Sulla spiritualità

A mio parere si può definire spirituale tutto ciò che non è materiale, e in particolare ogni informazione che non è legata ad un supporto materiale (cioè un supporto costituito da massa e/o energia).

Tuttavia, siccome non credo che possa esistere un’informazione che non sia legata ad un supporto materiale per la sua scrittura, lettura o trasmissione, propongo di chiamare “spirituale” tutte quelle idee, forme, informazioni, immaginazioni, sensazioni che “percepiamo” come indipendenti da qualsiasi materia o energia naturale (anche se in realtà non lo sono).

Prendiamo ad esempio le divinità religiose, i fantasmi, gli spiriti, le anime, gli angeli e altre cose di questo genere. Possiamo dire che sono “agenti” spirituali in quanto coloro che ci credono attribuiscono loro caratteristiche che non dipendono da leggi fisiche, né biologiche “naturali”, cioè da leggi che regolano la massa, l’energia, lo spazio, il tempo e la vita così come tali aspetti vengono studiati dalle scienze naturali.

Chi non crede nell’esistenza di agenti spirituali in quanto tali, non può non credere che tali agenti esistano in quanto agenti mentali, ovvero in quanto “figure” presenti nella mente di coloro che ci “credono” e che vengono da questi percepite come vive, cioè come “agenti”, con i quali essi stessi possono interagire.

In tal senso, un “agente spirituale” molto particolare è a mio avviso la cosiddetta “coscienza morale”, che alcuni descrivono come una “voce” interiore che ci dice se ciò che stiamo facendo o che abbiamo fatto è cosa buona o cattiva, e che ci fa sentire in colpa se abbiamo fatto qualcosa che la “voce” considera cattiva.

Ebbene, io credo che anche gli atei, i materialisti, i razionalisti, siano dotati di una “coscienza morale” che a tutti gli effetti “agisce” come un agente spirituale, anche se è possibile spiegarne l’esistenza in termini psicologici e neurologici, con il coinvolgimento della genetica, dei meccanismi emotivi, della memoria, dell’apprendimento, del linguaggio, degli ormoni ecc.

A mio parere, il concetto di spiritualità non dovrebbe dunque essere dismesso in quanto idea senza alcuna consistenza né riscontro materiale , ma come una categoria di strutture mentali che, sebbene non abbiano nulla di soprannaturale ovvero nulla che sfugga alle leggi della fisica e della biologia, “agiscono” come entità indipendenti dalla volontà e dalla coscienza del soggetto, e con le quali l’io cosciente del soggetto può interagire, tipicamente in un rapporto di subordinazione.

In tal senso, la “coscienza morale” di cui ho parlato sopra è uno “spirito” sulla cui esistenza e funzione possiamo essere tutti d’accordo, atei e credenti.

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