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Fintanto che ognuno cerca di dimostrare che le proprie idee sono giuste e quelle dell'interlocutore sbagliate, nessuno impara qualcosa dall'altro.
Per capire la vita, l'uomo, la società, il mondo, bisognerebbe cominciare col cercare di rispondere alle seguenti domande: chi/cosa interagisce con chi/cosa? Perché? Come? Secondo quali logiche? Con quali regole? Con quali linguaggi?
Dato che oggi quasi nessuno legge o ascolta un testo più lungo di 10 righe, a meno che non sappia già di che si tratta e sia motivato a leggerlo o ascoltarlo, conviene essere più brevi possibile nello scrivere o dire qualcosa che non sia la risposta ad una domanda, e fornire dettagli e approfondimenti solo su richiesta.
L'io è il soggetto della coscienza. La sua attenzione oscilla tra interazione e metainterazione.
Le quattro orecchie che ognuno dovrebbe avere quando comunica con altri esseri umani. Da un libro di Friedemann Schulz von Thun.
Il tipo di meditazione che preferisco è la metainterazione. Essa consiste nell'immaginare di separare il mio io (ovvero la mia coscienza) dal resto della mia persona, nel portarlo fuori dal mio corpo, e nel dirigere la sua attenzione alle interazioni tra la mia persona e quelle altrui, interrogandomi sui rispettivi bisogni e le strategie per soddisfarli, le quali danno luogo alle interazioni stesse e ne determinano le forme. È difficile fare questa meditazione durante le interazioni, ma si può fare benissimo prima e dopo di esse.
Data una persona x:
- Con chi x {è / non è} disposto a interagire?
- In quali modi, ruoli, limiti, regole, condizioni x {è / non è} disposto a interagire?
- Quanto è soddisfatto il bisogno di x di interagire?
- Quali tipi di interazione x sta {cercando / evitando} e con quali tipi di persone?
- Di quali tipi di interazione x ha bisogno e con quali tipi di persone?
- Con quali persone x ha interagito in passato (sin dall'infanzia)?
Quando due umani conversano, le loro espressioni verbali e non verbali sono sempre semanticamente riferite ad un comune contesto cognitivo, morale ed estetico, ovvero a forme, norme, significati e valori condivisi tipici della comunità di appartenenza. Più scarso è il contesto condiviso, più povera, difficile, faticosa e sgradevole è la conversazione.
In tal senso, la conversazione è un gioco in cui si può esprimere liberamente qualunque cosa, più o meno seria o scherzosa, più o meno creativa o rituale, purché sia pertinente con il contesto condiviso. Ogni "impertinenza" è normalmente sgradita alla parte ricevente.
Noi possiamo, in un dato momento, fare qualcosa, e agire, e allo stesso tempo "meta-agire", ovvero riflettere su ciò che stiamo facendo o ciò che potremmo fare di diverso.
Agire è molto più facile che meta-agire. Basta seguire un certo programma, interno e/o esterno, e fare le cose che esso richiede.
Invece meta-agire è, per definizione, un atto creativo, perché può portare ad una nuova comprensione di ciò che si è fatto in passato, e ad azioni e comportamenti futuri diversi da quelli abituali.
Siccome fare, o agire, comporta normalmente l'interazione con qualcosa o qualcuno, meta-agire corrisponde normalmente ad una metainterazione, anche se questa è più efficace se condotta insieme con la parte con cui si interagisce.
In conclusione, se vogliamo essere creativi dobbiamo abituarci, con una certa frequenza, a meta-agire, ovvero meta-interagire nelle pause di ciò che stiamo facendo, o tra un'interazione e l'altra.
Quando due persone comunicano, è come se i comunicanti fossero quattro anziché due. Ovvero i due "io coscienti" e i due inconsci, come illustrato nella figura qui sotto.
I due inconsci, usando lo stesso canale di comunicazione usato dagli io coscienti ma con diverse simbologie e logiche interpretative, cercano di proporre o imporre all'interlocutore i rispettivi ruoli relazionali preferiti, che possono essere dominanti, subordinati o paritari. Il conflitto nasce quando i rispettivi ruoli desiderati non sono complementari né paritari, ovvero sono incompatibili, specialmente quando entrambi cercano di assumere un ruolo dominante (corrispondente al ruolo di genitore nell'analisi transazionale di Eric Berne).
Mentre l'io cosciente tende ad essere politicamente corretto, l'inconscio non ha questo vincolo e cerca di ottenere il ruolo desiderato manipolando l'io cosciente in modo da raggiungere il suo scopo senza che questo se ne accorga.
È una situazione di "doppio vincolo" (v. Bateson) in cui la persona da una parte cerca di avere un ruolo dominante (politicamente scorretto), mentre dall'altra cerca di apparire politicamente corretta.
Per Bateson il doppio vincolo è la principale causa della schizofrenia, per cui, per salvaguardare la nostra salute mentale dovremmo cercare di essere consapevoli di questa dinamica. Infatti, obiettivo delle psicoterapie psicodinamiche è quello di rendere consce le dinamiche inconsce, in modo da poterci lavorare razionalmente.
Per meta-x intendo un discorso filosofico (quindi critico) su x, ovvera la filosofia di x, cioè lo studio delle varie forme e istanze di x, dei vari significati di x, delle varie funzioni di x, delle varie cause ed effetti di x.
Seguono alcuni esempi.
Metacomunicazione è una comunicazione il cui oggetto è la comunicazione stessa.
Metalinguaggio è un linguaggio che definisce le carattaristiche dei vari linguaggi o di un linguaggio particolare.
Metainformazione è una informazione che descrive i tipi di informazione che vengono forniti con l'informazione a cui si riferisce.
Meta pensiero è un pensiero il cui oggetto è il pensiero stesso, che si interroga sulla propria validità.
Metaideologia è una ideologia che mira all'analisi comparativa e critica delle varie ideologie.
Meta-x indica un livello logico superiore rispetto a x. È il passaggio dall'uno al molteplice, dalla singolarità alla generalità.
La mia ideologia è una metaideologia in quanto predica l'importanza del ragionare al livello meta in ogni attività intellettuale.
Il parere di ChatGPT
Bruno: Che significa il prefisso "meta" posto davanti a parole come comunicazione, pensiero, psicologia ecc.?
ChatGPT: Il prefisso "meta" posto davanti a parole come comunicazione, pensiero, psicologia e così via, deriva dal termine greco "meta" che può essere tradotto come "oltre" o "al di là". Quando viene utilizzato come prefisso, "meta" indica una riflessione o un'analisi che va oltre o al di là del concetto base.
Quando applicato alla comunicazione, il termine "meta-comunicazione" si riferisce alla comunicazione sulla comunicazione stessa. Ad esempio, se due persone stanno avendo una discussione e iniziano a discutere su come stanno comunicando, stanno impegnandosi in una meta-comunicazione.
Nel caso del pensiero, il termine "meta-pensiero" si riferisce al pensiero che riflette su se stesso. Si tratta di un processo in cui una persona riflette consapevolmente sui propri pensieri, sulle proprie credenze o sulle strategie cognitive utilizzate.
In psicologia, il prefisso "meta" viene spesso utilizzato per descrivere concetti come la "meta-cognizione" (la conoscenza o la consapevolezza dei propri processi cognitivi) o la "meta-analisi" (un'analisi che sintetizza e valuta i risultati di diverse analisi).
In generale, l'uso del prefisso "meta" indica un livello di auto-riflessione, analisi o consapevolezza che va oltre il concetto di base. Si tratta di un modo per esplorare e comprendere i processi e le dinamiche che si trovano dietro ad altri concetti o discipline.