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Riflessioni di Bruno Cancellieri su

Inganno

57 articoli tratti dal blog "Il mondo visto da me"

Indice delle monografie | Indice degli articoli per anno

Inganno e violenza

Un inganno è una violenza nascosta.

Inganno e autoinganno

L'autoinganno è il trionfo dell'inganno.

Inganni e illusioni

Le falsità si dividono in inganni e illusioni.

Stupidità e inganni

Gli stupidi non vedono gli inganni, e li propagano.

Autoinganni non riconosciuti

Chi pensa di essere esente da autoinganni si inganna.

Culture e inganni

Chi non vede l'inganno insito in ogni cultura è ingannato.

Nascondere l'inganno

Nascondere l'inganno è la parte più importante dell'inganno.

Ingannati e ingannatori

Spesso chi illude è un illuso, e chi inganna è un ingannato.

Credere alle proprie bugie

Per mentire bene bisogna in primo luogo credere alle proprie bugie.

Mentire con stile

Più si è intelligenti, più si è capaci di mentire in modo raffinato.

Paura di essere scoperti

Amiamo tutto ciò che avalla le nostre menzogne e odiamo tutto ciò che minaccia di svelarle.

Cecità alle incoerenze

Non riuscendo ad essere coerenti, per non soffrirne, molti diventano ciechi alle proprie incoerenze.

Menzogne condivise

Una menzogna condivisa e protetta dagli assalti della verità è un potente fattore di coesione sociale.

Inganno generale

Ogni espressione umana, inclusa la presente, è ingannevole per quanto riguarda i motivi dell'espressione stessa.

Sulla separazione del bene e del male

Quando vediamo tutto il bene da una parte e tutto il male da un'altra, ci inganniamo e inganniamo chi ci ascolta.

Inganno sull'inganno

Più siamo certi di non ingannarci, più ci inganniamo. E viceversa, più siamo certi di ingannarci, meno ci inganniamo.

Come raccontiamo i fatti

Ognuno racconta i fatti in modo tale che la propria figura risulti buona e giusta.

Il gioco della società

La società è un gioco le cui regole sono nascoste, dissimulate, mistificate, inconsce, crudeli verso chi non le rispetta.

Singolare e plurale, particolare e generale

Il particolare è singolare, il generale è plurale. Usare il singolare quando si parla in generale è ingannevole.

Normalità dell'autoinganno

L'autoinganno è normale. Tutti ci autoinganniamo perché è l'inconscio che decide di cosa dobbiamo essere consapevoli e di cosa non dobbiamo esserlo.

Dilemma sulla falsità

Ignorare o denunciare le falsità, questo è il dilemma. Denunciarle significa inimicarsi coloro che vi credono, ignorarle essere complici di un inganno.

Metainganno

Metainganno: inganno sull'inganno, ovvero non accorgersi di essere stati ingannati, di avere ingannato qualcuno o di essersi ingannati, non vedere l'inganno.

Il discorso del ciarlatano

Il discorso del ciarlatano: tu stai male a causa di una certa, semplice causa e io posso indicarti o fornirti gli strumenti per eliminare o neutralizzare quella causa.

Senso del tatto

Il tatto è una disattenzione volontaria praticata per non mettere in difficoltà il proprio interlocutore quando questo rivela inavvertitamente qualcosa di inquietante.

Sull'evitamento della filosofia e della psicologia

Uno dei motivi per cui molti evitano la filosofia e la psicologia, è che mediante queste discipline possono essere svelati gli inganni che preferiscono tenere nascosti.

Un tipo di inganno

Un tipo di inganno è farti credere che uno faccia certe cose per il tuo bene, per il tuo piacere, mentre invece mira a influenzarti, a indurti a fare cose che gli piacciono o gli convengono.

Ogni cultura è ingannevole

Non sarò mai una persona importante, ma di una cosa mi vanto: che non mi faccio ingannare facilmente da alcuna cultura. Infatti ogni cultura è ingannevole in quanto dissimula le vere motivazioni dell'agire umano.

Di chi ci si può fidare?

Ogni messaggio che riceviamo può essere parzialmente o totalmente falso e avere motivazioni nascoste a favore di chi lo emette e a nostro sfavore. Non ci possiamo fidare totalmente di nessuno, nemmeno di noi stessi.

