Funzione e finalità

Funzione e finalità

Un occhio permette di vedere. Si tratta di una di una finalità o di una funzione? Sicuramente si tratta di una funzione, ma l’esistenza dell’occhio, la sua formazione nel corso dell’evoluzione delle specie viventi dotate di occhi, è anche il risultato di una finalità?

Una finalità implica un soggetto, cioè un agente che, dotato di una certa finalità, opera allo scopo di raggiungere il fine, ovvero allo scopo di ottenere il risultato desiderato.

La finalità implica dunque una volontà o un desiderio, e un agente che vuole o desidera, e che ha i mezzi o gli strumenti per agire in modo da realizzare lo scopo voluto o desiderato.

Torniamo all’occhio. Si è formato per caso o come realizzazione di una finalità? Se fosse vera la seconda ipotesi, dovremmo chiederci chi sia l’agente dotato della finalità che consiste nella capacità di vedere. Mi chiedo se possiamo ipotizzare un corpo che, incapace di vedere, desideri vedere, e che a tale scopo inventi e costruisca l’occhio. Direi che una tale ipotesi, allo stato attuale delle conoscenze scientifiche,  può essere classificata come “pensiero magico”, o “pensiero religioso”, che spesso sono la stessa cosa.

Infatti, a mio parere, solo gli esseri viventi possono essere dotati di finalità, ovvero di fini (come, ad esempio, quello di sopravvivere)  e della capacità (più o meno creativa a seconda della complessità della specie) di agire allo scopo di realizzarli.

Se l’occhio non si è formato per caso, dobbiamo pensare che all’interno o all’esterno del corpo di un individuo di una specie vivente non dotata di vista, vi sia stato un agente che abbia disegnato e programmato geneticamente l’occhio, almeno una volta nella storia della natura.

Ognuno può credere a ciò che vuole, purché sia sincero riguardo alla dimostrabilità di ciò in cui crede, e sappia distinguere tra una supposizione non verificabile e una certezza verificabile scientificamente.

Per concludere, io suppongo che la vita abbia avuto origine, e sia evoluta, casualmente, e che uno degli effetti dell’evoluzione sia stata la capacità, a livello di specie, di assumere fini, e, a livello individuale, di operare in modo più o meno creativo e più o meno consapevole per il loro raggiungimento.

Suppongo che tali fini corrispondano a ciò che chiamiamo bisogni, desideri, motivazioni, pulsioni ecc.

Suppongo che i fini possano essere innati (cioè scritti nel DNA) o acquisiti, per effetto di influenze culturali, di esperienze particolari e di un’intelligenza molto sviluppata.

Suppongo inoltre che i fini acquisiti siano mezzi per realizzare quelli innati.

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