La morale come minaccia

Discutere di morale è rischioso perché la morale consiste nel giudicare come più o meno buono o cattivo il comportamento degli esseri umani, e, di conseguenza, la definizione di una morale implica che ognuno sia giudicato secondo la morale stessa.

Il giudizio morale può essere più o meno favorevole per ciascuna persona, e un giudizio morale sfavorevole implica conseguenze negative (cioè punizioni) per chi ne è affetto. Le punizioni morali consistono nell’emarginazione, nel disprezzo o nella repulsione verso chi si comporta in modo “immorale” da parte di coloro che si comportano “moralmente”.

La punizione morale fa talmente paura (consciamente o inconsciamente) che piace parlare di morale (di una certa morale) solo a coloro che si sentono conformi ad essa, o da essa assolti, mentre gli altri (i non assolti) considerano il discorso morale una minaccia, un atto di ostilità nei loro confronti, un pericolo da evitare, e trovano qualsiasi pretesto per non discuterne.

Questa dinamica psicologica rende difficile la sostituzione delle morali tradizionali, basate su dogmi religiosi e conformismo, con morali laiche e razionali, basate su ragionamenti e negoziazioni.

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