Scetticismo etico

Quando si parla di morale, di sentimenti e di motivazioni, io non credo a ciò che la maggior parte della gente dice, anche se molti sono in buona fede (nel senso che ingannano se stessi prima di ingannare gli altri).

Inganni sugli inganni

Nessuno tollera di farsi ingannare, ma alcuni si fanno ingannare da persone che si spacciano per svelatori di inganni. Mi riferisco ai cosiddetti complottisti, che vedono inganni inesistenti e non vedono quelli esistenti.

Abitudine all'inganno

Siamo talmente abituati ad essere ingannati che non ce ne accorgiamo nemmeno. Per esempio, i prezzi che finiscono con virgola 99 sono ingannevoli perché ci illudono che il prezzo sia inferiore di una unità. Ma nessuno protesta.

Chiunque ci può ingannare

Non dobbiamo mai escludere la possibilità che una certa persona (qualunque persona, anche quelle che ci amano) ci inganni. Perché molti ingannano inconsciamente e involontariamente se stessi e gli altri. Perché siamo tutti ingannati e ingannatori.

Vantaggi dei morti

Uno dei vantaggi di esser morti è di non aver più bisogno di nessuno e di non temere più nessuno. Infatti il morto non deve fare alcuno sforzo per piacere ad alcuna persona e può permettersi il lusso di essere totalmente sincero con tutti.

Pericolo della bellezza

La bellezza attrae e cattura l'attenzione, distrae, confonde, affascina, incanta, inganna, fa girar la testa, incute rispetto, suscita piacere, speranza e desiderio di possesso e di perfezione. La bellezza è un pericolo piacevole e un pericoloso piacere.

Droghe informative

La bellezza, la speranza, la fede, la meditazione, l’illusione, sono droghe informative dell’apparato cognitivo che ci aiutano a sopportare l'assurdità e i dolori della vita. Consistono tutte in promesse di felicità.

Il pericolo di credere nell'impossibile

Credere nei miracoli, o nella possibilità che l'impossibile si realizzi o sia già avvenuto non è solo ingenuo, ma pericoloso, perché i credenti nell'impossibile sono facilmente imbrogliabili e capaci di imbrogliare altre persone, e di fare e far fare cose inutili, assurde o contrarie ai propri interessi.

Saggezza contraddittoria

La saggezza consiste nella comprensione, accettazione e gestione delle contraddizioni, delle ambivalenze, dei paradossi, dei conflitti, dei doppi vincoli, degli inganni, delle illusioni ecc. di cui è fatta la vita umana.

In altre parole, la saggezza consiste nel sapere che ogni cosa può essere diversa e perfino opposta rispetto a come appare, e che ogni valore può nascondere e comportare un disvalore.

Menzogna e doppio vincolo

Ogni umano è soggetto ad un “doppio vincolo”: da una parte il dovere di essere sinceri, dall’altra quello di non denunciare le menzogne collettive della comunità di appartenenza. Infatti, se lo facesse, gli altri lo punirebbero fino ad escluderlo dalla comunità stessa. La soluzione di questo doppio vincolo (per evitare stress emotivo e schizofrenia) consiste nel non vedere le menzogne altrui né le proprie, ovvero nel non considerarle menzogne.

Realtà e illusioni sui ruoli sociali

Ogni essere umano ha una certa idea della società in cui vive, dei ruoli che ciascuno vi esercita e di quelli che ciascuno vorrebbe esercitarvi, a cominciare da se stesso. Le differenze tra i presunti ruoli attuali di ciascuno e quelli da lui desiderati costituiscono le dinamiche psicologiche individuali e sociali. Tuttavia le idee sui ruoli attuali e quelli desiderati possono essere ingannevoli e illusorie, ovvero più o meno realistiche.

Dio: amico o nemico? E se ci fosse un super-Dio?

A mio parere Dio (qualunque cosa esso sia) è un nemico perfido che ci punisce se denunciamo la sua perfidia, constringenci in tal modo a considerarlo come un buon amico, e quindi ad autoingannarci. Se Dio ci ha intenzionalmente e consapevolmente messi al mondo, perché lo ha fatto? Sapeva che avremmo sofferto, ma evidentemnete le nostre sofferenze sono per lui irrilevanti. E se Dio fosse a sua volta vittima di un perfido super-Dio e si autoingannasse a sua volta?

