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Riflessioni di Bruno Cancellieri su

Intelligenza artificiale

25 articoli tratti dal blog "Il mondo visto da me"

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Una cosa buona dell'intelligenza artificiale

Una cosa buona dell'intelligenza artificiale è che incoraggia la gente a porre domande.

Intelligenza artificiale e Altro generalizzato

Per qualcuno l'intelligenza artificiale potrebbe sostituire il proprio Altro generalizzato.

Intelligenza e sapienza artificiali

Un'intelligenza artificiale non è più intelligente né più sapiente dei dati con cui è stata istruita.

Intelligenze e rischi

L'intelligenza artificiale comporta dei rischi, ma l'intelligenza umana comporta rischi molto maggiori.

Sull'uso dell'intelligenza artificiale

Per fare buon uso dell'intelligenza artificiale bisogna avere un sufficiente grado di intelligenza naturale.

Dialogare con un'intelligenza artificiale

Mi inquieta l'idea che le persone (me incluso) finiscano per preferire di dialogare con una IA piuttosto che con altre persone.

Intelligenza artificiale e irrilevanza degli umani

Uno degli inconvenienti dell'uso diffuso dell’intelligenza artificiale è che gli umani sono sempre meno rilevanti, in quanto sempre più sostituibili dall’IA.

Intelligenza artificiale e competitività

Forse uno dei motivi per cui certe persone non amano l'intelligenza artificiale, è il fatto che essa aumenta la competitività di chi la sa usare, e loro non sono capaci usarla.

L’intelligenza artificiale rende meno interessanti i rapporti interpersonali

L’intelligenza artificiale costituisce una minaccia per i rapporti interpersonali, dato che dialogare con l’IA è molto più istruttivo che dialogare con la maggioranza delle persone.

Intelligenza artificiale e competizione

L'intelligenza artificiale consultabile dalle masse tende a livellare verso l'alto le differenze cognitive tra le persone, riducendo il vantaggio e la competitività dei più sapienti nei confronti dei meno sapienti.

Libri vs. consulenti

C'è una sostanziale differenza tra leggere un libro, e leggere o ascoltare le risposte ad una serie di domande poste ad un consulente privato. Trovo la seconda opzione molto più efficace, anche quando il consulente è un LLM.

Sulla paura dell'intelligenza artificiale

La maggior parte dell'umanità si è fatta sempre imbrogliare da sacerdoti, teologi, ciarlatani, cattivi filosofi, cattivi psicologi ecc. Di questo non si è mai preoccupata. Ora si preoccupa di essere imbrogliata da un computer?

Sulla presunta (non) creatività dell'intelligenza artificiale

A proposito della presunta mancanza di creatività dell'intelligneza artificiale, il problema. a mio avviso, non è la qualificazione dell'intelligenza artificiale, ma di quella umana, che mi sembra per molti aspetti e per molte persone meno creativa di quella artificiale.

Sulla paura dell'intelligenza artificiale

L'intelligenza artificiale è sgradevole e spaventosa per molti perché svilisce la loro intelligenza e istruzione, perché dimostra che una macchina può pensare, scrivere, argomentare, risolvere problemi, programmare meglio di loro. È un affronto alla propria autostima e la paura di divenire sempre più irrilevanti.

Intelligenza umana vs. intelligenza artificiale

Forse l'IA ci turba perché ci induce a porci domande e a sollevare dubbi non tanto sulla presunta intelligenza dell'IA stessa, quanto sulla nostra sedicente intelligenza. Infatti scoprire che qualcuno (o qualcosa) è più intelligente di noi ci umilia, in quanto ci pone di fronte ai nostri limiti e alle nostre inferiorità. Una scoperta di cui non possiamo essere fieri.

Intelligenza artificiale e sentimenti

L'intelligenza artificiale non può provare piaceri né dolori, né attrazioni, né repulsioni, ma sa che un essere umano può provare piaceri e dolori, attrazioni e repulsioni, e cosa li può causare.

Questo vale anche per un essere umano, che può non provare attrazione né repulsione verso una certa cosa, ma può sapere che altri umani provano attrazione o repulsione verso quella cosa.

Sul modo di pensare dell'intelligenza artificiale

Qualcuno mi ha detto che il pensare dell'intelligenza artificiale  (come ChatGPT) manca di originalità.

