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Riflessioni di Bruno Cancellieri su

Modelli

28 articoli tratti dal blog "Il mondo visto da me"

Indice delle monografie | Indice degli articoli per anno

Modelli di comportamento

Ognuno si comporta secondo certi modelli.

Modelli di interazione.

I modelli socioculturali sono modelli di interazione.

Tutti conformisti

Siamo tutti conformisti. Sono diversi solo i modelli ai quali ci conformiamo.

Cooperazione e condivisione

La cooperazione tra umani si basa sulla condivisione di modelli di comportamento.

Progresso sociale e modelli di interazione

Per migliorare la società è necessario creare nuovi e migliori modelli di interazione sociale.

Presentarsi agli altri

Presentarsi agli altri implica manifestare la propria adesione o non adesione a certi modelli di comportamento.

Menti e modelli

Ogni mente contiene modelli, o mappe, dell'ambiente circostante, di se stessa, e dei relativi processi di interazione.

Quantità e qualità nei rapporti umani

La quantità attrae più della qualità. Infatti, i modelli di comportamento più imitati sono quelli più diffusi, non i più nobili.

Vite e modelli di vita

Ogni vita umana costituisce, tra altre cose, anche un modello di comportamento sociale che altri possono imitare almeno in parte, se lo trovano congeniale, utile o necessario.

Compatibilità dei modelli di comportamento

Gli umani sono pronti a consacrare e a imitare modelli di comportamento compatibili con le proprie capacità intellettuali, la propria visione del mondo, la propria morale, e i propri interessi.

Comprensione e modelli

Per capire la realtà abbiamo bisogno di modelli astratti di fenomeni. Infatti capire un fenomeno significa associare un certo avvenimento ad un certo modello, cioè ad una certa classe, di fenomeni.

Modelli di pensiero e di comportamento

Un essere umano non può vivere senza seguire dei modelli di pensiero e di comportamento presi da qualche cultura. Perciò ognuno di noi dovrebbe chiedersi quali siano i propri modelli di riferimento.

A che servono le transazioni interpersonali?

Le transazioni interpersonali servono a trasmettere beni, servizi e informazioni, piaceri e dolori, a cooperare e a competere, a stabilire condivisioni e non condivisioni, secondo certi modelli culturali.

Modelli socioculturali

Una delle principali chiavi di comprensione del comportamento umano è costituita dai modelli socioculturali, che ogni individuo è obbligato ad apprendere, a scegliere, e a usare nelle interazioni sociali.

Modelli comportamentali e cognitivi

Tutto cià che un umano fa, pensa e dice è raramente creativo. Infatti consiste quasi sempre nella riproduzione, più o meno precisa, di qualche modello comportamentale e cognitivo appreso da altri o sviluppato in un lontano passato a partire dalle proprie esperienze.

La volontà di essere normali

Ognuno vuole essere normale, e a tale scopo cerca di capire cos'è normale per gli altri, i suoi altri, cioè quelli da cui dipende. Infatti solo gli altri, con la frequenza del loro comportamento, possono stabilire cosa sia normale e cosa strano. Nessun individuo da solo ha tale autorità.

Tipi e modelli

Il concetto di «tipo» equivale a quello di «modello». Infatti certi tipi si riconoscono in base a certi modelli, e viceversa. Ciò è dovuto al fatto che i tipi, come i modelli, sono caratterizzati da certi aspetti formali e/o funzionali. Infine, i tipi, come i modelli, si prestano ad imitazioni.

Sui cosiddetti influencer

Abbiano bisogno di Influencer che fungano da modelli etici e intellettuali per il progresso civile. Gli influencer attuali sono solo modelli di mode esteriori, che non richiedono alcun impegno, né materiale, né mentale, né verso gli altri, né verso se stessi. Servono solo a ridurre la paura di sentirsi diversi, anormali.

Ripetizione e rassicurazione

La ripetizione delle forme sociali attraverso memi, rituali, tradizioni, costumi, tipi, modelli, linguaggi ecc. è rassicurante, così come il loro cambiamento è inquietante. L'uomo fatica a imparare le forme sociali necessarie per la cooperazione, e dopo averle imparate cerca di conservarle per non rischiare l'emarginazione in caso di cambiamenti non appresi.

Modelli, autorità, creatività, libertà

L'uomo ha bisogno di modelli da seguire e di autorità a cui sottomettersi, senza i quali non saprebbe comme cooperare con i suoi simili. La creatività consiste nella capacità di creare nuovi modelli e nuovi principi di autorità, o di modificare in misura più o meno grande i modelli e i principi precedenti. La libertà non è creativa in sé, ma è necessaria per permettere i cambiamenti, come difesa contro il conservatorismo.

Modelli di relazione

Mi pare che gli umani siano incapaci di negoziare liberamente e creativamente relazioni sociali al di fuori dei modelli culturali che hanno appreso. Chi ha la fortuna di aver appreso diversi modelli può scegliere quale applicare a seconda delle persone che incontra e delle circostanze; chi ha imparato un solo modello, e questo modello è retrogrado, è condannato a cercare di riprodurlo, con le conseguenze tragiche del caso.

