Siamo tutti, chi più e chi meno, manipolati e manipolatori.
Le religioni sono le più diffuse forme di manipolazione mentale.
Il popolo non impara mai. Dopo ogni sconfitta, cerca il prossimo incantatore.
Parlare e scrivere sono mezzi per manipolare (nel bene e nel male) i pensieri di ascoltatori e lettori.
Chi è mentalmente manipolato non si renda conto della manipolazione, altrimenti non sarebbe una manipolazione.
Ogni cosa che diciamo o scriviamo è un tentativo conscio o inconscio di manipolare le menti di coloro che ci ascoltano o ci leggono.
Guardare la TV, un film, ascoltare un discorso, una canzone, una musica significa aprire una porta della tua mente e permettere a qualcuno di manipolarla.
Una persona diventata molto popolare dicendo falsità o agendo in modo immorale dovrebbe essere presa in seria considerazione e studiata come esempio di manipolazione mentale delle masse.
Ognuno ha nella sua mente una quantità di contesti sociali desiderati, che cerca di realizzare, nei quali ci sono tutti gli altri. Ne consegue che ognuno cerca di manipolare ogni altro, ovvero di fare in modo che l'altro assuma i ruoli e le funzioni ad esso assegnate nei propri contesti sociali mentali.
Così come esistono politici demagogici, che dicono al popolo solo ciò che il popolo ama sentirsi dire, esistono libri demagogici, che funzionano allo stesso modo. Sia i primi che i secondi vanno per la maggiore, mente i politici e i libri che cercano di disilludere la gente vengono per lo più ignorati o osteggiati.
Ogni essere umano è come un computer: ci metti dentro delle idee e lui ne produce come risultato dell'elaborazione di quelle che ci hai messo. Perciò l'intelligenza di un computer e quella di un umano dipendono molto dalle idee che ci metti dentro. Inoltre, computer e umani sono diversi in quanto più o meno veloci e con più o meno memoria, ovvero neuroni.
Dietro i messaggi che ci bombardano ogni giorno in varie forme si nascondono imperativi come: Obbedisci! Imita! Copia! Segui! Servi! Credi! Compra!
Se ci venissero fatte queste richieste esplicitamente ci ribelleremmo. Ma siccome ciò avviene di nascosto, cediamo ad esse, soprattutto quando sono ripetute e vediamo che molti altri le accolgono.
Se uno ti vuole convincere che la vita è bella, hai tutto il diritto di adirarti. Infatti è un tentativo di manipolare la tua mente. È un’offesa alla tua intelligenza. È come dirti che sei stupido perché vedi il male dove c’è il bene, che il male non esiste, o è molto minore di come lo vedi. Se quel tentativo avrà successo, perderai la fiducia nelle tue capacità mentali.
Quando ero bambino, avevo la sensazione che la gente intorno a me mi ingannasse, mi mentisse, volesse farmi credere cose assurde e impossibili, per farsi gioco di me, per divertirsi altre mie spalle. Ora che sono adulto capisco che quelle persone mi ingannavano davvero, ma non lo facevano volontariamente, né ne erano coscienti, perché esse stesse erano state ingannate, ma non se ne erano mai accorte.
Atto di ribellione contro il sistema dei mass media: guardare la TV senza audio, e chiedersi criticamente (cioè mettendo da parte il senso comune) il perché di ciò che si vede. È anche un esercizio psicoterapeutico e di crescita intellettuale. Infatti, tutto ciò che non è casuale ha una o più motivazioni, e cercarle è un esercizio di intelligenza e di saggezza. Togliendo l'audio evitiamo di farci incantare e manipolare da ciò che vediamo. Infatti, vedere è un atto volontario e controllabile, mentre udire è involontario e incontrollabile.
Gli esseri umani si influenzano reciprocamente, consciamente e inconsciamente, volontariamente e involontariamente.
Si influenzano in modi diversi e con efficacia diversa da persona a persona.
Si influenzano allo scopo di ottenere che l’altro si comporti in modo favorevole alla soddisfazione dei propri bisogni e desideri.
L'effetto di queste influenze sono le regole morali generali e quelle particolari applicate a particolari relazioni sociali.
Quello che il nazismo ci ha insegnato è la facilità con cui un intero popolo può essere manipolato da una singola persona. Non è l'eccezionalità di Hitler che ci deve sorprendere, ma la banalità del fenomeno della manipolazione mentale di massa.
Questo fenomeno non è noto alle masse stesse, le quali sono ancora oggi suscettibili di essere vittime di manipolazioni sempre nuove, e in effetti continuano ad essere manipolate da singole persone che manovrano apparati propagandistici molto efficienti, e da diversi poteri (politici, religiosi, economici, mediatici) alleati nel mantenere i popoli manipolali.
E i manipolati diventano a loro volta inconsapevoli manipolatori.
(Mon intervention au café philosophique de Lyon le 22 février 2022 sur le thème "Dans quelle mesure la psychologie est-elle un instrument de pouvoir ?")
Tout d'abord, nous devons préciser de quel pouvoir nous parlons. Est-ce le pouvoir des classes dominantes sur les classes dominées, ou est-ce le pouvoir que chaque individu cherche consciemment ou inconsciemment à exercer sur tous les autres individus ?