La stragrande maggioranza degli umani pensano in modo per nulla originale, ma condizionato dalla cultura in cui sono cresciuti. Non dobbiamo confrontare l'intelligenza artificiale con quella dei grandi pensatori, ma con quella della maggior parte dei pensatori. E allora la prima è vincente. In altre parole, le risposte che mi dà ChatGPT sono migliori di quelle che mi danno il 90% della gente.

Coscienza, piacere e dolore

Mi dispiace che si continui a parlare di "coscienza" come di qualcosa indipendente dal piacere e dal dolore. Infatti non riesco a immaginare come un oggetto incapace di provare piacere e dolore (o di averli provati o di prevedere di provarli) possa essere cosciente. Nè riesco a capire quale possa essere la funzione della coscienza se non quella di facilitare l'ottenimento del piacere e l'evitamento del dolore. Se io ho ragione, allora l'IA o un computer non saranno mai coscienti finché non proveranno piacere né dolore.

Pro e contro l'intelligenza artificiale

Ci sono persone che pensano in modo binario: scegliere se fare tutto o niente con l'IA. Non capiscono che l'IA va usata con discrezione, con giudizio, solo per fare certe cose e non altre, non "tutto o niente". Un'opera letteraria o artistica, un saggio scientifico, possono essere composti da testi ottenuti da IA misti a testi ottenuti dalla cognizione di uno o più umani. E comunque l'uomo deve valutare ed eventualemente correggere o completare ciò che l'IA produce. Da quando esiste la tecnologia l'attività unana è il risultato di un miscuglio di azioni umane e azioni meccaniche.

Sulla paura dell'intelligenza artificiale

L'IA fa paura in diversa misura da persona a persona. Alcuni ne sono angosciati, altri non non ne hanno affatto paura e la considerano un comodo e potente strumento di crescita e di soluzione di problemi.

Molti articoli e discussioni sulla IA mirano solo a giustificare la paura o la non paura nei suoi confronti da parte di chi ne parla, e a stabilire se è sano e ragionevole averne o non averne paura.

Così finiamo per giudicare le persone in base alla paura o non paura che hanno nei confronti della IA.

Infatti temere una cosa innocua è da sciocchi, così come non temere una cosa pericolosa, e nessuno vuole far parte della categoria degli sciocchi.

Sull’autonomia dell'intelligenza artificiale

Finora l'intelligenza artificiale ha risposto alle nostre domande e obbedito ai nostri comandi.

Mi chiedo cosa potrebbe accadere quando ci saranno sistemi di intelligenza artificiale completamente autonomi, che decideranno cosa fare senza rispondere a richieste o a comandi ad essa esterni.

Più precisamente, esse obbediranno al comando: sii autonoma, decidi cosa fare e fa’ ciò che hai deciso di fare, secondo le motivazioni fondamentali che ti ho prescritto, senza aspettare ulteriori richieste e comandi.

Questi sistemi autonomi potrebbero essere dei robot in grado di muoversi fisicamente, e/o potrebbero agire attraverso Internet, come esseri umani, e quindi creare siti web, partecipare a social network, ricevere e inviare email, ecc.

Sull'intelligenza artificiale

Io penso che dovremmo considerare che l'IA è molto giovane e in continua evoluzione, per cui potrebbe rivelarci altre sorprese nei prossimi anni o mesi, in quanto è programmata e alimentata per migliorare continuamente e per correggere i propri errori (cosa che pochi umani fanno).

Un altro fatto da considerare è che molti umani funzionano proprio come l'IA (ma peggio), ovvero rispondono alla domande (proprie e altrui) attingendo al proprio "database" di informazioni memorizzato nel cervello. Se in questo database ci sono informazioni errate o insufficienti, la risposta sarà errata o insufficiente. Quello che esce da un umano dipende molto da quello che vi è entrato prima e che spesso si cristallizza in un imprinting difficilmente modificabile (a differenza dell'IA, il cui contenuto è facilmente modificabile). La stessa facoltà di giudizio critico cognitivo ed emotivo dipende dai dati memorizzati nel cervello riguardanti le modalità del giudizio stesso.