Identità come metamodello

L'uomo ha un bisogno innato di imitare, di copiare, di diventare, di essere, modelli di comportamento e di pensiero forniti da altri.

L'identità personale e sociale di un essere umano consiste infatti in un metamodello, più o meno originale, che si forma inconsciamente attraverso l'osservazione delle azioni e delle espressioni verbali altrui, mettendo insieme selettivamente aspetti salienti dei comportamenti e delle parole di diverse persone di cui il soggetto ha fatto esperienza.

Fiducia nel successo

La gente tende ad avere più fiducia in coloro che hanno avuto successo e/o che hanno vinto, piuttosto che in coloro che non hanno avuto successo o che hanno perso, indipendentemente dal valore delle loro idee e delle loro azioni, e dai mezzi usati per avere successo e/o per vincere. Perciò i modelli di pensiero e di comportamento più diffusi sono quelli che si riferiscono a coloro che hanno avuto successo e/o che hanno vinto, non a coloro che hanno avuto le idee migliori e/o i comportamenti più giusti.

Quando due individui s'incontrano

Quando due individui si incontrano, in ciascuno di essi si attiva un automatismo inconscio che mira a stabilire quale atteggiamento assumere verso l'altro. Tale atteggiamento può essere più o meno amichevole o ostile, cooperativo o competitivo, fiducioso o diffidente ecc. L'algoritmo che determina l'atteggiamento da tenere verso l'altro tiene conto simultaneamente di vari fattori che possiamo solo ipotizzare. Tra di essi suppongo vi sia un'interpretazione del modello di comportamento altrui e una stima della compatibilità di tale modello con il proprio.

Sul bisogno di inclusione sociale

Ogni umano ha bisogno di essere incluso nella "propria" comunità. Quando non è per lui chiaro quale questa sia, i suoi confini, i modelli e le norme di pensiero e di comportamento di essa cui essa richiede il rispetto, l'uomo è in ansia, e cerca chiarimenti in tal senso.

Una volta ottenuti tali chiarimenti, ed essersi adeguato ai requisiti della propria comunità, l’uomo teme tutto ciò che non è "normale" rispetto ad essi.

Costumi, linguaggi, valori estranei rispetto a tali modelli sono per lui inquietanti, repellenti, in quanto costituiscono una confusione, una minaccia, un pericolo per la propria inclusione sociale.

Infatti, una volta apprese con fatica e rinunce le norme di inclusione della propria comunità, l'individuo teme che qualcuno cerchi di cambiarle, causando automaticamente la propria esclusione.

Modelli di realtà

Ognuno ha nella mente un modello della realtà in cui vive. In realtà nessuno può vedere la realtà così com'è, ma ognuno può vedere solo il modello che ha di essa.

Il comportamento di ognuno (cioè i suoi pensieri, i suoi sentimenti e le sue intenzioni) dipende dal proprio modello della realtà.

Un modello di realtà è il risultato di astrazioni successive dei segnali ricevuti attraverso gli organi di senso e del piacere e del dolore ad essi associati.

Ciò che chiamiamo percezione della realtà è in realtà una modellizzazione di essa.

I modelli di realtà evolvono con le esperienze e con l'apprendimento.

Il rapporto tra un modello di realtà e la realtà che essa rappresenta è analogo al rapporto tra una mappa e il territorio che essa descrive.

La realtà è infinitamente più complessa di qualsiasi modello di essa.

Inautenticità e piacere della normalità

Ogni umano ha bisogno di essere accettato da un sufficiente numero di altri umani, della cui cooperazione non può fare a meno per sopravvivere e per soddisfare i propri bisogni.

Per poter essere accettato da un altro, un individuo deve rispondere a certi requisiti positivi e negativi posti dall’altro, vale a dire che deve avere certe caratteristiche e non deve avere certe altre caratteristiche.

Che succede se un individuo ha certe caratteristiche che non dovrebbe avere, o non ha certe caratteristiche che dovrebbe avere per essere accettato da un sufficiente numero di altri umani?

 Succede che egli è costretto a dissimulare la sua vera natura, a nascondere certi aspetti di essa e fingerne altri che non esistono. In altre parole, succede che egli non può permettersi di essere autentico verso gli altri, e che, a forza di praticare l’inautenticità, finisce per non conoscere egli stesso quale sia la propria vera natura.

Questo fenomeno è aggravato da una cultura globale che tende a censurare o a ignorare le differenze umane e a valorizzare una presunta concordanza nel modo di sentire e di vedere tra tutti gli esseri “normali”, e a qualificare come “disumani” o repellenti i comportamenti e i modi di essere che deviano dai modelli della normalità.

E’ così che, nella ricerca della normalità e nel tentativo di “essere normale", l’individuo finisce per non sapere più di cosa abbia veramente bisogno, e cosa gli piaccia o non gli piaccia veramente. In altre parole, è così che l’unico piacere che un individuo finisce per coltivare è quello di essere accettato dagli altri.

