Morale, intelligenza e conoscenza

A mio parere, morale e intelligenza sono collegate in quanto il giudizio morale presuppone la previsione delle conseguenze immediate e differite delle azioni e omissioni del soggetto, e tale previsione richiede intelligenza. Infatti, quanto più una persona è intelligente, tanto più essa è in grado di determinare le conseguenze del proprio comportamento per il benessere e il malessere altrui, oltre che per i propri.

Per motivi analoghi, la morale è legata alla conoscenza.

Si potrebbe dunque affermare che quanto più una persona è stupida e/o ignorante, tanto più essa sia immorale. Tuttavia la moralità di una persona non dipende solo dalla sua intelligenza e dalla sua conoscenza, ma anche da altri fattori, come il suo temperamento, la sua educazione, la sua empatia ecc.

Infatti un temperamento timido, che teme di dispiacere agli altri, rende più coscienziosi, così come un’educazione repressiva della libertà di fare ciò che si desidera rende più attenti ai desideri altrui. Inoltre, una spiccata empatia inibisce azioni che possano dispiacere all’altro.

Tuttavia, a parità di temperamento, di educazione, di empatia e di altri fattori, l’intelligenza e le conoscenze di una persona restano fattori chiave della sua moralità.

Ciò non significa necessariamente che quanto più una persona è intelligente e sapiente tanto più essa si comporti moralmente, anche se ciò è spesso vero. Significa tuttavia che quanto più una persona è intelligente e sapiente, tanto più essa è in grado di scegliere razionalmente come comportarsi, essendo consapevole delle conseguenze del proprio comportamento rispetto agli altrui bisogni, desideri, gusti e interessi.

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