificata. [Luigi Anepeta]
l’Io non è padrone in casa sua. [Sigmund. Freud]
2018-01-17 Ragionare
Quando uno si rende conto che la ragione, la sua ragione, non lo aiuta, perde la fiducia in essa, la mette da parte e si rivolge a guide irrazionali. La razionalità si è sviluppata, evoluzionisticamente, per facilitare la sopravvivenza della specie o, meglio, è emersa casualmente e si è visto che poteva facilitare la sopravvivenza della specie. Se non soddisfa quello scopo non serve a nulla e non merita di essere seguita. Oppure va corretta o ampliata.
2018-01-18 Interagire | Libero arbitrio | Volontà | Autogoverno
Un essere umano deve farsi guidare da qualcosa o qualcuno: dalla "sua" ragione, dai suoi sentimenti, da altre persone, da un computer, da una musica ecc.. Guidarsi da sé è impossibile, anzi, non ha senso, perché o la guida è casuale, o segue gli ordini di qualcosa o qualcuno al proprio interno o all'esterno. Si tratta dunque di stabilire quale sia, momento per momento, la guida migliore.
2018-01-18 Conoscere | Filosofia
Molti cosiddetti filosofi si limitano a giudicare e a volte a prevedere, senza agire di conseguenza. Troppo comodo.
È anche vero che è una fortuna che certi filosofi non abbiamo messo in pratica le loro idee.
Va anche detto che certe idee non possono essere realizzate perché non hanno alcun senso pratico.
Un caso a parte è costituito dai filosofi demistificatori, che per me sono gli eroi della filosofia, il cui compito è quello di contrastare la cattiva filosofia e le idee inutili, stupide o dannose.
2018-01-19 Interagire | Libero arbitrio | Volontà | Autogoverno | Ecologia
Premessa: ciò che segue non descrive quello che normalmente avviene nella mente umana (infatti avviene normalmente tutt'altro), ma ciò che io considero salutare e auspicabile, ovvero un ideale di saggezza.
L'io (inteso come io cosciente) non è il padrone della vita della persona (intesa come l'insieme di corpo e mente o psiche) ma il suo servitore e aiutante. Esso non può e non deve decidere liberamente cosa fare della "sua" persona o cosa farle fare, ma le sue decisioni devono essere prese per il bene e l'interesse di essa, ovvero per soddisfare i suoi bisogni e le sue richieste, che sono espressione della sua natura.
L'io deve mettersi al servizio della persona che lo ospita. La persona comunica con il suo io e gli segnala i suoi bisogni e le sue richieste attraverso i sentimenti e le emozioni (che includono piacere, dolore, desideri, paure, attrazioni, repulsioni, amore, odio ecc.). Perciò l'io deve essere sempre in ascolto di questi e fare il possibile per soddisfarli, così come deve cercare di soddisfare gli enti esterni da cui dipende la vita la della sua persona, ovvero le altre persone e l'ambiente naturale.
L'io può e deve anche comandare se stesso e gli altri, ma deve farlo soltanto per obbedire alla sua natura interna e a quella esterna, che sono inseparabili ed in continua interazione, così come lo stesso io è in continua interazione con il resto della mente, della psiche e della persona, che sono inseparabili.
La conoscenza e la ragione debbono aiutare l'io a stabilire priorità e scegliere, momento per momento, a chi obbedire, chi servire, chi ascoltare, chi seguire, chi ignorare, a chi ribellarsi e chi combattere per il bene della persona e delle persone e cose da cui essa dipende.
2018-01-21 Interagire | Violenza
Nell'interazione tra due persone, se non c'è un accordo esplicito o implicito sulle regole dell'interazione (diritti e doveri, obblighi e divieti, dizionari, scopi, intenzioni, limiti, paradigmi ecc.), l'interazione è impossibile, ipocrita, ridotta al minimo o violenta.
2018-01-22 Conoscere | Natura umana
"Conosci te stesso". Facile a dirsi, ma che significa? In che senso uno si può conoscere? Forse possiamo arrivare a conoscere o perfino misurare i nostri bisogni e desideri (indipendentemente dal fatto che siano più o meno sani o malati, reali o illusori), le nostre paure, capacità, incapacità, potenzialità, inclinazioni, temperamento, carattere. Ma conoscere noi stessi nel senso di capire la nostra struttura, costituzione, organizzazione neurologica, le funzioni della nostra mente intesa come sistema di sistemi e soprattutto il ruolo dell'io cosciente rispetto agli altri agenti mentali. Ciò è estremamente difficile, quasi impossibile nella cultura attuale, nemmeno a livello accademico.
Si tratta, infatti, di capire prima di tutto la natura umana in generale e poi la propria in particolare. Questo è impossibile senza usare un paradigma epistemologico della natura umana universalmente riconosciuto, cosa che oggi non esiste. Infatti, ogni autore di scienze umane e sociali, ne propone uno proprio, incompleto e insufficiente, definito con categorie spesso arbitrarie, su cui non esiste un generale consenso. Basti pensare ai vari significati che si danno a parole come io, coscienza, consapevolezza, inconscio, sé, me, persona, mente, psiche, spirito, anima, ragione, volontà, personalità, carattere, temperamento, sentimento, emozione, piacere, dolore, bisogno, desiderio, autogoverno, libertà, libero arbitrio, determinismo, caso, necessità ecc.
Prima di cercare di conoscere noi stessi, dovremmo dunque cercare di definire, convenire, cosa sia un essere umano, come sia fatto e come funzioni. Perché non è possibile conoscere se stessi senza prima conoscere l'uomo in generale, l'
homo sapiens, di cui ognuno di noi è un'istanza. Né è possibile una pacifica convivenza tra essere umani se non si condivide una conoscenza della natura umana.
2018-01-22 Conoscere | Scienza
Ci sono mille filosofie e una sola scienza. Intendo dire che esiste solo un metodo scientifico, universalmente riconosciuto e condiviso, (che consente l'evoluzione della scienza), e una molteplicità di approcci alla filosofia e di visioni del mondo e dell'uomo. Le dispute tra scienziati sono rare, quelle tra filosofi (come pure tra rappresentati di religioni) sono la norma.
2018-01-22 Interagire | Comunicazione | Metainterazione
Le quattro orecchie che ognuno dovrebbe avere quando comunica con altri esseri umani. Da un libro di Friedemann Schulz von Thun.
2018-01-22 Conoscere
La maggior parte della gente è talmente occupata a vivere la sua vita che non ha il tempo per riflettere su di essa e cercare di capirla
2018-01-22 Interagire | Coscienza
L'io cosciente deve imparare a interagire in modo soddisfacente sia con gli enti esterni che con quelli interni alla propria persona.
2018-01-22 Conoscere | Saggezza | Apprendere
Ogni individuo, gruppo o organizzazione di esseri umani, ogni medium (libro, giornale, canale TV o radio, sito web ecc.) è portatore e diffusore di una ideologia che afferma cosa sia più importante, buono, sano, giusto, vero, utile, bello, potente, vincente, efficiente, comodo, piacevole, pericoloso, schifoso, perdente ecc. e in tal senso educa la sua audience.
2018-01-23 Conoscere | Bias cognitivo
L'illusione di essere immuni da bias cognitivi è un segno evidente della loro presenza.
2018-01-23 Conoscere | Natura umana | Filosofia | Società | Sociologia
Forse la causa principale dei problemi sociali e individuali è il fatto che la grande maggioranza degli esseri umani non si interroga sulla validità dei propri pensieri e dei propri comportamenti. E' troppo occupata a vivere e a risolvere problemi pratici (come quello della sopravvivenza, del lavoro, della cura della prole, della cura delle malattie, dei conflitti individuali e collettivi, del rispetto delle tradizioni e delle norme della propria comunità, della ricerca di compagnia ecc.) che non ha tempo per coltivare la filosofia e la psicologia, considerate superflue e illusorie, e crede di conoscere la natura umana in maniera adeguata.
2018-01-23 Interagire | Cultura | Gioco
Ogni giorno che ho la fortuna di vivere consiste in un gioco, anzi in diversi giochi simultanei. Con la morte, che prima o poi avrà la meglio e porrà fine a tutto ciò che mi riguarda, con le malattie sempre in agguato, con le persone in cerca di approvazione, riconoscimenti, compagnia e amore, con gli invidiosi che cercano di emergere criticando gli altri, con i media che cercano di ingannarci e venderci cose di cui non abbiamo bisogno o nocive, con i mistificatori e ciarlatani che vogliono farci credere cose assurde, con quelli che si sopravvalutano, con quelli che vorrebbero comandare ma non sono nemmeno capaci di obbedire, con quelli che hanno rinunciato alla libertà per paura della guerra o della solitudine, con gli illusi che si ostinano a difendere le loro illusioni, con i criminali e gli sfruttatori sempre pronti a sfruttare il prossimo, con il patrimonio culturale pieno di tesori nascosti, con la musica che mi incanta, con il mio corpo che cerco di mantenere in forma, con la mia mente che cerco di tenere sveglia, chiara e soddisfatta, con i miei limiti che cerco di conoscere e superare (se possibile e ne vale la pena), con il caso, da cui discende ogni innovazione etc.
2018-01-24 Interagire | Valutare
Ciò che conta non sono le cose in sé, ma l'uso che se ne fa e gli effetti del loro uso. Avere certe cose senza usarle è come non averle (a parte l'aspetto finanziario). E' nel momento dell'uso, dell'interazione con esse o del loro scambio con altre persone che le cose dimostrano il loro valore ovvero i loro effetti.
2018-01-25 Conoscere | Coscienza | Pensare
Il pensiero (cosciente per definizione) è simile a uno slide show, i cui contenuti e la cui sequenza sono determinati da macchine inconsce che interagiscono con stimoli interni ed esterni secondo programmi modificabili nel tempo.
2018-01-25 Vita | Futuro
La vita è adesso. Il passato e il futuro sono solo idee.
2018-01-25 Religione
Ci hanno insegnato a non criticare Dio. Perché lui sa subito se lo critichiamo, anche solo col pensiero, e in tal caso ci punisce crudelmente. Perché Dio non sopporta di essere criticato e di non essere al centro dell'attenzione. E' il Dio della Bibbia, che è ancora in vigore per miliardi di persone.
2018-01-26 Conoscere | Pensare | Mappa cognitivo-emotivo-motiva | Idee | Creatività
Si può essere padroni o schiavi delle idee proprie e altrui. Le idee possono essere usate come risorse o gabbie mentali, come strumenti di conservazione o di progresso.
2018-01-27 Conoscere | Comunicazione
Quando si comunica qualcosa, questa viene inconsciamente inquadrata, sia dall'emittente che dal ricevente, in un paradigma epistemologico rispetto al quale essa assume dei significati. Il problema è che i paradigmi epistemologici sono sempre, più o meno, qualitativamente e quantitativamente (in ampiezza e profondità) diversi. Ne conseguono incomprensioni, fraintendimenti e disaccordi. D'altra parte, un messaggio non inquadrato in un paradigma è insignificante.
In conclusione, i problemi non stanno nelle cose che si pensano e si dicono, ma nei paradigmi entro i quali esse si inquadrano.
2018-01-27 Interagire | Psicopatia | Empatia
"Chi non è con me è contro di me." (Matteo 12,30). Difficile trovare un'affermazione più dannosa per le menti degli esseri umani e per la pacifica convivenza tra persone di vedute diverse.
Questa logica è causa di schizofrenia, guerre, e dell'inibizione dell'empatia nei confronti di coloro che hanno una mentalità diversa dalla propria.
2018-01-27 Bisogni | Religione | Futuro
La religione ci ha insegnato a vivere non per il presente, ma per il futuro, un futuro incerto, ambiguo e poco credibile, in cui dovremmo essere premiati o puniti per ciò che facciamo o non facciamo adesso. Questa supremazia del futuro sul presente ci rende psichicamente malati perché ci fa trascurare i bisogni dei nostri corpi (in cui sono incluse le nostre menti), i quali bisogni sono per il presente, non per il futuro.
Bisognerebbe perciò cercare di vivere ogni momento della nostra vita nel modo più soddisfacente possibile, pensando al futuro solo coma continuazione ed evoluzione del presente, non come qualcosa che gli dia un senso. Il presente ha un senso di per sé, e anche se non ne avesse, non sarebbe certo un futuro sconosciuto a poterglielo dare.
Un altro errore che facciamo è quello di pensare al futuro come qualcosa di individuale, di personale. In tale ottica si tratta di un futuro effimero perché per ogni essere vivente esso finisce nel nulla, con la sua morte. Dobbiamo invece pensare soprattutto al futuro della nostra specie, e dell'ambiente di cui essa ha bisogno per sopravvivere. Vivere appieno il presente significa fare il nostro dovere di membri della nostra specie, che continuerà a vivere e ad evolvere dopo la nostra morte individuale.
2018-01-28 Bisogni | Saggezza | Ecologia
Saggio è l'io cosciente che contempla e cerca di soddisfare insieme i suoi bisogni, i bisogni altrui, i bisogni della sua specie, i bisogni delle altre specie, l'ecologia dei bisogni e delle epistemologie, nel passato, presente e futuro, privilegiando ciò che avviene qui ed ora, nella coscienza di essere uno strumento per la vita e l'evoluzione della propria specie in cooperazione con l'ambiente di cui ha bisogno.
2018-01-28 Interagire
Essere autentici richiede il coraggio di mostrarsi come si è, non come si dovrebbe essere.
2018-01-28 Bisogni | Psicopatia
Se certi bisogni non vengono soddisfatti in misura sufficiente, la psiche, e/o il corpo che la contiene, si possono ammalare, le loro capacità diminuire e il loro sviluppo arrestare.
2018-01-29 Libertà | Libero arbitrio
"Nel mondo attuale per libertà s'intende la licenza, mentre la vera libertà consiste in un calmo dominio di se stessi. La licenza conduce soltanto alla schiavitù. La libertà, nella sua più alta espressione consiste nel dare tutto e nel servire gli altri. L'uomo capace di questo, capace d'essere padrone di sé sino a tal punto, è libero come nessun altro. È questa la più elevata manifestazione del libero arbitrio. Prima di predicare altrui, date voi stessi l'esempio. Sarete seguiti. Il segreto del primo passo è questo: dominare se stessi e agire senza attendere." [Fyodor Dostoevsky]
2018-01-30 Psicoterapia | Morte
Immagina che oggi, e ogni giorno da oggi in poi, sia l'ultimo della tua vita. Se accetti serenamente l'idea della tua morte puoi vivere una vita piena, serena e coraggiosa, capire cosa sia più importante e perfino dare un senso alla vita stessa. Con questo esercizio puoi lentamente sgravare la mente da tanti errori e rinascere idealmente.
2018-01-31 Conoscere | Percezione | Autoinganno
Quando percepiamo una cosa, una persona, un'idea, all'informazione che entra nella nostra mente aggiungiamo inconsciamente tante altre informazioni in questa già esistenti, che hanno poco a che fare con l'oggetto reale. Ciò che percepiamo è infatti un misto di informazioni esterne (inconsciamente filtrate in un certo modo) e interne preesistenti.
2018-01-31 Politica
Avere governanti e amministratori capaci e onesti non è un diritto, ma una condizione per la quale bisogna combattere e impegnarsi. La cattiva politica non si combatte con l'astensione dal voto ma con l'impegno politico. E se non siamo capaci di formare buoni partiti allora ci meritiamo quelli cattivi.
2018-01-31 Vita | Saggezza
Alla fine conta ciò che ho ricevuto e ciò che ho dato, ciò che ho preso e ciò che altri hanno preso da me.
2018-01-31 Interagire | Comunicazione
Qualunque cosa io dica (o non dica) al mio interlocutore, essa verrà da lui usata non solo per capire di cosa sto parlando in termini semantici e logici ma anche (leggendo tra le righe e decifrando il mio linguaggio non verbale) per farsi una idea (più o meno rispondente alla realtà e affetta dai suoi pregiudizi) di chi sono, cosa penso di me, come vedo il mondo, cosa gli sto proponendo, offrendo o chiedendo, cosa mi aspetto da lui, cosa penso di lui, quali sentimenti provo per lui e in quale rapporto gerarchico (in senso intellettuale, morale, politico ed economico) ovvero di parità, superiorità o inferiorità mi pongo rispetto a lui. Le sue reazioni e risposte dipenderanno da tutte queste percezioni soggettive.
Anche ciò che ho appena scritto verrà usato dai miei lettori come indicato.
2018-02-01 Interagire | Bisogni
Il concetto freudiano di "Super-io" e quello di "Altro generalizzato" di George Herbert Mead hanno molto in comune. Tuttavia credo che il secondo sia più comprensivo ed efficace del primo, e meno misterioso. Mi piace infatti pensare che un essere umano faccia di tutto, consciamente e ancor più inconsciamente, per interagire in modo soddisfacente con gli altri esseri umani, percepiti (più o meno) come istanze dell'Altro generalizzato formatosi nella sua mente e sul quale la sua mente si è formata. Naturalmente, affinché l'interazione sia possibile, occorre prima ottenere il riconoscimento, l'approvazione, l'accettazione della propria persona da parte del proprio Altro generalizzato, e ciò costituisce una delle motivazioni principali di ogni essere umano, ovvero un suo bisogno primario e fondamentale.
2018-02-01 Interagire
Non sempre alle parole seguono i fatti, anzi, quasi mai. Molto spesso esse servono solo a socializzare, ovvero sono esse stesse un fatto sociale e non hanno bisogno di tradursi in fatti. Anzi, spesso le parole sono così insensate e pericolose che è un bene che non si traducano in fatti.
2018-02-01 Libertà | Libero arbitrio
Una cosa che solo l'uomo e nessun altro animale è capace di fare è impostare una sveglia. Dietro tale banale gesto si cela la capacità che un uomo ha di programmare la futura ricezione di uno stimolo esterno che influenzerà il suo futuro comportamento. La decisione di impostare o no una sveglia e di decidere a che ora essa deve suonare è una manifestazione di libero arbitrio giacché uno può liberamente scegliere di rinunciare alla libertà di svegliarsi quando il suo corpo preferisce, e di costringerlo a svegliarsi ad una certa ora. In altre parole, l'uomo è libero di limitare la libertà di sé stesso e degli altri per un tempo e uno spazio più o meno estesi.
2018-02-02 Interagire | Conoscere | Confliggere
L'uomo tende a pensare che se uno non è d'accordo con le sue idee, significa che non le ha capite o non le vuole capire o non è abbastanza intelligente o istruito per capirle o è mentalmente disturbato o è in malafede. Esclude che due persone in disaccordo possano avere entrambe ragione, ognuna dal suo punto di vista, e che ogni punto di vista sia rispettabile. Questo tradurre un disaccordo nel disprezzo per l'interlocutore è una tragedia della natura umana. Potrebbe essere la causa prima di tutti i mali della società.
2018-02-02 Interagire | Comunicazione
Se uno che non parla la nostra lingua non ci capisce, non ce la prendiamo. Ma se uno che la parla la mia lingua e ha un livello di istruzione pari al mio non mi capisce o non è d'accordo con me, la cosa è drammatica. Può infatti significare che uno dei due sia in errore o non sia capace di spiegarsi. E l'ipotesi che quello che è in errore o che è incapace di spiegarsi sia io, è angosciante, a volte insostenibile. Per evitare tale angoscia tendiamo a pensare che il problema sia nel nostro interlocutore.
2018-02-02 Interagire | Comunicazione
Affinché due persone possano comunicare costruttivamente e pacificamente, esse devono essere d'accordo sui temi e i contesti di cui parlare e non parlare, e sui valori e i pregiudizi da rispettare e non mettere in discussione.
2018-02-03 Confliggere | Saggezza
La saggezza è super partes.
2018-02-03 Conoscere | Saggezza
Di tutte le cose che ogni autore ha scritto, che ogni persona ha detto, alcune sono vere, altre false, alcune utili, altre inutili, altre nocive, alcune importanti, altre non importanti. Nessuno è completamente saggio o completamente stolto.
2018-02-04 Saggezza | Casualità
Con le carte che il caso mi ha dato, avrei forse potuto giocare meglio? Certamente sì col senno di poi, ma col senno di allora?
2018-02-04 Conoscere | Mente | Autoinganno
Il cervello è un grande simulatore.
2018-02-04 Politica
Chi ha inventato la democrazia dava per scontato che i votanti avrebbero votato per favorire i propri interessi. In realtà succede spesso che i cittadini votino per politiche i cui risultati sono per loro controproducenti. Non è facile capire gli effetti di certe scelte politiche e anche gli accademici sono spesso tra loro discordi nelle loro valutazioni, figuriamoci la gente poco istruita. Con questo non intendo dire che la dittatura sia meno rischiosa.
2018-02-04 Conoscere | Conformismo | Televisione
Perché tanta gente dice "tipologia" intendendo "tipo", "problematica" intendendo "problema", "estrapolare" intendendo "estrarre", come se fossero sinonimi? Queste parole hanno significati diversi. "Tipologia" è un insieme di tipi, "problematica" un insieme di problemi, "estrapolare" significa ricavare un dato ipotetico da dati reali ecc.
Quando uno sceglie una parola difficile piuttosto che una più facile, forse vuole dare l'impressione di avere una cultura superiore a quella che ha. E' anche vero che chi ha una scarsa cultura tende a copiare l'uso improprio di certi vocaboli da chi si presume abbia una cultura superiore, come certi personaggi che parlano in televisione.
2018-02-04 Politica
In politica un incompetente può fare più danni che un disonesto.
2018-02-04 Bisogni | Religione
O natura, tu che con l'evoluzione della mia specie hai determinato i miei bisogni innati da cui derivano tutti i miei bisogni e desideri acquisiti, aiutami a sapere di chi e cosa ho bisogno e di chi e cosa non ho bisogno in generale e adesso in particolare, e aiutami a sapere con chi, con cosa e come è utile che io interagisca o non interagisca per soddisfare i miei bisogni, in generale e adesso in particolare.
Io userò la mia intelligenza cognitiva ed emotiva, le mie conoscenze, le mie risorse, i miei poteri e la mia razionalità per soddisfare, per quanto possibile e in misura sufficiente, i bisogni consci e inconsci miei e delle persone e degli altri esseri viventi da cui la mia vita dipende, i quali bisogni sono anche tuoi perché tu li hai determinati.
Aiutami a conoscere la tua volontà affinché io possa servirla.
2018-02-05 Comunicazione
L'unico modo per non essere fraintesi è quello di non esprimersi, ma anche il silenzio può essere frainteso.
2018-02-05 Interagire | Comunicazione | Idee
Esprimere le proprie idee è spesso pericoloso, perché chi la pensa diversamente si sentirà minacciato dalla nostra visione del mondo e ci vedrà come un nemico.
2018-02-05 Mappa cognitivo-emotivo-motiva | Tempo | Futuro
E' difficile per noi esseri umani vivere nel presente senza essere condizionati dal passato e dall'idea del futuro, perché il nostro passato è ciò che siamo, il software del nostro comportamento che si è sviluppato nel corso della nostra esistenza, e il futuro è l'aspettativa del piacere e del dolore, che ci rende diversi dagli altri animali e rende possibile la civiltà, la cultura e l'etica. Si potrebbe dire che trascurare il futuro non sia umano.
2018-02-05 Coscienza
Oggi mi è venuta un'idea. Così come l'io è emerso durante l'evoluzione della nostra specie, non si può escludere che possano in futuro (o che sia già avvenuto in qualche mutante), emergere altri "io" di livello superiore, come quello rappresentato in questo schema:
Vedi anche Struttura dinamica della psiche (versione 4)
2018-02-06 Conoscere | Mente | Psicologia
Come ogni altro organo di qualsiasi essere vivente, la mente umana, e in particolare la parte cosciente di essa (l'io cosciente) è emersa per caso durante l'evoluzione della nostra specie, ed è rimasta nel nostro corredo genetico perché ha costituito un vantaggio adattivo rispetto agli individui sprovvisti di essa, ovvero ha facilitato la sopravvivenza dei suoi portatori. La sua funzione è stata quella di imparare a conoscere l'ambiente e il proprio corpo nel senso di prevederne le reazioni rispetto a certi stimoli e situazioni, e di utilizzare il linguaggio simbolico per cooperare con altri individui e per pensare, ovvero comunicare con l'Altro interiorizzato.
E' solo da pochi secoli che la mente del Sapiens ha cominciato a interrogarsi su se stessa, e in realtà sono ancora molto pochi coloro che lo fanno, anche tra le persone più istruite. Come spiegare questo generale disinteresse per qualcosa che ci riguarda direttamente e profondamente?
Io credo che il motivo sia nella natura delle cose, ovvero nel fatto che la mente è emersa come un soggetto che impara a conoscere oggetti ad essa esterni per controllarli meglio e, quando è emersa, non c'era alcun bisogno di una sua auto-conoscenza o auto-coscienza, né di un suo auto-controllo. Il Sapiens primitivo era mosso da bisogni molto semplici, e usava la sua mente come strumento per soddisfarli, non certo per interrogarsi sui suoi bisogni o la sua mente.
Con lo sviluppo delle civiltà, le cose si sono complicate perché le culture umane hanno sempre più indotto negli individui bisogni secondari o artificiali, ovvero non definiti nel loro DNA, più o meno funzionali rispetto alle esigenze della specie, del gruppo e dell'individuo. La massima "Conosci te stesso", scritta in un tempio dedicato ad Apollo circa tremila anni fa, è uno dei primi segni dell'interesse dell'uomo per conoscere la propria mente, ma questa massima è ancora diffusamente disattesa.
Infatti, conoscere se stessi, o la propria mente (che è la stessa cosa) è facile a dirsi quanto difficile a farsi. Perché noi usiamo la mente (soggetto) per conoscere qualcosa (oggetto), e non è "naturale" che essa sia al tempo stesso soggetto e oggetto. Intendo dire che per conoscere una mente ci vorrebbe una mente ad essa esterna, per lo stesso motivo per cui uno non può vedere se stesso, a meno che non utilizzi uno specchio.
Si tratta dunque di mettere uno specchio davanti alla propria mente. Questo però non risolve la questione perché una mente che si osserva allo specchio non può che approvare se stessa, ovvero non ha capacità auto-critica. Il motivo è questo: se la mente conoscesse i suoi errori, li correggerebbe immediatamente, dato che la mente non servirebbe a niente, anzi, sarebbe controproducente, se conoscesse in modo non corrispondente alla realtà le cose che conosce, ovvero, non soddisferebbe la sua ragion d'essere. Pertanto, se una mente funziona male, l'eventuale conoscenza di se stessa è più o meno falsa. Infatti ogni mente considera "normalmente" se stessa esente da errori, almeno per quanto riguarda il giudizio etico.
Soltanto una mente che accetti l'idea che la propria visione del mondo possa essere falsa, ovvero che essa stessa funzioni male, ovvero in modo insoddisfacente rispetto ai bisogni della persona che la ospita, potrà sperare di conoscere se stessa.
In effetti, il numero di coloro che dubitano che la propria mente sia sana cresce continuamente. Si tratta di coloro che cercano un aiuto filosofico, psicologico, psicoterapeutico o psichiatrico per superare certe difficoltà o disturbi.
Ma l'auto-critica non basta per conoscersi. Infatti l'uomo sa ben poco della mente e anche a livello accademico esistono tante diverse teorie, più o meno contrastanti e riduttive, su come la mente sia fatta e come funzioni.
Ci sono aspetti della mente che possono essere indagati scientificamente, altri che sfuggono a qualsiasi ricerca scientifica, come la natura della coscienza, dei sentimenti (specialmente il piacere e il dolore) e del libero arbitrio e su queste cose ognuno si fa una sua idea sulla base delle proprie esperienze.
In conclusione, una mente può cercare di conoscere se stessa, ma non potrà mai essere certa che la tale conoscenza corrisponda alla realtà.
2018-02-07 Conoscere | Natura umana | Mente
È inutile che due persone discutano su un aspetto particolare del comportamento umano se sono in totale disaccordo sulla struttura e il funzionamento della mente in generale. Vi sono infatti scuole di pensiero incompatibili come quella cognitivista, quella psicodinamica, quella spiritualista e quella del non pensiero. La prima afferma il primato della coscienza sull'inconscio, la seconda il primato dell'inconscio sulla coscienza, la terza il primato del divino sull'umano, la quarta considera l'attività pensante pericolosa o inutile e preferisce andare "dove ti porta il cuore". Esistono poi scuole di pensiero ibride che combinano in vario modo quelle indicate.
2018-02-07 Stimoli e reazioni
È possibile controllare le proprie reazioni cognitivo-emotive? Ovvero trovare il lato positivo in ciò che ci disturba e il lato negativo in ciò che ci attrae? Penso di sì, e credo che sia un esercizio utile per diventare più saggi.
2018-02-08 Conoscere | Letteratura

2018-02-08 Cooperare
Ognuno è in cerca di alleati.
2018-02-08 Interagire | Etica | Comunicazione
E' umano, molto umano cercare di dare all'altro la colpa del fallimento della cooperazione o della comunicazione. Lo fanno tutti, anche io. Credo che sia un meccanismo scritto nel DNA dell'Homo Sapiens.
Conosco infatti diverse persone che, non riuscendo ad ottenere un consenso alle proprie idee, accusano l'interlocutore di non cercare di dialogare costruttivamente, di non ascoltare, di non mettersi in discussione, di non essere aperto a nuove idee, di non essere capace di autocritica o addirittura di fuggire dal confronto ecc.
2018-02-09 Libertà | Responsabilità
Più ci liberiamo, più aumenta il peso delle nostre responsabilità.
2018-02-09 Etica | Responsabilità
Parlare male di qualcuno è un modo per distogliere l'attenzione dalle proprie responsabilità.
2018-02-09 Inconscio | Colpa
Più che la coscienza sporca, abbiamo tutti, più o meno, l'inconscio sporco e siamo abitati da sensi di colpa soffocati e rimossi che ci disturbano continuamente. Abbiamo infatti sicuramente trattato male o disprezzato qualcuno che abbiamo dimenticato, di cui temiamo inconsciamente la rappresaglia.
2018-02-10 Etica | Libertà | Politica | Responsabilità
Un tempo l'uomo era più attivo, laborioso, morale, combattivo, progressista perché i regimi di un tempo erano autoritari, repressivi, dittatoriali, liberticidi, e la vita difficile per i più. Oggi la democrazia e la libertà, unite alle migliorate condizioni economiche, hanno reso l'uomo medio più pigro, irresponsabile, smarrito, depresso, demotivato.
2018-02-10 Interagire | Conoscere | Motivazioni | Comunicazione
Ognuno interpreta, consciamente o inconsciamente, le intenzioni di ogni altro, sia nel senso delle credenze che delle motivazioni altrui. Queste interpretazioni sono spesso false e ancor più spesso riduttive anche perché per capire l'intelligenza di qualcuno (in senso lato) bisogna essere almeno altrettanto intelligenti.
2018-02-10 Interagire
È impossibile non interagire continuamente con qualcuno, reale o immaginario. Si tratta dunque di scegliere con chi farlo, di volta in volta, momento per momento.
2018-02-10 Bisogni | Felicità | Casualità
Non voglio essere felice in assoluto, ma voglio che la mia vita sia la più felice possibile, per quanto mi sarà consentito dai bisogni, le risorse e i limiti che la natura e il caso mi hanno dato e mi daranno.
2018-02-10 Sistemica
Quando guardiamo qualcosa dovremmo sempre essere accompagnati da qualcuno che ci aiuti a metterla in relazione con tutto il resto.
2018-02-10 Interagire | Bisogni
Nessuna azione, nessuna soddisfazione, nessuna vittoria, nessun piacere sono definitivi, abbiamo continuamente bisogno di interagire per soddisfare i nostri bisogni.
2018-02-11 Piacere e dolore | Saggezza | Futuro
Una differenza essenziale tra l'uomo e gli altri animali è che questi vivono solo nel presente, mentre l'uomo è quasi sempre condizionato dalla sua idea del futuro ed è capace di provare dolore e piacere anticipando dolori e piaceri che potrebbero capitargli in momenti indeterminati. Perciò la saggezza, che gli altri animali non conoscono, consiste nel trovare il modo migliore di vivere che consenta di ottenere il minor dolore e il maggior piacere in un presente e un futuro indissolubilmente legati.
2018-02-11 Religione
La religione "fai-da-te" è la più diffusa al mondo. Ognuno legge le sacre scritture come gli conviene, scegliendo le pagine più favorevoli e ignorando quelle terrificanti o imbarazzanti.
2018-02-12 Interagire | Bisogni | Natura umana | Natura
Abbiamo continuamente bisogno di interagire con altri umani, ovvero di dare e/o ricevere qualcosa dal prossimo. Senza questo scambio ci assale l'angoscia della solitudine e un senso di colpa verso la nostra natura e la natura in generale.
2018-02-12 Intelligenza | Creatività | Noia
Un'intelligenza vivace ha sempre bisogno di nuovi stimoli, nuove forme, ed è annoiato dalle ripetizioni e da ciò che è amorfo. Questa noia è il motore della creatività.
2018-02-12 Interagire | Ruoli sociali
Di ogni umano chiedersi: con chi interagisce e in quali ruoli?
2018-02-12 Conoscere | Giudicare
È facile criticare qualcuno dopo avergli avergli attribuito idee e intenzioni criticabili. Chi critica non ha quasi mai dubbi sulle idee e le intenzioni del criticato e non è consapevole del fatto che si tratta solo di sue interpretazioni.
2018-02-12 Interagire | Solitudine
Gli umani si possono dividere in due categorie: gli iniziatori e gli attendisti. Nell'interazione tra due persone qualcuno deve prendere l'iniziativa e fare la prima mossa. Ci sono persone che tendono a prendere l'iniziativa, altre che preferiscono aspettare che sia l'altro a farlo. Ma se il numero di iniziatori continua a diminuire, l'uomo sarà sempre più solo e improduttivo. E in politica questo conduce alla dittatura.
2018-02-12 Interagire | Giudicare | Interdipendenza
Siamo tutti buoni, gentili e amorevoli finché non veniamo criticati, contrastati, fermati, rifiutati, abbandonati, o a noi si disobbedisce o ci si ribella. Allora possiamo diventare violenti e spietati. Per valutare il carattere di una persona bisogna chiedersi come reagirebbe ad una critica, una disobbedienza, una ribellione, un rifiuto, un abbandono.
2018-02-12 Bisogni
L'Uomo ha una serie di bisogni antitetici, che gli causano tanti problemi e conflitti. Tra le principali coppie di bisogni antitetici abbiamo il bisogno di appartenenza e quello di libertà, il bisogno di novità o cambiamento quello di conservazione o resistenza al cambiamento. A questi bisogni corrispondono omonime paure: dell'appartenenza, della libertà, del cambiamento e del non cambiamento.
2018-02-12 Cambiare | Stimoli e reazioni
Voglio inventare una macchina della novità, ovvero un sistema informatico che in qualsiasi momento di noia, angoscia, immobilismo o bisogno di cambiamento mi dia nuovi e imprevedibili stimoli, immagini, suoni, idee, simboli, forme, regole, suggerimenti di nuovi comportamenti, interazioni, strade, luoghi conosciuti o sconosciuti da esplorare o in cui stare, persone conosciute o sconosciute da incontrare, nuovi collegamenti tra cose conosciute, nuove sfide, nuove domande, nuove ipotesi.
Questa macchina non sarà un computer elettronico, ma biologico, un organo del mio cervello.
2018-02-12 Interagire | Natura umana | Interdipendenza
Ogni umano è un distributore di gioie e sofferenze, piaceri e dolori, soddisfazioni e frustrazioni, vita e morte verso gli altri umani e tutti gli esseri viventi con cui interagisce.
2018-02-13 Umorismo
Buon x a tutti. Sostituite x con ciò che più desiderate.
2018-02-13 Interagire | Bisogni
Se aspettiamo che gli altri vengano da noi a conoscerci ed amarci saremo delusi. Dobbiamo essere noi a fare il primo passo, infinite volte.
2018-02-13 Interagire | Natura umana
Ci sono tante persone che pensano di conoscere le cause dei mali della società, a livello nazionale e/o globale e hanno l'abitudine di denunciale e di criticare coloro che "non le vogliono capire" o non le denunciano nonostante esse siano, secondo loro, chiare e semplici. In tal modo essi deresponsabilizzano se stessi e danno ai non denuncianti la corresponsabilità del permanere dei mali sociali. Questi denunciatori semplicisti non capiscono che i mali della società sono causati dalla stessa natura umana a tutti i livelli e dal fatto che quasi nessuno cerca di capire la propria natura, assumendo di conoscerla abbastanza per il solo fatto di esistere, e considerano superflui filosofi e psicologi. Su quest'ultimo punto essi hanno però parzialmente ragione dal momento che nemmeno i filosofi e gli psicologi hanno le idee chiare sulla natura umana anche se alcuni pretendono di averla capita tutta.
2018-02-14 Conoscere | Idee | Progresso
Io credo che non sia sufficiente concepire una buona idea perché essa venga realizzata a livello sociale. Perciò mi occupo molto del problema delle cause della chiusura delle persone alle nuove idee, ovvero della conflittualità (più che della competizione) e della resistenza al cambiamento da parte di ogni essere umano, a partire da me stesso. Voglio dire che anche se un'idea fosse perfetta, lascerebbe il tempo che trova se non si risolvesse prima il problema della resistenza al cambiamento e della incomprensione delle idee altrui, problema di tipo non logico-cognitivo, ma psicodinamico e/o neurologico.
2018-02-14 Conoscere | Complessità
Molte spiegazioni dei fenomeni sociali sono semplificazioni riduttive e riduzioniste di una realtà molto più complessa di quanto l'uomo possa concepire. Diffido delle spiegazioni "totali" e non do credito a chi spaccia per totale una spiegazione parziale.
2018-02-14 Ragionare
Ha sempre ragione chi definisce a suo modo il significato delle parole che usa.
2018-02-14 Interagire | Vita
La vita emerge dalla interazione tra agenti e si esaurisce quando l'interazione cessa. Ciò può avvenire a vari livelli, in quanto una interazione tra agenti ad un certo livello può dar vita ad un agente di livello superiore, come, ad esempio, la coscienza. La vita è dunque interazione e ha bisogno di interazione, e la morte è la fine di una interazione. Le diverse forme di vita sono costituite da diverse combinazioni di interazioni.
2018-02-14 Politica | Comprendere | Autoinganno
Manuale di propaganda, di Joseph Goebbels, Ministro della Propaganda della Germania nazista
Aggiungerei un principio: includere anche qualche verità tra le menzogne, e usare le poche verità per dare credito alle tante menzogne. Ogni riferimento all'attuale campagna elettorale non è casuale.
1. Principio della semplificazione e del nemico unico
E’ necessario adottare una sola idea, un unico simbolo. E, soprattutto, identificare l’avversario in un nemico, nell’unico responsabile di tutti i mali.
2. Principio del metodo del contagio
Riunire diversi avversari in una sola categoria o in un solo individuo.
3. Principio della trasposizione
Caricare sull’avversario i propri errori e difetti, rispondendo all’attacco con l’attacco. Se non puoi negare le cattive notizie, inventane di nuove per distrarre.
4. Principio dell’esagerazione e del travisamento
Trasformare qualunque aneddoto, per piccolo che sia, in minaccia grave.
5. Principio della volgarizzazione
Tutta la propaganda deve essere popolare, adattando il suo livello al meno intelligente degli individui ai quali va diretta. Quanto più è grande la massa da convincere, più piccolo deve essere lo sforzo mentale da realizzare. La capacità ricettiva delle masse è limitata e la loro comprensione media scarsa, così come la loro memoria.
6. Principio di orchestrazione
La propaganda deve limitarsi a un piccolo numero di idee e ripeterle instancabilmente, presentarle sempre sotto diverse prospettive, ma convergendo sempre sullo stesso concetto.
dubbi o incertezze. Da qui proviene anche la frase: “Una menzogna ripetuta all’infinito diventa la verità”.
7. Principio del continuo rinnovamento
Occorre emettere costantemente informazioni e argomenti nuovi (anche non strettamente pertinenti) a un tale ritmo che, quando l’avversario risponda, il pubblico sia già interessato ad altre cose. Le risposte dell’avversario non devono mai avere la possibilità di fermare il livello crescente delle accuse.
8. Principio della verosimiglianza
Costruire argomenti fittizi a partire da fonti diverse, attraverso i cosiddetti palloni sonda, o attraverso informazioni frammentarie.
9. Principio del silenziamento
Passare sotto silenzio le domande sulle quali non ci sono argomenti e dissimulare le notizie che favoriscono l’avversario.
10. Principio della trasfusione
Come regola generale, la propaganda opera sempre a partire da un substrato precedente, si tratti di una mitologia nazionale o un complesso di odi e pregiudizi tradizionali. Si tratta di diffondere argomenti che possano mettere le radici in atteggiamenti primitivi.
11. Principio dell’unanimità
Portare la gente a credere che le opinioni espresse siano condivise da tutti, creando una falsa impressione di unanimità.
2018-02-14 Confliggere | Politica | Disprezzo
Certi comizi politici, come quello organizzato dalla Afd in Germania a cui oggi ho assistito in TV (e presumo che le cose non siano diverse per alcuni partiti italiani), mi sembrano riti-spettacoli in cui l'oratore sputa sugli avversari o li deride, e ad ogni sputo o insulto o qualunque altra espressione di disprezzo, il pubblico applaude in massa identificandosi con lo sputatore e si sente forte per l'applauso generale, come se questo fosse rivolto a ciascuno di essi, una conferma di approvazione della propria personalità e di appartenenza ad una società giusta minacciata da nemici della patria.
Nessuna idea concreta, solo slogan carichi di autocompiacimento e di disprezzo e odio per gli avversari. La logica è semplice. I nostri avversari politici fanno una politica contraria agli interessi della nazione. Quindi sono stupidi, e/o ignoranti e/o in malafede e curano solo i propri interessi a danno di quelli della patria. Quindi sono meritevoli del nostro disprezzo, come pure coloro non sono contro di essi, e quindi sono loro alleati. E' per colpa loro che le cose vanno male. Dobbiamo liberarcene per riportare la tranquillità e il benessere nella nostra nazione.
2018-02-14 Ecologia | Economia | Sociologia
Ispirato dal famoso "dilemma del prigioniero" descritto in tutti i trattati di sociologia, mi è venuta in mente la seguente riflessione.
Sembra confermato da (quasi) tutta la comunità scientifica che il pianeta è condannato ad un graduale macroscopico esaurimento delle risorse vitali se non correggiamo rapidamente i nostri consumi e il nostro stile di vita. Vedi
https://it.wikipedia.org/wiki/Impronta_ecologica
Il dilemma è dunque: se riduco la mia impronta ecologica e gli altri non lo fanno, non avrò evitato la catastrofe planetaria, ma avrò solo rinunciato a comodità a vantaggio di coloro che non vi rinunceranno.
Ora, siccome la maggior parte della gente si disinteressa dei problemia ecologici, non potendo evitare la catastrofe, forse mi conviene continuare a vivere come ho sempre fatto.
Con questa logica la catastrofe è assicurata, anche perché i politici cercano di compiacere le masse, le quali non si interessano di problemi di livello superiore a quello dei propri interessi individuali, e nessuno stato è disposto a rinunciare alla propria sovranità a favore di una ipotetica autorità di livello superiore
2018-02-17 Natura umana | Giudicare
Una delle principali differenze tra l'uomo e le altre specie animali è la capacità critica. Con questo termine non intendo tanto la comune capacità di provare ed esprimere disprezzo verso certi comportamenti umani, quanto quella di interrogarsi consapevolmente e senza pregiudizi sulla utilità di certi comportamenti (altrui e propri) rispetto alla soddisfazione dei bisogni degli esseri viventi interessati. Gli esseri umani possiedono tale capacità in misura diversa. Si potrebbe dunque dire che un uomo è tanto più umano e tanto meno bestiale quanto maggiore è la sua capacità critica.
Con questo non intendo dire che l'uomo sia l'animale migliore, ma che il confine tra l'uomo e la bestia da un punto di vista etico è confuso e spesso mistificato. Infatti, per quanto riguarda i danni all'ambiente e la soppressione delle libertà, l'uomo sembra essere l'animale peggiore.
2018-02-18 Inconscio | Coscienza | Dialogo
Inconscio: se non soddisfi i miei bisogni ti faccio soffrire.
Coscienza: dimmi quali sono i tuoi bisogni e cercherò di soddisfarli.
Inconscio: ho bisogno sempre delle stesse cose: appartenenza, interazione, libertà, salute, bellezza, conoscenza, potenza.
2018-02-18 Mappa cognitivo-emotivo-motiva | Stimoli e reazioni
Nella mappa cognitivo emotiva di ognuno ci sono vari tipi di pregiudizi: positivi, negativi, neutri. Potrebbe essere utile esaminare criticamente tutti i propri pregiudizi, non solo quelli negativi, ma anche quelli positivi e quelli neutri.
2018-02-18 Apprendere
Perché leggiamo certi libri o giornali o articoli dal web? Ci possono essere tanti diversi motivi tra i quali ipotizzo i seguenti:
- per distrarci
- per trovare risposte alle nostre domande
- per conformarci ai costumi della nostra comunità
- per poterne discutere con altri
- per trovare conferme delle proprie idee
- per stimolare l'immaginazione
- per vivere una vita immaginaria
- per imparare qualcosa
- per crescere
- per cambiare la nostra mentalità
- per il piacere di osservare la vita intima, vera o finta, degli altri
- per curiosità
- per informarci sulla situazione sociale, ambientale, economica, culturale
- per informarci su cosa offre il mercato
- per sapere come la pensano gli altri
- per sapere chi vince e chi perde
- per migliorare la nostra conoscenza della lingua
- per ricevere consigli e istruzioni su come vivere
- ecc.
2018-02-18 Inconscio | Coscienza
Il mio inconscio non mi appartiene, sono io che appartengo a lui.
2018-02-20 Cambiare | Sociologia
I cambiamenti sociali non sono causati dalla volontà, e tanto meno da un progetto di cambiamento di qualche pensatore, ma dalla combinazione sistemica di infinite e incontrollabili pressioni egoistiche economiche, politiche e culturali per lo più inconsce e irrazionali, di cui ogni individuo è al tempo stesso soggetto e oggetto. In altre parole, l'uomo, in quanto individuo pensante, non è (ancora) artefice dei cambiamenti sociali ma li subisce passivamente per non restare escluso dalle comunità di appartenenza.
2018-02-20 Politica | Verità
Nessun politico dirà mai ai suoi elettori "Quanto siete stupidi!". Eppure sarebbe l'inizio della verità.
2018-02-20 Filosofia
Una filosofia che si rispetti dovrebbe esse capace di vedere le cose sia dall'alto che dal basso, ovvero sia con gli occhi dello statista e dello stratega che con quelli dell'operaio e del soldato.
2018-02-20 Violenza | Fede
Ogni fede che esclude o proibisce la critica di se stessa è falsa e violenta. È così nella maggior pare dei casi.
2018-02-20 Appartenere
Ogni comunità è basata sulla condivisione di forme, norme e valori, tra cui una comune definizione dei nemici della comunità stessa. Quanto più basso è il livello di istruzione di una comunità, tanto più semplici sono i criteri con cui vengono definiti i suoi nemici. Uno dei più diffusi è il principio cristiano del "chi non è con me è contro di me", per cui è sufficiente non conformarsi agli usi della comunità per essere automaticamente classificati come suoi nemici.
2018-02-20 Psicologia
Ciò che viene comunemente chiamato psicologia è in realtà uno o più episodi incompleti e approssimativi della storia delle psicologie. La Psicologia come disciplina universale e organica non esiste ancora e ogni autore propone la sua personale compilazione e le relative promesse di benessere individuale e sociale.
2018-02-20 Felicità | Conformismo
Siamo sommersi da promesse di felicità legate a certi consumi e a certe pratiche di pensiero e di azione. Inizialmente espresse dai poteri religiosi, politici ed economici per mantenersi e svilupparsi, le promesse più disparate vengono accettate acriticamente e propagate da masse di ingenue persone a cui erano dirette e ciò le rende irresistibili e credibili anche agli occhi di chi aveva qualche dubbio sulla loro veridicità. Perché è difficile non credere a ciò in cui tutti, intorno a te, credono.
2018-02-21 Conoscere | Cambiare
Mentre le scienze della natura trasformano la società attraverso le
innovazioni tecniche, usate anche dalle masse, le scienze umane non
cambiano quasi nulla nella società, in quanto le nuove idee vengono
applicate solo da rare persone senza poteri e ignorate dalle masse.
2018-02-21 Interagire | Metainterazione
Fintanto che ognuno cerca di dimostrare che le proprie idee sono giuste e quelle dell'interlocutore sbagliate, nessuno impara qualcosa dall'altro.
2018-02-22 Gioco
Si tratta di una conversazione su un tema che viene scelto dalla maggioranza dei partecipanti all’inizio della seduta.
Un moderatore assicura che venga rispettata la seguente procedura.
All’inizio della seduta, a turno, ogni partecipante dice di cosa gli piacerebbe discutere, e per quale motivo. Dopo che tutti hanno espresso la loro preferenza, i partecipanti sono chiamati a indicare, per alzata di mano, il loro interesse per ciascuna proposta. La proposta che ottiene il maggior numero di manifestazioni di interesse, viene scelta come tema della discussione.
La discussione viene introdotta dalla persona che ha proposto il tema. Seguono gli interventi degli altri partecipanti, con le seguenti regole:
- prima di parlare bisogna prenotarsi
- non è ammesso criticare o controbattere ciò che altri dicono
- si può prendere la parola una sola volta per ogni giro di interventi
- non è obbligatorio prendere la parola
La procedura continua con un numero indefinito di giri fino al limite di orario previsto o fino al momento in cui nessuno desidera prendere la parola. A quel punto si può terminare la seduta o cambiare tema, scegliendo il secondo classificato nella votazione.
Le caratteristiche principali di questo format di discussione sono:
- la responsabilizzazione delle persone nella scelta del tema di discussione
- il fatto che si discute di un tema che sicuramente sta a cuore alla maggioranza dei presenti
- ogni intervento è protetto contro eventuali tentativi di interruzione o invalidazione
- si evitano inutili dibattiti in cui ognuno cerca di dimostrare di saperla più lunga degli altri
- si evita che i più intraprendenti e irruenti monopolizzino la discussione
- ad ognuno è assicurato un certo tempo di espressione
- è un addestramento all’ascolto più che al dibattito
- vengono incoraggiate a parlare persone che in un normale contesto sociale preferiscono tacere
2018-02-23 Conoscere | Ragionare | Colpa
Una delle principali differenze tra l'uomo e gli altri animali è l'invenzione e l'uso della colpa come strumento di regolazione dei rapporti sociali. Dare a qualcuno la colpa dei mali della società, e in particolare la colpa delle discordie, è un'idea geniale quanto assurda.
Facendo sentire in colpa le persone possiamo infatti indurle a fare ciò che vogliamo. Le religioni monoteiste sono basate sul senso di colpa, ovvero sul peccato originale, e nella cultura occidentale l'idea della colpa pervade ogni attività umana anche al di fuori dell'ambito religioso ed etico.
Perfino nella logica, nelle discussioni razionali, la colpa è infatti sempre presente allorché si tende ad accusare l'interlocutore di scorrettezza nel modo di ragionare e di confrontare le proprie idee con quelle altrui. Mi riferisco alle accuse di disonestà intellettuale, di non voler capire, non voler ascoltare, di non volersi mettere in discussione ecc.
Insomma, pare che ogni essere umano sia continuamente occupato a dimostrare che la colpa dei mali dell'umanità non sia la sua ma di qualcun altro.
2018-02-24 Conoscere | Giudicare
Bisogna criticare tutto ciò che l'uomo fa e dice, a partire da ciò che noi stessi facciamo, diciamo e pensiamo. Perché nessuno è innocente, nessuno onnisciente e nessuno immune da errori.
2018-02-24 Vita | Libero arbitrio
Il libero arbitrio consiste nella scelta se vivere o morire, che, come scriveva Camus, è la questione filosofica fondamentale. Se si sceglie di morire, non c'è altro da dire. Se si sceglie di vivere, allora, per coerenza, occorre obbedire alle leggi della vita. Non possiamo scegliere di vivere in modi diversi da quelli consentiti alla nostra specie. Esercitare il libero arbitrio significa dunque scegliere consapevolmente e responsabilmente se ucciderci o obbedire alla vita di cui siamo portatori.
