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Riflessioni di Bruno Cancellieri su

Amare

121 articoli tratti dal blog "Il mondo visto da me"

Indice delle monografie | Indice degli articoli per anno

Amore e apprezzamento

Amare è apprezzare.

Amore e valore

L'amore è una forma di valutazione.

Amore e mistificazione

L'amore è il sentimento più mistificato.

Amore vs. paura del caso

Certe persone temono il caso, altre lo amano.

Felicità e amore

Felicità è sentirsi amati dalle persone amate.

Sull'amore non ricambiato

Meglio nessun amore che un amore non ricambiato.

Amore e libertà

La libertà di amare implica quella di non amare.

Esperienza dell'amore

L'amore è un tema in cui tutti si credono esperti.

Sulla durata dell'amore coniugale

L'amore coniugale dura finché conviene a entrambi.

Amore e competizione

Amiamo tutto ciò che favorisce la nostra competitività.

A chi voglio bene

Voglio bene a tutti, tranne a coloro a cui non voglio bene.

Amore e interdipendenza

L'amore è un effetto dell'interdipendenza degli esseri umani.

Uniti nell'odio

L'odio unisce più dell'amore. Anche l'odio verso chi non ama.

Narcisista

Narcisista non è chi ama se stesso, ma chi ama solo se stesso.

Cooperazione, amicizia, amore e condivisione

Non c'è cooperazione, né amicizia, né amore, senza condivisione.

Amore e morale

L'amore, essendo involontario, non è nè un dovere né un diritto.

L'amore, tra diritti e doveri

L'amore non è un dovere, né un diritto, dato che non è volontario.

Amore tra fortuna e sventura

L'amore corrisposto è una fortuna, quello non corrisposto una sventura.

Amore e dominazione

Chi desidera essere amato da una persona, in realtà vorrebbe dominarla.

Amore condizionato

Tutti cercano l'amore, ma ognuno è disposto ad amare solo a certe condizioni.

Potere dell'amore

L'amore ha il potere di trasformare una persona qualsiasi in una insostituibile.

Innamoramento e amore

In una coppia ci può essere amore senza innamoramento e innamoramento senza amore.

L'illusione più dolce

L'illusione più dolce è l'illusione di essere amati da una creatura amabile e forte.

Amore: fine o mezzo?

l'amore non è un fine, ma un mezzo. Tuttavia, come ogni mezzo, può diventare un fine.

La fortuna di essere amati

Essere amati è una fortuna. Infatti essere amati non è un diritto, né amare un dovere.

Per amore o per interesse

Normalmente ci si sposa per amore o per interesse. I più raffinati amano per interesse.

L'amore non esclusivo

Molte persone preferiscono rinunciare all'amore piuttosto che accettare un amore non esclusivo.

La tragedia dell'amore

Tutti abbiamo bisogno di essere amati, ma amare non è un dovere ed essere amati non un diritto.

Il problema dell'amore

Il problema dell'amore è che è libero e involontario, perciò va dove vuole lui, non dove vogliamo noi.

Quanto è importante la verità?

Per un essere umano molto umano l'amore, l'amicizia e/o il successo sono molto più importanti della verità.

Amore e timore

Ognuno (persino Dio) vorrebbe essere amato e temuto da ogni altro, ma amore e timore si escludono a vicenda.

L'illusione della reciprocità dei sentimenti

È illusorio credere che amando saremo amati e odiando saremo odiati. Amore e odio non sempre sono reciproci.

Felicità e amore

Si può essere felici senza almeno la speranza o l'illusione di una relazione d'amore con qualche persona o divinità?

Sul voler bene

Voler bene ad una persona significa godere dei suoi successi e della sua libertà, e io voglio bene a chi mi vuol bene.

Bisogno degli altri

Il problema di noi umani è che abbiamo bisogno gli uni degli altri, anche di coloro che non amiamo e che non ci amano.

Esperti in amore

Amore, un concetto in cui gli esperti abbondano e si può dire tutto e il contrario di tutto senza "tema" di essere smentiti.

Ancora una definizione di amore

Amore è avere qualcuno che puoi abbracciare in qualsiasi momento senza un motivo particolare e senza dover dare spiegazioni.

L'amore non esiste

L'amore non esiste. È un nome inventato per mistificare e nobilitare il piacere, il desiderio e il bisogno di avere e di dare.

Amore e speranza

È difficile amare senza la speranza, anche se illusoria, di essere ricambiati da qualcuno, che potrebbe anche non essere l'amato.

Per essere amati

Per essere amato, un essere umano è disposto a fare qualsiasi cosa, buona o cattiva, e a credere in qualsiasi cosa, vera o falsa.

Bisogni e desideri

Più di ogni altra cosa, l'uomo ha bisogno di essere amato, e desidera tutto ciò che ritiene (consciamente o inconsciamente) utile in tal senso.

Sul voler bene

Se ad A dispiace ciò che piace a B, è possibile che A voglia bene a B?
Solo se A presume di sapere meglio di B ciò che è bene per B.

Amore e simbiosi

Amore: il bisogno di interagire simbioticamente con una certa persona o altro essere vivente o non vivente, in modo duraturo, se possibile, eterno.

Condizioni dell'amore

Se vuoi essere amato da una certa persona, devi "essere" come essa desidera che tu sia, ovvero devi comportarti come essa desidera che tu ti comporti.

Sull'amore di Dio per l'uomo

Essere amati da Dio è un'idea sciocca e ingenua, sia che Dio esista, sia che non esista. Uno che ti punisce se non credi in lui e se non lo ami, ti ama?

Quando l'amore è sufficiente?

L'amore (qualunque cosa sia) non è una condizione on/off, ma ha un'intensità variabile e non c'è alcun criterio oggettivo per stabilire quando sia 'sufficiente'.

Sulla narrativa romantica

La grande popolarità della narrativa romantica è dovuto al fatto che, nella maggior parte delle relazioni di coppia, non c'è il tipo di amore narrato nei romanzi.

Amore e libertà

Amore e libertà sono antitetici, ovvero si escludono a vicenda. Infatti l'innamorato è felice di non essere libero e del fatto che la persona amata nemmeno lo sia.

Sesso senza impegno

A mio parere, servirsi della prostituzione è la soluzione più facile per chi desidera avere interazioni sessuali senza impegnarsi in relazioni amorose vincolanti.

Sul divino amore

Che Dio ami gli esseri umani mi sembra la balla più colossale della storia, basata unicamente sul desiderio che ciò sia vero, nonostante le infinite prove contrarie.

Libertà di amare

Si fa presto a dire amore, ma molti non hanno tempo né energia per amare, ed ad altri non viene permesso dalla gelosia di qualcuno che vorrebbe l'amore tutto per sé.

L'errore del cuore

Credere che la propria famiglia, la propria comunità, la propria nazione siano migliori delle altre è l'errore più comune e più stupido in cui incorrono gli esseri umani.

Una definizione dell'amore

L'amore è la percezione, reale o illusoria, che ciò che uno chiede e offre ad una certa persona corrisponde perfettamente a ciò che quella persona gli offre e gli chiede.

Amore

Amore: parola passepartout a cui ognuno dà il significato che gli pare. Molto usata per nobilitare o giustificare tautologicamente comportamenti discutibili o inspiegabili.

I conti dell'amore

Il desiderio di ricevere amore è normalmente più grande del desiderio di darlo, specialmente verso coloro da cui non ci aspettiamo nulla in cambio. Perciò i conti non tornano.

Amare chi non si è scelto

Così come è normale per un umano amare i genitori, la patria e la lingua che non ha scelto, così dovrebbe essere normale che esso ami la sua stessa persona, che neppure ha scelto.