Modelli di comportamento, bisogni e omeostasi sentimentale

Il comportamento di un essere umano, quando non è volontariamente casuale, segue certe logiche consce e/o inconsce. Le logiche di comportamento consistono nella riproduzione (copia, imitazione, ripetizione) di certi modelli di comportamento appresi dal soggetto in qualche fase della sua vita.

I modelli di comportamento costituiscono strategie di soddisfazione dei bisogni, nel senso che attraverso la loro riproduzione, e solo attraverso essa, l'individuo riesce a soddisfare i propri bisogni ottenendo la necessaria cooperazione da parte degli altri.

L’uomo apprende spontaneamente modelli di comportamento, per un bisogno di imitazione geneticamente determinato. Infatti la vita sociale non sarebbe possibile senza l’apprendimento e la riproduzione di modelli.

Un individuo non copia direttamente il comportamento di altri individui, ma lo fa indirettamente e inconsciamente, attraverso modelli che il soggetto costruisce nella propria mente osservando il comportamento altrui.

Da bambini siamo premiati quando riproduciamo i modelli desiderati dai nostri educatori, puniti quando non li riproduciamo o non lo facciamo abbastanza fedelmente. In tal modo apprendiamo una quantità di modelli di comportamento a cui attribuiamo valori che dipendono dalla cultura in cui siamo stati educati.

Ogni essere umano riproduce continuamente (consciamente o inconsciamente) modelli di comportamento che sono al tempo stesso modelli di interazione, di partecipazione, di integrazione sociale e di pensiero.

Comportamenti, azioni, gesti, pensieri che non seguano qualche modello socialmente condiviso sono possibili, ma molto rari e difficili da attuare in quanto richiedono uno sforzo di volontà e di autocontrollo in tal senso. D'altra parte, l'apprendimento umano è basato sull'imitazione di modelli e tutto ciò che abbiamo appreso è parte di modelli.

Ad ogni transazione sociale viene attribuito un significato facendo riferimento a qualche modello condiviso. Quando non si trova un modello corrispondente, la transazione viene percepita come strana o violenta.

I mass media presentano modelli di comportamento pronti da riprodurre, da imitare, da indossare, con ruoli predefiniti da assumere, che promettono una soddisfacente partecipazione sociale e/o la soddisfazione di bisogni individuali

Siamo talmente dipendenti dai modelli di comportamento, che abbiamo una preoccupazione strutturale a tale riguardo. Viviamo sempre, consciamente o inconsciamente, nel timore che  stiamo riproducendo modelli sbagliati, che non stiamo riproducendo abbastanza bene i modelli che abbiamo adottato o che non stiamo riproducendo alcun modello. In altre parole, abbiamo paura di non aver appreso modelli condivisi, o di non averli appresi abbastanza bene, o di non essere capaci di riprodurli abbastanza bene.

Quando il nostro grado di imitazione di un certo modello (cioè la nostra performance quantitativa e qualitativa rispetto alla sua riproduzione) è sotto una certa soglia, si genera in noi un'ansia e una motivazione a migliorare la riproduzione del modello stesso. L'ansia si genera anche quando non sono ben definiti i modelli da imitare. Quando invece abbiamo la sensazione di aver riprodotto abbastanza bene i nostri modelli preferiti, proviamo soddisfazione, gioia e un senso di sicurezza.

Suppongo che nella psiche di ogni essere umano vi sia un sistema omeostatico inconscio che sorveglia in ogni momento il grado (quantitativo e qualitativo) di imitazione dei modelli sociali adottati e innesca sentimenti di piacere o dolore per spingere l’individuo, rispettivamente, a mantenere la riproduzione se buona, e a correggerla se cattiva o carente. Dato che questa omeostasi fa leva sui sentimenti, mi piace chiamarla omeostasi sentimentale.

L'omeostasi sentimentale sopra descritta (che io chiamo "mimetica") non è l'unico processo che regola il comportamento dell'individuo.  Infatti essa è affiancata da un'omeostasi (anch'essa sentimentale) di livello funzionale più alto, che sorveglia la soddisfazione di tutti i bisogni e che innesca sentimenti piacevoli quando i bisogni vengono soddisfatti, spiacevoli quando sono insoddisfatti. Userò l'aggettivo motivazionale per distinguere questa omeostasi da quella mimetica.

L'omeostasi mimetica può essere più o meno coerente o contrastante rispetto a quella motivazionale. Ciò dipende dalla misura in cui un certo modello di comportamento è in grado di soddisfare i bisogni del soggetto.

A conclusione di quanto sopra, faccio le seguenti considerazioni.

  • Dovremmo cercare di conoscere le caratteristiche generali dei modelli di comportamento nostri e altrui piuttosto che aspetti di dettaglio o particolari degli stessi.

  • Dovremmo chiederci in quale misura i modelli di comportamento nostri e altrui soddisfano i bisogni nostri e altrui.

  • Un modello di comportamento può essere modificato a livello individuale mediante una psicoterapia o un processo di automiglioramento, a livello sociale mediante una negoziazione esplicita delle modifiche in modo da migliorare la soddisfazione dei bisogni degli interessati.

  • Se vogliamo migliorare la società dobbiamo migliorare i modelli di comportamento che regolano le interazioni sociali.