2018-02-24 Emozioni e sentimenti | Confliggere | Odio
L'uomo è l'unico animale capace di odiare. Ma non si contenta di odiare, cerca sempre di giustificare il suo odio attribuendo all'odiato qualche colpa o un odio precedente. "Mi hai fatto arrabbiare" è la giustificazione più comune di ogni aggressione fisica o verbale.
2018-02-24 Giudicare | Criticare
Per quanto mi riguarda, il bisogno di criticare nasce dall'idea che, al di fuori del pensiero scientifico, il quale si autolimita e si autocritica in continuazione, l'uomo abbia creduto e creda ancora in tante falsità, come ritenere completa una verità incompleta o confondere la mappa col territorio. Criticare per me non significa "la mia idea è più giusta della tua", ma "la tua idea è infondata, incompleta o inadeguata rispetto alla soddisfazione dei bisogni umani, miei e altrui". Criticare per me significa anche difendersi dai continui attacchi di chi vorrebbe farci credere cose contro i nostri interessi, per favorire quelli di qualche autorità politica, economica, religiosa, culturale o accademica.
2018-02-24 Conoscere | Verità | Ragionare
Si discute per stabilire una gerarchia della verità, ovvero chi, tra coloro che discutono, sia più in alto o più in basso in una scala gerarchica che afferma il potere politico, e di conseguenza economico, di coloro che sono più vicini alla verità. In altre parole, ognuno cerca di giustificare il proprio potere e i propri privilegi con il possesso di una maggiore verità rispetto ai sottoposti o "inferiori".
E' infatti di fondamentale importanza dimostrare, attraverso la discussione, di essere dalla parte della verità e della ragione più di quanto lo siano quelli che vorrebbero mettere in discussione il nostro potere, ovvero la nostra autorità, autorevolezza o i nostri privilegi basati su una presunta migliore conoscenza della verità.
2018-02-25 Colpa | Narrazioni | Autorità
Ci sono "operatori culturali" (autori, interpreti, giornalisti, editori ecc.) che devono il loro successo al loro ruolo di "assolutori". Essi infatti, con i loro discorsi, cono le loro particolari narrazioni, dicono al loro pubblico (un pubblico selezionato e con particolari caratteristiche) che essi appartengono ai buoni, ai giusti, ai saggi, alle vittime della stupidità e malvagità altrui. Dicono, in altre parole, proprio ciò che le persone hanno bisogno di sentirsi dire, perché ognuno ha soprattutto bisogno di essere assolto dalle colpe che l'umanità, da quando esiste, non fa che attribuire agli "altri" diversi da "noi", ai comuni "nemici". La colpa è sempre stato uno strumento di potere politico e religioso.
2018-02-25 Interagire | Bisogni | Vita
Non possiamo fare a meno di interagire, perché la vita è basata sull'interazione. Abbiamo infatti un bisogno fondamentale di interazione e interagiamo in ogni momento, con agenti interni ed esterni, reali o immaginari, e, se il libero arbitrio esiste, questo non consiste in altro che nella scelta degli agenti interni ed esterni, reali e immaginari con cui interagire o non interagire, e nei modi in cui farlo, ovvero nelle informazioni da scambiare e nel come reagire alle informazioni ricevute.
Chi interagisce con chi? Chi sono gli agenti o interattori? Cominciamo col considerare l'io, o io cosciente, o coscienza. Con chi e come interagisce? A quale scopo? E che libertà ha di scegliere con chi e come interagire? Lo scopo dell'interazione è la vita, ovvero la soddisfazione dei bisogni. La libertà è data dalle infinite possibilità, mezzi, vie e strategie per soddisfare i nostri bisogni, i quali non si nutrono solo di cose reali, ma anche di cose immaginarie, ovvero di informazioni più o meno legate a fatti reali e più o meno consce o inconsce. Ma anche l'immaginario è una particolare forma di realtà perché può avere, ed ha, effetti sulla realtà e la realtà può avere effetti sull'immaginario.
Chiediamoci allora se l'informazione sia reale. Come ci insegna Gregory Bateson, informazione è segnalazione di variazioni, di cambiamenti, di differenze che causano differenze o cambiamenti. Pensare è reale o immaginario? Credere in qualcosa di esistente o inesistente è reale o immaginario? Il piacere e il dolore sono reali o immaginari? Sicuramente, per chi prova un piacere o un dolore, nel momento in cui li prova, essi sono reali, forse sono l'unica cosa reale che esista per un essere vivente. E se il piacere e il dolore sono reali, allora sono reali anche le loro cause, perché sicuramente il piacere e il dolore sono causati, determinati, da qualcosa, che può essere reale o immaginario, anzi, non credo abbia senso chiedersi se ciò che causa il dolore e il piacere sia reale o immaginario. Tutto è reale e immaginario allo stesso tempo. Distinguere il reale dall'immaginario non ha senso, se non nel distinguere ciò che è materia da ciò che è informazione, ciò che è vivente da ciò che è morto o non è mai nato.
2018-02-27 Libero arbitrio | Scegliere | Volontà
Esercitare il libero arbitrio significa scegliere con chi / cosa / come interagire qui ed ora e in futuro, nella consapevolezza che le nostre scelte avranno conseguenze più o meno certe o incerte, più o meno positive o negative, nelle nostre future interazioni con gli altri.
2018-02-27 Interagire
Siamo tutti interessati da conflitti di interesse perché qualsiasi cosa facciamo, esprimiamo o pensiamo può essere più o meno vantaggiosa per noi. Ricordiamocelo quando sentiamo qualcuno parlare e cerchiamo di capire quali siano gli interessi, ovvero i vantaggi, in gioco.
2018-02-27 Condividere
Collezionare e condividere cose buone, belle e utili è un'ottima soluzione contro l'alienazione e l'isolamento.
2018-02-28 Conoscere
Gli errori più comuni che tutti facciamo consistono nel confondere e scambiare:
il parziale col totale,
l'involontario col volontario,
l'inconscio col conscio,
il complesso col semplice,
l'astratto col concreto,
la mappa col territorio,
l'insufficiente col sufficiente,
il soddisfacente con l'insoddisfacente,
la causa con l'effetto,
il diverso con l'uguale,
il mezzo col fine,
il molteplice con l'unico,
il finito con l'infinito,
il temporaneo con l'eterno,
il materiale con lo spirituale,
il causale col casuale,
lo schiavo col libero,
il servo col padrone,
il male col bene,
l'innocente col colpevole,
l'essere col non essere,
l'immaginario col reale,
il non senso col senso,
il desiderabile con il vero,
l'indesiderabile col falso.
2018-03-02 Religione | Confliggere
Sia fatta la volontà di Dio. Ottimo principio, ma come si fa a conoscere tale volontà? In nome di essa sono stati compiuti i peggiori crimini contro l'umanità.
2018-03-02 Bisogni | Confliggere | Libertà
Conflitto: A desidera la cosa X, B desidera la cosa Y. Ad A dispiace Y, a B dispiace X. Qualcuno deve rinunciare ai suoi desideri altrimenti un'interazione cooperativa è impossibile e il risultato è un'interazione violenta o la separazione.
Certo, A può cercare di spigare a B che X è buono anche per lui, e vice versa, ma alla fine, se ognuno resta nella sua posizione, qualcuno dovrà rinunciare, allontanarsi o usare violenza per soddisfare i propri desideri.
La libertà non fa che aggravare la probabilità di conflitto. Infatti, più due persone sono libere, maggiore è la probabilità che abbiano gusti e desideri diversi in quanto non imposti né censurati da una autorità esterna o dal conformismo. Ne consegue che la libertà favorisce le differenze di gusti e desideri, e quindi i conflitti e le separazioni.
Esiste una soluzione ai conflitti che non sia violenta o rinunciataria? Non credo. Per alleviare il problema possiamo solo cercare di capire criticamente quali sono i nostri bisogni e desideri e quelli dei nostri interlocutori ed eventualmente evitare di desiderare cose inutili o morbose da parte nostra, e, dall'altra, tollerare i gusti e i desideri altrui quando sono diversi dai nostri o conflittuali rispetto ad essi.
2018-03-02 Confliggere | Libertà
Più due persone sono libere, maggiore è la probabilità che abbiano desideri diversi in quanto non imposti né censurati da una autorità esterna o dal conformismo. Ne consegue che la libertà favorisce le differenze di gusti, e quindi i conflitti e le separazioni.
2018-03-03 Intelligenza
Siamo tutti diversamente intelligenti.
2018-03-03 Bisogni | Attenzione
Mentre gli animali non umani hanno bisogno di attenzione solo da piccoli e nella stagione dell'accoppiamento, noi umani abbiamo sempre bisogno di attenzione, tranne alcune eccezioni, come, ad esempio, l'attenzione da parte della Guardia di Finanza o della burocrazia quando non siamo in regola, della polizia in uno stato repressivo, della criminalità e di chi vorrebbe sfruttarci, e l'attenzione che i timidi non vorrebbero ricevere in pubblico.
Riguardo all'attenzione, l'uomo è soggetto e oggetto. Come soggetto egli rivolge la sua attenzione a ciò che ritiene (consciamente e ancor più inconsciamente) più importante, utile, piacevole o pericoloso. Come oggetto egli ha bisogno di attenzione nella generale competizione tra umani affinché gli altri prendano in considerazione le proprie esigenze e lo aiutino a soddisfarle.
L'attenzione ha un costo e un prezzo perché è una risorsa limitata. Non possiamo dare la nostra attenzione che a poche cose o persone per volta, e, normalmente, rivolgere la propria attenzione verso qualcuno o qualcosa significa distoglierla da qualcun altro o qualche altra cosa. Da qui la gelosia e l'invidia, che a volte non hanno altro oggetto che l'attenzione.
In inglese l'attenzione "si paga" (
to pay attention), in italiano "si presta"; in generale essa si dà e si riceve, e ognuno di noi è potenzialmente offerente e richiedente, dante e ricevente nella borsa dell'attenzione.
L'attenzione va dunque amministrata con giudizio, come il denaro, il tempo o i propri beni, compreso il proprio corpo e la propria mente.
Ricordiamoci dunque che tutti hanno bisogno di attenzione, e forse anche della nostra particolare attenzione, così come noi abbiamo bisogno dell'attenzione di qualcuno. Interagire significa anche e prima di tutto scambiare attenzione e attenzioni.
Tuttavia gestire le attenzioni (in senso attivo e passivo) non è semplice né facile. L'empatia ci può aiutare a comprendere sia il bisogno di attenzione dei nostri interlocutori, sia le direzioni in cui la loro attenzione è rivolta. Una domanda essenziale che dovremmo sempre farci è: Quanto il mio interlocutore è disposto a rivolgere la sua attenzione a me? Quanto desidera ricevere la mia attenzione? A quale scopo? Ovviamente la risposta è quasi sempre tentare ad indovinare, perché raramente il tema dell'attenzione reciproca viene affrontato esplicitamente.
Essere oggetto di attenzione da parte di un'altra persona può avere sensi e fini diversi. L'altro potrebbe essere interessato a noi per usarci o sfruttarci o farci del male, oppure per aiutarci, oppure per un comune godimento. Lo stesso vale ovviamente per noi stessi verso gli altri.
Per concludere: facciamo sempre attenzione all'attenzione, non diamola per scontata, cerchiamo di valutarla criticamente e consideriamola un bene prezioso, da non sprecare.
Altri articoli sull'attenzione.
2018-03-04 Religione
Dedicato a chi crede che la Bibbia contenga delle verità.
http://www.paolodune.it/errori-evangelici/
2018-03-04 Interagire | Comunità
Cosa unisce le persone? Ma, prima di tutto, che significa essere uniti? Quando due persone possono essere considerate unite? Quali sono i requisiti di una unione? Perché le persone si uniscono (quando si uniscono) e si dividono (quando si dividono)?
Direi che due persone sono unite quando fanno parte della stessa cosa, ovvero di una cosa che li unisce. Può trattarsi di una unione puramente formale (come il modo di vestirsi, di parlare, di arredare le case, o la celebrazione di riti comuni) oppure di strumentale, come degli obiettivi o scopi comuni, ovvero l'agire contro un comune nemico o a favore di interessi comuni.
Il motivo principale per cui le persone si uniscono è la loro incapacità di sopravvivere senza una cooperazione. Ne consegue che, quanto maggiore è per una persona il rischio di non riuscire a sopravvivere, o di essere ridotti in schiavitù, tanto maggiore è la sua motivazione ad unirsi, ovvero a cooperare, con altre persone.
Cosa può minacciare la sopravvivenza di una persona? L'isolamento e/o un nemico che vorrebbe eliminarci o ridurci in schiavitù. Ma perché qualcuno dovrebbe cercare di eliminarmi o di ridurmi in schiavitù? Credo che la risposta sia da ricercare nel concetto di competizione, che può essere attuale o preventiva.
La competizione si ha quando due o più persone si contendo risorse insufficienti per la sopravvivenza di tutti, per cui qualcuno deve volontariamente o involontariamente rinunciare alle risorse contese.
La proprietà privata, e la gerarchia che ad essa corrisponde, consiste nel riservarsi dei beni in previsione di un bisogno futuro o di una futura competizione per il loro ottenimento. Siccome l'uomo è un animale che vive non solo nel presente ma anche nel futuro, per lui è importante competere non solo per le risorse di cui ha bisogno nel presente, ma anche per quello di cui prevede di avere bisogno in futuro.
Una competizione di tutti con tutti è non solo poco efficace, ma anche causa di caos e di indeterminazione di chi riesce a vincere la competizione stessa. Da sempre l'uomo, infatti, ha cercato alleati che potessero aiutarlo a vincere. E' così che si formano le polarizzazioni, ovvero i raggruppamenti di persone ognuno in competizione con gli altri.
Prendiamo ad esempio tre persone di forze simili e immaginiamo che si contendano risorse sufficienti solo per due persone. E' naturale che due di loro si alleino per assicurarsi le risorse a danno del terzo.
Come avviene la scelta dell'alleato? Credo che essa sia molto semplice: si cerca di capire quale dei due contendenti sia sufficientemente forte per assicurare che l'alleanza con esso sia vincente, e sufficientemente interessato ad allearsi con il soggetto. In pratica penso che avvenga che il più forte dei tre sceglie come alleato il più forte tra i due rimanenti, il quale accetta di buon grado l'offerta di alleanza in quanto conveniente anche per lui.
Quando è, invece, che si ha un'unione, o alleanza, non contro qualcuno, ma a favore di qualcosa o qualcuno? Sicuramente si ha nella cura della prole, in cui i genitori si alleano per il bene dei figli, ma purtroppo mi riesce difficile individuare altri casi di unione a favore di qualcosa che non siano direttamente o indirettamente legati ad una competizione.
2018-03-04 Interagire | Bisogni | Amare
I rapporti umani sono basati sulla domanda e l'offerta di beni e servizi, o prestazioni. Quando la domanda incontra l'offerta, ovvero lo scambio tra quanto richiesto e quanto offerto soddisfa entrambi i contraenti, allora l'interazione o scambio avviene pacificamente e con vantaggio reciproco, altrimenti non avviene, o avviene in modo violento.
Qualcuno obietterà: e l'amore? E l'altruismo? E la generosità disinteressata? Ebbene, queste cose rientrano a pieno titolo nel paradigma della domanda e dell'offerta.
Infatti, amare, comunque lo si voglia definire, corrisponde ad un bisogno e/o desiderio di dare e/o avere, e, in quanto tale, può essere oggetto sia di domanda che di offerta. Lo stesso vale per la solidarietà e l'altruismo.
Detto questo, io credo che il motivo fondamentale della dilagante solitudine e alienazione che sono in continuo aumento nel mondo, dipendono dallo scarso incontro tra la domanda e l'offerta di interazione, causata dal fatto che quanto offerto non corrisponde qualitativamente e/o quantitativamente a quanto richiesto.
Il divario qualitativo e quantitativo tra la domanda e l'offerta aumentano con l'aumentare del benessere economico e della libertà di pensiero e di espressione, ovvero di praticare lo stile di vita che si vuole. Infatti, quanto più è diffuso il benessere economico, ovvero il denaro a disposizione di una persona, tanto meno essa ha bisogno della cooperazione e solidarietà altrui; e quanto più una persona è libera di svilupparsi come vuole, tanto maggiore sarà la probabilità di avere gusti ed esigenze diversi da quelli altrui.
La difficoltà di incontro tra domanda e offerta dipende comunque dalla antiteticità dei bisogni umani fondamentali, ovvero quello di appartenenza / integrazione sociale, e quello di libertà / individuazione. perché quanto più è forte l'appartenenza ad un gruppo sociale, tanto minore è la libertà di comportarsi in modi diversi da quelli caratteristici del gruppo stesso, e viceversa.
Appartenenza e libertà sono dunque i poli estremi dell'inevitabile perenne compromesso che caratterizza la natura umana.
2018-03-05 Natura umana
Metainformazione = informazione su una informazione. L'uomo è l'unico animale capace di metainformazione.
2018-03-05 Politica | Solidarietà
A Roma si dice "le chiacchiere stanno a zero". Se non siamo capaci di creare un piccolo gruppo di studio, di lavoro, di solidarietà, di progetto politico-sociale nemmeno al livello di vicinato o quartiere, e di dedicargli il nostro tempo e il nostro impegno costruttivo e fattivo, parlare di politica è aria fritta, flatus vocis. E' solo un tentativo di deresponsabilizzarci dando la colpa ai partiti avversi e ai loro sostenitori. Se una società democratica funziona male la colpa è prima di tutto dei suoi cittadini. E ora non venite a dirmi che la Repubbilca italiana non è una democrazia.
2018-03-06 Natura umana | Confliggere
L'uomo è vittima dell'uomo e siamo tutti coinvolti in questa relazione. Bisogna avere il coraggio di pensarlo, ricordarcelo e dirlo se vogliamo fare qualcosa per alleviare questo problema.
2018-03-07 Bisogni | Riti e rituali
L'uomo ha bisogno di partecipare frequentemente a riti sociali (espliciti o impliciti, formali o informali, consci o inconsci) per confermare la propria appartenenza all'umanità e a certe comunità.
2018-03-08 Natura umana
Ma davvero la donna è moralmente superiore all'uomo e l'uomo così sprovveduto rispetto alle donne? Questi stereotipi non ci aiutano a realizzare la pari dignità e il rispetto tra i due sessi. Non dobbiamo rispettare la donna in quanto donna, ma ogni essere umano in quanto essere umano. Detto questo, auguri a tutte le donne e a tutti gli uomini.
2018-03-09 Interagire | Bisogni | Appartenere
Ciò che gli esseri umani più spesso si scambiano sono gesti, ovvero parole e cortesie, come auguri di buon qualcosa, sorrisi, inchini, precedenze, offerte di piccole cose da bere o mangiare, complimenti, cenni di assenso, strette di mano, pacche sulle spalle, abbracci ecc.
Questi gesti non sono casuali, né creativi, ma rituali e corrispondono a forme tipiche della comunità a cui gli interessati appartengono. Il loro unico scopo è un reciproco riconoscimento di appartenenza all'umanità e a una certa comunità, riconoscimento di cui l'uomo ha un forte e profondo bisogno e in mancanza del quale prova un angoscioso senso di isolamento.
Al di fuori di tale scopo e significato, tali gesti sono normalmente vuoti, inutili, improduttivi, insensati, ripetitivi.
2018-03-09 Natura umana | Mente
Cambiare la mentalità di un essere umano è normalmente impossibile. Se essa cambia non è per volontà dell'interessato o di qualcun altro, ma per una serie di forze incontrollabili e di eventi casuali.
2018-03-10 Conoscere | Etica
Condividere dei valori e delle verità comporta il sottoporsi ad un corrispondente giudizio morale e intellettuale. Per questo molti sono per un pluralismo e relativismo filosofico, etico e culturale, ovvero per un fai-da-te morale in cui ciascuno si giudica come gli conviene sottraendosi al giudizio altrui.
2018-03-10 Etica
Una morale completamente soggettiva non è una morale, è solo una personale strategia di vita. La morale (e il conseguente giudizio morale) riguarda per definizione regole di comportamento condivise tra almeno due persone.
Pertanto ci dobbiamo preoccupare del giudizio altrui, e dobbiamo giudicare gli altri, se vogliamo vivere moralmente.
2018-03-10 Etica | Giudicare
La paura di essere giudicati può condurre ad un comportamento rigidamente moralista o, al contrario, ad un totale relativismo morale, ovvero ad una morale fai-da-te.
2018-03-10 Etica
Siamo profondamente condizionati dall'idea del giudizio morale: per evitarlo o meritarne uno a noi favorevole.
2018-03-10 Interagire | Conoscere | Etica | Verità
Una delle cose più importanti per un essere umano, ovvero un suo bisogno fondamentale, è quello di evitare di essere oggetto di giudizi negativi da parte degli altri, sia sul piano morale che su quello intellettuale.
Ne consegue che qualunque idea che possa direttamente o indirettamente mettere in discussione il carattere morale e intellettuale di una persona, o discordare con la sua visione del mondo, viene da quella persona consciamente o inconsciamente osteggiata a priori e in blocco, sia a livello cognitivo che emotivo, in modi che vanno dall'antipatia all'accusa di incompetenza, a quella di arroganza, alla ricerca di difetti caratteriali nell'interlocutore, fino alla reazione aggressiva.
Ciò significa che per interagire in modo cooperativo e non violento con una persona occorre evitare di esprimere idee contrastanti (direttamente o indirettamente) con la sua visione del mondo.
Infatti, all'uomo non interessa la verità in assoluto, ma solo gli elementi di verità compatibili con la propria autostima, ovvero da cui si evince che la loro personalità è buona e giusta e quindi degna di stima. Tale interesse guida le persone nella scelta degli autori da leggere o non leggere, e delle persone da frequentare o ignorare.
2018-03-11 Mente | Appartenere | Criticare
Alla nascita, ogni essere umano viene assegnato ad un certo gruppo sociale che formerà la sua mente e da cui cercherà di essere accettato e stimato il più possibile, conformandosi alle sue regole. Eccezionalmente egli tradirà quel gruppo associandosi con un altro per lui più conveniente o adatto, da cui si farà riformare la mente, e a cui cercherà di adattarsi. Ancora più raramente si renderà mentalmente ed emotivamente indipendente da qualsiasi gruppo e riuscirà a vederli tutti criticamente.
2018-03-11 Natura umana
"...da cinquant'anni si è accumulato un immenso sapere sull'umano, sulle sue origini, sulla sua natura, sulle sue complessità. Ma questo sapere è disperso, parcellizzato e compartimentato fra tutte le scienze, e l'impotenza o l'incapacità di riunire questo sapere mantiene un'immensa ignoranza sulla nostra stessa identità." [Edgar Morin]
2018-03-12 Conoscere | Filosofia | Letteratura | Intellettuali
Sembra esserci un tacito accordo, un patto di reciproco rispetto, ovvero di non intrusione e non belligeranza tra gli intellettuali, ognuno dei quali può esprimere liberamente le proprie idee purché non metta in discussione quelle altrui. Questo patto conviene agli interessati ma rallenta il progresso delle scienze umane e sociali. Il patrimonio letterario e filosofico mondiale contiene tante cose inutili e fuorvianti che andrebbero criticate.
2018-03-12 Filosofia | Scienza | Scienze umane
L'ideale sarebbe che ogni essere umano fosse al tempo stesso scienziato e filosofo, ma siamo ancora lontani da questo modello. Intanto mi sembra illusorio chiedere agli scienziati di occuparsi di filosofia (quale tra le tante?), e più realistico e chiedere ai filosofi di occuparsi di scienza e di cercare di mettersi d'accordo tra di loro (come avviene tra gli scienziati) su cosa sia la natura umana.
Infatti la filosofia non fa parte delle scienze naturali, mentre queste fanno parte della filosofia, nella fattispecie della filosofia della scienza (infatti non esiste una scienza della filosofia). Io non benedico la separazione tra scienza e filosofia ma prendo atto del fatto che usano metodi diversi, cosa ovvia e inevitabile, altrimenti avremmo solo l'una o l'altra. Tuttavia auspico che vi sia un dialogo tra scienziati e filosofi, cosa purtroppo ancora oggi rara.
Ci si porrebbe chiedere se sia più importante la scienza o la filosofia. Secondo me sarebbe gerarchicamente più importante la seconda se fosse fatta bene, perché il fine (dominio della filosofia) dovrebbe precedere i mezzi (dominio della scienza). Se la scienza si muove in direzioni nocive pur l'uomo è segno che la filosofia non esercita la sua funzione di controllo o lo fa in modo inefficace, oppure che troppo poche persone si interessano di filosofia anche a causa della sua mancanza di unità. Infatti, mentre la scienza è una, le filosofie sono tante, incomplete e spesso contrastanti, e questo rende la filosofia debole rispetto alla scienza.
2018-03-12 Conoscere | Pensare
Il pensiero, nel senso della consapevolezza di qualcosa, è inefficace e limitato; è digitale, seriale, monocanale, unidirezionale, procedurale, lineare, semplice, finito a fronte di una realtà analogica, multicanale, multifunzionale, sinergica, complessa, multifattoriale, automatica, inconscia, infinita. Ciò nonostante, il pensiero tende a sopravvalutarsi e a credere di poter risolvere i problemi con la sua sola capacità.
2018-03-12 Bisogni | Comunità | Riti e rituali
I riti sociali (formali e informali, espliciti e impliciti, consci e inconsci) servono a confermare l'appartenenza dei suoi partecipanti all'umanità e ad una certa comunità, caratterizzata da certe forme, norme, valori e credenze.
Nel rito la forma prevale sul contenuto, che è normalmente simbolico ma può essere anche assente o insignificante o scelto a caso. Lo scopo del rito consiste solo nella sua rinnovata rappresentazione da parte dei partecipanti, che in tal modo dichiarano apertamente la loro appartenenza alla relativa comunità e ricevono le dichiarazioni altrui. In tal senso il rito consiste in uno scambio di dichiarazioni implicite di appartenenza.
L'uomo ha bisogno dei riti come mezzi per soddisfare il suo bisogno di appartenenza, la quale può essere confermata solo attraverso interazioni costruttive o partecipando a riti comuni. Tuttavia i riti tradizionali vengono sempre più abbandonati in quanto irrazionali o incomprensibili e non vengono sostituiti da nuovi riti più adatti alla mentalità attuale. Ciò è anche dovuto all'aumentata libertà individuale che rende le comunità meno definite e meno costrittive.
2018-03-13 Conoscere | Pensare
Le conoscenze di una persona sono come una rete ferroviaria con un certo numero di stazioni, scambi e cantieri, e il pensiero di quella persona è come un treno pilotato dal suo inconscio, che percorre quella rete ad una certa velocità, fermandosi un certo tempo nelle varie stazioni.
2018-03-13 Conoscere | Pensare
Quando pensiamo dovremmo pensare che il nostro pensiero è estremamente limitato rispetto alla complessità della realtà sia esterna che interna, delle quali il pensiero può afferrare solo pochissimi aspetti. Quindi non solo dobbiamo esercitarci all'autocritica come persone, ma dobbiamo ricordarci di criticare il nostro stesso pensiero in quanto intrinsecamente insufficiente .
2018-03-15 Pensare | Creatività | Dialogo
Pensare è come vedere un film in cui avvengono dialoghi, conversazioni, interazioni, con vari attori, conosciuti e sconosciuti, tra cui se stessi. Le persone più creative tendono a immaginare film sempre diversi.
2018-03-16 Politica
Occuparsi di politica in un paese democratico significa affidarsi ai capricci di un datore di lavoro (il popolo) che ha il diritto di licenziarti ad ogni elezione, senza giustificati motivi, senza cognizione di causa e con qualsiasi pretesto.
2018-03-16 Libero arbitrio | Autogoverno
Esercitare l'autogoverno, ovvero il libero arbitrio, significa scegliere tra le opzioni che ci si presentano e di cui siamo consapevoli (con chi / cosa / come / quando interagire, a cosa pensare, cosa guardare, cosa ascoltare, dove andare, cosa fare ecc.), considerando il loro probabile effetto rispetto ad almeno le seguenti entità:
- I bisogni, i piaceri e i dolori nostri e altrui
- I pensieri e la mappa cognitivo-emotiva nostri e altrui
- Gli obiettivi e le strategie per realizzarli nostri e altrui
- Le interazioni che possiamo o dobbiamo avere con persone e cose e le percezioni che ne derivano (in noi e negli altri), le quali possono avere effetti sulle altre entità sopra elencate
2018-03-17 Libero arbitrio | Attenzione
L'attenzione, ovvero la scelta della direzione e dell'oggetto della consapevolezza (o coscienza), può essere al tempo stesso volontaria e involontaria in misura relativa variabile. L'attenzione volontaria non può durare a lungo perché è stancante e ha presto bisogno di riposo. L'attenzione che crediamo volontaria è spesso in realtà involontaria. Un modo per evitare che l'attenzione sia comandata solo da agenti mentali interni inconsci e involontari è affidare la scelta dell'oggetto dell'attenzione ad uno o più agenti esterni, naturali o artificiali, come persone, computer, internet, social network, libri, ambienti inconsueti, TV, film ecc. scelti casualmente.
2018-03-17 Libero arbitrio
Se il libero arbitrio è solo una illusione, allora ogni scelta è determinata da un programma, compresa l'eventuale scelta di cambiare il programma stesso in un certo modo. Se invece il libero arbitrio esiste (almeno in parte), allora esso può essere esercitato solo sulla base delle opzioni di cui si è consapevoli. Chiediamoci allora, se vogliamo esercitare il libero arbitrio, quali siano le opzioni tra cui scegliere, momento per momento.
2018-03-17 Ecologia
Per la biosfera sarebbe stato meglio se l'homo sapiens non fosse mai venuto al mondo.
2018-03-18 Bisogni | Verità
Io non so quanto ciò che scrivo sia vero. Mi basterebbe la conferma che, agendo come se fosse vero, un essere umano sarebbe mediamente più soddisfatto che altrimenti.
2018-03-18 Religione
È inutile e insensato parlare di Dio se prima non lo si definisce, e definirlo è molto difficile, se non impossibile. Trovare poi una definizione condivisa di Dio è ancora più difficile. L'unica cosa certa, credo, è che la Bibbia non l'ha scritta né ispirata alcun dio, comunque lo si voglia definire.
2018-03-18 Religione
Credo che nessuno possa contestare razionalmente il fatto che il cristianesimo sia basato su una invenzione collettiva.
2018-03-18 Verità
Quando scrivo certe cose sulla natura umana, certe persone non possono tollerare che ciò che dico sia vero, perché in tal caso il loro comportamento e/o la loro salute mentale sarebbero implicitamente messi in discussione e questo per loro è intollerabile. Per questo quelle persone cercano in tutti i modi di dimostrare che ciò che dico sia falso.
2018-03-18 Etica
Un modo per differenziare gli esseri umani è la frequenza con cui essi si chiedono "perché faccio ciò che faccio?"
2018-03-19 Social networks
Mi pare che la maggior parte della gente abbia paura di esprimere in pubblico le sue opinioni, paura perfino di mettere un link ad un post con cui sono d'accordo. Sono tanti quelli che leggono i post altrui e non postano né commentano mai i post, nemmeno quelli dei loro amici di Facebook. Al massimo condividono, senza commenti, qualche post virale. Forse hanno paura di essere schedati e puniti per le loro idee politiche o filosofiche, forse hanno paura, parlando, di mostrare la loro ignoranza, forse vogliono tenere nascoste le proprie opinioni per poterle cambiare senza problemi, forse non hanno il coraggio di avere idee originali o forse, semplicemente, non hanno nulla da dire.
2018-03-19 Interagire
Per poter dare bisogna prima ricevere, e ognuno dà in base a ciò che ha ricevuto.
2018-03-19 Futuro
Ciò che scelgo di fare in questo momento determinerà in parte il mio futuro e le opzioni che il futuro mi presenterà, tra cui potrò scegliere cosa fare.
2018-03-20 Bisogni | Piacere e dolore
Il lato positivo della fame è che ti motiva a cercare cibo e ti fa contento quando lo trovi. Senza bisogni, nessuna soddisfazione.
2018-03-20 Interagire | Vita
La vita di un essere umano implica ubbidire e comandare alla natura e agli altri umani. Saggio è colui che capisce quando è opportuno ubbidire e quando comandare, e a chi e come.
2018-03-20 Conoscere
I ciarlatani non amano gli scienziati perché disturbano il loro lavoro, e perciò cercano di screditarli in tutti i modi possibili.
2018-03-21 Tempo
Forse il tempo non esiste, forse esiste solo il presente in continua trasformazione, e il passato e il futuro sono solo idee.
2018-03-21 Libero arbitrio
Quando si discute di libero arbitrio, si cerca normalmente di stabilire se esso esista o sia solo una illusione. Io penso, invece, che si dovrebbe ipotizzare una sua esistenza parziale, intermittente, latente, più o meno forte e competitiva rispetto alle altre forze che determinano il nostro comportamento.
2018-03-21 Natura umana
Ognuno è schiavo del suo corpo, della sua personalità, della sua memoria, delle sue abitudini, dei suoi pensieri.
2018-03-22 Scegliere | Percezione
Mi chiedo perché rivedere una cosa già vista produce un effetto cognitivo ed emotivo differente rispetto alla prima volta che la si vede. Forse perché la prima volta la cosa deve ancora essere classificata sia cognitivamente che emotivamente, mentre quando essa viene rivista, la classificazione è già pronta, ovvero programmata. Infatti nelle volte successive manca il processo di classificazione, ovvero l'emozione della scelta e della decisione, anche se inconscia, e il riconoscimento prende il posto della classificazione. Questo spiegherebbe perché vedere una cosa per la prima volta è più eccitante, coinvolgente e divertente che rivederla.
2018-03-22 Conoscere
Ogni spiegazione consiste in una semplificazione in cui si trascura qualcosa più o meno importante.
2018-03-22 Interagire | Bisogni
Ogni essere umano desidera stare ad una certa distanza, più o meno piccola o grande, rispetto ad ogni altro umano, distanza che dipende dal particolare altro o dalla categoria in cui l'altro viene classificato. Ciò vale per la distanza fisica (reale o virtuale), ma anche per quella mentale, laddove una distanza più piccola corrisponde ad una comunicazione e interazione più frequente e/o più profonda.
Ma c'è un problema di reciprocità nel senso che molto spesso la distanza desiderata da una persona A rispetto ad una persona B, è diversa da quella desiderata da B rispetto ad A. Per esempio, se A desidera stare a una distanza di 10 UDS (unità di distanza sociale, una unità di misura ipotetica) rispetto a B, mentre B desidera stare a 5 UDS rispetto ad A, quando A e B si incontrano, B cercherà di avvicinarsi ad A fino a 5 UDS, ma A, una volta che la distanza diventa inferiore a 10 UDS comincerà a ritrarsi da B o a respingerlo per riportarlo a 10 UDS.
La differenza di distanza desiderata crea stress, ovvero disagio e frustrazione, ad entrambe le persone coinvolte, finché una delle due, per evitare lo stress, rinuncia a comunicare e interagire del tutto con l'altra da cui si sente sente respinto o incalzato.
L'unica soluzione è trovare interlocutori con cui la differenza di distanza desiderata è più piccola possibile, fermo restando che tale distanza può variare di momento in momento in ognuno a seconda dell'umore, della stanchezza ecc., per cui una certa dose di pazienza, ovvero di rinuncia alla distanza desiderata, è indispensabile.
2018-03-23 Libertà | Libero arbitrio | Scegliere
Ci sono infinite cose che potrei scegliere di fare, ma di pochissime sono di volta in volta consapevole. Ciò riduce enormemente la mia libertà pratica rispetto a quella teorica.
2018-03-24 Libertà
La schiavitù può essere confortevole, perfino piacevole.
2018-03-24 Bisogni | Piacere e dolore | Emozioni e sentimenti | Motivazioni
Secondo me, facciamo ciò che facciamo e non facciamo ciò che non facciamo per evitare o diminuire un dolore, e/o per ottenere o aumentare un piacere. Qualsiasi tipo di dolore e di piacere, più o meno fisico o mentale, reale o immaginario.
Tuttavia spesso non sappiamo cosa potrebbe darci più piacere e meno dolore o facciamo errori di valutazione in tal senso. Perciò è importante studiare cosa produce piacere e cosa dolore in un essere umano.
Io credo che il piacere sia prodotto dalla soddisfazione di un bisogno o desiderio, e il dolore dalla sua frustrazione. Per questo credo sia importante studiare i bisogni e i desideri umani, e cosa li determina.
2018-03-24 Pensare | Metapensiero
Dalla qualità dei nostri pensieri dipende la qualità delle nostre relazioni e interazioni con gli altri, da cui dipende il nostro benessere. Ma la qualità dei nostri pensieri non dipende dalla nostra volontà, perché i pensieri sono involontari.
2018-03-25 Interagire | Conformismo | Imitare | Gioco | Mimesi
Un essere umano ha bisogno degli altri, ovvero di interagire e scambiare beni, servizi e idee con loro. Affinché una interazione con un altro sia possibile, uno deve avere una sufficiente cognizione di come l'altro funzioni, ovvero essere capace di prevedere le sue motivazioni e possibili reazioni cognitive ed emotive ai messaggi che riceve e percepisce.
Per capire come uno funziona, possiamo frequentarlo, osservarlo, studiarlo, interrogarlo, oppure semplicemente assumere che funzioni più o meno come noi stessi. Ma noi sappiamo come funzioniamo? In realtà noi siamo in larga misura il risultato dell'educazione che abbiamo ricevuto, ovvero siamo come ci hanno voluto i nostri genitori e/o educatori formali e informali, ovvero molte persone che abbiamo incontrato sin da bambini.
Come insegna René Girard, la formazione della psiche si basa sull'imitazione dell'altro. E' così che la generale interdipendenza dà luogo ad una reciproca imitazione che conduce alla formazione delle "usanze" caratteristiche di una comunità.
Stante quanto sopra, due persone interagiscono in modo non violento se rispettano entrambe certe "regole del gioco", che sono in parte derivate dalle usanze delle comunità a cui entrambe appartengono, e in parte negoziate e convenute (esplicitamente o implicitamente) tra le persone stesse, a condizione che esse siano capaci di negoziarle.
Molte difficoltà e problemi e di interazione tra persone sono dovuti proprio alla incapacità di negoziare e/o convenire le regole dell'interazione, per cui, ad una interazione sregolata (e quindi potenzialmente violenta o sgradevole) con una certa persona si preferisce non interagire affatto con essa.
La soluzione? Una migliore conoscenza della natura umana, e una migliore condivisione di tale conoscenza, che implica la consapevolezza dei bisogni propri e altrui e del funzionamento di ciascuno in termini di reazioni cognitive ed emotive. Grazie a tale conoscenza dovrebbe essere più facile negoziare e convenire le regole del gioco delle possibili interazioni, accettabili da entrambe le parti.
2018-03-25 Politica
Il presidente della repubblica federale di Germania Frank-Walter Steinmeier, da quando è stato eletto, ogni 2-4 mesi presiede, anima e modera un incontro con giornalisti e scienziati internazionali, trasmetto in diretta TV, su temi di attualità di importanza sociale.
Che differenza, oggi, tra i nostri politici e quelli tedeschi! Che invidia!
2018-03-25 Interagire
Ognuno dovrebbe ripetere ogni tanto a se stesso: "si interessano di me solo coloro che immaginano di avere qualche vantaggio o piacere da una eventuale interazione con me. E ciò è vero anche per me nei confronti degli altri."
2018-03-26 Religione | Emozioni e sentimenti
I miei sentimenti religiosi, il mio senso del sacro, consistono nel riconoscere che non siamo padroni di noi stessi ma soggetti alle leggi della fisica e della biologia (che non conosciamo a sufficienza), e che la nostra volontà è uno strumento della volontà della natura.
2018-03-26 Emozioni e sentimenti | Bellezza | Arte
Gli artisti e i poeti sono produttori e trafficanti di forme stupefacenti.
2018-03-26 Apprendere
L'apprendimento è involontario e incontrollabile. Volontariamente possiamo solo agire sulle condizioni che favoriscono l'apprendimento stesso, ovvero scegliere opportunamente gli stimoli da cui farsi impressionare e le prove da fare.
2018-03-27 Mente | Sistemica | Libero arbitrio
Ogni mente è governata da algoritmi più o meno conosciuti dalla mente stessa e da quelle altrui, e più o meno diversi da persona a persona.
2018-03-27 Interagire
Quando un adulto parla con un bambino, è il primo che deve adattarsi al linguaggio e alla mentalità del secondo, e non viceversa. Lo stesso vale quando una persona più intelligente parla con una meno intelligente.
2018-03-28 Interagire | Comprendere | Comunità | Doppio vincolo
In ogni momento, inconsciamente o consciamente. ognuno classifica ogni altro come amico, nemico o "cosa" (da sfruttare o ignorare), e interpreta le classificazioni degli altri nei suoi confronti secondo le tre categorie suddette. Tali classificazioni sono normalmente variabili e spesso indecise, imprecise, contraddittorie, censurate e mistificate, dando luogo a difficoltà di interazione, comprensione e motivazione, errori di valutazione, frustrazioni, isolamento, vittimismo, sensi di colpa, nevrosi, psicosi, ecc. Infatti, una persona può, agli occhi di un'altra, essere considerata contemporaneamente o successivamente amica, nemica o "cosa".
La censura e la mistificazione (sia verso se stessi che verso gli altri) consistono, per esempio, nel credere o cercare di far credere all'altro (consciamente o inconsciamente) che siamo suoi amici mentre invece stiamo solo cercando di sfruttarlo o di evitarlo. Infatti il terzo legame, che potremmo definire come "reificazione utilitaristica" è normalmente censurato e autocensurato e perciò rimosso.
Questa riflessione mi è stata ispirata dal concetto di "doppio legame" (double bind) teorizzato da Gregory Bateson, ed è, in un certo senso, un'estensione di tale concetto.
Io suppongo che nelle società primitive (o "fredde", come definite da Claude Lévy-Strauss) non esisteva né doppio né triplo legame in quanto un essere umano era considerato da una altro come amico se membro della stessa comunità, altrimenti come nemico e/o cosa da sfruttare, e la classificazione era normalmente invariabile. Per questo, suppongo che le società primitive fossero generalmente immuni da nevrosi o psicosi, che secondo me sono il prezzo da pagare alla creatività, all'evoluzione intellettuale e alla libertà dell'odierno homo sapiens, condizioni che permettono l'individuazione, ovvero la differenziazione dell'individuo, laddove nelle società primitive l'individuo esisteva solo come e in quanto membro di una comunità.
2018-03-29 Mente | Sistemica | Complessità | Cervello
Il cervello non è come un'orchestra diretta da un maestro, ma come tante orchestre, ognuna col suo maestro, che suonano musiche diverse, più o meno in armonia le une con le altre.
2018-03-29 Piacere e dolore | Emozioni e sentimenti | Futuro
La previsione, o aspettativa, di piaceri e dolori futuri è causa di piaceri e dolori presenti. Questa condizione ci lega al futuro e ci impedisce di vivere solo nel presente. Infatti, se non pensiamo al futuro siamo presi dalla paura di possibili futuri dolori che non stiamo cercando di impedire.
2018-03-29 Verità | Autoinganno | Autocensura
Se dobbiamo mentire, meglio farlo consciamente che inconsciamente. Nel secondo caso mentiamo anche a noi stessi.
2018-03-30 Conoscere | Comprendere | Bias cognitivo
Capire cose sulla natura umana che altri non capiscono è un fatto drammatico e pericoloso perché la maggior parte degli umani, piuttosto che ammettere un loro limite di comprensione o di intelligenza (cosa per molti devastante e insopportabile), cercheranno di dimostrare che chi pretende di capire ciò che loro non capiscono, o di vedere ciò che essi non vedono, sia vittima di illusioni, errori o disturbi mentali.
2018-03-30 Interagire | Bisogni | Appartenere | Reciprocità
Se milioni di persone fanno le stesse cose allo stesso tempo, non è per caso e nemmeno per libera scelta, ma per l'effetto di forze consce o inconsce che spingono la maggior parte delle persone a imitare il comportamento più comune praticato nella propria comunità di appartenenza e a conformarsi ad esso. Se si chiede ad una persona perché fa quello che fanno tanti altri, essa con molta probabilità risponderà che lo fa perché lo ritiene cosa buona, ovvero perché le piace farlo, come se fosse una sua libera scelta. In realtà si tratta di un condizionamento reciproco dettato dal bisogno di appartenenza, che produce al tempo stesso il piacere di appartenere e la paura di non appartenere ad una comunità caratterizzata dal comportarsi in un certo modo, più o meno rituale.
2018-03-30 Interagire | Bisogni
Ogni cosa che facciamo, ad eccezione del cercare la soddisfazione dei bisogni fisiologici, la facciamo per gli altri, ovvero per ottenere la loro approvazione, accettazione o obbedienza, o per difenderci dalla loro possibile ostilità o invadenza.
2018-03-31 Interagire | Etica | Emozioni e sentimenti | Mappa cognitivo-emotivo-motiva | Ruoli sociali
Dovremmo immaginare ogni persona (noi compresi) con al petto un cartello contenente cinque liste: "cosa chiedo", "cosa offro", "cosa sento", "cosa penso", "come funziono".
2018-04-01 Interagire | Tradizioni
Il significato nascosto degli auguri di buon Natale, buona Pasqua ecc., secondo me, è: "ti ricordo che io ci sono (nel caso te lo fossi dimenticato) e ti comunico che sei nei miei pensieri, ovvero sei importante per me. Inoltre spero che tu risponda ai miei auguri per dimostrarmi che il sentimento è reciproco. E' bella la conferma che siamo legati da un reciproco affetto, simpatia o stima."
Insomma, nulla a che vedere con la Pasqua, il Natale ecc. ed è difficile stabilire se uno fa gli auguri spontaneamente o perché pensa gli altri se li aspettano e ci rimarrebbero male non ricevendoli o potrebbero pensare che siamo maleducati. Insomma è difficile stabilire se si tratta di una sincera espressione di affetto o dell'adempimento di un dovere tradizionale.
2018-04-01 Evoluzionismo | Progresso
La natura non ama i cambiamenti rapidi di una intera specie, perché potrebbero portare all'estinzione della stessa. La natura, infatti, fa in modo che in una specie solo alcuni rari individui subiscano mutazioni genetiche, come se fossero esperimenti che, se falliscono, non pregiudicano la conservazione della specie stessa, mentre, se hanno successo, possono dar luogo ad una lenta evoluzione positiva. Per un motivo analogo, la natura fa in modo che in una popolazione umana solo una piccola minoranza di persone siano creative e desiderose di cambiare la società, mentre la massa resta conformista e conservatrice.
2018-04-01 Bisogni | Appartenere | Solitudine
Disegno liberamente ispirato dalla teoria "Struttural-dialettica" di Luigi Anepeta.
2018-04-01 Interagire | Mente
La mente di un essere umano è un sistema i cui programmi sono scritti principalmente per effetto delle interazioni con gli altri al fine di permettere l'integrazione dell'individuo in una comunità, ovvero per soddisfare il bisogno di appartenenza sociale, caratteristico dell'Homo Sapiens. L'imitazione dell'altro, la ricerca della sua approvazione o ammirazione, guida o sottomissione, e la comune partecipazione ad eventi sociali più o meno rituali, sono motivazioni sempre attive che determinano il comportamento esterno e i pensieri di ogni umano, consciamente o inconsciamente, nelle interazioni attuali e nelle aspettative di interazioni future.
2018-04-02 Conoscere | Valutare | Sistemica | Ecologia
In natura, nessuna cosa ha un nome, né un significato né un valore indipendentemente dagli uomini. Sono questi che danno alle cose nomi, significati e valori come loro conviene, diversi da cultura a cultura, e perciò nomi, significati e valori possono cambiare, ovvero sono sempre relativi. Ciò che invece in natura esiste indipendentemente dagli uomini sono le strutture fisiche e biologiche, che definiscono le relazioni e interazioni tra le parti che costituiscono i sistemi viventi e non viventi ai vari livelli strutturali. A differenza dei nomi, significati e valori, che sono sempre relativi, si può dunque affermare che le strutture fisiche e biologiche siano assolute, e che tutto ciò che avviene dipende da esse, ovvero è relativo ad esse.
2018-04-02 Bisogni | Inconscio | Demoni
Nella mente di ognuno di noi ci sono un numero imprecisato di agenti mentali autonomi inconsci (che possiamo anche chiamare poeticamente "demoni") ognuno dei quali presidia un nostro bisogno, ovvero cerca la sua soddisfazione pilotando il nostro comportamento mediante sentimenti da essi generati a tale scopo, come gioia, sofferenza, attrazione e repulsione, paura, curiosità, angoscia, noia, rabbia, depressione, panico, entusiasmo, diffidenza ecc.
Se vogliamo usare razionalmente il libero arbitrio, ammesso che ciò sia possibile almeno in parte, dovremmo quindi cercare di capire cosa vogliono i nostri demoni, per poi decidere coscientemente e volontariamente in quale misura cercare di accontentarli.
Come si fa a percepire le volontà dei propri demoni? Attraverso l'analisi dei propri sentimenti e delle loro associazioni a idee, ipotesi, e opzioni. In altre parole, si tratta di prendere in considerazione varie ipotesi di comportamento e di immaginare di sottoporre ciascuna di esse ad un immaginario forum sentimentale in cui i vari demoni esprimono il loro giudizio su ogni ipotesi generando certi sentimenti, più o meno positivi o negativi, indicando in tal modo se sono favorevoli o contrari.
Ovviamente può accadere che i vari demoni esprimano giudizi contrastanti, rendendo la decisione della coscienza circa l'ipotesi da perseguire, ancora più difficile.
Dobbiamo dunque imparare a "sentire", capire, rilevare i nostri sentimenti, specialmente quando sono vaghi, deboli, conflittuali, censurati, repressi, rimossi.
2018-04-04 Sistemica | Libero arbitrio | Volontà
Per esercitare il libero arbitrio, ammesso che ciò sia possibile, è necessario prima di tutto scegliere se esercitarlo o no; poi, in caso affermativo, considerare le opzioni, ovvero i programmi predefiniti di comportamento praticabili tra cui scegliere (con l'aiuto di menù interni ed esterni); quindi scegliere un programma, iniziare ad eseguirlo, monitorare i suoi effetti esterni ed interni (percettivi, cognitivi ed emotivi) e scegliere, momento per momento, se continuarne l'esecuzione, arrestarla o cambiare il programma in modo più o meno esteso, per adattarlo alla situazione.
2018-04-06 Interagire | Etica
Se una persona A pensa che un persona B gli abbia fatto un torto o si stia preparando a farglielo, A prova verso B un sentimento di rabbia e ostilità che B percepisce e normalmente ricambia con altrettanta rabbia e ostilità, specialmente se i sospetti di A non sono giustificati. Perché accusare ingiustamente qualcuno di atti o intenzioni ingiuste è un atto aggressivo.
2018-04-07 Libertà | Libero arbitrio | Scegliere
Opzione significa alternativa di scelta. Affinché ci sia una scelta, ci devono essere almeno due opzioni. Le opzioni possono essere consce o inconsce, come pure la stessa scelta. Una scelta cosciente richiede la consapevolezza delle opzioni tra cui scegliere.
Di quante e quali opzioni si può essere consapevoli in un dato momento?
Il libro arbitrio consiste nella scelta consapevole tra un certo numero opzioni consapevoli, più o meno numerose e diverse.
Ad esempio possiamo scegliere il colore di una automobile che abbiamo deciso di comprare, oppure possiamo scegliere se comprare una Fiat o una Renault, oppure se comprare un'automobile o una motocicletta, oppure se continuare a usare i mezzi pubblici, come rispondere ad una domanda, come usare un'ora di libertà, dove passare le vacanze, che lavoro cercare ecc.
Nei vari esempi il numero di opzioni teorico può variare da due all'infinito, ma in pratica non possiamo essere consapevoli che di poche opzioni alla volta. La nostra libertà di scelta è dunque limitata dal numero e dalla qualità di opzioni di cui possiamo esse consapevoli in un dato momento.
Come possiamo ottimizzare la quantità e qualità delle opzioni di cui possiamo esse consapevoli? Ricorrendo a menù interni ed esterni, sia predefiniti che casuali, scritti in varie forme (insiemi di testi, immagini, oggetti evocativi, simboli ecc.) più o meno facili da leggere. La comprensibilità di ogni voce del menu dipende dalle conoscenze ed esperienze del soggetto: più varie e ricche sono le esperienze del soggetto, più varie e ricche le sue opzioni di pensiero e di comportamento.
