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Riflessioni di Bruno Cancellieri su

Cervello

26 articoli tratti dal blog "Il mondo visto da me"

Indice delle monografie | Indice degli articoli per anno

Neuroni e possesso

Siamo posseduti dai neuroni che possediamo.

Neuroni e società

Le connessioni neuronali rispecchiano le relazioni sociali.

Cervello e sopravvivenza

Se il cervello serve a sopravvivere, il mio, finora, ha funzionato bene.

Problemi, nemici e cervello

Senza problemi da risolvere, senza nemici da combattere, il cervello si atrofizza.

Il sesto senso

Il sesto senso è l'interpretazione inconscia dei sentimenti altrui fornita dai neuroni specchio.

Sbadigli e neuroni specchio

La contagiosità dello sbadiglio potrebbe essere spiegata mediante la teoria dei neuroni specchio.

Idee e neuroni

La mente è (anche) una rete di idee collegate mediante neuroni. In altre parole, le reti neurali permettono la formazione e l'uso di idee.

Sui contenuti del cervello

Ogni cervello contiene una rete di registrazioni che condizionano le percezioni, le intenzioni e le emozioni presenti e future del suo portatore.

Una rete di significati

Una mente è un sistema basato su una rete di significati supportata da una rete di neuroni. Pensare, parlare, scrivere è fare un certo percorso in tale rete.

Sulla struttura della rete neurale

La rete dei neuroni non ha una struttura gerarchica. Infatti ogni neurone può connettersi con qualsiasi altro, indipendentemente dalle rispettive posizioni.

Le orchestre del cervello

Il cervello non è come un'orchestra diretta da un maestro, ma come tante orchestre, ognuna col suo maestro, che suonano musiche diverse, più o meno in armonia le une con le altre.

Connessioni elettrochimiche tra idee

Collegare logicamente (col pensiero) due idee significa stabilire una connessione elettrochimica (più o meno temporanea o permanente) tra le zone del cervello in cui tali idee risiedono o a cui esse sono associate.

Concetti interconnessi

Un giornale, un libro, un messaggio pubblicitario, un discorso, consistono in insiemi di parole (con o senza immagini) interconnesse, che mirano a interconnettere i corrispondenti concetti nel sistema nervoso del lettore.

Relazioni e connessioni neuronali

Una relazione (di causa-effetto, di appartenenza, di identità, di cooperazione, di competizione, di somiglianza ecc.) tra due oggetti mentali corrisponde ad una connessione neuronale di un certo tipo tra le zone cerebrali corrispondenti agli oggetti stessi.

Sulle logiche del cervello

Le logiche cerebrali sono costituite da costrutti del tipo «se x, allora z« dove z può corrispondere a «starò bene» o «starò male«, «avrò piacere», o «avrò dolore», e x può corrispondere a un certo evento, a una certa azione, a un certo comportamento proprio o altrui.

In altre parole, una logica serve a prevedere o a determinare cosa succederà al soggetto o ad altri se si verificano certe condizioni.

Siamo tutti drogati

L’attività mentale è condizionata anche da particolari ormoni prodotti dal cervello, come la dopamina e l'ossitocina, che hanno effetti su: umore, motivazioni, socialità, sentimenti come amore e odio ecc.

Tali ormoni sono allo stesso tempo causa ed effetto di particolari comportamenti,  sensazioni e percezioni. L’uomo è di fatto dipendente da tali ormoni, che, per composizione chimica ed effetti, possono essere assimilati a sostanze stupefacenti. Pertanto possiamo dire, in un certo senso, che siamo tutti drogati.

La causa di tutti i mali e beni dell'umanità

La causa prima di tutti i mali e beni dell'umanità risiede nella costituzione e biologia del cervello umano, la quale è il risultato dell'evoluzione genetica.

Per questo, per migliorare la società, la prima cosa da fare dovrebbe essere cercare di capire come funziona il cervello mediante la ricerca scientifica.

Tuttavia, sia le autorità religiose che quelle politiche cercano di evitare che la gente si interessi di queste cose e ci riescono benissimo, sfruttando una particolare proprietà del cervello umano.