Mentire a se stessi

E’ difficile mentire agli altri senza mentire anche a se stessi. Per essere convincenti dobbiamo credere in ciò che diciamo agli altri, anche se si tratta di falsità. Infatti, se nella nostra mente coltivassimo due diverse versioni dei fatti, una vera a nostro uso e una falsa per gli altri, finiremmo per fare confusione tra di esse e rivelare inavvertitamente agli altri ciò che vogliamo tener loro nascosto, oppure per credere in alcune delle falsità che diciamo.

Di cosa ha bisogno l'uomo

Di cosa ha bisogno l'uomo? Dopo la sopravvivenza, il sostentamento e la cooperazione con gli altri, l'uomo ha bisogno di chiarezza, di demistificazione degli inganni, degli autoinganni e degli imbrogli (causati e sostenuti da altri umani imbrogliati e imbroglioni), di distinzione delle confusioni, di conoscenza delle vere motivazioni dell'agire umano e di comprensione di ciò che più importa per il proprio benessere psicofisico.

Inganno e illusione

L'inganno è un'affermazione totalmente o parzialmente falsa, l'illusione un'aspettativa improbabile o impossibile, ovvero non realistica. Gli esseri umani ingannano e illudono l'un l'altro (consciamente o inconsciamente) per ignoranza, per sfruttarsi reciprocamente, per conformismo o per salvare la faccia; ingannano e illudono se stessi inconsciamente per ignoranza e per soffrire di meno. Infatti la verità può essere disarmante, ridicola, dolorosa, atroce, sconvolgente, insopportabile.

Rischi dell'autoanalisi

Analizzarsi e valutarsi liberi da ogni pregiudizio, moralismo e autocensura è molto rischioso. Potremmo scoprire di non essere innocenti, di non essere sinceri, di esserci ingannati e di non aver capito le cose più importanti della vita in genere e di quella umana in particolare. Per evitare che la nostra visione del mondo e di noi stessi si riveli infondata e contraddittoria, meglio evitare di guardarci dentro, meglio occuparci solo delle nostre apparenze e di ciò che gli altri pensano o potrebbero pensare di noi.

Sulla finzione delle emozioni

La finzione delle emozioni è più insidiosa degli inganni verbali, perché agisce in profondità, inconsapevolmente, ed è praticamente impossibile scoprirla.

È molto usata in pubblicità, in commercio, in politica, e nei rapporti sociali in generale, per nascondere odio, disprezzo, repulsione, o indifferenza verso gli interlocutori, per evitare di farsi dei nemici e per sfruttare la fiducia altrui.

I danni degli “inganni emotivi” possono essere gravi in quanto tali inganni possono indurci ad affidarci a persone per noi nocive.

Condivisione di illusioni e autoinganni

La vita umana è basata sulla vita sociale e la vita sociale è basata sulla condivisione, ovvero lo scambio, di beni materiali e immateriali. Questi ultimi consistono in informazioni, cognizioni, idee, narrazioni, valori, giudizi, pregiudizi ecc.

Dal momento che le nostre visioni del mondo e di noi stessi sono per lo più illusorie e ingannevoli (perché tendono ad affermare e difendere la nostra reputazione e autostima), ciò che condividiamo (per quanto riguarda il comportamento proprio e altrui) sono per lo più illusioni e autoinganni.

Infinito e finitudine

La realtà è infinitamente grande, e di essa la coscienza può cogliere un solo dettaglio alla volta. La vita è finita, e ancor più la coscienza. Siamo piccole e temporanee parti di un tutto di cui possiamo conoscere solo alcuni aspetti.

Gli umani si dividono in due categorie: coloro che accettano la propria finitudine, e coloro che non l'accettano. Sia i primi che secondi s'illudono e illudono, s'ingannano e ingannano, desiderano l'impossibile e scambiano fantasie per realtà. Tuttavia per i primi è più facile accorgersi degli inganni e delle illusioni.

Animale mentitore

L'uomo è l'unico animale capace di mentire, e lo fa continuamente, proponendo a se stesso e agli altri una versione di comodo della realtà, specialmente per quanto riguarda le motivazioni e i sentimenti propri e altrui.

