Il dilemma della natura umana

Secondo me l’errore epistemologico che ancora persiste largamente nella nostra cultura (sia quella accademica che quella popolare) consiste nel considerare la natura umana un dilemma in cui materialismo e spiritualismo sono mutuamente esclusivi. In altre parole, nella nostra cultura si combattono una visione materialistica (per cui l’uomo sarebbe essenzialmente una macchina, ovvero un sistema cibernetico), e una visione spiritualistica (per cui l’uomo sarebbe radicalmente e totalmente diverso da una macchina).

Secondo me i poli del dilemma non sono mutuamente esclusivi. Intendo dire che a mio avviso sbaglia chi considera l’uomo solo una macchina, come sbaglia chi lo considera solo una “non macchina” (ovvero carne mossa da una fantomatica “energia” spirituale che non ha nulla di simile rispetto al software e all’hardware di un computer).

Io suppongo infatti che l’uomo sia fatto di due sostanze inseparabili: una meccanica (hardware e software, ovvero materia e informazione) e una non meccanica (ovvero spirito, qualunque cosa esso sia).

La prima sostanza può essere indagata con un approccio cibernetico, la seconda è misteriosa, e probabilmente lo resterà in eterno nonostante i progressi delle neuroscienze.

La parte misteriosa riguarda la coscienza, in cui convivono e interagiscono cognizioni, sentimenti e motivazioni, tutte cose che non possiamo conoscere in sé (in quanto misteri insondabili per il nostro intelletto limitato), ma di cui possiamo conoscere le relazioni e le interazioni col resto del corpo/mente, relazioni e interazioni in cui l’informazione (in senso batesoniano) gioca un ruolo essenziale.

Tale conoscenza può migliorare la condizione umana, cioè il nostro benessere psico-fisico.

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