Mi piacerebbe che qualcuno costituisse una scuola di filosofia e psicologia che si potrebbe chiamare "interazionismo esistenziale". L'idea di base di tale scuola sarebbe che l'interazione è la cosa più importante al mondo non solo per le dinamiche degli esseri non viventi, ma soprattutto per la vita in generale e per quella umana in particolare.
Questa scuola metterebbe insieme varie correnti di pensiero, in particolare l'
interazionismo simbolico di George Herbert Mead e l'
ecologia della mente di Gregory Bateson, e si baserebbe sull'idea che non possiamo conoscere né misurare le cose come sono ma solo le interazioni tra di esse.
Per quanto riguarda il benessere psicofisico dell'individuo, l'interazionismo esistenziale afferma che esso dipende dalla quantità e soprattutto dalla qualità delle interazioni tra gli esseri umani, e tra questi e il loro ambiente.
Detto ciò, il compito della filosofia e della psicologia, come di tutte le altre scienze e discipline umane e sociali, dovrebbe essere lo studio delle interazioni umane, ovvero dei tipi di interazione e dei loro effetti sul benessere degli individui e sulla sostenibilità delle società e della specie umana.
Tale studio dovrebbe esaminare e classificare, senza preconcetti, i vari tipi di interazione che un umano può avere con gli altri e con l'ambiente, ciascuno con le sue modalità, regole, libertà, condizioni, requisiti, forme, linguaggi, vincoli culturali ecc., i rispettivi effetti sul benessere delle parti in gioco, cosa le provoca o favorisce, cosa le impedisce o inibisce ecc.
Tutto ciò dovrebbe permettere ad ogni umano di orientarsi pragmaticamente in modo da esercitare interazioni ottimali con gli altri e con il proprio ambiente per facilitare la soddisfazione dei propri bisogni e di quelli altrui.
Per esempio, l'interazionista esistenziale si porrebbe domande come le seguenti:
Con chi (non) posso / devo / voglio interagire? In quali modi? In quali ruoli? Con quali regole? A quali fini? Con quali risorse?
Che tipi di interazione ci sono o ci possono essere tra me e x?
Ogni essere umano, per soddisfare i suoi bisogni, ha bisogno della collaborazione di altre persone. Ma quali?
Ogni essere umano libero ha la possibilità di scegliere le persone con cui interagire per una reciproca soddisfazione. Di conseguenza, ogni essere umano può essere scelto, o no, da altri.
L'interazione felice, cioè quella che soddisfa ambedue le parti, è possibile solo quando due persone si scelgono reciprocamente e interagiscono a tale scopo. Infatti io posso scegliere una certa persona, ma se questa non mi sceglie, cioè preferisce interagire con un altro, il rapporto è impossibile.
Ogni essere umano ha bisogno di essere scelto da qualcun altro, altrimenti resta solo e non riesce a soddisfare i suoi bisogni. Per essere scelto deve essere in una certa misura competitivo, cioè deve risultare interessante almeno quanto il suo potenziale concorrente.
Da qui nasce l'ansia della competizione, ovvero la paura, più o meno conscia, di non essere abbastanza competitivi e di rimanere perciò soli e insoddisfatti.
Come vincere l'ansia della competizione ed essere sufficientemente competitivi per farci scegliere da altre persone?
Prima di tutto bisogna capire che più sono alti i nostri requisiti nella scelta delle persone, più è necessario essere competitivi, cioè "all'altezza" delle nostre esigenze. Per esempio, se cerchiamo persone con un'intelligenza superiore ad un certo livello, dobbiamo essere anche noi sopra quel livello. Lo stesso criterio si applica alla bellezza, all'onestà, alla ricchezza, alla cultura ecc.
In secondo luogo, bisogna capire che la competitività di un essere umano è multifattoriale nel senso che uno può essere più competitivo in un certo aspetto e meno in altro, ed è difficile che una persona corrisponda a tutti i criteri di selezione posti.
