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Riflessioni di Bruno Cancellieri su

Sociologia

9 articoli tratti dal blog "Il mondo visto da me"

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Psicologia vs. sociologia

La separazione tra psicologia e sociologia ostacola la comprensione della vita degli individui e quella delle società. Infatti le forme sociali sono plasmate da individui, e la mente individuale è plasmata dalla società a cui l'individuo appartiene.

Referendum e cognizione della realtà

Non vi dico come voterò al referendum. Vi dico solo che sono disgustato dalla faziosità di tantissime persone che vedono solo vantaggi da una parte e svantaggi dall'altra. Fenomeno che dimostra quanto sia difettoso il cervello umano nella cognizione della realtà.

Sulla separazione tra le discipline umanistiche

Filosofia, psicologia e sociologia non dovrebbero essere discipline separate, dato che certe differenze filosofiche possono essere spiegate in termini di differenze psicologiche, così come certe differenze psicologiche possono essere spiegate in termini di differenze sociali, e viceversa.

Micro e macro

Il micro e il macro si influenzano reciprocamente. La macroeconomia è influenzata dalla microeconomia e viceversa. La macrosociologia è influenzata dalla microsociologia e viceversa. La microsociologia è oggetto di studio della psicologia e dell'interazionismo simbolico di George Herbert Mead e di Herbert Blumer.

Cause dei cambiamenti sociali

I cambiamenti sociali non sono causati dalla volontà, e tanto meno da un progetto di cambiamento di qualche pensatore, ma dalla combinazione sistemica di infinite e incontrollabili pressioni egoistiche economiche, politiche e culturali per lo più inconsce e irrazionali, di cui ogni individuo è al tempo stesso soggetto e oggetto. In altre parole, l'uomo, in quanto individuo pensante, non è (ancora) artefice dei cambiamenti sociali ma li subisce passivamente per non restare escluso dalle comunità di appartenenza.

Sulle cause dei problemi sociali e individuali

Forse la causa principale dei problemi sociali e individuali è il fatto che la grande maggioranza degli esseri umani non si interroga sulla validità dei propri pensieri e dei propri comportamenti. E' troppo occupata a vivere e a risolvere problemi pratici (come quello della sopravvivenza, del lavoro, della cura della prole, della cura delle malattie, dei conflitti individuali e collettivi, del rispetto delle tradizioni e delle norme della propria comunità, della ricerca di compagnia ecc.) che non ha tempo per coltivare la filosofia e la psicologia, considerate superflue e illusorie, e crede di conoscere la natura umana in maniera adeguata.

Errore vs. lacuna

Le discipline accademiche umanistiche contemporanee non dicono cose errate, ma lacunose. Ad esempio, il sociologo dice che certi fenomeni sociali sono causati da certe mentalità, ma non si preoccupa di sapere come certe mentalità si stabiliscono nell'individuo e se e come possono cambiare. Da parte sua lo psicologo dice che certe mentalità sono causate da certe situazioni sociali, ma non si preoccupa di sapere come le situazioni sociali si sono stabilite e se e come possono essere cambiate. È uno stallo da cui si può uscire solo unificando sociologia e psicologia. La psicologia sociale è un timido e riduttivo tentativo in tal senso. Quando la psicologia era individualistica, G. H. Mead era considerato un sociologo. Ora che la psicologia è sempre più relazionale non c'è motivo per non considerare Mead uno psicologo di prima grandezza a tutti gli effetti. Lo dice anche il titolo del suo libro: "Mente. sé e società".

La presunzione di Franco Ferrarotti

Franco Ferrarotti considera la sociologia la regina delle scienze umane, quella che le integra tutte, ma ha una cattiva opinione (e una molto scarsa conoscenza) della psicologia, che per lui si riduce al pensiero di Freud e di Jung (oltre al lavoro dei primi psicologi sperimentali, come Pavlov). Vedi https://youtu.be/a_REKcny3BY dai minuti 27:28 a 29:37.

La psicologia, se vogliamo usare questo termine al singolare (io preferisco usarlo al plurale), è molto di più e di vario di ciò che pensa Ferrarotti, che evidentemente vuole portare tutta l'acqua al suo mulino in quanto professore di sociologia. Uno degli svarioni più grossi di Ferrarotti è l'idea che il fine della psicologia (e della psicoterapia) sia quello di far accettare al paziente la società così com'è. Se lo sentissero parlare, Erich Fromm e altri grandi psicologi si rivolterebbero nella tomba.

Il dilemma del prigioniero ecologico

Ispirato dal famoso "dilemma del prigioniero" descritto in tutti i trattati di sociologia, mi è venuta in mente la seguente riflessione.

Sembra confermato da (quasi) tutta la comunità scientifica che il pianeta è condannato ad un graduale macroscopico esaurimento delle risorse vitali se non correggiamo rapidamente i nostri consumi e il nostro stile di vita. Vedi https://it.wikipedia.org/wiki/Impronta_ecologica

Il dilemma è dunque: se riduco la mia impronta ecologica e gli altri non lo fanno, non avrò evitato la catastrofe planetaria, ma avrò solo rinunciato a comodità a vantaggio di coloro che non vi rinunceranno.

Ora, siccome la maggior parte della gente si disinteressa dei problemia ecologici, non potendo evitare la catastrofe, forse mi conviene continuare a vivere come ho sempre fatto.

Con questa logica la catastrofe è assicurata, anche perché i politici cercano di compiacere le masse, le quali non si interessano di problemi di livello superiore a quello dei propri interessi individuali, e nessuno stato è disposto a rinunciare alla propria sovranità a favore di una ipotetica autorità di livello superiore