Sulla presunzione di non inferiorità

Quasi nessuno tollera di essere considerato intellettualmente e/o moralmente inferiore ad un altro in quanto individuo o in quanto membro di un certo gruppo o di una certa categoria di persone.  Questo fatto è illogico e funesto perché porta a credere che gli esseri umani abbiano tutti uguali capacità intellettuali e morali, cosa evidentemente falsa e assurda.

Il fatto che sia difficile, se non impossibile, misurare oggettivamente il livello intellettuale e quello morale di una persona, non implica che che quel livello sia uguale per tutti. Tuttavia molti confondono l’uguaglianza dei diritti politici e della dignità umana (che qui non sono in discussione) con l’uguaglianza delle capacità e delle qualità dei comportamenti, inficiando, tra l’altro, le politiche meritocratiche sia nella pubbliche amministrazioni che nelle organizzazioni private.

In conclusione, l’arroganza, la presunzione, la tracotanza sono più in coloro che non si considerano inferiori a nessuno, che in coloro che si considerano superiori a qualcuno.

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