D'altra parte, pensare e parlare liberamente è molto pericoloso perché rischia di svelare le menzogne proprie e altrui. Infatti, quasi nessuno è disposto a tollerare un tale comportamento.

Di conseguenza tutti noi pensiamo e parliamo restando quasi sempre all'interno di schemi mentali immuni da imbarazzanti verità e pieni di rassicuranti mistificazioni.

Tipi umani

Gli esseri umani si possono dividere in tre categorie: i razionali palesi, i finti irrazionali e gli irrazionali veri.

I razionali palesi sono persone razionali che dicono apertamente ciò che pensano e vengono punite per questo (con l'accusa di essere arroganti); i finti irrazionali sono persone razionali che si fingono irrazionali per sfruttare i veri irrazionali (facendo credere di essere come loro) e per non essere da essi accusati di arroganza; gli irrazionali veri sono tutti gli altri.

Mentre è facilissimo riconoscere i razionali palesi, i finti irrazionali e quelli veri sono molto difficili da distinguere.

Cultura e finzione, l'uomo e l'inganno

La cultura è cominciata quando l'uomo è divenuto capace di fingere i suoi sentimenti e le sue intenzioni. Infatti l'uomo può fingere qualsiasi cosa, come, per esempio, l'amore verso Dio e l'obbedienza alla sua volontà, o l'amore per il prossimo o per la patria. D'altra parte la finzione può essere involontaria e ingannare lo stesso soggetto.

L'uomo è capace di ingannare gli altri e se stesso, e lo fa normalmente, consciamente o inconsciamente, se l'inganno gli porta benefici o lenisce le sue sofferenze.

E quel che è peggio, la mente (conscia o inconscia) difende l'inganno e l'autoinganno con la retorica e, se questa non basta, con la violenza verbale o fisica, contro tutto ciò e tutti coloro che possono svelarli.

Inganno e imitazione

Uno dei motivi per cui ci lasciamo facilmente ingannare dagli altri è il nostro istinto di imitazione, che copre non solo le forme esteriori, ma anche i discorsi e i ragionamenti. Perciò, per difenderci dagli inganni dovremmo tenere a freno il nostro istinto di imitazione.

Un altro motivo per cui ci lasciamo facilmente ingannare dagli altri è il nostro bisogno di appartenenza, che comporta la paura di essere emarginati nel caso in cui non crediamo a ciò che dicono gli altri membri della nostra comunità. Perciò, per difenderci dagli inganni dovremmo tenere a freno il nostro bisogno di appartenenza.

 

Etica: categorie e criteri

A mio parere, l'etica si può fondare sulle seguenti categorie: l'utile, l'inutile, il piacevole, il doloroso, il costruttivo, il distruttivo, il vero, il falso, il completo e l'incompleto.

Tali categorie sono sempre relative ad uno o più beneficiari che, ai fini dell’etica, possono essere un individuo, una comunità di individui e una specie biologica.

In tale contesto, il male consiste principalmente, a mio avviso, nell'inganno, cioè nel presentare l'inutile come utile, il distruttivo come costruttivo, il doloroso come piacevole, il falso come vero, l'incompleto come completo e viceversa, cioè nel presentare l'utile come inutile, il costruttivo come distruttivo, il piacevole come doloroso, il vero come falso, e il completo come incompleto.

Come piacere agli altri

Se vuoi piacere ad una persona, devi prevalentemente essere, pensare, sentire, desiderare e comportarti come a lei piace. Altrimenti devi farglielo credere con l'inganno.

La vita sociale si regge su tale adattamento o inganno, poiché siamo interdipendenti e non possiamo soddisfare i nostri bisogni senza la collaborazione altrui, che è discrezionale.

Per ottenere la collaborazione di una persona, hai dunque bisogno di piacerle, cioè di essere a lei gradito. Inoltre, per essere gradito ad una persona, devi farle credere che la gradisci a tua volta, cioè che ti piace, anche se non è vero. Infatti il gradimento e il suo contrario sono normalmente reciproci.

Se il gradimento reciproco con una certa persona è impossibile e non puoi fare a meno della sua collaborazione, puoi tentare di ottenerla con l'inganno, con la violenza o con l'intercessione di altre persone a cui quella persona è sottomessa.

