Chiediamoci perché le persone accusate di stregoneria erano tutte di sesso femminile.
Per certe persone il sesso è un fine, per altre un mezzo, per altre ancora un pericolo.
I rapporti sessuali non sono solo l'oggetto di un istinto o di un desiderio, ma anche uno status symbol.
La religione si è quasi sempre arrogata il diritto esclusivo di amministrare la violenza e la sessualità.
Nel bilancio tra il dare e il ricevere di una coppia, le prestazioni sessuali hanno un peso più o meno importante.
L'uomo deve avere pazienza con la donna, e la donna con l'uomo, perché hanno mentalità diverse, ma bisogno l'uno dell'altra.
L'uomo entra, la donna ospita. L'uomo sceglie dove entrare, la donna sceglie chi ospitare. È una faccenda genitale, ormonale e sociale.
Luogo comune non sempre vero, ma spesso: la donna cerca i legami, l'uomo la libertà dai legami. Perciò l'uomo e la donna sono spesso in conflitto d'interessi.
Tranne rare eccezioni, tra uomini e donne c'è sempre stata una rivalità esplicita o implicita, accompagnata da un disprezzo reciproco consapevole o inconsapevole.
A mio parere, servirsi della prostituzione è la soluzione più facile per chi desidera avere interazioni sessuali senza impegnarsi in relazioni amorose vincolanti.
Una delle condizioni più sicure e meno impegnative per impedire che il proprio coniuge commetta adulterio, è avere un coniuge non interessato ad avere rapporti sessuali in generale.
Le religioni abramitiche sono unite nel considerare le donne una classe inferiore a quella degli uomini. E' strano che il femminismo non sia stato un fenomeno principalmente antireligioso.
Il sesso, per l'uomo è un fine, per la donna un mezzo. Per l'uomo è la felice conclusione di un percorso pieno di speranze, per la donna il felice inizio di un percorso pieno di speranze.
Le idee sono ermafrodite, cioè possono assumere ruoli sessuali diversi. Un'idea maschio, se trova un'idea femmina interessante, può fecondarla e dalla loro unione può nascere un'idea figlio. Questa è la creatività.
Un rapporto sessuale consiste nella reciproca condivisione di due corpi: ogni corpo condivide se stesso con l'altro, e usa l'altro come se gli appartenesse. In tal modo ogni corpo soddisfa i propri bisogni sessuali.
La lunghezza del pene è oggetto di una differenza umana a cui le persone danno più o meno importanza.
https://it.quora.com/%C3%88-normale-avercelo-di-13-cm
Suppongo che molte persone si astengono dai rapporti sessuali extraconiugali non perché non li desiderino, o perché li considerino immorali, ma semplicemente perché, se il coniuge ne venisse a conoscenza, rischierebbero di perderlo. Insomma perché non ne varrebbe la gioia.
Alcuni hanno rapporti sessuali non tanto per il piacere intrinseco o per generare prole, quanto per certi significati e riconoscimenti che vengono attribuiti alle attività sessuali nella propria cultura, specialmente in termini di potere, status, conformità, appartenenza, amore ecc.
Per molte persone il sesso senza l'amore non vale nulla, mentre l'amore senza il sesso può avere un valore più o meno grande. Così, in mancanza d'amore, molte persone si astengono dai rapporti sessuali, creando difficoltà a quelle per cui il sesso ha un valore anche in assenza d'amore.
Nel regno animale ci sono specie in cui per l'accoppiamento il maschio sceglie la femmina, specie in cui la femmina sceglie il maschio, e specie in cui la scelta è fatta dal maschio o dalla femmina in modo non predeterminato. Tali differenze si accompagnano a differenze estetiche e di forza fisica tra i due sessi.
L'uomo, essendo più forte fisicamente, ha soggiogato la donna e l'ha ridotta a sua schiava. Perché da sempre i forti sottomettono i deboli (anche se molti lo trovano ingiusto o fingono di trovarlo ingiusto). Oggi che la forza fisica è meno importante per il successo, la donna si sta lentamente emancipando.
Una donna può causare il concepimento di un solo nuovo individuo ogni nove mesi (ad eccezione dei parti gemellari), mentre un uomo può causare il concepimento di più nuovi individui ogni giorno. Questa enorme sproporzione ha importanti conseguenze psicologiche, sociologiche e culturali, specialmente per quanto riguarda le differenze tra i sessi.
In molti casi le donne competono per gli uomini più potenti, e gli uomini per le donne più belle (nei limiti di ciò a cui possono realisticamente aspirare). Accade anche che una donna cerchi un uomo forte, ma non così tanto da opporsi alla sua intenzione di dominarlo, e che un uomo cerchi una donna bella, ma non così tanto da essere desiderata da uomini più competitivi.
Una donna che si fa bella, lo fa per donare agli altri (specialmente agli uomini) la sua bellezza affinché ne godano, oppure per rendersi attraente, ovvero per aumentare il suo potere di attrazione e legame sugli uomini o il suo valore nella borsa della formazione delle coppie? Altrimenti per quale altro motivo potrebbe farlo? Non credo che lo faccia per piacere a se stessa.
