Sul concetto di interazione

Il concetto di “interazione” è, a mio parere, uno dei più importanti, forse il più importante per ogni essere vivente, e per l’uomo in particolare.

Il vocabolario Treccani definisce così l’interazione: “Azione, reazione, influenza reciproca di cause, fenomeni, forze, elementi, sostanze, agenti naturali, fisici, chimici, e, per estens., psicologici e sociali.”

Tale definizione, per quanto precisa e ineccepibile, non rende giustizia dell’assoluta importanza delle interazioni per gli esseri viventi. Infatti potrebbe far pensare alle interazioni come eventi opzionali, occasionali, eventuali, non indispensabili per la vita degli esseri che le praticano consciamente o inconsciamente.

In realtà ogni organismo o organo vivente, materiale o immateriale, dalle cellule ai componenti della mente, incluso l’io cosciente, sono in continua interazione tra di loro e con l’ambiente esterno, e da tali interazioni dipende la loro vita, la loro salute e la loro funzionalità.

L’interazione tra due entità consiste in una serie di transazioni bidirezionali, correlate nel senso che una transazione è influenzata da quelle precedenti e/o influenza quelle successive o contribuisce a dare loro un certo significato. Una transazione tra due entità consiste nel trasferimento di informazioni, oggetti, sostanze o energie da un’entità all’altra. L’interazione più semplice consiste in una  transazione da A a B a cui segue, in risposta, una transazione tra B ed A. In altre parole, una interazione semplice consiste in un’azione a cui segue una reazione.

Il succedersi abituale, e in una certa misura prevedibile, di interazioni tra due entità, costituisce ciò che chiamiamo “relazione”.

Il modo in cui un’entità B, dopo aver ricevuto una transazione da un’entità A, reagisce rispondendo ad A, non è mai casuale (o lo è solo in minima parte), ma dipende da una “logica” o “algoritmo” presente nella mente di B.

Un’interazione complessa è un’interazione che non si limita ad un’unica azione a cui segue un’unica reazione, ma si estende nel senso che una reazione da B verso A può dar luogo ad una ulteriore reazione da A verso B e così di seguito. In altre parole, in un’interazione complessa, ogni transazione è al tempo stesso un’azione e una reazione, cioè è al tempo stesso causa ed effetto di un’altra transazione.

Le transazioni, le interazioni e le relazioni tra entità viventi (a tutti i livelli) servono a soddisfare i loro bisogni vitali o desideri, e sono determinate dalle rispettive “menti”, nel senso batesoniano del termine. In tal senso, anche le cellule hanno una loro mente, che regola le loro transazioni, ovvero le loro azioni e reazioni verso entità viventi adiacenti, in modo da ottenere ciò di cui hanno bisogno per soddisfare i loro bisogni e/o desideri.

D’altra parte la mente umana (intesa come la parte appresa, quella associata alle aree corticali del cervello) si forma attraverso le interazioni con altri umani, come ci insegna George Herbert Mead. Possiamo pertanto dire che la mente umana è al tempo stesso un prodotto sociale, e uno strumento che serve a gestire relazioni sociali.

Dalla qualità delle interazioni con l’ambiente adiacente, dipende dunque la sopravvivenza, la salute e la soddisfazione di ogni entità vivente.

Se una relazione tra due entità viventi è “insoddisfacente”, ciò dipende da un insufficiente “adattamento” (o compatibilità) tra le entità stesse. Il “disadattamento” può essere causato da una malformazione, ipoformazione o inadeguatezza della “mente” di una delle entità o di entrambe, oppure da condizioni materiali che non permettono ad un’entità di trasmettere all’altra ciò di cui quella ha bisogno.

Usare il concetto di “interazione” come chiave di comprensione delle problematiche ecologiche, sociologiche e psicologiche è molto utile, anzi, direi indispensabile per tentare di migliorare se stessi, le proprie relazioni sociali e l’ambiente urbano e naturale. Il vantaggio essenziale di tale approccio, che possiamo definire “relazionale” è che ci induce ad analizzare i problemi di convivenza tra entità non come insiti ontologicamente in qualche entità, ma sempre nell’interazione tra due o più entità, e in senso adattivo.

Per concludere, per capire i problemi ecologici, sociali e psicologici, e per proporre soluzioni migliorative, è importante analizzare le relazioni tra gli attori in gioco in quanto “agenti” che interagiscono secondo certe logiche “mentali”, le quali possono essere più o meno adeguate in senso bilateralmente adattivo.

La faccenda è resa ancora più complessa dal fatto che un’entità vivente non interagisce solo con un altra, ma con una moltitudine di altre, e la relazione tra due entità A e B può essere influenzata dalla relazione tra A e C e così via, in una miriade di influenze reciproche.  Ma anche a fronte di questa problematica multilateralità, l’approccio relazionale, che si basa sull’analisi delle varie interazioni, è indispensabile per comprendere le cause delle disfunzioni e per tentare di ripararle.

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