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Riflessioni di Bruno Cancellieri su

Gregory Bateson

14 articoli tratti dal blog "Il mondo visto da me"

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Far finta di essere sani

Sentirsi soli e non poterlo dire per non venire isolati e peggiorare la situazione. Viviamo in una società schizofrenica che premia chi è già premiato e punisce chi è già punito, che ci costringe a far finta di essere sani e autosufficienti.

La vita come sistema

Penso alla vita come sistema di parti interne ed esterne all'individuo, che interagiscono, tutte necessarie, e quando qualcuna delle interazioni non funziona, tutto il sistema non funziona e si ammala. È la filosofia di Gregory Bateson, l'ecologia della mente.

Vocabolari che piangono

Ogni volta che qualcuno dice "problematica" intendendo "problema", o "tipologia" intendendo "tipo", un vocabolario piange. Confondere tipi logici diversi, direbbe Gregory Bateson, è un sintomo di schizofrenia. Infatti "tipologia" significa un insieme di "tipi" e "problematica" un insieme di "problemi".

Sull'ecologia della mente

Non abbiamo bisogno di certe cose, persone o idee, ma di interagire in certi modi con certi tipi di cose, persone e idee.

La vita non è fatta di cose, ma di interazioni tra idee scritte nelle cose.

Queste sono alcune idee che ho appreso dall'Ecologia della mente di Gregory Bateson.

Verso una nuova filosofia/religione

Vorrei essere l'araldo di una nuova filosofia/religione agnostica, logica, antropologica, psicologica, ecologica, cibernetica, sistemica, etica, sentimentale, umanista, genetica, evolutiva, eclettica, olistica, relazionale, comunitaria, transdisciplinare, ispirata al pensiero di Gregory Bateson, Edgar Morin, Yuval Harari ed altri scienziati-filosofi che hanno proposto nuovi paradigmi di comprensione della natura in generale e di quella umana in particolare.

L'inesorabile doppio vincolo

Tutto ciò che dico può essere usato contro di me. Anche ciò che sto dicendo. Se dico qualcosa di banale qualcuno mi accuserà di dire delle banalità, se dico qualcosa a cui nessuno ha mai pensato qualcuno mi accuserà di presunzione, se dico qualcosa su cui qualcuno è in disaccordo, qualcuno mi dirà che dico cose false, se dico qualcosa su cui tutti sono d'accordo, qualcuno mi accuserà di dire cose ovvie o di non aver coraggio di uscire dai soliti schemi. Se non dico nulla, qualcuno mi accuserà di essere chiuso o taciturno, o di non avere idee. Il doppio vincolo (double bind) di G. Bateson è dappertutto e tende a fare di noi degli schizofrenici.

Sulla cosiddetta essenza delle cose

Secondo me la realtà di una cosa, vale a dire la sua essenza, le sue qualità, e i sui valori consistono nelle sue capacità di interazione, cioè nei modi, nei meccanismi e nelle logiche con cui può interagire (= agire e/o reagire, scambiare informazioni e/o energie) con il resto del mondo.

Una cosa che non può interagire in nessun modo con altre cose non può esistere, nel senso che non è possibile conoscerla, né misurarla, né comunicare con essa. La possiamo solo immaginare, e infatti immaginiamo tante cose inesistenti. Per questo io sono contrario al concetto di "ontologia", di "essere in sé" e di "valore in sé".

Non possiamo conoscere le cose in sé, ma solo le interazioni tra le cose. L'ho imparato da Gregory Bateson.

La natura dell'immateriale

Ciò che definiamo come "immateriale" è, a mio parere (e anche secondo Gregory Bateson), "informazione" e le relazioni causali e strutturali tra l'informazione (cioè l'immateriale) e la materia (e/o energia) possono essere studiate scientificamente e filosoficamente. Il pensiero, i sentimenti, la coscienza, la volontà, le relazioni e le interazioni tra esseri viventi sono basati su informazioni (inconsce e consce) oltre che su entità materiali o fisiche.

La filosofia può anticipare ciò che la scienza ancora non riesce a dimostrare, specialmente per quanto riguarda la genesi e gli effetti delle informazioni negli esseri viventi.

Se invece per "immateriale" s'intende qualcosa di diverso da "informazione", allora si tratta di narrazioni che non possono essere dimostrate in nessun modo, ma che possono comunque avere effetti importanti sugli umani, in quanto "informazioni" o "idee" sullo "spirito" (indipendentemente da quanto siano vere o false).

