Il mondo visto da me - 2021
886 articoli postati nel 2021
2021-01-01 Bisogni | Appartenere | Società | Interdipendenza | Riti e rituali
Noi umani abbiamo bisogno gli uni degli altri; di conseguenza gioiamo quando ci sentiamo uniti e soffriamo quando ci sentiamo disuniti. La ricerca della socialità (nel senso di unione, integrazione, interazione, partecipazione, appartenenza, vicinanza, solidarietà ecc.), è infatti una delle motivazioni più importanti di ogni essere umano e causa di ansia quando non viene soddisfatta in una misura che il proprio inconscio ritiene sufficiente.
Per ridurre tale ansia abbiamo frequentemente bisogno di misurare e di affermare il livello della nostra integrazione sociale, e gli strumenti di misura e di affermazione che usiamo a tale scopo sono il rito e il rituale. Il primo è formale, codificato, rigido, consapevole; il secondo informale, non codificato, flessibile, per lo più inconscio.
Un rito consiste nello svolgimento di una cerimonia caratterizzata da una serie di atti formali rigidamente prestabiliti.
Un rituale consiste nello scambio di gesti e/o espressioni caratteristiche di una certa comunità, gruppo o categoria di persone, con regole formali più o meno rigide e margini di libertà più o meno ampi.
Partecipare ad un rito o mettere in scena un rituale servono dunque a confermare la propria appartenenza alla comunità di cui quel rito o quel rituale sono segni caratteristici.
Suppongo che l’uomo sia geneticamente predisposto alla creazione e all’apprendimento di riti e di rituali, le cui forme si sviluppano in modo diverso da cultura a cultura ed evolvono più o meno velocemente.
C’è un’infinità di attività umane che possono essere considerate e usate anche come rituali, o che hanno un senso e una ragione di esistere solo in quanto rituali. Alcuni esempi: scambiare saluti e auguri di buone festività, assistere ad un evento sportivo, visitare una mostra, fare acquisti, ascoltare musica, vedere un film, leggere un libro, conversare, discutere, suonare, cantare, ballare, giocare, fare sport, viaggiare, collezionare oggetti, coltivare piante, praticare arti, esibirsi davanti ad un pubblico, partecipare ad un social network, tenere un blog ecc.
Riassumendo, abbiamo bisogno di celebrare riti e di inscenare rituali per sentirci uniti, parti di una stessa comunità, per alleviare la nostra ansia e per godere del piacere che il sentimento di unione comporta. In tal senso, qualunque attività sociale può essere considerata rituale, specialmente a livello inconscio.
2021-01-01 Differenze umane
Per sentirsi tutti uguali bisogna ignorare le qualità rare.
2021-01-01 Piacere e dolore | Psicologia | Motivazioni | Causalità
L'uomo fa un'infinità di cose perché gli piace farle o perché soffrirebbe se non le facesse. Ma non sa perché gli piace fare certe cose o perché soffrirebbe se non le facesse. Capire il perché del piacere e del dispiacere delle cose è compito dello psicologo.
2021-01-01 Verità | Falsità
La verità è molto più complessa e imbarazzante delle falsità. Per questo la falsità è più popolare.
2021-01-01 Giudicare | Stupidità
È stupido rimproverare uno stupido di essere tale.
2021-01-02 Verità | Differenze umane
I più dicono "siamo uguali", i meno "siamo diversi". Entrambi hanno ragione e torto allo stesso tempo.
2021-01-02 Conoscere | Comprendere
Comprendere un fenomeno significa prevedere gli effetti delle cause che lo riguardano.
2021-01-02 Appartenere | Conformismo
Fare una cosa di un certo tipo significa anche dimostrare di appartenere alla categoria di persone che fanno quel tipo di cose. A volte questa dimostrazione di appartenenza è più importante e più significativa della cosa che si fa.
2021-01-02 Confliggere | Verità
Molte discussioni sono gare a chi la sa più lunga, ovvero a chi è più meritevole di onori e di autorità.
2021-01-03 Conoscere | Percezione
Un essere umano è una realtà molto più complessa e imprevedibile di come i suoi simili (ed esso stesso) lo percepiscono, lo classificano e lo giudicano. Infatti l'essere e la percezione dell'essere sono cose molto diverse, anche se interconnesse, così come una mappa non equivale al territorio che rappresenta.
2021-01-03 Riti e rituali | Successo
Certe persone tendono ostinatamente e a ripetere come un rituale quelle attività in cui in passato hanno avuto successo e sono state lodate, anche se il successo non si ripete.
2021-01-03 Interagire | Relazioni
Una relazione è sostenibile finché per ciascuno degli interagenti i vantaggi superano gli svantaggi.
2021-01-04 Interagire | Scegliere | Futuro
Le azioni che scegliamo di fare (o di non fare) in questo momento avranno una certa influenza (più o meno importante) su ciò che succederà (o non succederà) in futuro a noi e agli altri. Per questo è bene chiederci quanto e in che senso le nostre scelte siano convenienti per noi e per gli altri.
2021-01-04 Cambiare
Prima di demolire una casa sarebbe bene averne pronta una nuova.
2021-01-04 Confliggere | Psicologia
Grazie alla psicologia vedo conflitti interni ed esterni che prima non vedevo, e posso gestirli razionalmente e con poca ansia.
2021-01-04 Inconscio | Logica | Tempo
Nelle logiche dell'inconscio il passato, il presente e il futuro non sono distinti.
2021-01-05 Conoscere | Criticare | Storia
Ogni epoca dovrebbe reinterpretare (e ri-criticare) gli autori del passato alla luce delle sue nuove conoscenze. Nessuna interpretazione o critica può essere definitiva.
2021-01-06 Letteratura
Scrivere un libro implica sfidare intellettualmente sia coloro che hanno scritto libri che esprimono idee diverse, sia coloro che non ne hanno scritto alcuno. Infatti, chiunque dica o scriva qualcosa che non sia ovvio o scontato si pone come uno che, rispetto a quella cosa, la sa più lunga degli altri. In tal senso ogni autore è arrogante e presuntuoso.
2021-01-07 Relazioni
Se il Dio della Bibbia esistesse realmente, scriverebbe le sue disposizioni in un linguaggio chiaro, non contraddittorio, in tutte le lingue del mondo, e le invierebbe direttamente a tutti gli interessati, senza fare uso di ghost writer, teologi, preti e portalettere.
2021-01-07 Piacere e dolore | Differenze umane
Ci sono cose che piacciono ad un certo numero (più o meno grande) di persone. Se noi non facciamo parte di quel numero, tendiamo a pensare che si tratti di un piacere perverso, stupido, grezzo, infantile, irrazionale o assurdo, e che, di conseguenza, quelle persone siano perverse, stupide, grezze, infantili, irrazionali o assurde. Ci sentiamo allora diversi e superiori rispetto a loro, e disprezziamo (consciamente o inconsciamente) quel piacere e coloro che lo provano.
2021-01-07 Etica
Gli eroi, cioè coloro che rischiano la loro vita a favore di quella altrui, sono rari. Alcuni li lodano, pochissimi li imitano.
2021-01-09 Etica | Differenze umane | Intelligenza | Gerarchia
Quasi nessuno tollera di essere considerato intellettualmente e/o moralmente inferiore ad un altro in quanto individuo o in quanto membro di un certo gruppo o di una certa categoria di persone. Questo fatto è illogico e funesto perché porta a credere che gli esseri umani abbiano tutti uguali capacità intellettuali e morali, cosa evidentemente falsa e assurda.
Il fatto che sia difficile, se non impossibile, misurare oggettivamente il livello intellettuale e quello morale di una persona, non implica che che quel livello sia uguale per tutti. Tuttavia molti confondono l’uguaglianza dei diritti politici e della dignità umana (che qui non sono in discussione) con l’uguaglianza delle capacità e delle qualità dei comportamenti, inficiando, tra l’altro, le politiche meritocratiche sia nella pubbliche amministrazioni che nelle organizzazioni private.
In conclusione, l’arroganza, la presunzione, la tracotanza sono più in coloro che non si considerano inferiori a nessuno, che in coloro che si considerano superiori a qualcuno.
2021-01-09 Valutare | Casualità | Successo
Il successo di una persona è in piccola parte la misura dei suo valore e in gran parte quella della sua fortuna.
2021-01-09 Interagire | Appartenere | Scegliere | Gradimento
Quando due persone s’incontrano, si pone il problema della scelta del tema di conversazione o del contesto di interazione, che auspicabilmente dovrebbe essere gradito a entrambe le parti. Di solito colui che meno si cura del gradimento altrui sceglie il tema o il contesto che preferisce, e lo impone all’altro. A quest'ultimo non resta che subire tale scelta, oppure opporsi esplicitamente ad essa. Raramente il tema o il contesto vengono negoziati apertamente prima dell’interazione.
Quando più di due persone s’incontrano, trovare un tema o contesto gradito a tutti è ancora più difficile, e una negoziazione ancora meno probabile, tanto più quanto maggiore è il numero dei presenti. In tal caso succede normalmente che le persone più estroverse e quelle meno attente ai desideri altrui conducano la conversazione nella direzione da loro preferita, col risultato che i meno interessati al tema o al contesto scelto dagli altri non partecipano attivamente né piacevolmente alla conversazione o interazione.
Per questo di solito le persone si incontrano e interagiscono preferibilmente con persone simili riguardo ai temi di conversazione e ai contesti di interazione preferiti.
2021-01-11 Psicologia | Apprendere | Psicoterapia | Colpa
Secondo l’educazione ricevuta, ognuno si aspetta (consciamente o inconsciamente) certe ricompense sociali materiali o immateriali, cioè certi premi o certi castighi, per certi comportamenti.
Quando il premio atteso non arriva, ci si sente vittime di un’ingiustizia, cioè in credito non corrisposto. Quando la punizione non arriva, ci si sente autori di un’ingiustizia, cioè in colpa da pagare.
In tale ottica, il compito e il fine della psicoterapia, come pure della psicologia, è anche quello di analizzare la validità delle ricompense sociali positive e negative associate a certi comportamenti nella mente (conscia e soprattutto inconscia) del soggetto, ed eventualmente di correggere tali associazioni, in senso qualitativo e quantitativo.
2021-01-11 Conoscere | Etica | Stupidità
Sul fatto che l'umanità sia piena di stupidi, di cattivi e di ignoranti siamo tutti d'accordo. Su chi appartenga a tali categorie siamo spesso in disaccordo.
2021-01-12 Emozioni e sentimenti | Amare | Volontà | Falsità | Odio
Se è vero che amore e odio sono sentimenti, e in quanto tali involontari, ne consegue che non siamo liberi di amare o di odiare chi vogliamo. Tutt’al più possiamo agire sulle cause ambientali e psicodinamiche che favoriscono in noi l’amore o l’odio, per esempio attraverso una psicoterapia.
Comunque sia, il fatto di vivere in società limita la nostra libertà di amare e di odiare chi vogliamo, perché siamo giudicati dagli altri anche per ciò (e per chi) amiamo e odiamo.
Infatti, se A odia B e non lo nasconde, B tiene conto di tale odio nel suo comportamento verso A. E’ infatti probabile che B, sentendosi odiato da A, lo odi a sua volta, e cerchi di punirlo in qualche modo per quel sentimento.
Ciò avviene spesso anche in caso di assenza di amore, ovvero in caso di indifferenza affettiva.
Per quanto sopra, chi vive in società è praticamente obbligato a nascondere i suoi sentimenti se questi non sono “politicamente corretti”, e/o a fingerne di “appropriati”, al fine di mantenere buoni rapporti con gli altri. Questi occultamenti e queste simulazioni cominciano in età infantile, e sono così frequenti da diventare automatismi, col risultato che non sappiamo più quali siano i nostri veri sentimenti verso gli altri.
Infine, nelle religioni, odiare Dio (o anche semplicemente non amarlo) è considerato un peccato grave, forse il più grave di tutti, e a causa di ciò nessun credente è libero di odiare Dio o di non amarlo, pena un castigo illimitato e inesorabile.
2021-01-12 Piacere e dolore | Emozioni e sentimenti | Solitudine
Triste lo stare soli,
triste la compagnia
di chi non s'ama.
2021-01-13 Stupidità | Progresso | Tecnologia
Il progresso della tecnica è molto più veloce di quello dell'intelletto medio dell'umanità che può farne uso. Ne consegue un utilizzo sconsiderato e pericoloso degli strumenti tecnologici.
Infatti oggi non solo disponiamo di mezzi di distruzione di massa dell'uomo e della natura, ma qualunque idiota ha la possibilità di diffondere le sue idee raggiungendo potenzialmente, gratuitamente, miliardi di persone.
Questa situazione permette la formazione di comunità numerose di idioti uniti intorno a narrazioni tanto semplici quanto false, e distruttive per la convivenza civile.
2021-01-14 Comunicazione
Il discorso parlato ci influenza molto più di quello scritto. Infatti, mentre la lettura è un processo percettivo volontario, attivo, l'ascolto è involontario, passivo.
Nella lettura manteniamo il controllo della percezione in quanto scegliamo consapevolmente dove, quando e quanto a lungo guardare nel testo scritto. Al contrario, nell'ascolto siamo disarmati e facilmente influenzabili dall'oratore.
In altre parole, nella lettura siamo noi (e non l'autore del testo) a scegliere su quali parole o frasi soffermarci, e per quanto tempo. Al contrario nell'ascolto è l'oratore che sceglie, mediante le pause, dove dobbiamo soffermarci, e, variando la velocità e l'intensità della voce, quali parti del discorso accentuare, cioè dove attrarre l'attenzione dell'ascoltatore.
Inoltre, l'oratore è in grado, modulando opportunamente il tono della sua voce, di suggerire (si potrebbe anche dire 'suggestionare') particolari connotazioni emotive da associare inconsciamente, involontariamente e automaticamente alle varie parti del discorso.
2021-01-16 Natura umana | Apprendere
Gli animali nutrono e proteggono i loro piccoli senza chiedere nulla in cambio, e mostrano loro, con l'esempio, come difendersi e come procurarsi il cibo. Gli umani, invece, oltre a proteggere e a nutrire i loro piccoli, insegnano loro (con le buone o con le cattive maniere) ad obbedire ai genitori, a conformarsi ai loro costumi e a credere alle loro narrazioni.
2021-01-17 Futuro | Speranza
Suppongo che l’uomo sia l’unico animale capace di sperare e di disperare, e di godere e di soffrire per aspettative di scenari futuri più o meno desiderabili. Suppongo inoltre che tali caratteristiche siano derivate dalla capacità, anch’essa esclusivamente umana, di prevedere il futuro, almeno in termini probabilistici, e di immaginarlo.
Molte speranze e disperazioni sono l’effetto di promesse o minacce espresse da individui o da intere culture. Se (non) farai, o (non) hai fatto, la cosa X ti succederà la cosa Y. Questa è la struttura logica elementare di ogni promessa, aspettativa, speranza, previsione ecc. E’ la stessa logica su cui si fondano, implicitamente o esplicitamente, le morali, le estetiche, le filosofie, le politiche e le culture in generale.
Ovviamente, le aspettative, le speranze e le previsioni di un individuo o di una collettività possono essere più o meno realistiche, fondate e razionali. Tuttavia anche quelle più assurde possono avere effetti reali per il benessere e il malessere di un soggetto e delle persone con cui esso interagisce. Basti pensare alle religioni, che, pur essendo basate su conoscenze e previsioni totalmente prive di fondamento razionale, costituiscono la base di molti sistemi sociali più o meno felici.
Da un punto di vista psicoterapeutico è importante far luce sulle aspettative del paziente riguardo al futuro, e valutarne la fondatezza, dato che aspettative irrealizzabili o basate su falsi presupposti possono dar luogo a frustrazioni e sofferenze più o meno gravi sia per il soggetto che per le persone con cui interagisce.
Chiediamoci dunque cosa ci aspettiamo dal futuro e su quali promesse e premesse si basano le nostre previsioni. In altre parole, chiediamoci quanto siano fondati e affidabili i presupposti su cui abbiamo costruito le nostre aspettative, speranze e disperazioni.
2021-01-17 Emozioni e sentimenti | Mappa cognitivo-emotivo-motiva
Quando pensiamo ad una certa cosa (oggetto, persona, idea ecc.) abbiamo automaticamente certe aspettative (consce o inconsce) in relazione ad essa. Vale a dire che da quella cosa ci aspettiamo certi effetti più o meno piacevoli o spiacevoli, e proviamo sentimenti anticipatori coerenti con gli effetti attesi. Quelle aspettative possono essere più o meno realistiche, perciò conviene chiedersi: cosa mi aspetto da quella cosa? Quanto sono fondate e realistiche quelle aspettative?
2021-01-18 Umorismo | Aspettativa
L'umorismo richiede il capovolgimento improvviso e rassicurante di una seria aspettativa, come quando lo status di una persona passa da saggio a stupido, o da stupido a saggio, nel tempo di una parola.
2021-01-20 Psicopatia
La malattia mentale, al pari della cultura, è contagiosa. D'altra parte, ogni cultura è morbosa nella misura in cui impone o propone comportamenti malsani o repressivi.
2021-01-20 Interagire | Relazioni | Sesso
La prima causa della prostituzione femminile è l’istinto sessuale, che spinge molte persone di sesso maschile a copulare con persone di sesso femminile.
La seconda causa principale è il fatto che quasi nessuna persona di sesso femminile è disposta a copulare con una di sesso maschile senza avere qualcosa in cambio in denaro, in beni o in impegni relazionali (cioè in legami duraturi), e/o se il candidato non è di proprio gradimento da un punto di vista estetico, erotico e/o morale.
La terza causa principale è che quasi nessuna persona di sesso maschile è disposta a legarsi per lungo tempo ad una di sesso femminile solo per avere un rapporto sessuale. Infatti quel prezzo è da molti uomini ritenuto eccessivo, in quanto enormemente più alto rispetto a quello richiesto da una prostituta.
Il legame matrimoniale, d’altra parte, spesso non riesce a soddisfare l’istinto sessuale degli uomini, che tende ad affievolirsi con l’abitudine e a ravvivarsi con la novità.
Tutto ciò non esclude che vi siano uomini che non siano interessati alla prostituzione o che preferiscano avere rapporti sessuali solo nell’ambito di legami duraturi ed esclusivi, per vari motivi (temperamento, moralità, gelosia, timore di contrarre malattie ecc.).
2021-01-20 Politica | Comunicazione
Chi sa parlare è politicamente più forte di chi sa fare.
2021-01-21 Odio
Non solo gli umani odiano, ma quel che è peggio, giustificano il loro odio con argomenti odiosi.
2021-01-21 Potere
Gli umani cercano di accrescere non solo la propria potenza (il più possibile e per quanto possibile), ma anche l'apparenza, agli occhi altrui, della propria potenza.
2021-01-22 Libertà | Solitudine
Libertà e solitudine si accompagnano perché ci sono tante cose che a un umano è vietato fare, dire e perfino pensare in compagnia di altri.
2021-01-22 Filosofia | Scegliere
Ognuno sceglie i filosofi che lo assolvono.
2021-01-24 Bisogni | Piacere e dolore | Sesso
Mi pare che il sesso sia un tema di grande interesse, sul quale quasi tutti hanno opinioni piuttosto decise e altrettanto decise reazioni emotive più o meno positive. Io suppongo che ciò sia dovuto ad una prevalente frustrazione sessuale. Intendo dire che la maggior parte della gente nella nostra società non ha abbastanza rapporti sessuali in senso quantitativo e/o qualitativo.
2021-01-24 Inconscio | Coscienza | Intelligenza
L'io (sia quello cosciente che quello inconscio) è soggetto e oggetto allo stesso tempo, e questa coincidenza crea una grande confusione intellettuale.
2021-01-24 Amare | Sesso
Per molte persone il sesso senza l'amore non vale nulla, mentre l'amore senza il sesso può avere un valore più o meno grande. Così, in mancanza d'amore, molte persone si astengono dai rapporti sessuali, creando difficoltà a quelle per cui il sesso ha un valore anche in assenza d'amore.
2021-01-24 Memoria | Psicoanalisi
Da un punto di vista biologico, se potessimo ricordare tutte le nostre percezioni passate impazziremmo. Un filtro è indispensabile. Tuttavia questo filtro può essere più o meno "innocente". E' il tema centrale della psicoanalisi.
2021-01-24 Interagire | Aspettativa
Cosa si aspettano gli esseri umani gli uni dagli altri? Cosa sono disposti a fare gli uni per gli altri e gli uni agli altri?
2021-01-25 Fede
Vi do un consiglio: non fidatevi dei consigli, specialmente di quelli non richiesti, come quello che vi sto dando. Infatti ogni consiglio tende a dare una buona immagine del consigliere ed è coerente con i suoi interessi.
2021-01-25 Interagire | Domande
Cosa [non] mi aspetto dagli altri?
Cosa gli altri [non] si aspettano da me?
Cosa [non] chiedo agli altri?
Cosa gli altri [non] mi chiedono?
Cosa [non] offro agli altri?
Cosa gli altri [non] mi offrono?
Cosa [non] sono disposto a fare per gli altri?
Cosa gli altri [non] sono disposti a fare per me?
2021-01-25 Coscienza
Il sonno inizia quando l’io cosciente confonde i propri pensieri con situazioni reali, cioè quando si perdono i confini e le differenze tra fantasie e realtà, tra mappe e territori, tra astrazioni e cose concrete. In tal senso ci sono persone che dormono ad occhi aperti, anzi, ognuno di noi lo fa più o meno spesso e più o meno a lungo.
2021-01-26 Comportamento
Ad ogni comportamento attribuiamo un certo significato, anche se il soggetto del comportamento non intende con esso significare alcunché.
2021-01-26 Verità
La rivelazione di una verità può essere più o meno conveniente per qualcuno. Per questo ci sono persone che cercano di occultare certe verità e persone che cercano di rivelarle.
2021-01-26 Motivazioni | Comportamento
Tutto ciò che facciamo, lo facciamo per ottenere certi risultati, anche se non siamo consapevoli dei risultati che cerchiamo di ottenere. Perciò non sappiamo quanto essi siano realistici, utili, gradevoli o sgradevoli.
2021-01-27 Etica | Colpa
Se vi dicessi che avete un debito o un colpa verso di me o verso altre persone (o verso la società in generale) reagireste molto probabilmente con irritazione e ostilità. Infatti i debiti non pagati e le colpe non espiate costituiscono per gli esseri umani situazioni pericolose, in quanto minano la dignità sociale dei soggetti, ovvero la loro appartenenza (in condizioni di uguaglianza di diritti) alla comunità di riferimento.
Se la definizione dei debiti e dei crediti è normalmente semplice (specialmente se si tratta di transazioni finanziarie documentate), quella delle colpe e dei meriti è complessa e difficile da dirimere. Ciò è dovuto soprattutto alla soggettivitò dei principi morali e della loro interpretazione.
Anche per questo motivo molti preferiscono non discutere di etica o di morale: perché c'è sempre il rischio di scoprirsi colpevoli in qualcosa. Anzi, direi che solo coloro che si sentono molto meritevoli e per nulla colpevoli di alcunché amano parlare di moralità.
2021-01-28 Interagire | Conoscere | Motivazioni
Di una persona ci interessa sapere innanzitutto quanto sia nostra amica o nemica, e quanto sia amica o nemica dei nostri amici e dei nostri nemici.
Poi ci interessa sapere chi, tra essa e noi, sia più competitivo e gerarchicamente superiore fisicamente, economicamente, politicamente, esteticamente, intellettualmente e moralmente.
Ci interessa inoltre sapere quali siano i suoi bisogni, le sue intenzioni, le sue capacità, i suoi limiti, cosa può offrirci e cosa può chiederci, e quali vantaggi e svantaggi, piaceri e dolori, felicità e infelicità una relazione con quella persona potrebbe comportare per noi.
Tutto il resto che possiamo sapere di quella persona è strumentale per rispondere alle curiosità prioritarie sopra descritte, di cui possiamo essere più o meno consapevoli. Infatti molti negano di avere tali curiosità per non apparire egoisti o opportunisti, ma disinteressati e altruisti.
2021-01-28 Cambiare | Comportamento | Paura di cambiare
Le nostre azioni comportano dei risultati, i quali consistono in cambiamenti più o meno grandi e più o meno permanenti o temporanei, in noi stessi, negli altri e/o nell'ambiente.
Di tali cambiamenti siamo più o meno consapevoli.
Le nostre azioni possono anche comportare certi cambiamenti che mirano ad evitarne certi altri, oppure a ripristinare una situazione precedente.
In altre parole, la paura di certi cambiamenti può indurci a cambiare qualcosa.
2021-01-28 Cooperare | Interdipendenza
Ogni umano ha bisogno della cooperazione altrui, ma questa non è un diritto né un dovere, perché ognuno può scegliere con chi e come cooperare. Perciò ogni umano ha bisogno di mezzi e di modi per ottenere tale cooperazione. Tra di essi il denaro, il potere politico, l'attrattività intellettuale, etica e/o estetica, la violenza ecc.
2021-01-29 Logica | Tempo
Il grave difetto della logica aristotelica è che non tiene conto del tempo.
2021-01-30 Psicologia
La psicologia non è una scienza, ma un'arte.
2021-01-30 Sistemica | Logica | Tempo
La logica razionale è spaziale, quella cibernetica temporale. Lo spazio è statico e tangibile, il tempo è dinamico e intangibile. Perciò è più difficile padroneggiare la logica cibernetica che quella razionale.
2021-01-31 Filosofia
L'atteggiamento verso la filosofia dovrebbe essere nettamente diverso da quello che si ha verso l'arte, la poesia, la letteratura, la storia, l'archeologia ecc. Eppure molte persone non fanno differenze tra queste aree della cultura e la filosofia. In quanto a me, ritengo che lo scopo della filosofia non sia quello di piacere, di intrattenere o di condividere conoscenze, ma quello di prevedere il futuro, di farci riflettere, di porci domande e di insegnarci a pensare in modo razionale e critico, sfidando le consuetudini della cultura in cui viviamo.
2021-02-01 Verità
Presentare come completa una verità incompleta è una falsità.
2021-02-01 Politica
Quando in una società le risorse indispensabili o desiderabili non sono sufficienti per tutti, e non sono divisibili in parti uguali, chi/cosa decide a chi esse debbano essere attribuite? Estrazione a sorte o meriti? Nel secondo caso, chi giudica i meriti? E' possibile scegliere democraticamente chi debba essere escluso dalla distribuzione delle risorse?
2021-02-01 Religione | Conformismo
Gli umani amano adorare in gruppo.
2021-02-01 Violenza
È facile che una minoranza tolleri una maggioranza, difficile che una maggioranza tolleri una minoranza. Perché il più debole non può costringere il più forte a tollerarlo, mentre il più forte può costringere il più debole a farlo.
2021-02-01 Interagire | Comunicazione | Dialogo
Io suppongo che se in un dialogo fossero consentite solo domande e risposte, e vietate affermazioni che non siano risposte pertinenti a domande dell'interlocutore, il dialogo sarebbe altamente produttivo, sia qualitativamente che quantitativamente.
2021-02-01 Sistemica | Logica
La logica razionale (aristotelica) riguarda l'essere, la logica cibernetica (software) riguarda le relazioni e il fare.
2021-02-01 Differenze umane
Più in alto si vola, minore è il numero dei compagni di viaggio.
2021-02-01 Natura umana | Sistemica | Spiritualità
Secondo me l’errore epistemologico che ancora persiste largamente nella nostra cultura (sia quella accademica che quella popolare) consiste nel considerare la natura umana un dilemma in cui materialismo e spiritualismo sono mutuamente esclusivi. In altre parole, nella nostra cultura si combattono una visione materialistica (per cui l’uomo sarebbe essenzialmente una macchina, ovvero un sistema cibernetico), e una visione spiritualistica (per cui l’uomo sarebbe radicalmente e totalmente diverso da una macchina).
Secondo me i poli del dilemma non sono mutuamente esclusivi. Intendo dire che a mio avviso sbaglia chi considera l’uomo solo una macchina, come sbaglia chi lo considera solo una “non macchina” (ovvero carne mossa da una fantomatica "energia" spirituale che non ha nulla di simile rispetto al software e all’hardware di un computer).
Io suppongo infatti che l’uomo sia fatto di due sostanze inseparabili: una meccanica (hardware e software, ovvero materia e informazione) e una non meccanica (ovvero spirito, qualunque cosa esso sia).
La prima sostanza può essere indagata con un approccio cibernetico, la seconda è misteriosa, e probabilmente lo resterà in eterno nonostante i progressi delle neuroscienze.
La parte misteriosa riguarda la coscienza, in cui convivono e interagiscono cognizioni, sentimenti e motivazioni, tutte cose che non possiamo conoscere in sé (in quanto misteri insondabili per il nostro intelletto limitato), ma di cui possiamo conoscere le relazioni e le interazioni col resto del corpo/mente, relazioni e interazioni in cui l'informazione (in senso batesoniano) gioca un ruolo essenziale.
Tale conoscenza può migliorare la condizione umana, cioè il nostro benessere psico-fisico.
2021-02-02 Bisogni | Felicità | Problemi | Sfida
I momenti felici sono quelli in cui un bisogno viene soddisfatto, una mancanza viene colmata, un problema viene risolto, un pericolo viene scampato, una crisi viene superata, una sfida viene vinta, un enigma viene chiarito, una giustizia viene ottenuta, un danno viene riparato, una malattia guarisce, un dolore cessa, una cosa cercata viene trovata, un sogno viene realizzato. Senza difficoltà non ci può essere felicità, ma solo noia.
2021-02-03 Conoscere | Spiritualità
Per spirito io non intendo ciò che intendono le religioni o i movimenti spiritualisti, ma semplicemente ciò che non è né materiale, né informazione, ma qualcosa di cui non sappiamo nulla se non gli effetti. La questione è dunque se noi ammettiamo o escludiamo che possano esistere cose che non conosciamo e la cui natura sia diversa dalle nature che conosciamo. Io credo che ciò non si possa escludere. Per esempio, come spiegare la coscienza? Come spiegare l'origine del mondo? Possono esistere cose che non possiamo conoscere? Ecco queste cose io chiamo spirito. Quindi un concetto in senso "negativo". Altro esempio, i sentimenti. Di essi sappiamo molto, sappiamo perfino come stimolarli, cosa succede nel cervello quando si provano i sentimenti, ma non sappiamo nulla della loro essenza e origine, ovvero della loro essenza originaria. In altre parole, per me spirito è ciò che non possiamo conoscere (in quanto essenza originaria), ma di cui possiamo vedere e persino misurare gli effetti.
2021-02-03 Paura | Placebo
Sull'effetto placebo vi propongo una parziale e ipotetica spiegazione di tipo fisiologico.
Una malattia fisica in un essere umano produce due tipi di danni: uno fisico (dovuto alla malattia stessa) e uno mentale, nel senso che l'essere umano (a differenza degli altri animali) quando si ammala è normalmente cosciente della malattia e questa consapevolezza può comportare la paura di non guarire, o di un aggravamento della malattia stessa.
A differenza delle paure negli animali, che sono normalmente di breve durata e si risolvono in un attacco o una fuga, nell'uomo le paure possono essere molto durature in quanto basate sulla previsione cosciente o inconscia di sciagure future, specialmente se non chiaramente definite.
Come tutti sanno, una paura, ansia, angoscia o panico causati da una "informazione" (infatti la previsione di una sciagura è una sorta di informazione cognitiva) può avere effetti fisici, come, ad esempio, l'innalzamento della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca e di chissà quali altri fenomeni fisologici, e comportare un deperimento corporale, un consumo di energie e di sostanze nutritive e immunitarie che, oltre a causare stanchezza fisica e mentale, possono indebolire o inibire le difese immunitarie e i mezzi di autoguarigione di cui il corpo dispone.
Se ciò è vero, un placebo percepito come una reale medicina con buone probabilità di guarire da una certa malattia, ha sicuramente un effetto rassicurante, rasserenante, e quindi può ridurre o eliminare la paura di non guarire, paura che, per i motivi suddetti, può ostacolare o impedire la guarigione. Di conseguenza un placebo può davvero avere un effetto terapeutico "fisico" per nulla misterioso pur non avendo alcun principio attivo chimico.
2021-02-03 Bisogni | Psicologia | Psicoterapia
La psicologia dovrebbe studiare le logiche consce e inconsce con cui un essere umano si relaziona e interagisce con gli altri, con se stesso e con il resto del mondo, per soddisfare i suoi bisogni e i suoi desideri.
La psicoterapia dovrebbe fornire ai suoi utenti strumenti pratici e consulenza per migliorare le logiche di soddisfazione dei propri bisogni e dei propri desideri.
2021-02-04 Inconscio | Coscienza | Psicoanalisi
Io non condivido molte idee di Freud, specialmente quelle che hanno a che fare con lo sviluppo sessuale e le relative simbologie, ma ritengo questo autore un grande demistificatore, un rivoluzionario del pensiero, del calibro di Darwin, Nietzsche e Marx, anche solo per la sua teoria dell'inconscio (inteso come es e super-io). Una teoria che va corretta e completata, ma che ci ha insegnato un fatto fondamentale: che l'io (inteso come io cosciente) "non è padrone in casa propria" in quanto è succube inconsapevole del suo inconscio. Una realtà che la maggior parte dell'umanità ancora non riesce a vedere, né a capire.
2021-02-05 Piacere e dolore | Psicologia | Giudicare
Quasi ogni persona sa cosa le piace e cosa non le piace, e tende a giustificare come normali, sani e leciti i propri piaceri e dispiaceri. Pochissimi si chiedono perché a loro certe cose piacciano e certe altre non piacciono, se tali piaceri e dispiaceri sono sani o morbosi e se, e come, potrebbero essere migliorati o corretti. Tali domande sono (o dovrebbero essere) oggetto della psicologia. Tuttavia, siccome ai più non interessa mettere in discussione i propri piaceri e dispiaceri, o hanno timore di farlo, ai più non piace la psicologia, e la considerano una minaccia per la propria buona reputazione.
2021-02-06 Interagire | Interdipendenza
Cosa penso degli altri? Cosa pensano gli altri di me? Le risposte a queste domande si influenzano reciprocamente.

2021-02-06 Conoscere | Natura umana | Cultura
Immaginate un autore che scrive saggi che trattano della vita in generale e di quella umana in particolare, del sistema nervoso, della mente (o psiche), della società, della logica, della fisica, della cibernetica, e che cita economisti, antropologi, filosofi, psicologi, sociologi, poeti, artisti, fisici ecc.
Ebbene, in quale disciplina del sapere tale autore dovrebbe essere classificato? Nella filosofia? Nella psicologia? Nella psicologia sociale? Nell’antropologia? Nella biologia? In nessuna di queste discipline?
Da un punto di vista editoriale ed accademico, un autore di tale genere è svantaggiato proprio perché non è classificabile, o, detto in parole povere, non si sa dove metterlo, e nessuno specialista di una scienza umana e sociale lo considererebbe come un collega che possa insegnargli qualcosa di rilevante per la sua specializzazione.
D’altra parte gli autori generalisti sono sempre stati snobbati dagli studiosi specialisti e dal mondo accademico, con l’eccezione dei grandi classici dei tempi in cui non esistevano specializzazioni del sapere.
Per tale ragione gli autori generalisti (come ad esempio Gregory Bateson ed Edgar Morin) sono rari ed hanno poco successo, col risultato che mentre abbondano le nozioni specialistiche e di dettaglio sulla natura umana, scarseggiano quelle generali. Di conseguenza pochi riescono ad avere una visione d’insieme di cosa sia e di come funzioni un essere umano.
2021-02-07 Bisogni | Piacere e dolore | Inconscio
Secondo una teoria formulata dallo psichiatra Luigi Anepeta (e da me estesa), nell’inconscio, oltre agli infiniti automatismi fisiologici e mentali dovuti alla ripetizione di percezioni e di azioni, ci sono due agenti mentali importantissimi: il super-io e l’io antitetico, che hanno “intenzioni” antagoniste: il primo vuole preservare l’appartenenza e l’integrazione sociale del sogetto, il secondo la sua libertà e individuazione.
Tali "agenti" (in quanto agiscono autonomamente per condizionare il comportamento del soggetto) corrispondono a due bisogni antagonisti di origine genetica (benché rinforzati o indeboliti da certi tipi di educazione), di intensità diversa da persona a persona. Nella maggioranza delle persone prevale il primo, in una minoranza (probabilmente dovuta ad una mutazione genetica) prevale il secondo.
Ciascuno dei due cerca di ottenere dalla volontà cosciente del soggetto il comportamento istintivamente "necessario" mediante l’attivazione di sentimenti positivi (piacere di vario tipo, eccitazione ecc.) e negativi (dolore, paura, ansia, panico ecc.) associati a certe idee, azioni o ipotesi di azioni considerate più o meno favorevoli rispetto ai bisogni che essi presidiano.
Di una idea, azione, o ipotesi di azione, gli agenti si chiedono: che valenza sociale essa può avere per me in termini di appartenenza, di libertà, di cooperazione e di competizione? In particolare il super-io si chiede: questa azione mi darebbe vantaggi o svantaggi in termini di cooperazione? Cioè aumenterebbe o diminuirebbe la mia integrazione sociale? Allo stesso tempo l'io antitetico si chiede: che vantaggi o svantaggi mi darebbe in termini di libertà e di competitività? Cioè di quanto contribuirebbe ad aumentare o a diminuirebbe la mia posizione nelle varie gerarchie sociali (intellettuale, politica, etica, estetica ecc.)?
Se la risposta complessiva dell’inconscio (cioè il bilancio tra la valutazione del super-io e quella dell'io antitetco) è che quell’idea o azione comporta svantaggi cooperativi o competitivi, l'inconscio demotiva il soggetto a perseguirla provocando un sentimento di ansia, paura, panico o disgusto nei confronti di quella cosa, che riduce o inibisce l’intelligenza del soggetto stesso e la sua capacità valutarne razionalmente i vantaggi e gli svantaggi per sé nel medio e lungo termine.
In tale ottica il conformismo è il prodotto più comune del super-io, e sono pochi coloro che dispongono di un un io antitetico abbastanza forte da prevalere sul super-io.
2021-02-07 Interagire | Etica | Società
I comandanti, i legislatori, i sacerdoti, gli insegnanti, gli intellettuali, i cerimonieri, gli istrioni, gli artisti, sono figure fondamentali nella società, perché definiscono le regole etiche ed estetiche del comportamento sociale senza le quali gli individui non saprebbero come interagire, e morirebbero.
2021-02-08 Natura umana | Domande
L'uomo è l'unico animale capace di porre domande agli altri e a se stesso. Quante più domande ci poniamo, tanto più siamo umani.
Gli esseri umani si differenziano anche per la quantità e la qualità delle domande che pongono agli altri e a se stessi.
Una domanda può essere più o meno interessante o noiosa, utile o inutile, illuminante o fuorviante, produttiva o improduttiva, aperta o chiusa, pertinente o non pertinente, rassicurante o inquietante, discreta o indiscreta, intelligente o stupida.
La domanda più importante è: quali sono le domande più importanti per un essere umano?
2021-02-08 Competere | Libertà
Libertà e competitività sono interdipendenti. Infatti per essere liberi è necessario essere competitivi, e per essere competitivi è necessario essere liberi.
2021-02-09 Interagire
Ogni giorno, in ogni momento, le opinioni, i sentimenti e il rispetto degli altri nei nostri confronti possono cambiare in peggio o in meglio. Per questo viviamo in un continuo stato di ansia più o meno grande, e abbiamo continuamente bisogno di sapere quali atteggiamenti e quali intenzioni gli altri hanno verso di noi. Questa conoscenza ci serve per adeguare i nostri atteggiamenti e le nostre intenzioni verso di loro.
2021-02-09 Conoscere | Comprendere
Il mio modo di apprendere non è dalla teoria alla pratica, ma dalla pratica alla teoria. Infatti, prima osservo un fatto, ne valuto l'interesse per me e per gli altri, e soltanto dopo, se trovo quel fatto interessante, cerco di sapere e di capire come e perché esso avviene. Di conseguenza studio solo le cause e i meccanismi dei fatti che interessano me e/o gli altri. È un modo pragmatico di apprendere.
2021-02-10 Interagire | Arte | Letteratura
Le opere letterarie e quelle artistiche ci aiutano a immaginare e a simulare incontri con altre persone.
2021-02-10 Interagire | Comunicazione
A volte parliamo solo per ricordare agli altri che esistiamo.
2021-02-11 Cultura
Una essere umano è capace sia di pulire che di sporcare, non solo ambienti fisici, ma anche ambienti culturali. La sporcizia fisica è oggettiva, quella culturale soggettiva. Infatti, nelle questioni culturali, ciò che per alcuni è pulito, per altri è sporco.
2021-02-11 Conoscere | Intelligenza | Sensibilità
Ognuno conosce il mondo in base alle sue esperienze dirette e indirette, alla propria intelligenza e alla propria sensibilità.
2021-02-11 Competere | Differenze umane
Chi pensa di essere superiore desidera che anche gli altri lo pensino.
2021-02-11 Competere
La competizione tra esseri umani è esaltata dal rispetto, dalle lodi e dagli omaggi che le masse rivolgono ai vincitori.
2021-02-12 Vita | Informazione
Le informazioni sono la base non solo delle funzioni cognitive e logiche consce e inconsce di noi umani, ma della stessa vita animale e vegetale a tutti i livelli.
2021-02-13 Interagire | Comunicazione | Arte
Ogni espressione umana (informativa, letteraria, artistica, ecc.) comporta certi messaggi e certe intenzioni, e sollecita certe prese di posizione.
2021-02-13 Religione
Non ci sono per nessuno, disse Dio dopo aver creato il mondo.
2021-02-13 Informazione | Natura | Storia | Materia
Una stampante 3D è una dimostrazione pratica di come certe informazioni possano dare forma alla materia. Un'altro esempio è il DNA. Altri esempi sono le religioni, le ideologie, gli insegnamenti e i costumi, che danno forme alla storia umana.
2021-02-13 Interagire | Conoscere | Comprendere | Stupidità
Per andare d'accordo con certe persone bisogna fingere di essere stupidi e/o ignoranti.
2021-02-14 Interagire
Data la nostra interdipendenza, ognuno di noi vorrebbe influenzare a proprio favore i sentimenti, i pensieri e i comportamenti altrui, con qualsiasi mezzo a propria disposizione.
2021-02-14 Inconscio | Coscienza
Ormai tutti ammettono l’esistenza dell’inconscio, tuttavia con due diversi modi di intenderlo.
Il primo modo considera l’inconscio solo come nascondiglio o dimenticatoio di cose (idee, desideri, ricordi ecc.) di cui ci vergogniamo o che ci addolorano.
Il secondo lo considera come agente autonomo (una specie di homunculus) che in ogni momento determina, ovvero guida, a nostra insaputa, i nostri sentimenti, pensieri, motivazioni e comportamenti perseguendo fini contrastanti rispetto a quelli del nostro io cosciente.
Il secondo modo non esclude il primo, mentre il primo esclude il secondo, per accettare il quale occorre il coraggio di pensare fuori da qualsiasi convenzione.
Infatti, per i più, l’idea che l’”io non è padrone in casa propria” è intollerabile e spaventosa. Ed è lo stesso inconscio ad impedire tale presa di coscienza, per una sorta di istinto (ovviamente inconscio) di conservazione.
2021-02-14 Interagire | Ansia
Ogni incontro tra umani può avere effetti più o meno prevedibili o imprevedibili, favorevoli o sfavorevoli, gradevoli o sgradevoli per ognuna delle parti. Chi è abituato a incontri insoddisfacenti e/o sgradevoli si trova normalmente in uno stato di ansia sociale più o meno intensa, dato che, a causa della nostra interdipendenza, non possiamo fare a meno di incontrare qualcuno quasi ogni giorno.
2021-02-14 Interagire | Competere | Differenze umane | Cooperare
Presumere di essere diversi dagli altri è rischioso e penoso specialmente se gli altri percepiscono tale presunzione. A tal proposito, consideriamo due umani A e B, dove A si sente, o pensa di essere, diverso da B. La cognizione da parte di A della sua diversità rispetto a B può riguardare sia una possibile competizione che una possibile cooperazione tra A e B.
La presunta diversità in senso cooperativo implica la supposizione che, a causa di essa, una cooperazione tra A e B sarebbe molto difficile o impossibile.
La presunta diversità in senso competitivo implica invece la supposizione che A sia superiore o inferiore a B in generale, per cui un’eventuale cooperazione tra i due potrebbe avvenire, tuttavia non in modo paritario, bensì subordinato.
Di conseguenza, a meno che A pensi di essere inferiore a B e sia disposto a cooperare con B in un ruolo subordinato, e che A manifesti tale disponibilità, è probabile che B consideri la presunzione di diversità da parte A (se non celata) come un atteggiamento ostile e offensivo nei suoi confronti. Infatti sarebbe come se A dicesse a B: data la mia diversità (ovvero superiorità) rispetto a te, noi possiamo cooperare solo se tu accetti di farlo in un ruolo a me subordinato.
A causa di tale logica (conscia o inconscia) la diversità umana è un tema tabù, nel senso che è politicamente scorretto parlarne, malgrado il fatto evidente che siamo tutti diversi, sia in senso qualitativo che competitivo, intellettualmente, moralmente, economicamente, politicamente, fisicamente, esteticamente ecc.
2021-02-15 Comunicazione
Parlare è più spontaneo che scrivere. Infatti, la scrittura consente un tempo lungo quanto si vuole per riflettere e controllarsi tra l'emergere di un'idea e la sua espressione.
2021-02-15 Religione | Etica | Amare | Logica
Se io ho il diritto di non amare alcuna persona, ogni persona ha il diritto di non amarmi. Occorre dunque chiederci se possiamo o dobbiamo concederci tale diritto, ovvero tale libertà.
Il cristianesimo ci obbliga ad amare gli altri come noi stessi, e ci fa sentire in colpa se non li amiamo.
Io penso che tale obbligo non sia sano né realistico, e che sia contro natura, anche per il semplice fatto che l'amore, come ogni sentimento, è involontario.
2021-02-17 Conoscere | Mente
Tra la realtà reale e la realtà percepita dalla mente umana c'è una differenza abissale. La mente contiene una piccola mappa della realtà, costruita dall'uomo con tutti gli errori, le omissioni e le falsità del caso.
2021-02-17 Religione | Competere | Gerarchia
È interessante osservare come le questioni dell'esistenza di Dio e della validità/invalidità del pensiero religioso siano oggetto di discussioni lunghe e appassionate tra due campi avversi. E' una faccenda che sta molto a cuore sia dei credenti che dei non credenti, perché ne va della loro reputazione e autostima, della loro posizione nella gerarchia dell'intelligenza.
2021-02-17 Filosofia | Pensare
Un filosofo è uno che pensa al posto di migliaia di persone che non lo fanno. Il guaio e che quelle migliaia di persone non si curano di ciò che pensa il filosofo.
2021-02-17 Natura umana | Cultura | Inganno
La cultura è cominciata quando l'uomo è divenuto capace di fingere i suoi sentimenti e le sue intenzioni. Infatti l'uomo può fingere qualsiasi cosa, come, per esempio, l'amore verso Dio e l'obbedienza alla sua volontà, o l'amore per il prossimo o per la patria. D'altra parte la finzione può essere involontaria e ingannare lo stesso soggetto.
L'uomo è capace di ingannare gli altri e se stesso, e lo fa normalmente, consciamente o inconsciamente, se l'inganno gli porta benefici o lenisce le sue sofferenze.
E quel che è peggio, la mente (conscia o inconscia) difende l'inganno e l'autoinganno con la retorica e, se questa non basta, con la violenza verbale o fisica, contro tutto ciò e tutti coloro che possono svelarli.
2021-02-17 Emozioni e sentimenti | Volontà
Se i sentimenti fossero volontari moriremmo tutti di piacere.
2021-02-17 Vita | Causalità | Logica | Casualità
La nostra vita è il risultato di un enorme numero di eventi microscopici e macroscopici che avvengono simultaneamente, in ogni momento, nel nostro organismo e al di fuori di esso. Alcuni di tali eventi sono casuali, altri seguono logiche innate o apprese di cui siamo per lo più inconsapevoli.
2021-02-18 Conoscere | Verità | Falsità | Percezione
La percezione della realtà è il risultato di inquadrature, filtri e trasformazioni di informazioni, come avviene nella fotografia. In tal senso una fotografia è una falsa (oltre che ridotta) riproduzione della realtà. A maggior ragione è falsa la nostra percezione. Spesso consiste in "fotografie" ritoccate e in fotomontaggi.
2021-02-18 Emozioni e sentimenti | Giudicare
Una persona non ci è antipatica perché ha dei difetti, ma troviamo in essa dei difetti perché ci è antipatica.
2021-02-19 Filosofia
La filosofia (intesa come fenomeno unitario) non esiste che nella mente delle persone. Nella realtà esistono tante diverse filosofie.
2021-02-19 Ragionare | Logica | Spiritualità | Sacralità
Cosa ci ha voluto dire Gregory Bateson con il suo ultimo libro “Dove gli angeli esitano”, scritto poco prima di morire? Qualche giorno fa mi sono posto questa domanda in modo perentorio e questa è la mia risposta, che vorrei condividere con voi, anzi, mettere in discussione con voi.
Dagli aneddoti e dai metaloghi sul senso del sacro narrati nel libro, mi sembra che emerga un conflitto molto profondo, direi esistenziale, tra due concezioni della ragione, l’una che la considera come una risorsa, l’altra come una minaccia, per la vita e la società.
Il sacro è considerato (da chi lo riconosce come tale) una cosa di importanza vitale, assoluta e fondamentale, insostituibile, indiscutibile, non un diversivo, non uno dei tanti aspetti della vita, non un’opzione tra tante. Il sacro, sia come idea, sia nelle sue manifestazioni rituali, è visto dai suoi adoratori come qualcosa a cui rivolgersi per conservare e difendere la propria identità e integrità non solo morale e sociale, ma direi perfino sistemica.
Contro chi questa integrità vuole difendersi? Semplicemente contro la ragione, la razionalità, il ragionare, la logica, il giudizio critico, l’utilitarismo e cose di questo genere. A tal proposito ritengo che gli esseri umani possano essere sommariamente divisi in due grandi categorie: i razionalisti e gli spiritualisti, gli uni contro gli altri armati.
La questione fondamentale che sottende il libro, a mio avviso, riguarda il valore e il disvalore della ragione, il bene e il male che da essa può scaturire. La posizione di Gregory a tale riguardo credo sia “centrista” non essendo lui né razionalista né spiritualista (o essendo entrambe le cose) , anche se era spesso considerato spiritualista dai razionalisti e razionalista dagli spiritualisti. A tal proposito voglio azzardare l’ipotesi che Gregory abbia scritto “Dove gli angeli esitano” proprio per riequilibrare la sua posizione, troppo sbilanciata a favore del razionalismo nelle pubblicazioni precedenti, con particolare riguardo alla sua celebrazione della cibernetica.
Non vi è dubbio che gli enormi danni che l’uomo ha fatto all’ambiente naturale e a se stesso siano imputabili alla sua ragione, in quanto libera dai vincoli della natura stessa. Voglio dire che, in un certo senso, la ragione è contro-natura (compresa la stessa natura umana), in quanto considera la natura una sua proprietà di cui può disporre come vuole, ignorandone le esigenze.
Gli obiettivi della ragione sono essenzialmente utilitaristici. Si tratta di risolvere dei problemi e di soddisfare dei bisogni con la massima produttività, ovvero col massimo risultato, il minimo sforzo/costo e nel minimo tempo, senza limiti, senza impedimenti, anzi, superando senza esitazione ogni limite e impedimento che dovessero presentarsi.
Non è così che funziona la natura. Infatti l’evoluzione naturale procede casualmente senza seguire alcuna logica o finalità, se non quelle scritte nei codici genetici, mutabili molto raramente e casualmente. Tuttavia, mentre l’evoluzione naturale assicura una certa stabilità alle specie che sopravvivono, la ragione può essere molto distruttiva in tempi brevi, specialmente a causa della competizione tra gli esseri umani, che, al fine di prevalere gli uni sugli altri, possono usare mezzi sempre più potenti e distruttivi, di cui nessun’altra specie vivente può disporre.
D’altra parte il progresso umano, ovvero l’evoluzione culturale, sono interamente dovuti alla ragione. Di conseguenza, a mio giudizio, con qualche eccezione, i razionalisti coincidono tipicamente con i progressisti, e gli spiritualisti con i conservatori. Infatti il sacro si alimenta con i propri riti, che non hanno nulla di creativo, di progressista, sono perfettamente e assolutamente ripetitivi e conservatori, come dogmatiche sono le relative credenze.
L’ordine sociale e morale degli spiritualisti (cioè dei fautori del sacro) è di natura sostanzialmente sentimentale/emotiva, vale a dire fondato sull’amore e sul timore, sulla venerazione dell’autorità religiosa e sulla sottomissione intellettuale ad essa. L’ordine sociale e morale dei razionalisti (cioè dei detrattori del sacro) è invece di natura essenzialmente logica e utilitaristica. Ne consegue una difficoltà di convivenza e di cooperazione tra persone che non appartengono alla stessa categoria “esistenziale”.
Dopo questa lunga digressione, torno alla domanda con cui ho esordito: cosa ci vuole dire Gregory con le pagine che stiamo leggendo? Ebbene, in poche parole, credo ci voglia dire che la ragione deve guardarsi da se stessa e muoversi con cautela, esitando ogni volta che propone qualche cambiamento ad un sistema (sia naturale che culturale) che si è formato senza di essa o con poco di essa, perché il cambiamento potrebbe rompere un’integrità che la ragione stessa potrebbe non essere in grado di sostituire con una più sana e altrettanto forte.
Tuttavia, per Bateson (e anche per me) la ragione non va demonizzata, non va combattuta in quanto ragione, ma va educata al rispetto della natura, compresa la natura umana, compreso il rispetto del sacro, perché senza il contributo della ragione il sacro da solo ci riporterebbe indietro nell’evoluzione culturale.
2021-02-19 Coscienza | Ragionare | Falsità
La ragione dovrebbe sempre diffidare di se stessa. Lo stesso vale per l'io cosciente. Tuttavia, la ragione e l'io cosciente dovrebbero sempre diffidare di chi si oppone altre loro affermazioni.
2021-02-19 Bisogni | Interdipendenza
L'idea che nessuno abbia bisogno di noi ci spaventa. E l'idea opposta ci rassicura e ci gratifica.
2021-02-20 Interagire | Etica | Giustizia
È raro che un essere umano riconosca i propri errori nei confronti degli altri se a causa di tali errori non riceve un danno abbastanza grave. Se li riconoscesse facilmente, li commetterebbe raramente.
2021-02-20 Religione | Scienza
Se volessimo creare una nuova religione, più credibile di ogni altra del passato e del presente, e rispettosa della scienza, il pensiero di Gregory Bateson sarebbe un'ottima base.
2021-02-20 Interagire | Imitare
Siamo tutti influencer. Ciò che cambia è la quantità e la qualità delle persone che riusciamo a influenzare.
2021-02-20 Natura umana | Piacere e dolore
La vita umana è caratterizzata dalla ricerca del piacere e dalla fuga dal dolore (fisici o mentali). Il piacere e il dolore possono essere presenti o immaginari. L'immaginazione del piacere è piacevole, così come l'immaginazione del dolore è dolorosa. Immaginare una certa situazione piacevole o dolorosa è al tempo stesso ricordarne e prevederne una simile.
2021-02-20 Emozioni e sentimenti | Volontà | Autogoverno
Se potessimo controllare volontariamente le nostre reazioni emotive e i nostri sentimenti (nel senso di attivare o inibire a volontà i nostri sentimenti e le nostre emozioni) conquisteremmo il mondo, ma diventeremmo disumani. Tuttavia, suppongo che un minimo autocontrollo emotivo sia possibile per qualcuno, per brevi lassi di tempo. Potrebbe essere molto utile a scopo psicoterapeutico e di automiglioramento in quanto potrebbe farci vedere le cose, le persone, il bene e il male in modo diverso, più reale, più acuto e più profondo, non filtrato né manipolato dai sentimenti e dalle emozioni.
2021-02-21 Domande
Prima di rispondere ad una domanda, poniamoci un'altra domanda: cioè se vale la pena di trovare una risposta a quella domanda, ovvero se non vi siano domande più interessanti di quella, a cui cercare di rispondere.
2021-02-21 Interagire | Etica | Piacere e dolore | Inconscio | Giudicare | Automatismi | Dignità
L'uomo sa (quasi sempre) cosa gli piace e cosa gli dispiace ma non sa perché certe cose (attività, persone, idee, oggetti ecc.) gli piacciono e certe altre gli dispiacciono, né vuole saperlo, anzi, ha paura di saperlo.
L'uomo ha infatti paura di mettere in discussione il suo essere, la sua personalità, le logiche e i meccanismi inconsci alla base delle sue strutture mentali, dei suoi pensieri, dei suoi sentimenti, del suo comportamento e della sua moralità. Insomma, ha paura di mettere in discussione la sua dignità sociale.
Il motivo di tale paura è che, nel profondo, nessuno può avere la certezza di essere totalmente innocente e socialmente accettabile.
Ciò che non si conosce non può essere messo in discussione. Perciò per i più è meglio non conoscere il perché dei propri piaceri e dei propri dispiaceri.
2021-02-21 Letteratura | Successo
Per avere successo, i letterati devono produrre opere che possono essere usate come fattori di cooperazione e/o competizione e occasioni sociali, da gruppi di persone. Difficilmente ha successo chi scrive per persone rare e solitarie.
2021-02-21 Cooperare | Cultura
L'uomo è un animale competitivo (oltre che cooperativo). Compete non solo in prima persona, ma anche come fazioso sostenitore di altri competitori, come si vede chiaramente negli sport, in politica, nelle religioni e nelle varie forme culturali.
2021-02-21 Domande
La domanda più importante è: "quali sono le domande più importanti, e perché sono importanti?"
2021-02-21 Interagire | Causalità | Comportamento
Il mio comportamento passato e presente è uno dei principali fattori che determinano il comportamento altrui verso di me.
2021-02-22 Interagire | Comportamento
Il mio comportamento influenza quelli altrui.
2021-02-22 Interagire | Comportamento
I comportamenti degli esseri umani e di molti altri esseri viventi si influenzano reciprocamente in una certa misura.
Dunque il mio comportamento influenza, in una certa misura, il comportamento di coloro che interagiscono con me, e di conseguenza, le interazioni tra me e gli altri.
È perciò importante conoscere i modi in cui, e i mezzi con cui, possiamo influenzare i comportamenti altrui.
2021-02-23 Introversione
Per gentile concessione di Delia Martyn, dal suo blog
1) COSA SPINGEVA GLI EDUCATORI DEL PASSATO MA IN PARTE ANCHE DI OGGI, A VOLER CORREGGERE L’INTROVERSIONE DEI RAGAZZI E QUAL ERA L’ERRORE PIU’ GRANDE CHE COMMETTEVANO VERSO DI LORO?
Se uno cerca di correggere l’introversione è perché la ritiene svantaggiosa o addirittura patologica, come tutti i comportamenti che si allontanano dalla cosiddetta “normalità” ovvero dal comportamento più comune. L’errore, anzi il danno, che si fa cercando di correggere l’introversione è il far credere all’introverso che la sua condizione sia sbagliata, cosa che può dar luogo ad un senso di inferiorità, timidezza, scarsa autostima e confusione per quanto riguarda le proprie vocazioni e la propria personalità. Oggi si dice che uno dovrebbe cercare di essere se stesso, ma di fronte all’introverso sembra che per molti questa regola non valga, come se l’introversione fosse un comportamento morboso.
2) AL DI LA’ DELLE DIFFERENZE PIU’ EVIDENTI, QUALI SONO LE DIFFERENZE PIU’ PROFONDE DAL PUNTO DI VISTA EMOTIVO, PSICOLOGICO, MORALE E CULTURALE FRA INTROVERSI ED ESTROVERSI?
L’introversione è un fenomeno poco studiato e sul quale non esiste una letteratura scientifica universalmente riconosciuta a livello accademico, a parte la definizione che ne diede C. G. Jung. Per rispondere a questa domanda mi baso soprattutto sul pensiero di Luigi Anepeta e sulla mia esperienza in quanto introverso. Ebbene, io credo che l’introverso abbia una maggiore autocoscienza rispetto all’estroverso, nel senso che prima di agire si pone maggiormente il problema della validità e delle conseguenze del suo agire nei confronti degli altri. In altre parole l’introverso è più scrupoloso e coscienzioso e tende a mettere in discussione e criticare il comportamento proprio e altrui. Di conseguenza, mentre l’estroverso tende ad adattarsi alla società così com’è, l’introverso vorrebbe migliorarla.
3) CI SONO DEGLI ERRORI CHE GLI INTROVERSI COMMETTONO NEL LORO MODO DI PERCEPIRE E VIVERE LE COSE?
Gli introversi commettono errori quando non sanno di essere introversi o hanno un’idea sbagliata dell’introversione, credendola una menomazione. In tal caso tendono a chiudersi in se stessi.
4) QUALI SONO LE IDEE SBAGLIATE E I PRECONCETTI PIU’ FREQUENTI CHE GLI ESTROVERSI HANNO NEL MODO DI PERCEPIRE GLI INTROVERSI?
Credo che molti introversi considerino gli estroversi più superficiali, meno riflessivi, più conformisti e meno capaci di stare da soli. Sicuramente si tratta di un preconcetto, ma credo sia giustificato nella maggior parte dei casi.
5) NELLA SUA VITA COSA L’HA FATTA SENTIRE PIU’ INCOMPRESO RIGUARDO GLI ASPETTI DELLA SUA PERSONALITA’ INTROVERSA ED HA MAI DESIDERATO ESSERE ESTROVERSO COME LA MAGGIOR PARTE DELLE PERSONE?
Mi sono sentito incompreso sin da bambino e ancora oggi, in quanto diverso dagli altri nel modo di ragionare e nel mio desiderio di contribuire a migliorare la società attraverso la conoscenza dell’uomo. Non so se questa mia particolarità sia dovuta alla mia introversione. Non ho mai desiderato essere estroverso, ma capace di dialogare con gli estroversi, di usare il loro linguaggio, senza però cambiare la mia personalità.