2018-04-07 Politica | Intelligenza
La democrazia è la dittatura della mediocrità. La dittatura è il governo del più forte. Un governo del più intelligente è praticamente impossibile perché forza e intelligenza non vanno insieme, anzi, sono generalmente i più deboli quelli che sviluppano maggiormente la loro intelligenza, per compensare la loro inferiorità fisica e politica.
A ciò si aggiunge il fatto che l'intelligenza è un fenomeno molto complesso e vario.
2018-04-08 Interagire | Società
La società umana è un sistema basato sul reciproco adeguamento culturale ed economico, servizio e/o sfruttamento, e sulla violenza dei più forti sui più deboli (sia in quanto individui che gruppi o comunità di simili o alleati) come mezzo per risolvere i conflitti di interessi.
2018-04-09 Sistemica
Ogni mattina mi sveglio cambiato da qualche nuovo automatismo formatosi durante il sonno.
2018-04-09 Interagire | Mistificazione
La vita sociale è stancante perché richiede di nascondere idee e sentimenti inopportuni e di fingerne di opportuni rispetto alla mentalità delle persone con cui si interagisce, mentalità alla quale occorre adattarsi per evitare conflitti e dispiaceri agli altri e di conseguenza a noi stessi.
2018-04-11 Interagire | Natura umana | Differenze umane | Comprendere
La comprensione reciproca tra due persone richiede una sufficiente comunità o affinità di interessi, linguaggio, forme, norme, valori, educazione, cultura, temperamento, carattere ed esperienze. È difficile che due persone molto diverse possano comprendersi, a meno che non cerchino entrambi di conoscere senza pregiudizi ciò che nell'altro è diverso ciò che è in sé. Per questo è importante conoscere le cose che gli esseri umani hanno in comune e quelle che li differenziano.
2018-04-11 Giudicare | Verità
Alcuni di coloro che criticano ciò che dico, in realtà, inconsciamente, mi stimano a un punto tale che temono che io abbia ragione e che le mie idee siamo apprezzate da altri, cosa che sconvolgerebbe le loro esistenze. Altrimenti non sprecherebbero il loro tempo a criticarmi.
2018-04-11 Conoscere | Solitudine
Più si cresce, più ci si allontana da chi non cresce.
2018-04-11 Conoscere
Ogni affermazione è la risposta ad una domanda esplicita o implicita. Per aumentare la conoscenza bisogna prima aumentare le domande.
2018-04-11 Interagire | Etica
- Credi di aver dato più di quanto hai ricevuto?
- Credi di essere eticamente migliore rispetto alla media degli esseri umani?
- Credi di essere più intelligente rispetto alla media degli esseri umani?
- Credi che se tu non fossi mai nato il mondo sarebbe peggiore o migliore?
- Credi di sapere tutto ciò che è importante sapere per interagire con gli altri in modo soddisfacente per loro e per te?
- Cosa faresti se sapessi che ti resta solo un mese da vivere?
- Se tu fossi il capo del governo, quali leggi cercheresti di far approvare?
- Se tu potessi realizzare tre desideri, quali sceglieresti?
- Qual'è stata la cosa più spregevole che tu abbia mai fatto?
- A quale prezzo ti prostituiresti?
- Qual è stato l'errore più grande che hai commesso?
- Qual'è la cosa più stupida che tu abbia mai fatto?
- Di chi desideri la morte?
- Verso chi sei, o sei stato, ingrato?
- Cosa ti manca per essere soddisfatto della vita che fai?
- Verso chi ti senti in concorrenza?
- Di cosa ti senti colpevole?
- Di cosa hai paura?
- Quali persone ti fanno più paura?
- Cosa non ti piace del tuo corpo?
- Cosa non ti piace della tua mente?
- Perché hai sposato la persona che hai sposato?
- Sei pentito di aver sposato la persona che hai sposato?
- Cosa cambieresti nelle tue abitudini?
- Quali situazioni ti intimidiscono o imbarazzano?
- Quanta paura hai di morire?
- Quanta paura hai di combattere con chi è più forte di te?
- Da chi credi di essere stato ingannato?
- Verso chi provi risentimento?
- In cosa speri?
- Chi invidi?
- Di chi e quanto sei geloso?
- Quanti veri amici hai?
- Che effetto ti fa l'idea che dopo la tua morte non rimarrà nulla di te?
- Sei soddisfatto della tua capacità di autocontrollo?
- Cosa ti deprime?
- Credi di avere un'empatia più alta o più bassa rispetto alla media?
- Quanto ti consideri elegante?
- In cosa ti senti inferiore alla media?
- In cosa ti senti superiore alla media?
- Credi di essere più o meno egoista rispetto alla media?
- Credi di essere capace di vera amicizia?
- Quanto ti consideri socievole?
- Quanto ti consideri ospitale?
- Cosa sbaglio frequentemente quando interagisco con gli altri?
- In cosa ti senti diverso dagli altri?
- In cosa ti senti uguale agli altri?
- Cosa cerchi di nascondere di te e della tua storia?
- Qual'è stata la cosa più incosciente e imprudente che tu abbia mai fatto?
- Di cosa ti vergogni?
- Hai amici tra loro incompatibili?
- Hai amici incompatibili con il tuo coniuge?
- Hai perversioni, vizi, manie, abitudini o tendenze inconfessabili?
- Quanto tempo passi in solitudine?
- Sei soddisfatto degli amici che hai?
- Qual è il ricordo più brutto della tua vita?
- Quando hai fatto una brutta figura?
- Quando sei stato ridicolo?
- Quando hai fatto piangere qualcuno?
- A chi hai fatto del male?
- Chi hai fatto soffrire?
- Chi hai deluso?
- Chi hai disgustato?
- Verso chi sei stato ingiusto?
- Cosa ti offende maggiormente?
- Cosa ti irrita maggiormente?
- In quali casi saresti disposto a sacrificare la tua vita?
- Quali sono stati i tuoi insuccessi più importanti?
- Qual'è stata la peggiore umiliazione che hai subito?
- Credi sia giusto che tu possieda più ricchezze di chi ne possiede di meno?
- Credi di avere una cultura sufficiente per dare giudizi logici, etici o estetici?
- Credi di contribuire al miglioramento della società?
- Saresti capace di uccidere una persona per salvarne più di una?
- Vorresti essere immortale?
- Hai paura del tuo inconscio?
2018-04-12 Conoscere | Verità
Demistificare le false verità è più importante che conoscere quelle vere.
2018-04-12 Natura umana | Ruoli sociali | Personalità
La gente si può classificare in pastori, pecorelle, pecoroni, cani da pastore, cani sciolti, lupi alfa e lupi gregari, e ogni individuo può cambiare ruolo più volte nella vita e assumere più ruoli allo stesso tempo.
2018-04-12 Etica | Natura umana | Sistemica | Relazioni | Società | Colpa | Responsabilità
Ogni essere umano è il centro di una rete di relazioni più o meno stabili con altre entità (esseri viventi, macchine, sistemi, informazioni, oggetti, materiali, alimenti, sostanze ecc.) con cui interagisce per sopravvivere, soddisfare le sue motivazioni (istinti, bisogni, desideri, curiosità ecc.), ottenere piaceri ed evitare dolori, secondo algoritmi parzialmente variabili memorizzati nel suo sistema nervoso.
Quanto detto vale anche per qualsiasi altro essere vivente dotato di sistema nervoso, mentre probabilmente solo negli algoritmi umani ci sono parti che riguardano la morale, la responsabilità e il senso di colpa propria e altrui.
2018-04-12 Informazione | Media
I giornali e le varie fonti di notizie ci informano sulle novità, ovvero sui cambiamenti nella società e nella natura. Chi ci informa su ciò che non cambia?
2018-04-12 Conoscere | Libertà | Conformismo
Le idee, le conoscenze, gli interessi intellettuali e perfino le esperienze di una persona possono essere oggetto di censura, discriminazione sociale e persecuzione se contrastano con le idee di chi comanda o con il senso comune.
2018-04-13 Bisogni | Differenze umane | Conformismo
Dalla lettera di un anormale ai normali: "Conosco verità importanti per voi e su di voi, che voi non conoscete, ma non ve le dirò, sia perché non siete in grado di capirle, sia perché susciterebbero in voi ostilità contro di me. E non vi dirò nemmeno in quali cose sono diverso da voi, perché la mia diversità vi angoscerebbe e disgusterebbe, e sarebbe da voi percepita come una minaccia. Fingerò quindi di essere come voi, di pensare come voi, di avere gli stessi vostri valori, la stessa morale, gli stessi gusti, gli stessi pensieri, le stesse motivazioni, gli stessi piaceri, le stesse paure, gli stessi pregiudizi, gli stessi limiti e le stesse rassegnazioni. In questo modo possiamo convivere pacificamente, produttivamente e amichevolmente, perché io ho bisogno di voi come voi avete bisogno di me."
2018-04-14 Interagire | Pensare | Dialogo
Pensare è come parlare con una persona immaginaria.
2018-04-15 Interagire
Quando due persone si incontrano, il saluto serve a dichiarare o confermare uno stato di amicizia; l'assenza di saluto uno stato di indifferenza o inimicizia. Perciò è impossibile non dichiarare ad una persona, ogni volta che la si incontra, se ci è o non è amica, ovvero se intendiamo avere o non avere con essa un rapporto cooperativo. Il calore, o cordialità, del saluto esprime il grado di cooperazione desiderato.
2018-04-15 Cultura | Sesso
Alcuni hanno rapporti sessuali non tanto per il piacere intrinseco o per generare prole, quanto per certi significati e riconoscimenti che vengono attribuiti alle attività sessuali nella propria cultura, specialmente in termini di potere, status, conformità, appartenenza, amore ecc.
2018-04-15 Emozioni e sentimenti | Solitudine
Si è tristi perché si è soli o si è soli perché si è tristi? Sono veri entrambi i casi.
2018-04-15 Interagire | Società | Interdipendenza
Nessun essere umano è indipendente, ognuno ha bisogno della cooperazione di qualcun altro. E per ottenerla deve fare certe cose ed evitarne altre.
2018-04-15 Interagire | Mente
Mi sembra di aver capito l'essenziale della natura umana e della psicologia, ovvero che la psiche è un immenso ed estremamente complesso sistema informatico cognitivo-emotivo la cui funzione fondamentale è quella di gestire in modo automatico (per lo più inconscio) le interazioni sociali al fine di ottenere l'accettazione e la cooperazione da parte degli altri per la soddisfazione dei propri bisogni.
Ne consegue che il senso (ovvero il fine ultimo) di qualsiasi comportamento distintivamente umano (cioè che non si riscontri anche in altri animali) e di qualunque espressione culturale è quello di ottenere la cooperazione (volontaria o imposta) degli altri e di evitare la loro repulsione o violenza.
Questa visione è gravida di conseguenze importanti, proprio perché dà un senso a tutto ciò che è umano e può perciò cambiare il nostro giudizio verso noi stessi e gli altri.
Per esempio, se si vuole cambiare una società, ovvero la mentalità dei membri di una certa comunità, bisogna prima di tutto capire che lo scopo di quella mentalità è quello detto sopra, per cui essa potrà essere sostituita soltanto da una nuova mentalità che possa meglio soddisfare il detto scopo.
Per concludere, concetti come morale, giustizia, bontà, razionalità, felicità, religione ecc. debbono essere compresi nel senso di cui sopra. In altre parole, la cooperazione sociale ottenibile dovrebbe essere il metro di ogni valore umano.
2018-04-16 Conoscere | Mente
È possibile per una mente conoscere se stessa? Sì, parzialmente e indirettamente, nei seguenti modi: (1) per analogia mediante l'osservazione di altre menti, nella realtà e nella letteratura narrativa, (2) per deduzione dal comportamento e giudizio degli altri verso di sé, (3) interpretando i propri sentimenti e correlandoli al comportamento proprio e altrui e (4) attraverso lo studio delle teorie psicologiche.
Il grado di conoscenza e affidabilità raggiungibile dipende da vari fattori, tra cui l'intelligenza, l'ampiezza e la salute della mente stessa.
2018-04-17 Natura umana | Violenza | Progresso
La storia dell’umanità ci dimostra che l’uomo è capace sia di bontà che di crudeltà, che ci sono state e ci sono comunità più violente e altre meno violente. Questo significa che c’è sempre spazio per un miglioramento dei rapporti sociali, se si adottano i provvedimenti appropriati. Purtroppo la maggior parte della gente pensa che non si possa fare nulla per migliorare la società o che non ci sia bisogno di migliorarla, mentre una minoranza di persone credono nella possibilità di un miglioramento e ricercano i modi per attuarlo, a volte sbagliando e peggiorando la situazione, altre volte con risultati incoraggianti. Spero che il loro numero cresca come pure la loro conoscenza della natura umana.
2018-04-17 Natura umana | Sistemica
Io sono un luogo di punti dell'universo organizzati in un certo modo. La loro organizzazione è molto complessa e non posso conoscerla che in infima parte. Suppongo che essa comprenda processi fisici, chimici, biologici e informatici che seguono certe leggi e certi programmi, con una certa dose di casualità. La mia coscienza è una infima parte del mio essere, da cui emerge e dipende e con cui interagisce.
2018-04-17 Interagire | Confliggere
Noi ci illudiamo di essere migliori dei guerrafondai solo perché siamo contro la guerra. Ma non basta aver ripudiato e condannato la guerra per essere a posto con la coscienza; bisogna invece aver contribuito a trovare, sviluppare e fare applicare soluzioni realistiche alternative alla guerra per risolvere i conflitti umani. Per cominciare, i conflitti non vanno evitati o negati, ma sviscerati, dichiarati, analizzati, misurati, compresi. I problemi sociali sono causati soprattutto dai conflitti, dalla ignoranza su di essi e dalla conseguente incapacità di negoziare soluzioni.
2018-04-17 Conoscere | Natura umana | Autoinganno
Dobbiamo avere compassione per gli esseri umani, così vulnerabili, così schiavi delle loro menti manipolate e illusi di essere liberi, così ignoranti del mondo e di se stessi.
2018-04-18 Interagire | Psicopatia
Molti disturbi psichici sono causati da conflitti, per lo più inconsci, tra motivazioni antitetiche nei confronti degli altri, che possono dar luogo a inibizioni o comportamenti incoerenti e insoddisfacenti.
2018-04-19 Bisogni | Libertà | Cultura
L'uomo ha bisogno di regole culturali (ovvero discipline, norme, confini, legami, costrizioni, leggi, riti, mode, costumi, valori, credenze, morali ecc.), senza le quali si perderebbe, essendo i suoi istinti genetici troppo deboli per garantire la sua sopravvivenza sia come individuo che come specie ed essendo incapace di governarsi liberamente senza provocare gravi danni a se stesso, agli altri e all'ambiente. Il progresso sociale consiste nel sostituire regole culturali malate e insoddisfacenti con altre più sane e soddisfacenti rispetto ai bisogni umani. Perciò occorre prima di tutto conoscere tali bisogni, uno dei quali è il bisogno di regole di cui sopra.
2018-04-19 Conoscere
Per molti la conoscenza si riduce alla memoria delle proprie esperienze dirette e indirette, nella totale ignoranza delle reali cause degli avvenimenti di cui hanno fatto esperienza.
2018-04-19 Sistemica | Vita | Informazione
La vita è basata sullo scambio e l'elaborazione di informazioni secondo programmi parzialmente modificabili, dal livello cellulare a quello mentale.
2018-04-19 Mente | Informatica
La mente è un sistema informatico.
2018-04-19 Interagire | Inconscio | Coscienza
Quando un pianista suona, chi suona non è il suo io cosciente, ma i suoi agenti inconsci autonomi, che sono almeno due, uno che dirige la mano destra, uno la sinistra. Forse ogni agente "mano" è in realtà costituito da diversi agenti, per esempio uno per ogni dito. L'io cosciente del pianista si limita a dare l'avvio all'attività e a monitorarla, per interromperla nel caso non dia i risultati sperati.
Lo stesso avviene quando un umano interagisce con altri umani, in cui ad interagire sono in realtà i rispettivi agenti inconsci autonomi, mentre i loro io coscienti si limitano ad avviare o a interrompere l'interazione, o cambiarne le finalità.
2018-04-20 Bisogni | Automatismi
Ogni essere vivente ha i suoi automatismi, anzi, è i suoi automatismi, perché senza di essi la vita sarebbe impossibile. La coscienza, o io cosciente, è uno di essi e si distingue dagli altri altri per la sua capacità di conoscere alcuni degli altri automatismi e di manipolarli in una certa misura al fine di soddisfare i propri bisogni, ovvero i bisogni del suo essere nel suo insieme.
2018-04-20 Bisogni
Tra i vari bisogni umani c'è quello di essere ascoltati. Su di esso si basano l'amicizia e professioni come quella dello psicoterapeuta.
2018-04-20 Vita | Mappa cognitivo-emotivo-motiva | Informazione | Informatica
La divisione più importante, per la conoscenza, è quella tra essere vivente e essere non vivente, tra vita e non vita. La vita emerge dalla non vita e usa questa, ma funziona in modi diversi e secondo principi che non si riscontrano nella non vita. La vita si basa infatti sull'informazione (a cominciare dal DNA), la quale non esiste nella non vita, se non come simulazione o registrazione della vita, come avviene nei computer. È l'informazione che determina le forme della vita, le strategie e i comportamenti degli esseri viventi, ovvero le loro interazioni, dagli organismi monocellulari a quelli più complessi. La vita dipende dalla qualità delle informazioni, dalla loro percezione, interpretazione e dalle reazioni ad esse, in altre parole, dalla loro esecuzione e applicazione.
2018-04-20 Emozioni e sentimenti | Empatia
I sentimenti sono contagiosi. Il mezzo del contagio è l'empatia, meccanismo che permette il rispecchiamento, o riproduzione, di sentimenti da un individuo all'altro. Purtroppo i sentimenti oggetto di empatia sono sia quelli benevoli che quelli malevoli, sia quelli gioiosi che quelli tristi. Attraverso l'empatia si possono infatti trasmettere il coraggio, ma anche la paura, l'amore ma anche l'odio, l'amicizia ma anche l'inimicizia, l'ammirazione ma anche il disprezzo, l'attrazione ma anche la repulsione, l'entusiasmo ma anche la depressione, la fiducia ma anche il sospetto. Perciò l'empatia va maneggiata con cura e in certi casi conviene inibirla, se possibile.
2018-04-21 Interagire | Etica | Saggezza | Doppio vincolo
La continua ricerca della saggezza può nascondere il bisogno di una superiorità morale e intellettuale che gli altri percepiscono con fastidio.
2018-04-21 Etica | Intelligenza | Arroganza
Uno dei peccati meno tollerati è quello di presunzione, ovvero presumere di conoscere la verità meglio del prossimo o di essere moralmente o intellettualmente più dotati di esso. La punizione consiste nell'antipatia. Perciò chi non vuole rendersi antipatico deve evitare di essere migliore del prossimo e, nel caso per disavventura già lo fosse, cancellare ogni traccia della propria superiorità.
2018-04-21 Conoscere | Etica | Verità | Saggezza | Arroganza
La paura dell'Hybris (vedi, sotto, alcune definizioni del termine) mi sembra molto diffusa nell'inconscio della maggior parte della gente. L'effetto di tale paura è quello di inibire in se stessi la ricerca di una saggezza superiore a quella comune (ovvero a quella della comunità di appartenenza), e di giudicare come arrogante, presuntuoso, superbo, tracotante, stolto ecc. colui che tenta di superare il senso comune in cerca di una verità più vera e ampia di quella normalmente conosciuta dagli altri, e di elevarsi moralmente e/o intellettualmente al di sopra degli standard comunitari.
In tal senso, la Hybris costituisce una minaccia (così percepita consciamente o inconsciamente) per la conservazione e la coesione della comunità di appartenenza e, in quanto tale, viene combattuta con l'antipatia, l'emarginazione, l'ostilità e, in casi estremi, con punizioni corporali o la pena di morte.
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Alcune definizioni di Hybris:
"Nell'antica Grecia, presunzione di forza, di potenza, propria dell'uomo che offende gli dei e ne provoca la vendetta." [
Fonte]
"Significa letteralmente "tracotanza", "eccesso", "superbia", “orgoglio” o "prevaricazione"." [
Fonte]
"...«insolenza, tracotanza», e nella cultura greca antica è anche personificazione della prevaricazione dell’uomo contro il volere divino: è l’orgoglio che, derivato dalla propria potenza o fortuna, si manifesta con un atteggiamento di ostinata sopravvalutazione delle proprie forze, e come tale viene punito dagli dèi direttamente o attraverso la condanna delle istituzioni terrene (per es., la h. di Prometeo)." [
Fonte]
"La parola hybris significa violenza, oltraggio, arroganza: è una parola degli uomini e indica la violazione di un limite, di una misura, di fronte agli dei, agli altri uomini, di fronte alla natura. È la violazione di un kosmos e di una armonia, una assenza di consapevolezza e di responsabilità. È avanzare in equilibrio su un filo fragile con la superbia e la sventatezza che lo possono spezzare. " [
Fonte]
"... l’evento-colpa che viene commesso dall’uomo per orgoglio e tracotanza, ma soprattutto per sfidare gli dèi e andare oltre la propria limitatezza, non rimane mai impunito; a tale comportamento seguirà sempre la nèmesis, la vendetta divina, l’ira e lo sdegno della divinità di fronte ai misfatti umani e alla loro logica, l’orgoglio." [
Fonte]
"Ma da cosa nasce la Hybris? Una qualsiasi violazione della norma della misura, cioè dei limiti che l’uomo deve incontrare nei suoi rapporti con gli altri uomini, con la divinità o con l’ordine delle cose. Macchiarsi di hybris per i Greci significava non aver agito conformemente alle regole, rendendo necessaria una punizione. Essa viene scatenata dall’Ate, una forma di accecamento che offusca la mente dell’uomo portandolo a commettere azioni superbe e malvagie." [
Fonte]
2018-04-22 Interagire | Conoscere | Saggezza | Arroganza
La "hybris" (ovvero arroganza, tracotanza, superbia, presunzione, auto-sopravvalutazione ecc.) è un difetto umano che si può manifestare sia nei confronti di altre persone che nei confronti della natura, ovvero dell'ambiente naturale o della divinità. Perciò mi riferisco alla prima come "hybris sociale" e alla seconda come "hybris ecologica".
Per "anti-hybris" intendo il contrasto e la punizione nei confronti delle persone considerate arroganti da parte di altre persone ("anti-hybris sociale") o da parte della natura ("anti-hybris ecologica").
Giudicare se una certa azione o attività umana sia da considerarsi un atto di arroganza (sociale o ecologica), è difficile e si presta a errori dalle tragiche conseguenze. Infatti ho l'impressione che molto spesso non vengono considerati arroganti comportamenti che lo sono, e vengono considerati arroganti comportamenti che non lo sono.
Qual'è il criterio con cui la gente riconosce l'arroganza? Credo che esso consista nella semplice formula: è arrogante chiunque creda di essere più saggio di me o delle persone della mia comunità che io considero autorevoli.
Infatti si può dire che la saggezza (comunque ognuno la intenda) sia il criterio per stabilire l'arroganza, ovvero che arrogante è colui che si ritiene saggio senza esserlo, ovvero sopravvaluta la sua saggezza.
Ma che significa essere saggi? E chi può giudicare la saggezza di una persona o di se stesso?
Credo che la saggezza abbia a che fare con la conoscenza, ma non con la sua quantità di questa, bensì con la sua qualità. Infatti, l'importante è conoscere le cose opportune, quelle che è importante conoscere, quelle che riguardano il nostro benessere e quello delle persone da cui dipendiamo, perché la conoscenza non deve essere fine a se stessa ma al buon vivere, ovvero alla felicità, comunque essa sia definita.
La saggezza ha anche a che fare con l'etica, se si assume che l'uomo non può vivere se non in società e che la vita sociale è possibile solo se i membri di una comunità rispettino un certa etica. In tal senso la saggezza serve a definire le regole etiche della vita sociale e a verificarne il rispetto, non in nome di principi astratti fini a se stessi, ma al fine dell'umana felicità.
La saggezza risponde dunque a domande come: cosa è giusto fare per vivere insieme felicemente? Come è giusto organizzare la società? Come distribuire il potere, i beni, i ruoli e le posizioni gerarchiche? Come giudicare e condannare le persone che non rispettano le regole sociali?
E' dunque evidente che la saggezza abbia importanti conseguenze per ogni membro della società, perché da un certo criterio di saggezza può dipendere il suo status sociale. Infatti, siccome la saggezza esprime giudizi di opportunità e condanne morali, essa è affetta da conflitto di interessi e soggetta a manipolazioni da parte delle persone interessate ai suoi giudizi.
Capiamo allora come il giudizio di arroganza da parte di una certa persona sia direttamente legato alla difesa del proprio criterio di saggezza, che è normalmente quello più favorevole a se stessa. In estrema sintesi, vale dunque la formula: è arrogante chi afferma che i suoi criteri di saggezza siano migliori (ovvero più veri ed efficaci) dei miei. E siccome i criteri di saggezza scaturiscono da una filosofia, è arrogante chi presume che la sua filosofia sia migliore della mia, ovvero chi critica la mia filosofia, che può anche essere assenza di filosofia. Tale formula è normalmente inconscia.
Ogni essere umano ha paura del giudizio altrui perché è dipendente da esso e fa di tutto per evitare di essere mal giudicato, come scegliere le filosofie che lo assolvono e contrastare qualsiasi filosofia contrastante con la propria, fino al punto di abbracciare una filosofia in cui il giudicare è considerato un male, e la saggezza consiste nel non giudicare né se stessi né gli altri.
Quando interagiamo con altre persone, non dobbiamo dunque mai dimenticare che i nostri interlocutori non tollerano di essere da noi giudicati, e se percepiscono un giudizio sfavorevole da parte nostra reagiscono normalmente accusandoci di arroganza.
2018-04-23 Conoscere | Saggezza
È saggio valutare e confrontare la propria saggezza rispetto a quella altrui e cercare di trasmettere la propria a chi riteniamo possa beneficiarne, anche se l'interessato non ce lo chiede?
2018-04-23 Conoscere | Natura umana | Natura
Io per "metafisico", che mi guardo bene dallo spiegare e dal descrivere, intendo ciò che, sebbene esista, l'uomo non è in grado di comprendere a causa dei propri limiti intrinseci. E' la porta che l'agnostico lascia sempre aperta.
2018-04-23 Giudicare | Valutare | Saggezza
Parlare di saggezza è per molti fastidioso perché ogni saggezza comporta un sistema di valori e disvalori rispetto ai quali ognuno è implicitamente giudicato.
2018-04-23 Saggezza
Oggi nessuno ammette la superiorità di qualcun altro in termini di saggezza.
2018-04-23 Interagire | Personalità
Nessuno mi desidera come sono, ognuno mi vorrebbe come specchio o comodino di sé, o come alleato nei suoi conflitti. Credo che questo valga per tutti.
2018-04-23 Politica | Società | Miglioramento della società
Nella nostra società il successo di pochi si fonda sull'insuccesso di molti. La buona società è quella in cui tutti hanno successo.
2018-04-24 Etica | Saggezza
La nostra società premia il virtuosismo (in termini di supremazia estetica, economica, politica, tecnica, sportiva e audience) e castiga la virtù (in termini di altezza morale e intellettuale).
2018-04-24 Etica | Giudicare
Per evitare di offendere qualcuno bisogna astenersi dall'esprimere giudizi morali o intellettuali. Se poi vogliamo renderci simpatici, allora dobbiamo adeguare la nostra morale a quella dei nostri interlocutori.
2018-04-25 Natura umana | Differenze umane
Ciò che manca all'Uomo per vivere felicemente insieme è un interesse reciproco per le differenze tra persone. Purtroppo, da una parte l'uomo teme il diverso da sé e, dall'altra, cerca di essere come i membri della comunità dalla quale desidera essere accettato. In altre parole, le differenze umane vengono punite e le uguaglianze premiate.
2018-04-25 Politica | Storia
Oggi, festa della liberazione, ricordiamoci che i valorosi che hanno lottato contro il nazifascismo erano una piccola minoranza del popolo italiano, e non avrebbero potuto liberare il nostro paese senza l'aiuto delle potenze alleate. Ricordiamoci anche della stupidità della maggioranza degli italiani che ha visto in Mussolini l'uomo della provvidenza e che ha accettato l'alleanza con Hitler come giusta e le leggi razziali come qualcosa che non li riguardava. E mi sembra strano che un popolo a maggioranza fascista diventi d'un tratto a maggioranza antifascista. Io temo che il fascismo arda ancora sotto la cenere della nostra storia e che riemergerà quando il disordine sociale avrà superato una certa soglia. Per fare una democrazia non basta una costituzione democratica, ci vuole un popolo con una mentalità democratica, cosa che la maggioranza degli italiani non sembrano avere.
2018-04-25 Natura umana | Emozioni e sentimenti | Confliggere | Sistemica | Mappa cognitivo-emotivo-motiva | Automatismi | Empatia
Quando due persone si incontrano, succedono tante cose, a livello conscio e ancor più inconscio, che determinano un certo tipo di interazione e la sua durata.
- Algoritmi inconsci classificano l'interlocutore (in amico, nemico o cosa da usare) secondo la mappa cognitivo-emotiva di ciascuno, e danno luogo ad aspettative e a supposizioni di aspettative altrui;
- bisogni, desideri e sentimenti si attivano e vengono alimentati o frustrati in base a tali aspettative;
- si determinano inibizioni e opzioni di comportamento;
- si delineano interessi comuni, interessi diversi e conflitti di interesse, si esaminano possibilità di cooperazione;
- si attivano attrazioni e repulsioni in base a percezioni estetiche e cognitive;
- si fanno calcoli economici, energetici e politici di una eventuale interazione (costi e benefici);
- si valuta la salute mentale dell'altro, le sue potenzialità e incapacità, le sue differenze rispetto alla gente comune e a se stessi;
- si constatano affinità e incompatibilità;
- ci si misura con l'altro per stabilire chi è più competitivo;
- si valutano i rischi di una interazione rispetto ai rapporti con altre persone;
- si considerano diritti, doveri, obblighi, divieti e gradi di libertà e creatività applicabili ad una eventuale interazione;
- si attivano curiosità, domande, spinte narcisiste e slanci di generosità, empatia, apatia, voglia di aiutare o di combattere, si determinano comprensioni e incomprensioni, approvazioni e disapprovazioni, un senso di comune appartenenza o di estraneità;
- si interpretano le motivazioni e intenzioni altrui;
- si immaginano scenari di possibili interazioni, ecc., e, tutto ciò considerato, si decide quali passi fare, il livello di intimità fisica accettabile da ciascuno, se e quanto avvicinarsi o allontanarsi, dare, prendere, difendersi, offendere, offrire, proporre, cosa dire e cosa non dire, cosa mostrare e cosa nascondere, cosa fingere, come manipolare l'altro a proprio vantaggio;
- si cercano temi di conversazione appropriati accettabili da ambo le parti;
- si stabiliscono i possibili ruoli e livelli gerarchici reciproci;
- si decidono i rituali da eseguire;
- nascono speranze, si consumano delusioni, si sviluppano paure ed entusiasmi, ansia e fiducia, eccitazione e noia.
2018-04-25 Saggezza
Solo i saggi amano la saggezza.
2018-04-25 Mappa cognitivo-emotivo-motiva | Psicopatia
Confondere l'immaginazione con la realtà, ovvero la mappa (mentale) col territorio, è uno dei sintomi più evidenti della schizofrenia. Perciò siamo tutti, chi più chi meno, schizofrenici.
2018-04-26 Politica
Le persone di sinistra si uniscono per abbattere le dittature ma si dividono nell'amministrare le democrazie. Per questo assistiamo a cicli storici in cui si alternano governi reazionari e governi democratici. Oggi stiamo passando da un governo democratico ad uno reazionario perché, a quanto pare, solo le dittature sono capaci di mantenere l'ordine sociale. D'altra parte, il popolo, che in democrazia dovrebbe decidere le politiche da attuare, non ha né la competenza, né l'intelligenza, né il tempo, né la voglia di occuparsi di politica, salvo lamentarsi quando i suoi interessi vengono sfavoriti. In quanto ai politici di professione, essi non vedono tutti gli aspetti dei problemi sociali ed economici, ma solo quelli che danno ragione alle loro posizioni.
2018-04-27 Interagire | Bisogni
Seguendo liberamente il pensiero di Gregory Bateson e quello di George Herbert Mead, suppongo che in ogni mente umana si formino, a seguito delle proprie esperienze, una quantità di "contesti sociali", ovvero configurazioni immaginarie di relazioni sociali in cui il soggetto e gli altri occupano particolari posizioni strutturali, funzionali e gerarchiche, rivestono certi ruoli e interagiscono in certi modi per soddisfare i propri bisogni e desideri.
Quando due persone interagiscono, ogni transazione (elementare o composta) viene interpretata (ovvero significata, intesa) facendo riferimento ad un certo contesto sociale, il quale può cambiare più o meno rapidamente nel corso dell'interazione (per esempio, nell'umorismo il cambio di contesto è istantaneo o il contesto è continuamente ambiguo).
Nei soggetti schizofrenici c'è una rigidità o impossibilità di cambiamento di contesto, ovvero di interpretare le transazioni sociali secondo una gamma variabile di contesti.
Le motivazioni di una persona (bisogni e desideri, consci e inconsci) sono da riferire ai particolari contesti sociali che essa desidera realizzare o impedire.
Le persone si distinguono per la quantità e la qualità di contesti sociali che si sono formati nelle loro menti, nei sentimenti ad essi associati (piacere, dolore, attrazione, repulsione, desiderio, paura, speranza, angoscia, frustrazione, rabbia ecc.), e nella capacità di concepirne di nuovi, di intuire i contesti sociali altrui e di individuare correttamente quello applicabile a ciascuna transazione.
Vedi anche Teoria delle configurazioni sistemiche (configurazionismo).
2018-04-27 Interagire | Conformismo | Cultura
Gli esseri umani fanno una infinità di cose che non farebbero mai se non vedessero tanti altri farle. Io chiamo tali cose "rituali". Mi riferisco a comportamenti ripetitivi che non hanno alcun senso in sé, ma che lo acquistano per il solo fatto che sono praticati da altre persone. Infatti, quando vediamo qualcuno comportarsi in un certo modo ripetitivo, non possiamo restare indifferenti e finiamo per decidere di rispettare ed imitare tale comportamento come qualificativo dell'appartenenza ad una certa comunità a cui desideriamo appartenere, oppure disprezzarlo in quanto qualificativo di una comunità della quale non vogliamo far parte, anche se tendiamo a nascondere tale disprezzo in quanto politicamente scorretto.
2018-04-28 Interagire | Manipolazione mentale
Ognuno ha nella sua mente una quantità di contesti sociali desiderati, che cerca di realizzare, nei quali ci sono tutti gli altri. Ne consegue che ognuno cerca di manipolare ogni altro, ovvero di fare in modo che l'altro assuma i ruoli e le funzioni ad esso assegnate nei propri contesti sociali mentali.
2018-04-28 Conoscere | Saggezza | Complessità
Una competenza specialistica può nascondere un'incompetenza generale.
2018-04-28 Filosofia | Pensare
E' più importante insegnare alla gente come pensare in modo utile, ovvero come affrontare e risolvere efficacemente i problemi in generale, piuttosto che offrire loro soluzioni già pronte. La prima delle due proposizioni dovrebbe essere lo scopo della filosofia.
2018-04-29 Interagire | Sistemica | Relazioni
Nota: questa mia teoria, a cui ho dato il nome provvisorio di "Configurazionismo", si ispira liberamente al pensiero di Gregory Bateson e a quello di George Herbert Mead.
Il funzionamento della mente (o psiche) è basato sull'apprendimento, percezione e riconoscimento di "configurazioni sistemiche", e sulla carica affettiva e motivazionale associata a ciascuna di esse, ovvero sul bisogno o desiderio di realizzazione o di evitamento delle stesse.
Una "configurazione sistemica" (nel seguito semplicemente detta "configurazione") consiste in una forma (nel senso di "Gestalt") immaginaria complessa, conscia o inconscia, che rappresenta, ovvero descrive, il mondo come viene percepito da un soggetto, o una certa versione ipotetica del mondo da esso concepita, in cui sono presenti tutte le entità per lui significative, a cominciare da se stesso e tutti gli altri esseri umani conosciuti e sconosciuti, in certe relazioni e connessioni, posizioni gerarchiche, spazio-temporali e causali, ruoli, funzioni e intenzioni.
In altre parole, una "configurazione sistemica" è una particolare mappa mentale cognitivo-emotiva, inconscia, dell'intero mondo (naturale e soprattutto sociale) come crediamo che sia (in base alle nostre esperienze) o come vorremmo che diventi o evitare che diventi.
La teoria configurazionista suppone che ogni essere umano, a seguito delle sue esperienze, apprende una quantità di configurazioni di cui è, è stato o può essere parte, e associa a ciascuna di esse un valore più o meno positivo o negativo (nel senso di piacere o dolore, attrazione o repulsione) e cerca inconsciamente e automaticamente, di realizzare quelle positive e di evitare che si realizzino quelle negative.
Normalmente, un individuo suppone che gli altri condividano le sue configurazioni (ovvero abbiano una simile visione del mondo ovvero mappa mentale), e considera (consciamente o inconsciamente) "amici" coloro che favoriscono la realizzazione delle sue configurazioni desiderate e "nemici" coloro che favoriscono la realizzazioni di quelle indesiderate o che favoriscono la realizzazione di configurazioni incompatibili con quelle desiderate.
Da quanto sopra si deduce che
le motivazioni umane non sono oggettuali ma sistemiche. Ovvero, noi non desideriamo o aborriamo particolari oggetti, persone o eventi , ma particolari configurazioni di cui siamo o possiamo essere parte e di cui un particolare oggetto, persona o evento considerato è o può essere parte integrante, necessaria, indispensabile o incompatibile. Per esempio, dobbiamo aspettarci che una persona che percepisca un certo oggetto o persona come incompatibile con una certa configurazione desiderata, provi ostilità, odio, aggressività o motivazioni distruttive verso quell'oggetto o persona.
L'importanza della teoria configurazionista sta nel fatto che essa ci aiuta a capire, da una parte, che ciò che conta nella vita non sono i singoli oggetti, persone, obiettivi o eventi ma le possibili configurazioni nel loro insieme (viste con un approccio olistico, sistemico ed ecologico) e, dall'altra, che le persone con cui interagiamo perseguono non singoli obiettivi, ma la realizzazione o l'evitamento di intere configurazioni particolari, più o meno diverse dalle nostre e più o meno da noi conosciute.
Di conseguenza, per una interazione pacifica e costruttiva tra esseri umani è importante comprendere, saper descrivere e possibilmente condividere (come valori) non singole idee o obiettivi, ma intere configurazioni che rappresentano sistemi complessi reali o ipotetici.
E allora non dovremmo chiederci, o chiedere all'altro, cosa vogliamo o desideriamo o di cosa abbiamo bisogno, intendendo un oggetto, un evento o un particolare comportamento da parte di qualcuno, ma quale configurazione sistemica desideriamo realizzare, quanto sia realizzabile e come essa si concili con le configurazioni sistemiche desiderate dagli altri.
La cultura in cui viviamo ci ha abituati a ragionare in termini di oggetti e valori separati, e di saperi specialistici, rendendoci incapaci di una visione complessiva dei problemi umani e sociali e di soddisfare adeguatamente i nostri bisogni (i quali coinvolgono sempre il resto del sistema del quale facciamo parte). Per rimediare, dobbiamo quindi imparare a ragionare in termini di sistemi, relazioni e interazioni su vasta scala. Credo che la teoria configurazionista ci possa aiutare in tal senso.
Vedi anche Teoria dei contesti sociali.
2018-05-02 Intelligenza | Saggezza
Attribuire ad una persona più intelligenza di quella che ha può condurre a fatali errori di comunicazione e interazione.
2018-05-02 Appartenere | Conformismo
Gran parte dei comportamenti umani si spiegano con il piacere e l'orgoglio di sentirsi normali e la paura di essere considerati anormali.
L'anormalità è il peccato originale da cui tutti cercano di essere assolti.
La divinità più potente nella religione di ogni popolo, è Norma, ovvero la dea della normalità, oggetto di adorazione e sacrifici quotidiani, per lo più inconsapevoli.
2018-05-02 Appartenere | Politica
Lamenti, lamenti che nascondono l'incapacità di unirsi e organizzarsi per cambiare il sistema, lamenti che cadono nel vuoto di una visione del mondo in cui i colpevoli sono sempre i cosiddetti potenti. I quali, i lamenti degli impotenti non li stanno nemmeno a sentire. Alla fine ciò che resta è l'appartenenza ad una impotente comunità di condivisione di lamenti.
2018-05-02 Amare
Se ad A dispiace ciò che piace a B, è possibile che A voglia bene a B?
Solo se A presume di sapere meglio di B ciò che è bene per B.
2018-05-02 Interagire | Sistemica
Le interazioni di un essere umano col resto del mondo sono determinate dagli input che esso riceve dalle persone e cose con cui interagisce (consciamente e inconsciamente), dai suoi bisogni e desideri (consci e inconsci) e dalla sua visione (conscia e inconscia) del mondo (ovvero dalla sua mappa cognitivo-emotiva), la quale si è formata attraverso le sue interazioni col resto del mondo.
2018-05-02 Natura umana | Saggezza | Stupidità
Un uso di Facebook molto comune è quello di leggere i post altrui e di condividere quelli che si ritengono più interessanti. In questo modo ognuno dà prova della sua personalità. Così la gente si può dividere grosso modo in due categorie: quelli che diffondono sciocchezze e quelli che diffondono saggezze. Dimmi cosa condividi e ti dirò chi sei.
2018-05-03 Piacere e dolore | Emozioni e sentimenti | Sistemica
Ci sono due tipi di sofferenze, quelle fisiche, ovvero causate da condizioni fisiche (come ferite o malattie del corpo) e quelle non fisiche, ovvero logiche, cioè causate da informazioni percepite o registrate, che danno luogo a paure e/o anticipazioni dolorose di sofferenze fisiche. La psicologia dovrebbe occuparsi di tali informazioni e dei loro collegamenti con le sofferenze logiche.
2018-05-03 Mappa cognitivo-emotivo-motiva
Cambiando punto di vista, la vista cambia.
2018-05-03 Piacere e dolore | Bene e male
Ciò che conta è ciò che fa la differenza nel bene e nel male, nel piacere e nel dolore.
2018-05-04 Interagire | Bisogni | Relazioni | Società
La società è una rete di relazioni formate dal caso, dai bisogni e dalle risorse di ciascuno dei suoi membri.
Una relazione è una conoscenza reciproca tra due persone che include i possibili modi di interazione tra di esse, ovvero ruoli, posizioni gerarchiche, simpatie, antipatie, regole, norme, valori, tradizioni, capacità, linguaggi, obblighi, divieti, libertà, diritti, doveri, ricordi di interazioni passate, interessi e opinioni più o meno convergenti, altre relazioni più o meno compatibili ecc.
Il comportamento sociale di un individuo, ovvero le sue interazioni con gli altri, dipendono dalle sue relazioni sociali, e queste dipendono a loro volta dal comportamento sociale degli individui coinvolti, in un rapporto di causa-effetto circolare.
Il comportamento sociale umano è motivato da un bisogno innato di interazione sociale da cui si sviluppano, per effetto di particolari predisposizioni genetiche ed esperienze, diverse strategie di interazione per cui un soggetto si pone rispetto agli altri in posizioni e atteggiamenti più o meno dominanti, remissivi, gregari, conformisti, anticonformisti, docili, ribelli, difensivi, aggressivi, violenti, repulsivi, cooperativi, manipolatori, empatici, accudenti ecc.
2018-05-04 Conoscere | Autoinganno
Conosci te stesso! Ottima cosa, ma per riuscirci non basta volerlo. Chi vuole conoscere se stesso deve fare un percorso complicatissimo e difficilissimo, in cui ci si può anche perdere o ingannarsi. Per farlo è indispensabile l'aiuto di altre persone (dal vivo o mediante libri), e trovare le persone giuste è una questione di fortuna.
2018-05-04 Interagire | Bisogni | Società
I problemi sociali consistono, essenzialmente, in un insoddisfacente incontro tra la domanda e l'offerta di interazioni corrispondenti ai ruoli, condizioni e scopi posti dagli individui offerenti e richiedenti.
2018-05-05 Motivazioni
Il comportamento umano consiste nell'evitamento del dolore e nella ricerca del piacere nelle loro varie forme, più o meno fisiche, psichiche, reali o ipotetiche. Un algoritmo inconscio, basato su una mappa cognitivo-emotiva, associa ad ogni situazione e opzione di comportamento una valenza sentimentale, ovvero una anticipazione di dolore e/o piacere, che determina le azioni del soggetto momento per momento in relazione alla situazione percepita.
Il dolore e il piacere sono i mezzi mediante i quali la natura, ovvero i nostri geni, ci costringono a fare il nostro dovere naturale, che consiste nel garantire la conservazione della nostra specie.
E' utile, dunque, chiederci quali situazioni sono associate a piacere e quali a dolore, come si formano tali associazioni e in quale misura possono essere cambiate, perché da esse dipende il comportamento dei singoli e la qualità della vita sociale ovvero delle interazioni tra umani.
2018-05-05 Interagire | Bisogni | Informazione
Per vivere, il nostro organismo ha bisogno di informazioni (consce e inconsce) adeguate e adatte all'interazione con il nostro ambiente naturale e sociale. La qualità della vita dipende dalla qualità delle informazioni. Fornire informazioni adeguate è un'azione nobile, fornire informazioni inadeguate un'azione ignobile.
2018-05-06 Interagire | Relazioni | Mappa cognitivo-emotivo-motiva
Nella mappa cognitivo-emotiva di ogni persona sono registrati i criteri di interazione, ovvero le condizioni e modalità in cui una interazione con un'altra persona è possibile, desiderabile o indesiderabile.
Tra i vari criteri ci sono i tipi di persone con cui interagire o non interagire, e i ruoli, posizioni gerarchiche, diritti, doveri, obblighi, divieti, regole, gradi di libertà, aspettative, contropartite, presupposti, contesti culturali ed etici ecc. di ciascuna parte.
Ogni umano ha bisogno di interagire con altri e di relazioni sociali, ma molti vogliono ricevere più di quanto l'altro sia disposto a dare, e dare meno di quanto l'altro vorrebbe ricevere, per cui molti restano soli o hanno rapporti insoddisfacenti o violenti.
Per migliorare la società bisogna che migliorino i criteri di interazione di un congruo numero di persone.
2018-05-06 Interagire | Bisogni
Ogni umano ha bisogno di interagire con altri e di relazioni sociali, ma molti vogliono ricevere più di quanto l'altro sia disposto a dare, e dare meno di quanto l'altro vorrebbe ricevere, per cui molti restano soli o hanno rapporti insoddisfacenti o violenti.
2018-05-06 Interagire | Appartenere
Quando siamo davanti ad un altro essere umano siamo incapaci di ragionare freddamente. E' come se vedessimo un essere sacro e incantatore. Siamo presi dall'illusione di essere simili nei sentimenti e nelle conoscenze, di ragionare nello stesso modo, di appartenere allo stesso organismo (l'umanità), e ci sentiamo obbligati a comportarci "come si deve" (ovvero non come decidiamo noi) da una forza profonda, sacra, involontaria.
Siamo così irretiti che non ci rendiamo conto che siamo tutti diversi e che ognuno di noi ha criteri di interazione diversi da quelli altrui, per cui non riusciamo a comunicare e interagire in modo mutuamente soddisfacente.
2018-05-07 Interagire
Quando due persone si incontrano (nella realtà o nell'immaginazione), ognuna di esse interpreta le intenzioni dell'altra nei propri confronti e in generale. Inoltre, ognuna interpreta il modo in cui l'altra interpreta le proprie intenzioni. Per "intenzioni" intendo sia i criteri di interazione (vedi
qui), che le motivazioni.
Per esempio, nell'incontro tra A e B, A si chiede (consciamente o inconsciamente): che intenzioni ha B nei miei confronti? Che tipo di interazione vorrebbe avere con me? Cosa vorrebbe avere da me? Cosa è disposto a darmi in cambio? Cosa vorrebbe farmi? Cosa potrebbe farmi? Cosa pensa di me? Si sente superiore, uguale o inferiore a me? Che ruolo vorrebbe avere? Che ruolo vorrebbe assegnarmi? Quanto sono importante per lui/lei? Quanto mi stima? Quanto mi desidera? Quanto mi ammira? Cosa gli interessa di me? Quanto è libero di dedicarsi a me? Quanto tempo è disponibile a dedicarmi? Quali sono i suoi principi morali? Qual è la sua visone del mondo? Qual è il suo stile di vita? Qual è la sua cultura? Qual è il suo carattere? Qual è il suo temperamento? Quali sono i suoi gusti? Quali sono le sue abitudini? Come interpreta le mie intenzioni nei suoi confronti? Ecc. Ovviamente B si fa le stesse domande nei confronti di A.
Le interazioni che accadono (o non accadono) tra due persone dipendono dalle reciproche interpretazioni delle intenzioni altrui e dai rispettivi criteri di interazione.
Vedi anche Criteri di interazione.
2018-05-08 Saggezza
Non potendo contare sulla mia forza fisica, ho scelto di coltivare la saggezza, ovvero la forza morale e intellettuale.
2018-05-08 Conoscere | Saggezza | Miglioramento della società
La falsa sapienza è quel sapere (know-how e ideologie) che non serve a migliorare la società, ma a mantenerla nello stato corrente, a migliorare il proprio status competitivo nella società attuale, e a giustificare le proprie azioni, inazioni e omissioni, ovvero a far sentire i falsi sapienti degni di appartiene ad una comunità in certe posizioni e con certi ruoli.
2018-05-08 Conoscere | Saggezza
Gli ignoranti non amano la sapienza né i sapienti, altrimenti non resterebbero ignoranti.
2018-05-08 Competere | Saggezza
Quando si è bambini, gli sforzi per aumentare la propria sapienza vengono premiati dai genitori. Quando si è adulti, gli stessi sforzi vengono ostacolati, talvolta anche puniti, dai coetanei in quanto considerati come tentativi di superare gli altri, di saperla più lunga degli altri, e quindi di conquistare posizioni dominanti, in una società competitiva.
2018-05-08 Politica | Comunicazione
Facebook è la vox populi della nostra epoca, una voce incontrollata quanto potente, da cui dipendono anche le sorti delle democrazie.
2018-05-08 Interagire | Conoscere | Psicologia
Lo studio autodidattico della psicologia può all'inizio essere utile a tutti per correggere quei grossolani difetti di pensiero e di comportamento che rendono difficile l'interazione con gli altri. Ma, una volta ottenuti quei cambiamenti che rendono il soggetto più simile agli altri, e quindi meglio in grado di interagire con essi, continuare lo studio della psicologia per comprendere a fondo la natura umana e il funzionamento della mente può rendere più difficili le interazioni con le persone che conoscono troppo poco tali materie, né desiderano conoscerle meglio, e non si chiedono perché fanno ciò che fanno e se ciò che fanno sia giusto.
2018-05-08 Mente | Placebo | Fisiologia
Nel cervello umano avvengono fenomeni puramente fisiologici, altri puramente psicologici e altri ancora psicofisiologici, ovvero psicosomatici, nei quali i due piani sono direttamente e strettamente connessi.
Basti dire, ad esempio, che una notizia (ovvero una pura informazione) di un certo tipo, oppure la percezione visiva di una certa situazione, può provocare un collasso cardiaco, un tremore, l'apertura di sfinteri, un aumento di irrorazione sanguigna, di adrenalina, di sudorazione, di tensione muscolare, uno svenimento ecc.
Altro esempio di fenomeno psicofisiologico è l'effetto placebo, la cui efficacia è scientificamente dimostrata.
2018-05-09 Conoscere | Saggezza
Mi pare che ogni epistemologia, ovvero ogni sistema di conoscenza, sia tautologico perché ogni parola che descrive una realtà, per essere spiegata ha bisogno di altre parole, in una catena più o meno lunga che si chiude su stessa in uno o più anelli.
2018-05-09 Interagire | Confliggere | Competere | Ragionare
L'idea che la persona con cui stiamo interagendo analizzi l'interazione stessa e decida razionalmente, consapevolmente e volontariamente, momento per momento, cosa dire e cosa non dire, cosa fare e cosa non fare, cosa nascondere e cosa mostrare, applicando conoscenze sulla natura umana accumulate in anni di studio e di riflessioni, senza lasciarsi guidare da istinti e/o emozioni, è inquietante e rende l'interazione sgradevole, come se il nostro interlocutore avesse qualcosa di disumano, schiacciante, giudicante e opprimente. In una società competitiva come quella attuale, dove ognuno è solo contro tutti gli altri, la capacità di autogoverno razionale è un'arma potente e temuta. Infatti quasi tutti preferiamo la compagnia di persone spontanee e non troppo razionali, a quella dei cosiddetti (con disprezzo) "calcolatori", specialmente se la razionalità non è il nostro forte.