Difendere l'indifendibile

Ci sono persone che credono che la Bibbia sia vera parola del Signore e che Costui sia assolutamente buono. Mi chiedo se queste persone abbiano hanno letto attentamente e completamente i testi sacri, e in particolare se abbiano letto i passi riportati nel documento che ho condiviso qui sotto.

Queste persone affermano che la Bibbia debba essere contestualizzata storicamente e "interpretata".

In quanto alla contestualizzazione, queste persone vogliono forse dire che certe atrocità da parte del  Dio biblico erano giustificate in passato? Che gli uomini di allora le meritavano?

In quanto all'interpretazione, qualcuno mi sa dire come si possono "interpretare", per esempio, le istigazioni al genocidio e all'uccisione degli omosessuali?

www.uaar.it/ateismo/controinformazione/atrocita-bibbia/

Gestione delle menzogne

Siamo talmente abituati ad essere ingannati e ad ingannare, che inganniamo anche noi stessi senza accorgercene.

Verità e menzogne sono mescolate così bene che siamo continuamente impegnati nel cercare di capire cosa ci sia di vero e di falso nelle narrazioni che riceviamo.

Ci impegnamo anche nel costruire le nostre menzogne e nel nascondere le verità sconvenienti su noi stessi. Di conseguenza abbiamo sempre paura che le verità che ci riguardano vengano alla luce.

Inoltre non possiamo denunciare impunemente tutte le menzogne altrui, ma dobbiamo spesso fingere di non vederle per mantenere buoni rapporti con i nostri interlocutori.

Le menzogne più comuni riguardano la religione, la politica, le relazioni sociali, la morale, l'estetica, l'intelligenza, lo status proprio e altrui,  i propri sentimenti, i propri desideri e le proprie motivazioni, nel senso che ognuno cerca di apparire migliore e più importante di quanto sia realmente, e di fare di necessità o difetto virtù.

Suppongo che la gestione inconscia e irrazionale delle menzogne sia una delle principali cause del nostro stress emotivo, delle nostre inibizioni e dei nostri disturbi psichici e psicosomatici.

Poiché non possiamo fare a meno di mentire né di gestire le menzogne nostre e altrui, cerchiamo allora di farlo consapevolmente, pragmaticamente, con intelligenza, moderazione, sensibilità.e, se possibile, con amore.

Inganno e autoinganno

A mio parere siamo generalmente peggiori di quanto l'etica e l'estetica comune ci permettono di essere. Per "peggiori" intendo più egoisti, più competitivi, più vili, più cattivi, più brutti, meno intelligenti, meno capaci, meno sensibili ecc.

Lo scarto tra il nostro essere, il nostro dover essere e il nostro voler apparire è tale da costringerci a mentire agli altri e a noi stessi, cioè a vivere una permanente mistificazione e automistificazione.

La vita sociale implica un tacito accordo per cui ognuno rinuncia a vedere e a denunciare le mistificazioni altrui. Finiamo così, per effetto dell'abitudine, per ingannare sistematicamente e inconsapevolmente gli altri e noi stessi per quanto riguarda la nostra natura.

L'inganno sociale è generalmente accompagnato e sostenuto dall'autoinganno. Infatti un attore è tanto più bravo quanto più si immedesima nel personaggio che interpreta, quanto più crede in ciò che cerca di fare credere agli altri.

Lo scarto tra la verità e la mistificazione sulla nostra persona, e quindi l'inautenticità della nostra reputazione, è per noi causa di ansia per il timore inconscio che l'inganno venga scoperto.

Quest'ansia sociale ci impedisce di essere felici in quanto ci rende falsi, nevrotici e vittime di disturbi psichici e psicosomatici.

Prendere coscienza di questa problematica potrebbe aiutarci a rendere più autentici i nostri rapporti con gli altri.

Introduzione al caffè filosofico del 3/2/2022 sul tema “Gli inganni della mente”

Come ci dice il vocabolario Treccani, l’inganno consiste in una falsa opinione, un errore di valutazione, o una illusione.

In un inganno possiamo distinguere un emettitore (l’ingannatore), un ricevitore (l’ingannato), e  un messaggio (o informazione) che asserisce una falsità presentandola come verità.

