Pensare implica immaginare.
La poesia è l'oppio dei sognatori.
Le immagini stimolano l'immaginazione.
Anche le religioni sono fondate su immaginazioni.
Progettare è immaginare e descrivere una realtà diversa.
A volte, per essere felici, basta immaginare di esserlo.
La realtà è molto più complessa di quanto possiamo immaginare.
Immaginare un futuro diverso dal presente stimola la creatività.
Pazzo è colui che non sa distinguere la realtà dall'immaginazione.
L' uomo ha una doppia vita: una nella realtà e una nell'immaginazione.
Il mondo è molto più grande e complesso di quanto possiamo immaginare.
L'immaginazione non ha limiti tranne quelli imposti dalle nostre paure.
La psicoterapia dovrebbe includere un addestramento alla libera immaginazione.
Quando la realtà è troppo difficile da affrontare ci si rifugia nella fantasia.
Immaginare è un'arte che può essere appresa e coltivata per il proprio benessere.
L’uomo non conosce la realtà reale, ma una realtà immaginaria.
Il tempo della mente, sempre soggettivo, è il ricordo e/o l'immaginazione di un tempo passato o futuro.
Se opportunamente guidata (ma non troppo), l'immaginazione può essere molto creativa e perfino terapeutica.
Metaimmaginazione: immaginare di immaginare interazioni, con certe persone e cose, in certi modi.
Immagina che una cosa che non ti piace ti piaccia. Se ci riuscirai, capirai cose che non hai mai capito prima.
Immaginare può richiedere coraggio. A volte abbiamo paura di immaginare cose contrarie a ciò che ci è stato insegnato.
Immaginare algoritmi diversi dai propri è un esercizio terapeutico e creativo, che può migliorare i propri automatismi.
La pornografia costituisce un chiaro esempio degli effetti fisici dell'informazione e dell'immaginazione sul corpo umano.
Gran parte della vita di un essere umano consiste nell'immaginare o nel credere di vivere una vita diversa da quella reale.
L'uomo ha un tale bisogno di interagire con gli altri che, se non può avere interazioni reali, si contenta di interazioni immaginarie.
Abbiamo un tale bisogno di interagire con altri esseri umani che se non riusciamo a farlo nella realtà lo facciamo con l'immaginazione.
Per capire le logiche delle persone malvagie bisogna immaginare di essere malvagi. Ma questo è impossibile a chi ha paura della malvagità.
Fantasia è tutto ciò che esiste solo nella mente di una o più persone. Tuttavia una fantasia può causare comportamenti reali, non fantastici.
Per capire perché certe cose che mi disgustano piacciono ad altri, devo immaginare, cioè fingere come un attore, che esse piacciono anche a me.
Il presente non esiste, dato che la sua durata è nulla. Esistono solo il passato (come realtà), e il futuro (come immaginazione). Il presente è già passato.
Per cambiare una cosa bisogna immaginarla diversa nelle sue interazioni con il resto del mondo e chiedersi se le nuove interazioni immaginate sono sostenibili.
L'immaginazione non ha limiti e non è soggetta a critiche. Per molti (me compreso) è una consolazione, un conforto. Tuttavia io cerco di distinguere tra realtà e immaginazione.
L'immaginazione è reale (in quanto meccanismo cerebrale) e ha effetti reali cognitivi ed emotivi (come, ad esempio, il godimento), anche se ciò che immaginiamo è spesso del tutto irreale.
Immaginare di essere un'altra persona è un esercizio difficile, pericoloso e sorprendente. Richiede coraggio, libertà e cultura. Potrebbe cambiare la vita di chi lo fa in modi imprevedibili.
Per me ciò che chiamano "trascendenza" (parola che io evito di usare) è solo un desiderio, un mito, una realtà immaginaria, non una realtà conoscibile (se potessimo conoscerla sarebbe immanente).
Chi non riesce a interagire realmente come vorrebbe immagina di farlo. L'uomo è forse l'unico animale capace di immaginare, ovvero di vivere una realtà virtuale e di trarne, almeno in parte, soddisfazione.
Un fatto può essere più o meno reale o immaginario, e a volte è difficile stabilire quanto siano reali o immaginari i fatti che producono certe percezioni e certe sensazioni più o meno piacevoli o dolorose.