2018-05-10 Felicità
La felicità: per alcuni arriva inaspettata, per altri arriva dopo terribili fatiche, per altri ancora non arriva mai. Anche perché non è chiaro cosa sia e da cosa dipenda.
2018-05-10 Paura | Attenzione | Ansia
L'ansia parassita è la sensazione di una minaccia incombente che si concretizzerà se non facciamo qualcosa per evitarla, ma non sappiamo cosa potrebbe accadere, e tanto meno cosa dovremmo fare per evitare che accada, e non ci sono motivi razionali che giustifichino tale stato d'animo. L'ansia parassita consuma le nostre energie psicofisiche, cattura la nostra attenzione e ci toglie tempo prezioso per attività piacevoli e produttive. Per combattere questo tipo di ansia è utile chiedersi quali siano le cose peggiori che ci possano capitare, e quasi sempre la risposta sarà: nulla di cui preoccuparsi.
2018-05-11 Bisogni | Felicità | Saggezza
Io intendo la felicità come uno stato di abituale soddisfazione "dinamica" dei bisogni primari, ovvero è felice chi ha bisogni ricorrenti e la capacità e le risorse per soddisfarli di volta in volta, quindi non l'assenza di bisogni, ma la soddisfazione ricorrente. E' l'assenza di frustrazioni e di ansia, paure, malattie, odio, invidia, avarizia, ecc. Dipende soprattutto dalla qualità delle interazioni sociali all'interno e all'esterno della famiglia, in termini di cooperazione, rispetto, amicizia, stima, intimità fisica (con alcune persone) e non fisica. Richiede la saggezza, ovvero la saggezza è proprio il sapere cosa può renderci realmente felici e cosa no.
2018-05-12 Società | Miglioramento della società
Cristo fu condannato a morte perché disturbava. Lo stesso è accaduto a tanti altri disturbatori dell'ordine costituito.
2018-05-12 Libertà | Libero arbitrio | Autogoverno
Non è un ossimoro, significa la capacità di autogovernarsi e controllarsi in modo tale da liberare cose dentro di sé che sono bloccate, impedite, rimosse, mal collegate. È un'autodisciplina che tende a rilasciare anziché a fissare. Perché per liberarsi non basta lasciarsi andare. Lasciandosi andare si finisce per continuare le proprie abitudini. Per cambiare abitudini, per liberarsi dalle proprie abitudini, ci vuole un'apposita disciplina.
2018-05-12 Libertà | Libero arbitrio
Per vivere bene bisogna liberare di più ciò che è troppo legato e legare di più ciò che è troppo libero.
2018-05-12 Interagire | Vita
Io esisto nella misura e nel momento in cui avviene un'interazione tra me e altri esseri. Per questo ho bisogno di interagire: per esistere.
2018-05-12 Conformismo | Psicopatia
"Normale" non significa "sano". Sano è chi non soffre se non in misura occasionale, giustificata e proporzionata rispetto alle cause. Ci sono società, come la nostra, dove è "normale" avere disturbi mentali, soffrire per motivi irrazionali, ovvero cercare ciò che fa male e non cercare ciò che fa bene.
2018-05-13 Conoscere | Mappa cognitivo-emotivo-motiva | Bias cognitivo | Memoria
Suppongo che, durante il sonno, nel cervello venga fatta una sintesi delle esperienze del giorno passato, che viene memorizzata nella memoria a lungo termine. I dettagli vengono poi cancellati dalla memoria a breve termine. Senza tale processo saremmo persi in un mare di dettagli inutili e ingombranti.
Suppongo che il modo in cui viene fatta tale sintesi dipenda dalle capacità di astrazione del soggetto, ovvero dalle sue sintesi precedenti (ovvero l'ultima versione della sua mappa del mondo e del suo vocabolario) e dai suoi meccanismi di autodifesa e protezione contro il dolore. Infatti ricordiamo soprattutto o soltanto ciò che ci conviene ricordare (così come nella veglia notiamo ciò che ci conviene notare), e lo colleghiamo ai ricordi precedenti nel modo che più ci conviene. I criteri di convenienza, come i meccanismi di difesa, sono inconsci.
Si potrebbe dire che, mentre dormiamo, qualche agente mentale inconscio aggiorni la nostra autobiografia, che, come ogni biografia, è una sintesi dei fatti salienti delle esperienze di una persona, selezionati e interpretati in modo soggettivo, finalizzato e influenzato da bias cognitivi.
Per migliorare questo ricorrente processo inconscio di sintesi che
avviene a nostra insaputa nel nostro cervello, sarebbe utile migliorare,
ovvero esaminare consapevolmente, correggere e arricchire, la nostra mappa del mondo.
2018-05-13 Saggezza | Successo
Agli stolti interessa chi ha più successo, ovvero chi è considerato più forte, più bello, più capace, per ammirarlo, imitarlo, screditarlo, invidiarlo o servirlo, trascurando tutti gli altri. Ai saggi interessa ciò che di forte, bello e costruttivo c'è in ogni essere umano, anche in coloro che non hanno ancora avuto successo e quelli che probabilmente non lo avranno mai.
2018-05-13 Vita | Informazione | Genetica
La vita è basata su, e dipende da, una continua elaborazione e generazione di informazioni, a partire dal DNA. Per non morire (come specie) dobbiamo trasmettere una quantità di informazioni, da noi ereditate ed elaborate, a coloro che ci succederanno, e che essi a loro volta elaboreranno e trasmetteranno ad altri.
2018-05-13 Emozioni e sentimenti | Differenze umane | Sensibilità
Purtroppo non siamo, per temperamento ed educazione, tutti ugualmente sensibili e purtroppo chi è meno sensibile non capisce cosa prova chi è più sensibile, e viceversa.
2018-05-13 Conoscere | Emozioni e sentimenti | Mappa cognitivo-emotivo-motiva | Stimoli e reazioni
Quanto percepiamo una cosa (oggetto, persona, immagine, testo, simbolo ecc.) avviene in noi ciò che Alfred Korzybski chiama "reazione semantica", ovvero un'associazione cognitiva ed emotiva, involontaria, automatica e immediata, con ciò che percepiamo, associazione che dipende dalla nostra particolare mappa cognitivo-emotiva. Di conseguenza, se vogliamo migliorare le nostre capacità e abitudini mentali e comportamentali, ovvero fare una psicoterapia, dovremmo analizzare criticamente le nostre reazioni semantiche ad una quantità di cose, dopo averle rese coscienti.
2018-05-13 Valenza sociale
Tutto ciò che facciamo ha una valenza sociale più o meno grande (positiva, negativa o nulla), ovvero contribuisce più o meno a stabilire e/o mantenere relazioni sociali soddisfacenti per tutte le parti coinvolte. Quanto minore è la valenza sociale auto-percepita delle nostre azioni, tanto maggiore la nostra angoscia di esclusione sociale. Chiediamoci dunque spesso: qual è la valenza sociale delle mie azioni? E quella delle azioni altrui? Queste domande possono essere utili per modificare il nostro comportamento nel senso di una maggiore valenza sociale.
Leggi altri articoli in cui si parla di valenza sociale.
2018-05-14 Religione | Società | Psicopatia
Ci sono ancora 12 paesi dove c'è la pena di morte per gli atei o gli apostati. Questi casi dimostrano che la maggioranza di una società può essere malata di mente e trasmettere la sua malattia alle generazioni successive.
2018-05-14 Interagire | Conoscere | Comunicazione
Se tutti si attenessero alla regola di parlare non più dell'interlocutore, ad eccezione del tempo dedicato alle domande e alle risposte, i dialoghi sarebbero molto produttivi.
2018-05-14 Conoscere | Religione
Credo che il nulla si possa definire come l'assenza del mondo. Quindi si pone la domanda, può il mondo essere assente? Ovvero: lo è mai stato? Potrà mai esserlo? Domande inutili e oziose di chi non ha "nulla" di meglio da fare, a cui si può rispondere solo con aria fritta.
Occorre però distinguere il nulla assoluto (l'assenza del mondo) dal nulla relativo, ovvero l'assenza (temporanea) di qualcosa, di una parte del mondo. Sulla seconda ha senso discutere e cercare risposte, sulla prima non credo.
2018-05-14 Bisogni | Mappa cognitivo-emotivo-motiva | Valenza sociale
Biovalenza = combinazione di valenze vitali: fisiologica, sociale, estetica, politica, cognitiva, liberatoria, interattiva.
Valenza è un tipo di informazione che indica una proprietà ovvero una qualità o capacità di una entità psichica (processo, azione, oggetto, informazione, persona ecc.) rispetto alla soddisfazione di uno o più bisogni.
La Valenza X di una entità psichica indica il grado di soddisfazione o frustrazione che essa comporta rispetto alla classe di bisogni X.
Nella mappa cognitivo-emotiva di una persona sono registrate tutte le sue entità psichiche con le loro forme per il riconoscimento percettivo, e le valenze associate.
2018-05-14 Psicoterapia | Miglioramento della società
Così come possiamo allenarci con esercizi fisici per migliorare la nostra forma fisica, così possiamo allenarci con esercizi mentali per migliorare la nostra forma mentale, da cui dipende anche la forma mentale della società.
2018-05-14 Inconscio | Mappa cognitivo-emotivo-motiva | Psicoterapia | Miglioramento della società
Molti di coloro che temono lo sviluppo dell'intelligenza artificiale e della robotica nella prospettiva che tali tecnologie ci possano dominare, non si rendono forse conto che l'uomo è già normalmente dominato da un'intelligenza inconscia ovvero da agenti mentali autonomi che risiedono nella sua mente e che condizionano le sue percezioni, i suoi pensieri, le sue emozioni e i suoi comportamenti secondo algoritmi per lo più inconsci. Sarebbe dunque utile, oltre che preoccuparci dei robot e dell'intelligenza artificiale, cercare di capire come funzionano le nostre intelligenze inconsce e se e come sia possibile migliorarle.
2018-05-15 Interagire | Percezione
Stiamo attenti a ciò che diciamo, perché dalle nostre parole gli altri si faranno un'idea più o meno vera o falsa, secondo i loro paradigmi, di chi siamo, chi crediamo di essere, come li giudichiamo e delle nostre intenzioni. C'è sempre il rischio di passare per arroganti, narcisisti, nemici, ignoranti, sciocchi, ingenui, perdenti, falsi, incoerenti, pazzi ecc.
2018-05-15 Mente | Sistemica | Informazione | Informatica
Il disegno e la realizzazione di un sistema informatico consiste nello specificare e sviluppare una serie di funzioni, i sottosistemi che le forniscono, e i collegamenti, ovvero le interazioni, tra i sottosistemi stessi. Questa attività si chiama, in gergo tecnico, "system integration" e richiede la definizione dei grandi blocchi funzionali prima di sviluppare e descrivere le funzioni e i dati di dettaglio.
In psicologia, che è l'informatica della mente, sarebbe bene usare lo stesso procedimento, ovvero rappresentare a grandi blocchi tutte le funzioni della mente, i componenti che le realizzano, le modalità con cui essi comunicano tra loro e i dati che vengono utilizzati dagli algoritmi e scambiati tra i blocchi. Invece vediamo che ogni psicologo parla di uno o più componenti della mente separatamente, ovvero senza fornire un quadro d'insieme né le regole dell'integrazione di ciascun componente con il resto della mente. Anche perché il quadro d'insieme, che viene considerato implicito, in realtà non è definito da alcun psicologo, e tanto meno è condiviso da autori diversi.
2018-05-16 Piacere e dolore | Psicoterapia
Ogni persona è caratterizzata dalla sua maggiore o minore simpatia o antipatia verso certe cose, persone e idee. Il cambiamento di mentalità di una persona comporta il cambiamento di qualche sua simpatia e/o antipatia.
2018-05-16 Verità | Falsità
Siamo circondati, sommersi da falsità, a cominciare dalla pubblicità commerciale, dalla propaganda politica, dal proselitismo religioso e dalle opinioni delle masse amplificate dai social media. È difficile difendersi da tante falsità senza isolarsi.
2018-05-16 Religione
I cristiani si dividono in pecore e pastori.
2018-05-17 Interagire | Conoscere
Noi umani non sappiamo tutto ciò che facciamo, né perché lo facciamo, né le conseguenze di ciò che facciamo, ma ci illudiamo di saperlo.
2018-05-17 Interagire
Ciò che conta è l'interazione.
2018-05-18 Religione
Il fedele, nelle religioni, è colui che crede di aver bisogno di intermediari (i preti) per sapere cosa Dio vuole da lui e per avere un feed-back sulla moralità (rispetto al volere divino) del suo comportamento.
2018-05-18 Religione | Dialogo
Credo che il dialogo tra un credente e un non credente sia nel migliore dei casi inutile ed innocuo, nel peggiore dei casi letale. Più che di dialogo (tra sordi) c'è bisogno di reciproca tolleranza. Non intendo il dialogo in generale tra credenti non credenti, che ci deve essere, ma il dialogo specifico su temi religiosi, teologici, ovvero sulla filosofia, psicologia e psicopatologia della religione.
2018-05-18 Interagire
Qualunque comportamento umano ha un senso, ovvero una logica, anche quelli che ci appaiono assurdi, illogici, insensati, folli. Il senso è un algoritmo scritto nell'inconscio di ognuno di noi, diverso per ogni persona.
2018-05-19 Bisogni
Secondo me esiste un bisogno di potenza (tra altri bisogni) innato, più o meno intenso in ogni essere umano che può essere esaltato o inibito dall'educazione, dalle esperienze e dall'interplay con gli altri bisogni.
2018-05-19 Interagire | Comunicazione | Sfida
Sto volando verso Monaco. Nel sedile davanti al mio, una ragazza, probabilmente italiana, con un anello al naso. Perché quell'anello? Cosa vuole significare? Tento una risposta usando il paradigma "quadrilatero" di F. Schulz von Thun.
- fatti: nessuna rivelazione o descrizione di fatti;
- auto-rivelazione: la ragazza vuole far sapere a chi la osserva qualcosa sulle sue appartenenze, la sua ideologia, la sua etica, i suoi gusti, le sue amicizie; vuole affermarsi assertivamente come persona speciale, distinta, dotata di uno speciale carattere;
- relazione: la ragazza indica i suoi criteri di interazione: cioè lei è disposta a interagire solo con chi rispetta, accetta e non critica il suo piercing, il quale è usato quindi come criterio di discriminazione sociale;
- appello: la ragazza chiede agli altri che la rispettino, la apprezzino, la accettino, la approvino così com'è, con la sua ideologia, le sue appartenenze, i suoi bisogni, i suoi gusti (anche se stravaganti), i suoi simboli, la sua confusione, la sua ordinaria o straordinaria follia.
L'anello al naso costituisce dunque al tempo stesso una sfida alle norme sociali e il grido di aiuto di una persona che ha paura della solitudine e del conformismo giudicante, che cerca di sostituire con un conformismo (quello dei portatori di piercing) più tollerante verso le persone come lei, senza accorgersi che in tal modo si pone in posizione giudicante verso coloro che sono disgustati dal piercing, incoerenza che rimuoverà nell'inconscio e che la farà nascostamente soffrire.
2018-05-20 Psicopatia
Il vittimista è una persona frustrata e infelice che accusa gli altri di comportamento ingiusto nei suoi confronti, ovvero considera gli altri la causa della propria frustrazione e infelicità. In altre parole, il vittimista si vede come vittima e vede gli altri come suoi carnefici.
È probabile che il vittimista sia stato in passato realmente vittima di qualcuno, tuttavia egli tende a considerare ingiuste, ovvero dei carnefici, persone che non lo sono.
Il vittimista è dunque un calunniatore abituale di persone innocenti. In tal modo avviene un capovolgimento di ruoli e la presunta vittima diventa carnefice, e il presunto carnefice diventa vittima.
Tutto ciò avviene perché il vittimista non può accettare l'idea di essere il principale responsabile e causa della propria frustrazione e infelicità, ed è alla continua ricerca di altri colpevoli sotto l'effetto di un bias cognitivo in tal senso.
Un esempio di vittimismo riguarda il sentirsi disprezzati: A, da bambino, è stato disprezzato da persone per lui importanti (genitori, familiari, insegnanti, compagni ecc.) e da allora ritiene inconsciamente o consciamente di essere disprezzabile dalla società intera. Da una parte ritiene di meritare tale disprezzo, dall'altra ritiene che esso sia immeritato, quindi ingiusto, per cui il suo atteggiamento verso gli altri oscilla continuamente tra l'auto-disprezzo e il risentimento vittimista per un percepito ingiusto disprezzo, senza rendersi conto, divenuto adulto, che in realtà nessuno lo disprezza. Per giustificare il suo risentimento, A cerca continuamente conferme e dimostrazioni del disprezzo di cui presume di essere oggetto e interpreta gli atteggiamenti altrui nei suoi confronti come manifestazioni, più o meno celate o mistificate, di disprezzo. A risponde al presunto disprezzo col tipico disprezzo moralistico di una vittima verso il suo carnefice. Gli effetti di tale processo sono disastrosi perché le persone ingiustamente accusate di essere sprezzanti finiscono per disprezzare A in quanto calunniatore (come in una profezia che si auto-avvera), disprezzo che viene percepito da A e che alimenta una reazione a catena con esiti che possono diventare insanabili.
Vedi anche Circoli viziosi del disprezzo e della guerra.
2018-05-20 Natura umana
Un essere umano che non studia la natura umana ritiene di sapere già tutto ciò che è importante sapere su tale argomento, ovvero su di sé e sugli altri.
2018-05-20 Interagire | Confliggere | Disprezzo
Circolo vizioso del disprezzo:
- se tu pensi che io ti disprezzi, allora tu mi disprezzi e mi sei nemico;
- se io penso che tu mi disprezzi, allora io ti disprezzo e ti sono nemico;
- torna al punto 1.
Circolo vizioso della guerra:
- se tu pensi che io ti sia nemico, allora tu mi sei nemico e mi disprezzi;
- se io penso che tu mi sei nemico, allora io ti sono nemico e ti disprezzo;
- torna al punto 1.
Vedi anche Vittimismo.
2018-05-21 Interagire | Mente | Emozioni e sentimenti | Coscienza | Volontà | Cervello
La coscienza, i sentimenti e la volontà cosciente sono fenomeni emergenti dalla interazione, ovvero dallo scambio di informazioni, energie e/o sostanze, tra parti (ovvero sottosistemi) del sistema nervoso, così come le società sono fenomeni emergenti dalle interazioni tra esseri umani.
Un fenomeno si dice emergente se non esiste a priori, ovvero come entità a sé stante, ma solo come prodotto di una interazione, ovvero di uno scambio di informazioni, energie e/o sostanze, tra due o più entità, e dura finché dura tale interazione.
Per fare un esempio, un'automobile non esiste a priori (come avrebbe pensato Platone, in base alla "idea" archetipica di automobile), ma come prodotto dell'interazione dei suoi componenti. Cessando l'interazione tra tali componenti, l'automobile smette di esistere in quanto automobile reale e di essa resta solo un ricordo o un'idea. In tal senso, metaforicamente parlando, la coscienza è una specie di automobile.
Quanto sopra è una mia libera interpretazione del pensiero rivoluzionario di Gregory Bateson.
2018-05-22 Interagire | Natura umana | Sistemica
Noi umani siamo robot sentimentali programmabili. I nostri programmi sono determinati dall'effetto combinato del nostro DNA e delle nostre esperienze. Da bambini siamo stati programmati dagli adulti. Da adulti non possiamo riprogrammarci da soli, ma alcuni possono scegliere da chi farsi riprogrammare. E' proprio questa capacità di scegliere i nostri maestri che ci rende animali "umani".
2018-05-22 Interagire | Emozioni e sentimenti | Comunicazione
È impossibile non comunicare al nostro interlocutore, mediante il linguaggio non verbale, i nostri sentimenti e le nostre opinioni sulla sua persona e le sue idee.
2018-05-23 Politica
Osserviamo il
curriculum vitae di Giuseppe Conte, candidato capo del governo della Repubblica Italiana.
Nel documento, depositato nel 2013 presso la Camera dei Deputati, ci sono anche i curriculum di altre persone; Conte "ce l'ha più lungo" (in senso fisico e metaforico) di tutti, ben 12 pagine, contro due o tre degli altri. Ci ha menzionato ogni suo passo, anche quelli più marginali, per cui è difficile distinguere le cose più importanti da quelle meno importanti. E' come se nel mio curriculum io avessi menzionato tutti i progetti informatici a cui ho partecipato nella mia vita professionale, come capo-progetto o membro della squadra, akmeno 200, mescolandoli con eventi importanti come il cambio di datore di lavoro.
Emblematica, e molto discussa in questi giorni, la menzione dei suoi rapporti con la New York University: "dall'anno 2008 all'anno 2012 ha soggiornato, ogni estate e per periodi non inferiori a un mese, presso la New York University, per perfezionare e aggiornare i suoi studi".
La realtà è che Conte aveva ottenuto l'autorizzazione ad accedere alla biblioteca della NYU, dove ha passato del tempo a ricercare, ma ciò che ha scritto nel curriculum lascia intendere che lui abbia ottenuto qualche titolo da quella università, in cui, in realtà, non c'è traccia del suo passaggio e lui non ha nemmeno un attestato di frequenza di qualche corso.
Non mi pare che il fatto di studiare come autodidatta in solitario in una biblioteca americana sia qualcosa da includere in un curriculum. Aggiornarsi studiando da soli è qualcosa che tutti i professionisti fanno o dovrebbero fare. Non cambia molto se si fa in casa propria o in una biblioteca. Se Conte avesse scritto chiaramente che si trattava di uno studio autodidattico e informale sarebbe stato ridicolo o patetico; avendolo detto in modo ambiguo e pomposo si è dimostrato narcisista, manipolatore o millantatore.
Affidereste il futuro del vostro paese ad una persona così?
Siamo un popolo di furbetti e di furbastri.
2018-05-24 Interagire | Felicità
Felicità è interagire abitualmente con gli altri in modo soddisfacente.
2018-05-25 Interagire | Natura umana | Società
Più che sociali, gli esseri umani sono interdipendenti.
2018-05-25 Bisogni | Natura umana | Sistemica
Noi esseri umani siamo automi viventi, sentimentali, bisognosi, interdipendenti, ipo-apprendenti. Siamo infatti guidati da algoritmi inconsci e automatici per la ricerca del piacere e l'evitamento del dolore, non possiamo fare a meno gli uni degli altri, e impariamo poco e male a conoscere e soddisfare i nostri bisogni e ad interagire in modo soddisfacente per tutti. Nonostante ciò, cerchiamo di trasferire i nostri algoritmi nei cervelli altrui e di copiare gli algoritmi altrui nel nostro cervello.
2018-05-25 Religione | Società
Ancora oggi le costruzioni più imponenti nei panorami di città e villaggi, sono chiese e templi. Questo dovrebbe farci riflettere sull'enorme potenza delle religioni come strumenti di coesione e organizzazione sociale.
2018-05-26 Bisogni | Libertà
L'uomo non ha bisogno di libertà dalle regole, ma di regole che soddisfino i suoi bisogni.
2018-05-26 Conoscere | Natura umana
Gli esseri umani si differenziano oltre che per il loro grado di intelligenza (comunque essa venga definita), anche per la loro apertura mentale (ovvero la varietà dei punti di vista dai quali sono capaci di vedere il mondo) e per la quantità di punti di vista altrui che sono per loro intollerabili.
2018-05-26 Interagire | Gioco
Le persone preferiscono giocare ai giochi in cui sono vincenti e cercano di evitare quelli in cui sono perdenti. Lo stesso vale per le preferenze riguardanti gli argomenti di conversazione.
2018-05-27 Bisogni | Emozioni e sentimenti | Libero arbitrio
L'uomo è quasi costantemente di fronte al dilemma della scelta tra soddisfazione immediata con frustrazione differita, e frustrazione immediata con soddisfazione differita. Infatti le persone si differenziano per quale delle due opzioni essi scelgono tendenzialmente.
2018-05-27 Interagire | Bisogni | Gradimento
A mio parere, affinché un'interazione tra due persone sia soddisfacente per ambo le parti, debbono essere soddisfatte molte condizioni, tra cui le seguenti:
- l'interazione deve essere desiderabile o desiderata da ambo le parti
- il linguaggio verbale e non verbale utilizzato deve essere comprensibile nello stesso modo da ambo le parti
- l'interazione deve rispettare regole morali accettate da ambo le parti
- le parti devono avere visioni del mondo, culture, caratteri e temperamenti compatibili
- ciascuna parte deve soddisfare qualche bisogno dall'altra
- nessuna parte deve dire o fare cose che possono disturbare o offendere l'altra
- nessuno parte deve giudicare l'altra se non richiesta
- ci deve essere coerenza tra ciò che ciascuna parte dice e il suo comportamento effettivo
- nessuna parte deve chiedere all'altra ciò che essa non è in grado di capire, fare o dare
- ci deve essere un equilibrio tra ciò che ciascuna parte dà e ciò che riceve
- le parti devono avere almeno un interesse convergente e nessun interesse incompatibile
- l'interazione non deve essere in contrasto col sistema morale di alcuna parte
- l'interazione non deve essere in contrasto con le norme etiche, estetiche e intellettuali delle comunità a cui le parti appartengono
- l'interazione non deve avere un costo troppo elevato in termini di energia, tempo, impegno, denaro, finzione per alcuna delle parti
- l'interazione non deve essere osteggiata da persone importanti per alcuna delle parti
- l'interazione non deve implicare rinunce ad altre soddisfazioni importanti per alcuna delle parti
- i temi di conversazione, le logiche di discussione e le attività comuni devono essere graditi da ambo le parti
- l'interazione non deve essere censurabile dal Super-io di ciascuna parte
- ecc.
2018-05-28 Politica
Tra la situazione italiana attuale e il default c'è una strada di continuo maggiore impoverimento economico e peggioramento culturale. In altre parole, possiamo peggiorare anche senza arrivare necessariamente al default. E' comunque evidente che le promesse populiste non hanno altro effetto che far aumentare lo spread, e perciò lo stesso debito bruciando soldi che potrebbero essere usati per investimenti, welfare e rilancio dell'economia. Lo spread non è deciso dai politici stranieri o italiani ma dal mercato internazionale, che è il vero dominus mondiale della finanza e dell'economia. Se io compro dei titoli di stato di qualsiasi paese con un certo spread (e perciò simultaneamente lo faccio salire), divento automaticamente un membro dei cosiddetti "poteri forti". Se basta così poco per diventare arbitro delle sorti di un paese, continuare a parlare di "poteri forti" è ridicolo, ingenuo, patetico e pericoloso.
2018-05-28 Interagire | Cambiare
È difficile la cooperazione tra chi vuole cambiare e chi non vuole. E tra chi vuole che gli altri cambino in un senso e chi in un altro.
2018-05-28 Interagire | Conoscere | Cambiare
Leggere è un processo attivo, ascoltare un processo passivo. L'organismo ha bisogno di attività e passività. E' bene alternare in modo equilibrato attività e passività, quindi leggere e ascoltare, preferibilmente contenuti vari e da varie fonti. Una persona o società che legge o ascolta troppo poco, che legge o ascolta troppo spesso dalle stesse fonti e troppo spesso contenuti simili è destinata al declino per incapacità di adattarsi ai cambiamenti culturali e ambientali.
2018-05-28 Interagire | Bisogni | Amare
Il problema di noi umani è che abbiamo bisogno gli uni degli altri, anche di coloro che non amiamo e che non ci amano.
2018-05-29 Politica | Economia
Ho ascoltato attentamente vari discorsi di Savona e mi pare che la questione più importante sia data per scontata, ovvero l'assioma che l’Italia soffre a causa dei (cattivi) regolamenti dell’Unione Europea. Mi sembra una grande fallacia demagogica. Infatti io penso che l’Italia starebbe molto peggio se non fosse in qualche misura limitata oltre che aiutata dai regolamenti della EU.
Il regolamento incriminato sarebbe quello di limitare il disavanzo di bilancio e il debito pubblico. Inoltre Savona pretenderebbe che la EU cancelli circa la metà del debito pubblico nazionale italiano. Immaginate voi le pernacchie che ci farebbero i cittadini degli altri paesi membri, che dovrebbero regalarci un bel po’ di soldini per premiarci del nostro malgoverno. La sua proposta, in sintesi è dire alla EU quanto segue: cara Europa, o ci cancelli metà del debito, oppure usciamo dall’Euro per fare i nostri comodi (svalutazione, inflazione, altro debito ecc.).
Bel programma. Grazie Mattarella!
2018-05-29 Interagire | Etica | Libertà | Sesso
Ritengo che il rapporto di prostituzione, quando non sia forzato, illegale o pericoloso per la salute, sia uno dei più onesti che si possano avere tra due persone. Chiaro, sincero, esplicito, diretto, libero, senza impegno, con persone che si possono scegliere, soddisfa i bisogni o gli interessi di ambo le parti e dura finché le parti ne hanno voglia. Certo, non soddisfa tutti i bisogni umani di relazione, ma del resto nessuna persona può soddisfare tutte le esigenze di un’altra. E allora perché condannarlo? Suppongo che sia condannato per l’invidia, la gelosia, la frustrazione e la paura di chi non si sente libero di praticarlo.
2018-05-29 Interagire | Relazioni
La relazione tra due individui è come un film di cui essi sono al tempo stesso registi, protagonisti, produttori, sceneggiatori, scenografi ecc. Il problema è che ognuno vorrebbe fare il film a suo modo, con certe scene, certi attori, certe storie, certi luoghi, certe musiche, un certo stile ecc.
2018-05-29 Interagire | Solitudine
Dobbiamo scegliere di quale sofferenza soffrire: quella causata dalla solitudine o quella causata dall'assurdità del comportamento collettivo e dai rapporti con persone che sopravvalutano la loro conoscenza della realtà.
2018-05-29 Etica | Giudicare
E' interessante il fatto che, a volte, quando esprimo un giudizio morale negativo verso qualcuno o qualche categoria di persone, io venga accusato di voler sopprimere le persone che giudico male, come farebbe un nazista. Come se il giudicare comportasse automaticamente la condanna e l'esecuzione della pena. Molto interessante come fenomeno cognitivo e antropologico.
Tanto per chiarire: se io penso che una persona sia nociva, non significa che io ritenga giusto, opportuno o necessario rinchiuderla o limitarla in qualche modo. Io rispetto i diritti umani in generale, anche quelli di coloro che considero (a mio avviso) "nocivi".
2018-05-29 Politica
Se la maggioranza degli italiani vuole un governo fascista (cosa che io sospetto, anche se i più non ne sono consapevoli), le nostre istituzioni democratiche non potranno impedirlo.
2018-05-29 Interagire | Bisogni | Adattamento
Noi umani abbiamo bisogno gli uni degli altri, anche di coloro che non amiamo e da cui non siamo amati.
Ognuno vorrebbe essere amato dagli altri senza l’obbligo di amarli a sua volta, per cui i conti non tornano: le persone raramente amano senza avere qualcosa di importante in cambio, e perciò il bisogno di essere amati è quasi sempre frustrato. Per avere un po’ di amore le persone fingono di amare o promettono amore o altre cose, promesse che non vengono quasi mai mantenute, con vari pretesti.
Il bilancio tra ciò che uno dà e ciò che riceve è sempre in deficit di dare, oppure nullo, nel senso che le persone, per evitare frustrazioni, spesso rinunciano ad interagire, per cui non danno né ricevono alcunché.
Il problema non è limitato all’amore, ma riguarda la cooperazione in senso ampio. Ognuno ha bisogno della collaborazione degli altri per la soddisfarsi dei suoi bisogni, ma non sente il bisogno o il dovere di collaborare alla soddisfazione dei bisogni altrui, per cui i conti non tornano: le persone collaborano solo se costrette a farlo per ottenere qualcosa in cambio (materiale o immateriale), ovvero solo se pagate, in qualunque forma.
Un doloroso effetto collaterale del reciproco bisogno di cooperazione è la necessità di adattarsi alle esigenze del prossimo, ovvero il fatto di non poter essere liberamente se stessi, ma di dover essere come la persona di cui si cerca la cooperazione desidera, pena il rifiuto della cooperazione da parte dell'altro.
Il gioco delle interazioni sociali si basa dunque su due strategie: (1) trovare le persone più adatte alla soddisfazione dei propri bisogni e (2) ottenere la massima cooperazione dagli altri con il minimo sforzo di adattamento alle esigenze altrui.
Ma si tratta di un gioco che non può avvenire in modo palese, in quanto considerato immorale in quasi tutte le culture, le quali censurano il comportamento calcolato, interessato, autocontrollato, razionale, a vantaggio di quello spontaneo, disinteressato, sentimentale, empatico.
Il gioco viene dunque rimosso in senso psicoanalitico, mistificato e giocato quasi esclusivamente a livello inconscio con tutte le inibizioni e irrazionalità del caso, ovvero in modo poco efficiente, cioè poco soddisfacente rispetto ai bisogni umani.
2018-05-30 Natura umana | Poesia
Abbiamo bisogno e rigetto
gli uni degli altri,
amore e odio,
attrazione e repulsione.
Siamo vittime e carnefici,
ingannati e ingannatori,
prigionieri della nostra natura,
delle nostre abitudini,
della nostra memoria,
ignoranti di noi stessi,
colpevoli della nostra innocenza.
Siamo in cerca di illusioni,
di un mondo impossibile
fatto di sole cose belle,
dove tutto ci appartiene,
anche noi stessi,
dove l'io si confonde col noi,
gli altri non sono altri
e tutto è uno.
2018-05-31 Felicità | Illusione | Speranza
Per molti la felicità è basata sulla speranza o l'illusione di una futura felicità.
2018-05-31 Bisogni | Psicopatia
La mancanza di interazione può causare frustrazione e danni psichici. Così come abbiamo bisogno di riposare, abbiamo bisogno di interagire.
2018-05-31 Interagire | Amare
Se amare è un atto involontario, allora non c'è nessun merito nell'amare e nessun demerito nel non amare, come nell'amore materno caratteristico di molte specie animali. Tuttavia l'amore può essere volontario, ovvero deciso razionalmente, forzato, non spontaneo, non sentito, simulato, agito ad arte per ottenere la benevolenza dell'amato, ovvero per acquisire meriti.
2018-06-01 Vita | Informazione | Spiritualità
Ciò che sacerdoti, filosofi e la gente chiamano spirito non è energia né materia, né spazio, né tempo, ma informazione pura, che genera, guida e distrugge la vita a partire dall'energia e dalla materia, nello spazio e nel tempo, attraverso le menti delle cose viventi, che sono vive grazie allo spirito che è in loro e nella misura in cui in loro lo spirito, ovvero l'informazione, agisce.
Lo spirito, cioè l'informazione, ha bisogno di materia, energia, spazio, tempo e menti per essere memorizzata, riprodursi ed essere trasmessa da una mente all'altra, ed ha bisogno del caso per trasformarsi ed evolvere.
2018-06-01 Vita | Informazione
L'informazione informa la vita, ovvero le dà forma.
2018-06-02 Pensare | Introversione
L'introverso è più lento dell'estroverso perché è meno spontaneo, ovvero perché si chiede più volte, prima di parlare o agire, se ciò che potrebbe dire o fare sia giusto o ingiusto, morale o immorale, appropriato o inappropriato, pertinente o impertinente, bello o brutto, utile o inutile, sicuro o pericoloso, buono o cattivo per sé e per gli altri.
2018-06-02 Natura umana | Libero arbitrio | Volontà
Il volere dell'uomo è in realtà il volere capriccioso della natura che fa esperimenti casuali con la nostra specie.
2018-06-02 Religione
L'occhio di Dio di certe religioni è simile a quello del Grande Fratello orwelliano. Una invenzione geniale.
2018-06-03 Conoscere | Pensare
Le domande sono più importanti delle risposte. Molti non fanno domande perché sono così arroganti da credere di sapere tutto ciò che occorre sapere per vivere bene, oppure perché hanno paura di essere considerati più sciocchi o ignoranti degli altri. E così molti restano sciocchi e ignoranti per paura di fare domande.
2018-06-03 Conoscere | Ragionare | Complessità
Molte persone non riescono a capire che una cosa (oggetto, persona, azione, processo, fenomeno ecc.) possa essere buona e cattiva, ovvero più o meno buona in certe circostanze e quantità e più o meno cattiva in altre. Per essi una cosa è esclusivamente buona o cattiva, oppure nessuna delle due cose. Punto. Ogni altra ipotesi è per loro illogica, falsa, inaccettabile, insopportabile. Si tratta delle persone semplici, che ragionano in modo lineare, temono la complessità e la evitano per difendersi dallo smarrimento e dalla confusione mentale. Per loro ogni effetto ha una sola causa e l'effetto non può influenzare la causa.
2018-06-03 Conoscere | Arroganza
Arrogante: chi crede di sapere tutto ciò che è importante sapere per vivere bene.
2018-06-04 Bisogni | Etica | Giudicare
La cosa più importante per un essere umano, dopo la soddisfazione dei bisogni fisici, è il giudizio altrui sulla propria persona.
Il giudizio altrui viene percepito, classificato ed associato ad un atteggiamento più o meno cooperativo, pacifico o aggressivo nei propri confronti. Infatti, gli altri vengono classificati in base al giudizio da essi proveniente (così come viene percepito dall'interessato), in amici o nemici, servitori o dominatori, cooperatori o competitori, in un certo grado.
L'altro può essere rappresentato da una divinità, o, meglio, gli altri possono rappresentare, ovvero sostituire, una divinità che giudica, premia e castiga. Per esempio, la religione cattolica, con il sacramento della confessione, ha istituzionalizzato il giudizio morale rendendo i sacerdoti arbitri con il privilegio di valutare, condannare e assolvere le umane colpe.
L'uomo fa di tutto per essere giudicato positivamente, ovvero per essere rispettato, approvato, premiato, aiutato o servito, dagli altri.
I criteri del giudizio dipendono dall'educazione, dalla cultura e dalle esperienze personali.
Gli esseri umani sono interdipendenti, ovvero ognuno dipende dall'attitudine degli altri nei suoi confronti, la quale a sua volta dipende dal giudizio reciproco. Da esso dipende infatti il tipo di interazione che sarà possibile o probabile tra le persone. In sintesi, ognuno dipende dal giudizio altrui, ovvero dal giudizio, nei propri confronti, da parte delle persone rappresentative della comunità di appartenenza.
La persona giudicata giudica a sua volta il giudizio di cui è oggetto, e di conseguenza il giudicante, secondo un processo come il seguente. Un individuo A giudica un individuo B. B si sente giudicato da A in un certo modo e considera tale giudizio più o meno giusto. Se B si ritiene giudicato giustamente da A, accetterà il giudizio e avrà verso A un atteggiamento benevolo, se si ritiene giudicato ingiustamente, B rifiuterà il giudizio e proverà verso A rabbia o aggressività. A giudicherà a sua volta il giudizio di B nei suoi confronti, con lo stesso meccanismo, dando luogo ad un circolo vizioso in caso di giudizio negativo, virtuoso in caso di giudizio positivo. Possiamo chiamare tale meccanismo "retroazione del giudizio".
La dipendenza dal giudizio altrui può dunque essere causa di fenomeni catastrofici oppure felici, malefici o benefici, può dar luogo a coesione sociale ma anche a guerre spietate. Tale dipendenza, unita ad una mancanza di consenso sui criteri di giudizio, alla soggettività dei giudizi e al bias cognitivo che li rende inaffidabili, rende l'uomo particolarmente prono ai conflitti, vulnerabile e soggetto a disturbi della personalità.
Ad aggravare la situazione c'è il fatto che quasi mai i giudizi vengono espressi in modo esplicito, né argomentati razionalmente, e sono spesso occultati o dissimulati per opportunismo, cioè per ottenere benevolenza o evitare malevolenza.
Per diminuire i danni dovuti alla retroazione dei giudizi negativi, sarebbe utile affrontare il tema del giudizio reciproco in modo franco e razionale, senza pregiudizi e nella ricerca di un'etica condivis.
Qualcuno obietterà che la soluzione migliore sarebbe quella di evitare di giudicare. Io credo che tale soluzione sia illusoria o pericolosa per i seguenti motivi. Primo, perché non possiamo non giudicare, essendo il giudizio prima di tutto emotivo, e perciò involontario; possiamo eventualmente non esprimere apertamente il nostro giudizio emotivo e/o cognitivo, ma esso traspare facilmente dal nostro linguaggio non verbale. Secondo, perché senza giudizio ogni etica è impossibile, per cui non giudicare significherebbe non seguire un etica e promuovere una società senza etica, con le conseguenze che possiamo immaginare.
2018-06-04 Appartenere | Società
La società è come un puzzle di cui si può far parte solo se si ha una forma adatta alle forme degli altri.
2018-06-04 Interagire | Bisogni
L'interazione tra umani può avere un fine, ma può anche essere fine a se stessa, ovvero soddisfare il bisogno di interazione ed essere fonte di piacere.
2018-06-05 Libero arbitrio | Scegliere
In ogni momento c'è una cosa ottimale che uno può fare per la soddisfazione dei bisogni propri e/o altrui. Si tratta di trovarla. Tuttavia, ciò che è giusto in un certo momento può essere sbagliato in un altro momento.
2018-06-05 Conoscere | Psicopatia
Provate per qualche minuto a immaginare di essere pazzi. Forse scoprirete qualcosa di interessante sulla natura umana e su voi stessi, che non avete mai osato conoscere.
2018-06-05 Appartenere | Società | Bellezza
L'adorazione di uno stesso dio costituisce motivo e strumento di coesione sociale, così come l'adorazione di un certo tipo di bellezza ovvero di stile estetico.
2018-06-05 Conoscere | Bisogni | Etica
Qual'è la cosa giusta da fare in questo momento? E' una domanda diversa da quelle molto più comuni del tipo: Cosa è giusto? Cosa è buono? Cosa è bello? Le tre parole "in questo momento" sono essenziali, rivoluzionarie, perché dicono che non esistono la giustizia assoluta, il bene assoluto, la bellezza assoluta. Ogni valore è relativo al momento, ovvero alla circostanza personale attuale, la quale è diversa da ogni altra passata e futura, perché il mondo, noi stessi, le nostre conoscenze, i nostri bisogni, sono in continua oscillazione ed evoluzione.
2018-06-06 Bisogni | Inconscio | Emozioni e sentimenti | Sistemica | Psicoterapia
Un computer "sa" cosa fare un ogni situazione, e così anche un essere umano, che, in molti aspetti, funziona in modo simile ad un computer, anzi, ad un insieme di computer collegati tra loro.
Un programma di automazione consiste concettualmente in una tabella in cui ad ogni situazione (o stato, o stimolo) predefinita e riconosciuta, è associato un comportamento (o risposta) predefinito. Il comportamento, specialmente nell'uomo, può essere anche un non comportamento, ovvero consistere nell'immobilizzarsi o oziare in attesa di una situazione più chiara o più favorevole.
Il comportamento associato ad una certa situazione può essere più o meno volontario o involontario, conscio o inconscio, semplice o complesso. Nel comportamento involontario rientrano anche i sentimenti, in quanto reazioni programmate.
La determinazione ovvero percezione e riconoscimento delle situazioni è di fondamentale importanza proprio perché da tale riconoscimento dipendono comportamenti e sentimenti.
Per un essere umano, sia la determinazione della situazione, sia il comportamento sono sempre complessi perché un umano è un sistema complesso, ovvero costituito da una gran quantità di sottosistemi (ovvero computer o agenti mentali), ognuno dei quali determina autonomamente la situazione secondo criteri propri e si comporta secondo un suo programma. Il comportamento di un individuo, "nel complesso", è la sommatoria dei comportamenti unitari decisi e controllati autonomamente allo stesso tempo dai vari computer interni che costituiscono l'individuo stesso.
L'io cosciente è un particolare computer (o sottosistema o agente mentale) che ha il compito di coordinare il comportamento, ovvero di mediare tra le richieste di comportamento provenienti dai vari sottosistemi. Dal punto di vista dell'io cosciente, la situazione generale comprende una situazione esterna e una interna, quella esterna determinata dai sensi ed elaborata dal sistema cognitivo, quella interna costituita dalle pulsioni e dai sentimenti provenienti dagli altri sottosistemi.
L'io cosciente opera dunque ad un livello logico superiore rispetto agli altri agenti mentali, potendo teoricamente "osservare" una situazione dai punti di vista di tutti gli altri agenti mentali (e di se stesso) e i rispettivi comportamenti o richieste di comportamento, e decidere a quali richieste dare seguito e quali inibire. In pratica, però, l'attività di molti agenti mentali sfugge all'osservazione e al controllo dell'io cosciente.
Un io cosciente evoluto cerca di comprendere i programmi dei vari agenti mentali e di valutarne la "salute" al fine di favorire quelli più sani e inibire e/o curare, mediante psicoterapia o auto-terapia, quelli meno sani.
2018-06-06 Interagire | Solitudine | Adattamento
La compagnia richiede sempre un adattamento reciproco.
2018-06-06 Interagire | Emozioni e sentimenti | Sistemica | Automatismi
L'idea che la nostra mente sia abitata da agenti autonomi, ovvero automi, computer, che determinano le nostre percezioni, i nostri pensieri, sentimenti, piaceri, dolori, euforie, frustrazioni, eccitazioni, depressioni, pulsioni, inibizioni, i nostri comportamenti, le nostre interazioni con gli altri e la nostra visione del mondo, senza che noi possiamo controllarli o impedire loro di controllarci, è spaventosa, talmente orribile che preferiamo non crederci.
2018-06-07 Natura umana | Sistemica | Ecologia
Siamo tutti costituiti e diretti da automi viventi interdipendenti.
2018-06-08 Inconscio | Sistemica | Responsabilità
Ognuno di noi è una società (di agenti mentali autonomi) a responsabilità limitata.
2018-06-08 Giudicare
Per molti, l'autostima è direttamente proporzionale alla percezione della stima altrui nei propri confronti.
2018-06-11 Etica | Emozioni e sentimenti | Felicità
Felicità è il sentimento che provi mentre stai interagendo in un modo che ritieni buono e giusto per te e per gli altri.
2018-06-11 Interagire | Cambiare | Ecologia
Ogni volta che si cambia ambiente geografico il corpo deve adattarsi a nuove condizioni atmosferiche ed ecologiche. Ogni volta che si cambia ambiente sociale, la mente deve adattarsi a nuove condizioni etiche ed estetiche. Il cambiamento può essere stressante o rigenerante, noioso o divertente, difensivo o creativo.
2018-06-11 Felicità | Letteratura
Articolo copiato da: La Repubblica
La felicità per me non ha motivazioni, non ne ha mai avute, per me è fatta di cose ridicole. La felicità per me era aprire la finestra al mattino, sentire l'aria fresca, guardare fuori. Alzarsi presto, aspettare che tutta la casa prendesse vita, sapere che dopo un po' si sarebbero alzate le persone a me più care e che presto ci sarebbero state le loro voci intorno a me. E che poi avrei iniziato a scrivere. Questa era la felicità. Ora è più difficile, se apro la finestra o accendo la luce, vedo sempre lo stesso buio.
Oggi più che mai mi accorgo di aver legato la felicità al corpo. Ho voluto bene al mio corpo anche se l'ho trattato senza nessuna cautela. Ho bevuto per trent'anni una bottiglia di whisky al mattino e sono settantaquattro anni che fumo ininterrottamente. E il mio corpo non mi ha mai tradito. Oggi che lo sento sofferente, malandato, uno strumento arrugginito che fa fatica a mettersi in moto, mi intristisco e provo pietà per noi. Ma quando tento, con sforzo, di girare la manovella del mio corpo e quando lui risponde a dovere, provo di nuovo un sentimento leggero di felicità.
Con il mio cervello invece ho pochi rapporti di felicità, non è quasi mai presente quando sono felice.
Io la felicità l'ho trovata sempre nelle cose terrene, concrete, negli odori, nei sapori, nei rapporti umani, non nella letteratura. Di certo però la scrittura non mi ha mai portato infelicità, mi sono sempre divertito a scrivere, così come a leggere. Però ci sono state anche letture "infelici". Poco tempo fa mentre stavo lavorando tranquillo su uno dei miei romanzi, all'improvviso il diavolo, o chi ne fa le veci, mi fece venire in mente Delitto e castigo. Così chiesi di rileggermi la pagina dove Dostoevskij descrive Raskòl'nikov quando sale le scale per andare ad ammazzare l'usuraia. E ad ascoltare quella pagina di una tale bellezza, di una tale bravura, di una tale felicità di scrittura, io mi sono avvilito perché ho avvertito il senso del mio fallimento.
Avevo un amico musicista molto bravo, Gino Negri, che aveva adattato le musiche di Kurt Weil per L'Opera da tre Soldi di Brecht al Piccolo Teatro. Aveva scritto delle operine rappresentate alla Piccola Scala, e un giorno tenne lì un concerto che si intitolava Costretto dagli eventi. Lui suonava il pianoforte e cantava e la prima canzone che attaccò diceva "Io mi sento di merda quando penso a Bach". Ebbene, a me è accaduta la stessa cosa, sentirmi di merda di fronte a una pagina di Dostoevskij.
L'aspetto che più mi piace della felicità è che è duplicabile, se riesci a rinnovare dentro di te la memoria di un momento felice, quell'evento ha ancora un'eco di felicità. La felicità è un istante, l'accensione di un fiammifero che in quei pochi secondi di luce ti permette però di vedere a lungo.
Per esempio una mattina in campagna sentii a un tratto l'odore della citronella, un'erba selvatica che cresce nelle vicinanze dell'acqua. Ecco, io mi fermai, non feci più un passo, restai immobile a respirarne l'odore che mi riempiva i polmoni, me li slargava e in quel momento mi sentii in armonia, con me stesso, con le persone vicine e quelle lontane, con gli uomini e le donne che abitavano l'altra parte dell'emisfero della Terra. E rimasi fermo lì, in attesa. Durò ancora qualche istante, poi, forse il vento, portò via quell'odore ma io non mi intristii, ripresi a camminare e continuai a portarmene dentro la memoria.
2018-06-11 Interagire | Bisogni | Felicità
Felicità è interagire con le persone e le cose giuste al momento giusto e nel modo giusto, ovvero soddisfacente per tutti gli interattori.
2018-06-12 Sesso
Per certe persone il sesso è un fine, per altre un mezzo, per altre ancora un pericolo.
2018-06-13 Interagire | Bisogni
L'essere umano ha bisogno di interagire cooperativamente con altri umani per soddisfare i suoi bisogni e desideri, ma l'interazione è possibile solo se c'è accordo tra gli interattori sui termini, condizioni e modalità della stessa, e se entrambi la desiderano. Spesso tale accordo manca a causa della diversità di aspettative, gusti, interessi, mentalità, moralità, temperamento ecc., e per il fatto che ognuno vorrebbe ricevere più di quanto è disposto a dare. In altre parole, ognuno vorrebbe che i ricavi ottenibili dall'interazione siano superiori ai costi (in denaro, beni, servizi, sentimenti, emozioni, tempo ecc.).
Vedi anche Ricette di felicità.
2018-06-13 Interagire | Bisogni | Felicità
La maggior parte delle ricette di felicità e serenità che troviamo nel supermercato delle religioni, filosofie, ideologie e pseudoscienze offrono cure palliative che non risolvono il problema principale di ogni essere umano, che è quello di avere interazioni mutuamente soddisfacenti con altri umani.
Vedi anche Domanda e offerta di interazioni condizionali.
2018-06-15 Interagire | Bisogni | Immaginazione
L'uomo ha un tale bisogno di interagire con gli altri che, se non può avere interazioni reali, si contenta di interazioni immaginarie.
2018-06-15 Etica | Differenze umane | Genetica
Che ci siano differenze tra umani è indiscutibile. Discutibili sono invece la natura, l'origine e gli effetti di tali differenze, specialmente da un punto di vista civile e morale.
2018-06-15 Conoscere | Mente | Sistemica | Cambiare
La mente è un sistema bio-informatico costruito (attraverso le esperienze) per soddisfare i bisogni primari dell'individuo. Esso è più o meno efficace ed efficiente da persona a persona, e cambiarlo è molto difficile, anche perché domina il pensiero e i sentimenti, e la coscienza non lo conosce se non in modo superficiale e spesso mistificato.