Psicologia della numerosità

A mio avviso, il cervello umano è molto sensibile alla numerosità dei fenomeni che percepisce, e alla quantità delle sue ripetizioni.

Infatti, più un fenomeno è numeroso, più spesso si ripete, e più ad esso viene data importanza e credibilità.

D’altra parte più un fenomeno o un evento è lontano da noi (nello spazio e nel tempo) e meno importanza e meno credibilità viene accordata ad esso. Anche per questo sembra che la gente non impari quasi nulla dalla storia, né dalla geografia, né dalla filosofia, né dalla psicologia.

Il lavoro del cervello

Il cervello umano, nonostante rappresenti solo il 2% del peso corporeo, consuma il 20% dell'energia consumata dall'intero corpo.

Evidentemente il nostro cervello lavora continuamente, anche quando siamo fermi, quando ci riposiamo, quando dormiamo, ovvero non solo quando pensiamo cosciamente.

Il lavoro del pensiero (che evidentemente consuma energia)  rappresenta presumibilmente una parte relativamente molto piccola del lavoro complessivo del cervello. Mi piacerebbe sapere che lavori fa il pensiero oltre al pensare cosciente.

Connessioni neuronali e psicoterapia

Se, all’interno di una stessa cornice, sono raffigurate due immagini di un certo tipo, nel cervello dell'osservatore dell'insieme si attiva una connessione neuronale, più o meno veloce e più o meno forte, tra le zone corrispondenti ai concetti rappresentati dalle immagini stesse.

Quanto più spesso l’osservatore vedrà le due immagini nella stessa cornice, o collegate in qualsiasi altro modo, tanto più veloce e forte diventerà la connessione neuronale tra le due zone, finché l'immaginazione di uno dei cencetti attiverà automaticamente l’immaginazione dell’altro.

Questo fenomeno dovrebbe essere alla base di ogni teoria psicoterapeutica.

La mente come sistema di connessioni

Pensare, parlare, scrivere servono a interconnettere o a disconnettere concetti preesistenti e/o sentimenti ed emozioni, e a formare nuovi concetti.

La mente è infatti un sistema di connessioni tra concetti e/o sentimenti ed emozioni, supportate da connessioni neuronali.

Ogni connessione può essere più o meno piacevole o dolorosa.

La mente serve dunque a gestire associazioni cognitive, sentimentali ed emotive, al fine di soddisfare i bisogni dell'organismo e di evitargli frustrazioni.

Tale funzione è realizzata mediante la capacità di provare piacere e dolore, e la motivazione/pulsione a cercare il primo e a evitare il secondo, essendo le soddisfazioni piacevoli e le frustrazioni dolorose.

Cervelli inadeguati a gestire la complessità

Per centinaia di migliaia di anni l’homo sapiens ha conosciuto un‘unica lingua, un’unica religione, un’unica filosofia, un unico modo di procurarsi il cibo, un’unica forma di governo e ha pensato in modo semplice. Il progresso tecnico degli ultimi quattromila anni, specialmente negli ultimi quattro secoli, ha reso la società e la vita così complesse che non possiamo più permetterci di pensare in modo semplice. Tuttavia il nostro cervello è rimasto fisicamente quello di migliaia di anni fa, poco adatto a gestire la complessità e vari livelli di astrazione e di metapensiero. Lo stesso vale per le culture e la conoscenza della natura umana che sono ancora molto arretrate rispetto alle attuali possibilità tecniche e alle conoscenze scientifiche di cui disponiamo.

Collegamenti e isolamenti neurali e logici

Il sistema nervoso umano è un'immensa rete che collega migliaia di miliardi di neuroni, ovvero una enorme quantità di idee. Tuttavia alcune zone di tale sistema non sono collegate, cioè non si attivano mai simultaneamente, col risultato che sono mutuamente escluse dall'attenzione.

Ciò può essere dovuto a inibizioni post-traumatiche, a proibizioni moralistiche o ad abitudini alla separazione (di contesti, ambiti, categorie, temi, discipline ecc.) apprese in ambienti didattici.

Essere mentalmente liberi e creativi significa non avere preclusioni nei collegamenti neurali, ovvero essere in grado di collegare (logicamente, causalmente, esteticamente ecc.) tutto con tutto, cioè ogni idea con qualsiasi altra, se ciò può rivelarsi utile o piacevole.

Il piacere e il circolo virtuoso della percezione

Io ipotizzo che, oltre al fatto che gli ormoni neurotrasmettitori facilitano le comunicazioni tra neuroni, possa avvenire anche un processo inverso, cioè che una continua stimolazione delle comunicazioni tra neuroni ottenuta mediante opportune percezioni possa incrementare la secrezione dei neurotrasmettitori stessi, tra cui le endorfine, dando in tal caso luogo a sensazioni di piacere o euforia. Ciò spiegherebbe il piacere che può essere provocato dalla percezione di particolari configurazioni di immagini, testi e suoni. L'effetto potrebbe essere duraturo, analogamente allo sviluppo dei muscoli attraverso l'allenamento degli stessi. Si tratterebbe dunque di allenare le comunicazioni tra neuroni attraverso la lettura, la visione e l'ascolto di particolari oggetti, forme e informazioni allo scopo di rendere più efficaci ed efficienti le interconnessioni neurali (con effetti positivi sulla creatività e l'intelligenza), e di godere del piacere connesso alla conseguente secrezione di endorfine.

Coscienza, sentimenti, volontà, interazioni

La coscienza, i sentimenti e la volontà cosciente sono fenomeni emergenti dalla interazione, ovvero dallo scambio di informazioni, energie e/o sostanze, tra parti (ovvero sottosistemi) del sistema nervoso, così come le società sono fenomeni emergenti dalle interazioni tra esseri umani.

Un fenomeno si dice emergente se non esiste a priori, ovvero come entità a sé stante, ma solo come prodotto di una interazione, ovvero di uno scambio di informazioni, energie e/o sostanze, tra due o più entità, e dura finché dura tale interazione.

Per fare un esempio, un'automobile non esiste a priori (come avrebbe pensato Platone, in base alla "idea" archetipica di automobile), ma come prodotto dell'interazione dei suoi componenti. Cessando l'interazione tra tali componenti, l'automobile smette di esistere in quanto automobile reale e di essa resta solo un ricordo o un'idea. In tal senso, metaforicamente parlando, la coscienza è una specie di automobile.

Quanto sopra è una mia libera interpretazione del pensiero rivoluzionario di Gregory Bateson.

Se x, allora z

Ogni logica è basata sul costrutto procedurale «Se x, allora z». Credo che questo valga per il sistema nervoso umano, così come per i computer. L’argomento (x) del «se» può essere una qualsiasi percezione, compresi sentimenti ed emozioni, e in questo la logica di un computer (che non ha sentimenti, né emozioni) differisce da quella di un essere umano. L’argomento del «allora» (z) è invece un’azione.

Infatti, come diceva Henri Laborit, lo scopo del cervello è l’azione, e io penso che sia più corretto dire che il suo scopo è la decisione, o scelta, di quale azione agire, ovvero di quali comandi inviare ai vari organi del corpo.

Insomma le azioni sono determinate da logiche, ovvero da costrutti «Se x, allora z», che insieme costituiscono “programmi”, il cui scopo è la vita, cioè il mantenimento in vita dell’organismo in cui sono memorizzati.

In base a quanto ho scritto sopra, la vita procede secondo cicli del tipo “se faccio certe cose, se mi dedico a certi progetti, se adotto un certo stile di vita, se seguo certi modelli culturali, ecc, allora ne risulterà una gratificazione per me, cioè un piacere, una soddisfazione, un benessere, un miglioramento della mia condizione. Alla fine del ciclo, se la “ricompensa” non arriva, ci si sente frustrati, delusi, depressi, affranti, arrabbiati, angosciati, o altri sentimenti dolorosi o sgradevoli.

In quale fase di quale ciclo mi trovo adesso?