6) LE MALATTIE DELL’AFFETTIVITA’ COME ANSIA E DEPRESSIONE POSSONO COLPIRE CHIUNQUE, MA SEMBRA CHE GLI INTROVERSI SIANO PREDISPOSTI A SVILUPPARE DISTURBI PSICOLOGICI CON MAGGIOR FACILITA’. QUAL E’ IL MOTIVO?
Credo che l’introverso, in quanto tipo psicologico minoritario, sia emotivamente stressato quando interagisce con estroversi a causa della reciproca incomprensione e scarsa empatia. Alla lunga questo stress e la frustrazione di non riuscire a trovare persone con cui comunicare a livello profondo può causare disturbi psichici.
7) CREDE CHE SECOLI DI CULTURE PATRIARCALI SIANO RESPONSABILI DEI SOPRUSI E DELLE VIOLENZE VERSO LE DONNE, I DIVERSI O I PIU’ DEBOLI? CREDE CHE IN FUTURO LA SOCIETA’ POTRA’
LIBERARSI DEFINITIVAMENTE DI CERTE CULTURE?
Da che mondo è mondo i più forti prevalgono sui più deboli e li sfruttano, e vale la legge del più forte. Però la storia ci mostra che c’è stato un graduale miglioramento nel rispetto dei diritti umani nei paesi più sviluppati. C’è ancora tanta strada da fare, ma credo che l’umanità continuerà a migliorare in tal senso.
8) PENSA CHE L’INTROVERSIONE POSSA TRASFORMARSI IN QUALCOSA DI PATOLOGICO?
Sì, se viene considerata come una malattia dal soggetto.
9) QUAL E’ IL MODO MIGLIORE PER EDUCARE LE PERSONE AD AVERE MAGGIORE TOLLERANZA VERSO CIO’ CHE E’ FUORI DAGLI SCHEMI?
Con l’esempio e con una opportuna scelta dei media (programmi TV, film, libri ecc.) e un’educazione umanistica da cui si evince che la creatività è possibile solo uscendo dagli schemi e che per vivere in modo soddisfacente bisogna coltivare e valorizzare la propria natura unica.
10) QUAL E’ IL CONFINE TRA COMPORTAMENTO EDUCATIVO ED ABUSO? QUANDO UN COMPORTAMENTO SCONFINA NELL’ABUSO?
Abuso è quando vengono insegnate falsità e valori distruttivi.
11) SE POTESSE DARE UN CONSIGLIO A TUTTI GLI INTROVERSI, ANCHE A QUELLI DELLE NUOVE GENERAZIONI, COSA CONSIGLIEREBBE E COSA SI AUGURA PER LA SOCIETA’ DEL FUTURO?
Mantenete un atteggiamento critico verso il pensiero maggioritario e cercate di comprendere la natura umana attraverso la lettura di grandi umanisti come Luigi Anepeta, Erich Fromm, Edgar Morin, Gregory Bateson e altri.
Delia Martyn – 2017 – Tutti i diritti riservati.
http://introversadoc.altervista.org/intervista-sullintroversione-bruno-cancellieri/
2021-02-23 Pensare | Libertà | Libero arbitrio
Quando si parla di “libertà di pensiero” s’intende generalmente un diritto civile, non la libertà intrinseca dell’attività pensante. A tal proposito io credo che il pensare non sia libero, ma determinato da logiche inconsce.
Chiediamoci infatti come vengono “scelti”, tra infinite possibilità, i nostri pensieri, cioè chi decide, momento per momento, a cosa dobbiamo (o vogliamo) pensare, e a cosa non pensare.
Qualcuno potrebbe rispondere che è l’io cosciente che decide a cosa la mente deve pensare e a cosa non pensare. Ammesso e non concesso che ciò sia vero, dovremmo allora chiederci su quali basi e con quale logica tale scelta viene effettuata. Possiamo a tal proposito ipotizzare che l’io scelga i pensieri che ritiene più utili per risolvere problemi o soddisfare bisogni del momento. Oppure che scelga i pensieri più piacevoli o meno spiacevoli.
Tuttavia, il fatto è che, per poter effettuare una scelta, è necessario che vi siano opzioni disponibili e accessibili, e che queste siano note, ovvero che di esse sia abba “coscienza”, cioè consapevolezza, nel momento della scelta. Non importa se tale consapevolezza ci sia stata in un momento passato, l’importante è che essa ci sia al momento della scelta.
Il vero problema non riguarda infatti la libertà di scegliere tra opzioni di cui siamo consapevoli, ma quali siano le opzioni che si presentano alla mente nel momento della scelta. Più precisamente, la questione riguarda i meccanismi che determinano l’emergere delle opzioni alla coscienza. Infatti, le opzioni, cioè le cose a cui potremmo pensare sono virtualmente infinite, ma solo di un piccolo numero di esse possiamo essere consapevoli in un dato momento.
Ebbene, io sono dell’idea che la scelta delle opzioni del pensiero da far emergere alla coscienza non possa essere che involontaria e inconscia. Se ciò è vero, il pensiero non è libero, ovvero non è volontario, nella sua parte fondamentale, cioè nella configurazione delle sue opzioni, che costituiscono le tappe del suo percorso.
Detto ciò, sono anche dell’idea che in una certa misura sia possibile controllare indirettamente il proprio pensiero mediante la preparazione di una lista o configurazione di opzioni di pensiero appositamente scelte. In pratica, si tratta di raccogliere in un foglio o uno schermo di computer una serie di parole, frasi o immagini, che possono evocare certi pensieri; poi nel momento della scelta di cosa pensare, possiamo osservare quegli evocatori, e scegliere tra di essi quelli a cui rivolgere la nostra attenzione in quanto opzioni di pensiero. Si tratterebbe, in sostanza, di suggerimenti di pensieri, senza i quali la scelta delle cose a cui pensare verrebbe fatta “liberamente” dal nostro inconscio secondo le sue logiche.
In altre parole, quando ci viene in mente qualcosa che riteniamo utile “tenere” a mente, cioè pensare, possiamo registrarla come testo, immagine, audio o video, e tenere quella registrazione a portata di mano o bene in vista nella nostra abitazione o nel nostro ambiente di lavoro, come suggerimento di cose a cui pensare. E’ un po’ come raccogliere souvenir e circondarsi di essi.
Un altro modo per sfuggire alla tirannia dell’inconscio nella scelta dei nostri pensieri, è quello di pensare in modo casuale e determinato da cause esterne. Per esempio, usando un generatore di numeri casuali, possiamo scegliere a caso una pagina di un’enciclopedia e usarla come insieme di suggerimenti per i nostri pensieri.
2021-02-24 Libero arbitrio | Scegliere
Una scelta consapevole è sempre limitata dalla consapevolezza delle opzioni praticabili. Chiediamoci dunque quali siano le nostre opzioni e quanto siano praticabili.
2021-02-26 Etica | Saggezza
È segno di saggezza capire che per altre persone ciò che non ci piace potrebbe essere buono, e che ciò che ci piace botrebbe essere cattivo.
2021-02-26 Inconscio | Coscienza | Illusione
Per i più, l'inconscio è una piccola parte della coscienza, mentre è vero il contrario. Infatti la coscienza è una piccola parte dell'inconscio e ha poteri molto limitati sulla nostra vita e sulle nostre scelte, anche se si illude di essere la padrona di casa.
2021-02-26 Inconscio | Coscienza
In un dato momento possiamo essere coscienti di pochissime cose, cioè di pochissime idee, tra tutte quelle di cui potremmo essere coscienti in momenti diversi. Questo è il grande limite della coscienza rispetto all'inconscio, che invece è capace di considerare e di elaborare a nostra insaputa tutte le idee che abbiamo accumulato nel corso della nostra vita.
2021-02-26 Inconscio | Coscienza
La coscienza è un prodotto dell'inconscio.
2021-02-26 Vita | Cambiare | Tempo
Qualunque trasformazione avviene nel tempo. Se una cosa passa dalla forma X alla forma Y, si può distinguere un tempo in cui la forma di quella cosa è X e un tempo successivo in cui essa è Y. Il tempo è dunque segnato dalla trasformazione di cose (oggetti o informazioni), ovvero dalla variabilità delle cose. Se nel mondo non avvenissero cambiamenti, il tempo non esisterebbe. Anche il movimento costituisce una sorta di trasformazione, dato che le diverse posizioni succesive di un oggetto nello spazio e nel tempo costituiscono forme, perfino quando sono casuali, come le posizioni delle stelle. La vita si fonda sul cambiamento e quindi sul tempo. Infatti un essere vivente cambia continuamente e se smettesse di cambiare morirebbe. Per esempio la respirazione e l’alimentazione costituiscono cambiamenti vitali costanti, ritmici, ciclici. Il tempo non può essere fermato, ne va della vita.
2021-02-27 Vita | Interdipendenza
La vita interiore e quella esteriore sono interdipendenti e non puoi comprendere l'una senza comprendere l'altra.
2021-02-27 Psicologia | Società | Sociologia
La separazione tra psicologia e sociologia ostacola la comprensione della vita degli individui e quella delle società. Infatti le forme sociali sono plasmate da individui, e la mente individuale è plasmata dalla società a cui l'individuo appartiene.
2021-02-27 Conoscere | Comunicazione | Letteratura
Quando parliamo, ogni frase che diciamo presuppone certe idee, certi valori e certi interessi, si situa in un certo contesto, è un dettaglio di un discorso molto più grande, che include tutto ciò che abbiamo imparato da quando siamo nati. E il significato di ciò che diciamo dipende dal contesto a cui facciamo riferimento, dai nostri presupposti, dai nostri valori e interessi, e dalle nostre esperienze. La soggettività dei contesti personali rende difficile la comprensione e l'accordo tra individui.
2021-02-28 Mente
Una mente è un elaboratore di informazioni il cui scopo è quello di facilitare la soddisfazione dei bisogni del corpo di cui è parte.
Le informazioni che la mente elabora sono di tipo analogico e digitale, e provengono dall'interno e dall'esterno del corpo. La struttura di tali informazioni è in parte innata e in parte appresa. Il sistema nervoso di un corpo è completamente dedicato all'elaborazione di informazioni.
Le informazioni elaborate dalla mente umana consistono in simboli o segni che rappresentano oggetti o eventi reali o inventati, situati nel passato, nel presente o nel futuro. In tal senso, la mente elabora simulazioni di cose esistenti o inesistenti.
Un particolare tipo di informazioni elaborate dalla mente umana è costituito da istruzioni che regolano le elaborazioni stesse, ovvero da logiche di elaborazione.
Gli scopi di una mente biologica sono essenzialmente egoistici. Tuttavia per soddisfare i bisogni del proprio corpo una mente può aver bisogno della collaborazione di altre menti. Questo è il caso della specie umana i cui individui sono interdipendenti, cioè obbligati a cooperare (volenti o nolenti) per poter sopravvivere. La necessaria cooperazione può essere ottenuta in modi più o meno pacifici o violenti, e la competizione gioca un ruolo importante in tal senso. "Calcolare" i modi in cui ottenere la cooperazione altrui costituisce una delle attività principali della mente umana.
L'elaborazione delle informazioni da parte di una mente può essere cosciente o inconscia, con prevalenza della seconda. Infatti molti processi inconsci di elaborazione sono normalmente attivi simultaneamente, e alcuni di essi influenzano le elaborazioni coscienti.
L'elaborazione cosciente di informazioni consiste nel pensare e nel sentire piacere e/o dolore, sentimenti che possono essere più o meno correlati con ciò che si pensa. Infatti certi pensieri possono dar luogo a certi sentimenti, e viceversa.
Una mente biologica può immaginare, prevedere e progettare diverse cose (oggetti, forme, eventi, ecc.). Può anche progettare macchine e perfino menti inorganiche come quelle dei computer, per facilitare la soluzione di problemi e la soddisfazione di bisogni propri o altrui.
Una mente biologica può errare nel senso che può credere nell'esistenza di cose che non esistono, negare l'esistenza di cose che esistono, fare previsioni che non si avverano, non prevedere cose che si avverano o negare cose che si sono avverate.
Una mente umana è in grado di correggere i propri errori, a condizione di rilevarli. Ma ciò avviene raramente.
2021-02-28 Mente | Sistemica
Il computer è un’estensione della mente umana.
2021-02-28 Libertà | Solitudine | Egoismo
La solitudine è il prezzo da pagare per la propria libertà e il proprio egoismo.
2021-03-01 Piacere e dolore | Emozioni e sentimenti | Libertà | Libero arbitrio
Siamo schiavi delle nostre capacità di godere di soffrire, obbligati a cercare il piacere e a fuggire dal dolore, costretti a scegliere, tra diversi piaceri, quello più grande e duraturo, e tra diversi dolori, quello più piccolo e più breve.
2021-03-01 Egoismo
Abbiamo tutti una tale paura inconscia di essere accusati di egoismo che neghiamo l'evidenza dell'egoismo strutturale dell'uomo. Il che non esclude che l'uomo sia anche altruista, dato che se non lo fosse almeno in una certa misura, la nostra specie si sarebbe già estinta.
2021-03-01 Libero arbitrio | Natura
Fuori e dentro di noi c'è un padrone (in piccola parte visibile e in gran parte invisibile) a cui non possiamo disobbedire. È la natura con le sue leggi.
2021-03-01 Interagire | Ruoli sociali
Che ruolo voglio avere nella società?
Ho i prerequisiti e le competenze per tale ruolo?
Gli altri riconoscono i miei prerequisiti e le mie competenze, e sono disponibili ad accettare che io assuma tale ruolo?
Cosa devo fare affinché gli altri mi riconoscano in tale ruolo?
2021-03-03 Emozioni e sentimenti | Competere
Assistere ad eventi sportivi agonistici per molti è eccitante perché fa risuonare lo spirito competitivo che è nella natura umana. Assitervi in massa è ancora più eccitante perché fa risuonare lo spirito comunitario che è pure nella natura umana.
2021-03-03 Inconscio | Coscienza | Scegliere | Volontà
Non possiamo non scegliere in ogni momento, tuttavia possiamo scegliere di farlo volontariamente o involontariamente. Nel secondo caso affidiamo le nostre scelte al nostro inconscio.
Ogni scelta presuppone almeno due opzioni. La scelta fondamentale è tra cambiare o mantenere una certa cosa.
Il nostro inconscio è costituito da un certo numero di agenti mentali autonomi che eseguono continuamente, a nostra insaputa, scelte che regolano la nostra vita, il nostro comportamento, i nostri pensieri e i nostri sentimenti.
2021-03-04 Piacere e dolore | Libertà
Credere di essere più liberi di quanto realmente si è può avere conseguenze dolorose, come pure credere di esserlo di meno.
2021-03-04 Interagire | Scegliere
Ciò che possiamo fare o pensare momento per momento, dipende molto da ciò che ci sta accadendo, cioè dagli stimoli che stiamo ricevendo. Più in generale, le nostre opzioni di pensiero e di azione dipendono dalle interazioni in atto tra noi ed altri enti.
2021-03-05 Conoscere | Religione | Logica
Ritenere vere affermazioni contraddittorie danneggia la mente in quanto inibisce il funzionamento di quelle sue parti che rivelerebbero le contraddizioni stesse. In altre parole, le credenze contraddittorie riducono l'intelligenza. È il caso di molte credenze religiose e superstiziose.
2021-03-05 Libero arbitrio | Obbedienza
Un essere umano non può vivere senza continuamente obbedire a delle leggi naturali e sociali.
In tal senso, il libero arbitrio consiste nella scelta delle autorità (biologiche, intellettuali, sociali, politiche, morali, estetiche, religiose, ecc.) a cui obbedire, a cui sottomettersi.
Il piacere è il premio per l'obbedienza, il dolore il castigo per la disobbedienza a tali autorità.
2021-03-05 Interagire | Sistemica
Ogni azione è parte di un'interazione.
2021-03-05 Interagire | Pensare
Il pensiero consiste in interazioni immaginarie.
2021-03-05 Libero arbitrio | Scegliere
Esercitare il libero arbitrio significa scegliere consapevolmente e volontariamente a cosa pensare e con chi/cosa/come interagire. Tale scelta è limitata alle opzioni di pensiero e di interazione di cui si è consapevoli nel momento della scelta.
2021-03-06 Coscienza | Genetica
La coscienza nasce e muore (nascerà e morirà) filogeneticamente e ontogeneticamente.
2021-03-06 Emozioni e sentimenti | Scegliere | Ragionare | Responsabilità
Scegliere in modo consapevole, valutando razionalmente tutte le opzioni disponibili, è faticoso e rischioso. Per questo i più preferiscono delegare le proprie scelte al proprio cuore.
2021-03-07 Bisogni | Emozioni e sentimenti | Sistemica | Libero arbitrio | Logica
Il cosiddetto libro arbitrio non è realmente libero in quanto è finalizzato alla soddisfazione dei bisogni dell'essere vivente che lo esercita, ed è limitato dalle/alle opzioni disponibili in tal senso.
Sebbene in teoria un essere vivente potrebbe fare qualsiasi cosa, in pratica può fare solo una delle cose corrispondenti alle opzioni di comportamento (cioè di interazione) ad esso "note" (consciamente o inconsciamente) e realmente praticabili.
Un essere vivente, infatti, non fa nulla per caso, ma qualsiasi cosa faccia consiste in un comportamento programmato, o nel risultato di una ricerca creativa mirata comunque alla soddisfazione di qualche bisogno programmato.
I bisogni di un essere vivente, come pure i mezzi e le strategie per soddisfarli, sono sempre programmati. Alcuni programmi sono innati, altri appresi nel corso della vita dell'individuo.
Il cosiddetto libero arbitrio è dunque in realtà un arbitrio programmato, in quanto consiste in scelte regolate da programmi. Le logiche di tali programmi tengono conto delle situazioni in cui l'individuo si trova momento per momento, ovvero dello stato di soddisfazione dei vari bisogni, e delle opportunità di soddisfarli, considerate come tali dal proprio sistema nervoso, ovvero dalla mente che in esso risiede. In tal senso si può parlare di omeostasi dei bisogni, e dei sentimenti ad essi associati.
Per concludere, il concetto di libero arbitrio è imprescindibile da quello di bisogno, e lo stesso si può dire del concetto di sentimento.
2021-03-09 Conoscere | Bisogni | Saggezza
È più saggia non la persona che ha più conoscenze, ma quella le cui conoscenze sono più utili al fine della soddisfazione dei bisogni propri e altrui.
2021-03-10 Bisogni | Filosofia | Problemi
Pochissimi sono coloro che si interessano di filosofia. Se non si trova un modo per promuovere tale interesse, la filosofia, nel migliore dei casi, può essere utile solo a quei pochi che la praticano, non alla società. Io credo comunque che il motivo per cui la gente non si interessa di filosofia, o la vede con diffidenza, è soprattutto il modo in cui la filosofia troppo spesso si presenta, cioè astrusa, oscura, difficile, elitaria, iniziatica, autoreferenziale, lontana e inutile rispetto ai bisogni della gente comune. Io credo che la filosofia debba essere rifondata su nuove basi. Siamo troppo legati alle idee dei filosofi del passato e non abbiamo il coraggio di archiviarle come archeologia del pensiero. Questo ostacola la creatività e il progresso intellettuale. La filosofia difetta generalmente di autocritica.
2021-03-10 Emozioni e sentimenti | Giudicare
Non possiamo non giudicare gli altri (consciamente o inconsciamente), ma dovremmo evitare di rivelare agli interressati i nostri giudizi negativi quando farlo potrebbe nuocere ai nostri rapporti. Tuttavia è difficile nascondere i sentimenti associati ai nostri giudizi. Dissimulare i propri sentimenti negativi è un'arte che si può e che conviene imparare al fine di una convivenza pacifica e coopoerativa.
2021-03-10 Bisogni | Domande | Problemi | Finalità | Fisiologia
Una filosofia dovrebbe prima di tutto stabilire i suoi fini, ovvero i problemi che intende risolvere, le domande a cui intende rispondere, i bisogni che intende soddisfare. Questo permetterebbe alla gente di stabilire in quale misura quella filosofia rientra nei propri interessi.
2021-03-10 Pensare | Media
Fotografie, quadri, souvenir, soprammobili, media in genere ecc. sono artifici che ci permettono di influenzare il nostro pensiero, di guidarlo in certe direzioni.
2021-03-11 Bellezza | Poesia
Una poesia è un sogno volontario ritmico. Come ogni sogno, è libera di prendersi qualsiasi licenza utile al suo ritmo o alla sua drammaticità.
2021-03-11 Conoscere | Confliggere | Verità
I fatti sono fatti anche se non ci piacciono, anche se ci contraddicono.
2021-03-12 Confliggere | Giudicare | Stupidità
Un modo indiretto per dare dello stupido o del cattivo ad una persona è quello di attribuirgli idee o intenzioni da stupido o da cattivo. Perciò fare processi alle idee o alle intenzioni di una persona può essere offensivo.
2021-03-12 Interagire | Competere | Cooperare | Ruoli sociali
Le interazioni sociali sono regolate da una quantità di regole non scritte e spesso inconscie. Tra queste regole ci sono i ruoli che ogni interagente si attribuisce e quelli che attribuisce agli altri.
L’attribuzione dei ruoli può essere più o meno rigida o flessibile, ovvero fissa o variabile, negoziabile o non negoziabile, consensuale o conflittuale.
Un ruolo sociale ha aspetti qualitativi e quantitativi. Gli aspetti qualitativi riguardano i tipi di interazione possibili, ovvero le possibili forme di cooperazione; quelli quantitativi le rispettive posizioni gerarchiche, ovvero i rapporti di forza e di autorità tra gli interagenti.
Nella cultura occidentale odierna, la gestione dei ruoli sociali è normalmente inconscia a causa di un egualitarismo ipocrita di facciata. Parlarne è considerato politicamente scorretto.
2021-03-13 Apprendere | Memoria
Ciò che ricordiamo è il prodotto di processi che abbiamo dimenticato.
2021-03-13 Mente | Sistemica
Nei computer hardware e software si possono studiare e modificare separatamente; nelle menti degli esseri viventi questo non è possibile.
2021-03-13 Etica | Ragionare
Questo Vademecum contiene una serie di esortazioni morali. Esso può essere utilizzato da chiunque come riferimento etico per il proprio comportamento e l’educazione dei propri figli, oltre che come strumento di diffusione dell’etica razionale in generale.
MI sono ispirato ai “I nuovi dieci comandamenti atei” di Richard Dawkins, ai quali ho apportato molte modifiche formali e sostanziali cercando di ottenere un documento più completo, efficace e accettabile da un maggior numero di persone.
10 regole per un’etica laica e razionale
1. Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te e cerca di ripagare gli altri e la società per quello che da loro hai avuto; non danneggiare nessuno, tranne in caso di difesa personale o protezione civile.
2. Tratta tutti gli esseri umani con rispetto, lealtà, onestà ed equità, senza discriminare alcuno per motivi di razza, religione, orientamento sessuale, intelligenza, invalidità o classe sociale. Rispetta anche chi si comporta in modo disonesto o incivile, ma fa il possibile per impedirgli di nuocere a te e agli altri.
3. Obbedisci alle leggi dello stato democratico, mantieni gli impegni presi e compi responsabilmente i tuoi doveri; non tollerare che siano commesse illegalità da chiunque e contribuisci all’applicazione della giustizia sia come cittadino che come pubblico funzionario o eletto.
4. Nei conflitti cerca una soluzione pacifica se possibile; evita gesti e atteggiamenti aggressivi, ostili, sprezzanti, offensivi o umilianti; affronta le divergenze con calma e ragionevolezza e se un accordo o un compromesso è impossibile adotta le misure appropriate per difendere i tuoi interessi nel rispetto della legalità.
5. Rispetta l’ambiente naturale e quello urbano, contribuisci a tenerli sani e puliti e difendili da chi li inquina, deturpa o impoverisce denunciando gli abusi alle autorità e agli uffici pubblici competenti.
6. Cerca di correggere i tuoi difetti e di accrescere la tua cultura per meglio convivere con gli altri e meglio contribuire al bene comune facendo le scelte politiche e amministrative più sagge sia nel ruolo di elettore che di eletto.
7. Rispetta sempre il diritto degli altri di dissentire da te e di avere stili di vita diversi dai tuoi, purché non danneggino nessuno;
8. Metti in discussione e verifica le idee tue e degli altri (cominciando da quelle dei tuoi genitori ed educatori) e scarta quelle che sono contraddette dai dati reali; formati opinioni indipendenti sulla base del tuo raziocinio e della tua esperienza; non permettere che il conformismo, le religioni e i mezzi di comunicazione di massa ti inducano a comportamenti contrari al tuo benessere e al progresso civile. Non indottrinare i tuoi figli ma insegna loro a pensare con la propria testa, ad analizzare i dati e a dissentire anche da te se occorre.
9. Non mettere al mondo figli se non sei in grado di occupartene e di garantire loro il necessario per una crescita sana e serena, e un’istruzione adeguata alle sfide della società attuale. A tale scopo usa contraccettivi efficaci quando occorre.
10. Godi della tua vita sessuale e lascia che gli altri godano della propria quali che siano le loro inclinazioni, purché nessuna delle persone coinvolte venga danneggiata.
2021-03-14 Conoscere | Appartenere | Status | Cultura
Per certe persone l'erudizione non ha altra funzione che quella di status symbol e di distintivo di appartenenza ad un certo ceto.
2021-03-14 Identità
Ogni cosa che facciamoci ci qualifica come appartenenti alla categoria di persone che fanno quella cosa.
2021-03-15 Comunicazione | Manipolazione mentale
Parlare e scrivere sono mezzi per manipolare (nel bene e nel male) i pensieri di ascoltatori e lettori.
2021-03-15 Religione
Le migliori religioni non hanno un dio, e i migliori dèi non hanno una religione.
2021-03-15 Psicologia | Mappa cognitivo-emotivo-motiva
Le parole evocano immagini, altre parole e sentimenti. A loro volta le immagini evocano parole, altre immagini e sentimenti. Tali evocazioni sono determinate da associazioni programmate nelle memorie degli individui come effetto delle loro esperienze. Lo studio e il cambiamento di tali associazioni è, o dovrebbe essere, lo scopo della psicologia.
2021-03-15 Libero arbitrio | Illusione
Credere di avere più poteri di quelli che realmente si hanno può avere gravi conseguenze negative. Questo vale anche per quanto riguarda i poteri altrui, e per il credere nel libero arbitrio.
2021-03-15 Giudicare | Valutare
L'autostima di una persona si basa normalmente su certi valori condivisi della cultura della propria comunità di appartenenza, nel senso che quanto più e meglio quei valori sono incarnati nella persona e da essa rappresentati, tanto più alta è la propria autostima. L'autostima di un indivisio è dunque sempre relativa a valori altrui fatti propri, vale a dire che è una conseguenza della convivenza civile.
2021-03-16 Competere | Gioco
Ognuno preferisce i giochi in cui è vincente.
2021-03-16 Etica | Giudicare | Violenza
Ben nascoste nel profondo della nostra psiche, tra le tante nostre motivazioni ci possono anche essere tendenze sadistiche, che emergono senza freni di fronte a comportamenti criminali da parte di cerrte persone, come, ad esempio, in casi di pedofilia, di corruzione e di sadismo.
Infatti, i criminali più odiosi suscitano in molti di noi il desiderio di imporre loro punizioni violente, che li facciano soffrire il più possibile. Naturalmente diremo che la punizione serve come deterrente sia per i criminali stessi, sia per altre persone tentate da simili comportamenti. Tuttavia dietro tale giustificazione si può nascondere il piacere di infliggere sofferenze ad altri esseri umani.
2021-03-17 Successo | Pragmatismo
Per aumentare e mantenere i propri beni (materiali e immateriali) e quelli della propria comunità, occorre investire le proprie risorse (materiali e immateriali) in imprese vincenti e disinvestirle da imprese perdenti (in senso pragmatico). Questo vale per il denaro, i rapporti sociali, le ricerche scientifiche, filosofiche, psicologiche, il bene dell'umanità ecc.
2021-03-18 Religione | Appartenere
Le religioni uniscono e dividono. Infatti uniscono i fedeli contro gli infedeli, ovvero contro gli atei e i fedeli di altre fedi.
2021-03-18 Psicologia | Paura
Ci sono molte persone che detestano o ignorano la psicologia. Il motivo di tale posizione lo rivela la stessa psicologia: è la paura di analizzare e mettere in discussione il proprio comportamento, in quanto le analisi e le discussioni psicologiche potrebbero svelare gli aspetti irrazionali e immorali della propria mente.
In altre parole, suppongo che coloro che detestano o ignorano la psicologia temano inconsciamente che essa faccia emergere la propria stupidità e la propria malvagità, ovvero la propria inferiorità intellettuale o morale rispetto ad altri.
Tuttavia ci sono tante diverse psicologie, e quei pochi che se ne interessano scelgono prevalentemente quelle meno pericolose nel senso sopra indicato.
Inoltre ci sono persone che si occupano di psicologia non solo per amore della conoscenza, ma anche per fare emergere le proprie presunte superiorità intellettuali e morali. Non posso escludere che io appartenga anche a questa categoria di persone.
2021-03-19 Filosofia | Psicologia | Mistificazione
Il vero filosofo è un demistificatore di inganni e di autoinganni. Lo stesso vale per il vero psicologo. Infatti il vero filosofo è anche psicologo, e viceversa.
2021-03-19 Salute
Qualunque cosa è nociva oltre una certa misura.
2021-03-19 Vita
Ogni vita si nutre di altre vite.
2021-03-19 Psicologia | Scienza
La psicologia non è una scienza. Infatti non studia fatti verificabili sperimentalmente (tranne in pochi casi), ma procede prevalentemente per metafore, per "come se". Le sue analogie possono tuttavia essere utili per affrontare i nostri problemi e attenuare le nostre sofferenze.
2021-03-19 Interagire | Etica | Informazione
Grazie ai social network siamo tutti giornalisti, e ognuno è moralmente responsabile delle notizie che diffonde, non importa se originali o copiate.
2021-03-20 Conoscere | Appartenere | Status
A che serve la conoscenza se non viene usata per ridurre i mali dell'umanità e per soddisfare i bisogni propri e altrui? Se la conoscenza non viene usata in tal senso, serve solo come status symbol o come distintivo di appartenenza ad una certa categoria sociale.
2021-03-20 Interagire | Pensare | Comunicazione | Cambiare
Dare ascolto ad una persona significa permetterle di influenzare i propri pensieri. Per questo molti non ascoltano volentieri ciò che gli altri dicono, infatti molti cercano di difendere i propri pensieri dalle influenze altrui, dai cambiamenti arbitrari che gli altri potrebbero apportarvi.
2021-03-20 Conoscere | Apprendere
I non-accademici che non danno importanza ai titoli accademici sono oggetto di disprezzo da parte di molti accademici.
2021-03-20 Scegliere
Si può scegliere di non scegliere, ovvero di non cambiare nulla. Anche quella è una scelta. Inoltre si può scegliere di rimandare una scelta a quando saranno disponibili più opzioni. E anche quella è una scelta.
2021-03-21 Confliggere | Vita | Scegliere
La vita umana è caratterizzata da una quantità di conflitti esistenziali e sociali che la rendono difficile e che impongono continuamente scelte rischiose e dolorose: appartenenza vs. libertà, cooperazione vs. competizione, imitazione vs. differenziazione, uguaglianza vs. diversità, responsabilità vs. irresponsabilità, impegno vs. disimpegno, accoglienza vs. rigetto, approvazione vs. critica, tolleranza vs. punizione, fiducia vs. diffidenza, obbedienza vs. ribellione, cambiamento vs. mantenimento, ecc.
2021-03-21 Valutare | Relazioni | Finalità
Non esistono valori assoluti. Il valore di una cosa è sempre relativo a qualche fine, ovvero varia a seconda del fine considerato.
2021-03-21 Interagire | Conoscere
Se tutti gli umani fossero onniscienti, come si comporterebbero gli uni verso gli altri?
2021-03-21 Cooperare | Reciprocità
Cooperazione: servizio reciproco.
2021-03-22 Conoscere | Verità | Falsità | Fede
Da quando siamo nati, innumerevoli persone, direttamente o indirettamente, ci dicono ciò che è vero, ciò che e buono, ciò che e bello e i loro contrari, e ci danno consigli e raccomandazioni, spesso contrastanti. A chi credere? Con quale metodo possiamo distinguere il vero dal falso, l'utile dall'inutile, il benefico dal nocivo?
2021-03-23 Religione | Umorismo
Uno dei problemi del cristianesimo è il fatto che Gesù non aveva alcun senso dell'umorismo.
2021-03-23 Interagire | Relazioni | Felicità
Il grado di felicità di un essere umano dipende soprattutto dalla qualità delle sue interazioni abituali con gli altri.
2021-03-23 Confliggere | Competere | Gerarchia
Quando il più debole non riconosce la superiorità del più forte, il più forte fa la guerra al più debole, e la vince.
2021-03-24 Filosofia
Quando leggo Nietzsche mi sento meno solo.
2021-03-24 Interagire | Valutare
Tutti i valori sono negoziabili e negoziati (consciamente o inconsciamente).
2021-03-24 Confliggere | Felicità
La felicità non è mai garantita, va difesa e riconquistata continuamente contro le persone e le cose che vorrebbero togliercela apertamente o di nascosto.
2021-03-24 Conoscere | Bisogni | Motivazioni | Comprendere
Per comprendere una persona occorre immaginare di essere quella persona e di agire per soddisfare i suoi bisogni, desideri e interessi, secondo le sue esperienze e le sue conoscenze. Per riuscirvi occorre mettere da parte i propri bisogni, desideri, interessi e le proprie esperienze e conoscenze.
2021-03-24 Libertà
La via di mezzo tra il comportamento casuale e quello meccanico è il comportamento metodico, che consente la libertà all'interno di certe regole.
Un metodo è dunque un modo di limitare la libertà di chi lo applica.
Il metodo (sia nel comportamento che nel pensiero) è fondamentale nell'arte, nelle religioni e in tutte le discipline scientifiche e umanistiche, a partire dalla filosofia.
2021-03-24 Pensare | Volontà
I pensieri sono involontari.
2021-03-25 Coscienza | Evoluzionismo
Innanzitutto credo che la coscienza sia una formazione evolutiva (che quindi non sia sempre esistita nella storia del nostro pianeta) e che si sia formata casualmente e senza scopo, come ogni altra formazione evolutiva. Tuttavia, se tale formazione si è tramandata ereditariamente fino a noi, significa che si è dimostrata vantaggiosa per la nostra specie.
La coscienza non ha scopo (inteso come finalità a priori), ma ciò non toglie che abbia una o più funzioni, cioè che sia utile a qualcosa, altrimenti non staremmo qui a parlarne. Credo che la sua funzione principale sia quella di consentire il pensiero razionale, ovvero un metodo o meccanismo per comunicare tra umani e per predire il futuro in certi ambiti. Tale funzione ovviamente è vantaggiosa, tanto che ha permesso all’uomo di dominare ogni altra specie animale quasi completamente, e di “addomesticare”, in generale, la natura. Tuttavia un uso illimitato e sconsiderato della coscienza, unito ai progressi tecnologici che aumentano a dismisura i poteri dell’uomo sulla natura, può rivelarsi letale per la nostra specie. Da qui un invito alla prudenza nell’uso della coscienza, ovvero del pensiero.
In ogni caso la coscienza per me resta un mistero, anche se ne conosciamo alcune relazioni con il resto del corpo e del mondo. In essa, a mio parere, dovremmo includere tre componenti: la capacità cognitiva, quella emotiva/sentimentale, e quella volitiva/motivazionale, tra di loro in stretta relazione e interazione.
Anche per la coscienza vale la regola che non possiamo conoscerla in sé, ma possiamo conoscere molte delle sue relazioni sia interne che esterne. Gregory Bateson docet.
2021-03-25 Interagire | Domande
Quanto sono soddisfacenti i tuoi rapporti con gli altri?
Quanto i tuoi rapporti con gli altri ti costano in termini di libertà di pensiero e di azione?
Quanto i tuoi rapporti con gli altri ti costano in termini di autenticità?
Quali compromessi e rinunce hai dovuto accettare per avere rapporti con gli altri?
Quanto ti senti solo?
Quanto i tuoi rapporti con gli altri ti sono sufficienti quantitativamente?
Cosa vorresti cambiare nei tuoi rapporti con gli altri?
Quanto ti senti diverso dagli altri?
Cosa temi dagli altri?
Cosa desideri dagli altri?
Cosa sei disposto a offrire agli altri?
Cosa ti disturba degli altri?
Cosa ti piace degli altri?
Cosa pensi degli altri?
Cosa pensano gli altri di te?
Con quali persone vorresti interagire?
Con quali persone non vorresti interagire?
Cosa ti piace fare con gli altri?
Che ruoli vorresti avere rispetto agli altri?
Che riconoscimenti vorresti dagli altri?
Quali interazioni vorresti avere con gli altri?
Quali persone stai cercando?
Cosa nascondi agli altri?
2021-03-25 Coscienza | Egoismo | Sensibilità
La metafora manzoniana dei vasi di coccio costretti a viaggiare tra vasi di ferro, non si applica solo a Don Abbondio, ma a tutte le persone sensibili e coscienziose costrette a interagire con persone meno sensibili e più egoiste.
2021-03-25 Interagire | Coscienza | Demoni
Gli altri sono sempre dentro di noi, ci osservano e ci giudicano in ogni momento. Gli altri, non Dio. La voce della coscienza morale è la voce degli altri interiorizzati.
2021-03-25 Verità | Falsità | Illusione
Solo gli ingenui sono sinceri.
2021-03-26 Interagire | Giudicare | Comportamento
Gli altri mi giudicano e mi trattano non solo per come mi comporto verso di loro, ma anche per come mi comporto verso me stesso. Infatti il modo in cui mi comporto verso me stesso può essere più o meno vantaggioso per loro.
2021-03-26 Pensare | Comportamento
Metacomportamento è il comportamento che consiste nel riflettere e nell’interrogarsi sul proprio comportamento (specialmente nei confronti degli altri umani), e nel cercare modi per migliorarlo nel senso di una maggiore soddisfazione dei bisogni propri e altrui.
2021-03-26 Confliggere | Competere | Amicizia
Ogni umano, per ogni altro umano, è un potenziale amico e un potenziale nemico. Perciò ognuno si preoccupa (consciamente o inconsciamente) delle intenzioni altrui, specialmente se il comportamento altrui appare "strano", cioè non convenzionale o non prevedibile.
2021-03-26 Interagire | Gerarchia | Ruoli sociali
Quando due umani si incontrano (realmente, virtualmente o col pensiero) essi negoziano, rinegoziano o confermano (consciamente o inconsciamente) i ruoli e i livelli gerarchici reciproci che regoleranno le loro prossime interazioni.
2021-03-26 Piacere e dolore | Emozioni e sentimenti | Causalità
Se una cosa (oggetto, persona, idea, luogo, evento, situazione ecc.) mi piace, non significa che quella cosa sia la “causa” del mio piacere, ma soltanto che c’è una correlazione tra quella cosa e il mio piacere.
Ciò che causa il mio piacere è in realtà qualche particolare componente, aspetto, proprietà, funzione o significato di quella cosa, che stimola in me la produzione di ormoni del piacere “a causa” di una particolare conformazione della mia mente, ovvero del mio sistema nervoso.
Lo stesso discorso vale per il dolore.
2021-03-27 Competere | Gerarchia
I primi della classe sono antipatici ai non primi.
2021-03-27 Interagire | Competere | Politica | Cooperare
Gli umani si dividono in tre categorie: gli sfruttatori, gli sfruttati e quelli che non appartengono ad alcuna delle due categorie precedenti, né si immischiano nei loro affari. Ogni umano appartiene a tutte e tre le categorie allo stesso tempo o in momenti diversi.
2021-03-27 Piacere e dolore | Emozioni e sentimenti | Pensare | Ragionare | Domande | Immaginazione
Ci sono due tipi di pensiero: uno analitico e uno sintetico.
Il pensiero analitico è seriale, dinamico, procedurale, razionale, procede per segmentazioni, per passi successivi, per concatenazioni logiche e associazioni di parole, idee o concetti. È un percorso di ricerca della risposta ad una domanda (una domanda alla volta) attraverso la memoria delle proprie esperienze.
Il pensiero sintetico è statico, contemplativo, fisso (per una certa durata) su una immagine, una mappa, una configurazione, uno spettacolo. È l'osservazione o immaginazione della risposta ad una certa domanda, o l'effetto di una sorpresa.
Il pensiero analitico si alterna a quello sintetico, con dosaggi, ritmi e durate variabili, diversi da persona a persona e in una stessa persona nel tempo. Infatti alla mente capita continuamente, consciamente o inconsciamente, di farsi domande e di contemplare le risposte, che possono essere più o meno certe o ipotetiche.
I pensieri di entrambi i tipi sono attivati e guidati da stimoli sensoriali esterni e interni al soggetto, di cui questo può essere più o meno consapevole, e comportano certi sentimenti o emozioni più o meno gradevoli.
Quanto più un pensiero è gradevole, tanto più esso è attraente e tende a rinforzarsi. Quanto più esso è sgradevole, tanto più esso è repellente e tende ad essere allontanato. Su questo principio è basato il bias cognitivo.
Il pensiero è involontario, ma può essere influenzato volontariamente (in se stessi e negli altri) da media come parole scritte o vocalizzate, immagini, suoni, oggetti, ambienti e composizioni di queste cose.
2021-03-27 Interagire | Inconscio
Come ci insegna George Herbert Mead, nella nostra mente vive ed opera l'Altro generalizzato, con cui l'inconscio dialoga continuamente, e da cui prende ordini.
2021-03-27 Conoscere | Mente
Nulla è definito in sé. Siamo noi umani che definiamo le cose.
2021-03-27 Emozioni e sentimenti | Amare | Casualità | Odio
Dire che facciamo una cosa per amore è una banalità, una ovvietà, e non significa nulla. Sarebbe invece interessante sapere perché amiamo o odiamo qualcosa. Infatti l'amore e l'odio non sono cause prime, ma conseguenze di altre cause che raramente vengono investigate.
2021-03-28 Appartenere | Inconscio | Emozioni e sentimenti
Il super-io di freudiana memoria necessita, a mio parere, di una rivisitazione e ridefinizione, se non vogliamo gettarlo alle ortiche in quanto “datato”.
Ebbene, io direi che il super-io (in cui credo fermamente) non si limita a imporre “subdolamente” al soggetto censure e obblighi riguardanti la moralità (in ambito sessuale o non sessuale) ma riguarda più in generale il bisogno di appartenenza e la prevenzione del rischio di isolamento sociale, considerato dall’inconscio una disgrazia mortale e come tale da evitare assolutamente.
In altre parole, il super-io è il guardiano della nostra appartenenza e integrazione sociale, e interviene ogni volta che questa è messa, a suo giudizio, in pericolo, scatenando inibizioni, paure e pulsioni atte a imporre al soggetto (cioè al suo io cosciente) un comportamento tale da ripristinare una certo grado di sicurezza “sociale”.
Infatti, a mio avviso, per il super-io ogni cosa (persona, idea, comportamento, tipo di evento, ecc.) ha una valenza sociale più o meno positiva o negativa, nel senso che viene vista come più o meno favorevole o sfavorevole all’appartenenza e integrazione sociale del soggetto.
Attraverso una manipolazione sentimentale (i sentimenti sono attivati da meccanismi inconsci), il super-io ci spinge a fare, e perfino a pensare, a tutto ciò che ha una valenza sociale positiva, e ad evitare tutto ciò che ha una valenza sociale negativa.
Questa è la mia nozione di super-io, e ringrazio Freud di aver iniziato a speculare su questo tema, anche se ho ritenuto necessario una messa a punto e un completamento delle sue idee geniali sull’inconscio.
2021-03-28 Problemi
Chi ha problemi e riesce a risolverli può offrire ad altri le sue soluzioni. Chi non ha mai avuto problemi non ha soluzioni da offrire.
2021-03-28 Verità | Bene e male
Verità non coincide con bontà. Una verità è buona se ci aiuta a risovere i nostri problemi (specialmente per qunto riguarda i rapporti con gli altri), cattiva se è sfavorevole in tal senso.
2021-03-28 Interagire | Cooperare
Ciò che conta non è il dono che riceviamo, ma il fatto che qualcuno voglia donarci qualcosa.
2021-03-28 Religione
Quando al buon cristiano capita qualcosa di buono, lui ringrazia Dio per il dono che da Lui ha ricevuto. Quando gli capita una disgrazia, lui dice che Dio è misterioso.
2021-03-29 Psicopatia | Autogoverno
C'è un limite all'autocontrollo (in termini di durata e di frequenza) che non conviene superare per evitare di star male o di impazzire.
2021-03-29 Appartenere | Inconscio | Confliggere | Coscienza
L'io cosciente rivendica autonomia rispetto all'inconscio, incluso il diritto di ignorarlo o di modificare le sue logiche e i suoi automatismi attraverso una psicoterapia, un'autoterapia o esercizi di autocontrollo o di libero arbitrio.
Entrambi vorrebbero infatti avere l'ultima parola nel dirigere il comportamento del soggetto.
Tuttavia l'inconscio non tollera che l'io cosciente cerchi di opporsi alle sue scelte e usa le sue armi (inibizioni, paure, sentimenti dolorosi, disturbi psicosomatici ecc.) per neutralizzare le intrusioni del suo antagonista.
Perciò, per evitare autopunizioni, all'io cosciente conviene procedere con moderazione contro il suo inconscio, non troppo spesso e a piccole dosi di autocontrollo. In altre parole, all'io cosciente conviene capire quando è il momento di smetterla con le richieste di cambiamento delle proprie abitudini di comportamento.
Infatti l'inconscio è più forte, più importante ed infinitamente più complesso dell'io cosciente nell'economia della vita e nella regolazione della soddisfazione dei bisogni del soggetto.
Oltre agli innumerevoli automatismi biologici di vario livello funzionale, l'inconscio contiene, come ci insegna Luigi Anepeta, due "motori", o agenti mentali, di alto livello: il super-io e l'io antitetico. Le rispettive "politiche" sono strutturalmente in conflitto tra loro, e l'io cosciente si allea ora con l'uno, ora con l'altro.
Il super-io mira ad evitare l'isolamento sociale del soggetto e ad affermare la sua appartenenza ad una o più comunità, mente l'io antitetico mira a difenderne la libertà e l'individuazione contro qualsiasi costrizione e falsità culturale. Il super-io accetta gli altri come sono e tende ad imitarli, mentre l'io antitetico li critica e li sfida continuamente.
Il rapporto di forza tra i due agenti mentali varia da persona a persona e nel tempo in una stessa persona. L'io antitetico prevale (ma mai in modo definitivo) sul super-io in una minoranza di persone alle quali dobbiamo, più che ad altre, il progresso civile e l'evoluzione culturale.
2021-03-30 Conoscere
Chi vede cose che altri non vedono è un pazzo o un genio. Chi non vede cose che altri vedono è cieco o ingenuo.
2021-03-31 Tempo
Il tempo è fatto di numeri, il numero di rotazioni della terra intorno al suo asse, il numero di rivoluzioni della terra intorno al sole ecc.
2021-03-31 Interagire | Psicologia | Società | Neuroscienza
Tutti i problemi tipicamente umani hanno una matrice sociale, cioè riguardano i rapporti con gli altri o sono causati dagli altri. Di essi si occupa o dovrebbe occuparsi la psicologia, che pertanto è sempre psicologia sociale. Una psicologia che non si occupa di problemi, o che prescinde dai rapporti sociali non è psicologia, ma neurologia.
2021-03-31 Vita | Genetica
Ogni organismo vivente è il mezzo, lo strumento, il metodo, il progetto, il sistema, la strategia con cui i suoi geni si riproducono, e non il contrario.
2021-03-31 Interagire | Bisogni
Ogni umano ha frequentemente bisogno di interagire costruttivamente o simbolicamente con altri umani, cioè di dare loro e di ricevere da loro cose materiali e immateriali, beni e servizi, con reciproca soddisfazione. Questa interazione non serve solo ad ottenere ciò di cui si ha bisogno, ma anche a confermare l’appartenenza ad una o più comunità di linguaggio, di conoscenze, di economia, di valori morali ecc.
Tuttavia soddisfare questo bisogno di interazione può essere difficile per molte persone. Infatti per poter dare una cosa occorre trovare qualcuno interessato a riceverla, e per poter ricevere una cosa occorre trovare qualcuno disposto ad offrirla. Così può succedere che qualcuno desideri avere da noi una cosa che non siamo disposti a dare o che non siamo in grado di dare, come può succedere che nessuno sia interessato a ricevere qualcosa da noi o a darci qualcosa, e che uno preferisca interagire con altri piuttosto che con noi.
Di fatto esiste pertanto un mercato, una borsa, delle interazioni sociali, con domande e offerte, formali o informali, conscie o inconscie, che a volte si incontrano, ma più spesso no, perché nessuno è obbligato ad accettare offerte o a soddisfare domande da parte di certe altre persone.
Perciò ognuno dovrebbe chiedersi: cosa sono disposto a offrire, e a chi? Cosa chiedo in cambio? Con chi sono disposto a interagire? Con chi non sono disposto a farlo? In quali ruoli vorrei o accetterei di interagire con gli altri?
2021-04-01 Bisogni | Verità | Inganno | Autoinganno
Di cosa ha bisogno l'uomo? Dopo la sopravvivenza, il sostentamento e la cooperazione con gli altri, l'uomo ha bisogno di chiarezza, di demistificazione degli inganni, degli autoinganni e degli imbrogli (causati e sostenuti da altri umani imbrogliati e imbroglioni), di distinzione delle confusioni, di conoscenza delle vere motivazioni dell'agire umano e di comprensione di ciò che più importa per il proprio benessere psicofisico.
2021-04-02 Piacere e dolore | Inconscio | Coscienza | Causalità | Casualità
La coscienza (intesa come consapevolezza) è segnata dal piacere e dal dolore, senza i quali non esisterebbe o sarebbe inutile.
La coscienza consiste infatti nel correlare cose (immagini, parole, concetti, persone, oggetti, forme, idee ecc.) con piaceri e dolori, in modo che certe cose vengono cercate se correlate col piacere, ed evitate se correlate col dolore.
La correlazione avviene per coincidenza esperienziale. Infatti se mentre facciamo esperienza di una certa "cosa" proviamo un certo dolore, verrà memorizzata una correlazione tra quella cosa e quel dolore come se fosse una causazione, cioè come se quella cosa fosse la causa di quel dolore. Lo stesso avviene nelle correlazioni col piacere. L'inconscio, infatti, non sa distinguere tra correlazione e causazione, e considera causazioni anche le coincidenze casuali o irripetibili.
È così che tutte le correlazioni tra cose e sentimenti memorizzate nella memoria di un individuo lo guidano volontariamente o involontariamente, consciamente o inconsciamente, nel cercare le cose correlate col piacere e nell'evitare quelle correlate col dolore.
Il meccanismo che ho descritto sopra è utile alla sopravvivenza in quanto il piacere è espressione della soddisfazione, mentre il dolore lo è della frustrazione, di qualche bisogno. Tuttavia considerare causazione una coincidenza casuale è spesso causa di superstizioni e di comportamenti irrazionali e controproducenti.
2021-04-02 Bisogni | Mente | Problemi
La mente serve a risolvere problemi, a soddisfare dei bisogni. Chi non ha problemi né bisogni non ha bisogno di una mente.
2021-04-02 Competere
Voglio trasformare in forze le mie debolezze.
2021-04-03 Religione
Oggi abbiamo ancora bisogno di Gesù per capire come è giusto e doveroso comportarci verso il prossimo? Non basta l’intelligenza e la scienza per capirlo? Dovremmo dare più importanza al dopo vita che alla vita? Giacché questa è la parte fondamentale del suo insegnamento.
2021-04-03 Interagire | Relazioni
Tra due esseri umani qualunque esiste sempre e comunque una relazione con certe caratteristiche, da cui dipendono le interazioni (e le non-interazioni) tra loro.
Più precisamente, per ogni combinazione di due persone qualsiasi A e B, esistono due relazioni: quella di A verso B (che è determinata dal modo in cui A vede B) e quella di B verso A (che è determinata dal modo in cui B vede A). Le due relazioni possono essere più o meno simmetriche o asimmetriche.
In questo contesto, intendo per "vedere" una certa persona il fatto di classificarla (consciamente o inconsciamente), nel senso di includerla in una o più categorie particolari di persone. Infatti ogni umano ha “in testa” una serie di categorie di persone, ciascuna con caratteristiche particolari. La classificazione di una persona comporta il fatto di trattarla in un certo modo, cioè di interagire con essa in certi modi “programmati”.
2021-04-04 Religione | Etica | Comunità | Ateismo
Le religioni sono tipicamente dogmatiche e normative, nel senso che non permettono ai fedeli di pensare, in materia di religione e di morale, in modo difforme da quello delle autorità religiose, pena la stigmatizzazione di "peccatore".
L'ateismo è invece anti-dogmatico, per cui mentre i credenti sono uniti nella credenza nei dogmi della propria religione, gli atei sono disuniti dalla loro libertà di pensiero e di giudizio morale, libertà che consente una infinita varietà di posizioni.
In tal senso non può esistere una comunità fondata sull'ateismo. Ci deve essere un principio fondante positivo. Una non credenza non è sufficiente.
2021-04-04 Religione | Natura umana
Gli umani si possono dividere in tre categorie: quelli che credono in una religione, quelli che non credono in alcuna religione e lo dicono, e quelli che fingono di credere in una religione. La seconda categoria è ancora oggi minoritaria. L'unione della seconda con la terza è maggioritaria.
2021-04-04 Conoscere | Inconscio | Filosofia | Psicologia
Ogni cosa (oggetto, parola, persona, idea, immagine, gesto ecc.) ha per un essere umano significati consci e inconsci, a volte molto diversi e perfino contrastanti. La psicologia si occupa, o dovrebbe occuparsi dei significati inconsci, mentre la filosofia si occupa, purtroppo, solo di quelli consci.
2021-04-04 Riti e rituali | Valenza sociale
Ogni azione umana, ogni gesto può essere visto (dal soggetto e dagli altri) come atto rituale carico di significati e di una certa valenza sociale.
2021-04-04 Interagire | Scegliere | Interdipendenza
Un essere umano non può fare a meno di interagire con altri esseri umani, ma i più fortunati possono scegliere con chi e come interagire.
2021-04-04 Appartenere | Riti e rituali | Ansia
Praticare con altre persone un rito o un rituale sociale grande (come ad esempio una messa o un evento sportivo) o piccolo (come ad esempio un semplice scambio di saluti o di auguri) è importante per un essere umano, perché conferma (consciamente o inconsciamente) la propria appartenenza ad una certa comunità, cioè ad una comunità caratterizzata dal fatto che in essa si praticano riti e rituali di un certo genere.
Praticare un rituale è dunque un modo per soddisfare (in modo reale, fittizio o illusorio) il bisogno di appartenenza e di integrazione sociale, uno dei bisogni più forti e profondi per un essere umano.
Pertanto si può affermare che l'uomo ha bisogno di rituali, senza i quali la sua appartenenza sociale sarebbe sempre incerta, e tale incertezza causa di ansia.
Pertanto suppongo che il piacere associato alla pratica di un rituale sia dovuto ad una diminuzione dell'ansia da dubbio di appartenenza sociale.
2021-04-04 Conformismo | Imitare | Modelli
Abbiano bisogno di Influencer che fungano da modelli etici e intellettuali per il progresso civile. Gli influencer attuali sono solo modelli di mode esteriori, che non richiedono alcun impegno, né materiale, né mentale, né verso gli altri, né verso se stessi. Servono solo a ridurre la paura di sentirsi diversi, anormali.
2021-04-04 Piacere e dolore | Mente
Il funzionamento della mente si basa sul riconoscimento automatico di analogie nelle esperienze, e sulla motivazione (conscia o inconscia) a ripetere esperienze analoghe piacevoli e ad evitare esperienze analoghe dolorose.
2021-04-05 Interagire | Bisogni | Interdipendenza
Ogni umano ha bisogno di ottenere certe cose (beni e/o servizi) da altri umani. A tale scopo ognuno mette in atto certe strategie di ottenimento che dipendono da vari fattori tra cui: l'educazione ricevuta, le proprie conoscenze, le proprie esperienze, la propria competitività, il proprio temperamento, l'ambiente culturale in cui vive ecc.
Le strategie di ottenimento (consce o inconsce) possono essere divise in due categorie: quelle coercitive e quelle negoziali.
Nella prima l'altro viene costretto a comportarsi in un certo modo (favorevole al soggetto) con la forza o mediante la minaccia di ricompense negative (il bastone).
Nella seconda l'altro viene indotto a comportarsi in un certo modo (favorevole al soggetto) mediante la promessa e/o l'esecuzione di ricompense positive (la carota).
La vita sociale è dunque costituita da scambi di beni e servizi indotti mediante promesse condizionali di ricompense negative e positive (bastoni e carote).
L'amore e l'amicizia sono relazioni sociali in cui gli scambi di beni e servizi tra due persone sono diventati abituali e strutturali, per cui avvengono spontaneamente, cioè senza costrizioni, né negoziazioni.
2021-04-06 Natura umana | Criticare | Natura
L'uomo è l'unico animale capace di produrre cultura e di sottomettere ad essa se stesso e altri umani, spesso in modo irreversibile. Ogni cultura è artificiale, ma i relativi meccanismi di produzione e di sottomissione sono naturali. Fanno parte della natura umana in senso biologico.
La storia dell'umanità è storia di culture. La maggior parte delle culture che abbiano finora conosciuto predicavano e predicano la conservazione di se stesse contro ogni critica e ogni riforma. Alcune rare culture, come ad esempio il pensiero di Gregory Bateson (intorno al quale è nata una comunità di sostenitori), predicano invece la propria evoluzione in senso critico e migliorativo, e possono essere in tal senso chiamate metaculture.
Io chiamo infatti metacultura ogni cultura che critica il comportamento sociale e l'epistemologia prevalenti (nelle masse e nelle istituzioni) della società in cui essa ha luogo.
Io suppongo che solo una metacultura rispettosa dellla natura (come il sopra citato pensiero di Gregory Bateson) possa salvare il genere umano dalla sua autodistruzione.
Perciò mi sento in dovere di contribuire a diffondere il concetto di metacultura, ovvero di una epistemologia capace di evolvere criticando se stessa.
2021-04-06 Piacere e dolore | Illusione
Un'illusione può causare un piacere reale. Per questo le illusioni sono così diffuse. Come pure gli illusionisti.
2021-04-07 Inconscio | Coscienza | Autogoverno
L’incostanza, da molti considerata un difetto, è la virtù delle persone creative e di coloro che danno più credito alle richieste dell’inconscio che a quelle della ragione cosciente. Infatti solo l’inconscio sa quando è sano cominciare a fare una certa cosa e quando smettere di farla per riposare, o per incominciarne una diversa.
L’autogoverno consapevole prolungato è pericoloso perché la coscienza ha una conoscenza infinitamente piccola, e spesso falsa, del mondo e dei meccanismi biologici e logici del proprio corpo.
Perciò, dopo un breve esercizio di autogoverno, è bene fermarsi ad osservare i suoi effetti nel corpo, nella mente inconscia e nei rapporti con gli altri.
2021-04-08 Letteratura
Il fatto di leggere un certo libro pone il lettore nella categoria sociale dei lettori, cioè conoscitori, di quel libro.
Il fatto di amare un certo libro o un certo autore, pone il lettore nella categoria sociale degli amanti di quel libro o di quell'autore.
Insomma, la lettura di un certo libro ha una certa valenza sociale, cioè qualifica, identifica, socialmente e moralmente, il lettore, con tutte le conseguenze del caso nei rapporti interpersonali.
2021-04-08 Interagire | Cooperare
A chi sono utile? A chi potrei essere utile? Sono due domande a cui dovremmo avere una risposta pronta.
2021-04-08 Sistemica | Causalità | Logica | Casualità
Qualunque comportamento o evento non casuale è determinato da una legge fisica e/o logica. Un algoritmo (anche detto programma, procedura, routine, software ecc.) è una legge logica a cui un computer o un essere vivente obbedisce in un certo momento. Tuttavia certi comportamenti o eventi sono parzialmente casuali e parzialmente determinati da leggi fisiche e/o logiche.
2021-04-09 Verità | Percezione
Noi non vediamo la realtà, ma mappe e raffigurazioni di parti della realtà disegnate dai nostri sensi.
2021-04-09 Religione | Appartenere | Paura | Conformismo
Il piacere può essere attivato dalla diminuzione di una sofferenza, di una paura o di un'ansia. Per esempio, il conformismo e la sottomissione (in ambito sociale o religioso) sono causati dalla paura dell'isolamento sociale o della punizione divina, e sono causa di piacere quando riescono ad alleviare tali paure e ad infondere sicurezza in tali ambiti.
2021-04-09 Interagire | Bisogni
A chi e quanto sono utile?
A chi e quanto potrei essere utile?
A chi e quanto sono stato utile?
Chi e quanto mi è utile?
Chi e quanto potrebbe essermi utile?
Chi e quanto mi è stato utile?
2021-04-09 Religione
Molte religioni, tra cui quelle abramitiche, promettono l'immortalità a chi si sottomette al presunto volere divino interpretato arbitrariamente dal clero. Promettere qualcosa di cui non si dispone è una truffa, roba da ciarlatani.
2021-04-10 Confliggere | Motivazioni | Volontà
Tre volontà (dette anche richieste, esigenze, bisogni, motivazioni, finalità ecc.) si contendono il comportamento di un essere umano: quella del suo inconscio, quella del suo io cosciente e quella degli altri umani con cui la sua persona è in relazione. Possiamo chiamarle rispettivamente sentimento, ragione e politica.
È una contesa permanente, in cui vince temporaneamente ora l'una ora l'altra volontà, giacché la soddisfazione di ognuna di esse è indispensabile per la vita umana.
Conciliare le tre volontà, affinché ognuna abbia una sufficiente soddisfazione, è un'arte che possiamo apprendere. Ne va della nostra salute psicofisica, ovvero della nostra felicità.
