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Riflessioni di Bruno Cancellieri su

Servire

9 articoli tratti dal blog "Il mondo visto da me"

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Servizio e società

È bello essere serviti, ci fa sentire ben integrati nella società.

Schiavi-padroni

Siamo schiavi e padroni allo stesso tempo. Cerchiamo dunque di essere buoni schiavi e buoni padroni.

Piacere di servire

Mi fa piacere che qualcuno usi qualcosa che io ho prodotto, protetto o riprodotto. Mi fa sentire degno di appartenere alla società umana.

Comandare e obbedire

In ogni momento dobbiamo scegliere se comandare o obbedire a certe entità (persone, cose, idee, sentimenti, pulsioni ecc.) esterne e interne ai nostri corpi.

Sulla gentilezza

Essere gentili significa mettersi al servizio degli altri.

Servire gli altri è più nobile che seguirli, approvarli o imitarli.

Servire qualcuno significa soddisfare i suoi bisogni e desideri, i quali, per poter essere soddisfatti, debbono essere conosciuti dal servente.

Siamo tutti, variabilmente, servi e padroni

Siccome noi umani siamo interdipendenti, siamo tutti servi e padroni di certi altri.

In altre parole, siccome ognuno ha bisogno di altri per sopravvivere e per soddisfare i propri bisogni, ognuno deve servire qualcuno e servirsi di qualcuno.

E' anche possibile che due persone invertano più volte nella stessa giornata i loro reciproci ruoli di servo e padrone.

In tutto questo c'è un grosso problema dovuto al fatto che ogni umano è libero, almeno in teoria, di scegliere chi servire e di chi servirsi, per cui qualcuno potrebbe restare senza servi né padroni, cioè escluso dalla vita sociale.

Per concludere, ognuno dovrebbe imparare a fare bene, nei confronti degli altri, sia il servo che il padrone, cioè imparare a soddisfare i bisogni altrui e a indurre altri a soddisfare i propri.

Interagire = servire e farsi servire

Siamo abituati a considerare i rapporti gerarchici come mutuamente esclusivi: o si comanda o si obbedisce, o si è padroni o si è servi, o si è superiori o inferiori. Dovremmo invece considerarli mutuamente inclusivi, ovvero come ruoli che possono invertirsi periodicamente, anche in periodi di tempo molto brevi, anche di pochi secondi, o essere simultanei. Perché rispetto ad una stessa persona si può essere servi e padroni, superiori e inferiori, maestri e allievi, guide e seguaci, in momenti diversi o nello stesso momento, a diversi fini e in diversi ambiti.

In altre parole, l'interagire tra due persone non implica la rinuncia al ruolo di fruitore da parte di uno dei contraenti. Ciascuno di essi può (e dovrebbe) servire l'altro e farsi servire dall'altro. Perché le interazioni servono a scambiare servizi (materiali o immateriali) e/o beni, e se una delle parti non riceve alcun servizio, non è motivata ad interagire, e di conseguenza l'interazione cessa, a meno che non venga mantenuta con la violenza.

Cosa condividere e con chi

Il denaro è la cosa più facile da condividere. È infatti difficile trovare qualcuno che rifiuti un'offerta di denaro o di qualche cosa (o idea) che permetta di ottenerlo.

D’altra parte, condividere un'idea o un’attività è difficile se queste sono diverse da quelle già comunemente condivise e praticate. Perché l'uomo ha paura delle cose non condivise, perché queste dividono le persone e le allontanano dalla comunità. E l'uomo ha un assoluto bisogno di essere parte di una o più comunità.

Una cosa che invece nessuno rifiuta è il proprio “servizio”, cioè mettersi al servizio di una persona, aiutarla a soddisfare i suoi bisogni e i suoi desideri. Tuttavia anche qui ci possono essere dei problemi: Primo, perché un essere umano non può servire che un numero di persone limitato, dato che il suo tempo e le sue risorse sono limitate; secondo, servire una persona può suscitare la gelosia di un’altra, che vorrebbe essere servita esclusivamente o prioritariamente; terzo, non si può passare la vita solo a servire gli altri, perché si ha anche bisogno di essere serviti, cosa difficile da ottenere se non in cambio di qualcosa. L’ideale è quindi servire qualcuno disposto a servirci a sua volta.

Cooperazione e servizio

La cooperazione tra due sistemi cibernetici (viventi o non viventi) è basata sul concetto di servizio.

Nel caso degli esseri viventi, un servizio consiste generalmente in un aiuto per la soddisfazione di un bisogno o di un desiderio, e/o per l'ottenimento di un piacere.

Un servizio può essere fornito da una delle due parti a favore dell'altra, oppure da una terza parte a favore di una delle due parti o di entrambe, a seguito dell'azione di una di esse o dell'azione combinata di entrambe.

Specialmente se i sistemi cooperanti sono due persone, può essere utile chiedersi quali siano i servizi che si scambiano, che ottengono da terzi, o che forniscono a terzi, e quali siano i bisogni e i desideri che tali servizi soddisfano, o dovrebbero o potrebbero soddisfare.

La richiesta, la fornitura e il godimento di servizi può essere consapevole e volontaria, oppure inconsapevole e involontaria, ovvero automatica. Per quanto riguarda l'uomo, può anche essere nascosta, dissimulata o mistificata.

Un servizio può essere negoziato, nel senso che ciascuna delle parti può proporre di comportarsi in un certo modo in cambio di un certo comportamento da parte dell'altra, e questa potrebbe accettare o rifiutare la proposta.

Un servizio può essere ottenuto con la forza, o con la violenza, nel senso che può essere ottenuto dal fruitore contro la volontà del fornitore, dietro minacce o semplicemente mediante prelievo forzato.

Un servizio può essere offerto come omaggio, cioè senza richiedere un altro servizio in cambio, anche se normalmente chi offre un servizio si aspetta una benevolenza, ovvero un trattamento di favore da chi ne fruisce.

Per concludere, per capire perché gli esseri viventi si comportano in un certo modo gli uni con gli altri, è utile analizzare la loro cooperazione, più o meno libera o forzata, in termini di servizi.