Confusione sull'amore

Ognuno definisce l'amore come gli pare per cui è inutile discuterne. Amore è una parola che andrebbe vietata per la confusione che genera, ma io stesso mi dimentico spesso di non usarla.

L'amore che si dà e quello che si riceve

Succede spesso che l'amore che uno dà è molto diverso da quello che il ricevente riceve. A volte quest'ultimo non lo considera nemmeno amore, ma qualcosa di cui farebbe volentieri a meno.

Sui bisogni di comunità e di competizione

Il nostro bisogno di comunità ci induce ad amare tutto ciò che ci accomuna agli altri, mentre il nostro bisogno di competizione ci induce ad amare tutto ciò che ci avvantaggia rispetto agli altri.

L'illusione di essere amati

Illudersi di essere amati da una persona importante, da tante persone anche sconosciute, o da una divinità, è fonte di gioia e di sicurezza in sé stessi. Dubito che si possa essere felici senza tale illusione.

Condivisione di sentimenti

Ogni umano desidera condividere i propri sentimenti con quante più persone possibile. Questo vale per ogni tipo di sentimento: gioia, sofferenza, amore, odio, apprezzamento, disprezzo, interesse, disinteresse ecc.

I volti dell'amore

Amore: mistero, mito, desiderio, bisogno, fortuna, dovere, diritto, volontà, emozione, promessa, dolore, piacere, contatto, unione, intimità, premio, castigo, inganno, attrazione, sogno, illusione... Ognuno lo vede a modo suo.

Gelosia umana e divina

Siamo tutti gelosi, a cominciare dal Dio che abbiamo creato a nostra immagine. Egli, infatti, non tollera che noi adoriamo altri dei, e ci punisce severamente se lo facciamo. E' scritto nei primi due comandamenti della Sua legge.

Gelosia umana e divina

Siamo tutti gelosi, a cominciare dal Dio che abbiamo creato a nostra immagine. Egli, infatti, non tollera che noi adoriamo altri dei, e ci punisce severamente se lo facciamo. E' scritto nei primi due comandamenti della Sua legge.

Amare vs. desiderare

Il Vangelo dice: ama il prossimo tuo come te stesso. Ma gli umani non desiderano essere amati dal prossimo come lui ama se stesso; infatti ogni umano desidera essere desiderato dal prossimo in quanto corpo e mente diversi dai propri.

Appartenenze comuni e reciproche

L'affinità, la familiarità, la fratellanza, l'amicizia tra due persone consistono in comuni appartenenze. L'amore e la simbiosi tra due persone consistono in appartenenze reciproche, ovvero nel fatto che ciascuno appartiene all'altro.

Ricetta della felicità

La felicità è possibile
e la ricetta è questa:
liberarsi e liberare,
capire ed essere capiti,
amare ed essere amati,
comunicare e cooperare,
e insieme giocare col caso.

Dialogo tra un uomo e una donna

Dialogo tra un uomo e una donna che si sono conosciuti da poco.
Lui: "Se ti piaccio possiamo fare l'amore".
Lei: "Ma io ti piaccio?"
Lui: "Certo! Come mille altre donne".
Il resto lo potete immaginare.

Amore esclusivo vs. inclusivo

L'amore (qualunque cosa esso sia) può essere più o meno esclusivo o inclusivo. Quello esclusivo limita la libertà di amare altre persone o cose, quello inclusivo la tutela; quello esclusivo ostacola lo sviluppo mentale, quello inclusivo lo favorisce.

Amore vs. verità

Una promessa d'amore, anche se illusoria, è molto più interessante di una promessa di verità. Dopo il cibo, l'Uomo ha bisogno soprattutto di amore, non di verità. La verità è buona se aiuta ad ottenere il cibo o l'amore, altrimenti è inutile o nociva.

Il senso degli auguri

Ad una persona si può augurare il bene o il male. Augurarle il bene (buon giorno, buona vacanza, buone feste ecc.) significa desiderare il suo bene, ovvero volerle bene. Insomma, dire sinceramente a qualcuno "buon xyz" significa dirgli "ti voglio bene".

Amore e bisogno

Una madre non nutre i suoi piccoli perché li ama, ma perché ha bisogno di nutrirli e, come per tutti i bisogni, prova piacere quando lo può soddisfare e dolore quando non può. Quello che spesso viene chiamato amore non è che un bisogno, innato o acquisito.

Illusioni sociali

Un’illusione sociale è credere che comportandoci in un certo modo gli altri ci ameranno. In realtà l’amore non si ottiene per merito. I più fortunati lo trovano per caso, perché sono (o sembrano) ciò che altri desiderano.

Amore, amici e nemici

Consciamente o inconsciamente, l'uomo divide gli altri in amici e nemici, e desidera la distruzione dei propri nemici. Prima ancora, l'uomo, consciamente o inconsciamente, desidera essere amato da ogni altro, e classifica come nemici tutti coloro che non lo amano.

Sulle cause dei sentimenti

Dire che facciamo una cosa per amore è una banalità, una ovvietà, e non significa nulla. Sarebbe invece interessante sapere perché amiamo o odiamo qualcosa. Infatti l'amore e l'odio non sono cause prime, ma conseguenze di altre cause che raramente vengono investigate.

Amore e timore nel sacro

Amore e timore si confondono nel sacro: l'amore per ciò che allontana la paura.

Il sacro è come il genitore che ama e premia i figli che lo amano e gli obbediscono, e odia e punisce in modi terribili quelli che non lo amano e non gli obbediscono.

Invidia e gelosia

L'invidia è la paura della superiorità altrui. La gelosia è la paura della libertà altrui. Invidia e gelosia sono i peccati più banali e comuni, anche se se i meno confessati e i più mistificati. L'invidia è mascherata dal giudizio morale, la gelosia dal cosiddetto amore.

Amore e libertà

L'amore comporta una reciproca limitazione della libertà a vantaggio di entrambe le parti. In altre parole, ciascuno possiede l'altro in una certa misura. Infatti dall'amore scaturisce un senso del dovere. Fa eccezione l'amore puramente egoista, in quanto desiderio di consumo.

Sull'occultamento dell'assenza di amore

Sentirsi dire «non ti amo» è percepito da molti come offensivo. È per questo che l'assenza di amore è generalmente nascosta. Infatti non siamo liberi di non amare qualcuno senza pagarne le conseguenze. D'altra parte non siamo nemmeno liberi di amare chiunque a nostro piacimento.

Verità e amore

Nei rapporti umani quello che conta non è se ciò che l'altro dice sia vero o falso, ma in che misura l'altro ci accetta, rispetta, ama, apprezza, sostiene. Infatti tendiamo a credere che ciò che dicono le persone che ci amano sia più vero di ciò che dicono le persone che non ci amano.

L'illusione di piacere a se stessi

Io credo che "amare se stessi" o "piacere a se stessi" sia solo un'illusione. Credo infatti che noi possiamo amare solo gli altri e desiderare di essere amati da essi, e quando ci sentiamo degni di essere amati, scambiamo tale sentimento per amore per noi stessi o piacere a noi stessi.

Sesso con e senza amore

Per molte persone il sesso senza l'amore non vale nulla, mentre l'amore senza il sesso può avere un valore più o meno grande. Così, in mancanza d'amore, molte persone si astengono dai rapporti sessuali, creando difficoltà a quelle per cui il sesso ha un valore anche in assenza d'amore.

La proprietà transitiva dell'amore

L'amore verso qualcosa potrebbe sussistere per una proprietà transitiva, ovvero, ad esempio, A ama B perché attraverso B può ottenere C che è il vero oggetto del suo amore o desiderio. In tal caso può succedere che A è conscio dell'amore per B ma inconscio del suo amore o desiderio per C.

