La paura rende obbedienti.
Ognuno vorrebbe essere obbedito da ogni altro.
Si obbedisce per comandare e si comanda per obbedire.
Nessuno può disobbedire impunenente al proprio inconscio.
Per poter comandare agli inferiori bisogna obbedire ai superiori.
Né i genitori, né la scuola ci hanno insegnato a disobbedire responsabilmente.
La fraternità richiede il comune riconoscimento di genitori comuni (genetici o metaforici) e la comune obbedienza ad essi.
Non possiamo vivere senza padroni reali o virtuali. Nel migliore dei casi possiamo sceglierli o modificarne qualche aspetto.
I rapporti umani sono basati sull'obbedienza reciproca: se tu fai ciò che io ti chiedo, in compenso io faccio ciò che tu mi chiedi, altrimenti no.
Ciò che l'uomo segretamente più desidera è che gli altri obbediscano ai suoi voleri, cioè che pensino come lui vuole e facciano ciò che lui vuole.
Se mi obbedisci sarai premiato, se mi disobbedisci punito. Questa promessa/minaccia è il nocciolo di ogni religione, tradizione, costume, ideologia, etica.
Ci sono tre diversi tipi di eroi: gli eroi dell'obbedienza, gli eroi della ribellione, gli eroi della creazione di nuove regole. Quali sono i tuoi eroi preferiti?
L'appartenenza ad un gruppo o comunità richiede il riconoscimento delle relative autorità (politiche, culturali, etiche, estetiche, accademiche ecc.) e l'obbedienza ad esse.
In ogni momento l'inconscio influenza il proprio io cosciente. In ogni momento l'io cosciente deve decidere in quale misura e in che modo obbedire o resistere al suo inconscio.
L'uomo è, a mio parare, l'unico animale capace di porre (e di porsi) domande, con l'eccezione di qualche animale ammaestrato che chiede al padrone: cosa vuoi che faccia adesso?
Partecipare ai riti ed eseguire i rituali tipici di una certa comunità serve a confermare e dimostrare la propria appartenenza ad essa e la necessaria obbedienza alle sue norme, implicite nelle sue tradizioni civili e religiose.
Amore e timore si confondono nel sacro: l'amore per ciò che allontana la paura.
Il sacro è come il genitore che ama e premia i figli che lo amano e gli obbediscono, e odia e punisce in modi terribili quelli che non lo amano e non gli obbediscono.
L'Uomo è un animale domestico, è scritto nei suoi geni, inutile ignorare questo fatto. Senza la sua addomesticabilità (che implica l'obbedire e il comandare) la nostra specie sarebbe estinta da un bel po'. Perciò la questione non è come evitare di obbedire e comandare, ma come obbedire meglio e in modo più selettivo, e come comandare meglio.
Un essere umano non può vivere senza continuamente obbedire a delle leggi naturali e sociali.
In tal senso, il libero arbitrio consiste nella scelta delle autorità (biologiche, intellettuali, sociali, politiche, morali, estetiche, religiose, ecc.) a cui obbedire, a cui sottomettersi.
Il piacere è il premio per l'obbedienza, il dolore il castigo per la disobbedienza a tali autorità.
Il racconto del sacrifico di Isacco è la dimostrazione della violenza e della follia che si nascondono dietro le religioni abramitiche. La virtù di Abramo, che dovrebbe essere un modello di moralità a cui tutti i cristiani, i musulmani e gli ebrei dovrebbero conformarsi, consiste nell'obbedire senza esitazione ad una "voce" che gli ordina di uccidere suo figlio. Follia e violenza pura mascherate da virtù. Su questa base si sono costruite le religioni abramitiche. Perché, secondo voi, qualcuno (Dio stesso o un suo adoratore) ha avuto la bella idea di inventare e includere una simile storia nelle sacre scritture?
