In che misura la psicologia è uno strumento di potere?

In che misura la psicologia è uno strumento di potere?

(Mio intevento al caffè filosofico di Lione il 22/2/2022 sul tema «In che misura la psicologia è uno strumento di potere?»)

Prima di tutto bisogna chiarire di quale potere stiamo parlando. Di quello delle classi dominanti sulle classi dominate oppure di quello che ogni individuo cerca, consciamente o inconsciamente, di esercitare su ogni altro?

In secondo luogo bisogna chiarire di quale psicologia stiamo parlando. Infatti non esiste una sola psicologia, ma tante e diverse (come è il caso anche delle filosofie), e bisogna distinguere la psicologia come teoria, dalla psicologia come pratica, e quella professionale da quella ad uso personale.

Il “potere”, inteso come potere politico, usa spesso la psicologia consapevolmente o inconsapevolmente, in modo informale, non accademico e di nascosto. Se lo facesse apertamente sarebbe considerato “politicamente scorretto”. D’altra parte, quando la politica non conosce o non usa la psicologia, tale lacuna può causare il fallimento dei suoi intenti.

Ad esempio, il fallimento del “marxismo praticato” a mio parere fu causato anche dalle proprie lacune psicologiche, vale a dire dalla sua scarsa conoscenza della natura umana. I politici di oggi, invece, sono più scaltri di quelli di un secolo fa, e usano sempre di più la psicologia per manipolare le menti dei cittadini.

In quanto alla psicologia come professione, si può dire che il professionista eserciti un certo potere nei confronti del suo cliente, dal momento che è trattato da questo come un’autorità intellettuale e morale, un salvatore, un guaritore, a volte persino come uno sciamano, e lo paga per i suoi servizi, anche quando il professionista non mantiene le promesse e delude le speranze del cliente o paziente. 

In ogni caso, il professionista della psicologia può indurre il cliente ad adattarsi, e quindi sottomettersi, alle regole e ai costumi sociali della sua comunità di appartenenza, e in tal senso è uno strumento del potere della società sull’individuo. Oppure può indurre il cliente a liberarsi dalle costrizioni intellettuali e morali dell’ambiente in cui è cresciuto e in cui vive. Nel secondo caso la psicologia costituisce uno strumento di liberazione da certi poteri palesi o occulti.

Infine, per quanto riguarda l’uso personale, non professionale, della psicologia, essa può essere usata per ingannare e manipolare le menti altrui nelle relazioni familiari, amicali o di lavoro, oppure per svelare gli inganni, gli autoinganni e gli errori di cui siamo tutti vittime. Anche in questo caso, dunque, la psicologia può essere usata come strumento di potere o, al contrario, di liberazione dal potere.

(Versione francese)

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