Promesse, aspettative, speranze, previsioni ecc.

Suppongo che l’uomo sia l’unico animale capace di sperare e di disperare, e di godere e di soffrire per aspettative di scenari futuri più o meno desiderabili. Suppongo inoltre che tali caratteristiche siano derivate dalla capacità, anch’essa esclusivamente umana, di prevedere il futuro, almeno in termini probabilistici, e di immaginarlo.

Molte speranze e disperazioni sono l’effetto di promesse o minacce espresse da individui o da intere culture. Se (non) farai, o (non) hai fatto, la cosa X ti succederà la cosa Y. Questa è la struttura logica elementare di ogni promessa, aspettativa, speranza, previsione ecc. E’ la stessa logica su cui si fondano, implicitamente o esplicitamente, le morali, le estetiche, le filosofie, le politiche e le culture in generale.

Ovviamente, le aspettative, le speranze e le previsioni di un individuo o di una collettività possono essere più o meno realistiche, fondate e razionali. Tuttavia anche quelle più assurde possono avere effetti reali per il benessere e il malessere di un soggetto e delle persone con cui esso interagisce. Basti pensare alle religioni, che, pur essendo basate su conoscenze e previsioni totalmente prive di fondamento razionale, costituiscono la base di molti sistemi sociali più o meno felici.

Da un punto di vista psicoterapeutico è importante far luce sulle aspettative del paziente riguardo al futuro, e valutarne la fondatezza, dato che aspettative irrealizzabili o basate su falsi presupposti possono dar luogo a frustrazioni e sofferenze più o meno gravi sia per il soggetto che per le persone con cui interagisce.

Chiediamoci dunque cosa ci aspettiamo dal futuro e su quali promesse e premesse si basano le nostre previsioni. In altre parole, chiediamoci quanto siano fondati e affidabili i presupposti su cui abbiamo costruito le nostre aspettative, speranze e disperazioni.

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