Un inganno può essere consapevole o inconsapevole. È consapevole quando l’emettitore sa che l’informazione comunicata è falsa, è inconsapevole quando l’emettitore crede che l’informazione comunicata sia veritiera pur non essendo tale.

Per definizione, noi crediamo che ciò in cui crediamo sia vero, altrimenti non ci crederemmo. Tuttavia può succedere che crediamo in falsità. Questo tipo di inganno può essere dovuto alla ricezione di una informazione falsa proveniente da una fonte che riteniamo affidabile, oppure da una erronea elaborazione mentale di una nostra esperienza. Nel secondo caso possiamo parlare di “autoinganno”. Il termine “inganni della mente” che costituisce il titolo del caffè filosofico di questa sera, è da intendersi, appunto, come “autoinganno”.

A mio avviso esistono due categorie di autoinganni: quelli non funzionali e quelli funzionali. Gli autoinganni non funzionali non hanno alcuna utilità, e sono dovuti ad errori involontari e  inconsapevoli della mente o del sistema nervoso in generale. Gli autoinganni funzionali servono invece ad un certo scopo inconscio, che può essere quello di ottenere un piacere o di evitare un dolore.

Daniel Goleman, nel suo libro “Menzogna, autoinganno illusione", ci insegna che la nostra attenzione e i nostri pensieri non sono volontari, ma “pilotati” da meccanismi automatici inconsci il cui scopo è la ricerca del piacere e l’evitamento del dolore. Qui per dolore si intendono soprattutto l’angoscia, la paura, e lo stress mentale dovuti a incoerenze, contraddizioni, perdita di autostima, non conformità, emarginazione sociale, ecc. e per piacere s’intendono sensazioni di sicurezza, autostima, conformità, integrazione sociale, coerenza, non contraddizione ecc. In tal senso, l’errore che è alla radice dell’autoinganno consiste in lacune cognitive e salti di logica provocati dai meccanismi di cui sopra, per tutelare il benessere mentale del soggetto.

Gli autoinganni hanno generalmente una rilevanza sociale nel senso che possono essere funzionali al mantenimento di buone relazioni sociali. Infatti se viviamo in un ambiente sociale in cui la maggior parte degli altri credono in certe falsità, condividere le false credenze costituisce un fattore di coesione sociale, come ci spiega Yuval Noah Harari in questa citazione:

“Anche se dobbiamo pagare un prezzo per disattivare le nostre facoltà razionali, i vantaggi di una maggiore coesione sociale sono spesso così grandi che storie inventate normalmente prevalgono sulla verità nella storia dell’umanità. Gli studiosi lo hanno saputo per migliaia di anni, ed è per questo che [...] hanno dovuto scegliere se servire la verità o l’armonia sociale. Dovrebbero mirare a unire le persone facendo in modo che ognuno creda alla stessa falsità, o dovrebbero far conoscere la verità al prezzo della disunione? Socrate scelse la verità e fu condannato a morte. Le più potenti istituzioni sociali della storia (clero cristiano, mandarini confuciani, ideologi comunisti ecc.) hanno fatto prevalere l’unione sulla verità. Per questo erano così potenti.” [Yuval Noah Harari] 

Tratto da https://www.nytimes.com/2019/05/24/opinion/why-fiction-trumps-truth.html

Anche Steven Pinker collega l’autoinganno alle emozioni e ai rapporti sociali, come spiegato nella seguente citazione:

"Trivers, portando alle sue logiche conseguenze la sua teoria delle emozioni, nota che in un mondo pieno di macchine rivelatrici delle falsità la miglior strategia è quella di credere alle proprie menzogne. Non puoi far scoprire le tue intenzioni nascoste se non pensi che siano le tue intenzioni. Secondo questa teoria dell'autoinganno, la mente cosciente nasconde a se stessa la verità per meglio nasconderla agli altri. Ma la verità è utile, e perciò dovrebbe essere registrata da qualche parte nelle mente, ben protetta dalle parti che interagiscono con le altre persone." [Steven Pinker]

Il tema dell’autoinganno mi sta molto a cuore perché lo ritengo fondamentale per comprendere la natura umana e i mali della società. Ad esso ho dedicato un lungo capitolo del mio libro “Psicologia dei bisogni” che vi invito a leggere per un approfondimento del tema stesso (https://psicologiadeibisogni.dardo.eu/autoinganno/).

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