2021-04-10 Religione | Ateismo
Per un credente è impossibile credere che i non credenti (atei e agnostici) possano, mediamente, essere più felici e più coscienziosi verso gli altri, che i credenti.
Infatti molti credenti accusano i non credenti di ignoranza, di insensibilità, di arroganza e di mancanza di rispetto verso i credenti, per il semplice fatto che i non credenti criticano e rifiutano le loro credenze in quanto infondate e inverosimili.
2021-04-10 Sistemica | Ecologia
Quando parliamo di utilità, riferendoci sia a cose che a persone, intendiamo normalmente (e giustamente) la capacità e la disponibilità (di una certa cosa o persona) di servire ad uno scopo, di soddisfare un bisogno o di recare un vantaggio, a favore di qualcuno.
Se ci si limita a una tale definizione, a mio avviso si trascura il fatto che una cosa o persona possa essere utile ad un’altra persona (il beneficiario) non solo o non tanto in quanto portatrice di vantaggi o servizi per il beneficiario, ma in quanto avente una certa funzione in un sistema (in senso ecologico e/o cibernetico) nel quale il beneficiario vive e di cui ha bisogno per vivere.
La funzione così intesa costituisce dunque un’utilità indiretta, la cui importanza potrebbe essere decisiva per il sistema e quindi per il bene del suo beneficiario o utente, specialmente quando il beneficiario o utente è parte del sistema stesso.
Questa riflessione, che nasce da una visione ecologica e sistemica della vita, della natura della società, dovrebbe indurci a ritenere utili tante cose che a prima vista non ci sembrano tali, solo perché non ci “servono” direttamente, ma lo sono in quanto hanno una funzione nel sistema da cui la nostra vita dipende.
2021-04-10 Conoscere | Piacere e dolore | Appartenere | Competere | Bellezza | Status | Immaginazione
Il piacere estetico, cioè il piacere insito nella percezione di forme artistiche, poetiche, letterarie, spettacoli teatrali, forme biologiche, spettacoli naturali ecc. può avere diverse cause sommabili, come le seguenti.
- l’effetto neurologico della bellezza intrinseca di certe forme
- la piacevole sensazione di appartenere ad una comunità (più o meno elitaria) di persone che apprezzano certe forme di bellezza
- la piacevole sensazione derivata dallo status competitivo di conoscitore di certe forme di bellezza
- la piacevole sensazione derivata dallo status competitivo di possessore di certe forme di bellezza (opere d’arte, di artigianato, arredamenti, proprietà immobiliari di particolare bellezza ecc.)
- il piacere dell’immaginazione stimolata da certe forme di bellezza.
- ecc.
2021-04-11 Interagire | Bisogni | Appartenere | Comunità | Riti e rituali
Ogni umano "normale" ha bisogno di appartenere (o di credere di appartenere) ad una comunità (reale o ideale) di persone che condividono certe idee e certi rituali (non importa se le idee siano vere o false, realistiche o illusorie).
Le relazioni e le interazioni umane sono infatti regolate da idee e rituali comuni, forme di riferimento senza le quali i quali i rapporti umani sarebbero caotici e violenti.
Dal bisogno di appartenere scaturisce il piacere indotto dalla conferma dell'appartenenza, l'ansia e la paura dell'isolamento sociale, e il dolore dell'esclusione.
2021-04-11 Interagire | Giudicare
Molte interazioni sociali servono solo allo scambio di una reciproca approvazione, affinché gli interessati possano placare le loro paure inconsce dell'isolamento sociale.
2021-04-11 Interagire | Etica
Gli umani litigano spesso sulle idee e le procedure (consce o inconsce) che dovrebbero regolare le loro interazioni. Infatti ognuno tende a interpretare le idee e le procedure a proprio favore.
2021-04-11 Giudicare
Ci sono persone belle che presumono di essere brutte, persone brutte che presumono di essere belle, persone sapienti che presumono di essere ignoranti, persone ignoranti che presumono di essere sapienti, persone buone che presumono di essere cattive, persone cattive che presumono di essere buone ecc.
2021-04-11 Religione
I credenti in una religione che promette un premio eterno a chi si sottomette, si castiga e ha fede senza prove, tendono a sottomettersi, a castigarsi e ad aver fede senza prove.
2021-04-11 Interagire | Desiderare
Ognuno desidera qualcosa dagli altri ed è oggetto di desideri da parte degli altri. I comportamenti degli uni verso gli altri sono orientati alla soddisfazione di tali desideri e dipendono da come e quanto questi vengono soddisfatti.
2021-04-12 Conoscere | Conformismo | Arroganza | Sfida
Chi esprime idee originali che sfidano il senso comune passa spesso per saccente, presuntuoso, arrogante.
2021-04-12 Psicologia | Automatismi
Lo psicologo è il meccanico della mente.
2021-04-12 Conoscere | Percezione
La realtà è infinita, mentre l'intelletto è finito e precario. Perciò possiamo contemplare soltanto mappe di frammenti della realtà, disegnate dai nostri sensi e delimitate da cornici arbitrarie e involontarie.
2021-04-13 Interagire | Pensare | Vita | Comunicazione
L'interazione è funzionale alla vita, la comunicazione è funzionale all'interazione, il pensiero è funzionale alla comunicazione, il pensiero è dunque funzionale all'interazione e alla vita.
2021-04-13 Interagire | Comunicazione
La comunicazione non è fine a se stessa ma serve all'interazione.
2021-04-13 Felicità
Se tu avessi il potere di rendere tutti gli altri più felici a scapito della tua felicità, useresti tale potere?
2021-04-13 Religione | Etica | Competere | Conformismo | Cooperare | Empatia
Il vangelo cristiano giunto fino a noi (inteso come il Nuovo Testamento della Bibbia) è, a mio avviso, incompatibile con la modernità. La sua “buona novella” (questa è l’etimologia di "vangelo") non è più buona, ammesso che lo sia mai stata.
Per affrontare le sfide del nostro tempo e per evitare il rischio di una catastrofica estinzione della nostra specie a causa dello sfruttamento incontrollato e dell’inquinamento del pianeta, abbiamo bisogno di sostituire il vangelo cristiano con un nuovo testo adatto alla nostra epoca. Dovrebbe essere un libro di 200-300 pagine che delinei le cose più importanti per il nostro benessere psico-fisico individuale e per la convivenza civile pacifica, risultanti dalle scoperte scientifiche e dalle riflessioni umanistiche più recenti.
Abbiamo bisogno di questo nuovo vangelo per condividere su scala mondiale (tra miliardi di persone) le nozioni essenziali utili per una sana interazione tra esseri umani, e per ridurre le cause che la ostacolano, tra cui la competizione sfrenata, il conformismo acritico e la mancanza di empatia verso i meno fortunati.
A mio avviso il vangelo cristiano ha vari difetti che lo rendono anacronistico e impraticabile, tra cui i seguenti.
- Fa continuamente riferimento al Dio dell’Antico testamento come autorità suprema e assoluta che premia e castiga gli umani in funzione di una cieca sottomissione al suo volere. Questi riferimenti sviliscono l'uomo riducendolo a schiavo di un indiscutibile volere altrui, sono incompatibili con l’ateismo e l’agnosticismo sempre più diffusi, e rendono di conseguenza il testo evangelico non credibile razionalmente.
- Non sostituisce l’Antico testamento (pieno di atrocità e assurdità commesse o volute da Dio), ma lo completa, e in tal senso lo conferma e lo convalida.
- Propone un’etica non realistica, praticabile solo da “santi”, non da persone comuni. Amare il prossimo come se stessi, porgere l’altra guancia in caso di offesa, rinunciare ad ogni ricchezza, ecc. sono precetti fondamentali della dottrina evangelica, che però quasi nessuno dei sedicenti cristiani pratica, determinando una discrepanza incolmabile, strutturale, tra credenza religiosa e comportamento effettivo verso il prossimo, che dà luogo ad un senso di colpa sistematico o ad una cecità alle incoerenze.
- Sminuisce l’importanza della felicità terrena (fino al disprezzo di essa) a favore di quella presunta ultraterrena. Elogia e glorifica i perdenti e i sofferenti promettendo loro una ricompensa dopo la morte. Dice che “gli ultimi saranno i primi”, ma non in questa vita. Una promessa che non vale nulla per chi non crede in una vita dopo la morte, né nell’esistenza di un Dio giudicante.
- Non giustifica la necessità di rispettare il prossimo e di solidarizzare con esso se non per imposizione divina. Infatti, per il Vangelo dovremmo essere altruisti solo perché Dio ce lo chiede, per cui chi non crede in Dio non avrebbe alcun motivo per amare il prossimo. Gli altri, in tal senso, non avrebbero alcun valore in quanto esseri umani (simili ed empatici gli uni verso gli altri), ma solo in quanto creature (e quindi proprietà) di Dio.
- Non tollera chi non accetta il messaggio cristiano o non rispetta la legge divina. Infatti Gesù si adira contro gli empi e dice che “chi non è con me è contro di me”. Una frase tutt'altro che pacifista, che suona come una sfida e una minaccia di punizione nei confronti dei non credenti. Tale atteggiamento polarizza la società dividendola in due schieramenti (credenti contro non credenti) in lotta tra loro senza possibili compromessi né reciproca accettazione. Infatti, in nome del vangelo (in quanto emblema del cristianesimo) sono stati commessi innumerevoli crimini e genocidi ad opera o per ordine delle autorità cristiane.
- Fa leva sui miracoli per convincere i lettori della natura divina di Gesù, rendendo l'intero testo non credibile agli occhi di chi non crede nei miracoli stessi.
- Impone di credere acriticamente alle affermazioni di Gesù presentandole come verità assolute, indiscutibili e sufficienti per piacere a Dio.
- Narra del sacrificio umano volontario (in pratica un suicidio) commesso da Gesù in onore di Dio, per placare la sua ira, non essendo stati sufficienti i sacrifici animali e i riti a lui dedicati per convincerlo a riaprire le porte del Paradiso. Questo fatto, che costituisce il nucleo fondante del cristianesimo, ci mostra Dio come un essere sadico, irascibile e vendicativo. Infatti, secondo la dottrina cristiana, Gesù (l'agnello sacrificale di Dio), nel suo ruolo di “salvatore” e di “redentore”, ci ha salvati dall’ira del Padre e ci ha redenti dal peccato originale che il Padre stesso ha addebitato all'umanità. Si tratta di un peccato commesso ingenuamente da Adamo ed Eva, non di peccati commessi dai loro discendenti. L’idea di un Dio che si compiace di sacrifici (animali e umani), e che punisce in modo sproporzionato (infinito) rispetto alla colpa, è incompatibile con qualsiasi etica.
- Non ha alcun senso dell'umorismo e presenta una visione apocalittica e terrificante del futuro per i non credenti.
- La figura di Cristo costituisce pertanto un modello impossibile da imitare, se non in modo illusorio o schizofrenico.
Nessuno dei difetti sopra elencati deve trovarsi nel nuovo vangelo, i cui requisiti possono essere riassunti come segue.
- Deve proporre principi morali senza fare riferimento ad agenti soprannaturali né esoterici (per questo lo chiamo vangelo ateo e umanista), ma deve basarsi su fatti naturali descritti dalla biologia e dalle scienze umane e sociali. Esempi di principi morali in tal senso si trovano in questo articolo.
- Deve porsi come obiettivo la minore sofferenza e la maggiore gioia possibili per l’intera umanità, in questa vita.
- Deve partire dallo studio dei bisogni umani e delle cause che ne ostacolano la soddisfazione.
- Deve divulgare idee (sulla vita in generale e sulla natura umana in particolare) che tutti possano comprendere, e deve raccomandare comportamenti virtuosi che tutti possano praticare senza eccessive difficoltà. In altre parole, non deve essere elitario, ma popolare, cioè deve essere comprensibile da chiunque possieda un'istruzione media.
- Non deve avere la presunzione di affermare verità assolute, ma la consapevolezza di offrire conoscenze suscettibili di essere migliorate e corrette. A tale scopo, per non assumere un tono troppo grave e arrogante, e per non incutere soggezione, deve includere un giusta dose di ottimismo, di poesia e di umorismo.
- Non deve essere contraddittorio, né arbitrario, né soggettivo. A tale scopo deve essere scritto da una commissione ben coordinata di “evangelisti” laici di larghe vedute.
Invito chi è interessato a contribuire alla redazione (o anche solo alla revisione) del nuovo vangelo, a contattarmi.
2021-04-16 Piacere e dolore | Bellezza | Autocensura
Nella mente umana c'è un congegno che, alla percezione della bellezza, inietta nel cervello una certa quantità di droga stupefacente che dà piacere, allevia il dolore, e allenta le autocensure consce e quelle inconsce.
2021-04-17 Etica | Filosofia | Psicologia | Apprendere
Da sempre gli umani hanno cercato, spesso con successo, di programmare, manipolare, ingannare e illudere le menti di altri umani, adulti e bambini, a cominciare dai propri figli. Grazie a tale processo le civiltà umane sono evolute e arrivate fino a noi.
Il controllo mentale interpersonale viene praticato a vari livelli: individuale, di gruppo e di massa. Esso riguarda una certa conoscenza del cosmo, della natura, della società e della mente, ed è oggetto di ideologie religiose, politiche, commerciali, accademiche e culturali in senso lato.
Le programmazioni, le manipolazioni, gli inganni e le illusioni operate sulle menti altrui (nel bene e nel male) corrispondono a ciò che chiamiamo “insegnamenti”. Infatti, tali attività mirano a “formare” le menti umane (in generale o in certi dettagli), cioè a fare in modo che esse “vedano”, pensino e sentano in certi modi, tali da favorire gli interessi degli “insegnanti”, di loro clienti o collaboratori, della comunità e/o degli “in-segnati”.
Distinguere, negli insegnamenti ricevuti, quali parti giovino o nuocciano a quali persone, e quanto ci sia di fondato, di infondato e di falso, è spesso difficile. Ed è tanto più difficile quanto più l'insegnamento è precoce, dogmatico e autoritario, nel senso che include minacce esplicite o implicite di punizioni (immediate o ultraterrene) per coloro che mettono in dubbio gli insegnamenti ricevuti. D'altra parte, criticare ciò che crede la maggioranza della propria comunità comporta il rischio di essere emarginati dalla comunità stessa.
Compito della psicologia e della filosofia dovrebbe essere soprattutto quello di analizzare in senso critico gli insegnamenti che abbiamo ricevuto e che continuiamo a ricevere, e di proporne di nuovi esclusivamente a favore degli "utenti" e dell'umanità in generale.
2021-04-18 Conoscere | Sistemica | Verità
Ogni verità è parziale.
2021-04-18 Differenze umane | Cooperare | Comunità
La cooperazione tra umani si basa sull'avere bisogni, desideri e obiettivi simili, caratteristiche (fisiche e/o psichiche) simili, risorse materiali e immateriali simili, e sulla comune fede o fiducia in (e rispetto di) certi comuni ideali e valori. Questi ultimi sono solitamente rappresentati da personaggi carismatici reali o immaginari.
Gli umani, infatti, collaborano soltanto intorno a cose che hanno in comune, per quelle cose e grazie a quelle cose, che chiameremo nel seguito “comunanze”. Chiameremo invece “singolarità” le cose compatibili, e “contrasti” le cose incompatibili, che due persone hanno l’una rispetto all’altra.
Mentre le comunanze favoriscono e promuovono la cooperazione, i contrasti la inibiscono e favoriscono e/o promuovono la competizione e la reciproca distruzione o esclusione.
Le singolarità, invece, finché restano tali, sono neutre per quanto riguarda la cooperazione, la competizione e l'aggressione tra gli interessati. D'altra parte le singolarità sono utili, anzi, indispensabili ai cambiamenti sociali, i quali infatti iniziano con delle singolarità che col passar del tempo diventano comunanze.
Una comunanza tra due persone può costituire al tempo stesso una singolarità o un contrasto rispetto ad una terza persona o a un altro gruppo di persone. Infatti succede spesso che vi siano contrasti tra due gruppi, dovuti al fatto che le persone che li compongono hanno una comune ostilità o avversione verso l'altro gruppo.
Le comunanze tra due persone possono essere più o meno sane, costruttive ed ecologicamente e socialmente sostenibili.
A tal proposito, per la salute del pianeta, per la convivenza pacifica, per il progresso civile e per migliorare i rapporti interpersonali, la filosofia e la psicologia dovrebbero studiare e descrivere le comunanze "buone" e quelle "cattive" (nel senso sopra indicato), le singolarità, e i contrasti che gli esseri umani hanno avuto prevalentemente nel corso della storia, hanno nell'epoca attuale e potrebbero avere in futuro.
Ciò aiuterebbe ognuno a riflettere sulle proprie comunanze, le proprie singolarità e i propri contrasti rispetto agli altri, facilitando i cambiamenti opportuni o necessari in tali ambiti.
2021-04-18 Condividere
Ciò che più importa per noi umani è, dopo la salute fisica, ciò che possiamo condividere con altri umani.
2021-04-18 Mente | Condividere | Media | Televisione
L'enorme successo della televisione in tutto il mondo è dovuto alla sua capacità di facilitare la condivisione di contenuti culturali e mentali tra grandi quantità di persone. Infatti l'uomo ha un profondo e irresistibile bisogno di condividere i contenuti della sua psiche con altre persone, perché la psiche è una costruzione sociale fondata sulla condivisione di linguaggi e di modelli di pensiero e di comportamento.
2021-04-19 Differenze umane | Conformismo
Quanto più originale è il modo in cui penso e mi comporto, tanto meno gli altri mi capiscono e tanto meno desiderano la mia compagnia.
2021-04-19 Confliggere
Un conflitto è una situazione in cui vorremmo (consciamente o inconsciamente) fare una certa cosa ma sappiamo (consciamente o inconsciamente) che se la facciamo ci succederà qualcosa di sgradevole o terribile, per cui ci asteniamo dal fare ciò che vorremmo fare.
I conflitti possono essere esterni (tra le nostre motivazioni e quelle altrui) o interni (tra nostre motivazioni antagoniste) e di essi possiamo essere più o meno consapevoli.
La vita umana ha continuamente a che fare con conflitti di ogni genere, i quali sono la causa principale delle nostre frustrazioni e delle nostre sofferenze.
2021-04-19 Piacere e dolore | Libero arbitrio | Autogoverno
Siamo tutti marionette guidate dai meccanismi neurologici del piacere e del dolore e dalla previsione del piacere e del dolore, ognuno con le sue particolari mappe sentimentali.
2021-04-19 Comunità | Illusione
L'illusione di far parte integrante e attiva di una comunità sana e forte è fonte di sicurezza e di piacere, e tutto ciò che conferisce tale illusione (cioè la rappresentazione e la celebrazione delle forme e dei rituali della comunità) ha un grande valore per i soggetti interessati.
2021-04-19 Interagire | Competere | Cooperare
Una persona A si interessa a una persona B per vari possibili motivi, tra i quali i seguenti:
- A è attratto/a eroticamente da B e mira ad un contatto fisico con B
- A spera in una cooperazione con B per un comune vantaggio
- A spera di ottenere da B riconoscimenti e/o approvazioni in quanto B, per A, rappresenta l’umanità in generale o la comunità a cui A appartiene
- A, interagendo con B in modo lodevole, può ottenere lodi da B e/o da altre persone
- A ha compassione di B e desidera alleviare le sofferenze di B
- A ha simpatia per B e cerca di favorirlo
- A cerca di sfruttare B a proprio vantaggio
- A sospetta che B possa costituire una minaccia per A e vuole scoprire quanto ciò sia è vero
- A cerca di ostacolare, danneggiare o allontanare B se lo considera un pericolo per sé o per la propria comunità, o se gli è antipatico
- A ha bisogno di interagire con qualcuno e B è un’opzione
- A considera B un modello da imitare per assicurarsi l'appartenenza alla propria comunità
- A sente una certa affinità verso B e cerca di fare a B ciò che vorrebbe fosse fatto a se stesso
- Ecc.
2021-04-20 Interagire | Etica | Competere | Condividere | Cooperare
Propongo qui una serie di principi morali da me concepiti, che non fanno alcun riferimento a entità religiose o spirituali, ma sono fondati su conoscenze scientifiche e psicologiche. Sono un'alternativa al Nuovo Testamento cristiano, che ritengo non adatto ai nostri tempi per le ragioni spiegate in
questo articolo.
Ritengo che tali principi possano essere condivisi sia da credenti in qualunque religione, sia da atei, sia da agnostici. Sono graditi commenti e proposte di aggiunte e di modifiche.
Mi piacerebbe sapere da ogni lettore quali principi ritiene validi e quali no, quali si impegnerebbe a seguire e quali no.
Questo articolo verrà modificato più volte nelle prossime settimane per tener conto dei commenti ricevuti.
- Non fare ad altri quello che non vorresti fosse fatto a te.
- Non danneggiare nessuno, tranne nei casi in cui farlo sia necessario per impedire ingiustizie o danni maggiori per qualcuno che non li merita.
- Non fare cose che, se tutti potessero fare e facessero, danneggerebbero la società o l’ambiente naturale.
- Non considerare gli altri come mezzi per soddisfare i tuoi bisogni senza un corrispettivo, ma cerca la cooperazione con gli altri per una soddisfazione reciproca.
- Ripaga le persone individualmente, e la società in generale, per quello che da loro hai ricevuto, per quanto ti è possibile. Nessuno ha il diritto di vivere a spese di altre persone o della società.
- Sii sempre sincero, tranne nei casi in cui la tua sincerità potrebbe essere dannosa per qualcuno.
- Mantieni la parola data e gli impegni presi, a meno che farlo sia dannoso per qualcuno. Non fare promesse che non sei sicuro di poter mantenere.
- Tratta tutti gli esseri umani con rispetto, lealtà, onestà ed equità. Riconosci pari diritti e pari dignità a ognuno indipendentemente dalle sue opinioni. Non disprezzare né deridere alcuno per motivi quali: colore della pelle, etnia, religione, orientamento sessuale, capacità intellettuali, salute, aspetto fisico, classe sociale ecc.
- Sii comprensivo riguardo al comportamento altrui e al tuo, dato che nessun essere vivente, compreso l’uomo, ha scelto la propria natura, né è libero di volere ciò che vuole, di sentire ciò che sente, né di sapere ciò che sa. Infatti le motivazioni, i sentimenti e le cognizioni di un essere vivente dipendono dalla combinazione del suo codice genetico con le sue esperienze particolari.
- Sii comprensivo riguardo al comportamento altrui e al tuo, dato che l’io cosciente è una piccola parte della mente umana. Questa è prevalentemente inconscia e influenza l’io cosciente a sua insaputa, perseguendo fini che possono essere diversi da quelli di cui si è consapevoli.
- Pur essendo comprensivo, non tollerare che chiunque commetta illegalità o ingiustizie, e contribuisci all’applicazione della giustizia in quanto cittadino responsabile. Considera tuttavia che lo scopo della punizione non deve essere quello di infliggere dolore alla persona che sbaglia, ma quello di ridurre la probabilità che essa sbagli ancora.
- Obbedisci alle leggi dello stato in cui vivi, tranne nei casi in cui farlo sarebbe dannoso per qualcuno. Paga i tributi che ti competono secondo i tuoi guadagni e i tuoi possedimenti.
- Accresci le tue conoscenze scientifiche e umanistiche al fine di correggere i tuoi difetti, migliorare i tuoi rapporti con gli altri e meglio contribuire al bene comune.
- Nei conflitti con gli altri cerca, attraverso il dialogo, una soluzione pacifica se possibile; evita gesti e atteggiamenti aggressivi, ostili, offensivi; affronta le divergenze con calma, e, se un accordo o un compromesso è impossibile, adotta le misure appropriate per difendere i tuoi gusti interessi.
- Non sopravvalutarti, e non sottovalutarti. Se qualcuno ti fa una critica non respingerla a priori, ma esaminala senza pregiudizi per verificarne la fondatezza.
- Non essere assolutamente sicuro di alcuna verità, né di avere ragione in qualunque questione. Considera che ognuno ha ragione dal proprio punto di vista, e che ogni verità è parziale e suscettibile di essere sostituita da una verità più credibile o più soddisfacente.
- Tollera chi ha idee diverse dalle tue, tranne nei casi in cui la messa in pratica di quelle idee può danneggiare te o altri.
- Rispetta sempre il diritto degli altri di dissentire da te e di avere stili di vita diversi dai tuoi, purché non siano contrari alla giustizia e al bene comune.
- Non far sentire nessuno inferiore a te, in nessun campo. Evita le competizioni sulla sapienza, sulla saggezza, sulla moralità e sulla ragione.
- Metti in discussione e verifica le idee tue e altrui (cominciando da quelle dei tuoi educatori e dei tuoi insegnanti), e scarta quelle che sono contraddette dai dati e dai fatti reali. Insegna ai tuoi figli e ai tuoi eventuali allievi e seguaci a dissentire da chiunque faccia affermazioni infondate, te compreso.
- Non accettare passivamente i messaggi espliciti e impliciti delle tradizioni, delle mode, delle religioni e dei mezzi di comunicazione di massa, ma esaminali criticamente per determinare se inducono a comportamenti contrari al benessere psicofisico.
- Rispetta l’ambiente naturale e quello urbano, contribuisci a tenerli sani e puliti, e difendili da chi li inquina, deturpa o impoverisce, denunciando gli abusi alle autorità competenti. Adegua i tuoi consumi alle condizioni ecologiche. Abbi cura dei beni pubblici come se fossero tuoi privati.
- Cerca di lasciare l'ambiente naturale e quello sociale meglio di come li hai trovati.
- Godi de rispetta la bellezza in tutte le sue manifestazioni, perché essa ci dà piacere, ci consola e ci motiva a migliorare, ma guardati da coloro che la usano per incantare e illudere le persone inducendole a credere nella verità delle loro narrazioni o nella qualità delle loro merci.
- Non generare figli se non sei in grado di dedicare loro tempo ed energie, e di garantire loro il necessario per una crescita sana e serena, tra cui un’istruzione adeguata alle sfide della società attuale.
- Godi della tua sessualità e lascia che gli altri godano della propria, quali che siano le loro inclinazioni, purché nessuna delle persone coinvolte venga danneggiata o costretta a rapporti non desiderati. Protesta contro ogni forma di repressione sessuale e contro l'omofobia.
- Tollera chi è meno intelligente di te, perché nessuno è responsabile del proprio grado di intelligenza.
- Accetta e rispetta la proprietà privata altrui e le disuguaglianze economiche, se esse sono il risultato di attività oneste e legali.
- Partecipa in modo informato alla vita politica della tua città e del tuo stato favorendo con i tuoi voti le politiche più rispondenti all’interesse generale della popolazione (a tutti i livelli, dal villaggio al pianeta) piuttosto che all’interesse di gruppi particolari. Favorisci le politiche tese a dare a tutti pari opportunità di istruirsi.
- Non diffondere notizie o teorie infondate, inattendibili o erronee. Prima di riportare una notizia, verifica l’attendibilità della fonte. Se la verifica è impossibile, non diffondere la notizia.
- Nel considerare il bene e il male tieni conto degli interessi della specie umana oltre che di quelli degli individui.
- Ognuno è civilmente e moralmente responsabile del proprio comportamento, anche se esso è uguale a quello della maggior parte della gente. Infatti, il fatto che una gran quantità di persone si comportino in un certo modo non implica che quel comportamento sia giusto o opportuno.
- Imita coloro che ritieni migliori di te.
- Riconosci a tutti il diritto di non amare o di smettere di amare qualcuno o qualcosa, poiché l’amore è un sentimento involontario. Per lo stesso motivo, considera che nessuno, tranne i bambini, ha il diritto di essere amato.
- Riconosci a tutti il diritto di scegliere con chi interagire e con chi non interagire.
- Considera che la competizione tra esseri umani è inevitabile. Tuttavia essa deve essere aperta, leale e rispettosa della dignità delle persone meno competitive.
- Il bene e il male non sono assoluti né oggettivi, ma sempre relativi alla soddisfazione dei bisogni umani.
- Considera che ognuno cerca di soffrire il meno possibile e di godere il più possibile usando le risorse materiali e immateriali che possiede. E ognuno, te compreso, può aiutare gli altri a soddisfare i loro bisogni, o ostacolarli in tal senso.
- Ognuno è responsabile non solo del male che fa, ma anche del bene che non fa agli altri.
- Si consapevole delle conseguenze delle tue azioni e delle tue non-azioni per il bene degli altri e della società.
- Due o più esseri umani possono negoziare le regole morali delle loro interazioni purché esse non danneggino terzi; nessuno ha il diritto di intromettersi in quella negoziazione.
- Non ti aspettare dagli altri ciò che essi non sono in grado di fare o di capire.
- Ogni donna ha il diritto di abortire se lo ritiene opportuno.
- Ognuno ha il diritto di terminare la propria vita quando lo ritiene opportuno.
- Non prendere nulla assolutamente sul serio (nemmeno questi principi morali), tranne la sofferenza degli esseri viventi senzienti.
2021-04-22 Interagire | Comunicazione | Desiderare
Tutto ciò che un essere umano comunica agli altri ha un fine nascosto, spesso inconfessabile, spesso nascosto anche al comunicatore: quello di influenzare, secondo i propri desideri (spesso incofessabili), i pensieri, i sentimenti e i comportamenti dei destinatari della comunicazione.
2021-04-23 Appartenere
Chi non è affiliato a qualche fan-club (politico, religioso, filosofico, sportivo, estetico ecc.) non esiste socialmente se non come consumatore ed (eventualmente) fornitore di beni o servizi.
2021-04-24 Interagire | Piacere e dolore | Pragmatismo
Se vuoi piacere a una persona devi farle piacere.
Se vuoi far piacere a una persona devi farle ciò che le piace.
Per fare ciò, devi sapere cosa le piace.
Se non sai cosa piace a una persona, difficilmente puoi farle piacere, e se non le fai piacere, non le piaci.
Tuttavia puoi piacere ad una persona senza volerlo, senza farle qualcosa, ma solo per il tuo aspetto fisico o per il tuo comportamento, se questi corrispondono agli ideali estetici o libidici di quella persona.
La stessa logica, mutatis mutandis, vale per il dispiacere, o il disgusto. Infatti se non sai cosa dispiace a una persona, puoi facilmente farle dispiacere, e perciò non piacerle.
2021-04-24 Emozioni e sentimenti | Valenza sociale
Quando facciamo qualcosa, qualsiasi cosa, c’è un congegno inconscio che misura la valenza sociale di quell’attività e genera emozioni più o meno piacevoli o spiacevoli sulla base di tale misura.
2021-04-24 Interagire | Sistemica | Logica | Comportamento
Le interazioni tra esseri umani non sono casuali, ma seguono certe logiche che risiedono nelle rispettive menti. Tali logiche, che evolvono con le esperienze e con l'apprendimento del soggetto, coinvolgono e riguardano le sue cognizioni, i suoi sentimenti e le sue motivazioni. La psicologia dovrebbe occuparsi principalmente di decifrare queste logiche nell'uomo in generale, in gruppi e tipi di persone, e in individui particolari.
2021-04-24 Interagire | Bisogni
Quando non possiamo o non desideriamo interagire con persone reali, interagiamo con persone interiorizzate. Il passaggio dal primo al secondo tipo di interazione è segnato dalla tristezza e dalla frustrazione di non poter interagire con persone che ci piacciono in modi che ci piacciono.
2021-04-24 Interagire | Immaginazione | Illusione
Quando le interazioni reali con gli altri non ci soddisfano, possiamo alleviare la frustrazione immaginando interazioni più soddisfacenti. L’immaginazione è un’illusione volontaria e lucida che può darci piacere e lenire il nostro dolore. E’ un prezioso dono che la natura ci ha fatto, senza il quale saremmo molto più infelici.
2021-04-25 Interagire | Mente | Inconscio | Coscienza
L’io cosciente deve gestire due categorie di agenti: quelli interni e quelli esterni. Quelli interni sono i propri bisogni e desideri (spesso inconsci), i propri sentimenti e le proprie cognizioni. Quelli esterni sono gli altri esseri umani, con i loro bisogni e desideri, i loro sentimenti e le loro cognizioni, spesso in contrasto con quelli degli agenti interni. E’ impresa difficile e rischiosa, perché sia gli agenti interni che quelli esterni reagiscono in modo punitivo alle politiche dell’io cosciente a loro sfavorevoli.
2021-04-25 Conoscere | Apprendere
Molti rifiutano l'idea che qualcuno possa insegnare loro qualcosa di utile sulla vita in generale e su se stessi.
2021-04-25 Interagire | Comunicazione
Ogni umano può influenzare la mente di ogni altro umano, nel senso che, con le parole, con le azioni e con i gesti, può scrivere qualcosa nella memoria dell’altro.
Quella scrittura può influenzare in misura più o meno grande il comportamento del ricevente, cioè il suo modo di pensare, di sentire e di agire.
Ognuno cerca di influenzare le menti altrui coerentemente con i propri bisogni, desideri, valori morali, interessi, e con la propria visione del mondo.
Anche ciò che hai appena letto rientra nello schema che ho descritto sopra. Infatti sto cercando di influenzare la tua mente.
2021-04-25 Etica | Domande
A chi giova e a chi nuoce ciò che sto facendo? E' la domanda fondamentale di ogni sana morale.
2021-04-25 Pensare | Attenzione
A mio avviso le dicotomie non esistono in natura, se non nella mente degli esseri viventi. Sono, a mio avviso, determinate dai limiti dell'attenzione e quindi del pensiero cosciente. Attenzione che può essere diretta simultaneamente solo in pochissime direzioni (credo meno di cinque, più spesso una o due) rispetto all'infinità di direzioni teoricamente possibili.
2021-04-25 Politica
Il problema del capitalismo non è la proprietà privata, ma il fatto che questa può essere incrementata in misura sproporzionata (perfino esponenziale) rispetto al lavoro, allo sforzo e all'impegno profuso per ottenerla. Questa sproporzione rende il capitalismo intrinsecamente ingiusto.
2021-04-26 Emozioni e sentimenti | Felicità | Saggezza
Non posso scegliere il mio umore, dato che non uso droghe né psicofarmaci. Posso tuttavia cercare di vivere saggiamente, sperando che la saggezza favorisca il buon umore.
2021-04-29 Libertà | Amare
La libertà di amare implica quella di non amare.
2021-04-29 Religione | Etica
Un problema della morale è che nessuno accetta di essere considerato immorale rispetto agli altri (cioè rispetto ad un impegno preso esplicitamente o implicitamente con altre persone). Alcuni credenti si considerano facilmente immorali rispetto a Dio, ma difficilmente rispetto ad altre persone.
2021-04-29 Confliggere
Le guerre di tutti i tipi, di tutti i tempi, e a tutti i livelli, hanno ampiamente e chiaramente dimostrato di quanto odio e di quanta distruttività noi umani siano capaci gli uni verso gli altri. Non illudiamoci di essere al sicuro da nuove guerre e da nuovi odii, dato che ancora non abbiamo capito cosa li scatena e come possiamo evitarli.
2021-04-29 Piacere e dolore | Differenze umane
Di fronte a una certa cosa istintivamente sentiamo che ci piace o ci dispiace in un certa misura. Dovremmo anche chiederci quanto quella cosa piace o dispiace agli altri, e regolarci di conseguenza.
2021-04-30 Etica
(da Wikipedia: Morale)
Spesso i termini etica e morale sono usati come sinonimi ma, mentre la morale considera come dati di fatto le norme e i valori, l'etica svolge su di essi una riflessione speculativa, cerca, cioè, di darne una spiegazione razionale.
Un'ulteriore distinzione è propria del concetto di moralismo che implica una varietà di significati tra i quali quelli filosofici per cui i valori morali sono considerati superiori ad ogni altro principio dell'attività umana: com'è, ad esempio, nell'affermato primato della Ragion pratica sull'attività teoretica in Kant o nella filosofia di Fichte denominata "moralismo puro" per intendere che il principio dell'azione è a fondamento e giustificazione di ogni aspetto della vita dell'individuo.
Nel senso comune moralismo viene inteso spregiativamente come un ipocrita richiamo ai valori della morale corrente usati con eccessiva intransigenza per una severa condanna dei comportamenti altrui.
Nell'ambito della morale esistono due correnti fondamentali: la corrente laica e quella religiosa.
Nell'ambito religioso troviamo la legittimazione e l'efficacia della norma morale come proveniente da Dio.
La morale laica, in senso politico e sociale, denota la rivendicazione, da parte di un individuo o di una entità collettiva, dell'autonomia decisionale rispetto a ogni condizionamento ideologico, morale o religioso proveniente dall'esterno.
La morale laica si fonda sull'indipendenza della ragione da ogni dogmatismo e quindi valorizza il dibattito, il confronto e l'apertura, la libertà delle scelte personali.
2021-04-30 Natura umana | Vita
Un essere umano è come una foglia dell’albero della sua specie, che deve essere sostituita periodicamente da una nuova affinché l’albero sopravviva. Lo stesso vale per ogni altro essere vivente.
2021-04-30 Etica
Chi cerca il male, lo trova.
2021-05-01 Conoscere | Religione | Verità | Fede
Questo brano del
Catechismo della Chiesa Cattolica, tuttora ufficialmente in vigore, la dice lunga sull'essenza della religione cattolica.
La nostra vita morale trova la sua sorgente nella fede in Dio che ci rivela il suo amore. San Paolo parla dell'obbedienza alla fede come dell'obbligo primario. Egli indica nell'« ignoranza di Dio » il principio e la spiegazione di tutte le deviazioni morali. Il nostro dovere nei confronti di Dio è di credere in lui e di rendergli testimonianza.
Il primo comandamento ci richiede di nutrire e custodire la nostra fede con prudenza e vigilanza e di respingere tutto ciò che le è contrario. Ci sono diversi modi di peccare contro la fede:
Il dubbio volontario circa la fede trascura o rifiuta di ritenere per vero ciò che Dio ha rivelato e che la Chiesa ci propone a credere. Il dubbio involontario indica l'esitazione a credere, la difficoltà nel superare le obiezioni legate alla fede, oppure anche l'ansia causata dalla sua oscurità. Se viene deliberatamente coltivato, il dubbio può condurre all'accecamento dello spirito.
L'incredulità è la noncuranza della verità rivelata o il rifiuto volontario di dare ad essa il proprio assenso. « Viene detta eresia l'ostinata negazione, dopo aver ricevuto il Battesimo, di una qualche verità che si deve credere per fede divina e cattolica, o il dubbio ostinato su di essa; apostasia, il ripudio totale della fede cristiana; scisma, il rifiuto della sottomissione al Sommo Pontefice o della comunione con i membri della Chiesa a lui soggetti ».
2021-05-02 Mente | Pensare | Mappa cognitivo-emotivo-motiva | Percezione
Il corso del nostro pensiero è influenzato dagli stimoli esterni che percepiamo e dai sentimenti più o meno piacevoli suscitati dai luoghi mentali che attraversiamo procedendo in una rete di percorsi predefiniti.
2021-05-02 Confliggere | Idee
Chi propone certe idee suscita ostilità in coloro che vivono in contrasto con esse.
2021-05-02 Confliggere | Cooperare | Idee
L’uomo, si sa, ha idee, assorbe idee altrui e sviluppa nuove idee modificando parti di quelle di cui già dispone.
Certe idee di una persona possono essere più o meno uguali a quelle di un’altra, e quelle diverse possono essere tra loro più o meno compatibili.
L’incompatibilità delle idee può causare conflitti più o meno gravi, più o meno distruttivi.
Le comunità umane richiedono la condivisione di idee, mentre gli antagonismi tra persone implicano incompatibilità di idee.
Ogni umano cerca persone che condividono le sue idee, o copia le idee di altre persone, al fine di ottenere la loro compagnia e cooperazione.
2021-05-02 Idee | Cervello
La mente è (anche) una rete di idee collegate mediante neuroni. In altre parole, le reti neurali permettono la formazione e l'uso di idee.
2021-05-02 Appartenere | Condividere | Comunità | Idee
Una comunità è un insieme di persone interagenti che condividono un insieme di idee su ciò che è vero/falso, buono/cattivo, bello/brutto, obbligato/vietato/libero ecc. Tali idee condivise caratterizzano e differenziano le comunità.
2021-05-03 Interagire | Etica
Un'etica non condivisa è come un contratto firmato da una sola parte, e impegna solo chi la segue.
2021-05-05 Inconscio | Coscienza
L'inconscio si forma in età infantile e cambia poco in età adulta. L'io cosciente è invece molto più plastico per tutta la vita. È così che un io cosciente adulto viene influenzato per tutta la vita da un inconscio bambino.
2021-05-11 Interagire | Giudicare
Gli altri ci giudicano, e noi giudichiamo gli altri. Da tali giudizi, di cui siamo più o meno consapevoli, dipendono le nostre interazioni e le nostre non-interazioni.
2021-05-14 Filosofia
Non esiste "la" filosofia, esistono tante filosofie diverse.
2021-05-14 Apprendere | Aspettativa
Il bambino scopre il mondo senza aspettarsi nulla. Per questo è così ricettivo.
2021-05-16 Condividere | Giustizia
Un'ingiustizia condivisa appare giusta a chi la condivide.
2021-05-16 Religione | Giustizia
Le religioni abramitiche sono estremamente ingiuste perché promettono, dopo la morte, premi e castighi sproporzionati rispetto al bene e al male che uno fa in questa vita.
2021-05-18 Etica
Secondo voi la nostra società ha bisogno di una nuova morale? Ha bisogno di rivedere, ridefinire e pubblicizzare i principi morali che dovrebbero regolare le interazioni interpersonali a tutti livelli, in pubblico e in privato? Oppure si è detto, scritto e pubblicato già abbastanza in tema di etica e morale e occorre semplicemente che le persone facciano ciò che sanno essere giusto o doveroso fare e non facciano ciò che sanno essere ingiusto o immorale fare? In altre parole, ritenete che la gente, in generale, abbia ricevuto una educazione morale sufficiente, e ne sappia abbastanza in tema di etica e morale per una convivenza e una cooperazione pacifica e gradevole?
2021-05-19 Politica | Giustizia
Il capitalismo è caratterizzato da una sproporzione (in certi casi esponenziale) tra il lavoro erogato da una persona (in senso quantitativo e qualitativo) e i redditi che essa può ottenere grazie ad esso. Inoltre, nel capitalismo più si è ricchi e più è facile aumentare la propria ricchezza.
2021-05-19 Inconscio | Volontà
I comportamenti involontari sono determinati da logiche inconsce.
2021-05-20 Conformismo
Come si chiama in italiano e in altre lingue?
Come si può definire?
Categorie (classi) a cui la cosa appartiene?
Di quanti tipi può essere?
Da quando esiste, fino a quando è esistita?
Come si è formata?
In quali eventi storici o epoche ha avuto un ruolo importante?
Quanto può durare?
Chi l’ha inventata?
Chi l’ha definita?
Chi la possiede?
Quanti esemplari esistono?
Dove si trova?
Quando si usa?
Chi la usa?
Chi ne ha bisogno?
A cosa serve?
A chi è utile e perché
A chi è dannosa e perché
A chi piace e perché?
A chi non piace e perché?
Con quali altre cose si relaziona
Di cosa ha bisogno per esistere?
Di cosa ha bisogno per funzionare?
Di quali elementi è composta?
Come interagiscono le parti di cui è composta?
Chi la conosce?
Chi non la conosce?
Quanto costa procurarsela?
Quanto costa mantenerla?
Quanto costa eliminarla?
Con cosa può essere sostituita?
Come può essere usata impropriamente?
Quali effetti collaterali può avere?
Rende la vita più facile o più difficile?
Possono averla tutti?
Fa bene o male alla salute?
Ci rende più o meno liberi?
Che significato e che importanza ha nelle vita e nella visione del mondo delle persone?
2021-05-22 Cultura | Comunità
Ogni espressione culturale caratterizza una certa comunità di idee e di gusti, e la distingue dalle altre.
2021-05-23 Sistemica | Vita
La vita si svolge a vari livelli di organizzazione: molecolare, cellulare, tessuti, organi, corpi, gruppi, società, ecologia, biosfera. All'interno di ogni livello, e tra diversi livelli, avvengono interazioni determinate da leggi fisiche, da logiche e dal caso.
2021-05-23 Interagire | Inconscio
Gli esseri umani interagiscono per lo più automaticamente, involontariamente e inconsciamente, secondo criteri che in gran parte ignorano.
2021-05-23 Relazioni
La qualità delle interazioni tra persone oscilla tra due poli: vere o finte, reali o immaginarie, consce o inconsce, volontarie o involontarie, meditate o automatiche.
2021-05-23 Religione
I cristiani hanno bisogno di santi da usare come modelli o protettori, non importa come hanno veramente vissuto. Di loro circolano immagini fabbricate ad arte, senza macchie, per suscitare adorazione.
2021-05-24 Inconscio | Coscienza | Libero arbitrio | Scegliere
A mio parere, il libero arbitrio consiste nella capacità di scegliere tra queste due opzioni:
- scegliere liberamente cosa fare e cosa non fare;
- obbedire a comandi esterni e/o interni che ci chiedono o ci impongono di fare o non fare certe cose.
Resta da capire chi è il soggetto della scelta. Infatti, se una persona è vista come "in-dividuo", cioè non divisibile in parti, allora il soggetto è la persona indivisa; se invece una persona è vista come composta da parti che interagiscono (tra cui, ad esempio, l'io cosciente e l'inconscio), allora il soggetto è indefinito, dato che la coscienza e la volontà che caratterizzano l'io cosciente sono influenzate dall'inconscio. In altre parole, il soggetto potrebbe essere (e io credo che sia) l'inconscio, a cui l'io cosciente obbedisce inconsciamente, cioè a sua insaputa.
In ogni caso, le scelte (consce o inconsce) più importanti di una persona riguardano le risposte a domande come le seguenti:
- Scegliere o obbedire?
- A chi/cosa obbedire?
- A chi/cosa non obbedire?
- Perché interagire?
- Perché non interagire?
- Come interagire?
- Come non interagire?
- Con chi/cosa interagire?
- Con chi/cosa non interagire?
- Cosa mi conviene fare per migliorare i miei rapporti con gli altri?
2021-05-24 Religione | Competere | Cooperare
Quasi tutte le religioni uniscono coloro che credono nella stessa religione e cooperano sulla base di essa, come pecore che seguono lo stesso pastore, ma al tempo stesso dividono coloro che credono in religioni diverse, come pecore che seguono pastori diversi e competono per uno stesso pascolo.
2021-05-24 Natura umana | Volontà | Domande | Obbedienza
L'uomo è, a mio parare, l'unico animale capace di porre (e di porsi) domande, con l'eccezione di qualche animale ammaestrato che chiede al padrone: cosa vuoi che faccia adesso?
2021-05-25 Interagire | Obbedienza
I rapporti umani sono basati sull'obbedienza reciproca: se tu fai ciò che io ti chiedo, in compenso io faccio ciò che tu mi chiedi, altrimenti no.
2021-05-25 Interagire | Conoscere | Economia | Sociologia
Il micro e il macro si influenzano reciprocamente. La macroeconomia è influenzata dalla microeconomia e viceversa. La macrosociologia è influenzata dalla microsociologia e viceversa. La microsociologia è oggetto di studio della psicologia e dell'interazionismo simbolico di George Herbert Mead e di Herbert Blumer.
2021-05-25 Libertà | Solitudine
La libertà si paga con la solitudine.
2021-05-26 Interagire | Felicità
Dato che la nostra felicità dipende molto dalla qualità delle nostre relazioni sociali, dovremmo spesso chiederci cosa ci conviene fare e cosa non fare (e quindi cosa cambiare) per migliorare i nostri rapporti con gli altri.
2021-05-26 Pensare | Libertà
Quando non c'era libertà di pensiero, quasi tutti la pensavano allo stesso modo e perciò la vita era più semplice, anche se più dura. Oggi, grazie alla nostra libertà di pensiero ognuno la pensa a modo suo e quasi tutti disprezzano coloro che la pensano in modo diverso dal proprio.
2021-05-26 Libertà
La ferrovia è un esempio di come una limitazione di libertà (i binari che impongono un certo percorso) possa essere molto produttiva per un certo scopo.
2021-05-26 Mente | Finalità
Scopo della mente è scegliere i mezzi più appropriati per raggiungere certi fini.
2021-05-28 Mente | Vita | Causalità | Casualità
Quel che accade, accade perché può o deve accadere secondo le leggi della fisica e del caso, e secondo le logiche delle menti degli esseri viventi.
2021-05-28 Bisogni | Mente
La mente umana è un sistema che serve a determinare (consciamente o inconsciamente) i comportamenti più adeguati per soddisfare i bisogni della persona in termini di cooperazione, competizione, imitazione, selezione, sopravvivenza, riproduzione, evitamento del dolore e ottenimento del piacere.
2021-05-28 Coscienza
Dato che non conosciamo la natura né l'origine della nostra coscienza, non possiamo escludere che nel nostro cervello, o nel resto del nostro corpo, esistano, oltre alla coscienza di cui siamo consapevoli, altre coscienze (di cui siamo inconsapevoli) le quali possono essere consapevoli o incosapevoli della coscienza di cui siamo consapevoli.
2021-05-29 Competere | Società | Cooperare
Una cosa che generalmente manca nella nostra cultura è, a mio parere, la motivazione a progettare insieme una nuova società, più soddisfacente di quella attuale. Qualcuno si lamenta debolmente di ciò che non lo soddisfa, mentre la maggioranza accetta come inevitabile la situazione sociale e la competizione di tutti contro tutti.
2021-05-30 Etica
Siamo un gruppo di amici interessati allo sviluppo di una morale laica e razionale adatta alla nostra epoca, più efficace delle morali religiose e spiritualiste di nostra conoscenza.
Abbiamo in mente una morale che miri al miglioramento delle relazioni interpersonali e che faciliti la formazione di comunità di persone intraprendenti che condividono certe idee e certi valori.
È un progetto di scrittura e di editoria collettive senza scopo di lucro.
Abbiamo chiamato il progetto “Vangelo Laico” in quanto la morale che vogliamo delineare rappresenta un’alternativa al vangelo cristiano, priva di riferimenti religiosi o spiritualisti, e coerente con le conoscenze scientifiche e filosofiche di cui disponiamo nella nostra epoca.
Abbiamo creato un sito web (https://vangelolaico.it/) dove raccogliamo i frutti del nostro progetto man mano che li produciamo. Il sito, in continuo aggiornamento, è già consultabile e permette di farsi un’idea di come stiamo procedendo.
Cerchiamo persone desiderose di far parte della nostra comunità, vale a dire disposte a contribuire a titolo gratuito secondo le proprie capacità e la propria disponibilità di tempo, specialmente per quanto riguarda la preparazione dei contenuti del progetto, e/o la loro discussione interna.
Per segnalare il tuo interesse a partecipare a questa iniziativa o per qualsiasi domanda, non esitare a inviarci un messaggio mediante la pagina https://vangelolaico.it/contatto/
2021-05-31 Stupidità | Inganno
Gli stupidi non vedono gli inganni, e li propagano.
2021-06-01 Conoscere | Etica | Intelligenza
A mio parere, morale e intelligenza sono collegate in quanto il giudizio morale presuppone la previsione delle conseguenze immediate e differite delle azioni e omissioni del soggetto, e tale previsione richiede intelligenza. Infatti, quanto più una persona è intelligente, tanto più essa è in grado di determinare le conseguenze del proprio comportamento per il benessere e il malessere altrui, oltre che per i propri.
Per motivi analoghi, la morale è legata alla conoscenza.
Si potrebbe dunque affermare che quanto più una persona è stupida e/o ignorante, tanto più essa sia immorale. Tuttavia la moralità di una persona non dipende solo dalla sua intelligenza e dalla sua conoscenza, ma anche da altri fattori, come il suo temperamento, la sua educazione, la sua empatia ecc.
Infatti un temperamento timido, che teme di dispiacere agli altri, rende più coscienziosi, così come un'educazione repressiva della libertà di fare ciò che si desidera rende più attenti ai desideri altrui. Inoltre, una spiccata empatia inibisce azioni che possano dispiacere all'altro.
Tuttavia, a parità di temperamento, di educazione, di empatia e di altri fattori, l'intelligenza e le conoscenze di una persona restano fattori chiave della sua moralità.
Ciò non significa necessariamente che quanto più una persona è intelligente e sapiente tanto più essa si comporti moralmente, anche se ciò è spesso vero. Significa tuttavia che quanto più una persona è intelligente e sapiente, tanto più essa è in grado di scegliere razionalmente come comportarsi, essendo consapevole delle conseguenze del proprio comportamento rispetto agli altrui bisogni, desideri, gusti e interessi.
2021-06-01 Etica
Quando si parla di morale è facile farsi dei nemici tra coloro che non sono assolti dalla morale che si intende promuovere.
2021-06-01 Bisogni | Etica | Inconscio
Anche quando siamo fisicamente soli, non lo siamo mai virtualmente. Infatti, per il nostro inconscio siamo sempre osservati e giudicati da altri. Siamo dunque virtualmente sempre in compagnia di altre persone, ed è importante capire chi esse siano e quali siano i loro criteri di giudizio (ovvero la loro morale) e quanto abbiamo bisogno della loro approvazione. Questo dovrebbe essere il compito di una psicoterapia.
2021-06-01 Bisogni | Etica | Motivazioni | Desiderare | Egoismo
Nessun comportamento è disinteressato. Tuttavia gli interessi possono essere molto diversi, da quelli più materiali a quelli più spirituali.
2021-06-01 Interagire | Successo | Solidarietà
Il successo di una persona consiste nella quantità e nella qualità delle persone che le manifestano la loro stima, approvazione, ammirazione, comprensione, affinità, solidarietà o affetto.
2021-06-02 Etica | Colpa
Sempre più persone, per non sentirsi in colpa, affermano che la colpa non esiste, che nessuno è colpevole, che il giudizio morale non ha senso, e che nessuno dovrebbe giudicare moralmente, né gli altri, né se stesso.
2021-06-03 Etica
Discutere di morale è rischioso perché la morale consiste nel giudicare come più o meno buono o cattivo il comportamento degli esseri umani, e, di conseguenza, la definizione di una morale implica che ognuno sia giudicato secondo la morale stessa.
Il giudizio morale può essere più o meno favorevole per ciascuna persona, e un giudizio morale sfavorevole implica conseguenze negative (cioè punizioni) per chi ne è affetto. Le punizioni morali consistono nell’emarginazione, nel disprezzo o nella repulsione verso chi si comporta in modo “immorale” da parte di coloro che si comportano “moralmente”.
La punizione morale fa talmente paura (consciamente o inconsciamente) che piace parlare di morale (di una certa morale) solo a coloro che si sentono conformi ad essa, o da essa assolti, mentre gli altri (i non assolti) considerano il discorso morale una minaccia, un atto di ostilità nei loro confronti, un pericolo da evitare, e trovano qualsiasi pretesto per non discuterne.
Questa dinamica psicologica rende difficile la sostituzione delle morali tradizionali, basate su dogmi religiosi e conformismo, con morali laiche e razionali, basate su ragionamenti e negoziazioni.
2021-06-03 Identità
Ho fatto cose che oggi non farei, ho detto cose che oggi non direi, ho pensato cose che oggi non penserei, farò cose che oggi non farei, dirò cose che oggi non direi, penserò cose che oggi non penserei. La mia identità è cambiata e continuerà a cambiare.
2021-06-09 Mente | Inconscio | Coscienza
Non credo che un’anima possa esistere al di fuori di un corpo, come invece pensava Platone. Per me l’anima è il software del corpo, cioè la sua mente conscia e inconscia, che si forma e si sviluppa nel corpo a partire dal codice genetico, e si dissolve con la sua morte.
2021-06-09 Appartenere | Condividere | Comunità
Per fare parte di un sistema sociale, cioè di un gruppo di umani cooperanti, occorre condividerne in misura sufficiente il linguaggio, le forme, le norme e i valori (in senso cognitivo, etico ed estetico).
2021-06-09 Pensare | Linguaggio
Se è vero che il pensare dipende dal linguaggio, la ricchezza dei pensieri di una persona dipende dalla ricchezza del proprio vocabolario.
2021-06-09 Comunicazione | Linguaggio
Le parole che udiamo o leggiamo influenzano i nostri pensieri, e questa influenza ci trasforma, nel bene e nel male. Perciò dovremmo esaminare criticamente ogni espressione linguistica che ci capita di udire o di leggere.
2021-06-09 Pensare
Ognuno ha certe abitudini di pensiero, cioè tende a pensare a certe cose piuttosto che ad altre e in certi modi piuttosto che in altri. Per la salute e il successo di una persone, non tutti gli oggetti e i modi di pensare sono ugualmente sani ed efficaci. Dovremmo perciò chiederci, momento per momento: a cosa mi conviene pensare, e in che modo?
2021-06-09 Mente | Psicoterapia | Automatismi
Nel mio inconscio è scritto che se io agisco in un certo modo, una certa persona reagisce in un certo modo, e che se una certa persona agisce in un certo modo io devo reagire in un certo modo. Questa logica può essere cambiata attraverso nuove esperienze o una psicoterapia, D’altra parte una psicoterapia costituisce per il cliente una nuova esperienza.
2021-06-10 Conoscere | Gerarchia
Se vuoi essere simpatico ad una persona, non darle motivo di sospettare che essa sia meno sapiente di te.
2021-06-10 Vita
Nessun essere vivente viene creato. Ognuno nasce come risultato di una riproduzione, cioè come copia (perfetta o con qualche errore) di un altro essere, o come miscuglio casuale delle copie di altri due.
2021-06-11 Condividere | Solitudine
Ogni idea che non riesco a condividere con altri mi rende solo e strano.
2021-06-11 Interagire | Relazioni | Società | Adattamento
Il concetto di “interazione” è, a mio parere, uno dei più importanti, forse il più importante per ogni essere vivente, e per l’uomo in particolare.
Il vocabolario Treccani definisce così l’interazione: “Azione, reazione, influenza reciproca di cause, fenomeni, forze, elementi, sostanze, agenti naturali, fisici, chimici, e, per estens., psicologici e sociali.”
Tale definizione, per quanto precisa e ineccepibile, non rende giustizia dell’assoluta importanza delle interazioni per gli esseri viventi. Infatti potrebbe far pensare alle interazioni come eventi opzionali, occasionali, eventuali, non indispensabili per la vita degli esseri che le praticano consciamente o inconsciamente.
In realtà ogni organismo o organo vivente, materiale o immateriale, dalle cellule ai componenti della mente, incluso l’io cosciente, sono in continua interazione tra di loro e con l’ambiente esterno, e da tali interazioni dipende la loro vita, la loro salute e la loro funzionalità.
L’interazione tra due entità consiste in una serie di transazioni bidirezionali, correlate nel senso che una transazione è influenzata da quelle precedenti e/o influenza quelle successive o contribuisce a dare loro un certo significato. Una transazione tra due entità consiste nel trasferimento di informazioni, oggetti, sostanze o energie da un’entità all’altra. L’interazione più semplice consiste in una transazione da A a B a cui segue, in risposta, una transazione tra B ed A. In altre parole, una interazione semplice consiste in un'azione a cui segue una reazione.
Il succedersi abituale, e in una certa misura prevedibile, di interazioni tra due entità, costituisce ciò che chiamiamo “relazione”.
Il modo in cui un’entità B, dopo aver ricevuto una transazione da un’entità A, reagisce rispondendo ad A, non è mai casuale (o lo è solo in minima parte), ma dipende da una “logica” o “algoritmo” presente nella mente di B.
Un’interazione complessa è un’interazione che non si limita ad un’unica azione a cui segue un’unica reazione, ma si estende nel senso che una reazione da B verso A può dar luogo ad una ulteriore reazione da A verso B e così di seguito. In altre parole, in un’interazione complessa, ogni transazione è al tempo stesso un’azione e una reazione, cioè è al tempo stesso causa ed effetto di un’altra transazione.
Le transazioni, le interazioni e le relazioni tra entità viventi (a tutti i livelli) servono a soddisfare i loro bisogni vitali o desideri, e sono determinate dalle rispettive “menti”, nel senso batesoniano del termine. In tal senso, anche le cellule hanno una loro mente, che regola le loro transazioni, ovvero le loro azioni e reazioni verso entità viventi adiacenti, in modo da ottenere ciò di cui hanno bisogno per soddisfare i loro bisogni e/o desideri.
D'altra parte la mente umana (intesa come la parte appresa, quella associata alle aree corticali del cervello) si forma attraverso le interazioni con altri umani, come ci insegna George Herbert Mead. Possiamo pertanto dire che la mente umana è al tempo stesso un prodotto sociale, e uno strumento che serve a gestire relazioni sociali.
Dalla qualità delle interazioni con l’ambiente adiacente, dipende dunque la sopravvivenza, la salute e la soddisfazione di ogni entità vivente.
Se una relazione tra due entità viventi è “insoddisfacente”, ciò dipende da un insufficiente “adattamento” (o compatibilità) tra le entità stesse. Il “disadattamento” può essere causato da una malformazione, ipoformazione o inadeguatezza della “mente” di una delle entità o di entrambe, oppure da condizioni materiali che non permettono ad un'entità di trasmettere all’altra ciò di cui quella ha bisogno.
Usare il concetto di “interazione” come chiave di comprensione delle problematiche ecologiche, sociologiche e psicologiche è molto utile, anzi, direi indispensabile per tentare di migliorare se stessi, le proprie relazioni sociali e l’ambiente urbano e naturale. Il vantaggio essenziale di tale approccio, che possiamo definire “relazionale” è che ci induce ad analizzare i problemi di convivenza tra entità non come insiti ontologicamente in qualche entità, ma sempre nell’interazione tra due o più entità, e in senso adattivo.
Per concludere, per capire i problemi ecologici, sociali e psicologici, e per proporre soluzioni migliorative, è importante analizzare le relazioni tra gli attori in gioco in quanto “agenti” che interagiscono secondo certe logiche “mentali”, le quali possono essere più o meno adeguate in senso bilateralmente adattivo.
La faccenda è resa ancora più complessa dal fatto che un’entità vivente non interagisce solo con un altra, ma con una moltitudine di altre, e la relazione tra due entità A e B può essere influenzata dalla relazione tra A e C e così via, in una miriade di influenze reciproche. Ma anche a fronte di questa problematica multilateralità, l’approccio relazionale, che si basa sull’analisi delle varie interazioni, è indispensabile per comprendere le cause delle disfunzioni e per tentare di ripararle.