2018-06-15 Vita | Libero arbitrio | Scegliere | Morte
Non abbiamo scelto di nascere e, tranne in rari casi, non sceglieremo di morire.
2018-06-15 Interagire
Ogni umano è interessato a interagire con gli altri solo secondo un certo copione personale.
2018-06-15 Coscienza | Sistemica | Cambiare | Percezione | Stimoli e reazioni
La mente reagisce diversamente quando percepisce qualcosa di nuovo rispetto a qualcosa di consueto, qualcosa che si muove rispetto a qualcosa che è immobile, qualcosa che si muove in modo nuovo rispetto a qualcosa che si muove in modo consueto. Le nuove immagini e i nuovi movimenti catturano la mente che reagisce in modo automatico, rendendo più difficile un comportamento volontario e consapevole. Al contrario, la percezione di qualcosa di consueto o statico, dopo una breve reazione iniziale, determina una indifferenza che permette alla mente di riflettere liberamente e coscienziosamente. Infatti, la mente reagisce alle differenze, non alle costanze; ai cambiamenti, non alle ripetizioni. Per questo il divertimento, che è basato sulla novità e il cambiamento, non aiuta la consapevolezza né la riflessione.
2018-06-15 Pensare | Libero arbitrio | Attenzione
Il libero arbitrio consiste nel dirigere volontariamente la propria attenzione in direzioni spaziali particolari, e il proprio pensiero verso idee particolari.
2018-06-15 Sistemica | Automatismi | Attenzione
L'interazione con persone o cose in movimento è sempre automatica. Tuttavia, durante l'interazione è possibile guidare il pensiero, ovvero dirigere l'attenzione, verso particolari idee o forme che possono indirettamente influenzare l'automatismo, rendendolo più o meno produttivo, ovvero soddisfacente.
2018-06-15 Interagire | Bisogni | Cultura
Ogni evento culturale è un pretesto per interagire. Perché abbiamo bisogno di interagire, ma non abbiamo il coraggio di farlo al di fuori di un contesto culturale che ne definisca forme, norme e limiti.
2018-06-17 Interagire | Felicità
La felicità è fatta di buone interazioni.
2018-06-18 Interagire | Confliggere | Felicità
In una relazione affettiva duale, ognuno dei relati può avere, e normalmente ha, anche altre relazioni affettive, per cui ogni relazione duale è in realtà costituita da una quantità di triadi affettive.
Una triade può essere più o meno conflittuale o pacifica. E' conflittuale quando, data una relazione tra A e B, A ha un affetto positivo verso una entità C verso cui B ha un affetto negativo.
Un esempio è quello della gelosia: A e B sono sposati, A è attratto da C, B teme C in quanto possibile concorrente, perciò ogni avvicinamento di A verso C determina in B una reazione affettiva ostile, più o meno aggressiva o depressiva verso B e C. La relazione (reale o ipotetica) tra A e C è sentita da B come ingiusta, mentre è sentita da A come giusta.
In altre parole, una triade con base AB è conflittuale quando una eventuale relazione affettiva positiva AC o BC è giusta per A e ingiusta per B, o viceversa.
Quanto più sono conflittuali le triadi in cui una persona è coinvolta, tanto più essa è infelice; quanto più esse sono pacifiche, tanto più la persona è felice.
Cosa può fare una persona A che si trova coinvolta in una triade affettiva conflittuale ABC per evitare di soffrire?
- rompere la relazione con B
- minacciare di rompere la relazione con B se B non accetterà la relazione AC
- rompere la relazione AC (rinunciare a C)
- mutare la relazione AB da positiva in negativa (smettere di amare B)
- punire B

2018-06-19 Sistemica | Relazioni | Informazione | Gregory Bateson
Gregory Bateson è uno dei miei principali maestri di vita, sebbene io lo abbia scoperto all'età di circa 65 anni.
Bateson fornisce, secondo me, la migliore spiegazione del funzionamento della mente e della vita. Lo fa attraverso il concetto di informazione e la cibernetica (ovvero l'informatica) applicata agli esseri viventi, e l'ecologia applicata alle relazioni sociali. Essendo io un informatico, trovo le sue spiegazioni chiare e convincenti.
Bateson studiò la vita, la comunicazione e la società con una mentalità trans-disciplinare, partendo da una formazione accademica in biologia, antropologia e zoologia, ma essendo stato di fatto anche filosofo, psicologo, psichiatra, cibernetico ed ecologista. I suoi interessi non avevano confini e sapeva applicare i concetti di una disciplina alle altre. Egli riusciva a vedere analogie tra fenomeni naturali molto diversi, che faceva risalire a principi comuni incentrati sui concetti di mente e di informazione. Il titolo della sua opera principale "Verso un'ecologia della mente" esprime l'idea che il mondo degli esseri viventi sia regolato da menti che interagiscono tra loro e con l'ambiente, a vari livelli di organizzazione.
Una delle sue definizioni più famose è quella di "informazione", ovvero "una differenza che fa una differenza".
Tra i suoi interessi c'era anche la poesia e il senso del sacro, a cui è dedicato l'ultimo suo libro.
Bateson è molto conosciuto presso gli psichiatri per la sua teoria del doppio vincolo, che spiega l'origine della schizofrenia in chiave sociale.
Qui ho raccolto alcune sue citazioni.
Per diffondere il suo pensiero ho creato il sito
gregorybateson.info.
2018-06-20 Interagire | Natura umana | Società | Volontà | Natura | Ecologia
Ciò che accade nella natura e nella società è il risultato di interazioni tra volontà interne agli esseri viventi a vari livelli di organizzazione, dalla cellula alla nazione. Tali volontà sono il risultato della composizione di bisogni e interessi più o meno simbiotici, sinergici e/o antagonisti.
2018-06-20 Interagire | Bisogni | Volontà | Ecologia
Un verso del Pater Noster auspica che sia fatta la volontà di Dio, e mi sembra cosa buona e giusta, perché se Dio è davvero Dio, ossia il creatore e padrone del mondo, allora fare qualcosa contro la sua volontà non può essere che disastroso. Tuttavia conoscere la volontà di Dio è cosa quanto mai difficile, se non impossibile.
Dobbiamo allora contentarci di conoscere, per quanto ci sia possibile, le volontà degli esseri non viventi (ovvero le leggi della fisica) e di quelli viventi (ovvero le leggi della biologia). Il problema è che le volontà degli esseri viventi sono molto spesso poco conosciute e mistificate, oltre che conflittuali e competitive, a tutti i livelli di organizzazione della vita, (cellula, organo, organismo individuale, famiglia, comunità, nazione ecc.).
L'uomo si trova in mezzo ad una quantità di esseri dotati di motivazioni più o meno simbiotiche, sinergiche o conflittuali e, essendone esso stesso dotato, ha la capacità, e spesso la necessità, di scegliere con quali altri esseri allearsi e quali combattere, per soddisfare le proprie volontà. Inoltre l'uomo ha perfino la capacità di alterare le proprie volontà per adattarle a quelle altrui.
La vita sociale è dunque il risultato di interazioni più o meno cooperative od ostili, tra volontà diverse.
Succede inoltre che per ogni coppia di esseri viventi, come ad esempio due esseri umani A e B, vi sia una triade affettiva ABC per ogni entità C conosciuta da A e da B, verso la quale A e B hanno una disposizione affettiva più o meno positiva o negativa, che può essere più o meno concordante (p.e. quando sia A che B amano o odiano C) o contrastante (per esempio quando A ama C mentre B odia C, o viceversa). Ne consegue che se il segno dell'affetto AC è diverso dal segno dell'affetto BC, l'affetto AB tende ad essere negativo; al contrario, se gli affetti AC e BC sono dello stesso segno, l'affetto AB tende ad essere positivo, a meno che non vi sia competizione tra A e B per ottenere i favori di C.
Riepilogando, la vita di un essere vivente è resa problematica dalla presenza di tante volontà, sia all'interno che all'esterno dell'individuo, le quali possono essere più o meno antagoniste e richiedono scelte difficili e conflittuali. Infatti non si può stare in pace e armonia con tutti, ma bisogna scegliere con chi allearsi e chi combattere, altrimenti si rischia di diventare preda o servi di qualcuno. E allora, se dobbiamo essere servi, conviene scegliere intelligentemente i padroni migliori.
L'io cosciente si è infatti sviluppato nella filogenesi dell'Homo Sapiens per servire l'organismo, non per dominarlo, ed il suo primo compito è quello di stabilire quali volontà e bisogni interni ed esterni servire, quali ignorare e quali combattere.
2018-06-20 Interagire | Conformismo | Personalità
Certe persone, per farsi accettare dagli altri, sono costrette a nascondere la loro autentica personalità, le loro conoscenze ed esperienze, capacità, passioni, ambizioni, debolezze, temperamento, i loro tormenti, le loro opinioni sugli altri in generale e in particolare sulle persone da cui vorrebbero essere accettati, e a fingere una normalità e affinità a loro aliene.
2018-06-21 Conoscere | Comunicazione | Linguaggio
L'uomo sembra essere l'unico animale capace di dare nomi alle cose e di usare quei nomi per evocare, pensare e trasmettere ad altri idee delle (e sulle) cose nominate, e di applicare ad essi ragionamenti più o meno logici.
Questa capacità rende l'uomo l'animale più potente ma anche il più pericoloso per se stesso, per gli altri e per l'ambiente naturale, data l'imprecisa e a volte falsa corrispondenza tra i nomi e le cose nominate, col risultato di costruire spesso realtà nominali molto diverse da quelle reali, e di scambiare le une con le altre.
Come diceva Alfred Korzybski, la mappa non è il territorio. Questa affermazione è apparentemente ovvia e banale, ma si rivela necessaria dato che la maggior parte della gente è inconsapevole dei propri processi mentali, in cui le due cose tendono a confondersi, e ignorano il fatto che una mappa non può rappresentare che una piccolissima parte della complessità di un territorio. Una mappa, o un nome, sono infatti generalizzazioni e semplificazioni di entità complesse, e passare dalla cosa al nome, o dal territorio alla mappa, significa ignorare, consciamente o inconsciamente, una infinità di aspetti e dettagli.
La razionalità dell'uomo, risultante dalla sua capacità di nominare le cose, è pericolosa perché orienta il nostro comportamento sostituendo istinti naturali di provata efficacia ed efficienza con costrutti culturali molto variabili, non ereditabili geneticamente, la cui utilità per la sopravvivenza e la soddisfazione dei bisogni è tutt'altro che certa.
2018-06-21 Interagire | Interdipendenza
Ogni nostro atto può farci acquisire crediti o debiti, apprezzamento o disprezzo, simpatia o antipatia agli occhi di qualcuno.
2018-06-22 Religione | Politica
Il mito del buon dittatore ha origini religiose. Il buon dittatore somiglia stranamente al buon Dio, al Buon Pastore. E' esecutore e garante della volontà di Dio, che ha fatto gli uomini, i re e i dittatori, a sua immagine e somiglianza, perché l'ordine regni sul caos.
2018-06-23 Conoscere | Casualità | Natura
La realtà è ciò che accade, ovvero il risultato di una combinazione di caso e necessità.
2018-06-23 Interagire | Bisogni | Mente
Ciò che sto pensando, facendo e subendo, che conseguenze avrà nella soddisfazione dei miei bisogni e nelle mie interazioni con gli altri? Su questa domanda, per lo più inconscia, si fonda la struttura e il funzionamento della psiche.
2018-06-23 Natura umana
Qui sta la grandezza e specificità dell'uomo: dare nomi, significati e valori a cose altrimenti prive di senso.
2018-06-23 Emozioni e sentimenti | Differenze umane | Ragionare
Ciò che io considero il meglio di me è per alcuni qualcosa di negativo, che li disturba. Trovare persone che mi apprezzano per ciò che sono è un'impresa difficile, a volte disperata, tanto più quanto si è diversi dagli altri. Sono poche le persone che apprezzano chi pratica valori diversi dai loro. Per esempio, alcuni mi consigliano di essere meno razionale, di pensare di meno, di lasciarmi andare ai sentimenti. Io non credo che la razionalità sia incompatibile con la sentimentalità, ovvero che siano mutuamente esclusivi. Non credo che sia utile pensare o ragionare di meno, credo piuttosto che sia utile, e a volte necessario, pensare e ragionare meglio, ovvero in modo più aperto e profondo, tanto che ragione e sentimento si arricchiscano reciprocamente.
2018-06-23 Autogoverno
Ogni tanto bisogna buttare via le chiavi che non aprono nessuna porta per impedire loro di fare confusione.
2018-06-25 Cambiare
Noi umani abbiamo bisogno di ripetizioni e cambiamenti in un giusto dosaggio, ciascuno secondo la sua personalità.
2018-06-25 Natura umana | Casualità | Natura
Necessità (leggi della fisica), caso (aleatorietà dei fenomeni microscopici) e volontà (intenzionalità delle menti) sono i tre fattori che, in proporzioni variabili, determinano gli avvenimenti che hanno l'uomo come protagonista.
2018-06-25 Intelligenza
Da una
teoria di Howard Gardner.
2018-06-27 Conoscere | Pensare
Diffidate di chi propone soluzioni semplici a problemi complessi.
2018-06-27 Casualità
"Attraverso uno straordinario rovesciamento delle cose il caso, noto soprattutto come agente di disorganizzazione e di disordine, diviene ora l’agente stesso dell’organizzazione. La natura ha “saputo” creare le strutture biochimiche che consentono di conservare i colpi fortunati e di ignorare invece i suoi insuccessi. È la “selezione” naturale. Einstein diceva: “Dio non gioca ai dadi”. Ma è sbagliato. Dio adora giocare ai dadi. E si capisce bene perché. Nel suo casinò, i simpatici croupier ignorano i colpi perdenti … Si trattava inoltre di inventare questo casinò. Come l’uomo preistorico riuscì a “imbrigliare” il cavallo per farsene un potente alleato, così la natura, attraverso l’invenzione del DNA, ha imbrigliato il caso." [Hubert Reeves]
2018-06-27 Casualità
I fenomeni macroscopici sono completamente deterministici, quelli microscopici sono parzialmente aleatori.
2018-06-28 Interagire | Bisogni | Confliggere | Sistemica
Ciò che determina la qualità delle interazioni umane sono le aspettative e i desideri reciproci, ovvero cosa X si aspetta e desidera da Y e cosa Y si aspetta e desidera da X. Se tali cose sono compatibili e complementari, l'interazione è pacifica, costruttiva, soddisfacente; se sono incompatibili o conflittuali essa è violenta, distruttiva, insoddisfacente.
2018-06-28 Vita | Scegliere | Immaginazione | Autogoverno
L'uomo è probabilmente l'unico animale capace di vivere vite immaginarie, ovvero di pensare vite passate mai avvenute o future più o meno realizzabili. Questa capacità è al tempo stesso una fortuna e una disgrazia. Una fortuna perché una vita immaginaria felice può compensarne una reale infelice, o, se realistica, costituire un modello per un miglioramento individuale o sociale; una disgrazia quando si confonde l'immaginazione con la realtà, ovvero non si vive in accordo con la realtà, si chiedono, cercano e vogliono fare cose impossibili, e ci si perde in progetti irrealizzabili.
C'è un'enorme differenza tra quello che avviene nella vita reale e ciò che può avvenire in quella immaginaria ovvero nel pensiero. Nella prima, dominata dalla necessità e dal caso, non possiamo controllare le reazioni altrui al nostro comportamento né le nostre reazioni automatiche al comportamento altrui, mentre nella seconda, dominata dalla nostra volontà, tale controllo è possibile ed è ciò che rende questa così interessante. Nella vita immaginaria, infatti, avviene solo ciò che vogliamo, desideriamo, ci aspettiamo o riteniamo giusto o plausibile che avvenga.
Non dobbiamo dunque dimenticare questo scarto tra come la realtà è e come vorremmo o ci aspettiamo che sia, e il rischio di fare scelte corrette nella vita immaginaria e sbagliate in quella reale.
Tuttavia non possiamo sfuggire alla realtà che in ogni momento ci vede intrappolati tra il ricordo di un passato e l'aspettativa di un futuro costruiti dalla nostra immaginazione.
Ricordiamoci inoltre che l'immaginazione, ovvero la capacità di immaginare e di confondere l'immaginazione con la realtà, è essa stessa una realtà che dobbiamo tenere in considerazione nel nostro comportamento con gli altri, nel senso che per avere buoni rapporti con loro siamo costretti a rispettare le loro immaginazioni come se fossero realtà, se essi sono convinti che lo siano.
Infatti, ricordare continuamente agli altri che la loro visione del mondo è più immaginaria che reale, può dar luogo a reazioni tali da nuocere ai nostri rapporti con loro.
2018-06-28 Psicopatia | Immaginazione
Pazzo è colui che non sa distinguere la realtà dall'immaginazione.
2018-06-29 Stupidità | Psicopatia
La follia e la stupidità non sono fenomeni binari (per cui uno sarebbe sano o malato di mente, intelligente o stupido), ma fenomeni quantitativi. Intendo dire che siamo tutti, in misura variabile, pazzi e stupidi, chi più, chi meno, a volte di più, a volte di meno. Lo stesso vale per la consapevolezza di essere parzialmente pazzi e stupidi.
2018-06-29 Religione
Ci hanno insegnato a chiedere perdono a Dio dei nostri peccati. Io penso invece che Dio dovrebbe chiedere perdono a noi umani per averci fatti così vulnerabili e sensibili al dolore.
2018-06-29 Bisogni | Natura umana
L'uomo è un animale selettivo, che sceglie ciò che ritiene più soddisfacente per i suoi bisogni, spesso ignorando i bisogni altrui e quelli dell'ambiente di cui ha bisogno per vivere.
2018-06-29 Conoscere
Tra la realtà e la nostra conoscenza della realtà c'è la stessa differenza che tra un territorio e una sua mappa. La mappa non è il territorio, ma una sua selettiva rappresentazione, infinitamente ridotta rispetto all'originale e soggetta ad interpretazioni ed errori.
2018-06-29 Bisogni
Sapere in ogni momento cosa ci manca e cosa ci è di troppo, ovvero di cosa abbiamo bisogno e di cosa eccesso, è essenziale per una vita soddisfacente.
Provate a costruire le vostre checklist in tal senso.

2018-06-29 Pensare
La checklist è una geniale invenzione che serve a guidare il pensiero, in quanto suggerisce a chi la usa opzioni di cose a cui pensare lasciandogli la scelta di ciò su cui concentrarsi. La checklist aiuta dunque a non trascurare o dimenticare opzioni importanti e a scegliere in modo efficiente cosa pensare, fare o volere.
2018-07-01 Psicopatia
Se la pazzia fa stare meglio, perché non impazzire volontariamente?
2018-07-01 Natura umana | Immaginazione
L'uomo è un animale immaginario, ovvero capace di immaginare e immaginarsi, ma incapace di conoscersi. La sua vita e il suo benessere dipendono dalla qualità della sua immaginazione, perché da essa dipende la qualità del suo comportamento.
2018-07-01 Immaginazione | Progresso
Progettare è immaginare e descrivere una realtà diversa.
2018-07-01 Interagire | Cambiare | Immaginazione
Per cambiare una cosa bisogna immaginarla diversa nelle sue interazioni con il resto del mondo e chiedersi se le nuove interazioni immaginate sono sostenibili.
2018-07-01 Paura | Immaginazione | Coraggio
Immaginare può richiedere coraggio. A volte abbiamo paura di immaginare cose contrarie a ciò che ci è stato insegnato.
2018-07-01 Psicoterapia | Immaginazione
La psicoterapia dovrebbe includere un addestramento alla libera immaginazione.
2018-07-01 Bisogni | Immaginazione
Immaginare è un'arte che può essere appresa e coltivata per il proprio benessere.
2018-07-01 Interagire | Differenze umane
Per interagire con gli altri bisogna sentirsi uguali a loro. A tale scopo bisogna dimenticare ciò in cui si è superiori. Bisogna tuttavia evitare di attribuire gli altri qualità e capacità che non hanno.
2018-07-02 Interagire | Cultura
L'uomo è l'unico essere vivente che non ha con gli altri rapporti immediati. I suoi rapporti sono infatti sempre mediati dalla sua particolare cultura, attraverso la quale esso assegna ad ogni cosa, persona e atto significati e valori.
2018-07-02 Religione | Natura umana
La Bibbia non parla di Dio, ma dell'Uomo.
2018-07-02 Interagire | Linguaggio
Due persone, per interagire pacificamente, devono usare un linguaggio comune.
2018-07-02 Interagire | Linguaggio
Una persona può interagire solo con persone che capiscono il suo linguaggio oppure deve censurare il suo linguaggio e adottare quello delle persone con cui desidera interagire, intendendo per linguaggio un particolare mondo di significati e valori.
2018-07-02 Interagire | Differenze umane
Con gli altri bisogna essere cauti. Tutte le cose che diciamo e facciamo, che non diciamo e non facciamo, persino le nostre intenzioni e presunzioni, che gli altri interpretano arbitrariamente dal nostro linguaggio non verbale, possono essere usate contro di noi. Infatti ognuno ci valuta e giudica, sceglie, accetta o rifiuta, a partire dalle proprie cognizioni e dai propri valori, dalla propria cultura, ovvero dalla propria visione del mondo, che è più o meno diversa dalla nostra. Perciò se non vogliamo isolarci dobbiamo essere, almeno in parte, almeno per finta, come ci vogliono gli altri.
2018-07-03 Bisogni
La gente ha bisogno di partecipare periodicamente ad attività comuni che non richiedano impegni preventivi né successivi, abbiano un costo moderato e compatibile con la propria condizione economica e non mettano a confronto o in discussione le proprie capacità e qualità intellettuali e morali.
2018-07-03 Paura | Immaginazione
L'immaginazione non ha limiti tranne quelli imposti dalle nostre paure.
2018-07-03 Conoscere | Società | Cultura
Ogni libro è un essere umano (o più di uno) che ci narra i suoi pensieri, le sue esperienze, le sue immaginazioni. Così come ci sono umani buoni e cattivi, sinceri e falsi, saggi e stolti, sapienti e ignoranti, complessi e semplici, intelligenti e stupidi, eleganti e volgari, così i libri. La compagnia di un libro ben scelto può essere più soddisfacente di quella di un umano in carne ed ossa.
2018-07-03 Felicità | Immaginazione
A volte, per essere felici, basta immaginare di esserlo.
2018-07-04 Religione | Logica | Immaginazione | Creatività | Meditazione
La meditazione è una specie di immaginazione non creativa. La fantasia è una specie di immaginazione non realistica. La religione è una combinazione di meditazione e fantasia.
L'immaginazione che preferisco è creativa e realistica. Consiste nel prevedere cose nuove possibili, utili, piacevoli e realizzabili.
È un'attività che richiede apprendimento, esercizio, stimoli, e il superamento di inibizioni conformiste, della resistenza al cambiamento e della paura di avventurarsi in percorsi mentali inesplorati e logiche alternative.
2018-07-04 Arte | Riti e rituali | Musica
La musica è un rito sociale, come il teatro, il cinema ed ogni altra forma d'arte.
2018-07-04 Religione | Creatività | Sacralità
Una delle caratteristiche fondanti di ogni religione è il suo "spirito" di conservazione. Essendo il sacro l'oggetto di ogni religione, ed essendo il sacro ineffabile, assolutamente buono e quindi non migliorabile, non analizzabile e quindi non criticabile, ogni religione che pretende di descrivere, promuovere e difendere il sacro, e di unire le genti intorno ad esso, è contraria alla creatività, al progresso, alla rivoluzione, all'idea di evoluzione e ad ogni cambiamento che non consista nella restaurazione di un ordine religioso in via di disfacimento o nel proselitismo. Il rogo degli eretici, le guerre di religione, la critica del razionalismo e del relativismo etico, sono prove dell'ostinata e cieca difesa di un ordine basato su una certa concezione del sacro e della sua rappresentanza.
2018-07-05 Interagire | Emozioni e sentimenti | Odio
Secondo la teoria dell'equilibrio cognitivo di Fritz Heider, nella relazione tra due umani una grande importanza ha la concordanza o discordanza di sentimenti verso terzi (cose, persone, idee, atti ecc.).
La condivisione di simpatie e antipatie, apprezzamento e disprezzo, amore e odio, rispetto e indifferenza verso certe entità contribuisce infatti a determinare un legame affettivo positivo, simpatia, fiducia, attrazione ecc. tra due persone. Al contrario, una discordanza affettiva verso una certa entità contribuisce a determinare sfiducia, ostilità, repulsione ecc.
Il rapporto tra due persone dovrebbe perciò essere visto come una serie di triangoli in cui due vertici rappresentano le persone stesse e il terzo qualsiasi entità verso la quale esse hanno dei sentimenti, ovvero un rapporto affettivo, o indifferenza. Questi triangoli affettivi possono essere più o meno concordi o discordi, consonanti o dissonanti nei confronti delle entità terze, e il grado di concordanza contribuisce a determinare il rapporto affettivo tra le due persone di riferimento.
A livello di gruppo, si può dire che una comunità sia caratterizzata (anche) da una comunanza (cioè concordanza e condivisione) di sentimenti, ovvero di amore, odio, simpatie, antipatie e indifferenze verso certe entità particolari (cose, persone, idee, atti ecc.).
Le figure che seguono illustrano diverse triangolazioni affettive equilibrate e squilibrate tra due persone A e B verso una entità terza X.
2018-07-07 Poesia
Una poesia non si può discutere. Non può essere giusta o sbagliata, ma solo bella o brutta, commovente o insignificante agli occhi di chi la legge.
2018-07-09 Interagire | Comunicazione | Solidarietà
Non si può non comunicare, perché anche al non dire, al non esprimersi, al non fare, al non esserci, al non partecipare, vengono attribuiti significati, intenzioni, presunzioni, giudizi, pensieri, ruoli, appartenenze, alleanze e antagonismi. In società, non prende posizione è prendere una posizione.
Ogni essere umano vivente c'è e non può non esserci da qualche parte nella società. La neutralità è impossibile perché essere neutrali significa non essere alleati, ovvero rifiutare un'alleanza, una solidarietà. Perfino Cristo pare che abbia detto: chi non è con me è contro di me.
Neutralità e indifferenza affettiva sono dunque, in un certo senso, forme di ostilità. Ciò è causa di disturbi mentali dovuti alla necessità di dissimulare ostilità o indifferenza in alleanza o solidarietà.
2018-07-09 Interagire | Comunicazione
Chi comunica con chi? Cosa si può comunicare? Che differenza c'è tra comunicazione e interazione? A cosa serve la comunicazione? A cosa serve l'interazione? In cosa differiscono le comunicazioni da uno a uno, da uno a più di uno, da più di uno a uno, da più di uno a più di uno. E' possibile non comunicare e non interagire? Ogni filosofo e psicologo dovrebbe cercare di rispondere a queste domande.
Vedi anche Non si può non comunicare, né non parteggiare.
2018-07-09 Bisogni | Vita | Genetica
La vita ha bisogno di bisogni, nel senso che consiste nella soddisfazione di bisogni e non potrebbe riprodursi se non avesse bisogno di farlo. Inoltre il piacere e la felicità dipendono dalla soddisfazione di bisogni di vario tipo.
2018-07-10 Bisogni | Piacere e dolore | Vita | Genetica | Biologia
La vita di un essere umano è motivata e condizionata dall'evitamento del dolore e dalla ricerca del piacere, seguendo nozioni e strategie apprese attraverso l'interazione con gli altri ed altre esperienze. Il dolore e il piacere sono i mezzi mediante i quali la natura ci spinge a fare il nostro dovere biologico, ovvero a soddisfare i nostri bisogni primari da cui dipende la conservazione della nostra specie.
2018-07-10 Libero arbitrio | Scegliere | Automatismi
Nel nostro corpo e nella nostra mente avvengono in ogni momento un numero enorme di fatti automatici, involontari, inconsci, alcuni programmati, altri casuali. Poche sono le cose che possiamo scegliere o decidere liberamente e consapevolmente. Per esempio, dove rivolgere lo sguardo e la mia attenzione, se stare fermi o muoverci, dove andare, dove stare, in che genere di attività impegnarci, con chi interagire e a quale scopo, cosa leggere, cosa ascoltare, cosa costruire, cosa scrivere, chi incontrare, contro chi combattere, chi servire, a chi ubbidire, a chi ribellarci...
2018-07-10 Pubblicità
La pubblicità ci inganna doppiamente. Prima di tutto perché cattura la nostra attenzione distogliendola da altre cose probabilmente più utili per noi, poi perché cerca di farci credere che il prodotto che cerca di vendere possa farci star meglio e che sia migliore di quello della concorrenza. Lo scopo della pubblicità è dunque quello di sfruttarci, incantarci, farci credere qualcosa che non è vero, a vantaggio del venditore. Quando vediamo una réclame dovremmo dunque sempre pensare che qualcuno sta cercando, con l'inganno, di indurci a a fare qualcosa che non è per il nostro bene ma per il suo.
2018-07-13 Natura umana | Linguaggio
L'uomo è l'unico animale capace di creare linguaggi simbolici. Perciò esistono tante lingue umane, mentre gli altri animali parlano una sola lingua e non hanno bisogno di apprenderla.
2018-07-13 Politica | Stupidità
Gli imbecilli, i cretini, gli stupidi ci sono sempre stati e sempre ci saranno in ogni società, in una proporzione che varia da cultura a cultura. Certi partiti politici hanno l'abilità di riunirli in una forza politica.
2018-07-13 Interagire
Siamo tutti in cerca di servi, padroni e alleati, e stiamo male se non li troviamo.
2018-07-13 Conoscere | Natura umana
Sapere significa essere capaci di prevedere il futuro in certe ipotesi. Per esempio, io so che se metto la mano nel fuoco, questa brucerà e io proverò un forte dolore, oppure che se voglio percorrere a piedi l'Equatore, devo fare un certo numero di passi di una certa lunghezza. L'uomo sa ben poche cose su se stesso; per esempio non sa perché soffre né perché gode, ovvero non conosce le cause dei suoi piaceri e dei suoi dolori essendo queste molto complesse e poco esplorate, o le conosce in minima parte e spesso erroneamente, illudendosi di conoscerle pienamente e certamente.
2018-07-13 Conoscere | Filosofia | Apprendere
Al contrario degli scienziati, i filosofi non dovrebbero insegnare, ma suggerire.
2018-07-14 Conoscere | Natura
Numero, quantità, rapporto, qualità. C'è una relazione di causa-effetto tra queste quattro categorie. Infatti la qualità di una cosa dipende dal rapporto tra le quantità di certi suoi aspetti, le quali quantità dipendono dal numero di volte che quegli aspetti accadono. Perciò la qualità è determinata da numeri.
2018-07-14 Conoscere
A volte il sapere aumenta il nostro potere, altre volte ci rivela la nostra impotenza e ignoranza.
2018-07-14 Conoscere | Etica | Stupidità
Non solo l'uomo fa di necessità virtù, ma gli immorali fanno virtù dell'immoralità, gli stupidi della stupidità e gli ignoranti dell'ignoranza.
2018-07-14 Conoscere | Memoria
Il fenomeno del "riconoscimento" di una esperienza non cessa di stupirmi e incuriosirmi. Ad esempio, se noi, una volta sola, leggiamo una pagina di un libro, o ascoltiamo un racconto, e qualche giorno dopo sentiamo una frase di quella pagina o di quel racconto, siamo in grado di "riconoscerla" come qualcosa che abbiamo già conosciuto, ovvero di cui abbiamo già fatto esperienza. Tuttavia non siamo normalmente in grado di ricordare quella frase se l'abbiamo letta o udita solo una volta. C'è dunque una differenza sostanziale tra ricordare (nel senso di saper riprodurre) e riconoscere, anche se credo che questi fenomeni, sebbene diversi, abbiano una base comune.
Potrebbe essere che nella nostra mente non venga memorizzato ciò che abbiamo percepito una sola volta, ma il risultato di una sua trasformazione (o elaborazione, o riduzione), e che la sensazione di riconoscimento non si riferisca al materiale percepito, ma al risultato di tale trasformazione. In altre parole, non riconosciamo qualcosa, ma la sua trasformazione, ovvero il suo effetto nella nostra memoria. Vale a dire che quando percepiamo una cosa per la seconda volta proviamo un effetto (o otteniamo un prodotto mentale) simile a quello ottenuto quando quella cosa l'abbiamo sentita la prima volta. Così abbiamo la sensazione di "riconoscimento" della cosa, mentre in realtà abbiamo riconosciuto solo il suo prodotto o effetto.
Mi chiedo allora in cosa consista il prodotto o effetto di una percezione che noi automaticamente registriamo e siamo in grado di "riconoscere". Ovvero, che differenza ci sia tra la percezione di qualcosa e la sua registrazione.
Mi chiedo anche se lo scarto tra percezione e registrazione sia più o meno diverso da persona a persona e da situazione a situazione e se si possa influire su di esso nel senso di "migliorare" o "ottimizzare" il prodotto, ovvero la registrazione, della percezione. Per ora non ho risposte, ma l'idea mi intriga...
2018-07-14 Interagire | Vita
Un umano vive come un essere umano solo mentre interagisce con altri umani nella realtà (reale o virtuale) o nell'immaginazione. Il resto del tempo esso vive come un animale solitario e si prepara per le prossime interazioni ostili o pacifiche con altri umani.
2018-07-14 Interagire | Comunicazione
Molti evitano di porre domande e di rispondere in modo pertinente alle domande che gli vengono poste perché una domanda presuppone una ignoranza, e rispondere in modo pertinente ad una domanda chiarificatrice può rivelare falsità, incoerenze e assurdità insite nei propri pensieri.
2018-07-15 Interagire | Differenze umane | Colpa
Coloro che non si conformano ai costumi della propria comunità sono soggetti ad una paura inconscia dell'isolamento sociale che può essere alleviata solo mediante la partecipazione a riti di appartenenza reali o immaginari. La vita di queste persone oscilla tra l'affermazione delle loro differenze e il senso di colpa per essersi diversi.
2018-07-15 Conoscere | Stupidità
Riuscirò mai a farmi perdonare dalla gente per aver scoperto la stupidità universale?
2018-07-15 Interagire
Ciò che ogni umano vuole sapere di ogni altro è: come si pone rispetto a me? (Superiore, uguale o inferiore?) Come mi giudica? Che sentimenti prova verso di me? Cosa si aspetta da me? Cosa cerca da me? Cosa è disposto a darmi? Che intenzioni ha nei miei confronti? Come potrei essergli utile? Che male potrei fargli?
Se non possiamo avere una risposta esplicita a queste domande, risponderemo ad esse noi stessi, intuitivamente e inconsciamente, e agiremo di conseguenza.
2018-07-15 Bisogni | Riti e rituali
I riti (formali, informali, religiosi, civili, folcloristici, sportivi, artistici ecc.) hanno un effetto stupefacente sui partecipanti. L'intensa e concentrata soddisfazione del bisogno di appartenenza che i riti producono inibisce più o meno profondamente la capacità critica e analitica nei confronti dei contenuti del rito stesso e di tutto ciò che unisce i membri della comunità intenta a celebrare se stessa.
2018-07-16 Conoscere | Futuro
La conoscenza dovrebbe servire a prevedere il futuro date certe caratteristiche del presente e certe ipotesi progettuali. Se uno non riesce a prevedere il futuro nonostante le sue conoscenze, vuol dire che queste non sono buone e/o non sono sufficienti.
2018-07-16 Bisogni | Piacere e dolore | Ateismo
L'associazione materialismo-pessimismo non mi convince. Infatti il materialista, ovvero l'ateo, può essere pessimista o ottimista rispetto al progresso civile, non rispetto all'aldilà, in cui non crede. Credo che abbia più senso discutere sul rapporto tra ateismo e gioia di vivere. Ma anche in questo caso la faccenda è complessa perché ci sono diversi ateismi, più o meno restrittivi. Ci sono infatti gli atei che negano l'esistenza di tutto ciò che non può essere misurato e quelli (come me) che pensano che non possiamo misurare e conoscere tutto ciò che esiste. Per me, ateo e materialista, ciò che rende la vita piacevole non è la speranza in una buona vita dopo la morte, ma la soddisfazione dei miei bisogni durante la vita.
2018-07-16 Immaginazione | Creatività
Chiudere gli occhi e sognare restando svegli. Inventare storie liberamente, con personaggi, ingredienti ed eventi scelti a caso. Quando un sogno diventa noioso, abbandonarlo e iniziarne uno nuovo. Scrivere i sogni più interessanti. La prima volta può essere che nel sogno si ripeta sempre la stessa scena. Bisogna avere la pazienza di insistere finché non accade qualcosa di nuovo.
2018-07-17 Interagire | Natura umana | Evoluzionismo | Personalità
Gli individui di temperamento più debole e vulnerabile hanno bisogno di maggiori difese, protezioni, precauzioni e informazioni nelle interazioni con l'ambiente e con gli altri. Essi sono perciò spinti dalla loro stessa costituzione fisica a sviluppare maggiormente l'intelligenza, l'ingegno e la sensibilità rispetto a quelli di temperamento più forte e meno vulnerabile.
Non deve perciò sorprendere che persone nate con un temperamento debole, ovvero poco dotate fisicamente, sviluppino un carattere forte, ovvero siano intellettualmente competitive, e viceversa.
Questo fenomeno si è verificato anche nella filogenesi dell'homo sapiens rispetto a quella degli altri animali, e ha reso la nostra specie intellettualmente superiore a dispetto, anzi, in virtù, della nostra inferiorità fisica.
A questo proposito giova ricordare che il temperamento è geneticamente innato e immutabile, mentre il carattere si acquisisce e costruisce come effetto della combinazione di temperamento ed esperienze.
2018-07-17 Interagire | Natura umana | Cambiare | Identità | Personalità
Ogni umano ha una o più identità che si attribuisce da solo o che gli altri gli attribuiscono. Identità significa essere qualcosa, ovvero appartenere a certe categorie umane, alle quali sono associate proprietà come funzioni, ruoli, valori, gusti, capacità, responsabilità, colpe, meriti, alleanze, inimicizie ecc.
Le identità di una persona sono racchiuse in ciò che si può definire la sua storia. In tal senso si può dire che un individuo sia ciò che è stato, attraverso tutte le sue trasformazioni ed evoluzioni, fino a quelle più recenti, anche se si tratta di proprietà a lui assegnate soggettivamente da se stesso e dagli altri.
È pericoloso non avere identità, così come averne. Infatti, una persona senza identità riconoscibili incute timore, diffidenza e sospetto, e agli occhi del prossimo è presumibilmente ostile, perché se non lo fosse non avrebbe bisogno di nascondere le sue identità.
D'altra parte, avere e mostrare certe identità ha lo svantaggio di esporsi al giudizio e pregiudizio altrui rispetto alle identità stesse, e in particolare al rischio di essere visti come nemici o antagonisti, dal momento che ogni identità è caratterizzata da simpatie e antipatie, amicizie e inimicizie, gusti e disgusti, giudizi, approvazioni, disapprovazioni ecc.
Infine, cambiare identità può essere oggetto di disapprovazione da parte di coloro che ci hanno conosciuto e accettato con una certa identità e vedono il cambiamento come un tradimento.
2018-07-17 Etica | Politica
Vediamo l'etica democraticamente: Se la maggioranza della gente è cattiva, allora vale la regola che è giusto essere cattivi, anche se ciò ci porterà all'estinzione. Se invece i cattivi sono la minoranza, allora la maggioranza, avendo il potere, dovrebbe costringere i cattivi a smettere di esserlo o impedire loro di esercitare le loro cattiverie. E se i buoni, pur essendo maggioranza non sono capaci di imporsi rispetto alla minoranza dei cattivi, vuol dire che sono degli incapaci. Buoni e incapaci. Mi sfugge qualcosa?
2018-07-17 Etica | Giudicare
Non bisogna smettere di giudicare, ma cambiare, ampliare, approfondire e migliorare i modi, i criteri, i punti di vista e gli scopi del giudizio.
2018-07-17 Interagire
Nell'interazione tra due persone ci sono una serie di domande a cui ognuno risponde in modo soggettivo, dalle cui risposte dipende lo svolgimento e l'esito dell'interazione.

2018-07-17 Cambiare
Per imparare a suonare uno strumento musicale ci vogliono centinaia di ore di studio e di esercizio. Come possiamo pensare che sia più facile e rapido imparare nuove abilità sociali o cambiare mentalità?
2018-07-17 Interagire | Religione | Confliggere
Non ci sarà pace nel mondo finché ci saranno persone che credono di avere certi diritti e privilegi per volontà di Dio.
2018-07-18 Interagire | Appartenere | Comunicazione | Mappa cognitivo-emotivo-motiva
L'interazione tra due umani è un complesso processo in cui vengono prese diverse decisioni basate su logiche e algoritmi automatici, simultaneamente e per lo più inconsciamente e involontariamente.
Suppongo che tali logiche e algoritmi adempiano molte funzioni tra cui:
- auto-classificazione e classificazione dell'interattore, ovvero identificazione di appartenenze a comunità, gruppi, tipi e categorie caratterizzate da proprietà particolari
- valutazione e confronto delle capacità / incapacità e potenzialità proprie e dell'interattore
- analisi dei possibili modelli culturali di interazione applicabili
- sondaggi conoscitivi, interviste, monitoraggio del comportamento dell'interattore e analisi del feedback per individuare e valutare possibilità di manovra
- analisi dei possibili vantaggi, svantaggi, benefici, inconvenienti e rischi dell'interazione, tra cui valutazione del parere, approvazione, disapprovazione, consenso o divieto da parte di terzi
- recriminazioni e accuse di non rispetto di regole condivise
- ritualizzazioni di appartenenze comuni
- giochi
- scherzi e umorismo
- definizione e assegnazione di ruoli
- assegnazione di posizioni gerarchiche (politiche, economiche, intellettuali, morali ecc.), sfide, proteste
- asservimento, dominazione, sfruttamento
- servizio, sottomissione
- guida, leadership, insegnamento, direzione
- apprendistato, sequela, esecuzione di ordini
- dichiarazioni di obiettivi, intenzioni, domanda e offerta
- espressione di richieste e pretese di beni, informazioni, servizi, obblighi e divieti
- negoziazione esplicita o implicita di possibili transazioni, relazioni e protocolli di interazione
- ecc.
Il processo è basato sulle mappe cognitivo-emotive degli interattori, usate per dare significato e valore alle transazioni avvenute e a quelle ipotetiche.
2018-07-18 Natura umana | Vita
"La vita somiglia un poco alla malattia come procede per crisi e lisi ed ha i giornalieri miglioramenti e peggioramenti. A differenza delle altre malattie la vita è sempre mortale. Non sopporta cure. Sarebbe come voler turare i buchi che abbiamo nel corpo credendoli delle ferite. Morremmo strangolati non appena curati.
La vita attuale è inquinata alle radici. L'uomo s'è messo al posto degli alberi e delle bestie ed ha inquinata l'aria, ha impedito il libero spazio. Può avvenire di peggio. Il triste e attivo animale potrebbe scoprire e mettere al proprio servizio delle altre forze. V'è una minaccia di questo genere in aria. Ne seguirà una grande ricchezza... nel numero degli uomini. Ogni metro quadrato sarà occupato da un uomo. Chi ci guarirà dalla mancanza di aria e di spazio? Solamente al pensarci soffoco!
Ma non è questo, non è questo soltanto.
Qualunque sforzo di darci la salute è vano. Questa non può appartenere che alla bestia che conosce un solo progresso, quello del proprio organismo. Allorché la rondinella comprese che per essa non c'era altra possibile vita fuori dell'emigrazione, essa ingrossò il muscolo che muove le sue ali e che divenne la parte più considerevole del suo organismo. La talpa s'interrò e tutto il suo corpo si conformò al suo bisogno. Il cavallo s'ingrandì e trasformò il suo piede. Di alcuni animali non sappiamo il progresso, ma ci sarà stato e non avrà mai leso la loro salute.
Ma l'occhialuto uomo, invece, inventa gli ordigni fuori del suo corpo e se c'è stata salute e nobiltà in chi li inventò, quasi sempre manca in chi li usa. Gli ordigni si comperano, si vendono e si rubano e l'uomo diventa sempre più furbo e più debole. Anzi si capisce che la sua furbizia cresce in proporzione della sua debolezza. I primi suoi ordigni parevano prolungazioni del suo braccio e non potevano essere efficaci che per la forza dello stesso, ma, oramai, l'ordigno non ha più alcuna relazione con l'arto. Ed è l'ordigno che crea la malattia con l'abbandono della legge che fu su tutta la terra la creatrice. La legge del più forte sparì e perdemmo la selezione salutare. Altro che psico-analisi ci vorrebbe: sotto la legge del possessore del maggior numero di ordigni prospereranno malattie e ammalati.
Forse traverso una catastrofe inaudita prodotta dagli ordigni ritorneremo alla salute. Quando i gas velenosi non basteranno più, un uomo fatto come tutti gli altri, nel segreto di una stanza di questo mondo, inventerà un esplosivo incomparabile, in confronto al quale gli esplosivi attualmente esistenti saranno considerati quali innocui giocattoli. Ed un altro uomo fatto anche lui come tutti gli altri, ma degli altri un po' più ammalato, ruberà tale esplosivo e s'arrampicherà al centro della terra per porlo nel punto ove il suo effetto potrà essere il massimo. Ci sarà un'esplosione enorme che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e di malattie." [Italo Svevo]
Il romanzo completo, letto da Roberto Pedicini e introdotto da Alfonso Berardinelli, può essere ascoltato e scaricato gratuitamente da http://www.rai.tv/dl/portaleRadio/media/ContentItem-fdf2e35b-3d4f-4e61-bb40-12cc99634876.html
2018-07-19 Natura umana
Ognuno è il suo corpo, la sua storia e i modi in cui è capito e valutato dagli altri.
2018-07-20 Interagire | Natura umana
È come se ogni umano, vivendo, producesse un film, un romanzo, una storia in cui sono coinvolti, con un ruolo più o meno importante, tutti gli altri. A ciascuno le storie altrui sono più o meno gradite in funzione della parte che vi ha. E allora ognuno dovrebbe chiedersi rispetto ad ogni altro: che ruolo ho nella sua storia? Che ruolo ha nella mia storia? Che ruolo voglio avere nella sua storia? Che ruolo vuole avere nella mia storia?
2018-07-20 Conoscere | Natura umana
L'uomo è l'unico animale capace di dare nomi alle cose, anche a quelle che non esistono.
2018-07-20 Conoscere
La realtà oggettiva esiste, ma pochi la conoscono e solo in piccola parte. Ed esiste una realtà soggettiva per ogni essere umano, che corrisponde solo in piccola parte alla realtà oggettiva e alle realtà soggettive altrui.
2018-07-20 Cultura | Media | Televisione
I programmi della televisione sono oggi causa ed effetto della mentalità popolare.
2018-07-20 Conoscere | Verità
Troppa verità, tutta insieme, fa male a chi non vi è abituato. La verità va presa a piccole dosi.
2018-07-20 Interagire
Quanto più simili sono le storie di due umani, tanto più forte è la relazione tra di essi.
2018-07-21 Natura umana
Quante storie! Otto miliardi di esseri umani, ognuno con la sua storia.
2018-07-21 Interagire | Identità
Sulla Terra ci sono quasi otto miliardi di esseri umani, ognuno con la sua identità che consiste nel suo corpo (inclusa la mente) e nella sua storia. Quando vediamo una persona, chiediamoci quale sia la sua identità, quanto sia simile e quanto diversa dalla nostra, cosa potremmo fare insieme, come potremmo interagire.
2018-07-22 Identità | Personalità
Forse la vera autenticità consiste nel riconoscere e accettare l'incoerenza e l'ambiguità delle nostre identità.
2018-07-22 Interagire | Identità
Ognuno è ciò che fa, e fa ciò che è.
2018-07-22 Interagire | Appartenere | Identità | Autocensura
Ogni cosa che facciamo o ipotizziamo di fare è oggetto non solo di autocensura inconscia, ma è anche usata come criterio di appartenenza e identità sociale. In altre parole, i nostri gesti, le nostre scelte, ci qualificano, ci caratterizzano, ci conferiscono una identità, esprimono nostre appartenenze. Comprare un certo oggetto, usarlo, servirsi di qualcosa, assistere ad un certo evento, abbigliarsi in un certo modo, costituiscono anche affermazioni di identità sociali.
2018-07-22 Interagire | Appartenere | Identità
Ogni appartenenza ha un prezzo e una scadenza. Un'appartenenza va continuamente rinnovata mediante la partecipazione a rituali collettivi e solitari, particolari abbigliamenti, arredamenti, pratiche, frequentazioni di luoghi, spettacoli e argomenti di conversazione.
2018-07-22 Creatività
Vivere improvvisando significa fare cambiamenti causali nel proprio comportamento e osservarne gli effetti, mantenendo i cambiamenti che hanno avuto un effetto piacevole e smettendo quelli che hanno avuto un effetto spiacevole.
2018-07-22 Coscienza
Ogni umano è testimone (più o meno veritiero) di una parte di ciò che avviene nel suo corpo (compresa la sua mente) per volontà non sue e a sua insaputa.
2018-07-23 Interagire | Natura umana | Appartenere | Identità
Per ogni persona che si incontra sarebbe opportuno chiedersi: cosa ci unisce? Cosa ci divide? Cosa ci assimila? Cosa ci differenzia? Rispondere a queste domande è difficile e complesso. Tra le cose che uniscono o dividono, assimilano o differenziano due umani ci possono essere appartenenze, gusti, disgusti, principi morali e filosofici, esperienze, linguaggi, culture, conoscenze, credenze, affinità e diversità di temperamento e di carattere, grado di intelligenza e di sensibilità, idee e alleanze politiche, colpe, meriti, divergenze di vedute su meriti e demeriti altrui, valori e disvalori, criteri di giustizia, preferenze, tradizioni, amici, nemici, parentele, interessi, obiettivi, progetti, passioni, desideri, ruoli, responsabilità, problemi, fortune, sfortune ecc.
2018-07-26 Natura umana | Linguaggio
L'uomo è l'unico animale capace di dare nomi alle cose, ma a volte dà lo stesso nome a cose diverse e altre volte nomi diversi alle stesse cose.
2018-07-26 Interagire | Confliggere
È difficile esprimere una opinione senza offendere qualcuno (presente o assente). E se nessuno si offende si tratta di una opinione banale.
2018-07-26 Interagire | Identità
La società è un mercato di identità, dove ognuno sceglie l'identità, ovvero il ruolo, da assumere come si sceglie un vestito o una maschera da indossare. E ogni identità comporta un prezzo da pagare in divieti e doveri.
2018-07-26 Interagire | Identità
Per poter interagire con qualcuno non è possibile essere qualsiasi cosa, avere qualsiasi identità e natura, essere se stessi liberamente, ma è indispensabile avere una identità, ovvero un insieme di caratteristiche, compatibile con le aspettative e le esigenze dell'altro.
2018-07-26 Felicità | Tecnologia
Quando ero bambino nessuno sentiva la mancanza di uno smartphone, nessuno ne aveva bisogno, e a nessuno veniva in mente che uno smartphone potesse renderci più felici o alleviare le nostre sofferenze. E così è stato. Infatti lo smartphone, in generale, non ci ha reso più felici né ha alleviato le nostre sofferenze anche se ha facilitato la soluzione di qualche problema.
2018-07-27 Cambiare | Identità | Paura di cambiare
Mentre negli esseri non viventi (per esempio macchine e computer) il cambiamento può avvenire per sostituzione di parti, in quelli viventi (e nell'uomo in particolare) il cambiamento non può avvenire che per estensione, ampliamento, aggiunta, arricchimento, accumulazione, ovvero per apprendimento e sviluppo di nuove funzioni, opzioni e strumenti, che si aggiungono a quelli precedenti, i quali possono nel tempo andare in disuso ma restano sempre presenti nella "cassetta degli attrezzi", e ancora utilizzabili.
Infatti, la mente (specialmente quella umana) ha un istinto di conservazione che si oppone ad ogni cambiamento strutturale, mentre è predisposta all'apprendimento di nuove funzioni, purché non comportino l'eliminazione della struttura fisica e logica preesistente. Infatti l'identità di un essere umano non può cambiare nel senso di una sostituzione di parti, ma può solo estendersi, arricchirsi, aumentare di complessità.