Forse la differenza principale tra noi umani e gli altri animali è la nostra capacità di vivere vite immaginarie mediante l’uso di simboli capaci di evocare emozioni simili a quelle provocate da situazioni reali.
L'uomo è un animale immaginario, ovvero capace di immaginare e immaginarsi, ma incapace di conoscersi. La sua vita e il suo benessere dipendono dalla qualità della sua immaginazione, perché da essa dipende la qualità del suo comportamento.
Uno medium pornografico (foto, film, spettacolo ecc.) è come un'opera d'arte: stimola la fantasia e provoca sentimenti. Un certo tipo di fantasia e un certo tipo di sentimenti che qualcuno considera antisociali e per questo vorrebbe proibire.
Immaginando nuovi comportamenti possiamo, poco a poco, cambiare i nostri algoritmi di comportamento. Ma anche solo immaginare di comportarsi in modi nuovi, diversi dal solito, richiede un coraggio, un'apertura mentale e un'intelligenza che pochi possiedono.
Il dolore e il piacere sono cose assolutamente reali, forse le uniche cose della cui verità possiamo essere certi, anche se le cause che li determinano possono essere immaginarie e false, anche se possono essere ottenuti manipolando la mente in cui sono generati.
Non dall'essere né dall'avere ricaviamo piaceri e dolori, ma dall'immaginare, dal fare, dal subire, dal ricordare cose che abbiamo bisogno di immaginare, di fare, di subire, di ricordare e dall'immaginare, fare, subire, ricordare cose che non possiamo sopportare.
Immaginare che Dio esista, che mi voglia bene, che mi gradisca e che abbia intenzione di premiarmi eternamente per come sono, per ciò che penso, e per come mi sono comportato finora. È un'idea molto gradevole anche se inverosimile, talmente gradevole che molti ci credono e ne godono.
La società reale è costituita dall'interazione reale tra esseri umani reali viventi. La società virtuale è specifica di ciascun essere umano, ed è costituita da interazioni immaginarie tra esseri umani reali o fittizi. Ogni essere umano è continuamente impegnato in interazioni sociali reali e virtuali.
Quando le interazioni reali con gli altri non ci soddisfano, possiamo alleviare la frustrazione immaginando interazioni più soddisfacenti. L’immaginazione è un’illusione volontaria e lucida che può darci piacere e lenire il nostro dolore. E’ un prezioso dono che la natura ci ha fatto, senza il quale saremmo molto più infelici.
Chiudere gli occhi e sognare restando svegli. Inventare storie liberamente, con personaggi, ingredienti ed eventi scelti a caso. Quando un sogno diventa noioso, abbandonarlo e iniziarne uno nuovo. Scrivere i sogni più interessanti. La prima volta può essere che nel sogno si ripeta sempre la stessa scena. Bisogna avere la pazienza di insistere finché non accade qualcosa di nuovo.
Pensare è immaginare. Immaginare è simulare interazioni, relazioni, combinazioni, eventi, come se avvenissero realmente, sapendo che non sono reali. Solo gli schizofrenici confondono l'immaginazione con la realtà. Tuttavia gli effetti di ciò che si immagina in colui che immagina sono, seppure in misura ridotta, simili a quelli che si avrebbero se ciò che si immagina fosse reale.
Quando due umani si trovano tra loro in prossimità, ovvero in comunicazione o telecomunicazione, essi comunicano e interagiscono secondo i rispettivi programmi mentali. Quando un umano si trova da solo, ovvero non in prossimità o comunicazione con qualcuno, la sua mente si prepara alle future interazioni con gli altri, ipotizzandole e simulandole consciamente e inconsciamente mediante l’immaginazione.
L'immaginazione è una sorta di simulazione. La creatività è basata sull'immaginazione/simulazione. Per creare qualcosa nella realtà bisogna prima immaginarla, simularla nella propria mente. Meglio ancora se si può simulare in laboratorio, in una scala più semplice e piccola, più facile da gestire. Come quando un artista, prima di fare un affresco su una parete, ne fa un bozzetto su un foglio di carta.