2021-06-12 Conoscere
Non facciamo del pensiero di qualunque autore una dottrina, un punto di arrivo, ma consideriamo ogni insegnamento un punto di partenza, uno spunto per andare oltre. Nella ricerca della conoscenza, ogni nuova idea è una tappa intermedia di un percorso senza fine.
2021-06-12 Comunicazione
Siamo così prodighi di superlativi, che, ad esempio, "caro" è diventato più forte di "carissimo".
2021-06-12 Interagire | Conoscere | Natura
Essere è agire. Una cosa che non agisce, né reagisce, non esiste. Perciò per definire l’essenza di qualsiasi cosa è necessario definire il suo agire e il suo reagire, cioè le sue transazioni, interazioni e relazioni con il resto del mondo. Ogni cosa esistente è dunque necessariamente un agente e/o un reagente. Se di una cosa non siamo in grado di descrivere le sue azioni o le sue reazioni nei confronti del resto del mondo, di essa non sappiamo nulla, e faremmo bene a non parlarne.
2021-06-12 Coscienza | Intelligenza
L’intelligenza non implica la coscienza della propria intelligenza. Infatti i computer sono intelligenti, ma non hanno alcuna coscienza, almeno così sembra.
Anche gli organi di un essere vivente, anche le sue cellule hanno un’intelligenza, nel senso che “sanno” come comportarsi, anche se, almeno così sembra, non ne sono coscienti, giacché riteniamo che non possiedano la facoltà che noi chiamiamo coscienza o autocoscienza.
Ogni forma di vita, anche a livello microscopico, è intelligente nel senso che agisce e/o reagisce in modo da soddisfare certi bisogni o da raggiungere certi fini, primo fra tutti la propria sopravvivenza e la propria riproduzione.
Possiamo escludere che un essere vivente o una sua parte abbia una coscienza, o che perfino un computer abbia una coscienza?
Non possiamo. Infatti io sono cosciente solo di me stesso e del mondo che mi circonda, e per quanto riguarda gli altri esseri al di fuori della mia coscienza (interni o esterni al mio corpo), posso solo fare illazioni.
Per esempio, suppongo che gli altri esseri umani, essendo simili a me, abbiano anch’essi una coscienza, come ce l’ho io, ma questa è solo una supposizione, perché io non posso “entrare” nella coscienza di un altro essere, né vederla.
La coscienza è il più profondo mistero dell’universo.
2021-06-13 Mente | Sistemica
Io suppongo che tra qualche secolo, se la specie umana non sarà estinta, l'uomo sarà riuscito a leggere e a scrivere con precisione il linguaggio di programmazione della sua mente. Speriamo che saprà usare con saggezza tale capacità.
2021-06-13 Immaginazione | Creatività | Futuro
Immaginare un futuro diverso dal presente stimola la creatività.
2021-06-13 Mente | Sistemica | Comportamento
A mio parere, il comportamento di qualsiasi essere vivente è programmato, anche se non siamo in grado di leggere e tanto meno di scrivere intelligentemente, consciamente e con precisione tali programmi. In tal senso, l’apprendimento di qualunque processo di comportamento implica la programmazione di parti della mente che lo regolano, sopra il substrato di programmazione di base costituito dal codice genetico.
Per comportamento non intendo soltanto le azioni esteriori di un essere vivente, ma anche tutto ciò che avviene al suo interno, e che può interagire con ciò che avviene all’interfaccia del corpo con l’esterno. Intendo quindi, per quanto riguarda l’uomo, anche l’attività pensante e la coscienza, nei suoi aspetti cognitivi, emotivi e motivazionali, tra cui i meccanismi della volontà e della scelta, i quali non sono casuali, ma seguono le "logiche" di certi programmi. Infatti un programma può essere definito come una serie di passi logici condizionati di comportamento che tendono al raggiungimento di uno o più scopi.
La psicologia dovrebbe occuparsi di ricercare le forme e le modalità della programmazione della mente umana al fine di migliorarne i programmi rispetto alla soddisfazione dei bisogni dei soggetti in cui essi operano.
I programmi mentali sono scritti presumibilmente nei neuroni con le loro interconnessioni, ma non sappiamo ancora dove né come, e a tale riguardo possiamo solo fare illazioni, supposizioni e ipotesi approssimative e grossolane più o meno efficaci rispetto al fine suddetto.
Io suppongo che tra qualche secolo, se la specie umana non sarà estinta, l'uomo sarà riuscito a leggere e a scrivere con precisione il linguaggio di programmazione della sua mente. Speriamo che userà con saggezza tale capacità.
2021-06-14 Conoscere | Verità | Ragionare
Ognuno ha ragione dal suo punto di vista, e i punti di vista possono essere molto diversi.
2021-06-14 Etica | Giudicare | Verità
Pensare criticamente significa tenere presente che ciò che gli altri dicono potrebbe essere totalmente o parzialmente falso, e ciò che gli altri producono, e il modo in cui si comportano, potrebbe essere pericoloso, o svantaggioso per qualcuno.
Pensare criticamente significa verificare, mettere alla prova ogni discorso e ogni comportamento, per vedere dove porta, quali conseguenze potrebbe avere, sia da un punto di vista logico che pratico.
Pensare criticamente significa essere consapevoli del fatto che anche le cose che a prima vista appaiono buone possono avere aspetti cattivi e, viceversa, che anche le cose cha aprima vista appaiono cattive possono avere aspetti buoni.
Pensare criticamente significa essere consapevoli che non esistono verità assolute, ma solo relative, e che è bene diffidare delle affermazioni assolute e non contestualizzate.
Pensare criticamente significa evitare di illudersi e di farsi illudere, anche quando le illusioni sono piacevoli.
Pensare criticamente significa valutare e giudicare le cose, le azioni, le persone, col senso della misura, perché nulla, nessuno, è totalmente buono o totalmente cattivo.
2021-06-16 Conoscere | Apprendere | Domande
Se vogliamo continuare a crescere mentalmente, non dobbiamo mai smettere di chiederci il perché di tutto ciò che avviene, e non dobbiamo mai contentarci delle risposte.
2021-06-17 Interagire | Mente
Ognuno è schiavo e padrone della propria mente, la quale serve soprattutto a rispondere alla domanda: con chi e come mi conviene interagire?
2021-06-17 Obbedienza
Non possiamo vivere senza padroni reali o virtuali. Nel migliore dei casi possiamo sceglierli o modificarne qualche aspetto.
2021-06-18 Appartenere | Inconscio | Emozioni e sentimenti | Scegliere
È l'inconscio che stabilisce per primo cosa sia per noi conveniente o sconveniente, e ce lo dice scatenando le emozioni di attrazione e repulsione sulla base del suo giudizio, che noi subiamo. Per esempio, per l'inconscio è sconveniente qualsiasi comportamento che rischia di isolarci socialmente, di farci escludere dalla comunità, di farci disapprovare.
2021-06-18 Etica | Giudicare
Ogni umano è giudice e imputato.
2021-06-18 Natura umana
Ogni umano è soggetto e oggetto.
2021-06-19 Etica | Natura umana
La storia della schiavitù dovrebbe farci riflettere sulla natura umana e sulla relatività della morale.
2021-06-19 Etica | Giudicare
Ogni umano è giudice, imputato e testimone allo stesso tempo, e ciascuno di questi ruoli implica una responsabilità.
2021-06-19 Natura umana | Idee
La specie umana è una delle più precarie, in quanto intrinsecamente e naturalmente più debole, anche se riesce a dominare quasi tutte le altre grazie ad artifici, cioè a idee.
2021-06-20 Natura umana | Appartenere | Interdipendenza
La precarietà della specie umana sta soprattutto nel fatto che siamo socialmente interdipendenti, ma, a differenza di altri animali sociali, le regole della cooperazione e della convivenza sono volatili, non istintivamente fissate.
2021-06-20 Interagire | Relazioni | Comportamento | Linguaggio
Il verbo essere è illusorio e fuorviante. Infatti nessuna
cosa o persona “è” qualcosa o qualcuno. L'identità di una persona o di una cosa è data dal suo comportamento particolare e dalle sue particolari relazioni e interazioni con altre cose e/o con altre persone.
2021-06-20 Conoscere | Comunicazione
Ognuno narra il mondo a suo modo, secondo le proprie capacità e le proprie convenienze.
2021-06-20 Interagire | Mente | Domande
La mente è un elaboratore di informazioni che ha molte funzioni, tra cui quella di trovare continuamente (consciamente e/o inconsciamente) le risposte a domande del tipo: "se io agisco nel modo X, in che modo gli altri reagiscono?". Le risposte dipendono dai dati presenti nella memoria (conscia e inconscia) del soggetto, ottenuti dalle proprie esperienze. Per cambiare le risposte occorre cambiare i dati, e per cambiare i dati occorre fare nuove e diverse esperienze.
2021-06-20 Interagire | Emozioni e sentimenti | Pensare
I nostri sentimenti sono influenzati involontariamente dall'ambiente in cui ci troviamo, dalle persone con cui stiamo interagendo, da ciò che stiamo vedendo, udendo o leggendo, da ciò che stiamo percependo accadere intorno a noi, dai dettagli a cui stiamo prestando attenzione, e dai pensieri e dai ricordi che stanno scorrendo nella nostra coscienza.
2021-06-21 Etica | Felicità | Bellezza
L'infelicità è brutta, cattiva e socialmente svantaggiosa. Perciò conviene illudersi o fingere di essere felici.
2021-06-21 Felicità
A mio parere, la felicità non è l'effetto del possesso di una certa cosa o di una certa condizione, ma del processo del suo ottenimento. In altre parole, la felicità non è dovuta al trovarsi in un certo stato, ma al processo in atto per raggiungerlo.
Insomma, la felicità in un dato momento (perché si tratta di una condizione variabile momento per momento), è un fatto attivo e dinamico, dovuto ad una occupazione nel momento stesso.
Di conseguenza, non aver niente da fare, non avere obiettivi da raggiungere, non avere problemi da risolvere, non contribuisce alla felicità, ma rende annoiati, apatici o infelici.
Perciò si può dire che tra i vari bisogni umani ci sia un importante "bisogno di occupazione".
2021-06-21 Felicità | Aspettativa
È infelice chi si aspetta troppo dalla felicità.
2021-06-22 Interagire | Mente | Sistemica
In ogni momento, ogni mente sceglie, cioè decide, come agire e come reagire tenendo conto delle azioni e delle reazioni (ricordate, percepite al momento, e previste) delle cose e delle persone con cui comunica e interagisce, e di cui è a conoscenza.
Infatti questa è la funzione fondamentale della mente.
Il corpo di un essere vivente contiene una quantità di menti, almeno una per ogni cellula, e la coscienza umana è una di esse.
Le decisioni delle diverse menti possono essere tra loro più o meno concordi e discordi, sinergiche e conflittuali, note e ignote.
2021-06-22 Interagire | Società | Gioco
La vita sociale è un gioco le cui regole sono scritte raramente e in modo poco chiaro.
2021-06-23 Etica | Mente | Spiritualità
A mio parere si può definire spirituale tutto ciò che non è materiale, e in particolare ogni informazione che non è legata ad un supporto materiale (cioè un supporto costituito da massa e/o energia).
Tuttavia, siccome non credo che possa esistere un’informazione che non sia legata ad un supporto materiale per la sua scrittura, lettura o trasmissione, propongo di chiamare “spirituale” tutte quelle idee, forme, informazioni, immaginazioni, sensazioni che “percepiamo” come indipendenti da qualsiasi materia o energia naturale (anche se in realtà non lo sono).
Prendiamo ad esempio le divinità religiose, i fantasmi, gli spiriti, le anime, gli angeli e altre cose di questo genere. Possiamo dire che sono “agenti” spirituali in quanto coloro che ci credono attribuiscono loro caratteristiche che non dipendono da leggi fisiche, né biologiche “naturali”, cioè da leggi che regolano la massa, l’energia, lo spazio, il tempo e la vita così come tali aspetti vengono studiati dalle scienze naturali.
Chi non crede nell’esistenza di agenti spirituali in quanto tali, non può non credere che tali agenti esistano in quanto agenti mentali, ovvero in quanto “figure” presenti nella mente di coloro che ci “credono” e che vengono da questi percepite come vive, cioè come “agenti”, con i quali essi stessi possono interagire.
In tal senso, un “agente spirituale” molto particolare è a mio avviso la cosiddetta “coscienza morale”, che alcuni descrivono come una “voce” interiore che ci dice se ciò che stiamo facendo o che abbiamo fatto è cosa buona o cattiva, e che ci fa sentire in colpa se abbiamo fatto qualcosa che la “voce” considera cattiva.
Ebbene, io credo che anche gli atei, i materialisti, i razionalisti, siano dotati di una “coscienza morale” che a tutti gli effetti “agisce” come un agente spirituale, anche se è possibile spiegarne l’esistenza in termini psicologici e neurologici, con il coinvolgimento della genetica, dei meccanismi emotivi, della memoria, dell’apprendimento, del linguaggio, degli ormoni ecc.
A mio parere, il concetto di spiritualità non dovrebbe dunque essere dismesso in quanto idea senza alcuna consistenza né riscontro materiale , ma come una categoria di strutture mentali che, sebbene non abbiano nulla di soprannaturale ovvero nulla che sfugga alle leggi della fisica e della biologia, “agiscono” come entità indipendenti dalla volontà e dalla coscienza del soggetto, e con le quali l’io cosciente del soggetto può interagire, tipicamente in un rapporto di subordinazione.
In tal senso, la “coscienza morale” di cui ho parlato sopra è uno “spirito” sulla cui esistenza e funzione possiamo essere tutti d’accordo, atei e credenti.
2021-06-25 Etica
Ci si interessa di morale per poter fare ciò che si desidera evitando di essere disapprovati da qualcuno.
2021-06-25 Natura umana | Felicità
Il motivo per cui uno sta più o meno bene è estremamente complesso. Chi crede di conoscerlo, molto probabilmente si sbaglia.
2021-06-26 Conoscere | Libertà | Scegliere
La mia libertà è limitata, come per ogni altro essere vivente. Posso fare certe cose e non posso fare certe altre cose. Posso fare certe cose in certi modi e non posso farle in certi altri modi. Fare certe cose in certi modi mi fa star bene, mentre fare certe altre cose, o fare le stesse cose in certi altri modi, mi fa star male. Non so bene cosa mi convenga fare e cosa non fare per star meglio, ma presumo che mi convenga migliorare le mie conoscenze a tale riguardo.
2021-06-27 Interagire | Relazioni | Società
Le cose più importanti per un essere umano sono i modi in cui si comporta verso gli altri e i modi in cui gli altri si comportano verso di lui, modi che si influenzano reciprocamente.
2021-06-27 Libertà | Libero arbitrio | Scegliere
Se è vero che il passato influenza il futuro, le nostre scelte sono influenzate dal nostro passato. Infatti il nostro passato limita la nostra libertà.
2021-06-27 Conoscere | Causalità | Casualità
L'uomo cerca un senso in ogni accadimento, e lo trova anche in fatti che non hanno alcun senso in quanto casuali, cioè imprevedibili per qualsiasi mente. Infatti molte persone non credono nella casualità, e ne hanno orrore, come hanno orrore di tutto ciò per cui non trovano un senso, temendo che tutto ciò che appare loro senza senso abbia uno sconosciuto senso malefico.
2021-06-27 Filosofia | Criticare
A mio parere, se la cosiddetta "filosofia" è così poco rispettata dalle masse, è anche colpa di quei cosiddetti filosofi che considerano la filosofia qualcosa di unitario e unitamente buono, vero e utile. In realtà "la" filosofia non esiste, ma esistono diverse filosofie, molte delle quali si contraddicono o si ignorano, e perciò, come le religioni, non possono essere tutte buone, vere e utili. Il primo compito di una filosofia dovrebbe essere quello di criticare le cattive filosofie, e anche se stessa, ma ciò avviene raramente, specialmente nel mondo accademico.
2021-06-28 Conoscere | Verità
Immaginazioni, fantasie, credenze, sono realtà in quanto influenzano comportamenti reali.
2021-06-28 Interagire | Domande
A cosa mi conviene pensare?
Come mi comporto con gli altri?
Come si comportano gli altri con me?
Come mi conviene comportarmi con gli altri?
Cooperazione?
Competizione?
Selezione?
Imitazione?
2021-06-28 Interagire | Mente | Sistemica | Percezione
Una certa combinazione di parole può avere un effetto nella mente che la legge o che la pensa. Gli effetti delle (o le reazioni alle) combinazioni di parole possono essere molto vari. Ci possono essere reazioni che non cambiano la mente che "riceve" le combinazioni, e reazioni che la cambiano. Una mente cambia quando ad uno stesso stimolo, o idea (o combinazione di parole), essa reagisce in un modo diverso da quello abituale. In altre parole una mente cambia quando cambia il programma da cui dipende il proprio comportamento, cioè da cui dipendono le proprie reazioni a particolari percezioni.
2021-06-29 Vita | Morte
Ogni giorno che passa è una giorno in più che ho vissuto e un giorno in meno che mi resta da vivere. Due cose di segno emotivo opposto, che sono in realtà la stessa cosa. Infatti la morte non è il contrario della vita, ma parte di essa.
2021-06-30 Filosofia | Psicologia
La filosofia si occupa delle ragioni e dei sentimenti della coscienza, la psicologia si occupa delle ragioni e dei sentimenti dell'inconscio. Siccome coscienza e inconscio sono interdipendenti (nel senso che si influenzano reciprocamente), anche la filosofia e la psicologia lo sono, e perciò andrebbero studiate insieme, non come discipline separate.
2021-06-30 Motivazioni
Quella parte della mente umana che non si riscontra in nessun'altra specie animale, cioè la parte esclusivamente umana della nostra mente, si è evoluta, a mio parere, come strumento per gestire il problema dell'interdipendenza di noi umani. Infatti nessuno di noi può sopravvivere senza la cooperazione di altri.
La mente umana ha dunque, a mio parere, una motivazione fondamentale dalle quale derivano tutte le altre motivazioni esclusivamente umane: ottenere la cooperazione altrui.
A tale scopo la mente di un essere umano può seguire varie strategie consce e inconsce. Direi infatti che ciò che distingue le personalità degli esseri umani sono le particolari strategie che ciascuno adotta per ottenere la cooperazione altrui.
Le strategie di ottenimento della cooperazione altrui sono più o meno pacifiche o violente, oneste o disoneste, e fanno più o meno leva sulla cooperazione, la competizione, la selezione, l'imitazione, la condivisione, il commercio, l'economia, l'etica, l'estetica, la coalizione competitiva, la gregarietà, le false promesse religiose ecc.
Pertanto, alla domanda: perché facciamo ciò che facciamo? risponderei senza esitazione: per ottenere la cooperazione altrui secondo una certa strategia personale conscia o inconscia. Ciò implica, tra l'altro, essere accettati dagli altri come collaboratori, cioè non essere respinti quando proponiamo una cooperazione simbiotica.
Ciò che complica enormemente questa problematica è l'individuazione, non sempre stabile, degli "altri cooperanti" cioè delle persone con cui si desidera o si accetta di cooperare, e degli "altri indesiderati", cioè di coloro con cui non si desidera interagire, e dai quali occorre allontanarsi e/o difendersi.
2021-06-30 Confliggere | Giudicare | Competere | Dialogo
A mio parere, ogni essere umano è soggetto e oggetto di valutazione in quanto valuta altri (anche se molti non lo ammettono) ed è valutato da altri.
La valutazione può essere più o meno complessa e riguardare vari aspetti di una persona, tra i quali l’intelligenza, la saggezza, la competenza in certi ambiti, le conoscenze, la moralità, la bellezza, la sensibilità, la cooperatività, la leadership, la tenacia, la “simpatia”, ecc.
I criteri di valutazione (e di autovalutazione) possono essere diversissimi, e non intendo parlarne in questo scritto. Qui mi interessa invece discutere della comunicazione e della percezione della valutazione, cioè di come una persona possa esprimere (volontariamente o involontariamente) una valutazione “ad personam”, e di come possa percepire o supporre la valutazione di cui è oggetto da parte di altre persone.
Il mio interesse per questo tema è dovuto al fatto che ho avuto e continuo ad avere problemi relazionali a tale riguardo, e ne ho sofferto non poco, sia come valutatore che come valutato.
A mio parere si tratta di un tema molto scivoloso, di cui la maggior parte della gente preferisce non parlare, perché comporta il grosso rischio, per chi ne parla, di passare per arrogante (una valutazione tra le più negative nei rapporti sociali) per il solo fatto di parlarne. Tuttavia, il fatto che non si parli quasi mai di questo tema, non è dovuto ad una scarsa importanza, ma, al contrario, alla sua enorme importanza per ogni essere umano. Infatti noi umani siamo assolutamente interdipendenti e non possiamo sopravvivere né soddisfare i nostri bisogni e desideri senza la cooperazione da parte di altri, cooperazione che è condizionata ad una valutazione sufficientemente positiva nei nostri confronti.
Siamo perciò quasi tutti preoccupati e ipersensibili al modo in cui gli altri ci valutano esplicitamente e implicitamente, e siccome è raro che tra persone si esprimano valutazioni esplicite, ognuno a suo modo legge “tra le righe” dei discorsi altrui la propria valutazione, con il rischio di grossi errori di interpretazione.
Percepire (o supporre) di essere svalutati o invalidati da qualcuno può dar luogo a reazioni ostili che possono andare dall’aggressione verbale al rifiuto di continuare il dialogo.
E’ infatti relativamente facile sentirsi svalutati o invalidati, e perciò offendersi. E’ spesso sufficiente una diversità di vedute su un certo argomento che chiama in causa le proprie capacità intellettuali, le proprie conoscenze o le proprie attitudini in fatto di morale.
Immaginiamo un dialogo tra due persone A e B, ognuna delle quali espone una sua idea su un certo tema. A esprime assertivamente la propria visione sul tema e afferma esplicitamente o implicitamente di non ritenere valida la diversa visione di B sullo stesso tema. B si sente ingiustamente svalutato da A come persona pensante, intelligente e colta, e reagisce come uno che ha subito un’ingiustizia, cioè in modo aggressivo o vittimista. Infatti, molto spesso B, invece di difendere le proprie vedute e criticare quelle di A mediante fredde argomentazioni logiche, interrompe il dialogo accusando A di essere arrogante, presuntuoso, chiuso (nel senso di disinteressato) alle opinioni diverse dalle proprie, irrispettoso o perfino offensivo.
Avviene dunque spesso che una diversità di vedute su un certo tema esterno alle persone dialoganti venga percepita come una valutazione negativa ad personam. In altre parole, il messaggio “non sono d’accordo con questa tua idea su questo tema, non la ritengo utile, ritengo la mia idea più utile”, viene tradotto (consciamente o inconsciamente) in “non sono d’accordo con la tua persona, non ti ritengo utile, io sono più utile di te”, messaggio che per l’inconscio equivale all’esclusione dalla società, e quindi ad una condanna a morte. Questo, a mio avviso, spiega il calore e l’ostilità della reazione di chi si sente svalutato.
Insomma, per molte persone il fatto che l’interlocutore non prenda in considerazione le proprie proprie idee viene considerato come un attacco alla propria autostima, un attacco che grida vendetta.
Cosa si può fare per risolvere o alleviare questo problema così distruttivo?
Molti lo risolvono evitando di discutere, evitando di esprimere le proprie opinioni quando sono diverse da quelle prevalenti nella propria comunità, astenendosi dal giudicare e dal criticare gli altri, o perfino fingendo di trovare interessanti le idee altrui, anche quando le ritengono ovvie, banali o insufficienti.
Io invece credo che, per il bene e il progresso della società, ognuno dovrebbe evitare di sentirsi criticato personalmente quando ad essere criticate o trascurate sono soltanto le sue opinioni, e dovrebbe evitare di svalutare in quanto arroganti e offensivi coloro che ritengono di avere idee più produttive delle proprie.
In fondo, ognuno pensa di saperla più lunga di coloro che la pensano diversamente. Ma in questo non c’è nulla di male.
2021-07-01 Conoscere | Filosofia | Competere
Non facciamoci ingannare dai luoghi comuni. Socrate diceva “so di non sapere”. In realtà era convinto di saperla molto più lunga dei suoi interlocutori. Altrimenti non avrebbe esercitato la professione di insegnante di filosofia o di “buona vita”. Questa presunzione, difficile da nascondere, irritava coloro che non si sentivano a lui inferiori né intellettualmente, né moralmente. Sappiamo come l'arroganza di Socrate fu punita.
2021-07-01 Interagire | Competere
La svalutazione interpersonale genera guerre.
2021-07-01 Conoscere | Competere
Ognuno pensa di saperla più lunga di chi la pensa diversamente. Altrimenti la penserebbe allo stesso modo.
2021-07-01 Conoscere | Competere | Pensare
Pensarla diversamente da un altro è implicitamente offensivo perché implica che il modo di pensare altrui valga meno del proprio.
2021-07-02 Competere | Società | Cooperare
Avendo un fisico più debole e più fragile rispetto alla media dei maschi della mia specie, nella cooperazione e competizione sociale ho preferito investire e puntare soprattutto sulla mia intelligenza, a differenza di altri che hanno investito principalmente sulla loro forza, la loro salute, la loro bellezza, la loro ricchezza, la loro conformità rispetto ai modelli culturali prevalenti, ecc.
2021-07-02 Giudicare | Criticare
Non possiamo non criticare (positivamente o negativamente) ciò che ci viene detto.
Infatti, se uno ci dice una certa cosa e noi la ignoriamo, nel senso che non rispondiamo con un apprezzamento positivo esplicito o implicito, è come se dicessimo che quella cosa non ci interessa, che non ha valore per noi, insomma, che non valeva la pena di dircela. Ignorare un'affermazione equivale dunque a criticarla negativamente, a svalutarla.
Dunque se non vogliamo che il nostro interlocutore interpreti la nostra mancanza di feedback come una critica negativa, dobbiamo rispondere con un apprezzamento positivo, anche se pensiamo che che ciò che abbiamo ascoltato non meriti di essere apprezzato.
Tutto ciò è stressante.
2021-07-02 Intelligenza
Certe persone molto intelligenti sono considerate stupide da chi non è abbastanza intelligente per valutare il loro grado di intelligenza.
2021-07-02 Etica | Giudicare | Criticare
“Io non critico e non voglio essere criticato”. Ho sentito questa frase, o qualcosa di simile, molte volte. Credo che rispecchi un atteggiamento molto diffuso, che non riesco a trattenermi dal criticare negativamente.
La critica è il motore del progresso civile e il fondamento della morale. Se nessuno criticasse il comportamento altrui vivremmo in uno stato di totale immoralità, anarchia e ignoranza.
2021-07-02 Conoscere | Stupidità
Socrate diceva “so di non sapere” (anche se pensava di saperla più lunga dei suoi allievi e dei suoi interlocutori).
A mio parere, non basta “sapere di non sapere”, dobbiamo anche “sapere di non capire”, dobbiamo cioè sapere di essere stupidi.
Intendo dire che non dobbiamo soltanto ampliare le nostre conoscenze, ma anche diventare più intelligenti, cioè cambiare il nostro modo di pensare e di giudicare, cioè la nostra epistemologia, la nostra etica e la nostra capacità di distinguere le informazioni e le conoscenze utili da quelle inutili.
2021-07-02 Confliggere | Paura
Ci sono persone che hanno una tale paura (conscia o inconscia) dei conflitti, che non solo cercano di evitarli, cioè essere coinvolte in un conflitto, ma in certe situazioni nemmeno li vedono nonostante i segni evidenti della loro presenza.
2021-07-03 Etica | Emozioni e sentimenti | Confliggere
In questi giorni sto riflettendo sulle relazioni tra morale, competizione, conflitto, reazioni aggressive ecc. La buona gestione degli inevitabili conflitti (compresi quelli cognitivi) è importante per la buona vita. A mio parere, per ben gestire un conflitto bisogna salire di livello logico e ragionare in termini metaconflittuali. Rinunciare a confliggere non mi sembra utile.
2021-07-03 Conoscere | Complessità
Il pubblico adora i grandi semplificatori.
2021-07-04 Bisogni | Libertà | Libero arbitrio | Paura
Se l'uomo è libero, è anche libero di rinunciare alla propria libertà per soddisfare i propri bisogni o per sedare le proprie paure.
2021-07-04 Domande
Nessun discorso è conclusivo, perché ogni risposta solleva una nuova domanda.
2021-07-05 Conoscere | Intelligenza
Ognuno sa che non tutti siamo ugualmente intelligenti (in senso cognitivo), ma nessuno accetta l’idea terrificante di avere un’intelligenza inferiore alla media, e di non essere perciò in grado di capire cose che altri capiscono. Infatti la maggior parte della gente sopravvaluta la propria intelligenza.
2021-07-05 Conoscere | Gioco
Inutile giocare a chi la sa più lunga se i contendenti non accettano uno stesso arbitro.
2021-07-05 Conoscere | Competere
Più uno studia le scienze umane e sociali (filosofia, psicologia, sociologia, antropologia, neuroscienze, linguistica ecc.), più aumentano le proprie capacità cognitive rispetto a coloro che non hanno mai coltivato tali discipline o lo hanno fatto in misura minore. I meno colti, tuttavia, solitamente non riconoscono la loro inferiorità cognitiva rispetto ai più colti, e ritengono che il proprio giudizio sulle questioni morali, psicologiche, politiche, sociali, economiche, religiose ecc. non valga meno di quello degli altri.
2021-07-06 Confliggere | Competere
Competizione e conflitto non sono la stessa cosa, ma il secondo può essere una conseguenza della prima. Infatti, sebbene ci possa essere una competizione senza conflitto (che in tal caso viene solitamente chiamata "leale competizione") accade spesso che una competizione, specialmente se nascosta o dissimulata, dia luogo ad un conflitto.
In un conflitto, l'obiettivo di ciascun contendente è prevalere in un contrasto dimostrando non tanto la propria superiorità in termini di capacità e di valore, quanto la malvagità, il disvalore o il demerito dell'avversario. In un conflitto si tende infatti a dimostrare che l'avversario è così “cattivo” o in errore da meritare una punizione e/o una degradazione, formale o informale, in qualche gerarchia (politica, intellettuale, morale, estetica, economica ecc.), e/o la perdita di qualche diritto.
In un conflitto, solitamente il bias cognitivo di ogni contendente dipinge l'avversario nei toni più sfavorevoli, manipolando ai propri fini la narrazione del comportamento altrui.
In un conflitto, si fa solitamente un "processo" arbitrario ai pensieri e alle intenzioni inespresse dell'avversario, interpretando nel modo ad esso più sfavorevole (eticamente e intellettualmente) le sue parole e il suo comportamento.
In un conflitto, si cerca prima di tutto di giustificare il conflitto stesso attribuendone la causa, cioè la colpa, all'avversario, con argomenti scelti ad hoc, nascondendo o dissimulando i veri motivi del conflitto, che sono solitamente competitivi, ovvero il desiderio di prevalere sull'altro in qualche gerarchia o in qualche interesse.
Mentre una competizione leale può essere costruttiva, un conflitto è quasi sempre distruttivo in quanto tende a sopprimere o a diminuire la vitalità, la potenza, la reputazione e/o il successo dell'avversario. Infatti spesso il conflitto è una conseguenza dell'invidia e/o della gelosia.
Un particolare tipo di conflitto può nascere in caso di divergenza di opinioni su un certo tema. Infatti, se una persona A considera sbagliata una certa opinione o convinzione del suo interlocutore B, questo potrebbe interpretare l’espressione di un disaccordo da parte di A come una critica rivolta alla persona di B, cioè al suo modo di ragionare, alle sue capacità cognitive, alla sua intelligenza. In tal caso B prende la critica espressa da A come un’offesa personale, ovvero come una mancanza di rispetto, un insulto, una umiliazione, e reagire di conseguenza.
Succede allora tipicamente che la reazione di B non consiste in un’argomentazione logica tesa a confutare la critica espressa da A nei confronti dell'opinione di B, ma in un’accusa, rivolta ad A, di essere arrogante e irrispettoso. In altre parole, A viene accusato di non considerare B degno di ascolto, di non rispettare B, di non fare alcuno sforzo per capire il suo punto di vista, e di ritenersi superiore a B ignorando verità che per B sono evidenti e indiscutibili, e che smentiscono o contraddicono l'opinione di A.
A quel punto A non ha alcuna arma per difendere la sua posizione, dal momento che il conflitto si è spostato dal piano razionale dialettico (caratterizzato da una tesi e da un’antitesi) a quello del giudizio morale e/o intellettuale personale, ovvero del “processo alle intenzioni”. Infatti, a nulla valgono le assicurazioni di A sul fatto che egli non intende affermare una sua presunta superiorità rispetto a B, né criticare il carattere o l'intelligenza di B, ma solo proporre un’argomentazione o una logica alternativa rispetto a quella di B, e che A ritiene logicamente più corretta, più completa e/o più rispondente alla realtà dei fatti.
Quando un conflitto dialettico si trasforma in uno ad personam, vale a dire in uno scontro in cui non si criticano più le idee dell’interlocutore, ma il suo carattere e le sue intenzioni polemiche, il conflitto è generalmente insanabile e può dar luogo a un'escalation che porta solitamente alla rottura, in malo modo, della relazione tra i contentendi.
Infatti, un conflitto termina solitamente quando almeno uno dei contendenti viene sconfitto irrimediabilmente e accetta la sconfitta, o quando uno dei due decide di rompere la relazione interpersonale abbandonando al tempo stesso la contesa dialettica.
Dato che nella nostra civiltà i conflitti sono generalmente deprecati, si dà solitamente molta importanza allo stabilire chi sia l'iniziatore, ovvero la causa, di un conflitto in cui si è coinvolti, e ovviamente ciascuno dei contendenti tende a dimostrare che la responsabilità morale del conflitto ricade sull'avversario.
Ci sono casi relativamente semplici in cui il conflitto è evidentemente iniziato da uno dei due avversari, per cui è facile individuare quale parte sia l'aggressore, e quale l'aggredito. Tuttavia la situazione da cui scaturisce il conflitto può essere talmente complessa che entrambe le parti possono essere considerate aggressori e vittime allo stesso tempo.
Inoltre avviene spesso che uno o entrambi i contendenti in un conflitto siano inconsapevoli delle proprie reali motivazioni e dei propri "attacchi", e credano sinceramente di essere vittime di un'aggressione o di un’offesa. In tal caso ognuno si sente autorizzato a reagire per “legittima difesa” e in una misura a suo parere proporzionale all’offesa ricevuta. Ma la misura dell’offesa è sempre soggettiva e ognuno tende a sovravvalutare le presunte offese ricevute e a sottovalutare quelle emesse, che non vengono nemmeno considerate offese, ma giuste reazioni difensive e contributi all'affermazione della verità. Il risultato è una escalation del conflitto (un processo che Gregory Bateson chiama “schismogenesi”) in cui ad ogni transazione offensiva segue una reazione ancora più offensiva, fino a causare una rottura, più o meno violenta, della relazione tra le parti.
A conclusione di questo lungo discorso, penso sia opportuno porsi domande come le seguenti: perché gli esseri umani competono? perché la competizione umana è spesso sleale? perché per molti la competizione è immorale? In un altro articolo cercherò di rispondere a queste domande.
2021-07-06 Libertà | Linguaggio
La parola "libertà" da sola non significa nulla. Bisogna sempre aggiungere un complemento e un contesto, bisogna dire "libertà di ..." oppure "libertà da ...", "libero di ..." o "libero da ...". Anche io, sbagliando, spesso uso la parola "libertà" senza complementi.
2021-07-07 Confliggere | Giudicare
Un giudizio non condiviso è spesso causa di conflitto. Per questo molti evitano di giudicare e temono di essere giudicati.
2021-07-08 Etica | Giudicare
Dobbiamo giudicare meglio, non giudicare meno. Astenersi abitualmente dal giudizio è immorale perché la morale si esercita attraverso il giudizio.
2021-07-08 Identità | Genetica
Chi sono? Un esemplare della specie umana, e rifiuto ogni altra etichetta.
2021-07-08 Conoscere | Causalità
La conoscenza di un fenomeno consiste nel sapere il perché del suo accadere, cioè la sua causa.
Dato che non esistono cause prime, ma ogni causa è conseguenza di una o più altre cause, la conoscenza di un fenomeno non è mai semplice né definitiva, ma procede per livelli, cioè per anelli di catene causali, o meglio, per nodi di reti causali.
Ci sono persone che nella ricerca della conoscenza di un certo fenomeno si fermano ad un certo livello, ovvero ad un certo nodo della rete causale, mentre altri proseguono la ricerca ad uno o più livelli superiori (ovvero anteriori).
In altre parole, certe persone non si contentano di sapere il perché di un certo fenomeno, ma si chiedono il perché del perché.
2021-07-08 Morte
Morire è tornare dove si stava prima di nascere.
2021-07-08 Interagire | Comunicazione | Società
Una società sarebbe impossibile senza la capacità dei suoi membri, di interpretare i pensieri, i sentimenti, le motivazioni e/o le intenzioni di coloro con cui possono cooperare, sia in generale che nei confronti reciproci.
Il problema è che tali interpretazioni sono solitamente insufficienti, inadeguate, e falsate da bias cognitivi originati da interessi egoistici, da obblighi e divieti morali, dalla competizione e dai conflitti interpersonali.
Un modo efficace per sviluppare la capacità di interpretare correttamente cosa passa nella mente altrui è quello di educare sia i bambini che gli adulti ad esprimere i propri pensieri, i propri sentimenti, le proprie motivazioni e le proprie intenzioni, a voce e/o per iscritto, e a discuterne francamente con altre persone.
2021-07-08 Etica | Confliggere | Competere | Gerarchia | Criticare
Mi piacerebbe trovare un libro sui conflitti umani che trattasse dei seguenti aspetti:
- i cripto-conflitti, cioè i conflitti nascosti, dissimulati, o negati nonostante le evidenze;
- i processi di escalation nei conflitti;
- come si passa da una diversità di vedute su un certo tema ad un conflitto interpersonale, ovvero come una diversità di vedute viene percepita come arroganza, presunzione o prevaricazione;
- le relazioni tra conflitto, competizione e gerarchia;
- le relazioni tra conflitti e morale, ovvero come una morale può ridurre o aumentare i conflitti;
- le relazioni tra conflitti esterni e conflitti interiori;
- la possibilità di superare il livello logico di un conflitto: cioè anziché cercare di stabilire quale delle parti debba prevalere, comprendere perché il conflitto è nato, in cosa consiste e a cosa tende.
2021-07-09 Vita | Morte | Spiritualità | Genetica
Ognuno di noi è nato dalla congiunzione di due cellule: un uovo e uno spermatozoo. Dov’eravamo prima di tale congiunzione? Eravamo dispersi e replicati in una infinità di cellule: un uovo e centinaia di milioni di spermatozoi.
Dopo la nostra morte saremo di nuovo dispersi in un’infinità di cellule in continua trasformazione, per lo più in forma di batteri, oltre a materia non vivente. Che ci piaccia o no, è così.
Credere che al momento del nostro concepimento, o poco dopo, uno spirito misterioso, proveniente non si sa da dove, sia entrato nel nostro embrione, può farci piacere, può confortarci, ma di questo non abbiamo alcuna prova, né alcun indizio, solo, da parte di alcuni, un desiderio e una speranza.
Se in noi c’è uno spirito, questo si è formato dopo il nostro concepimento, così come si è formato il nostro corpo, secondo istruzioni, cioè programmi, scritti nel nostro codice genetico. E’ così, a meno che non esistano, in natura, agenti che non rispettano le leggi della natura, o che vi sia un’altra natura, a noi sconosciuta, che interagisce in modi misteriosi con la natura che conosciamo.
Possiamo anche supporre che quello spirito in cui alcuni sperano, o qualcosa di analogo, fosse già nell’uovo e in ogni spermatozoo. Possiamo anche supporre che ve ne sia uno in ogni nostra cellula.
In materia di spirito possiamo fare solo ipotesi supposizioni che ci confortano e che ci guidano nel nostro comportamento. Nient’altro che ipotesi e supposizioni, senza alcuna pretesa di verità.
2021-07-09 Interagire | Inconscio | Comportamento
L'Altro generalizzato, teorizzato per la prima volta da Gerge Herbert Mead, è un agente mentale inconscio che regola il nostro comportamento in funzione di ciò che esso assume, anzi riassume, siano i pensieri, i sentimenti, le motivazioni e le intenzioni degli altri, in generale e in particolare verso il soggetto. Per "gli altri" s'intendono tutte le persone di cui il soggetto ha fatto esperienza nella vita, ovvero con cui ha interagito, considerate globalmente come un'unica persona interiorizzata che ci valuta, ci critica e ci giudica continuamente, e che reagisce in certi modi al nostro comportamento.
2021-07-09 Conoscere | Confliggere | Competere
A quasi nessuno interessa conoscere idee altrui che non siano coerenti con la propria visione del mondo, se non per contestarle.
2021-07-10 Conoscere | Mente | Informazione | Idee
L'uomo non "sa" ciò che è e ciò che non è in quanto tali, ma "decide" di saperlo in un certo modo. In altre parole, la conoscenza, ovvero il sapere, e il frutto di decisioni.
Si tratta di decisioni informatiche, algoritmiche, basate sulle informazioni che la mente riceve dagli organi di senso, dalla propria memoria, e dai sentimenti di piacere e dolore associati ad esse.
La mente riceve informazioni, e produce informazioni facendo "astrazione" delle informazioni ricevute. Il processo di astrazione consiste nel riassumere una certa quantità di informazioni in una quantità minore, più facilmente gestibile, generalizzando e sopprimendo dettagli.
La capacità di astrarre informazioni corrisponde a ciò che chiamiamo intelligenza.
L'astrazione avviene a più livelli, nel senso che è possibile fare astrazione di astrazioni.
Il sapere consiste dunque nelle informazioni ottenute per astrazioni successive a partire dalle informazioni sensoriali elementari.
L'astrazione è un processo soggettivo in quanto dipende dalle capacità e dalle esperienze precedenti del soggetto. Infatti non tutti fanno le stesse astrazioni a partire dalle stesse informazioni elementari.
I processi di astrazione sono per lo più inconsci, automatici e involontari. I prodotti delle astrazioni vengono infatti "decisi" dalle logiche mentali e dalle precedenti astrazioni.
Per concludere, la conoscenza individuale della realtà è il risultato di innumerevoli decisioni inconsce, automatiche e involontarie che avvengono nella mente. E' anche vero che certe astrazioni possono essere "comunicate", insegnate e condivise tra persone.
2021-07-10 Logica | Idee
La logica è la meccanica delle idee.
2021-07-10 Etica | Scegliere
Un essere umano non può decidere razionalmente cosa sia buono o cattivo, piacevole o spiacevole, bello o brutto, per se stesso e tanto meno per gli altri. È la natura che lo decide, e un essere umano può solo cercare di capire razionaomente cosa la natura abbia deciso a tal proposito per sé, e cosa per gli altri.
2021-07-10 Interagire | Conoscere | Mente | Intelligenza
L'intelligenza può essere definita come la capacità di creare, nel proprio cervello, modelli della realtà. Tali modelli sono usati dalla mente per "ri-conoscere" certe situazioni e agire in esse (o meglio, reagire ad esse) in modi prestabiliti o calcolati al momento, secondo certi algoritmi in parte innati, in parte appresi.
2021-07-10 Psicologia | Neuroscienza | Biologia
La neurobiologia è l'anello di congiunzione e di integrazione tra psicologia e biologia.
2021-07-10 Interagire | Cooperare
Ognuno di noi farebbe bene a chiedersi ogni tanto: cosa posso offrire agli altri?
Ciò non significa che si dovrebbe necessariamente offrire ciò che potrebbe offrire. L’importante è capire quali sono le nostre capacità, potenzialità e disponibilità, ad offrire agli altri cose che gli altri possono apprezzare, cioè ritenere utili e ricevere con piacere o soddisfazione.
Per rispondere alla domanda dobbiamo prima avere un’idea di cosa (beni materiali e/o servizi, ovvero comportamenti) gli altri potrebbero desiderare o apprezzare da noi.
L’offerta di cui stiamo parlando dovrebbe avere una misura in termini di quantità e di durata, In altre parole dovremmo stabilire quanto potremmo dare agli altri e per quanto tempo.
L’offerta di cui stiamo parlando potrebbe essere condizionata al ricevimento di un compenso da parte degli altri, e alla selezione delle persone a cui l’offerta si rivolge, per cui la domanda potrebbe essere estesa come segue: cosa posso offrire, in quale misura, per quale durata, a chi, e a quali condizioni?
Se la risposta alla domanda è: non c’è nulla che potrei o sarei disposto a offrire agli altri, allora la nostra situazione è tragica, poiché abbiamo abitualmente bisogno degli altri, della loro cooperazione, e questa non ci può essere data abitualmente senza una contropartita, cioè senza una ricompensa (in termini di beni e/o di servizi, ovvero di comportamenti) che noi possiamo offrire in cambio della cooperazione stessa.
2021-07-10 Bisogni | Vita | Stimoli e reazioni
Vivere significa agire secondo certe motivazioni. Se le motivazioni sono scarse, scarsa è anche la vita.
Le motivazioni possono essere più o meno attive. Per attivarle sono necessari degli stimoli. Certi stimoli attivano certe motivazioni. Possiamo perciò dire che la vita ha bisogno di motivazioni attive, e che le motivazioni hanno bisogno di stimoli che le attivino. Quindi la vita ha bisogno di stimoli, ma non di stimoli qualsiasi, bensì di stimoli sani.
Quali stimoli sono sani? Quelli capaci di attivare motivazioni sane, cioè motivazioni che spingono il soggetto ad agire in modo sano per sé e per la società a cui si appartiene.
2021-07-11 Comprendere
Molti pensano che ciò che non capiscono sia generalmente incomprensibile.
2021-07-11 Conoscere | Mente | Mappa cognitivo-emotivo-motiva | Modelli
Ognuno ha nella mente un modello della realtà in cui vive. In realtà nessuno può vedere la realtà così com'è, ma ognuno può vedere solo il modello che ha di essa.
Il comportamento di ognuno (cioè i suoi pensieri, i suoi sentimenti e le sue intenzioni) dipende dal proprio modello della realtà.
Un modello di realtà è il risultato di astrazioni successive dei segnali ricevuti attraverso gli organi di senso e del piacere e del dolore ad essi associati.
Ciò che chiamiamo percezione della realtà è in realtà una modellizzazione di essa.
I modelli di realtà evolvono con le esperienze e con l'apprendimento.
Il rapporto tra un modello di realtà e la realtà che essa rappresenta è analogo al rapporto tra una mappa e il territorio che essa descrive.
La realtà è infinitamente più complessa di qualsiasi modello di essa.
2021-07-11 Cultura | Natura
Siamo passati dalla selezione naturale a quella culturale. Credo che la seconda sia molto più pericolosa della prima, perché la nostra cultura è malata.
2021-07-11 Conoscere
Se, bevendo una pozione magica, acquistassi tutto il sapere scientifico e filosofico di tutti gli esseri umani vissuti e viventi, e conoscessi perfettamente tutti i testi finora pubblicati, come cambierebbe la mia vita? Sarei più felice? Vivrei più a lungo? Come cambierebbero i miei rapporti con gli altri? Gli altri riconoscerebbero il mio superiore sapere o lo ignorerebbero? Sarei più rispettato? Sarei considerato un arrogante e disprezzato per questo? Come potrei convincere gli altri di sapere più di loro? Smetterei di avere rapporti sociali con le persone che ho frequentato finora per iniziare relazioni con persone più sapienti?
2021-07-12 Interagire | Motivazioni | Causalità | Casualità
Questa domanda, apparentemente oziosa, nasconde una problematica di immensa portata e di altissimo livello cognitivo. In essa ci sono infatti due parole che sono tra le più importanti per capire il mondo, la vita, la società, la coscienza ecc. Le parole sono “perché” e “fare”.
La parola “perché” si riferisce a cause e/o a fini.
La parola “fare” si riferisce ad un’azione o ad una reazione, cose che caratterizzano ogni cosa e ogni essere vivente in quanto agente o reagente.
La domanda può dunque essere riformulata come segue: chi o che cosa determina, decide, o sceglie, il nostro comportamento? Quale componente della persona comanda la persona stessa? E secondo quali criteri o fini?
E’ una domanda psicologica e filosofica al tempo stesso, e avere una risposta chiara, esauriente e convincente ad essa significherebbe avere una sapienza completa sia filosofica che psicologica (infatti per me filosofia e psicologia non sono separabili).
Non basta rispondere semplicemente: facciamo ciò che facciamo perché ci piace farlo, o perché così vogliamo, o perché si sembra giusto farlo. Infatti una tale risposta solleva immediatamente ulteriori domande come: perché ci piace ciò che ci piace? perché vogliamo ciò che vogliamo? perché ci sembra giusto ciò che ci sembra giusto? E anche se provassimo a rispondere a tali domande, sarebbe lecito, e forse raccomandabile, chiedersi ogni volta il perché del perché.
Per rispondere alla domanda in oggetto occorre partire da un quadro di riferimento, cioè da una idea generale della struttura costitutiva e del funzionamento di un essere umano, cioè una chiara idea di cosa sia la natura umana.
Attualmente né in filosofia né in psicologia esiste una visione largamente condivisa tra gli studiosi, di come sia fatto e di come funzioni un essere umano specialmente per quanto riguarda i suoi pensieri, i suoi sentimenti, le sue intenzioni e il suo comportamento, sia volontario che involontario. Perciò proverò a rispondere alla domanda in oggetto a modo mio, sicuramente in modo incompleto, e senza far riferimento ad alcuna teoria filosofica o psicologica particolare sulla natura umana.
Ebbene, direi che facciamo ciò che facciamo perché siamo programmati in tal senso, perché il nostro sistema nervoso, nel quale viene deciso il nostro comportamento, è un sistema che elabora informazioni e prende decisioni sulla base di programmi che si sviluppano nel corso della vita a partire dal DNA e a seguito delle esperienze e dell’apprendimento, programmi tesi alla soddisfazione dei bisogni innati e acquisiti, alla minimizzazione del dolore e alla massimizzazione del piacere in tutte le loro forme.
In sintesi, quindi, direi che facciamo ciò che facciamo perché "eseguiamo" certi programmi che dipendono da tantissimi fattori, in parte prevedibili, in parte imprevedibili in quanto dipendono dal DNA e dalle esperienze, fattori molto variabili e con una certa dose di casualità.
2021-07-12 Mente | Coscienza | Memoria
La parola “io” è tanto usata quanto oscuro è il suo significato. Per rendersene conto basta prendere, ad esempio, frasi come “il mio corpo”, “la mia mente”, “la mia coscienza”, “la mia memoria” e simili.
L’aggettivo possessivo “mio”, stabilisce che un certo oggetto appartiene ad un certo possessore, separando il possessore dall'oggetto posseduto. Nella frase “il mio corpo”, chi è il possessore? Se la risposta è “io”, significa che l’ente “io” è separato dall’ente “corpo”.
La faccenda si complica se prendiamo in considerazione una terza persona, che chiameremo Giuseppe. Cosa intendiamo per Giuseppe? Il corpo di Giuseppe, l’io di Giuseppe o l’insieme io+corpo di Giuseppe? Se Giuseppe mi invita a cena, chi, dei tre, mi invita? Se Giuseppe mi da uno schiaffo, chi dei tre mi da uno schiaffo?
Quali sono i confini della separazione tra l’io e il suo corpo? Dov’è l’interfaccia tra l’io e il corpo (o tra l’io e il resto del corpo)? Ma prima di tutto, chiediamoci se sia possibile separare un io dal suo corpo. Può esistere un io senza un “suo” corpo?
E dovremmo anche chiederci che relazioni e interazioni ci siano tra un io e il suo corpo. Cosa si scambiano? Materia, sostanze chimiche, energia, informazioni? Che tipo di informazioni?
E dovremmo anche chiederci: come è fatto l’io se è separato dal corpo? Da quale materia è costituito? Qual è la sua struttura?
Qualcuno potrebbe dire che l’io è la coscienza del corpo. In tal caso significa che quando non siamo coscienti, per esempio se stiamo dormendo o siamo sotto anestesia generale, l’io è assente? O è disabilitato?
Qualcuno potrebbe dire che l’io è la memoria del corpo. In tal caso significa che chi perde la memoria, per esempio in seguito ad un trauma, non ha più l’io?
Non ho intenzione di spiegare cosa sia l’io, anche perché non lo so. Mi limito a dire che è qualcosa di misterioso e di ambiguo, di cui non sappiamo praticamente nulla, anche se usiamo tranquillamente e spensieratamente la parola che lo richiama, senza farci tante domande.
2021-07-12 Bisogni | Confliggere | Motivazioni
Ognuno di noi è animato da bisogni, desideri, impulsi ecc. (che chiamerò collettivamente nel seguito “motivazioni”), ma non può agire liberamente per soddisfarli tutti a causa di conflitti interni ed esterni.
Si ha un conflitto interno tra motivazioni in una persona quando la soddisfazione di una motivazione rende impossibile la soddisfazione di un’altra.
Si ha un conflitto esterno tra motivazioni quando la soddisfazione di una motivazione propria rende impossibile la soddisfazione di una motivazione altrui.
A causa di tali conflitti ognuno di noi è costretto lasciare insoddisfatte certe motivazioni, e, a lungo andare, per evitare la sofferenza della frustrazione, ad inibirle, cioè a rimuoverle in senso psicoanalitico, fino a dimenticarci della loro esistenza.
2021-07-12 Interagire | Appartenere
Ogni cosa appartiene al resto del mondo.
2021-07-12 Bisogni | Felicità
L'infelicità è l'insoddisfazione di quanche bisogno importante.
2021-07-12 Bisogni | Piacere e dolore
Non sempre ciò che ci piace è ciò di cui abbiamo bisogno, e non sempre ciò di cui abbiamo bisogno ci piace, specialmente se abbiamo rimosso bisogni innati (sani in quanto innati) e coltivato bisogni acquisiti malsani.
2021-07-13 Bisogni | Vita | Biologia
Ogni essere vivente è un esemplare di una specie biologica. Ogni specie è caratterizzata da un insieme di bisogni particolari la cui insoddisfazione prolungata causa la sofferenza, la malattia e la morte dell'esemplare insoddisfatto.
2021-07-13 Natura umana | Comunicazione | Amicizia
Mi piacerebbe organizzare delle conversazioni online tra persone qualsiasi, anche tra loro sconosciute, allo scopo di offrire un ambiente di condivisione e di discussione costruttiva di idee. Che ne pensate? Vi interesserebbe partecipare?
Segue una bozza di regolamento degli incontri. Benvenuti i vostri commenti e suggerimenti.
Possono partecipare tutti coloro che desiderano presentare e mettere in discussione interattivamente le proprie idee, opinioni, riflessioni e domande.
Non sono richiesti titoli di studio né competenze particolari, ma solo il desiderio di condividere, arricchire e migliorare le proprie conoscenze sulla natura umana in un ambiente sociale dove fare domande è più importante che dare risposte.
Gli incontri sono condotti da un moderatore che incoraggia ogni partecipante a esprimersi, fa in modo che nessuno parli troppo a lungo, interrompe le dispute sterili e blocca ogni commento offensivo o svalutativo nei confronti di qualcuno dei presenti.
All'inizio di ogni incontro si sceglie a maggioranza il tema della conversazione. Dopodiché ognuno può esprimere le sue idee sul tema scelto, con interventi di durata non superiore a quattro minuti. Il moderatore dà la parola a chi l'ha chiesta, secondo l'ordine delle prenotazioni, dando la precedenza a chi non ha già parlato.
Non sono ammesse critiche rivolte alle persone degli interlocutori. Qualsiasi discussione deve riguardare le idee, non la qualità, il carattere o le intenzioni di chi le esprime.
Gli incontri hanno una cadenza settimanale e una durata di circa due ore.
Numero di partecipanti: minimo tre, massimo dieci.
Piattaforma di comunicazione: Skype o Google Meet.
Non esitate a contattarmi mediante la pagina
https://blog.cancellieri.org/contatto/ per segnalarmi il vostro interesse a partecipare a qualche incontro, precisando i giorni e le ore in cui sareste disponibili.
2021-07-13 Mente | Domande
La mente è uno strumento che serve a porsi domande e a trovare le risposte migliori, in termini di soddisfazione dei bisogni della persona in cui risiede. In altre parole, la soddisfazione dei bisogni di una persona dipende dalla qualità delle domande che la sua mente si pone e delle relative risposte.
Alcuni esempi di domande di cui una mente può occuparsi:
- Di cosa ho bisogno in generale?
- Di cosa ho bisogno in questo momento?
- Come posso ottenere ciò di cui ho bisogno?
- Ho bisogno di interagire con persone adatte a me. Quali sono le persone adatte a me in generale e quali quelle adatte a me in questo momento?
- Dove e come posso trovare persone adatte a me e disposte ad interagire con me?
2021-07-14 Domande
Quali domande dovrei pormi?
2021-07-14 Vita | Identità
Cerca la tua strada, e se non la trovi, costruiscila.
2021-07-14 Libertà
La libertà di non farsi vaccinare equivale alla libertà di contrarre il virus e di trasmetterlo ad altri, che equivale alla libertà di uccidere altre persone mediante un virus. La vaccinazione diminuisce notevolmente il rischio di trasmettere il virus ad altre persone, quindi di uccidere altri esseri umani. Per qualcuno la libertà di uccidere trasmettendo il virus è più importante del diritto di non essere danneggiati da un vaccino. Confrontiamo la probabilità di essere uccisi e di uccidere altri nel caso di una scarsa vaccinazione, con la probabilità di essere uccisi da un vaccino. E' una questione di statistiche. Quando si parla di contagi bisogna confrontare numeri. Parlare di virus senza parlare di numeri è parlare a vanvera.
2021-07-14 Comunicazione | Domande
Qualunque messaggio, inteso come espressione linguistica o transazione comunicativa, può essere considerato come una domanda e/o come una risposta ad una domanda, oppure come domanda e risposta allo stesso tempo. Se il messaggio non è collocato in una chiara struttura domanda-risposta, dovremmo chiederci: a quale domanda questo messaggio costituisce una risposta? Oppure: quali risposte questa domanda sta cercando, sta suggerendo o dà per scontate?
2021-07-14 Domande | Arroganza
Chi non si fa domande presume di sapere tutto ciò che è importante sapere, o che non vi siano risposte alle domande inevase.
2021-07-15 Scegliere | Domande
Ogni scelta costituisce la risposta ad una domanda, e ogni risposta ad una domanda presuppone una scelta.
2021-07-15 Comunicazione | Domande | Dialogo
Un dialogo costruttivo consiste in domande e risposte, non in un alternarsi di tesi o di opinioni contrapposte o non correlate.
2021-07-15 Mente | Scegliere | Domande
La mente è un sistema decisionale. Serve a rispondere a domande e a fare scelte. In realtà scegliere equivale a rispondere ad una domanda.
2021-07-15 Interagire | Comunicazione
Tra due “enti” (per “ente” intendo un essere vivente o altro sistema) possono avvenire trasmissioni di “pacchetti” classificabili come “richieste”, “risposte”, “proposte” e “dichiarazioni”.
Per “pacchetto” intendo un messaggio, un oggetto, una combinazione di energie, un servizio e/o un impegno a fare certe cose o a partecipare a certe relazioni.
Pertanto un “pacchetto” trasmesso da un ente A ad un ente B costituisce, o significa, una richiesta, una proposta, una risposta ad una richiesta o ad una proposta, una dichiarazione, o combinazioni di tali cose.
Per “richiesta” intendo l’espressione (cioè manifestazione) del desiderio, del bisogno o della volontà, da parte di un ente, di ottenere una certa “cosa” da un altro ente. La cosa richiesta può essere un’informazione, un oggetto, un servizio e/o un impegno a fare certe cose o a partecipare a certe relazioni. Una richiesta può presupporre una certa relazione di sottomissione tra i due enti, per cui uno dei due è implicitamente obbligato a soddisfare le richieste dell’altro, ovvero ad obbedire all’altro.
Per “proposta” s’intende l’espressione (cioè manifestazione) di una ipotesi di patto in cui si offre un certo pacchetto in cambio di un certo altro pacchetto. Se la risposta ad una proposta è positiva (cioè se la proposta viene accettata), le trasmissioni o le relazioni ipotetiche proposte possono (o devono) essere attuate effettivamente.
Per “risposta” s’intende un pacchetto che dovrebbe soddisfare o respingere una “richiesta”, oppure esprimere l’accettazione o il rifiuto di una “proposta”.
Per “dichiarazione” (o “auto-dichiarazione”) intendo un pacchetto in cui si fa una certa affermazione (ad esempio: “X è buono” o “Y è causato da Z” o “io sono tuo amico” o “io appartengo alla stessa comunità a cui tu appartieni”). Le dichiarazioni costituiscono anche richieste particolari in quanto chiedono all’interlocutore di “riconoscere” la verità della dichiarazione. Intendo dire che normalmente una dichiarazione è implicitamente seguita dalla domanda “sei d’accordo con quanto ho dichiarato?”. Oppure la dichiarazione è seguita implicitamente dalla richiesta “ti chiedo (o ti ordino) di credere in ciò che ho dichiarato”.
Una dichiarazione può costituire anche la risposta ad una domanda precedentemente espressa o inespressa. Ad esempio, se uno “dichiara” che “il cielo è azzurro”, tale dichiarazione costituisce la risposta alla domanda: “di che colore è il cielo?”. Se la dichiarazione risponde ad una domanda che l’interlocutore non ha fatto e che non gli interessa fare, si potrebbe dire che si tratta di una dichiarazione “inutile” o “noiosa”.
La vita sociale consiste nella continua trasmissione e ricezione di “pacchetti” interpersonali (richieste, proposte, risposte, dichiarazioni) tra individui, ognuno dei quali decide (consciamente o inconsciamente) cosa chiedere agli altri e come rispondere alle richieste, proposte o dichiarazioni altrui.
Allo scopo di gestire le interazioni sociali nel modo più soddisfacente per le persone coinvolte, conviene che ciascuna di esse si faccia delle domande (o le faccia ai suoi interlocutori) mirate a qualificare e decifrare correttamente i “pacchetti” ricevuti.