Mi pare che il sesso sia un tema di grande interesse, sul quale quasi tutti hanno opinioni piuttosto decise e altrettanto decise reazioni emotive più o meno positive. Io suppongo che ciò sia dovuto ad una prevalente frustrazione sessuale. Intendo dire che la maggior parte della gente nella nostra società non ha abbastanza rapporti sessuali in senso quantitativo e/o qualitativo.
Alla base, il sesso è una banalità, non fosse altro che perché può essere praticato da tutti, anche dagli stupidi e dagli incolti, animali compresi, senza dover apprendere come farlo.
Il problema è che intorno al sesso l'uomo ha costruito una sacco di sovrastrutture, di simboli, di significati, di prescrizioni, di divieti, di competizioni che ne rendono difficile, e a volte dolorosa, la pratica.
Per quanto riguarda l'offerta del proprio corpo a persone di proprio gradimento, le donne si comportano in modi diversi. A volte lo offrono senza chiedere nulla in cambio, a volte dietro pagamento in denaro, a volte dietro pagamento in natura, a volte dietro un impegno a legarsi esclusivamente e in modo permanente ad esse. Gli uomini, invece, generalmente offrono il proprio corpo senza chiedere nulla in cambio.
Nell'essere umano convivono due tendenze fondamentali: l'istinto di cooperazione e l'istinto di competizione. In certe persone prevale il primo e in altre il secondo. Per "prevale" intendo che si manifesta più spesso e in modo più forte, ma senza annullare del tutto l'altro. Ebbene, credo che nella maggior parte delle donne (ma non in tutte) prevalga l'istinto di cooperazione e che nella maggior parte degli uomini (ma non in tutti) prevelga l'istinto di competizione.
Trovo interessante il fatto che i discorsi relativi alla morale sessuale riscuotano sempre un grande interesse e rivelino una marcata polarizzazione dei giudizi. Credo che ciò sia il sintomo di un problema che ci riguarda tutti e che né la modernità né la postmodernità hanno ancora risolto. In altre parole: la sessualità resta un grosso problema per la società in generale e per la nostra in particolare. Altri sintomi sono la diffusione e la vitalità della prostituzione e della pornografia dovunque non siano severamente proibite per legge.
Ritengo che il rapporto di prostituzione, quando non sia forzato, illegale o pericoloso per la salute, sia uno dei più onesti che si possano avere tra due persone. Chiaro, sincero, esplicito, diretto, libero, senza impegno, con persone che si possono scegliere, soddisfa i bisogni o gli interessi di ambo le parti e dura finché le parti ne hanno voglia. Certo, non soddisfa tutti i bisogni umani di relazione, ma del resto nessuna persona può soddisfare tutte le esigenze di un’altra. E allora perché condannarlo? Suppongo che sia condannato per l’invidia, la gelosia, la frustrazione e la paura di chi non si sente libero di praticarlo.
Ci possono essere diversi motivi per cui una persona rifiuta il ruolo di "amante", tra i quali:
- perché l'attrazione per l'altra persona non è sufficientemente forte
- per motivi etici (per non fare del male al coniuge o ai familiari propri e altrui)
- per motivi religiosi (è peccato)
- per conformismo (timore del giudizio negativo altrui)
- per orgoglio (non accetta di essere il "secondo partner")
- per bisogno di possesso (vuole il controllo esclusivo del partner)
- per bisogno di certezza (preferisce non avere alcuna relazione piuttosto che beneficiare di un legame non garantito)
- per timore di malattie sessualmente trasmissibili
- ecc.
Quasi ogni donna, non importa quanto bella, è oggetto di desiderio sessuale da parte di qualche uomo, e lo sa.
Da cosa dipende la scelta di una donna di concedere o non concedere il suo corpo all’uomo che desidera toccarlo e/o penetrarlo? Quali sono le condizioni per l’accettazione del rapporto desiderato dall’uomo? Quale tipo di rapporto è accettabile, quale inaccettabile per la donna? Cosa l’uomo le deve promettere? Cosa l’uomo le deve far credere? Come l’uomo le deve apparire?
Ovviamente le risposte variano da donna a donna, e dipendono in gran parte (ma non soltanto) da condizionamenti culturali.
È bene farsi certe domande, anche perché le condizioni che gli uomini pongono per concedere il proprio corpo a una donna sono generalmente molto diverse da quelle poste dalle donne.
La prima causa della prostituzione femminile è l’istinto sessuale, che spinge molte persone di sesso maschile a copulare con persone di sesso femminile.
La seconda causa principale è il fatto che quasi nessuna persona di sesso femminile è disposta a copulare con una di sesso maschile senza avere qualcosa in cambio in denaro, in beni o in impegni relazionali (cioè in legami duraturi), e/o se il candidato non è di proprio gradimento da un punto di vista estetico, erotico e/o morale.
La terza causa principale è che quasi nessuna persona di sesso maschile è disposta a legarsi per lungo tempo ad una di sesso femminile solo per avere un rapporto sessuale. Infatti quel prezzo è da molti uomini ritenuto eccessivo, in quanto enormemente più alto rispetto a quello richiesto da una prostituta.
