Paradossi della storia della filosofia

Paradossi della storia della filosofia

Socrate, Platone e Aristotele sono considerati da molti come i più grandi filosofi della storia e vengono ancora oggi studiati in modo approfondito e attingendo ai testi originali.

La grandezza di questi tre grandi classici non sembra diminuita dal fatto che essi non avevano (ovviamente) letto i filosofi successivi, che chiameremo “moderni”, come Spinoza, Schopenhauer, Hegel, Nietzsche, Heidegger, Wittgenstein, Deleuze e tanti altri.

Questo significa che possiamo tranquillamente fare a meno di leggere i filosofi moderni? Significa che questi non aggiungono nulla di molto importante rispetto a quanto hanno detto i classici?

Mi pare che nel mondo accademico la conoscenza dei filosofi moderni sia considerata assolutamente necessaria per capire il mondo, l’uomo e la società di oggi.

Ma allora i classici avevano delle grosse lacune intellettuali per il fatto di non conoscere i nostri moderni?

Forse i moderni hanno solo approfondito, completato e commentato ciò che dicevano i classici?

Non credo. Infatti i moderni hanno spesso insegnato conoscenze contrastanti e incompatibili con il pensiero dei classici, o hanno reso quel pensiero irrilevante in molti aspetti.

Dovremmo allora scegliere tra i classici e i moderni dal momento che non possono avere entrambi ragione?

Io credo che i moderni hanno, e hanno avuto, un enorme vantaggio rispetto ai classici in quanto hanno potuto leggere i classici stessi, mentre i classici non hanno potuto leggere i moderni, né avevano le conoscenze scientifiche di cui disponevano e dispongono i moderni.

È ovvio che ci sono aspetti del pensiero dei classici che sono validi ancor oggi, e infatti i moderni citano spesso brani di classici per riconoscere la paternità di certe idee non originali. Ma per capire un filosofo moderno è necessario leggere i filosofi che lo hanno preceduto? Spero di no, altrimenti ben pochi specialisti potrebbero capire e praticare la filosofia.

Insomma, per capire il mondo di oggi abbiamo ancora bisogno dei classici oppure questi non fanno che confonderci, indurci in errore o farci perdere tempo?

Mi pare che la filosofia accademica eviti di prendere posizione rispetto alla validità attuale dei vari filosofi, specialmente dei classici, e non risponde alla domanda che ho appena posto.

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