In particolare è importante capire:
- se un pacchetto costituisce una richiesta, una risposta, una proposta o una dichiarazione
- quale sia l’oggetto della richiesta o della proposta
- in caso di dichiarazione, il motivo, ovvero qual’è la domanda implicita a cui risponde e quale la domanda implicita che pone
- quanto la risposta soddisfa la richiesta a cui si riferisce
- la relazione tra i due enti coinvolti sottintesa o implicita nel pacchetto trasmesso
- in caso di proposta: quali siano i termini esatti del patto, ovvero cosa il proponente offre e cosa chiede in cambio, ovvero il tipo di relazione che il proponente cerca di stabilire
- ecc.
2021-07-15 Conoscere | Emozioni e sentimenti
I sentimenti sono reali ma ciò che sentiamo non corrisponde necessariamente alla realtà.
2021-07-15 Confliggere | Stupidità
Nessuno può tollerare di essere considerato uno stupido, cioè uno che pensa in modo sbagliato o scarso. Perciò se una persona dice cose che confutano direttamente o indirettamente la nostra visione del mondo, un impulso irrefrenabile di autodifesa ci spinge a confutare gli argomenti di quella persona e/o a svalutare le sue capacità intellettuali.
2021-07-16 Etica | Giudicare
Denunciare comportamenti immorali è un dovere morale.
2021-07-16 Etica | Giudicare
Io penso che la sistematica o prolungata sospensione del giudizio (intellettuale e morale) pubblicamente espresso, sempre più in voga a tutti i livelli, sia una delle principali cause del declino (intellettuale e morale) della nostra civiltà. Siamo passati da un estremo all'altro, da un moralismo becero e bigotto ad un amoralismo sistematico, cioè all'idolatria della libertà di fare e di non fare, di pensare e di non pensare, di dire e di non dire, quello che ci pare, insomma, di farci solo i fatti nostri.
2021-07-16 Etica | Libertà
La libertà può essere intesa in senso positivo, cioè come libertà di fare, o in senso negativo, cioè come libertà di non fare.
Può anche essere intesa come libertà da costrizioni, ma qui non intendo parlare della libertà in tal senso.
Mentre la libertà di fare comporta un certo numero di opzioni di comportamento (cioè di azioni e di reazioni) tra cui il soggetto può scegliere, la libertà di non fare consiste in un'unica opzione, quella di non fare qualsiasi cosa venga chiesta da altri o dal proprio sé.
Alcuni esempi di libertà di non fare: non ascoltare, non obbedire, non credere, non aiutare, non difendere, non riconoscere, non prendere in considerazione, non seguire, non lavorare, non combattere ecc.
Proviamo a fare una lista di cose che siamo liberi di non fare e una lista di cose che non siamo liberi di non fare. Possiamo chiamare la prima lista “non-obblighi” e la seconda “obblighi”. Se le due liste sono molto squilibrate, cioè se una è molto più breve dell’altra, forse siamo su una cattiva strada, forse stiamo costruendo la nostra infelicità, forse stiamo contribuendo all’estinzione della nostra specie.
Infatti la conservazione della specie umana dipende dalla cooperazione tra individui, e tale cooperazione richiede una serie di obblighi. Questo è il fondamento della morale.
2021-07-17 Interagire | Gerarchia | Comportamento
Ogni cosa che facciamo o che esprimiamo in ambito sociale serve anche, o soltanto, a indurre negli altri (e nell’Altro generalizzato che è dentro il nostro sé) una certa immagine desiderabile di noi stessi in quanto appartenenti a certe comunità, a certe categorie e a certi livelli gerarchici.
2021-07-18 Stupidità
Uno dei tristi effetti collaterali del Covid-19 è stata la messa a nudo dell'irrimediabile stupidità di milioni di persone, tra cui amici insospettabili in quanto portatori di titoli accademici.
2021-07-19 Conoscere | Falsità
La diffusione di fake-news più o meno mascherate da buone intenzioni è un virus che attacca le menti, si replica e danneggia la società. E’ un dovere morale denunciare tale fenomeno e coloro che ne sono responsabili attivi o passivi.
2021-07-19 Intelligenza | Saggezza
Il “senso della misura” è una capacità della mente umana distribuita in modo ineguale. Può difettare anche in persone altrimenti molto intelligenti. Ci sono persino persone che odiano i numeri e le misure, come se fossero la strada verso l'inferno dell'insensibilità e della freddezza emotiva, e sanno pensare solo in modo "qualitativo". Senza un maggiore senso della misura non ci salveremo. L'ecologia e l'economia sono questioni di numeri e di misure, oltre che di sentimenti e di cognizioni. Non c'è saggezza senza un adeguato senso della misura.
2021-07-19 Conoscere | Identità
“Essere” significa “appartenere” ad un certo numero di classi. Classificare significa attribuire una o più classi ad un ente, cioè stabilire che un certo ente appartiene a certe classi. Ogni umano ha la capacità di classificare qualsiasi ente, compresi gli altri e se stesso, e di conoscere o di intuire le classificazioni fatte da altri.
Le classi corrispondono ad aggettivi come: amico, nemico, utile, inutile, innocuo, nocivo, piacevole, spiacevole, vero, falso, giusto, ingiusto, colpevole, innocente, ricco, povero, ignorante, sapiente, buono, cattivo, bello, brutto ecc.
Una classe può implicarne un'altra. Infatti potremmo dire che una certa persona A è un xlandese, cioè appartiene alla classe degli xlandesi, cioè dei cittadini della xlandia. Potremmo dire che gli xlandesi sono nostri nemici, cioè appartengono alla classe dei nemici, e di conseguenze potremmo dire che la persona A è nostro nemico, cioè appartiene alla classe dei nemici "automaticamente", in quanto appartiene alla classe degli xlandesi.
Le classi rispetto alle quali un ente può essere classificato sono in parte innate e in parte apprese. Nell'esempio precedente la classe dei nemici è innata, quella degli xlandesi appresa.
Se volessi tentare di rispondere alla domanda "chi sono?" dovrei riformularla come segue: a quali classi appartengo secondo la classificazione fatta da me? e a quali secondo la classificazione fatta dalla persona x? e a quali secondo la classificazione fatta dalla persona y? e cosa via. Potrei anche riformularla più semplicemente dicendo: a quali classi appartengo secondo la classificazione media, o prevalente fatta delle persone che mi conoscono? Oppure: a quali classi appartengo secondo la maggior parte delle persone appartenenti ald una certa classe? E così via.
Ogni classe comporta una serie di aspettative, ovvero di comportamenti abituali, diritti e doveri, obblighi e divieti, privilegi, pregi, difetti ecc. attribuiti covenzionalmente o soggettivamente ai membri di quella classe.
In effetti, è quasi impossibile interagire con una persona o con qualsiasi altro ente senza averlo prima classificato, ovvero senza avere delle aspettative sul suo comportamento, cioè sul suo modo di agire e di reagire.
Per concludere, le classi innate sono assolute in quanto geneticamente determinate, mente le classi apprese sono relative in quanto culturalmente determinate e variabili con le esperienze personali e collettive. La classificazione invece è sempre appresa.
Occorre quindi diffidare di ogni classificazione e, più in generale, dell'uso del verbo essere al di fuori di classificazioni esplicite o implicite.
In altre parole, non dobbiamo mai dimenticare che ogni volta che usiamo il verbo essere stiamo facendo o evocando delle classificazioni, e che ogni classificazione è culturalmente determinata, soggettiva e/o convenzionale, e più o meno "sana" in senso psicopatologico.
2021-07-20 Mente | Appartenere | Classificare
Prova per qualche minuto, nei tuoi pensieri e in ciò che dici o che scrivi, ogni volta che stai per usare il verbo essere, a sostituirlo con il verbo "appartenere (ad una classe)". Sarà l'inizio di una rivoluzione mentale.
2021-07-20 Conoscere | Classificare
La cognizione di qualunque essenza è il prodotto di classificazioni. Infatti "essere" una certa cosa significa appartenere ad una certa classe di cose.
2021-07-20 Conoscere
Alcuni considerano assolute, cognizioni che sono relative. Per alcuni tutto è assoluto e nulla relativo. Alcuni non capiscono nemmeno la differenza tra assoluto e relativo.
2021-07-21 Conoscere | Appartenere | Pensare | Logica
Una logica (cioè un pensiero, giacché un pensiero è sempre un esercizio logico) definisce certe classi di enti, stabilisce l'appartenenza di certi enti a certe classi e trae le "logiche" conseguenze cognitive ed emotive nella considerazione degli enti considerati.
"Essere" significa infatti "appartenere" a certe classi, e può essere coniugato nelle sei persone grammaticali come segue.
- Io appartengo a certe classi, dunque io sono certe cose.
- Tu appartieni a certe classi, dunque tu sei certe cose.
- Esso/essa appartiene a certe classi, dunque esso/essa è certe cose.
- Noi apparteniamo a certe classi, dunque noi siamo certe cose.
- Voi appartenete a certe classi, dunque voi siete certe cose.
- Essi/esse appartengono a certe classi, dunque essi/esse sono certe cose.
Ogni essere vivente costruisce le sue classi secondo le proprie esperienze e i propri interessi, e le usa secondo i propri bisogni e desideri.
Le classi sono gli elementi logici fondamentali di ogni modello di pensiero, giacché il pensiero non è normalmente libero, ma segue dei modelli logici.
Allo scopo di diffondere e condividere una certa conoscenza della realtà, le culture e le scienze tentano di costruire classi universali, cioè modelli di "verità" uguali per tutti, e non mutevoli, ma le classi che propongono sono tra loro discordi, incomplete, fallibili, favoriscono interessi particolari più o meno onesti, e sono in continua evoluzione. Ciò avviene perché le classi sono prodotte e usate da menti umane per soddisfare i bisogni dei propri corpi, secondo le proprie esperienze.
Chiediamoci dunque quanto siano valide ed efficaci le classi che usiamo quando pensiamo, rispetto alla soddisfazione dei bisogni nostri e altrui.
2021-07-22 Conoscere
Dovremmo sempre sostituire il verbo "essere" col verbo "credere (che qualcosa sia)".
2021-07-23 Natura umana
Non siamo esseri umani, ma esseri pre-umani. Infatti nella nostra evoluzione siamo oggi a metà strada tra la scimmia e l'uomo e facciamo esperimenti culturali senza aver abbandonato i nostri istinti bestiali.
2021-07-23 Conoscere | Imitare
Se qualcuno ricompensasse delle persone solo per imitare gesti di sua invenzione privi di qualunque significato, dopo un certo numero di giorni molte di quelle persone sentirebbero il bisogno e il piacere di imitare altri gesti, e alcuni vi troverebbero dei significati interessanti.
2021-07-23 Libertà | Scegliere
La libertà di scelta è una bella cosa se siamo noi a scegliere o se siamo scelti come compagni o come autorità, una brutta cosa se non siamo scelti.
2021-07-26 Giudicare | Violenza
Un giudizio spregiativo (intellettuale, etico o estetico) fa male a chi ne è oggetto, lo offende. Perché? Perché ogni umano dipende dall'apprezzamento altrui, senza cui non è possibile una cooperazione non violenta. Una buona reputazione è infatti un bene importantissimo, vitale, che ognuno cerca difendere il più possibile. Perciò quando qualcuno dice qualcosa che nuoce alla nostra reputazione, reagiamo come se fossimo oggetto di un'aggressione fisica, e se non abbiamo argomenti credibili per difendere la nostra reputazione, non ci resta che l'attacco e/o la fuga.
2021-07-27 Società | Falsità
La società è sistematicamente falsa, perché la verità è politicamente scorretta. Infatti non possiamo dire agli altri cosa veramente pensiamo di loro, cosa veramente vorremmo da loro e cosa veramente saremmo disposti (e non disposti) a offrire loro. E siamo talmente abituati a mentire, che finiamo per credere alle nostre stesse menzogne.
2021-07-27 Conoscere | Sistemica | Informazione
Le informazioni formano (nel bene e nel male).
2021-07-27 Conoscere | Confliggere
Siccome (io so che) le cose stanno così, allora facciamo così.
Siccome io ne so più di te, allora facciamo come dico io.
2021-07-27 Etica | Giustizia
Tacere di fronte a un'ingiustizia significa divenirne complici.
2021-07-28 Conoscere | Inconscio | Scienza
Una delle motivazioni inconsce per cui molte persone non riconoscono l’autorità intellettuale della scienza, è la “subcognizione” che ciò che essa dice contraddice le loro idee, dimostrando così la loro ignoranza e/o la loro stupidità.
2021-07-28 Stupidità
Per vendere idee e prodotti a un pubblico di stupidi bisogna dire stupidaggini.
2021-07-28 Vita | Politica
Essere conservatori oggi, cioè non battersi per il cambiamento della società, significa assecondare la distruzione della biosfera e l'estinzione della specie umana a causa della crescente sovrappopolazione e dell'aumento dei consumi pro-capite.
2021-07-28 Mente | Appartenere | Psicologia | Identità
Il complemento grammaticale del verbo “appartenere” che risponde alla domanda "a che cosa?" è un “insieme”, il quale può essere un sistema o una classe. In altre parole le cose, le persone, gli oggetti, le idee, gli eventi ecc. (che chiamo collettivamente “enti”), appartengono a determinati insiemi, cioè a determinati sistemi e/o classi.
Un “sistema” è un insieme concreto (vivente o non vivente) organizzato, cioè costituito da parti (o sottosistemi) che interagiscono al fine di soddisfare i propri bisogni e/o di realizzare le funzioni del sistema stesso. Un sistema può essere meccanico, informatico, biologico, mentale, sociale, ecc. Può essere generato (formato, costruito) casualmente, a seguito di una evoluzione biologica, o “intenzionalmente” da un essere intelligente (come l’homo sapiens o un primate).
Una classe è un insieme cognitivo (cioè un’astrazione) caratterizzato da certe proprietà (ovvero caratteristiche), tali che tutti i membri (ovvero gli oggetti o gli enti) appartenenti a quella certa classe possiedono gli attributi caratteristici della classe stessa.
Non esiste alcunché che non appartenga a uno o più sistemi e/o classi, e la conoscenza umana consiste nello stabilire a quali “cose” (cioè a quali insiemi) gli enti riconoscibili appartengano, in termini di sistemi e/o di classi, e quali siano le proprietà dei sistemi e della classi di appartenenza.
Lo sviluppo della mente di un essere umano consiste nella formazione e accumulazione di classi e di modelli di sistemi nella memoria individuale, in modo da consentire all'individuo il riconoscimento di enti in quanto membri di classi e/o parti di sistemi caratterizzati da certe proprietà e da certe funzioni.
Per “classificazione” intendo l’associazione di un ente con una o più classi. In altre parole, classificare significa affermare che un certo ente è membro di certe classi.
Per “sistematizzazione” intendo l’individuazione di un ente come parte di uno o più sistemi.
Un’appartenenza implica delle aspettative, nel senso che se io penso che un ente X appartenga ad una classe Y o a un sistema Z, mi aspetto che X abbia le caratteristiche tipiche della classe Y o che si comporti (cioè che agisca e reagisca) come parte del sistema Z.
Il riconoscimento di un ente particolare deve quindi essere preceduta dalla definizione delle classi e/o dei sistemi a cui si ritiene che essa appartenga. Tuttavia la formazione delle classi e dei modelli di sistemi avviene attraverso le esperienze di enti non ancora classificati e non ancora sistematizzati.
Un essere umano classifica e sistematizza se stesso e gli altri, nel senso che stabilisce in modo più o meno temporaneo o persistente, a quali classi e a quali sistemi egli stesso, e gli altri, appartengano.
L’identità sociale, o immagine sociale, di un essere umano consiste nella enumerazione delle classi e dei sistemi (biologici e sociali) predefiniti a cui si ritiene che esso appartenga.
Per un essere umano una classe/sistema è, ad esempio, una comunità culturale o subculturale, un gruppo, un partito politico, una categoria professionale, un movimento intellettuale, un tipo psicologico, un tipo etinico, un tipo fisico ecc.
Le appartenenze di un essere umano sono spesso problematiche in quanto costrittive, nel senso che un’appartenenza comporta una certa persistenza di attributi e di funzioni, che non possono essere cambiati liberamente, pena la perdità di identità sociale, e l’impossibilità di classificare, ovvero di qualificare una persona, e se stessi.
2021-07-28 Politica | Ecologia
Non cambiare nulla nel proprio comportamento significa assistere con indifferenza al disfacimento della biosfera e della società.
2021-07-28 Paura | Stupidità
Ognuno detesta e teme tutto ciò che può rendere evidenti le proprie incapacità, le proprie immoralità e le proprie stupidità.
2021-07-29 Conoscere | Modelli
Per capire la realtà abbiamo bisogno di modelli astratti di fenomeni. Infatti capire un fenomeno significa associare un certo avvenimento ad un certo modello, cioè ad una certa classe, di fenomeni.
2021-07-29 Conoscere | Bisogni
È difficile capire bisogni diversi dai propri.
2021-07-29 Scienza
Gli eventuali (sempre possibili) errori della "scienza" non si combattono con le dicerie, né con le opinioni, né con "a un mio amico è successo questo, quindi la verità è che...", ma con una migliore scienza, con protocolli di ricerca e con statistiche scientificamente significative, ovvero con grandi numeri. Diffidare della scienza in generale conduce ad una mentalità prescientifica, con tutti gli orrori del caso.
2021-07-31 Filosofia | Arroganza
La filosofia è una disciplina presuntuosa e arrogante per definizione. Se non lo fosse non avrebbe nulla da dire di diverso dal senso comune.
2021-07-31 Appartenere | Riti e rituali | Ansia
I rituali (cioè le ripetizioni di gesti e di comportamenti canonici tipici di certe classi o di certe comunità) servono soprattutto, o esclusivamente, a confermare (consciamente o inconsciamente) l'appartenenza di chi li pratica alle classi o alle comunità ad essi associate. In tal senso essi riducono l'ansia da non appartenenza o da dubbio di appartenenza, ovvero da carenza di identità sociale, e tale riduzione di ansia può essere fonte di piacere. Questo spiega il successo e la persistenza dei rituali.
2021-07-31 Appartenere | Pensare
Ogni cosa è certe cose in quanto appartiene a certe classi. L'appartenenza di una cosa ad una certa classe implica che quella cosa abbia certe proprietà, cioè certe relazioni e certe interazioni con certe altre cose.
2021-07-31 Etica | Giudicare
Il giudizio va sospeso quando non ci sono prove sufficienti per giudicare Una sospensione sistematica e incondizionata del giudizio è immorale in quanto l'etica è fondata sul giudizio.
2021-07-31 Appartenere
Certe appartenenze implicano certe non appartenenze.
2021-08-01 Mente
Siamo condizionati da vari fattori tra cui la nostra memoria.
2021-08-01 Mente
Tra le funzioni di una mente umana ci sono il riconoscimento di "entità" in base alla loro forma o al loro nome, il riconoscimento di eventi intesi come combinazioni di entità e dei sentimenti ad esse associati, collocate in strutture temporali, e la memorizzazione di storie, intese come concatenazioni di eventi.
2021-08-01 Immaginazione | Tempo | Memoria
Il tempo della mente, sempre soggettivo, è il ricordo e/o l'immaginazione di un tempo passato o futuro.
2021-08-01 Mente | Domande
Domande a cui ogni mente cerca di rispondere: Cosa è successo? Cosa succederà?
2021-08-01 Mente | Interdipendenza
Chi sono gli
altri, e che importanza hanno per un essere umano?
Cominciamo col dire che gli
altri non sono gli stessi per ogni essere umano. Ognuno ha i suoi
altri.
Gli
altri sono tutte le persone che una persona ha conosciuto e di cui ha qualche ricordo, impressione, intuizione o narrazione. Insomma, tutte le persone di cui ha fatto un’esperienza diretta o indiretta, piccola o grande che sia.
Gli
altri (che George Herbert Mead chiamava l’Altro generalizzato) sono assolutamente importanti, perché noi esseri umani siamo interdipendenti, perché non possiamo fare a meno della cooperazione da parte di un certo numero di
altri per la nostra sopravvivenza e per la soddisfazione dei nostri bisogni.
In tale quadro ci sono diversi problemi, tra cui:
- come si costruisce e si modifica in un essere umano la rappresentazione dei suoi altri;
- come la rappresentazione degli altri influenza il comportamento sociale di un essere umano;
- come gestire le differenze tra i nostri altri e quelli altrui.
2021-08-01 Filosofia
Per quanto riguarda le polemiche contro il green pass, vorrei porre il problema come scelta tra due opzioni:
- adottare il green pass, che comporta una temporanea e limitata limitazione della libertà individuale, e la salvezza di migliaia di vite umane e di posti di lavoro;
- non adottare il green pass, evitando una temporanea e limitata limitazione della libertà individuale, e causando la perdita di migliaia di vite umane e di posti di lavoro.
Per gli importanti filosofi Cacciari e Agamben è meglio l’opzione 2.
Secondo me Cacciari e Agamben screditano, e di molto, la filosofia.
2021-08-01 Confliggere | Comunicazione
In un confronto dialettico tra due persone può succedere che una delle due, non avendo argomenti per confutare la tesi dell’interlocutore, e non volendo ammettere che essa sia valida, cambia arbitrariamente e senza dirlo il contesto della discussione e/o l’oggetto del contendere, scegliendo un contesto e/o un oggetto sui quali ha argomenti inoppugnabili e attribuendo all’interlocutore idee contrarie sul nuovo contesto o oggetto, idee che quello non ha mai espresso. In tal modo le discussioni non arrivano mai ad un punto fermo in cui i due interlocutori convengano sulla validità di una tesi.
2021-08-01 Appartenere | Identità
Qualche giorno fa un mio amico mi ha chiesto: che significa per te “appartenere”?
Siccome secondo me non dovremmo dare alle parole il significato che ci garba, ma quello definito da vocabolari autorevoli, sostituirei la domanda iniziale con quelle seguenti:
- che significa “appartenere” nella nostra lingua?
- a quali cose ritengo di appartenere?
- cosa comportano, secondo me, certe appartenenze?
Alla prima domanda (che significa “appartenere” nella nostra lingua?) risponderei che “appartenere” significa essere parte di qualcosa di più grande, che può essere un gruppo, un’organizzazione, una comunità, o una classe (o categoria) di cose concrete o astratte. (Nel seguito userò i termini classe e categoria come sinonimi.)
Dato il significato che ho esposto, alla seconda domanda (a quali cose ritengo di appartenere?) risponderei che ritengo di appartenere a diversi gruppi, comunità e classi, di cui dirò solo alcuni esempi. Per quanto riguarda le classi: esseri viventi, esseri umani, persone di sesso maschile, persone anziane, persone benestanti, informatici, cittadini italiani, mariti, genitori, persone interessate alle scienze umane e sociali, persone introverse, persone che votano per il centro-sinistra, automobilisti, persone di taglia XL, ecc. Per quanto riguarda organizzazioni e comunità di persone: la mia famiglia di origine, la famiglia che ho formato, l'insieme dei miei amici, le associazioni di cui sono membro, ecc.
Per quanto riguarda la terza domanda (cosa comportano, secondo me, certe appartenenze?) risponderei che l’appartenenza ad una organizzazione o comunità comporta diritti e doveri, soprattutto di solidarietà, di cooperazione, di condivisione, di responsabilità, di funzione ecc. purché si tratti di una comunità o organizzazione non imposta, ma scelta dall’individuo. Altra cosa è l’appartenenza ad una classe o categoria astratta. Questo secondo tipo di appartenenza non comporta né diritti né doveri, ma solo “aspettative” di tipo cognitivo. Intendo dire che se si ritiene che uno appartenga ad una certa classe, ci si aspetta che si comporti come si comportano tipicamente gli appartenenti a quella classe.
Le appartenenze di una persona possono essere più o meno oggettive o soggettive, reali o percepite. Messe insieme, esse costituiscono l’identità sociale di una persona, con tutta una serie di diritti, doveri e aspettative che vengono assunti e presunti da chi stabilisce le appartenenze stesse.
Temo di non aver risposto alla domanda del mio amico, che si aspettava che io parlassi delle mie “personali” appartenenze, e non voleva sentire una tesi filosofico-sociologico-psicologica sulle appartenenze. Il fatto è che io mi rendo conto sempre di più del fatto che le mie appartenenze, escludendo quelle più ovvie (famiglia, organizzazioni e stato) sono relative, soggettive, arbitrarie e variabili, e io cerco di non farmi condizionare da esse.
2021-08-01 Conoscere | Confliggere
Ognuno ha ragione dal suo punto di vista. Dipende da dove uno guarda. Non tutti i filosofi hanno una visione a 360 gradi, anzi forse solo una minoranza di essi.
2021-08-02 Pensare | Libertà
Non siamo padroni dei nostri pensieri. Qualcosa nella nostra mente decide momento per momento a cosa dobbiamo pensare.
2021-08-02 Conoscere | Scienza
La scienza non procede soltanto per scoperte e affermazioni, ma anche per ricoperte e ridimensionamenti, in quanto può dimostrare l'incertezza, la relatività, la complessità, l'incompletezza o l'inconoscibilità di fatti che si ritenevano certi, assoluti, semplici, completi e conoscibili.
2021-08-03 Interagire | Conoscere | Intelligenza
Ci sono fenomeni sociali per capire i quali è necessario un certo grado di intelligenza e di cultura. Ma se diciamo a una persona che non è abbastanza intelligente e/o colta per capire certi fenomeni, questa si offende. Così, per non offendere nessuno, lasciamo che ognuno si illuda di poter capire tutto ciò che capiscono gli altri per quanto riguarda i rapporti interpersonali.
2021-08-03 Etica | Politica | Scegliere
Per quanto riguarda le polemiche contro il green pass, vorrei porre il problema come scelta etica e politica tra le seguenti due opzioni:
1) adottare il green pass che, riducendo i contagi e incentivando le vaccinazioni, comporta una temporanea e lieve limitazione della libertà individuale, e la salvezza di migliaia di vite umane e di posti di lavoro;
2) non adottare il green pass, evitando una temporanea e lieve limitazione della libertà individuale, e permettendo la perdita di migliaia di vite umane e di posti di lavoro che si potrebbero evitare grazie al green pass.
2021-08-03 Interagire | Bisogni | Interdipendenza
Ogni umano ha bisogno di essere riconosciuto positivamente da altri umani, cioè di ricevere dimostrazioni di rispetto, attenzione, stima, valore, capacità, affetto, amore, interesse a cooperare, ecc.
In altre parole, ogni umano ha bisogno di sentirsi dire da un certo numero di altri: tu sei ok, tu mi piaci, ti stimo, e desidero cooperare con te, cioè stabilire con te una relazione per una reciproca soddisfazione di bisogni e/o desideri, per fare cose utili e/o piacevoli che da soli non potremmo fare, per completarci e aiutarci a vicenda.
Si tratta di un bisogno geneticamente determinato e ineludibile, dovuto all'interdipendenza degli esseri umani.
Una prolungata insoddisfazione di tale bisogno può causare sofferenze e disturbi mentali, nel senso che può indurre l’individuo a stabilire con gli altri rapporti dolorosi, improduttivi e/o violenti, o indurlo a isolarsi, rendendo sempre più difficile o impossibile la soddisfazione di ogni altro suo bisogno.
Un grande problema relativo al bisogno di riconoscimento positivo è il fatto che esso non è né un diritto né un dovere, ma è condizionato al gradimento del riconosciuto agli occhi del riconoscitore. In altre parole, per essere riconosciuto positivamente, un individuo deve “essere” o comportarsi come il riconoscitore desidera e si aspetta.
Il riconoscimento positivo ha dunque un prezzo, che alcuni potrebbero non essere disposti a pagare, tanto da rinunciare al riconoscimento stesso, e a mettersi in una posizione asociale o isolata rispetto agli altri.
2021-08-03 Conoscere | Pensare
Quando noi pensiamo, il nostri pensieri scorrono incanalati in bacini che corrispondono al concetto di “contesto” e a certi livelli di astrazione. Il metapensiero (cioè il pensiero sul pensiero) ci permette di capire quale sia il contesto e il livello di astrazione in cui i nostri pensieri del momento stanno scorrendo. Sia il contesto che il livello di astrazione limitano i pensieri, che altrimenti allagherebbero il cervello generando un caos cognitivo.
2021-08-03 Interagire | Conoscere | Piacere e dolore | Emozioni e sentimenti | Coscienza | Sistemica | Libertà | Comportamento
Io penso che la visione del mondo di una persona sia una costruzione della sua coscienza, che io chiamo anche “io cosciente”.
Io divido l'io cosciente in tre parti che interagiscono tra loro e non potrebbero esistere l'una senza le altre: la parte cognitiva, la parte emotiva (o sentimentale) e la parte motiva (o motivazionale). La parte cognitiva ci permette di conoscere, memorizzare e riconoscere forme, idee, oggetti e loro concatenazioni; la parte emotiva ci fa provare piaceri e dolori di vario tipo e di varia intensità associati a certe percezioni; la parte motiva ci fa volere, desiderare e scegliere cose che aumentano i nostri piaceri e riducono i nostri dolori, o promettono di farlo.
Il piacere e il dolore (nelle loro varie forme più o meno materiali o ideali) sono le cose più reali (forse le uniche certamente reali) in quanto sentimenti che proviamo direttamente e immediatamente. Infatti chi prova un pacere o un dolore lo prova realmente, non si illude di provarlo, anche se quel sentimento può essere causato da idee di cose immaginarie e inesistenti come spiriti o divinità.
I piaceri e i dolori sono legati rispettivamente alla soddisfazione e all'insoddisfazione di bisogni e di desideri, sia innati che acquisiti.
Al di fuori dei sentimenti, tutto ciò che percepiamo consiste in informazioni, cioè comunicazioni, trasformazioni, elaborazioni, supposizioni, ricordi parziali e deformati, e astrazioni (a vari livelli) di fenomeni reali.
In altre parole, noi non percepiamo (né ricordiamo) la realtà in quanto tale, ma riduzioni (cioè mappe) di essa, e una mappa non è il territorio che rappresenta, così come una parola non è la cosa da essa evocata.
Inoltre non possiamo percepire né capire le cose in sé, ma solo le relazioni e le interazioni tra le cose, relazioni e interazioni che sono il risultato di leggi fisiche, del caso e di logiche algoritmiche (consce o inconsce) memorizzate nelle menti degli esseri viventi (piante, animali ed esseri umani). In altre parole, l'unica forma di conoscenza realistica è relazionale, sistemica e sentimentale, non ontologica.
Da un punto di vista logico (non fisico) Io divido il mondo in quattro parti che interagiscono intimamente tra loro:
- il mio io cosciente (la mia coscienza)
- il resto del mio corpo
- gli altri esseri umani
- il resto del mondo
Le relazioni e interazioni tra queste parti e tra le parti di queste parti sono l'oggetto delle scienze naturali e di quelle umane e sociali, scienze che dovrebbero essere sempre considerate unitariamente e non come specialità separate, perché è impossibile capire le une senza capire le altre.
Come ogni essere umano, non posso fare a meno della cooperazione con altri umani, ma questa è difficile perché gli altri sono disposti a cooperare con me solo a condizione che io mi comporti conformemente a certe forme e a certe modalità, con certi obblighi e certi divieti, secondo i loro bisogni e desideri. Questo limita la mia libertà di comportarmi come più mi piace e mi interessa, e anche di pensare liberamente, perché non si possono nascondere a lungo i propri pensieri.
Per quanto riguarda le relazioni tra esseri umani, mi pare che siano il risultato di quattro tendenze istintive fondamentali: cooperazione, competizione, selezione e imitazione, tendenze spesso ignorate, negate o dissimulate.
Considero gli esseri umani prevalentemente ignoranti, stupidi, falsi e cattivi, chi più, chi meno, e considero la cattiveria un prodotto dell’ignoranza, della stupidità e della falsità, oltre che una pulsione istintiva a sé stante, che dobbiamo tenere a freno per evitare sciagure a livello individuale e sociale.
Purtroppo non conviene dire a una persona che è ignorante, stupida, falsa o cattiva, perché si offenderebbe e reagirebbe aggressivamente. Pertanto viviamo nella paura di giudicare, e di conseguenza rispettiamo la cattiveria, l’ignoranza, la stupidità e la falsità, con tutti i disturbi mentali e i problemi sociali che tale rispetto comporta.
Io sono per il progresso intellettuale, civile e morale, ma questo incontra la dura e a volte aggressiva resistenza di coloro che preferiscono conformarsi al mondo così com’è piuttosto che cercare di migliorarlo, e per giustificare il loro conservatorismo affermano che la società non può essere migliorata.
Per concludere, per me il mondo è un complesso di fenomeni tra loro correlati che causano piaceri e dolori a noi umani e ad altre forme di vita, e che ci costringono a fare delle scelte di comportamento, soprattutto per quanto riguarda i rapporti con gli altri, per massimizzare i piaceri e minimizzare i dolori, propri e altrui. L'obiettivo è ottenere la massima collaborazione e benevolenza da parte degli altri al minimo costo in termini di dolore, fatica, noia, limitazioni della propria libertà e catastrofi naturali e sociali.
2021-08-04 Bisogni | Paura
La vita di un essere umano procede inseguendo il bisogno di riconoscimenti positivi e fuggendo la paura di riconoscimenti negativi.
2021-08-08 Comunicazione
Dietro ogni testo c'è un contesto.
2021-08-08 Etica | Piacere e dolore
Il bene e il male non sono assoluti, ma relativi al piacere e al dolore di qualcuno.
2021-08-08 Vita | Morte
Ogni vita si moltiplicherebbe in modo esponenziale all’infinito se non intervenisse la morte o la ragione a limitarla.
2021-08-08 Giudicare | Valutare | Valenza sociale
Io ti valuto, tu mi valuti, io mi valuto, tu ti valuti, tutti valutano gli altri e se stessi. Secondo quali cognizioni? Quali sentimenti? Quali motivazioni? Quali logiche?
2021-08-09 Emozioni e sentimenti | Pensare | Stupidità
È molto difficile misurare la stupidità di una persona, perché la stupidità di una mente non è costante né omogenea, ma varia secondo le emozioni provate e i contesti del pensiero.
2021-08-09 Conoscere | Logica
Per capire una persona non devi usare la tua logica, ma la sua.
2021-08-10 Natura umana
Chi ha una buona conoscenza della natura umana sa cosa aspettarsi e cosa non aspettarsi dagli altri.
2021-08-10 Interagire | Amare
Sei amato da una persona nella misura in cui sei (o le fai credere di essere) ciò che essa desidera che tu sia, pensi (o le fai credere di pensare) ciò che essa desidera che tu pensi, senti (o le fai credere di sentire) ciò che essa desidera che tu senta, vuoi (o le fai credere di volere) ciò che essa desidera che tu voglia, e fai (o le fai credere di fare) ciò che essa desidera che tu faccia.
2021-08-10 Etica | Giudicare | Falsità | Stupidità
Purtroppo non conviene dire a una persona che è ignorante, stupida, falsa o cattiva, perché si offenderebbe e reagirebbe aggressivamente. Pertanto viviamo nella paura di giudicare, e di conseguenza rispettiamo la cattiveria, l’ignoranza, la stupidità e la falsità, con tutti i disturbi mentali e i problemi sociali che tale rispetto comporta.
2021-08-10 Amare | Illusione
Un’illusione sociale è credere che comportandoci in un certo modo gli altri ci ameranno. In realtà l’amore non si ottiene per merito. I più fortunati lo trovano per caso, perché sono (o sembrano) ciò che altri desiderano.
2021-08-11 Etica | Giudicare
Il concetto di rispetto è generalmente visto come qualcosa di positivo, di buono. Eppure io credo che rispettare uno che si comporta male, evitare di giudicarlo, di accusarlo, di disprezzarlo, sia qualcosa di negativo, di cattivo, una forma di complicità.
2021-08-11 Inconscio | Giudicare | Coscienza | Ragionare
L’atto del giudicare è un fenomeno complesso che non può essere semplificato senza distorcerne il significato e trascurarne le implicazioni.
Il risultato di un giudizio di qualunque tipo su qualunque entità è una valutazione di corrispondenza di quella entità rispetto a certi fini o rispetto alla soddisfazione di certi bisogni o desideri. Il giudizio implica dunque una scelta tra prendere o lasciare, avvicinare o allontanare, accettare o respingere, preservare o distruggere, per raggiungere più facilmente certi fini o soddisfare più facilmente certi bisogni o desideri, o neutralizzare più facilmente certe paure.
E’ importante stabilire chi siano i soggetti del giudizio. Infatti io non credo che a giudicare sia un solo soggetto, ma un complesso di essi (che potremmo chiamare “agenti mentali”) che giudicano con metodi e fini diversi. Uno di questi soggetti è l’io cosciente; gli altri sono inconsci, involontari e automatici. In quanto alla volontarietà o involontarietà dell’io cosciente, la questione è aperta e non è mia intenzione affrontarla in questo scritto.
Il giudizio sintetico su una certa entità fornisce un risultato unico, complessivo su di essa. Il giudizio analitico fornisce invece una serie di risultati parziali, uno per ogni aspetto di quella entità.
Il giudizio razionale su una certa entità si basa su una logica algoritmica applicata consciamente all’entità stessa. Il giudizio emotivo consiste invece in una emozione associata automaticamente alla percezione dell’entità.
Il giudizio conscio è un giudizio di cui siamo consapevoli. Quello inconscio avviene a nostra insaputa, anche se siamo generalmente consapevoli dei risultati del giudizio stesso.
Un giudizio razionale può essere sintetico o analitico, come pure un giudizio emotivo, tuttavia il secondo è prevalentemente sintetico.
Un giudizio può essere più o meno volontario o involontario. Un giudizio volontario è sempre razionale (analitico o sintetico) e conscio, quello involontario sempre emotivo, sintetico e inconscio.
I giudizi emessi dai diversi agenti mentali giudicanti possono essere tra loro più o meno concordi o conflittuali. Nel secondo caso ci può essere una indecisione bloccante oppure una decisione basata sulla somma algebrica dei vari giudizi.
Per concludere, è importante osservare che noi giudichiamo soprattutto inconsciamente, involontariamente, automaticamente e sinteticamente, e che se vogliamo giudicare le nostre capacità di giudizio per milgiorarle (esercizio che potremmo chiamare “metagiudicare”) dovremmo sforzarci di giudicare in modo per quanto possibile volontario (e quindi cosciente), razionale e analitico.
2021-08-12 Bisogni | Motivazioni | Noia
Quando un bisogno si attiva, si attiva anche una motivazione tendente alla soddisfazione del bisogno stesso. Quando il bisogno è soddisfatto, anche la motivazione a soddisfarlo si disattiva. Quando nessun bisogno è attivo, interviene la noia, e si attiva il bisogno di novità. Di conseguenza si attiva una motivazione tendente alla ricerca di novità. Una volta trovata una novità, il bisogno di novità viene soddisfatto. Purtroppo la novità che ha soddisfatto quel bisogno cessa presto di essere tale, per cui non può più servire a soddisfare il bisogno di novità la prossima volta che questo si attiva. Isomma, abbiamo sempre bisogno di nuove novità.
2021-08-13 Religione | Domande
Le religioni rispondono, ognuna a modo suo, a domande a cui non è possibile rispondere razionalmente. Tra tali domande, una fondamentale è: perché esiste il mondo?
2021-08-13 Comunicazione
Scrivere a sé stessi è come parlare con un amico immaginario.
2021-08-13 Amare
Amore è avere qualcuno che puoi abbracciare in qualsiasi momento senza un motivo particolare e senza dover dare spiegazioni.
2021-08-13 Politica
Io sono favorevole al "green pass" e mi meraviglio del fatto che vi siano persone contrarie ad esso. Qualcuno dei contrari argomenta che sarebbe meglio (come alternativa) rendere la vaccinazione anticovid obbligatoria per tutti (tranne in casi medicalmente giustificati).
Io sarei favorevole anche a rendere la vaccinazione anticovid obbligatoria, ma credo che sarebbe molto più difficile, e illusorio, far rispettare tale legge da tutti, (rispetto ad una legge che richiede il green pass) per la violenta opposizione che ci sarebbe da aspettarsi da parte di non pochi che considerano erroneamente la vaccinazione anticovid più nociva che utile per loro come individui e per la società.
Aggiungo che, anche se si rendesse la vaccinazione anticovid obbligatoria, ci sarebbe comunque il problema di verificare, all’ingresso di un locale pubblico, che la persona entrante sia stata vaccinata, cosa possibile solo attraverso un green pass.
Il fatto che il green pass sia discriminatorio nei confronti di chi non può averlo in quanto rifiuta di vaccinarsi è ovvio, ma ritengo che sia una discriminazione giustificata per il bene comune, e non lesiva dei diritti fondamentali dell’individuo, come tante altre discriminazioni che richiedono una patente o un certificato per poter, ad esempio, condurre un’auto e esercitare certe attività.
D’altra parte, in termini di limitazione della libertà dell’individuo, ritengo che togliere ad una persona la libertà di non vaccinarsi sia molto più grave che toglierle la libertà di entrare in un locale pubblico senza un certificato di vaccinazione o un test negativo..
Per concludere, il green pass mi sembra il miglior compromesso tra il non imporre né obblighi né divieti (abbandonando la popolazione ad una crescita esponenziale dei contagi), e una vaccinazione coercitiva per tutti, che dovrebbe comunque essere documentata e verificata.
2021-08-14 Arroganza
Da bambino ho imparato che l'amore dei miei genitori era condizionato alla mia obbedienza, alla mia diligenza e alla mia bravura. Questo apprendimento ha forgiato il mio carattere, teso ad una continua coltivazione e crescita delle mie qualità intellettuali e morali.
Da grande sto ancora tristemente imparando che l'amore e la stima altrui non dipendono dalla mia obbedienza, né dalla mia diligenza, né dalla mia bravura, ma solo dalla mia capacità di, e dalla mia disponibilità a, soddisfare i loro bisogni e i loro desideri, che sono spesso infantili, miopi, sciocchi, gelosi, invidiosi, possessivi, avidi, grossolani, vili, pigri, stolti e malvagi.
In tal senso le mie qualità intellettuali e morali si rivelano spesso controproducenti in quanto fraintese e considerate dimostrazioni di presunzione, arroganza, prevaricazione e chiusura.
Di conseguenza sto imparando, a fatica e a forza di sconfitte, che mi conviene nascondere le parti migliori di me.
2021-08-14 Conoscere | Etica
A che servono le virtù e le conoscenze se non comportano vantaggi sociali? Solo a generare frustrazioni.
2021-08-14 Pensare | Conformismo
Emil Cioran, come pochi altri, mi ha insegnato il coraggio di pensare in modo non convenzionale.
2021-08-14 Interagire | Giudicare
Una relazione sociale si rompe quando una delle parti non riesce più a trattenersi dal dire all'altra che è stupida e/o cattiva.
2021-08-14 Etica | Inconscio | Coscienza
Una coscienza moralista può essere manipolata da un inconscio mosso da motivazioni inconfessabili.
2021-08-14 Conoscere | Natura umana | Progresso
Quasi tutti gli umani escludono a priori che qualcuno possa essere più competente di loro per quanto riguarda la conoscenza della vita, della società, della natura umana, e di conseguenza, la conoscenza di loro stessi. Per questo la conoscenza della natura umana stenta ancora a svilupparsi, e il progresso civile è così lento e precario.
2021-08-14 Interagire | Conoscere | Saggezza
Quasi tutti pensano di sapere quanto basta su come comportarsi con gli altri, e non cercano di imparare qualcosa a tale riguardo.
2021-08-14 Natura umana | Vita
In ogni istante miliardi di esseri viventi vengono distrutti da miliardi di altri esseri viventi, e non possiamo evitarlo. Anche noi umani siamo tra i distruttori. Più precisamente, siamo generatori e distruttori di vite.
2021-08-15 Conoscere | Complessità
La realtà è sempre molto più complessa di come possiamo raccontarla.
2021-08-15 Cambiare | Comportamento
Il mondo cambia (in peggio) perché la gente non cambia il suo modo di pensare e di comportarsi.
2021-08-15 Cambiare
Cambiare o non cambiare, questo è il dilemma. Chi dovrebbe cambiare? Quali cose dovrebbe cambiare? Come dovrebbe cambiarle? Come cambierà il mondo se nessuno cambia?
2021-08-16 Interagire | Bisogni | Piacere e dolore | Appartenere
Oggi più che mai, le relazioni sociali, sempre più libere da vincoli economici, politici e religiosi, si formano attraverso lo scambio di “like” (espliciti o impliciti), intendendo per “like” un’espressione di apprezzamento da parte di una persona per qualche azione, proprietà o aspetto di un’altra persona.
Se condividiamo qualcosa in un social network, e qualcuno vi mette un “mi piace”, è come se dicesse “tu mi piaci”. Infatti è difficile, se non impossibile, separare l’apprezzamento di una cosa che appartiene ad una persona, dall’apprezzamento per la persona stessa.
Siamo tutti in cerca di “like”, cioè abbiamo bisogno di ricevere il messaggio: “mi piace ciò che tu fai, ciò che tu hai, e quindi ciò che tu sei”.
Il messaggio “tu mi piaci” significa “tu mi dai piacere”, che a sua volta significa “tu soddisfi certi miei bisogni o desideri”. Tra i bisogni e i desideri più importanti c’è quello di ricevere apprezzamenti. Succede perciò che la relazione tra due persone possa essere basata soltanto su un reciproco scambio di like fine a se stesso: “tu mi piaci perché mi dici che io ti piaccio, e io ti piaccio perché ti dico che tu mi piaci”, senza che vi siano altri motivi che causino il piacere espresso. Ovviamente perché ciò possa avvenire ci deve essere una certa affinità di personalità e di gusti tra le persone che “si piacciono”.
Lo scambio di “like” non avviene solo nei social network, dove esiste un’apposita funzione per questo, ma anche nelle tradizionali conversazioni vocali, anche al di fuori di internet. E non è necessario che il “mi piace / mi piaci” sia esplicito. Questo messaggio, come quello opposto (“non mi piace / non mi piaci”) si legge facilmente tra le righe, attraverso il linguaggio non verbale.
Il problema è che la fame di like non si esaurisce mai, e si rinnova ogni giorno, ogni ora. Quando siamo a corto di like, o riceviamo dei “no like”, ci sentiamo soli, poveri ed emarginati, e perciò angosciati.
Insomma siamo tutti, chi più, chi meno, like-dipendenti.
2021-08-16 Etica | Falsità | Stupidità
Se ti dicessi che sei stupido, falso e cattivo, cosa mi diresti?
2021-08-17 Problemi
L'importanza della soluzione dipende da quella del problema.
2021-08-17 Vita | Problemi
La vita consiste in un’enorme quantità di problemi e in una piccola quantità di soluzioni, molte delle quali si dimostrano inefficaci e causa di ulteriori problemi.
2021-08-18 Conoscere | Cambiare
Il mondo è ciò che è perché non potrebbe essere altrimenti, ma può cambiare, e noi possiamo contribuire al suo cambiamento.
2021-08-18 Confliggere | Pensare | Logica
Quasi tutti temiamo le contraddizioni. Infatti, quando critichiamo qualcuno, cerchiamo e mettiamo in evidenza le sue contraddizioni (anche quando non ci sono o sono solo apparenti), mentre cerchiamo di dimostrare che nei nostri ragionamenti non ve ne sono. Infatti crediamo che una contraddizione in un pensiero sia indice di errore, di stupidità o di follia del pensatore.
Aristotele, col suo principio di non contraddizione, anche detto del "terzo escluso", ha trasformato il timore della contraddizione in una solida teoria filosofica e ne ha fatto un fondamento della cosiddetta verità.
In realtà, a mio parere, un pensiero che non ammette contraddizioni è falso, in quanto deforma e semplifica la realtà rappresentandola in modo riduttivo, e perciò illusorio. Infatti il principio di non contraddizione non si applica alla realtà in sé, ma al linguaggio che la descrive, il quale è sempre riduttivo se afferma qualcosa in modo assoluto, cioè senza specificare i limiti e le condizioni di validità dell'affermazione stessa.
Prendiamo ad esempio una moneta. Una persona X dice che quella moneta reca l’immagine di una certa persona A, mentre una persona Y dice che quella moneta reca l’immagine di una certa persona B diversa da A. Una persona Z dice che se X ha ragione, Y ha necessariamente torto, e viceversa. Ebbene, Z è in errore perché X e Y potrebbero avere entrambe ragione, cioè aver detto entrambe la verità, pur essendo le loro affermazioni contraddittorie. Infatti la moneta, essendo dotata di due facce, potrebbe recare in una faccia l’immagine di A e nell’altra l’immagine di B.
Qualsiasi affermazione dipende da certe presupposti (cioè condizioni, contesti, situazioni, assiomi ecc.). Questi possono essere di vario tipo: semantici, culturali, temporali, spaziali, quantitativi, statistici, visuali, strutturali ecc. Ne consegue che un’affermazione può essere contraddetta da una opposta se esse sono basate su presupposti diversi o indefiniti, cioè se partono da punti di vista diversi.
Infatti, pensieri e affermazioni non possono abbracciare e descrivere l’intera realtà (in ogni spazio, in ogni tempo, in ogni contesto ecc.), ma solo una piccola parte di essa. Tuttavia normalmente non ci preoccupiamo di definire i limiti dell’ambito dei nostri pensieri, e sarebbe comunque difficile, anche volendo, definire tali limiti. In altre parole, dietro ogni testo (cioè dietro ogni affermazione) c’è un contesto che raramente viene definito, né esplicitamente né implicitamente.
Insomma, le contraddizioni all'interno di un discorso o nel confronto tra due discorsi sono normali e sane, mentre l’assenza di contraddizioni è a mio avviso indice della fallacia e/o dell'incompletezza di qualunque affermazione che non sia corredata da complementi di informazione circostanziali, condizionali, relativi o limitativi.
Per quanto ne so, il primo autore che ha messo in discussione il principio aristotelico di non contraddizione è stato Alfred Korzybski, con la sua “semantica generale” e la sua “logica non-aristotelica”. Purtroppo il pensiero di Korzybski non ha ottenuto i riconoscimenti e la diffusione che merita, forse perché mette in discussione le fondamenta epistemologiche della cultura accademica, in quanto basata sulla logica aristotelica.
Così, ancora oggi, noi umani litighiamo contraddicendo e/o accusando l'un l'altro di contraddizioni, senza accorgerci del fatto che la nostra paura delle contraddizioni ci induce in errore.
A mio parere, i filosofi più illuminati sono quelli che amano, coltivano e cercano le contraddizioni in ogni discorso, in quanto indizi di verità e di completezza.
2021-08-19 Interagire | Conoscere
Ogni cosa è soggetto e oggetto allo stesso tempo.
2021-08-19 Interagire | Conoscere
Ogni cosa è allo stesso tempo soggetto e oggetto, causa ed effetto.
2021-08-19 Scegliere | Comportamento
Un meccanismo automatico, involontario e inconscio sceglie momento per momento cosa dobbiamo pensare, come dobbiamo agire, e come dobbiamo reagire a ciò che ci succede. Tuttavia il nostro io cosciente si illude di essere stato lui a scegliere il nostro comportamento, e di averlo fatto per certe giuste ragioni.
2021-08-19 Piacere e dolore | Inconscio | Coscienza
L'io inconscio e l'io cosciente si censurano e si inibiscono reciprocamente. Farebbero bene a mettersi d'accordo per dividersi il potere. L'io cosciente sa leggere, scrivere, contare, prevedere e pianificare, mentre l'io inconscio è analfabeta e irrazionale, ma sa meglio dell'io cosciente cosa causa il piacere e cosa il dolore.
2021-08-20 Interagire | Etica | Intelligenza | Gerarchia | Stupidità
Recentemente, nel gruppo Facebook “Psicologia, filosofia….” ho messo i seguenti post:
- Se qualcuno ti dicesse: "io sono più intelligente di te", come reagiresti?
- Se ti dicessi che sei intelligente, sincero e buono, cosa mi diresti?
- Se ti dicessi che sei stupido, falso e cattivo, cosa mi diresti?
Ad oggi il primo post ha ottenuto 101 commenti e 25 like, il secondo 72 commenti e 16 like, il terzo 36 commenti e 14 like.
I commenti sono di diversi tipi: seri, scherzosi, ironici, neutri, impulsivi, ragionati, accondiscendenti, offensivi, raffinati, volgari, lunghi, brevi, più o meno superficiali.
Ciò che trovo più interessante in questo esperimento non è tanto il contenuto dei commenti, nessuno dei quali ho trovato particolarmente sorprendente, ma la loro quantità, molto più grande di quella che i post che scrivo quasi ogni giorno nel gruppo normalmente ottengono.
Come spiegare tanto interesse per questo genere di post?
Direi che dai risultati di questo esperimento si evince che ciò che più interessa alle persone è cosa pensano gli altri di loro, e in particolare la comparazione tra loro e gli altri nelle gerarchie sociali, cioè “chi vale di più”.
In altre parole, siamo tutti costantemente preoccupati di non essere inferiori ad altri per quanto riguarda le nostre qualità umane (la nostra “umanità”) e le nostre competitività intellettuali e morali. Su queste cose siamo ipersensibili.
2021-08-20 Saggezza | Aspettativa
Il saggio sa cosa aspettarsi e cosa non aspettarsi dagli altri in ogni circostanza.
2021-08-22 Inconscio | Amare | Imitare | Obbedienza
Generalmente un bambino è amato, protetto e guidato dai genitori in cambio della sua obbedienza e della sua imitazione. Poi, divenuto adolescente, si ribella ai genitori, e sceglie modelli alternativi da imitare. Infine, da persona matura, conclude la formazione del suo carattere mettendo insieme tratti presi dai genitori con altri presi da altri modelli. Tuttavia, resta in ogni persona la nostalgia inconscia dell'infanzia, cioè il desiderio inconfessabile di essere amati, protetti e guidati da figure maschili e femminili, naturali e/o soprannaturali, in cambio della propria obbedienza e della propria imitazione.
2021-08-22 Interagire | Giudicare | Valutare | Differenze umane
Ognuno valuta, consciamente o inconsciamente, ogni altro (nella misura in cui lo conosce) e se stesso.
La valutazione può essere generale o riguardare particolari aspetti o capacità della persona valutata.
Considerando due persone X e Y, sono possibili le seguenti valutazioni da parte di X:
- <xx> il valore che X attribuisce a se stesso
- <xy> il valore che X attribuisce a Y
- <xyx> il valore che X ritiene che Y attribuisca a X
- <xyy> il valore che X ritiene che Y attribuisca a se stesso
Le valutazioni sono normalmente comparative. Le comparazioni più importanti sono le seguenti. I temini "superiore" e "inferiore" possono essere sostituiti rispettivamente dai termini "migliore" e "peggiore".
- La comparazione <xx> : <xy> è quella cha fa ritenere a X di essere superiore o inferiore a Y.
- La comparazione <xyy> : <xyx> è quella che fa ritenere a X che Y si ritenga superiore o inferiore a X.
- La comparazione <xy> : <xyy> è quella che fa ritenere a X che Y si sopravvaluti o si sottovaluti.
La comparazione più problematica è la <xyy> : <xyx> (quella che fa ritenere a X che Y si ritenga superiore o inferiore a X) perché da essa dipende la simpatia o l’antipatia che X prova per Y.
Ovviamente tutte le valutazioni sono soggettive.
2021-08-23 Competere | Criticare
Criticare implica competere, nel senso della competenza e della competizione.
Infatti, una persona X che critica un'espressione (tesi, affermazione, gesto o comportamento) di una persona Y presume di essere più competente di Y per quanto riguarda la capacità di giudizio nel contesto (cioè nell'ambito) dell'espressione criticata.
La definizione e delimitazione del contesto della critica costituisce di per sé una "criticità". Infatti tale constesto può
essere inteso in modo più o meno estensivo dalle parti in gioco, fino a comprendere, in casi estremi, l'intera personalità della persona la cui espressione è certificata.
Infatti, è difficile, se non impossibile, criticare una certa espressione di una certa persona senza criticare globalmente, unitariamente, la persona stessa in quando generatrice dell'espressione ritenuta errata, per lo stesso motivo per cui un artigiano che produce un cattivo prodotto rischia di essere considerato un cattivo artigiano in assoluto.
Le conseguenze di questo fenomeno possono essere drammatiche e deplorevoli allorché la critica non viene accettata come valida dalla persona criticata. Infatti la non accettazione di una critica equivale ad una dichiarazione di guerra, in quanto segna l'inizio di una competizione tra due presunzioni di maggior competenza (cioè di maggior "proprietà" di giudizio o di giurisdizione) in un contesto più o meno esteso.
L'estensione del contesto della competizione tende a crescere con il procedere del confronto dialettico allorché la critica dà luogo ad una contro-critica, cioè ad una critica della critica, e quindi della persona del primo criticante, e la contro-critica può dar luogo ad una contro-contro-critica, e così via, in una escalation difficilmente controllabile.
Può allora avvenire facilmente che il confronto si sposti dall'oggetto del contendere iniziale, alla capacità di giudizio, all'intelligenza, alla buona volontà e alla buona fede dei contendenti, diventando francamente offensivo.
Il confronto può diventare in tal modo aggressivo (unilateralmente o bilateralmente) allorché una delle parti (o entrambe) sente/sentono minacciata la propria dignità sociale o la propria autorità o autorevolezza, come conseguenza della critica subita.
Per quanto sopra, è bene tenere a mente che criticare è normalmente rischioso in quanto può avere effetti collaterali negativi per la pace sociale. Forse per questo motivo molti evitano di criticare, fino la punto di perdere la propria capacità critica.
2021-08-23 Confliggere | Comunicazione
Sono più apprezzato quando parlo o quando taccio?
2021-08-23 Conoscere | Filosofia | Competere
La storia della filosofia è il resoconto di una competizione a chi la sa più lunga che dura da millenni; un susseguirsi di autori presuntuosi, che ritenevano di saperla più lunga di tutti i loro predecessori, dei quali pretendevano di correggere gli errori e di colmare le lacune con le proprie idee e conoscenze, ritenute più vere e/o più complete ed efficaci delle precedenti. Altrimenti ogni autore si sarebbe limitato a spiegare e commentare le idee dei suoi predecessori senza aggiungervi nulla di originale, come fanno i bravi professori di filosofia.
2021-08-23 Interagire | Giudicare
Se vuoi farti voler bene da qualcuno, apprezzalo sempre e non criticarlo mai, sii amico dei suoi amici e nemico dei suoi nemici. Tuttavia sappi che se quella persona ti vorrà bene, i suoi nemici, sapendolo, ti disprezzeranno.
2021-08-24 Interagire
Siamo tutti condizionati dagli “altri”, ma ognuno ha i suoi “altri”.
2021-08-24 Interagire | Inconscio | Competere | Imitare | Selezione sociale
L’inconscio consiste in un insieme di strategie di cooperazione sociale, costituite da regole (obblighi e divieti, diritti e doveri), da astuzie (come ottenere la cooperazione altrui al minimo costo in termini di beni, fatiche e frustrazioni), da aspettative (come reagiranno gli altri se mi comporto in un certo modo), da modelli (quali forme imitare per appartenere a certe comunità), da valori (cosa vale per gli altri) e da risorse competitive (come conquistare e mantenere i posti più alti possibile nelle varie gerarchie e come essere preferiti nella selezione sociale).
2021-08-25 Mente | Coscienza | Vita
Le prime forme di vita erano costituite essenzialmente solo da apparati digerenti. L'evoluzione dei sistemi nervosi, fino alla coscienza umana, può essere considerata come lo sviluppo di tecniche, metodi e strategie per favorire l'ottenimento del cibo, la sopravvivenza e la riproduzione degli individui.
2021-08-25 Competere
Come l'energia, la competizione tra persone non si crea né si distrugge, ma si può trasformare.
Essa è infatti una componente fondamentale e ineluttabile della natura umana.
Tuttavia essa può assumere forme diverse, talvolta opposte, spesso dissimulate, dato che nella nostra cultura a sfondo cristiano la competizione è considerata peccaminosa e arrogante, e una necessità può facilmente trasformarsi in una virtù o in un vizio.
Si può infatti competere per dimostrare di essere più competitivi, più cooperativi, più competenti, più incompetenti, più forti, più deboli, più meritevoli, più modesti, più presuntuosi, più umili, più temerari, più cauti, più ricchi, più poveri, più generosi, più bisognosi, più onesti, più disonesti, più furbi, più ingenui, più bellicosi, più pacifici, più sadici, più masochisti, più carnefici, più vittime, più potenti, più impotenti, più belli, più brutti, più buoni, più cattivi, più intelligenti, più stupidi, più seri, più spiritosi, più tristi, più allegri, più sapienti, più ignoranti, più saggi, più stolti, più sensibili, più insensibili, più amorevoli, più aridi, più amici, più nemici, più obbedienti, più disobbedienti, più conformisti, più anticonformisti, più degni, più indegni, più innocenti, più colpevoli, più compiacenti, più indignati ecc.
2021-08-25 Piacere e dolore
Quasi nessun essere umano si chiede perché gli piace ciò che gli piace, e quasi tutti pensano, senza dubitarne, che ciò che a loro piace sia buono, giusto e vero.
2021-08-25 Comunicazione | Internet
Il guaio di internet è che permette a qualsiasi imbecille di improvvisarsi giornalista indipendente potendo raggiungere un'enorme quantità di lettori imbecilli.
2021-08-25 Etica
Io penso che coloro che sconsigliano pubblicamente (direttamente o indirettamente) la vaccinazione anticovid siano moralmente responsabili delle morti e di gravi problemi di salute di persone che hanno rifiutato di farsi vaccinare in quanto influenzate in tal senso.
2021-08-27 Confliggere | Ragionare | Bias cognitivo
Quando leggo un post assurdo e pericoloso in un social network sono assalito da un dilemma: ignorarlo o commentare dicendo che si tratta di pericolose assurdità? Il problema è che nel socondo caso l'autore del post mi invita, anzi mi sfida, a confutare logicamente, con argomentazioni razionali, il contenuto del post. Tuttavia so che le mie confutazioni razioni non servirebbero a nulla (se non ad ottenere insulti) dato il bias cognitivo dell'autore del post, che difenderà a spada tratta il suo pensiero senza prendere in considerazione le mie argomentazioni, come mi è capitato centinaia di volte.