I conti dell'amore

La disgrazia dell'umanità è che, mediamente, l'amore che uno vorrebbe ricevere è maggiore di quello che uno è disposto a dare, per cui i conti non tornano e si finisce per litigare. A ciò si aggiunge il fatto che l'amore è selettivo, per cui ci sono persone che ricevono tante offerte d'amore e altre che ne ricevono poche o per niente.

Sul poliamore

Alcuni pensano che un amore, se non è esclusivo, non è vero amore. Altri pensano, al contrario, che se un amore è esclusivo non è vero amore. Il poliamore propone un amore non esclusivo, ma pur sempre amore. Per qualcuno ciò è impossibile? Chi pensa che ciò sia impossibile non è obbligato a praticarlo, ma è pregato di non calunniare chi lo pratica.

Abbiamo il dovere di amare?

Non abbiamo il dovere di amare, ma se non amiamo nulla e nessuno, la nostra vita è insignificante, arida, e dolorosa, perché in tal caso nessuno ci amerà. Abbiamo infatti bisogno di essere amati, almeno in una certa misura, ma purtroppo essere amati non è un diritto, anche perché siamo liberi (almeno in teoria) di scegliere chi amare e quanto amare.

Amore volontario

Se amare è un atto involontario, allora non c'è nessun merito nell'amare e nessun demerito nel non amare, come nell'amore materno caratteristico di molte specie animali. Tuttavia l'amore può essere volontario, ovvero deciso razionalmente, forzato, non spontaneo, non sentito, simulato, agito ad arte per ottenere la benevolenza dell'amato, ovvero per acquisire meriti.

Aforismi di Woody Allen sull'amore

La differenza tra l’amore e il sesso, è che il sesso allevia le tensioni e l’amore le provoca.

Il sesso senza amore è un’esperienza vuota. Ma fra le esperienze vuote è una delle migliori.

La masturbazione consiste nel fare sesso con qualcuno che ami.

Il sesso è sporco? Solo quando è fatto bene.

Come farsi amare

Sei amato da una persona nella misura in cui sei (o le fai credere di essere) ciò che essa desidera che tu sia, pensi (o le fai credere di pensare) ciò che essa desidera che tu pensi, senti (o le fai credere di sentire) ciò che essa desidera che tu senta, vuoi (o le fai credere di volere) ciò che essa desidera che tu voglia, e fai (o le fai credere di fare) ciò che essa desidera che tu faccia.

Amore condizionato

Ogni umano vorrebbe essere amato incondizionatamente, ma l'amore è sempre condizionato. Infatti chi ama vuole sempre qualcosa in cambio, anche se lo nega. Chi ama ha certe esigenze sul modo di essere dell'amato. Infatti questo deve corrispondere a certe sue idee e comportarsi in certi modi. È comunque difficile amare senza la speranza, anche se illusoria, di essere ricambiati da qualcuno, che potrebbe anche non essere l’amato.

Amore e scienza

L'amore di cui tanti parlano è volontario o involontario? Se è volontario, non amare è una scelta responsabile e quindi una colpa. Se è involontario non è una soluzione di cui siamo responsabili. L'amore è un concetto che ognuno definisce come gli pare, come gli conviene. Infatti non esiste una definizione scientifica, oggettiva dell'amore. Dissertare d'amore è una faccenda da poeti, romanzieri, religiosi e politicanti, non da sociologi o scienziati.

Sul diritto di non amare

Se io ho il diritto di non amare alcuna persona, ogni persona ha il diritto di non amarmi. Occorre dunque chiederci se possiamo o dobbiamo concederci tale diritto, ovvero tale libertà.

Il cristianesimo ci obbliga ad amare gli altri come noi stessi, e ci fa sentire in colpa se non li amiamo.

Io penso che tale obbligo non sia sano né realistico, e che sia contro natura, anche per il semplice fatto che l'amore, come ogni sentimento, è involontario.

Augurio per i cristiani

Io sarei felicissimo se la maggior parte degli esseri umani seguissero realmente gli insegnamenti di Gesù, specialmente per quanto riguarda l'amore incondizionato verso tutti, compresi i nemici, e auguro a tutti i cristiani di riuscire a raggiungere tale obiettivo. Penso infatti che se questo avvenisse staremmo tutti meglio. Però vorrei avere il diritto di non seguire tali insegnamenti e non vorrei essere giudicato male dai cristiani per questo, né moralmente, né intellettualmente.

Chi sono coloro da cui desideriamo e possiamo essere accettati e amati

Ogni essere umano desidera essere accettato e amato dagli "altri". Ma chi sono gli altri? Gli altri sono diversi per ciascuno di noi, e sono molto diversi tra loro (e rispetto a noi) per carattere, temperamento, capacità cognitive, emotive e fisiche, interessi economici e culturali, orientamenti morali ecc. Di conseguenza non possiamo essere accettati e amati che da poche persone, le quali possono essere disperse nel mondo e lontane da noi. Potremmo non incontrarle mai.

Amore, condivisione, felicità

Amare una persona è desiderare di condividere cose con essa. Amare una cosa è desiderare di condividerla con altre persone. Felicità è condivisione di cose importanti e innocue, con persone gradevoli.
Si possono condividere tante cose: i propri corpi, speranze, illusioni, idee, pensieri, beni mobili e immobili, obiettivi, progetti, paure, sentimenti, gusti, luoghi, conoscenze, princìpi, fedi, oggetti, spazi, tempi, ricordi, piaceri, dolori, ma anche odii, disgusti, disprezzi, invidie, ostilità, distruttività.

Siamo tutti drogati

L’attività mentale è condizionata anche da particolari ormoni prodotti dal cervello, come la dopamina e l'ossitocina, che hanno effetti su: umore, motivazioni, socialità, sentimenti come amore e odio ecc.

Tali ormoni sono allo stesso tempo causa ed effetto di particolari comportamenti,  sensazioni e percezioni. L’uomo è di fatto dipendente da tali ormoni, che, per composizione chimica ed effetti, possono essere assimilati a sostanze stupefacenti. Pertanto possiamo dire, in un certo senso, che siamo tutti drogati.

Conseguenze della libertà di amare

L'uomo ha bisogno di essere amato, ma essere amati non è un diritto, e amare non un dovere. Siamo liberi di amare e non amare chi vogliamo, ma non possiamo rinunciare ad essere amati. L'amore è un fenomeno selettivo, competitivo e a volte retributivo: questo fatto rende tragica e miserabile la vita per la parte dell'umanità perdente in amore. Alleviare le sofferenze delle persone meno amate (perché non hanno sufficienti risorse di amabilità o sufficienti probabilità di trovare persone congeniali) dovrebbe essere l'obiettivo principale di qualsiasi etica.

Amore e problemi sociali

La soluzione dei problemi sociali non è l'amore, ma l'intelligenza cognitivo-emotiva e la conoscenza della natura umana. Altrimenti diamo la colpa dei mali della società a coloro che non amano, come se bastasse amare qualcuno per sentirsi con la coscienza a posto. Tutti sono capaci di amare qualcuno se ci sono le condizioni, pochissimi di amare anche coloro che non appartengono alla propria famiglia e comunità. Capire come funziona il mondo, l'uomo e la società è molto più difficile che amare, ma è necessario per riparare i danni causati dagli ignoranti, che sono la maggioranza.

Amore e servizio

Per me l'amore è bisogno (conscio o inconscio) di servire (dare, cedere, assecondare, essere utile, obbedire, appartenere, seguire, imparare, aiutare, nutrire, far godere l'altro) e farsi servire (ricevere, prendere, dominare, utilizzare, comandare, possedere, guidare, insegnare, farsi aiutare, farsi nutrire, godere dell'altro) in modo reciproco tra gli amanti. Se manca la reciprocità, vale a dire se uno serve e l'altro no, l'amore svanisce. Questa reciprocità, che può essere più o meno equilibrata, può variare nel tempo col variare delle condizioni e con il crescere e modificarsi delle personalità.