Deuxièmement, nous devons préciser de quelle psychologie nous parlons. En fait, il n'y a pas une seule psychologie, mais plusieurs (comme c'est aussi le cas pour les philosophies), et nous devons distinguer la psychologie en tant que théorie de la psychologie en tant que pratique, et la psychologie professionnelle de la psychologie à usage personnel.
Le "pouvoir", au sens du pouvoir politique, utilise souvent la psychologie de manière consciente ou inconsciente, informelle, non académique et secrète. Le faire ouvertement serait considéré comme "politiquement incorrect". D'autre part, lorsque les politiciens ne connaissent pas ou n'utilisent pas la psychologie, cette lacune peut entraîner l'échec de leurs intentions.
Par exemple, à mon avis, l'échec du "marxisme pratiqué" était aussi dû à ses propres lacunes psychologiques, c'est-à-dire à sa connaissance insuffisante de la nature humaine. Les politiciens d'aujourd'hui, en revanche, sont plus rusés que ceux d'il y a un siècle, et utilisent de plus en plus la psychologie pour manipuler l'esprit des citoyens.
Quant à la psychologie en tant que profession, on peut dire que le praticien exerce un certain pouvoir sur son client, puisque ce dernier le traite comme une autorité intellectuelle et morale, un sauveur, un guérisseur, parfois même comme un chaman, et le paie pour ses services, même lorsque le praticien ne tient pas ses promesses et déçoit les espoirs du client ou du patient.
Dans tous les cas, le praticien en psychologie peut amener le client à s'adapter, et donc à se soumettre, aux règles et coutumes sociales de sa communauté, et en ce sens il est, dans une certaine mesure, un instrument du pouvoir de la société sur l'individu. Elle peut aussi inciter le client à se libérer des contraintes intellectuelles et morales de l'environnement dans lequel il a grandi et dans lequel il vit. Dans le second cas, la psychologie est un instrument de libération de certains pouvoirs manifestes ou occultes.
Enfin, en ce qui concerne l'utilisation personnelle, non professionnelle, de la psychologie, elle peut être utilisée pour tromper et manipuler l'esprit des autres dans les relations familiales, amicales ou professionnelles, ou pour exposer les tromperies, les auto-illusions et les erreurs dont nous sommes tous victimes. Ici aussi, la psychologie peut donc être utilisée comme un instrument de pouvoir ou, à l'inverse, de libération du pouvoir.
(Version italienne)
(Mio intevento al caffè filosofico di Lione il 22/2/2022 sul tema «In che misura la psicologia è uno strumento di potere?»)
Prima di tutto bisogna chiarire di quale potere stiamo parlando. Di quello delle classi dominanti sulle classi dominate oppure di quello che ogni individuo cerca, consciamente o inconsciamente, di esercitare su ogni altro?
In secondo luogo bisogna chiarire di quale psicologia stiamo parlando. Infatti non esiste una sola psicologia, ma tante e diverse (come è il caso anche delle filosofie), e bisogna distinguere la psicologia come teoria, dalla psicologia come pratica, e quella professionale da quella ad uso personale.
Il “potere”, inteso come potere politico, usa spesso la psicologia consapevolmente o inconsapevolmente, in modo informale, non accademico e di nascosto. Se lo facesse apertamente sarebbe considerato “politicamente scorretto”. D’altra parte, quando la politica non conosce o non usa la psicologia, tale lacuna può causare il fallimento dei suoi intenti.
Ad esempio, il fallimento del “marxismo praticato” a mio parere fu causato anche dalle proprie lacune psicologiche, vale a dire dalla sua scarsa conoscenza della natura umana. I politici di oggi, invece, sono più scaltri di quelli di un secolo fa, e usano sempre di più la psicologia per manipolare le menti dei cittadini.
In quanto alla psicologia come professione, si può dire che il professionista eserciti un certo potere nei confronti del suo cliente, dal momento che è trattato da questo come un’autorità intellettuale e morale, un salvatore, un guaritore, a volte persino come uno sciamano, e lo paga per i suoi servizi, anche quando il professionista non mantiene le promesse e delude le speranze del cliente o paziente.
In ogni caso, il professionista della psicologia può indurre il cliente ad adattarsi, e quindi sottomettersi, alle regole e ai costumi sociali della sua comunità di appartenenza, e in tal senso è uno strumento del potere della società sull’individuo. Oppure può indurre il cliente a liberarsi dalle costrizioni intellettuali e morali dell’ambiente in cui è cresciuto e in cui vive. Nel secondo caso la psicologia costituisce uno strumento di liberazione da certi poteri palesi o occulti.
Infine, per quanto riguarda l’uso personale, non professionale, della psicologia, essa può essere usata per ingannare e manipolare le menti altrui nelle relazioni familiari, amicali o di lavoro, oppure per svelare gli inganni, gli autoinganni e gli errori di cui siamo tutti vittime. Anche in questo caso, dunque, la psicologia può essere usata come strumento di potere o, al contrario, di liberazione dal potere.
(Versione francese)