Una cosa che accomuna gran parte delle religioni, e in particolare quelle abramitiche, sono le polarità premio-castigo e lode-disprezzo, nel senso che a chi si sottomette e obbedisce alle forme della religione viene promesso un premio e a chi non si sottomette o si ribella ad esse viene promesso un castigo in vita e/o dopo la morte terrena, e che chi si sottomette e obbedisce viene lodato, e chi non si sottomette o si ribella viene disprezzato ed emarginato già in vita.
Ciò che cambia da una religione all’altra è la misura del disprezzo e quella dell’atrocità del castigo.
Generalmente un bambino è amato, protetto e guidato dai genitori in cambio della sua obbedienza e della sua imitazione. Poi, divenuto adolescente, si ribella ai genitori, e sceglie modelli alternativi da imitare. Infine, da persona matura, conclude la formazione del suo carattere mettendo insieme tratti presi dai genitori con altri presi da altri modelli. Tuttavia, resta in ogni persona la nostalgia inconscia dell'infanzia, cioè il desiderio inconfessabile di essere amati, protetti e guidati da figure maschili e femminili, naturali e/o soprannaturali, in cambio della propria obbedienza e della propria imitazione.
A mio avviso, l'uomo ha un bisogno genetico di obbedire a qualcosa di esterno al suo io cosciente. Lo suppongo perché egli non può autogovernarsi razionalmente dato che la ragione non può sapere, momento per momento, di cosa il corpo e l'inconscio hanno bisogno.
Ciò è dovuto al fatto che i bisogni umani sono tanti, complessi, variabili, autonomi, automatici, inconsci, irrazionali, involontari, simultanei e spesso incoerenti.
Questo "qualcosa" di esterno a cui obbedire è soprattutto di natura sociale, relazionale, come può essere una religione, un amore, un costume, una disciplina, una norma o un ideale condiviso.
Per "esterno all'io cosciente" intendo qualcosa che può essere, e normalmente è, interiorizzato nell'inconscio del soggetto, anche se può essere da questo percepito come esterno alla sua persona.
Sin da bambino, e per tutta l’età scolare, l’uomo subisce un’educazione basata sulla premiazione dell’obbedienza e la punizione della disobbedienza nei riguardi delle volontà degli educatori. E’ così che l’uomo impara ad obbedire alle volontà dei suoi simili.
Se due persone hanno volontà antagoniste o incompatibili, un conflitto è inevitabile, a meno che almeno una delle due adatti la sua volontà a quella dell'altra (ovvero obbedisca ad essa). Ciò può avvenire spontaneamente o a seguito di minacce o di violenze.
L’adattamento della volontà di una persona a quella di un’altra si chiama conciliazione.
In assenza di conciliazione, il conflitto può dar luogo ad una ribellione e/o ad una rivoluzione.
La ribellione consiste nella disobbedienza di una persona nei confronti della volontà di un’altra. Conseguenza della ribellione può essere la separazione o l’allontanamento tra le persone, oppure un ridimensionamento delle volontà a cui il ribelle disobbedisce.
La rivoluzione consiste nell'inversione dei ruoli tra comandante e obbediente, cioè nel caso in cui il ribelle riesca a farsi obbedire da colui a cui ha disobbedito.
Della serie «Dio è buono». Se non fosse tragico sarebbe ridicolo. Ecco un passo della Bibbia che ci spiega coma Dio ci punirà se non obbediamo alle sue leggi. Se consideriamo che per secoli miliardi di persone hanno creduto in queste cose, possiamo farci un'idea delle trappole dell'intelligenza umana.
«Se non ubbidirete al Signore, vostro Dio, e non vi preoccuperete di mettere in pratica tutti i comandamenti e le norme che oggi vi comunico, sarete colpiti da queste maledizioni:
Sarà maledetto chi abita in città e chi abita in campagna.
I vostri cesti e le vostre madie saranno vuoti.
Saranno maledetti i vostri figli, i vostri raccolti e i nati dai vostri bovini, pecore e capre.
Sarete maledetti sia in viaggio, sia a casa vostra.
Su ogni cosa che farete, il Signore manderà disgrazie, confusione e insuccesso: sarete distrutti e scomparirete in fretta, perché avete abbandonato il Signore con il vostro comportamento malvagio.