La pornografia associata alla masturbazione è interessante per la comprensione del funzionamento della mente umana. Essa infatti costituisce un esempio di come l'immaginazione, stimolata dalla visione di certe immagini, e accompagnata dalla manipolazione di certe parti del proprio corpo, possa dar luogo a orgasmi ed eiaculazioni come se la scena immaginata fosse reale, e reale la partecipazione del soggetto alla scena stessa.
Questo dimostra che interazioni immaginarie possono avere sul corpo lo stesso effetto di interazioni reali.
Imparare una lingua (specialmente la lingua madre) è apprendere ad associare certi simboli a certe forme, immagini o sensazioni, e a concatenare i simboli appresi, per costruire narrazioni che possiamo inventare, raccontare e ascoltare.
Tali narrazioni sono simulazioni più o meno verosimili di fatti e fenomeni reali passati, presenti o futuri che possiamo immaginare e trasmettere.
Grazie al linguaggio possiamo dunque pensare, inventare e condividere vite immaginarie e ricordi di vite reali.
La meditazione è una specie di immaginazione non creativa. La fantasia è una specie di immaginazione non realistica. La religione è una combinazione di meditazione e fantasia.
L'immaginazione che preferisco è creativa e realistica. Consiste nel prevedere cose nuove possibili, utili, piacevoli e realizzabili.
È un'attività che richiede apprendimento, esercizio, stimoli, e il superamento di inibizioni conformiste, della resistenza al cambiamento e della paura di avventurarsi in percorsi mentali inesplorati e logiche alternative.
Pensare è anche immaginare.
A scuola, nessuno ci ha insegnato a pensare e ancor meno a immaginare.
La libertà di pensare e immaginare liberamente è una delle più importanti.
Immaginazione e pensiero possono essere più o meno volontari o involontari, consapevoli o inconsapevoli.
Immaginare e pensare sono arti che si possono imparare.
La nostra salute mentale e il nostro benessere dipendono anche da cosa e come pensiamo e immaginiamo, ovvero da come usiamo le nostre facoltà di pensiero e immaginazione.
- Immagina una cosa A qualsiasi;
- immagina una cosa B più piacevole di A;
- immagina una cosa C più piacevole di B;
- immagina una cosa D più piacevole di C;
- e così via...
Piacere e dolore possono essere suscitati da interazioni realmente presenti o presentemente immaginate.
Un'immaginazione (più o meno piacevole o dolorosa) può essere suscitata da un'interazione realmente presente o da una precedente immaginazione.
Un'immaginazione può essere costituita da un miscuglio di immagini mentali e di parole, che a loro volta costituiscono interazioni immaginarie, ovvero storie.
Un'immagine mentale può essere formata dal ricordo di una immagine reale o da un'immagine inventata.
La creatività è la capacità di inventare composizioni di forme, di immagini, di parole, di storie, ovvero interazioni immaginarie, capaci di suscitate piacere e/o dolore, o di risolvere problemi.
È opportuno distinguere il sentimento d'amore dall'atto d'amore, perché si può avere la sensazione di amare, o di essere amati, senza che vi sia alcuna interazione reale, alcuno scambio di informazioni, di beni o di energie, tra l'amante e l'amato. In tal caso si può dire che si tratta di amore immaginario.
Intendo dire che l'amore di cui tanti parlano non ha nulla di reale in senso pragmatico, cioè nel senso di uno scambio effettivo di dare e ricevere "qualcosa", ma è un ideale che resta ideale, cioè solo un'idea che non si traduce in fatti. In altre parole, se X dice di amare Y, cosa significa? Cosa X dà a Y? Cosa Y riceve da X? Se Y non riceve nulla da X, o se Y non apprezza ciò che riceve da X, quell'amore è solo immaginario, o è solo un desiderio d'amore.
Quando proviamo un piacere, è importante distinguere se si tratta di un gustare o di un pregustare. Perché il gustare viene da un piacere effettivo, mentre il pregustare viene da un’anticipazione immaginaria del piacere, che, in quanto tale, potrebbe restare delusa, cioè potrebbe non avverarsi.
