L'identità è un'illusione.
La realtà è un'altra cosa.
Solo gli ingenui sono sinceri.
Un'illusione può avere conseguenze reali.
Le falsità si dividono in inganni e illusioni.
L'illusione più grande è credere che Dio ci ami.
Speranza e illusione si rafforzano reciprocamente.
Non dobbiamo confondere i visionari con gli illusionari.
Illudersi sapendo di illudersi è una vetta della filosofia.
Spesso chi illude è un illuso, e chi inganna è un ingannato.
La mia mente passa continuamente da un'illusione ad un'altra.
Illudersi volontariamente è una raffinatezza da intellettuali.
Le religioni sono industrie che producono e diffondono illusioni.
Se la felicità fosse un'illusione, per ottenerla basterebbe illudersi.
A volte ci si illude volontariamente per godere del piacere dell'illusione.
L'arte è un prodotto dell'uomo, capace di indurre nell'uomo piacevoli illusioni.
Una felicità dura finché durano le relazioni (reali o illusorie) che la sostengono.
Per molti la felicità è basata sulla speranza o l'illusione di una futura felicità.
La mente umana tende involontariamente a illudersi se l'illusione è piacevole o allevia un dolore.
Si potrebbe dire che ogni percezione è illusoria, ma certe illusioni sono più realistiche di altre.
Parlare del nulla. Anche questo è un mestiere. Perché il nulla è rassicurante in una realtà spaventosa.
Chiedere a Dio di fermare il virus è utile come chiedere al gioco del lotto di far uscire un certo numero.
Un'illusione può causare un piacere reale. Per questo le illusioni sono così diffuse. Come pure gli illusionisti.
La felicità che alcuni cercano è un'illusione, e la felicità che alcuni trovano è una realtà basata su illusioni.
Si può essere felici senza almeno la speranza o l'illusione di una relazione d'amore con qualche persona o divinità?
Se l'uomo s'illude facilmente è perché le illusioni agiscono nel cervello come droghe, in quanto danno piacere e alleviano il dolore.
Speranze e illusioni sono elementi fondamentali della felicità, specialmente la speranza e l'illusione che saremo più felici in futuro.
Credere alle stesse false promesse di felicità è un fattore di coesione sociale, di condivisione, di unione, e in quanto tale è un fattore di felicità.
Qualunque cosa facciamo denota l'appartenenza ad un certo insieme sociale, e il piacere che ne ricaviamo può essere un effetto dell'illusione di appartenere a quell'insieme.
L'uomo ha un bisogno genetico di condividere con gli altri quante più cose possibile, ed è tanto più felice quante più cose riesce a condividere (o quanto più si illude di condividerle).
Non bisogna sottovalutare i benefici (per il benessere psicofisico) delle illusioni fiduciose e ottimiste Infatti, i placebo (sia farmaceutici che filosofici) fanno miracoli.
Credere di avere più poteri di quelli che realmente si hanno può avere gravi conseguenze negative. Questo vale anche per quanto riguarda i poteri altrui, e per il credere nel libero arbitrio.
Illudersi di essere amati da una persona importante, da tante persone anche sconosciute, o da una divinità, è fonte di gioia e di sicurezza in sé stessi. Dubito che si possa essere felici senza tale illusione.
A parer mio, la festa del Natale è una bella illusione collettiva in cui ci vogliamo tutti bene e apparteniamo tutti alla stessa comunità. Finita la festa, finita anche la benevolenza e la comune appartenenza.
Una poesia è una raccolta di allusioni eleganti e ben ritmate, che nascondono o abbelliscono veritã brutali e inconfessabili, o riempiono di significato e di valore luoghi vuoti e insignificanti. Allusioni e illusioni.
La bellezza, la speranza, la fede, la meditazione, l’illusione, sono droghe informative dell’apparato cognitivo che ci aiutano a sopportare l'assurdità e i dolori della vita. Consistono tutte in promesse di felicità.
