Grammatica e pragmatica dell’interazione umana

Tra due “enti” (per “ente” intendo un essere vivente o altro sistema) possono avvenire trasmissioni di “pacchetti” classificabili come “richieste”, “risposte”, “proposte” e “dichiarazioni”.

Per “pacchetto” intendo un messaggio, un oggetto, una combinazione di energie, un servizio e/o un impegno a fare certe cose o a partecipare a certe relazioni.

Pertanto un “pacchetto” trasmesso da un ente A ad un ente B costituisce, o significa, una richiesta, una proposta, una risposta ad una richiesta o ad una proposta, una dichiarazione, o combinazioni di tali cose.

Per “richiesta” intendo l’espressione (cioè manifestazione) del desiderio, del bisogno o della volontà, da parte di un ente, di ottenere una certa “cosa” da un altro ente. La cosa richiesta può essere un’informazione, un oggetto, un servizio e/o un impegno a fare certe cose o a partecipare a certe relazioni. Una richiesta può presupporre una certa relazione di sottomissione tra i due enti, per cui uno dei due è implicitamente obbligato a soddisfare le richieste dell’altro, ovvero ad obbedire all’altro.

Per “proposta” s’intende l’espressione (cioè manifestazione) di una ipotesi di patto in cui si offre un certo pacchetto in cambio di un certo altro pacchetto. Se la risposta ad una proposta è positiva (cioè se la proposta viene accettata), le trasmissioni o le relazioni ipotetiche proposte possono (o devono) essere attuate effettivamente.

Per “risposta” s’intende un pacchetto che dovrebbe soddisfare o respingere una “richiesta”, oppure esprimere l’accettazione o il rifiuto di una “proposta”. 

Per “dichiarazione” (o “auto-dichiarazione”) intendo un pacchetto in cui si fa una certa affermazione (ad esempio: “X è buono” o “Y è causato da Z”  o “io sono tuo amico” o “io appartengo alla stessa comunità a cui tu appartieni”). Le dichiarazioni costituiscono anche richieste particolari in quanto chiedono all’interlocutore di “riconoscere” la verità della dichiarazione. Intendo dire che normalmente una dichiarazione è implicitamente seguita dalla domanda “sei d’accordo con quanto ho dichiarato?”. Oppure la dichiarazione è seguita implicitamente dalla richiesta “ti chiedo (o ti ordino) di credere in ciò che ho dichiarato”.

Una dichiarazione può costituire anche la risposta ad una domanda precedentemente espressa o inespressa. Ad esempio, se uno “dichiara” che “il cielo è azzurro”, tale dichiarazione costituisce la risposta alla domanda: “di che colore è il cielo?”. Se la dichiarazione risponde ad una domanda che l’interlocutore non ha fatto e che non gli interessa fare, si potrebbe dire che si tratta di una dichiarazione “inutile” o “noiosa”.

La vita sociale consiste nella continua trasmissione e ricezione di “pacchetti” interpersonali (richieste, proposte, risposte, dichiarazioni) tra individui, ognuno dei quali decide (consciamente o inconsciamente) cosa chiedere agli altri e come rispondere alle richieste, proposte o dichiarazioni altrui.

Allo scopo di gestire le interazioni sociali nel modo più soddisfacente per le persone coinvolte, conviene che ciascuna di esse si faccia delle domande (o le faccia ai suoi interlocutori) mirate a qualificare e decifrare correttamente i “pacchetti” ricevuti.

In particolare è importante capire:

  • se un pacchetto costituisce una richiesta, una risposta, una proposta o una dichiarazione
  • quale sia l’oggetto della richiesta o della proposta
  • in caso di dichiarazione, il motivo, ovvero qual’è la domanda implicita a cui risponde e quale la domanda implicita che pone
  • quanto la risposta soddisfa la richiesta a cui si riferisce
  • la relazione tra i due enti coinvolti sottintesa o implicita nel pacchetto trasmesso
  • in caso di proposta: quali siano i termini esatti del patto, ovvero cosa il proponente offre e cosa chiede in cambio, ovvero il tipo di relazione che il proponente cerca di stabilire
  • ecc.

 

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