Sia il gustare che il pregustare sono piaceri reali, tuttavia, il gustare resta nella memoria come piacere realmente goduto, mentre il pregustare, nel caso in cui non si avveri, resta nella memoria come delusione e frustrazione.
Conviene perciò diffidare del piacere della pregustazione, specialmente se di lunga durata. Infatti, più lunga è la pregustazione che non si avvera, più cocente e più lunga è la frustrazione.
Il piacere estetico, cioè il piacere insito nella percezione di forme artistiche, poetiche, letterarie, spettacoli teatrali, forme biologiche, spettacoli naturali ecc. può avere diverse cause sommabili, come le seguenti.
- l’effetto neurologico della bellezza intrinseca di certe forme
- la piacevole sensazione di appartenere ad una comunità (più o meno elitaria) di persone che apprezzano certe forme di bellezza
- la piacevole sensazione derivata dallo status competitivo di conoscitore di certe forme di bellezza
- la piacevole sensazione derivata dallo status competitivo di possessore di certe forme di bellezza (opere d’arte, di artigianato, arredamenti, proprietà immobiliari di particolare bellezza ecc.)
- il piacere dell’immaginazione stimolata da certe forme di bellezza.
- ecc.
La mente reagisce a stimoli, ovvero a informazioni a cui vengono associati significati o proprietà particolari. Questi stimoli possono provenire dall'esterno (attraverso il sistema percettivo sensoriale) oppure dall'interno, cioè dalla memoria, oppure essere generati dal corpo.
Quando siamo svegli, gli stimoli esterni sono prevalenti. Quando dormiamo essi sono praticamente assenti. Quando siamo sotto ipnosi essi sono monopolizzati dalle parole dell'ipnotista.
Quando la mattina ci svegliamo, il risveglio, di solito, non è immediato ma dura un certo tempo durante il quale ci si trova con gli occhi chiusi nel cosiddetto stato di "dormiveglia". In questo stato gli stimoli esterni sono molto ridotti, a vantaggio di quelli interni, sui quali si può concentrare la nostra attenzione.
Per me questi momenti di dormiveglia sono i più creativi della giornata. Di solito è allora che mi vengono nuove idee che, una volta completamente sveglio, cerco di sviluppare e scrivere.
Io penso che lo stato di dormiveglia possa essere raggiunto volontariamente nel corso della giornata. Basta chiudere gli occhi e cercare di non pensare alle cose che ci circondano da vicino. In questo stato, in una certa misura autoipnotico, possiamo dare spazio alla nostra immaginazione senza particolari obiettivi e osservare ciò che la nostra mente può produrre. A volte si tratta di immagini mentali senza senso o utilità apparente, altre volte si tratta di nuove idee interessanti e degne di essere sviluppate.
Ci sono due tipi di pensiero: uno analitico e uno sintetico.
Il pensiero analitico è seriale, dinamico, procedurale, razionale, procede per segmentazioni, per passi successivi, per concatenazioni logiche e associazioni di parole, idee o concetti. È un percorso di ricerca della risposta ad una domanda (una domanda alla volta) attraverso la memoria delle proprie esperienze.
Il pensiero sintetico è statico, contemplativo, fisso (per una certa durata) su una immagine, una mappa, una configurazione, uno spettacolo. È l'osservazione o immaginazione della risposta ad una certa domanda, o l'effetto di una sorpresa.
Il pensiero analitico si alterna a quello sintetico, con dosaggi, ritmi e durate variabili, diversi da persona a persona e in una stessa persona nel tempo. Infatti alla mente capita continuamente, consciamente o inconsciamente, di farsi domande e di contemplare le risposte, che possono essere più o meno certe o ipotetiche.
I pensieri di entrambi i tipi sono attivati e guidati da stimoli sensoriali esterni e interni al soggetto, di cui questo può essere più o meno consapevole, e comportano certi sentimenti o emozioni più o meno gradevoli.
Quanto più un pensiero è gradevole, tanto più esso è attraente e tende a rinforzarsi. Quanto più esso è sgradevole, tanto più esso è repellente e tende ad essere allontanato. Su questo principio è basato il bias cognitivo.
Il pensiero è involontario, ma può essere influenzato volontariamente (in se stessi e negli altri) da media come parole scritte o vocalizzate, immagini, suoni, oggetti, ambienti e composizioni di queste cose.