La grande opera (The Great Work) - Lettera a Gregory Bateson da suo padre

Da un recente articolo di Nora Bateson (figlia di Gregory Bateson)

In una lettera scritta da mio nonno William Bateson, a mio padre Gregory ho trovato questo passaggio. E’ stato scritto nel 1922, nel tentativo di consolare Gregory, diciottenne, dopo la morte di suo fratello Martin, che si era suicidato. In queste poche righe di consiglio paterno vedo la mappa dello straordinario impegno che diverse generazioni di Batesons hanno avuto verso lo studio del mondo vivente.

“La fede nella ‘grande opera’ [great work] è la cosa più vicina alla religione che ho mai trovato, e dà quello che i credenti traggono dalla superstizione. Naturalmente la ‘grande opera’ non è solo la scienza - la grande arte, per esempio, è forse ancora più grande, ma si dà molto raramente ed è poco alla portata di persone come noi.

La scienza, ne sono certo, viene subito dopo ed è ben alla nostra portata – almeno sono sicuro che è alla tua portata. Prevedo che impegnarti a trovare qualcosa, sia pur una minima cosa, della struttura e dell’ordine del mondo naturale, è, e sarà per te, uno scopo splendido e purificatore, nel quale potrai sempre raccoglierti nei periodi di sofferenza che ogni essere umano deve attraversare.

Se il tuo sguardo sarà rivolto a questo, le altre cose della vita ti appariranno così povere e piccole, e temporanee, che il dolore che possono dare sarà dimenticato in questa più grande emozione.”

(W. Bateson, 1922)

Citazioni di Gregory Bateson

Tratte da http://www.dixxit.info/?author=Gregory%20Bateson

Wisdom is the intelligence of the system as a whole.

Information: any difference that makes a difference.

Creative thought must always contain a random component.

Without context words and actions have no meaning at all.

The meaning of your communication is the response you get.

Play is the establishment and exploration of relationship.

Rigor alone is paralytic death, but imagination alone is insanity.

What is the pattern that connects the crab to the lobster and the primrose to the orchid, and all of them to me, and me to you?

I shall argue that the problem of grace is fundamentally a problem of integration and what is to be integrated is the diverse parts of the mind - especially those multiple levels of which one extreme is called 'consciousness' and the other the 'unconscious'.

We have been trained to think of patterns, with the exception of those of music, as fixed affairs. It is easier and lazier that way but, of course, all nonsense. In truth, the right way to begin to think about the pattern which connects is to think of it as primarily (whatever that means) a dance of interacting parts and only secondarily pegged down by various sorts of physical limits and by those limits which organisms characteristically impose.

La mente secondo Gregory Bateson

Tratto dalla " Introduzione a Gregory Bateson" (a cura di Marco Deriu) edizioni Bruno Mondadori, Milano, febbraio 2000, pp. 1-104. Gregory Bateson: il pensiero del vivente e la vita di un pensiero

I. Una mente è un aggregato di parti o componenti interagenti. In altri termini le particelle subatomiche non sono menti, perché non sono complesse. Il processo mentale presuppone una differenziazione interna e un’interazione e organizzazione di parti multiple.


II. L'interazione fra le parti della mente è attivata dalla differenza. Mentre nel mondo materiale (quello che Jung chiama Pleroma) una forza o un urto possono essere causa di un evento, nel mondo delle idee (Creatura, in termini junghiani) è necessario che vi sia una relazione fra due parti oppure una relazione fra la stessa parte in due momenti diversi. Ciò che non muta è impercettibile.

III. Il processo mentale richiede un'energia collaterale. Nel mondo vivente valgono le leggi della conservazione di energia: non c’è né creazione né distruzione di energia.

IV. Il processo mentale richiede catene di determinazione circolari o più complesse. Poiché il sistema è circolare, nota infatti Bateson, in qualsiasi punto si registrino degli eventi, i loro effetti possono fare il giro completo del sistema per ripercuotersi e produrre nuovi cambiamenti nel punto di origine.

V. Nel processo mentale gli effetti della differenza devono essere considerati come "trasformate" (cioè versioni codificate) della differenza che li ha preceduti. Il processo di percezione è un atto di assegnazione di tipi logici.