La sindrome del tutto o niente in amore

Nell'amore romantico e/o coniugale vale normalmente la regola del tutto o niente.

Infatti, normalmente, se non si può avere l'amore esclusivo di una certa persona, si preferisce rinunciare del tutto ad essa anche al costo di restare soli.

Io non sono sicuro che ciò sia giusto o inevitabile, perché non so quanto esso derivi da un bisogno primario, cioè geneticamente determinato, oppure da un bisogno secondario, cioè culturalmente determinato.

Tenderei a pensare che derivi da entrambi, e che una cultura più evoluta potrebbe aiutarci a tollerare o accettare la non esclusività amorosa (mi riferisco alla poligamia e all'adulterio) senza grossi problemi.

Nostalgia dell'infanzia

Generalmente un bambino è amato, protetto e guidato dai genitori in cambio della sua obbedienza e della sua imitazione. Poi, divenuto adolescente, si ribella ai genitori, e sceglie modelli alternativi da imitare. Infine, da persona matura, conclude la formazione del suo carattere mettendo insieme tratti presi dai genitori con altri presi da altri modelli. Tuttavia, resta in ogni persona la nostalgia inconscia dell'infanzia, cioè il desiderio inconfessabile di essere amati, protetti e guidati da figure maschili e femminili, naturali e/o soprannaturali, in cambio della propria obbedienza e della propria imitazione.

Essere amato e rispettato come bambino

Ogni tanto vorrei essere amato e rispettato come bambino. Vorrei non dover essere adulto, marito, padre, educatore, amministratore, lavoratore, datore di lavoro, cittadino, forte, virile, saggio, affidabile, responsabile, competitivo, normale. Vorrei essere amato e rispettato incondizionatamente, per il solo fatto di esistere. Vorrei essere amato e rispettato senza dover amare e rispettare. Vorrei essere amato e rispettato per quello che sono e che sono stato, non per quello che dovrei essere e che gli altri si aspettano da me. Per le mie differenze e specialità, non per le mie conformità.
Forse da bambino non sono stato abbastanza amato e rispettato come bambino, e ne ho ancora bisogno. Forse questo è vero anche per molti altri.

Sull'amore cristiano

“Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi.” (Giovanni 15:12).

Da questa citazione si evince che per il cristianesimo l'amore è un sentimento volontario, anzi non è nemmeno un sentimento, ma un'atto deliberato.

Ciò è in contrasto con l'idea molto diffusa che l'amore sia un sentimento involontario.

Infatti il cristianesimo colpevolizza non solo gli atti volontari contrari ai precetti religiosi, ma anche i pensieri, gli atti, i desideri e i sentimenti involontari "non cristiani", causando in tal modo disagi e disturbi mentali in coloro che provano sentimenti e desideri considerati "peccaminosi" dalle Scritture.

Amore immaginario

È opportuno distinguere il sentimento d'amore dall'atto d'amore, perché si può avere la sensazione di amare, o di essere amati, senza che vi sia alcuna interazione reale, alcuno scambio di informazioni, di beni o di energie, tra l'amante e l'amato. In tal caso si può dire che si tratta di amore immaginario.

Intendo dire che l'amore di cui tanti parlano non ha nulla di reale in senso pragmatico, cioè nel senso di uno scambio effettivo di dare e ricevere "qualcosa", ma è un ideale che resta ideale, cioè solo un'idea che non si traduce in fatti. In altre parole, se X dice di amare Y, cosa significa? Cosa X dà a Y? Cosa Y riceve da X? Se Y non riceve nulla da X, o se Y non apprezza ciò che riceve da X, quell'amore è solo immaginario, o è solo un desiderio d'amore.

Volontarietà e involontarietà dell'amore

Si dice che Gesù abbia detto: "Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati” (Giovanni; 15, 12). E poi ancora: “Sapete che è stato detto: ama i tuoi amici e odia i tuoi nemici. Ma io vi dico: amate anche i vostri nemici…” Matteo; 5, 43-44). In questi passaggi Gesù usa il verbo amare in forma imperativa, assumendo che per amare qualcuno basti volerlo. Per i veri cristiani, dunque, l'amore è volontario e questo rende la loro religione una potenziale causa di schizofrenia, se è vero che l'amore è, come io credo che sia, un sentimento involontario, oltre che impossibile verso i propri nemici. Su tale questione regna l'ambiguità e non si è mai studiato e scritto abbastanza, per cui ognuno considera l'amore volontario o involontario come gli conviene.

Spirito e amore

Ci sono parole, come "spirito" e "amore" a cui ognuno dà il significato che vuole, ovviamente a proprio vantaggio, soprattutto per giustificare e sostenere il proprio comportamento e le proprie opinioni o illusioni. Trattandosi di concetti non scientifici, essi non possono essere messi in discussione scientificamente o razionalmente, e ciò permette loro di prospettare e diffondersi, data la loro utilità e flessibilità di uso. Infatti, in nome dell'amore o dello spirito tutto può essere giustificato senza rischio di smentita, sia l'azione che l'inazione, l'impegno e il disimpegno, il comandare e l'ubbidire. Così ognuno interpreta l'amore e lo spirito come gli conviene, dal momento che non esiste una definizione chiara, verificabile, misurabile, confutabile e universalmente condivisa di tali concetti.

Amore = bisogno

Amare qualcosa significa averne bisogno. Per esempio io amo mangiare e infatti ho bisogno di mangiare. Tuttavia posso scegliere diverse forme di cibo. Altro esempio: se io amo una donna vuol dire che ho bisogno di una donna, ma non di una particolare donna e solo di essa. Infatti, se non posso avere una particolare donna, ne posso trovare un'altra che può soddisfare tale bisogno. L'amore irriducibilmente esclusivo è un disturbo mentale, come, ad esempio, nel caso di uno che ama mangiare solo caviale e non tollera qualsiasi altro cibo.

Attenzione, però: bisogno non significa solo desiderio o necessità di avere, possedere o dominare. Esiste anche il bisogno di appartenere, dare, servire, nutrire, proteggere, aiutare, ammirare, scoprire, esplorare, conoscere, giocare, costruire, creare ecc.

Su Dio e l'amore

Segue la mia risposta a una persona che affermava che l’intero cosmo ruota intorno all'amore, e che persino chi nega l’esistenza di Dio, in realtà lo ama.

L'idea che l'intero cosmo ruoti intorno all'amore è affascinante e consolante ma nessuno può dimostrare razionalmente che sia vera, e una dimostrazione non razionale non può essere spacciata per razionale. In quanto all'idea che persino chi nega l'esistenza di Dio in realtà lo ami, mi permetto di dubitarne. Infatti, a seconda di come si definisce la parola "Dio", io sono ateo o credente, lo odio o lo amo. In altre parole, senza definirlo chiaramente (cioè razionalmente), di Dio si può dire tutto e il contrario di tutto. Alla fine ognuno dice e crede ciò che è per lui più confortante. Insomma credo che sia una questione emotiva più che razionale. Sarebbe dunque corretto dire che a certe cose ci credo non perché siano vere, ma perché mi fa bene crederci.

