Il senso inconscio della xenofobia

Secondo me per capire la xenofobia dobbiamo ricorrere alla psicologia dell’inconscio. Lo straniero è tale in quanto “diverso” nei costumi e nella morale. La logica dell’inconscio è molto grossolana e “ragiona” in questi termini: se io sono giusto e X è diverso da me, allora X è sbagliato. Se X fosse giusto, io sarei sbagliato, ma questo non posso ammetterlo. Perciò è importante dimostrare che X sia sbagliato, ne va della mia autostima e della mia dignità sociale.

Insomma per l’inconscio non è possibile che due modi di vita molto diversi siano entrambi “giusti”. Uno deve essere sbagliato, e ovviamente, è sempre l’altro quello sbagliato, per un meccanismo di autodifesa d’ufficio della psiche.

Questa logica perversa è anche connessa con l’istinto/bisogno di imitazione con cui veniamo al mondo, che ci permette di apprendere il comportamento sociale. Tendiamo infatti ad imitare il prossimo, ma quando ci troviamo di fronte a due modelli contrastanti di vita, non possiamo imitare entrambi e dobbiamo sceglierne uno, e combattere l’altro in quanto causa di “disturbo” del nostro bisogno di imitazione.

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