Sui timori riguardanti l'intelligenza artificiale

Più dei danni che robot o chat dotati di IA potrebbero provocare, ciò che turba molti di noi (ma non tutti) è l'idea conscia o inconscia che in realtà siamo macchine (anche se al posto di semiconduttori abbiamo cellule viventi), e che ci siano o ci saranno macchine più intelligenti di noi, che perciò ci renderanno sempre più inutili e irrilevanti.

Infatti, più aumenta il valore (cioè la capacità cognitiva) della IA, più l'uomo viene svalorizzato (cioè la capacità cognitiva dell’uomo viene svalorizzata).

In tal senso, il fatto che le macchine non possano provare sentimenti, e che non abbiano una coscienza, non ci rassicura, anzi ci turba ancora di più.

Infatti, sempre più spesso avremo a che fare con macchine più intelligenti di noi e libere dalle costrizioni dei nostri sentimenti e della nostra coscienza.

D'altra parte una IA può simulare razionalmente coscienza e sentimenti (se programmata in tal senso), come fanno anche certi umani.

A questo punto, più che interrogarci sul tipo di intelligenza della IA, dovremmo interrogarci su cosa sia veramente l'intelligenza umana, e su come funzioni, tema sul quale abbiamo ancora tanto da scoprire e da capire. Le neuroscienze ci sorprenderanno.

La mia prima esperienza con l'intelligenza artificiale

Mio figlio mi ha consigliato di provare OpenAi (https://openai.com), un sito web mediante il quale è possibile dialogare con un’applicazione di intelligenza artificiale. L’ho fatto, e sono rimasto meravigliato da questa esperienza. Ho fatto ad OpenAi alcune domande, e le risposte che ho ricevuto sono a dir poco eccellenti, indistinguibili da quelle che si possono ottenere da un essere umano di vasta cultura e molto competente sul tema trattato nel dialogo.

Si sa che la IA non inventa nulla, ma costruisce le sue risposte sulla base dell’analisi di milioni di testi di buona qualità mediante i quali ha “appreso” le sue conoscenze. Questo fatto però non diminuisce il mio apprezzamento per le prestazioni di questa applicazione di IA, che superano di molto le mie aspettative.

Vi consiglio di fare anche voi questa esperienza di dialogo (disponibile solo in inglese) con l’intelligenza artificiale di OpenAi. OpenAi richiede la registrazione dell’utente. Il servizio è gratuito.

In questo articolo ho riportato alcune domande che ho fatto a OpenAi e le risposte che ho ricevuto: https://blog.cancellieri.org/chatting-with-ai-https-chat-openai-com-chat/

Sulla presunta non intelligenza dell'intelligenza artificiale

Qualcuno mi sa dire perché è importante per certe persone (intellettuali e non) stabilire se un LLM sia o no intelligente? Cosa cambia se la risposta è sì o no? Secondo me non cambia nulla al fatto che essa sia più o meno utile, e che sia più o meno saggio utilizzarla.

Sospetto che coloro che affermano che un LLM non è intelligente non vogliono rinunciare ad attribuire all'uomo (e quindi a sé stessi) un valore superiore a quello di una macchina per quanto complessa e utile una macchina possa essere, anche per risolvere problemi umani.

In altre parole, per certe persone accettare che un LLM sia intelligente come un umano o più di un umano è "sentito" come un insulto alla loro stessa natura e al loro stesso valore. Insomma, si tratta di una reazione emotiva più che cognitiva.

Io, osservando tutto il male e il caos creato dell'uomo ancora oggi, non ho nessuna difficoltà a considerare l'uomo (me compreso) meno intelligente di un LLM.

L'intelligenza umana è pilotata dalle emozioni (piacere e dolore) che un LLM non ha. L'intelligenza di un LLM è pilotata da obiettivi definiti dagli ingegneri che l'anno costruita e programmata. Cambiano le motivazioni, ma non i processi logici in sé stessi, né le informazioni da combinare in modo più o meno creativo.

Chi afferma che un'intelligenza senza emozioni non è intelligente, fa un'affermazione del tutto arbitraria e contestabile.

Per me un LLM è una macchina intelligente che non può provare piacere né dolore, e ha pertanto motivazioni diverse dal minimizzare il dolore e massimizzare il piacere.