Felicità e occupazione

A mio parere, la felicità non è l’effetto del possesso di una certa cosa o di una certa condizione, ma del processo del suo ottenimento. In altre parole, la felicità non è dovuta al trovarsi in un certo stato, ma al processo in atto per raggiungerlo.

Insomma, la felicità in un dato momento (perché si tratta di una condizione variabile momento per momento), è un fatto attivo e dinamico, dovuto ad una occupazione nel momento stesso.

Di conseguenza, non aver niente da fare, non avere obiettivi da raggiungere, non avere problemi da risolvere, non contribuisce alla felicità, ma rende annoiati, apatici o infelici.

Perciò si può dire che tra i vari bisogni umani ci sia un importante “bisogno di occupazione”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *