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Riflessioni di Bruno Cancellieri su

Fede

13 articoli tratti dal blog "Il mondo visto da me"

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Fede e fanatismo

Aver fede nella fede rende fanatici.

Fede e verità

La fede non conduce alla verità ma ad una credenza di verità.

In cosa credere?

Non bisogna credere alle spiegazioni, né alle promesse, ma solo alle azioni.

Di chi fidarsi?

Non fidarti di nessuno, nemmeno di te stesso, e nemmeno di chi ti dà questo consiglio.

Fede e violenza

Ogni fede che esclude o proibisce la critica di se stessa è falsa e violenta. È così nella maggior pare dei casi.

Fiducia in se stessi vs. capacità di autocritica

E' paradossale che le persone che hanno meno fiducia in se stesse siano le meno capaci di autocritica, e viceversa.

Di chi ci si può fidare?

Ogni messaggio che riceviamo può essere parzialmente o totalmente falso e avere motivazioni nascoste a favore di chi lo emette e a nostro sfavore. Non ci possiamo fidare totalmente di nessuno, nemmeno di noi stessi.

Non fidarsi dei consigli

Vi do un consiglio: non fidatevi dei consigli, specialmente di quelli non richiesti, come quello che vi sto dando. Infatti ogni consiglio tende a dare una buona immagine del consigliere ed è coerente con i suoi interessi.

Di chi fidarsi?

Da quando siamo nati, innumerevoli persone, direttamente o indirettamente, ci dicono ciò che è vero, ciò che e buono, ciò che e bello e i loro contrari, e ci danno consigli e raccomandazioni, spesso contrastanti. A chi credere? Con quale metodo possiamo distinguere il vero dal falso, l'utile dall'inutile, il benefico dal nocivo?

Credenza individuale vs. collettiva

Ho notato che tutte le religioni e le filosofie spiritualiste aspirano ad una collettivizzazione delle proprie credenze, fino al punto che la comunanza della credenza è per i credenti ancora più importante della credenza stessa. Infatti il credente soffre per il fatto che qualcuno non condivida la sua credenza, e cercano di convertirlo se possibile. Quando si rendono conto che una conversione è impossibile, rinunciano ad un ulteriore proselitismo e considerano il non credente un minus habens e un potenziale o effettivo nemico.

Perché sono ateo

Il mio ateismo consiste nel non credere nella verità di alcuna delle narrazioni e spiegazioni provenienti dalle varie religioni del passato e del presente, riguardanti il senso della vita e i conseguenti principi etici.

Non credo nelle narrazioni e spiegazioni religiose perché le trovo illogiche, indimostrabili, false, strumentali al controllo politico delle persone, lesive dei diritti umani e nocive rispetto alla soddisfazione dei nostri bisogni primari.

Infatti, a mio avviso, tali narrazioni e spiegazioni costituiscono fattori di rallentamento del progresso morale e civile in quanto si basano su fedi e credenze incompatibili con la logica razionale, con sentimenti naturali e, in generale, con la soddisfazione dei bisogni umani.

Il bisogno umano più importante, la cui soddisfazione è, a mio avviso, ostacolata delle religioni è quello della cooperazione pacifica tra tutti gli umani, senza pregiudizi morali né distinzioni di credenze o di appartenenze a particolari comunità, e senza assurdi, arbitrari, inutili e dannosi obblighi e divieti.

Cosa dice il Catechismo sulla fede

Questo brano del Catechismo della Chiesa Cattolica, tuttora ufficialmente in vigore, la dice lunga sull'essenza della religione cattolica.

La nostra vita morale trova la sua sorgente nella fede in Dio che ci rivela il suo amore. San Paolo parla dell'obbedienza alla fede come dell'obbligo primario. Egli indica nell'« ignoranza di Dio » il principio e la spiegazione di tutte le deviazioni morali. Il nostro dovere nei confronti di Dio è di credere in lui e di rendergli testimonianza.

Il primo comandamento ci richiede di nutrire e custodire la nostra fede con prudenza e vigilanza e di respingere tutto ciò che le è contrario. Ci sono diversi modi di peccare contro la fede:

Il dubbio volontario circa la fede trascura o rifiuta di ritenere per vero ciò che Dio ha rivelato e che la Chiesa ci propone a credere. Il dubbio involontario indica l'esitazione a credere, la difficoltà nel superare le obiezioni legate alla fede, oppure anche l'ansia causata dalla sua oscurità. Se viene deliberatamente coltivato, il dubbio può condurre all'accecamento dello spirito.

L'incredulità è la noncuranza della verità rivelata o il rifiuto volontario di dare ad essa il proprio assenso. « Viene detta eresia l'ostinata negazione, dopo aver ricevuto il Battesimo, di una qualche verità che si deve credere per fede divina e cattolica, o il dubbio ostinato su di essa; apostasia, il ripudio totale della fede cristiana; scisma, il rifiuto della sottomissione al Sommo Pontefice o della comunione con i membri della Chiesa a lui soggetti ».

La fede e i suoi benefici

La fede è uno stato mentale in cui si è convinti che qualcuno o qualcosa (idea, comportamento, pratica, formula, procedura, disciplina, regola, metodo, credenza, tradizione, filosofia, religione, ecc.) ci procurerà un bene. È un'aspettativa di bene e, come tale, procura piacere. Vale a dire che anche la fede in qualcosa di assurdo può farci sentir bene (c'è una differenza tra sentirsi bene e star bene). La fede è dunque, per definizione, un placebo, che in latino significa letteralmente, appunto, "piacerò".

Con questo non voglio dire che aver fede sia credere in cose necessariamente assurde o false; infatti si può aver fede anche in cose vere e realmente benefiche. La differenza tra aver fede in un beneficio e prevederlo razionalmente è che nel primo caso la previsione (che possiamo definire fideistica) è emotiva, non razionale mentre nel secondo caso è razionalmente fondata. Ovviamente le due previsioni possono coesistere, tuttavia c'è sempre il rischio che una previsione fideistica possa influenzare una previsione razionale, per effetto del bias cognitivo.

Non bisogna tuttavia considerare la fede qualcosa da evitare in tutti i casi; infatti, se accompagnata da una coerente e non manipolata previsione razionale, la fede, agendo a livello emotivo, produce entusiasmo, piacere, motivazione, forza, tenacia, resistenza, sicurezza, carisma senza i quali è difficile portare avanti qualsiasi progetto di cambiamento, o la vita stessa.

Affidiamoci dunque alle persone e alle idee in cui crediamo razionalmente e godiamo dei benefici della fede stessa, anche se le nostre previsioni razionali non possono essere sicure al 100%.