Il problema delle priorità

Il problema delle priorità

Cosa fare prima e cosa dopo? A chi/cosa prestare attenzione prima e a chi/cosa dopo? A chi obbedire prima e a chi dopo? A chi/cosa pensare prima e a chi/cosa dopo? Chi pagare prima e chi pagare dopo? Chi ascoltare prima e chi dopo? Di chi/cosa occuparsi prima e di chi/cosa dopo? Cosa è più importante e cosa meno? Sono tutti problemi di priorità. 

Siccome non possiamo fare tutto allo stesso tempo, dobbiamo stabilire delle priorità. Secondo quali criteri? Possiamo distinguere due tipi di criteri: quelli emotivi e quelli razionali.

Il criterio emotivo consiste nel rilevare la pulsione emotiva più intensa. L’intensità di una pulsione determina la sua urgenza. Il criterio emotivo è involontario e la sua logica è inconsapevole. Possiamo solo “sentire” una spinta a fare una certa cosa in un certo momento, e volerla fare senza chiederci se sia giusto o opportuno.

Il criterio razionale consiste, a partire da un certo numero di opzioni, nel valutare costi e benefici, vantaggi e svantaggi, di diversi ordinamenti prioritari. Per esempio, se abbiamo tre cose da fare: A, B, e C, dobbiamo scegliere se fare prima A, prima B, o prima C. Si tratta cioè di valutare la convenienza di ciascuno dei tre scenari possibili, e stabilire quale sia il più conveniente, dopo aver considerato i vantaggi e gli svantaggi per ciascuno di essi. In altre parole, si tratta di confrontare prima i vantaggi e gli svantaggi di ciascuna opzione, e poi i vantaggi e gli svantaggi di ciascun possibile posizionamento prioritario relativo.

La faccenda è evidentemente molto complicata e difficile da realizzare. Infatti se è relativamente facile valutare i vantaggi e gli svantaggi delle singole opzioni prese separatamente, è molto difficile confrontare i vantaggi e gli svantaggi dei diversi posizionamenti temporali.

Di solito la scelta delle priorità viene facilitata da obblighi e scadenze non decise dal soggetto, ma da enti esterni. Il problema delle priorità si pone dunque soprattutto quando si è liberi di scegliere quando fare ognuna delle cose che si vogliono o che si debbono fare.

In pratica il metodo seguito per “ordinare” temporalmente le opzioni disponibili è misto, cioè razionale ed emotivo, nel senso che prima si vede se vi sono vincoli (come obblighi e/o scadenza), poi si valutano i vantaggi e gli svantaggi delle singole opzioni, e infine si lascia che siano le emozioni e le pulsioni (entrambe involontarie) a decidere le priorità delle diverse cose che si devono o che si possono fare.

In ogni caso, prima di stabilire le priorità delle cose da fare, è importante avere a mente le opzioni rilevanti in gioco, assicurandosi di non aver trascurato o ignorato opzioni utili per il raggiungimento dei propri obiettivi.

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