Per i più, l'inconscio è una piccola parte della coscienza, mentre è vero il contrario. Infatti la coscienza è una piccola parte dell'inconscio e ha poteri molto limitati sulla nostra vita e sulle nostre scelte, anche se si illude di essere la padrona di casa.
Un’illusione sociale è credere che comportandoci in un certo modo gli altri ci ameranno. In realtà l’amore non si ottiene per merito. I più fortunati lo trovano per caso, perché sono (o sembrano) ciò che altri desiderano.
Momento per momento, un certo numero di cose nel mio corpo e nella mia mente inconscia decidono il mio stato d'animo, il mio umore, il mio grado di felicità, i miei sentimenti, i miei desideri, le mie paure, i miei pensieri, le mie illusioni, le mie decisioni ecc.
La mente umana è così complessa, fragile e piena di lacune che, per evitare di affrontare verità dolorose, riesce perfino a trovare il bene nel male e il male nel bene, a vedere l'invisibile e a non vedere il visibile, ad avere certezza dell'incerto e incertezza del certo.
Più invecchio, più mi convinco dell'importanza delle illusioni per la felicità.
Perciò ritengo che, se una illusione non è nociva (per sé o per altri), conviene rispettarla, se non incoraggiarla.
Questo vale ovviamente anche per le mie illusioni.
Vuoi essere felice? Coltiva l'illusione che gli altri ti capiscano, ti rispettino, ti ammirino, ti vogliano bene, desiderino la tua compagnia e la tua cooperazione, e che tu sia libero di cooperare con le persone che ti piacciono, quanto, dove, come e quando ti piace cooperare.
L'illusione di far parte integrante e attiva di una comunità sana e forte è fonte di sicurezza e di piacere, e tutto ciò che conferisce tale illusione (cioè la rappresentazione e la celebrazione delle forme e dei rituali della comunità) ha un grande valore per i soggetti interessati.
Per me metafisica è qualsiasi idea che non può essere dimostrata né falsificata, ed è tuttavia capace di influenzare il comportamento umano, e di dare piacere e/o di lenire il dolore per qualcuno. È sostanzialmente una illusione. È una definizione personale ed eretica, non accademica.
Ci sono tante cose che danno l'illusione di essere in compagnia. Tra queste: l'adorazione di una divinità, la visione di uno spettacolo o di un film, la visita di un museo, l'ascolto di una musica, la lettura di un libro, la pratica di una disciplina o di una filosofia, la masturbazione ecc.
Credere nei miracoli, o nella possibilità che l'impossibile si realizzi o sia già avvenuto non è solo ingenuo, ma pericoloso, perché i credenti nell'impossibile sono facilmente imbrogliabili e capaci di imbrogliare altre persone, e di fare e far fare cose inutili, assurde o contrarie ai propri interessi.
Quando le interazioni reali con gli altri non ci soddisfano, possiamo alleviare la frustrazione immaginando interazioni più soddisfacenti. L’immaginazione è un’illusione volontaria e lucida che può darci piacere e lenire il nostro dolore. E’ un prezioso dono che la natura ci ha fatto, senza il quale saremmo molto più infelici.
La saggezza consiste nella comprensione, accettazione e gestione delle contraddizioni, delle ambivalenze, dei paradossi, dei conflitti, dei doppi vincoli, degli inganni, delle illusioni ecc. di cui è fatta la vita umana.
In altre parole, la saggezza consiste nel sapere che ogni cosa può essere diversa e perfino opposta rispetto a come appare, e che ogni valore può nascondere e comportare un disvalore.
In libreria, ogni libro mi dice «Leggimi, ne ricaverai un vantaggio, un piacere, un'appartenenza, uno status, una chiave per aprire porte o per capire cose, qualcosa di cui parlare con altri, una conferma dele tue idee e della tua moralità, un divertimento, una distrazione dai tuoi problemi, ecc.». Ma i libri sono migliaia e non so quali considerare. Inoltre mi viene il sospetto che siano tutti, o quasi, ciarlatani, cioè venditori di illusioni.
