Perché criticare?

Perché criticare?

Per quanto mi riguarda, il bisogno di criticare nasce dall’idea che, al di fuori del pensiero scientifico, il quale si autolimita e si autocritica in continuazione, l’uomo abbia creduto e creda ancora in tante falsità, come ritenere completa una verità incompleta o confondere la mappa col territorio. Criticare per me non significa “la mia idea è più giusta della tua”, ma “la tua idea è infondata, incompleta o inadeguata rispetto alla soddisfazione dei bisogni umani, miei e altrui”. Criticare per me significa anche difendersi dai continui attacchi di chi vorrebbe farci credere cose contro i nostri interessi, per favorire quelli di qualche autorità politica, economica, religiosa, culturale o accademica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.