Perciò, quando si parla di cambiamento di una persona o di una società non si dovrebbe intendere la sostituzione di una funzione con un'altra, ma la ricerca di nuove possibilità, nuovi strumenti, nuove opzioni di comportamento più adattive, convenienti e soddisfacenti per gli individui, in modo che essi siano auto-incentivati ad usare i nuovi strumenti anziché i vecchi, senza che questi debbano essere eliminati, anche perché non possono esserlo e restano sempre a disposizione nel caso le nuove opzioni si dimostrino meno efficaci o meno efficienti.
Di conseguenza, non ha senso chiederci in cosa vogliamo cambiare, ma dovremmo piuttosto chiederci quali caratteristiche, funzioni e capacità vogliamo aggiungere a quelle che già possediamo.
2018-07-27 Libero arbitrio | Scegliere | Volontà | Automatismi
Il libero arbitrio, se esiste, consiste nella capacità di scegliere se seguire o no le proprie motivazioni, se andare avanti guidati dai propri demoni o fermarsi, se assecondare certi automatismi o immobilizzarli, o, per essere più precisi, decidere quali automatismi consentire e quali inibire. Perché, in ogni caso, qualunque cosa facciamo è il risultato dell'azione di uno o più automatismi, consci o inconsci.
2018-07-27 Interagire | Relazioni
Copia di un articolo in http://www.uovonero.com/catalogo/i-raggi/403-le-regole-non-scritte-delle-relazioni-sociali che presenta il libro "Le regole non scritte delle relazioni sociali" di Temple Grandin e Sean Barron
Una zoologa e un giornalista, entrambi autistici, aiutano a decodificare i misteri della vita sociale da una prospettiva unica.
Le relazioni sociali si basano su una fitta rete di regole non scritte che la maggior parte delle persone apprende spontaneamente fin dai primi mesi di vita. Questo non avviene però nelle persone con disturbi dello spettro autistico, che spesso hanno bisogno di impararle attraverso lo studio, esattamente come si fa con una materia scolastica. In questo libro la più famosa persona autistica del mondo,Temple Grandin (nota anche al grande pubblico dopo il film biografico del 2010 con Claire Danes), insieme al giornalista Sean Barron, rivela come anche le situazioni più semplici e quotidiane possano nascondere mille insidie per le persone con disturbi dello spettro autistico; ma ci mostra anche che chiunque, a volte, pur non essendo autistico, può riconoscersi nelle stesse difficoltà relazionali e che la conoscenza dell’autismo può aiutare ciascun essere umano a comprendere meglio se stesso e l’ambiente sociale che lo circonda.
"Questo libro è dedicato alle persone con disturbi dello spettro autistico, che ogni giorno lottano per comprendere se stesse e il mondo circostante, e ai genitori, agli insegnanti e agli altri operatori che le aiutano a farlo"
Temple Grandin
"Le dieci regole fondamentali sintetizzate in questo libro (e le numerose regole secondarie disseminate nel testo) costituiscono il materiale di base per lo studio di quei comportamenti che rappresentano un solido lasciapassare perché le persone con disturbi dello spettro autistico possano accedere con buone probabilità di successo a gran parte delle situazioni sociali. Ma possono essere anche un interessante ripasso per i cosiddetti neurotipici, la cui adeguatezza sociale è spesso tutt'altro che scontata".
Dalla prefazione all'edizione italiana di Enza Crivelli
LE REGOLE NON SCRITTE DELLE RELAZIONI SOCIALI
di Temple Grandin e Sean Barron
Traduzione di Federica Garlaschelli
Edizione italiana a cura di Enza Crivelli
collana i raggi
400 pagine - 14 x 20,5 cm
ISBN 978-88-96918-27-2
20 euro
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La versione inglese del libro è scaricabile da
qui
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Seguono due liste tratte dal libro.
The Ten Unwritten Rules of Social Relationships
- Rules are Not Absolute. They are Situation-based and People-based.
- Not Everything is Equally Important in the Grand Scheme of Things.
- Everyone in the World Makes Mistakes. It Doesn't Have to Ruin Your Day.
- Honesty is Different than Diplomacy.
- Being Polite is Appropriate in Any Situation.
- Not Everyone Who is Nice to Me is My Friend.
- People Act Differently in Public than They Do in Private.
- Know When You're Turning People Off.
- "Fitting In" is Often Tied to Looking and Sounding like You Fit in.
- People are Responsible for Their Own Behaviors.
The rules of "Perspective Taking"
- Recognizing the thoughtful presence of another person
- Recognizing the individuality of another person
- Recognizing that another person has his or her own personal set of emotions
- Recognizing and responding to the fact that another person has his or her own set of desires and motives
- Recognizing that another person has his or her own personality
- Having an intuitive desire to learn about others' interests and personal histories
- Developing and using memory of a person to facilitate and sustain interpersonal relationships, as well as create a base of understanding about that person's potential actions
- Formulating language to inquire about another person's interests
- Understanding social conventions surrounding specific environments
- Understanding social conventions specific to social contexts
- Staying aware of the shifting internal states of the communicative partner through eye contact.
2018-07-28 Conoscere | Scienza
L'esperienza dell'eclissi di luna è stata consolante. Almeno di due cose possiamo essere certi: che la terra è tonda e che gli scienziati sono capaci di prevedere certi eventi con grande precisione.
2018-07-28 Felicità | Saggezza
Il vero saggio è tanto felice quanto uno nelle sue condizioni possa essere, perché la saggezza è la scienza della felicità.
2018-07-28 Interagire | Valutare | Automatismi | Informazione | Forma | Materia
Una materia può avere una forma che può essere automaticamente percepita da una mente, che da essa può automaticamente trarre una informazione a cui può automaticamente associare un certo valore e provocare automaticamente una certa reazione che dipende dal valore associato.
2018-07-29 Interagire | Bisogni | Identità
L'interazione umana consiste in una negoziazione esplicita o implicita, conscia o inconscia, di identità ed esigenze.
2018-07-29 Libero arbitrio | Automatismi
Il comportamento di un essere vivente, anche dell'uomo, è sempre per la maggior parte automatico. Infatti, fermare tutti gli automatismi equivarebbe a immobilizzarsi, anzi, a morire.
Il comportamento premeditato, specifico dell'Homo Sapiens, è un particolare tipo di comportamento in cui, insieme con azioni automatiche vengono eseguite azioni premeditate, molto più semplici e lente di quelle automatiche.
L'esecuzione di azioni premeditate richiede uno sforzo cosciente di memoria o la lettura di prescrizioni come avviene con le istruzioni per l'uso di una macchina o di un utensile. In tal caso uno o più degli altri automatismi possono essere inibiti oppure restare attivi col risultato di avere un misto di atti automatici e premeditati..
A cosa può essere utile premeditare una parte del proprio comportamento? Ad evitare che un comportamento totalmente automatico, in una certa situazione, sia svantaggioso o nocivo, come certe esperienze personali hanno dimostrato, a causa dei particolari "programmi" su cui gli automatismi sono basati.
La premeditazione è importante nella psicoterapia, dove si cerca di introdurre una certa quantità di premeditazione nel comportamento del paziente, con una maggiore o minore inibizione di automatismi abituali.
La premeditazione del comportamento comporta l'immaginare, in una certa circostanza, un certo comportamento diverso da quello abituale e spontaneo.
Vedi anche Libero arbitrio e automatismi, Cambiamento sostitutivo vs. estensivo
2018-07-29 Bisogni | Solitudine | Colpa | Autocensura
Una delle paure umane più importanti e diffuse è quella dell'isolamento sociale. Essa agisce a livello inconscio ancor più che a quello conscio ed è tra i principali determinanti del comportamento e delle inibizioni dello stesso.
Dovremmo allora chiederci se questa paura sia qualcosa di buono, utile, adattivo da un punto di vista evoluzionistico, oppure qualcosa di infausto, che rende la vita insoddisfacente, sgradevole, angosciosa.
La mia risposta è ambivalente. Da una parte tale paura è salutare perché senza di essa probabilmente la specie umana si sarebbe già estinta per scarsità di cooperazione. Da un'altra essa è forse la principale causa delle nevrosi e dell'infelicità umana, perché, come diceva Jean de La Bruyère: "Tutto il nostro male viene dal non poter stare soli."
E' una paura tanto più insidiosa quanto più è inconscia, ed aumenta, probabilmente in modo esponenziale, in funzione del tempo passato in solitudine, ovvero senza interazioni o rituali rassicuranti in tal senso.
Per alleviare tale paura siamo portati a fare qualsiasi cosa, anche le più stupide e nocive, pur di non perdere il contatto con gli altri, continuare ad interagire con loro, stare in loro compagnia, essere accettati da essi.
Come fare per evitare gli effetti nocivi della paura dell'isolamento?
Io credo che la soluzione consista nel gestire consciamente questa paura calcolando razionalmente il rischio effettivo di isolamento a fronte di un certo comportamento o non-comportamento, o di un certo periodo di solitudine volontaria o involontaria. Infatti, se non gestiamo consciamente tale paura, lasciamo che a farlo sia il nostro super-io, che è notoriamente incline a valutazioni irrazionali ed estreme, e a generare angoscia e sensi di colpa eccessivi rispetto ai rischi e alle infrazioni reali.
2018-07-30 Interagire | Inconscio | Confliggere | Coscienza | Saggezza | Psicoterapia
L'uomo è sempre impegnato in una partita a tre. I giocatori sono il suo io cosciente, il suo sé (ovvero i suoi automatismi inconsci) e gli altri, considerati collettivamente e individualmente. Ognuno dei giocatori ha le sue motivazioni, le sue esigenze e la sua logica, spesso contrastanti e in conflitto di interessi. Nessuno può vincere a danno di un altro senza subire una pericolosa rappresaglia. Scopo del gioco è trovare il miglior compromesso per soddisfare tutte e tre le parti. Ne consegue che ogni parte deve in una certa misura adattarsi alle esigenze delle altre senza rinunciare alla sua natura essenziale e senza mortificarla. Il raggiungimento di tale compromesso è l'oggetto della saggezza e della psicoterapia.
2018-07-30 Interagire
Un amico è una persona con cui puoi essere completamente sincero, con cui non devi nascondere o fingere nulla. Con cui puoi essere totalmente te stesso senza paura di offendere o di essere offeso. In tal senso, forse, una vera e competa amicizia è impossibile.
2018-07-31 Natura
Volendo distinguere in "naturali" e "artificiali" gli atti umani, si potrebbe dire che tutto ciò che facciamo di simile ad altre specie animali è "naturale" mentre tutto ciò che è specificamente, esclusivamente umano è "artificiale" ovvero un prodotto culturale.
2018-08-01 Appartenere | Identità | Economia
La quantità di denaro che si è posseduto, che si possiede e che si cerca e spera di possedere sono tra i principali costituenti dell'identità, del ruolo e dell'appartenenza sociale di un individuo. Si può dire infatti che la società sia regolata dal possesso di denaro. Il denaro conferisce potere e rispettabilità, e questi a loro volta facilitano l'ottenimento di denaro in un circolo virtuoso, così come la scarsità di denaro dà luogo a scarsità di potere e di rispettabilità in un circolo vizioso.
Spesso l'attaccamento al denaro è oggetto di censura morale e per questo viene relegata nell'inconscio, dove agisce in modo insidioso e dissimulato, sotto copertura. Siamo tutti schiavi del denaro, sia chi lo possiede che chi non lo possiede, poiché dal suo possesso o privazione dipendono la nostra identità e appartenenza sociale ovvero gli elementi fondanti della nostra psiche. Ognuno è (anche) il denaro che possiede.
2018-08-01 Interagire | Mente | Identità
Credo che il concetto di identità sia una struttura fondamentale della psiche. Infatti, ognuno si sente obbligato (pena l'isolamento sociale) ad assumere una identità tra quelle accettabili dalla comunità a cui desidera appartenere. Ma la scelta di una identità adatta a sé è cosa difficile e complessa, per cui spesso si rimane con una identità incerta o perfino indesiderata, cosa che è fonte di stress e angoscia. In altre parole, non sappiamo bene chi siamo né chi/cosa vogliamo o vorremmo essere. La faccenda si complica perché non c'è solo l'identità che l'individuo sceglie di assumere, ma anche quella che gli altri gli attribuiscono e le due possono essere diverse e perfino conflittuali, tanto che spesso uno assume semplicemente l'identità che gli altri gli attribuiscono rinunciando ad una sua originale, unica. In tutto questo le mode giocano un ruolo importante, fornendo strumenti di identificazione in certi gruppi o categorie sociali, ovvero mezzi per dimostrare di appartenere ad una certa comunità, intesa come gruppo di persone aventi qualcosa in comune.
2018-08-01 Natura umana | Sistemica
Un essere umano è un'agenzia costituita da una moltitudine di agenzie
che comunicano e interagiscono tra loro e col mondo esterno.
2018-08-01 Conoscere | Causalità
Secondo me, sapere significa associare nomi a cose, mentre capire significa associare cose a cose in rapporti di causa-effetto realistici tali da poter prevedere gli effetti date le cause.
In tal senso, ci sono persone che sanno tante cose ma capiscono poco di ciò che sanno, e persone che sanno poche cose ma ne capiscono molto.
2018-08-01 Identità | Immaginazione
Immaginare di essere un'altra persona è un esercizio difficile, pericoloso e sorprendente. Richiede coraggio, libertà e cultura. Potrebbe cambiare la vita di chi lo fa in modi imprevedibili.
2018-08-01 Conoscere | Pensare
Fatevi delle domande e scrivetele da qualche parte. Forse nei giorni o mesi seguenti troverete le risposte.
2018-08-01 Interagire | Identità
L'identità che un umano assume e quella che egli attribuisce ad un certo altro, insieme con l'identità che il secondo assume e quella che il secondo attribuisce al primo, determinano le regole e le modalità dell'eventuale interazione tra i due.
In altre parole, le interazioni tra umani dipendono dalle loro identità reali e presunte.
2018-08-01 Interagire | Bisogni | Identità | Solitudine
L'uomo è sempre impegnato ad affermare e confermare la propria identità sociale, sia mentre interagisce con altri, sia quando è solo.
2018-08-01 Conoscere | Natura umana
Conoscere la natura umana significa saper prevedere il comportamento di ogni persona in certe circostanze.
2018-08-02 Interagire | Etica | Differenze umane | Arroganza
Per non mettere in difficoltà il nostro interlocutore ed evitare di essere considerati arroganti, conviene nascondere le parti migliori di noi stessi, le nostre conoscenze, i nostri giudizi, le nostre opinioni, i nostri principi morali, le nostre differenze, le nostre abilità, le nostre superiorità e mostrare di noi solo ciò che l'altro può tollerare ed è in grado di apprezzare.
2018-08-03 Conoscere | Religione | Fede
La fede non conduce alla verità ma ad una credenza di verità.
2018-08-04 Interagire | Etica
Rispettare una persona significa anche riconoscere i suoi limiti e le sue incapacità, ovvero non aspettarsi da essa ciò che non può fare né pensare.
2018-08-04 Natura umana | Mente | Sistemica
Immagina che ogni essere umano abbia, in qualche parte nel suo cervello, un computer che lo fa comportare automaticamente secondo un certo programma che si modifica parzialmente con le esperienze. Non è fantascienza, è realtà. Anche il rifiuto di credere che ciò sia vero può essere scritto nel programma.
2018-08-04 Automatismi
Può un umano cambiare volontariamente e liberamente i propri automatismi psicofisici? Gli conviene farlo? Perché? Come? Le risposte a queste domande dipendono dai nostri automatismi.
2018-08-05 Natura umana | Identità | Automatismi | Personalità
Un umano è i suoi automatismi. Per cambiare personalità occorre cambiare i propri automatismi.
2018-08-06 Interagire | Vita
La vita dipende da interazioni di vario tipo tra vari tipi di entità.
Volendo tracciare una tipologia di interazioni, mi vengono in mente una serie di tipologie:
- Reale vs. immaginaria
- Tra due singoli, tra un singolo e un gruppo, tra due gruppi
- Omogenea vs. eterogenea (tra due entità viventi, tra entità vivente e entità non vivente, tra due entità non viventi)
- Conscia vs. inconscia
- Volontaria vs .involontaria
- Ludica vs. economica (produttiva)
- Sessuale vs. non sessuale
- Simmetrica vs. complementare
- Negoziata vs. violenta
- Rituale vs. creativa
- Bilaterale vs. multilaterale
- Monomediale vs. multimediale
- Monocanale vs. multicanale
- Unidirezionale vs. bidirezionale
- Semplice vs. complessa
- Simbiotica vs. parassitaria
- Finalizzata vs. casuale
- Simbolica vs. materiale
- Spontanea vs. premeditata
- Automatica vs. ragionata
Vedi anche Conoscenza e interazioni
2018-08-06 Interagire | Conoscere | Sistemica | Causalità | Interdipendenza | Automatismi | Metainterazione
Per capire la vita, l'uomo, la società, il mondo, bisognerebbe cominciare col cercare di rispondere alle seguenti domande: chi/cosa interagisce con chi/cosa? Perché? Come? Secondo quali logiche? Con quali regole? Con quali linguaggi?
2018-08-06 Interagire | Identità | Personalità
Ogni giorno recitiamo il personaggio che il nostro codice genetico, le nostre esperienze e la società hanno scelto per noi.
2018-08-06 Libertà | Paura | Conformismo
Abbiamo paura di essere liberi di comportarci in modo asociale e di subirne le conseguenze. Il significato della parola "asociale" dipende dalla nostra formazione e cultura.
2018-08-06 Conoscere | Confliggere
Qui si può leggere gratis "L'arte di ottenere ragione", un interessante e utile piccolo trattato di Arthur Schopenhauer.
https://issuu.com/qbic/docs/schopenhauer-arte-ottenere-ragione
2018-08-07 Libertà | Vita | Libero arbitrio | Morte
La libertà più grande che un umano possa esercitare è quella di uccidersi, sebbene molti suicidi avvengano involontariamente, impulsivamente, per disperazione, e non come conseguenza di una scelta libera e serena.
2018-08-07 Interagire | Inconscio | Comunicazione
Ogni cosa che facciamo, diciamo e scriviamo (compreso ciò che postiamo nei social network come Facebook) esprime inconsciamente e implicitamente, in modo più o meno nascosto, l'identità sociale che assumiamo o desideriamo assumere, la posizione gerarchica, il ruolo e il prestigio che consideriamo giusti per noi e il desiderio che tali assunzioni vengano riconosciute e accettate dagli altri.
2018-08-09 Volontà
Tra il volere e il potere c'è di mezzo il mondo, la realtà, le leggi della fisica e della biologia, la società ecc. Facciamo tante cose senza volerlo e non riusciamo a fare tante cose che vorremmo. Tuttavia a volte riusciamo a fare ciò che vogliamo.
2018-08-09 Conoscere
Tutto è possibile, tranne, per un umano, sapere tutto ciò che è possibile.
2018-08-10 Conoscere | Differenze umane | Scienza
Quelli che screditano la scienza sono per lo più persone che non hanno una formazione scientifica. In tal modo fanno di necessità (e difetto) virtù. Ciò e vero anche per quelli che screditano la cultura umanistica non avendo avuto una formazione in tal senso.
2018-08-11 Bisogni | Appartenere
Noi umani abbiamo bisogno di aggregarci in qualche modo. Qualsiasi pretesto, ideale, religione, filosofia, credenza, usanza, tradizione, moda, lotta, progetto, obiettivo comune può andar bene, purché permetta un'aggregazione, che è il vero fine, ed è più importante dello scopo apparente dell'aggregazione stessa. Ovviamente in essa si possono assumere ruoli diversi, come quello di pastore, legislatore, guardiano, guerriero, finanziatore, chierichetto, portabandiera, inserviente ecc., a seconda della personalità di ognuno.
2018-08-11 Conoscere
L'uso che facciamo del verbo essere è quasi sempre sbagliato quando non è accompagnato da specifiche condizionanti, relativizzanti o limitanti.
2018-08-11 Scegliere | Progresso
Non possiamo permetterci di leggere qualsiasi libro, di vedere qualsiasi film. di parlare con qualsiasi persona, di andare in qualsiasi luogo, di credere a qualsiasi cosa. Dobbiamo scegliere ciò che è meglio per noi e per la società.
2018-08-11 Religione
Si dice che davanti a Dio non ci sono né servi né padroni (tranne Dio stesso). Anche questo rende le religioni così attraenti.
2018-08-12 Interagire | Bias cognitivo | Attenzione | Dialogo
Nel dialogo tra due umani può succedere che il primo faccia al secondo una domanda la cui risposta rivelerebbe intenzioni inconfessabili e/o fallacie logiche da parte del secondo. In tal caso avviene normalmente che questo eviti di rispondere con qualsiasi pretesto o risponda in modo evasivo o non pertinente, anche a fronte di insistenze, da parte del primo, di ottenere una risposta puntuale e attinente alla domanda. Questo comportamento difensivo dell'interrogato rientra nei fenomeni psicologici del bias cognitivo e dell'attenzione selettiva.
2018-08-12 Conoscere | Volontà
Io non voglio capire tutto poiché non posso capire tutto, ma voglio capire tutto ciò che posso capire.
2018-08-13 Conoscere | Religione
La maggior parte della gente non sa distinguere le fake news dalle notizie vere. E' grazie a tale incapacità che prosperano religioni e altre ideologie.
2018-08-13 Bisogni | Identità | Autorità
Mi pare che l'uomo abbia un assoluto bisogno di autorità. Il concetto di autorità può implicare posizione gerarchica, potere, responsabilità, dominio, maestria, capacità, arbitrio, indipendenza, comando, istituzione, prestigio, competenza, conoscenza, ma soprattutto implica una superiorità politica, morale, intellettuale o spirituale rispetto a coloro che dispongono di minore autorità, con i privilegi che da tale superiorità derivano.
Io credo che l'uomo abbia un profondo bisogno di stabilire la propria posizione gerarchica rispetto quella di ogni altro. Così, due umani che interagiscono cercano prima di tutto, consciamente o inconsciamente, di stabilire chi dei due abbia maggiore autorità e, in caso di parità, quale sia l'autorità comune a cui essi si sottometteranno, e che stabilirà le regole della loro interazione.
Infatti, le regole di una interazione possono essere stabilite arbitrariamente da uno degli interattori (quello di maggiore autorità relativa) oppure da un arbitro terzo (una persona concreta o astratta) a cui i due accettano di obbedire, come ad esempio una religione o un ideale etico.
Una parte importante dell'identità sociale di un individuo consiste proprio nelle autorità politiche, morali, intellettuali o spirituali che l'individuo riconosce e a cui obbedisce, e/o che cerca di imporre agli altri.
Senza regole, senza direzioni, senza comandi, senza richieste, senza ordini, senza servizi, senza la conformità e l'obbedienza ad una o più autorità, l'interazione cooperativa è impossibile, ed è per questo che l'uomo deve di volta in volta scegliere se imporre all'altro la propria autorità, accettare l'autorità dell'altro o scegliere l'autorità terza comune più adatta a favorire la cooperazione.
2018-08-13 Natura umana
Alfred Nobel, nel suo testamento, stabilì che ogni anno si assegnasse un premio (finanziato con la sua eredità) a coloro che, "durante l'anno precedente, più abbiano contribuito al benessere dell'umanità. Detto interesse verrà suddiviso in cinque parti uguali da distribuirsi nel modo seguente: una parte alla persona che abbia fatto la scoperta o l'invenzione più importante nel campo della fisica; una a chi abbia fatto la scoperta più importante o apportato il più grosso incremento nell'ambito della chimica;
una parte alla persona che abbia fatto la maggior scoperta nel campo della fisiologia o della medicina; una parte ancora a chi, nell'ambito della letteratura, abbia prodotto il lavoro di tendenza idealistica più notevole; una parte infine alla persona che più si sia prodigata o abbia realizzato il miglior lavoro ai fini della fraternità tra le nazioni, per l'abolizione o la riduzione di eserciti permanenti e per la formazione e l'incremento di congressi per la pace."
Mi spiace che manchi un premio per le scienze umane e sociali, come psicologia e filosofia. Se ci fosse stato avrebbe contribuito alla diffusione della conoscenza della natura umana, che rimane ancora oggi un tema molto controverso e poco conosciuto.
D'altra parte i premi assegnati per la letteratura non mi pare che rappresentino "tendenze idealistiche" notevoli, se per idealismo si intende ciò che mira al progresso civile.
2018-08-14 Interagire | Società
La maggior pare della gente non ha tempo da dedicare alla crescita personale né al miglioramento della società perché è troppo occupata a sopravvivere in quella attuale, di cui è sostanzialmente schiava perché deve lavorare, occuparsi dei familiari, ed evitare il cattivo giudizio altrui e l'isolamento sociale.
2018-08-14 Interagire | Musica
Il bello della musica è che può essere usata come strumento per manifestare una comune appartenenza, come colonna sonora di interazioni umane, come motivo per ballare insieme ad altri sia fisicamente che metaforicamente.
2018-08-14 Interagire | Piacere e dolore | Vita | Motivazioni
Comportamento e motivazioni sono rispettivamente l'esterno e l'interno di un umano. Il comportamento proprio e altrui è conseguenza e causa delle motivazioni delle persone in gioco. Il comportamento è oggettivo, misurabile e registrabile, le sue motivazioni sono invece misteriose, soggettive, immaginabili e deducibili solo intuitivamente, con tutti gli errori di cui l'intuizione e l'immaginazione sono capaci. Tuttavia non possiamo fare a meno di interessarci delle motivazioni, perché sono il principio della vita, padrone e arbitre del nostro volere e dei nostri sentimenti, dispensatrici di piaceri e dolori.
2018-08-15 Emozioni e sentimenti | Ragionare
Tra ragione e sentimenti ci sono manipolazioni reciproche.
2018-08-15 Libertà | Amare
Si fa presto a dire amore, ma molti non hanno tempo né energia per amare, ed ad altri non viene permesso dalla gelosia di qualcuno che vorrebbe l'amore tutto per sé.
2018-08-15 Mente | Emozioni e sentimenti | Coscienza
Così come certi uccelli possono dormire durante il volo, facendo riposare solo una parte del cervello per volta, così forse anche nell'uomo ci sono parti del cervello che periodicamente passano dalla veglia al sonno e viceversa, ovvero dall'attività al riposo, determinando instabilità e incongruenze nella coscienza, nei sentimenti e nel comportamento.
2018-08-17 Identità | Genetica
Immaginate che, al momento del vostro concepimento, in cui la metà dei geni di vostro padre si sono mescolati con la metà dei geni di vostra madre, il caso avesse scelto in modo diverso quelli che dovevano partecipare al nuovo essere: non pensate che la vostra vita sarebbe stata e sarà molto diversa, come può essere diversa la vita di due gemelli eterozigoti? Ecco, immaginate dunque di non essere voi stessi, ma un vostro gemello eterozigote, di sesso uguale o diverso, con cui non siete d'accordo su tutto.
2018-08-17 Identità
La grande importanza che gli umani, per identificare una persona, hanno sempre dato ai suoi possedimenti (sin da quando esiste la proprietà privata) è testimoniata dal fatto che i nomi dei nobili venissero comunemente trasformati in quelli dei loro possedimenti, preceduti dalla particella "di", "de", "von" ecc. (a seconda della lingua), spesso anche senza. Per esempio, Camillo Benso, conte di Cavour, è più spesso chiamato semplicemente Cavour.
2018-08-17 Identità
Immaginiamo che tutti gli esseri umani abbiano le stesse sembianze esterne, fossero tutti vestiti e acconciati negli stesso modo, e abbiano lo stesso nome: "persona". Come ci riconosceremmo? Come ci distingueremmo?
2018-08-17 Identità | Genetica
Siamo il miscuglio casuale di geni da cui la nostra storia ha avuto inizio.
2018-08-18 Mente | Cambiare | Identità | Volontà
È una fortuna che non possiamo cambiare carattere facilmente e a volontà. Se ciò fosse possibile, rischieremmo di diventare dei mostri.
2018-08-19 Interagire | Identità
Ogni cosa che un umano fa può servire a confermare, affermare, negare o rinnegare una certa identità sociale.
2018-08-20 Interagire | Conoscere | Identità
Il verbo essere è uno strumento scritto nel nostro DNA, infatti lo troviamo in ogni lingua umana. Grazie ad esso possiamo consciamente o inconsciamente costruire delle identità (o equazioni), dotarle di significati, riconoscerle e comportarci di conseguenza, anche se spesso si tratta di equazioni erronee.
2018-08-21 Natura umana | Mente | Politica
La cattiva politica e la cattiva burocrazia non vengono dal cielo. Sono il frutto della cattiva mentalità e ignoranza della maggior parte della gente, specialmente in un sistema democratico. Non è vero che molti soffrono per colpa di pochi; spesso è vero il contrario, ovvero che le minoranze soffrono per colpa delle maggioranze.
2018-08-21 Conoscere | Comprendere
Ogni causa è conseguenza di altre cause.
2018-08-21 Amare
Il desiderio di ricevere amore è normalmente più grande del desiderio di darlo, specialmente verso coloro da cui non ci aspettiamo nulla in cambio. Perciò i conti non tornano.
2018-08-21 Differenze umane | Saggezza
Chi la sa più lunga cerca di nasconderlo.
2018-08-21 Religione
Quando si esprimono sinceramente e francamente le proprie idee sulla religione in generale o su una religione in particolare è facile offendere qualcuno anche solo indirettamente. Quindi bisogna scegliere tra il rischio di offendere e la diplomazia che consiste nel non rivelare il proprio pensiero.
2018-08-21 Interagire
Ogni umano cerca di dominare ogni altro se non contrastato da quello o da una certa educazione.
2018-08-21 Religione | Ragionare | Sacralità
Chi considera una cosa sacra non permette che se ne discuta razionalmente, perché ciò equivarrebbe a dissacrarla.
2018-08-22 Differenze umane | Identità
Essere diversi dagli altri può costituire un pregio o un difetto, ma è certamente un problema e un peso.
2018-08-23 Conoscere | Comunicazione
Il nome di una cosa non è la cosa. Ciò che la cosa sia dipende dall'esperienza che uno ne ha avuto; è pertanto qualcosa di soggettivo. E allora, quando ci chiediamo cosa sia una cosa, aggiungiamoci un "per chi". Infatti la stessa cosa è diversa, ad esempio, per uno scienziato e per un ignorante.
2018-08-23 Conoscere | Comprendere
La realtà è così complessa che nessuno riesce a capirla completamente e pochi riescono a capirla in misura sufficiente per non fare gravi errori per sé stessi e per la società.
2018-08-25 Interagire | Comunicazione
Tutto ciò che dico può essere usato contro qualcuno, a cominciare da me stesso.
2018-08-25 Vita
Interessante la diversità di opinioni sul senso della vita. Non ci preoccupiamo dunque se non abbiamo idee chiare in proposito.
https://it.m.wikiquote.org/wiki/Senso_della_vita
2018-08-25 Vita
Voglio fare della mia vita un romanzo.
2018-08-25 Conoscere | Religione | Filosofia
Oggi è tutto un patetico e a volte ridicolo "fai-da-te" intellettuale. Non solo non c'è più rispetto per le religioni (cosa che non mi dispiace) ma nemmeno per i grandi pensatori. Vige l'"uno vale uno" e tanti, anche i più ignoranti, anzi, specialmente i più ignoranti, pensano di non essere inferiori (intellettualmente) a nessuno.
2018-08-26 Religione | Natura umana | Natura
Secondo me, come per Bateson e Morin, il dualismo uomo-natura è un gravissimo errore di cui stiamo pagando le conseguenze. L'uomo non può essere contrapposto alla natura perché è parte di essa, non è né al di sopra ne al di sotto di essa, è una manifestazione della natura e per lui valgono le stesse leggi che regolano la natura. Non siamo privilegiati in alcun modo rispetto agli altri esseri viventi, abbiamo solo forme e complessità diverse. Questa è la base della la mia religione. In quanto al mistero dell'esistenza, per me resta un mistero e di esso non ha senso parlare se non per cercare di rendere meno misteriose cose che prima lo erano maggiormente, attraverso la ricerca umanistica e scientifica fuse insieme, pur sapendo che il mistero sarà sempre prevalente rispetto al non-mistero nella nostra conoscenza del mondo.
2018-08-27 Interagire | Società | Identità | Ecologia
Ogni rapporto umano, che implica relazioni e soprattutto interazioni, è un fenomeno ecologico (per dirla con Bateson) in cui ognuno "serve" all'altro o "serve" l'altro (in modo transitivo e/o intransitivo, diretto e/o indiretto). Per "servire" qualcuno intendo soddisfare un bisogno, desiderio o motivazione di quello, sia di tipo materiale che immateriale, fisico o mentale, inclusa l'affermazione o conferma di una certa identità sociale desiderata.
2018-08-29 Ragionare
Ragionare o non ragionare, questa è una scelta che ogni umano fa inconsciamente in ogni momento.
2018-09-01 Etica | Complessità
L'etica e la morale sono questioni intrinsecamente estremamente complesse, e se uno cerca di semplificarle fa un'operazione molto rischiosa. Marx diceva bene che "la strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni.". E infatti il comunismo, che si è rivelato un inferno, era basato su buone e semplici intenzioni. Quanti danni ha fatto l'uomo nel voler semplificare una realtà complessa!
2018-09-02 Conoscere
La seguente figura rappresenta i fattori che, secondo me, determinano la realtà di ogni cosa e di ogni essere vivente con particolare riguardo agli esseri dotati di sentimenti e di una mente. L'idea è che tutto ciò che accade nella realtà avviene per una combinazione e interazione di uno o più fattori tra quelli rappresentati nella figura.
Io ritengo che il comportamento umano dipenda da logiche per lo più inconsce, oltre che dal caso, dalle leggi fisiche e dai bisogni genetici e acquisiti. Per me l'inconscio non è solo quello freudiano, né ciò che abbiamo dimenticato o di cui ci vergogniamo, ma un organismo attivo multi-agente, che comunica col resto del corpo e con l'io cosciente, in ogni momento, e li condiziona. Si tratta insomma di un sistema neurologico complesso di automatismi involontari e inconsapevoli, di vario tipo, sia psicomotori che emotivi e cognitivi.
Sulla base dei quattro fattori sopra indicati, si potrebbe costruire una tipologia psicologica differenziando le persone in quanto al peso che danno a ciascuno di essi. Per esempio, nei molto-materialisti prevale il fattore "necessità", nei molto-sentimentali il fattore "bisogni", nei molto-razionalisti il fattore "logiche" e nei molto-fatalisti il fattore "caso". Ovviamente, in ogni persona è presente la considerazione per tutti e quattro i fattori, ma con intensità diverse.
2018-09-03 Conoscere | Filosofia
Certi filosofi sono per me repulsivi e inutili, come medicine cattive che per giunta non guariscono alcun male.
2018-09-03 Conoscere
Chi crede nelle fake news è complice della loro diffusione.
2018-09-03 Conoscere | Comprendere
Comprendere l'incomprensibile è sintomo di una malattia mentale o di una illusione.
2018-09-03 Conoscere | Bisogni | Felicità
Il sapere non rende felici, non è un valore in sé, ma ci fa conoscere strumenti e vie utili per soddisfare i nostri bisogni.
2018-09-06 Politica
Il governo attuale mi fa tenerezza. Si è instaurato promettendo l'impossibile e adesso si vanta di essere "responsabile" perché rinuncia a fare l'impossibile. Per mantenere il potere si spinge perfino a fare cose sagge.
2018-09-06 Conoscere | Causalità
Quando si chiede perché una certa cosa ha certe qualità o caratteristiche, si assume che quella cosa abbia quelle qualità o caratteristiche. Ebbene, ciò potrebbe non essere vero affatto o in parte, quindi, prima di chiederci il perché di qualcosa, bisognerebbe assicurarsi di aver capito come quella cosa è fatta e come funziona.
2018-09-06 Creatività | Sfida
È difficile costruire qualcosa di nuovo senza sfidare qualcosa di antico o di usuale.
2018-09-06 Logica | Linguaggio | Gregory Bateson
Ogni volta che qualcuno dice "problematica" intendendo "problema", o "tipologia" intendendo "tipo", un vocabolario piange. Confondere tipi logici diversi, direbbe Gregory Bateson, è un sintomo di schizofrenia. Infatti "tipologia" significa un insieme di "tipi" e "problematica" un insieme di "problemi".
2018-09-07 Conoscere | Bellezza | Desiderare | Complessità
Spesso confondiamo i nostri desideri con la realtà. L'uomo cerca la bellezza, la semplicità, l'armonia, tutte cose che in natura non ci sono anche se crediamo di vederle.
2018-09-08 Differenze umane
Il vittimista è uno che chiede un risarcimento per i danni innocentemente subiti per colpa di altri.
2018-09-08 Felicità
Non solo gli umani desiderano essere felici, ma ancor più desiderano apparire tali, perché l'apparenza della felicità è uno status symbol rispettabile, e mostrarsi infelici un segno di fallimento. Infatti nessuno dà credito ad un infelice o ne segue i consigli.
2018-09-08 Interagire | Comunicazione | Dialogo
Domande brevi non retoriche e risposte brevi pertinenti sono il sale di un dialogo, ovvero il nutrimento di una interazione costruttiva.
2018-09-08 Piacere e dolore | Identità
Dobbiamo imparare a distinguere ciò che ci piace per le sue qualità intrinseche da ciò che ci piace perché contribuisce a darci una identità sociale desiderabile.
2018-09-09 Stupidità | Progresso | Tecnologia
Comunemente si crede che l'aggiunta del suono al cinema inizialmente muto e l'aggiunta del colore al cinema e alla TV inizialmente in toni di grigio siano stati grandi progressi per l'umanità. Io credo che questi progressi tecnologici abbiamo nuociuto alla capacità di immaginazione e abbiano reso la gente mentalmente più passiva e manipolabile.
2018-09-09 Vita | Informazione | Ecologia
Ogni essere vivente riceve informazioni che condizionano la sua vita ed emette informazioni che condizionano la vita altrui, sceglie consciamente e/o inconsciamente i soggetti da cui ricevere informazioni, le informazioni a cui prestare attenzione, quelle da emettere e i soggetti a cui inviarle.
2018-09-09 Religione | Narrazioni
I preti di ogni religione non hanno come scopo la mia felicità su questa terra, ma la mia sottomissione alla loro narrazione e a divinità più o meno assurde, sadiche e psicopatiche. Per ottenerla mi promettono una doppia felicità: terrena e soprattutto ultraterrena.
2018-09-09 Religione | Sacralità
Quando una falsità è considerata sacra (e di conseguenza indiscutibilmente vera) da milioni di persone, criticarla può essere molto pericoloso e inopportuno.
2018-09-10 Natura umana | Mente | Autogoverno
Siamo governati da algoritmi interni ed esterni che conosciamo poco e male e di cui siamo per lo più inconsapevoli. Di conseguenza quasi nessuno cerca di capirli e migliorarli.
2018-09-11 Media | Televisione
Radio, televisione e giornali ci manipolano perché decidono cosa udiamo, vediamo e leggiamo, ci addestrano alla passività sensoriale e culturale, ci guidano e orientano, ci danno una visione della realtà semplicistica, riduttiva e tendenziosa e godono di prestigio, autorità e credibilità pari alla dimensioni delle loro audience.
Non ho citato il web perché è uno strumento attivo, che ci costringe a scegliere cosa vogliamo leggere, udire, vedere. Anche se gli irriducibili trovano il modo di usarlo passivamente e, una volta scelto il canale, si prendono ciò che passa il convento.
2018-09-12 Inconscio
Chi ripudia o rinnega l'educazione che i genitori gli hanno inculcato deve fare i conti con un inconsapevole senso di colpa per alto tradimento.
2018-09-12 Ragionare | Irrazionale
Per definizione, l'irrazionale non può tener contro del razionale, ma il razionale può e dovrebbe tener conto dell'irrazionale.
2018-09-12 Conoscere | Pensare
La realtà è plurale e parallela, ogni pensiero è singolare e seriale. Perciò il pensiero, in ogni momento, non può afferrare che un'infinitesima parte della realtà e in modo più o meno realistico.
2018-09-13 Religione | Psicopatia
Molte religioni insegnano allo stesso tempo ad essere umili e arroganti. Umili verso i propri correligionari, arroganti verso gli "infedeli" e i non credenti. Gregory Bateson direbbe che si tratta di un doppio vincolo (double bind) e come tale può essere causa di schizofrenia.
2018-09-13 Interagire | Bisogni | Società
La società consiste essenzialmente in uno scambio di servizi, beni e denari necessari alla soddisfazione dei bisogni primari, regolato da norme imposte da alcuni e trasmesse e apprese consciamente e inconsciamente da tutti i suoi partecipanti. Tutto il resto dovrebbe servire a facilitare in vari modi tale scambio, ma a volte lo ostacola.
2018-09-13 Conoscere | Pensare | Memoria
Pensare è come scandire una memoria, è come il lavoro della puntina di diamante che scorre tra i solchi di un disco che gira su un grammofono. Quella puntina può generare un suono, più o meno semplice, alla volta. Per percepire il contenuto completo del disco completo bisogna aspettare che la puntina lo percorra tutto, e alla fine ci resterà un vago ricordo di ciò che abbiamo ascoltato, filtrato dalla nostra sensibilità e dalle nostre preferenze.
2018-09-14 Politica | Economia
Quanti italiani, specialmente tra gli elettori della Lega, sanno cosa sia lo spread, i meccanismi finanziari e gli inconvenienti ad esso connessi che ricadono anche su di loro? Temo che siano una piccola minoranza, pronta a sostenere provvedimenti demagogici che faranno aumentare lo spread a livelli fallimentari.
2018-09-17 Religione | Media
Il web è la preghiera del mattino dell'uomo moderno.
2018-09-18 Politica
La mentalità di destra dice: vinca chi ha vinto e perda chi ha perso.
Quella di sinistra: vinca chi ha perso e perda chi ha vinto.
Quella qualunquista: che io non perda.
Quella liberista: che io vinca.
2018-09-18 Inconscio | Mappa cognitivo-emotivo-motiva | Automatismi
Ciò che intendo per inconscio non è solo l'inconscio freudiano, né ciò che abbiamo dimenticato o di cui ci vergognamo, ma un organismo attivo multi-agente, che comunica col resto del corpo e con l'io cosciente, in ogni momento, e li condiziona. Volendo semplificare molto direi che si tratta di un sistema complesso di automatismi involontari e inconsapevoli, di vario tipo, sia psicomotori che emotivi e cognitivi.
2018-09-19 Politica | Economia
Aumentare il debito pubblico per mantenere le promesse elettorali è, in questa congiuntura, come rivolgersi ad un usuraio per chiedere un credito che non sarà possibile restituire se non a fronte di nuovi debiti, accelerando così il fallimento di un'azienda. L'usuraio sono i mercati finanziari, che all'aumentare del debito aumenteranno immediatamente gli interessi su di esso senza chiedere il permesso a nessuno e avvicinando di fatto il paese al default. Eppure la maggioranza degli elettori non è in grado di capire questa semplice legge o si illude che un miracolo la impedirà.
2018-09-19 Conoscere | Natura umana
Perché la gente non mette in pratica le buone teorie? Questo è il problema più grande che rallenta il progresso umano. Inutile dunque avere buone teorie se non risolviamo tale problema.
2018-09-20 Interagire | Comunicazione | Ruoli sociali
Una comunicazione sana, rispettosa e democratica, dovrebbe essere bilanciata, ovvero la quantità di informazione che viaggia in un verso dovrebbe essere simile a quella viaggia in senso opposto. Infatti, nella comunicazione tra A e B, se A dice a B di propria iniziativa molto più di quanto B dice ad A, questo significa probabilmente che A sta cercando di assumere e di giustificare una posizione gerarchica politica, intellettuale o morale superiore, ovvero un suo ruolo dominante. In tal caso si può dire che A stia cercando di in-formare B più di quanto B cerchi di in-formare A.
2018-09-20 Interagire | Giudicare | Criticare
Un modo molto usato e facile di criticare qualcuno è quello di attribuirgli pensieri e intenzioni criticabili interpretando in modo arbitrario e tendenzioso le sue parole e/o il suo comportamento, senza preoccuparsi di averlo capito bene, anzi assumendo di averlo capito perfettamente.
2018-09-20 Interagire | Empatia
L'empatia è inversamente proporzionale alla distanza fisica, temporale, culturale e intellettuale.
2018-09-21 Interagire | Conoscere | Comunicazione | Differenze umane | Logica | Comprendere
Quando si pensa o si interagisce con enti esterni, lo si può fare a diversi livelli logici, ovvero di astrazione.
Il primo livello, quello più basso, riguarda l’effettiva soddisfazione di un bisogno o il tentativo di soddisfarlo, ovvero uno scambio concreto di energie, informazioni, oggetti, beni o sostanze, come, ad esempio, in un rapporto sessuale, di accudimento, in un servizio, un baratto o un'azione violenta.
Il secondo livello riguarda una prima astrazione dell’interazione con un certo interlocutore, ovvero una discussione sulle possibili transazioni, che può comportare la negoziazione di una particolare interazione.
Il terzo livello riguarda la relazione continuativa con una certa persona o entità, ovvero una tipologia di interazioni possibili con essa e il loro svolgimento nel tempo e nello spazio.
Il quarto livello riguarda una tipologia di relazioni con qualunque cosa, persona o entità concreta o astratta nell'universo, a qualunque livello di astrazione.
Ogni umano è caratterizzato dal livello logico massimo a cui è in grado di pensare e interagire. Tale livello può cambiare con l'educazione, l'esercizio della filosofia e le esperienze.
Quando si dialoga, è importante che gli interlocutori comunichino allo stesso livello logico, altrimenti è difficile che si comprendano.
Credo che questa riflessione, ispiratami dalla lettura di Gregory Bateson ("tipi logici", "livelli di apprendimento" ecc.), appartenga, ovvero pertenga, al quarto livello logico.
2018-09-22 Pensare | Logica
Pensare al pensiero è pensare ad un livello logico superiore a quello di base.
2018-09-22 Conoscere | Comunicazione | Comprendere
Se io ti parlo di un concetto filosofico e tu capisci immediatamente ciò che ti dico, vuol dire che non ti sto dicendo nulla che tu non sapessi già.
2018-09-22 Conoscere | Comunicazione
Una vecchia tecnica retorica è, di una medaglia, vedere solo una faccia e non il rovescio. E' ciò che fanno tutti i politici, e, di conseguenza, i loro seguaci.
2018-09-22 Cambiare | Ordine
L'ordine non viene dal cielo, non è dato a priori, ma è la conseguenza di forze, logiche e leggi ordinatrici, senza le quali non ci sarebbe che disordine, caos, assenza di forme, morte, entropia.
Tuttavia un ordine perfetto, senza una dose più o meno grande di casualità, sarebbe immutabile, ripetitivo, deterministico e non avrebbe nulla di creativo. Ordine e disordine non vanno dunque considerati nemici, ma complici dei cambiamenti, in quanto solo un disordine può dar vita ad un nuovo ordine. Disordine e cambiamento (ovvero nuovo ordine) sono infatti causa e conseguenza l'uno dell'altro.
Il disordine può fare paura, e questa può spingere verso un nuovo ordine più sicuro o alla difesa e conservazione dell'ordine attuale.
Anche l'ordine può far paura in quanto noioso e senza speranze di cambiamento e miglioramento. La paura dell'ordine può spingere alla rivoluzione e/o stimolare la creatività.
2018-09-23 Inconscio | Automatismi | Memoria
L'inconscio è, per lo più, ex conscio automatizzato e dimenticato.
2018-09-23 Interagire | Comunicazione | Differenze umane | Attenzione
La realtà è fatta di tantissime cose e ognuno di noi dà più importanza, e di conseguenza più attenzione, ad alcune piuttosto che ad altre. Questa differenza di importanze differenzia gli umani e rende difficile la loro comunicazione e cooperazione.
2018-09-23 Interagire | Genetica | Personalità
La nostra personalità è il risultato di una combinazione casuale di geni e di esperienze più o meno comuni.
2018-09-23 Mente | Logica
Ogni comportamento segue una logica, più o meno conscia e/o inconscia, volontaria e/o involontaria, semplice e/o complessa, razionale e/o irrazionale, conoscibile e/o inconoscibile.
2018-09-23 Mente | Inconscio | Coscienza
Qualcuno mi ha chiesto se esiste una prova scientifica dell'esistenza dell'inconscio. La mia risposta è che non c'è bisogno di prove, perché l'inconscio esiste per definizione, come ciò che non è conscio. A meno che non si creda che tutta l'attività mentale, o psichica, sia conscia, ovvero consapevole, non si può negare l'esistenza dell'inconscio. La questione, quindi, non è se l'inconscio esista o no, ma come sia fatto e come funzioni, e su questo ci sono varie ipotesi e scuole di pensiero, nessuna "scientifica".
2018-09-24 Religione | Natura umana | Natura
I preti affermano che l'omosessualità sia contro natura. Ma cosa ne sanno di natura i preti che ancora la considerano come il disegno intelligente di un Dio che ha creato l'uomo direttamente e non come il risultato di una evoluzione spontanea?
2018-09-24 Bisogni | Natura umana | Psicologia | Sistemica | Logica
La psicologia dovrebbe essere lo studio dei bisogni umani e delle logiche consce e ancor più inconsce adottate per la loro soddisfazione.
2018-09-24 Ordine
Esiste un grado ottimale di disordine che è il miglior compromesso tra i benefici e gli inconvenienti dell'ordine.
2018-09-24 Verità
La cosiddetta verità è una variabile dipendente, funzione del punto di vista, del contesto, e dei fini.
2018-09-26 Conoscere | Filosofia | Psicologia | Arroganza
Per me qualsiasi filosofia che non tenga conto della psicologia è zoppa e orba. Perché il pensiero del filosofo è sempre inconsciamente condizionato dal suo assetto psichico, ovvero dalla sua particolare, unica, mappa cognitivo-emotiva. Molti sono convinti della supremazia e indipendenza logico-razionale della filosofia rispetto ad ogni altra disciplina o scienza. Anche per me la filosofia si pone al livello più alto del pensiero, ma essa deve tener conto dell'irrazionale che la anima e dubitare di tutto, a cominciare da se stessa. Una filosofia arrogante, ovvero incapace di autocritica, è inefficace, anzi, può fare molti danni all'individuo e alla società.
2018-09-26 Scienza | Placebo
Ogni tipo di psicoterapia, ogni filosofia che pretende di migliorare la salute dell'individuo ha qualcosa di utile per qualcuno altrimenti non si affermerebbe. Anche i ciarlatani dicono cose sensate in mezzo ad altre insensate e campate in aria, altrimenti nessuno li seguirebbe. Molte filosofie e pratiche "curative", specialmente quelle orientaleggianti, funzionano tanto quanto i placebo, come, ad esempio, funziona la medicina omeopatica. Questo effetto non è da sottovalutare in quanto la psiche condiziona il corpo, ovvero la logica agisce, almeno in parte, sulla fisiologia e può dar luogo a patologie e a guarigioni. Su di me le filosofie orientali e le medicine "non scientifiche" non hanno alcun effetto, evidentemente perché sono vaccinato contro l'effetto placebo, ma penso che possano funzionare per tanta gente. Se un rimedio fa bene e non ha controindicazioni io non mi preoccuperei di sapere se ha o no una base scientifica, se si tratti di placebo o di altro. D'altra parte la psiche è ancora in larga parte misteriosa anche per gli scienziati.
2018-09-26 Conoscere | Scienza
Quando sento un ignorante di scienze naturali parlare di fisica quantistica per avvalorare teorie esoteriche o parapsicologiche non so se ridere, piangere o inveire.
2018-09-26 Tecnologia
Finora la tecnologia ha continuamente migliorato le condizioni di vita dell'umanità, ma siamo arrivati ad un punto tale che in futuro, se non controllata, potrebbe peggiorarle, perché è diventata troppo potente e può fare danni enormi su vasta scala, a livello globale, cosa che in passato non era possibile che in piccola scala, a livello locale.
2018-09-27 Filosofia | Scienza
Secondo me i migliori filosofi sono anche scienziati e i migliori scienziati sono anche filosofi. Scienza e filosofia non dovrebbero mai viaggiare separate e l'una dovrebbe sorvegliare l'altra.
2018-09-28 Bisogni | Appartenere
Il desiderio e la speranza di far parte di una unanimità sono irresistibili e ci accompagnano per tutta la vita.
2018-09-28 Filosofia
Se il filosofo x non fosse mai nato, l'umanità sarebbe andata avanti lo stesso, forse peggio o forse meglio. Ciò si può dire di qualunque grande nome della storia della filosofia.
2018-09-29 Mente | Natura
Nella natura fisica non ci sono né nomi né significati; essi si trovano solo nella natura logica, ovvero nelle menti degli umani e nei loro prodotti.