Sull'odio inconscio

L'essere umano è capace di amare e di odiare. Quando l'oggetto del nostro amore ci delude, l'amore si trasforma facilmente in odio. La società ci insegna ad amare i membri della nostra famiglia e comunità e ad odiare o ad essere indifferenti verso quelli che non ne fanno parte. Così, odiare i membri della nostra famiglia o comunità è un tabù che viene normalmente rimosso (in termini psicoanalitici), ma non cessa di esistere e di operare a livello inconscio. Dovremmo avere il coraggio di ammettere che siamo capaci di odiare, e che effettivamente odiamo, anche alcuni membri della nostra famiglia o comunità, senza sentirci necessariamente in colpa per questo. Soltanto dopo possiamo e dobbiamo chiederci se questo odio è giustificato ed eventualmente superarlo. In altre parole, per superare il nostro odio verso qualcuno o qualcosa bisogna prima ammettere che esso esiste e agisce, altrimenti esso difficilmente smetterà di condizionarci inconsciamente.

Economia ed etica della benevolenza

Si fa presto a dire “ti voglio bene”. Ma cosa significa veramente? A quante persone possiamo voler bene simultaneamente, e in quale misura? E come si può dimostrare o misurare il bene che una persona “vuole” ad un’altra? La benevolenza è qualcosa che si può dare e ricevere da una persona ad un’altra, quindi possiamo parlare di “economia della benevolenza”, in modo analogo all’economia generale, cioè allo scambio di beni e servizi.

A tale riguardo ci sono altre questioni, come le seguenti. La benevolenza (cioè il voler bene) è volontaria o involontaria? Siamo liberi di volere bene e di non voler bene a chi ci pare e quanto ci pare? In altre parole, la benevolenza è un dovere morale e di conseguenza un diritto?

Il fatto è che ogni umano ha bisogno che un certo numero di persone gli vogliano bene, e soffre quando la benevolenza che riceve è inferiore a quella di cui ha bisogno. In conclusione, se la benevolenza non è un dovere né un dovere, allora è una questione di fortuna!

Amore per la verità vs. amor proprio

Io sospetto che dietro l'amore per la verità si nasconda l'amor proprio, cioè il timore di essere disprezzati da chi ha idee contrarie alle nostre. Questo amor proprio è alla base dei conflitti che si celano dietro apparenti dialettiche. Infatti è difficile, per una persona non disprezzare coloro che lo disprezzano, anche se il disprezzo altrui è solo presunto.

Intendo dire che noi ci "aspettiamo" di essere disprezzati da coloro che disprezzano le nostre idee. Non ci sarebbe nessun problema a credere a qualunque cosa, anche le più assurde, purché non si cerchi di imporre agli altri le proprie idee e non si faccia proselitismo. Il problema più rilevante è a mio avviso l'amor proprio offeso. Insomma è una questione emotiva più che cognitiva.   

L'amor proprio è la difesa della propria dignità sociale, in senso intellettuale e morale. La dialettica può essere un mezzo come altri per attuare tale difesa. Dopo la sopravvivenza, la dignità sociale è per l'uomo la cosa più importante, perché senza quella rischia l'isolamento, e quindi la morte civile e poi quella fisica. L'inconscio lavora per difendere la dignità sociale della persona.

Sulla (non) libertà di amare e di odiare

Se è vero che amore e odio sono sentimenti, e in quanto tali involontari, ne consegue che non siamo liberi di amare o di odiare chi vogliamo. Tutt’al più possiamo agire sulle cause ambientali e psicodinamiche che favoriscono in noi l’amore o l’odio, per esempio attraverso una psicoterapia.

Comunque sia, il fatto di vivere in società limita la nostra libertà di amare e di odiare chi vogliamo, perché siamo giudicati dagli altri anche per ciò (e per chi) amiamo e odiamo.

Infatti, se A odia B e non lo nasconde, B tiene conto di tale odio nel suo comportamento verso A. E’ infatti probabile che B, sentendosi odiato da A, lo odi a sua volta, e cerchi di punirlo in qualche modo per quel sentimento.

Ciò avviene spesso anche in caso di assenza di amore, ovvero in caso di indifferenza affettiva.

Per quanto sopra, chi vive in società è praticamente obbligato a nascondere i suoi sentimenti se questi non sono “politicamente corretti”, e/o a fingerne di “appropriati”, al fine di mantenere buoni rapporti con gli altri. Questi occultamenti e queste simulazioni cominciano in età infantile, e sono così frequenti da diventare automatismi, col risultato che non sappiamo più quali siano i nostri veri sentimenti verso gli altri.

Infine, nelle religioni, odiare Dio (o anche semplicemente non amarlo) è considerato un peccato grave, forse il più grave di tutti, e a causa di ciò nessun credente è libero di odiare Dio o di non amarlo, pena un castigo illimitato e inesorabile.

Amore condizionato

Premesso che l'amore (in senso lato) è un sentimento e che, come ogni sentimento, è involontario, a mio parere noi amiamo una persona solo se questa corrisponde a certi nostri criteri e prerequisiti (consci o inconsci).

Allo stesso tempo, siamo amati da una persona solo se corrispondiamo a certi suoi criteri e prerequisiti.

È così da quando siamo nati e questa logica si applica (consciamente o inconsciamente) a tutte le nostre relazioni, a partire da quella con i nostri genitori.

L'amore incondizionato esiste solo come desiderio infantile o precetto ideologico. Tutti noi vorremmo essere amati senza condizioni né prerequisiti, così come siamo e qualunque cosa facciamo, ma questo non è quasi mai possibile.

Il saggio sa che l'amore è relativo e selettivo, che va meritato, e che non possiamo essere amati restando liberi di essere e di fare ciò che vogliamo.

Ad esempio, uno dei prerequisiti più comuni per provare amore è che esso sia percepito come reciproco.

Dobbiamo dunque essere qualcosa e fare qualcosa per essere amati, ma non sempre è possibile. Ci sono infatti condizioni troppo difficili o troppo costose da soddisfare, e per questo occorre capire quando è opportuno reprimere il desiderio di essere amati da certe persone.

D'altra parte non abbiamo il dovere né la capacità di amare alcuna persona incondizionatamente come il cristianesimo e altre ideologie vorrebbero farci credere.

Conviene dunque avere relazioni intime solo con persone la cui disponibilità ad amare è alla nostra portata e che siamo in grado di amare, evitando, per quanto possibile, di avere rapporti stretti con tutte le altre.

Sull'autenticità dei nostri bisogni e desideri

Non è facile, per un essere umano, sapere di cosa abbia veramente bisogno, cosa  desideri veramente, cosa veramente gli piaccia e cosa veramente non gli piaccia. Non è facile perché tali verità, se incompatibili con i bisogni, i desideri e le aspettative altrui, potrebbero essere sgradite agli altri, potrebbero dar luogo a critiche, disprezzo, derisione, emarginazione, isolamento o repulsione da parte degli altri.

Infatti, dato che per soddisfare i propri bisogni ogni umano ha bisogno della cooperazione di un certo numero di altri, per ottenere tale cooperazione egli è costretto ad “adattare” i propri bisogni e desideri palesi ai bisogni, ai desideri e alle aspettative di coloro da cui dipende la soddisfazione dei propri bisogni.

Così, a forza di adattare, nascondere e dissimulare agli altri i nostri bisogni e desideri, finiamo per vivere una vita non autentica, senza nemmeno esserne consapevoli.

Conviene pertanto chiederci spesso: di cosa ho veramente bisogno? Cosa desidero veramente? Cosa mi manca veramente? Queste domande richiedono coraggio, perché le risposte autentiche potrebbero turbarci e rendere conflittuali i nostri rapporti con gli altri.

D’altra parte, la soddisfazione di bisogni e desideri non autentici non solo non dà piacere, ma è anche causa di frustrazione, di delusione, di tristezza.