2021-08-27 Competere | Gioco
Amiamo i giochi in cui siamo competitivi.
2021-08-28 Differenze umane | Condividere | Gerarchia | Comunità | Riti e rituali
Ogni tanto abbiano bisogno di sentirci in pace col mondo e con la società, e per questo abbiamo bisogno di sentirci uguali agli altri e di ricevere conferme che anche gli altri si sentano uguali a noi. Perciò ci piace celebrare rituali di comunione religiosi e civili, sacri e profani, formali e informali, pianificati e spontanei, in forma di feste, cerimonie, raduni, convegni ecc. Sono momenti di illusione collettiva di breve durata, dopo i quali tornano a imperare le differenze, le gerarchie, i privilegi, le esclusioni.
2021-08-28 Etica | Gerarchia
L'onore è una posizione gerarchica.
2021-08-28 Religione | Demoni
Il diavolo non è fuori di noi, ma parte di noi.
2021-08-28 Differenze umane | Sesso
Recentemente un mio amico mi ha invitato a scrivere qualcosa sul tema: “come le donne pensano”. Inizialmente riluttante, ho poi accettato l’invito come sfida intellettuale e ne è risultato l’articolo che state leggendo.
Il titolo del tema presuppone che le donne pensino in modo diverso dagli uomini, e mi sono chiesto se ciò sia vero, ed eventualmente in quali ambiti.
Mi sono anche chiesto, ammesso che le donne pensino diversamente dagli uomini, come facciamo noi uomini a sapere come le donne pensano, se non sono esse stesse a dircelo. Altrimenti dovremmo dedurlo dal loro comportamento, cioè da ciò che esse dicono e fanno, con tutti i rischi di falsa interpretazione che tale deduzione comporta, trattandosi di "processo alle intenzioni".
Poi c’è un’altra questione: tutte le donne pensano nello stesso modo? Direi di no, come è vero che non tutti gli uomini pensano alla stesso modo, e come è vero che la femminilità non è distribuita in modo uguale tra le donne, nel senso che alcune sono più femminili di altre, così come certi uomini sono più mascolini di altri. Per non parlare dell’omosessualità e bisessualità femminile e di quella maschile, dove mascolinità e femminilità del carattere sono difficili da determinare.
Per farla breve, in base alle mie esperienze con le donne, mi pare che ciò che più differenzi il pensiero femminile da quello maschile (in generale e con molte eccezioni), sia un certo vittimismo delle donne, in quanto tendono a considerarsi storicamente e ancora oggi sfruttate dagli uomini e da essi considerate inferiori, cioè adatte solo ai lavori domestici e alla puericultura, cosa secondo me innegabile e di cui noi maschietti dovremmo fare ammenda.
Un’altro aspetto che a mio avviso differenzia il pensiero femminile da quello maschile, è una certa passività nella ricerca dei partner sessuali, nel senso che molte donne curano il loro aspetto fisico, il loro abbigliamento e la loro reputazione monogamica sperando che ciò le renda attraenti come candidate mogli per qualche uomo “speciale”, che sperano passivamente di incontrare dall'età della pubertà fino al matrimonio, e forse anche oltre, senza cercarlo attivamente, cioè senza prendere iniziative esplicite in tal senso.
Inoltre mi azzardo a dire che molte donne sperano di incontrare un uomo forte ma gentile, su cui esercitare un certo potere in nome dell’amore, un’aspettativa che raramente viene soddisfatta dato che il concetto di amore è molto diverso per i due sessi (pur con molte eccezioni).
Penso di aver già detto troppo e spero nella clemenza delle donne che mi hanno ascoltato.
2021-08-29 Conoscere
Non puoi capire il nuovo se non hai capito il vecchio.
2021-08-29 Conoscere
Non puoi capire te stesso se non capisci gli altri, e viceversa.
2021-08-29 Interagire | Competere | Cooperare | Selezione sociale
L'homo sapiens ha quattro istinti sociali fondamentali, che costituiscono anche dei bisogni:
- imitazione
- cooperazione
- competizione
- selezione (attiva e passiva)

2021-08-29 Mente | Psicopatia
Dovremmo chiederci quanto la società in cui viviamo sia malata, perché vivere in una società malata ci ammala.
2021-08-30 Bisogni | Desiderare | Autogoverno
L'autogoverno di una persona comporta il rinunciare (temporaneamente o definitivamente) alla soddisfazione di certi bisogni o desideri, per consentire la soddisfazione di bisogni e desideri più importanti.
2021-08-30 Politica
Governare una nazione comporta il dovere di decretare la morte o danni per un certo numero di persone (conosciute o sconosciute) per salvare o migliorare la vita di un più grande numero di persone.
2021-08-30 Conoscere
Per l'universo sono un microbo, per un microbo sono un universo.
2021-08-30 Differenze umane | Gerarchia
È difficile parlare di differenze umane senza finire per parlare di superiorità e di inferiorità. È anche difficile avere opinioni diverse senza finire per parlare di superiorità o inferiorità di un'opinione rispetto ad un'altra.
2021-09-01 Vita | Causalità
Per capire quale sia il senso della vita bisogna prima stabilire cosa sia la vita, cosa sia il senso e cosa sia il capire.
2021-09-01 Valutare
In senso assoluto ogni cosa o persona è ugualmente importante o non importante. In senso relativo una certa cosa o persona può essere più o meno importante relativamente a un certo scopo. È perciò importante sapere distinguere l'ambito dell'assoluto da quello del relativo. In realtà tutto ciò che un essere umano può conoscere è relativo. Pertanto ogni importanza apprezzabile da un essere umano è relativa.
2021-09-02 Verità | Mappa cognitivo-emotivo-motiva
La verità che possiamo capire è sempre parziale, un frammento della verità totale che la nostra mente non è in grado di afferrare per intero. La mente costruisce e usa mappe della realtà, e una mappa non è il territorio che rappresenta. La mappa "segna" solo acuni aspetti del territorio facendone astrazione. Continuiamo dunque a cercare "la" verità, ma senza illuderci di trovare altro che frammenti di essa, che ognuno completa con la sua fantasia.
2021-09-02 Libertà
La libertà totale scioglie ogni legame, compresi quelli di cui abbiamo bisogno.
2021-09-02 Interagire
Un soggetto, oltre ad interagire con altri soggetti, può organizzare interazioni tra altri soggetti senza parteciparvi.
2021-09-02 Gerarchia | Stupidità
Quando un non imbecille incontra un imbecille, è impossibile per il primo ritenersi uguale al secondo; infatti, se si ritenesse tale, sarebbe un imbecille. Tuttavia gli può convenire fingere di ritenersi uguale.
2021-09-03 Libertà | Morte
Solo la morte ci rende liberi. Finché siamo in vita dipendiamo dalla cooperazione altrui.
2021-09-04 Religione
1 Osserverete per metterlo in pratica tutto ciò che vi comando: non vi aggiungerai nulla e nulla vi toglierai.
2Qualora sorga in mezzo a te un profeta o un sognatore che ti proponga un segno o un prodigio,
3e il segno e il prodigio annunciato succeda, ed egli ti dica: «Seguiamo dèi stranieri, che tu non hai mai conosciuto, e serviamoli»,
4tu non dovrai ascoltare le parole di quel profeta o di quel sognatore, perché il Signore, vostro Dio, vi mette alla prova per sapere se amate il Signore, vostro Dio, con tutto il cuore e con tutta l'anima.
5Seguirete il Signore, vostro Dio, temerete lui, osserverete i suoi comandi, ascolterete la sua voce, lo servirete e gli resterete fedeli.
6Quanto a quel profeta o a quel sognatore, egli dovrà essere messo a morte, perché ha proposto di abbandonare il Signore, vostro Dio, che vi ha fatto uscire dalla terra d'Egitto e ti ha riscattato dalla condizione servile, per trascinarti fuori della via per la quale il Signore, tuo Dio, ti ha ordinato di camminare. Così estirperai il male in mezzo a te.
7Qualora il tuo fratello, figlio di tuo padre o figlio di tua madre, o il figlio o la figlia o la moglie che riposa sul tuo petto o l'amico che è come te stesso t'istighi in segreto, dicendo: «Andiamo, serviamo altri dèi», dèi che né tu né i tuoi padri avete conosciuto,
8divinità dei popoli che vi circondano, vicini a te o da te lontani da un'estremità all'altra della terra,
9tu non dargli retta, non ascoltarlo. Il tuo occhio non ne abbia compassione: non risparmiarlo, non coprire la sua colpa.
10Tu anzi devi ucciderlo: la tua mano sia la prima contro di lui per metterlo a morte; poi sarà la mano di tutto il popolo.
11Lapidalo e muoia, perché ha cercato di trascinarti lontano dal Signore, tuo Dio, che ti ha fatto uscire dalla terra d'Egitto, dalla condizione servile.
12Tutto Israele verrà a saperlo, ne avrà timore e non commetterà in mezzo a te una tale azione malvagia.
13Qualora tu senta dire di una delle tue città che il Signore, tuo Dio, ti dà per abitarvi,
14che uomini iniqui sono usciti in mezzo a te e hanno sedotto gli abitanti della loro città dicendo: «Andiamo, serviamo altri dèi», dèi che voi non avete mai conosciuto,
15tu farai le indagini, investigherai, interrogherai con cura. Se troverai che la cosa è vera, che il fatto sussiste e che un tale abominio è stato realmente commesso in mezzo a te,
16allora dovrai passare a fil di spada gli abitanti di quella città, la dovrai votare allo sterminio con quanto contiene e dovrai passare a fil di spada anche il suo bestiame.
17Poi radunerai tutto il bottino in mezzo alla piazza e brucerai nel fuoco la città e l'intero suo bottino, sacrificio per il Signore, tuo Dio. Diventerà una rovina per sempre e non sarà più ricostruita.
18Nulla di ciò che sarà votato allo sterminio si attaccherà alla tua mano, perché il Signore desista dalla sua ira ardente, ti conceda misericordia, abbia misericordia di te e ti moltiplichi, come ha giurato ai tuoi padri.
19Così tu ascolterai la voce del Signore, tuo Dio: osservando tutti i suoi comandi che oggi ti do e facendo ciò che è retto agli occhi del Signore, tuo Dio.
2021-09-06 Bisogni | Politica | Gerarchia | Volontà
La volontà è sempre volontà di potenza, ovvero di dominanza, in quanto comporta l'imposizione della volontà stessa su una parte del resto del mondo in una certa misura. In altre parole, esercitare una volontà significa imporsi verso certe cose o certe persone, in certi modi, in certi ambiti più o meno estesi. Perfino quando cerchiamo di imporre la nostra volontà su noi stessi, cioè quando ci sforziamo di comportarci in certi modi non spontanei, lo facciamo per cambiare le nostre relazioni con il mondo esterno, ovvero per imporre a certe cose e/o a certe persone che ci circondano nuove relazioni con noi.
Una volontà consiste in un bisogno o desiderio, e può essere più o meno soddisfatta o frustrata, determinando rispettivamente il benessere o malessere del volente.
C'è dominanza di una persona X su una cosa o persona Y ogni volta che Y soddisfa una volontà di X.
2021-09-07 Interagire | Società
La sovrappopolazione umana è dannosa non solo perché depaupera e inquina la biosfera, ma anche perché esaspera la competizione e induce le persone a odiarsi e ad aggredirsi reciprocamente.
2021-09-07 Interagire
Quando vediamo una persona sconosciuta ci chiediamo (consciamente o inconsciamente): cosa abbiamo in comune? Come potremmo cooperare? Cosa mi potrebbe offrire? Cosa le potrei offrire? Di cosa potremmo parlare? Come potremmo interagire? Quanto siamo compatibili? In cosa siamo incompatibili?
2021-09-07 Piacere e dolore | Emozioni e sentimenti
Credo che tra viaggiare e stare bene ci possa essere un rapporto di causalità bidirezionale, nel senso che ci sono casi in cui il viaggiare fa stare bene, o fa stare meglio, e casi in cui chi sta bene ama viaggiare ogni tanto come conseguenza del suo star bene.
Molto dipende dalla congenialità dei luoghi visitati e delle persone incontrate durante il viaggio, dalle condizioni più o meno confortevoli del trasporto e dell’alloggio, dai costi sostenuti e dagli obiettivi e dalle aspettative del viaggiatore.
Normalmente, viaggiare comporta visitare luoghi mai visitati prima, oppure tornare in luoghi non frequentati da un certo tempo. In ogni caso il viaggio comporta un cambiamento più o meno grande degli stimoli a cui si è normalmente sottoposti, cioè comporta nuovi stimoli. Infatti gli stimoli che si ripetono senza variazioni finiscono per perdere la capacità di stimolare, insomma, non vengono più percepiti come stimoli.
Viaggiare può essere pertanto un buon rimedio contro la noia, oltre a essere una fonte di distrazione, di sorpresa e di curiosità. Direi di più: credo che viaggiare permette di soddisfare dei bisogni umani geneticamente determinati, quali i bisogni di esplorazione, di stimolazione e di novità. In tal senso viaggiare ci può far bene.
Viaggiare è anche un modo di spostarsi da un luogo ad un altro, quindi un mezzo di trasporto. Se esistesse una macchina capace di trasportarci da un luogo and un altro istantaneamente, la durata del viaggio sarebbe nulla e quindi il viaggiare inteso come spostamento non avrebbe alcun interesse, né significato, ma ciò che conta sarebbe solo la meta raggiunta e visitata. D’altra parte ci possono essere viaggi in cui l’attrazione è costituita più dal viaggiare, cioè dallo spostamento e dal movimento, piuttosto che dalla (o altre alla) meta del viaggio.
Per me viaggiare ha, tra le altre cose, l’effetto di farmi accantonare i pensieri ripetitivi legati all’ambiente in cui vivo abitualmente, creando spazio per nuove idee e nuove riflessioni. In altre parole, durante i miei viaggi mi sento più creativo.
Non tutti amano viaggiare con la stessa intensità. Infatti ognuno dovrebbe capire qual è la sua dose ottimale di giorni di viaggio rispetto ai giorni di stanziamento.
Grazie alla tecnologia si può anche viaggiare in modo virtuale, e a volte i viaggi virtuali sono più istruttivi di quelli reali, anche se non abbastanza stimolanti.
2021-09-07 Competere
Dire seriamente a qualcuno 'stai dicendo cazzate' è offensivo in quanto umiliante. Infatti, sebbene molti considerano l'umiltà una virtù, nessuno tollera di essere umiliato da qualcun altro.
2021-09-07 Motivazioni
Consciamente o inconsciamente, ognuno di noi vorrebbe essere un dittatore (nel senso di dettare legge).
2021-09-08 Valutare | Mappa cognitivo-emotivo-motiva
Nel discorso che sto facendo, per forma intendo qualsiasi configurazione sensoriale o testuale, analogica o digitale, riconoscibile da un essere umano, e per valore, un certo grado di verità, di bontà o di bellezza che può essere attribuito ad una forma.
Una forma può essere costituita da un oggetto, da una persona, da un'immagine, da uno stile, da un'idea, da un'ideologia, da una parola, da un'affermazione, ecc.
In tal senso, possiamo dire che ogni essere umano attribuisce soggettivamente (consciamente o inconsciamente) certi valori a ogni forma che è capace di riconoscere.
Il comportamento di un essere umano è influenzato dai valori che egli attribuisce (consciamente o inconsciamente) alle forme da lui riconosciute, e dalla sua conoscenza dei valori che altre persone persone attribuiscono alle stesse forme.
Intendo dire che ogni essere umano è sentimentalmente e/o cognitivamente attratto dalle forme per lui più vere, più buone e più belle, e prova repulsione per quelle per lui più false, più cattive e più brutte.
Come avviene l'attribuzione dei valori alle forme apprese?
L'attribuzione di valori può essere "insegnata" da altri come parte di una educazione, o di una imitazione, oppure può essere originale, cioè avvenire spontaneamente, creativamente, in base a esperienze e a riflessioni personali del soggetto.
L'attribuzione di valore può essere più o meno "sana" in senso psicopatologico in quando può dare luogo a comportamenti più o meno favorevoli alla soddisfazione dei bisogni della persona.
La psicoterapia dovrebbe esaminare le attribuzioni di valore memorizzate nella mente del paziente al fine di individuare quelle non sane e correggerle.
2021-09-08 Filosofia | Caffè filosofico
Dal 2021 organizzo conversazioni in videoconferenza sul modello del “Caffè filosofico” di Marc Sautet (
https://it.wikipedia.org/wiki/Caffè_filosofico).
Attualmente gli incontri si svolgono il martedì alle 21:00, ogni due settimane.
Possono partecipare tutti coloro che desiderano mettere in discussione interattivamente le proprie idee, opinioni, riflessioni, e fare domande. I temi trattati includono la vita, la società, la mente, i rapporti interpersonali e la natura umana in generale.
Non sono richiesti titoli di studio, né competenze particolari, ma solo il desiderio di condividere, arricchire e migliorare le proprie conoscenze in un ambiente dove fare domande è più importante che dare risposte.
Il caffè filosofico non è un'arena in cui si gareggia a chi la sa più lunga o a chi è più erudito o più intelligente, ma un luogo di ricerca e di condivisione del sapere e del capire.
Non sono ammesse critiche rivolte alle persone degli interlocutori. Qualsiasi discussione deve riguardare le idee espresse, non le qualità, il carattere o le intenzioni di chi le esprime. Se non si è d’accordo con quello che qualcuno dice, lo si può dire col dovuto rispetto.
La partecipazione è libera, gratuita e senza impegno di continuità.
Gli incontri sono condotti da un moderatore volontario che incoraggia ogni partecipante a esprimersi, fa in modo che nessuno parli troppo a lungo rispetto agli altri, interrompe le dispute sterili e blocca ogni commento offensivo o svalutativo nei confronti degli interlocutori.
Ogni incontro verte su un tema stabilito dall’organizzatore o scelto mediante voto dai partecipanti tra quelli da essi proposti.
Durante le sessioni, ogni partecipante può esprimere le proprie idee e i propri quesiti, o replicare a quanto detto da altri.
Non è obbligatorio prendere la parola. Gli interventi non devono durare più di tre minuti. Il moderatore dà la parola a chi l'ha chiesta, secondo l'ordine delle richieste, dando la precedenza a chi non ha già parlato.
Gli incontri durano circa due ore.
La piattaforma di comunicazione è attualmente Zoom.
Non esitare a contattarmi mediante la pagina
https://blog.cancellieri.org/contatto/ per segnalarmi il tuo interesse a partecipare a qualche caffè filosofico.
Per partecipare è anche sufficiente iscriversi al gruppo Meetup "Caffè filosofico online" (
https://www.meetup.com/caffe-filosofico-online/).
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2021-09-08 Competere | Gerarchia
Ogni umano è dominato dalla paura di essere dominato e dal desiderio inconfessabile di dominare gli altri.
2021-09-09 Competere | Cooperare
Tra tutti gli umani vi è una competizione permanente, spesso dissimulata, che solo gli ingenui non vedono. Una competizione che riguarda i valori umani, da cui dipende la posizione gerarchica intellettuale, morale, estetica ed economica di ciascuno. Dall’esito, sempre instabile, di tale competizione dipende l’assegnazione dell’autorità e dei privilegi nei gruppi sociali, e la regolazione della cooperazione.
2021-09-09 Competere
Una competizione può essere più o meno violenta. In una competizione non violenta si stabiliscono regole (obblighi e divieti) che i contendenti devono rispettare. Tuttavia, ci può essere violenza nello stabilire le regole, nel senso che ognuno vorrebbe stabilire regole a sé più favorevoli.
2021-09-10 Gerarchia | Domande
Chi domanda è padrone, chi risponde servo.
2021-09-10 Domande
Meglio una domanda senza risposta che una risposta senza domanda.
2021-09-10 Competere | Motivazioni | Società | Cooperare | Comportamento
Il comportamento umano è determinato da due motivazioni fondamentali: soddisfare i propri bisogni biologici, e ottenere vantaggi e meriti sociali.
2021-09-11 Conoscere | Domande
Qualunque affermazione che non risponda ad un perché è una risposta senza domanda. Viviamo in un mondo dove i punti esclamativi sono molto più numerosi di quelli interrogativi. Dovremmo porre più domande, perché la sapienza è fondata soprattutto sulle domande, per alcune delle quali non ci può essere risposta. Ecco alcune domande che possiamo (e dovremmo) porre a fronte di qualunque affermazione: "a che e a chi è utile?", "quali sono le sue cause?", "quali sono le sue conseguenze?"
2021-09-11 Religione
Un crocifisso esposto in un luogo pubblico equivale a un manifesto di un partito politico. Fa pubblicità e proselitismo per una certa visione del mondo (creazionista e antiscientifica), una certa morale e una certa politica. Ti piacerebbe che in un'aula scolastica frequentata dai tuoi bambini fosse affisso alla parete il manifesto di un partito politico a te avverso?
2021-09-11 Conoscere | Arroganza
Molti sono convinti che le cose che essi non vedono non esistano, e pensano che quelli che le vedono siano allucinati. Pensano anche che ciò che essi non capiscono sia sbagliato. Arroganza dell'ignoranza.
2021-09-11 Interagire | Confliggere
Con certe persone siamo d'accordo sul fatto che non siamo d'accordo.
2021-09-11 Giudicare | Valutare
Molti non sanno distinguere il valore dal prestigio, nel senso che attribuiscono valore solo a ciò che è prestigioso, cioè solo a ciò a cui molti altri attribuiscono valore.
2021-09-11 Libertà
La libertà è sempre relativa, soggettiva e limitata. Ciò che fa sentire libera una persona, a me può far sentire prigioniero, e vice versa.
2021-09-12 Emozioni e sentimenti | Comunicazione | Linguaggio
Immaginate che vi siano dei libri leggendo i quali si provano sensazioni simili a quelle causate da certe sostanze stupefacenti. La gente leggerebbe molto di più. In effetti ci sono certi libri che in certe persone provocano simili sensazioni, anche se in modo molto più blando.
2021-09-12 Interagire | Comunicazione
Chi tace acconsente, sia al bene che al male. Oppure non ha tempo per commentare, o ha paura di farlo.
2021-09-12 Religione
Il Dio di Abramo è cattivo, ma i suoi fedeli devono credere e dire che è buono, altrimenti Lui si arrabbia e li punisce crudelmente, come la Bibbia insegna con molte storie.
2021-09-12 Gerarchia | Potere | Obbedienza
Per poter comandare agli inferiori bisogna obbedire ai superiori.
2021-09-12 Gerarchia | Potere
Ognuno vorrebbe (consciamente o inconsciamente) avere un certo dominio su ogni altro, nei limiti del possibile, cioè nei limiti consentiti dall'altro.
2021-09-12 Identità
Chi nega di essere ciò che è inganna e/o si inganna. Infatti molti non sanno distinguere tra ciò che sono e ciò che vorrebbero essere.
2021-09-12 Conoscere | Filosofia
La filosofia non dovrebbe essere una branca del sapere, ma la sintesi di tutti i saperi.
2021-09-13 Conoscere | Illusione
Per me metafisica è qualsiasi idea che non può essere dimostrata né falsificata, ed è tuttavia capace di influenzare il comportamento umano, e di dare piacere e/o di lenire il dolore per qualcuno. È sostanzialmente una illusione. È una definizione personale ed eretica, non accademica.
2021-09-13 Interagire | Valutare
Le persone che si sopravvalutano sono insopportabili. Quelle che si sottovalutano sono interessanti come buoni prodotti a buon mercato.
2021-09-13 Vita | Morte
Oltre alla vita, che prima o poi tutti comunque perderemo, non abbiamo nulla da perdere.
2021-09-13 Interagire
Quando un umano ne incontra un altro, si pone, consciamente o inconsciamente, domande come le seguenti:
- qual è il rapporto competitivo tra me e questa persona nelle varie gerarchie sociali e nei vari sistemi di valori?
- quali possibilità e quali opportunità di cooperazione ci sono tra me e questa persona?
- quali beni, servizi e/o informazioni io e questa persona ci possiamo scambiare utilmente?
- cosa c’è in questa persona che mi conviene imitare?
- cosa questa persona mi può insegnare di utile?
- cosa possiede questa persona che io vorrei possedere?
- cosa possiede questa persona che io vorrei non possedesse?
- cosa c’è in questa persona che potrebbe danneggiarmi?
- quanto questa persona rientra nei miei gusti, nelle mie preferenze e nelle mie scelte?
- cosa mi distruba di questa persona?
- cosa mi attrae di questa persona?
In base alle presunte risposte a domande di questo genere, tra i due umani avvengono (o non avvengono) certe interazioni.
2021-09-13 Conoscere | Emozioni e sentimenti
Bisogna distinguere la realtà da una certa sensazione della realtà, sensazione che può non corrispondere alla realtà stessa. Per esempio "sentirsi" parte indistinta dell'Uno e in perfetta armonia col mondo e con gli altri può dare al soggetto un immenso piacere (reale), anche se non significa che le cose stiano realmente come lui le le percepisce. Ciò avviene per esempio in chi è sotto l'effetto di sostanze psichedeliche.
2021-09-14 Filosofia
Paradossalmente chiunque potrebbe affermare di avere una "filosofia", anche le persone più rozze e meno istruite, e nessuno potrebbe dimostrare razionalmente (o con metodo filosofico) che quella filosofia non sia tale, o che valga meno di quelle contemplate nei manuali di storia della filosofia. Infatti ognuno sceglie le filosofie che sente più affini alla propria personalità e intelligenza, e trascura o disprezza le altre. Ma non è filosofico (a mio immodesto avviso) affermare cosa sia oggettivamente filosofia e cosa non lo sia. E' invece lecito dire quale filosofia preferiamo, quale ci sembra (soggettivamente) migliore e quale ci sembra (soggettivamente) più utile per il bene comune, per il progresso civile, intellettuale, morale ed estetico. Per me la filosofia è la sintesi di tutti i saperi, ma questa è una mia definizione personale. Cosa ci sia dentro lo decido io.
2021-09-14 Caffè filosofico | Tempo
(Traduzione del mio intervento al Café Philo Lyon il 14/9/2021 sul tema "Il tempo".)
Sul tempo ci sarebbe da dire un’infinità di cose, perché il tempo non è un dettaglio del mondo, ma è uno degli elementi costitutivi della realtà e dell’esistenza, insieme con lo spazio, con l’energia, con la massa e con l’informazione, tutte cose tra loro indissolubilmente legate, nel senso che ognuna senza le altre non potrebbe esistere.
Tuttavia cercherò di parlare soprattutto di un particolare aspetto del tempo, che è quello psicologico, dove il passato, il presente e il futuro giocano ruoli ben precisi, e il passato, sebbene passato, come il futuro, sebbene non ancora avvenuto, giocano un ruolo attivo, in senso psicodinamico, nel presente.
Intendo dire che momento per momento siamo mossi non solo da ciò che percepiamo qui ed ora, ma anche dalla nostra memoria del passato e dall’immaginazione del futuro.
E’ per questa ragione che dovremmo prenderci cura non solo del presente, ma anche del passato e del futuro, nel senso che dovremmo assicurarci che la nostra idea del passato, così come la nostra immaginazione del futuro siano sane, corrette, equilibrate, realistiche, utili, produttive nel senso della soddisfazione dei bisogni e dei desideri nostri e altrui.
Molti libri e articoli di giornali ci consigliano, per diminuire lo stress e per essere più felici, di rallentare il ritmo della nostra vita moderna. Credo sia un buon consiglio da seguire nella gestione del proprio tempo libero, ma mi sembra difficile seguirlo negli ambienti di lavoro, dove il ritmo è imposto dal datore di lavoro, in quanto elemento di produttività e quindi di competitività.
Tuttavia, non credo che si possa decelerare a volontà, perché la velocità eccessiva della nostra vita è un sintomo, la conseguenza di una causa che andrebbe rimossa o gestita. Agire solo sul sintomo potrebbe rivelarsi controproducente o inefficace.
Se oggi viviamo molto più velocemente, più freneticamente, è anche perché la tecnologia ci offre molte più opzioni che in passato e vorremmo provarne il più possibile, temendo di perdere qualcosa di importante. E’ ciò che in inglese viene chiamato FOMO.
Il rimedio a questa vastissima scelta, mi pare, sia quello di concentrarsi su ciò che è più importante, dopo aver stabilito, e questo non è facile, cosa sia più importante. Per finire, direi che l’importante è capire cosa sia importante.
2021-09-15 Competere | Politica | Cooperare | Falsità | Mistificazione
A differenza degli altri animali, che competono e/o collaborano francamente, gli umani competono continuamente in modo dissimulato, cercando di far passare la competizione per cooperazione, ingannando in tal senso non solo gli altri, ma anche sé stessi. Ciò avviene da quando esistono le religioni, le quali cercano di contenere la competizione a favore della cooperazione nell’ambito del gruppo a spese dei gruppi esterni, verso i quali la competizione viene invece premiata.
Inoltre, mentre gli altri animali competono apertamente usando forza bruta e minacce di violenza, gli umani competono usando, oltre alla forza fisica, ogni altra capacità di cui dispongono, come l’intelligenza, l’educazione, la bellezza, il denaro, la cultura, le narrazioni più o meno false, e perfino la morale. Dominanza e gerarchie sono tuttavia raramente esplicite, pur essendo implicitamente riconosciute da tutti, e oggetto di competizione a tutti i livelli.
Io credo che la competizione tra umani sia dovuta ad un istinto insopprimibile. Pertanto penso che sarebbe meglio per tutti se essa venisse esercitata in modo aperto e sincero, demistificato. Ci risparmieremmo parecchi disturbi mentali e molta infelicità.
2021-09-15 Poesia
Ho fatto un semplice esperimento. Ho preso i primi due paragrafi di un articolo di giornale (https://www.internazionale.it/opinione/franco-lorenzoni-2/2021/09/14/scuola-primi-giorni), e li ho frammentati inserendo degli accapo dove mi sembravano appropriati. Credo che il risultato sia una poesia in piena regola:
Non si considera
mai abbastanza
quanto rilievo abbiano
i primi giorni di scuola
nell’imprimere
un segno all’anno che comincia.
Tra maestre e maestri
da anni si discute
di accoglienza
e spesso si prepara
qualcosa di speciale
per far sentire a loro agio
bambine e bambini.
Credo tuttavia
che il tratto che rivela
la qualità degli scambi,
che cominciano a prendere forma
all’avvio di ogni nuovo anno,
stia nella relazione
tra il conoscere e il conoscersi,
tra il bisogno di presentarsi
o ripresentarsi
agli altri
e lo sperimentare da subito,
il più presto possibile,
un incontro appassionato
con qualche conoscenza o linguaggio,
capace di aprirci
e aprire al nostro sguardo
il mondo che ci circonda.
Testo originale
Non si considera mai abbastanza quanto rilievo abbiano i primi giorni di scuola nell’imprimere un segno all’anno che comincia.
Tra maestre e maestri da anni si discute di accoglienza e spesso si prepara qualcosa di speciale per far sentire a loro agio bambine e bambini. Credo tuttavia che il tratto che rivela la qualità degli scambi, che cominciano a prendere forma all’avvio di ogni nuovo anno, stia nella relazione tra il conoscere e il conoscersi, tra il bisogno di presentarsi o ripresentarsi agli altri e lo sperimentare da subito, il più presto possibile, un incontro appassionato con qualche conoscenza o linguaggio, capace di aprirci e aprire al nostro sguardo il mondo che ci circonda.
Fonte: https://www.internazionale.it/opinione/franco-lorenzoni-2/2021/09/14/scuola-primi-giorni
2021-09-15 Religione
Oggi se un bambino vede l'immagine di un impiccato forse prova un sentimento di repulsione o di rabbia verso quell'espressione di violenza. Ma se lo stesso bambino fin dalla nascita fosse stato abitutato a vedere immagini e statuette di impiccati, rimarrebbe del tutto indifferente di fronte ad un'ulteriore statuetta di impiccato. E' ciò che è avvenuto con i crocifissi. L'imagine di un crocifisso dovrebbe farci riflettere, ma prima ancora dovrebbe farci soffrire. Ma questo non è possibile se da sempre vediamo crocifissi dappertutto.
2021-09-16 Appartenere | Competere | Cooperare
Nella società umana, competizione e cooperazione sono intimamente connesse nel senso che l'una è funzionale all'altra. Infatti si compete per cooperare e si coopera per competere.
Vincere insieme è l'obiettivo fondamentale, più o meno consapevole o inconsapevole, per molti inconfessabile, del comportamento sociale. Infatti, in questa competizione di tutti contro tutti, sia essa viziosa o virtuosa, ognuno cerca gli alleati più competitivi che può permettersi data la propria competitività.
Inoltre, ognuno, assistendo alla competizione tra terzi, prende posizione, come fanno i tifosi sportivi, per la parte che reputa più competitiva, o più affine alla propria condizione e/o identità di classe sociale.
2021-09-16 Competere | Amare
Amiamo tutto ciò che favorisce la nostra competitività.
2021-09-17 Etica | Competere
Certe persone competono per dimostrare di essere i meno interessati alla competizione, come se competere fosse una cosa di cui vergognarsi.
2021-09-18 Filosofia | Gerarchia
La filosofia, mediante argomentazioni razionali, giustifica ciò che ci è simpatico, condanna ciò che ci è antipatico, e convalida e celebra le gerarchie che ci favoriscono.
2021-09-18 Valutare
Il valore che attribuiamo ad una cosa dipende dal valore che attribuiamo alla struttura alla quale quella cosa appartiene nella nostra visione del mondo.
2021-09-18 Valutare | Competere
Ognuno di noi vorrebbe che gli altri riconoscessero la superiorità della propria forza, della propria intelligenza, delle propria abilità, delle proprie conoscenze, della propria bellezza e/o della propria bontà, innocenza e conformità alle norme sociali.
Questo desiderio è destinato ad essere dolorosamente frustrato per la maggioranza di noi, giacché la superiorità di uno implica l'inferiorità di un altro.
Tuttavia il progresso umano, sia quello tecnico che quello intellettuale e quello morale, è dovuto proprio alla ricerca di tali riconoscimenti, cioè alla motivazione a superare gli altri nelle diverse virtù.
2021-09-18 Conoscere
Oggi sappiamo tante cose importanti. Non importa sapere come siamo arrivati a saperle o chi le abbia capite e spiegate per primo. L'importante è sapere ciò che è importante sapere.
2021-09-19 Politica
Tutto dipende da quale si ritiene sia la "verità" sull'efficacia dei vaccini. Se la verità è che la vaccinazione è l'unico strumento valido per debellare il virus ed evitare in tal modo migliaia di decessi, di gravi malattie e di ingenti danni economici, nessuno dovrebbe esitare a vaccinarsi e a esigere che anche gli altri lo facciano (fatte salve le controindicazioni mediche documentate). In tale ottica, voler essere liberi di non vaccinarsi equivale a voler essere liberi di contribuire a causare migliaia di decessi, gravi malattie e gravi danni economici, una libertà che non può essere concessa da un punto di vista costituzionale.
Se invece la verità è che la vaccinazione è scarsamente efficace come strumento per debellare il virus, allora dovremmo tutti essere liberi di decidere se vaccinarci o meno.
Qualcuno dirà: ma se la verità è la prima delle due, perché il governo non rende obbligatoria la vaccinazione? Il motivo è, a mio avviso, che ci sono milioni di persone che non credono in quella verità, e tali persone creerebbero molti più problemi di disobbedienza civile e di ordine pubblico rispetto ai problemi creati dagli oppositori del green pass. Si tratta di un compromesso, del male minore, di una scelta politica che io ritengo molto ragionevole.
Chi ha responsabilità di governo deve scegliere quale sia la verità e governare di conseguenza.
2021-09-19 Filosofia | Verità
La filosofia è la ricerca della verità, ma non di verità qualunque, bensì di quelle verità che giustificnao e nobilitano il pensiero e il comportamento del filosofo e dei suoi amici.
2021-09-19 Volontà | Potere
La volontà consiste nell'imposizione di un certo progetto a una o più cose e/o persone. Lo stesso soggetto può essere oggetto della volontà. L'esercizio di una volontà è l'effetto di un comando programmato nell'ambito di un sistema cibernetico biologico o tecnologico.
2021-09-19 Differenze umane | Gerarchia
Essere umili significa ammettere che vi siano disuguaglianze di valore tra gli esseri umani, e di valere meno di altri. Perciò non ha senso qualificare come umile una persona superdotata che nasconde le sue doti dietro una modestia di maniera. In ogni caso l'umiltà è sempre relativa alle persone con cui ci si paragona, nel senso che si può essere umili verso alcuni e allo stesso tempo presuntuosi verso altri.
2021-09-20 Competere
Ognuno aspetta segretamente il suo momento di gloria.
2021-09-20 Competere | Differenze umane | Sfida
Proclamare con fierezza una propria diversità implica una superiorità, una ribellione, una indipendenza, una libertà o una repulsione. Perciò può essere percepito come atto ostile o sfida competitiva.
2021-09-20 Giudicare | Valutare | Differenze umane
In cosa pensi di essere superiore alla media? In cosa inferiore? Non dirlo, pensalo soltanto, perché dalla risposta dipende gran parte del tuo carattere e del tuo comportamento.
2021-09-21 Competere | Scegliere | Cooperare | Imitare
Rinunciare alla competizione significa scegliere di vivere come eremiti o come servi. Io credo che la competizione non debba essere eliminata, ma demimistificata, svelata, regolata, limitata, arbitrata, gestita con intelligenza ed empatia, insieme con la cooperazione, la selezione (che implica una certa competizione) e l'imitazione, le quattro motivazioni sociali fondamentali.
2021-09-21 Competere | Differenze umane
L'idea dell'uguaglianza sociale è una buona scusa per evitare la competizione interpersonale.
2021-09-21 Competere
La competizione tra umani può assumere forme paradossali. Infatti alcuni competono per dimostrare di essere più sottomessi, più obbedienti, più servizievoli, più disciplinati e più umili di altri. Lo fanno per ottenere dei compensi o dei privilegi sociali o divini.
2021-09-26 Etica | Scegliere
- Ogni umano può fare del bene o del male agli altri consapevolmente o inconsapevolmente.
- Quasi nessun umano può sopravvivere e soddisfare i suoi bisogni senza la cooperazione degli altri.
- Ogni umano è libero di scegliere con chi interagire e con chi non interagire.
Questi dati di fatto costituiscono la base su cui costruire una morale razionale.
2021-10-01 Giudicare | Valutare
La stima verso una persona comporta l'autostima dell'estimatore. Infatti noi stimiamo coloro a cui attribuiamo virtù che noi stessi presumiamo di possedere o di perseguire. In altre parole, noi stimiamo coloro che sono più o meno come noi o come vorremmo essere.
2021-10-02 Mente
Una mappa non è il territorio che rappresenta, ma una sua raffigurazione infinitamente semplificata e ridotta. Tuttavia ci sono mappe che corrispondono più e meglio di altre al territorio che vorrebbero rappresentare. Questo vale anche per le mappe nelle nostre menti, con cui raffiguriamo il mondo di cui abbiamo esperienza.
2021-10-02 Vita | Motivazioni
Ogni umano ha un progetto di vita più o meno consapevole e più o meno definito, e il suo comportamento è fortemente influenzato da tale progetto.
Ogni progetto di vita presenta due grandi problemi.
Il primo riguarda la realizzabilità intrinseca del progetto, che presuppone certe capacità che il soggetto potrebbe non avere a sufficienza, e certe condizioni che potrebbero non verificarsi.
Il secondo problema è la compatibilità del progetto rispetto a quelli altrui. Infatti, è impossibile che due progetti di vita conflittuali possano essere entrambi realizzati, dato che il successo dell’uno comporta il fallimento dell’altro.
2021-10-04 Conoscere
Essere = interagire + contenere + appartenere.
2021-10-04 Saggezza | Futuro
A mio parere, la vera saggezza consiste nella preveggenza, cioè nella previsione del futuro, date certe condizioni. Infatti non credo si possa definire saggio chi aveva previsto eventi importanti che non si sono avverati, o aveva escluso che potessero accadere eventi importanti che sono invece accaduti.
Stabilire se un’azione sia più o meno buona ha senso solo nella prospettiva delle conseguenze dell’azione stessa nel futuro immediato e in quelli a breve, a medio e a lungo termine, laddove per conseguenze intendo piaceri e dolori, soddisfazioni e frustrazioni, eventi fausti ed eventi infausti per certe persone.
Chiedereste consigli su cosa sia opportuno fare a qualcuno che è solitamente incapace di prevedere il futuro in relazione a certe condizioni?
Tuttavia saggezza è anche capire quando è stolto fare previsioni, data la complessità della situazione.
2021-10-04 Inconscio | Caffè filosofico
Come al solito cominciamo con qualche definizione dei termini che useremo in questo incontro, e in particolare con quello di "inconscio".
Sigmund Freud considerava l’inconscio una parte della mente in cui si trovano i contenuti psichici rimossi (cioè negati e dimenticati) in quanto incompatibili con la morale o le esigenze della vita sociale. Questo è l'inconscio psicoanalitico tradizionale. Nelle neuroscienze e nella psicologia non psicoanalitica il concetto di inconscio ha un significato più esteso.
Wikipedia: Il termine inconscio indica genericamente tutte le attività mentali che non sono presenti nella coscienza di un individuo. In senso più specifico, rappresenta quella dimensione psichica contenente pensieri, emozioni, istinti, rappresentazioni, modelli comportamentali, spesso alla base dell'agire umano, ma di cui il soggetto non è consapevole.
Per Tiziano Possamai (Inconscio e ripetizione) l’inconscio, è diverso da quello psicoanalitico tradizionale. Ne fanno parte tutti gli automatismi (motori, cognitivi, emotivi) interiorizzati dal soggetto durante la sua formazione e il suo sviluppo grazie alla ripetizione, volontaria o involontaria, di determinate esperienze e situazioni. Questa concezione dell’inconscio è oggi prevalente presso i neuroscienziati, i quali non riconosco l’inconscio freudiano come verità scientifica.
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Il tema di oggi si collega con quello dell'incontro precedente (libero arbitrio: realtà o illusione?), in quanto la risposta alla domanda sull'esistenza del libero arbitrio dipende molto dalla nozione di inconscio, vale a dire dipende da quanto le scelte di un essere umano sono effettuate dal suo inconscio, anche se il soggetto si illude di fare scelte volontarie e consapevoli.
In tal senso, inconscio, come aggettivo, equivale a involontario, e inconscio come sostantivo, può essere definito come il luogo in cui, e il meccanismo da cui, viene deciso il comportamento del soggetto, al di fuori, o al di sotto, della coscienza. Io (come altri autori) preferisco usare il termine "io cosciente" piuttosto che coscienza, dato che quest'ultimo ha una connotazione morale molto limitativa. Definisco dunque "io cosciente" l'agente mentale che costituisce la parte consapevole e volontaria del governo della persona, in cooperazione o in conflitto con gli agenti mentali dell'inconscio.
Ciò di cui discuteremo stasera non dovrebbe limitarsi ad una definizione dei concetti di io cosciente e di inconscio, ma approfondire soprattutto tre aspetti fondamentali di essi: le loro funzioni vitali, le interazioni tra l'io cosciente e l'inconscio, e i possibili conflitti tra le motivazioni dell'io cosciente e quelle dell'inconscio.
Lascio a voi la parola, ricordandovi che chi pensa di non aver nulla da dire sul tema in discussione, può comunque fare domande agli altri. Infatti, a volte le domande sono più interessanti delle risposte.
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Caffè filosofico online. Conversazioni sulla vita, sulla società e sulla natura umana"
2021-10-05 Falsità
Chi non dice mai bugie non è sano di mente.
2021-10-05 Morte
Solo i vivi rischiano di morire.
2021-10-05 Conoscere
Ė inutile e insensato discutere su ciò che una cosa è o non è. Si dovrebbe invece discutere su come una cosa si comporta, cioe sui modi in cui essa interagisce con il resto del mondo.
2021-10-05 Interagire | Confliggere
Quando un umano incontra un altro umano (nello spazio fisico o nell'immaginazione), ognuno di essi deve scegliere in che tipo di relazione porsi rispetto all’altro, cioè con quali regole (obblighi e divieti) e quali presupposti cognitivi e di valore interagire con l’altro.
Una volta effettuata la scelta, ciascuno deve proporla all’altro, sperando che quello l’accetti.
Il problema è che le regole e i presupposti con cui l’uno vorrebbe interagire possono essere diversi e conflittuali rispetto alle regole e ai presupposti con cui l’altro vorrebbe interagire.
Perciò, in previsione di divergenze e di conflitti, la scelta di una o di entrambe le parti potrebbe essere quella di evitare ogni interazione con l’altra, oppure quella di usare violenza verso l’altra.
2021-10-06 Conoscere | Logica | Casualità
La libertà è per definizione assenza di vincoli, e in natura non esiste qualcosa che non abbia qualche vincolo, nemmeno l'io cosciente e tanto meno l'inconscio. Quindi la libertà è sempre, più o meno, limitata e condizionata.
La libertà è fondata sulla scelta di un agente tra un certo numero di opzioni (margini di libertà). Il problema è dunque non tanto se la libertà esista o non esista, o quanto sia limitata o estesa, ma come avviene la scelta su cui essa si fonda; cioè chi/cosa agisce (cioè effettua) la scelta, e secondo quali criteri/logiche/leggi.
Una scelta non soggetta a criteri/logiche/leggi, è casuale per definizione, in quanto chiamiamo casuali i fenomeni che non seguono criteri/logiche/leggi, oppure che li seguono ad un livello infinitamente piccolo (come nel caso delle dinamiche atomiche, subatomiche e molecolari) e perciò imprevedibile, e comunque non controllabile da un'intelligenza.
Caso e/o necessità. Non c'è altro che spieghi perché avviene ciò che avviene.
2021-10-07 Felicità
Il concetto di felicità è soggettivo. Siamo tutti d'accordo solo sul fatto che sia una cosa desiderabile, ma non sulla sua natura né sulle sue cause.
2021-10-07 Scegliere
Ogni scelta presuppone la scelta del criterio da seguire nella scelta.
2021-10-08 Libertà | Causalità | Casualità
Ogni cosa, ogni evento, ogni fenomeno obbedisce a certe regole (cioè a certe leggi e/o logiche) predefinite.
Disobbedire ad una regola significa scegliere di obbedire ad una regola diversa.
Una particolare regola è costituita dal caso, che è una regola dagli esistiti imprevedibili.
In altre parole, nulla può avvenire se non per caso o per l'esecuzione di una legge o logica.
Questo vale anche per il comportamento di tutti gli esseri viventi. Pertanto, capire l'uomo significa capire le leggi e le logiche a cui il suo comportamento è soggetto.
Una regola può cambiare per effetto di altre regole.
In quanto alla libertà, anch'essa è soggetta a regole. Perciò la libertà non è mairealmente libera, pur essendolo in apparenza. Più precisamente, ciò che rende apparentemente libera una scelta, è la sua componente casuale.
2021-10-08 Vita | Caffè filosofico
Come al solito cominciamo con qualche definizione dei termini contenuti nel tema di questo incontro, cioè “senso” e “vita”.
Le definizioni più comuni della parola “senso” sono grosso modo le seguenti:
- Facoltà di ricevere impressioni da stimoli esterni o interni
- Coscienza, consapevolezza
- Stato d’animo, sensazione, sentimento, atteggiamento psichico
- Significato
- Spiegazione
- Orientazione, direzione
- Comprensione
- Motivazione
- Scopo
- Modo, maniera
Nel nostro caso credo che i significati più rilevanti della parola “senso” siano quelli di "spiegazione", “comprensione”, “motivazione”, "scopo" e “direzione” che ci suggeriscono tre domande: 1 cos’è la vita, 2 perché si vive e 3 in che modo si dovrebbe vivere.
Per quanto riguarda la definizione di “vita” i significati sono meno numerosi e quelli rilevanti per il nostro tema sono grosso modo:
- Insieme delle funzioni che rendono un organismo animale o vegetale capace di conservarsi, svilupparsi, riprodursi e mettersi in rapporto con l'ambiente e con gli altri organismi
- Spazio compreso tra la nascita e la morte
Penso che occorra distinguere da una parte la vita in generale, che riguarda ogni essere vivente, compresi gli organismi unicellulari, gli organi e gli individui di qualsiasi specie vegetale e animale, e dall'altra, la vita umana, ammesso che il senso di tali vite sia diverso.
Penso anche che occorra parlare di ciò che dà origine alla vita, delle sue eventuali finalità, e di ciò che resta o che avviene dopo la sua fine.
Per concludere, vorrei segnalarvi una citazione di Albert Camus, che all’inizio di un suo libro ha scritto “Giudicare che la vita vale o non vale la pena di essere vissuta, è rispondere alla domanda fondamentale della filosofia”.
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2021-10-08 Piacere e dolore | Motivazioni | Comportamento
Un essere umano si comporta in un certo modo perché si aspetta di ricavarne un piacere o un vantaggio, oppure perché ha paura di ottenere un dolore o uno svantaggio non comportandosi in quel modo.
Lo stesso vale per i non-comportamenti, cioè per le motivazioni ad evitare di comportarsi in certi modi.
2021-10-08 Conoscere | Arroganza
Tutti ammettono senza problemi che vi siano persone più sapienti di loro in campi specialistici del sapere, ma pochissimi ammettono che vi siano persone più sapienti di loro nella conoscenza generale, elementare, non accademica e non specifica, della vita, della natura umana e della società.
2021-10-08 Piacere e dolore | Verità
Il fatto che un certo discorso ti dia piacere, ti affascini, ti rassereni, ti rassicuri, ti consoli, ti dia speranza, non significa che ciò che afferma sia vero.
2021-10-09 Interagire | Gerarchia
La misura del potere sociale, ovvero dell'effettiva posizione gerarchica di un essere umano, è la sua capacità di premiare e di punire altri umani in funzione del loro comportamento.
2021-10-09 Competere | Gerarchia
Quando due individui esprimono idee contrastanti è molto probabile che tra di essi si inneschi una competizione per la superiorità intellettuale, cioè per la posizione relativa più alta nella gerarchia dell’intelligenza e della conoscenza, ovvero della competenza di giudizio.
In tal caso ciascuno interpreta l’opinione dell’altro come il tentativo di dimostrare di essere intellettualmente superiore, e tale supposizione provoca una reazione difensiva tesa a dimostrare che l’altro non gli è affatto superiore.
Ritengo infatti che vi sia in ogni umano un istinto competitivo accompagnato dal timore di subire danni e svantaggi tanto più gravi quanto più bassa è la propria posizione gerarchica riconosciuta dagli altri membri della comunità di appartenenza.
Ritengo inoltre che tale istinto competitivo abbia una funzione evoluzionisticamente positiva nel senso che le persone più competitive sono di fatto privilegiate nella vita in generale e in particolare nella scelta dei partner sessuali più sani e più dotati di risorse utili alla sopravvivenza e alla riproduzione.
A causa di tale istinto competitivo e della dinamica, spesso inconscia, sopra descritta, l’eventuale discussione tra due persone a seguito di un loro disaccordo non mira alla comprensione delle argomentazioni altrui, ma a invalidarle e a dimostrare allo stesso tempo la validità delle proprie difendendole dai tentativi dell’altro di invalidarle.
Questo fenomeno non avviene soltanto quando due persone si incontrano e discutono in presenza, ma anche quando una persona legge un libro o un articolo in cui sono espresse idee che contrastano con la propria visione del mondo. In tal caso il lettore svaluta l’autore.
Tornando alle discussioni tra due persone, per quanto detto sopra, la loro dialettica, anziché essere costruttiva, diventa spesso una gara a chi la sa più lunga, che sfocia facilmente in aggressioni verbali e in reciproche accuse di arroganza.
Per ridurre il rischio che ciò avvenga, è importante essere consapevoli del proprio istinto competitivo, essere capaci di tenerlo sotto controllo, e invitare l’interlocutore a fare altrettanto.
2021-10-10 Mente | Cambiare | Psicoterapia
Per cambiare il proprio modo di reagire agli stimoli bisogna collegare certe parti della propria mente che non erano collegate, e/o scollegare certe parti che erano collegate. Per ottenere questo si possono utilizzare elaborati grafici opportunamente preparati con testi e immagini, in cui sono rappresentate le parti da collegare e/o da scollegare. Ovviamente prima è necessario capire quali siano le parti della mente da collegare e/o da scollegare.
2021-10-11 Causalità | Casualità | Complessità
Il determinismo dei sistemi complessi è generalmente probabilistico. La scienza può determinare la probabilità con cui un certo evento può verificarsi in un dato contesto, ma ad una probabilità corrispondono esiti incerti per definizione. Per questo l’evoluzione dei sistemi complessi (cioè il loro futuro) è imprevedibile nonostante il fatto che in essi si verificano eventi soggetti a probabilità ben determinate.
2021-10-11 Religione | Salute
L'unico modo per difendere la propria salute mentale dalle insidie delle religioni è non prenderle sul serio.
2021-10-13 Interagire | Gerarchia
Quando una persona incontra una o più altre persone, deve scegliere come porsi rispetto ad esse nelle varie gerarchie (intellettuale, morale, tecnica, economica, politica, sportiva, ludica ecc.) riconosciute nella comune comunità.
2021-10-15 Interagire
I membri di una coppia solida si supportano e si sopportano.
2021-10-15 Interagire
Per limitare l'uso della forza è necesario l'uso della forza.
2021-10-16 Pensare
La scelta dei pensieri a cui pensare momento per momento può influenzare non solo il proprio benessere del momento, ma anche quello futuro. Perciò conviene scegliere i propri pensieri in modo intelligente, razionale, metodico, e ogni tanto chiedersi: qual è la cosa più utile a cui posso pensare in questo momento?
2021-10-16 Coscienza
Ogni momento di coscienza è influenzato da quelli precedenti e condiziona quelli futuri. A tali influenze vanno aggiunte quelle costituite dalle percezioni del momento.
2021-10-18 Mente | Pensare
Il pensiero è output e input della mente.
2021-10-18 Motivazioni | Intelligenza
Il successo di una persona dipende più dalle proprie motivazioni che dalle proprie capacità. Tuttavia le motivazioni di una persona sono influenzate dalle proprie capacità.
2021-10-19 Cultura | Inganno
Non sarò mai una persona importante, ma di una cosa mi vanto: che non mi faccio ingannare facilmente da alcuna cultura. Infatti ogni cultura è ingannevole in quanto dissimula le vere motivazioni dell'agire umano.
2021-10-20 Natura umana | Piacere e dolore
Chi vede più facilmente i difetti e le incoerenze nei prodotti e nel comportamento umano soffre più di chi li vede più difficilmente.
2021-10-20 Interagire | Imitare | Modelli
Ogni vita umana costituisce, tra altre cose, anche un modello di comportamento sociale che altri possono imitare almeno in parte, se lo trovano congeniale, utile o necessario.
2021-10-20 Bisogni | Amare
Il nostro bisogno di comunità ci induce ad amare tutto ciò che ci accomuna agli altri, mentre il nostro bisogno di competizione ci induce ad amare tutto ciò che ci avvantaggia rispetto agli altri.
2021-10-20 Cultura | Inganno
Chi non vede l'inganno insito in ogni cultura è ingannato.
2021-10-21 Piacere e dolore | Falsità | Attenzione
I mezzi di comunicazione di massa, e specialmente internet, di gran lunga il più potente, sono immensi spazi popolati da simulacri di esseri umani che si contendono la nostra attenzione, il nostro denaro e/o il nostro sostegno con false promesse di piacere o di sicurezza.
2021-10-23 Sacralità
La vita non è sacra. Se lo fosse, ci sarebbe un'infinità di cose sacre, le une contro le altre, e la sacralità di ciascuna negherebbe quella delle altre che non siano ad essa collegate. Insomma, se tutto è sacro, nulla è sacro. In altre parole, la sacralità di una cosa esclude la sacralità di ogni altra che non sia una sua parte o una sua consorella.
2021-10-23 Sacralità
Due cose sacre che non siano collegate sono necessariamente rivali. Non possiamo adorare dèi diversi che non facciano parte dello stesso Olimpo, che non siano sottomessi ad una stessa autorità divina. Il sacro non ammette la concorrenza di un sacro estraneo.
2021-10-23 Sacralità
Il sacro è assolutamente soggettivo. Nulla è sacro in sé. Sacro è ciò a cui l’uomo attribuisce una sacralità, secondo le sue convenienze, le sue paure e i suoi inganni.
2021-10-23 Interagire | Bisogni
Ogni espressione umana diretta verso altri umani costituisce una promessa di piacere o di dolore, di soddisfazione o di frustrazione di qualche bisogno, di prestazione di un servizio, di una punizione, ecc. La promessa è sempre condizionata ad una certa risposta, che può essere un avvicinamento, un allontanamento, un acquisto, una vendita, un dare, un ricevere, un prendere, un legare, uno sciogliere, un credere, un negare, un pagare, un accogliere, un proteggere, un difendere, un partecipare ecc.
2021-10-23 Filosofia | Competere
Cosa ci resta nei rapporti umani se smettiamo di fare filosofia, cioè di discutere di cosa sia vero o falso, buono o cattivo, bello o brutto, giusto o sbagliato? Non ci resta che discutere di chi sia vincente o perdente, per diventare seguaci dei vincenti.
2021-10-24 Valutare
Valutare equivale a misurare, e misurare implica il confronto di una grandezza con una unità di misura. È infatti impossibile valutare qualcosa o qualcuno senza confrontarlo con un modello di riferimento. Ogni valutazione è dunque relativa ad un modello. Cambiando il modello, cambia la valutazione.
2021-10-24 Conoscere | Confliggere | Competere
Esprimere idee è rischioso, perché ogni idea si oppone a qualunque idea ad essa contraria, e chi la esprime si qualifica come rivale di colui che esprime idee contraddittorie rispetto ad essa.
Due persone che esprimono idee che si contraddicono l’un l’altra competono per la superiorità nella gerarchia intellettuale, ovvero la gerarchia che stabilisce chi sia più vicino alla verità e più capace di prevedere il futuro.
Perciò ogni idea esprime non soltanto una certa cognizione ma anche una certa posizione gerarchica di chi la esprime, posizione che è normalmente oggetto di competizione e di conflitto.
A causa di tali dinamiche le persone più timorose, temendo la competizione e i conflitti, rinunciano ad esprimere idee, anzi, ad avere idee originali, e perfino ad adottare idee altrui.
2021-10-24 Mente | Differenze umane | Caffè filosofico | Sesso
Avrei potuto intitolare il tema semplicemente “differenze tra donne e uomini”, ma ho specificato “differenze di mentalità” per evitare di discutere delle differenze fisiche, sulle quali ritengo non ci sia molto da discutere sul piano filosofico.
In quanto al termine “mentalità”, intendo con esso tutto ciò che riguarda la mente, e in particolare il comportamento, i sentimenti, le motivazioni, le idee, gli interessi, l’intelligenza o meglio, le intelligenze.
Vorrei precisare che il titolo che ho scelto non implica che vi siano necessariamente differenze di mentalità tra donne e uomini, o che tali differenze, se esistenti, non siano evitabili.
Il tema è molto “sensibile”, nel senso che, discutendone, è facile assumere posizioni contrastanti che chiamano direttamente in causa con giudizi di valore coloro che ne discutono in quanto rappresentanti di una delle categorie “donne” e “uomini”. Pertanto invito tutti i partecipanti, in questa occasione più che mai, ad esprimersi con rispetto verso la categoria oggetto delle proprie considerazioni, e a rispettare le idee altrui anche se non condivise.
Vi raccomando inoltre di affrontare il tema in termini non assoluti e universali, ma relativi, ovvero statistici, considerando che le donne non sono tutte uguali, come non lo sono gli uomini, e che vi sono donne più virili (o mascoline) di certi uomini e uomini più femminili di certe donne.
Per concludere, vi segnalo una recente polemica contro il popolare storico Alessandro Barbero, che molti hanno aspramente criticato per aver detto quanto segue:
"Vale la pena di chiedersi se non ci siano differenze strutturali fra uomo e donna che rendono a quest'ultima più difficile avere successo in certi campi; è possibile che in media, le donne manchino di quella aggressività, spavalderia e sicurezza di sé che aiutano ad affermarsi?"
Vi suggerisco di dire la vostra opinione a tale proposito.
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Caffè filosofico online. Conversazioni sulla vita, sulla società e sulla natura umana"
2021-10-24 Società | Condividere | Cultura
Tutte le espressioni culturali (come ad esempio gli articoli dei giornali o le pagine del web) costruiscono proposte di condivisione di cognizioni utilizzabili come mezzi di socializzazione.
2021-10-25 Conoscere | Confliggere
Ciò che una cultura ignora, nega o proibisce può essere più importante di ciò che essa afferma.
2021-10-25 Religione
Uccidere qualcuno per qualungue motivo è un crimine infinitamente più lieve che condannare qualcuno all'inferno per l'eternità per qualunque motivo. Qui sta l'infinita ingiustizia e malvagità del dio di Abramo.
2021-10-25 Conoscere | Emozioni e sentimenti | Relazioni | Percezione
Ogni entità che percepiamo, conosciamo, riconosciamo o concepiamo, cioè tutto ciò a cui attribuiamo il fatto di “essere” qualcosa o qualcuno, comporta uguaglianze, somiglianze e differenze rispetto ad altre entità.
In altre parole, l’esperienza di una certa entità, e la conoscenza che ne deriva, comporta il confronto con una o più altre entità che costituiscono modelli di riferimento per il suo riconoscimento e la sua valutazione.
Infatti diciamo, per esempio, che A è identico a B, o che la forma di A è più o meno simile a quella di B, o che A è più grande o più piccolo di B, o che c’è un certo rapporto quantitativo tra A e B (per esempio A = B x 1,5), oppure che A è prodotto, attivato o influenzato da B, ecc.
D’altra parte non si può dire che una cosa sia più o meno grande o piccola se non in rapporto ad un metro di paragone. Infatti se in tutto l’universo esistesse solo una sfera, sarebbe impossibile affermare quanto grande sia il suo diametro.