VI. La descrizione e la classificazione di questi processi di trasformazione rivelano una gerarchia di tipi logici immanenti ai fenomeni (per esempio messaggi e metamessaggi, classificazione, apprendimento e deuteroapprendimento ecc.

Gregory Bateson

Gregory Bateson è uno dei miei principali maestri di vita, sebbene io lo abbia scoperto all'età di circa 65 anni.

Bateson fornisce, secondo me, la migliore spiegazione del funzionamento della mente e della vita. Lo fa attraverso il concetto di informazione e la cibernetica (ovvero l'informatica) applicata agli esseri viventi, e l'ecologia applicata alle relazioni sociali. Essendo io un informatico, trovo le sue spiegazioni chiare e convincenti.

Bateson studiò la vita, la comunicazione e la società con una mentalità trans-disciplinare, partendo da una formazione accademica in biologia, antropologia e zoologia, ma essendo stato di fatto anche filosofo, psicologo, psichiatra, cibernetico ed ecologista. I suoi interessi non avevano confini e sapeva applicare i concetti di una disciplina alle altre. Egli riusciva a vedere analogie tra fenomeni naturali molto diversi, che faceva risalire a principi comuni incentrati sui concetti di mente e di informazione. Il titolo della sua opera principale "Verso un'ecologia della mente" esprime l'idea che il mondo degli esseri viventi sia regolato da menti che interagiscono tra loro e con l'ambiente, a vari livelli di organizzazione.

Una delle sue definizioni più famose è quella di "informazione", ovvero "una differenza che fa una differenza".

Tra i suoi interessi c'era anche la poesia e il senso del sacro, a cui è dedicato l'ultimo suo libro.

Bateson è molto conosciuto presso gli psichiatri per la sua teoria del doppio vincolo, che spiega l'origine della schizofrenia in chiave sociale.

Qui ho raccolto alcune sue citazioni.

Per diffondere il suo pensiero ho creato il sito gregorybateson.info.

Divieto di verità e doppio vincolo

Dedicato a chi si sente solo

Viviamo in una società fondamentalmente falsa per quanto riguarda i bisogni umani e la loro soddisfazione. Infatti, chi "confessa" di avere bisogni diversi da quelli altrui, o di non riuscire a soddisfare i propri bisogni (indipendentemente dalla loro "normalità"), viene considerato "strano" o "anormale" nel primo caso e "perdente" nel secondo, e punito, in entrambi i casi, con il disprezzo e/o l'isolamento, o, nel migliore dei casi, l'indifferenza. Chi vuole, infatti, essere amico di una persona strana o perdente?

Uno dei bisogni più falsificati e mistificati in questa società è il bisogno di compagnia, ovvero di appartenenza, integrazione, interazione, cooperazione, intimità sociale. Infatti, sebbene molti si sentano soli (alcuni perfino quando sono in mezzo agli altri), pochi hanno il coraggio di confessarlo perché ritengono (consciamente o inconsciamente) che sentirsi soli sia la prova dell'insuccesso più grave, della tragedia più spaventosa per un essere umano, quella di non appartenere ad una comunità solidale non solo economicamente, ma soprattutto intellettualmente ed affettivamente.

Essere soli (o sentirsi tali) significa non essere amati da nessuno e/o non amare nessuno, e, nella mentalità più comune, se uno è solo, la colpa è soltanto sua, come se la solitudine fosse voluta o causata da gravi errori commessi verso gli altri. Della propria solitudine ci si sente dunque in colpa, e questo è un motivo in più per nascondere tale condizione.

Questo fenomeno dimostra quanto la società in cui viviamo sia schizofrenica, oltre che falsa, nel senso del "doppio vincolo" (double bind) di Gregory Bateson.

Infatti, in una società sana, chi sente solo lo dichiarerebbe e cercherebbe apertamente un rimedio, ma, in questa, evita di dichiararlo per non venire isolato e peggiorare la situazione. Questa società, infatti, premia chi è già premiato e punisce chi è già punito, e ci costringe a far finta di essere sani e autosufficienti, rendendo ancor più difficile la soddisfazione dei bisogni frustrati. E, quel che è peggio, a forza di ingannare gli altri finiamo per ingannare anche noi stessi, così da recitare ancor meglio la parte e renderla più credibile.