In terzo luogo, dobbiamo considerare non solo in quale misura il candidato è in grado di, e disposto a, soddisfare i nostri bisogni, ma quanto noi siamo in grado di, e disposti a, soddisfare i suoi. Infatti, se si chiede più di quanto si è disposti a offrire, l'interazione felice è praticamente impossibile.
Purtroppo viviamo in una cultura che ci ha insegnato due cose fondamentali:
- che conviene essere il più possibile competitivi in tutti i campi possibili per essere scelti come partner e non restare soli, quindi conviene cercare di diventare sempre più ricchi, più belli, più sani, più colti, più popolari ecc.
- che conviene cercare il partner che ci offre di più chiedendoci di meno.
I rapporti umani sono spesso trattati come rapporti d'affari, cioè finalizzati al massimo profitto; in pratica si tratterebbe di "offrirsi" al prezzo più alto e con i costi più bassi.
Una tale visione è causa di stress e insoddisfazione perché ognuno vorrebbe fare "un affare", e per di più misurando il dare e l'avere con la sua bilancia personale che tende a minimizzare l'avere e massimizzare il dare.
Insomma, spesso uno chiede più di quanto l'altro sia disposto a, e in grado di, dare. Il risultato è una situazione di stallo, di solitudine e di carenza di interazione.
Come superare lo stallo e l'ansia da competizione, e interagire con reciproca soddisfazione?
Prima di tutto occorre prendere coscienza dei propri bisogni, neutralizzare quelli morbosi e stabilire cosa realisticamente chiedere al potenziale partner.
In secondo luogo prendere coscienza dei bisogni del potenziale partner e di ciò che siamo realisticamente disposti a, e in grado di, dare e fare per soddisfarli.
Se ci accorgiamo che non c'è compatibilità tra la domanda e l'offerta anche dal punto di vista di una sola delle due parti, conviene orientarsi verso altri partner potenziali, con i quali seguire lo stesso procedimento, finché non se ne trova uno con cui sembra esserci compatibilità.
Se la ricerca non dà esito positivo per un certo numero di volte, occorrerà diminuire le proprie esigenze e/o aumentare la propria disponibilità a soddisfare i bisogni altrui.
Qualcuno troverà questo procedimento cervellotico, freddo, arido, senza sentimenti. Sicuramente si tratta di un approccio razionale che però prende i sentimenti (propri e altrui) in seria considerazione in quanto manifestazioni di bisogni. Soddisfare i bisogni equivale infatti a soddisfare i sentimenti (e viceversa).
A chi rifiuta un approccio razionale non resta che affidarsi soltanto al cuore o all'istinto, ma, come si vede dal crescente numero di separazioni e divorzi, con scarsa probabilità di successo.
[BOZZA]
Ai fini della conoscenza e del benessere, suppongo che la realtà, dal punto di vista di un individuo della specie umana, sia scomponibile in diverse dimensioni interconnesse e interdipendenti, alcune delle quali non possono esistere separatamente, ma solo insieme ad altre. Per esempio, la fisica relativistica ci insegna che lo spazio e il tempo dipendono l'uno dall'altro, e infatti per misurare l'uno si usa l'altro. Altro esempio: l'essere umano non può esistere senza la società, e viceversa.
Per cominciare, ho scomposto la realtà nelle seguenti dimensioni, o domìni di conoscenza o esperienza:
La
Natura, costituita dal mondo non vivente e da quello vivente. Il secondo dipende dal primo e non viceversa. Il primo è infatti quello che c'era prima che nascesse la prima forma di vita e che ci sarebbe se ogni forma di vita si estinguesse.
Il
Mondo vivente, costituito dalle varie forme di vita, tra cui vegetali, animali ed esseri umani.
L'
Umanità, costituita da tutti gli individui della specie homo sapiens, passati, presenti e futuri. L'umanità dipende dal mondo vivente, ma non viceversa. Se infatti la specie umana si estinguesse, la vita sulla terra continuerebbe (forse meglio).
