Comunanze, singolarità e contrasti tra esseri umani

La cooperazione tra umani si basa sull’avere bisogni, desideri e obiettivi simili, caratteristiche (fisiche e/o psichiche) simili, risorse materiali e immateriali simili, e sulla comune fede o fiducia in (e rispetto di) certi comuni ideali e valori. Questi ultimi sono solitamente rappresentati da personaggi carismatici reali o immaginari.
 
Gli umani, infatti, collaborano soltanto intorno a cose che hanno in comune, per quelle cose e grazie a quelle cose, che chiameremo nel seguito “comunanze”. Chiameremo invece “singolarità” le cose compatibili, e “contrasti” le cose incompatibili, che due persone hanno l’una rispetto all’altra.

Mentre le comunanze favoriscono e promuovono la cooperazione, i contrasti la inibiscono e favoriscono e/o promuovono la competizione e la reciproca distruzione o esclusione.

Le singolarità, invece, finché restano tali, sono neutre per quanto riguarda la cooperazione, la competizione e l’aggressione tra gli interessati. D’altra parte le singolarità sono utili, anzi, indispensabili ai cambiamenti sociali, i quali infatti iniziano con delle singolarità che col passar del tempo diventano comunanze.

Una comunanza tra due persone può costituire al tempo stesso una singolarità o un contrasto rispetto ad una terza persona o a un altro gruppo di persone. Infatti succede spesso che vi siano contrasti tra due gruppi, dovuti al fatto che le persone che li compongono hanno una comune ostilità o avversione verso l’altro gruppo.

Le comunanze tra due persone possono essere più o meno sane, costruttive ed ecologicamente e socialmente sostenibili.

A tal proposito, per la salute del pianeta, per la convivenza pacifica, per il progresso civile e per migliorare i rapporti interpersonali, la filosofia e la psicologia dovrebbero studiare e descrivere le comunanze “buone” e quelle “cattive” (nel senso sopra indicato), le singolarità, e i contrasti che gli esseri umani hanno avuto prevalentemente nel corso della storia, hanno nell’epoca attuale e potrebbero avere in futuro.

Ciò aiuterebbe ognuno a riflettere sulle proprie comunanze, le proprie singolarità e i propri contrasti rispetto agli altri, facilitando i cambiamenti opportuni o necessari in tali ambiti.

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