Progettare è immaginare e descrivere una realtà diversa.
Se non siamo consapevoli che stiamo errando, non possiamo correggerci.
Per migliorare la società è necessario creare nuovi e migliori modelli di interazione sociale.
Se avete idee originali, abbiate il coraggio di esprimerle. Solo così la società può progredire.
Per il progresso civile e morale occorre sostituire il senso di colpa con il senso di responsabilità.
Un progetto può fallire per l'incapacità di chi ci lavora, per carenza di risorse o per carenza di realismo.
Dietro il desiderio di un miglioramento della società si può nascondere il desiderio di un miglioramento del proprio status sociale.
Le buone idee per migliorare il mondo sono inefficaci se non c'è un sufficiente numero di persone disposte a praticarle personalmente.
Gli umani non possono cambiare i libri che credono siano stati scritti o ispirati da Dio. Questo divieto intrinseco rende le religioni dogmatiche, conservatrici, retrograde.
Ognuno ha il diritto di non giudicare gli altri, ma il progresso civile e morale si basa sul giudizio, ovvero sull'obiettivo di migliorare ciò che si giudica cattivo o inadeguato. Senza giudizio, niente progresso.
Non possiamo permetterci di leggere qualsiasi libro, di vedere qualsiasi film. di parlare con qualsiasi persona, di andare in qualsiasi luogo, di credere a qualsiasi cosa. Dobbiamo scegliere ciò che è meglio per noi e per la società.
Uno dei principali motivi che ostacolano il progresso umano è l'intolleranza verso ogni critica e ogni messa in discussione, diretta o indiretta, della moralità del proprio comportamento e della veridicità e completezza della propria visione del mondo.
Ci sono due tipi di cultura: una conservatrice e una progressista. La prima tende alla ripetizione dei comportamenti, la seconda al loro cambiamento. Quando si dice che una persona è colta bisognerebbe specificare a quale tipo di cultura ci si riferisce.
La natura è sempre vera, libera e violenta. La cultura è generalmente falsa, costrittiva e protettiva. Tuttavia una parte della cultura, quella cosiddetta progressista, combatte il resto di essa per renderla meno falsa, più libera e più realmente protettiva.
Che fare per risolvere i problemi della società? Studiare la natura umana, la quale è la causa prima di tutti i mali della società. Nonostante sia il tema più importante, esso è tra i meno studiati con un approccio scientifico a causa delle pressioni religiose e politiche.
Ogni umano, e ogni gruppo umano, cerca di elevare il proprio status il più possibile rispetto agli altri, usando le risorse materiali, intellettuali, estetiche ed etiche di cui dispone. Tale motivazione costituisce il motore del progresso e dei conflitti interpersonali e internazionali.
Comunemente si crede che l'aggiunta del suono al cinema inizialmente muto e l'aggiunta del colore al cinema e alla TV inizialmente in toni di grigio siano stati grandi progressi per l'umanità. Io credo che questi progressi tecnologici abbiamo nuociuto alla capacità di immaginazione e abbiano reso la gente mentalmente più passiva e manipolabile.
Quasi tutti gli umani escludono a priori che qualcuno possa essere più competente di loro per quanto riguarda la conoscenza della vita, della società, della natura umana, e di conseguenza, la conoscenza di loro stessi. Per questo la conoscenza della natura umana stenta ancora a svilupparsi, e il progresso civile è così lento e precario.
Il progresso civile si ottiene costruendo, non distruggendo, e prima di distruggere una casa è bene averne pronta una nuova.
I proclami di molti intellettuali sono distruttivi dell'ordine attuale, ma non propongono nulla di realistico sul nuovo ordine che vorrebbero. Perciò sono pericolosi.
È ingenuo pensare che l'uomo possa organizzarsi senza guide e senza regole, cioè senza obblighi né divieti.
Ognuno desidera ardentemente essere approvato e apprezzato per come è, con tutte le sue virtù e tutti i suoi difetti. Ma come facciamo ad approvare e ad apprezzare persone che non ci piacciono? Persone la cui stupidità, ignoranza e/o cattiveria ci lasciano sgomenti? Questo è un grande problema dell'umanità. Potremmo chiudere gli occhi per non vedere i difetti altrui (così come li chiudiamo per non vedere i nostri) ma come possiamo vivere eticamente e progredire socialmente se non vediamo il male in noi e negli altri, e se consideriamo tutti ugualmente buoni e bravi?
Il progresso della tecnica è molto più veloce di quello dell'intelletto medio dell'umanità che può farne uso. Ne consegue un utilizzo sconsiderato e pericoloso degli strumenti tecnologici.
Infatti oggi non solo disponiamo di mezzi di distruzione di massa dell'uomo e della natura, ma qualunque idiota ha la possibilità di diffondere le sue idee raggiungendo potenzialmente, gratuitamente, miliardi di persone.
Questa situazione permette la formazione di comunità numerose di idioti uniti intorno a narrazioni tanto semplici quanto false, e distruttive per la convivenza civile.
Io credo che non sia sufficiente concepire una buona idea perché essa venga realizzata a livello sociale. Perciò mi occupo molto del problema delle cause della chiusura delle persone alle nuove idee, ovvero della conflittualità (più che della competizione) e della resistenza al cambiamento da parte di ogni essere umano, a partire da me stesso. Voglio dire che anche se un'idea fosse perfetta, lascerebbe il tempo che trova se non si risolvesse prima il problema della resistenza al cambiamento e della incomprensione delle idee altrui, problema di tipo non logico-cognitivo, ma psicodinamico e/o neurologico.