La
Cultura, costituita da tutto ciò che l'umanità ha prodotto in forma trasmissibile da individuo a individuo, e che ha effettivamente trasmesso influenzando in qualche modo i riceventi.
Le
Persone, dimensione costituita dagli "
altri", cioè dai membri dell'umanità con cui il soggetto interagisce o potrebbe interagire.
Il
Me, costituito dalla parte materiale e da quella psichica inconscia del soggetto. Il
me è importante soprattutto per i bisogni che che lo animano e lo tengono in vita (oltre a garantire la conservazione della sua specie), e gli automatismi cognitivi ed emotivi che lo caratterizzano e che determinano il suo comportamento, sia volontario che involontario, conscio e inconscio. Nelle persone nevrotiche il me è spesso represso, nascosto, frustrato, rimosso, non realizzato. Il me è come il bambino del soggetto, irrazionale e molto vulnerabile.
L'
Io, meglio denominato "
io cosciente", costituito dalla parte conscia del soggetto. L'
io è sede e della percezione cosciente di forme, sensazioni, sentimenti, emozioni, e agente della volontà. Rispetto al me, l'io è la parte adulta o genitoriale, razionale e dura del soggetto, e il suo compito è quello di accudire il me e di soddisfarne i bisogni, che il me esprime producendo emozioni.
Per semplicità, ho poi ridotto le dimensioni alle seguenti cinque, che ho chiamato
dimensioni cardinali della realtà:
- Natura
- Cultura
- Persone
- Me
- Io
La riduzione consiste nel fatto che nel termine
cultura ho accorpato anche l'umanità, e nel termine
natura anche il mondo vivente ad eccezione dell'umanità, intendendo quindi per
natura tutta la realtà che esisterebbe se la specie umana non fosse mai nata o si fosse estinta.
Successivamente ho scomposto ogni dimensione cardinale in cinque sotto-dimensioni, in ognuna delle quali sono contemplati uno o più aspetti essenziali della vita umana, come indicato nella lista seguente.
DIMENSIONI CARDINALI DELLA REALTÀ
N = Natura (= tutto meno umanità e cultura)
C = Cultura, conoscenza
P = Persone (ognuna costituita dal suo
io e dal suo
me)
I = Io (parte conscia del mio sé)
M = Me (parte inconscia del mio sé)
Nota: S = Sé: la mia persona, costituita dal mio io e dal mio me)
NATURA - sottodimensioni
Sp = spazio, luoghi, volumi...
Te = tempo, passato, futuro...
Ma = massa, materie, pesi...
En = energia, potenza, forze, velocità...
In = informazioni (non culturali), vita, genetica, evoluzionismo, vegetali, animali...
CULTURA - sottodimensioni
Le = letterature, linguaggi, musiche...
ST = scienze, tecnologie, macchine...
Me = media, registrazioni, comunicazioni...
Ar = arte, manufatti, prodotti, musiche, danze...
So = società, istituzioni, civiltà, religioni, folclore, memi...
PERSONE - sottodimensioni
c|c = competere|cooperare...
d|r = dare|ricevere, servire|essere servito, commercio...
n|v = negoziare|violare...
i|s = intimità|separazione, rapporti sessuali...
c|d = conformarsi|differenziarsi, empatia...
IO - sottodimensioni
Os = osservare, percepire, sentire, riconoscere...
Ri = ricordare, pensare, immaginare...
Ra = ragionare, analizzare, calcolare, prevedere, valutare...
Sc = scegliere, decidere, orientarsi...
Ag = agire, interagire, governare, fare, produrre...