Il Signore manderà un’epidemia di peste, per eliminarvi dalla terra che andate a conquistare.
Il Signore vi colpirà con malattie che consumano, febbri e infiammazioni, con arsura e siccità; farà seccare o marcire i vostri cereali quando crescono. Queste disgrazie vi perseguiteranno fino a farvi scomparire.
Il cielo sopra la vostra testa avrà il colore del bronzo; e la terra sotto i vostri piedi sarà dura come il ferro.
Il Signore farà piovere sui vostri campi sabbia e polvere: scenderanno dal cielo, finché sarete distrutti.
Il Signore vi farà fuggire davanti ai nemici: li attaccherete da un’unica parte, e sarete costretti a fuggire in tutte le direzioni. Sarete uno spettacolo raccapricciante per tutti i regni della terra.
I vostri cadaveri saranno cibo per gli uccelli rapaci e per le bestie selvagge, e nessuno le caccerà via.
Il Signore vi colpirà con ulcere, come gli Egiziani, con emorroidi, rogna e prurito, da cui non potrete guarire.
Il Signore vi colpirà con pazzia, cecità e demenza.
In pieno giorno camminerete a tastoni come ciechi al buio. Non avrete successo nei vostri affari, anzi sarete continuamente sfruttati e derubati, ma nessuno vi aiuterà.
Quando uno si fidanzerà, un altro possederà la sua donna; chi costruirà una casa non l’abiterà, e chi pianterà una vigna non ne godrà i frutti.
I vostri buoi saranno scannati davanti ai vostri occhi, ma voi non ne mangerete; i vostri asini saranno rubati alla vostra presenza, ma non faranno ritorno a voi; le vostre pecore saranno prese dai nemici, ma nessuno vi aiuterà.
I vostri figli e le vostre figlie saranno presi come schiavi da un popolo straniero; i vostri occhi vedranno questo e continueranno a consumarsi in pianto, ma voi non potrete farci niente.
I vostri raccolti e i prodotti della vostra fatica saranno goduti da un popolo sconosciuto; voi sarete solo sfruttati e maltrattati.
Diventerete pazzi a causa di quel che dovrete vedere!
Il Signore vi colpirà con terribili piaghe alle ginocchia e alle gambe: non si potranno guarire e si estenderanno sul vostro corpo dalla testa ai piedi.
Il Signore vi farà deportare, insieme al re che avrete scelto, in mezzo a un popolo sconosciuto a voi e ai vostri padri. Là adorerete dèi stranieri, semplici statue di legno o di pietra. I popoli in mezzo a cui il Signore vi farà andare prigionieri avranno orrore di voi, vi derideranno e vi prenderanno in giro.
Seminerete grano in abbondanza nei vostri campi, ma ne raccoglierete poco, perché le cavallette lo divoreranno. Pianterete vigne e le lavorerete, ma non ne berrete il vino; anzi, non arriverete neppure alla vendemmia, perché i vermi rovineranno la vigna. Avrete ulivi in tutto il vostro territorio, ma non avrete olio per i vostri profumi, perché le olive cadranno prima di maturare.
Metterete al mondo figli e figlie, ma non rimarranno presso di voi, perché saranno deportati.
Tutti gli alberi e i prodotti della terra saranno devastati dagli insetti.
Gli stranieri che abitano in mezzo a voi avranno sempre più potere, mentre voi non conterete più niente. Essi vi presteranno denaro, non più voi a loro; diventeranno i vostri capi e voi sarete gli ultimi.
Tutte queste maledizioni si abbatteranno su di voi e vi perseguiteranno fino a distruggervi, perché non avete ubbidito al Signore, vostro Dio, e non avete messo in pratica i suoi comandamenti e le sue norme, come io vi ho ordinato.
Tutto questo sarà per voi e per i vostri discendenti, per sempre, un ammonimento solenne.»
– Deuteronomio 28,15-46
(copiato da https://www.leternoassente.com/?page_id=288)