Riguardo alle domande sopra menzionate, suggerisco una risposta generica: ciò che desideriamo veramente e che probabilmente ci manca, è soprattutto l’amore inteso come unione fisica e spirituale, e interazione, con altri esseri umani, per una comune e reciproca soddisfazione. Una cosa tanto semplice da dire quanto difficile da realizzare per tanti motivi complessi, che conviene indagare.

Domanda e offerta nei rapporti umani

I rapporti umani sono basati sulla domanda e l'offerta di beni e servizi, o prestazioni. Quando la domanda incontra l'offerta, ovvero lo scambio tra quanto richiesto e quanto offerto soddisfa entrambi i contraenti, allora l'interazione o scambio avviene pacificamente e con vantaggio reciproco, altrimenti non avviene, o avviene in modo violento.

Qualcuno obietterà: e l'amore? E l'altruismo? E la generosità disinteressata? Ebbene, queste cose rientrano a pieno titolo nel paradigma della domanda e dell'offerta.

Infatti, amare, comunque lo si voglia definire, corrisponde ad un bisogno e/o desiderio di dare e/o avere, e, in quanto tale, può essere oggetto sia di domanda che di offerta. Lo stesso vale per la solidarietà e l'altruismo.

Detto questo, io credo che il motivo fondamentale della dilagante solitudine e alienazione che sono in continuo aumento nel mondo, dipendono dallo scarso incontro tra la domanda e l'offerta di interazione, causata dal fatto che quanto offerto non corrisponde qualitativamente e/o quantitativamente a quanto richiesto.

Il divario qualitativo e quantitativo tra la domanda e l'offerta aumentano con l'aumentare del benessere economico e della libertà di pensiero e di espressione, ovvero di praticare lo stile di vita che si vuole. Infatti, quanto più è diffuso il benessere economico, ovvero il denaro a disposizione di una persona, tanto meno essa ha bisogno della cooperazione e solidarietà altrui; e quanto più una persona è libera di svilupparsi come vuole, tanto maggiore sarà la probabilità di avere gusti ed esigenze diversi da quelli altrui.

La difficoltà di incontro tra domanda e offerta dipende comunque dalla antiteticità dei bisogni umani fondamentali, ovvero quello di appartenenza / integrazione sociale, e quello di libertà / individuazione. perché quanto più è forte l'appartenenza ad un gruppo sociale, tanto minore è la libertà di comportarsi in modi diversi da quelli caratteristici del gruppo stesso, e viceversa.

Appartenenza e libertà sono dunque i poli estremi dell'inevitabile perenne compromesso che caratterizza la natura umana.

Sul comandamento cristiano dell’amore

«Ama il prossimo tuo come te stesso», è la regola fondamentale del messaggio cristiano.

Ebbene, io considero il cristianesimo una causa di schizofrenia e di ipocrisia di massa, proprio a causa del suo comandamento dell’amore. Infatti nei vangeli l’amore viene letteralmente comandato, obbligato, perfino l’amore verso i propri nemici, e chi non obbedisce a tale comandamento non può dirsi cristiano, e merita la punizione che Dio riserva a chi gli disubbidisce. Per di più i vangeli affermano che Dio ci ha amato e ci ama, e che dovremmo amare il prossimo anche per gratitudine verso di Lui.

Per un ateo come me, si tratta di un’assurdità, di una sciocchezze, di una follia. Ma per chi crede in Dio, e crede che Dio ci ami, e crede che Dio ci comandi di amare, è una tragedia che lo induce a disprezzare e odiare se stesso e gli altri. Infatti l’amore è un sentimento involontario e spontaneo, e non può essere ottenuto per effetto della volontà di obbedire a qualcuno, a qualcosa, o a se stessi.

Non ha senso dire a qualcuno “ti voglio amare”. O si ama o non si ama una persona, e l’amore può essere più o meno grande, più o meno ricorrente, mai totale, mai permanente. Ma Gesù ci ordina di amare tout court. Se io ordino a me stesso di amare, e l’amore non nasce, allora sono colpevole di aver disobbedito a Gesù, colpevole sia verso Dio, sia verso il prossimo, almeno verso il prossimo cristiano, che si aspetta di essere amato per un diritto sancito dallo stesso Dio. E allora mi sento in colpa, e mi disprezzo in quanto peccatore, in quanto empio. A questo punto il super-io mi viene in aiuto nascondendo a me stesso il fatto che non amo quasi mai gli altri, e illudendomi di amare gli altri anche se in realtà mi sono indifferenti, o li odio. Di conseguenza mostrerò a me stesso e agli altri un falso amore, e vivrò nell’angoscia che gli altri si accorgano della mia dissimulazione.

La cultura cristiana è caratterizzata dall’ipocrisia e dalla schizofrenia per quanto riguarda l’amore verso gli altri e verso lo stesso Dio, che nel profondo del nostro inconscio odiamo perché ci ha incatenati con un doppio vincolo: se non vogliamo amare gli altri siamo colpevoli di deliberata disobbedienza verso DIo; se vogliamo amare gli altri e non ci riusciamo (perché più spesso non ci riusciamo), siamo colpevoli di falsità dato che siamo costretti a simulare un amore inesistente. L’unica via d’uscita è l’ateismo, e il considerare l’amore né un dovere, né un diritto, ma come un evento più o meno fortunato, un fatto biologico, non religioso, né etico.

La cultura europea, almeno per la mia generazione, è ancora impregnata di cristianesimo, e costringe anche me a simulare amori che non provo, e a temere che la mia inautenticità venga scoperta.

Quando la ragione si occupa dei sentimenti

Nella cultura di massa, e in quasi tutte le culture, i concetti di ragione e sentimento sono generalmente considerati antitetici e mutuamente esclusivi. In altre parole, la maggior parte della gente crede che più si è razionali, meno si è sentimentali, e viceversa.

Questa credenza è così diffusa che chi cerca di analizzare e spiegare i sentimenti con un approccio sistemico, ovvero cerca di scoprire le logiche inconsce che li producono o li inibiscono, viene visto dai più come uno che non riesce a vivere in modo sano i propri sentimenti, e non riesce ad amare né a "lasciarsi andare". In altre parole, viene visto come infelice, illuso, represso, senza-cuore, non-empatico, poco-umano, uno che non vive pienamente ecc.

È a causa di tale generale credenza che la psicologia (che è la disciplina che più di ogni altra dovrebbe occuparsi della fenomenologia dei sentimenti) è da un lato poco praticata dalle masse, dall'altro frammentata in scuole discordanti e poco efficaci. La loro scarsa efficacia, a mio parere, è dovuta al fatto che quasi nessuna affronta francamente, con un approccio razionale e sistemico (cioè causale e cibernetico), la natura dei sentimenti, da cui dipende la felicità e l'infelicità umana.

Per esempio, quando si parla di amore, se ne parla generalmente come di una cosa sacra e immateriale che sfugge ad ogni legge fisica, di un bene assoluto, ineffabile e indiscutibile, ma allo stesso tempo come di un concetto ovvio e intuitivo, tanto che parlarne in modo razionale viene considerato quasi un sacrilegio, un affronto al buon senso, una pedante provocazione, e un indizio dell'incapacità di amare.

Mi sono chiesto il motivo dell'ostilità nei confronti di uno studio sistemico dei sentimenti, e ipotizzo che essa sia dovuta al rifiuto inconscio di assumersi la responsabilità dei propri sentimenti.

Intendo dire che, sebbene i sentimenti siano in sé involontari, essi sono provocati da cause e circostanze concrete che l'uomo può, in una certa misura, modificare volontariamente.

Tornando all'esempio dell'amore, noi non possiamo scegliere di amare o non amare qualcuno o qualcosa, ma possiamo fare delle scelte che ci indurranno ad amare o a non amare, per cui siamo in qualche modo responsabili dell'amore che proviamo o non proviamo.

