Contro l’ontologia

Io ho un pregiudizio negativo contro l’idea stessa di “ontologia”. Ho infatti imparato (da Gregory Bateson) che non è possibile conoscere una cosa “in sé” ma solo le relazioni e le interazioni di una cosa col resto del mondo. Possiamo inoltre conoscere una cosa in quanto sistema, cioè osservando le parti da cui è costituita e le relazioni e interazioni tra di esse. D’altra parte, a mio parere, una cosa che non ha alcuna relazione con altre o che non può essere suddivisa in parti (in relazione tra loro) non merita nemmeno di essere conosciuta, oltre al fatto che non penso possa esistere qualcosa che non abbia relazioni con altre. In conclusione, ritengo l’approccio ontologico (cioè non relazionale) inutile, illusorio, arbitrario e fuorviante.

Un commento

  1. Guido Martinoli

    Caro Bruno ti scoccerò non poco, ma il tuo blog è decisamente stimolante e non posso evitare di reagire alle tue chiare e argomentate posizioni.
    Dove sono concorde ovviamente (e capita spesso) non dico nulla, ma dove dissento devo dire la mia e se mi vorrai dare spazio ….. mi dirai che ne pensi.
    Nello specifico, sull’ontologia, che io invece adoro, secondo me commetti un errore tipico, che riguarda molti pensatori di fronte a quello che potrei chiamare ignoto. L’errore è il negare o l’accantonare a priori e senza fatica, un problema, che pare essere per noi troppo complesso, fuori portata e apparentemente inutile o irrilevante rispetto agli altri (problemi). Ti parrà banale ma io, come minimo, anteporrei a tale conclusione un semplice “per ora”, perché la scienza ci ha abituato da sempre a scoperte mirabolanti, che prima parevano irrealizzabili se non impossibili. Inoltre non abbiamo solo la ragione e l’analisi (importantissime e discriminanti a posteriori almeno a peraltro), che fondano la scienza, ci resta pur sempre l’immaginazione, la fantasia e perché no, l’intuizione, con le quali possiamo azzardare e trascendere il pensiero, conquistando prima con l’idea (ipotesi), poi con la teoria (logica o matematica) e infine con l’esperimento, pervenendo alla scienza e a nuove verità.
    Guido

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