Il legame matrimoniale, d’altra parte, spesso non riesce a soddisfare l’istinto sessuale degli uomini, che tende ad affievolirsi con l’abitudine e a ravvivarsi con la novità.
Tutto ciò non esclude che vi siano uomini che non siano interessati alla prostituzione o che preferiscano avere rapporti sessuali solo nell’ambito di legami duraturi ed esclusivi, per vari motivi (temperamento, moralità, gelosia, timore di contrarre malattie ecc.).
Avrei potuto intitolare il tema semplicemente “differenze tra donne e uomini”, ma ho specificato “differenze di mentalità” per evitare di discutere delle differenze fisiche, sulle quali ritengo non ci sia molto da discutere sul piano filosofico.
In quanto al termine “mentalità”, intendo con esso tutto ciò che riguarda la mente, e in particolare il comportamento, i sentimenti, le motivazioni, le idee, gli interessi, l’intelligenza o meglio, le intelligenze.
Vorrei precisare che il titolo che ho scelto non implica che vi siano necessariamente differenze di mentalità tra donne e uomini, o che tali differenze, se esistenti, non siano evitabili.
Il tema è molto “sensibile”, nel senso che, discutendone, è facile assumere posizioni contrastanti che chiamano direttamente in causa con giudizi di valore coloro che ne discutono in quanto rappresentanti di una delle categorie “donne” e “uomini”. Pertanto invito tutti i partecipanti, in questa occasione più che mai, ad esprimersi con rispetto verso la categoria oggetto delle proprie considerazioni, e a rispettare le idee altrui anche se non condivise.
Vi raccomando inoltre di affrontare il tema in termini non assoluti e universali, ma relativi, ovvero statistici, considerando che le donne non sono tutte uguali, come non lo sono gli uomini, e che vi sono donne più virili (o mascoline) di certi uomini e uomini più femminili di certe donne.
Per concludere, vi segnalo una recente polemica contro il popolare storico Alessandro Barbero, che molti hanno aspramente criticato per aver detto quanto segue:
"Vale la pena di chiedersi se non ci siano differenze strutturali fra uomo e donna che rendono a quest'ultima più difficile avere successo in certi campi; è possibile che in media, le donne manchino di quella aggressività, spavalderia e sicurezza di sé che aiutano ad affermarsi?"
Vi suggerisco di dire la vostra opinione a tale proposito.
Vedi anche "
Caffè filosofico online. Conversazioni sulla vita, sulla società e sulla natura umana"
Recentemente un mio amico mi ha invitato a scrivere qualcosa sul tema: “come le donne pensano”. Inizialmente riluttante, ho poi accettato l’invito come sfida intellettuale e ne è risultato l’articolo che state leggendo.
Il titolo del tema presuppone che le donne pensino in modo diverso dagli uomini, e mi sono chiesto se ciò sia vero, ed eventualmente in quali ambiti.
Mi sono anche chiesto, ammesso che le donne pensino diversamente dagli uomini, come facciamo noi uomini a sapere come le donne pensano, se non sono esse stesse a dircelo. Altrimenti dovremmo dedurlo dal loro comportamento, cioè da ciò che esse dicono e fanno, con tutti i rischi di falsa interpretazione che tale deduzione comporta, trattandosi di "processo alle intenzioni".
Poi c’è un’altra questione: tutte le donne pensano nello stesso modo? Direi di no, come è vero che non tutti gli uomini pensano alla stesso modo, e come è vero che la femminilità non è distribuita in modo uguale tra le donne, nel senso che alcune sono più femminili di altre, così come certi uomini sono più mascolini di altri. Per non parlare dell’omosessualità e bisessualità femminile e di quella maschile, dove mascolinità e femminilità del carattere sono difficili da determinare.
Per farla breve, in base alle mie esperienze con le donne, mi pare che ciò che più differenzi il pensiero femminile da quello maschile (in generale e con molte eccezioni), sia un certo vittimismo delle donne, in quanto tendono a considerarsi storicamente e ancora oggi sfruttate dagli uomini e da essi considerate inferiori, cioè adatte solo ai lavori domestici e alla puericultura, cosa secondo me innegabile e di cui noi maschietti dovremmo fare ammenda.
Un’altro aspetto che a mio avviso differenzia il pensiero femminile da quello maschile, è una certa passività nella ricerca dei partner sessuali, nel senso che molte donne curano il loro aspetto fisico, il loro abbigliamento e la loro reputazione monogamica sperando che ciò le renda attraenti come candidate mogli per qualche uomo “speciale”, che sperano passivamente di incontrare dall'età della pubertà fino al matrimonio, e forse anche oltre, senza cercarlo attivamente, cioè senza prendere iniziative esplicite in tal senso.
Inoltre mi azzardo a dire che molte donne sperano di incontrare un uomo forte ma gentile, su cui esercitare un certo potere in nome dell’amore, un’aspettativa che raramente viene soddisfatta dato che il concetto di amore è molto diverso per i due sessi (pur con molte eccezioni).
Penso di aver già detto troppo e spero nella clemenza delle donne che mi hanno ascoltato.