Nella natura fisica non esistono numeri ma quantità, ovvero quanti di energia. I numeri esistono solo nella natura logica, ovvero nelle menti umane, come risultato del contare.
2018-09-29 Conoscere | Paura
Solo il caso non ha senso. Tutto il resto ne ha, anche quando non lo capiamo. Tuttavia potrebbe essere un senso spaventoso per chi spera in uno di tipo religioso.
2018-09-30 Felicità | Logica
L'uomo passa la vita a imparare e disimparare la logica della felicità, ovvero quali situazioni, pensieri e comportamenti aumentano il suo grado di felicità e quali lo diminuiscono.
2018-09-30 Bisogni | Desiderare
I desideri sonno la parte superficiale dei bisogni.
2018-09-30 Bisogni | Mente
La mente è un elaboratore di logiche per la soddisfazione di bisogni.
2018-10-01 Politica
Molti elettori, incapaci di capire quale partito sia più capace di governare per il bene comune, si limitano a punire il partito che hanno votato alle ultime elezioni, smettendo di votarlo perché non ha fatto i miracoli che si aspettavano, e regalano il loro voto a chi fa loro le promesse più allettanti, senza farsi domande sulla loro realizzabilità e le relative conseguenze.
2018-10-03 Competere | Gerarchia
L'uomo ha un profondo senso delle gerarchie e cerca continuamente, consciamente e/o inconsciamente, di occupare le posizioni più alte possibili in varie scale di confronto sociale tra cui: forza, intelligenza, sapienza, capacità, coerenza, affidabilità, fedeltà, dedizione, sottomissione, bontà, bellezza, salute, ricchezza, importanza, potere, influenza, libertà, responsabilità, innocenza, gentilezza, onestà, sincerità, conformità, normalità, disinteresse, umiltà ecc. Si tratta di motivazioni la cui logica è finalizzata ad ottenere meriti, riconoscimenti, privilegi, rispetto e i conseguenti vantaggi nelle interazioni sociali. Ognuno cerca dunque di essere superiore a qualcuno in qualche qualità o virtù, per quanto gli sia possibile.
Penso che la maggior parte della gente non sia d'accordo con quanto ho asserito, e neghi di avere motivazioni tese a superare il prossimo in alcun campo. Ciò è dovuto soprattutto alla cultura religiosa ed ad una certa etica che ci insegna il valore dell'umiltà e dell'uguaglianza, censurando l'egoismo, la vanità, la competizione e la ricerca del potere. Il paradosso religioso riguardo alle gerarchie extra-religiose è ben espresso dal motto evangelico "gli ultimi saranno i primi". In termini batesoniani si tratta di un "doppio vincolo" e come tale è una possibile causa di schizofrenia. In termini psicoanalitici si tratta della rimozione di un istinto dalla coscienza, sotto la guardia del super-io, istinto che tuttavia continua ad agire a livello inconscio in forme sublimate, mascherate, dissimulate.
Intrappolato in varie forme di competizione più o meno di "destra" o di "sinistra", ognuno vorrebbe far prevalere la gerarchia in cui ha la migliore posizione. Così, per il bello è onorevole essere belli, per il buono essere buoni, per il forte essere forti, per l'intelligente essere intelligenti, per il sapiente essere sapienti, per il saggio essere saggi, per l'umile essere umili, per il malato essere malati, per il sano essere sani, per il povero essere poveri, per il ricco essere ricchi, per il libero essere liberi, per lo schiavo essere schiavi, per il fedele esser fedeli, per l'egoista essere egoisti, per l'altruista essere altruisti, per il conformista essere normali ecc. ecc.
In questo modo l'uomo fa di necessità virtù.
Il motivo inconscio per cui ho scritto questo articolo rientra molto probabilmente nella logica di cui sopra, nel senso che io starei cercando con esso di affermare la mia superiorità filosofica e psicologica. Tuttavia la mia motivazione cosciente è quella di far riflettere i miei lettori sul fatto che la competizione nascosta, mascherata, contraddittoria è una delle principali cause delle miserie dell'umanità. La società sarebbe migliore se gli umani ammettessero di competere in varie gerarchie e lo facessero apertamente e lealmente, nel rispetto di regole condivise.
2018-10-03 Conoscere
Una teoria che non può essere messa in pratica o dimostrata praticamente serve solo a ispirare immaginazione, riverenza e illusione.
2018-10-05 Conoscere | Comunicazione
Ognuno dà alle parole il significato che gli conviene.
2018-10-06 Gerarchia | Umorismo
L'effetto umoristico è dovuto a improvvise, drastiche, alternate salite e discese di qualcuno in qualche scala gerarchica causate dal cambiamento di significato di una azione, gesto o simbolo.
2018-10-06 Interagire | Violenza
In una interazione tra A e B, A può fare a B:
- ciò che A vuole e B vuole (con o senza il consenso di C)
- ciò che A vuole e B non vuole (con o senza il consenso di C)
- ciò che A non vuole e B vuole (con o senza il consenso di C)
- ciò che A non vuole e B non vuole (con o senza il consenso di C)
- ciò che C vuole (con o senza il consenso di A e B)
dove C è una terza persona reale o immaginaria, interiorizzata in A e/o in B.
La scelta tra le diverse opzioni dipende da logiche consce o inconsce che comprendono valutazioni e confronti tra le posizioni gerarchiche di A, B e C rispetto a diversi tipi di gerarchie di valori.
Una transazione da A a B può essere esecutiva, interrogativa, responsiva. Le transazioni esecutive possono essere arbitrarie, negoziate e minacciate.
Le transazioni interrogative e responsive consistono solo in informazioni, quelle esecutive nel trasferimento di energie, sostanze, oggetti o informazioni.
Le transazioni non volute dal ricevente sono definibili come violente.
Le minacce sono un particolare tipo di transazione interrogativa in cui A chiede a B di accettare una certa transazione avvertendo che in caso di rifiuto procederà comunque, con o senza penalizzazioni ulteriori.
2018-10-06 Sistemica | Informatica
Ogni comportamento umano è regolato da logiche, per lo più inconsce, che possiamo cercare di ricostruire facendo ingegneria inversa, ovvero ipotizzando l'esistenza di certi programmi che, date certe circostanze, attivano certe azioni.
2018-10-07 Differenze umane | Gerarchia
Ognuno promuove le qualità che possiede, i giochi ai quali è vincente e le discipline in cui è più competente, ovvero competitivo. In tal modo ognuno promuove se stesso.
2018-10-07 Interagire | Paura
Una delle paure più diffuse è quella di diventare irrilevanti, ovvero inutili alla società, e che le proprie opinioni e i propri sentimenti non contino nulla per gli altri.
2018-10-07 Interagire | Bisogni | Desiderare
A giudicare dal comportamento della gente in tutto il mondo e in ogni tempo, mi pare che l'uomo abbia un profondo bisogno di superare tutto ciò che si oppone o potrebbe opporsi alla realizzazione dei suoi desideri, e quindi di superare anche gli altri umani in tutte le possibili scale gerarchiche, tra cui quelle della forza, intelligenza, sapienza, ricchezza, potere, bontà, moralità, bellezza, conformità ecc.
2018-10-07 Inconscio | Politica | Egoismo
Molti sono uniti nel rifiuto dell'attuale "sistema", ma non lo sono in un progetto positivo, costruttivo. In altre parole, il popolo sa ciò che non vuole ma non ciò che vuole, o vuole cose irrealizzabili in quanto non corrispondenti alla reale natura umana. La gente è egoista ma nega di esserlo e rimuove l'egoismo nell'inconscio.
2018-10-08 Bisogni | Appartenere | Identità
Ognuno ha bisogno di essere riconosciuto come appartenente a certe comunità, classi o categorie, e come posizionato ad un certo livello di certe gerarchie sociali.
2018-10-08 Comunicazione
Le parole possono avere effetti di enorme portata. Infatti, milioni di persone hanno ucciso o si sono fatte uccidere in nome di libri come la Bibbia, il Corano, Il Capitale, Mein Kampf ecc.
2018-10-08 Conoscere | Percezione
Ognuno vede il mondo, e ne fa esperienza, con gli occhi delle sue precedenti esperienze.
2018-10-10 Interagire | Conoscere | Etica | Confliggere
Nulla ha senso in sé. Il senso alle cose lo danno gli umani, e ognuno a modo suo. Se la maggior parte della gente accettasse questo principio sarebbe possibile negoziare e mettersi d'accordo su cosa fare per il bene comune. Quando invece si pensa che esistano principi intellettuali, etici ed estetici assoluti e inderogabili, un accordo tra chi crede in verità diverse è praticamente impossibile.
2018-10-10 Conoscere | Bisogni | Natura umana
Conoscere se stessi significa conoscere la natura umana, i propri bisogni e le proprie logiche di soddisfazione. Il rischio è che sia i bisogni che le logiche di soddisfazione siano incompatibili con quelli altrui o censurati dalla comunità di appartenenza.
2018-10-10 Politica
Le destre sono più unite delle sinistre, perché la loro politica è più semplice. Per la destra vale la legge del più forte, per la sinistra quella del più giusto, ma è molto più facile stabilire chi sia più forte che chi sia più giusto.
2018-10-11 Volontà
È una fortuna che il cuore sia un muscolo involontario. Se fosse volontario ci distruggeremmo rapidamente.
2018-10-11 Conoscere | Scegliere | Genetica
L'assoluto è estremamente più semplice del relativo e per questo più attraente. Esso semplifica le nostre scelte, che altrimenti rischierebbero di essere troppo esitanti, cosa che, per la conservazione della specie, potrebbe essere deleterio.
2018-10-12 Amare
Così come è normale per un umano amare i genitori, la patria e la lingua che non ha scelto, così dovrebbe essere normale che esso ami la sua stessa persona, che neppure ha scelto.
2018-10-12 Amare
Narcisista non è chi ama se stesso, ma chi ama solo se stesso.
2018-10-13 Mente | Emozioni e sentimenti
Il sentimentale è il mentale che si sente.
2018-10-13 Interagire | Religione | Complessità | Genetica | Evoluzionismo | Gregory Bateson | Informatica
Vorrei essere l'araldo di una nuova filosofia/religione agnostica, logica, antropologica, psicologica, ecologica, cibernetica, sistemica, etica, sentimentale, umanista, genetica, evolutiva, eclettica, olistica, relazionale, comunitaria, transdisciplinare, ispirata al pensiero di Gregory Bateson, Edgar Morin, Yuval Harari ed altri scienziati-filosofi che hanno proposto nuovi paradigmi di comprensione della natura in generale e di quella umana in particolare.
2018-10-13 Conoscere | Causalità | Casualità
Chiedersi il perché delle cose non basta. Bisogna anche chiedersi il perché del perché e così via, in una catena infinita di cause-effetti.
2018-10-13 Interagire | Economia
Il motivo per cui gli umani cercano di possedere e guadagnare più denaro possibile, anche oltre il necessario, è che il denaro, oltre a permetterci di comprare cose di cui abbiamo bisogno, è considerato da molti una prova e dimostrazione di potere, valore, merito, intelligenza, capacità e per alcuni perfino di grazia di Dio.
2018-10-14 Natura umana | Piacere e dolore
L'uomo si abitua a tutto, anche alla bruttezza, all'ignoranza, alla violenza, alla schiavitù, alla solitudine, al dolore.
2018-10-14 Natura umana
Gli umani amano condividere non solo i loro gusti, ma ancor più i loro disgusti.
2018-10-14 Interagire | Natura umana | Comprendere
Tutto ciò che avviene, specialmente negli esseri viventi e tra di loro, è il risultato di logiche più o meno complesse di cui capiamo (bene o male) solo alcuni aspetti o che sono da noi del tutto incomprese.
2018-10-16 Conoscere | Percezione
La realtà (ovvero la verità) è una sola, ma ognuno la vede, valuta e racconta a modo suo, come gli conviene e sempre in modo frammentario e incompleto.
2018-10-16 Differenze umane | Intelligenza
Il fatto che l'intelligenza, o meglio, le intelligenze di una persona non si possano misurare, non impedisce che esistano notevoli differenze nei relativi gradi da persona a persona, e che ognuno di noi li misuri intuitivamente, consciamente o inconsciamente, in modo del tutto arbitrario.
2018-10-18 Mente | Coscienza | Apprendere
Immaginate di essere nati nel laboratorio di uno scienziato criminale che sin dalla nascita vi ha tenuti chiusi in un recinto impedendo a chiunque di parlarvi e assicurandovi solo il nutrimento, la cura dalle malattie e la protezione dal freddo e dal caldo eccessivi.
Come vedreste il mondo? Quali sarebbero i vostri pensieri? In cosa consisterebbero la vostra coscienza, le vostre conoscenze, i vostri gusti, la vostra morale?
2018-10-18 Interagire
Non tutti i bambini ricevono la stessa quantità e qualità di stimoli da parte degli adulti che li accudiscono, cosa che ha sicuramente un effetto diverso sulla loro futura psiche. Si sa, infatti, che bambini a cui nessuno parla tendono a morire molto precocemente. Pertanto noi umani siamo diversi e più o meno "vivi" e vediamo il mondo in modo diverso anche in funzione della quantità e qualità della stimolazione che abbiamo ricevuto o che ci è mancata da bambini, spesso in modo irreparabile.
2018-10-19 Libertà | Solitudine
Solo quando si è soli si può essere liberi. Ma se lo si è troppo a lungo, si può diventare schiavi del bisogno e della paura degli altri.
2018-10-19 Libero arbitrio | Casualità | Automatismi
Esercitare il libero arbitrio in un dato momento significa scegliere se, in quel momento, pensare ed agire in modo automatico e involontario oppure fermarsi oppure cambiare pensiero e comportamento in modo volontariamente casuale, ovvero senza un fine particolare.
2018-10-19 Casualità | Futuro
Il passato e il caso determinano il futuro.
2018-10-19 Falsità
A forza di mentire e di cercare e inventare prove della verità delle nostre menzogne, finiamo per crederci anche noi.
2018-10-20 Bisogni
Uno dei bisogni umani più importanti è quello di essere compresi, almeno da una persona. Infatti l'amore è basato sulla reciproca comprensione. Il bisogno di essere compresi è tanto più frustrato quanto più si è diversi dalla normalità ed è talmente forte che i più hanno paura di differenziarsi rispetto ai tipi di persona più comuni.
Succede così che molti, non riuscendo ad essere compresi, e soffrendone, tendano inconsciamente a trasformarsi in persone più comprensibili, ovvero più normali, rinunciando ad affermare le loro peculiarità più originali.
L'arte, la poesia, la letteratura sono spesso richieste di comprensione più o meno ottimiste, arroganti o disperate.
2018-10-20 Verità | Psicopatia
I pazzi conclamati hanno il privilegio di poter dire ciò che pensano senza paura di essere presi per pazzi o malvagi.
2018-10-20 Bellezza
Per quanto se ne parli e per quanto possiamo percepire come bello il parlarne, la bellezza resta un fenomeno misterioso, di cui si può dire qualsiasi cosa senza che si possa dimostrare o smentire. Parlare di bellezza è tautologico: è bello ciò che troviamo bello. Inoltre la bellezza non dà senso alle cose ma è senso in se stessa, un senso tautologico, appunto. Semmai la bellezza nobilita le cose, anche le più cattive. Al limite fa sembrare buono perfino ciò che è cattivo. La bellezza è bella per definizione, ma ognuno la sente e la vive a modo suo. Ognuno ha il suo "senso" della bellezza e i suoi criteri di giudizio estetico. Intorno alla bellezza e ai gusti si costruiscono culture, subculture e gruppi sociali. I gusti ci uniscono e ci differenziano.
2018-10-20 Letteratura
Uno stupendo articolo di Antonio Di Gennaro su Emil Cioran e il suo difficile rapporto con l'amore.
https://zonadidisagio.wordpress.com/2018/06/06/emil-cioran-e-lamore/
2018-10-20 Differenze umane | Conformismo | Gerarchia | Arroganza
La gente considera i diversi come malati, inferiori o arroganti, mai superiori.
2018-10-21 Interagire | Mente | Dialogo
Secondo George Herbert Mead, la psiche si forma e costituisce attraverso le interazioni sociali e allo scopo di gestirle al meglio. In altre parole, nella psiche non c'è nulla che non sia relazionale ovvero sociale. Da ciò si deduce che se la coscienza, o "io cosciente", è solo la punta dell'iceberg della psiche, anche essa è relazionale e quindi non siamo mai "mentalmente" soli, ovvero siamo continuamente in dialogo con l'Altro generalizzato (termine coniato dallo stesso Mead) che è in noi.
2018-10-24 Giudicare
I difetti altrui sono sempre più gravi dei propri.
2018-10-24 Giudicare
Le persone zelanti sono considerate troppo rigide e un po' fesse da quelle non zelanti. Le persone non zelanti sono considerate inaffidabili e un po' immorali da quelle zelanti.
2018-10-24 Inganno
Siamo talmente abituati ad essere ingannati che non ce ne accorgiamo nemmeno. Per esempio, i prezzi che finiscono con virgola 99 sono ingannevoli perché ci illudono che il prezzo sia inferiore di una unità. Ma nessuno protesta.
2018-10-24 Religione
Lo sapevate che il Dio della Bibbia ha ordinato genocidi e non se ne è mai pentito? Oggi sarebbe imputato alla Corte Penale Internazionale per crimini contro l'umanità. Se vuoi diventare ateo, leggi la Bibbia (tutta).
"... nelle città di questi popoli che il Signore, il tuo Dio, ti dà come eredità, non conserverai in vita nulla che respiri, ma voterai a completo sterminio gli Ittiti, gli Amorei, i Cananei, i Ferezei, gli Ivvei e i Gebusei, come il Signore, il tuo Dio, ti ha comandato di fare, affinché essi non v'insegnino a imitare tutte le pratiche abominevoli che fanno per i loro dèi e voi non pecchiate contro il Signore Dio vostro."
[Deuteronomio 20: 16, 17, 18]
2018-10-24 Interagire | Vita | Informazione | Ecologia
Il pensiero ecologico consiste nel considerare la vita come risultato di interazioni tra esseri viventi a tutti i livelli, a partire dalle cellule. Attraverso queste interazioni vengono scambiate informazioni, sostanze ed energie necessarie alla vita, le quali vengono prodotte, espresse, percepite ed elaborate secondo programmi variabili presenti in ogni essere vivente.
2018-10-24 Bisogni
E' l'insoddisfazione di bisogni che spinge l'uomo a superare se stesso e/o gli altri.
2018-10-24 Cambiare | Bellezza
La bellezza non si può catturare perché anche le cose più belle, se possedute e ripetute stancano. La bellezza, per sedurre e affascinare, deve essere nuova o esser vista con occhi nuovi.
2018-10-24 Interagire | Bisogni | Immaginazione
Chi non riesce a interagire realmente come vorrebbe immagina di farlo. L'uomo è forse l'unico animale capace di immaginare, ovvero di vivere una realtà virtuale e di trarne, almeno in parte, soddisfazione.
2018-10-25 Vita | Motivazioni
La vita, per mantenersi e riprodursi, ha bisogno di particolari interazioni tra l'essere vivente e il mondo esterno, cioè il suo ambiente. Da tale bisogno fondamentale derivano tutte le motivazioni ovvero le strategie di sopravvivenza e riproduzione di ogni essere essere vivente e le associate relazioni ecologiche e sociali. I desideri sono infatti trasformazioni di bisogni e tutti loro fanno capo ad un bisogno primario, che è quello dei geni, di riprodursi. In tale contesto, il piacere e il dolore sono gli strumenti con cui la vita, ovvero la natura, costringe gli animali capaci di sentimenti (tra cui l'uomo) a vivere e a riprodursi attraverso la soddisfazione dei propri bisogni.
2018-10-26 Religione
La questione non è se l'anima esista o no, ma se sia mortale o immortale. Per Nietzsche, le anime esistono e sono mortali come lo sono i corpi.
2018-10-26 Filosofia | Psicologia
Il modo in cui Il filosofo esamina le questioni filosofiche e ne discute dipende dai suoi neuroni, dalla sua psiche, dalla sua forma mentis, dalle informazioni depositate nella sua mente, dai suoi bias ecc. anche se si illude di pensare in modo "assolutamente" vero. Il filosofo che trascura la psicologia è mentalmente zoppo e mezzo cieco.
2018-10-26 Etica
Moralità non significa "seguire i precetti divini". Significa "ridurre la sofferenza". Per agire moralmente, non avete bisogno di credere in qualche mito o storia. Avete solo bisogno di sviluppare una precisa percezione della sofferenza. Se davvero capite come un gesto possa provocare inutile sofferenza a voi stessi o agli altri, sarà naturale astenervi dal farlo.
[Yuval Noah Harari]
2018-10-26 Interagire
Con chi/cosa ho interagito, sto interagendo, voglio interagire, in che tipo di interazione, in quali ruoli, a quali scopi?
2018-10-27 Libertà | Conformismo
Coloro che indossano jeans volutamente strappati, forse lo fanno per distinguersi da quelli che li indossano sani, facendo intendere che essi sono più liberi, coraggiosi e meno conformisti degli altri.
2018-10-27 Mente | Mappa cognitivo-emotivo-motiva | Psicoterapia
Cerco di abituarmi a non avere troppe abitudini mentali, ovvero pregiudizi cognitivo-emotivi.
2018-10-27 Mente | Mappa cognitivo-emotivo-motiva | Automatismi | Stimoli e reazioni
Ad ogni cosa che vedo o che sento ho una certa reazione cognitivo-emotiva automatica e involontaria. Posso cambiarla? Voglio cambiarla? Quanto? Quanto? Dove? Come?
2018-10-27 Interagire | Violenza
La violenza verbale, diretta o indiretta, esplicita o implicita, non è mai giustificabile. Serve solo a scatenare una guerra o ad aumentarne il livello. Perfino la violenza fisica è in certi casi giustificabile. Quella verbale mai.
2018-10-27 Mente | Automatismi
Un'abitudine mentale sbagliata (in quanto induce comportamenti che causano inutili sofferenze a se stessi o agli altri) non si elimina solo con una "presa di coscienza" dell'errore, ma con lo stabilirsi di una nuova abitudine in senso opposto, ovvero con una ripetizione sufficientemente lunga di nuovi comportamenti opposti ai precedenti, fino al punto in cui essi diventano automatici.
2018-10-27 Apprendere | Psicoterapia | Automatismi
La psicoterapia è come imparare a suonare correttamente, leggendo le note, uno strumento musicale dopo averlo per anni suonato male ad orecchio. Si comincia con la teoria, la lettura delle note, e poi ci vogliono tante ripetizioni, tante prove, finché non si disimparano le vecchie cattive abitudini e il suonar bene non diventa automatico.
2018-10-27 Interagire | Libertà | Scegliere | Valenza sociale | Gradimento
Ciò che stiamo facendo o che ci accingiamo a fare ha una valenza sociale, ovvero potrà essere usato con vantaggio o svantaggio nelle future interazioni sociali, oppure potrebbe convenire nasconderlo in quanto potrebbe non essere gradito agli altri. Chiediamoci dunque, quando ci accingiamo a fare qualcosa, quale sia la sua valenza sociale in relazione a vari tipi o gruppi di persone e scegliamo di conseguenza cosa ci conviene fare e cosa non fare.
2018-10-28 Religione | Etica
L'etica laica si fonda non sull'obbedienza agli editti di questa o quella divinità, ma piuttosto su una comprensione profonda della sofferenza. Per esempio, i laici si astengono dal commettere omicidio non perché alcuni libri antichi lo vietano, ma perché uccidere infligge una sofferenza immensa agli esseri senzienti. C'è qualcosa di profondamente problematico e pericoloso negli individui che evitano di uccidere soltanto perché "lo dice Dio". Costoro sono motivati dall'obbedienza più che dalla compassione, e ci si chiede cosa farebbero se qualcuno li inducesse a credere che il loro dio ordina di bruciare gli eretici, mandare al rogo le streghe, lapidare gli adulteri o uccidere gli stranieri.
[Yuval Harari]
2018-10-28 Natura umana | Politica
L'uomo è un animale sociale non egualitario e non imparziale. Infatti il comunismo ha fallito perché non ha considerato che l'uomo è per natura incline a privilegiare gli interessi propri e quelli delle persone amate rispetto a quelli della comunità, ovvero delle persone con cui non ha rapporti affettivi diretti e reciproci.
2018-10-28 Appartenere | Musica
Uno dei motivi per cui la musica piace ed è coltivata è che essa accomuna le persone che la frequentano. La musica di un certo tipo è simbolo, distintivo e rito di appartenenza ad una certa comunità o ad un certo tipo di umanità.
2018-10-28 Emozioni e sentimenti | Pensare | Memoria
Il pensiero è una scansione cosciente della memoria, guidata dai sentimenti.
2018-10-28 Appartenere | Differenze umane | Musica
La musica che scegliamo di ascoltare parla di noi, afferma, conferma e sottolinea i nostri sentimenti, gusti e appartenenze sociali, esalta la nostra personalità, ci fa sentire meno soli, più forti e sicuri, ci scorta, ci fa sentire in armonia con il resto del mondo. È la colonna sonora della tragicommedia della nostra vita.
2018-10-28 Interagire | Identità | Percezione
Tutto ciò che facciamo e diciamo, non facciamo e non diciamo, parla di noi e ci qualifica agli occhi altrui.
2018-10-28 Mente | Mappa cognitivo-emotivo-motiva | Conformismo
Ho scritto altrove che la vita è basata sul trattamento dell’informazione (percezione, interpretazione, registrazione, rievocazione, valutazione, espressione). Aggiungo qui che il trattamento più frequente dell’informazione consiste nella copia. Infatti, registrare o memorizzare un’informazione equivale a copiarla, per esempio da una fonte esterna ad un registro interno, da un ricordo ad una espressione attuale, dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine ecc..
Da quando nasciamo copiamo continuamente informazioni, specialmente per quanto riguarda il linguaggio parlato e scritto e il comportamento dei nostri consimili, ovvero i loro gesti, il loro modo di parlare, di vestirsi, equipaggiarsi, i loro strumenti, le loro proprietà ecc.. Copiamo dalle persone che consideriamo buoni modelli, socialmente accettabili e stimati, e cerchiamo di non copiare da quelle che consideriamo disprezzabili. In tal caso tendiamo a fare il contrario di ciò che esse fanno.
La copia, che possiamo in certi casi chiamare imitazione e in altri riproduzione, può avvenire consciamente o, ancor più spesso, inconsciamente. Si potrebbe persino dire che l’attività principale e più frequente della mente consista nel copiare informazioni a tutti i livelli, a partire dalle cellule, in cui avviene la copia del DNA.
La maggior parte della gente non è capace di comportarsi in modi che non siano copiati da altri e rarissime sono le persone in grado di agire comportamenti originali.
2018-10-30 Politica
In democrazia non conta l'uomo per tutte le stagioni. Prevale infatti colui la cui visione politica corrisponde meglio agli umori e alle opinioni correnti del popolo, e dice alla gente ciò che essa, in quel particolare momento, vuole sentirsi dire.
2018-10-30 Filosofia
Io non ho mai capito l'essenza dell'essere (che alcuni scrivono con la E maiuscola), se non come equazione o copula, ovvero come relazione di uguaglianza tra due termini o di appartenenza di un termine ad una classe o categoria. E ho sempre sospettato che la filosofia dell'Essere sia una cosa inutile e inutilmente astrusa. Detta con Fantozzi: una boiata pazzesca. La lettura di Korzybski sull'uso errato del verbo essere ha poi rafforzato la mia opinione. Ma io non sono laureato in filosofia, quindi sicuramente è una cosa al di sopra dei miei limiti.
2018-10-30 Interagire | Bisogni | Religione | Verità | Scienza
La cosa più importante per un animale sociale come l'uomo non è la conoscenza della verità scientifica, filosofica o religiosa, ma la capacità di interagire utilmente con un sufficiente numero di persone, perché da ciò dipende la sua sopravvivenza e la soddisfazione dei suoi bisogni e desideri. Tale capacità si apprende euristicamente attraverso tentativi ed errori, l'educazione, la cultura e, in qualche raro caso, la conoscenza teorica della natura umana.
2018-10-30 Interagire
Quando due persone si incontrano ognuna si presenta consciamente o inconsciamente all'altra in un certo modo, ognuna si definisce, qualifica e racconta usando certe parole, gesti, abbigliamento, ognuna dice all'altra "io sono così, da me ti puoi aspettare certe cose e non altre, io interagisco in un certo modo, ti considero in un certo modo e ti propongo un certo tipo rapporto e di interazioni. E tu?".
2018-10-30 Interagire | Etica
Sin dalla nascita, ogni umano impara i processi del premio e del castigo. Ben presto il neonato (e ancor più il bambino) capisce che si comporta "bene" sarà premiato e se si comporta "male" sarà castigato, laddove i concetti di bene e male, e i tipi di premio e di castigo, variano da cultura a cultura, da famiglia a famiglia. Il comportamento oggetto del premio o castigo è sia quello pubblico che quello privato, per cui anche quando il bambino è solo si sente osservato da una specie di dio o di grande fratello che collabora con i suoi genitori. Questo precoce "addomesticamento", che ben presto diventa automatico, involontario e inconscio, è il vero fondamento della morale e fonte di emozioni piacevoli o spiacevoli corrispondenti all'anticipazione o aspettativa del premio o del castigo. Questi meccanismi, una volta divenuti automatici e inconsci, permangono anche in età adulta.
2018-10-31 Mente | Spiritualità
Ognuno definisce e immagina l'anima a modo suo. Infatti la scienza non cerca nemmeno di definirla e tanto meno di studiarla. Non la nega né l'afferma. Semplicemente non se ne occupa se non come concetto culturale, psicologico, filosofico o religioso. Non è di competenza della scienza in quanto non si presta ad essere compresa con il metodo scientifico, perché non è "falsificabile". La questione fondamentale, per me, è se l'anima possa esistere al di fuori di un corpo vivente. Io non credo. Credo infatti che l'anima sia semplicemente la mente del vivente (per lo più inconscia), come la intende Gregory Bateson. Suppongo che essa muoia con la morte del corpo, ma che finché è viva possa riprodursi, ovvero essere parzialmente copiata in altri corpi.
2018-11-01 Interagire | Mente | Vita | Spiritualità
Mente, psiche, anima, spirito, sono la stessa cosa, ovvero sinonimi. Sono il software della vita. Esso può essere in tutto o in parte copiato da un vivente ad un altro e scritto in opere letterarie e artistiche, le quali non sono altro che simulazioni parziali della vita e dei rapporti umani. Lo scopo di tali opere è quello di facilitare la costruzione di paradigmi di interazione.
2018-11-01 Interagire | Cultura
Le interazioni umane non sono libere, ma si svolgono, come nei giochi, secondo regole e forme esplicite e/o implicite, ed entro limitati margini di libertà. Tali regole e forme, che possiamo chiamare “paradigmi di interazione” sono costellazioni di elementi culturali come i seguenti, declinati in modi particolari da cultura a cultura e da persona a persona:
- linguaggi
- valori etici
- valori estetici (gusti)
- filosofie, credenze, religioni
- scopi, obiettivi
- bisogni, motivazioni
- memorie storiche
- conoscenze scolastiche
- esperienze condivise e personali
- abitudini, usi e costumi
- luoghi, ambienti
- sport
- giochi
- spettacoli
- gerarchie, autorità
- riti, feste, tradizioni
- rapporti di lavoro
- rapporti commerciali
- rapporti sessuali
- rapporti familiari
- affiliazioni politiche
- ecc.
Tali elementi debbono essere condivisi almeno in parte tra gli interessati. Un’interazione che non rispetti almeno un paradigma condiviso è bestiale, violenta o insignificante.
I paradigmi di interazione vengono appresi attraverso l'educazione, l'istruzione e la fruizione di opere letterarie e artistiche.
Volendo interagire con qualcuno, può essere dunque utile chiedersi quali siano i suoi paradigmi di interazione e quanto siano compatibili, ovvero simili, rispetto ai nostri.
2018-11-02 Etica
Se l'uomo non fosse egoista non ci sarebbe bisogno di una morale.
2018-11-02 Conoscere | Appartenere | Libertà | Ragionare | Solitudine
Sbagliare insieme o avere ragione da soli?
2018-11-02 Interagire | Inconscio
Gli altri abitano fuori di noi, ma anche nella nostra mente. Abitano in noi come figure mentali con cui immaginiamo di interagire -- consciamente e ancor più inconsciamente -- quando pensiamo, quando siamo sovrappensiero e quando sogniamo.
Tra una persona reale e la corrispondente raffigurazione che abita in chi la "conosce" ci sono le stesse differenze logiche esistenti tra un territorio reale e una sua mappa. Questa infatti può essere più o meno esatta e dettagliata, sia quantitativamente che qualitativamente, rispetto alla realtà e non rappresenta che una minima parte di essa. Questo fatto è tanto ovvio quanto normalmente ignorato, come ci fanno notare autori quali Alfred Korzybski e Gregory Bateson.
Quando interagiamo con una persona, lo facciamo solo dopo avere velocemente e inconsciamente interagito con la sua rappresentazione mentale, e l'esito della successiva interazione reale, ovvero la sua produttività e le sue qualità effettive, dipendono dall'accuratezza e dalla ricchezza di particolari della raffigurazione dell'altro in noi.
In breve, noi non conosciamo gli altri come sono realmente, ma conosciamo le parziali e più o meno accurate rappresentazioni degli stessi presenti nella nostra mente. Dovremmo quindi cercare di aumentare il più possibile la precisione e la profondità delle figure mentali delle persone con cui interagiamo, per lo stesso motivo per cui è bene usare mappe che rappresentino nel modo più esatto e significativo possibile i territori che frequentiamo.
2018-11-02 Empatia
Purtroppo (o per fortuna) l'empatia è un sentimento (e una processo psichico) non universale, ma più o meno selettivo.
2018-11-02 Interagire | Società
Nei meandri dell’inconscio il tradimento è una mostruosità, una delle colpe più gravi in cui un umano possa incorrere. Perché gli umani sono interdipendenti, simbiotici, e la rottura unilaterale di una dipendenza reciproca a favore di una diversa interdipendenza è potenzialmente letale per la parte che la subisce.
La persona che si sente tradita reagisce al presunto tradimento tanto più aggressivamente nei confronti del traditore quanto più forte era la simbiosi, ovvero il suo investimento affettivo e organizzativo nella relazione.
In tal senso, il valore della fedeltà consiste nella salvaguardia del rapporto simbiotico a beneficio della parte più debole, ovvero quella che non è in grado di sostituire facilmente una relazione con un'altra.
2018-11-03 Interagire | Natura umana
In quanto animale sociale, l'uomo dovrebbe porsi domande come: "Con chi (non) posso / devo / voglio interagire? In quali modi? In quali ruoli? Con quali regole? A quali fini? Con quali risorse?"
2018-11-03 Conoscere | Differenze umane
Gli umani si distinguono anche per la quantità e qualità delle domande che pongono a se stessi o agli altri. Dimmi che domande fai e ti dirò chi sei.
2018-11-04 Verità | Società | Falsità | Narrazioni
Yuval Harari ci insegna che, da sempre, ciò che unisce gli umani e permette l'organizzazione sociale è la condivisione, non di verità, ma di narrazioni, indipendentemente dal loro grado di verità. Anzi, si è visto in molti casi che le falsità uniscono più delle verità.
2018-11-04 Pensare | Narrazioni
Quando pensiamo narriamo qualcosa a noi stessi, ci raccontiamo qualcosa.
2018-11-05 Interagire | Bisogni | Filosofia | Orientarsi
Mi piacerebbe che qualcuno costituisse una scuola di filosofia e psicologia che si potrebbe chiamare "interazionismo esistenziale". L'idea di base di tale scuola sarebbe che l'interazione è la cosa più importante al mondo non solo per le dinamiche degli esseri non viventi, ma soprattutto per la vita in generale e per quella umana in particolare.
Questa scuola metterebbe insieme varie correnti di pensiero, in particolare l'
interazionismo simbolico di George Herbert Mead e l'
ecologia della mente di Gregory Bateson, e si baserebbe sull'idea che non possiamo conoscere né misurare le cose come sono ma solo le interazioni tra di esse.
Per quanto riguarda il benessere psicofisico dell'individuo, l'interazionismo esistenziale afferma che esso dipende dalla quantità e soprattutto dalla qualità delle interazioni tra gli esseri umani, e tra questi e il loro ambiente.
Detto ciò, il compito della filosofia e della psicologia, come di tutte le altre scienze e discipline umane e sociali, dovrebbe essere lo studio delle interazioni umane, ovvero dei tipi di interazione e dei loro effetti sul benessere degli individui e sulla sostenibilità delle società e della specie umana.
Tale studio dovrebbe esaminare e classificare, senza preconcetti, i vari tipi di interazione che un umano può avere con gli altri e con l'ambiente, ciascuno con le sue modalità, regole, libertà, condizioni, requisiti, forme, linguaggi, vincoli culturali ecc., i rispettivi effetti sul benessere delle parti in gioco, cosa le provoca o favorisce, cosa le impedisce o inibisce ecc.
Tutto ciò dovrebbe permettere ad ogni umano di orientarsi pragmaticamente in modo da esercitare interazioni ottimali con gli altri e con il proprio ambiente per facilitare la soddisfazione dei propri bisogni e di quelli altrui.
Per esempio, l'interazionista esistenziale si porrebbe domande come le seguenti:
Con chi (non) posso / devo / voglio interagire? In quali modi? In quali ruoli? Con quali regole? A quali fini? Con quali risorse?
Che tipi di interazione ci sono o ci possono essere tra me e x?
2018-11-06 Interagire | Intelligenza | Informazione
L'intelligenza può essere definita come la capacità (conscia e inconscia) di elaborare informazioni al fine di determinare il proprio comportamento, ovvero di gestire le proprie interazioni col mondo esterno al fine di soddisfare i propri bisogni e, se possibile, quelli altrui. Siccome ci sono diversi tipi di informazione che possono essere elaborati, possiamo parlare di intelligenze al plurale, una per ogni tipo di informazione.
L'intelligenza, per funzionare, ha bisogno di una sorta di dizionario interno che permette di riconoscere le diverse informazioni, e di una sorta di enciclopedia interna che permette di collegare o associare (cognitivamente e/o emotivamente) le informazioni riconosciute e di costruire le espressioni da emettere verso l'esterno.
Si può supporre che in ogni umano, o animale superiore, vi sia una sorta di "mappa cognitivo-emotiva" che contiene il dizionario e l'enciclopedia di cui sopra, e che che viene consultata in ogni istante per decifrare e interpretare le informazioni ricevute e per costruire le informazioni da emettere verso gli interlocutori.
Ovviamente, tale mappa non è fissa ma evolve e si trasforma con le esperienze del soggetto sin dai suoi primi giorni di vita, in cui essa contiene solo gli istinti e le predisposizioni trasmessi per via genetica.
In sintesi, si può dire che il modo in cui un essere vivente interagisce col resto del mondo dipende dalla sue "intelligenze", ovvero da come esso tratta le informazioni esterne ed interne. Queste ultime costituiscono il suo "programma" comportamentale.
2018-11-08 Interagire | Identità
Noi siamo le maschere che indossiamo. Senza una maschera non siamo nessuno, non esistiamo.
2018-11-08 Natura umana | Piacere e dolore | Motivazioni
Da quando nasce a quando muore, l'uomo non fa altro che cercare il modo di soffrire di meno e godere di più, in tutte le possibili forme del dolore e del piacere. Da tale bisogno derivano tutte le sue opere, attività, comportamenti, costumi, filosofie, gusti, arti, narrazioni, ragioni ecc.
2018-11-08 Interagire | Mente
Il modo in cui un essere (o organo) vivente interagisce col resto del mondo dipende da come esso tratta le informazioni che riceve e che ha memorizzato, ovvero dal suo programma comportamentale, cioè il suo software, che viene comunemente chiamato mente, psiche, spirito, anima ecc.
2018-11-09 Interagire | Confliggere | Società | Narrazioni
È difficile convivere, e ancor più cooperare, con persone che credono in narrazioni in cui non crediamo o non credono in narrazioni in cui crediamo.
2018-11-09 Interagire | Verità | Linguaggio | Narrazioni
La verità non esiste. Esistono invece narrazioni individuali e parziali della realtà, più o meno dimostrabili e più o meno credibili. D'altra parte la realtà e la sua narrazione sono cose molto diverse. Infatti una narrazione scompone arbitrariamente la realtà in parti nello spazio e nel tempo e descrive alcune delle parti e le loro sostanze e relazioni apparenti usando un proprio vocabolario e in base alle proprie esperienze. Perciò una narrazione è sempre arbitraria, soggettiva, parziale e legata ad un particolare linguaggio e a particolari esperienze. Tuttavia un gruppo di umani possono condividere una certa narrazione della realtà illudendosi che ciò in cui credono sia vero.
2018-11-09 Conoscere | Comprendere
A volte, per comprendere una configurazione di cose, persone, eventi e relazioni che ci appare incomprensibile, basta aggiungere ad essa un ulteriore elemento particolare, che in tal caso può definirsi "elemento chiave". Quando non riusciamo a comprendere qualcosa, cerchiamo dunque l'elemento chiave mancante.
2018-11-09 Interagire | Conoscere
L'essenza di ogni essere è costituita dai modi in cui esso interagisce col resto del mondo.
2018-11-09 Interagire | Verità | Società | Comunità
Per i credenti in una religione, mitologia o narrazione non importa se ciò in cui credono sia vero, ma che ciò in cui credono costituisca un legame comunitario. Quando gli antichi sacrificavano animali sugli altari, non penso che tutti credessero che quei sacrifici servissero realmente a propiziare gli dei, e probabilmente molti non credevano nemmeno agli stessi dei. Ma non mancavano di sacrificare i loro animali come dimostrazione di appartenenza alla loro comunità.
2018-11-10 Comunità | Musica
La musica unisce, e questo è commovente, ma quando finisce tornano le divisioni e incomprensioni di prima. Unione, quella musicale, effimera e illusoria.
2018-11-10 Interagire | Bisogni
Se al momento non possiamo interagire e cooperare con qualche altro umano di nostro gusto realmente e direttamente, cioè in persona, corpo a corpo, intimamente, lo facciamo virtualmente, indirettamente, col pensiero, con l'immaginazione, con la scrittura, con un simulacro, attraverso i media (letteratura, giornali, arte, cinema, musica, internet ecc.) o spettacoli e rituali di gruppo o di massa. Perché tra i bisogni umani quello di interazione e cooperazione, di intimità, è il più forte, importante e insopprimibile, indispensabile per il benessere psicofisico. Tuttavia l'interazione virtuale è di gran lunga meno soddisfacente e sana di quella reale.
2018-11-10 Giudicare | Umorismo
Le persone più serie sono inquietanti per quelle meno serie, perché sono percepite come più inclini a giudicare e quindi a condannare coloro che non corrispondono ai loro principi morali.
2018-11-10 Società | Criticare
Non si può criticare impunemente la società in cui si vive, ovvero le persone con cui si interagisce.
2018-11-11 Libertà | Libero arbitrio | Amare
Amore e libertà sono antitetici, ovvero si escludono a vicenda. Infatti l'innamorato è felice di non essere libero e del fatto che la persona amata nemmeno lo sia.
2018-11-11 Amare
L'amore è un tema in cui tutti si credono esperti.
2018-11-11 Competere | Conformismo
Nella competizione politica, culturale, economica coloro che salgono nella scala gerarchica godono di un vantaggio supplementare dovuto alla tendenza popolare a premiare i già premiati.
2018-11-11 Etica | Colpa
Il peccato è una disobbedienza o un tradimento. Il senso di colpa che ne deriva è la paura inconscia della punizione da parte della società e dell'eventuale divinità.
2018-11-11 Giudicare | Verità | Bellezza | Bene e male | Giustizia
La questione non è se una certa cosa sia buona o cattiva, bella o brutta, vera o falsa, giusta o sbagliata, ma per chi e perché lo sia.
2018-11-11 Libertà | Libero arbitrio | Identità
Se io fossi in grado di scegliere liberamente, consciamente, razionalmente, volontariamente la mia identità sociale, quale mi converrebbe scegliere?
2018-11-11 Confliggere | Pensare
Noi desideriamo che gli altri la pensino come noi, ma se questo non avviene allora preferiamo che gli altri non pensino affatto piuttosto che diversamente da noi.
2018-11-12 Società | Gerarchia | Potere
Ogni umano vorrebbe gli altri sottomessi a sé, ai propri interessi, ai propri dèi o ai propri principi morali e accusa di arroganza, ignoranza, stupidità, egoismo, asocialità, insensibilità o malvagità chi non si sottomette. D'altra parte, senza la sottomissione a qualcuno o a qualche regola morale condivisa, la cooperazione durevole tra esseri umani sarebbe praticamente impossibile.
2018-11-13 Conoscere | Relazioni | Verità
La conoscenza della realtà sta alla realtà come una mappa sta al territorio che rappresenta. Si tratta di due cose molto diverse, quantitativamente, qualitativamente e logicamente, ovvero esse appartengono a due tipi logici diversi e non dovrebbero essere mai confuse.
Un territorio (in un certo momento) è uno, ma infinitamente diverse sono le mappe con cui può essere rappresentato.
Una mappa contiene alcune informazioni (più o meno accurate, più o meno vere) su alcune relazioni tra alcuni componenti di un territorio reale. Lo stesso vale per la nostra conoscenza della realtà. Inoltre, una "relazione" è un'astrazione delle possibili interazioni che possono avvenire tra due entità, interazioni che possono essere più o meno numerose e varie, e più o meno regolari.
Quanto sopra dovrebbe essere oggetto di frequente meditazione, affinché non confondiamo la nostra conoscenza della realtà con la realtà stessa (che è tutt'altra cosa). In tal modo ridurremo il rischio di incorrere nell'arroganza e nella presunzione di conoscere la realtà, ovvero la verità unica.
Per concludere, al massimo possiamo conoscere la nostra conoscenza della realtà, non la realtà in sé. Le conoscenze orientano le nostre scelte, e una conoscenza sbagliata ci fa fare scelte sbagliate (con qualche eccezione). Dedichiamoci allora a rivedere, correggere e migliorare pragmaticamente (nel senso di una migliore soddisfazione dei nostri bisogni) le nostre mappe della realtà.
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Nota aggiunta a seguito di alcuni domande e obiezioni ricevute
Innanzitutto dobbiamo metterci d'accordo su cosa significhi "conoscere" altrimenti la discussione è inutile. Per me conoscere significa memorizzare delle "trasformate" di sensazioni, associandole a "parole". L'uomo infatti è l'unico animale capace di inventare parole e di associare ad esse "ricordi" di esperienze più o meno condivise. Il risultato è una specie di enciclopedia personale dove ad ogni parola sono associate altre parole e/o sensazioni e/o emozioni. Il pensare (e quindi il conoscere) consiste nel percorrere o scandire tale enciclopedia (che io chiamo anche "mappa cognitivo-emotiva") saltando ogni tanto da una parte all'altra come in un web tramite de link associativi.
E' in base a tale definizione che il mio aforisma è da intendersi. E' infatti ovvio che un'enciclopedia non è la stessa cosa che la realtà che essa descrive, oltre al fatto che le cose che descrive possono essere più o meno "corrispondenti" alla realtà, ovvero coerenti con essa nel senso della verificabilità scientifica. Resta il fatto che ciò che "conosciamo" "rappresenta" (in modo più o meno coerente) solo una minima parte della realtà, ovvero quella che ci "interessa".
Quando interagiamo e pensiamo, tendiamo a confondere la realtà con la nostra "enciclopedia" e ad assumere "certezze" nel senso di "equazioni" laddove ci sono solo trasformazioni, riduzioni, astrazioni.
Se io penso ad una mela, nella mia testa non c'è una mela, ma l'idea o "concetto" di una mela, la quale è molto più semplice di una mela reale, senza contare che esistono diversi tipi di mela e in diversi stadi di sviluppo. Il concetto di mela è un insieme di trasformate delle sensazioni che provo interagendo con essa e/o con narrazioni sulla mela apprese leggendo, ad esempio, un libro sulle mele.
Concepire un concetto o parola significa semplificare ciò che essa rappresenta, e semplificare significa ridurre, perdere, trascurare, o ignorare qualcosa. Tuttavia, paradossalmente, nel concetto di una cosa è anche possibile includere cose immaginarie che non esistono in realtà.
Il mio discorso non mira a dar prova di erudizione, ma ad ammonire me stesso e gli altri contro l'arroganza di credere di conoscere la realtà per ciò che è, cosa che mi capita spesso e di cui mi pento ogni volta. Ribadisco infatti che noi non possiamo "conoscere" la realtà in sé, ma possiamo solo "registrare" alcuni effetti di essa sul nostro sistema nervoso. Certo, possiamo "narrare" una parte della realtà, ma una narrazione non è mai la cosa narrata, anche perché si tratta di tipi logici diversi.
Questi "concetti" li ho appresi dalla lettura di Alfred Korzybski, Gregory Bateson ed Edgar Morin. Si tratta, non a caso, di autori non accademici o francamente anti accademici. E infatti il mondo accademico pecca spesso e volentieri di "arroganza della conoscenza", aggravata dalla iperspecializzazione per cui ogni disciplina trascura le altre, ma nessuna di esse è sufficiente per conoscere la realtà nel suo insieme, ovvero le relazioni e interazioni tra i suoi componenti, specialmente per quanto riguarda la natura umana e i problemi sociali.
2018-11-13 Pensare | Differenze umane
Così come in musica ci sono musicisti virtuosi, altri mediocri, e persone stonate, così in tutte le altre attività della vita umana, tra cui quella di pensare.
2018-11-14 Religione | Filosofia | Scienza
Come le religioni, le filosofie uniscono e dividono, costruiscono e distruggono, consolano e fanno disperare, chiariscono e confondono, assolvono e condannano. Perché sono più di una e diverse. Invece la scienza è una.
2018-11-15 Etica | Natura | Giustizia
Tutto ciò che avviene è, in un certo senso, giusto, anche le cose che ci addolorano o irritano, in quanto obbediscono alle leggi della natura. Potremmo dire che le leggi della nature siano ingiuste, ma dovremmo specificare rispetto a chi o a cosa, e perché. Nasciamo forse con qualche diritto naturale? Non esistono diritti naturali. I diritti si chiedono, affermano e concedono solo nella società e riguardano solo i rapporti sociali.
2018-11-17 Etica | Bene e male
OK: due lettere per indicare il bene; KO: due lettere per indicare il male; OKKO quattro lettere per indicare la potenzialità di bene e male in ogni cosa. Ogni cosa è OKKO.
2018-11-18 Citazioni e aforismi
I seguenti aforismi sono estratti dalla raccolta completa in dixxit.info.
I mezzi giustificano il fine.
L'uomo è un animale domestico.
Siamo tutti diversamente umani.
Agitare la mente prima dell'uso.
Il cervello è un gran simulatore.
L'uomo è un animale programmabile.
L'importante è sapere cosa è importante.
Ogni causa è conseguenza di altre cause.
Tendiamo a vedere solo le cose previste.
La psicologia è l'informatica della mente.
La giustizia la cerca chi non ha il potere.
Per imparare a vivere non basta una vita.
Ognuno ha ragione dal suo punto di vista.
Pensare è parlare con persone immaginarie.
Cambiando il punto di vista, la vista cambia.
L'uomo è un animale che fa di necessità virtù.
Non ci vuole molto ingegno per essere normali.
Ognuno adotta i principi morali che lo assolvono.
La mia vita è un esperimento di cui sono la cavia.
Ogni forma di vita è una strategia di riproduzione.
L'invidia è la faccia nascosta del senso di giustizia.
Abbiamo bisogno che qualcuno abbia bisogno di noi.
Se Dio esistesse non avrebbe bisogno di intermediari.
Nulla è certo tranne l'esistenza del piacere e del dolore.
A volte si fanno certe cose solo per far parte di qualcosa.
Ciò che esce da una mente dipende da ciò che vi è entrato.
Ci vuole molto più tempo a disapprendere che ad apprendere.
Creatività ed evoluzione dipendono da errori di riproduzione.
La filosofia dovrebbe servire a combattere la cattiva filosofia.
Dio, salvaci da quelli che prendono sul serio la loro religione.
Se si vuole volare tutti insieme, non bisogna volare troppo alto.
Per l'inconscio è meglio sbagliare insieme che avere ragione da soli.
Forse la morte è solo il ritorno all'eternità dopo una brevissima pausa.
Se voglio parlare col mio gatto, devo usare il suo vocabolario, non il mio.