Ogni essere umano ha una certa idea della società in cui vive, dei ruoli che ciascuno vi esercita e di quelli che ciascuno vorrebbe esercitarvi, a cominciare da se stesso. Le differenze tra i presunti ruoli attuali di ciascuno e quelli da lui desiderati costituiscono le dinamiche psicologiche individuali e sociali. Tuttavia le idee sui ruoli attuali e quelli desiderati possono essere ingannevoli e illusorie, ovvero più o meno realistiche.
La libertà di pensiero è un’illusione, dato che i pensieri sono limitati da schemi mentali precostituiti, i quali definiscono i possibili contesti, i significati degli elementi che li costituiscono e le rispettive valenze sociali. Uscire dagli schemi noti è difficile e pericoloso perché non si sa dove tale libertà potrebbe portare, né come potrebbe essere interpretata e giudicata dagli altri. La creatività richiede coraggio e/o incoscienza.
L'inganno è un'affermazione totalmente o parzialmente falsa, l'illusione un'aspettativa improbabile o impossibile, ovvero non realistica. Gli esseri umani ingannano e illudono l'un l'altro (consciamente o inconsciamente) per ignoranza, per sfruttarsi reciprocamente, per conformismo o per salvare la faccia; ingannano e illudono se stessi inconsciamente per ignoranza e per soffrire di meno. Infatti la verità può essere disarmante, ridicola, dolorosa, atroce, sconvolgente, insopportabile.
Analizzarsi e valutarsi liberi da ogni pregiudizio, moralismo e autocensura è molto rischioso. Potremmo scoprire di non essere innocenti, di non essere sinceri, di esserci ingannati e di non aver capito le cose più importanti della vita in genere e di quella umana in particolare. Per evitare che la nostra visione del mondo e di noi stessi si riveli infondata e contraddittoria, meglio evitare di guardarci dentro, meglio occuparci solo delle nostre apparenze e di ciò che gli altri pensano o potrebbero pensare di noi.
La vita umana è basata sulla vita sociale e la vita sociale è basata sulla condivisione, ovvero lo scambio, di beni materiali e immateriali. Questi ultimi consistono in informazioni, cognizioni, idee, narrazioni, valori, giudizi, pregiudizi ecc.
Dal momento che le nostre visioni del mondo e di noi stessi sono per lo più illusorie e ingannevoli (perché tendono ad affermare e difendere la nostra reputazione e autostima), ciò che condividiamo (per quanto riguarda il comportamento proprio e altrui) sono per lo più illusioni e autoinganni.
La realtà è infinitamente grande, e di essa la coscienza può cogliere un solo dettaglio alla volta. La vita è finita, e ancor più la coscienza. Siamo piccole e temporanee parti di un tutto di cui possiamo conoscere solo alcuni aspetti.
Gli umani si dividono in due categorie: coloro che accettano la propria finitudine, e coloro che non l'accettano. Sia i primi che secondi s'illudono e illudono, s'ingannano e ingannano, desiderano l'impossibile e scambiano fantasie per realtà. Tuttavia per i primi è più facile accorgersi degli inganni e delle illusioni.
Speranze e illusioni sono importanti per la felicità. Oggetto di speranze sono soprattutto delle relazioni sociali soddisfacenti.
Infatti la felicità dipende molto da speranze, ovvero previsioni, di soddisfazione di certi bisogni, in particolare il bisogno di cooperazione con altre persone.
La speranza non solo è fonte di piacere, ma facilita l'ottenimento di ciò che è sperato. Al contrario, la disperazione è deprimente e debilitante.
Una speranza può essere illusoria, ma anche in tal caso può essere utile e piacevole.