L'uomo, a differenza degli altri animali, ha grandi capacità di immaginazione, ovvero è capace, col pensiero, di immaginare interazioni tra se stesso e altre persone o cose, come pure tra altre persone o cose. La capacità di immaginare riguarda sempre interazioni e relazioni, le quali vengono simulate nella mente durante l'immaginazione stessa.
Ciò che un una persona immagina (sia in solitudine, sia durante un'interazione reale) può influire sulle successive interazioni reali in quanto può determinare cognizioni, valutazioni e aspettative (che possono diventare abituali) riguardo alle cose o persone con cui si interagirà.
Infatti, in una certa misura, le interazioni immaginarie vengono memorizzate come se fossero avvenute nella realtà. Tanto è vero che i ricordi sono spesso un miscuglio di fatti reali e immaginari. Per questo è importante con chi/cosa e come noi interagiamo nella nostra immaginazione. Questo spiega, per esempio, i sensi di colpa che si possono avere per aver solo immaginato qualche interazione ritenuta (consciamente o inconsciamente) illecita, ingiusta o peccaminosa.
L'immaginazione è fondamentale per la creatività e può essere tanto più creativa quanto più essa è libera di variare in modo casuale. Intendo dire che se uno immagina un'interazione in cui accadono cose casuali o contengono elementi casuali, è possibile che una combinazione casuale di transazioni e relazioni si riveli utile per risolvere un problema o per ottenere certi effetti desiderati o desiderabili. E' così che nascono le invenzioni.
Bisognerebbe dunque imparare a immaginare in modo sano, utile e creativo.
Vorrei imparare a fantasticare, a immaginare cose irreali ma verosimili. Vorrei poter inventare storie di personaggi più o meno simili a me, uomini e donne di ogni età e condizione sociale, temperamento e carattere. Situazioni diverse, in luoghi e tempi tra i più diversi, nel passato, presente e futuro. Gesti e azioni, pensieri, sentimenti ed emozioni di ogni specie. Forme, colori, suoni, norme, macchine, strumenti, linguaggi, riti, valori, motivazioni, intenzioni, esiti ed eventi di ogni tipo, casuali e non casuali.
Ma mi sento inibito a farlo. Perché? Temo forse che le storie che potrei produrre sarebbero brutte, noiose, patetiche, o farebbero scandalo e causerebbero la mia espulsione dalla società o dalla mia comunità elettiva interiore? A chi potrebbero dispiacere le mie fantasie? Ai miei genitori interiorizzati? Ai miei amici? A Dio? Quali perversioni e follie potrebbero scatenare in me? Come cambierebbero la mia immagine sociale? Rischierei di diventare un perdente?
D'altra parte mi sento attratto dall'idea di riuscire a inventare storie. Quali benefici e gioie potrei ricavarne? A chi potrebbero piacere?
Vorrei poter immaginare storie di amore e odio, rispetto e disprezzo, umiltà e arroganza, vittorie e sconfitte, rivoluzioni, ribellioni e sottomissioni, illuminazioni e perdizioni, malattie e guarigioni, conflitti e pacificazioni, fedeltà e tradimenti, vergogna, perdono, punizioni, vendette, pentimenti, disperazione, speranza, tristezze e gioie. Chi me lo impedisce?
Potrei scrivere la storia di un uomo o donna, o di un uomo e una donna che volevano imparare a fantasticare e scrivere novelle e romanzi, e che alla fine si incontrano e si sposano. Un romanzo di formazione.
L'uomo è probabilmente l'unico animale capace di vivere vite immaginarie, ovvero di pensare vite passate mai avvenute o future più o meno realizzabili. Questa capacità è al tempo stesso una fortuna e una disgrazia. Una fortuna perché una vita immaginaria felice può compensarne una reale infelice, o, se realistica, costituire un modello per un miglioramento individuale o sociale; una disgrazia quando si confonde l'immaginazione con la realtà, ovvero non si vive in accordo con la realtà, si chiedono, cercano e vogliono fare cose impossibili, e ci si perde in progetti irrealizzabili.