La natura non ama i cambiamenti rapidi di una intera specie, perché potrebbero portare all'estinzione della stessa. La natura, infatti, fa in modo che in una specie solo alcuni rari individui subiscano mutazioni genetiche, come se fossero esperimenti che, se falliscono, non pregiudicano la conservazione della specie stessa, mentre, se hanno successo, possono dar luogo ad una lenta evoluzione positiva. Per un motivo analogo, la natura fa in modo che in una popolazione umana solo una piccola minoranza di persone siano creative e desiderose di cambiare la società, mentre la massa resta conformista e conservatrice.
La storia dell’umanità ci dimostra che l’uomo è capace sia di bontà che di crudeltà, che ci sono state e ci sono comunità più violente e altre meno violente. Questo significa che c’è sempre spazio per un miglioramento dei rapporti sociali, se si adottano i provvedimenti appropriati. Purtroppo la maggior parte della gente pensa che non si possa fare nulla per migliorare la società o che non ci sia bisogno di migliorarla, mentre una minoranza di persone credono nella possibilità di un miglioramento e ricercano i modi per attuarlo, a volte sbagliando e peggiorando la situazione, altre volte con risultati incoraggianti. Spero che il loro numero cresca come pure la loro conoscenza della natura umana.
Ormai quasi tutti gli intellettuali sono d'accordo su ciò che non funziona nella società, ma quasi nessuno propone soluzioni che non siano altro che desideri, lamenti e rimproveri. In pratica ognuno dice: "se la gente facesse questo, se pensasse questo, se sentisse questo, se capisse questo, se volesse questo, se cambiasse in questo, allora la società migliorerebbe". Ma il fatto è che la gente non fa, non pensa, non sente, non capisce, non vuole, non cambia come "dovrebbe". E allora cosa possiamo fare oltre a lamentarci? Ognuno pensa di fare tutto il possibile, il meglio possibile per migliorare la società e non sente il bisogno di cambiare se stesso, di uscire dai propri schemi mentali.
Da parte mia, non penso di fare tutto il possibile, ma cerco comunque di uscire dalle mie gabbie mentali, di andare oltre ciò che ho imparato sulla natura umana, attraverso la lettura di autori poco noti, non conformisti e trascurati dal mondo accademico (Schopenhauer, Nietzsche, George Herbert Mead, Alfred Korzybski, Gregory Bateson, Edgar Morin, Albert Camus, Luigi Anepeta, Antonio Damasio, Richard Dawkins, Daniel Dennet ecc.).
Io penso che, per progredire in senso civile e morale, sia inutile cercare di riprodurre situazioni esemplari del passato, perché è impossibile ricostruire tutte le condizioni che in passato hanno dato luogo a comportamenti positivi. Possiamo forse prendere qualcosa di buono dal passato, ma dobbiamo aggiungervi qualcosa di nuovo per adattarlo all'attualità. Compito degli intellettuali è perciò, a mio avviso, escogitare nuove idee e nuove soluzioni in tal senso.
Penso inoltre che dovremmo tutti sentirci corresponsabili della situazione attuale a causa delle nostre azioni e, soprattutto, delle nostre inazioni. Infatti, secondo me, non basta comportarsi onestamente e razionalmente. Intendo dire che se vogliamo che la società cambi in meglio, se non vogliamo subire la storia, ma dirigerla, dobbiamo fare qualcosa di nuovo e agire razionalmente nel senso dei cambiamenti che auspichiamo.
In altre parole, credo che un cambiamento volontario sia possibile solo attraverso nuovi comportamenti.
Pertanto penso che non dovremmo limitarci a studiare gli autori del passato, ma ognuno di noi dovrebbe agire come “talent scout” della cultura contemporanea, nel senso di scoprire e pubblicizzare gli intellettuali che ci sembrano pragmaticamente più efficaci per realizzare i cambiamenti che auspichiamo.
Io considero l’umanità un continuum tra due tipi estremi: quelli che cercano di adattarsi alle regole della società senza cercare di modificarle, e quelli che desiderano adattare le regole della società a se stessi rifiutandosi di adattarsi ad esse.
Il primo tipo è quello di gran lunga prevalente. Il secondo tipo è molto minoritario, ma è quello che determina il progresso civile. Se tale progresso è così lento, ciò è dovuto al fatto che il secondo tipo è poco numeroso.
Poi c’è un grosso problema dovuto al fatto che molti di coloro che vorrebbero cambiare le regole della società propongono cambiamenti non realistici, impossibili da realizzare in quanto incompatibili con la natura umana specialmente in termini di bisogni, desideri e neurologia.
Detto questo, io penso che per contribuire concretamente al miglioramento della società debbano essere soddisfatte le seguenti condizioni:
- Una forte motivazione alla modifica delle regole sociali per favorire il progresso civile nel senso di una maggiore soddisfazione dei bisogni e dei desideri di tutta l’umanità, e non solo di una parte di essa.
- Una buona conoscenza della natura umana (in senso biologico e psicologico) che permetta di capire quali cambiamenti siano possibili e quali impossibili, quali utili e quali inutili rispetto ai bisogni umani.
- Un comportamento onesto e rispettoso dei bisogni e dei desideri altrui
- La propagazione delle buone conoscenze sulla natura umana attraverso le conversazioni, i consigli di lettura e la pubblicazione e condivisione di articoli e di libri in tal senso.
- Una disponibilità ad organizzarsi in gruppi di ricerca e di lavoro per lo studio della natura umana e per la diffusione delle relative conoscenze.
- Una partecipazione politica attiva sia attraverso il voto, sia attraverso la critica politica nei confronti di tutti i partiti, compreso quello per cui si è scelto di votare di volta in volta.
Per concludere, io ritengo che i disonesti approfittano della incapacità degli onesti di organizzarsi per contrastarli. Dovremmo dunque imparare ad organizzarci in tal senso.