Ce n'è abbastanza per diventare schizofrenici, nevrotici, depressi o soggetti ad ansia o panico. Infatti pare che tutti questi disagi mentali siano in forte aumento nei paesi più sviluppati economicamente.

Gregory Bateson sull'interazione tra processi fisici, biologici e mentali

In quale misura iprocessi psichici (coscienza, pensieri, emozioni, sentimenti, motivazioni ecc.) sono condizionati da processi fisici, mentali e sociali?

Le seguenti citazioni di Gregory Bateson possono costituire un punto di partenza per rispondere alla domanda suddetta.

La mente non è un'entità, ma un processo.

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La mente individuale non è un'entità autonoma, ma una parte di un circuito più ampio, un'ecologia di idee e relazioni. La danza della coscienza non è limitata al cranio, ma si svolge nell'intreccio del sistema nervoso, del corpo, dell'ambiente circostante e del contesto sociale. I nostri stessi pensieri ed emozioni sono modellati dal flusso costante di informazioni attraverso questi strati interconnessi, rendendo impossibile una separazione netta tra 'psichico' e 'fisico'.

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Immagina la mente non come un contenitore pieno di pensieri, ma come una danza. Questa danza non si svolge solo all'interno della tua testa, ma in tutto il tuo essere, intrecciandosi con le interazioni con il tuo corpo, con il mondo che ti circonda e persino con le menti degli altri. I battiti del tuo cuore influenzano i tuoi pensieri, il colore di un tramonto scatena un'emozione, e una conversazione modella la tua comprensione del mondo. Questa danza è intricata, in continua evoluzione e alimentata da innumerevoli cicli di feedback tra mente, corpo e ambiente. Non c'è una singola entità chiamata 'mente' che controlla lo spettacolo, ma piuttosto un'interazione dinamica di processi che creano la tua esperienza unica della realtà. Separare il 'fisico' dallo 'psichico' non ha più senso in questa danza, perché sono fili inseparabili nell'arazzo del tuo essere.

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Proprio come un sasso lasciato cadere in uno stagno crea delle increspature che si estendono verso l'esterno, influenzando i movimenti di ogni altra increspatura, così anche un'emozione, un pensiero o una sensazione fisica mettono in moto una cascata di effetti dentro e fuori di noi. Immagina il tuo sistema nervoso come una rete complessa, dove ogni pensiero scatena impulsi elettrici che danzano attraverso i neuroni, influenzando la frequenza cardiaca, la respirazione e il rilascio di ormoni. Questi cambiamenti, a loro volta, inviano segnali al tuo cervello, modellando la tua percezione e il tuo stato emotivo. Ma la danza non si ferma qui. Il nostro corpo interagisce costantemente con l'ambiente esterno, inviando e ricevendo informazioni attraverso i nostri sensi. Il profumo della pioggia può evocare un ricordo d'infanzia, una parola dura da parte di una persona cara può innescare una risposta di stress e la vista di un panorama mozzafiato può suscitare stupore e meraviglia. Questi stimoli esterni si intrecciano nell'intricato arazzo dei nostri processi interni, modellando e rimodellando costantemente il nostro paesaggio mentale. In questo modo, lo 'psichico' e il 'fisico' non sono regni separati, ma piuttosto due facce della stessa medaglia, sempre impegnate in una danza dinamica e interdipendente.

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I principali problemi del mondo sono il risultato della differenza tra il funzionamento della natura e il modo di pensare delle persone. Le dinamiche del mondo naturale sono complesse, interconnesse e spesso non lineari, mentre il pensiero e la comprensione umana tendono ad essere lineari e frammentati. Questa discrepanza porta a fraintendimenti, interpretazioni errate e conseguenze indesiderate, dando origine a molte delle sfide significative che dobbiamo affrontare. In questo contesto, diventa evidente che i processi psichici, tra cui la coscienza, i pensieri, le emozioni, i sentimenti e le motivazioni, sono profondamente condizionati dai principi fondamentali della natura e dei processi biologici. I nostri modi di pensare e percepire sono intrinsecamente influenzati dall'intricata rete della vita e del mondo fisico che ci circonda. Pertanto, per comprendere veramente la natura dei nostri processi psichici, dobbiamo riconoscere e apprezzare il profondo impatto del mondo naturale sulla mente umana.

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La saggezza è l'intelligenza del sistema nel suo complesso.