In altre parole, se noi conoscessimo la logica che determina l'amore e il suo opposto, potremmo scegliere di comportarci in modo da provare i sentimenti che riteniamo desiderabili e socialmente corretti, e da non provare gli altri.

D'altra parte, io credo che la conoscenza delle logiche dei sentimenti sia censurata dal super-io, in quanto esse sono in gran parte egoistiche.

L'uomo nasce con una innata capacità di amare e di odiare, che consistono in sentimenti funzionali alla sopravvivenza dell'individuo e della sua specie. Comprendere le "ragioni", cioè le logiche di tali sentimenti ci aiuterebbe ad ottenere più facilmente ciò che siamo portati ad amare, e ad evitare ciò che siamo portati ad odiare.

In ogni caso io escludo, per esperienza personale, che analizzare sistemicamente i sentimenti li inibisca. Al contrario, credo che tale analisi li esalti, sia perché li libera da autocensure, sia perché favorisce la soddisfazione dei bisogni da cui i sentimenti stessi dipendono.

Sulle relazioni interpersonali

Ogni persona è in relazione bidirezionale (effettiva o potenziale) con ogni altra. 

La relazione tra due persone A e B comprende due distinte relazioni: una da A verso B, e una da B verso A. Infatti due persone possono avere una visione diversa della loro relazione, e attribuire ad essa un diverso valore.

In altre parole, in ogni relazione, ciascuna persona, oltre ad attribuire alla relazione un certo valore in base alle proprie esigenze e ai propri interessi, "suppone" che a sua volta l'altra persona attribuisca alla relazione un certo valore (più o meno uguale al proprio) in base alle sue esigenze e ai  suoi interessi.

La relazione di una persona A verso una persona B può essere classificabile da ciascuna di esse secondo vari criteri di valutazione, come i seguenti:

  • Utilità / nocività

  • Piacevolezza / spiacevolezza

  • Pericolosità / sicurezza

  • Obbligatorietà / libertà

  • Necessità / superfluità

  • Dominazione / sottomissione

  • Possibilità / impossibilità

È dunque possibile che una certa relazione sia considerata allo stesso tempo, ad esempio, piacevole e nociva, oppure nociva e obbligatoria, oppure utile e pericolosa, dando luogo a conflitti e incertezze riguardo alla relazione stessa. 

Infatti ogni persona deve decidere, momento per momento, o stabilmente, se e in quale misura e in quali modi "praticare" una certa relazione, vale a dire se e in quale misura e in quali modi interagire con una certa persona.

La relazione precede e condiziona l'interazione. Infatti, se A valuta la relazione con B, ad esempio, inutile, impossibile o pericolosa, A può scegliere di non cercare, o di evitare, di interagire con B.

Le decisioni circa le relazioni e le interazioni sono per lo più inconsce, automatiche e involontarie, anche se il soggetto può cercare di giustificarle razionalmente dopo che le decisioni sono state prese automaticamente.

Un tipo di relazione molto mitizzato è il cosiddetto "amore". Sull'amore la letteratura e le religioni hanno detto tutto e il contrario di tutto. Nel contesto delle riflessioni sopra esposte,  io considero l'amore di A per B una relazione in cui A valuta la relazione intima con B come salvifica, cioè come fonte di gioia, di piacere, di integrazione sociale, di conformità morale, di coerenza, di stabilità, di pienezza, di completezza, di comprensione, di soddisfazione totale, e irrinunciabile. Inutile dire che tale valutazione si dimostra spesso illusoria.

Le relazioni interpersonali non riguardano solo i rapporti tra due individui, ma anche i rapporti tra un individuo e una categoria (mentale) di individui. Intendo dire che la relazione di una persona A verso una persona B è influenzata dalla relazione della persona A verso la categoria di persone a cui B appartiene (secondo A).

In conclusione, le relazioni e le conseguenti interazioni tra persone sono il risultato di valutazioni, per lo più inconsce, delle relazioni e delle interazioni stesse da parte delle persone coinvolte.

Introduzione al caffè filosofico del 23/12/2021 sul tema "Cos'è l'amore e perché ci interessa?"

 

La prima cosa che mi chiedo pensando all’amore, è cosa sia veramente, cioè se sia un concetto oggettivo o soggettivo, e quale branca del sapere sia competente per definirlo e per discuterne. Per cercare di rispondere a queste domande ho consultato la voce “amore” del vocabolario Treccani, dove si trovano diverse definizioni e note, tra cui le seguenti:

  • sentimento di viva affezione verso una persona, che si manifesta come desiderio di procurare il suo bene e di ricercarne la compagnia

  • può indicare l’affetto reciproco, la concordia dei sentimenti

  • può anche essere rivolto a se stesso, come manifestazione di egoismo e di egocentrismo

  • amor proprio: onesta ambizione di non rimanere indietro agli altri in una competizione, desiderio di rivelare e far apprezzare le proprie capacità e buone doti, impegnando la propria volontà nello sforzo di accrescerle e potenziarle

  • sentimento che attrae e unisce due persone (ordinariamente ma non necessariamente di sesso diverso), e che può assumere forme di pura spiritualità, forme in cui il trasporto affettivo coesiste, in misura diversa, con l’attrazione sessuale, e forme in cui il desiderio del rapporto sessuale è dominante, con carattere di passione, talora morbosa e ossessiva; comune a tutte queste forme è, di norma, la tendenza più o meno accentuata al rapporto reciproco ed esclusivo

  • secondo la dottrina platonica l’amore è contemplazione della bellezza e impulso di elevazione morale (nel linguaggio comune è però talvolta inteso come amore unilaterale, non rivelato e non corrisposto)

  • sentire l’istinto dell’accoppiamento

  • In senso più spirituale, lo slancio dell’uomo verso Dio e le cose celesti, e reciprocamente la benevolenza che Dio accorda alle creature

  • carità verso il prossimo

  • desiderio, brama di avere, di ottenere, di possedere una cosa

  • vivo attaccamento o inclinazione per qualche cosa

In quanto alla domanda "quale branca del sapere sia competente per definire l’amore e per discuterne", non ho fatto ricerche in tal senso, ma ritengo che di esso siano in molti, forse troppi, a occuparsene: la religione, la letteratura (specialmente la narrativa e la poesia), la psicologia, la filosofia, la biologia, la sociologia, l’antropologia culturale ecc., oltre al senso comune. Infatti è un tema del quale quasi tutti pensano di sapere abbastanza, come se l’amore fosse qualcosa di naturale, di innato e di evidente.

A mio parere, come ho spiegato in questo articolo, in cui ho identificato circa 30 diversi tipi di amore molto diversi tra loro, l'amore potrebbe essere semplicemente un nome usato per mistificare e nobilitare il piacere, il desiderio o il bisogno di avere, di dare, di interagire, di appartenere, o qualcos'altro di non pregevole.

E voi che ne pensate?

 




Vedi anche "Caffè filosofico online. Conversazioni sulla vita, sulla società e sulla natura umana"

La legge del gradimento

A mio parere, una delle leggi fondamentali che regolano l’attività dell’inconscio è quella che io chiamo la “legge del gradimento”. Infatti suppongo che una motivazione fondamentale, conscia o inconscia, di ogni umano sia quella di essere graditi ad una certo numero di altri umani, Ciò è dovuto al semplice fatto che, in mancanza di tale gradimento, è difficile per un individuo ottenere dagli altri la cooperazione indispensabile per sopravvivere e per soddisfare i propri bisogni.

