Essenze, uguaglianze, somiglianze, differenze, grandezze, misure, motivazioni, valori

Ogni entità che percepiamo, conosciamo, riconosciamo o concepiamo, cioè tutto ciò a cui attribuiamo il fatto di “essere” qualcosa o qualcuno, comporta uguaglianze, somiglianze e differenze rispetto ad altre entità.

In altre parole, l’esperienza di una certa entità, e la conoscenza che ne deriva, comporta il confronto con una o più altre entità che costituiscono modelli di riferimento per il suo riconoscimento e la sua valutazione.

Infatti diciamo, per esempio, che A è identico a B, o che la forma di A è più o meno simile a quella di B, o che A è più grande o più piccolo di B, o che c’è un certo rapporto quantitativo tra A e B (per esempio A = B x 1,5), oppure che A è prodotto, attivato o influenzato da B, ecc.

D’altra parte non si può dire che una cosa sia più o meno grande o piccola se non in rapporto ad un metro di paragone. Infatti se in tutto l’universo esistesse solo una sfera, sarebbe impossibile affermare quanto grande sia il suo diametro.

Possiamo dunque dire che nulla “è” qualcosa se non in rapporto, in relazione (formale o causale) o in interazione rispetto a qualcos’altro. Si può anche dire che ogni cosa dipende da qualche altra o che è legata a qualche altra, cioè che nessuna entità può essere percepita né concepita come isolata. D’altra parte, dire che A è A (o che A = A) è insignificante e inutile.

Inoltre, per quanto riguarda gli esseri capaci di sentimenti, ogni entità percepita, conosciuta o concepita può essere associata alla previsione di una certa quantità di piacere e/o di dolore, associazione da cui deriva una certa motivazione di attrazione o di repulsione verso l’entità stessa. Tale motivazione corrisponde al “valore” che ad essa viene attribuito dalla mente dell’essere senziente.

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