Possiamo dunque dire che nulla “è” qualcosa se non in rapporto, in relazione (formale o causale) o in interazione rispetto a qualcos’altro. Si può anche dire che ogni cosa dipende da qualche altra o che è legata a qualche altra, cioè che nessuna entità può essere percepita né concepita come isolata. D’altra parte, dire che A è A (o che A = A) è insignificante e inutile.
Inoltre, per quanto riguarda gli esseri capaci di sentimenti, ogni entità percepita, conosciuta o concepita può essere associata alla previsione di una certa quantità di piacere e/o di dolore, associazione da cui deriva una certa motivazione di attrazione o di repulsione verso l’entità stessa. Tale motivazione corrisponde al "valore" che ad essa viene attribuito dalla mente dell’essere senziente.
2021-10-26 Comunicazione | Verità | Falsità | Inganno
Ognuno racconta i fatti in modo tale che la propria figura risulti buona e giusta.
2021-10-27 Interagire | Natura umana
Ogni persona è oggettivamente l'insieme dei modi in cui interagisce con il resto del mondo e con se stessa, e, soggettivamente, come se stessa e le altre persone pensano (ognuna a suo modo) che essa sia.
2021-10-27 Inganno
Nessuno tollera di farsi ingannare, ma alcuni si fanno ingannare da persone che si spacciano per svelatori di inganni. Mi riferisco ai cosiddetti complottisti, che vedono inganni inesistenti e non vedono quelli esistenti.
2021-10-27 Interagire | Scegliere
Immagina di trovarti davanti a tutti gli altri umani, e di dichiarare pubblicamente con chi e in quali modi sei disposto a interagire, e con chi e in quali modi non sei disposto a farlo.
2021-10-28 Religione | Disprezzo | Obbedienza
Una cosa che accomuna gran parte delle religioni, e in particolare quelle abramitiche, sono le polarità premio-castigo e lode-disprezzo, nel senso che a chi si sottomette e obbedisce alle forme della religione viene promesso un premio e a chi non si sottomette o si ribella ad esse viene promesso un castigo in vita e/o dopo la morte terrena, e che chi si sottomette e obbedisce viene lodato, e chi non si sottomette o si ribella viene disprezzato ed emarginato già in vita.
Ciò che cambia da una religione all’altra è la misura del disprezzo e quella dell’atrocità del castigo.
2021-10-29 Comunicazione
Per parlare con una persona bisogna usare linguaggi, parole e significati noti a entrambi.
2021-10-30 Filosofia | Ragionare
La filosofia consiste nella giustificazione razionale delle proprie scelte.
2021-10-30 Causalità | Casualità
Non tutto è possibile, ma non tutto è impossibile.
2021-10-30 Felicità
Felice è chi crede ad una falsa promessa di felicità, finché non scopre che la promessa era falsa.
2021-10-30 Comunicazione | Gerarchia
Quando due persone si incontrano, ciascuna non può evitare di comunicare all'altra che la considera amica, nemica o indifferente, e che si sente superiore, inferiore o uguale ad essa.
2021-10-30 Cultura
Ogni cultura è fatta da umani per altri umani, per informare, formare, organizzare, regolare, limitare, sottomettere, comandare, manipolare, sfruttare, ingannare altri umani. Le culture si differenziano per i gradi di libertà che permettono agli umani e per la quantità e la qualità dei loro inganni e delle loro violenze verso chi non rispetta le regole da esse stabilite.
2021-10-30 Interagire
Immaginate che ogni persona, compresi voi stessi, porti un cartello in cui è scritto che essa interagisce solo con certe persone e solo in certi modi.
2021-10-30 Creatività
Creatività è la capacità di immaginare nuove combinazioni di forme, di oggetti e di idee.
2021-10-30 Cultura
Visti i gravi problemi che ancora affliggono l'umanità dopo millenni di varie culture, dovremmo ripensare radicalmente il concetto di cultura, cominciando col chiederci perché e come parliamo, e perché e come scriviamo.
2021-10-31 Felicità | Verità
La felicità è più importante della verità.
La falsità rende parzialmente felici alcuni e infelici altri. Perciò la società è così falsa e infelice.
2021-11-01 Interagire | Saggezza | Stupidità
Se dici a uno stolto che è stolto, aspettati una reazione stolta. Se dici ad un saggio che è stolto, aspettati una reazione saggia.
2021-11-02 Mente
La mente è serva del corpo, ma si crede padrona.
2021-11-02 Solitudine | Problemi
La speranza non risolve i problemi, ma aiuta a sopportare le pene.
2021-11-02 Bisogni | Caffè filosofico
Prima di darvi la parola credo sia utile esaminare i significati dei termini “bisogno” e “desiderio”.
Il vocabolario Treccani definisce bisogno come:
- mancanza di qualche cosa di necessario
- necessità di procurarsi ciò che manca per raggiungere un fine determinato, oppure ciò che è ritenuto utile per il conseguimento di uno stato di benessere materiale o morale
- desiderio
- la cosa che occorre
Da un punto di vista filosofico, psicologico e biologico, io definirei il bisogno come qualcosa che è necessario conseguire per sopravvivere e/o per mantenersi in buona salute e serenità. In altre parole direi che i bisogni umani sono cose senza le quali un essere umano non può sopravvivere, si ammala o soffre gravemente.
Il vocabolario Treccani definisce desiderio come:
- sentimento intenso che spinge a cercare il possesso, il conseguimento o l’attuazione di quanto possa appagare un proprio bisogno fisico o spirituale
- sentimento della mancanza di cosa necessaria al nostro interesse fisico o spirituale
Da un punto di vista filosofico, psicologico e biologico, io definirei il desiderio come un sentimento di attrazione verso qualcosa o qualcuno, e la spinta a possedere la cosa o persona desiderata, o a entrare in una certa relazione con essa. In altre parole direi che i desideri umani sono obiettivi verso cui la persona tende, e il cui mancato raggiungimento non provoca danni alla salute o sofferenze gravi.
Come abbiamo visto dalle definizioni Treccani, c’è una certa sovrapposizione tra i significati di bisogno e desiderio, e infatti credo che a volte è difficile distinguere se ciò che si cerca di ottenere corrisponde all’uno o all’altro. Potremmo comunque dire che si desidera ciò di cui si ha bisogno, anche se si può desiderare qualcosa di cui non si ha bisogno.
Vorrei inoltre introdurre un ulteriore termine, che riunisce i concetti di bisogno e di desiderio: quello di motivazione, vale a dire qualcosa che muove, o anima, una persona, che la spinge a comportarsi in certi modi e ad evitare di comportarsi in certi altri modi. In tal senso potremmo dire che l'uomo è motivato a soddisfare i propri bisogni e desideri.
Chiarito cosa s’intende (o che io intendo) con i termini bisogno, desiderio e motivazione, vorrei dire qualcosa sull’importanza del tema di questo caffè filosofico.
Secondo me i bisogni e i desideri umani sono importanti per varie ragioni.
In primo luogo perché abbiamo bisogno di distinguere, per il nostro bene, i bisogni dai desideri, e i bisogni e i desideri sani e utili da quelli patologici o futili.
In secondo luogo perché comprendere i bisogni e i desideri umani, che sono più o meno simili da persona a persona, ci permette di spiegare i comportamenti propri e altrui, se assumiamo che il comportamento di un essere umano sia determinato dalle proprie motivazioni, cioè dai suoi bisogni e dai suoi desideri.
In terzo luogo perché è utile capire l’origine, cioè la genealogia, dei bisogni e dei desideri, e di conseguenza le possibilità di modificarli per migliorare il comportamento umano in termini etici, economici ed edonistici. Insomma ritengo interessante esaminare il rapporto tra motivazioni e benessere (o malessere).
oOo
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Caffè filosofico online. Conversazioni sulla vita, sulla società e sulla natura umana"
2021-11-03 Filosofia | Problemi
Il più grande problema della filosofia è che la stragrande maggioranza della gente non ne riconosce il valore né l'autorità intellettuale. Il suo secondo grande problema è che la filosofia non è unitaria, ma frammentata in diverse visioni del mondo che spesso si contraddicono. Il secondo problema è una concausa del primo.
2021-11-03 Conoscere | Confliggere
Più cose si imparano, più grande è la probabilità che tra esse vi siano contraddizioni.
2021-11-03 Interagire | Relazioni
Ogni relazione implica benefici e costi per ciascuno dei contraenti. Quando per uno di essi i costi superano i benefici, questo cerca di uscire dalla relazione, a meno che l'uscita non comporti penali non sostenibili. E' in base a tale principio che le relazioni umane si formano e si disfano.
2021-11-03 Bisogni | Motivazioni
Se è vero che abbiamo un assoluto bisogno di interagire con altri umani, siamo motivati a fare qualunque cosa favorisca direttamente o indirettamente tale interazione, e ad evitare di fare qualunque cosa la ostacoli direttamente o indirettamente.
2021-11-04 Natura umana | Domande
L'uomo sembra essere l'unico animale capace di fare domande agli altri e a se stesso. Tuttavia la quantità, la qualità e la frequenza delle domande può essere molto diversa da persona a persona. Si potrebbe dire che un essere umano è tanto più umano quante più domande si fa e quanto più esse sono complesse.
2021-11-04 Conoscere | Cultura | Socializzare
Nell'attuale panorama culturale dilagano le analisi ma scarseggiano le sintesi e le proposte di azione. La cultura sembra essersi ridotta ad un'occasione per socializzare e per dimostrare di saperla più lunga di altri.
2021-11-04 Piacere e dolore | Causalità
È molto difficile conoscere le vere cause dei nostri piaceri e dolori. Su questo tema è facile ingannarsi e ingannare gli altri, anche per le implicazioni etiche insite nelle cause dei nostri sentimenti. Potremmo infatti godere di situazioni in cui il nostro comportamento è qualificabile come immorale, o soffrire per non poter realizzare obiettivi qualificabili come immorali.
2021-11-04 Politica
Lo scopo della politica è l'ottenimento e il mantenimento del potere, cioè del più alto livello gerarchico. Per raggiungere tale scopo il politico deve far credere al popolo che il suo scopo sia il bene e la difesa degli interessi del popolo stesso. Tuttavia il popolo non può essere ingannato troppo a lungo, per cui il politico, se vuole mantenere il potere, è costretto a fare qualcosa di buono per il popolo.
2021-11-04 Interagire | Relazioni
Quando non si riesce ad avere buone relazioni reali, ci si accontenta di buone relazioni virtuali o immaginarie, come quelle offerte dalla letteratura e da internet.
2021-11-04 Filosofia | Psicologia | Cultura
Il fatto che non esistono premi Nobel per la filosofia e per la psicologia la dice lunga sullo scarso credito che hanno tali discipline nella cultura attuale, meno credito che per la letteratura, per la quale il premo Nobel invece esiste.
2021-11-04 Interagire
I verbi fondamentali nelle interazioni umane sono i seguenti: chiedere, comandare, obbedire, ricevere, ottenere, prendere, offrire, concedere, donare, rifiutare, accettare, scegliere, osteggiare, punire, cooperare, competere, imitare.
2021-11-04 Bisogni | Felicità
Per star bene è necessario soddisfare i propri bisogni. Per soddisfare i propri bisogni bisogna conoscerli. Quindi, per stare bene è necessario conoscere i propri bisogni.
2021-11-04 Piacere e dolore
Se gli umani potessero ottenere piacere a volontà e senza limiti di quantità e di durata, non farebbero altro, e non smetterebbero di farlo fino a morirne. Perciò il piacere è biologicamente sempre limitato.
2021-11-05 Bisogni | Appartenere
Per essere felici è necessario che siano soddisfatti vari bisogni primari, per essere infelici è sufficiente che uno di essi sia insoddisfatto. Per esempio, il bisogno di compagnia.
2021-11-05 Interagire | Bisogni | Appartenere
Per soddisfare il suo bisogno di compagnia insoddisfatto, una persona (A) ne deve trovare almeno un’altra (B) che corrisponda ai seguenti requisiti:
- B deve piacere ad A
- A deve piacere a B
- B deve avere un bisogno di compagnia insoddisfatto
- B deve essere in cerca di compagnia
- A e B devono incontrarsi
La probabilità che tutti i requisiti siano soddisfatti è tanto più bassa quanto più le personalità di A e B sono diverse dalla media.
2021-11-05 Filosofia
Chi non si interessa di filosofia non si ritiene meno intelligente né meno saggio di chi se ne interessa.
2021-11-05 Bisogni | Appartenere | Paura | Cultura | Solitudine
La cultura si fonda soprattutto sul linguaggio, sulla capacità di astrazione, sul bisogno di compagnia e sulla paura della solitudine.
2021-11-05 Interagire | Ruoli sociali
Il primo rapporto umano che un umano apprende è quello genitore-figlio. Da adulto, egli tende a formare lo stesso tipo di rapporto nei confronti degli altri adulti, scegliendo di preferenza il ruolo paterno (paternalismo) o quello filiale (filialismo), vale a dire il ruolo di dominatore/tutore o quello di dominato/tutelato. Un rapporto paritario è possibile solo sotto il controllo di una autorità terza a cui ambo le parti sono sottomesse.
2021-11-05 Bisogni | Felicità
Quanto sei felice in questo momento? Sei non sei abbastanza felice, cerca di capirne la causa. Probabilmente hai un bisogno primario insoddisfatto. Cerca di capire quale, e come potresti soddisfarlo.
2021-11-06 Verità | Caffè filosofico
Il vocabolario Treccani definisce il termine “verità” come:
- carattere di ciò che è vero, conformità o coerenza a principi dati o a una realtà obiettiva
- ciò che è vero relativamente a determinati fatti
- affermazione o conoscenza rispondente a un concetto superiore e ideale del vero
- ciò che è vero in senso assoluto
Lo stesso vocabolario definisce l’aggettivo “vero” come:
- ciò che è realmente ciò che dice il suo nome
- effettivo e reale
- giusto, esatto
- che rappresenta un fatto o una situazione fedelmente, tale quale è
- conforme alla realtà
- schietto, genuino, non falsificato o adulterato, non artificiale
- con riguardo ai sentimenti: sincero e profondo
- indica la pienezza del significato espresso
- la realtà esistente e concreta
Tali definizioni richiamano i concetti di: realtà, fatto, conformità, obiettività, ideale, assoluto, effettività, concretezza, esattezza, giustezza, genuinità, sincerità, profondità, pienezza.
A partire da queste definizioni e dai concetti correlati, ritengo si possano porre questioni come le seguenti:
- La verità è qualcosa di assoluto o può essere relativa? In altre parole, una verità può essere parziale o limitata a certi aspetti di una realtà?
- Un’affermazione può essere vera e falsa allo stesso tempo? Cioè parzialmente vera e parzialmente falsa?
- Verità e falsità possono convivere?
- Una verità deve essere dimostrabile per potersi definire come verità?
- E’ possibile definire come vera un’affermazione il cui significato non sia definito in modo chiaro e oggettivo?
- Ha senso parlare di verità riguardo a fatti complessi e difficilmente definibili in modo completo ed esatto?
- La verità è un dato di fatto universale e oggettivo, una opinione personale o una convenzione sociale?
- La verità riguarda l’essere, il divenire o l’accaduto?
- Ha senso parlare di verità per quanto riguarda le intenzioni e le motivazioni (consce o inconsce) di una persona?
- Si può parlare di verità per quanto riguarda una religione?
- Si può parlare di verità per quanto riguarda i giudizi politici?
- Esistono verità incontrovertibili riguardo alla natura umana?
A voi la parola.
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2021-11-06 Conoscere | Verità
È
difficile distinguere il reale dal virtuale, cioè dall’immaginario e dal pensato, perché in ogni caso la nostra conoscenza del reale è filtrata, trasformata e interpretata automaticamente dal nostro sistema nervoso. Certo, sappiamo quasi tutti che ciò che abbiamo sognato la notte scorsa era un sogno e non un avvenimento reale, ma come possiamo essere sicuri che ciò che crediamo essere realmente avvenuto o che crediamo che stia realmente avvenendo sia realmente e completamente reale?
Quando immaginiamo o pensiamo qualcosa, le immagini e i pensieri che scorrono nella nostra coscienza sono reali in quanto processi mentali, ma in quale misura corrispondono a oggetti, fatti ed eventi della realtà?
Alfred Korzybski ci ha ammoniti a non confondere la mappa col territorio, perché sono due cose di natura e di dimensioni molto diverse, anche se la prima dovrebbe rappresentare alcuni aspetti o caratteristiche del secondo. Infatti la quantità di informazione contenuta in una mappa è infinitamente più piccola di quella contenuta in un territorio. In altre parole, una mappa, anche la più precisa, costituisce un’infinitesima riduzione di un territorio.
Tutti i nostri processi mentali sono basati su elaborazioni di mappe, cioè di configurazioni e di associazioni di oggetti mentali (concetti e immagini), e in tal senso le nostre idee sono infinitamente ridotte rispetto alla dimensione e alla complessità della realtà, e non potrebbe essere altrimenti. Se il nostro cervello dovesse contenere tutti i contenuti della realtà, dovrebbe essere grande quanto il mondo reale.
Dobbiamo dunque rassegnarci a considerare la realtà qualcosa di inconoscibile se non in maniera infinitamente ridotta, e a conoscere di essa solo ciò che ci interessa per la nostra vita, cioè solo ciò che influisce sul nostro benessere e malessere. Infatti i nostri piaceri e dolori sono le uniche cose reali che possiamo realmente conoscere, dato che sono ciò che proviamo direttamente e non qualcosa che esiste al di fuori del nostro corpo e della nostra capacità di provarli.
Per concludere, tutto ciò che passa per la nostra mente, tutto ciò che la nostra mente elabora è virtuale in quanto mappe (più o meno fedeli) di una realtà. Ciò che conta è allora la coerenza tra il virtuale della nostra mente e il reale del mondo esterno ad essa, vale a dire la precisione delle mappe che noi usiamo per raggiungere i nostri obiettivi, in modo tale che ci permettano di prendere le strade più efficaci per raggiungerli.
2021-11-07 Interagire | Bisogni
Non abbiamo bisogno di certi oggetti, né di certe situazioni in senso statico, ma di certi processi e delle interazioni che li sostengono. Certi oggetti e certe situazioni sono utili nella misura in cui facilitano le interazioni di cui abbiamo bisogno.
2021-11-07 Interagire | Coscienza | Sistemica | Reciprocità
Ogni essere vivente interagisce continuamente con il mondo esterno e con i propri organi interni. Probabilmente l’uomo è l’unico essere vivente che può essere consapevole di interagire con qualcosa, delle regole con cui interagisce e degli effetti delle proprie interazioni. Tuttavia tale consapevolezza è a mio parere generalmente rara.
Intendo dire che un essere umano, mentre interagisce con qualcosa o qualcuno, raramente si rende conto del fatto che il processo in cui è coinvolto è un’interazione, cioè uno scambio di informazioni, oggetti, sostanze e/o energie. Infatti la sua consapevolezza si riduce generalmente ad una sensazione di presenza rispetto a qualcosa o qualcuno, ad una percezione di comportamenti spontanei, e al provare sentimenti ed emozioni suscitati da quella presenza e da quei comportamenti, senza che essi vengano analizzati.
Forse solo quando due persone sono impegnate in un combattimento, in una gara o in un gioco, esse hanno la consapevolezza di interagire. Quando esse sono invece in una compagnia senza particolari regole e senza obiettivi precisi, il loro comportamento reciproco è generalmente spontaneo e percepito come un continuo flusso di azioni automatiche, cioè non calcolate consapevolmente.
L’interazione consapevole comporta l’analisi dei comportamenti propri e altrui in senso sistemico, cioè in termini di azioni e reazioni, cioè di stimoli e risposte, secondo certe logiche, laddove una risposta ad uno stimolo può costituire a sua volta uno stimolo.
Una persona impegnata in un’interazione consapevole è consapevole in primo luogo di essere impegnata in un’interazione sistemica con una certa cosa o persona. In secondo luogo è consapevole del modo in cui sta interagendo, ovvero delle logiche con cui a certi stimoli sono associate certe sue risposte. In terzo luogo è consapevole dei risultati dell’interazione rispetto alle proprie motivazioni (cioè ai suoi bisogni e desideri) o ai propri obiettivi. In quarto luogo è in grado di decidere consapevolmente se continuare o interrompere l’interazione, o se cambiare le logiche delle proprie reazioni agli stimoli ricevuti.
Per concludere, ritengo che quando non si è soddisfatti delle proprie interazioni inconsapevoli, è bene cercare di renderle consapevoli, così da poterle migliorare.
2021-11-08 Società
I ricchi non conoscono i poveri e i poveri non conoscono i ricchi. Fanno eccezione gli ex poveri e gli ex ricchi.
2021-11-09 Politica
Protestare senza proporre soluzioni alternative è tipico dei bambini.
2021-11-09 Etica | Differenze umane | Intelligenza | Gerarchia
Ci sono individui che non riescono ad accettare il fatto di essere meno intelligenti o meno saggi di altri, e perciò cercano in tutti i modi di trovare lacune o contraddizioni in ciò che le persone migliori di loro fanno o dicono.
2021-11-09 Psicopatia | Psicoterapia
Interessarsi di malattie psichiche è importante perché non possiamo escludere di non esserne affetti almeno in parte, o che non ne saremo affetti in futuro.
2021-11-10 Interagire | Emozioni e sentimenti
I segni "+" e "-" rappresentano rispettivamente sentimenti di attrazione e di repulsione.
2021-11-10 Bisogni | Natura umana
L’uomo è un animale ipotizzatore, nel senso che è capace di formulare ipotesi di azioni o di combinazioni di cose, e di stimarne il valore in termini di soddisfazione di bisogni propri e altrui.
2021-11-11 Caffè filosofico | Morte
La morte può essere definita come la definitiva cessazione delle funzioni vitali (biologiche) nell’uomo, negli animali e in ogni altro organismo vivente o elemento costitutivo di esso.
Seguono alcuni spunti di riflessione sul tema della morte.
Da un punto di vista scientifico, sulla morte possiamo porci alcune domande come le seguenti:
- quali sono le cause biologiche (a livello microscopico fisico-chimico-informativo) della morte di un essere vivente o di un suo elemento costitutivo?
- è possibile riportare in vita un organismo o un suo elemento costitutivo morto?
- la morte è da considerarsi un accidente o un evento programmato nel DNA?
- la morte è utile a qualcuno o qualcosa?
- è possibile comprendere la morte senza comprendere la vita? In altre parole, è possibile comprendere il senso della morte senza comprendere il senso della vita?
- per quanto riguarda la vita della mente, c’è differenza tra la morte e l’anestesia totale o il coma?
Da un punto di vista antropologico, sociologico e psicologico la morte di una persona è un evento che incide nella vita di una comunità in quanto modifica un assetto sociale e delle relazioni interpersonali. A tal proposito ci possiamo porre domande come le seguenti:
- quali possono essere le ripercussioni della morte di una persona nei singoli superstiti che avevano avuto rapporti con essa e nella comunità in cui la persona morta agiva?
- da cosa dipende la paura della morte, e perché alcuni hanno paura di morire e altri no?
- perché molti non possono accettare l’idea che dopo la morte di essi non resti nulla?
- che differenza c’è per una persona tra ciò che diventa dopo la sua morte e ciò che era prima della sua nascita?
- che senso ha la pena di morte nel diritto (ove prescritta)?
- a che e a chi serve un funerale?
- a che e a chi servono i cimiteri?
- perché il lutto può essere vissuto in modi molto diversi nelle diverse culture? (in alcune in tristezza, in altre in allegria)
- è meglio pensare o non pensare al fatto che prima o poi dovremo morire?
- donare i propri organi per un trapianto equivale a continuare a vivere in una certa misura?
- come sarebbe la società se nessuno avesse paura di morire?
Da un punto di vista religioso o spirituale sulla morte ci possiamo porre domande come le seguenti:
- c’è qualcosa di “vivo” (che possiamo chiamare “anima”) che sopravvive alla morte fisica di una persona e che conserva un ricordo della persona stessa?
- è possibile comunicare con le anime dei morti?
- le anime dei morti possono influenzare i vivi?
- la morte di una persona può essere “voluta” o "richiesta" dalla Divina Provvidenza?
- il suicidio è immorale?
- l’eutanasia è immorale?
- perché in alcune culture i morti sono (stati) adorati come divinità?
- perché certe culture hanno celebrato sacrifici religiosi di animali e perfino di esseri umani?
- che funzione ha avuto la morte di Gesù?
- che funzione ha avuto la resurrezione di Gesù?
Da un punto di vista filosofico ci sono essenzialmente tre tendenze:
- coloro che credono nella totale finitezza di ogni individuo
- coloro che credono nell’immortalità della cosiddetta anima in qualche forma
- coloro che subordinano la vita dell’individuo alla vita della sua specie, per cui ciò che conta è la vita della specie e non quella dell’individuo, che sarebbe solo un funzionario della specie
2021-11-11 Emozioni e sentimenti
Metasentimento: sentimento su un proprio sentimento. Per esempio, provare attrazione o repulsione per un proprio sentimento di attrazione o di repulsione.
2021-11-12 Conoscere | Fede
Non bisogna credere alle spiegazioni, né alle promesse, ma solo alle azioni.
2021-11-13 Bisogni | Interdipendenza
Spesso chi cita Kant sbaglia dicendo che l'uomo non deve mai essere un mezzo, ma solo un fine. Infatti gli umani sono interdipendenti e hanno bisogno gli uni degli altri per soddisfare i loro bisogni ed essere felici. In altre parole, gli altri sono i principali mezzi per la sopravvivenza e il benessere degli uni.
Il testo kantiano dove si descrive il secondo imperativo categorico viene spesso tradotto come segue: «agisci in modo da trattare l'umanità sia nella tua persona sia in quella di ogni altro, sempre ANCHE come fine e mai SEMPLICEMENTE come mezzo». Qui l'avverbio "semplicemente" è una cattiva traduzione di "Bloß", che significa "SOLTANTO". Da questa cattiva traduzione nascono certi equivoci e fraintendimenti.
Comunque, dire che l'uomo dovrebbere essere un fine e non un mezzo non ci aiuta a comprendere la realtà della natura umana. Infatti non ha senso dire che l'uomo è un fine. Fine di chi? Di se stesso? Degli altri? Piuttosto dovremmo dire che l'uomo ha un fine, anzi diversi fini, nel senso di bisogni, desideri e obiettivi, tra cui quello di essere felice, ma per essere felice deve contribuire alla felicità altrui. Ognuno deve quindi porsi come "mezzo" o strumento per contribuire almeno in parte alla felicità altrui, se vuole che gli altri facciano altrettanto. Questo in generale. Poi è ovvio che non dobbiamo sfruttare il prossimo pensando solo ai nostri desideri, bisogni e obiettivi, ignorando quelli altrui. Ma non c'è bisogno di Kant per capirlo.
2021-11-13 Bisogni | Natura umana
Essere = contenere, appartenere, interagire, apparire, sembrare. L'uomo è un animale che ha bisogno di essere, e l'essere è un fatto sociale fondato sull'imitazione di modelli di comportamento, di pensiero e di sentimento. Infatti l'essere è condizione per interagire socialmente, cosa indispensabile per la vita umana.
2021-11-13 Inconscio | Coscienza
Mentre la coscienza pensa, sente e desidera, l'inconscio prepara i prossimi pensieri, sentimenti e desideri da presentare alla coscienza.
2021-11-14 Natura umana | Filosofia | Cambiare
Ci sono filosofi che si spendono più per dirci come dovremmo essere che come siamo realmente, e non ci dicono perché siamo come siamo, facciamo ciò che facciamo e non facciamo ciò che non facciamo.
A tal proposito io penso che sia ingenuo stabilire come dovremmo essere se non abbiamo capito come siamo e perché lo siamo. Rischiamo di voler cambiare ciò che non si può cambiare, e continuiamo a non cambiare ciò che si potrebbe cambiare.
Ci sono altri filosofi che cercano di dirci come siamo realmente fatti e come funzioniamo, piuttosto che come dovremmo essere.
Per me il filosofo ideale è colui che prima ci dice come funzioniamo e poi, di conseguenza, come potremmo migliorare.
2021-11-14 Interagire | Natura umana | Domande
Di ogni persona (compresi se stessi) è lecito e consigliabile chiedersi: Chi crede di essere? Come vorrebbe essere riconosciuto? Cosa si aspetta dagli altri? Che progetti ha? Cosa desidera? Di cosa ha bisogno? Cosa è disposto a offrire agli altri? Cosa pensa di coloro che non condividono la sua visione del mondo? Ecc.
2021-11-14 Conoscere | Arroganza
L'arroganza (reale o presunta) di una persona non costituisce prova della sua fallacia. Infatti tutti i filosofi innovativi erano arroganti in quanto pensavano di saperla più lunga dei loro predecessori.
2021-11-15 Libertà | Politica
I fascisti si sono sempre battuti per la libertà di togliere la libertà ai loro oppositori.
2021-11-15 Giudicare | Falsità
Dire a una persona che ciò in cui crede è falso equivale a dirle che essa funziona male. Insomma è una offesa grave.
2021-11-16 Conoscere | Apprendere | Cultura
Lo studio dei maestri dovrebbe essere finalizzato al loro superamento o completamento, perché nessun maestro è sufficiente per imparare a vivere nel proprio tempo.
2021-11-16 Conoscere | Etica | Immaginazione
Per capire le logiche delle persone malvagie bisogna immaginare di essere malvagi. Ma questo è impossibile a chi ha paura della malvagità.
2021-11-16 Conoscere | Giudicare
Con l'aumentare delle nostre conoscenze diminuisce la nostra certezza di giudizio.
2021-11-17 Giudicare | Intelligenza
Meno si è intelligenti, meno si è capaci di valutare la propria intelligenza.
2021-11-17 Interagire | Competere | Scegliere
La libertà consiste nella possibilità di scegliere, e la sua estensione dipende dalla quantità e dalla qualità delle opzioni tra cui scegliere. La libertà di un agente è dunque sempre limitata dalle opzioni a sua disposizione, che sono sempre finite e limitate.
Un essere umano è un agente (nel senso che agisce) in grado di fare delle scelte, specialmente per quanto riguarda le persone e le cose con cui interagire, e i modi in cui interagire. Tali scelte vengono effettuate secondo criteri e logiche di cui il soggetto è più o meno consapevole, e che sono più o meno note alla psicologia e alle neuroscienze.
A prescindere dai criteri e dalle logiche con cui un essere umano fa le sue scelte, è importante considerare i problemi legati alla sua libertà di scegliere le persone con cui interagire e i modi in cui farlo, e le conseguenze di tale libertà. Chiamerò tale scelta “selezione sociale”.
Infatti noi umani siamo interdipendenti, nel senso che abbiamo un assoluto bisogno di interagire e collaborare con altri umani per sopravvivere e per soddisfare i nostri bisogni primari. In tal senso, ogni umano ha un doppio ruolo, quello di “scegliente” e quello di “scelto”.
In quanto “scegliente”, non c’è alcuna garanzia, per una persona, di ottenere il consenso di quelle da essa scelte, a interagire con essa.
In quanto aspirante “scelto”, non c’è alcuna garanzia, per una persona, di essere scelta per una certa interazione da essa desiderata.
Questa mancanza di garanzie e di certezze sulla possibilità di interagire con le persone con cui si desidera interagire, e nei modi in cui si desidera interagire, è per molti causa di ansia, frustrazioni, sofferenze e infelicità.
Noi umani spendiamo perciò gran parte delle nostre energie fisiche e mentali per aumentare la probabilità di essere scelti come partner di interazioni da noi desiderate, e per aumentare la probabilità che le persone da noi scelte per certi tipi di interazione acconsentano a interagire come da noi proposto.
A tale scopo noi umani cerchiamo di essere più “allettanti” o “promettenti” possibile, esteticamente, intellettualmente, moralmente, politicamente, economicamente ecc. A tale scopo entriamo in competizione ognuno con tutti gli altri per essere preferiti sia come “sceglienti” che come “scelti”.
Questa problematica mi sembra non avere soluzione né rimedi. Direi che è la causa principale dei mali dell’umanità.
2021-11-18 Interagire | Etica | Libertà | Relazioni
La fedeltà è un fenomeno sociale che consiste nell’impedire ad una persona che ha stabilito certe relazioni sociali (per scelta o per necessità), di sostituirle con altre per essa più soddisfacenti.
La fedeltà è stata inventata e imposta come obbligo morale a vantaggio di coloro che rischiano di essere rifiutati dai loro partner, e a svantaggio di coloro che sono insoddisfatti di una certa relazione e vorrebbero sostituirla con una più soddisfacente.
La fedeltà costituisce dunque una limitazione della libertà di selezione sociale e una cristallizzazione dello statu quo delle relazioni umane, indipendentemente dalla loro qualità.
La persona infedele viene considerata immorale in quanto pericolosa per l’ordine sociale, e un cattivo esempio di comportamento che potrebbe danneggiare tutti coloro che temono di essere rifiutati dai loro partner.
Concludendo, la fedeltà serve a proteggere le persone meno competitive che, a causa della propria minore competitività, hanno minori possibilità di scegliere i loro partner e di sostituire le proprie relazioni sociali con altre più soddisfacenti.
2021-11-18 Conoscere | Intelligenza
A volte, dietro l'amore per la concretezza si nasconde una scarsa capacità di astrazione.
2021-11-19 Interagire | Inconscio | Emozioni e sentimenti | Coscienza
Ciò che più determina l’umore di un essere umano è la sua previsione, conscia o inconscia, di come sarà trattato dagli altri, specialmente da coloro da cui dipende la soddisfazione dei propri bisogni.
2021-11-20 Interagire | Bisogni | Felicità
Ogni umano può favorire od ostacolare la soddisfazione dei bisogni di altri umani, contribuendo così alla loro felicità o infelicità.
2021-11-20 Comunicazione
Domanda da fare all'interlocutore quando una discussione diventa sterile: "secondo te, il mio pensiero e il tuo sul tema in oggetto (1) sono contraddittori e quindi incompatibili,(2) sono entrambi validi e quindi si completano, o (3) si ignorano reciprocamente come se ciascuno ritenesse l'altro irrilevante?"
2021-11-20 Inconscio | Coscienza | Apprendere
Non basta che certe verità importanti per la nostra felicità siano capite dal nostro io cosciente. Finché anche il nostro inconscio non le avrà capite, continueremo a comportarci come se non le avessimo capite, e a soffrire del conflitto tro io e inconscio.
Ciò è dovuto al fatto che il comportamento è per lo più automatico, involontario e pilotato dall'inconscio, e al fatto che l'apprendimento da parte dell'inconscio è molto più lento di quello da parte dell'io.
Può anche succedere che il nostro inconscio capisca certe verità prima del nostro io cosciente. Anche in questo caso soffriremo del conflitto tra l'io e l'inconscio. Tuttavia l'adeguamento dell'io all'inconscio è più facile e veloce dell'adattamento dell'inconscio all'io, purché l'io abbia rispetto per l'inconscio e ne conosca, in generale, i meccanismi e le logiche.
2021-11-20 Inconscio | Coscienza | Psicoterapia
Può una mente rieducare se stessa? Non si può escludere.
Come può avvenire tale rieducazione? Credo che essa possa avvenire come quella iniziale, cioè attraverso una interazione tra l’io (cosciente) e l’inconscio, assumendo che l’io e l’inconscio si influenzino e si educhino reciprocamente.
Quale dovrebbe essere lo scopo di tale rieducazione? Facilitare, aumentare e migliorare la soddisfazione dei bisogni della propria persona, cioè essere più felici.
Cosa dovrebbe fare l’io per rieducare la propria mente, che è una cosa di cui esso stesso è parte? Penso che dovrebbe operare come segue.
In primo luogo l’io dovrebbe ascoltare i messaggi provenienti dall’inconscio, che esprimono i bisogni profondi della propria persona. Tali messaggi sono veicolati mediante i sentimenti di piacere e dolore, e di attrazione e repulsione associati a qualsiasi cosa percepita o pensata.
In secondo luogo l’io dovrebbe distinguere i bisogni sani da quelli malati, quelli innati da quelli acquisiti, quelli liberi da quelli inibiti o rimossi.
In terzo luogo l’io dovrebbe stabilire quali esperienze possono essere utili per potenziare i bisogni “buoni” e depotenziare quelli “cattivi”, e vivere tali esperienze tante volte quante servono per ottenere l’effetto desiderato.
Educare la propria mente è come imparare a suonare uno strumento musicale: bisogna ripetere gli esercizi finché l'esecuzione della musica diventa automatica.
Facile a dirsi, difficile a farsi senza l’aiuto di qualcun altro.
2021-11-21 Conoscere | Sistemica
Il mondo visto da me si divide in: (1) il mio io cosciente, (2) il mio inconscio e (3) il resto del mondo. I primi due costituiscono la mia persona, la quale è fatta di massa e di mente (hardware e software).
Il resto del mondo si divide in (3.1) gli altri umani e (3.2) il resto del resto del mondo.
Le entità sopra elencate si influenzano reciprocamente.
Il mio io cosciente prova sentimenti (piacere e dolore associati a certe forme) generati dal mio inconscio per segnalare i bisogni della mia persona, ed elabora cognizioni e progetti per soddisfare i bisogni stessi.

2021-11-21 Valutare
Le cose che un umano possiede (beni materiali e spirituali) hanno un valore intrinseco (personale) e un valore di mercato, entrambi variabili. La loro variabilità è causa di ansia.
2021-11-21 Conoscere | Ateismo
L'ateismo non è una fede, ma una diffidenza.
2021-11-22 Paura | Solitudine
Per molti è meglio una cattiva compagnia che una totale solitudine. Per questo per molti è meglio sbagliare insieme che avere ragione da soli.
2021-11-22 Vita | Cambiare | Paura
La vita è conservativa in quanto si mantiene grazie ad un istinto di conservazione (consapevole o inconsapevole), che consiste nella difesa della propria struttura contro tutto ciò che può cambiarla. Infatti i cambiamenti, cioè l’evoluzione, di una specie biologica avvengono solo a causa di errori di riproduzione genetica.
In altre parole, possiamo assumere che in ogni forma di vita esista un bisogno elementare, vitale, di conservazione senza il quale nessuna vita potrebbe continuare ad esistere o a riprodursi.
Ciò che la specie ha bisogno di conservare è la sua struttura fondamentale, mentre sono consentiti, e perfino favoriti, cambiamenti di dettaglio, come il colore degli occhi e della pelle, l’altezza, il peso, il temperamento, l’indole ecc. che nella riproduzione sessuata sono causati dall’incrocio dei geni provenienti al 50% da ciascuno dei genitori, purché compatibili.
Il rifuto di corpi estranei da parte del corpo è evidente nelle reazioni di rigetto che si verificano a seguito di trapianti d'organo e nei processi immunologici.
L’organismo di un essere vivente è regolato a tutti i livelli da meccanismi omeostatici, che servono a ripristinare lo stato normale ottimale, cioè il più sano, se alterato da eventi interni o esterni, o da squilibri energetici o chimici.
Io suppongo che anche nella mente esistano meccanismi omeostatici che si oppongono a ogni processo che potrebbero cambiare la struttura portante della mente stessa, sia nella sua parte conscia che in quella inconscia.
Questo bisogno/istinto di conservazione spiegherebbe la paura dell’estraneità, della diversità, dell’ignoto, del cambiamento strutturale della propria visione del mondo. Si tratta di paure presenti geneticamente in ogni individuo e di conseguenza in ogni cultura, anche se in misura diversa da persona a persona.
2021-11-22 Vita | Cambiare
La resistenza al cambiamento della propria struttura fondamentale è una caratteristica geneticamente determinata di ogni essere vivente e di ogni suo organo.
2021-11-22 Interagire | Interdipendenza | Caffè filosofico
Sintesi del mio intervento in un caffè filosofico moderato da Federico Virgilio sul tema in oggetto
La convivenza umana è in parte regolata dai poteri politici e religiosi attraverso leggi scritte e non scritte (tra cui la legge del più forte) e attraverso comandamenti religiosi tesi a favorire o imporre una pace sociale e un reciproco rispetto nel quadro di gerarchie sociali.
La convivenza umana è anche autoregolata, nel senso che noi umani siamo interdipendenti, cioè non possiamo sopravvivere né soddisfare i nostri bisogni e desideri senza la cooperazione di altri umani, e per ottenere tale cooperazione dobbiamo comportarci in modi accettabili, anche perché c’è una certa libertà di scelta delle persone con cui cooperare e di quelle con cui non cooperare.
La domanda che dovremmo porci è dunque se i modi in cui la convivenza umana è stata fino ad oggi regolata nella nostra cultura e nel nostro stato sia migliorabile, e come, in termini di soddisfazione dei nostri bisogni e desideri.
La mia risposta è che la nostra convivenza è migliorabile attraverso una migliore conoscenza della natura umana, che ci faccia conoscere meglio i bisogni e i desideri nostri e altrui, distinguendo quelli sani da quelli insani, quelli costruttivi da quelli distruttivi, in modo da trovare i migliori compromessi tra la soddisfazione dei nostri bisogni e la soddisfazione di quelli altrui. Tali compromessi possano quindi riflettersi in leggi più efficaci e ispirarci nei nostri liberi rapporti interpersonali.
Cosa ostacola una migliore conoscenza dell’uomo e dei suoi bisogni? L’ignoranza e la mistificazione, a cominciare dalle religioni, che con le loro narrazioni non ci aiutano in tal senso, ma ci confondono. Oltre alle religioni siamo confusi da varie filosofie che non ci dicono le cose importanti che dovremmo sapere sull’uomo, e sono fuorvianti.
Per concludere, per regolare nel migliore dei modi la convivenza umana la filosofia più adatta, più realistica, è a mio parere quella che coniuga una visione sistemica della mente e della società con un approccio pragmatico. Tale filosofia dovrebbe costituirsi a partire da una ricerca sui bisogni umani e sulle dinamiche della psiche e dell’interazione sociale, dinamiche in cui l'interdipendenza gioca un ruolo fondamentale.
2021-11-23 Mente | Tempo | Futuro | Biologia
La mente proietta il futuro in base al passato, mentre il corpo vive il presente. Per il corpo, il passato e il futuro non esistono, esiste solo il presente. Per la mente il presente non esiste, esistono solo il passato e futuro. Per questo il corpo e la mente sono spesso in conflitto tra di loro.
2021-11-23 Filosofia | Scienza
Scienziati e filosofi non sono tutti uguali: ognuno di essi è in parte geniale e in parte sciocco, in parte saggio e in parte stolto, in parte onesto e in parte disonesto, in proporzioni diverse da persona a persona.
2021-11-23 Coscienza
La coscienza (cioè l'io cosciente) è un simulatore più o meno realistico della realtà passata, presente e futura.
2021-11-23 Conoscere | Verità | Immaginazione
L’uomo non conosce la realtà reale, ma una realtà immaginaria.
2021-11-23 Interagire | Cultura | Idee | Forma
Certe idee, certe forme culturali, sono buone non in se stesse, ma nella misura in cui ci aiutano a migliorare i nostri rapporti con gli altri, cioè nella misura in cui possono costituire un ponte e uno strumento per comunicare e interagire efficacemente e costruttivamente con gli altri.
2021-11-23 Bisogni | Motivazioni | Desiderare
(Mio intervento al "Café Philo Lyon" del 23-11-2021 sul tema "Si può soddisfare il desiderio con la realtà?")
Per giustificare la mia risposta vorrei spiegare la mia idea del concetto di desiderio e delle dinamiche di cui esso è protagonista. E’ una spiegazione che qualcuno potrebbe considerare più psicologica che filosofica, ma per me non c’è alcuna differenza tra filosofia e psicologia.
Per giustificare la mia risposta vorrei spiegare la mia idea del concetto di desiderio e delle dinamiche di cui esso è protagonista. E’ una spiegazione che qualcuno potrebbe considerare più psicologica che filosofica, ma per me non c’è alcuna differenza tra filosofia e psicologia.
Io credo che i desideri siano dei meccanismi biologici essenziali per la sopravvivenza e la conservazione dell’individuo e della specie. Consistono nella ricerca del piacere e nell’evitamento del dolore (sia fisico che mentale). A loro volta il piacere e il dolore sono gli strumenti con i quali il corpo e l’inconscio controllano e dirigono il comportamento dell’individuo e l’attività mentale.
A mio parere i desideri si sviluppano a partire dai bisogni primari e secondari, cioè quelli innati e quelli acquisiti, in quanto mezzi per soddisfare i bisogni stessi. Io divido i bisogni umani primari nelle seguenti categorie: biologici, di integrazione sociale, di libertà, di dominazionee competizione, di conoscenza, di bellezza e piacere, e di coerenza (evitamento di sgradevoli dissonanze cognitive).
Per me la felicità consiste nella soddisfazione periodica, ciclica dei desideri sani, cioè quelli che conducono alla soddisfazione dei bisogni primari, e nella soppressione dei desideri insani, cioè quelli che non portano alla soddisfazione dei bisogni primari o la inibiscono.
Un fatto molto importante a proposito dei desideri è ciò che io chiamo anticipazione del piacere e del dolore, fenomeno tipicamente umano per cui la previsione di un piacere è essa stessa fonte di piacere, così come la previsione di un dolore è essa stessa fonte di dolore. E siccome il desiderio di qualcosa implica la previsione del piacere che l’ottenimento della cosa comporterebbe, il desiderio è già fonte di piacere, finché permane l’ottimismo circa il suo successo. In tal senso, il contrario del desiderio è la paura, che è fonte di dolore in quanto previsione di dolore.
Credo che esistano due tipi di desiderio: (1) il desiderio di qualcosa che ci manca e di cui abbiamo bisogno. Questo è regolato da meccanismi omeostatici (fisici e mentali), che fanno aumentare il desiderio proporzionalmente alla mancanza. (2) l’attrazione di qualcosa che stimola un nostro istinto, come ad esempio l’attrazione sessuale, o l’attrazione di un bell’oggetto o di una bella forma, che viene suscitata nel vederlo, attrazione che non c’è quando l’oggetto non è in vista. In tal senso possiamo dire che l’attrazione è la percezione di una promessa di piacere o di felicità.
Esiste tuttavia un desiderio di piacere generico, senza un oggetto determinato, che è presente soprattutto in chi ha provato del piacere, e desidera rinnovare tale esperienza.
Tornando alla domanda iniziale, alla quale ho già risposto, aggiungo, e concludo, che a volte scambiamo la realtà così com’è con quella che desideriamo che sia, per evitare il dolore associato a verità insopportabili. Questa mistificazione della realtà, se da una parte ci protegge dal dolore della verità, dall’altra rende più difficile la soddisfazione dei nostri desideri e quindi dei nostri bisogni.
2021-11-25 Felicità | Falsità
Uno dei mali dell'attuale civiltà occidentale è la massa di false promesse di felicità da cui siamo circondati, promesse che si contendono la nostra attenzione per venderci qualcosa o indurci a sostenere certi leader.
2021-11-25 Emozioni e sentimenti | Verità
Solo il piacere e il dolore sono certamente reali (anche quando sono causati da entità immaginarie). Tutto il resto può essere illusorio.
2021-11-26 Pensare | Comunicazione
Un comunicatore efficace inserisce pensieri e immagini di sua scelta nelle menti dei suoi lettori e ascoltatori.
2021-11-26 Interagire | Potere | Servire
Siccome noi umani siamo interdipendenti, siamo tutti servi e padroni di certi altri.
In altre parole, siccome ognuno ha bisogno di altri per sopravvivere e per soddisfare i propri bisogni, ognuno deve servire qualcuno e servirsi di qualcuno.
E' anche possibile che due persone invertano più volte nella stessa giornata i loro reciproci ruoli di servo e padrone.
In tutto questo c'è un grosso problema dovuto al fatto che ogni umano è libero, almeno in teoria, di scegliere chi servire e di chi servirsi, per cui qualcuno potrebbe restare senza servi né padroni, cioè escluso dalla vita sociale.
Per concludere, ognuno dovrebbe imparare a fare bene, nei confronti degli altri, sia il servo che il padrone, cioè imparare a soddisfare i bisogni altrui e a indurre altri a soddisfare i propri.
2021-11-26 Giudicare | Intelligenza
Per valutare l'intelligenza di una persona bisogna avere un'intelligenza uguale o superiore.
2021-11-26 Filosofia | Verità | Falsità
Più che ad affermare verità, la filosofia dovrebbe servire a svelare falsità.
2021-11-26 Conoscere | Apprendere
Come possiamo insegnare agli altri a fare cose che non siamo capaci di fare noi stessi? Come possiamo insegnare agli altri ad essere felici se non lo siamo noi stessi?
2021-11-26 Interagire | Motivazioni
Nei rapporti interpersonali, a ogni quiete segue quasi sempre, dopo un certo tempo più o meno lungo, una tempesta, perché i rapporti interpersonali sono basati su compromessi tra gli interessi propri e quelli altrui.
Infatti i compromessi, in quanto implicano dei sacrifici personali, sono spesso fragili e soggetti a incomprensioni, stanchezza, e insoddisfazioni, che inducono alla ricerca di compromessi più soddisfacenti da stabilire con altri partner.
2021-11-26 Emozioni e sentimenti | Coscienza | Caffè filosofico
Dopo una non facile ricerca in internet sul significato dei termini “sentimento” ed “emozione”, ho constatato che non esistono definizioni univoche e universalmente condivise di questi termini, specialmente per il primo.
Infatti per “sentimento” si trovano molti significati diversi, spesso vaghi, che non hanno alcunché di scientifico. Tra l’altro, in diversi casi “sentimento” viene confuso con “coscienza” e con “sensazione” nel senso di percezione fisiologica. Inoltre in alcuni casi il sentimento viene associato a valori e disvalori etici ed estetici, e a tipi di personalità.
Le definizioni che ho trovato più “scientifiche” mettono il concetto di sentimento in relazione con quello di emozione, e in diverse pagine web ho trovato descrizioni delle presunte differenze tra sentimento ed emozione. Tuttavia tali differenze spesso mi sembrano arbitrarie, discutibili e irrilevanti da un punto di vista pragmatico.
Le definizioni di "sentimento" che trovo più convincenti sono quelle che lo considerano come la consapevolezza di una propria emozione più o meno intensa e duratura, unitamente all'associazione dell'emozione a certi oggetti, persone, idee, situazioni ecc. e l’elaborazione razionale di tale associazione.
Ho incontrato difficoltà analoghe nella ricerca del significato del termine “emozione”, anche se in misura minore, essendo questo termine normalmente considerato di pertinenza della fisiologia e della psicologia, e non confuso con quelli di coscienza, moralità ed estetica.
Nell’esaminare le varie definizioni sono rimasto sorpreso nel constatare che solo in una minoranza di casi il concetto di emozione viene associato ai concetti di piacere e di dolore, anche se è implicito che un'emozione possa essere più o meno piacevole o spiacevole.
Quando si parla di emozioni, pochi si chiedono cosa siano, anche perché si tratta di fenomeni che ognuno di noi prova più o meno spesso, per cui ognuno si considera competente in materia. Forse dovremmo piuttosto chiederci quali siano le cause delle nostre emozioni, e quali le loro finalità biologiche e psicologiche.
A tal proposito mi sembra utile osservare che il piacere e il dolore, sia quelli di origine fisica che quelli di origine mentale, dovrebbero essere considerati essi stessi emozioni, e non soltanto colorazioni o attributi di certe emozioni. Lo stesso si può dire per l’attrazione e la repulsione. Possiamo infatti parlare di sentimento (o emozione) di attrazione o di repulsione verso una certa cosa o persona senza una particolare ragione consapevole.
Potremmo inoltre chiederci se il dolore o il piacere, l’attrazione o la repulsione siano la causa di un’emozione o ne siano l’effetto, e se un’emozione non sia altro che una particolare forma e intensità di piacere o di dolore, di attrazione o di repulsione, associata ad una certa cosa, persona, idea, situazione, forma, evento, ecc. Potremmo anche chiederci che relazioni vi siano tra sentimenti o emozioni, e coscienza, inconscio, volontà, bisogni, desideri, cognizioni ecc..
Per finire, ho raccolto una lista di parole chiavi che hanno a che vedere con i concetti di sentimento e di emozione, e che possono costituire spunti per la nostra conversazione: sensazione, senso, sensibilità, reazione, affetto, passione, piacere, dolore, attrazione, repulsione, empatia, amore, odio, coscienza, turbamento, stato d’animo, commozione, apprensione, inquietudine, eccitazione, impressione, trepidazione, sconvolgimento, ansia, desiderio, felicità, gioia, tristezza, paura, ira, noia, indifferenza, soddisfazione, frustrazione, insoddisfazione, ecc.
Vedi anche "
Caffè filosofico online. Conversazioni sulla vita, sulla società e sulla natura umana"
2021-11-27 Gerarchia
Umiltà e tolleranza possono essere deleterie se generalizzate. Bisogna essere umili e tolleranti solo quando è opportuno e con chi è opportuno esserlo. Infatti ci sono persone che non devono essere tollerate e persone di fronte alle quali non bisogna inchinarsi.
2021-11-27 Piacere e dolore | Morte
Tutti moriremo prima o poi, ma al momento della morte non avremo sofferto e goduto tutti nella stessa misura. Queste differenze sono la cosa più importante per le nostre vite.
2021-11-27 Filosofia
La filosofia dovrebbe anche servire per imparare a comunicare con chi ignora o detesta la filosofia e non è in grado di comprendere argomentazioni filosofiche.
2021-11-27 Giudicare | Sesso
Chiediamoci perché le persone accusate di stregoneria erano tutte di sesso femminile.
2021-11-27 Interagire | Etica | Competere | Cooperare
Ogni umano può essere utile o dannoso per ogni altro umano. Perciò nessuno di noi può stare tranquillo.
2021-11-27 Emozioni e sentimenti | Sistemica
Siamo macchine sentimentali.
2021-11-27 Etica | Piacere e dolore
Non è un caso che la parola 'male' sia usata per indicare sia una qualità morale deprecabile, sia una sensazione fisica di dolore. Lo stesso vale per la parola 'bene', usata per indicare sia una qualità morale lodevole, sia una sensazione di piacere. Non è un caso perché la morale non avrebbe ragione di esistere se non in funzione dei sentimenti di piacere e di dolore. Infatti fare del bene a qualcuno significa dargli un piacere immediato o i mezzi per ottenerlo, così come fare del male a qualcuno significa dargli un dolore immediato o fare in modo che possa soffrire in futuro.
2021-11-28 Conoscere | Piacere e dolore
Le uniche certezze sono il proprio piacere e il proprio dolore. Tutto il resto è opinabile.
2021-11-28 Conoscere | Pensare | Idee
È facile seguire le idee di autori famosi, difficile seguire le idee di autori poco noti, difficilissimo avere idee originali.
2021-11-28 Intelligenza | Stupidità
Tu non sei completamente intelligente e io non sono completamente stupido.
2021-11-29 Appartenere | Confliggere | Logica | Gerarchia
Contraddire un discorso equivale a dire che esso è falso, cioè che afferma come vere cose non vere o inesistenti.
Ogni umano ha paura di essere contraddetto da altri o di contraddire se stesso, perché ogni contraddizione equivale ad una diagnosi di stupidità, di ignoranza, di incapacità o di mala fede.
Ciò è dovuto al fatto che dimostrare di essere stupido, ignorante, incapace o bugiardo implica dimostrare di non essere degno di far parte della società (o di esserlo meno di altri) e per l’inconscio essere esclusi dalla società equivale ad una condanna a morte.
Una contraddizione costituisce un conflitto tra due affermazioni, che si negano e tendono a distruggersi reciprocamente, e, di riflesso, un conflitto tra i due agenti che le sostengono. Questi possono essere due persone oppure l’io cosciente e l’inconscio, due componenti dell’io cosciente, o due componenti dell’inconscio.
Gli esseri umani non perdono occasione per contraddirsi l’un l’altro, per dimostrare di saperla più lunga degli altri, di essere più degni di altri di far parte della società. Cercano in tal modo di dimostrare di essere più autorevoli e perciò di meritare un posto più alto di altri nella gerarchia dell’intelligenza e della dignità sociale. La contraddizione tra umani è dunque uno strumento di competizione sociale.
Per quanto riguarda la coscienza di se stessi, rendersi conto di fare affermazioni contraddittorie induce a perdere la fiducia in se stessi, e questa perdita è per l’individuo una catastrofe esistenziale. Infatti non aver fiducia in se stessi implica non poter contare su se stessi, sulle proprie capacità cognitive, ed essere esposti ad ogni derisione, disprezzo ed emarginazione da parte di coloro che dimostrano meno auto-contraddizioni.
La puara della contraddizione corrisponde a ciò che io chiamo "bisogno di coerenza", essendo la coerenza il contrario della contraddizione.
Per concludere, la contraddizione può essere un’arma di competizione e una minaccia di emarginazione sociale. Per questo siamo tutti così preoccupati di non “cadere” in qualche contraddizione e di non essere contraddetti dagli altri. Insomma, la contraddizione è una delle maggiori causa di ansia per gli esseri umani.
2021-11-29 Interagire | Inconscio
Quando siamo soli e liberi da impegni e da preoccupazioni, ci prepariamo, consciamente o inconsciamente, alle prossime interazioni con gli altri, in quanto facciamo o cerchiamo cose di cui potremmo parlare con gli altri, che potremmo mostrare agli altri o che potremmo condividere con altri.
2021-11-29 Libertà | Casualità
Tutto ciò che non è casuale non è libero, perché è soggetto a leggi o logiche. Solo il caso è libero.
2021-11-30 Etica | Libertà | Libero arbitrio | Paura | Causalità | Casualità
Chiediamoci perché discutiamo del caso, della libertà, della scelta, del libero arbitrio e del determinismo. Perché questi temi ci stanno a cuore? Perché ne va della nostra responsabilità morale. Questo è il vero problema: in quale misura siamo moralmente responsabili del nostro comportamento, cioè delle nostre scelte? La risposta a tale domanda condiziona le nostre opinioni sul caso, sulla libertà, sulla scelta, sul libero arbitrio e sul determinismo. Sono opinioni "affettive", in quanto influenzate dalla paura di sentirci responsabili delle nostre meschinità o di scoprire che nemmeno i peggiori criminali sono moralmente responsabili di ciò che sono e di ciò che fanno. Queste scoperte potrebbero sconvolgere la nostra visione del mondo e di noi stessi.
2021-11-30 Natura | Genetica | Finalità
In natura il finalismo sembra esistere solo nella mente degli esseri viventi.
2021-11-30 Conoscere | Coscienza
Per mistero della coscienza intendo qualcosa che non possiamo controllare (nel senso di manipolare) né prevedere, ma da cui siamo controllati. La coscienza non può controllare né prevedere se stessa se non in misura minimale (per esempio mediante anestesie, droghe, farmaci, sonde nel cervello, suggestioni e autosuggestioni). Per il resto è soggetto e oggetto allo stesso tempo, nei confronti di se stessa e del resto del mondo. Il mondo controlla completamente la nostra coscienza, ma la nostra coscienza controlla solo una piccolissima parte del mondo e di se stessa. Si tratta di un'interazione circolare basata sul feed-back. E in più la coscienza è dominata dal piacere e dal dolore, che sono parte di essa. Questo è per me il mistero della coscienza. Il fatto che non conosciamo (se non in minima parte) i meccanismi di questi controlli e di queste interazioni.
2021-11-30 Sistemica | Vita
Io penso che una caratteristica essenziale della vita di un essere vivente sia il fatto di essere soggetto e oggetto allo stesso tempo, in una interazione circolare (basata sul feedback) tra il ruolo di soggetto e quello di oggetto.
2021-11-30 Conoscere | Sacralità
Noi sappiamo (o dovremmo sapere) che non sappiamo tutto ciò che è importante sapere sull'uomo.
Sappiamo (o dovremmo sapere) che c’è qualcos’altro di importante, che ci condiziona e da cui dipendiamo, e che forse non riusciremo mai a conoscere.
Finché non ne sapremo di più, ognuno può immaginare o intuire questo “altro” come preferisce, come meglio lo aiuta a vivere.
Questo “altro”, è forse ciò che alcuni chiamano il “sacro”.
2021-12-01 Libertà | Logica
L'uomo è schiavo di se stesso, cioè del proprio corpo, delle proprie memorie, delle proprie logiche.
2021-12-01 Causalità | Casualità
Il caso può riguardare sia lo spazio che il tempo. Per esempio, nella caduta dei capelli, il caso determina quale sarà il primo capello a cadere e quando cadrà. Si potrebbe anche dire che tutti i capelli sono destinati a cadere, prima o poi. Ciò che cambia è il momento in cui ciascuno di essi cadrà, momento che non è “scritto” da nessuna parte. In altre parole, la caduta di un capello è un evento deterministico in quanto “causato” da certe condizioni fisiche, ma il momento della caduta è casuale, cioè indeterminato a priori, nel senso che non è possibile prevedere in anticipo quando ci saranno tutte le condizioni per la caduta.
2021-12-01 Conoscere | Logica
Il problema con la logica aristotelica e il suo principio di non contraddizione è che l'essere è sempre relativo, mai assoluto, per cui, diversamente da quanto affermava Aristotele, una cosa può essere uguale a x e diversa da x allo stesso tempo, o essere uguale a x solo in una certa misura, a seconda del punto di vista, del contesto, del momento ecc.
2021-12-01 Piacere e dolore | Inconscio
Chi “vuole” il nostro dolore? Perché soffriamo? Sappiamo che un umano può desiderare che un altro umano soffra e può contribuire volontariamente o involontariamente, consciamente o inconsciamente, alla sofferenza altrui, ma che succede quando il nostro dolore è provocato da noi stessi, cioè da una causa interna alla nostra persona?
Se consideriamo il dolore fisico, la questione è abbastanza semplice. E’ ovvio che una martellata su un dito, o una bruciatura provochino dolore, non importa se siamo stati noi stessi o altri a provocare la martellata o la bruciatura, ma se consideriamo il dolore non fisico, che chiameremo “mentale”, la faccenda è molto più complessa e complicata.
Infatti non è facile comprendere le cause dei dolori “mentali” come la malinconia, la tristezza, la paura, il panico, la depressione, la disperazione, la delusione ecc. Né è facile capire quanto gli altri siano coinvolti (volontariamente o involontariamente) in tali sofferenze.
