Sul progresso civile e morale della nostra società

Io penso che, per progredire in senso civile e morale, sia inutile cercare di riprodurre situazioni esemplari del passato, perché è impossibile ricostruire tutte le condizioni che in passato hanno dato luogo a comportamenti positivi. Possiamo forse prendere qualcosa di buono dal passato, ma dobbiamo aggiungervi qualcosa di nuovo per adattarlo all’attualità. Compito degli intellettuali è perciò, a mio avviso, escogitare nuove idee e nuove soluzioni in tal senso.

Penso inoltre che dovremmo tutti sentirci corresponsabili della situazione attuale a causa delle nostre azioni e, soprattutto, delle nostre inazioni. Infatti, secondo me, non basta comportarsi onestamente e razionalmente. Intendo dire che se vogliamo che la società cambi in meglio, se non vogliamo subire la storia, ma dirigerla, dobbiamo fare qualcosa di nuovo e agire razionalmente nel senso dei cambiamenti che auspichiamo.

In altre parole, credo che un cambiamento volontario sia possibile solo attraverso nuovi comportamenti.

Pertanto penso che non dovremmo limitarci a studiare gli autori del passato, ma ognuno di noi dovrebbe agire come “talent scout” della cultura contemporanea, nel senso di scoprire e pubblicizzare gli intellettuali che ci sembrano pragmaticamente più efficaci per realizzare i cambiamenti che auspichiamo.

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