Quale rapporto c’è tra viaggiare e stare bene?

Credo che tra viaggiare e stare bene ci possa essere un rapporto di causalità bidirezionale, nel senso che ci sono casi in cui il viaggiare fa stare bene, o fa stare meglio, e casi in cui chi sta bene ama viaggiare ogni tanto come conseguenza del suo star bene.

Molto dipende dalla congenialità dei luoghi visitati e delle persone incontrate durante il viaggio, dalle condizioni più o meno confortevoli del trasporto e dell’alloggio, dai costi sostenuti e dagli obiettivi e dalle aspettative del viaggiatore.

Normalmente, viaggiare comporta visitare luoghi mai visitati prima, oppure tornare in luoghi non frequentati da un certo tempo. In ogni caso il viaggio comporta un cambiamento più o meno grande degli stimoli a cui si è normalmente sottoposti, cioè comporta nuovi stimoli. Infatti gli stimoli che si ripetono senza variazioni finiscono per perdere la capacità di stimolare, insomma, non vengono più percepiti come stimoli.

Viaggiare può essere pertanto un buon rimedio contro la noia, oltre a essere una fonte di distrazione, di sorpresa e di curiosità. Direi di più: credo che viaggiare permette di soddisfare dei bisogni umani geneticamente determinati, quali i bisogni di esplorazione, di stimolazione e di novità. In tal senso viaggiare ci può far bene.

Viaggiare è anche un modo di spostarsi da un luogo ad un altro, quindi un mezzo di trasporto. Se esistesse una macchina capace di trasportarci da un luogo and un altro istantaneamente, la durata del viaggio sarebbe nulla e quindi il viaggiare inteso come spostamento non avrebbe alcun interesse, né significato, ma ciò che conta sarebbe solo la meta raggiunta e visitata. D’altra parte ci possono essere viaggi in cui l’attrazione è costituita più dal viaggiare, cioè dallo spostamento e dal movimento, piuttosto che dalla (o altre alla) meta del viaggio.

Per me viaggiare ha, tra le altre cose, l’effetto di farmi accantonare i pensieri ripetitivi legati all’ambiente in cui vivo abitualmente, creando spazio per nuove idee e nuove riflessioni. In altre parole, durante i miei viaggi mi sento più creativo.

Non tutti amano viaggiare con la stessa intensità. Infatti ognuno dovrebbe capire qual è la sua dose ottimale di giorni di viaggio rispetto ai giorni di stanziamento.

Grazie alla tecnologia si può anche viaggiare in modo virtuale, e a volte i viaggi virtuali sono più istruttivi di quelli reali, anche se non abbastanza stimolanti.

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