Infatti dovremmo chiederci in quale misura gli altri sono responsabili dei nostri dolori mentali, in quale misura tali dolori siano dovuti a cause fisiologiche o alla nostra costituzione fisica, e in quale misura siano causati dalle nostre idee, cioè dai nostri pensieri, dai nostri ricordi, dalla nostra visione del mondo, dal nostro sistema di valori, dal nostro temperamento, dal nostro carattere ecc.
Io credo che in molti casi i dolori mentali siano causati da molteplici cause che agiscono sinergicamente, e credo che gli altri umani siano sempre coinvolti in essi, più o meno direttamente o indirettamente, volontariamente o involontariamente, oltre ad altre cause insite nella nostra personalità e nei contenuti e nella configurazione della nostra mente, cioè nelle logiche con cui interpretiamo il mondo, la società e altri individui particolari.
E’ possibile che una persona infligga volontariamente dolore su se stessa? Penso di sì, seppur molto raramente. Credo che ciò avvenga come mezzo per ottenere dei vantaggi, come, ad esempio, per espiare peccati o colpe sociali e farsi così perdonare, o per attirare attenzione e cure da parte di altri, o per far sentire qualcuno in colpa attribuendogli la responsabilità delle proprie sofferenze.
Più comune è il caso in cui il dolore, specialmente quello mentale, è inflitto, involontariamente, dal proprio corpo o dal proprio inconscio (che è la stessa cosa se consideriamo l’inconscio come tutto ciò che non appartiene alla coscienza, quindi anche il resto del corpo fisico).
Io suppongo che il dolore sia il segnale che il nostro corpo (ovvero il nostro inconscio) ci manda per dirci che stiamo sbagliando qualcosa, che ci stiamo comportando in modo non sano (fisicamente o socialmente), o che ci troviamo in un ambiente nocivo da cui faremmo bene a uscire.
Perciò ritengo importante, quanto siamo assaliti da un dolore fisico o mentale che non possiamo sedare immediatamente con qualche noto rimedio, soffermarci a cercare di capire cosa stiamo sbagliando nel nostro comportamento o nei nostri pensieri, e cosa ci può essere di nocivo nel nostro ambiente naturale e/o sociale, ovvero nelle relazioni col resto del mondo e in particolare nelle nostre relazioni sociali.
2021-12-01 Emozioni e sentimenti | Autogoverno
Possiamo volontariamente alterare il nostro tono emozionale, ovvero il nostro umore, per esempio per neutralizzare la tristezza, indurre l’allegria, neutralizzare la paura e l’ansia, indurre la serenità ecc.?
Penso proprio di no, e mi domando, nel caso in cui un giorno venisse inventato un farmaco che induce lo stato d’animo desiderato, se il suo uso non avrebbe effetti collaterali, per esempio causare dipendenze come le droghe? In effetti una tale farmaco sarebbe una droga a tutti gli effetti e altererebbe meccanismi biologici che si sono sviluppati nel corso dell’evoluzione per il nostro bene, anche se a volte ci causano emozioni sgradevoli e dolorose.
Io suppongo infatti che il piacere e il dolore, e i vari stati emotivi che li rivestono, siano il modo in cui il nostro inconscio o il nostro corpo ci segnalano qualcosa, ci inducono a fare qualcosa, a cambiare qualcosa, o a cercare qualcosa, per la nostra salute fisica e mentale, per la nostra sopravvivenza e per la soddisfazione dei nostri bisogni primari.
A mio parere, alterare tali meccanismi naturali mediante una droga o un farmaco potrebbe mettere a rischio la nostra sopravvivenza e rendere più difficile la soddisfazione dei nostri bisogni.
Questi meccanismi controllano e dirigono il nostro comportamento. Saremmo noi capaci, con la nostra coscienza, razionalità e volontà, di controllarci e dirigerci (auto-determinarci) meglio di quanto facciano il nostro corpo e il nostro inconscio? Ne dubito. Forse è meglio lasciar fare alla natura.
2021-12-02 Verità | Logica
Un esempio di inefficacia del principio aristotelico di non contraddizione? La nocività o sicurezza dei vaccini. Secondo il principio di non contraddizione, un vaccino è nocivo “O” sicuro, non può essere al tempo stesso nocivo “E” sicuro.
Dopo che una persona si è fatta vaccinare, passato un certo periodo di tempo, si saprà se per essa ci sono stati effetti nocivi, di che tipo e in quale misura. Secondo la logica non-aristotelica, il vaccino è a priori nocivo e sicuro al tempo stesso, perché in certi casi non ha effetti nocivi e in altri casi li ha. Dipende.
Nella logica non aristotelica ad ogni affermazione (che non sia una formula matematica o una convenzione condivisa) va aggiunto “dipende” o “in certi casi” o “in una certa misura”. Da cosa dipende, ovvero in quali casi, e in quale misura un vaccino è sicuro o nocivo? Dipende dal tipo di vaccino, dalla costituzione fisica e dalla salute pregressa del vaccinato, dallo stato di conservazione del vaccino, dell'effetto nocebo, ecc. Inoltre bisogna tener conto della gravità degli eventuali effetti nocivi. Se essi si riducono ad un mal di testa o a un raffreddore, essi vengono trascurati.
A posteriori viene fuori che in una certa percentuale statistica un certo vaccino è stato nocivo in modo "abbastanza" grave. Questa percentuale può essere più o meno grande. Se la percentuale è molto bassa (per esempio meno di dieci casi su un milione), si può dire, per convenzione, che il vaccino sia sicuro, altrimenti si può dire, sempre per convenzione, che esso sia nocivo. Tuttavia, a priori, quel vaccino è sicuro e nocivo allo stesso tempo.
2021-12-02 Mente | Mappa cognitivo-emotivo-motiva
Ogni visione del mondo è una mappa cognitiva, emotiva e volitiva, che si è sviluppata a seguito delle particolari esperienze del soggetto. In questa mappa, ad ogni oggetto o idea riconoscibile dal soggetto sono associati collegamenti con certi altri oggetti o idee, certi sentimenti più o meno piacevoli o dolorosi, e un’attrazione o repulsione più o meno intensa.
2021-12-03 Filosofia
La buona filosofia serve a denunciare quella cattiva.
2021-12-04 Conoscere | Caffè filosofico
Che significa “conoscere?” Ecco alcuni dei significati di questo termine forniti dal vocabolario Treccani:
- apprendere e ritenere nella mente una nozione
- essere in grado d’intendere
- avere notizia di una cosa, sapere cioè che essa esiste
- avere cognizione esatta e precisa di una cosa
- aver provato una cosa, averne fatto esperienza
- sapere per prova diretta le qualità, i modi di essere di una cosa
- aver pratica, soprattutto di meccanismi
- discernere, saper distinguere
- riconoscere
- essere in relazione, avere familiarità
- comprendere, capire
I termini “capire”, “sapere”, “comprendere”, “sperimentare” (quest'ultimo nel senso di avere esperienza) vengono spesso considerati sinonimi di "conoscere" A tal proposito, dopo una ricerca in Internet sulle differenze tra questi termini, ho trovato una serie informazioni che riassumo come segue:
Conoscere
- “conoscere” riguarda l’esperienza e il ricordo di qualcosa (compresa o non compresa, capita o non capita)
- la conoscenza è a disposizione di tutti, è nelle biblioteche, si acquisisce con lo studio, con la lettura, con l'ascolto e/o con la lettura, visione o ascolto di documenti (media)
- tuttavia qualcuno preferisce chiamare la “conoscenza” (in senso scolastico o accademico) il “sapere” e usare il termine “conoscenza” per indicare qualcosa di più profondo
Capire
- comprendere con l’intelletto, intendere
- afferrare e penetrare profondamente con l’intelletto, sentire intimamente
- riferito a una persona: penetrarne l’animo, le intenzioni, il carattere
- rendersi convinto, esser persuaso
- capire riguarda il “senso” o il “significato” di qualcosa che viene letto o visto, come ad esempio una frase in una lingua straniera. Corrisponde all’inglese “understand”
- “capire” è da intendersi come conoscere non solo un insieme di informazioni, ma anche i collegamenti logici tra di esse, e tra la cosa capita e il resto del mondo, oltre all'importanza e al valore delle informazioni stesse.
Sapere
- il sapere è qualcosa di soggettivo, personale e interiorizzato, che influenza il nostro comportamento e i nostri sentimenti.
- sapere è anche usato come sinonimo di “saper fare”
- avere conoscenze e informazioni su qualcosa per averle acquisite o attraverso lo studio o attraverso la pratica e l’esperienza o per averle apprese da qualcuno o da qualcosa
- aver chiaro nella mente, essere cosciente, rendersi conto
Comprendere
- “comprendere” implica un’elaborazione razionale e/o emotiva di un’esperienza, una riflessione su di essa, un approfondimento di essa
- “comprendere” può anche significare “accettare”, “accogliere” oppure ritenere che una certa cosa o una certa idea sia coerente con la propria visione del mondo, o compresa, cioè inclusa, in essa
- sapersi spiegare una cosa, un fenomeno
- riferito ad altre persone: intendersi, penetrare nei sentimenti l’uno dell’altro, avere reciproca comprensione, provare empatia
Sperimentare
- conoscere per esperienza diretta, per prove avute o vissute personalmente
- sottoporre a esperimento; applicare, usare, mettere alla prova qualche cosa per accertarne e verificarne le capacità funzionali, la validità, l’efficacia, il rendimento
- nell’ambito della ricerca scientifica, procedere secondo le norme del metodo sperimentale
- sperimentare può essere involontario o volontario, ovvero intenzionale, come ad esempio voler mettere alla prova una intuizione propria o altrui
Malgrado le differenze semantiche che ho trovato, spesso i termini sopra menzionati vengono usati come sinonimi.
Detto questo, nella conversazione di questa sera vi suggerisco di porvi, o di porre agli altri, domande come le seguenti:
- che rapporto ci può essere tra la nostra conoscenza della realtà e la realtà stessa?
- in quale misura possiamo conoscere una certa realtà?
- quali aspetti possiamo conoscere di una certa realtà?
- cosa non possiamo conoscere della realtà in generale e di una certa cosa in particolare?
- che rapporto c'è tra conoscenza e verità? (con l'inziale minuscola o maiuscola)
- che danni può provocare a se stessi e agli altri una conoscenza sbagliata?
- cosa può conoscere del mondo un neonato?
- cosa può conoscere del mondo un animale?
- in quali modi possiamo apprendere una conoscenza?
- in che modi siamo condizionati (e limitati) dalle nostre conoscenze?
- che rapporto c’è tra intelligenza e conoscenza?
- che rapporto c'è tra conoscenza e razionalità?
- che rapporto c'è tra conoscenza e capacità di prevedere il futuro?
- in che modi le nostre conoscenze possono essere influenzate (distorte, inibite o accresciute) dai nostri sentimenti, dalle nostre emozioni, dal nostro inconscio?
- In quale misura il proprio bias cognitivo può influenzare e limitare la propria conoscenza?
- un essere umano può conoscere se stesso senza conoscere gli altri?
- un essere umano può conoscere gli altri senza conoscere se stesso?
- il principio aristotelico di non contraddizione, può favorire o ostacolare la conoscenza?
A voi la parola.
PS:
Chi fosse interessato a conoscere le mie personali opinioni sul tema di questa sera può leggere questo capitolo del mio libro Psicologia dei bisogni: “Significato, metodo e limiti della conoscenza”.
Vedi anche "Caffè filosofico online. Conversazioni sulla vita, sulla società e sulla natura umana"
2021-12-05 Natura umana | Mente
Ciò che più distingue l'uomo dagli altri animali è la sua spiccata capacità di prevedere il futuro, anche se in modo spesso erroneo e illusorio.
2021-12-05 Conoscere
Conoscere a fondo qualcosa o qualcuno significa poter prevedere il suo comportamento in tutte le condizioni possibili.
2021-12-05 Competere | Gerarchia
Chi crede di appartenere a un rango sociale elevato tende a evitare situazioni in cui quel rango non è riconosciuto.
2021-12-05 Bisogni | Appartenere
Ogni essere umano ha un profondo bisogno di appartenere, ovvero di partecipare attivamente, ad almeno una comunità a lui congeniale, non importa quanto grande. Per “partecipare attivamente” intendo essere coinvolti in interazioni cooperative frequenti con altri membri della stessa comunità, secondo le regole, i rituali, i principi e i valori morali e intellettuali della comunità stessa.
2021-12-05 Comunità
A mio parere, ogni essere umano ha un profondo bisogno di appartenere, ovvero di partecipare attivamente, ad almeno una comunità a lui congeniale, non importa quanto grande. Per “partecipare attivamente” intendo essere coinvolti in frequenti interazioni cooperative con altri membri della comunità, secondo le regole, i rituali, i principi e i valori morali e intellettuali della comunità stessa.
Di conseguenza, per ogni essere umano è importante trovare una comunità alternativa, a lui congeniale, se ritiene che quella a cui appartiene per nascita o per altre ragioni non sia a lui congeniale, nel senso che è caratterizzata da regole, rituali, principi e valori morali e intellettuali che egli ritiene sbagliati, inaccettabili o insopportabili, ovvero contrari alla propria indole, alla propria sensibilità, alla propria personalità, ai propri desideri, o ai propri interessi.
In tal caso la persona è pronta a “migrare” in un’altra comunità più congeniale, o a crearne una ad hoc qualora non riuscisse a trovarne una adatta già esistente.
Per creare da zero una nuova comunità è necessario incontrare altre persone interessate a migrare in essa o a partecipare alla sua fondazione, e a tale scopo è necessario descrivere agli eventuali interessati le caratteristiche della comunità che si intende fondare.
In altre parole, la nuova comunità, alternativa a quelle già esistenti, deve essere progettata, e le sue caratteristiche devono essere specificate e descritte verbalmente.
Per fare un esempio, ecco alcune caratteristiche generali di una fantomatica comunità ideale:
- è ispirata ai principi morali contenuti nel documento Regole morali
- è governata, secondo principi democratici, da un consiglio di amministrazione (CDA), che viene eletto dagli aventi diritto al voto e resta in carica per un certo tempo
- il CDA elegge il suo direttore che è, pro-tempore, il capo e il rappresentante della comunità
- la comunità ha una cassa per le spese di gestione e di pubblicità, alimentata dai contributi dei membri come stabilito dal CDA
- il diritto di voto viene concesso ai nuovi membri solo dopo un certo tempo dal loro ingresso nella comunità, e può venire revocato dalla maggioranza del CDA, per un periodo determinato o indeterminato
- possono far parte della comunità solo le persone che si impegnano a rispettare le regole morali della comunità, che dimostrano di averne compreso il significato, e che pagano i contributi dovuti
- ogni richiesta di partecipazione deve essere approvata dal CDA
- il CDA giudica le eventuali trasgressioni delle regole morali e impone le sanzioni appropriate. Chi non accetta le sanzioni viene escluso dalla comunità.
- i membri della comunità devono dedicare periodicamente una certa quantità del loro tempo ad attività di interesse della comunità (discussioni, assemblee, votazioni, ricerche, amministrazione ecc. che possono essere a titolo gratuito o a pagamento, online e/o in presenza)
- l’attività principale della comunità è la ricerca filosofica e psicologica per il continuo miglioramento della comunità stessa, specialmente mediante discussioni di gruppo e la pubblicazione dei risultati delle discussioni stesse
- il numero di membri non può superare un certo numero (da definire, per esempio 150). In caso di superamento, la comunità si divide in due.
- le comunità possono federarsi in una o più federazioni di comunità di base.
- ecc.
2021-12-06 Interagire | Psicologia | Letteratura
I buoni film e i buoni romanzi possono costituire importanti documenti di psicologia applicata, in quanto descrivono i comportamenti di personaggi emblematici, i loro pensieri, le loro logiche, le loro strategie esistenziali, i loro sentimenti, le loro emozioni, le loro motivazioni ecc. Queste rappresentazioni degli effetti esteriori delle dinamiche psichiche interiori sono valide ed efficaci nella misura in cui sono realistiche e attirano l’attenzione dello spettatore o del lettore su dettagli significativi e importanti delle vicende, specialmente per quanto riguarda i messaggi e i segnali scambiati nei rapporti interpersonali.
2021-12-06 Interagire | Cooperare
La cooperazione da parte degli altri nei nostri confronti è indispensabile per la nostra sopravvivenza e per la soddisfazione dei nostri bisogni, ma ha un prezzo che a volte può essere per qualcuno troppo alto.
Infatti gli altri ci chiedono, in cambio della loro cooperazione, di collaborare attivamente alla soddisfazione dei loro desideri.
Lo squilibrio tra i benefici e i costi della cooperazione è il motivo conduttore del dramma sociale.
2021-12-06 Interagire | Comunicazione | Cultura
Ciò che ci resta, dopo aver udito o letto un certo discorso, è il suo “succo”, cioè la sua “morale” ovvero gli effetti della sua applicazione nella nostra vita, nei nostri sentimenti e nei nostri rapporti con gli altri.
Infatti un discorso può contenere una teoria che possiamo mettere in pratica con vantaggio, oppure raccontare con vantaggio ad altre persone. Può contenere modelli di comportamento o di pensiero che possiamo seguire o imitare con vantaggio. Può contenere informazioni che è utile sapere per ottenere dei vantaggi o per evitare degli svantaggi. Può contenere risposte alle nostre domande e soluzioni ai nostri problemi. Può avvertirci di un pericolo o di un rischio.
Un discorso può darci piacere e/o dolore, pur senza insegnarci alcunché di utile o di vero. Può illuderci, può farci sognare, può stimolare la nostra immaginazione e dirigerla verso rappresentazioni più o meno gradevoli.
Un discorso può anche contenere inganni, ovvero informazioni false e/o fuorvianti, credere alle quali può essere dannoso per noi o per altre persone.
Oppure il discorso può contenere informazioni che non hanno per noi alcuna utilità o valore, e che non ci conferiscono alcun vantaggio né piacere, per cui prenderle in considerazione sarebbe solo una perdita di tempo e una fatica inutile.
Dovremmo dunque chiederci, prima, durante e dopo aver udito o letto un discorso: qual è il suo succo? Quanto è gradevole o sgradevole? Quanto è salubre o nocivo? Cosa può cambiare nella mia vita e nei miei rapporti con gli altri?
2021-12-07 Libertà
La solitudine è il prezzo della libertà di essere molto diversi dagli altri.
2021-12-07 Ragionare
È difficile intendersi con qualcuno la cui formazione e le cui letture sono molto diverse dalle proprie. Infatti quando i presupposti dei ragionamenti sono molto diversi, anche le conclusioni degli stessi lo sono.
2021-12-07 Caffè filosofico | Spiritualità
(Mio intervento al Café-Philo Lyon del 7-12-2021 sul tema in oggetto)
Alla domanda se la trascendenza implichi una disumanizzazione, rispondo che a mio parere no, anzi, al contrario, penso che la trascendenza sia un problema tipicamente umano, e che un essere umano che non si ponga tale problema (anche senza risolverlo) sia meno umano di chi se lo pone. Le considerazioni che seguono giustificano la mia risposta.
Il termine “trascendenza” in senso filosofico o religioso, implica l’esistenza di una realtà diversa da quella di cui tutti facciamo esperienza in quanto sensibile, e che possiamo chiamare “terrena”. Credere nella trascendenza implica il desiderio di far parte di tale realtà in quanto normalmente considerata di valore superiore rispetto a quella “terrena”.
La realtà trascendente è generalmente considerata eterna e infinitamente buona, quindi assolutamente felice e desiderabile. Alcuni la vedono come l’unità di tutte le cose, l’assenza di qualsiasi separazione e di qualsiasi differenziazione, che sono infatti le caratteristiche fondamentali della realtà terrena, dove ogni oggetto è distinto da tutti gli altri e dal contesto, altrimenti non sarebbe definibile né riconoscibile come entità particolare.
Per i credenti la trascendenza coincide con Dio, se è vero che il mondo non ha potuto creare se stesso, ma è stato creato da un’entità che lo trascende.
Per la fenomenologia il trascendente è ciò che trascende la coscienza, cioè ciò di cui è impossibile essere coscienti o di cui fare esperienza. In altre parole, qualcosa che, anche se esistesse, non potremmo conoscere.
Nel concetto di trascendenza è implicita l’idea che la realtà immanente dipende da quella trascendente, mentre la realtà trascendente non dipende da quella immanente. E’ anche implicito che l’immanente sia contenuto nel trascendente, e non viceversa. Tuttavia nessuno ha escluso che vi possano essere interazioni monodirezionali o bidirezionali tra le due realtà.
Gregory Bateson ci ha insegnato che non possiamo conoscere alcuna cosa in sé, ma solo le relazioni tra le cose. In tal senso non possiamo conoscere il trascendente in sé, ma possiamo tentare di capire quali siano le relazioni e le interazioni tra noi ed esso. Per esempio, possiamo chiederci cosa il trascendente ci restituisce se noi ci comportiamo in un certo modo verso gli altri, verso noi stessi o verso di esso.
A mio avviso il trascendente esiste sicuramente come entità psichica, anche se immaginaria da un punto di vista materialista. Nessuno, infatti, ci può vietare di immaginare il trascendente con certe caratteristiche, e di interagire con esso per ottenere qualcosa, che può consistere in consigli per un esistenza meno infelice o sentimenti o emozioni particolari. Potremmo anche dire che il trascendente può essere fonte di intuizione e di ispirazione.
L’uomo è il solo animale capace di prevedere il futuro, anche se in modo illusorio, e questa capacità è, a mio avviso, l’origine di tanti aspetti dell’umanità, tra cui l'dea di trascendenza, dato che la trascendenza si colloca soprattutto in una realtà futura, a cui si può giungere dopo la morte. Infatti, solo chi si chiede che ne sarà di lui dopo la morte, può immaginare e desiderare una realtà trascendente, cosa difficile per chi è sicuro che di sé resteranno solo molecole senz’anima.
Per concludere, a mio parere il trascendente è completamente e solamente umano, sia quando è dogmatico e rigido, sia quando è relativo e flessibile. In altre parole, voler trascendere l’umano con i suoi limiti, è un desiderio molto umano, anche se illusorio.
2021-12-07 Filosofia | Saggezza
Una laurea in filosofia non costituisce una patente di saggezza.
2021-12-08 Conoscere | Religione
Le religioni abramitiche sono contro il progresso della conoscenza. Infatti il peccato originale fu quello di mangiare il frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male e fu punito in modo dolorosissimo, una punizione che dura ancora oggi, nonostante la venuta del cosiddetto Messia. E ancora oggi chi cerca di conoscere il bene e il male oltre quanto insegnato dal clero è mal visto dal clero stesso.
2021-12-08 Intelligenza
Questa epidemia è un test d'intelligenza. Sentire le diverse opinioni sulla pericolosità o banalità del virus, sulla sicurezza o nocività del vaccino, sulla legittimità o illegittimità delle misure di contenimento emanate dal governo, sui complotti mondiali per soggiogare e sfruttare la gente, fa capire come certe persone ragionano e sragionano.
2021-12-08 Piacere e dolore | Motivazioni
Noi esseri umani, a differenza degli altri animali, abbiamo la capacità di prevedere il futuro (sebbene in modo spesso illusorio) e anche di progettarlo.
Un “progetto di vita“ è un futuro immaginario che un individuo ha in mente, e che cerca di realizzare mediante attività preparatorie miranti ad esso.
Un progetto di vita ha una carica affettiva nel senso che mira ad una situazione futura di maggiore benessere o piacere rispetto alla situazione attuale, e questo fatto rende piacevoli le attività di realizzazione del progetto stesso.
In altre parole, mentre lavora per la realizzazione di un progetto, l’individuo prova un senso di eccitazione e di piacere, pregustando il piacere associato all’idea del progetto realizzato.
Ovviamente non tutti i progetti vengono realizzati, ma, sorprendentemente, anche un progetto mai realizzato può regalare momenti di felicità durante il suo sviluppo, prima del momento in cui ci si rende conto che il progetto non potrà mai divenire realtà. La tristezza di quel momento di delusione non può tuttavia cancellare i momenti di gioia di cui si è goduto durante il lavoro di sviluppo del progetto stesso.
Perciò è importante avere progetti di vita e lavorare alla loro realizzazione, poco importa se quei progetti non verranno mai realizzati. Infatti spesso il piacere di un viaggio sta tanto nel raggiungimento della meta, quanto nel percorso per raggiungerla.
2021-12-09 Piacere e dolore | Paura | Saggezza
Una risposta molto semplice alla domanda “perché facciamo ciò che facciamo e non facciamo ciò che non facciamo?” potrebbe essere: “per piacere o per paura”, ovvero, più precisamente, per attrazione (o desiderio) del piacere e/o per repulsione (o paura) del dolore. Infatti ritengo che aver paura di una certa cosa implichi prevedere (consciamente o inconsciamente) che quella cosa possa procurarci del dolore, direttamente o indirettamente. Ritengo inoltre che essere attratti da una certa cosa implichi prevedere (consciamente o inconsciamente) che quella cosa possa procurarci del piacere, direttamente o indirettamente.
Ovviamente tale risposta non può essere definitiva perché subito dopo dovremmo farci domande sulla natura del piacere che ci attrae e del dolore che ci repelle. In altre parole, dovremmo chiederci cosa ci piace e cosa ci fa soffrire, e poi chiederci: perché ci piace ciò che ci piace e ci fa paura ciò che ci fa paura?
Per rispondere a tutte queste domande, io parto dal concetto di “bisogno”, intendendo con tale termine ciò che è indispensabile ad un essere vivente per sopravvivere come specie e, seppure per un tempo limitato, come individuo (infatti qualsiasi specie si estinguerebbe se i suoi esemplari non sopravvivessero almeno per il tempo necessario alla loro riproduzione).
Presumo inoltre che il piacere e il dolore siano gli strumenti attraverso i quali l’organismo obbliga gli animali capaci di provare piacere e dolore, a comportarsi in modo da soddisfare in misura sufficiente i bisogni della propria specie.
Questo meccanismo è relativamente semplice se parliamo di bisogni primari, cioè quelli scritti nel DNA, più complesso se parliamo di bisogni secondari o acquisiti, o indotti, ovvero di quei bisogni che costituiscono dei mezzi per soddisfare bisogni primari, ma che possono anche rivelarsi nocivi in tal senso, essendo i bisogni secondari un effetto della cultura, dell’educazione, delle esperienze personali e della loro elaborazione razionale, che può anche essere erronea, così come una cultura può essere più o meno sana.
Per riprendere la semplice risposta alla domanda iniziale, io suppongo che tutto ciò che facciamo lo facciamo per il piacere di farlo o per la paura di non farlo, così come tutto cià che evitiamo di fare, lo evitiamo per la paura di farlo.
Partendo da tale supposizione, credo convenga chiedersi se le nostre previsioni di piacere non siano illusorie, e se le nostre previsioni di dolore (cioè le nostre paure) non siano infondate. Infatti ritengo che una persona è saggia nella misura in cui non ha paure infondate o esagerate rispetto alla loro reale natura, e nella misura in cui non si illude di ricavare piacere da ciò che non lo può conferire, o che è di breve durata e seguito da sofferenze.
In altre parole, il saggio sa realisticamente cosa provoca piacere e cosa provoca dolore, e in quale misura, e si comporta di conseguenza.
2021-12-10 Piacere e dolore
L'uomo è così complicato e sciagurato che può vergognarsi di ciò che gli dà piacere e illudersi di godere di ciò che lo fa in realtà soffrire. Perciò a volte non sa egli stesso cosa gli piace veramente né cosa lo fa veramente soffrire.
2021-12-10 Conoscere | Natura umana | Differenze umane | Caffè filosofico
La volta scorsa abbiamo parlato del conoscere in generale. Stasera ci concentriamo sulla conoscenza di se stessi, ovvero di noi stessi. Vogliamo infatti parlare di noi sia come soggetti che come oggetti di conoscenza.
Credo che le definizioni e le considerazioni che abbiamo espresso a proposito della conoscenza in generale (cioè la conoscenza del mondo esterno, compresa la conoscenza degli altri), valgano anche per la conoscenza di noi stessi, a meno che non riteniamo che la conoscenza di se stessi possa essere raggiunta solo mediante modalità peculiari, specifiche, diverse da quelle usate per conoscere cose a noi esterne.
L’espressione “conoscere se stessi”, molto nota nella forma ammonitrice “conosci te stesso”, è famosa in quanto si racconta, tra l’altro, che fosse scritta nel tempio di Apollo a Delfi o pronunciata dall’oracolo di Apollo, e fu anche citata da Socrate (secondo uno scritto di Senofonte).
Il significato di tale frase non è esplicito, ma molti concordano sul fatto che sia un invito a considerare i propri limiti e le proprie debolezze, a non sconfinare nell’arroganza, a non sopravvalutarsi. O, al contrario, un invito a scoprire in sé delle potenzialità nascoste. Oppure a scoprire in se stessi un daimon, o un’anima che ci illumini, ci guidi, o ci unisca alla divinità.
Comunque sia, io credo che conoscere se stessi sia molto difficile, a meno che non ci limitiamo alla conoscenza degli aspetti esteriori della nostra persona, essendo essi in una certa misura evidenti ed oggettivi. Sarebbe in tal caso una conoscenza che chiunque altro che ci ha frequentato abbastanza a lungo potrebbe avere di noi, anzi, in quel senso gli altri potrebbero conoscerci anche meglio di noi.
Ovviamente, quando si dice “conosci te stesso” s’intende la conoscenza dalla parte interiore della nostra persona, per conoscere la quale non esiste un manuale operativo. Non solo non sappiamo come conoscere, ma non sappiamo nemmeno cosa conoscere, cosa cercare, cosa esaminare, cosa misurare.
Una conoscenza può essere più o meno razionale e più o meno irrazionale, laddove per irrazionale intendo emotiva e non logica.
Conoscere se stessi irrazionalmente consiste nel conoscere le proprie emozioni e i propri sentimenti, senza necessariamente stabilire dei collegamenti logici con il resto dei fatti della nostra persona e del mondo esterno.
Conoscere se stessi razionalmente consiste nel conoscere le proprie cognizioni su se stessi, e i collegamenti logici tra di esse. Tale conoscenza è possibile solo con riferimento ad una certa teoria della mente o della natura umana, cioè un insieme di concetti (oggetti e/o agenti consci o inconsci) e di relazioni logiche tra di essi.
In altre parole, a mio parere, è impossibile conoscere se stessi razionalmente senza far riferimento ad una certa psicologia, che può essere una di quelle annoverate nei manuali scolastici o accademici di psicologia, oppure una psicologia propria, sviluppata dal soggetto stesso. In particolare credo che la conoscenza di se stessi debba includere una serie di possibili tipi psicologici e di possibili dinamiche psichiche di riferimento.
Per concludere, io credo che la conoscenza di se stessi non possa essere dissociata dalla conoscenza degli altri esseri umani, in quanto ogni conoscenza consiste nel confronto rispetto a dei modelli di riferimento (astratti o concreti), confronto che risulta in certi gradi di somiglianza o di diversità rispetto a certi modelli, o alla misura stimata di certe grandezze, rispetto a certe unità di misura.
In altre parole, credo che conoscere un essere umano particolare (tra cui noi stessi) sia impossibile senza conoscere l’uomo in generale, ovvero la natura umana, con le sue varianze e invarianze.
A voi la parola.
Vedi anche "Caffè filosofico online. Conversazioni sulla vita, sulla società e sulla natura umana"
2021-12-11 Etica | Piacere e dolore | Paura
Il senso del dovere è una mistificazione. Infatti le cose le facciamo perché dal farle ci aspettiamo un piacere o perché dal non farle ci aspettiamo un dolore.
2021-12-12 Interagire | Piacere e dolore | Domande
A volte facciamo domande ad una persona solo per il piacere di interagire con essa.
2021-12-12 Piacere e dolore | Scegliere
Tra due opzioni scegliamo sempre quella che, tutto sommato, ci appare al tempo stesso, consciamente o inconsciamente, nel presente e nel futuro, la più piacevole e la meno dolorosa.
2021-12-12 Piacere e dolore | Empatia
Nella misura in cui siamo empatici ciò che piace agli altri piace anche noi e ciò che fa male agli altri fa male anche noi.
2021-12-12 Emozioni e sentimenti
Le emozioni sono sentimenti acuti, i sentimenti sono emozioni croniche.
2021-12-12 Ragionare
Quando la razionalità non risolve i nostri problemi, non lenisce le nostre sofferenze o ci spaventa, ci affidiamo all'irrazionale.
2021-12-12 Umorismo
Il sorriso è lo strumento con cui diciamo all'altro “con te sto bene, di te mi fido”.
2021-12-12 Filosofia
Passo molto tempo a filosofare, ma non so se ciò mi dà il diritto di considerarmi un filosofo.
2021-12-12 Filosofia | Giudicare
C'è un disprezzo reciproco più o meno velato tra chi si interessa di filosofia e chi non se ne interessa. I primi pensano che i secondi siano mediocri è un po' stupidi, i secondi pensano che i primi siano arroganti perditempo.
2021-12-12 Politica | Differenze umane
I meno meritevoli temono la meritocrazia.
2021-12-12 Giudicare | Intelligenza
I meno intelligenti tendono a sottovalutare l'importanza dell'intelligenza.
2021-12-12 Spiritualità
Gli spiritualisti tendono ad accusare di riduzionismo (se non di peggio) coloro che non si interessano di spiritualismo.
2021-12-12 Felicità | Causalità
Conoscere le cause della propria infelicità è indispensabile se si vuole cercare di alleviarla. A tal proposito, le prime domande che uno si dovrebbe fare sono: quanto la mia infelicità dipende da me? Quanto dipende da altre persone? Quanto dipende da circostanze naturali? Quanto dipende dalle relazioni e dalle interazioni tra me e gli altri e tra me le circostanze naturali? Quanto tali relazioni e interazioni sono sane e quanto malate? Quanto e come io posso cambiare? Quanto e come gli altri possono cambiare? Quanto e come la natura può cambiare? Quanto e come le relazioni e le interazioni tra me, gli altri e la natura possono cambiare?
2021-12-12 Felicità
Conoscere le cause della propria infelicità è indispensabile se si vuole cercare di alleviarla. A tal proposito, le prime domande che uno si dovrebbe fare sono: quanto la mia infelicità dipende da me? Quanto dipende da altre persone? Quanto dipende da circostanze naturali? Quanto dipende dalle relazioni e dalle interazioni tra me e gli altri e tra me le circostanze naturali? Quanto tali relazioni e interazioni sono sane e quanto malate? Quanto e come io posso cambiare? Quanto e come gli altri possono cambiare? Quanto e come la natura può cambiare? Quanto e come le relazioni e le interazioni tra me, gli altri e la natura possono cambiare?
2021-12-12 Etica | Giudicare | Arroganza
Chi accusa qualcuno di arroganza è arrogante in quanto si arroga il diritto di giudicare l'altro arrogante e di sentirsi migliore di esso. In realtà siamo tutti arroganti nella misura in cui giudichiamo gli altri; tuttavia questa arroganza è indispensabile per il progresso morale e civile.
2021-12-13 Piacere e dolore | Psicologia | Comportamento
A mio parere, il comportamento degli esseri viventi capaci di provare piacere e dolore è determinato dalla loro ricerca del piacere e dalla loro paura (ovvero dal loro evitamento) del dolore. Tuttavia non tutti gli individui traggono piacere o dolore dalle stesse fonti (forme, oggetti, situazioni, interazioni, ecc.) o nella stessa misura. La psicologia dovrebbe perciò cercare di rispondere a domande come le seguenti: quali sono le possibili fonti di piacere o di dolore per un essere umano? Come si spiegano le differenze qualitative e quantitative di tali fonti da un individuo all’altro?
2021-12-13 Verità
Chi esprime la verità nuda e disinteressata non è amato da coloro che non la amano.
2021-12-13 Piacere e dolore | Immaginazione
Quando proviamo un piacere, è importante distinguere se si tratta di un gustare o di un pregustare. Perché il gustare viene da un piacere effettivo, mentre il pregustare viene da un’anticipazione immaginaria del piacere, che, in quanto tale, potrebbe restare delusa, cioè potrebbe non avverarsi.
Sia il gustare che il pregustare sono piaceri reali, tuttavia, il gustare resta nella memoria come piacere realmente goduto, mentre il pregustare, nel caso in cui non si avveri, resta nella memoria come delusione e frustrazione.
Conviene perciò diffidare del piacere della pregustazione, specialmente se di lunga durata. Infatti, più lunga è la pregustazione che non si avvera, più cocente e più lunga è la frustrazione.
2021-12-13 Comunicazione
Scrivere è un mezzo per esercitare un potere sugli altri o su se stessi. Infatti ogni scritto che viene letto influenza in qualche nodo e in qualche misura la mente del lettore.
2021-12-14 Interagire | Bisogni | Manipolazione mentale
Gli esseri umani si influenzano reciprocamente, consciamente e inconsciamente, volontariamente e involontariamente.
Si influenzano in modi diversi e con efficacia diversa da persona a persona.
Si influenzano allo scopo di ottenere che l’altro si comporti in modo favorevole alla soddisfazione dei propri bisogni e desideri.
L'effetto di queste influenze sono le regole morali generali e quelle particolari applicate a particolari relazioni sociali.
2021-12-14 Piacere e dolore | Domande
Forse potrebbe essere utile porsi le seguenti domande:
- Quanto stai godendo in questo momento?
- Di cosa stai godendo in questo momento?
- Quanto stai soffrendo in questo momento?
- Di cosa stai soffrendo in questo momento?
- Quanto pensi di poter godere in futuro?
- Di cosa pensi che potrai godere in futuro?
- Quanto pensi che potrai soffrire in futuro?
- Di cosa pensi che potrai soffrire in futuro?
2021-12-14 Piacere e dolore | Mistificazione
Ci sono persone che nascondono le loro sofferenze e fingono godimenti per non apparire come perdenti.
2021-12-15 Modelli
Ogni umano ha bisogno di essere accettato da un sufficiente numero di altri umani, della cui cooperazione non può fare a meno per sopravvivere e per soddisfare i propri bisogni.
Per poter essere accettato da un altro, un individuo deve rispondere a certi requisiti positivi e negativi posti dall’altro, vale a dire che deve avere certe caratteristiche e non deve avere certe altre caratteristiche.
Che succede se un individuo ha certe caratteristiche che non dovrebbe avere, o non ha certe caratteristiche che dovrebbe avere per essere accettato da un sufficiente numero di altri umani?
Succede che egli è costretto a dissimulare la sua vera natura, a nascondere certi aspetti di essa e fingerne altri che non esistono. In altre parole, succede che egli non può permettersi di essere autentico verso gli altri, e che, a forza di praticare l’inautenticità, finisce per non conoscere egli stesso quale sia la propria vera natura.
Questo fenomeno è aggravato da una cultura globale che tende a censurare o a ignorare le differenze umane e a valorizzare una presunta concordanza nel modo di sentire e di vedere tra tutti gli esseri “normali”, e a qualificare come “disumani” o repellenti i comportamenti e i modi di essere che deviano dai modelli della normalità.
E’ così che, nella ricerca della normalità e nel tentativo di “essere normale", l’individuo finisce per non sapere più di cosa abbia veramente bisogno, e cosa gli piaccia o non gli piaccia veramente. In altre parole, è così che l’unico piacere che un individuo finisce per coltivare è quello di essere accettato dagli altri.
2021-12-15 Interagire | Natura umana | Genetica
Ogni umano é il risultato della combinazione tra i propri geni e le proprie esperienze.
2021-12-15 Piacere e dolore
Il piacere e il dolore sono le uniche cose certe e sicuramente importanti per un essere umano. Tutto il resto può essere considerato come cause e/o conseguenze dei propri piaceri e dei propri dolori.
2021-12-15 Piacere e dolore
Se siamo di cattivo umore c'è qualcosa che ci dispiace. Se siamo di buon umore c'è qualcosa che ci piace.
2021-12-16 Interagire | Appartenere | Differenze umane | Cultura | Adattamento
La cosa più importante per un essere vivente è l’adattamento al suo ambiente, senza il quale non può sopravvivere né soddisfare i propri bisogni.
Nel caso degli esseri umani, l’adattamento non riguarda solo l’ambiente naturale, ma anche e soprattutto quello sociale, dal momento che nessun umano può sopravvivere né soddisfare i suoi bisogni senza la cooperazione di un certo numero di altri umani.
Possiamo dire dunque che l’uomo “ha bisogno” dell’adattamento tra sé e l’ambiente naturale e sociale in cui vive.
Avendo l’uomo bisogno di adattamento naturale e sociale, è “naturale” che esso provi piacere quando questo adattamento è reale o tende a realizzarsi, e dolore quando questo non è c’è o tende a cessare.
Tuttavia l’adattamento, specialmente quello sociale, per alcuni può avere un costo più o meno sopportabile. Infatti l’adattamento sociale di un individuo implica che questo si manifesti e si comporti in modo accettabile da coloro da cui dipende la propria sopravvivenza e la soddisfazione dei propri bisogni.
Ci sono individui che si adattano agli altri con facilità, altri con difficoltà. Questi ultimi per adattarsi devono fare in certa misura violenza alla propria personalità, cioè devono costringere se stessi ad “essere” come li vogliono gli altri pur essendo diversi, e a nascondere certe loro diversità rispetto a ciò che gli altri si aspettano da loro. Ne consegue che per i primi l’adattamento comporta solo un piacere, mentre per i secondi comporta un dolore che a volte supera il piacere dell’adattamento stesso.
Per concludere, possiamo dire che l'adattamento sociale è per alcuni spontaneo e piacevole, per altri forzato e doloroso.
2021-12-19 Intelligenza | Logica | Stupidità | Complessità
Non è che uno stupido pensi in modo illogico. Infatti ciò che determina il grado di intelligenza di un pensiero non è la sua logicità o razionalità, ma la sua complessità. Intendo dire che anche i più stupidi pensano in modo logico, ma la loro logica è più semplice di quella con cui pensano i più intelligenti. Infatti questi, nei loro ragionamenti, prendono in considerazione concetti e collegamenti logici che gli altri ignorano.
2021-12-19 Interagire | Natura umana
L'uomo è l'unico animale capace di commerciare, cioè di scambiare consapevolmente e intenzionalmente prodotti, servizi o denari con altri umani in cambio di altri prodotti, servizi o denari. Questi scambi comportano la ricerca di clienti e di fornitori, l’inventare, il costruire o il reperire prodotti o servizi, il convenire prezzi o compensi e lo stipulare contratti scritti o non scritti.
2021-12-20 Natura umana | Domande
L'uomo è l'unico animale che si chiede il perché delle cose.
2021-12-20 Interagire | Bisogni | Emozioni e sentimenti | Amare | Caffè filosofico
La prima cosa che mi chiedo pensando all’amore, è cosa sia veramente, cioè se sia un concetto oggettivo o soggettivo, e quale branca del sapere sia competente per definirlo e per discuterne. Per cercare di rispondere a queste domande ho consultato la voce “amore” del vocabolario Treccani, dove si trovano diverse definizioni e note, tra cui le seguenti:
- sentimento di viva affezione verso una persona, che si manifesta come desiderio di procurare il suo bene e di ricercarne la compagnia
- può indicare l’affetto reciproco, la concordia dei sentimenti
- può anche essere rivolto a se stesso, come manifestazione di egoismo e di egocentrismo
- amor proprio: onesta ambizione di non rimanere indietro agli altri in una competizione, desiderio di rivelare e far apprezzare le proprie capacità e buone doti, impegnando la propria volontà nello sforzo di accrescerle e potenziarle
- sentimento che attrae e unisce due persone (ordinariamente ma non necessariamente di sesso diverso), e che può assumere forme di pura spiritualità, forme in cui il trasporto affettivo coesiste, in misura diversa, con l’attrazione sessuale, e forme in cui il desiderio del rapporto sessuale è dominante, con carattere di passione, talora morbosa e ossessiva; comune a tutte queste forme è, di norma, la tendenza più o meno accentuata al rapporto reciproco ed esclusivo
- secondo la dottrina platonica l’amore è contemplazione della bellezza e impulso di elevazione morale (nel linguaggio comune è però talvolta inteso come amore unilaterale, non rivelato e non corrisposto)
- sentire l’istinto dell’accoppiamento
- In senso più spirituale, lo slancio dell’uomo verso Dio e le cose celesti, e reciprocamente la benevolenza che Dio accorda alle creature
- carità verso il prossimo
- desiderio, brama di avere, di ottenere, di possedere una cosa
- vivo attaccamento o inclinazione per qualche cosa
In quanto alla domanda "quale branca del sapere sia competente per definire l’amore e per discuterne", non ho fatto ricerche in tal senso, ma ritengo che di esso siano in molti, forse troppi, a occuparsene: la religione, la letteratura (specialmente la narrativa e la poesia), la psicologia, la filosofia, la biologia, la sociologia, l’antropologia culturale ecc., oltre al senso comune. Infatti è un tema del quale quasi tutti pensano di sapere abbastanza, come se l’amore fosse qualcosa di naturale, di innato e di evidente.
A mio parere, come ho spiegato in questo articolo, in cui ho identificato circa 30 diversi tipi di amore molto diversi tra loro, l'amore potrebbe essere semplicemente un nome usato per mistificare e nobilitare il piacere, il desiderio o il bisogno di avere, di dare, di interagire, di appartenere, o qualcos'altro di non pregevole.
E voi che ne pensate?
Vedi anche "Caffè filosofico online. Conversazioni sulla vita, sulla società e sulla natura umana"
2021-12-20 Politica
Una democrazia muore quando vengono meno le energie che l’hanno costruita.
Coloro che se la trovano bell’e fatta non si rendono conto che per avere una democrazia bisogna meritarla, cioè bisogna impegnarsi e lottare contro la legge del più forte, del più furbo e del più spietato, per stabilire invece la legge del più giusto.
Una democrazia muore quando la gente dà la democrazia per scontata, e si aspetta da essa diritti e libertà, ma non capisce che deve contribuire attivamente al bene comune con il suo impegno morale e intellettuale.
Una democrazia muore quando la gente si lascia abbindolare dai demagoghi, che oggi chiamiamo populisti, che promettono ordine e prosperità dando della realtà e dei problemi una descrizione troppo semplificata.
In realtà i demagoghi vogliono sostituire la democrazia con una dittatura, esplicita o implicita, palese o dissimulata, una dittatura in cui voglio essere i gerarchi.
Una democrazia muore quando non riesce a mantenere l'ordine sociale, perché la maggior parte della gente preferisce barattare la libertà con l'ordine e la sicurezza offerta dal dittatore di turno.
Il primo segno che una democrazia è morta è la negazione della libertà di stampa, di espressione, e di riunione, perché sono attività essenziali per garantire libere elezioni da parte di cittadini ben informati, le quali sono la base tecnica della democrazia.
2021-12-21 Interagire | Conoscere | Relazioni | Motivazioni | Causalità | Forma
La conoscenza consiste in risposte a domande come le seguenti: quali forme? Insieme con quali altre forme? In quali relazioni? In quali interazioni? In quali misure? Da quali cause? A quali fini?
2021-12-21 Piacere e dolore | Caffè filosofico
(Mio intervento al café philo di Lione, il 21/12/2021, sul tema "È necessario soffrire per migliorare? -Faut-il souffrir pour être meilleur.e?")
A mio parere la risposta è “sì", tuttavia in certe misura e in certi contesti. Altrimenti sarebbe troppo facile migliorare indefinitamente. Basterebbe soffrire sempre di più. Il che è assurdo.Infatti un dolore di intensità o di durata eccessiva troppo può causare disturbi psichici irrimediabili.
Ma chiediamoci prima di tutto a cosa serve il dolore in senso evoluzionistico e biologico. Secondo me il dolore è il segnale con cui il corpo fisico o l’inconscio segnala alla coscienza che c’è qualcosa che non va, qualcosa che va interrotto, corretto o risanato. In altre parole ci dice che non possiamo continuare a fare ciò che stiamo facendo, o restare nell’ambiente o nelle relazioni in cui siamo attualmente impegnati. Ci comanda di fermarci e di fare qualcosa per rimediare.
Infatti il primo effetto del dolore è quello di farci rallentare o interrompere ciò che stiamo facendo.
Possiamo dunque dire che il dolore ci insegna a vivere meglio, a evitare situazioni nocive, e quindi ci aiuta a migliorare, a diventare più saggi, nel senso di imparare ad evitare di fare cose che possono diminuire la nostra probabilità di sopravvivere e di soddisfare i nostri bisogni.
Le nostre esperienze dolorose ci aiutano anche a comprendere gli altri esseri umani, ad essere più empatici, più tolleranti. Infatti una persona che non abbia mai sofferto in modo grave (specialmente per quanto riguarda i dolori non della carne, ma della mente), difficilmente è in grado di capire perché gli altri fanno ciò che fanno e non fanno ciò che non fanno, dato che il motivo per cui un essere umano fa ciò che fa e non fa ciò che non fa è essenzialmente la ricerca del piacere e l’evitamento del dolore, in tutte le loro possibili forme (fisiche e mentali).
Per concludere, sia il dolore che il piacere ci aiutano a ricordare le nostre esperienze, e quindi favoriscono l’apprendimento che deriva dall’elaborazione delle esperienze stesse. Infatti noi ricordiamo le nostre esperienze tanto più quanto più piacere o dolore abbiamo provato mentre le abbiamo vissute.
2021-12-22 Competere | Intelligenza
I poco intelligenti non amano coloro che parlano di intelligenza.
2021-12-22 Differenze umane | Intelligenza
Non parlare di intelligenza con chi è meno intelligente di te.
2021-12-22 Filosofia
Molti parlano della filosofia come se fosse un corpus di conoscenze integrato, organico e coerente. Invece si tratta di una collezione di diverse idee e ideologie, spesso contrastanti. Il temine filosofia andrebbe usato solo al plurale, oppure seguito da un qualificatore.
2021-12-22 Stupidità
Per capire il modo di ragionare di uno stupido, devi immaginare di essere stupido.
2021-12-23 Emozioni e sentimenti
Le emozioni sono passioni acute, i sentimenti passioni croniche.
2021-12-24 Inconscio | Emozioni e sentimenti | Coscienza | Paura
L'inconscio è il meccanismo biologico/logico automatico che decide quali sentimenti, emozioni e pulsioni dobbiamo provare e a cosa dobbiamo pensare. In altre parole, l'inconscio è ciò che decide, momento per momento, di cosa dobbiamo essere consapevoli, cosa dobbiamo desiderare, cosa amare, cosa odiare e cosa temere.
2021-12-24 Bisogni | Piacere e dolore
Piacere agli altri è un bisogno che quando viene soddisfatto ci riempie di gioia. È il piacere di piacere.
2021-12-25 Interagire | Desiderare
In ogni momento ognuno desidera ottenere qualcosa dal resto del mondo.
2021-12-25 Competere | Felicità | Differenze umane
Sono felici i momenti in cui cui ci si sente uguali e uniti agli altri. Purtroppo quei momenti sono fugaci perché presto torna la percezione conscia o inconscia delle differenze e della competizione interpersonale.
2021-12-25 Competere | Felicità | Differenze umane
Nulla ci rende più felici che la sensazione di essere uguali e uniti agli altri. Per questo tendiamo a illuderci e a illudere gli altri che siamo veramente uguali e uniti, e a tale scopo chiudiamo spesso gli occhi di fronte alle evidenti differenze e competizioni tra noi umani.
2021-12-25 Conoscere | Emozioni e sentimenti | Coscienza | Motivazioni
I robot possono provare dolore? A mio parere una coscienza senza la capacità di provare piacere o dolore non credo sia concepibile. Per me la coscienza riunisce in modo non separabile le cognizioni, le emozioni/sentimenti e le motivazioni/volontà. Se togliamo uno solo di questi tre elementi, la coscienza si annulla.
2021-12-25 Etica | Caffè filosofico
Il tema del nostro caffè filosofico di stasera pone una domanda di importanza fondamentale: cioè se l’etica sia, o dovrebbe essere, universale, cioè uguale per tutti, immutabile nel tempo e applicabile in ogni contesto e in ogni gruppo umano, oppure se sia necessariamente variabile, relativa e contestuale.
In sintesi, ci stiamo chiedendo se l’etica sia, o debba essere, assoluta o relativa.
Diversi papi, compreso quello attualmente in carica, hanno usato il termine “relativismo etico” in senso dispregiativo, come se un’etica relativa, o relativistica, non potesse essere buona, valida, utile o accettabile. Ma è proprio così?
Certo, l’etica promossa da una religione non può che rifarsi alle proprie sacre scritture, nell’interpretazione data dal suo clero (almeno nel caso del cattolicesimo), e in tal senso è universale e assoluta, a meno che l’interpretazione delle sacre scritture non sia di per sé personale, relativa e storicamente variabile, cosa che non ho mai sentito affermare da alcuna Chiesa, almeno in modo ufficiale.
Per rispondere alla domanda che costituisce il tema di stasera, dovremmo prima di tutto chiarire il significato del termine “etica” e stabilire quali siano i suoi fondamenti, ovvero la sua genealogia e le sue finalità. Lo stesso dovremmo fare per il termine “morale” che viene spesso usato come sinonimo di “etica”. I due termini sono comunque strettamente connessi anche quando non sono usati come sinonimi.
Il vocabolario Treccani così definisce l’etica: “Nel linguaggio filosofico, ogni dottrina o riflessione speculativa intorno al comportamento pratico dell’uomo, soprattutto in quanto intenda indicare quale sia il vero bene e quali i mezzi atti a conseguirlo, quali siano i doveri morali verso sé stessi e verso gli altri, e quali i criterî per giudicare sulla moralità delle azioni umane”.
Lo stesso vocabolario definisce così il sostantivo “morale”: “Insieme di consuetudini e di norme riconosciute come regole di comportamento da una persona, un gruppo, una società, una cultura”.
Ai termini “etica” e “morale” sono spesso associati termini come: bene, male, piacere, dolore, sincerità, falsità, regole, leggi, impegni, responsabilità, giudizio, colpa, innocenza, condanna, punizione, egoismo, altruismo, criminalità, violenza, competizione, solidarietà, obbedienza, conformità, conformismo, fedeltà, tradimento, pacifismo, suprematismo, uguaglianza, disuguaglianza, religione, ateismo, carità, compassione, empatia, determinismo, libero arbitrio, scelta, giustizia, rispetto, educazione, desideri, diritti, doveri, tolleranza, progresso, volontà, ecc.
A proposito di etica e di morale (qui usati come sinonimi), vi sottopongo la seguente serie di domande come spunti per la discussione:
- a cosa serve la morale?
- chi beneficia di una morale?
- può una comunità o una società sopravvivere senza che i suoi membri seguano regole morali?
- chi stabilisce le regole morali di una comunità o di una società? Da dove provengono?
- chi ha il diritto di giudicare la moralità del comportamento di una persona?
- il giudizio morale è un diritto, un dovere, o entrambe le cose?
- quali sono le regole morali che vengono seguite nella nostra società occidentale opulenta e come si differenziano rispetto a quelle di altre società e dei tempi passati?
- due esseri umani possono negoziare le regole morali da seguire nelle loro interazioni tralasciando quelle delle loro comunità?
- una morale dovrebbe limitarsi a specificare quello che non si deve fare, o anche ciò che si deve fare?
Per concludere, vorrei citare un aforisma di Voltaire: “Ognuno è colpevole del bene che non ha fatto”.
A voi la parola.
Vedi anche "Caffè filosofico online. Conversazioni sulla vita, sulla società e sulla natura umana"
2021-12-27 Differenze umane | Saggezza
Accettare serenamente di non possedere alcuna dote richiede un buona dote di saggezza.
2021-12-27 Finalità
Un occhio permette di vedere. Si tratta di una di una finalità o di una funzione? Sicuramente si tratta di una funzione, ma l’esistenza dell’occhio, la sua formazione nel corso dell’evoluzione delle specie viventi dotate di occhi, è anche il risultato di una finalità?
Una finalità implica un soggetto, cioè un agente che, dotato di una certa finalità, opera allo scopo di raggiungere il fine, ovvero allo scopo di ottenere il risultato desiderato.
La finalità implica dunque una volontà o un desiderio, e un agente che vuole o desidera, e che ha i mezzi o gli strumenti per agire in modo da realizzare lo scopo voluto o desiderato.
Torniamo all’occhio. Si è formato per caso o come realizzazione di una finalità? Se fosse vera la seconda ipotesi, dovremmo chiederci chi sia l’agente dotato della finalità che consiste nella capacità di vedere. Mi chiedo se possiamo ipotizzare un corpo che, incapace di vedere, desideri vedere, e che a tale scopo inventi e costruisca l’occhio. Direi che una tale ipotesi, allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, può essere classificata come “pensiero magico”, o “pensiero religioso”, che spesso sono la stessa cosa.
Infatti, a mio parere, solo gli esseri viventi possono essere dotati di finalità, ovvero di fini (come, ad esempio, quello di sopravvivere) e della capacità (più o meno creativa a seconda della complessità della specie) di agire allo scopo di realizzarli.
Se l’occhio non si è formato per caso, dobbiamo pensare che all’interno o all’esterno del corpo di un individuo di una specie vivente non dotata di vista, vi sia stato un agente che abbia disegnato e programmato geneticamente l’occhio, almeno una volta nella storia della natura.
Ognuno può credere a ciò che vuole, purché sia sincero riguardo alla dimostrabilità di ciò in cui crede, e sappia distinguere tra una supposizione non verificabile e una certezza verificabile scientificamente.
Per concludere, io suppongo che la vita abbia avuto origine, e sia evoluta, casualmente, e che uno degli effetti dell’evoluzione sia stata la capacità, a livello di specie, di assumere fini, e, a livello individuale, di operare in modo più o meno creativo e più o meno consapevole per il loro raggiungimento.
Suppongo che tali fini corrispondano a ciò che chiamiamo bisogni, desideri, motivazioni, pulsioni ecc.
Suppongo che i fini possano essere innati (cioè scritti nel DNA) o acquisiti, per effetto di influenze culturali, di esperienze particolari e di un’intelligenza molto sviluppata.
Suppongo inoltre che i fini acquisiti siano mezzi per realizzare quelli innati.
2021-12-27 Interagire | Inconscio
La funzione dell'inconscio è quella di favorire i buoni rapporti dell'io con gli altri.
2021-12-28 Mente | Emozioni e sentimenti | Psicologia | Coscienza | Mappa cognitivo-emotivo-motiva | Psicoterapia
La mente umana è un sistema capace di apprendere, costruire, riconoscere (e a reagire a) certe entità (cioè simulacri mentali di realtà reali o immaginarie quali informazioni, forme, simboli, concetti, situazioni, oggetti, persone, gruppi, comunità ecc.) e di associare ad esse (1) altre entità o gruppi di entità, (2) emozioni (cioè piacere/dolore, attrazione/repulsione, senso di sicurezza/paura), e (3) motivazioni (cioè impulsi a fare o a non fare certe cose in presenza di certe entità.
Pertanto, quando la nostra mente riconosce una certa entità, essa attiva particolari reazioni cognitive, emotive e motive.
Lo scopo della psicologia e della psicoterapia dovrebbe essere quello di rilevare le reazioni “malsane” e contribuire a trasformarle in reazioni “sane” in termini di soddisfazione dei bisogni propri e altrui. Tale "cura" dovrebbe darci la possibilità di soffrire (e far soffrire altri) di meno, e di godere (e far godere altri) di più.
2021-12-29 Bisogni | Piacere e dolore | Psicologia | Cambiare
L'uomo è dominato dalle proprie attrazioni e repulsioni, consce e inconsce, concrete e astratte.
Alcuni sono anche attratti dall'idea di modificare alcune delle proprie attrazioni e repulsioni. Questi apprezzano la psicologia.
Alcuni sono anche repulsi dall'idea di modificare alcune delle proprie attrazioni e repulsioni. Questi disprezzano o ignorano la psicologia.
Infatti la psicologia è utile per comprendere la genealogia delle attrazioni e delle repulsioni proprie e altrui, e le possibilità e i modi per modificarle.
2021-12-30 Conoscere | Relazioni
La vita sociale è una tragicommedia in cui la maggior parte delle persone considerano assoluto ciò che è relativo. In realtà tutto è relativo, a cominciare dallo spazio e dal tempo, che sono ciascuno relativo all'altro.
2021-12-30 Interagire | Bisogni | Amare | Desiderare
Non è facile, per un essere umano, sapere di cosa abbia veramente bisogno, cosa desideri veramente, cosa veramente gli piaccia e cosa veramente non gli piaccia. Non è facile perché tali verità, se incompatibili con i bisogni, i desideri e le aspettative altrui, potrebbero essere sgradite agli altri, potrebbero dar luogo a critiche, disprezzo, derisione, emarginazione, isolamento o repulsione da parte degli altri.
Infatti, dato che per soddisfare i propri bisogni ogni umano ha bisogno della cooperazione di un certo numero di altri, per ottenere tale cooperazione egli è costretto ad “adattare” i propri bisogni e desideri palesi ai bisogni, ai desideri e alle aspettative di coloro da cui dipende la soddisfazione dei propri bisogni.
Così, a forza di adattare, nascondere e dissimulare agli altri i nostri bisogni e desideri, finiamo per vivere una vita non autentica, senza nemmeno esserne consapevoli.
Conviene pertanto chiederci spesso: di cosa ho veramente bisogno? Cosa desidero veramente? Cosa mi manca veramente? Queste domande richiedono coraggio, perché le risposte autentiche potrebbero turbarci e rendere conflittuali i nostri rapporti con gli altri.
D’altra parte, la soddisfazione di bisogni e desideri non autentici non solo non dà piacere, ma è anche causa di frustrazione, di delusione, di tristezza.
Riguardo alle domande sopra menzionate, suggerisco una risposta generica: ciò che desideriamo veramente e che probabilmente ci manca, è soprattutto l’amore inteso come unione fisica e spirituale, e interazione, con altri esseri umani, per una comune e reciproca soddisfazione. Una cosa tanto semplice da dire quanto difficile da realizzare per tanti motivi complessi, che conviene indagare.
2021-12-31 Interagire | Amare
Tutti cercano l'amore, ma ognuno è disposto ad amare solo a certe condizioni.
2021-12-31 Bisogni | Piacere e dolore
Ad ogni bisogno corrispondono un piacere e un dolore: il piacere della sua soddisfazione e il dolore della sua frustrazione.