Introversi ed estroversi non si capiscono perché guardano in direzioni diverse.
La verità è molto più complessa della falsità. Per questo la falsità è più popolare.
I bambini imparano dai genitori non solo la lingua madre ma anche la mentalità madre.
Anche i sentimenti e le emozioni hanno, o seguono, una logica, seppure inconscia e involontaria.
2018-11-18 Amare
L'amore ha il potere di trasformare una persona qualsiasi in una insostituibile.
2018-11-18 Saggezza | Bene e male
Il saggio vede il potenziale bene e male in ogni cosa e persona.
2018-11-19 Interagire | Identità
"Essere se stessi" è un non senso perché noi siamo comunque il risultato delle nostre interazioni sociali, quindi siamo sempre, in un certo senso, "gli altri", ovvero quelli che ci hanno formato, cioè l'altro generalizzato (termine coniato da George H. Mead). Non ha quindi senso cercare il proprio "vero sé", mentre ha senso scegliere le persone con cui interagire in modo che siano adatte ai proprio temperamento genetico.
2018-11-19 Interagire | Società | Bene e male | Miglioramento della società
Il male è, in concreto, il dolore che colpisce l'individuo, e il bene il piacere. Il dolore è il segnale della insoddisfazione di un bisogno, il piacere il segnale della soddisfazione.
Ognuno ha la possibilità di causare agli altri piacere e dolore (ovvero di soddisfare o frustrare i bisogni altrui) e ha bisogno degli altri, cioè della loro cooperazione, per evitare il dolore e ottenere piacere (ovvero per soddisfare i propri bisogni). Tuttavia la cooperazione può essere più o meno libera o forzata. Se un individuo non riesce ad ottenere spontaneamente la cooperazione altrui, può provare a chiederla negoziandola esplicitamente; se la negoziazione fallisce, può cercare di ottenerla con la forza.
Morale: per diminuire la violenza e il dolore nel mondo occorre essere tutti più sensibili ai bisogni altrui e all'altrui dolore, e cercare di negoziare pacificamente una cooperazione che consenta di soddisfare sia i bisogni propri che quelli altrui.
Ma purtroppo, di bisogni umani non si parla quasi mai.
2018-11-21 Natura umana | Emozioni e sentimenti | Libero arbitrio | Automatismi
Siamo dei robot biologici, sentimentali, emotivi, capaci di soffrire e di godere, coscienti e pieni di conflitti interiori, generati e programmati da altri robot. Siamo fatti di hardware biologico e di software, e capaci di modificare parzialmente entrambi. Il nostro comportamento è determinato dai nostri automatismi. Il libero arbitrio o non c'è o è molto limitato e comunque influenzato dai nostri sentimenti. Spaventoso ma vero.
2018-11-22 Etica | Bene e male | Pragmatismo
Si fa presto a dire "migliorare", ma rispetto a cosa? Cos'è il buono? Cos'è il bene al di fuori dei luoghi comuni e religiosi? Io credo che oggi si parli troppo poco e male dei bisogni umani, del piacere e del dolore (in tutte le loro forme), che secondo me sono la misura di ogni etica e pragmatica. Limitarsi a dire che si tratta di cose soggettive non ci aiuta, anzi ci fa smarrire, ci confonde.
2018-11-23 Conoscere | Mente | Cultura
Vorrei aver letto tutti i libri del mondo, per capire cosa c'è nella mente di persone di ogni tipo.
2018-11-23 Interagire | Identità
L'identità sociale di un individuo è stabilita non da esso stesso ma dalle persone con cui interagisce. Perciò, un individuo insoddisfatto dell'identità che gli viene attribuita dalle persone che frequenta, farebbe bene a frequentare persone diverse, che possano attribuirgli identità più soddisfacenti.
2018-11-23 Religione | Natura
Sia Spinoza che Einstein affermano che Dio "è" la natura, in contrapposizione al pensiero che Dio esista al di fuori della natura e che in passato l'abbia creata per poi restare a guardarla e in un giorno futuro (quello della fine del mondo) eliminarla. Nessuna delle due tesi è dimostrabile, e ognuno crede in quella che gli conviene.
2018-11-23 Tempo | Natura
Il presente dipende dal passato come il futuro dipende dal presente. Noi siamo il prodotto del nostro passato e la causa del nostro futuro, insieme ad altre forze e al caso.
2018-11-23 Emozioni e sentimenti | Empatia
L’empatia è il rispecchiamento, o la “copia” dei sentimenti dell’osservato nell’osservatore. Quando parliamo di empatia pensiamo normalmente a sentimenti di dolore, tristezza, disagio, oppure gioia o amore per cui l’empatia sarebbe una sorta di compassione o congratulazione, e quindi una cosa sempre buona.
Ma che succede quando vengono “copiati” sentimenti non sani, né giusti, né morali, né politicamente corretti? Ebbene, io credo che l’empatia riguardi anch’essi, e che possa farci copiare ansie e paure ingiustificate, invidie, gelosie, risentimento, odio, disprezzo, sadismo e via dicendo.
Va anche detto che l’empatia, che è una forma di sensibilità, è più o meno intensa da persona a persona per cui ci sono persone che, per empatia, arrivano a soffrire come la persona osservata o anche di più, tanto da non avere la lucidità necessaria per esserle di aiuto.
2018-11-23 Bisogni | Religione | Bellezza | Arte | Poesia
Uno dei bisogni umani più forti è quello di unità, ovvero di sacro. Il sacro è infatti ciò che è talmente unito che qualsiasi separazione o divisione gli farebbe perdere la sacralità, ovvero, lo profanerebbe.
Sacro è dunque ciò che non può essere analizzato, razionalizzato, ragionato, spezzato, suddiviso, separato, disgiunto. Il sacro è l'Uno, e non ammette alternative, contrapposizioni, differenze o pluralità. E' l'unione perfetta, la fusione unitaria, l'omogeneità, la perfetta integrazione. E' irrazionale non nel senso dell'errore, ma della impossibilità di essere razionalizzato.
Indipendentemente dalla sua effettiva esistenza, l'Uno esiste come bisogno.
Quando nasciamo, non riusciamo a distinguere alcunché, nemmeno il nostro corpo da quello della madre o nutrice. Il mondo ci appare indistinto, ovvero un unico corpo o sostanza da cui non è possibile distinguere o separare nemmeno il soggetto. Ma col passar del tempo, le esperienze e l'educazione ci insegnano a dividere il mondo in oggetti sia concreti che astratti, cominciando col separare noi stessi dal resto del mondo. Man mano che la mente si sviluppa, cresce il numero di entità che vengono estratte dalla iniziale massa indistinta. Ogni parola, ogni forma, ogni essere vivente è così distinto dal resto del mondo.
La capacità di dividere la realtà in entità separate e delimitate, e di pensare in modo razionale (ovvero tenendo conto di oggetti e simboli distinti, con diversi significati e valori) è una delle caratteristiche principali che distinguono l'Homo Sapiens dagli altri animali, e il nostro vanto come specie suprema. Tuttavia questo meraviglioso e potentissimo meccanismo presenta degli inconvenienti. E' stressante perché complesso e conflittuale. Rende il mondo difficile da usare, ci offre troppe opzioni ognuna con i suoi vantaggi e svantaggi, tanto che è difficile scegliere responsabilmente cosa fare. E il rischio di sbagliare aumenta col numero delle opzioni e la complessità del "sistema".
Allora, quando lo stress e l'angoscia della complessità e della conflittualità raggiunge un certo livello, inconsciamente desideriamo tornare indietro nel tempo, a quando la nostra percezione del mondo era molto più semplice, le cose erano per lo più indistinte e in quantità minore, le scelte più facili, il bene e il male chiaramente distribuiti in due semi-mondi ed eravamo accuditi da persone onnipotenti che pensavano e sceglievano per noi.
Il bisogno di unità, ovvero di sacro, corrisponde dunque al desiderio inconscio di tornare allo stato fetale o infantile, anche se negli adulti esso viene mistificato da religioni e filosofie pseudo-religiose.
Presa coscienza del nostro profondo bisogno di una sacra unità, non dobbiamo reprimerlo per timore di essere irrazionali, immaturi o schizofrenici. Cerchiamo invece di soddisfarlo periodicamente attraverso una religione o una meditazione, oppure lasciandoci affascinare dalla bellezza di cose e persone, dalla poesia o da forme artistiche. L'opera d'arte ben riuscita è infatti quella che ci offre visioni perfettamente integrate, dove ogni parte è in relazione armoniosa con tutto il resto.
Visto che non possiamo rinunciare alla nostra razionalità senza gravi conseguenze sul piano pratico, conviene dunque alternare momenti di riflessione razionale con il culto di una sacra unità.
2018-11-24 Mente | Mappa cognitivo-emotivo-motiva | Ragionare
Ogni tanto dovremmo fermarci per integrare, ovvero riunire, tutte le cose che abbiamo nella mente. Si tratta di vederle tutte insieme, anche quelle più ostiche, compresi noi stessi, in un grande quadro sinottico immaginario, ecologico, ovvero relazionale, una immensa mappa cognitiva ed emotiva spaziotemporale. Possiamo chiamare questo tipo di esercizio come vogliamo: meditazione, contemplazione, raccoglimento, preghiera, sottomissione, adorazione, comunione, devozione, conciliazione, sintesi, non importa il nome. Grazie a tali esercizi, oltre a riposarci dalle fatiche e i conflitti della razionalità e a lasciarci andare dolcemente e senza resistenze nel ciclo della vita, forse intuiremo quale sia il nostro posto nel mondo.
2018-11-24 Appartenere | Identità
La mia patria è dove sono cresciuto, dove le cose mi sono familiari, dove so orientarmi, dove abita la mia mente, dove sono riposte le mie emozioni. I luoghi che frequentavo nell'infanzia e nell'adolescenza, le montagne intorno al villaggio dei nonni, il negozio di mio padre dove lavoravo dopo aver fatto i compiti di scuola, il coro che mi faceva sentire parte di un'armonia, il mio studio con alle pareti i simboli delle mie conquiste intellettuali e i ritratti dei miei maestri di vita, la mia famiglia, di cui non potrei più fare a meno, che resta unita malgrado e attraverso piccole e grandi incomprensioni. Queste cose, e altre a cui ora non penso, ma che ci sono, formano il paesaggio della mia patria.
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Heimat ist wo ich aufgewachsen bin, wo mir Dinge bekannt sind, wo ich mich orientieren kann, wo mein Geist wohnt, wo meine Gefühle liegen. Die Orte, die ich in meiner Kindheit und Jugend besuchte; die Berge rund um das Dorf meiner Großeltern; der Laden meines Vaters, in dem ich nach den Hausaufgaben arbeitete; der Chor, der mich wie Teil einer Harmonie fühlen ließ; die Wände meines Büros wo die Symbole meiner intellektuellen Eroberungen und die Porträts meiner Denkmeister hängen; meine Familie, auf die ich nicht mehr verzichten könnte, die trotz und gerade durch kleine und große Missverständnisse vereint bleibt. Diese und andere Dinge, über die ich jetzt nicht nachdenke, die aber da sind, bilden die Landschaft meiner Heimat.
2018-11-25 Mente
Secondo me non dobbiamo scegliere la teoria della mente migliore, ma la combinazione migliore di varie teorie della mente.
2018-11-25 Interagire | Bisogni | Appartenere | Condividere
Uno dei bisogni umani più importanti e potenti è quello di condivisione. Abbiamo infatti una insopprimibile necessità di condividere con altri sia cose materiali, come spaziotempo e oggetti, sia informazioni, ovvero idee, conoscenze e i valori (o disvalori) ad esse associati.
D'altra parte il concetto stesso di valore implica quasi sempre una condivisione. E' infatti difficile pensare a qualcosa che abbia valore solo per un individuo e per nessun altro.
Ci sono diversi tipi di condivisione, e quindi di valore o disvalore. Seguono alcuni esempi.
Primo esempio: il denaro. Esso vale solo se è riconosciuto come valido, ovvero come strumento di scambio per ottenere beni o servizi, da più di una persona. Il suo valore è dunque condiviso.
Altro esempio: un vestito. Se si tratta di un vestito che indosso solo in casa e che nessuno può vedere al di fuori di me, il suo valore è individuale e privato, nel senso che mi serve solo per proteggere la mia pelle da freddo, attriti e sporcizia. Ma se lo indosso in presenza di altri, esso ha anche una valenza sociale perché mi qualifica agli occhi altrui, a seconda della sua fattura, come appartenente ad una certa categoria sociale o tipo psicologico, e perché potrebbe avere un effetto estetico più o meno attraente o repellente agli occhi di chi lo vede.
Altro esempio: una particolare professione. Essa ha una valenza sociale in quanto serve gli interessi di qualcun altro, e se mi qualifica come appartenente ad una certa categoria sociale, oppure se ha un effetto estetico più o meno attraente o repellente agli occhi altrui. Una professione implica perciò diverse condivisioni di utilità e significati.
Altro esempio: un'attività collettiva, come assistere ad una messa o a un evento sportivo. Essa mi qualifica agli occhi altrui come appartenente ad una certa categoria sociale e mi permette di partecipare ad un rito sociale, condiviso per definizione. In tal caso vengono condivisi sia la categoria sociale di appartenenza, sia il rito stesso, dove l'uno è funzionale rispetto all'altro essendo una categoria sociale caratterizzata dalla celebrazione collettiva di certi riti.
Altro esempio: ballare con un'altra persona. In tal caso viene condiviso lo spazio (essendo i danzanti in contatto fisico), il ritmo e i movimenti, oltre all'appartenenza a una certa categoria sociale e il rito che il ballo in un certo senso costituisce.
Si potrebbero fare infiniti altri esempi. Si può dire, in generale, che in tutte le attività sociali ci sia qualche sorta di condivisione: di linguaggio, spazio, tempo, energie, movimenti, beni, simboli, gesti, sostanze, valori etici ed estetici ecc.
Si potrebbe anche dire che la condivisione serva a se stessa, nel senso che attraverso la condivisione di qualcosa si possono condividere altre cose, oppure che una condivisione tira l'altra. D'altra parte, chi non condivide nulla è solo, isolato, e quindi a rischio di morte e di follia.
Per quanto sopra, possiamo concludere che ogni comportamento umano è motivato, consciamente e ancor più inconsciamente, dal desiderio di condividere qualcosa con qualcuno, o di eliminare un ostacolo (reale o presunto) a qualche condivisione. Questa riflessione dovrebbe aiutarci a comprendere perché qualcuno fa ciò che fa anche quando quell'azione ci sembra strana, inspiegabile o deleteria.
2018-11-25 Interagire
Capire quando e cosa è bene tacere è più importante che saper parlare bene.
2018-11-26 Interagire | Bisogni | Condividere
Se è vero che l'Uomo ha un fortissimo e insopprimibile bisogno di condivisione, dobbiamo chiederci perché, a quanto pare, tale bisogno è spesso frustrato, tanto da causare sofferenza e disturbi mentali su larga scala. In altre parole, cosa ostacola la condivisione di "cose" e idee tra esseri umani, a partire dall'intimità fisica?
Una possibile risposta è che il bisogno di condivisione non è l'unico presente nell'uomo, ma convive con altri che possono essere, rispetto ad esso, antagonisti, antitetici o incompatibili. Per esempio i bisogni di potenza, possesso, competizione, libertà ecc. che sono causa di gelosia, invidia, ostilità, odio, violenza ecc.
L'uomo è dunque, per usare un'espressione di Gregory Bateson, sottoposto ad un "doppio vincolo": da una parte il bisogno di condivisione, che lo spinge verso i suoi simili, dall'altra i bisogni ad esso antitetici (competizione, libertà ecc.) che lo spingono in senso opposto. La faccenda è in realtà più complessa perché ognuno classifica gli altri in due gruppi: "alleati" e "rivali", per poi soddisfare il suo bisogno di condivisione con i primi e quello di competizione con i secondi. Un'ulteriore complicazione è costituita dal fatto che una stessa persona può facilmente e frequentemente passare dal ruolo di alleato a quello di rivale e viceversa.
Forse questa polarizzazione in "alleati" e "rivali" c'è sempre stata, anche se in forme più o meno drastiche, a seconda del temperamento genetico e dell'educazione o cultura di appartenenza.
Ovviamente, quanto più la polarizzazione si acuisce, tanto più grande è il rischio di conflitto o violenza tra gruppi rivali. Il paradosso è che generalmente la condivisione con gli alleati aumenta quanto più cresce l'ostilità verso i comuni rivali. C'è allora da chiedersi se sia possibile una "alleanza", ovvero una condivisione, senza comuni rivali, e a questa domanda non so rispondere.
Se la risposta fosse negativa, vorrei far parte di un'alleanza di persone comprensive i cui rivali sarebbero quelle non comprensive per quanto riguarda la natura umana in tutti i suoi aspetti, a partire dai bisogni (a tutti i livelli, da quelli fisici a quelli più spirituali) e dai sentimenti ad essi associati.
2018-11-26 Conoscere | Religione
Molti credono in Dio solo per sentito dire.
2018-11-27 Conoscere | Scienza | Scienze umane
Nel mondo accademico le facoltà scientifiche sono le più affidabili perché l'errore in una teoria scientifica si dimostra prima o poi tale, per esempio, con il crollo di un edificio o la morte di un paziente. Ma l'errore in una teoria filosofica, letteraria, artistica, giuridica o economica è difficilmente dimostrabile e può perdurare senza fine. Anzi, si può dire che al di fuori della scienza non esistono errori, ma solo vedute soggettive.
2018-11-27 Libertà | Libero arbitrio
Non so se il libero arbitrio esista. Nel dubbio, mi comporto come se esistesse, almeno per me.
2018-11-29 Conoscere | Saggezza | Comprendere
Ogni cosa ha un senso, o più di uno, anche quelle che ci sembrano assurde, insensate, inutili, nocive, bestiali, mostruose, spaventose. Capire il senso nascosto e mistificato delle cose, specialmente del comportamento umano, è la missione del saggio.
2018-11-29 Interagire | Verità
Spesso, per non offendere, bisogna nascondere la verità.
2018-11-29 Interagire | Confliggere | Violenza
L'offesa percepita, non l'offesa reale o intenzionale, scatena il comportamento aggressivo.
2018-11-29 Mente | Informatica
Le nostre menti sono programmate da altri esseri umani. Non c'è dunque da meravigliarsi che siano così piene di errori.
2018-11-29 Inconscio
Anche da adulti, restiamo inconsciamente bambini in cerca di genitori.
2018-12-01 Religione
Io credo che teologia e filosofia siano incompatibili. Per la prima Dio è il punto di partenza, per la seconda Dio o la sua negazione il punto di arrivo.
2018-12-02 Conoscere | Comunicazione | Linguaggio
Ogni espressione umana, ogni frase, ogni parola, va intesa non come informazione a sé stante, ma come parte di un contesto cognitivo ed emotivo, ovvero di una certa visione del mondo. È tale contesto che dà all'espressione il suo vero e profondo significato.
2018-12-02 Conoscere
La conoscenza è fatta di paradigmi e di paradogmi.
2018-12-02 Etica | Colpa
Troppo comodo limitarsi a non fare del male. E comunque si può fare del male anche non facendo alcunché. Diceva bene Voltaire: "ognuno è colpevole del bene che non ha fatto".
2018-12-03 Mente | Pensare | Complessità | Cervello | Evoluzionismo | Metapensiero
Per centinaia di migliaia di anni l’homo sapiens ha conosciuto un‘unica lingua, un’unica religione, un’unica filosofia, un unico modo di procurarsi il cibo, un’unica forma di governo e ha pensato in modo semplice. Il progresso tecnico degli ultimi quattromila anni, specialmente negli ultimi quattro secoli, ha reso la società e la vita così complesse che non possiamo più permetterci di pensare in modo semplice. Tuttavia il nostro cervello è rimasto fisicamente quello di migliaia di anni fa, poco adatto a gestire la complessità e vari livelli di astrazione e di metapensiero. Lo stesso vale per le culture e la conoscenza della natura umana che sono ancora molto arretrate rispetto alle attuali possibilità tecniche e alle conoscenze scientifiche di cui disponiamo.
2018-12-03 Mente | Coscienza
Con i pronomi personali (io, tu, lui...) non dobbiamo intendere persone intere, ma solo la parte cosciente di esse, ovvero una piccolissima parte delle loro menti. Perciò è appropriato dire "io e il resto della mia mente", "io e il mio corpo" ecc.
2018-12-03 Mente | Coscienza | Logica
L'io deve salire di livello rispetto al resto della mente, ovvero al resto del software che ci governa. Non deve perciò dire "io voglio x e non voglio y", ma "il mio software vuole x e non vuole y". Non deve dire "io e te non siamo d'accordo, ma i nostri software non sono d'accordo. Non "io amo x", ma "il mio software ama x". Non "io odio y", ma "il mio software odia y". Non "io penso x", ma "il mio software pensa x".
2018-12-03 Interagire | Mente | Confliggere
Le interazioni tra esseri viventi sono regolate dai rispettivi software, i quali determinano il comportamento, cioè cosa cercare (ovvero le motivazioni e gli interessi) e come reagire ai vari stimoli o input. Le motivazioni di due esseri viventi possono essere tra di loro più o meno sinergiche ("win-win") o conflittuali. In caso di conflitti ciascuna parte può cercare di indurre o costringere il software dell'altra ad adattarsi ai propri desideri, oppure indurre o costringere il proprio software ad adattarsi a quelli dell'altra. La condizione umana è caratterizzata infatti da una continua dialettica tra i software delle persone che interagiscono, che può essere più o meno violenta.
2018-12-03 Interagire | Condividere | Conformismo | Imitare | Cultura
Ogni forma o espressione culturale è un invito all'imitazione, alla conformazione, alla condivisione, all'interazione secondo certe logiche.
2018-12-04 Conoscere | Etica | Filosofia | Complessità
I paradigmi filosofici del passato non sono in grado di affrontare l'attuale complessità scientifica, tecnologica, sociale, storica, politica (che include, ad esempio, il fallimento del fascismo e del comunismo e la crescente diffusione del populismo). Il fallimento dei paradigmi accademici favorisce uno sterile relativismo e un nichilismo distruttivo, disimpegnato e irresponsabile che sta causando il declino della nostra civiltà. Io credo che si possa uscire dalla attuale crisi intellettuale e morale attraverso una filosofia della complessità (E. Morin), una visione cibernetica e sistemica della vita (G. Bateson), una logica non aristotelica (A. Korzybski), una pragmatica neurologica dei sentimenti (A. Damasio) e una dialettica dei bisogni umani (L. Anepeta).
2018-12-04 Creatività
Inventare non significa creare cose inesistenti, ma mettere insieme e collegare in modo nuovo cose che sono sotto gli occhi di tutti.
2018-12-05 Religione
Ci hanno insegnato che Dio si è fatto uomo per amore dell'uomo, per salvarlo, e per questo ha fatto torturare e uccidere suo figlio come un criminale. Il risultato è stato la nascita di una nuova religione che ha causato per molti secoli guerre feroci e la repressione della libertà di pensiero.
In quanto alla salvezza cristiana, questa è possibile solo dopo la morte e solo per i pentiti dei loro peccati, il più grave dei quali è non credere in tale Dio e in Cristo.
Non affiderei il governo del mio paese né della mia persona a una guida con queste referenze.
Se il Dio della Bibbia esistesse davvero, non avrebbe bisogno né di emissari né di rappresentanti o interpreti. Parlerebbe direttamente alle persone, e la Bibbia sarebbe tutta un'altra storia.
2018-12-05 Conoscere | Religione | Cultura
Se dalla Bibbia prendiamo solo ciò che ci conviene ne viene fuori un ottimo libro. Lo stesso vale per quasi tutti i libri del mondo.
2018-12-05 Filosofia
La storia della filosofia si dovrebbe chiamare storia delle filosofie, così come non esiste una storia della religione, ma la storia delle religioni.
2018-12-05 Interagire | Bisogni | Mente | Cambiare
Una mente superiore è una mente capace di studiare se stessa, ovvero la propria struttura e il proprio funzionamento, e di modificarsi volontariamente e consapevolmente, nei limiti del possibile, per migliorare le proprie interazioni con il mondo esterno e interno, in modo da soddisfare meglio i bisogni della propria persona.
2018-12-07 Natura umana | Mente | Sistemica | Relazioni | Software
Io suppongo che la mente umana sia come il software di un computer con l'aggiunta di sentimenti, coscienza e volontà, che interagiscono col software stesso.
Il software (sia quello dei computer, sia quello umano) è fatto di informazioni, ovvero di dati, alcuni dei quali hanno la speciale funzione di dirigere, ovvero comandare, il comportamento della macchina o della persona secondo certi algoritmi, ovvero "logiche": essi vengono comunemente chiamati programmi e sono più o meno modificabili.
La modificabilità di un programma è una caratteristica del programma stesso, ovvero è programmata. Infatti, i "programmi" umani sono capaci, entro certi limiti, di modificare se stessi.
Tra il software, il mondo esterno e il restante mondo interno (ovvero i sentimenti, la coscienza, e la volontà) esistono relazioni bidirezionali e circolari, nel senso che ognuno di essi può influenzare ogni altro attraverso meccanismi di feedback. Tuttavia le relazioni tra il mondo esterno e i sentimenti, la coscienza e la volontà sono sempre mediate dalla mente, cioè dal software, che serve (e si è sviluppato evoluzionisticamente) proprio a tale scopo.
La mente è dunque un sistema cibernetico ovvero un aggregato di informazioni attive e passive (ovvero logiche e dati) capaci di interagire con se stesse e con l'esterno, dove "informazione" è "qualsiasi differenza che fa una differenza" (come l'ha definita Gregory Bateson).
L'informazione, in quanto "differenza" è immateriale. Tuttavia essa non può formarsi né conservarsi se non è "supportata" da qualcosa di materiale, come un foglio di carta, un nastro magnetico, un circuito elettronico, le cellule di un organismo o le strutture molecolari del DNA.
Il nostro software si sviluppa secondo programmi genetici in modo spontaneo attraverso le esperienze, ovvero le interazioni tra il software stesso, il mondo esterno e quello interno.
Alla nascita, l'uomo dispone di un software minimo, relativamente semplice ed elementare, che cresce e aumenta di complessità con il tempo e le esperienze. Quanto più varie e intense sono le esperienze, tanto più ricco ed efficace è il software risultante, ovvero tanto più esso è capace di contribuire alla soddisfazione dei bisogni della persona che lo ospita.
L'idea che la mente umana funzioni secondo i principi di un sistema informatico è per la maggior parte della gente, ancora oggi, inaccettabile e spaventosa. Credo che ciò sia dovuto a diversi fattori, come la scarsità di conoscenze riguardanti i sistemi informatici e l'idea che secondo tale ipotesi noi saremmo dei robot completamente determinati da programmi predefiniti (non si sa da chi) e quindi incapaci di libero arbitrio. Infatti molti ritengono che in tal caso sarebbero minate le fondamenta di qualsiasi etica, ipotesi catastrofica per le persone coscienziose.
A tal proposito, vorrei rassicurare tutti dicendo loro che anche nella visione cibernetica della mente sopra descritta c'è posto per i sentimenti, la coscienza, la volontà e il libero arbitrio (se questo esiste). La differenza tra una visione cibernetica della mente e una non-cibernetica è che nella prima si spiegano tante cose del comportamento umano e dei problemi sociali che nella seconda restano misteriose.
Ovviamente anche nella visione cibernetica ci sono misteri, ma questi sono confinati in quello che ho sopra chiamato il mondo interno dei sentimenti, della coscienza e della volontà, mondo che deve confrontarsi non solo con quello esterno degli altri umani e della natura, ma anche con un sistema di intermediazione (la propria mente o "software" che dir si voglia) che, grazie alla teoria dei sistemi, è sempre meno misterioso.
2018-12-07 Mente | Software
Ogni libro, ogni giornale, ogni cartello o video pubblicitario è un pezzo di software che ci invita a copiarlo nella nostra mente.
2018-12-08 Mente | Bias cognitivo
Quando leggiamo un articolo di un giornale, acquisiamo un pezzo di software che va ad aggiungersi a quello che già possediamo. In realtà non si tratta di una semplice aggiunta, perché il software preesistente esamina e valuta il nuovo frammento e "decide" se accoglierlo tutto, in parte o per niente e in quale zona, ovvero contesto, della sua struttura inserirlo, dopo averlo adattato, semplificato, tradotto, interpretato, completato, modificato, distorto in modo "conveniente", ovvero "congeniale", secondo i propri bias cognitivi e le proprie risposte emotive.
2018-12-08 Mente | Cambiare
Prima di cominciare a cambiare una mente, bisogna sapere come è fatta e come funziona.
2018-12-08 Verità | Condividere | Saggezza | Falsità | Solitudine
I saggi sono condannati alla solitudine perché sono rari, e gli stolti, che costituiscono la stragrande maggioranza della gente, vedono i saggi come strani, noiosi, provocatori, utopisti, esigenti, giudicanti, pignoli, rigorosi, austeri, presuntuosi, arroganti ecc.
Gli stolti amano gli umili, ma non i saggi. I saggi, infatti non sono umili, anche se sanno che conviene sembrarlo per essere accettati e amati.
Gli stolti si guardano bene dal diventare saggi perché per loro è meglio sbagliare insieme che avere ragione da soli. Perciò se appartenete a quel piccolo numero di persone che cercano di capire la natura umana, non fatevi illusioni: più la capirete e più sarete soli.
Gli stolti amano la falsa saggezza, quella dei ciarlatani (accademici e non), inutile, illusoria e spesso dannosa, ma facile da condividere. Perché per l'uomo ciò che conta non è la verità, ma la condivisione, fosse anche la condivisione di falsità. La verità è molto più complessa e imbarazzante delle falsità; per questo la falsità è più popolare.
2018-12-08 Confliggere | Felicità
Per raggiungere la felicità bisogna rinunciare a qualcosa, e a volte il prezzo è troppo alto.
2018-12-10 Bisogni | Verità | Condividere
L'uomo non ha bisogno di verità, ma di condivisione di narrazioni, vere o false che siano.
2018-12-10 Conoscere | Mente
Fino a che punto può una mente conoscere se stessa?
2018-12-10 Bisogni | Intelligenza | Evoluzionismo
E' meglio non essere più intelligenti del necessario. L'intelligenza non deve essere fine a se stessa, ma aiutarci a soddisfare i nostri bisogni.
2018-12-10 Verità | Ragionare
Può succedere che due persone con idee diverse abbiano entrambe ragione e/o entrambe torto. Infatti, ragione e torto dipendono dal contesto o paradigma di riferimento. Due persone che comunicano sulla base di contesti o paradigmi diversi, o più semplicemente con punti di vista diversi, possono avere entrambe ragione (rispetto ai propri punti di vista, contesti e paradigmi) anche se dicono cose opposte. E' il contesto che dà significato al testo. Senza un contesto di riferimento qualsiasi affermazione non significa alcunché.
2018-12-11 Interagire | Bisogni | Condividere | Social networks
Suppongo che il grande successo di Facebook sia dovuto al fatto che è uno strumento di condivisione, che promette condivisione, della quale l'Uomo ha un forte e insopprimibile bisogno.
2018-12-12 Interagire | Emozioni e sentimenti | Società | Condividere
La società è fatta di condivisioni. È il risultato di innumerevoli condivisioni di beni, servizi, risorse, parole, narrazioni (più o meno vere e false), riti, superstizioni, credenze, valori, tabù, logiche, mentalità, gusti, sentimenti, emozioni, intimità, mode, spettacoli, testi, immagini, suoni, film, teorie, forme, libri, conoscenze, idee, notizie, simulacri, simboli, giochi, abilità, luoghi, istituzioni, organizzazioni, associazioni ecc.
L'uomo ha bisogno di condividere. Se non lo fa muore. Tanto più condivide, tanto più è vivo e felice.
Tuttavia, la condivisione di disprezzo, paura e odio verso altri umani può causare liti, guerre, distruzioni e isolamenti dolorosi o letali. Perciò conviene non disprezzare, temere e odiare più dello stretto necessario.
2018-12-12 Verità | Ragionare
La ragione non ha sempre ragione.
2018-12-12 Condividere
Condividere significa trasformare il mio in nostro.
2018-12-13 Condividere
Cosa condividere? Con chi? Come? Quando? Quanto? Cosa non condividere? Perché condividere? Perché non condividere? Condividere o non condividere, questo è il dilemma.
2018-12-13 Interagire | Mappa cognitivo-emotivo-motiva
Per interagire cooperativamente con gli altri bisogna tenere in considerazione le loro mappe cognitivo-emotive.
2018-12-17 Interagire | Mente | Sistemica | Società | Ecologia
Ogni ambiente influenza chi ci vive. Per cambiare le influenze conviene cambiare ambiente.
2018-12-17 Verità | Falsità
Il vero e il falso sono mescolati così bene che la pura verità è incredibile.
2018-12-17 Società | Condividere
Suppongo che la mente umana e la società (entità perfettamente interdipendenti) siano basate sulla condivisione di forme, norme, valori, beni, servizi, linguaggi, narrazioni, corpi, giochi, tradizioni, gusti, spettacoli, riti ecc. Per condivisione intendo l’avere qualcosa di materiale o immateriale in comune, o fare cose insieme, in modo più o meno duraturo. Si tratta dunque di una relazione bilaterale, simmetrica o asimmetrica, ma sempre reciproca, almeno nelle intenzioni di una delle parti in gioco.
Suppongo che l’uomo abbia assolutamente bisogno di condividere cose con altri, nel senso che se non lo facesse morirebbe o si ammalerebbe fisicamente e/o psichicamente. Tuttavia, essendo l'uomo un animale competitivo, invidioso e geloso, condividere qualcosa con certe persone può implicare la negazione o la proibizione della condivisione della stessa cosa con altre, come nelle guerre, in cui la condivisione di una patria implica la rivalità rispetto ai suoi nemici. Non si può infatti far parte di comunità avverse né condividere con più persone ciò che è ritenuto esclusivo, come ad esempio il rapporto monogamico.
La condivisione può essere oggetto di conflitto anche nel caso in cui una delle due parti la desideri e l'altra la rifiuti o la tema. E può essere oggetto di commercio nel senso che può essere venduta o concessa in cambio di una contropartita.
Inoltre occorre osservare che, sebbene la condivisione sia una cosa indispensabile e vitale, una maggiore condivisione non è sempre migliore rispetto ad una minore. Infatti, oltre un certo grado di condivisione, essa comincia a dar luogo ad inconvenienti, come una possibile perdita di autonomia e libertà, compresa quella di fare cose che gli altri non riescono a condividere.
Possiamo dunque dire che l'uomo sia soggetto ad un "doppio vincolo": da una parte ha un bisogno assoluto di condividere, dall'altra ha paura di farlo con le persone sbagliate e/o in misura sbagliata, al momento sbagliato o ad un prezzo troppo alto. A mio avviso il dilemma è pertanto: "condividere o non condividere?", da cui derivano domande come: Con chi? Cosa? Come? Quando? Quanto? A quale prezzo? A tal proposito occorre aggiungere la paura del rigetto, che può essere interpretato come rifiuto della persona che offre la condivisione, con effetti devastanti sulla sua autostima e reputazione.
Il successo di Facebook e di altri social network è dovuto soprattutto al fatto che permettono di condividere senza impegno. E' vero che in questi luoghi virtuali si condivide in modo superficiale, ma è anche vero che si può interrompere subito la condivisione se questa si rivela insoddisfacente o troppo impegnativa. Occorre inoltre osservare che la condivisione “virtuale” può essere illusoria o fallimentare quando i contenuti “condivisi” vengono ignorati dalle persone a cui sono rivolti.
Per concludere, suppongo che quasi tutti i comportamenti sociali siano spiegabili come gesti o tentativi di condivisione di qualcosa di materiale o di immateriale, finalizzati alla cooperazione verso qualcuno oppure come manifestazioni di non condivisione o di esclusione verso altri. Senza tale chiave di comprensione gran parte del comportamento umano sarebbe per me inspiegabile, per non dire assurdo.
Ognuno condivide qualcosa con qualcuno. Ed io cosa condivido, e con chi?
2018-12-18 Condividere | Conformismo
Un detto popolare afferma che "chi non piscia in compagnia, o fa il ladro o fa la spia". Per l'uomo comune l'affermazione è valida sostituendo a "pisciare" qualunque altro verbo.
2018-12-19 Natura umana
L'uomo è un animale competitivo, geloso, invidioso, vanitoso, presuntuoso, arrogante, litigioso, egoista, conformista, gregario, credulo, ingenuo, pavido, bugiardo, nevrotico, miope, semplicista, ostinato ecc. È l'animale più pericoloso per il pianeta e per se stesso.
2018-12-19 Paura | Coraggio
Tra le varie paure ci sono anche la paura di aver paura e la paura di aver coraggio.
2018-12-20 Etica | Natura umana
L'uomo è il peggior nemico di se stesso.
2018-12-20 Emozioni e sentimenti
Si è malinconici perché si hanno pensieri tristi o si hanno pensieri tristi perché si è malinconici? Forse sono veri entrambi i casi, in un perfetto circolo vizioso.
2018-12-21 Religione | Piacere e dolore | Emozioni e sentimenti
L'aspettativa del piacere è piacevole, quella del dolore dolorosa. A volte è difficile distinguere il piacere dovuto ad una soddisfazione fisica da quello legato alla sua aspettativa, ovvero alla sua immaginaria anticipazione.
Per esempio, il piacere che le religioni conferiscono ai credenti è dovuto essenzialmente, oltre al sentimento di comunità e condivisione, all'aspettativa di una futura ricompensa divina.
Occorre inoltre osservare che la durata dell'aspettativa di una certa soddisfazione può essere molto più lunga della durata della soddisfazione stessa; ciò può rendere l'aspettativa di qualcosa di piacevole molto più piacevole della sua realizzazione. Lo stesso vale, viceversa, per l'aspettativa di un evento doloroso.
2018-12-21 Emozioni e sentimenti | Vita
Quando parliamo del senso della vita, ovvero del suo scopo, non possiamo essere imparziali né oggettivi perché l'uomo ha bisogno di senso e non può sopportare che la propria vita non abbia un "buon" senso. In realtà tutto ciò che è reale ha un senso, anche ciò che non ha uno scopo apparente, anche ciò che ha uno scopo insopportabile, anche il caso.
2018-12-21 Conoscere | Arroganza
Ci sono due tipi di arroganza: quella dell'erudito e quella dell'ignorante. Entrambi presumono di sapere ciò che è importante sapere per vivere bene e onestamente, entrambi pensano che un certo sapere dell'altro sia sbagliato, insufficiente o inutile.
Ovviamente non tutte le conoscenze si equivalgono, ovvero alcune valgono (cioè sono vere) più di altre, anche se la valutazione è quasi sempre soggettiva e arbitraria. Tuttavia chi afferma direttamente o indirettamente, esplicitamente o implicitamente che una certa propria conoscenza vale più di quella di un altro, è normalmente tacciato di arroganza ed è oggetto di disprezzo da parte di coloro che non ammettono che la propria conoscenza valga di meno.
Il portatore di una certa conoscenza è dunque normalmente considerato arrogante da chi non la riconosce come tale o non la condivide. D'altra parte, accusare qualcuno di arroganza è molto facile perché l'accusa non si basa quasi mai su fatti ma su un atteggiamento di presunta generale superiorità attribuito senza prove dall'accusatore all'accusato.
Pertanto, si può dire che accusare qualcuno di arroganza senza prove oggettive sia di per sé un atto di arroganza.
2018-12-21 Citazioni e aforismi
Il 16-12-2018 Nilalienum Edizioni ha pubblicato in formato elettronico il libro "Aforismi di un outsider" di Bruno Cancellieri con la seguente presentazione:
"Questo libretto presenta una raccolta di aforismi di Bruno Cancellieri di notevole densità, da cui traspare una visione disincantata e critica nei confronti dello stato di cose esistente nel mondo caratterizzato da fenomeni inquietanti di egoismo, stupidità, ignoranza, mistificazione, cedimento alle tradizioni, alle mode e ai luoghi comuni. Una visione marcatamente pessimistica ma, ciò nondimeno, non nichilistica.
Informatico, manager e autodidatta delle scienze umane e sociali, con un approccio “panatropologico” sulla scia di maestri come Luigi Anepeta, Edgar Morin, Gregory Bateson, Erich Fromm e molti altri, Bruno Cancellieri riflette sulle contraddizioni, i paradossi e le dialettiche universali della condizione umana e, conseguentemente, sulle possibilità di un miglioramento della cultura e dei rapporti sociali."
Qui la prefazione di Luigi Anepeta.
Qui alcuni estratti del libro.
Qui una selezione di aforismi contenuti nel libro.
Puoi acquistare il libro in vari siti, tra cui:
2018-12-22 Confliggere | Giudicare | Arroganza | Bias cognitivo
In caso di disaccordo tra due persone avviene spesso che esso venga visto come una colpa e che di essa venga accusato l'altro. Infatti, ognuno pensa di aver ragione, altrimenti il disaccordo non ci sarebbe, quindi ognuno pensa che se l'altro non ammette di aver torto è perché (1) non vuole pur sapendo di sbagliare, quindi è in mala fede; oppure perché (2) non è abbastanza intelligente da capire che sbaglia ma crede di saperla più lunga del suo interlocutore, quindi può essere "giustamente" qualificato come arrogante. In tale situazione, in cui ognuno ritiene l’altro arrogante o in mala fede, è facile che si scateni una certa aggressività da una o da ambo le parti.
In termini di bias cognitivo, se il disaccordo è colpa di qualcuno, ognuno dei contendenti cerca di dimostrare che la colpa è dell'altro, altrimenti sarebbe la propria, cosa esclusa a priori per ovvi motivi di difesa della propria reputazione.
In conclusione, l’unico modo per evitare una guerra in caso di disaccordo è quello di non esprimere il disaccordo stesso.
2018-12-24 Conoscere | Sistemica | Vita | Complessità
Un organismo complesso è costituito dall'interconnessione e interazione di organismi più semplici. Pertanto, per conoscere un organismo complesso occorre conoscere gli organismi più semplici che lo compongono e le relazioni tra di essi. Questo vale specialmente per l'uomo e per le società, che sono gli organismi più complessi di cui conosciamo l'esistenza. Senza seguire tale principio e metodo, la conoscenza degli organismi può essere solo emotiva, irrazionale, riduzionista, riduttiva, superficiale, tendenziosa, fallace o inconcludente.
2018-12-24 Interagire | Tradizioni
Cari amici, se non vi faccio gli auguri di Natale o Capodanno non è per scortesia né perché non vi voglia bene. E' che non riesco a fare le cose solo perché lo richiede la tradizione. Le dimostrazioni di affetto, secondo me, per essere autentiche, dovrebbero essere fatte indipendentemente dal calendario. Il Natale e le altre feste principali sono per tanta gente i giorni in cui ognuno, attraverso gli auguri, dovrebbe dichiarare il proprio affetto e il proprio desiderio di interconnessione con le persone che gli sono care. Se non lo facesse sarebbe come se dichiarasse che non gli sono care. Io mi ribello a questa tradizione che ci costringe a ricambiare gli auguri ricevuti per non offendere chi li fa.
2018-12-25 Interagire | Vita | Gioco
Un quartiere dove non ci sono bambini che giocano tra loro è un quartiere morto.
2018-12-25 Conoscere | Natura umana | Mente
Che significa conoscere se stessi? Quali sono i requisiti per ottenere tale conoscenza? A quale età è possibile cominciare a conoscere se stessi? In quale modo e in quale misura la gente comune conosce se stessa? Come si descrive? Secondo quali teorie scientifiche, filosofiche o religiose? Come spiega il suo comportamento? Cosa sa di ciò che avviene nel suo cervello? Cosa sa dei suoi automatismi?
2018-12-25 Volontà | Automatismi
La gente comune pensa che il comportamento dell'uomo dipenda principalmente dalla sua volontà, ovvero da una buona o cattiva volontà, da una volontà giusta o sbagliata, e che per migliorare i rapporti umani sia sufficiente volerlo. Non capisce che la volontà non è autonoma ma è il risultato di logiche consce e ancor più inconsce, difficilmente controllabili e modificabili.
2018-12-25 Cambiare | Mappa cognitivo-emotivo-motiva | Automatismi
Ognuno è i suoi automatismi, cioè i modi in cui reagisce agli stimoli esterni e interni, cognitivamente, emotivamente e motivazionalmente. Tali automatismi possono essere in parte cambiati per cause esterne e interne, tra cui la predisposizione degli stessi automatismi a cambiare se stessi.
2018-12-26 Conoscere | Causalità | Comprendere
Capire significa stabilire un rapporto di causa-effetto tra due o più “cose” come eventi, fenomeni, azioni, pensieri, idee, sentimenti ecc. Ci sono due modi di capire: uno cognitivo e uno emotivo. Quello cognitivo permette ad una persona di collegare causalmente dei fatti senza fare riferimento ai propri sentimenti. Quello emotivo permette ad una persona di associare una cosa ad un proprio particolare sentimento più o meno doloroso o piacevole, nel senso che l’evocazione o il verificarsi di quella cosa avrebbe come conseguenza un certo sentimento. Normalmente la nostra comprensione delle cose è allo stesso tempo in parte cognitiva e in parte emotiva, e le due parti si influenzano reciprocamente.
2018-12-29 Piacere e dolore | Mente | Emozioni e sentimenti | Mappa cognitivo-emotivo-motiva | Automatismi
Nota: in questo articolo i concetti di emozione e di sentimento non sono distinti, e i due termini sono usati come sinonimi. Di conseguenza il termine”emotivo” viene usato come sinonimo di ”sentimentale”.
Si può discutere all’infinito, e senza venirne a capo, se l’uomo sia una speciale categoria di computer, ovvero se il suo sistema nervoso funzioni, almeno in parte, in modo analogo a quello di un computer, ma non voglio farlo in questo articolo. Mi pare però incontrovertibile che ogni essere umano reagisca a stimoli interni ed esterni in modi che gli sono peculiari, ovvero non casuali, e che costituiscono la sua personalità e identità sociale, ovvero il suo comportamento tipico.
Ci si aspetta infatti che una persona reagisca in un certo modo in funzione della propria personalità (ovvero temperamento, carattere e cognizioni) come se questa costituisse un programma o una strategia di vita. In altre parole, anche ammettendo l’esistenza del libero arbitrio, dobbiamo supporre che esso non venga esercitato in modo casuale ovvero totalmente libero, ma secondo certe abitudini, direttive, regole, principi o limiti caratteristici del soggetto.
Io suddivido le risposte agli stimoli in tre categorie interdipendenti: cognitive, emotive e motivazionali, o “motive”.
Le risposte cognitive (ovvero razionali o semantiche) riguardano il riconoscimento di concetti, nozioni, idee, identità, situazioni, categorie, tipi ecc. in base alla percezione di stimoli esterni come parole, immagini, segni, suoni, sensazioni tattili ecc. e di stimoli interni come ricordi, sentimenti, emozioni, percezioni fisiche viscerali ecc.
Le risposte emotive riguardano l’attivazione di emozioni e sentimenti più o meno piacevoli o dolorosi, in base al riconoscimento di elementi cognitivi (risposte cognitive) oppure a percezioni sensoriali interne, come modifiche dello stato o del metabolismo corporeo, e la coscienza di ciò che si è intenti a fare o che si desidera fare.
Le risposte motive riguardano l'attivazione di particolari motivazioni come volontà, desideri, intenzioni, inclinazioni, scelte, interessi, attrazioni e repulsioni ecc. in base a particolari percezioni cognitive ed emotive.
È importante sottolineare l'importanza dell’interdipendenza delle tre categorie di risposte in quanto essa determina fenomeni di bias complessi poiché anch'essi interdipendenti.
Infatti, oltre al ben noto bias cognitivo, per il quale le cognizioni di una persona sono influenzate dai suoi sentimenti e dalle sue motivazioni, possiamo parlare di “bias emotivo”, nel quale certi sentimenti sono influenzati da certe cognizioni e motivazioni, e di “bias motivazionale”, in cui certe motivazioni sono influenzate da certe cognizioni e certe emozioni.
Pertanto conviene parlare di risposte cognitivo-emotivo-motive, intendendo insieme le tre categorie di risposte reciprocamente condizionate. In altre parole, una risposta di una certa categoria dà normalmente luogo a risposte delle altre due. Insomma, è difficile, se non impossibile, che vi siano in un essere umano risposte puramente cognitive, puramente emotive, o puramente motivazionali.
Se queste mie supposizioni sono valide, dovremo farci qualche domanda sulla genesi delle risposte cognitivo-emotivo-motive tipiche di una persona, e sulle possibilità di una loro modifica per iniziativa del soggetto o di altri. Ma di ciò mi riservo di parlare in uno dei prossimi articoli.
2018-12-29 Natura umana | Mappa cognitivo-emotivo-motiva | Automatismi
Noi siamo i modi in cui rispondiamo agli stimoli esterni e interni, ovvero siamo le nostre risposte cognitive, emotive e motivazionali a ciò che ci capita. Tali risposte dipendono dalla personalità del soggetto, ovvero dal suo temperamento genetico, dalle sue esperienze e dalle sue cognizioni, che insieme costituiscono una specie di programma o strategia di comportamento, modificabile con le esperienze.
2018-12-29 Stupidità
È stupido dire a uno stupido che è stupido.
2018-12-29 Mente | Automatismi | Stimoli e reazioni
Ognuno ha le sue particolari risposte cognitivo-emotivo-motivazionali agli stimoli esterni e interni. Gli umani si differenziano soprattutto per tali risposte. Se volete capire una persona, chiedetevi quali siano le sue particolari risposte a certi stimoli, ovvero a certe immagini, idee, parole, situazioni, eventi, domande, richieste, sensazioni ecc.
2018-12-29 Verità | Falsità
Ci sono due tipi di falsità: quelle che affermano l'esistenza di qualcosa che non esiste, o l'inesistenza di qualcosa che esiste, e quelle che considerano una parte della realtà affermando che sia la sola rilevante, ignorando o nascondendo altre parti che contraddicono le loro affermazioni.
2018-12-29 Appartenere | Identità | Riti e rituali
L'acquisto o la consumazione di certi beni e servizi caratteristici di una certa cultura possono costituire riti di appartenenza e identificatori sociali. Per questo essi possono risultare particolarmente attraenti.
2018-12-30 Interagire | Motivazioni | Comunicazione
Vorrei parlare con qualcuno di temi che mi interessano, ma non trovo quasi mai persone interessate a parlare con me di tali temi. Trovo invece quasi sempre persone interessate a parlare di temi che interessano a loro e non a me. Credo che anche altri abbiano lo stesso problema. Come risolverlo?
2018-12-30 Bisogni | Mente | Evoluzionismo
Suppongo che la mente serva a stabilire in quale misura una certa cosa (oggetto, persona, azione, idea, evento, opzione, luogo, posizione ecc.) possa soddisfare o frustrare i bisogni del corpo a cui appartiene, e ad imparare ad accrescere e a migliorare tale capacità. Infatti, ritengo che la mente sia un organo del corpo sviluppatosi nel corso dell'evoluzione per favorire e facilitare la salute e la riproduzione del corpo stesso.
2018-12-31 Piacere e dolore | Mente | Emozioni e sentimenti
Suppongo che i sentimenti (piacere, dolore, gioia, sofferenza) abbiano un ruolo fondamentale nel funzionamento della vita, in quanto servono al corpo per indicare alla mente cosciente la valenza vitale di particolari percezioni o idee, ovvero in quale misura una certa cosa percepita o una certa idea o ipotesi di azione è associabile alla soddisfazione o alla frustrazione dei suoi bisogni in un rapporto di causa-effetto. Attraverso tali indicazioni (costituite dai sentimenti) la mente si sviluppa e forma la sua struttura, ovvero essa programma la logica delle risposte comportamentali della persona alle diverse situazioni.
2018-12-31 Interagire | Tradizioni
Le tradizioni servono a mantenere la coesione sociale. Quando non raggiungono più tale scopo, diventano solo un peso. Conviene allora abbandonarle ed eventualmente crearne altre più efficaci.
2018-12-31 Interagire
Cosa si può fare per migliorare le proprie interazioni con gli altri? Suppongo che vi siano tre classi di soluzioni (non mutuamente esclusive):
- Compiacere di più gli altri, ovvero adattarsi maggiormente alle esigenze e ai desideri altrui
- Indurre gli altri a compiacerci di più, ovvero ad adattarsi maggiormente alle nostre esigenze e ai nostri desideri
- Cercare persone più adatte a sé con cui interagire
Vi vengono in mente altre soluzioni?