C'è un'enorme differenza tra quello che avviene nella vita reale e ciò che può avvenire in quella immaginaria ovvero nel pensiero. Nella prima, dominata dalla necessità e dal caso, non possiamo controllare le reazioni altrui al nostro comportamento né le nostre reazioni automatiche al comportamento altrui, mentre nella seconda, dominata dalla nostra volontà, tale controllo è possibile ed è ciò che rende questa così interessante. Nella vita immaginaria, infatti, avviene solo ciò che vogliamo, desideriamo, ci aspettiamo o riteniamo giusto o plausibile che avvenga.
Non dobbiamo dunque dimenticare questo scarto tra come la realtà è e come vorremmo o ci aspettiamo che sia, e il rischio di fare scelte corrette nella vita immaginaria e sbagliate in quella reale.
Tuttavia non possiamo sfuggire alla realtà che in ogni momento ci vede intrappolati tra il ricordo di un passato e l'aspettativa di un futuro costruiti dalla nostra immaginazione.
Ricordiamoci inoltre che l'immaginazione, ovvero la capacità di immaginare e di confondere l'immaginazione con la realtà, è essa stessa una realtà che dobbiamo tenere in considerazione nel nostro comportamento con gli altri, nel senso che per avere buoni rapporti con loro siamo costretti a rispettare le loro immaginazioni come se fossero realtà, se essi sono convinti che lo siano.
Infatti, ricordare continuamente agli altri che la loro visione del mondo è più immaginaria che reale, può dar luogo a reazioni tali da nuocere ai nostri rapporti con loro.
L'immaginazione può essere più o meno volontaria, come il pensiero. La differenza tra pensiero e immaginazione è che il pensiero è una catena seriale di concetti, simboli o parole, mentre l'immaginazione è la simulazione di un’immagine o di una serie di esse, come in una foto o nel cinematografo. Immaginare è dunque vedere, non con gli occhi, ma con la mente.
Tra pensiero e immaginazione ci possono essere relazioni causali nel senso che un’immagine può suscitare dei pensieri e un pensiero può suscitare delle immagini. Infatti, è difficile pensare senza immaginare e immaginare senza pensare. Possiamo perciò dire che si tratta di relazioni circolari. Ci sono relazioni circolari anche tra immagini e sentimenti e tra immagini e motivazioni.
Tra le cose che si possono immaginare ci sono gli stati della propria persona. Possiamo cioè immaginare di essere o di sentire qualcosa, e di interagire con qualcosa o qualcuno. Possiamo immaginare di vivere una certa vita, più o meno simile a quella che abbiamo vissuto o che stiamo vivendo. Possiamo anche immaginare di essere un'altra persona e di vivere in un altro ambiente. Possiamo immaginare il passato (come quando ricordiamo), il presente e il futuro, e di essere più o meno felici.
L'immaginazione può essere più o meno utile o dannosa, dipende da ciò che s'immagina. Può essere più o meno creativa e produttiva, più o meno bloccante, ansiogena o deprimente.
Se abbiamo un problema, immaginare di averlo risolto può aiutarci a risolverlo.
Immaginare di essere felici può aiutarci a diventarlo realmente.
L'immaginazione può essere più o meno realistica. Dipende dalla propria mentalità, ovvero dalle proprie credenze, dalla propria educazione e istruzione, e dalle proprie esperienze.
L'immaginazione riguarda le relazioni sociali in quanto queste sono influenzate da ciò che immaginiamo sul rapporto tra noi e gli altri.
Ciò che immaginiamo può essere oggetto di censura e autocensura, e pertanto l'immaginazione può essere più o meno libera. Si può infatti avere paura di immaginare certe cose.
L'arte è fatta di forme che servono a suscitare immagini mentali particolari a cui possono essere associati certi sentimenti. È dunque uno stimolatore di immaginazione, e uno stimolante.
L'uomo vive due vite, una reale ed una immaginaria, le quali si influenzano a vicenda, nel bene e nel male. Per questo è importante scegliere bene cosa immaginare. È importante imparare a immaginare ed esercitare l'immaginazione in una giusta misura.
L'immaginazione è importantissima per noi umani. Forse è la cosa principale che ci distingue dagli altri animali.