Ogni umano adotta o costruisce una sua visione del mondo atta a dare un senso a ciò che gli accade. Non importa se tale visione sia realistica, ma che fornisca una spiegazione di ciò che altrimenti sarebbe inspiegabile. E' per questo che miliardi di persone credono in assurdità, perché comunque danno un senso agli avvenimenti. Perché l'uomo non accetta ciò di cui non capisce il senso, ovvero non accetta di non capire il senso delle cose. Saremmo tutti più intelligenti e realistici se accettassimo la non-comprensione come un fatto normale e non necessariamente pericoloso, nulla di cui vergognarci.
Platone credeva che le forme reali fossero copie imperfette di forme ideali che risiedono in un altro mondo, che lui chiamava Iperuranio.
La matematica e i computer ci dimostrano che non c'è bisogno di immaginare un altro mondo per spiegare le forme di questo mondo. Le forme reali sono infatti il risultato di formule matematiche e di algoritmi programmabili, mentali o informatici, che permettono di costruire forme e di misurarne il livello di perfezione.
Insomma, le forme reali sono il risultato di formule concepite da esseri umani ed eseguibili da persone e/o da computer, non copie più o meno perfette di entità sovrannaturali.
Matematica e cibernetica hanno dimostrato il carattere illusorio dell'idealismo e la sua falsità come spiegazione della realtà. In altre parole, le "idee" sono reali e risiedono nel mondo fisico e nelle menti umane in quanto informazioni.
Siamo dominati dal piacere e dal dolore suscitati automaticamente dalle nostre sensazioni, dalle nostre percezioni e dai nostri pensieri.
Infatti non possiamo decidere volontariamente cosa ci dà piacere (fisico e/o mentale) e cosa ci dà dolore (fisico e/o mentale), e le nostre scelte sono sistematicamente determinate dalle nostre motivazioni (volontarie e involontarie, conscie o inconscie) a ottenere il massimo piacere e a evitare il massimo dolore, a breve e a lungo termine.
In tal senso il libero arbitrio è di fatto illusorio. Infatti, paradossalmente, l'unico modo per esercitare il libero arbitrio sarebbe decidere di non esercitarlo, cioè di prendere decisioni a caso, ma anche tale decisione sarebbe indotta da una certa aspettativa di piacere o dolore.
In sintesi, ogni scelta è determinata dal piacere e/o dal dolore attuali o previsti a fronte delle diverse opzioni disponibili.
Per quanto riguarda i rapporti con gli altri, la mente umana fatica a distinguere le relazioni reali da quelle immaginarie. Infatti non vi sono elementi oggettivi per qualificare una relazione interpersonale, ma solo segnali e indizi più o meno espliciti e più o meno autentici.
In base a tali segnali e indizi, la mente cerca di stabilire quali siano i rapporti reali, cioè effettivi. In altre parole, le relazioni sono sempre presunte, desunte, senza alcuna certezza per quanto riguarda la situazione presente e tanto meno per quella futura.
Di conseguenza, le emozioni di piacere e di dolore legate alle relazioni intepersonali, sono sempre basate su presunzioni, non su fatti oggettivi, e in tal senso possono essere ingannevoli.
Un particolare tipo di presunzione di relazione è la speranza, o aspettativa, di una futura relazione di un certo tipo.
Una presunzione di relazione può dunque essere ingannevole sia per quanto riguarda il presente, che per quanto riguarda il futuro.
In conclusione, può essere utile chiedersi quanto le relazioni sociali che presumiamo di avere, o che speriamo di avere, siano realistiche, e cercare il maggior numero di segnali, indizi e prove in tal senso.
A che serve indagare gli automatismi della volontà se il libero arbitrio è solo un'illusione e quindi non possiamo fare altro che obbedire a tali automatismi?
