Perché si parla tanto di Olocausto e poco di altri genocidi

Vorrei cercare di spiegare i motivi per cui l’Olocausto ha un trattamento privilegiato nelle celebrazioni e nelle analisi sociologiche di genocidi, al di là degli interessi degli ebrei.

Secondo me i motivi hanno a che vedere con le condizioni e i modi vicini nel tempo e nello spazio, eccezionali, inusitati, ai limiti dell’assurdo, in cui è avvenuto questo particolare genocidio, che lo rende più eclatante, inquietante e, in un certo senso, istruttivo da un punto di vista di psicologia sociale. Non credo vi sia stato nulla di simile nella storia dell’umanità. Gli elementi eccezionali e rilevanti sono, secondo me:

  • La vicinanza nello spazio e nel tempo rispetto a noi europei. Infatti ho scritto altrove che l’empatia è inversamente proporzionale alla distanza.
  • La comunità ebraica era perfettamente integrata nel tessuto sociale tedesco, sia culturalmente che economicamente.
  • Il genocidio è avvenuto ad opera di uno dei popoli più civili ed istruiti del pianeta
  • Una propaganda a mezzo stampa, radio, cinema e raduni di massa ha convinto milioni di persone che gli ebrei fossero non umani e la causa principale dei problemi economici della Germania
  • Il genocidio è stato consumato mediante un’organizzazione governativa razionale, sistematica, a cui hanno partecipato direttamente o indirettamente, attivamente o passivamente, tantissime persone

Per tali motivi questo genocidio ci (mi) sconvolge molto più di altri più lontani e con attenuanti (di tipo culturale, non morale) più comprensibili.

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