Sull’autenticità dei nostri bisogni e desideri

Sull’autenticità dei nostri bisogni e desideri

Non è facile, per un essere umano, sapere di cosa abbia veramente bisogno, cosa  desideri veramente, cosa veramente gli piaccia e cosa veramente non gli piaccia. Non è facile perché tali verità, se incompatibili con i bisogni, i desideri e le aspettative altrui, potrebbero essere sgradite agli altri, potrebbero dar luogo a critiche, disprezzo, derisione, emarginazione, isolamento o repulsione da parte degli altri.

Infatti, dato che per soddisfare i propri bisogni ogni umano ha bisogno della cooperazione di un certo numero di altri, per ottenere tale cooperazione egli è costretto ad “adattare” i propri bisogni e desideri palesi ai bisogni, ai desideri e alle aspettative di coloro da cui dipende la soddisfazione dei propri bisogni.

Così, a forza di adattare, nascondere e dissimulare agli altri i nostri bisogni e desideri, finiamo per vivere una vita non autentica, senza nemmeno esserne consapevoli.

Conviene pertanto chiederci spesso: di cosa ho veramente bisogno? Cosa desidero veramente? Cosa mi manca veramente? Queste domande richiedono coraggio, perché le risposte autentiche potrebbero turbarci e rendere conflittuali i nostri rapporti con gli altri.

D’altra parte, la soddisfazione di bisogni e desideri non autentici non solo non dà piacere, ma è anche causa di frustrazione, di delusione, di tristezza.

Riguardo alle domande sopra menzionate, suggerisco una risposta generica: ciò che desideriamo veramente e che probabilmente ci manca, è soprattutto l’amore inteso come unione fisica e spirituale, e interazione, con altri esseri umani, per una comune e reciproca soddisfazione. Una cosa tanto semplice da dire quanto difficile da realizzare per tanti motivi complessi, che conviene indagare.

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