La risposta è che abbiamo bisogno di illuderci di possedere il libero arbitrio. Senza tale illusione la nostra vita, specialmente quella sociale, sarebbe insopportabile, e la nostra specie si estinguerebbe (per non parlare dei problemi giuridici, per cui nessuno sarebbe colpevole di alcunché). L'illusione del libero arbitrio è spontanea e non dobbiamo fare alcuno sforzo per illuderci. Lo sforzo dobbiamo farlo per disilluderci e questo sforzo dobbiamo farlo quando ci rendiamo conto che dobbiamo mettere in discussione il nostro comportamento in quanto erroneo, inefficace, inefficiente o controproducente in termini di soddisfazione dei nostri bisogni.
In altre parole nella vita pratica di tutti i giorni dobbiamo continuare a illuderci di essere "padroni in casa nostra", ma quando facciamo introspezione o psicoterapia, dobbiamo capire i meccanismi che determinano il nostro comportamento, per cercare di modificarne gli "input" in modo da migliorare gli "output".
Lo so che sembra assurda questa transizione reversibile tra illusione e disillusione, ma io credo che le cose stiano così, pur ammettendo che c'è qualcosa di misterioso e di incomprensibile in questo "gioco".
Mi pare che quanto ho detto corrisponde al pensiero di William James (psicologo e filosofo pragmatista), che si è occupato molto del libero arbitrio, arrivando persino a difendere le religioni pur riconoscendone l'illusorietà.
Da mattina a sera, e anche mentre dorme e sogna, l'Uomo non fa altro che mistificare, cioè ingannare se stesso e gli altri su tutto ciò che riguarda il bene e il male, l'onore, la reputazione, il prestigio, i valori, la superiorità e l'inferiorità, le gerarchie, il giusto e l'ingiusto, l'utile e l'inutile, l'umano, il bestiale, il mostruoso, il sano e il malato, il bello e il brutto, il sacro e il profano, l'intelligente e lo stupido, il colpevole e l'innocente, il credibile e l'incredibile, il vero e il falso, le cause e gli effetti.
Lo faccio anch'io.
Ognuno sembra dire: se vuoi star bene devi seguire i miei consigli, Se continui a star male è perché non li segui, e se non li capisci è perché non vuoi capirli. È quindi colpa tua se non stai bene nonostante i miei consigli. Se invece li hai seguiti e continui a star male, la colpa non è né tua né mia, ma di qualche stupido e/o malvagio che interferisce nella tua vita, ma tu hai almeno la mia stima, la quale ha un grande valore, perché io so ciò che è bene e male.
Di consiglieri ce ne sono milioni e offrono consigli più o meno simili o contrastanti. Alcuni pretendono perfino di poter intermediare tra l'umano e il divino. Ogni essere umano è allo stesso tempo consigliato e consigliere. Ognuno sceglie i suoi consiglieri con un semplice criterio: preferisce quelli che lo fanno sentire più a suo agio, che lo assolvono, lo lusingano, gli promettono più beni, piaceri, sicurezze, protezioni e alleanze e maggiormente lo attraggono con la bellezza delle loro parole e delle forme con cui si accompagnano.
Nessuno cerca la verità, perché essa non è, in sé, fonte di piacere, né di ricchezza, né di sicurezza. D'altra parte la verità può essere spaventosa per chi la concepisce e chi la ode, e può costituire una minaccia per l'ordine costituito, Infatti tantissime persone sono state punite, anche con la morte, per aver detto o soltanto cercato la verità, per aver messo in dubbio una dubbia verità.
Quello che in verità gli umani cercano è una verità di comodo, che giustifichi il loro comportamento, li deresponsabilizzi, li rassicuri e soprattutto li metta al riparo da punizioni o emarginazioni da parte della comunità. La verità che cercano è, insomma, una confortante via di fuga dalla verità.
Ne risulta un mondo di menzogne, distorsioni, negazioni e censure della realtà, di cui ogni essere umano è autore e vittima. L'uomo è un animale mistificatore, l'unico che inganna perfino se stesso.