Col termine “gradire” io intendo una gamma di disposizioni cognitive ed emotive di diversa qualità e intensità, che includono amare, piacere, approvare, stimare, rispettare, provare simpatia, fascino, affinità, solidarietà, fiducia, interesse, curiosità  ecc. nei confronti di una persona.

Tuttavia, essere graditi agli altri non è facile, e a volte è impossibile, per vari motivi, e questa difficoltà o impossibilità è a mio avviso una delle maggiori cause d'infelicità per tutti gli esseri umani.

Essere graditi è difficile in primo luogo perché per ottenere il gradimento di una certa persona, uno deve corrispondere alle aspettative, agli ideali e ai valori di quella persona. In poche parole, uno deve essere come l’altro lo vuole.

Ovviamente ci può essere una discrepanza più o meno grande tra il tipo di persona desiderata dall’altro è il tipo di persona che si è. Quando tale discrepanza diventa rilevante, uno può essere tentato di cambiare la propria personalità per adattarla al tipo richiesto, ma questo adattamento può essere praticamente impossibile, o avere un costo che non vale la pena di pagare.

In secondo luogo, essere graditi è difficile per ragioni di competizione. Infatti, un umano può cooperare con un numero limitato di altri umani, e si trova perciò a scegliere con chi entrare in una relazione cooperativa. La scelta delle persone con cui relazionarsi non è casuale, ma normalmente selettiva, nel senso che si scelgono, consciamente o inconsciamente, le persone che maggiormente corrispondono ai propri tipi ideali. Di conseguenza, può sempre succedere, date due persone che si gradiscono reciprocamente, che ne sopraggiunga una terza che risulti maggiormente gradita, e quindi preferibile, per una di esse. Ne consegue spesso che il rapporto iniziale sia sostituito da uno nuovo stabilito con la persona sopraggiunta. In tal caso può nascere una competizione tra due persone per ottenere il maggior gradimento da parte della terza, competizione che termina normalmente con l’esclusione del perdente.

Inoltre può succedere che il gradimento tra due persone A e B non sia reciproco. Cioè che A sia gradito a B, ma B non sia gradito ad A. Ovviamente, in assenza di reciprocità di gradimento, una relazione è impossibile oppure dura poco.

A fronte delle difficoltà sopra descritte, la mente conscia, e ancor più quella inconscia, di ogni umano sono continuamente occupate nel cercare di stabilire cosa convenga fare e cosa convenga non fare per ottenere il maggior gradimento possibile dal maggior numero possibile di persone al minor costo possibile in termini di necessità di sacrificare parte della propria natura e/o dei propri beni.

C’è inoltre la necessità di stabilire quale sia il numero sufficiente di persone da cui essere graditi, numero che comunque non può essere inferiore a uno. Tuttavia si può decidere di prendere una posizione sgradita a tutte le persone conosciute nella  speranza di essere graditi da qualcuno che ancora non si è incontrato. Allo stesso tempo è necessario stabilire i tipi di persone dalle quali cercare di esere graditi.

Un’altra costante occupazione della mente umana consiste nello stabilire il limite entro il quale è tollerabile e conveniente adattarsi ai desideri e alle aspettative di un’altro, e oltre quale limite tale adattamento è intollerabile o non conveniente.

Per concludere, credo che nessun umano possa sfuggire alla legge del gradimento sopra descritta, e che perciò ci convenga obbedire ad essa in modo consapevole, intelligente e razionale.

Tipi di amore

Esistono diversi tipi di amore ed è importante saperli distinguere. Questi sono quelli che mi vengono in mente:

  1. L'amore sessuale/erotico: è l'istinto sessuale.

  2. L'amore generoso: è il desiderio di aiutare qualcuno senza aspettarsi nulla in cambio e senza desiderare che la persona amata cambi qualcosa nella sua personalità o nel suo comportamento in un senso che noi consideriamo auspicabile. Include il desiderio che la persona amata si liberi o si mantenga libera da legami o obblighi, compreso quello di ricambiare l'amore ricevuto. E' il tipo di amore più raro e nobile.

  3. L'amore sfruttatore: è il desiderio di essere serviti dalla persona amata.

  4. L'amore possessivo: è il desiderio di tenere la persona amata legata a sé e di limitare la sua libertà di essere e fare ciò che vuole

  5. L'amore economico: è il desiderio di scambiare qualcosa con una certa persona secondo la formula del "do ut des".

  6. L'amore gregario: è il desiderio di rinunciare alla propria libertà per appartenere a qualcuno o ad una collettività che ci protegga, aiuti, guidi e deresponsabilizzi.

  7. L'amore estetico: è l'incantesimo o fascino più o meno ipnotico che si subisce di fronte alla bellezza.

  8. L'amore compassionevole (empatico): è il desiderio di aiutare chi soffre e di lenire il suo dolore, quando la vista della sofferenza altrui provoca sofferenza in sé.

  9. L'amore grato: è il desiderio di ricompensare la persona che ci ha fatto del bene.

  10. L'amore diritto/dovere: è l'amore considerato un diritto o un dovere come conseguenza di una promessa formale (matrimonio) o informale

  11. L'amore conformista: è l'amore che si prova perché è normale provarlo, quasi tutti lo provano e non provarlo sarebbe inumano

  12. L'amore masochista: è il desiderio di essere maltrattati dalla persona amata.

  13. L'amore sadico: è il desiderare che una persona subisca i nostri maltrattamenti e non possa o non voglia ribellarsi.

  14. L'amore di sé: è il culto di se stessi, il narcisismo, l'egoismo puro.

  15. L'amore vanitoso: è il desiderare una persona per il prestigio che essa ci può conferire.

  16. L'amore divertente: è il desiderare una persona perché ci fa divertire.

  17. L'amore rassicurante: è il desiderare una persona che aumenta la nostra autostima e ci fa sentire degni di essere amati.

  18. L'amore dipendente: è il desiderare una persona senza la quale si pensa di non poter vivere.

  19. L'amore pauroso: è l'amore che si prova per paura di ritorsioni in caso di sua assenza; appartiene a questo tipo l'amore verso Dio, che è imposto con la minaccia dell'inferno.

  20. L'amore reciproco: è il desiderio di essere desiderati; si annulla appena la persona amata smette di manifestare interesse per noi.

  21. L'amore a pagamento: è il desiderio di ottenere prestazioni sessuali sulla base di un pagamento in denaro, senza alcun altro impegno o dovere.

  22. L'amore presunto o illusorio. Ovvero il credere di amare quando non si ama, e il credere di essere amati quando non si è amati.

  23. L'amore cieco o aberrante: è l'amore che ci fa vedere nella persona amata cose che non esistono e non ci fa vedere cose che esistono.

  24. L'amore trasformativo, che ci fa traformare la persona amata in una persona unica, insostituibile, la migliore possibile per noi.

  25. L'amore per l'affinità: è l'amore per chi è (o crediamo che sia) a noi affine.

  26. L'amore per l'amicizia: è l'amore per chi è (o crediamo che sia) nostro amico.

  27. L'amore curioso: è l'amore per ciò che è nuovo e che abbiamo voglia di scoprire.

  28. L'amore strumentale: è l'amore per chi ci aiuta a risolvere un problema o a raggiungere un obiettivo.

  29. L'amore per la verità e la conoscenza.

  30. L'amore per la propria libertà: il desiderio di essere sempre liberi di scegliere (di fare e pensare) quello che riteniamo giusto e/o utile a noi e agli altri senza pressioni da parte di nessuno.

In un rapporto umano questi tipi di amore sono normalmente mescolati tra loro con intensità variabili.

Per concludere: l'amore è una parola usata per indicare cose diversissime, anche opposte. Una parola con cui si può mistificare e nobilitare il piacere, il desiderio e il bisogno di avere, di dare, di interagire, di appartenere ecc.