ME - sottodimensioni
bS = bisogno di salute fisica e mentale: corpo fisico, sistema nervoso, alimentazione, evitamento del dolore, protezione, prevenzione, terapia, medicina, ambiente, inquinamento, clima, sopravvivenza, immortalità, spiritualità, emotività, DNA, ecc.
bC = bisogno di comunità: integrazione sociale, appartenenza, interazioni, altruismo, essere, desiderati, unioni, associazioni, alleanze, partecipazione, condivisione, famiglia, matrimonio, reputazione, solidarietà. cooperazione, amicizie, inimicizie, conformismo, ritualità, tradizioni, convenzioni, negoziazioni, gerarchie, giochi, puericultura, educazione, religione, etica, responsabilità, colpa, vergogna, onore, disonore, patria, lavoro, pace, guerra contro altre comunità ecc.
bP = bisogno di potere: libertà, individuazione, indipendenza, competitività, egoismo, creatività, immaginazione, conoscenze, abilità, intelligenza, sicurezza, aggressività, difesa, offesa, risorse materiali, economiche e mediali, strumenti, sorveglianza e controllo degli altri, non conformismo, autonomia, potere politico ed economico, sfruttamento, asservimento, privacy, status, successo, invidia, gelosia, dominio, possesso, guerra, armi ecc.
bE = bisogno di eros: sessualità, rapporti sessuali, innamoramento, amore erotico, erotismo, libido, intimità, riproduzione, pornografia, prostituzione, ogni forma di *filia ecc.
bB = bisogno di bellezza: fascino, incanto, ordine, armonia, arte, forma, fotografia, musica, poesia, letteratura, romanzi, abbigliamento, make-up, profumi, arredamento, architettura, pulizia, purezza, estetica, gusto, umorismo, fantasia, chiarezza, semplicità, forma, struttura, affinità, continuità, novità, divertimento ecc.
A cosa mi serve tutto ciò?
Il motivo per cui ho scomposto la realtà in un numero finito di dimensioni e sotto-dimensioni è che in tal modo posso pensare in modo più efficace al fine della soddisfazione dei bisogni umani miei e altrui. Infatti, quando io penso a qualsiasi cosa, persona o idea, per
comprenderla cerco di metterla in relazione alle dimensioni cardinali e alle loro sotto-dimensioni, cioè di esaminare i possibili rapporti di causa-effetto, associazioni, affinità, interazioni, sinergie, conflitti, problemi ecc. con ciascuna di esse.
A tale scopo ho inventato una tecnica, a cui ho dato il nome di
meditazione sinottica, che può essere considerata una forma di psicoterapia mirata alla
comprensione di qualsiasi elemento (oggetto, persona, idea). Per
comprensione intendo affrontamento, accettazione, conciliazione e armonizzazione con il resto della realtà esterna e interna al soggetto. Essa consiste nel visualizzare mentalmente la figura sotto riportata, costituita da un pentagono principale i cui vertici sono le dimensioni cardinali, ognuno dei quali costituito a sua volta da un pentagono i cui vertici rappresentano le rispettive sotto-dimensioni. Al centro del pentagono principale, all'interno di un immaginario televisore, che io chiamo "
psicoscopio", occorre posizionare l'elemento (x) che si desidera
comprendere. Quindi occorre interrogarsi sulle possibili relazioni tra x e ciascuna dimensione cardinale e sotto-dimensione.
E' una specie di protesi immaginaria, utile per migliorare il modo in cui pensiamo sottraendo, almeno in parte, l'attività pensante all'arbitrio dell'inconscio, quando esso è disfunzionale per certi aspetti.
Per facilitare la
meditazione sinottica ho sviluppato un'applicazione web utilizzabile mediante il sito web
http://it.mindorganizer.net. Dopo essersi registrati nel sito, occorre creare una o più liste di frasi opportunamente scelte e usare la modalità di visualizzazione "psicoscopio" per vedere le frasi una alla volta al centro della figura, sullo schermo dello psicoscopio. Un automatismo opzionale permette di cambiare la frase, scelta a caso, ogni cinque secondi. Una opzione ad hoc permette inoltre di udire ogni frase grazie alla sintesi vocale. Una demo è disponibile in
http://it.mindorganizer.net/1298/meditazione.